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	<title>Bindi &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Duello Bindi-Bonino e il pasticcio clericale di &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 09:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Ma la giornata della presentazione del programma è turbata dalla polemica tra Rosy Bindi e Emma Bonino. Le due ex ministre del governo Prodi, se si confermerà l&#8217;intesa con i Radicali, correranno sotto le insegne del Pd. Ma la Bindi attacca: i Radicali «se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi» con il Pd, dice in una intervista a LaStampa . «Rosy Bindi mi stupisce», replica Bonino. È «stupefacente &#8211; continua Bonino &#8211; che lei dica sì...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/02/26/duello-bindi-bonino-pasticcio-clericale-famiglia-cristiana/" title="Read Duello Bindi-Bonino e il pasticcio clericale di &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]</p>
<p>Ma la giornata della presentazione del programma è turbata dalla polemica tra Rosy Bindi e Emma Bonino. Le due ex ministre del governo Prodi, se si confermerà l&#8217;intesa con i Radicali, correranno sotto le insegne del Pd. Ma la Bindi attacca: i Radicali «se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi» con il Pd, dice in <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200802articoli/30427girata.asp">una intervista a LaStampa </a>. «Rosy Bindi mi stupisce», replica Bonino.</p>
<p>È «stupefacente &#8211; continua Bonino &#8211; che lei dica sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale». Il programma, in cui ci sono vari cenni anche sulle questioni eticamente sensibili, si basa &#8220;su 10 pilastri&#8221; ed è sviluppato in parole d&#8217;ordine che vanno dalla &#8220;sicurezza prima di tutto&#8221; al &#8220;welfare universalistico&#8221;, dall«educazione come ascensore socialè allo &#8220;spendere meglio e meno&#8221; al &#8220;pagare meno, pagare tutti&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana»: si intitola così un editoriale del numero di <em>Famiglia cristiana</em> in uscita mercoledì. «I cattolici che hanno deciso di fare politica nel Partito democratico &#8211; scrive il settimanale dei Paolini &#8211; giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Marco Pannella e di Emma Bonino e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi, autore di una sorta di manifesto per la &#8220;libera scelta di morire&#8221;, cioè l’eutanasia, anche se lui ha detto che si occuperà solo di migliorare la sanità in Italia. I radicali hanno una concezione ’confessionalè della loro identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, &#8220;non si interrompono affatto&#8221;. È facile dire quali siano: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga. E poi c’è l’abolizione del Concordato e dell’8 per mille, e sopra ogni cosa un’ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo Paese. Basta ascoltare <em>Radio radicale</em> dove quasi ogni giorno sono costantemente attaccati e messi alla berlina Papa, Chiesa e i valori cattolici».</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200802articoli/30490girata.asp"><strong>L&#8217;articolo completo è tratto dal sito de La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Bindi: &#8220;Il Family day è contro il governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2007 13:08:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bindi]]></category>
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					<description><![CDATA[I ministri al Family day «non ci devono andare. È una contraddizione». Quella del 12 maggio non è una manifestazione per la famiglia, «ma contro i Dico». E allora «cambino nome alla manifestazione, parlino di No dico day». È il ministro della Famiglia, ed è cattolica. Ma Rosy Bindi ha preso una distanza abbastanza clamorosa, in un’intervista con l’Unità, dalla manifestazione del 12 maggio del Family day e dai partecipanti, perché il centrodestra, dichiara, sta facendo una «strumentalizzazione politica» per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/05/05/bindi-il-family-day-contro-governo/" title="Read Bindi: &#8220;Il Family day è contro il governo&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I ministri al Family day «non ci devono andare. È una contraddizione». Quella del 12 maggio non è una manifestazione per la famiglia, «ma contro i Dico». E allora «cambino nome alla manifestazione, parlino di No dico day».</p>
<p>È il ministro della Famiglia, ed è cattolica. Ma Rosy Bindi ha preso una distanza abbastanza clamorosa, in un’intervista con l’Unità, dalla manifestazione del 12 maggio del Family day e dai partecipanti, perché il centrodestra, dichiara, sta facendo una «strumentalizzazione politica» per «accreditarsi come unico referente politico presso gli organizzatori del Family day». </p>
<p>Il 12 maggio a piazza San Giovanni ci saranno 100mila persone secondo gli organizzatori, e se Forza Italia ha annunciato la presenza, con il coordinatore Sandro Bondi, è vero anche che l’organizzatore è l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, che in piazza ci saranno teodem della Margherita, e non solo loro, tra i Dl, più l’Udeur, e che saranno presenti due ministri, Paolo Gentiloni e Clemente Mastella. La partecipazione appare dunque piuttosto «bipartisan».</p>
