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	<title>Left &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Il (dis)senso del governo per la laicità</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 10:09:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La democrazia in Italia è sempre stata incompiuta. Fin dalla sua nascita, il 2 giugno 1946, la Costituzione all&#8217;articolo 2 garantisce i diritti inviolabili della persona, anche nelle formazioni sociali in cui si riconosce, e all&#8217;articolo 3 afferma l&#8217;uguaglianza di fronte alla legge senza distinzione di religione. Ma subito dopo, agli articoli 7 e 8, precisa che c&#8217;è qualcuno più uguale degli altri, che ci sono organizzazioni a cui non si applicano le regole che valgono per le associazioni dei...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2025/09/17/dissenso-del-governo-per-laicita/" title="Read Il (dis)senso del governo per la laicità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La democrazia in Italia è sempre stata incompiuta. Fin dalla sua nascita, il 2 giugno 1946, la Costituzione all&#8217;articolo 2 garantisce i diritti inviolabili della persona, anche nelle formazioni sociali in cui si riconosce, e all&#8217;articolo 3 afferma l&#8217;uguaglianza di fronte alla legge senza distinzione di religione. Ma subito dopo, agli articoli 7 e 8, precisa che c&#8217;è qualcuno più uguale degli altri, che ci sono organizzazioni a cui non si applicano le regole che valgono per le associazioni dei comuni mortali.</p>
<p>Il concordato con la Chiesa cattolica e il meccanismo delle intese con confessioni religiose, peraltro scelte arbitrariamente dal governo di turno, dovrebbe far riflettere chi con un po&#8217; di leggerezza sostiene che abbiamo la costituzione più bella del mondo e che non la si deve toccare. È vero, con i tempi che corrono le revisioni sarebbero in peggio, ma bisogna avere l&#8217;onestà intellettuale di riconoscere apertamente che la nostra carta fondamentale conserva un ingombrante relitto di clerico-fascismo e che gli articoli 7 e 8 dovrebbero essere espunti e magari sostituiti con l&#8217;affermazione esplicita del principio di laicità dello Stato. Perché <span class="pullquote">una democrazia liberale non può dirsi tale se non è laica</span>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-76114" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/09/Il-dissenso-del-governo-per-la-laicita.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/09/Il-dissenso-del-governo-per-la-laicita.jpg 1400w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/09/Il-dissenso-del-governo-per-la-laicita-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/09/Il-dissenso-del-governo-per-la-laicita-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/09/Il-dissenso-del-governo-per-la-laicita-1024x535.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" />
<p>Si potrebbe obiettare che la Corte costituzionale, con la sentenza 203/1989, ha già stabilito che la laicità è un principio supremo della Repubblica, ossia che ha una valenza superiore a quella di altre norme di rango costituzionale. Seppur importantissima è rimasta però una dichiarazione sostanzialmente astratta, quando invece sarebbe stato necessario passare ai fatti.</p>
<p>Perché per recuperare il senso della democrazia in Italia è fondamentale recuperare il senso della laicità, fare in modo che sia vissuto dai rappresentanti istituzionali e dunque produca cambiamenti. Può sembrare assurdo ma svolte laiche come le leggi sull&#8217;aborto e il divorzio sono state compiute quando esisteva ancora la religione di Stato e il partito di maggioranza relativa in Parlamento era la Democrazia cristiana. Nel successivo mezzo secolo degne di nota ci sono state solo le mezze vittorie delle leggi per le unioni civili e il testamento biologico. Eppure tutte le inchieste sociologiche mostrano l&#8217;allontanamento dalla pratica religiosa e una voglia di autodeterminazione all&#8217;interno di concezioni del mondo basate su una pluralità di valori, spesso esclusivamente umani.</p>
<p>Stiamo parlando di voglia di laicità, che si esprime con la scelta da diversi anni maggioritaria dei matrimoni con rito civile e delle convivenze, della non frequenza dell&#8217;ora di religione cattolica (con lo storico sorpasso delle scelte laiche negli istituti del Comune di Firenze emerso dai dati ministeriali resi pubblici dall&#8217;Uaar), del ricorso alla procreazione medicalmente assistita e all&#8217;aborto farmacologico, di cerimonie laiche e personalizzate per accompagnare i momenti importanti della propria vita e con la richiesta dell&#8217;educazione sessuale a scuola, di consultori e reparti di ginecologia senza obiettori e di una legge per la morte assistita. Sono solo alcuni esempi di istanze e comportamenti che i cittadini già fanno propri, incontrando però ostacoli amministrativi e legislativi.</p>
