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	<title>Binetti &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Medagliette sacre ai radicali: Binetti sospettata della burla</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 10:58:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All&#8217;inizio hanno pensato a un oggetto smarrito. Qualche onorevole, particolarmente devoto alla Madonna, aveva evidentemente perso una piccola medaglia d&#8217;argento, raffigurante l&#8217;effigie sacra, tra gli scranni di Montecitorio. Certo suonava un po&#8217; strano che un onorevole tanto pio si aggirasse tra i banchi collocati all&#8217;estrema sinistra, quelli una volta occupati da Marco Pannella, Adele Faccio ed Emma Bonino. Erano gli anni &#8217;70 quando i radicali combattevano le loro storiche battaglie in favore del divorzio e poi dell&#8217;aborto. Proprio in nome...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/30/medagliette-sacre-radicali-binetti-sospettata-della-burla/" title="Read Medagliette sacre ai radicali: Binetti sospettata della burla">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio hanno pensato a un oggetto smarrito. Qualche onorevole, particolarmente devoto alla Madonna, aveva evidentemente perso una piccola medaglia d&#8217;argento, raffigurante l&#8217;effigie sacra, tra gli scranni di Montecitorio. Certo suonava un po&#8217; strano che un onorevole tanto pio si aggirasse tra i banchi collocati all&#8217;estrema sinistra, quelli una volta occupati da Marco Pannella, Adele Faccio ed Emma Bonino. Erano gli anni &#8217;70 quando i radicali combattevano le loro storiche battaglie in favore del divorzio e poi dell&#8217;aborto.<br />
Proprio in nome di quel ricordo i sei deputati radicali eletti a Montecitorio ieri si erano diretti subito in quella zona, per sedersi negli stessi scranni che avevano ospitato i leader storici del partito. «Poi, durante una pausa dei lavori ci siamo alzati e siamo usciti dall&#8217;aula per qualche minuto», racconta Rita Bernardini, segretaria del Partito radicale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=258299"><strong>L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito de Il Giornale</strong></a></p>
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		<title>Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e CL: dov&#8217;è finità la laicità in Parlamento?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 10:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vincitore delle elezioni? Berlusconi, Fini e la Lega, certo. Per certi aspetti anche l&#8217;Udc che ha tenuto botta alla valanga del voto utile. Eppure, andando a scovare tra le pieghe delle biografie degli eletti, si scopre che il vincitore vero, quello che potrà contare su una maggioranza trasversale che va da Giuseppe Ciarrapico e arriva a Paola Binetti &#8211; passando per i vari Pierferdinando Casini, Maurizio Lupi e Carlo Giovanardi &#8211; è il Vaticano. Una vittoria costruita per tempo,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/23/lupi-binetti-fra-opus-dei-cl-dove-finita-laicita-parlamento-2/" title="Read Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e CL: dov&#8217;è finità la laicità in Parlamento?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vincitore delle elezioni? Berlusconi, Fini e la Lega, certo. Per certi aspetti anche l&#8217;Udc che ha tenuto botta alla valanga del voto utile. Eppure, andando a scovare tra le pieghe delle biografie degli eletti, si scopre che il vincitore vero, quello che potrà contare su una maggioranza trasversale che va da Giuseppe Ciarrapico e arriva a Paola Binetti &#8211; passando per i vari Pierferdinando Casini, Maurizio Lupi e Carlo Giovanardi &#8211; è il Vaticano.<br />
Una vittoria costruita per tempo, soprattutto nel corso degli ultimi due anni di legislatura. Una vittoria, dunque, ottenuta non il 14 aprile scorso ma nel momento in cui sono state varate le liste della quasi totalità dei partiti che si sono presentati. E della totalità assoluta di quelli che hanno raggiunto il quorum di Camera e Senato. Senza contare che quelle stesse liste, che come è noto sono state decise dai partiti, hanno di fatto escluso la presenza di eletti omosessuali. Unica omosessuale dichiarata è infatti Paola Concia. Per il resto, il vuoto.<br />