<p>Se non ci fossero stati i Dico, il progetto del centrosinistra per le coppie di fatto, «non ci sarebbe stato alcun Family day», insiste invece Rosy Bindi. Insomma, secondo il ministro della Famiglia quella di sabato prossimo sarà una manifestazione contro il governo. </p>
<p>Parole che ieri hanno disturbato non tanto la Casa delle Libertà, quanto i cattolici di area di centrosinistra che intendono essere presenti il 12 maggio, e in modo convinto. Ministri compresi. L’invito a non partecipare rivolto ai ministri, ha precisato nel pomeriggio la Bindi, «per quanto mi riguarda è generalizzato a qualsiasi tipo di manifestazione».</p>
<p>Parole al vento, perché Mastella le ha subito risposto che ci sarà, «eccome se ci sarò. Con tutta la famiglia». Alla collega Bindi ha quindi mandato a dire: «Medesimi inviti non mi pare che siano stati recepiti quando si è trattato della partecipazione dei ministri a sostegno del ddl sui Dico. Io non sono andato in Consiglio dei ministri neanche quando si è votato il provvedimento sui Dico. Quindi la mia linea è coerente con la mia presenza alla manifestazione a sostegno della famiglia».    [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175593">articolo</a> di Emanuela Fontana è stato pubblicato sul sito de</em> Il Giornale</p>
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		<title>Se telefonando io potessi dirti addio…</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 15:14:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bindi]]></category>
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		<category><![CDATA[Ratzinger]]></category>
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					<description><![CDATA[È difficile per lei il dialogo con la Chiesa di Ratzinger? «Sono in ascolto. Credo che il mio lavoro sia una risposta alle istanze che vengono dal mondo cattolico a anche al messaggio della Chiesa. Se si vogliono politiche pubbliche a sostegno della famiglia è esattamente quello che sto facendo. Se mi chiede se rifarei i Dico, ebbene sì, li rifarei. È un disegno di legge coerente con la Carta costituzionale che nulla toglie alla famiglia». Ma con i Teodem,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/22/telefonando-potessi-dirti-addio-2/" title="Read Se telefonando io potessi dirti addio…">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È difficile per lei il dialogo con la Chiesa di Ratzinger?<br />
«Sono in ascolto. Credo che il mio lavoro sia una risposta alle istanze che vengono dal mondo cattolico a anche al messaggio della Chiesa. Se si vogliono politiche pubbliche a sostegno della famiglia è esattamente quello che sto facendo. Se mi chiede se rifarei i Dico, ebbene sì, li rifarei. È un disegno di legge coerente con la Carta costituzionale che nulla toglie alla famiglia».<br />
Ma con i Teodem, gli ultrà cattolici del suo partito la Margherita, come sono i rapporti dopo che lei li ha accusati di remare contro il governo e il Partito democratico?<br />
«Vedo che preferiscono tenere i rapporti con il centrodestra, piuttosto che con me». </p>
<p>(tratto da un’intervista a Rosy Bindi pubblicato su Repubblica di giovedì 22 marzo 2007, a pagina 15) </p>
<p>Dunque, Rosy Bindi è “in ascolto” verso la Chiesa di Ratzinger. Ma rifarebbe i Dico.<br />
Più che un problema politico, sembra che qui ci sia un problema di Telecom, di segnale, di cattiva ricezione… Già immagino la scena: “Pronto, Rosy, sono Joseph, mi senti? Ti ho detto di no, i Dico no! Te lo ripeto per l’ultima volta: le coppie di fatto te le puoi infilare…”.<br />
“Come? Cosa? Parla più forte, non ti sento… quale Joseph sei? il ministro della propaganda Goebbels? l’economista Stiglitz? l’attore Fiennes? Il falegname palestinese? Non ho capito… Come dici, le seppie al gatto? No, gli fanno male, non glie le dare. Ah, scusa, adesso ho da fare, la Binetti mi ha detto che mi sta cercando Dio ma trova sempre occupato e Rutelli vocia dall’altra stanza che il Papa mi vuole parlare e devo smetterla di usare il telefono del ministero per chiamate private… Salutami Magda, tuo fratello Ralph e tutta la Sacra Famiglia…” </p>
<p><a href="http://www.alteredo.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=574&amp;Itemid=71">Fonte: <em>alteredo.org</em></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Ftelefonando-potessi-dirti-addio-2%2F&amp;linkname=Se%20telefonando%20io%20potessi%20dirti%20addio%E2%80%A6" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Ftelefonando-potessi-dirti-addio-2%2F&amp;linkname=Se%20telefonando%20io%20potessi%20dirti%20addio%E2%80%A6" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Ftelefonando-potessi-dirti-addio-2%2F&amp;linkname=Se%20telefonando%20io%20potessi%20dirti%20addio%E2%80%A6" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Ftelefonando-potessi-dirti-addio-2%2F&amp;linkname=Se%20telefonando%20io%20potessi%20dirti%20addio%E2%80%A6" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Ftelefonando-potessi-dirti-addio-2%2F&#038;title=Se%20telefonando%20io%20potessi%20dirti%20addio%E2%80%A6" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/22/telefonando-potessi-dirti-addio-2/" data-a2a-title="Se telefonando io potessi dirti addio…"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Se i laici porgono l&#8217;altra guancia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 09:50:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bindi]]></category>
		<category><![CDATA[Cei]]></category>