<p>Il problema è che il senso e la voglia di laicità nella classe politica vanno invece decisamente a ritroso. Per rendersi conto del livello di regresso anti-laico dei nostri rappresentanti istituzionali vale la pena di fare un piccolo elenco, per nulla esaustivo, di recenti prodezze di cui sono stati capaci. La presidenza del Consiglio dei ministri ha promosso la «condivisione della Parola di Dio sul lavoro» tramite un&#8217;email inviata a tutti i dipendenti, nella quale si sosteneva che «non esiste separazione tra la nostra quotidianità cristiana e quella lavorativa».</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha ribadito che <span class="pullquote">sarà obbligatoriamente letta la Bibbia in classe</span> e ha annunciato un nuovo disegno di legge per ottenere il consenso scritto dei genitori per poter insegnare educazione sessuale nella scuola pubblica. Il governo ha proclamato il numero record di cinque giornate di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, con annessi inviti alla &#8220;sobrietà&#8221; per eventi pubblici inclusa la Festa della Liberazione, oltre a un minuto di silenzio obbligatorio in tutte le classi e in tutti gli uffici. Ha poi disposto l&#8217;esposizione delle bandiere nelle giornate di elezione del nuovo papa e della «solenne celebrazione di inizio pontificato». In occasione di quest&#8217;ultima la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che «c&#8217;è un legame indissolubile tra l&#8217;Italia e il Vicario di Cristo».</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi ha siglato un protocollo d&#8217;intesa con la Cei per affidare in via preferenziale alla Chiesa cattolica – organizzazione non democratica, maschilista e famigerata per la copertura di abusi – la gestione dell&#8217;accoglienza, del rispetto della legalità e dell&#8217;inserimento sociale dei richiedenti asilo o rifugiati in condizioni di vulnerabilità, persone che potrebbero essere in fuga da persecuzioni subite in quanto miscredenti o persone lgbt.</p>
<p>Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin per discutere della legge sul fine vita che l&#8217;esecutivo intende presentare al parlamento.</p>
<p>Ulteriori ingerenze hanno avuto luogo quando papa Prevost ha ricevuto Giorgia Meloni e i due vicepresidenti del Consiglio Salvini e Tajani: oltre a prendere ordini dalle gerarchie ecclesiastiche sui diritti che (non) saranno concessi a chi chiede di morire con dignità, si è parlato anche di soldi pubblici. In particolare della presunta concorrenza sleale che il governo avrebbe messo in pratica sull&#8217;8&#215;1000 permettendo ai contribuenti che scelgono &#8220;Stato&#8221; di indicare la specifica tipologia di intervento.</p>
<p>Negli ultimi anni sono infatti in forte calo le firme per la Chiesa cattolica nell&#8217;8&#215;1000 con conseguenti perdite dell&#8217;ordine delle centinaia di milioni di euro, e in crescita quelle per lo Stato per l&#8217;effetto trainante delle tipologie più laiche &#8220;Edilizia scolastica&#8221; e &#8220;Calamità naturali&#8221;. Tragicomica la rassicurazione di fedeltà clericale di Antonio Tajani riguardo alla nuova tipologia di 8&#215;1000 statale voluta e introdotta dal governo Meloni: «Non è successo nulla di strano: una parte [viene] destinata alle comunità di recupero dei tossicodipendenti, che in gran parte sono gestite da rappresentanti della Chiesa, quindi, nella sostanza, non ci sono danni per la Chiesa».</p>
<p>E naturalmente a seguito delle proteste del Vaticano la programmazione degli spot della &#8220;Campagna di comunicazione Otto per mille allo Stato&#8221; si è bruscamente interrotta sul nascere.</p>
<p>Questa carrellata di degrado istituzionale anti-laico può colpire ma non sorprendere. <span class="pullquote">A impressionare maggiormente è forse il silenzio dell&#8217;opposizione</span>, la consapevolezza che a parti invertite si comporterebbe sostanzialmente allo stesso modo.</p>
<p>Preso atto che l&#8217;ordinamento giuridico non è laico e che manca la volontà della politica di cambiare le cose, occorrerà impegnarsi in battaglie civili e culturali, tenendo presente che la laicità è e deve essere trasversale ai partiti e alle formazioni sociali così come lo è tra persone di differenti opinioni, evitando di fare sconti alle realtà politiche a cui si fa riferimento ed esercitando attivamente il nostro ruolo di elettori per spronare chi chiede il nostro voto a cambiare in meglio il mondo.</p>