Insomma, grazie a un lavoro certosino, Ratzinger &#8220;controlla&#8221; una fedelissima pattuglia trasversale che abbraccia l&#8217;intero arco costituzionale: Pdl, Lega, Pd e Udc, tutti hanno riservato più di un posto d&#8217;onore agli amici d&#8217;Oltretevere.<br />
Una prova? Un mese prima delle elezioni, la Cei aveva deciso di non schierarsi per nessuno dei due schieramenti: «Agli elettori cattolici &#8211; ebbe a dire il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori &#8211; ai candidati cattolici e ai futuri eletti, chiedo di richiamarsi ai valori fondamentali della Chiesa» e tra questi «la difesa della vita» e la tutela della famiglia tradizionale. Se il voto spesso si orienta sulle «urgenze del quotidiano», per i credenti &#8211; sottolineò Betori &#8211; «le urgenze vanno sempre proiettate su un orizzonte di grandi valori».<br />
Insomma, il Vaticano non aveva alcun interesse a schierarsi con l&#8217;uno o con l&#8217;altro schieramento. Sia il Pd che il Pdl davano ampi margini di garanzia sul rispetto di «quell&#8217;orizzonte di valori» tanto caro alla Santa Sede. E la presenza dei Radicali del Pd? Nel caso in cui Veltroni avesse vinto la partita, Bonino &amp; Co. avrebbero davvero rinunciato a battagliare sui temi della laicità? Nessun problema, Veltroni aveva già pronta la formuletta vincente che accontentava tutti: «Laicità eticamente esigente». Una sintesi spericolata che tagliava le gambe a qualsiasi pretesa e velleità laicista dei radicali: «Li abbiamo convinti a non apparentarsi, come volevano loro, ma ad entrare nelle liste, impegnandosi a sottoscrivere il programma e a superare una pura cultura identitaria. Da soli, sì, che avrebbero finito per assumere posizioni veramente laiciste. Invece hanno accettato la cultura del dialogo e della mediazione». La mediazione con Paola Binetti, s&#8217;intende. Più che una mediazione, una resa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=45680&amp;pagina=2&amp;versione=sfogliabile&amp;zoom=no&amp;id_articolo=348985"><strong>L&#8217;articolo completo di Davide Varì è consultabile sul sito di Liberazione</strong></a></p>
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		<title>La Binetti e il Pd bifronte</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 10:37:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ex senatrice e prossima parlamentare democratica (è terza nella lista della &#8220;Lombardia 2&#8221; alla Camera, dove, chissà perché, sono tutti convinti che potrà fare &#8220;meno danni&#8221;), Binetti, insomma, è ormai un fenomeno che appartiene più al folklore che alla politica. Lo sostengono anche gli uomini dello staff di Veltroni, che così liquidano il problema. «Non conta nulla», spiegano. Ma il problema c&#8217;è, esiste. Anche perché &#8211; ammesso che il metro di giudizio sia quello del «peso politico» &#8211; se Binetti...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/04/la-binetti-il-pd-bifronte/" title="Read La Binetti e il Pd bifronte">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ex senatrice e prossima parlamentare democratica (è terza nella lista della &#8220;Lombardia 2&#8221; alla Camera, dove, chissà perché, sono tutti convinti che potrà fare &#8220;meno danni&#8221;), Binetti, insomma, è ormai un fenomeno che appartiene più al folklore che alla politica. Lo sostengono anche gli uomini dello staff di Veltroni, che così liquidano il problema. «Non conta nulla», spiegano.<br />
Ma il problema c&#8217;è, esiste. Anche perché &#8211; ammesso che il metro di giudizio sia quello del «peso politico» &#8211; se Binetti è marginale, o quasi, nel partito, ben altro ruolo ha una figura come Giorgio Tonini. In gioventù presidente della Fuci, poi nella Presidenza delle Acli, è maturato fra le fila della Cisl. Ora è il «consigliere» politico più ascoltato da Veltroni. Gli scrive i discorsi, lo segue, tratta a suo nome. Una sorta di Bettini per il Nord, dice chi lo conosce. E sui temi eticamente sensibili, sui diritti civili è uno di quelli che più frenano nel partito democratico. Non ha l&#8217;effervescenza sanfedista di Binetti, ma, insomma, siamo da quelle parti.<br />