		<category><![CDATA[concordato]]></category>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Certo la Chiesa è maestra nel sostenere che la fede sia sempre d&#8217;accordo con la ragione e che la fede e la ragione insieme siano due facce della stessa medaglia purché, come ha notato Severino, sia la ragione a seguire i passi della fede. Ove mai li precedesse arrivando a conclusioni difformi, l&#8217;anatema non tarderebbe come non ha mai tardato. [&#8230;] Durante il declino dei partiti della prima repubblica e la corruttela diffusa che aveva inquinato le fibre stesse...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/18/laici-porgono-laltra-guancia/" title="Read Se i laici porgono l&#8217;altra guancia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]  Certo la Chiesa è maestra nel sostenere che la <strong>fede</strong> sia sempre d&#8217;accordo con la <strong>ragione</strong> e che la fede e la ragione insieme siano due facce della stessa medaglia purché, come ha notato Severino, sia la ragione a seguire i passi della fede. Ove mai li precedesse arrivando a conclusioni difformi, l&#8217;anatema non tarderebbe come non ha mai tardato. [&#8230;]</p>
<p>Durante il declino dei partiti della prima repubblica e la <strong>corruttela</strong> diffusa che aveva inquinato le fibre stesse del sistema e principalmente quelle del partito cattolico, non abbiamo ascoltato una sola reprimenda da parte dell&#8217;episcopato italiano sullo scempio di moralità pubblica che era sciaguratamente in atto. [&#8230;]</p>
<p>Un&#8217;<strong>accusa</strong> fastidiosamente ritornante imputa ai laici di voler togliere la parola e lo spazio pubblico ai cattolici in genere e alla gerarchia ecclesiastica in particolare. </p>
<p>Anche De Rita indulge a questa leggenda metropolitana, il che mi stupisce assai. Personalmente, in numerosa e prestigiosa compagnia, ho sempre affermato che il Papa e i suoi vescovi hanno piena disponibilità dello spazio pubblico e possono dire ciò che vogliono e come vogliono. Salvo un punto: le pattuizioni dei <strong>Trattati lateranensi </strong>che come tutti i trattati contengono diritti e doveri per le parti contraenti. </p>
<p>Io sarei felice per la Chiesa se quei Trattati fossero aboliti: ne guadagnerebbe in libertà ed estensione del suo spazio pubblico. Ma non sembra che la Chiesa abbia questa intenzione: non ha più obblighi da osservare e conserva tutti i diritti e i privilegi pattuiti. </p>
<p>Va dunque bene così. Ma pongo ora a De Rita una domanda che ho già formulato tempo fa senza avere alcuna risposta. La domanda è questa: esiste un atto, un comportamento, un documento che possa configurare <strong>un&#8217;ingerenza da parte della Chiesa </strong>nella sovranità dello Stato? Di ingerenze vietate allo Stato dai Trattati del Laterano ce n&#8217;è a bizzeffe e lo Stato si è ben guardato dal cadere in fallo. Ma il viceversa qual è? Che cosa non può fare la Chiesa in forza dei Trattati? Stando a quel che vediamo <strong>la Chiesa può far tutto</strong>. Dunque il Concordato non prevede limiti, è un colabrodo. È possibile configurare un&#8217;ingerenza, tanto per sapere? De Rita ci può aiutare? L&#8217;arcivescovo Bagnasco può indicare un limite del quale abbiamo del tutto smarrito l&#8217;esistenza? O debbono intervenire i pretori e adire la Corte quando un prete in pulpito prescrive ai fedeli come votare? E non temete per lo spazio pubblico: quello ve lo concesse lo Stato italiano fin dal 1871 con la legge delle Guarentigie senza bisogno di alcun Concordato. </p>
<p>Ma, incalza De Rita, le dotte (bontà sua) <strong>elucubrazioni filosofiche dei laici </strong>sono lontane le mille miglia dalle tradizioni religiose degli italiani. Perciò non hanno presa. Tutt&#8217;al più possono riempire qualche piazza di omosessuali, ma di lì non nasce alcuna classe dirigente e alcun pensiero forte. Perciò non incoraggiate le piazze se volete un disinteressato consiglio. </p>
<p>D&#8217;accordo. Le piazze sono comunque minoranze. Recarsi in piazza è un diritto costituzionalmente garantito ma, per il pochissimo che mi riguarda, non ne sento alcuna nostalgia. </p>
<p>Sempre che questa &#8220;lontananza&#8221; sia reciproca. Pare che milioni di cattolici si preparino a scendere in piazza. Per loro è ammesso e consigliato e per i froci (ma sì, chiamiamoli così) è sconsigliabile? Curioso modo di intendere la democrazia. </p>
<p>Sì, lo trovo molto grossolano e aggiungo: se siete, voi cattolici, così sicuri del vostro seguito, di che cosa vi preoccupate? Forse avete capito che sotto a molte di quelle tradizioni c&#8217;è solo il potere e nient&#8217;altro? </p>
<p>Mi era molto presente una recente dichiarazione della <strong>Rosy Bindi </strong>in favore d&#8217;una Chiesa che pensi di più a Dio e al prossimo e ne ho dato conto in una recente segnalazione giornalistica. Ma poi la Bindi ha fatto retromarcia. Ha detto &#8220;<strong>meglio un bambino che resti in Africa piuttosto che sia adottato da una coppia omosessuale</strong>&#8220;. [&#8230;]<br />
Poiché la Bindi è donna coerente, qui la coerenza manca del tutto. Tuttavia quella sua dichiarazione è agli atti e non c&#8217;è stata alcuna smentita. Poiché la stimo e spesso la lodo pubblicamente mi permetto di reclamare una sua spiegazione. </p>
<p>Mi vengono in mente i &#8220;bravi&#8221; di Don Rodrigo quando imposero a Don Abbondio che quel matrimonio tra Renzo e Lucia non si doveva fare. Siamo a questo, onorevole Bindi? </p>
