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	<title>Opinioni &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Mar 2026 19:36:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La scuola &#8220;laica&#8221; in pellegrinaggio per il Giubileo del Mondo Educativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 09:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i vari eventi dell&#8217;anno giubilare c&#8217;è anche il Giubileo del Mondo Educativo, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano. Per l’occasione il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diramato una circolare per invitare le scuole a partecipare e ad assicurare la presenza di 2.700 partecipanti, tra docenti e studenti da tutte le Regioni, in base ai desiderata della Santa Sede. Un dirigente scolastico mette in luce le criticità dal punto di vista laico di questa collaborazione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2025/10/17/la-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-giubileo-del-mondo-educativo/" title="Read La scuola &#8220;laica&#8221; in pellegrinaggio per il Giubileo del Mondo Educativo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra i vari eventi dell&#8217;anno giubilare c&#8217;è anche il Giubileo del Mondo Educativo, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano. Per l’occasione il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diramato una circolare per invitare le scuole a partecipare e ad assicurare la presenza di 2.700 partecipanti, tra docenti e studenti da tutte le Regioni, in base ai desiderata della Santa Sede. Un dirigente scolastico mette in luce le criticità dal punto di vista laico di questa collaborazione tra Vaticano e Ministero.<br />
</em></p>
<p>Il 18 settembre 2025 il Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito (MIM) <a href="https://istruzioneveneto.gov.it/wp-content/uploads/2025/09/AOODGSIP.REGISTRO-UFFICIALE.2025.0002854.pdf">ha inviato</a> ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali (USR) la nota prot. 2854 &#8220;Giubileo del Mondo Educativo &#8211; Roma, 30 ottobre 2025 &#8211; Partecipazione delle Istituzioni scolastiche secondarie di primo e secondo grado all&#8217;evento destinato agli studenti&#8221;.</p>
<p>Nella circolare, il Direttore Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali e il Direttore Generale per lo studente, l&#8217;inclusione, l&#8217;orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica informano i Direttori USR circa le iniziative che avranno luogo nel corso del Giubileo del Mondo Educativo, in programma dal 27 ottobre al 1° novembre, specificando che il MIM, in collaborazione con la Santa Sede, sta organizzando l&#8217;evento conclusivo delle iniziative destinate agli studenti, ovvero <span class="pullquote">un incontro alla presenza del Ministro e delle più alte cariche istituzionali</span> il 30 ottobre 2025 presso l’Aula Paolo VI dello Stato del Vaticano.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-76295" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/10/La-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-Giubileo-del-Mondo-Educativo.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/10/La-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-Giubileo-del-Mondo-Educativo.jpg 1500w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/10/La-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-Giubileo-del-Mondo-Educativo-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/10/La-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-Giubileo-del-Mondo-Educativo-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2025/10/La-scuola-laica-in-pellegrinaggio-per-il-Giubileo-del-Mondo-Educativo-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" />
<p>Pertanto, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione studentesca che sia rappresentativa dei territori di rispettiva competenza, la nota richiede ai Direttori USR di individuare le delegazioni degli alunni in rappresentanza delle varie istituzioni scolastiche che vorranno aderire all’iniziativa.</p>
<p>La nota specifica inoltre che, in base alle indicazioni pervenute dagli organizzatori della Santa Sede e per garantire un&#8217;equa rappresentanza, i Direttori USR «vorranno assicurare» la presenza di 2.700 partecipanti del mondo della scuola, secondo la ripartizione regionale riportata nell&#8217;allegato alla circolare. Pertanto, i Direttori USR «vorranno far pervenire» al MIM l’elenco degli studenti, nonché dei relativi docenti accompagnatori (prevedendo un accompagnatore ogni 7 studenti circa) entro la data indicata.</p>
<p>Infine, d’intesa con la Santa Sede, è prevista la possibilità di consentire ai gruppi scolastici il passaggio attraverso la Porta Santa nel pomeriggio del giorno 29 ottobre p.v., e di riservare specifici posti per assistere alla Santa Messa di chiusura del Giubileo del Mondo Educativo del 1° novembre 2025.</p>
<p>Segue comunicazione sul fatto che che verranno fornite alle scuole partecipanti «apposite schede didattiche, distinte per grado di istruzione [&#8230;] allo scopo di supportare le attività formative che i docenti potranno porre in essere a favore degli studenti, quali attività preparatorie all’evento, in considerazione dell’unicità della circostanza che vedrà gli studenti al centro della missione educativa, in un contesto fortemente caratterizzato da valori di condivisione, partecipazione, inclusione e prospettive future».</p>
<p>Questi i contenuti della nota. Tralasciando l&#8217;impressione generale di una sudditanza del MIM nei confronti della Santa Sede e dei suoi organizzatori, senza considerare la quantità di denaro pubblico necessaria per organizzare l&#8217;evento, occorre soffermarsi su alcuni aspetti.</p>
<p>In primo luogo, in nessun passaggio della circolare si fa riferimento al fatto che il coinvolgimento degli studenti debba riguardare solo le istituzioni scolastiche paritarie confessionali. Ne deriva che i 2.700 studenti coinvolti siano iscritti sia alle scuole paritarie, sia alle scuole pubbliche che, com&#8217;è noto, sono laiche e accolgono studenti di ogni religione e anche di nessuna religione.</p>
<p>La circolare specifica che parteciperanno solo le scuole che «vorranno aderire», ma almeno qualcuna di esse, tramite il relativo Dirigente scolastico, dovrà subire delle pressioni, se i Direttori USR «vorranno assicurare» la presenza di 2.700 studenti secondo la precisa ripartizione dettata (è il caso di dirlo) dalla Santa Sede.</p>
<p>Veniamo agli accompagnatori. Quando un viaggio d&#8217;istruzione cade in un giorno di lezione, come in questo caso, il docente che accompagna gli alunni non svolge le lezioni previste nel suo orario, ma viene sostituito internamente da un collega. Ad esempio, se il docente di matematica giovedì 30 ottobre accompagna gli studenti a Roma, non può svolgere le sue normali lezioni di matematica previste in orario nella sua classe (per gli alunni che non vanno a Roma) e nelle altre classi a lui assegnate.</p>
<p><span class="pullquote">Gli alunni che rimangono a scuola cosa fanno?</span> Non svolgono la lezione di matematica con il loro insegnante, ma beneficiano un supplente interno che assicura la sorveglianza o, nei casi virtuosi, fa svolgere delle attività didattiche. Anche nella scuola pubblica, dunque, gli studenti non partecipanti al Giubileo vedrebbero ridimensionato il loro diritto all&#8217;istruzione per consentire la partecipazione dei compagni ad un&#8217;iniziativa squisitamente religiosa e confessionale.</p>
<p>Si obietterà che ovviamente sarà il docente di religione ad accompagnare gli studenti, ma questo non è detto, per due motivi. In primo luogo, prevedendo la presenza di un docente ogni sette alunni (anziché ogni 15, come di prassi nelle scuole dal lontano 1992), per una scuola in cui partecipino più di sette alunni, potrebbero essere necessari due docenti. In secondo luogo, il docente di religione insegna in tante classi, a volte in più scuole, quindi accompagnerebbe il gruppo di una scuola, ma non il gruppo dell&#8217;altra, dove quindi sarebbe necessario, come accompagnatore, un docente di una diversa materia.</p>
<p>Ma ammettiamo che il docente accompagnatore sia proprio l&#8217;insegnante di religione. Spesso, nelle scuole, il docente che accompagna gli studenti in viaggio d&#8217;istruzione è incentivato con una quota del Fondo per il Miglioramento dell&#8217;Offerta Formativa (il MOF), che ogni istituzione scolastica riceve dallo Stato e che gestisce secondo modalità definite in Contrattazione Integrativa di Istituto.</p>
<p>Se nell&#8217;istituzione scolastica si è deciso che i docenti accompagnatori sono incentivati, questo vale anche per l&#8217;insegnante di religione, se si rende disponibile a svolgere questo compito. In questa situazione, quindi, avremmo dei soldi pubblici (il MOF) per retribuire docenti impegnati in un&#8217;attività di tipo religioso e confessionale.</p>