Veltroni l&#8217;ha cercato e l&#8217;ha scelto. Convinto che la logica del «ma anche» avrebbe funzionato anche su questi argomenti. Ci sarebbe stato lui, disposto a parlare &#8211; sui giornali stranieri &#8211; di laicità, in Italia ci sarebbe stato Giorgio Tonini, a fare da ponte con le posizioni delle gerarche vaticane.<br />
Non ha funzionato. Non poteva funzionare, dicono in molti, comunque in questo caso la strategia del «taccio per non scegliere» s&#8217;è rivelata disastrosa. Perché un giorno c&#8217;è il generale Del Vecchio che non vuole gli omosessuali fra i soldati &#8211; per i quali, invece, progetta case chiuse per aiutare le missioni all&#8217;estero -, il giorno dopo c&#8217;è l&#8217;apertura veltroniana concessa solo ai lettori spagnoli e subito dopo l&#8217;ennesima sortita di Binetti. E via proseguendo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=43224&amp;pagina=7&amp;versione=sfogliabile&amp;zoom=no&amp;id_articolo=338290"><strong>L&#8217;articolo completo di Stefano Bocconetti è consultabile sul sito di Liberazione</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F04%2Fla-binetti-il-pd-bifronte%2F&amp;linkname=La%20Binetti%20e%20il%20Pd%20bifronte" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F04%2Fla-binetti-il-pd-bifronte%2F&amp;linkname=La%20Binetti%20e%20il%20Pd%20bifronte" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F04%2Fla-binetti-il-pd-bifronte%2F&amp;linkname=La%20Binetti%20e%20il%20Pd%20bifronte" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F04%2Fla-binetti-il-pd-bifronte%2F&amp;linkname=La%20Binetti%20e%20il%20Pd%20bifronte" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F04%2Fla-binetti-il-pd-bifronte%2F&#038;title=La%20Binetti%20e%20il%20Pd%20bifronte" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/04/la-binetti-il-pd-bifronte/" data-a2a-title="La Binetti e il Pd bifronte"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pd, esplode il caso Binetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 08:39:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Prima l&#8217;ingresso dei radicali nel Pd. Poi la scelta di Umberto Veronesi come capolista al Senato in Lombardia. E infine la proposta di Marco Pannella di inserire anche Silvio Viale, medico sostenitore della pillola Ru486. Scelte (e ipotesi) accolte con qualche scetticismo dalla componente cattolica del Partito Democratico. Tanto che gli ex popolari puntano ad una sorta di &#8220;bilanciamento&#8221;, cercando nomi validi, esterni ai partiti ma pur sempre cattolici, da inserire nelle liste. «RISPETTARE IL CODICE ETICO» &#8211;...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/02/24/pd-esplode-caso-binetti/" title="Read Pd, esplode il caso Binetti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Prima l&#8217;ingresso dei radicali nel Pd. Poi <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_22/veronesi_capolista_pd_cebaefe8-e142-11dc-b2e4-0003ba99c667.shtml"><u>la scelta di Umberto Veronesi </u></a>come capolista al Senato in Lombardia. E infine la proposta di Marco Pannella di inserire anche <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_23/arachi_intervista_viale_8225ea90-e1e0-11dc-abee-0003ba99c667.shtml"><u>Silvio Viale, medico sostenitore della  pillola Ru486</u></a>. Scelte (e ipotesi) accolte con qualche scetticismo dalla componente cattolica del Partito Democratico. Tanto che gli ex popolari puntano ad una sorta di &#8220;bilanciamento&#8221;, cercando nomi validi, esterni ai partiti ma pur sempre cattolici, da inserire nelle liste.</p>
<p><strong>«RISPETTARE IL CODICE ETICO»</strong> &#8211; Intanto, la senatrice teodem Paola Binetti chiarisce &#8211; in un&#8217;intervista al &#8220;Giornale&#8221; &#8211; che «chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma». E Veronesi? «È una medaglia a due facce &#8211; risponde la senatrice -. In lui c&#8217;è tanto dell&#8217;uomo di cura quanto dell&#8217;uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica». E se qualcuno lo proponesse come ministro della Salute? «È una posizione che non prendo nemmeno in considerazione».</p>