<p><em>Il testo completo  dell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/coppie-di-fatto-5/scalfari-sui-laici/scalfari-sui-laici.html">editoriale</a>  di <strong>Eugenio Scalfari </strong>è stato pubblicato sul sito de</em> La Repubblica</p>
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		<title>Bindi: &#8220;Sono convinta che i DiCo non siano peccato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 12:03:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bindi]]></category>
		<category><![CDATA[dico]]></category>
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					<description><![CDATA[I fedeli non sono più di dodici. Gesuiti del centro di accoglienza dei rifugiati: l&#8217;affresco della fuga in Egitto è opera di uno di loro, un artista etiope. La Bindi è assorta nei gesti di sempre, il busto piegato davanti all&#8217;elevazione, il pugno che percuote il petto per il mea culpa, il ginocchio che tocca terra ogni volta che passa davanti all&#8217;altare. Non per questo ha perdoni da chiedere o colpe da rinnegare, almeno non quella. «Certo che ho sofferto....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/11/bindi-sono-convinta-che-dico-non-siano-peccato/" title="Read Bindi: &#8220;Sono convinta che i DiCo non siano peccato&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I fedeli non sono più di dodici. Gesuiti del centro di accoglienza dei rifugiati: l&#8217;affresco della fuga in Egitto è opera di uno di loro, un artista etiope. La Bindi è assorta nei gesti di sempre, il busto piegato davanti all&#8217;elevazione, il pugno che percuote il petto per il mea culpa, il ginocchio che tocca terra ogni volta che passa davanti all&#8217;altare. Non per questo ha perdoni da chiedere o colpe da rinnegare, almeno non quella. «Certo che <strong>ho sofferto</strong>. Certo che ho avuto paura di dannarmi l&#8217;anima. Ma sono convinta che i Dico non siano peccato, anzi, credo possano rappresentare <strong>semi di bene</strong>. È meglio la confusione, la promiscuità, la dispersione dell&#8217;amore? O invece la spinta a creare un legame, a dare stabilità agli affetti? Due omosessuali non possono sposarsi: non lo dice solo la Bibbia, ma l&#8217;intera civiltà giuridica. Se però prevale in loro l&#8217;ispirazione alla visione cristiana dell&#8217;amore, anziché alla sua dissipazione, da credente devo dolermene o rallegrarmene?». Oggi si manifesta per i Dico, presto si manifesterà per la famiglia. «Non credo che il ricorso alla piazza sia un bene per il Paese. Manifestare è legittimo, ma poi tocca alla politica trovare una sintesi. Un ministro è bene che ascolti dal suo posto di governo; già ci va il mio sottosegretario, Chiara Acciarini, che Dio la bene-dica&#8230; A Grillini l&#8217;ho detto: se facciamo la legge tu poi rinunci al Gay Pride? Non amo l&#8217;ostentazione. Un certo esibizionismo mi crea un po&#8217; di fastidio e temo non giovi alla causa. D&#8217;altra parte, se vogliamo evitare che l&#8217;orgoglio gay assuma certe forme non dobbiamo chiudere gli omosessuali in un ghetto, negare loro la possibilità di una vita di relazioni». [&#8230;]</p>
<p>Per la Bindi, la difesa della «sintesi» trovata sui Dico e da cercare su bioetica, testamento biologico, fecondazione assistita, si intreccia alla speranza in una Chiesa disposta al dialogo e alla comprensione. «L&#8217;elenco dei principi non negoziabili — da negotium, vale a dire nec otium —è lungo. Ma, come i talenti, anche i principi a volte non si difendono con l&#8217;ozio ma si investono, si trafficano, si negoziano, per trarne maggior frutto». La divisione tra cattolici, sostiene la Bindi, si è allargata tanto che «a volte sembra quasi che noi e Cl non parliamo dello stesso Gesù Cristo. Per noi è il figlio di Dio, è Gesù di Nazareth, non è una filosofia. Se Dio per parlare agli uomini si è fatto uomo, in un dato luogo e in un dato momento, come può la Chiesa non essere amica del proprio tempo, non avere una visione positiva della storia, non vedere il volto di Cristo nel volto dell&#8217;umanità? Perché a volta la Chiesa prima che evangelizzare sembra voler giudicare. Ma se Cristo ha accettato che la sua missione venisse portata avanti da noi sgangherati, la Chiesa non deve limitarsi a condannare». Dei Dico, prima del non possumus, la Bindi aveva discusso con il segretario della Cei Betori e, in Vaticano, con il ministro della Famiglia Trujillo. «L&#8217;ho invitato a ricambiare presto la visita. E spero di poter incontrare presto monsignor Bagnasco, anche privatamente. I rapporti personali sono importanti». Con la Binetti ad esempio il rapporto è ottimo. Dopo la messa, le due parlamentari dell&#8217;Ulivo si riuniscono a convegno con il nuovo presidente delle Acli Olivero: la Bindi annuncia per fine maggio la conferenza nazionale per la famiglia, la Binetti dice che non si rassegnerà a tacere ma renderà ancora testimonianza alla verità.  [&#8230;]</p>
