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	<title>biblioteca &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Oxford, tutta la biblioteca approda in internet</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 08:36:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarebbe un segreto, perché nessuno, tranne pochi addetti ai lavori, entra mai in questo posto: ma ve lo racconto lo stesso. Varchi una porticina di legno, scendi lungo una ripida scala, poi ne scendi un&#8217;altra ancora più ripida, finché ti ritrovi parecchi metri sotto terra. Prosegui per un corridoio dal soffitto basso, il cui pavimento è percorso da sottili rotaie, sulle quali corrono, protetti da una grata di ferro, antidiluviani vagoncini, colmi fino all&#8217;orlo del prezioso bene nascosto quaggiù. L&#8217;impressione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/04/oxford-tutta-biblioteca-approda-internet/" title="Read Oxford, tutta la biblioteca approda in internet">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe un segreto, perché nessuno, tranne pochi addetti ai lavori, entra mai in questo posto: ma ve lo racconto lo stesso. Varchi una porticina di legno, scendi lungo una ripida scala, poi ne scendi un&#8217;altra ancora più ripida, finché ti ritrovi parecchi metri sotto terra. Prosegui per un corridoio dal soffitto basso, il cui pavimento è percorso da sottili rotaie, sulle quali corrono, protetti da una grata di ferro, antidiluviani vagoncini, colmi fino all&#8217;orlo del prezioso bene nascosto quaggiù.</p>
<p>L&#8217;impressione è di essere nel ventre di un&#8217;antica miniera, dalle cui viscere però non si estraggono oro, diamanti o carbone, bensì libri. Montagne di libri. Anzi, chilometri di libri: cinque chilometri, per la precisione. E&#8217; lo spettacolo che mi ritrovo davanti, quando la mia guida, sospinta una porta girevole, mette finalmente piede nell&#8217;immenso magazzino sotterraneo della Bodleian Library, la biblioteca dell&#8217;università di Oxford, la più grande biblioteca universitaria d&#8217;Europa. Undici milioni di libri, allineati in un labirinto di scaffali tutti uguali, tra scale, sgabelli, carrelli e tra cartelli vergati a mano che avvisano severamente di rimettere ciascun volume esattamente dove è stato preso: altrimenti, c&#8217;è il serio rischio di non ritrovarlo più.</p>
<p>Perdersi qui dentro, del resto, non è una possibilità remota: una linea gialla, tracciata per terra, rappresenta una specie di filo d&#8217;Arianna per aiutare il visitatore inesperto, come il sottoscritto, ma pure l&#8217;esperto, a ritrovare la via dell&#8217;uscita.</p>
<p>Se esiste un luogo che simboleggia l&#8217;arcaica repubblica delle lettere, &#8220;la repubblica degli istruiti&#8221;, come il fondatore della Bodleian Library si compiaceva di definire accademici, studiosi, uomini di cultura, è certamente questo edificio, nel cuore di un&#8217;università ottocentenaria, fra quadri di filosofi col parruccone, statue di insigni matematici, scritte in latino (&#8220;Dominus illuminatio mea&#8221;, il motto di Oxford: Signore, che Tu sia la mia luce) e bibliotecari che sembrano strappati di peso dalla Old England dell&#8217;epoca vittoriana.</p>
<p>Eppure passa di qui, da questa miniera di polverosi volumi, il più utopistico progetto mai concepito da chi ama il sapere scritto: digitalizzare, ovvero trasferire nello spazio infinito di Internet, tutti i libri pubblicati in tutte le lingue in tutti i tempi, più tutti quelli che verranno pubblicati in futuro. Romanzi, saggi, biografie, ricettari di cucina, trattati scientifici, guide turistiche, bibbie e corani e talmud, poemi, favole, abbeccedari, atlanti, manuali: insomma, tutti.</p>
<p>Il progetto si chiama &#8220;Ricerca Libri&#8221;, e il suo promotore è Google: il motore di ricerca più diffuso del mondo, il titano del web, la paroletta entrata nelle nostre vite come l&#8217;aria &#8211; virtuale &#8211; che respiriamo e che ci dà vita in questo ventunesimo secolo. Con Google, com&#8217;è noto, si può trovare e imparare ogni cosa: immagini, notizie, mappe, facendo qualsiasi tipo di ricerca. Anche la più intima: è risaputo che oggigiorno un&#8217;azienda, prima di assumere un dipendente, o una ragazza, prima di uscire con un potenziale fidanzato, danno loro una &#8220;googlata&#8221;, come si dice in gergo, ossia digitano il suo nome sul motore di ricerca, per scoprire chi è veramente. E se non ci sei, su Google, puoi temere di non esistere.</p>
<p>In realtà, non è ancora così. Solamente il 10 per cento di tutte le informazioni a livello mondiale sono effettivamente disponibili online. E proprio per rendere sempre più accessibili sempre più informazioni, un paio d&#8217;anni or sono Google ha annunciato &#8220;Ricerca Libri&#8221;. Con l&#8217;obiettivo di permettere agli utenti di eseguire ricerche su tutti i libri esistenti, l&#8217;utopia da realizzare in un distante futuro, o perlomeno su milioni di libri: dai testi più rari ed antichi ai romanzi ancora freschi di stampa. Organizzando la ricerca non solo su titolo e nome dell&#8217;autore, ma sull&#8217;intero contenuto di ogni libro: se un nome o un termine appare a pagina 312, digitandolo su Google si dovrebbe poter arrivare a quella pagina, spalancata sotto i nostri occhi, sullo schermo del computer.<br />