<p><strong>GASPARRI: FOGLIA DI FICO</strong> &#8211; Affermazioni che hanno già provocato reazioni nello schieramento opposto. «Ma che altro deve succedere perché la Binetti si renda conto che il suo ruolo nel Pd è quello della foglia di fico che dovrebbe ingannare i cattolici? &#8211; si chiede Maurizio Gasparri di An. &#8211; Il partito di Veltroni con radicali e abortisti di ogni tipo fa una scelta contro la vita, per la droga e contro la famiglia. I cattolici non hanno spazio e peso con Veltroni. Che fa traffici economici con i radicali e contrabbanda per giovani una serie di figli di papà, di ricconi e di raccomandati rai. I giovani veri non sono i miliardari e le fidanzatine eccellenti. Veltroni sarà travolto dal nulla in cui da sempre naviga. Mentre dalla Binetti più che interviste polemiche ci aspettiamo che sbatta la porta prima di essere ridotta a velina della Bonino».</p>
<p><strong>CESA</strong> &#8211; Dello stesso avviso è Lorenzo Cesa: «Lancio una proposta alla senatrice Binetti. Perché non si candida nell&#8217;Udc? Forse troverebbe la casa giusta» afferma il segretario dell&#8217;Udc. «La Binetti e Luigi Bobba rappresentano in quell&#8217;ambiente un po&#8217; di più il mondo che vogliamo rappresentare, per questo dico a loro che stare in un contenitore dove ci sono i Radicali, dove c&#8217;è il professore Umberto Veronesi, e lo dico con tutto il rispetto, che la pensano in maniera del tutto diversa da loro, forse è più opportuno che vengano nella loro casa, nell&#8217;Udc, che è la casa dei moderati».</p>
<p><strong>VELTRONI: SERVE UNA SINTESI</strong> &#8211; Alla Binetti si rivolge lo stesso Veltroni. «Bisogna fare una sintesi delle diverse culture &#8211; spiega il segretario del Pd &#8211; la politica è esattamente il luogo della mediazione e della sintesi. I partiti moderni sono così».</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_23/binetti_cattolici_pd_radicali_veronesi_binetti_68b10228-e1f1-11dc-abee-0003ba99c667.shtml"><strong>L&#8217;articolo è tratto dal sito del Corriere</strong></a></p>
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		<title>Pannella si arrende e deride Veltroni: &#8220;Sono inopportuno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 09:00:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È lui stesso, il leader storico dei Radicali, a tirarsi fuori. «Se si segue il criterio dell&#8217;opportunità &#8211; dice Marco Pannella &#8211; è in nome di questo che occorre valutare anche una mia eventuale candidatura nelle liste Pd, in quota radicale. Per mio conto, la ritengo assolutamente non necessaria e sinceramente e gioiosamente non opportuna». C&#8217;è dell&#8217;ironia, nel «passo indietro» pannelliano, e una certa distaccata irrisione di quelle «regole» che il Pd sventola per arginare una presenza politicamente ingombrante come...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/02/23/pannella-arrende-deride-veltroni-sono-inopportuno/" title="Read Pannella si arrende e deride Veltroni: &#8220;Sono inopportuno&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È lui stesso, il leader storico dei Radicali, a tirarsi fuori. «Se si segue il criterio dell&#8217;opportunità &#8211; dice Marco Pannella &#8211; è in nome di questo che occorre valutare anche una mia eventuale candidatura nelle liste Pd, in quota radicale. Per mio conto, la ritengo assolutamente non necessaria e sinceramente e gioiosamente non opportuna».</p>
<p>C&#8217;è dell&#8217;ironia, nel «passo indietro» pannelliano, e una certa distaccata irrisione di quelle «regole» che il Pd sventola per arginare una presenza politicamente ingombrante come la sua. Regole che ieri pure Piero Fassino (che naturalmente sarà ricandidato, anche se di legislature sulle spalle ne ha quattro) ricordava severamente: «La regola dei tre mandati vale anche per Pannella». Il quale si è fatto due conti, tanto per ricordare che difficilmente qualcuno potrebbe contestargli attaccamenti alle poltrone e ai ruoli istituzionali, e che, alla luce dei fatti, il diktat delle tre legislature applicato al suo caso ha poco senso: dal &#8217;76 ad oggi, il leader radicale è stato in Parlamento per soli 114 mesi, «equivalenti a due sole legislature». La regola radicale, infatti, prevedeva la rotazione dei parlamentari, e Pannella la ha sempre applicata a se stesso, dimettendosi a metà mandato. E dal Parlamento italiano manca da dieci anni.<br />