<p>Perché avere tutti maggiori possibilità di compiere scelte consapevoli, senza indottrinamenti, condizionamenti e identità imposte, è un beneficio per tutti.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://left.it/2025/07/31/il-dissenso-del-governo-per-la-laicita/">Articolo</a> pubblicato su <em>Left</em> il 31/07/2025</p>
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		<title>Eutanasia di uno Stato sovrano</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2020 08:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono trascorsi pochi giorni dal 150esimo anniversario della Breccia di Porta Pia, una data fondamentale per i diritti e le libertà dei cittadini del nostro Paese. Il 20 settembre 1870 segnò la fine dello Stato della Chiesa, della dottrina cattolica reale: uno Stato in cui il potere era esercitato ricorrendo alla pena di morte, rinchiudendo nel ghetto gli ebrei, contrastando i diritti umani in nome della fede. Ancora oggi quella che un tempo si chiamava Santa Inquisizione, ora Congregazione per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/10/11/eutanasia-uno-stato-sovrano/" title="Read Eutanasia di uno Stato sovrano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trascorsi pochi giorni dal <a href="https://uaar.it/150-anni-presa-di-roma.html">150esimo anniversario della Breccia di Porta Pia</a>, una data fondamentale per i diritti e le libertà dei cittadini del nostro Paese. Il 20 settembre 1870 segnò la fine dello Stato della Chiesa, della dottrina cattolica reale: uno Stato in cui il potere era esercitato ricorrendo alla pena di morte, rinchiudendo nel ghetto gli ebrei, contrastando i diritti umani in nome della fede. Ancora oggi quella che un tempo si chiamava Santa Inquisizione, ora Congregazione per la dottrina della fede (Cdf), ce la mette tutta per negare diritti e contrastare l’autodeterminazione delle persone.</p>
<p><span class="pullquote">Mi riferisco alla <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/09/22/0476/01077.html">lettera <em>Samaritanus bonus</em></a>, approvata dal “rivoluzionario” papa Bergoglio</span>, nella quale la Congregazione sembra vivere in un mondo a parte. Un mondo in cui parole e concetti crudeli vengono fatti passare per insegnamenti morali. Eutanasia e suicidio assistito, nel mondo basato invece su valori esclusivamente umani, sono considerati in maniera sempre più diffusa e consapevole diritti da riconoscere, atti compassionevoli, traguardi di libertà per evitare che altri decidano al posto nostro in quali condizioni di sofferenza terminare l’esistenza che appartiene a ciascuno di noi. Al contrario nel mondo di Bergoglio e della Congregazione per la dottrina della fede sono crimini, perché «si decide al posto di Dio il momento della morte», perché «ledono grandemente l’onore del Creatore» e perché oscurano «la percezione della sacralità della vita umana».</p>
<p>Basterebbe rispondere che in uno Stato che non è più quello del papa-re queste considerazioni non interessano né devono interferire in alcun modo con chi a Dio non crede, o con chi non si cura dell’interpretazione arbitraria della presunta volontà divina autocertificata da papa Bergoglio e dalle sue controllate. Ma a ben vedere la lettera della Congregazione non parla ai fedeli cattolici, che si suppone seguano le direttive delle gerarchie ecclesiastiche (<em>Catechismo</em> alla mano, il battezzato è tenuto ad essere «obbediente e sottomesso ai capi della Chiesa»). È invece un monito ai governanti, perché limitino le libertà degli individui per non incorrere in quelli che in Vaticano considerano peccati. È la solita trappola del dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio: alla fine si scopre che tutto è di Dio, e che a Cesare non rimane che adeguarsi a quel che dice chi afferma di rappresentare Dio.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-65647" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/10/Finevita-per-fb.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/10/Finevita-per-fb.