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	<title>MicroMega &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Ora di religione, assente giustificata: sempre meno studenti frequentano l’Irc</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 07:00:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[MicroMega]]></category>
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					<description><![CDATA[Superavano di poco il milione nel 2020/21, hanno raggiunto quota 1.164.000 nel 2023/24. Nelle scuole statali italiane le scelte di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica (Irc) crescono a un ritmo di cinquantamila l’anno, nonostante il calo demografico comporti contestualmente una diminuzione annua della popolazione studentesca di centomila unità. La disaffezione per l’ora di religione si diffonde in tutto il paese, ma con accelerazioni di entità diversa che provocano divisioni tra Nord e Sud e tra città e provincia. Sono...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2025/04/19/ora-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-irc/" title="Read Ora di religione, assente giustificata: sempre meno studenti frequentano l’Irc">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Superavano di poco il milione nel 2020/21, hanno raggiunto quota 1.164.000 nel 2023/24. Nelle scuole statali italiane le scelte di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica (Irc) crescono a un ritmo di cinquantamila l’anno, nonostante il calo demografico comporti contestualmente una diminuzione annua della popolazione studentesca di centomila unità. La disaffezione per l’ora di religione si diffonde in tutto il paese, ma con accelerazioni di entità diversa che provocano divisioni tra Nord e Sud e tra città e provincia.</p>
<p><span class="pullquote">Sono queste le prime considerazioni</span> basate sui <a href="https://blog.uaar.it/2025/03/26/non-ferma-fuga-dallora-religione-cattolica/">dati resi liberamente accessibili</a> grazie all’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), che aderisce alla campagna #datiBeneComune e che per la terza volta ha utilizzato la normativa conosciuta a livello internazionale come Foia (Freedom of Information Act), volta a garantire ai cittadini il diritto di ottenere le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-75457" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/04/Ora-di-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-lIrc.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/04/Ora-di-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-lIrc.jpg 1298w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/04/Ora-di-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-lIrc-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/04/Ora-di-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-lIrc-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/04/Ora-di-religione-assente-giustificata-sempre-meno-studenti-frequentano-lIrc-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1298px) 100vw, 1298px" />
<p>Gli accessi civici generalizzati al ministero dell’Istruzione e del merito e alle province autonome di Trento e di Bolzano e l’elaborazione dei dati ottenuti – con l’esclusione precauzionale dalle statistiche di quelli ritenuti inattendibili – permettono oggi di interrogare le scelte relative all’Irc con <a href="https://public.flourish.studio/visualisation/22265985/">aggregazioni geografiche</a> e con dettaglio <a href="https://ywf.uaar.it/aairc/?r=scuola&amp;id=BOPS030004">per singolo istituto</a>, con uno storico che parte dall’anno scolastico 2018/19 e arriva al più recente 2023/24, i cui dati sono stati resi disponibili dall’Uaar nei giorni scorsi.</p>
<p>Aggregando le preferenze espresse da studenti e famiglie in merito alla frequenza dell’Irc nelle scuole delle città capoluogo si registra l’epocale sorpasso dei “no” a Firenze (51,51%), con altri quattro comuni nei quali più di quattro studenti su dieci non frequentano le lezioni conformi alla dottrina della Chiesa: Bologna (47.29%), Aosta (43,58%), Biella (40,62%) e Mantova (40,54%).</p>
<p>Per avere percentuali inferiori al 3% occorre spostarsi all’estremo opposto della penisola, a Taranto, Benevento e Barletta. Ad analogo risultato si arriva allargando l’<a href="https://public.flourish.studio/visualisation/22265985/">aggregazione all’intera provincia</a>: si passa dal 39,79% di Firenze e dal 38,15% di Bologna (più basse rispetto a quelle del comune capoluogo) al 2,93% di Napoli. E così anche <a href="https://public.flourish.studio/visualisation/22266090/">considerando le regioni</a>: 32,53% di “no” all’Irc in Valle d’Aosta, 3,28% in Campania.</p>
<p>Oltre alla spaccatura del gruppo classe in tenera età (si pensi a bambine e bambini della scuola primaria che per due ore la settimana vengono separati in base alle scelte religiose dei genitori), l’Irc riesce quindi a dividere anche in base alla latitudine e alla distanza dai grandi centri abitati. I dati ministeriali pubblicati dall’Uaar evidenziano queste oggettive differenze e tanto è bastato al segretario Orazio Ruscica dello Snadir, il più importante sindacato degli insegnanti di religione cattolica, per <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/la-scuola-e-laica-e-lora-di-religione-e-un-fardello-gli-atei-contro-valditara-concorsi-farsa-e-bibbia-snadir-replica-luaar-non-sa-cosa-si-fa-in-quei-60-minuti">lanciare l’accusa</a> di “strisciante e spiacevole razzismo territoriale”.</p>
<p>Una più pacata e razionale analisi avrebbe portato a differenti considerazioni. Non è forse probabile che dove incide maggiormente il condizionamento sociale e la pressione identitaria cattolica (Sud e piccoli centri abitati) sia davvero difficile esercitare liberamente il diritto a un’attività didattica alternativa all’Irc?</p>
<p>Garantire il diritto all’istruzione, questa dovrebbe essere la principale preoccupazione del corpo docente della scuola pubblica. Ma ci sono insegnanti di religione che addirittura vogliono opporsi in sede di collegio docenti al principio che “anche i bambini dell’attività alternativa hanno il diritto di avere un testo sul quale lavorare”.</p>
<p>In questa crociata vengono spalleggiati da esperti della Cei che sostengono che “far acquistare allo Stato un libro di alternativa anziché di religione è un furto”. Sono frammenti di <a href="https://www.culturacattolica.it/irc/irc/2023/05/21/testo-di-alternativa.amp">uno scambio</a> presente nella sezione “Domande e risposte” di culturacattolica.it, una dimostrazione concreta del fatto che alla pressione sociale si aggiungono, all’interno delle scuole, metodi organizzati per ostacolare la pari dignità educativa di bambine e bambini che non si avvalgono dell’Irc.</p>
<p>Sia chiaro: sicuramente ci sono bravi insegnanti di religione cattolica e ce ne saranno anche che hanno votato a favore dell’adozione del libro di testo per il programma di attività alternativa contrariamente agli odiosi consigli di certi esperti Cei, che ritengono inaccettabile la discriminazione infantile praticata ancora in troppe scuole ai danni degli scolari non avvalentisi ai quali, fin dal primo giorno di scuola, dovrebbero essere garantiti insegnante, aula e programma didattico alternativo.</p>
<p>Ma diciamo le cose come stanno: il reclutamento dei docenti di religione cattolica nella scuola pubblica è <span class="pullquote">la più grande forma di clientelismo in Italia</span>. È infatti l’unico caso di dipendenti pubblici che per ricevere lo stipendio statale devono presentare la lettera di “idoneità diocesana” rilasciata a insindacabile giudizio del vescovo.</p>
<p>Su questa affermazione non sono per niente d’accordo i portavoce di altri sindacati che tutelano i docenti di religione cattolica, Sair e Fesnir, <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/religione-cattolica-a-scuola-la-replica-di-sair-e-fensir-alluaar-no-al-cliche-del-clientelismo-si-alla-trasparenza-e-al-confronto-con-la-realta">secondo i quali</a> è necessario “un titolo di studio adeguato” e il superamento di concorsi “il cui programma di esame è identico a quello previsto per qualsiasi altro concorso pubblico nella scuola”.</p>
<p>Sfugge un dettaglio: nessun altro concorso pubblico prevede come requisito per partecipare la presentazione della “certificazione dell’idoneità diocesana rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di scadenza”, come riportato alla pagina <a href="https://www.mim.gov.it/chi-partecipa10">Chi partecipa</a> del sito del ministero.</p>
<p>Ancora più surreale l’affermazione che “se un docente deve insegnare cristianesimo e cattolicesimo, è logico che debba conoscerne e condividerne la dottrina”. Su un certo grado di conoscenza si può essere d’accordo, sulla condivisione (certificata da un vescovo poi) niente affatto. È un principio che può valere in una scuola privata cattolica, non certo in una scuola pubblica di uno Stato laico dove religioni e filosofie non religiose devono essere studiate in maniera critica, compito che può benissimo essere svolto dai docenti delle materie di storia, filosofia, arte, letteratura, geografia.</p>
<p>Consideriamo infine la frequente e sbrigativa interpretazione data all’incessante crescita dei no all’ora di religione, secondo cui si spiegherebbe tutto con l’incremento delle famiglie di origini straniere. È un fattore che ha un peso, ma di misura più limitata di quanto si possa pensare. Partiamo da una premessa: non frequentare insegnamenti dottrinali a scuola è una scelta a favore della laicità dell’istruzione pubblica a prescindere che venga espressa da atei, cattolici o fedeli di religioni di minoranza.</p>
<p>Se a Firenze e Bologna il 50% degli studenti dice no all’Irc si deve riconoscere che l’immigrazione c’entra poco, perché in quelle città gli stranieri sono circa il 20% e una parte di essi la frequenta. Si giunge alla stessa conclusione guardando le percentuali dei no di tanti licei, istituti dove scarseggiano ragazze e ragazzi di origine straniera.</p>
<p>Ad esempio allo scientifico Copernico, da anni al vertice della classifica bolognese delle migliori scuole formulata da Eduscopio, <span class="pullquote">solo uno studente su tre rimane in classe</span> quando entra il docente scelto dal vescovo. Ai licei artistici le scelte laiche sono ancora più marcate e raggiungono l’85% al Leon Battista Alberti di Firenze, che detiene il record a livello nazionale.</p>
<p>Una spiegazione molto più convincente è invece lo straordinario allontanamento dalla pratica religiosa degli italiani, testimoniato da indagini sociologiche nazionali tra le quali diverse commissionate da organizzazioni cattoliche. È di pochi giorni fa il <a href="https://www.pewresearch.org/religion/2025/03/26/around-the-world-many-people-are-leaving-their-childhood-religions/pr_2025-03-26_international-religious-switching_0-06/">sondaggio</a> dell’autorevole istituto di ricerca demografica internazionale Pew Research Center che colloca l’Italia al primo posto dei paesi per abbandono della religione a favore di scelte di vita atee e agnostiche.</p>