<p>Veniamo infine ai costi di trasporto. La circolare è rivolta a tutte le Regioni, prevedendo e auspicando quindi la partecipazione di studenti da ogni parte d&#8217;Italia. Chi paga il viaggio? La circolare non fa cenno al vile denaro necessario per salire su un treno o noleggiare un mezzo di trasporto privato. Se ne farà carico l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale? Può essere (e sarebbe comunque denaro pubblico), ma non se ne fa cenno. Non è che i costi di trasporto relativi all&#8217;iniziativa saranno a carico delle Istituzioni scolastiche partecipanti, a carico di un bilancio che sostiene a fatica tutte le attività della scuola? Altri soldi pubblici destinati alla realizzazione di un evento dichiaratamente religioso e confessionale.</p>
<p>Tuttavia, bisogna riconoscere che ne vale la pena. Non solo gli studenti potranno beneficiare, non si sa in quale delle materie del curricolo, forse educazione civica, delle apposite schede didattiche in preparazione all&#8217;evento, a supporto delle attività formative: «d’intesa con la Santa Sede» i gruppi scolastici partecipanti potranno passare attraverso la porta santa e avranno specifici posti riservati per assistere alla santa messa di chiusura del Giubileo del Mondo Educativo. Tutti perdonati, dunque. Speriamo che valga anche per il cinque in condotta.</p>
<p><strong>Un dirigente scolastico</strong></p>
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		<title>Tesoretti dimenticati: 8&#215;1000 statale e Ici non pagata dalla Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 14:30:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ennesimo tesoretto, stavolta di due o tre miliardi, sarebbe stato messo a disposizione della legge di bilancio nella scorsa riunione del Consiglio dei ministri. Se ne compiace la presidente Giorgia Meloni, perché così si potranno «ridurre le diseguaglianze». E così, forse con qualche aggiustamento, sembra prendere il via la tassa sugli extraprofitti, mentre trovano nuova linfa vecchie ipotesi di tassare i giganti del web. Eppure di tesoretti dimenticati ce ne sono di pronti per essere colti, con l’indubbia caratteristica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2023/08/11/tesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa/" title="Read Tesoretti dimenticati: 8&#215;1000 statale e Ici non pagata dalla Chiesa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ennesimo tesoretto, stavolta di due o tre miliardi, sarebbe stato messo a disposizione della legge di bilancio nella scorsa riunione del Consiglio dei ministri. <a href="https://www.corriere.it/politica/23_agosto_09/extraprofitti-borsa-giorgetti-3bdec7aa-3625-11ee-a98c-9069f0a7c314.shtml">Se ne compiace</a> la presidente Giorgia Meloni, perché così si potranno «ridurre le diseguaglianze». E così, forse con qualche <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/forza-italia-punta-a-modificare-la-tassa-sugli-extraprofitti-dthmp8ca">aggiustamento</a>, sembra prendere il via la tassa sugli extraprofitti, mentre trovano nuova linfa vecchie ipotesi di tassare i giganti del web. Eppure di tesoretti dimenticati ce ne sono di pronti per essere colti, con l’indubbia caratteristica di ridurre disuguaglianze. Dovrebbe però venir meno la sudditanza dell’intera classe politica nei confronti del più grande big, l’unico finora intoccabile.</p>
<p>Un tesoretto di almeno quattro miliardi è rappresentato dalla <a href="https://blog.uaar.it/2022/08/20/lici-arretrata-alla-chiesa-una-cartella-esattoriale-che-nessuno-vuole-emettere/">cartella esattoriale</a> che il governo deve recapitare in Vaticano per l’Ici non versata dalla chiesa cattolica relativa agli anni 2006-2011. I richiami della Corte di giustizia europea sono iniziati nel 2018 e cinque mesi fa è arrivata la <a href="https://blog.uaar.it/2023/03/03/governo-meloni-riscuota-ici-non-versata-dalla-chiesa/">conferma definitiva</a> della Commissione von der Leyen: <span class="pullquote">l’Italia non può far finta di niente, ha concesso aiuti di Stato illegali</span> e la scusa del sistema catastale non aggiornato non può reggere; abbia almeno la decenza di una riscossione parziale di questo tesoretto che rappresenterebbe davvero una riduzione delle diseguaglianze, visto che il destinatario degli aiuti di stato illegali è anche <a href="https://www.avvenire.it/papa/pagine/bilancio-apsa-2022">il più grande proprietario immobiliare</a> del mercato.</p>
<a href="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa.png" rel="lightbox[72753]" title="Tesoretti dimenticati: 8x1000 statale e Ici non pagata dalla Chiesa"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-72756 size-large" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa-1024x512.png" alt="" width="640" height="320" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa-1024x512.png 1024w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa-768x384.png 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa-1536x768.png 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa-650x325.png 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/cover-costi-chiesa.png 2048w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>
<p>Un altro tesoretto che ogni anno la politica ha colpevolmente e silenziosamente sempre lasciato nelle tasche dei vescovi giace sepolto nelle relazioni sulla ripartizione della quota dell’8&#215;1000 a diretta gestione statale. L’assegnazione delle somme per l’anno 2021 è disponibile dal 13 giugno scorso <a href="https://www.governo.it/it/dipartimenti/dip-il-coordinamento-amministrativo/22872">sul sito del governo</a>. Limitiamoci a considerare una sola delle destinazioni tra le cinque previste, quella per le “Calamità naturali”. La somma totale per lo Stato è risultata di circa 215,8 milioni, ma salta subito all’occhio come dividendo per cinque non si ottengono certo i 14,4 milioni con cui sono stati finanziati i nove progetti di messa in sicurezza del territorio presentati dai Comuni di Cirigliano, Armento, Strongoli, Scandale, Colledimezzo, Caccuri, Cutro, Locana e Atri. Per capirci qualcosa occorre armarsi di pazienza e leggere, magari aiutati da qualche esperto, <a href="https://documenti.camera.it/Leg19/Dossier/Pdf/BI0014.Pdf">il dossier</a> pubblicato lo scorso 27 febbraio dagli uffici dei servizi studi di Camera e Senato. Si scoprirà che la parte più consistente dell’8&#215;1000 statale è assorbita da voci fisse: 64 milioni per la flotta aerea della Protezione civile più altre voci di minore entità di riduzione della spesa pubblica. Si scoprirà anche che per tanti anni non si è proceduto affatto alla ripartizione della quota dell&#8217;8&#215;1000 a diretta gestione statale: le suddette voci fisse avevano esaurito le disponibilità.</p>
<p>Le cose sono però <a href="https://blog.uaar.it/2023/07/14/8xmille-nuovo-brutto-colpo-per-le-casse-della-chiesa/">cambiate negli anni recenti</a>, che hanno visto un continuo calo di preferenze per la chiesa cattolica e un altrettanto continuo incremento di quelle per lo Stato. <span class="pullquote">Il tesoretto dell’8&#215;1000 statale passerà dai 215,8 milioni del riparto 2021 a 330,4 milioni</span> di quello dell’anno fiscale 2023. Non solo, il riparto 2021 sarà l’ultimo con la divisione in parti uguali per le singole destinazioni: a partire dall’annualità 2022 la categoria di intervento sarà infatti determinata dalle scelte espresse dai contribuenti. In parole povere nel totale e assordante silenzio della politica ai Comuni che chiedono fondi per far fronte ai danni e ai pericoli del dissesto idrogeologico arriveranno 42 milioni invece di 14. Il triplo di investimenti per far fronte alle calamità naturali. Una cifra che potrebbe arrivare agevolmente a 500 milioni con conseguenti aiuti a 500 Comuni invece che una decina, se solo le istituzioni della Repubblica organizzassero serie campagne pubblicitarie per invitare i contribuenti a scegliere “Stato” e illustrando le possibili destinazioni. Visti i danni provocati dalle alluvioni di maggio in Emilia Romagna ancora più irreale del silenzio del governo è quello del presidente Bonaccini: perché non ha speso una parola per fare un appello, assieme ai sindaci dei Comuni colpiti, per chiedere ai contribuenti di scegliere “Stato / Calamità naturali” nell’8&#215;1000? Proprio la tragedia vissuta da vicino doveva sensibilizzare sulla necessità di agire e prepararsi per il futuro anche in altre parti del Paese.</p>
