Buone novelle laiche

Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

La buona notizia laica del mese di settembre è venuta ancora una volta dall’estero. L’europarlamento ha infatti formalmente sollecitato i nove stati che ancora si rifiutano di riconoscere anche agli omosessuali “la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio” a darsi da fare presto. L’Italia, per non sbagliare, non riconosce le prime due nemmeno alle coppie etero. (altro…)

Accoglienza? Si fa presto a dirlo

Si fa presto a dire “accogliete”. È un po’ quello che facciamo tutti, inevitabilmente, di fronte a tragedie come quella dell’esodo di massa che sta portando un fiume di profughi in Europa. Gente che non lascia nulla per cui valga la pena di restare, che ha perso tutto quello che contava ma non la speranza. Quella c’è ancora, è la loro benzina, è quella che li fa muovere. E noi, da questa parte, che magari vorremmo poter fare qualcosa di concreto, vorremmo avere una casa che non utilizziamo per poterla prestare a qualcuno di loro, per dar loro un tetto sotto cui dormire. Ma non ce l’abbiamo, e allora ci limitiamo a dare, nel nostro piccolo, un sostegno economico, al migrante col cappellino davanti al supermercato o a una delle organizzazioni che se ne occupano. Sperando che anche lo Stato faccia la sua parte, faccia il possibile. Le tasse servono anche per questo, no? (altro…)

5 per mille, Caf e dichiarazioni dei redditi: servono controlli anche sull’8 per mille

«È scandaloso. Noi da anni riceviamo denunce in questo senso ma avere ora la conferma ufficiale che si tratti di un vero e proprio “sistema” non ci fa piacere». Ha commentato così il segretario dell’Uaar, Raffaele Carcano, i risultati della campagna di verifiche condotta dall’Agenzia delle Entrate su 5.600 dichiarazioni dei redditi compilate da alcuni Centri di assistenza fiscale dalla quale sono emerse “irregolarità” nell’8,9% dei casi. «In particolare facciamo fatica a digerire la notizia che per 207 dichiarazioni (pari… Leggi tutto »

Papa Bergoglio difende obiezione di coscienza: “diritto umano in strutture e dei funzionari”

Papa Bergoglio, sull’aereo di ritorno dall’America dove è stato accolto come una star, ha sostenuto con decisione che l’obiezione di coscienza è “un diritto umano” e che deve essere garantita in “ogni struttura giudiziaria” e anche a “funzionari di governo“. Questa la risposta, dal pesante impatto politico, a una domanda dei giornalisti in merito al caso delle Piccole sorelle dei poveri, ordine di suore in lotta contro la copertura della contraccezione per i dipendenti prevista dall’Obamacare. Una risposta che caldeggia l’ingerenza clericale nelle strutture pubbliche (altro…)

La clericalata della settimana, 39: il Comune di Forlì

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del Comune di Forlì (altro…)

IHEU alle Nazioni Unite: “I diritti umani poggiano sulla laicità”

Durante il suo primo discorso al Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, 30ª sessione, Elizabeth O’Casey, capo delegazione dell’Unione internazionale etico-umanistica (IHEU) — di cui l’Uaar fa parte, ha illustrato al Consiglio l’importanza della democrazia laica per la protezione e la promozione dei diritti umani. La questione della laicità non era mai stata affrontata presso il Consiglio su Diritti Umani, e la O’Casey ha cercato di favorire una migliore comprensione del concetto, dimostrando che si tratta di un termine chiave nell’ambito dei diritti umani.

Di seguito il testo completo (altro…)

Un confronto tra credenti e no sulla violenza in nome di Dio

Nei giorni scorsi si sono svolti a Treviso due importanti convegni. Il primo, organizzato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione dei genocidi, verteva sul ruolo dei leader religiosi nella prevenzione della violenza. Il secondo, a cura del comitato interministeriale per i diritti umani, aveva come titolo Libertà di coscienza, di pensiero e di religione: quali limiti al progresso sociale, economico e culturale? C’eravamo anche noi. È stata l’occasione per presentare a un parterre internazionale i disastri italiani, che tutti ben conoscete. Ma non solo, ovviamente. (altro…)

Io mi esprimo, tu mi offendi, egli sta in campana

Non c’è dubbio che l’offesa personale, intendendo con tale definizione un’azione che produce un danno, non può essere tutelata nell’ambito della libertà di espressione, nessuno si sognerebbe mai di sostenere il contrario. Anzi, proprio l’offesa personale è quel punto dove l’espressione delle idee di ogni individuo trova il suo limite, cessa di essere un diritto e dunque non può più essere invocata come libertà. Il problema quindi, quando si parla di libertà di espressione, non è tanto quello di definire il diritto in sé, quanto quello di definire il suo limite. Di individuare cosa rappresenta offesa intollerabile e, soprattutto, cosa è personale. (altro…)