<p>Per ogni conversione in senso religioso sono 29 gli italiani che, diventati adulti, hanno abbandonato la fede nella quale erano stati cresciuti e non si sono affiliati ad altre religioni. Logico aspettarsi che sia sempre meno condivisa la scelta di far frequentare ai propri figli una materia facoltativa di stampo confessionale tra le mura della scuola pubblica.</p>
<p>In attesa che il ministero dell’Istruzione e del merito aggiunga la possibilità di scaricarli liberamente dal Portale unico dei dati della scuola, anche per i prossimi anni l’Uaar si impegna a rendere pubblici i dati sulla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane. Per consultarli basta <a href="https://www.uaar.it/non-frequenza-irc-nelle-scuole-italiane/">cliccare qui</a>.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://www.micromega.net/ora-di-religione-assente-giustificata-irc-in-netto-calo">su MicroMega</a> il 10 aprile 2025.</p>
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		<title>Laicità e diritti, una panoramica dei programmi elettorali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 10:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se la diciassettesima legislatura ci ha consegnato testamento biologico, divorzio breve e unioni civili, il bilancio da una prospettiva laica della diciottesima, che sta volgendo al termine, è desolante. Trovare passi avanti è un’impresa, e si rischia di mentire a se stessi definendoli tali senza ulteriori precisazioni. Le dichiarazioni dei redditi 2020 hanno per la prima volta permesso ai contribuenti che scelgono “Stato” nell’Otto per mille d’indicare la specifica destinazione tra le cinque previste per legge. Piccola cosa e pure...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2022/09/16/laicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali/" title="Read Laicità e diritti, una panoramica dei programmi elettorali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se la diciassettesima legislatura ci ha consegnato testamento biologico, divorzio breve e unioni civili, il bilancio da una prospettiva laica della diciottesima, che sta volgendo al termine, è desolante. Trovare passi avanti è un’impresa, e si rischia di mentire a se stessi definendoli tali senza ulteriori precisazioni. Le dichiarazioni dei redditi 2020 hanno per la prima volta permesso ai contribuenti che scelgono “Stato” nell’Otto per mille d’indicare la specifica destinazione tra le cinque previste per legge. Piccola cosa e pure atto dovuto, visti i ripetuti rimproveri in merito da parte della Corte dei conti.</p>
<p>Sempre nel 2020 il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida sull’aborto farmacologico facendo cadere l’obbligo di ricovero e ammettendo l’uso della pillola Ru486 fino alla nona settimana. Ma anche in questo caso <span class="pullquote">si è trattato di colmare un vergognoso divario rispetto agli altri paesi occidentali</span> e allineare le procedure mediche alle indicazioni dell’Oms e a consolidate evidenze scientifiche. Senza contare che più che di volontà laica può essersi trattato di necessità per non affollare gli ospedali durante l’emergenza pandemica.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-70672" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022.jpg 1719w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022-1536x804.jpg 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/09/domande-laiche-2022-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1719px) 100vw, 1719px" />
<p>A parte questi due barlumi progressisti arrivati durante il governo Conte II, il Parlamento che a breve sarà sciolto verrà tristemente ricordato per le disfatte. Gli applausi dei senatori dopo l’affossamento di un semplice provvedimento contro le discriminazioni come il ddl Zan, l’ingerenza del Vaticano nei lavori del legislatore resa manifesta dalla nota con cui la Santa Sede rivendicava il privilegio concordatario d’intromettersi, l’incapacità di portare a termine la legge sulla morte volontaria medicalmente assistita, ossia quel minimo sindacale già messo nero su bianco dalla Corte costituzionale nel 2019.</p>
<p>A chiudere la legislatura, poi, il cosiddetto “governo del migliori”, che per il record di ministri già compiacenti relatori al Meeting di Rimini poteva essere definito <a href="https://blog.uaar.it/2021/02/13/nevica-governo-cielle/">“Governo Cielle”</a>. Ma al peggio non c’è mai limite, e per chi ha cuore laicità dello Stato e diritti fondamentali la diciannovesima legislatura potrebbe segnare il passaggio dal livello desolante a quello catastrofe.</p>
<p>Andiamo infatti a dare un’occhiata ai programmi delle principali forze politiche. Una cosa che accomuna Fratelli d’Italia, Lega, Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Unione Popolare è di non aver resistito a riportare una citazione papale. FdL lo fa al primo punto, “Sostegno alla natalità e alla famiglia”, giusto per capire subito di che famiglia e di che pressioni si tratta. La Lega lo fa più avanti, sempre sullo stesso argomento, e per farsi perdonare si ricorda di aggiungere il titolo di santo davanti al nome del pontefice. Anche il Pd cita il papa, per aiutarci a capire come uscire dal trauma della pandemia. Avs ritiene il pontefice fonte di suggestive parole sui conflitti bellici. Infine per UP il parere del papa conta nella gestione delle perdite della rete idrica, visto che ha scritto al riguardo “nella Laudato Sì [sic]”.</p>
<p>La differenza sostanziale è nel pontefice che i vari partiti vogliono avere al loro fianco: il centrodestra punta su Giovanni Paolo II, le altre forze su Francesco. Una sorta di tifoseria clericale quando invece sulle questioni elencate scienziati e ricercatori sono decisamente più competenti e autorevoli di un capo religioso. Non solo. Tutti i programmi elettorali dedicano spazio all’importanza della parità di genere e a rimuovere i fattori che determinano discriminazioni ai danni delle donne. Encomiabili intenzioni, ma se usi pontefici come testimonial stai di fatto promuovendo un’organizzazione basata sulla disparità di genere, dove il capo assoluto è rigorosamente di sesso maschile così come tutta la gerarchia.</p>
<p>Non deve sorprendere che le posizioni più clericali siano presenti nel programma del centrodestra. Al ritornello della difesa delle radici giudaico-cristiane (solo cristiane per la Lega) seguono affondi più pesanti da parte delle singole formazioni. L’ossessiva promozione della “cultura della Vita”, la lotta alla denatalità (su un pianeta che a breve vedrà la presenza di <a href="https://blog.uaar.it/2020/07/11/possiamo-salvare-pianeta-facendo-piu-figli/">otto miliardi di esseri umani</a>) e il sostegno alle organizzazioni anti scelta nei consultori non è sufficiente alla Lega, che prevede anche campagne in cui i giovani verranno informati che se non si mettono a far figli causeranno “il collasso del sistema di previdenza, welfare e l’innalzamento delle tasse”.</p>
<p>FdI assieme alla “valorizzazione del Giubileo 2025” ha in programma quella di “Roma Capitale della Cristianità”. Senza giudaismo, stavolta, ché l’abbinamento delle note radici stonerebbe alquanto nella città in cui i papi realizzarono il “serraglio degli ebrei”, dove li rinchiusero per secoli privandoli dei diritti fino a quando il 20 settembre 1870 il sanguinario Stato della Chiesa fu sconfitto, gli ebrei liberati ed equiparati a cittadini italiani e il ghetto voluto dai papi abolito. A tal proposito chissà quanti candidati alle elezioni si ricorderanno, cinque giorni prima del voto e almeno quel giorno, di celebrare la Roma Capitale della Laicità.</p>
<p>Purtroppo <span class="pullquote">non sorprenderà nemmeno la tiepida risposta del Pd</span>. Nel programma la parola “scuola” è ripetuta 17 volte, e mai una volta accompagnata da “pubblica”. “Laicità” non pervenuta. Come partner con cui collaborare nelle politiche di contrasto all’emarginazione sociale compare nell’elenco anche l’“associazionismo laico”, ma al primo posto vengono il “mondo cattolico e le diverse comunità religiose presenti nel nostro Paese”. C’è l’impegno ad approvare una legge sul fine vita, ma solo “in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale”: in pratica si parte dal minimo già riconosciuto per via giudiziaria, quando la Lega si impegna a contrastare anche quanto stabilito dalla Consulta, visto che nel suo programma c’è il “NO alla legalizzazione della morte volontaria medicalmente assistita” tout court.</p>
<p>Debolissimo anche il sostegno del Pd all’accesso all’aborto: si deve assumerlo per intuito, visto che non è citato e l’applicazione della legge 194/1978 è prevista “in ogni sua parte” (e sono le stesse parole utilizzate da FdI). Risultano quindi innominabili laicità, scuola pubblica, aborto ed eutanasia. Ha trovato invece posto l’impegno per introdurre il matrimonio egualitario, ma sembra stato in forse fino all’ultimo, se alla vigilia della presentazione dei programmi la senatrice Cirinnà aveva promosso una petizione per inserirlo.</p>
<p>Va meglio nei programmi delle liste in coalizione con il Pd, a parte il nulla da segnalare da Impegno civico. Avs sostiene il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, la legge sul fine vita, l’educazione sessuale “laica e libera da condizionamenti di matrice religiosa”. All’interno di Avs spiccano i candidati di Possibile, unico partito a puntare alla laicità della scuola con l’abolizione dell’insegnamento della religione cattolica nel primo ciclo e la sua sostituzione con una materia non confessionale alle superiori e l’abbandono dell’esposizione del crocifisso in aula. Infine +Europa, che punta a una legge per l’eutanasia e il suicidio assistito, alla diffusione dell’aborto farmacologico, alla presenza di punti Ivg con personale non obiettore e, nell’allegato Manifesto arcobaleno, alla laicità dello Stato. +Europa è anche l’unico partito a porre la questione del contrasto alla criminalizzazione dell’apostasia nel mondo.</p>
<p>Resta da dare uno sguardo agli altri poli. Il Movimento 5 Stelle sostiene matrimonio egualitario, legge contro l’omotransfobia e l’educazione sessuale nelle scuole. Anche Azione-Iv propone una legge contro l’omotransfobia, ma dall’altra parte sostiene con vigore la “libertà di scelta educativa”, ossia ulteriori e massicci finanziamenti pubblici alle scuole private, un mercato controllato e che rimarrà controllato dalle scuole cattoliche. Note laiche da Unione Popolare, che ha in programma la legge sull’eutanasia, rendere i consultori spazi pienamente laici e contrastare l’obiezione di coscienza nel SSN.</p>