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/10/Finevita-per-fb-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/10/Finevita-per-fb-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/10/Finevita-per-fb-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>E così della nostra vita dovrebbe contare sempre la quantità, non la qualità. Sempre la durata, anche se ciò significa inutile e atroce sofferenza secondo il privato e insindacabile giudizio della persona che quella vita vive. Con qualche eccezione, peraltro, perché poi la vita non è così sacra quando la si sacrifica per la fede: di martiri è pieno il calendario. Non solo sarebbe giusto calpestare i diritti delle persone; persone che soffrono e non vogliono affatto fruire del presunto affetto di chi li vuole condannare a soffrire per il loro bene. Avrebbe una sua utilità, perché per Bergoglio e l’ex Sant’Uffizio «sopprimere un malato che chiede l’eutanasia non significa affatto riconoscere la sua autonomia e valorizzarla, ma al contrario significa disconoscere il valore della sua libertà, fortemente condizionata dalla malattia e dal dolore, e il valore della sua vita, negandogli ogni ulteriore possibilità di relazione umana, di senso dell’esistenza e di crescita nella vita teologale». Un malato terminale diventa così un contenitore, che acquista valore in quanto può essere riempito di senso dell’esistenza e di vita teologale secondo quanto deciso nei sacri palazzi.</p>
<p>Come detto, <span class="pullquote">basterebbe un minimo di laicità e di rispetto dei diritti umani per rispedire queste ingerenze al mittente</span>. I tempi sono più che maturi: le indagini dicono che oltre il 70% degli italiani è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Ma quando il mittente si chiama Bergoglio i politici sembrano colpiti da dissonanza cognitiva, che risolvono negando l’evidenza: sarà diverso il modo di calcare le scene, ma in tema di dottrina Francesco non si discosta di un millimetro da Benedetto XVI.</p>
<p>È trascorso da poco anche il settimo anno dal <a href="https://blog.uaar.it/2013/09/13/eutanasia-legale-oggi-consegna-firma-montecitorio/">deposito a Montecitorio delle 67mila firme</a> per una legge laica di iniziativa popolare sull’eutanasia. La Uaar, al fianco della associazione Coscioni, dopo aver raccolto le firme ha continuato a mobilitarsi perché il Parlamento discuta e approvi la legge.</p>
<p>Qualcosa sembra essersi svegliato recentemente, e non a caso è arrivato l’altolà del Vaticano con la <em>Samaritanus bonus</em>, una sorta di scomunica ai parlamentari che dovessero sostenere la legalizzazione dell’eutanasia. Ma le scomuniche hanno sempre meno presa in una società secolarizzata, e comminarle potrebbe essere un boomerang. Molto più efficace sedersi sulle poltrone giuste. E in questo il governo fa del suo peggio. Era già stata nominata una consigliera del Vaticano, suor Alessandra Smerilli, nella task force “Donne per un nuovo Rinascimento”. Ironia della sorte, a volere un pezzo da novanta di un’organizzazione antidemocaratica che nega la parità alle donne era stata la ministra per le Pari opportunità, Elena Bonetti. Ma il ministro della Salute Roberto Speranza ha alzato l’asticella del surrealismo clericale. Il giorno dopo i 150 anni dalla Presa di Roma ha annunciato la nomina a capo della commissione per l’assistenza agli anziani <a href="https://blog.uaar.it/2020/09/28/clericalata-settimana-39-ministro-salute-mette-monsignor-paglia-capo-commissione-riforma-assistenza-anziani/">di Sua eccellenza reverendissima monsignor Vincenzo Paglia</a>. A nome dell’Uaar ho commentato che la laicità è andata a farsi benedire, e che Speranza ha scelto di guardare a una sanità privata e cattolica al posto di una pubblica e laica. Tenuto anche presente che il Ssn italiano già paga ai preti in corsia lo stesso stipendio degli infermieri, per un totale di 35 milioni l’anno, la nomina del “ministro” del Vaticano voluta da Speranza diventa l’atto più inopportuno da compiere. Si preannunciano tempi duri per l’autodeterminazione in materia di fine vita. Ci sarà da impegnarsi ancora di più per rendere questo Paese laico e civile.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://left.it/2020/10/02/eutanasia-di-uno-stato-sovrano/">Articolo pubblicato su <em>Left</em> del 2 ottobre 2020</a></strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F10%2F11%2Feutanasia-uno-stato-sovrano%2F&amp;linkname=Eutanasia%20di%20uno%20Stato%20sovrano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F10%2F11%2Feutanasia-uno-stato-sovrano%2F&amp;linkname=Eutanasia%20di%20uno%20Stato%20sovrano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F10%2F11%2Feutanasia-uno-stato-sovrano%2F&amp;linkname=Eutanasia%20di%20uno%20Stato%20sovrano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F10%2F11%2Feutanasia-uno-stato-sovrano%2F&amp;linkname=Eutanasia%20di%20uno%20Stato%20sovrano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F10%2F11%2Feutanasia-uno-stato-sovrano%2F&#038;title=Eutanasia%20di%20uno%20Stato%20sovrano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2020/10/11/eutanasia-uno-stato-sovrano/" data-a2a-title="Eutanasia di uno Stato sovrano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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