<p>Di tesoretti volutamente dimenticati da maggioranza e opposizione per non dare dispiacere alle gerarchie ecclesiastiche ce ne sarebbero ancora tanti. Per un ammontare di 6,7 miliardi ogni singolo anno, come documenta l’inchiesta <a href="http://icostidellachiesa.it/">I costi della Chiesa</a>. E visto che al peggio non c’è mai limite, gli stessi politici così smemorati quando si tratta di fare qualcosa di laico hanno invece riflessi prontissimi quando devono esaudire i desideri dei capi della chiesa: <a href="https://carogiubileo.it/">il contatore</a> dei costi pubblici per l’evento cattolico del giubileo ha superato i 3,4 miliardi. E continua a salire, come anche la rabbia di chi ha subito catastrofi e vede i soldi pubblici dirottati su raduni religiosi di un altro stato.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F11%2Ftesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa%2F&amp;linkname=Tesoretti%20dimenticati%3A%208%C3%971000%20statale%20e%20Ici%20non%20pagata%20dalla%20Chiesa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F11%2Ftesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa%2F&amp;linkname=Tesoretti%20dimenticati%3A%208%C3%971000%20statale%20e%20Ici%20non%20pagata%20dalla%20Chiesa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F11%2Ftesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa%2F&amp;linkname=Tesoretti%20dimenticati%3A%208%C3%971000%20statale%20e%20Ici%20non%20pagata%20dalla%20Chiesa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F11%2Ftesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa%2F&amp;linkname=Tesoretti%20dimenticati%3A%208%C3%971000%20statale%20e%20Ici%20non%20pagata%20dalla%20Chiesa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F11%2Ftesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa%2F&#038;title=Tesoretti%20dimenticati%3A%208%C3%971000%20statale%20e%20Ici%20non%20pagata%20dalla%20Chiesa" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2023/08/11/tesoretti-dimenticati-8x1000-statale-e-ici-non-pagata-dalla-chiesa/" data-a2a-title="Tesoretti dimenticati: 8×1000 statale e Ici non pagata dalla Chiesa"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La secolarizzazione avanza anche in Italia (e preoccupa i cattolici)</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2023/08/02/secolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 09:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[I credenti in Italia sono sempre meno. A certificarlo, alla luce di una ricerca commissionata a Euromedia Research, è il mensile «di fede e ragione» Il Timone. Il 37% degli italiani si dichiara, dice la rivista, «non credente», e tra gli altri sono ben pochi i praticanti. Chi si occupa di religione e società ha spesso difficoltà nel realizzare sondaggi di questo tipo, nei quali il modo in cui è formulata la domanda influenza non poco la risposta (che cosa...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2023/08/02/secolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici/" title="Read La secolarizzazione avanza anche in Italia (e preoccupa i cattolici)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I credenti in Italia sono sempre meno. A certificarlo, alla luce di <a href="https://www.iltimone.org/news-timone/italiani-di-poca-fede-e-un-po-confusa-lindagine-esclusiva-del-timone/">una ricerca</a> commissionata a <em>Euromedia Research</em>, è il mensile «di fede e ragione» <em>Il Timone</em>. Il 37% degli italiani si dichiara, dice la rivista, «non credente», e tra gli altri sono ben pochi i praticanti.</p>
<p>Chi si occupa di religione e società ha spesso difficoltà nel realizzare sondaggi di questo tipo, nei quali il modo in cui è formulata la domanda influenza non poco la risposta (che cosa si dovrebbe intendere per &#8220;credere in dio&#8221;? di quale dio si parla e con quali connotazioni?), ma ancor di più poiché il dichiararsi religioso o meno spesso ha a che fare con solo una delle tre &#8220;B&#8221; che (in inglese) definiscono tre modalità possibili: <em>believe</em> (credere), <em>behave</em> (comportarsi) e <em>belong</em> (appartenere). In molte società moderne, compresa la nostra, si parla di religiosità soprattutto in rapporto all&#8217;ultimo di questi aspetti, quello dell&#8217;appartenenza: e spesso questa ha ben poco a che spartire con le cose che si dovrebbero credere e ancor meno con i comportamenti attesi (secondo la religione presa in considerazione, naturalmente).</p>
<a href="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa.png" rel="lightbox[72732]" title="La secolarizzazione avanza anche in Italia (e preoccupa i cattolici)"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-72734 size-full" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa.png" alt="" width="1200" height="628" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa.png 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa-768x402.png 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa-650x340.png 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/08/crepa-1024x536.png 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>
<p>Venendo ai dati presentati da <em>Il Timone</em>, apprendiamo che <span class="pullquote">solo il 58,4% degli italiani si dichiara cattolico</span> (appartenenza, appunto). Ma se si approfondisce e si guarda a ciò che i &#8220;credenti e praticanti&#8221; (dove per “praticante” qui si intende chi va a messa almeno una volta mese) <em>credono</em>, si scopre che solo poco più del 30% (circa il 7% del totale degli intervistati) sa dare definizioni corrette di eucarestia e di resurrezione e che solo il 60% di chi si reca a messa almeno una volta l’anno (poco più della metà della popolazione) crede nell&#8217;esistenza dell&#8217;inferno, il che significa che meno di un italiano su tre si preoccupa della &#8220;dannazione eterna&#8221;.</p>
<p>Ma è sul punto dei comportamenti e delle opinioni che si notano le discrepanze maggiori tra quanto &#8220;richiesto&#8221; dalla chiesa cattolica e quanto ritenuto valido in concreto: solo il 33,4% dei cattolici praticanti si confessa almeno una volta l&#8217;anno; il 71,6% non ritiene la contraccezione un peccato, il 43,8% ritiene l&#8217;aborto un diritto. <span class="pullquote">Anche il ruolo della chiesa cattolica nella società è messo seriamente in discussione</span> dai risultati del sondaggio: solo il 43,8% della popolazione italiana la considera importante o con un ruolo imprescindibile e ben il 27,20% pensa che faccia più male che bene o sia dannosa.</p>
<p>La rivista, di orientamento cattolico, presenta questi dati con grande preoccupazione, ma noi non possiamo che essere soddisfatti dell&#8217;avanzare della secolarizzazione e di una visione della società meno ancorata a dogmi e presunte forze soprannaturali (già i sondaggi commissionati dall’Uaar <a href="https://www.uaar.it/doxa2014/">nel 2014</a> e <a href="https://www.uaar.it/doxa2019/">nel 2019</a> avevano presentato un numero di non credenti rilevante e in crescita). Il rapporto degli italiani con la fede cambia, ma non altrettanto si può dire per la classe politica che li rappresenta. Impegnarsi affinché la smetta di fare leva su sentimenti di appartenenza religiosa per raccattare voti e consenso resta quindi necessario, e i dati sulla secolarizzazione che continua ad avanzare non possono che essere d&#8217;aiuto.</p>
<p><strong>Loris Tissino</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Immagine: <a href="https://www.flickr.com/photos/87063841@N00/17147784294">&#8220;Crèpa in chiesa&#8221;</a> di Mariateresa Toledo (CC BY-NC-ND 2.0).<strong><br />
</strong></h6>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F02%2Fsecolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici%2F&amp;linkname=La%20secolarizzazione%20avanza%20anche%20in%20Italia%20%28e%20preoccupa%20i%20cattolici%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F02%2Fsecolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici%2F&amp;linkname=La%20secolarizzazione%20avanza%20anche%20in%20Italia%20%28e%20preoccupa%20i%20cattolici%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F02%2Fsecolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici%2F&amp;linkname=La%20secolarizzazione%20avanza%20anche%20in%20Italia%20%28e%20preoccupa%20i%20cattolici%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F02%2Fsecolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici%2F&amp;linkname=La%20secolarizzazione%20avanza%20anche%20in%20Italia%20%28e%20preoccupa%20i%20cattolici%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2023%2F08%2F02%2Fsecolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici%2F&#038;title=La%20secolarizzazione%20avanza%20anche%20in%20Italia%20%28e%20preoccupa%20i%20cattolici%29" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2023/08/02/secolarizzazione-avanza-anche-italia-preoccupa-cattolici/" data-a2a-title="La secolarizzazione avanza anche in Italia (e preoccupa i cattolici)"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Intesa clericale a Roma per una strada alla “Serva di Dio” simbolo degli integralisti anti-aborto</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2023/07/12/intesa-clericale-a-roma-per-una-strada-alla-serva-di-dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 14:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Scegliere di intitolare una piazza o una strada a una persona piuttosto che a un’altra non è un’operazione neutra: le targhe che costellano le nostre città ci raccontano infatti chi e cosa la politica vuole rendere visibile, portare a esempio, conservare nella memoria collettiva. Non a caso sono poche le donne cui sono intitolate strade e piazze nelle città italiane. Secondo i dati raccolti dal progetto Mapping Diversity, nei 21 capoluoghi di regione e province autonome del nostro Paese, ci...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2023/07/12/intesa-clericale-a-roma-per-una-strada-alla-serva-di-dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto/" title="Read Intesa clericale a Roma per una strada alla “Serva di Dio” simbolo degli integralisti anti-aborto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scegliere di intitolare una piazza o una strada a una persona piuttosto che a un’altra non è un’operazione neutra: le targhe che costellano le nostre città ci raccontano infatti chi e cosa la politica vuole rendere visibile, portare a esempio, conservare nella memoria collettiva. Non a caso sono poche le donne cui sono intitolate strade e piazze nelle città italiane.</p>