<p>Chi deve decidere come votare e ha a cuore laicità e diritti civili potrà trovare qualche stimolo dopo questa sicuramente non esaustiva carrellata sui programmi elettorali. Ma oltre ai programmi in politica conta ciò che si rivendica, contano le risposte pubbliche a fronte di questioni concrete e spesso non considerate in quei programmi. Anche se può risultare frustrante, farsi sentire conta.</p>
<p>A maggior ragione quando i candidati vengono a chiedere il tuo voto. Su queste basi si muove la campagna Uaar <a href="https://blog.uaar.it/2022/09/09/chiedi-il-mio-voto-dimmi-se-farai-gli-interessi-del-paese-o-del-vaticano/">“Chiedi il mio voto?”</a>: pretendere risposte in modo che sia possibile decidere a ragion veduta. L’Uaar ha scelto nove domande laiche e scritto alle segreterie dei vari partiti. Non tanto per ricevere le risposte da questo canale, ma per fare in modo che ciascuno possa sollecitare i candidati che pensa di votare chiedendo risposte chiare e pubbliche. Sui social, sempre più usati per fare campagna elettorale, oppure durante i tanti incontri dal vivo organizzati dalle forze politiche. Si tratta di questioni cruciali, concrete, spesso assenti dal dibattito pubblico. Eccole in sintesi:</p>
<ul>
<li>Sale per i funerali civili su tutto il territorio nazionale</li>
<li>Riscossione ICI arretrata dalla Chiesa</li>
<li>DAT (biotestamento) nella Banca dati nazionale via SPID</li>
<li>Revisione 8×1000 e promozione della scelta Stato</li>
<li>Matrimonio egualitario</li>
<li>Superamento dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica</li>
<li>Legge sull’eutanasia</li>
<li>Garantire l’accesso all’aborto</li>
<li>Denuncia unilaterale del Concordato</li>
</ul>
<p>Tutti i dettagli alla pagina: <a href="https://www.uaar.it/domande-laiche-2022/">uaar.it/domandelaiche2022</a></p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://www.micromega.net/laicita-e-diritti-programmi-elettorali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su MicroMega</a> il 15 settembre 2022.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F09%2F16%2Flaicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali%2F&amp;linkname=Laicit%C3%A0%20e%20diritti%2C%20una%20panoramica%20dei%20programmi%20elettorali" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F09%2F16%2Flaicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali%2F&amp;linkname=Laicit%C3%A0%20e%20diritti%2C%20una%20panoramica%20dei%20programmi%20elettorali" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F09%2F16%2Flaicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali%2F&amp;linkname=Laicit%C3%A0%20e%20diritti%2C%20una%20panoramica%20dei%20programmi%20elettorali" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F09%2F16%2Flaicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali%2F&amp;linkname=Laicit%C3%A0%20e%20diritti%2C%20una%20panoramica%20dei%20programmi%20elettorali" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F09%2F16%2Flaicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali%2F&#038;title=Laicit%C3%A0%20e%20diritti%2C%20una%20panoramica%20dei%20programmi%20elettorali" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2022/09/16/laicita-e-diritti-una-panoramica-dei-programmi-elettorali/" data-a2a-title="Laicità e diritti, una panoramica dei programmi elettorali"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Torino: un esorcismo per “rendere eterosessuale” la figlia di 16 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 10:26:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[MicroMega]]></category>
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					<description><![CDATA[Un esorcismo per rendere eterosessuale la figlia sedicenne innamorata di una ragazza. Il ricorso a tale sconsiderato intervento viene in mente ai genitori di una famiglia torinese benestante e istruita, forse la più eclatante di una serie di decisioni che di educativo avevano ben poco. Almeno per la pedagogia e per il ruolo delle figure genitoriali dell’anno 2022, visto che le indagini avevano portato all’allontanamento della minorenne dalla famiglia per alcuni mesi. Ha fatto notizia la deposizione di un testimone, il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2022/04/20/torino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni/" title="Read Torino: un esorcismo per “rendere eterosessuale” la figlia di 16 anni">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un esorcismo <a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2022/04/13/news/lesbica_esorcista-345295419/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://torino.repubblica.it/cronaca/2022/04/13/news/lesbica_esorcista-345295419/&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648097000&amp;usg=AOvVaw3P57qWdjRcMITAF5EhL5zd">per rendere eterosessuale</a> la figlia sedicenne innamorata di una ragazza. Il ricorso a tale sconsiderato intervento viene in mente ai genitori di una famiglia torinese benestante e istruita, forse la più eclatante di una serie di decisioni che di educativo avevano ben poco. Almeno per la pedagogia e per il ruolo delle figure genitoriali dell’anno 2022, visto che le indagini avevano portato all’allontanamento della minorenne dalla famiglia per alcuni mesi.</p>
<p><span class="pullquote">Ha fatto notizia la deposizione di un testimone, il prete</span> chiamato a esaminare la richiesta di esorcismo: «Non c’è il maligno dietro all’omosessualità. Non si può fare un esorcismo per questo. Io posso solo parlarle per darle un conforto religioso».</p>
<p>Negando l’invasivo rituale per scacciare i demoni ha fatto miglior figura dei genitori, ma le dichiarazioni meritano qualche approfondimento. Basti ricordare come il Catechismo sottolinea ancora oggi che le relazioni omosessuali sono «gravi depravazioni», «atti intrinsecamente disordinati» che «in nessun caso possono essere approvati».</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-69822" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/Torino-un-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-la-figlia-di-16-anni.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/Torino-un-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-la-figlia-di-16-anni.jpg 1280w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/Torino-un-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-la-figlia-di-16-anni-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/Torino-un-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-la-figlia-di-16-anni-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/Torino-un-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-la-figlia-di-16-anni-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Su queste basi prospettare un conforto nei confronti (ai danni) di una ragazza lesbica dovrebbe preoccupare. E dovrebbe farlo anche leggere che la porta degli esorcismi rimane comunque aperta, se non «per questo» per tanti altri casi. I primi a preoccuparsi e ad agire dovrebbero essere gli ordini dei medici e degli psicologi. Che invece rimangono in assordante silenzio.</p>
<p>Quattro anni fa un giornalista <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/28/papa-francesco-bambini-gay-ci-sono-tante-cose-da-fare-con-la-psichiatria-proteste-della-comunita-lgbtqi/4586009/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/28/papa-francesco-bambini-gay-ci-sono-tante-cose-da-fare-con-la-psichiatria-proteste-della-comunita-lgbtqi/4586009/&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648097000&amp;usg=AOvVaw3Yhm7yIEOhrQsJtwiecKCq">chiese a Bergoglio</a> cosa dovrebbero fare i genitori che scoprono di avere un figlio gay. La risposta fu che se «questa inquietudine» si manifesta in età infantile o comunque prima dei vent’anni «ci sono tante cose da fare con la psichiatria o per vedere come stanno le cose». Quella volta la Società italiana di psichiatria <a href="http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=65070" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id%3D65070&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648097000&amp;usg=AOvVaw1IR_JwrhXRkJ4hVN2vKmNT">ebbe un sussulto</a> e precisò, senza neanche nominare il papa, che l’omosessualità non può considerarsi una patologia. È plausibile però ritenere che l’invito papale a darsi da fare possa aver avuto effetto su tanti genitori come quelli di Torino che hanno scoperto che la figlia è lesbica. Ed è plausibile ritenere che l’effetto sia stato negativo, portando a limitazioni della libertà dei figli di essere se stessi, fino ad azioni estreme come sottoporli a un esorcismo per «vedere come stanno le cose».</p>
<p>Quando invece il compito dei genitori è impegnarsi a rispettare ciò che i figli sono, chiedendo aiuto a figure competenti se hanno difficoltà nel farlo. Nel caso di Torino l’aiuto è arrivato dai servizi sociali, che da un lato hanno tutelato e supportato la minorenne maltrattata e dall’altro hanno fatto comprendere ai genitori gli errori commessi.</p>
<p>Con la secolarizzazione che avanza di anno in anno risulta difficile credere che gli esorcismi siano ancora in voga. Eppure sembrano attirare maggiore interesse rispetto agli anni in cui a messa ci andavano ancora in tanti, probabilmente perché i fedeli rimasti sono mediamente più religiosi. Organizzatori di corsi per esorcisti in atenei pontifici <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/25/boom-di-iscrizioni-al-corso-di-esorcismo-137-in-classe-ci-sono-anche-laici-con-il-virus-crescita-di-richieste-di-sostegno-psicologico/6367720/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/25/boom-di-iscrizioni-al-corso-di-esorcismo-137-in-classe-ci-sono-anche-laici-con-il-virus-crescita-di-richieste-di-sostegno-psicologico/6367720/&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648097000&amp;usg=AOvVaw3MojxJGOF17LX4TNChvjcS">dichiarano record</a> di iscrizioni e nei santuari come quello di Monte Berico si parla di <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/21_dicembre_07/vicenza-esorcismo-santuario-ventottenne-posseduta-demonio-591e652a-5777-11ec-8484-7f5da1e8bf41.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/21_dicembre_07/vicenza-esorcismo-santuario-ventottenne-posseduta-demonio-591e652a-5777-11ec-8484-7f5da1e8bf41.shtml&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648098000&amp;usg=AOvVaw2jV11f2QhFEi3N0j6pxuWt">centinaia di richieste</a> di rituali l’anno. Proprio in tale santuario lo scorso dicembre andò in scena una surreale vicenda. Una giovane di 28 anni fu sottoposta per otto ore a esorcismo con la partecipazione di quattro frati. Padre e fratello ritenevano avesse problemi psichiatrici, la madre sosteneva che fosse indemoniata e fu il priore del santuario a dare il verdetto: nessun problema psichiatrico, era una vera possessione.</p>
