“Avvenire” contro il registro delle unioni civili a Roma

Sembra proseguire l’«istruttoria» per arrivare nel consiglio comunale di Roma a una delibera di valenza amministrativa o, comunque, a una presa di posizione di valore politico per avviare un’emblematica assimilazione delle «unioni di fatto» alla famiglia fondata sul matrimonio. L’iniziativa, originariamente promossa e sostenuta dai radicali romani, è infatti diventata motivo di contrasto all’interno della maggioranza e terreno propizio per le manovre dei più aggressivi portabandiera dell’idelogia anti-famiglia. Ecco perché in queste ore si sta producendo nella capitale una forte spinta per ottenere a ogni costo una pronuncia inevitabilmente polemica con la famiglia costituzionalmente definita.
Se fosse davvero così, sarebbe grave per Roma. Per ciò che essa è, e per ciò che rappresenta in Italia e nel mondo. E su un ben diverso – ma niente affatto trascurabile – piano sarebbe grave anche per il sindaco della città. Che, da qualche settimana, è leader del Partito democratico. E, dunque, quanto a idee e programmi, ne è il principale testimonial di fronte all’opinione pubblica.

Da “Avvenire” di ieri

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16 commenti

Jeeezuz

questo articolo vìola le più elementari regole di sintassi italiana.

per non parlare delle regole del buonsenso.

J.C. Denton

@Capitan Spaulding
lasciar perdere il registro in cambio di voti è solo “un’offercia che non si può rifiuciare”…

Elettra

Sarebbe invece opportuno che Avvenire si occupasse dei più ineffabili e coerenti portabandiera dell’ideologia pro-famiglia. A proposito,auguri a Fini…
A famigghia!

Tapioco

“aggressivi portabandiera dell’ideologia anti-famiglia”? Certo, chi di noi non va in giro con un fucile, il kit per gli aborti e i moduli per il divorzio!… A regà, ma questi o hanno fumato troppo incenso, o sono proprio in malafede a livello genetico.

lik

“Se fosse davvero così, sarebbe grave per Roma. Per ciò che essa è, e per ciò che rappresenta in Italia e nel mondo”

Un po’ di egocentrismo vedo?

strangerinworld

ma non è ingerenza di uno stato nelle questioni di un altro?
ah, già, siamo in Italia: è COSA LORO
che dramma vivere in un paese di COSE
COSA NOSTRA, COSA POLITICA, COSA LORO

se penso che al di fuori dei nostri confini non se li fila nessuno sto male

anzi sono già imbestialito

ignazio

… per Roma. Per ciò che essa è, e per ciò che rappresenta in Italia e nel mondo.
Roma è, e rappresenta in Italia e nel mondo, la capitale politica e amministrativa dello Stato Italiano, nato dall’unità proclamata il 20 Settembre 1870 e facente parte dell’Unione Europea.
Sarebbe ora che non la si confondesse più col confinante staterello extracomunitario, teocratico, retto da una monarchia assolutista.
E’ auspicabile che il confine sia evidenziato con gli appositi segnali di confine di stato tra stati estracomunitari (al pari della Svizzera, per intenderci).

apoftegmatico

Avessero scritto “Veltroni, se ci provi te la facciamo pagare carissima!” avrebbero risparmiato tempo e carta, lasciando inalterato il concetto.

Silesio

La convivenza prete-perpetua non sarebbe forse una copia di fatto? Forse il Vaticano è terrorizzato dall’idea che la perpetua possa rivendicare qualche diritto, quando il prete dovesse mancare?

Toptone

Coraggio signori, ci vorrà ancora qualche anno – o forse qualche decina – ma alla fine arriverà anche in Italia un Primo Ministro con le palle che a costoro farà pelo e contropelo, e porterà finalmente questo Paese nell’era moderna.

Ci sono voluti circa 100 anni di discussioni e lotte per avere la legge sul divorzio, ma molto meno ci volle per l’aborto. Se tanto mi da tanto………………….

Red Passion

Il tono dell’Avvenire è classicamente di stampo mafioso. Si vede che a furia di frequentare certi ambienti…

Gabriele.b

L’avvenire è il pizzino che il Papa usa per mandare messaggi in codice ai palazzi di Roma e non solo in comune. Li manda al governo, al senato, alla camera e a tutti i partiti di governo e opposizione i qui leader sono li tutti in fila pronti a baciargli l’anello

Gabriele.b

Caro TOPTONE, quando passò la legge sul divorzio e anche quella dell’aborto c’era un leader del partito radicale Panella con tanta rabbia in corpo e tanta voglia di combattere che non lo fermava nessuno ora questa persona si afflosciata non à più voglia ne rabbia per combattere, tant’è che anche Capezzone à molato. Io non sono molto ottimista

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