<p><a href="https://italy.mappingdiversity.eu/">Secondo i dati raccolti dal progetto Mapping Diversity</a>, nei 21 capoluoghi di regione e province autonome del nostro Paese, ci sono 24.572 strade intitolate a persone: <span class="pullquote">solo 1.626 di queste (appena il 6,6%) sono intitolate a donne</span>; se escludiamo le sante, scendono a 959.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-72534" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Intesa-clericale-a-Roma-per-una-strada-alla-Serva-di-Dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Intesa-clericale-a-Roma-per-una-strada-alla-Serva-di-Dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto.jpg 1238w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Intesa-clericale-a-Roma-per-una-strada-alla-Serva-di-Dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Intesa-clericale-a-Roma-per-una-strada-alla-Serva-di-Dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Intesa-clericale-a-Roma-per-una-strada-alla-Serva-di-Dio-simbolo-degli-integralisti-anti-aborto-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1238px) 100vw, 1238px" />
<p>A metà strada in questo computo si colloca Chiara Corbella, morta il 13 giugno 2012 e nel 2018 proclamata serva di Dio – prima tappa del processo di beatificazione e canonizzazione – cui l’8 giugno scorso l’Assemblea capitolina si è impegnata a intitolare una strada, una piazza o un giardino.</p>
<p>“La storia, la vita e le opere di Chiara Corbella hanno avuto un&#8217;ampia eco a livello nazionale e internazionale”, si legge nella mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia e approvata con 19 voti favorevoli, un contrario e l’astensione dei consiglieri Biolghini, Cicculli, De Santis, Ferrara, Luparelli e Raggi, “a lei sono stati dedicati numerosi servizi giornalistici, pubblicazioni, incontri ed eventi di vario tipo; la sua vita è diventata un esempio per tantissime persone, in particolare tra le giovani generazioni, affermandosi come modello di speranza e amore per la vita e la famiglia; è opportuno che Roma Capitale renda omaggio, a distanza di oltre dieci anni dalla sua morte e in vista della celebrazione del prossimo Giubileo universale della Chiesa cattolica nel 2025, a una giovane donna e madre romana, la cui storia è conosciuta a livello internazionale”.</p>
<p>Ma chi è Chiara Corbella e come va letta questa iniziativa di Fratelli d’Italia?</p>
<p>Chiara Corbella è stata una giovane donna, molto devota, divenuta in seguito alla morte simbolo degli integralisti anti-aborto. Dopo due gravidanze portate a termine nonostante i feti presentassero gravissime malformazioni (entrambi i neonati sono morti poco dopo aver visto la luce), Chiara Corbella scopre di essere di nuovo incinta ma contestualmente si accorge anche di una lesione alla lingua.</p>
<p>Il 16 marzo 2011 si sottopone a un primo intervento chirurgico per asportare il tumore. Per la seconda parte dell’intervento e per iniziare le terapie decide di aspettare la nascita del figlio, che nel frattempo ha scoperto essere completamente sano. Francesco nasce il 30 maggio 2011. Corbella riprende le cure ma muore il 13 giugno 2012.</p>
<p>Nel 2018 si apre la sua causa di beatificazione e canonizzazione. Nessuna sorpresa, soprattutto se si pensa al caso – molto simile – di Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004.</p>
<p>Se altri laici, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, si sono guadagnati il titolo nel lavoro, nel sociale, nella politica, Beretta Molla (unica donna, tra le molte elevate agli altari da Wojtyla, a non aver preso i voti) lo ha fatto anteponendo la vita che portava in grembo alla cura della propria (per poi morire di complicazioni al momento del parto).</p>
<p>Ecco, <span class="pullquote">la Chiesa fa beati e santi, la politica intitola strade e piazze</span>. Quando le due cose si sovrappongono perfettamente, delle due l’una: o la Chiesa ha cambiato rotta e con il titolo di “santo” indica chi ha dato laicamente lustro al Paese o la politica basa le proprie scelte su elementi che in uno Stato (in teoria) laico non dovrebbero essere rilevanti. Individuare la risposta giusta non è difficile.</p>
<p>Andando al traino della Chiesa e scegliendo di intitolare una strada a Chiara Corbella l’assemblea capitolina ci dice, neanche troppo implicitamente, che l’autodeterminazione è cosa buona e giusta, ma solo quando non turba l’idea di donna, di maternità, di società che ha in mente.</p>
<p>Ci dice, un po’ subdolamente ma neanche troppo, che una donna che scegliesse di fare ricorso all’aborto negli unici due casi ammessi dalla legge 194 oltre i 90 giorni (pericolo di vita della gestante e rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro) non farebbe male, ma se scegliesse altrimenti farebbe meglio.</p>
<p>Che questo sia l’orizzonte entro cui si muove l’estrema destra (in Italia e non solo) non è una notizia, per quanto inquietante questo orizzonte sia. Di più inquietante c’è solo che gli altri partiti non abbiano nemmeno tentato di porre un argine, non scorgendo (o facendo finta di non scorgere) nella strumentalizzazione politica di questa tragica storia nessun rilievo problematico.</p>
<p><b>Ingrid Colanicchia</b></p>
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		<title>Sì, bruciare il Corano è libertà di espressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 15:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[È bastato che un rifugiato iracheno a Stoccolma bruciasse una copia del Corano per riaccendere – ironia della semantica – il dibattito su blasfemia, hate speech e libertà di espressione. In pochi istanti la notizia è divenuta virale e ha suscitato non poca irritazione nel mondo islamico, dove il tema della libertà di espressione e della libertà religiosa sta particolarmente a cuore ai governanti locali, da sempre devoti come dei novelli Voltaire alla promozione del pluralismo. Del resto, figure come...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2023/07/07/si-bruciare-corano-liberta-espressione/" title="Read Sì, bruciare il Corano è libertà di espressione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È bastato che un rifugiato iracheno a Stoccolma bruciasse una copia del Corano per <i>riaccendere</i> – ironia della semantica – il dibattito su blasfemia, <i>hate speech</i> e libertà di espressione. In pochi istanti la notizia è divenuta virale e ha suscitato non poca irritazione nel mondo islamico, dove il tema della libertà di espressione e della libertà religiosa sta particolarmente a cuore ai governanti locali, da sempre devoti come dei novelli Voltaire alla promozione del pluralismo.</p>
<p>Del resto, figure come quelle di Ali Khamenei, Mohammad bin Salman Al Saud e Recep Tayyip Erdogan non possono che suscitare ammirazione per il loro impegno a favore dei diritti umani: <span class="pullquote">a confronto con loro, Rosa Parks era una <i>free rider</i> qualsiasi</span>, o – per dirla col dialetto romano – una <i>passeggera scroccona</i>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-72514" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2023/07/Si-bruciare-il-Corano-e-liberta-di-espressione.jpg" alt="" width="100%" />
<p>Tra i tre, è stato proprio il presidente turco – da poco rieletto – <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2023/06/29/rogo-del-corano-irruzione-di-manifestanti-nellambasciata-svedese-a-baghdad_2bf6b6fc-75d3-4f31-bf8b-0a0b31e14b9f.html">a farsi portavoce</a> dello sdegno del mondo islamico, facendo sfoggio delle sue doti diplomatiche: «Alla fine insegneremo agli arroganti occidentali che insultare i musulmani non è libertà di pensiero». C’è senz’altro da dire che Erdogan è abile nel definire la libertà di pensiero, nel senso etimologico del termine (de-finire = imporre dei confini, delimitare).</p>
<p>Non a caso, grazie al suo impegno la Turchia ha smesso di essere uno dei paesi più liberi del Vicino Oriente e si è portata su valori più in linea con quelli dei suoi vicini, scivolando fino <a href="https://archive.amistades.info/post/i-media-liberta-espressione-turchia-vecchio-e-nuovo-autoritarismo">al 149esimo posto</a> nella classifica dei paesi per libertà di stampa. Abbastanza ironicamente, tra l’altro, si può solo immaginare quale sarebbe stata la reazione delle <a href="https://blog.uaar.it/2021/03/06/una-laicita-minimalista-non-puo-durare-lungo/">intellighenzie laico-minimaliste</a> se un leader bianco e occidentale avesse usato le stesse parole di Erdogan, proponendo di “<i>insegnare</i>” qualcosa agli “<i>arroganti mediorientali</i>”.</p>
<p>Tralasciando le dichiarazioni e i sentimenti del <a href="https://www.ilpost.it/2021/04/09/erdogan-dittatore-draghi/">dittatore turco </a>e lasciando spazio al ragionamento, il gesto sarebbe grave se fosse stata data alle fiamme l’unica copia del Corano in circolazione, oppure (anche se in misura minore) se la copia in questione fosse stata la copia originale, anziché una qualsiasi di tre miliardi di copie fisiche attualmente presenti sulla terra.</p>