<p>L’autorità in campo psichiatrico riconosciuta a un esorcista va di pari passo con l’autorità pedagogica riconosciuta a chi, secondo le recenti <a href="https://www.corriere.it/scuola/secondaria/22_marzo_29/vaticano-scuole-cattoliche-prof-si-possono-licenziare-causa-dell-orientamento-sessuale-15e074f2-af73-11ec-a232-b69d1c970bf4.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.corriere.it/scuola/secondaria/22_marzo_29/vaticano-scuole-cattoliche-prof-si-possono-licenziare-causa-dell-orientamento-sessuale-15e074f2-af73-11ec-a232-b69d1c970bf4.shtml&amp;source=gmail&amp;ust=1650441648098000&amp;usg=AOvVaw2qKA9_W7QpZBQuy92gD3LH">linee guida del Vaticano</a> per le scuole cattoliche, considera meritevole di licenziamento un insegnante per il suo orientamento sessuale. Nel terzo millennio non dovrebbero trovare appoggio né tantomeno finanziamenti pubblici. Sono deficit di laicità che andrebbero risolti, si avrebbero meno casi di giovani la cui vita è resa un inferno da genitori che li non accettano per quello che sono e che pensano di risolvere un problema che è solo nella loro testa con un rituale magico.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://www.micromega.net/torino-esorcismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su MicroMega</a> il 19 aprile 2022.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F04%2F20%2Ftorino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni%2F&amp;linkname=Torino%3A%20un%20esorcismo%20per%20%E2%80%9Crendere%20eterosessuale%E2%80%9D%20la%20figlia%20di%2016%20anni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F04%2F20%2Ftorino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni%2F&amp;linkname=Torino%3A%20un%20esorcismo%20per%20%E2%80%9Crendere%20eterosessuale%E2%80%9D%20la%20figlia%20di%2016%20anni" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F04%2F20%2Ftorino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni%2F&amp;linkname=Torino%3A%20un%20esorcismo%20per%20%E2%80%9Crendere%20eterosessuale%E2%80%9D%20la%20figlia%20di%2016%20anni" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F04%2F20%2Ftorino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni%2F&amp;linkname=Torino%3A%20un%20esorcismo%20per%20%E2%80%9Crendere%20eterosessuale%E2%80%9D%20la%20figlia%20di%2016%20anni" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F04%2F20%2Ftorino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni%2F&#038;title=Torino%3A%20un%20esorcismo%20per%20%E2%80%9Crendere%20eterosessuale%E2%80%9D%20la%20figlia%20di%2016%20anni" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2022/04/20/torino-esorcismo-per-rendere-eterosessuale-figlia-anni/" data-a2a-title="Torino: un esorcismo per “rendere eterosessuale” la figlia di 16 anni"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Si fa presto a dire pollo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2019/10/04/si-fa-presto-dire-pollo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 08:12:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le grandi abbuffate natalizie sono ancora lontane eppure cibo e religione sembrano in questi giorni uniti in un connubio da prime pagine. Prima la richiesta da parte di alcune famiglie in quel di Mestre di avere carne halal nelle mense scolastiche, poi lo scandaloso anatema dei tortellini al pollo a Bologna nientepopodimeno che per la festa del Santo Patrono. Entrambe se non proprio fake sono notizie sufficientemente distorte e amplificate strumentalmente da più parti. Da un lato ormai si cerca...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2019/10/04/si-fa-presto-dire-pollo/" title="Read Si fa presto a dire pollo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le grandi abbuffate natalizie sono ancora lontane eppure cibo e religione sembrano in questi giorni uniti in un connubio da prime pagine. Prima la richiesta da parte di alcune famiglie in quel di Mestre di avere carne halal nelle mense scolastiche, poi lo scandaloso anatema dei tortellini al pollo a Bologna nientepopodimeno che per la festa del Santo Patrono. Entrambe se non proprio fake sono notizie sufficientemente distorte e amplificate strumentalmente da più parti.</p>
<p>Da un lato ormai si cerca (e a furia di cercare si trova per forza) una questione identitaria anche nella carta igienica, figuriamoci nelle ricette, dall’altro ci si aggrappa all’edulcorata convinzione non sempre in buona, è il caso di dire, fede che l’integrazione cominci – e finisca? – col condimento delle lasagne.</p>
<p>Sembra però mancare nel coro di voci quella dello stato dell’arte, o meglio del diritto. O meglio ancora dei precetti religiosi alimentari alla luce del nostro (italicissimo) diritto.</p>
<p>Halal o kosher che sia, il cibo permesso secondo la religione islamica nel primo caso ebraica nel secondo, non si limita certo ad espungere il da noi tanto amato suino dalle pietanze lecite.</p>
<p>Entrambe le liste dei divieti sono lunghissime e spesso con elementi in comune, no ai pesci senza squame, ai crostacei, al cavallo e persino al coniglio, seppur per motivazioni differenti (mancanza dello zoccolo fesso, per la kosherut, presenza di denti canini negli animali haram, cioè non halal). Niente alcol per l’islam, mai latte e carne insieme per l’ebraismo. E via di questo passo.</p>
<p>In una cosa indubbiamente convergono, quella cioè della macellazione rituale senza stordimento. In entrambi i monoteismi è indispensabile infatti uccidere l’animale, contenuto solo attraverso mezzi meccanici e non farmacologici, con un unico taglio netto alla gola (senza però decapitazione) ‘mediante un coltello affilatissimo in modo che possano essere recisi con un unico taglio contemporaneamente l’esofago, la trachea ed i grossi vasi sanguigni del collo’. Segue lento e doverosamente completo dissanguamento.</p>
<p>Pratica questa che ovviamente non manca di creare lo sdegno in prima battuta di chi si definisce animalista e vista la buona dose di sofferenza nell’esecuzione comprensibili rigurgiti etici anche in chi animalista o vegano non è. Per quanto sia concesso dubitare che evitare il dolore del bestiame sia la prima delle preoccupazioni di chi grida all’invasione, è pur vero che noi, paese occidentale avanzato, abbiamo una robusta normativa che impone come ‘durante l’abbattimento e le operazioni correlate devono essere risparmiati agli animali dolori, ansia o sofferenza’.</p>
<p>Sì, tra le altre lo prescrive l’Europa, con il regolamento 1099/2009. Ma sempre lo stesso regolamento lascia comunque margine di manovra ai singoli Stati quando tocca affrontare la normazione della macellazione rituale.</p>
<p>L’Italia, previdente e abilissima quando si tratta di eccezioni su base religiosa, ha riconosciuto la legittimità del mancato stordimento kosher e halal con il dm 11 giugno… 1980. Trentanove anni prima del famigerato ripieno di pollo di San Petronio. Pollo che, ove appunto non macellato ritualmente, viene incontro alle esigenze alimentari islamiche grosso modo quanto un maialino di cinta senese.</p>
<p>E se le Comunità ebraiche non sono significativamente mutate quanto a numeri di appartenenti in questo quarantennio, lo stesso non si può dire della componente islamica. A cosa è dovuta pertanto questa lungimiranza del nostro legislatore? Forse all’articolo 4 del suddetto decreto ministeriale, dove si prevede l’esportazione delle carni halal all’estero. Più potenziale apertura a nuovi e fruttuosi mercati che premuroso riconoscimento di una esigenza alimentare di una minoranza religiosa, insomma.</p>
<p>Stesso spirito imprenditoriale peraltro che muoveva in tempi ben più recenti il governatore Veneto Zaia a <a href="https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/09/02/news/zaia-a-mareno-il-vino-analcolico-puo-conquistare-i-mercati-arabi-1.15802875">magnificare il vino analcolico come novità per i portafogli arabi</a> ma che sembra improvvisamente sparire quando è in gioco l’italica prevalenza del maiale.</p>
<p>Ha invece ‘solo’ 30 anni la protezione costituzionale della kosherut, prevista espressamente nella Intesa ex art. 8 Cost e contenuta nella l. 101 del 1989. Ma il tortellino-gate sembra proprio cogliere tutti di sorpresa.</p>
<p>E per tornare infatti alla carne. Che, se halal o kosher è anche carissima, viste anche le caratteristiche fisiche di perfezione assoluta che devono possedere gli animali prima e dopo la macellazione. E che quindi creerebbe sicuramente un problema economico qualora venisse introdotta nelle scuole pubbliche (sotto al crocifisso, che quello comunque non si tocca nemmeno per i nostrani fautori del falafel). Ma carne che rappresenta solo la punta di un iceberg contro il quale sembriamo continuamente intruppare senza riuscire a vederlo. E che è quello dell’eccezione non tanto culturale ma soprattutto normativa fondata sulla religione. Che sia per un hijab, per l’utilizzo di marijuana a fini contemplativi o per il possesso di un pugnale, che riguardi la sofferenza animale, una trasfusione di sangue o la rimozione del prepuzio.</p>
<p>Qual è, se c’è, il limite, l’accomodamento, il punto di compromesso tra libertà di coscienza individuale e collettiva e derogabilità dell’ordinamento sulla base del favor religionis? Lo Stato che si dice laico, e con e per esso i suoi cittadini, in che misura deve farsi carico di queste esigenze, dal punto di vista legislativo, culturale e non ultimo economico? E il peso di questo eventuale carico è da attribuire in modo equanime per tutte le fedi e le convinzioni o solo per quelle italiche, possibilmente di maggioranza? Che, nel caso, al primo posto con dieci milioni di cittadini doc ci sarebbero i non credenti. Convinti però dell’autodeterminazione dell’individuo. Anche a tavola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://web.archive.org/web/20201027160821/https://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=27879">sul blog di <em>MicroMega</em></a> il 3 ottobre 2019.</p>
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		<title>Aborto: dalla parte delle bambine</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 16:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lucia ha soltanto undici anni. In realtà il suo nome non è nemmeno Lucia: viene chiamata così per proteggerla. Perché di male gliene hanno già fatto tantissimo. E rischia di patire ancora. Lucia è stata stuprata dal compagno della nonna, a cui era stata affidata dopo che le sue due sorelle maggiori erano state a loro volta stuprate dal compagno della madre. È rimasta incinta. Ha chiesto che le venisse tolto ciò che “il vecchio mi ha messo nel ventre”:...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2019/03/07/aborto-dalla-parte-delle-bambine/" title="Read Aborto: dalla parte delle bambine">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lucia ha soltanto undici anni. In realtà il suo nome non è nemmeno Lucia: viene chiamata così per proteggerla. Perché di male gliene hanno già fatto tantissimo. E rischia di patire ancora.</p>