<p>il <strong>cilicio</strong> però no, Rosy non lo porta. «L&#8217;ascesi mistica è una cosa seria, e anche le privazioni del corpo. In Quaresima ad esempio non mangio dolci e non bevo vino, tranne la domenica. Ma la penitenza non va ostentata, si fa con amore, usando simboli che il mondo possa capire; non si può pensare che il mondo d&#8217;oggi comprenda il giovamento del cilicio. Gesù ha detto: « Quando digiunate non siate mesti, anzi profumatevi il capo. La penitenza vera è quella interiore, che non esclude anzi impone la gioia». In effetti Rosy Bindi, ora che ha pregato e si è spiegata, ha un volto fresco, un sorriso luminoso; solo chi non si intende di donne può pensare che non sia bella. «Io ho rinunciato a farmi una famiglia mia per precisa scelta di vita. Non sono state le disavventure, è stata una decisione legata alla mia fede. Per questo ho esitato prima di accettare il ministero della Famiglia, io che non ne ho una. L&#8217;ho detto a Prodi. Lui ha insistito, e forse ha avuto ragione. Perché la mia mancanza di esperienza mi spinge a una grande umiltà, a dare ascolto a tutte le storie, prima di trovare una sintesi. Non ho manifestato per i Dico, ma non credo affatto siano morti. È vero, al Senato Salvi ha cercato di affossarli, mancano i voti di Mastella che adesso vorrebbe pure cacciare di nuovo Santoro, il centrodestra non sembra disposto al dialogo. Ma credo che molti parlamentari dell&#8217;opposizione siano favorevoli. Il voto segreto ci premierà. E la Chiesa forse saprà suggerire senza imporre, correggere senza condannare».</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/11/cazzullo.shtml">articolo</a> di Aldo Cazzullo è stato pubblicato sul sito de</em> Il Corriere della Sera</p>
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		<title>Intervista a  C. Salvi sul ddl  Bindi-Pollastrini</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 09:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dico? Un testo giuridicamente incerto che rischia di intasare gli uffici dei magistrati e gonfiare le tasche degli avvocati. «Non proporrò l’adozione del disegno di legge del governo come testo base perché impraticabile dal punto di vista giuridico» dice il presidente della commissione Giustizia, il ds Cesare Salvi, che punto per punto smantella il ddl firmato dalle ministre Barbara Pollastrini, Pari opportunità, e Rosy Bindi, Famiglia. [&#8230;] Presidente Salvi, il senatore Roberto Castelli della Lega appena uscito dalla Commissione ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/07/intervista-salvi-sul-ddl-bindi-pollastrini/" title="Read Intervista a  C. Salvi sul ddl  Bindi-Pollastrini">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dico? Un testo giuridicamente incerto che rischia di intasare gli uffici dei magistrati e gonfiare le tasche degli avvocati. «Non proporrò l’adozione del disegno di legge del governo come testo base perché impraticabile dal punto di vista giuridico» dice il presidente della commissione Giustizia, il ds Cesare Salvi, che punto per punto smantella il ddl firmato dalle ministre Barbara Pollastrini, Pari opportunità, e Rosy Bindi, Famiglia.   [&#8230;]</p>
<p><strong>Presidente Salvi, il senatore Roberto Castelli della Lega appena uscito dalla Commissione ha detto che lei ha «demolito» il ddl del governo.</strong>«Insomma “demolito” forse è eccessivo. Ho criticato l’impianto giuridico del provvedimento. In commissione è stato avviata una discussione libera su tutti i provvedimenti presentati sulle unioni di fatto».</p>
<p><strong>Il governo si è impegnato molto per trovare una mediazione e presentare un suo ddl. Forse si aspettava una maggiore considerazione&#8230;</strong>«Guardi io non proporrò come testo base quello del governo e al momento non ne ho scelto uno fra quelli già presentati. La Commissione lavorerà per mettere a punto un testo unificato».</p>
<p><strong>Che cosa non funziona nel ddl Bindi-Pollastrini?</strong>«Il meccanismo della raccomandata (si può certificare l’esistenza della coppia di fatto andando da soli all’anagrafe purché si invii una lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente, ndr) crea troppa incertezza. Non possiamo complicare la vita dei magistrati con un diluvio di ricorsi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Il ministro Bindi si dice aperta alle modifiche purchè non si creino forme “paramatrimoniali”.</strong><br />
«Sono d’accordo visto che la Costituzione italiana pone un limite contenuto nell’articolo 29. Ciò che si è fatto in altri paesi, mi riferisco al matrimonio tra gay, in Italia non è possibile senza modificare la Costituzione».</p>
<p><strong>Il dibattito sulle unioni di fatto esce dal Parlamento e scende in piazza. Alla manifestazione pro Dico promossa dalle associazioni omosessuali sabato prossimo a Roma parteciperanno ministri ed esponenti della maggioranza. Lo stesso accadrà sul fronte opposto per il Family day voluto dalle organizzazioni cattoliche. Lei che farà?</strong>«È giusto che si apra un dibattito nell’opinione pubblica e che si manifesti ma la mia funzione, la funzione del Parlamento, non prevede la protesta in piazza ma la ricerca del dialogo e di una soluzione condivisa».</p>
<p><strong>Ministri e rappresentanti della maggioranza che scendono in piazza, dice Massimo Cacciari, sono il segno della crisi del sistema politico italiano. La politica non sa più decidere?</strong><br />
«La politica in questo momento è debole e c’è il rischio forte di farsi condizionare. Per questo raddoppierò il mio impegno per arrivare a una legge ben fatta». </p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=161962&amp;START=0&amp;2col=">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Francesca Angeli è stato pubblicato sul sito de <em>Il Giornale</em></a></p>