<p>Per mettere in prospettiva, è stato eliminato lo 0,00000003% delle copie fisiche del Corano, eliminazione in ogni modo resa del tutto inutile dall’emissione continua di nuove copie: il solo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Re_Fahd_per_l%27edizione_del_Generoso_Corano">complesso del Re Fahd a Medina</a> ne stampa 10 milioni di copie ogni anno. L’onta della perdita di un patrimonio culturale che – nel bene e (soprattutto) nel male – ha influenzato la storia dell’umanità, quindi, è decisamente sventata.</p>
<p>Si fa fatica poi a comprendere in che misura il gesto sia un atto discriminatorio o addirittura “razzista”, come lo hanno definito in molti. Perché un gesto sia definibile come “razzista”, a rigor di logica (e, volendo, di etimologia) è necessario che ci sia una “razza” (o, se si preferisce, una “etnia”).</p>
<p>È risaputo che l’immaginazione non ha confini, ma ce ne vorrebbe davvero molta (opportunamente rafforzata dall’alcol) per pensare che il Corano sia una <i>razza, </i>o che lo sia l’islam<i>. </i>Le religioni non sono di certo né un’identità, né tantomeno una “razza”.</p>
<p>Sono piuttosto delle ideologie, e ciò che le distingue dai tratti identitari veri – come l’identità sessuale o il colore della pelle – è che hanno un impatto sulla vita degli altri. Se è libera espressione bruciare la bandiera rossa, la croce uncinata o le bandiere dei paesi sgraditi, non si capisce perché bruciare il Corano non possa esserlo.</p>
<p><span class="pullquote">Bruciare i testi sacri è senz’altro un gesto pesante</span>, offensivo e provocatorio, ma se la libera espressione non include anche il dileggio e l’offesa verso le ideologie si fa prima a sospendere qualsiasi dibattito politico e praticare il silenzio collettivo.</p>
<p>Chi vuole vedere del razzismo in un gesto che al più si può definire come provocatorio controbatte che la parte lesa sono i musulmani. L’esistenza di una “razza musulmana” è però altrettanto difficile da dimostrare, perché i musulmani appartengono alle etnie più disparate anche se, per semplificazione, si tende spesso a far coincidere erroneamente i termini “musulmano” e “arabo”.</p>
<p>Pur riconoscendo che nell’uso comune i due termini vengono usati come sinonimi, essere <i>musulmano</i> non implica essere <i>arabo</i>, né tantomeno essere <i>arabo</i> implica essere <i>musulmano</i>.</p>
<p>Esistono moltissimi arabi atei o agnostici, e tra questi c’è il rifugiato iracheno che ha dato alle fiamme il Corano. Di lui sappiamo poco, ma anche senza conoscere la sua biografia sappiamo bene la condizione terribile in cui versano atei e agnostici nei paesi soggiogati dall’islam politico.</p>
<p>In nome di Allah e del Corano, i regimi fondamentalisti opprimono, torturano e uccidono minoranze sessuali, religiose e politiche. Se c’è qualcuno che è minacciato, in questo momento, è proprio il rifugiato iracheno: la <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/10/aggressione-a-rushdie-ha-perso-un-occhio-e-luso-della-mano-rivelazione-dellagente-6ed20b74-dd14-45cb-9b0a-1ccfeb8128e2.html">vigliacca aggressione</a> ai danni di Salman Rushdie ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, quanto gli atei ex-musulmani siano una comunità da proteggere.</p>
<p>Troppo spesso, invece, la sedicente sinistra “laica” li tiene a debita distanza, col risultato che nel migliore dei casi <a href="https://www.newstatesman.com/encounter/2021/09/ayaan-hirsi-ali-if-you-disagree-with-the-left-youre-punished">finiscono per trovare asilo politico in una destra tutt’altro che laica</a>, nel peggiore finiscono accoltellati.</p>
<p>Ciò che è curioso è che, in un’epoca in cui si va con massima scrupolosità alla ricerca di tracce di discriminazione in molti capolavori letterari del passato, che non hanno avuto alcun impatto sulla politica, tra i pochi testi che si salvano ci siano quelli sacri – in nome dei quali, da millenni, vengono commesse le atrocità più disparate.</p>
<p>Chi crede nella libertà di espressione sa che la soluzione non sta certo nella cancellazione, e sa che ai roghi va sempre preferito il dibattito. Ma sa anche che libertà di espressione vuol dire anche (e soprattutto) libertà di essere controversi e provocatori.</p>
<p><b>Simone Morganti</b></p>
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		<title>Morire ai tempi del covid19.</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2020/03/26/morire-tempi-del-covid19/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 08:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Come Circolo UAAR Milano avevamo progettato per questo 2020 una serie di incontri che permettessero ai cittadini di conoscere i propri diritti in merito al fine vita. Incontri di approfondimento rispetto a temi quali il Biotestamento e la sedazione, in attesa di un&#8217;auspicabile legge sulla sedazione. Il covid19 ha messo tutto in stand by, i nostri incontri dovranno aspettare. Ma purtroppo l&#8217;argomento è più urgente che mai. Perché si continua a morire male! Ci giunge testimonianza di personale sanitario impegnato...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/03/26/morire-tempi-del-covid19/" title="Read Morire ai tempi del covid19.">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come <a href="https://www.facebook.com/uaarmilano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Circolo UAAR Milano</a> avevamo progettato per questo 2020 una serie di incontri che permettessero ai cittadini di conoscere i propri diritti in merito al fine vita.</p>
<p>Incontri di approfondimento rispetto a temi quali il Biotestamento e la sedazione, in attesa di un&#8217;auspicabile legge sulla sedazione.</p>
<p>Il covid19 ha messo tutto in stand by, i nostri incontri dovranno aspettare.</p>
<p>Ma purtroppo l&#8217;argomento è più urgente che mai.</p>
<p>Perché si continua a morire male!</p>
<p>Ci giunge testimonianza di personale sanitario impegnato in prima linea, in diversi ospedali milanesi.</p>
<p>Accade che bisogna scegliere chi intubare, a chi riservare i posti in terapia intensiva.</p>
<p>Chi non è il fortunato vincitore di un ventilatore muore nei reparti.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-64409" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/03/intubati-covid-19.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/03/intubati-covid-19.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/03/intubati-covid-19-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/03/intubati-covid-19-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/03/intubati-covid-19-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Ma come muore???</p>
<p>Lucidissimo, con dispnea ingravescente, soffocato</p>
<p>Senza poter salutare i propri cari.</p>
<p>Con sedazioni assolutamente inadeguate.</p>
<p>Vi è una possibile soluzione?</p>
<p>Per prima cosa dobbiamo conoscere la situazione e sostenere tutte le realtà impegnate nella tutela della dignità della vita e del buon morire. (ad esempio l’associazione Luca Coscioni con cui <a href="https://www.uaar.it/laicita/testamento-biologico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">condividiamo la battaglia per il riconoscimento di questo diritto</a>).</p>
<p>La presenza di più medici palliativisti in corsia, capaci di elaborare velocemente dei protocolli da lasciare a disposizione nei reparti di degenza per eseguire sedazioni efficaci e veloci.</p>
<p>È necessario!</p>
<p>Sarebbe una piccola cosa per il benessere di tutti!</p>
<p><strong>Circolo Uaar di Milano</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F03%2F26%2Fmorire-tempi-del-covid19%2F&amp;linkname=Morire%20ai%20tempi%20del%20covid19." title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F03%2F26%2Fmorire-tempi-del-covid19%2F&amp;linkname=Morire%20ai%20tempi%20del%20covid19." title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F03%2F26%2Fmorire-tempi-del-covid19%2F&amp;linkname=Morire%20ai%20tempi%20del%20covid19." title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F03%2F26%2Fmorire-tempi-del-covid19%2F&amp;linkname=Morire%20ai%20tempi%20del%20covid19." title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F03%2F26%2Fmorire-tempi-del-covid19%2F&#038;title=Morire%20ai%20tempi%20del%20covid19." data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2020/03/26/morire-tempi-del-covid19/" data-a2a-title="Morire ai tempi del covid19."></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fnomceo: il medico non aiuta a morire, anzi può farlo, ma non si fa</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2020/02/12/fnomceo-medico-non-aiuta-morire-anzi-puo-farlo-non/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 10:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Partiamo da un dato oggettivo: oltre quattro mesi fa la Corte costituzionale ha sentenziato che il principio secondo cui è reo chi aiuta la persona che vuole porre fine alla sua vita non è da intendersi universalmente valido, come finora stabilito nella formulazione dell’articolo 580 del codice penale. Si configurano cioè casi in cui l’aiuto al suicidio non sarebbe reato, e specificamente non è punibile chi “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/02/12/fnomceo-medico-non-aiuta-morire-anzi-puo-farlo-non/" title="Read Fnomceo: il medico non aiuta a morire, anzi può farlo, ma non si fa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da un dato oggettivo: <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2019/09/25/news/consulta_cappato_dj_fabo_sentenza-236870232/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oltre quattro mesi</a> fa la Corte costituzionale ha sentenziato che il principio secondo cui è reo chi aiuta la persona che vuole porre fine alla sua vita non è da intendersi universalmente valido, come finora stabilito nella formulazione dell’articolo 580 del codice penale. Si configurano cioè casi in cui l’aiuto al suicidio non sarebbe reato, e specificamente non è punibile chi <em>“agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”</em>. Poi la sentenza rimanda ad altri, nella fattispecie dei comitati etici, il compito di stabilire caso per caso se queste condizioni sono soddisfatte, ma questo è un altro discorso; il principio adesso è che in presenza di tali prerequisiti non c’è punibilità ex art. 580.</p>