<p>Lucia è stata stuprata dal compagno della nonna, a cui era stata affidata dopo che le sue due sorelle maggiori erano state a loro volta stuprate dal compagno della madre. È rimasta incinta. <span id="more-26823"></span>Ha chiesto che le venisse tolto ciò che “il vecchio mi ha messo nel ventre”: era un suo diritto ottenerlo, ma le è stato negato. Per ricoverarla in ospedale hanno aspettato che tentasse per due volte il suicidio. Ha dovuto sopportare cinque settimane di degenza isolata senza alcun sostegno psicologico, con i fanatici no-choice che, mentre lei si debilitava, <a href="https://www.liberation.fr/planete/2019/03/03/argentine-contre-les-demandes-d-ivg-pour-toutes-les-conservateurs-se-mobilisent_1712738">manifestavano senza sosta</a> davanti alla clinica. L’hanno costretta a subire il parto, per il quale si è reso necessario il taglio cesareo. Il neonato, del peso di 600 grammi, è stato posto in un’incubatrice e non è detto che sopravvivrà.</p>
<p>Lucia vive in Argentina. Un paese dove la chiesa cattolica fa pesare ancor più che in passato il suo enorme potere. La legge autorizza l’aborto soltanto nel caso di stupro o di pericolo di vita della donna, ma anche questo diritto minimale non viene sempre riconosciuto. Una volta che il caso è diventato di dominio pubblico, l’arcivescovo di Tucuman ha diffuso un messaggio che ricorda a tutti i cristiani il dovere di difendere “ogni vita umana” &#8212; a ogni costo. E per non lasciare nulla di intentato <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2019/feb/28/girl-11-gives-birth-to-rapists-child-after-argentina-refuses-abortion">ha rivelato il vero nome</a> di Lucia. Lo scorso anno, una grande mobilitazione di massa era quasi riuscita a rendere meno restrittivo l’accesso all’interruzione di gravidanza. Ma le pressioni cattoliche sul senato sono risultate più efficaci di quelle sulla camera, la proposta di legge <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/09/argentina-il-senato-respinge-la-legalizzazione-dellaborto-scontri-in-piazza-la-polizia-usa-i-lacrimogeni/4548321/">è stata respinta</a> e tutto funziona come prima. Malissimo.</p>
<p>Di bambine come Lucia ce ne sono infatti migliaia, in Argentina. Nel paese, nel solo 2017, hanno partorito quasi 2.500 ragazze con meno di 15 anni, circa 91.000 con un’età compresa <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2019/mar/05/thousands-young-girls-denied-abortion-argentina">tra i 15 e i 19 anni</a>. Molte di esse erano state abusate in famiglia. E diventare madri così giovani, in circostanze di questo tipo, è pericoloso per la salute. Gli aborti clandestini sono stimati in 450.000 l’anno, praticati in condizioni ancora più pericolose. Oltre mezzo milione di donne, ragazze e bambine rischiano dunque la vita (e quattro anni di carcere) a causa di leggi improntate a una dottrina arcaica.</p>
<p>Non capita soltanto in Argentina, purtroppo. Le gravidanze precoci sono un fenomeno diffuso <a href="https://www.internazionale.it/notizie/2019/03/04/america-latina-gravidanze-precoci">in tutta l’America Latina</a>. Un fenomeno alimentato dall’assenza di programmi scolastici di educazione sessuale, anch’essi contrastati duramente dalle autorità religiose. Abortendo, nel Salvador, si rischia una condanna a trent’anni, come quelle inflitte a <a href="https://ilmanifesto.it/salvador-stuprata-30-anni-in-cella-per-aborto/">Teodora Vasquez</a>, a <a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/03/15/maira-figueroa-e-stata-liberata-a-el-salvador-era-stata-condannata-a-30-anni-di-carcere-per-un-aborto-spontaneo_a_23386442/">Maria Figueroa</a> e a <a href="https://www.thestar.com/news/world/americas/2019/02/15/el-salvador-supreme-court-overturns-abortion-conviction.html">Evelyn Beatriz Hernandez</a>. Evelyn è stata assolta dopo tre anni di carcere, Teodora è uscita di galera dopo undici anni, Maria dopo quindici. I giudici rifiutano spesso di valutare la spontaneità degli aborti. El Salvador è uno dei pochi stati al mondo in cui interrompere una gravidanza è vietato in qualunque circostanza: gli altri sono la Repubblica Dominacana, il Nicaragua, Malta e la Città del Vaticano. Sono tutti paesi cattolici, tutti allineatissimi con quanto predica il papa argentino &#8212; quello che ha paragonato l’aborto <a href="https://archivio.micromega.net/il-vero-estremista-e-papa-francesco/">al nazismo e alla mafia</a>. Prendiamone atto: Simone Pillon ha ogni sacrosanta ragione di ritenersi un bravo cattolico. Anche perché in Italia le donne che abortiscono clandestinamente continuano a essere punite con una multa che può arrivare <a href="https://www.corriere.it/cronache/16_febbraio_24/multe-fino-diecimila-euro-gli-aborti-clandestini-9ef959b4-dae2-11e5-956c-6f7e55711737.shtml">fino a diecimila euro</a>.</p>
<p>È in corso una guerra che miete vittime non soltanto tra le donne, ma anche tra le bambine. Noi stiamo dalla loro parte. Lucia e le sue compagne di sventura si meritano il miglior futuro possibile. L’umanità ha il dovere morale di offrirglielo.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=26823">sul blog di <em>MicroMega</em> il 7 marzo 2019</a></p>
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		<title>Il vero estremista è papa Francesco</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 12:47:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità”. No, non è la Svezia. È un giudizio riferito alla politica degli Emirati Arabi Uniti. L’autore dell’apologia si chiama Jorge Mario Bergoglio: da quasi sei anni, anche papa Francesco. Il cristiano più potente al mondo. Che, tuttavia, non sembra essere al corrente che negli Emirati non si lavora “liberamente”. Come...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2019/02/09/vero-estremista-papa-francesco/" title="Read Il vero estremista è papa Francesco">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità”.</p>
<p>No, non è la Svezia. È un giudizio riferito <a href="http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2019/2019-02-01/2019020141184260.pdf">alla politica degli Emirati Arabi Uniti</a>. L’autore dell’apologia si chiama Jorge Mario Bergoglio: da quasi sei anni, anche papa Francesco. Il cristiano più potente al mondo.</p>
<p>Che, tuttavia, non sembra essere al corrente che negli Emirati non si lavora “liberamente”. Come negli altri paesi arabi vige infatti il <em>kafala</em>: prevede che qualche residente si faccia garante del lavoratore straniero. Ma la garanzia può essere revocata in ogni momento e per qualunque motivo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kafala_system#United_Arab_Emirates">con le conseguenze del caso</a>. Lo sfruttamento dei migranti più poveri, che pure il pontefice denuncia in continuazione, laggiù è una venerata tradizione. Vivere “liberamente” è altrettanto difficile, almeno per i nostri standard. La lista di divieti <a href="https://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/middle-east/united-arab-emirates/articles/things-you-cant-do-in-the-uae/">è lunga</a>: basta baciarsi in pubblico per finire in carcere (ma il papa <a href="https://www.lastampa.it/2019/02/05/vaticaninsider/il-bacio-storico-tra-papa-francesco-e-il-grande-imam-di-alazhar-93ABofIIzKQwFFb0p0j9tJ/pagina.html">l’ha fatta franca</a>). E non finisce certo qui. Come ha puntualmente denunciato <a href="https://www.amnesty.it/visita-papa-emirati-arabi/">Amnesty International</a>, negli Emirati la situazione dei diritti umani è, molto semplicemente, “drammatica”.</p>
<p>Proprio negli Emirati il papa si è incontrato con Ahmad Al-Tayyib, il grande imam dell’università Al-Azhar: colui che nei giorni scorsi ha magnanimamente <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2019/jan/16/egyptian-universities-reinstate-students-expelled-hug-mansoura-al-azhar-viral-video">fatto ridurre la sanzione</a> a due studenti, “colpevoli” di essersi abbracciati davanti a tutti. D’amore e d’accordo, papa e imam hanno firmato insieme il <a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2019/outside/documents/papa-francesco_20190204_documento-fratellanza-umana.html">Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune</a>. In nome della “collaborazione comune”, hanno denunciato come “tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno vi siano una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell’individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l’uomo e mettono i valori mondani e materiali al posto dei principi supremi e trascendenti”.</p>
<p>Dobbiamo prendere atto che i due riconoscono, quantomeno, “i passi positivi che la nostra civiltà moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnologia, della medicina, dell’industria e del benessere”. Sono però tutti ambiti che, a ben vedere, hanno scarsi legami con i diritti umani. La Santa Sede evita ancora oggi di firmare la <em>Convenzione europea sui diritti dell’uomo</em>, e l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, giusto qualche settimana fa, <a href="http://www.assembly.coe.int/nw/xml/News/News-View-EN.asp?newsid=7339&amp;lang=2&amp;cat=8">ha dichiarato</a> che la <a href="http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=20050107184105">Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo</a>, nonostante il nome che porta, è incompatibile con i diritti umani.</p>
<p>Il documento congiunto lamenta inoltre “un deterioramento dell’etica, che condiziona l’agire internazionale, e un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità”, che contribuirebbe “a diffondere una sensazione generale di frustrazione, di solitudine e di disperazione”. Chi siano i “frustrati, soli e disperati” non ci è però dato a sapere: i non credenti? I credenti? I leader dei credenti, quando sono messi a confronto con la secolarizzazione di tanti paesi, e scoprono che va di pari passo con <a href="https://whyevolutionistrue.files.wordpress.com/2019/02/happiness-vs-religiosity-copy.png" rel="lightbox[62129]">la crescita della sensazione di felicità</a>?</p>
<p>Sta di fatto che tale situazione, secondo il papa e l’imam, “conduce molti a cadere” non soltanto “nell’integralismo religioso, nell’estremismo e nel fondamentalismo cieco”, ma anche “nel vortice dell’estremismo ateo e agnostico”. E meno male che la dichiarazione, emessa “al fine di raggiungere una pace universale”, vorrebbe rappresentare anche “un invito alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non credenti” – anche se questi ultimi non sono stati ovviamente coinvolti nella sua stesura. Ma chi saranno mai gli estremisti atei? E quelli agnostici? Provate a digitare su Google “estremismo agnostico”: vi restituirà soltanto il documento dei due religiosi. “Agnostico” è chi sospende il giudizio sull’esistenza di dio: può esistere una “vorticosa sospensione estrema”?</p>