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		<title>I DiCo al Senato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 09:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA — È il giorno dei Dico. La commissione Giustizia del Senato accende i riflettori sul ddl, tra le polemiche e 10 testi da esaminare. I cattolici si mobilitano. Monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia Accademia per la vita, li invita a «fare di tutto» perché provvedimenti come questo «non passino». Sfidando le accuse di «oscurantismo» venute, anche ieri, dalla Rosa nel pugno. Con i Dico «viene screditato non il matrimonio religioso, ma il matrimonio tout court», avverte monsignor Sgreccia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/06/i-dico-al-senato/" title="Read I DiCo al Senato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA — È il giorno dei Dico. La commissione Giustizia del Senato accende i riflettori sul ddl, tra le polemiche e 10 testi da esaminare. I cattolici si mobilitano. Monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia Accademia per la vita, li invita a «fare di tutto» perché provvedimenti come questo «non passino». Sfidando le accuse di «oscurantismo» venute, anche ieri, dalla Rosa nel pugno. Con i Dico «viene screditato non il matrimonio religioso, ma il matrimonio tout court», avverte monsignor Sgreccia che si dice scettico sul fatto che un «legame tra persone dello stesso sesso sia salutare per la loro socializzazione» e parla di rapporti contro la «legge naturale ». E, sulla scorta del monito lanciato dal cardinal Ruini («cattolici svegliatevi»), invita a osteggiare il ddl. Lo faranno Giulio Andreotti che non è «contrario a una regolamentazione, ma mettere in una legge le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, mi sembra vada oltre», Giuseppe Pisanu (FI) («I Dico sono pacs travestiti») e Luigi Pallaro («Non spenderei neanche un centesimo »).<br />
La Margherita con Pierluigi Castagnetti chiede «una pausa di riflessione». Follini non «scaglia anatemi», ma vuole priorità per la famiglia. La capogruppo Ulivo Anna Finocchiaro invita a discutere «senza ideologizzare» e il ministro Pecoraro Scanio parla di «arretratezza culturale assurda». Il presidente della commissione Cesare Salvi tenterà una mediazione.    [&#8230;]</p>
<p>Il testo Pollastrini-Bindi sarà esaminato se il ddl sul caporalato e il decreto sul calcio violento ne lasceranno il tempo. Poi verrà accantonato. Dopo un monitoraggio Salvi vuole arrivare a un testo unico delle leggi e leggine già esistenti sui diritti alle coppie di fatto. Il testo base dovrebbe essere quello di Alfredo Biondi (FI). «È un contratto per l’unione solidale da stipulare per persone di qualsiasi sesso davanti a un notaio» spiega Biondi.    [&#8230;]<br />
Ma stasera in una riunione di Forza Italia si discuterà se sarà questa la prima prova tecnica di «maggioranza variabile».</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/06/piccolillo.shtml">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Virginia Piccolillo è stato pubblicato sul sito de <em>Il Corriere della Sera</em>.</a></p>
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		<title>L’autonomia della fede</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/02/11/autonomia-della-fede/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 16:13:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rosy Bindi soffre per la posizione della Chiesa. Non si attendeva una reazione così ferma contro i suoi «Dico». La sofferenza va sempre rispettata. Anche se in questo caso essa nasce da incomprensione: il ministro non vuol capire come negli ultimi anni si sia trasformato il rapporto tra la Chiesa e la politica. La Bindi, reduce democristiana di sinistra, ricorda con nostalgia quando il partito unico dei cattolici era il braccio secolare della Chiesa, non aveva concorrenti e, per questo,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/11/autonomia-della-fede/" title="Read L’autonomia della fede">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="xtesto_notizie"> Rosy Bindi soffre per la posizione della Chiesa. Non si attendeva una reazione così ferma contro i suoi «Dico». La sofferenza va sempre rispettata. Anche se in questo caso essa nasce da incomprensione: il ministro non vuol capire come negli ultimi anni si sia trasformato il rapporto tra la Chiesa e la politica.<br />
La Bindi, reduce democristiana di sinistra, ricorda con nostalgia quando il partito unico dei cattolici era il braccio secolare della Chiesa, non aveva concorrenti e, per questo, nella gestione del monopolio poteva permettersi una grande autonomia.<br />
Fino a pochi anni fa, i catto-comunisti hanno utilizzato questa autonomia per spostare il baricentro del sistema verso sinistra, ritenendo che su quel versante si trovassero valori di uguaglianza e solidarietà più prossimi all&#8217;essenza del cristianesimo. Ma tutto ciò appartiene al mondo di ieri. Oggi non c&#8217;è più il comunismo e si è trasformato in profondità l&#8217;equilibrio geo-politico del pianeta. Si è modificato, di conseguenza, anche il sistema politico italiano che ha finalmente conosciuto l&#8217;alternanza di governo. Ed è cambiato anche il rapporto della Chiesa con la politica. Il pontificato di Giovanni Paolo II ha rappresentato, in tal senso, la svolta. Per il Papa polacco infatti &#8211; per la sua provenienza da una Chiesa del silenzio e per l&#8217;impostazione universalistica del suo magistero &#8211; l&#8217;esperienza della Dc non poteva che avere un valore limitato. La sua pastorale è stata culturale: la Chiesa di Karol Wojtyla non avrebbe più accettato di offrire indicazioni di voto, non avrebbe più avuto riferimenti privilegiati né avrebbe coperto, in un rapporto di scambio, le mediazioni del proprio braccio secolare. [&#8230;] </span><span class="xtesto_notizie">Il suo rapporto con la politica si è così laicizzato, altro che il neo-temporalismo del quale l’accusa la sinistra. Questa svolta consente alla Chiesa &#8211; e oggi a Benedetto XVI &#8211; di parlare più liberamente, di intervenire sulla società senza mediazioni, accettando che i propri fedeli scelgano in autonomia a</span><span class="xtesto_notizie"> chi dare il proprio voto. Di fronte a questo cambiamento i post-democristiani (alla Bindi), appaiono disorientati e in regresso e trascinano in questa confusione tutta la Margherita.<br />