<p>Tale nuovo principio è stato però disconosciuto non solo dai soliti no-choice clericali, che alla fine esprimono la loro opinione non certo vincolante per nessuno, ma perfino <a href="https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/10/19/news/fine_vita_i_medici_non_daremo_mai_la_morte-238955919/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dal massimo organo confederato degli ordini dei medici</a>, cioè la Fnomceo. <span class="pullquote">Il presidente Filippo Anelli ha espresso delle opinioni abbastanza trancianti in merito</span>, emerse da una discussione in seno alla loro consulta di bioetica, cominciando col dichiarare che <em>il medico </em>genericamente inteso <em>“non compirà l’atto fisico di somministrare la morte”</em>. Ma la Consulta aveva appena stabilito che chi lo fa può non essere punibile, viene quindi da chiedersi da cosa derivi questa assoluta certezza della Fnomceo.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-64101" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/finevita.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/finevita.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/finevita-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/finevita-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/finevita-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Anelli ha inoltre aggiunto che <em>“se è un alto diritto la possibilità di scegliere autonomamente e liberamente sulla propria salute, assicurata dall’obiezione di coscienza, lo stesso principio deve poter valere anche per il medico che si considera fermo sostenitore della tutela della vita”</em>, sentenziando così una sorta di contitolarità della vita tra paziente e medico. Il primo è chi quella vita la vive e l’ha vissuta, ma qualunque diritto su di essa sarebbe esercitato alla pari con il medico che lo assiste. Anzi, forse nemmeno tanto alla pari, visto che <span class="pullquote">il medico può perfino opporre un veto al proposito del paziente</span>. Alla fine, secondo la Fnomceo, se il suicidio assistito è un diritto riconosciuto lo Stato dovrà anche individuare chi potrà metterlo in pratica, perché i medici non lo faranno.</p>
<p>Pochi mesi dopo la palla è passata però al consiglio nazionale della Fnomceo che ha dovuto inevitabilmente <a href="https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/06/news/suicidio-assistito-l-ordine-dei-medici-cambia-rotta-nessuna-sanzione-disciplinare-1.38433448" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aggiornare il codice deontologico</a> alla luce della novità introdotta dalla Corte costituzionale. <span class="pullquote">Il risultato è un capolavoro di machiavellismo</span>: da un lato si prende atto della sentenza e anzi se ne incorpora la parte più importante quasi letteralmente, dall’altro si stabilisce che <em>“la libera scelta del medico di agevolare il proposito di suicidio va sempre valutata caso per caso”</em>. In altre parole si è partiti da un <em>“il medico non aiuta mai nessun aspirante suicida”</em> per finire con <em>“ il medico può aiutarlo ma noi stabiliremo se ha fatto bene o male”</em>. E chi se ne frega se una sentenza del giudice delle leggi ha stabilito che non è punibile l’aiuto al suicidio; non lo sarà dal punto di vista penale, ma l’aspetto disciplinare compete a Fnomceo che può anche non tenerne conto.</p>
<p>A ribadire ulteriormente la rivendicazione di autonomia giurisdizionale della Fnomceo è ancora una volta Anelli, il quale ha aggiunto: <em>“restano fermi i principi dell’articolo 17, secondo i quali il medico, anche su richiesta del paziente, non deve effettuare né favorire atti finalizzati a provocarne la morte”</em>. Come dire che in generale non lo facciamo mai, qualcuno può farlo ma poi se la vedrà con noi, e comunque non si fa. Chiarissimo. O no?</p>
<p><strong>Massimo Maiurana</strong></p>
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		<title>Libertà lungo il sentiero battuto: la storia di Lamine Madani, giovane razionalista algerino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Lungi dall&#8217;essere equo e trasparente, il processo di valutazione delle domande di asilo in Europa non tiene conto delle condizioni di vita o della situazione dei non credenti. Le persone che senza credo religioso o atee incontrano molte difficoltà quando fuggono da persecuzioni in tutto il mondo. Queste difficoltà possono variare da una comprensione insufficiente dei rischi che i non credenti affrontano nei loro paesi, a inadeguati questionari amministrativi per valutare la credibilità dei richiedenti asilo. Il nostro membro tedesco...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/02/08/liberta-lungo-sentiero-battuto-storia-lamine-madani-giovane-razionalista-algerino/" title="Read Libertà lungo il sentiero battuto: la storia di Lamine Madani, giovane razionalista algerino">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lungi dall&#8217;essere equo e trasparente, il processo di valutazione delle domande di asilo in Europa non tiene conto delle condizioni di vita o della situazione dei non credenti. Le persone che senza credo religioso o atee incontrano molte difficoltà quando fuggono da persecuzioni in tutto il mondo. Queste difficoltà possono variare da una comprensione insufficiente dei rischi che i non credenti affrontano nei loro paesi, a inadeguati questionari amministrativi per valutare la credibilità dei richiedenti asilo.</p>
<p>Il nostro membro tedesco <a href="http://www.dfw-dachverband.de/">DFW (federazione di associazioni filosofiche libere)</a> ha sostenuto la promozione e la difesa della libertà di coscienza sin dalla sua fondazione nel 1991. Nell&#8217;ambito del suo lavoro, DFW ha accompagnato Lamine Madani, studente e giovane umanista, nel suo viaggio verso la libertà di pensiero ed espressione, dall&#8217;Algeria alla Germania. Silvana Uhlrich-Knoll, membro del consiglio di amministrazione di DFW, ci ha raccontato la sua storia.</p>
<p>Tutto è iniziato nel 2012, quando Lamine ha iniziato il suo primo anno di università nella sua città natale in Algeria, dove ha studiato letteratura inglese. <span class="pullquote">Il mondo era collegato e Facebook rendeva possibile la creazione di gruppi anonimi</span> che servivano a fare domande e pubblicare idee che difficilmente potevano essere trattate in pubblico in alcuni paesi.</p>
<p>I giovani si incontravano virtualmente per condividere argomenti quotidiani ed eventi successi che non erano in grado di spiegare o discutere apertamente. Da questi gruppi di discussione è nato un nuovo gruppo segreto sotto il titolo di &#8220;Razionalisti Algerini&#8221;. <span class="pullquote">Inizialmente composto da 3 membri fondatori, il gruppo raggiunse rapidamente oltre 1000 membri </span>, tutti provenienti dall&#8217;Algeria. Lo slogan del gruppo era “Non sei solo” e grazie alle azioni del gruppo, oltre 1000 persone in Algeria per la prima volta non si sentivano più sole nel loro percorso di pensiero critico e razionalista.</p>
<p>Il gruppo è stato infiltrato nel 2015 e i problemi già esistenti sono aumentati. Sono aumentate le telefonate minacciose ed il gruppo è stato posto sotto osservazione. Per la sicurezza dei membri, il gruppo è stato chiuso nell&#8217;aprile 2016, ma i rischi sono rimasti per lo più per Lamine, la cui vera identità è stata esposta su Facebook, inclusi nome, foto e numero di telefono. Ma grazie alla pubblicazione dei suoi contatti online Humanists International (HI) è venuta a conoscenza del caso di Lamine la cui notizia ha superato i confini del mondo nordafricano.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-64071" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/Lamine-Madani.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/Lamine-Madani.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/Lamine-Madani-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/Lamine-Madani-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/Lamine-Madani-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Non era immediatamente chiaro se fuggire dall&#8217;Algeria avrebbe portato la libertà di cui aveva bisogno Lamine o se studiare all&#8217;estero avrebbe potuto sviluppare le conoscenze e le qualifiche che stava cercando. Ma quelle erano le uniche opzioni. HI ha indirizzato Lamine a DFW in Germania, dove il team di umanisti impegnati poteva fornire assistenza diretta in loco. Mentre Lamine si recava in Germania, uno dei suoi amici fu arrestato e tenuto in custodia per sei mesi con l’accusa di blasfemia. Se Lamine fosse rimasto in Algeria, avrebbe dovuto affrontare dure rappresaglie, dal momento che era il principale fondatore del gruppo di Facebook e quindi un obiettivo chiave sia per gli islamisti che per i servizi di sicurezza nel paese. Quando il suo amico è stato finalmente rilasciato sotto sorveglianza ha interrotto qualsiasi contatto con Lamine.</p>