<p>Forse siamo noi dell’Uaar, gli estremisti, visto che il direttore di Avvenire <a href="http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2019/2019-01-06/2019010640963765.pdf">ci ritiene</a> “sempre pronti a scagliare invettive e anatemi (laicissimi)”. L’Uaar come l’Isis? Del resto, papa e imam hanno anche evocato la “terza guerra mondiale a pezzi”. Purtroppo per il papa e per l’imam, atei e agnostici possono vantarsi del fatto che nessuna guerra è stata mai combattuta in nome dell’ateismo e dell’agnosticismo, a differenza del cristianesimo e dell’islam: anche perché è difficile mandare gli uomini a morire in battaglia senza prospettargli un paradiso.</p>
<p>Atei e agnostici possono inoltre ricordare loro che la Chiesa ha una lunga tradizione di <a href="https://www.uaar.it/ateismo/dicono-di-noi/">vera e propria ateofobia</a> (e anche l’islam <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Apostasy_in_Islam">non scherza affatto</a>), e che ancora oggi i non credenti sono discriminati <a href="https://freethoughtreport.com/">in quasi tutto il mondo</a>. Anche negli Emirati Arabi, ovviamente, dove per l’apostasia è prevista la pena capitale. Che è soltanto <a href="https://freethoughtreport.com/countries/asia-western-asia/united-arab-emirates/?print=pdf">la punta dell’iceberg</a>, in un paese tra i più liberticidi del pianeta. I suoi petrodollari pompano ovunque il fondamentalismo musulmano: pensiamo, tanto per restare al caso più eclatante, <a href="https://www.ict.org.il/ictFiles/0/IRI%20-%20Flags/wikileaks_UAE.pdf">al sostegno dato ai talebani</a>.</p>
<p>E allora vien da pensare che la dichiarazione, definita “storica” da tanti organi d’informazione italiani, sia invece da considerare un patto, un’alleanza più o meno santa. È infatti molto simile a quella che il papa sottoscrisse tre anni fa con il patriarca di Mosca Kirill, in cui si denunciava “che la trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate, estranee ad ogni riferimento a Dio ed alla sua verità, costituisce una grave minaccia per la libertà religiosa. È per noi fonte di inquietudine l’attuale limitazione dei diritti dei cristiani, se non addirittura la loro discriminazione, quando alcune forze politiche, guidate dall’ideologia di un secolarismo tante volte assai aggressivo, cercano di spingerli ai margini della vita pubblica”. Per il papa e il patriarca, chiedere di trattare i cristiani come qualunque altro cittadino, senza privilegi o discriminazioni, rappresenterebbe dunque “una discriminazione”.</p>
<p>Ma la laicità non interessa proprio, a papa Francesco. Non per niente, ha paragonato il ricorso all’aborto <a href="https://blog.uaar.it/2018/10/10/parole-inaudita-violenza-uaar-dichiarazioni-papa-aborto/">all’affitto di un sicario</a>, <a href="https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_giugno_16/papa-aborto-selettivo-come-nazismo-ma-guanti-bianchi-aac92932-7152-11e8-8802-e09859fdb268.shtml">al nazismo in guanti bianchi</a>. Ha accostato la fantomatica “teoria gender” <a href="https://www.gay.it/attualita/news/per-bergoglio-la-teoria-gender-e-come-la-bomba-atomica">alla bomba atomica</a> per impedire il riconoscimento di diritti ai gay, che “non riconoscono l’ordine del creato”. È in totale continuità con il suo predecessore: più passa il tempo, e più dovrebbe essere evidente a chiunque che le differenze sono prevalentemente d’immagine &#8211; anche se in tanti, specialmente a sinistra, ci sono cascati in pieno.</p>
<p>Dati alla mano, il vero estremista è proprio papa Francesco. È un antilaico impegnato a negare diritti umani a tutti coloro che non pensano o si comportano come lui. Ricordiamocelo, quando i politici o i mass media lo santificano. Perché non è da papi, imam e patriarchi che possiamo sperare di avere un’umanità realmente felice, libera, pacifica e fraterna. Possiamo fare enormemente meglio senza di loro.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://web.archive.org/web/20210118165119/https://archivio.micromega.net/il-vero-estremista-e-papa-francesco/">su MicroMega l&#8217;8 febbraio 2019</a></p>
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		<title>La solidarietà discriminante (a spese di tutti)</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2019/01/24/solidarieta-discriminante-spese-tutti/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 14:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che il governo, fra bacia pile, padripii e sangennari, giuramenti sul vangelo e più prosaiche rinunce all’Ici, manifestasse una certa propensione al clericalismo non è passato inosservato nemmeno ai sassi. Che un ministro come quello della rigorosamente al singolare Famiglia, Lorenzo Fontana, si fosse distinto già nella sua carriera di deputato europeo per il sostegno a iniziative (fallite) come la istituzionalizzazione di una giornata contro la cristianofobia è senza dubbio meno notorio ma non stupisce più di tanto. Quello che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2019/01/24/solidarieta-discriminante-spese-tutti/" title="Read La solidarietà discriminante (a spese di tutti)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il governo, fra bacia pile, padripii e sangennari, giuramenti sul vangelo e più prosaiche rinunce all’Ici, manifestasse una certa propensione al clericalismo non è passato inosservato nemmeno ai sassi.</p>
<p><span id="more-26578"></span>Che un ministro come quello della rigorosamente al singolare Famiglia, Lorenzo Fontana, si fosse distinto già nella sua carriera di deputato europeo per il sostegno a iniziative (fallite) come la <a href="https://www.tempi.it/a-parole-europa-difende-i-cristiani-perseguitati-nei-fatti-li-perseguita/"> istituzionalizzazione di una giornata contro la cristianofobia</a> è senza dubbio meno notorio ma non stupisce più di tanto.</p>
<p>Quello che invece è passato scandalosamente sotto silenzio (indubbiamente anche presi da accadimenti purtroppo meno lievi del popolarmente indicato come arma di distrazione di massa, il mondiale di calcio)  è una traduzione economica piuttosto consistente, ben nascosta tra le pieghe di bilancio, della volontà palese di considerare taluni più uguali di altri.</p>
<p>Il comma 287 dell’articolo 1, introdotto da un emendamento leghista, prevede due milioni di euro annui per il 2019 e per il 2020, poi 4 milioni annui senza scadenza, da destinare a interventi diretti alle popolazioni  vittime di persecuzioni nelle aree di crisi.</p>
<p>E fin qui, tutto bene, anzi benissimo, e anche coerente con l’”aiutiamoli a casa loro” di salviniana enfasi. Malgrado sia una somma non proprio indifferente per una manovra a coperta corta, con risorse incerte e stime di crescita alquanto contraddittorie, la solidarietà è importante, il proteggere vite umane necessario e soprattutto in questi tempi ogni azione concreta tesa a promuovere i diritti umani va incoraggiata.</p>
<p>Ma. C’è un ma, grosso come una casa e che riporta alla discriminazione costante che sembrerebbe essere fra le linee guida del contratto gialloverde.</p>
<p>Questi milioni di aiuti sono destinati esclusivamente a minoranze cristiane.</p>
<p>Aiutiamoli a casa loro, ma solo se della religione giusta.</p>
<p>Poco importa che praticamente tutte le minoranze siano variegatamente discriminate nel mondo, donne e omosessuali in testa, poco importa che a differenza di chi ha una struttura, una “ecclesia” anche non proprio poverissima come quella cattolica alla quale far riferimento, vi siano migliaia di non credenti che rischiano fino alla morte solo per il fatto di esistere. Poco, anzi nulla, importa che i diritti umani fondamentali non si chiamano universali a casaccio. Si chiamano così perché appartengono ad ogni individuo, a prescindere dalla sua fede o non fede, dal suo genere, dal suo orientamento sessuale. Non ci sono serie a b o c fra le persone, non esistono e non devono esistere graduatorie di diritto alla libertà di coscienza, di parola, di diritto alla stessa sopravvivenza.</p>
<p>D’altronde, con amarissima ironia, non si può non osservare come non importi nemmeno che sui barconi e in fondo al mare di cristiani (eritrei e somali per esempio) ce ne siano e ce ne siano stati tanti. Meglio un finanziamento discriminatorio che un’assistenza umanitaria equanime. Ne prendiamo atto ma non possiamo rimanere in silenzio.</p>
<p>Subordinare l’aiuto nella tutela dei propri diritti fondamentali ad una specifica appartenenza va ben oltre il clericalismo tricolore al quale siamo abituati. Non può essere sottostimata come una semplice scelta di campo, seppur di campo sbagliato. Rappresenta un vulnus, una ferita marcia e pulsante in quella che dovrebbe essere la basilare etica del buon governo, la elementare applicazione dell’uguaglianza di tutti gli individui, la visione umana e umanista, humanist, che dovrebbe giocoforza appartenere a un paese che anche solo vagamente ambisce a essere definito “civile”.</p>
<p>Per questo l’Uaar invita a scrivere al presidente del Consiglio dei ministri (<a href="mailto:presidente@pec.governo.it" target="_blank" rel="noopener">presidente@pec.governo.it</a>). Un fac-simile di lettera è disponibile <a href="https://blog.uaar.it/2019/01/14/governo-aiuta-minoranze-perseguitate-solo-cristiane-sdegno-uaar/">qui</a>.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong>, segretario Uaar</p>
<p>Articolo pubblicato <a href="https://blog.uaar.it/2018/06/15/dio-spaventa-bambini/">sul blog di MicroMega il 23 gennaio 2019</a></p>
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		<title>Gulalai è libera (davvero?). In difesa del diritto di non credere</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2018/10/16/gulalai-libera-davvero-difesa-diritto-non-credere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 14:25:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8594;&#160;Firma la petizione per Gulalai! Gulalai Ismail è una persona veramente ammirevole. È la fondatrice di Aware Girls, un’organizzazione pakistana impegnata in favore delle ragazze, delle giovani e delle donne. Le aiuta nella loro istruzione e agisce affinché siano consapevoli dei loro diritti. Anche il premio Nobel Malala Yousafzai aveva seguito uno dei suoi programmi, prima che iniziasse il suo precoce impegno e prima quindi che le sparassero. Le due sono amiche e si sentono spesso. Gulalai ha ricevuto numerosi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2018/10/16/gulalai-libera-davvero-difesa-diritto-non-credere/" title="Read Gulalai è libera (davvero?). In difesa del diritto di non credere">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 18px; margin-bottom:1.2em;"><strong>&rarr;&nbsp;<a href="https://iheu.org/petition-return-gulalai-ismails-passport-and-right-to-travel/">Firma la petizione per Gulalai!</a></strong></p>