Sui temi etici, per non rompere con la componente della sinistra radicale, i cattolici democratici avrebbero bisogno di impostare il rapporto con la Chiesa nei termini dell’antica mediazione concordataria. Ma è proprio questo che la Chiesa di Benedetto XVI non può e non vuole concedere. I cattolici democratici dovrebbero prenderne atto e non considerare più un dogma la loro appartenenza a sinistra. A questo punto, a essi non resta che scegliere: entrare in conflitto con le ragioni della loro fede o fare chiarezza e pagare il prezzo della rottura definitiva dell’Unione.</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=155966">Fonte: ilGiornale.it</a></p>
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		<title>Avvenire: convivenze, altro che equilibrio</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 18:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«La famiglia ferita: arrivano i &#8220;Dico&#8221;». Così titola L&#8217;Osservatore Romano in merito al varo, da parte del Consiglio dei ministri straordinario di giovedì, della legge sui cosiddetti &#8220;diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi&#8221;. Altrettanto eloquente una nota del Sir: «Il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo». «I cosiddetti &#8220;Dico&#8221; &#8211; scrive il Servizio di Informazione religiosa &#8211; appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/avvenire-convivenze-altro-che-equilibrio/" title="Read Avvenire: convivenze, altro che equilibrio">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La famiglia ferita: arrivano i &#8220;Dico&#8221;». Così titola L&#8217;Osservatore Romano in merito al varo, da parte del Consiglio dei ministri straordinario di giovedì, della legge sui cosiddetti &#8220;diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi&#8221;. Altrettanto eloquente una nota del Sir: «Il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo». «<strong>I cosiddetti &#8220;Dico</strong>&#8221; &#8211; scrive il Servizio di Informazione religiosa &#8211; <strong>appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi di quelli che si ci si ripromette di affrontare</strong>». Il ddl, secondo l&#8217;agenzia promossa dalla Cei, «minaccia, infatti, di incidere pesantemente &#8211; per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili &#8211; sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane». Una somma di motivi dunque, «e non certo un qualche astratto e pregiudiziale &#8220;anatema&#8221;», che induce a formulare una valutazione negativa. «Nonostante il faticoso lavoro di scrittura e riscrittura che ha impegnato importanti membri del governo &#8211; afferma il Sir -, si è insomma raggiunto un proclamato &#8220;punto di equilibrio&#8221; tra i diversi orientamenti presenti nella coalizione di maggioranza che, in realtà, <strong>non assicura affatto un serio equilibrio tra l&#8217;inderogabile tutela delle persone che costituiscono una famiglia fondata sul matrimonio e le accresciute prerogative riconosciute</strong> &#8211; a partire da diritti e doveri già affermati da tempo &#8211; <strong>ai protagonisti di libere convivenze</strong>». Basta portare a riprova infatti l&#8217;aspetto dei diritti successori: «Con il groviglio di ipotesi di concorso all&#8217;eredità tra un convivente e il figlio o i figli dell&#8217;altro partner, per rendersi conto delle questioni che rischiano dolorosamente di aprirsi». Secondo il Sir, poi, non ci si può nascondere «il fortissimo impatto sull&#8217;opinione pubblica delle premesse ideologiche dell&#8217;iniziativa che è stata assunta. Si parla di &#8220;Dico&#8221; ma si pensa a &#8220;Pacs&#8221;, e soprattutto si prefigura una escalation legislativa in questo senso». Il ddl, riferisce poi L&#8217;Osservatore Romano , «nelle intenzioni del governo dovrebbe disciplinare diritti e doveri delle persone conviventi», omosessuali ed eterosessuali. «Dal punto di vista politico &#8211; aggiunge il quotidiano della Santa Sede -, a parte la posizione dell&#8217;Udeur di Mastella, il centrodestra ha già dichiarato la sua contrarietà, pur essendo disponibile ad un dibattito parlamentare che partirà dal Senato. Il governo, infatti, sembra intenzionato a non porre la fiducia sul provvedimento, per non legare le proprie sorti ai &#8220;Dico&#8221; e per cercare sponde nell&#8217;altro schieramento politico. Per il momento però sembra non ci siano le condizioni per un&#8217;intesa &#8220;bipartisan&#8221;. Il disegno di legge illustrato dai ministri Pollastrini e Bindi non piace a nessuno del centrodestra, almeno stando alle prime dichiarazioni. Tra gli altri, Rocco Buttiglione parla di un provvedimento fortemente simbolico, che lede la famiglia. Lo stesso sostiene Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale, che vede molti diritti della famiglia lesi dai diritti che verrebbero riconosciuti ai conviventi con questi cosiddetti &#8220;Dico&#8221;».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_02_10/articolo_725954.html">Fonte: Avvenire.it </a></p>