<p><span class="pullquote">Il 2016 non è stato un anno facile per Lamine, costretto a vivere solo con i propri risparmi</span>. Le sue domande di asilo non sono state accettate. Inoltre, i suoi certificati di istruzione algerini non sono stati inizialmente riconosciuti. Tuttavia, dopo l&#8217;obiezione e il sostegno dell&#8217;ufficio accademico dell&#8217;Università di Potsdam, Lamine è stato ammesso a studiare nel 2017. Poteva finalmente provare la sensazione di libertà, la grandezza di poter imparare senza punizione, allargare i propri orizzonti ed essere se stessi.</p>
<p>La libertà è complicata se la vita di tutti i giorni non ti tratta bene. Il denaro è necessario per esistere, quindi studiare diventa difficile, perché la ricerca di risorse finanziarie richiede la maggior parte del tempo e dell&#8217;energia. Lamine continua a combattere, ma il sistema lascia segni profondi.</p>
<p>Quali possibilità rimangono? Che dire del sogno di diventare un giorno un insegnante per incoraggiare gli studenti ad avere pensieri propri e liberi? <span class="pullquote">Lamine si impegna a denunciare ciò che sta accadendo in Algeria e a renderlo pubblico al mondo</span>. Vuole discutere con altre persone senza temere di essere punito. L&#8217;Algeria è un paese moderno con infrastrutture funzionali, ma, a suo avviso, lo stile di vita sociale associato al mondo musulmano è rappresentativo di una stagnazione culturale che potrebbe risalire a 1000 anni fa.</p>
<p>Cosa significa per Lamine qui e ora? Il suo obiettivo è tornare in Algeria, ma purtroppo è ancora troppo pericoloso. Lamine dovrà aspettare. Tuttavia, le autorità tedesche hanno confiscato il suo passaporto e gli hanno concesso tre mesi per regolarizzare la sua situazione nel paese. Altrimenti, sarà costretto ad andarsene, senza la possibilità di finire il suo Master. Oggi Lamine continua a cercare urgentemente aiuto o consigli su ogni possibile mossa che gli consenta di rimanere più a lungo per terminare gli studi con uno status sicuro e stabile.</p>
<p>Nel frattempo, continuerà i suoi studi attraverso il suo Master in letteratura inglese e con l&#8217;obiettivo di ottenere un dottorato di ricerca. Si spera che, una volta completati gli studi, la situazione nel suo paese d&#8217;origine possa essere più aperta, consentendogli di tornare come insegnante universitario al fine di promuovere i valori umanistici attraverso l&#8217;istruzione. Tuttavia, non ha la certezza se la sua situazione attuale sia temporanea o se durerà per tutta la vita. Speriamo per il meglio.</p>
<p><a href="https://humanistfederation.eu/freedom-on-beaten-path-the-story-of-lamine-madani-young-algerian-freethinker/">Pubblicato il 23/01/2020</a> sul sito della <em>European Humanist Federation</em></p>
<p>Traduzione di Luke Jonathan Brucato</p>
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		<title>L’intelligent design esiste e non ha bisogno di divinità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 15:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che cosa sia la vita e come sia accaduta sulla Terra le donne e gli uomini curiosi se lo chiedono da tempo immemorabile e sembra che a solleticare particolarmente questa atavica curiosità sia la nostra diretta discendenza: come iniziarono gli umani? Da quando la scienza si è ritagliata un posto rispettabile nel dibattito sulla vita e le sue origini ha prodotto ipotesi interessanti ed evidenze che non possono essere facilmente trascurate. Il posto d’onore spetta alla teoria Darwiniana dell’evoluzione per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/02/06/intelligent-design-esiste-non-bisogno-divinita/" title="Read L’intelligent design esiste e non ha bisogno di divinità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa sia la vita e come sia accaduta sulla Terra le donne e gli uomini curiosi se lo chiedono da tempo immemorabile e sembra che a solleticare particolarmente questa atavica curiosità sia la nostra diretta discendenza: come iniziarono gli umani?</p>
<p>Da quando <span class="pullquote">la scienza si è ritagliata un posto rispettabile nel dibattito sulla vita e le sue origini </span> ha prodotto ipotesi interessanti ed evidenze che non possono essere facilmente trascurate. Il posto d’onore spetta alla teoria Darwiniana dell’evoluzione per selezione naturale, che, attribuendo la comparsa di organismi complessi come l’uomo al risultato di un processo di generazione casuale e cumulativo di caratteristiche, rimanda l’intero problema alla comparsa del primo organismo vivente antenato di tutti noi, LUCA (Last Universal Common Ancestor).</p>
<p>La potenza della teoria proposta da Darwin ha costretto i rappresentanti delle più grandi religioni monoteiste ad abbandonare il conforto delle storie della creazione e a derubricarle a miti con il solo intento di spiegare il messaggio ultimo, quello dell’esistenza di un Dio creatore le cui modalità di intervento diventano sempre più sfumate. Eppure resiste in molti l’idea che a generare la complessità possa essere solo una entità ancora più complessa che progetta in modo intelligente, ne sono esempi le teorie sulla natura del teologo settecentesco William Paley, che riconosceva nella complessità e nella apparente perfezione della natura le prove dell’esistenza del divino, e le moderne tesi dell’Intelligent Design, che confezionano la stessa idea di Paley proposta in salsa pseudoscientifica.</p>
<p>Nel 2010, Craig Venter ha annunciato dal palco dei Ted Talks che <span class="pullquote">il suo gruppo di ricerca aveva sintetizzato con successo in laboratorio l’intero genoma di un semplicissimo vivente</span>, lo avevano fatto a partire dalle informazioni sulle sequenze di DNA contenute in un computer e lo avevano poi infilato in una cellula batterica, dando origine al primo vivente in grado di autoreplicarsi prodotto in laboratorio. Per sottolineare l’importanza filosofica e tecnologica della loro impresa quindicennale, scrissero dentro al genoma neo sintetizzato tre citazioni: &#8220;Vivere, errare, cadere, trionfare e ricreare la vita dalla vita&#8221; è una frase di James Joyce; &#8220;Vedere le cose non per ciò che sono, ma per quello che potrebbero essere&#8221; da <em>American Prometheus</em>, un libro su Robert Oppenheimer; la famosa frase di Richard Feynman &#8220;Ciò che non sono in grado di ricostruire, non l’ho compreso&#8221;. Venter annunciava così, al modo trionfale di certi americani, l’alba della vita sintetica, l’avvento degli autoreplicanti costruiti dall’uomo a partire da una combinazione di informazioni genetiche digitalizzate. Disponendo ormai di una collezione di sequenze di DNA piuttosto vasta e dei mezzi per produrre in laboratorio lunghe molecole di DNA disegnate dall’intelligenza umana, diceva Craig Venter, oggi l’unico limite alla creazione della vita sintetica è la nostra fantasia.</p>
<p><span class="pullquote">L’<em>intelligent design </em>almeno in parte esiste e l’ingegnere in questo caso è l’uomo</span>, la sfida era aperta a tutti quelli fra noi che non ripongono cieca fiducia nella capacità dell’uomo di fare le scelte migliori quando dispone di tanto potere. Era possibile dire di no all’ingegneria genetica che avrebbe potuto inventare organismi in grado di produrre efficientemente carburanti, farmaci su misura, nutrienti ad hoc per farci vivere meglio e più a lungo?</p>
<p>La biologia sintetica al momento ha percorso strade un po’ diverse da quella dipinta da questa prima dimostrazione e alla sintesi di interi genomi in laboratorio, procedura lunga e macchinosa, è stata preferita la modificazione precisa su piccola o media scala delle sequenze genomiche e l’inserimento di brevi tratti di DNA sintetico in organismi già esistenti, conferendogli così nuove capacità, nuove caratteristiche, nuovi equilibri di sopravvivenza. Gli obiettivi su cui si lavora nei microbi, sembrano essere al momento gli stessi auspicati poco sopra, ma a questi si aggiungono le interessanti possibilità aperte dalla modificazione genetica degli organismi cosiddetti superiori, cioè quelli pluricellulari e complicati come noi.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-64047" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/intelligent-design.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/intelligent-design.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/intelligent-design-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/intelligent-design-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/intelligent-design-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>L’ultima frontiera fra strumenti utili alla modificazione del DNA è oggi rappresentata dal sistema CRISPR-CAS9, che consente a molte strutture in giro per il mondo di intervenire con accettabile precisione sul genoma dei viventi e in particolare sul DNA degli esseri umani, dei loro embrioni e delle cellule della linea germinale che agli embrioni possono dare origine.</p>