<p>Gulalai Ismail è una persona veramente ammirevole. È la fondatrice di <a href="http://www.awaregirls.org/">Aware Girls</a>, un’organizzazione pakistana impegnata in favore delle ragazze, delle giovani e delle donne. Le aiuta nella loro istruzione e agisce affinché siano consapevoli dei loro diritti. Anche il premio Nobel Malala Yousafzai aveva seguito uno dei suoi programmi, prima che iniziasse il suo precoce impegno e prima quindi che le sparassero. Le due sono amiche e si sentono spesso.</p>
<p><span id="more-25983"></span>Gulalai ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua attività. Tra i più importanti, il Commonwealth Youth Award e l’Anna Politkovskaya Award. Aware Girls ha a sua volta ottenuto il Foundation Chirac Peace Prize. Gulalai ha inoltre vinto l’International Humanist of the Year Award. Perché Gulalai è un’umanista, impegnata anche su questo versante. Fa infatti parte del consiglio direttivo dell’International Humanist and Ethical Union (Iheu), in cui l’Uaar rappresenta l’Italia.</p>
<p>Nei giorni scorsi Gulalai è rientrata in Pakistan dopo aver partecipato a una riunione londinese dell’Iheu. Ma è stata arrestata all’aeroporto di Islamabad. Poi è stata <a href="https://iheu.org/urgent-call-action-gulalai-ismail-arrested-return-pakistan/">liberata su cauzione</a>, ma il suo passaporto è stato ritirato ed è stata inserita nell’<em>exit control list</em>: non può dunque lasciare il paese. Non è libera di viaggiare, a differenza nostra. Anche se non ha fatto niente. O meglio: si è data molto da fare per i diritti umani, la pace e i diritti delle donne. Certe attività danno evidentemente fastidio. Per usare le sue stesse parole, “questo non è un attacco a Gulalai Ismail, questo è un attacco alla nostra libertà civica e alla nostra possibilità di esprimerci. È un attacco alla libertà di parola”.</p>
<p>Gli attacchi sono purtroppo frequenti, nel suo paese. Il Pakistan nacque nel 1947 in seguito al rifiuto di far parte dell’Unione Indiana: i fondatori volevano uno stato autonomo in cui i musulmani fossero l’ampia maggioranza. Ma erano dei moderati a confronto dei loro successori: già nel 1956 il Pakistan diventò, anche nel nome ufficiale dello stato, una repubblica islamica. Nel 1977 un colpo di stato portò al potere il generale Muhammad Zia-ul-Haq, legatissimo alla setta fondamentalista Deobandi: vale a dire ai “cattivi maestri” dei talebani afghani &#8212; che a loro volta furono copiosamente finanziati dallo stato pakistano, soprattutto in ambito militare.</p>
<img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-61358" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2018/10/gulalai.jpg" alt="" width="1200" height="630" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2018/10/gulalai.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2018/10/gulalai-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2018/10/gulalai-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2018/10/gulalai-1024x538.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Non sorprendentemente, il codice penale pakistano contiene una norma che punisce ogni critica o insinuazione sul &#8220;sacro nome del sacro profeta Maometto (&#8216;la pace sia su di Lui&#8217;)&#8221;. Le pene previste vanno dall’ammenda fino alla condanna capitale. E non ci sono molte speranze di un cambiamento, nel breve periodo. Il nuovo primo ministro, Imran Khan, ha un passato di cricketista di livello internazionale e non è zelante come molti suoi predecessori. Ma anche lui paga pegno alla religione di stato e anche lui <a href="https://www.pakistantoday.com.pk/2018/07/08/imran-khan-vows-to-defend-blasphemy-law/">ha promesso di difendere la legge anti-blasfemia</a>.</p>
<p>Anzi, è andato persino oltre. Paragonando le critiche alla religione alla negazione della shoah, ha invitato tutti i paesi a maggioranza islamica a chiedere l’intervento del consiglio Onu sui diritti umani al fine di <a href="https://www.secularism.org.uk/news/2018/08/pakistans-pm-calls-on-muslim-world-to-raise-blasphemy-at-un">difendere ovunque “il sentimento religioso dei musulmani”</a>. Quando pensiamo che sono soltanto problemi loro, alleniamoci a pensare che potrebbero essere anche problemi nostri…</p>
<p>In Pakistan, però, non sono soltanto problemi degli umanisti. Il cristiano Salman Taseer, governatore del Punjab, si era espresso contro la legge anti-blasfemia. Nel 2011 è stato ucciso da un fondamentalista islamico. Ai funerali dell’assassino <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-35693767">ha partecipato una grande folla</a>, la stessa folla che si reca <a href="https://scroll.in/article/830729/the-shrine-for-salman-taseers-killer-embodies-the-real-danger-pakistan-faces-from-within">in pellegrinaggio alla sua tomba</a>. O forse dovremmo chiamarlo “santuario”? Perché una persona oggetto di una tale devozione è inevitabilmente un santo, per chi gli è devoto.</p>
<p>Ancor più noto è il caso di Asia Bibi, cristiana anch’essa. Condannata a morte per blasfemia, è in carcere (in isolamento) da ben nove anni: in questi giorni la Corte suprema sta decidendo sulla sua sorte. Nel frattempo gli estremisti musulmani <a href="https://www.voanews.com/a/pakistan-s-islamist-party-warns-government-of-countrywide-protests-on-blasphemy-verdict/4613566.html">già scaldano la piazza</a> chiedendone a gran voce la testa.</p>
<p>Sono vicende che dovrebbero far riflettere i cristiani di casa nostra. Eh sì, perché il vilipendio <a href="https://www.uaar.it/laicita/vilipendio/">fa tuttora parte anche del <em>nostro</em> codice penale</a> (peraltro risalente al fascismo, ma nessuno vuol mettervi mano). Certo, non è prevista la pena di morte. Ma sarebbe tempo che <em>Avvenire</em>, che <a href="https://www.avvenire.it/mondo/asia-bibi">si dà molto da fare per le sorti di Asia Bibi</a>, si impegni anche per i tanti che ancora cadono sotto la scure della legge italiana. Perché le leggi che criminalizzano la “blasfemia” possono colpire chiunque: in Pakistan, persino il movimento musulmano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Persecution_of_Ahmadis">Ahmadiyya, ritenuto “eretico”</a>.</p>
<p>Tali leggi, con la scusa di proteggere “il sentimento religioso”, finiscono in realtà per inibire ogni critica alle religioni (e ovviamente ai loro leader). Creano autocensura, creano società uniformi &#8212; e quindi società stantie, perché la libertà di critica è il seme del progresso. Ma lo stesso occidente non si può certo dire illuminista, oggi, e nemmeno illuminato. Preferisce chiudere gli occhi su quanto accade adducendo motivazioni geopolitiche (il Pakistan è suo alleato), ma non si avvede di quanto miope sia la sua strategia. La storia dei rapporti con i talebani (dapprima armati in funzione antirussa, poi combattuti in quanto antioccidentali) non ha insegnato proprio nulla.</p>
<p>È per questo motivo che l’Iheu diffonde ogni anno un <a href="https://freethoughtreport.com/">rapporto mondiale sulla repressione nel mondo della libertà di pensiero</a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=D0W7RDxzLfg&amp;feature=youtu.be">ha lanciato la campagna <em>Protect Humanists at Risk</em></a>. Le due iniziative saranno presentate il prossimo 7 novembre dall’Uaar nell’ambito della <a href="https://www.uaar.it/7nov18">Giornata in difesa del diritto di non credere</a>, a cui si accompagna un’attività di sensibilizzazione delle istituzioni italiane. Siamo vicini a Gulalai come siamo e dobbiamo essere vicini a tutti coloro che patiscono a causa delle loro opinioni sulla religione. E non potrebbe essere diversamente.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=25983">sul blog di MicroMega il 16 ottobre 2018</a></p>
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		<title>Dio c’è (e spaventa i bambini)</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2018/06/15/dio-spaventa-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 08:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbiamo già avuto modo di parlare di bestemmie in tv (non ultimo, su MicroMega) e di quanto vengano immediatamente perseguite, stigmatizzate, sanzionate ben più dei considerati normali e quotidiani sproloqui omofobi, razzisti, sessisti e via dicendo che i nostri media ci propinano invece con notevole disinvoltura. Da Leopoldo Mastelloni, ostracizzato per anni, al caro Tiberio Timperi, caro nel senso che la sua bestemmia fuori onda è costata alla RTI (Reti Televisive Italiane S.p.A) 25 mila euro. Ma specializzati palcoscenici per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2018/06/15/dio-spaventa-bambini/" title="Read Dio c’è (e spaventa i bambini)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già avuto modo di parlare di bestemmie in tv (non ultimo, <a href="https://archivio.micromega.net/micromega-32018-%E2%80%9Ce-la-stampa-bellezza%E2%80%9D-almanacco-di-giornalismo-presentazione-e-sommario/">su <em>MicroMega</em></a><em>)</em> e di quanto vengano immediatamente perseguite, stigmatizzate, sanzionate ben più dei considerati normali e quotidiani sproloqui omofobi, razzisti, sessisti e via dicendo che i nostri media ci propinano invece con notevole disinvoltura. <span id="more-25254"></span></p>
<p>Da Leopoldo Mastelloni, ostracizzato per anni, al caro Tiberio Timperi, caro nel senso che <a href="http://tvzap.kataweb.it/news/141964/super-multa-alla-rai-per-la-bestemmia-di-tiberio-timperi-a-unomattina-in-famiglia/">la sua bestemmia fuori onda</a> è costata alla RTI (Reti Televisive Italiane S.p.A) 25 mila euro.</p>
<p>Ma specializzati palcoscenici per questa doppia morale all’italiana sono senza dubbio i reality show, da molti ormai considerati lo specchio più che del bel, del brutto paese nel quale viviamo.</p>
<p>Agli ormai albori di questo tipo di format che, nonostante le violente critiche, a volte si suppone gonfiate ad arte (della serie l’importante è che se ne parli), prosegue imperterrito e con ottimi ascolti, ve ne è uno che ha causato una notevole sanzione divenuta definitiva proprio negli ultimi mesi.</p>
<p>La terza sezione del Tar Lazio infatti con sentenza n. 1978 ha confermato quanto già stabilito dal Garante delle Comunicazioni nel 2005, cioè 20 mila euro di multa, sempre a carico della Rti, per una bestemmia andata in onda durante il reality “La Fattoria”.</p>