Scannerizzare e sistemare in rete milioni e milioni di libri, naturalmente, richiede tempo e risorse.</p>
<p>Soprattutto, richiede buoni cataloghi da cui partire: Google ha iniziato creando una partnership con ventisette fra le maggiori biblioteche universitarie d&#8217;America, tra cui quella di Harvard. Ora, è sbarcato in Europa. Ha stretto accordi analoghi con cinque grandi biblioteche universitarie del vecchio continente, tra cui la più illustre, quella di Oxford: cerca rapporti con altre, &#8220;per espandere sempre di più il sapere, la comunicazione e l&#8217;accesso alle informazioni&#8221;, come spiega Santiago de la Mora, direttore di &#8220;Ricerca Libri&#8221; in Europa, nei futuristici uffici londinesi della Google, dove gli impiegati hanno tutti i jeans, scrivono su computer portatili stando sdraiati su enormi cuscini colorati, e ad ogni angolo c&#8217;è un buffet con cibo salutare.</p>
<p>Un secondo aspetto del programma è la partnership con gli editori, che possono mettere in rete tutti i loro cataloghi, inclusi i libri fuori stampa. Né biblioteche, né editori, tantomeno gli utenti che consultano i libri online, pagano un soldo: il servizio è completamente gratuito. Dei libri coperti da copyright, Google mostra solo copertina e qualche pagina, con un link che collega l&#8217;utente all&#8217;editore per un possibile acquisto; per quelli non coperti da copyright, in genere perché l&#8217;autore è morto da almeno settant&#8217;anni, Google permette di leggere e scaricare l&#8217;intero volume.<br />
Siccome è un&#8217;azienda privata, non uno stato benefattore, viene da chiedersi perché lo fa e dove ci guadagna: &#8220;Lo facciamo perché rientra nel nostro impegno a democratizzare l&#8217;accesso alle conoscenze umane&#8221;, dice de la Mora. &#8220;E ci guadagniamo con le inserzioni pubblicitarie che gli editori possono fare, se vogliono, in una colonnina di destra dello schermo&#8221;. Chi temeva che l&#8217;iniziativa portasse alla morte del libro di carta, sbagliava: &#8220;Il risultato è che si vendono più libri, non meno, gli editori e gli autori entrati nel nostro programma aumentano le vendite&#8221;, continua il direttore di &#8220;Ricerca Libri&#8221; in Europa. &#8220;E per i milioni di testi contenuti nelle biblioteche, il vantaggio è che ora chiunque può consultare libri antichi senza spostarsi da casa propria, digitando semplicemente alcune parole chiave sul computer&#8221;.</p>
<p>Il primo pensiero va alla Biblioteca Vaticana, chiusa per tre anni per restauro, tra la disperazione degli studiosi di mezzo mondo: non è che potremmo ritrovarla, nel frattempo, su Google? &#8220;Siamo interessati a parlare con nuovi partner dappertutto&#8221;, risponde de la Mora. E un altro pensiero va alla biblioteca dell&#8217;università di Bologna, l&#8217;unica università europea più antica di Oxford: in Italia, al momento, Google non ha ancora una biblioteca partner (ma editori partner, da Feltrinelli a Giunti per citarne un paio, sì).</p>
<p>Intanto, nel sottosuolo della miniera, ho l&#8217;onore di vedere, sebbene non m&#8217;azzardi a toccarli, due dei documenti di maggior valore della Bodleian Library: il frammento originale di un poema di Saffo, del secondo secolo; e il Codice Mendoza, del quindicesimo secolo, in cui il vicerè del Messico riferisce al re di Spagna, con parole e splendide illustrazioni, i riti della civiltà azteca. Un giorno, chissà, forse finiranno anche questi nella &#8220;biblioteca di Babele&#8221; digitale. A dimostrazione che Internet, anziché uccidere la parola scritta, permetterà a libri e manoscritti di vivere per sempre.</p>
<p>(Enrico Franceschini)</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/biblioteca-oxford/biblioteca-oxford/biblioteca-oxford.html"><strong>Fonte: La Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Nuova recensione sul sito: &#8220;Il lancio del nano&#8221;, di Armando Massarenti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 15:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una nuova recensione è stata pubblicata nella Biblioteca del sito UAAR. Si tratta de Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima, pubblicato da Guanda e scritto da Armando Massarenti, responsabile delle pagine di scienza e filosofia del supplemento domenicale del Sole24Ore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una nuova recensione è stata pubblicata nella <a href="//www.uaar.it/ateismo/opere" target="_blank">Biblioteca del sito UAAR</a>. Si tratta de <a href="//www.uaar.it/ateismo/opere/135.html" target="_blank">Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima</a>, pubblicato da Guanda e scritto da Armando Massarenti, responsabile delle pagine di scienza e filosofia del supplemento domenicale del Sole24Ore.</em></p>
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