<p>Nel 2015, all’indomani delle pubblicazioni di Jennifer Doudna, Emmanuelle Charpentier, Feng Zhang e George Church, che rendevano evidente il dischiudersi di ogni tipo di possibilità nel futuro dell’ingegneria genetica sull’uomo, <span class="pullquote">la comunità scientifica si è fermata a pensare su cosa fosse umanamente lecito fare</span>, su come avremmo potuto regolamentare il nostro agire, ammesso che ciò fosse stato in qualche misura possibile. La rivista Nature ha chiamato a raccolta 50 fra scienziati, esperti di etica e imprenditori per raccogliere opinioni al riguardo. Fra i tanti pensieri raccolti c’è chi ha espresso fiducia nei confronti di una umanità che si ferma a pensare su cosa sia giusto fare quando le possibilità che ha in mano sono ancora primitive e la tecnica non ha preso il sopravvento, c’è chi ha invece osservato che l’umanità non si è mai fermata di fronte a niente nel suo percorso verso il miglioramento delle condizioni di vita, la riduzione del rischio legato alle malattie, il miglioramento delle caratteristiche percepite come desiderabili e non lo farà neanche questa volta. Dove tracciamo il confine fra riduzione delle sofferenze, lotta alle malattie e eugenetica, perdita di diversità nella società futura? Le nuove possibilità saranno per tutti o le società future soffriranno, anche in questo caso, di un accesso alle risorse non uniforme?</p>
<p>Mentre l’ingegneria genetica immette nelle cellule nuove diverse caratteristiche, la coltura cellulare e l&#8217;ingegneria tissutale riparano gli organismi con nuovi pezzi di ricambio e producono in laboratorio “organoidi”, piccoli organi le cui dimensioni sono limitate dalla necessità di nutrire ogni cellula senza che ci sia un sistema vascolare, ma capaci di funzionare, talvolta anche in modo molto complesso. Gli organoidi neuronali che si producono oggi nei laboratori costituiscono una famiglia di diversi tipi di cervelli in miniatura capaci di attività elettrica dovuta a reti neurali attive che si sono formate spontaneamente e, in alcuni casi, sono capaci di rispondere agli stimoli esterni come quelli luminosi. Avete capito bene, <span class="pullquote">questi piccoli cervelli sono capaci di elaborare informazione, pensano e talvolta percepiscono anche</span>. Per questa ragione scienziati, esperti legali e filosofi si sono incontrati nel 2018 a Oxford per discutere degli aspetti etici legati alla sperimentazione che viene condotta nei laboratori su questi piccoli oggetti senzienti e pensanti.</p>
<p>Non solo abbiamo in mano la creazione di vita su misura, ma anche della cosa più complessa e più esclusiva che ci attribuiamo: la capacità di pensare e sentire. Queste ultime, ad essere onesti, non sono esattamente sotto il controllo di un design intelligente, a dire il vero non sappiamo come orientare la formazione delle reti neurali né abbiamo idea di cosa pensino queste piccole entità intelligenti fatte di cellule come le nostre.</p>
<p>Sul fronte della creazione di intelligenza non è solo la biologia a produrre compagni di viaggio, le frontiere dell’intelligenza artificiale hanno da tempo superato la produzione di macchine capaci di calcolo più veloce e complesso del nostro e sono entrate nel mondo del pensiero autonomo, molte macchine oggi sono in grado di imparare dall’esperienza e di pensare ampiamente in prospettiva. Di più, la rete e la disponibilità di sistemi che apprendono ed elaborano su vasta scala hanno messo la comunità umana a far parte di una intelligenza collettiva che conserva e scambia informazione, assiste e orienta decisioni.</p>
<p>È l’intelligenza che crea altra intelligenza, che realizza se stessa.</p>
<p>Quello che descrive il recente progresso è un mondo con sempre meno divinità e sempre più umanità che si fa artefice del proprio destino e che condivide con entità vecchie e nuove le proprie caratteristiche più peculiari: vita, intelligenza, libertà di decidere.</p>
<p>L’<em>intelligent design </em>della vita oggi esiste ed è nelle nostre mani, e chissà, forse in futuro, anche in quelle di altri, tutti alla pari in un mondo in cui tutto quello che abbiamo imparato sulla realtà vale. Niente dèi e nessun posto per i loro rappresentanti in Terra nella definizione di ciò che è giusto.</p>
<p><strong>Elisa Corteggiani</strong></p>
<p>Oggi cominciano i Darwin Day Uaar. Il calendario completo è pubblicato alla pagina <a href="https://www.uaar.it/uaar/darwin-day/">https://www.uaar.it/uaar/darwin-day/</a></p>
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		<title>L’orientamento europeo nel dopo Brexit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 08:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[I parlamentari del Regno Unito, quarto gruppo nazionale per dimensioni insieme a quello italiano, d’ora in poi non siedono più al Parlamento europeo e ben 73 seggi si sono quindi liberati. Seggi che in larga parte rimarranno vuoti, almeno nell’immediato. Solo 27 di essi saranno redistribuiti tra i Paesi membri nell’ottica di riequilibrare la rappresentatività, gli altri costituiscono una riserva da riempire in futuro con parlamentari eletti in Stati che entreranno a far parte dell’Unione, verosimilmente dalla regione balcanica. Naturalmente...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/02/06/orientamento-europeo-nel-dopo-brexit/" title="Read L’orientamento europeo nel dopo Brexit">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I parlamentari del Regno Unito, quarto gruppo nazionale per dimensioni insieme a quello italiano, d’ora in poi non siedono più al Parlamento europeo e ben 73 seggi si sono quindi liberati. Seggi che in larga parte rimarranno vuoti, almeno nell’immediato. Solo 27 di essi saranno redistribuiti tra i Paesi membri nell’ottica di riequilibrare la rappresentatività, gli altri costituiscono una riserva da riempire in futuro con parlamentari eletti in Stati che entreranno a far parte dell’Unione, verosimilmente dalla regione balcanica.</p>
<p>Naturalmente gli equilibri interni allo stesso Parlamento non rimarranno immutati, il che <span class="pullquote">avrà inevitabilmente influenza anche sulle politiche sociali europee e nei confronti delle istanze laiche</span>. Da una parte, essendo l’interpretazione inglese della laicità particolarmente <a href="https://blog.uaar.it/2012/09/18/gran-bretagna-rischi-multiculturalismo-secondo-chi-studia-vicino/">orientata al multiconfessionalismo</a>, qualunque iniziativa in tal senso ne risulterà depotenziata; dall’altro però ciò potrebbe favorire chi caldeggia un sistema che favorisce la cultura dominante, che non sarà nello specifico cattolica ma certamente è cristiana.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-64006" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/parlamento-europeo.jpg" alt="Parlamento Europeo" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/parlamento-europeo.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/parlamento-europeo-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/parlamento-europeo-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/02/parlamento-europeo-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p><span class="pullquote">A essere veramente determinante sarà però il nuovo assetto politico</span> in seguito all’ingresso dei 27 parlamentari in parziale sostituzione dei britannici. Sul <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200130IPR71407/ridistribuzione-dei-seggi-del-parlamento-europeo-dopo-la-brexit">sito web del Parlamento europeo</a> sono già disponibili delle proiezioni più che attendibili sulla composizione dei vari gruppi parlamentari. Con i dati disponibili al momento si può notare che il blocco dei non affiliati si ridurrebbe del 3,3% e che una percentuale analoga sarebbe invece guadagnata dall’area di centro destra composta dal Ppe, dal Cre e da IeD. L’area di centro sinistra composta da SeD, Verdi e Sue/Svn crescerebbe nel complesso solo dello 0,5%, mentre a perdere lo 0,6% sarebbe il gruppo centrista Re nato dalla fusione di Alde e Pde.</p>
<p>Insomma, pur senza elezioni il Parlamento europeo post-Brexit risulterà ancora più sbilanciato verso destra di quanto era già. I tre nuovi parlamentari spettanti all’Italia arriveranno <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Parlamento-europeo-2019-2024-Ecco-chi-sono-i-73-italiani-eletti-916b7d2d-adb8-422b-ae07-df6459c99e56.html#foto-1">tutti da quell’area</a> e saranno Sofo della Lega, De Meo di Fi e Berlato di Fdi. Non esattamente terreno fertile per i diritti laici e delle minoranze. Si può solo sperare che questo nuovo consesso riesca a sorprenderci.</p>
<p><strong>Massimo Maiurana</strong></p>
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