<p>E fin qui, per quanto assurda la stessa difesa della onorabilità di un essere dalla come minimo incerta esistenza e che non ha dato alcuna procura per difendersi da diffamazione, non sembrerebbe esserci poi molto di strano, nel clericalismo imperante delle nostre tv e delle nostri corti.</p>
<p>Ma il giudice amministrativo si spinge oltre, nell’argomentare la conferma della non indifferente sanzione. Intanto perché creativamente interpreta il concetto di confine con la fascia di “tv per tutti”, che termina alle 22 e 30. Il blasfemo paragone tra divinità e suini è andato in diretta alle 22 e 40 e questo renderebbe pertanto immediatamente applicabile l’art. 15 comma 10 della legge 223/90, quello che vieta “la trasmissione di programmi che possano nuocere allo sviluppo psichico e morale dei minori.</p>
<p>Poco importa che, come abbia tentato inutilmente di argomentare la condannata, non esiste, non è proprio normato da alcuna parte il concetto di “contiguità” alla fascia protetta e che come tale non si possa usare arbitrariamente come aggravante. Una violazione del principio di tassatività delle condotte sanzionabili non proprio indifferente. Ma, si sa, per difendere la reputazione di dio questo e altro.</p>
<p>E infatti il Tar altro aggiunge.</p>
<p>Senza stare qui a esaminare la distinzione che il giudice opera tra pericolo concreto e anche solo potenziale, ritenendo esistente l’illecito anche nel solo secondo caso, se si tratta di blasfemia.</p>
<p>Quello che rileva è il motivo fondante della condanna: il fatto che “la pronuncia di una bestemmia risulta, per il suo contenuto, di per sé evidentemente idonea a pregiudicare lo sviluppo morale e psichico dei minori in ragione dell’offesa al sentimento religioso insita in essa”.</p>
<p>Evidentemente. Chissà le intere generazioni venete e toscane di “pregiudicati” cosa ne possono pensare.</p>
<p>Non sappiamo esattamente di che età siano i minori potenzialmente pregiudicabili psichicamente e moralmente; si spera sufficientemente grandi vuoi da aver sviluppato un effettivo senso religioso autonomo, quello che si suppone venir violato, vuoi, più semplicemente, da poter stare da soli davanti alla tv alle undici di sera. E di sopravvivere a sì grave perturbamento dell’animo causato da un’imprecazione illecita, magari inserita tra uno spot sessista e un trasmissione xenofoba.</p>
<p>Quindi niente, confermati 20 mila euro perché si è fatto male ai pupi.</p>
<p>Con una bestemmia. Che non sarà certo il massimo dell’eleganza, ma ci permettiamo di dubitare possa seriamente nuocere allo sviluppo psichico di chicchessia.</p>
<p>Con cinismo sarebbe inoltre possibile notare come forse colpisce più la soppressione di vite e diritti altrui in nome di un dio piuttosto che sentire questo accostato a variegate specie animali.</p>
<p>Certo, da noi il persistere di assurde e anacronistiche protezioni della divinità in quanto tale al massimo fanno aprire il portafoglio, pubblico o privato che sia. Al massimo ci si gioca qualche carriera in tv. In non pochi paesi del mondo può invece comportare anni di carcere, torture, la morte.</p>
<p>Per questo con sempre maggior convinzione l’Uaar aderisce alla <a href="https://end-blasphemy-laws.org">campagna internazionale</a> che chiede l’abrogazione di tutte le leggi antiblasfemia esistenti.</p>
<p>Perché, ai pupi di cui sopra, sono ben altre le cose che possono fare male. Per esempio, il non poter scegliere liberamente di che religione essere.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong>, responsabile iniziative legali Uaar</p>
<p>Articolo pubblicato <a href="http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=25254">sul blog di MicroMega il 13 giugno 2018</a></p>
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		<title>Una scuola non è un santuario, ma la ministra Fedeli non lo sa: si dimetta</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 07:38:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’era una volta una scuola che, anziché una scuola, sembrava un santuario. Statue di Cristo e della Madonna, foto dei papi, preghiere prima delle lezioni e prima di mangiare. Non era una scuola privata cattolica: era una scuola pubblica di Palermo. Quella scuola non c’è più. Perché una volta che la notizia è diventata di pubblico dominio il preside, entrato in carica a settembre, ha capito che il “si è sempre fatto così” non poteva continuare a essere seguito da...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2017/11/30/una-scuola-non-santuario-ministra-fedeli-non-sa-dimetta/" title="Read Una scuola non è un santuario, ma la ministra Fedeli non lo sa: si dimetta">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta una scuola che, anziché una scuola, sembrava un santuario. Statue di Cristo e della Madonna, foto dei papi, preghiere prima delle lezioni e prima di mangiare. Non era una scuola privata cattolica: era una scuola pubblica di Palermo. <span id="more-23679"></span></p>
<p>Quella scuola non c’è più. Perché una volta che <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/22/palermo-statue-della-madonna-e-foto-dei-papi-in-una-scuola-pubblica-e-in-alcune-classi-si-prega-prima-delle-lezioni/3992577/">la notizia è diventata di pubblico dominio</a> il preside, entrato in carica a settembre, ha capito che il “si è sempre fatto così” non poteva continuare a essere seguito da un “e così sarà sempre, nei secoli dei secoli”. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/palermo-dalla-scuola-pubblica-rimosse-le-statue-della-madonna-il-preside-la-legge-esclude-atti-di-culto/3996804/">Ha fatto togliere le statue</a>, ha fatto togliere le foto, ha disposto che le preghiere non avessero più luogo. Ha fatto quello che dovrebbe fare ogni preside di ogni scuola pubblica di uno stato laico. In una situazione del genere, dovrebbe meritarsi un plauso dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>Invece no.</p>
<p>La ministra Valeria Fedeli, anziché complimentarsi con il preside Niccolò La Rocca, <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/fedeli-vietato-pregare-classe-preside-attuato-circolare-modo-improprio">l’ha pubblicamente rimproverato</a>. Tanto per far capire a tutti da che parte sta, l’ha rimproverato durante il Festival della dottrina sociale della Chiesa, dove ha avuto modo di conversare amabilmente con il presidente dei vescovi italiani, mons. Gualtiero Bassetti. E l’ha rimproverato <a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali">nonostante il preside abbia applicato la legge</a>. Che evidentemente la ministra non conosce, perché ha fatto riferimento a una circolare riguardante i crocifissi. Che (purtroppo) sono invece rimasti al loro posto, quello che occupano da quando il regime fascista li impose. Circostanza che alla ministra &#8212; sedicente democratica &#8212; evidentemente sfugge.</p>
<p>Non deve quindi sorprendere che, nel criticare il preside, Valeria Fedeli, nomen omen, si sia ritrovata in compagnia del sottosegretario ciellino Daniele Toccafondi, <a href="http://www.iltempo.it/cronache/2017/11/23/news/via-dalle-aule-le-immagini-della-madonna-e-del-papa-in-una-scuola-di-palermo-e-vietato-pregare-1038647/">della leader postfascista Giorgia Meloni</a> e <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/24/news/palermo-181984587/">dei fascisti “senza se e senza ma” di Forza Nuova</a>. Nel silenzio assordante dei sindacati di settore. Perché il problema fondamentale è che, nella classe dirigente italiana, manca la capacità di comprendere che, in una scuola pubblica, non ci si va per pregare, ma per imparare. Per quelli che vogliono pregare ci sono già la chiesa e l’oratorio.</p>
<p>Tuttavia, <a href="http://www.lastampa.it/2017/11/25/italia/cronache/il-vuoto-che-allarma-la-chiesa-mancano-ottomila-parroci-5mLX3yr2x6tFy7Yt3OiZjP/pagina.html">le parrocchie sono ormai in crisi profonda</a>, e i parroci sono anziani e insufficienti. L’effetto del papa alla mano è durato ben poco, se mai c’è stato. Non c’è stato nemmeno da un punto di vista laico, se si guarda alla prassi, con buona pace dei tanti apologeti a sinistra: vedi <a href="https://ilmanifesto.it/terra-casa-lavoro-perche-sentiamo-nostro-il-messaggio-del-papa/">l’imbarazzante endorsement del Manifesto</a>. Nulla è cambiato da Ratzinger a Bergoglio: la Chiesa continua come prima a chiedere e a ottenere. Ma che la Chiesa faccia il suo mestiere è comprensibile.</p>
<p>Sono invece i ministri a non farlo. In fondo Fedeli ha tanti poco nobili predecessori. Da Stefania Giannini, prefatrice di un libro che <a href="https://archivio.micromega.net/proposti-tagli-alla-scuola-pubblica-del-40-con-la-firma-della-ministra-giannini/">proponeva di tagliare del 40% i fondi stanziati per la scuola pubblica</a>, a Mariastella Gelmini, indimenticabile <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jgu-qnRzpQo">interprete di “Tu scendi dalle stelle”</a> per protestare contro un preside “anti-Natale” (sic). Da Giuseppe Fioroni, tornato agli onori della cronaca proprio questo weekend per <a href="http://www.repubblica.it/politica/2017/11/25/news/fioroni_benedizione-182133065/">non aver ottenuto la benedizione di una sede Pd</a>,  a Letizia Moratti, che <a href="https://www.uaar.it/laicita/ora-di-religione/#09">al ministero si circondò di ciellini</a>, inserì in ruolo gli insegnanti di religione, e cercò di <a href="http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-507.htm">eliminare l’evoluzionismo dai programmi scolastici</a>. Prima ancora, i tanti ministri, rigorosamente democristiani, che per oltre tre decenni hanno occupato il ministero dell’istruzione pubblica. Oggi, ufficialmente, nemmeno più tale.</p>
<p>Basta scorrere l’elenco dei ministri per capire, con un semplice colpo d’occhio, perché <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/parte-la-scuola-tra-promesse-e-vaccini">la scuola pubblica è messa tanto male</a>. C’è quasi da sorprendersi che non sia ancora definitivamente crollata: se le scuole private cattoliche non ce la fanno, nonostante tutto il sostegno che ricevono, devono essere scuole veramente cattive, se non pessime. Forse è colpa delle nemesi di Pio IX, che pensava che l’istruzione obbligatoria fosse un flagello.</p>
<p>Le buone scuole sono invece quelle dove ogni studente ha diritti identici al suo vicino di banco, dove le classi non si separano perché c’è l’ora di religione, dove alle pareti non ci sono simboli religiosi di parte. Buone scuole così non esistono, in Italia. E non esisteranno a lungo, con politici e ministri di questo tipo. Farsi da parte sarebbe il minimo. Ma la colpa è anche nostra: in fondo, basterebbe non votarli. Le elezioni si avvicinano. Ricordiamoglielo.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>Articolo pubblicato <a href="http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=23679">sul blog di MicroMega il 28 novembre 2017</a></p>
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