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		<title>Titti de Simone: «Un testo da cambiare. Radicalmente»</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 16:40:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Titti De Simone, deputata di Rifondazione comunista, storica esponente del movimento gay e lesbico, non fa parte della schiera che cerca di indorare la pillola sull&#8217;accordo raggiunto ieri in Consiglio dei ministri sui Pacs. Un&#8217;intesa alta e soddisfacente, lo dice il ministro Rutelli. Appunto, c&#8217;è da preoccuparsi. Io non sono soddisfatta per niente: il testo approvato è al di sotto di quanto previsto dal programma dell&#8217;Unione e sicuramente inadeguato rispetto alle aspettative delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/titti-simone-testo-cambiare-radicalmente/" title="Read Titti de Simone: «Un testo da cambiare. Radicalmente»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo"><img align="right" src="//www.fuorispazio.net/_archivio/Novembre,Dicembre_2001/img/titti6.jpg" />Titti De Simone, deputata di Rifondazione comunista, storica esponente del movimento gay e lesbico, non fa parte della schiera che cerca di indorare la pillola sull&#8217;accordo raggiunto ieri in Consiglio dei ministri sui Pacs.</span></p>
<p><strong>Un&#8217;intesa alta e soddisfacente, lo dice il ministro Rutelli.<br />
</strong>Appunto, c&#8217;è da preoccuparsi. Io non sono soddisfatta per niente: il testo approvato è al di sotto di quanto previsto dal programma dell&#8217;Unione e sicuramente inadeguato rispetto alle aspettative delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali di questo paese. Occorre fare una battaglia in parlamento per cambiare radicalmente il testo.</p>
<p><strong>Sarà difficile, visto che l&#8217;Udeur ha dichiarato che voterà contro. E anche i laici di destra sembrano non essere disponibili.<br />
</strong>Lo so, sapevamo sin dall&#8217;inizio che su questa materia tutto sarebbe stato in salita. Ma sono ancora convinta che in parlamento possano succedere molte cose. Anzi, spero che i laici di destra cambino idea e mi auguro ci possano essere spazi di confronto con alcuni di loro, penso ad esempio a Chiara Moroni. Il problema è che anche loro hanno parecchie spaccature interne.</p>
<p><strong>Ognuno ha i suoi problemi. Anche Rifondazione: non pensa che è proprio a voi che verrà chiesto il conto?<br />
</strong>Rifondazione deve continuare ad avere il ruolo che ha sempre avuto: rilanciare una mobilitazione nel paese sulla laicità e sui diritti delle coppie omosessuali. Io, che sono sempre stata per la linea matrimonialista, credo che in questo momento sia importante rilanciare: ricominciamo a parlare di matrimoni per i gay e di adozioni. Dopdiché penso che il governo aveva preso un impegno, ed era giusto che esprimesse una proposta. Per noi è un punto di partenza, ma non un punto di arrivo. Bisogna considerare che qui c&#8217;è stata una vera e propria battaglia per far sì che, alla fine, dei Pacs non si facesse nulla. Lo dico chiaramente: questo testo ha subito delle pressioni vergognose da parte delle gerarchie vaticane e dei loro scagnozzi, che ci sono anche dentro i «nostri». Era del tutto evidente che qualcuno aveva promesso di non fare nessuna legge, e che fino all&#8217;ultimo ha cercato di far saltare tutto per aria. Per non parlare del dibattito sul Partito democratico, che ha pesato come un macigno: se non si è fatto qualcosa di meglio, è perché bisognava trovare la quadra dentro il dibattito sul Pd. Rifondazione, fin dall&#8217;inizio, ha detto con molta trasparenza quali erano i temi da trattare, sui quali non si poteva mediare: uno di questi è il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Ma tutte le cose sono fatte di tappe. Anche se questo è veramente un piccolo, piccolo passo.</p>
<p><strong>Davvero non si poteva ottenere di meglio?</strong><br />
Stando così le cose, onestamente credo di no. Ci tengo a ringraziare pubblicamente i ministri Bindi e Pollastrini che, ne sono certa, hanno fatto tutto ciò che si poteva fare.</p>
<p><strong>Come dovrebbe migliorare il testo?<br />
</strong>Intanto, nelle sedi in cui verrà discussa, sulla reversibilità della pensione, che certo non può arrivare dopo nove anni di convivenza. Trovo che ci siano degli squilibri tra diritti e doveri davvero pazzesca: come si fa a introdurre la legittima per l&#8217;eredità fino al terzo grado di parentela prima del subentro del convivente. E&#8217; ridicolo. Per non parlare dell&#8217;articolo 1: persino il testo del Comune di Padova, votato anche dalla Margherita, è più avanzato. Si prevede almeno la comunicazione congiunta quando si richiede il certificato di famiglia anagrafica. Bisogna fare una legge che sia in sintonia con i bisogni del paese reale, è questa la grande scommessa.</p>
<p><strong>Che ne dice del nuovo acronimo Dico al posto di Pacs?<br />
</strong>Azzeccatissimo. Ribattezziamolo lo faccio ma non lo Dico&#8230;.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Febbraio-2007/art34.html">Fonte: ilManifesto.it</a></p>
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