Dunque, il Pd dovrà dire chiaro e tondo perché, fatto l&#8217;accordo con i radicali, ora non vuole il loro leader in lista. «Non possiamo accettare veti», ha ricordato ieri la Bonino a Veltroni, nel faccia a faccia che ha sancito l&#8217;intesa, che nel fine settimana dovrà passare, in un&#8217;assemblea a porte aperte, al vaglio del Comitato dei radicali italiani.<br />
Durante l&#8217;incontro, il leader del Pd si è lamentato per l&#8217;atteggiamento negativo di una parte dei radicali. «Servono convinzione ed entusiasmo. Se invece dite di &#8220;subire&#8221; questo accordo, lasciamo perdere». A Veltroni non sono piaciute né le ironie sul Pd di Pannella, l&#8217;altra sera al Tg3, né il comunicato di Bernardini e Cappato, fautori della linea anti-accordo, secondo i quali i radicali stanno «subendo» l&#8217;impostazione data dal Pd all&#8217;intesa elettorale. «Immagino &#8211; ironizza un parlamentare della Rosa nel pugno &#8211; che chi è così contrario all&#8217;ingresso dei radicali nelle liste Pd non si candiderà&#8230;». Lo si capirà nei prossimi giorni, quando si deciderà sui nomi. Per ora l&#8217;unica certezza è sulla Bonino, che sarà capolista al Nord e che Veltroni vuole impegnare in prima linea nella campagna elettorale. Non ci sarà invece, con ogni probabilità, Sergio D&#8217;Elia, il leader della campagna per la moratoria sulla pena di morte ha alle spalle una condanna scontata per banda armata: lui stesso si è detto «pronto a lasciare» per evitare un caso sul suo nome.</p>
<p>Intanto sulla testa degli estremisti cattolici alla Binetti, dopo l&#8217;accordo con i radicali, è piombata ieri la tegola della candidatura di Umberto Veronesi, luminare della medicina, che sarà capolista in Lombardia e che, per le sue posizioni laiche sui temi etici, è visto come un altro segnale di quella che le associazioni cattoliche vicine al centrosinistra denunciano come «deriva libertaria». «Temo che non ci sia più spazio nel Pd per le nostre posizioni», lamenta Costalli, del Movimento cristiano lavoratori.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=243227"><strong>L&#8217;articolo di Laura Cesaretti è tratto dal sito del Giornale</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Segnaliamo inoltre il sondaggio su Repubblica: <a href="http://www.repubblica.it/speciale/poll/2008/politica/pd-radicali.html"><strong>Siete d&#8217;accordo sull&#8217;intesa Pd-Radicali?</strong></a></em></p>
<p>&#8212;</p>
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		<title>I radicali dicono sì al Pd: nove seggi e Bonino ministro</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 08:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla fine, i radicali accettano la proposta del Pd di far confluire loro candidati nelle liste del partito di Veltroni. La decisione è stata annunciata dalla segretaria del partito dei radicali italiani Rita Bernardini e dal segretario dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine di una riunione durata sette ore, con Goffredo Bettini, coordinatore del Partito Democratico. Dopo l&#8217;accordo, la Bernardini e Cappato hanno diffuso il seguente comunicato: «Prendiamo atto che la nostra offerta di collegare la lista radicale al...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/02/21/radicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro/" title="Read I radicali dicono sì al Pd: nove seggi e Bonino ministro">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine, i radicali accettano la proposta del Pd di far confluire loro candidati nelle liste del partito di Veltroni. La decisione è stata annunciata dalla segretaria del partito dei radicali italiani Rita Bernardini e dal segretario dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine di una riunione durata sette ore, con Goffredo Bettini, coordinatore del Partito Democratico.</p>
<p>Dopo l&#8217;accordo, la Bernardini e Cappato hanno diffuso il seguente comunicato: «Prendiamo atto che la nostra offerta di collegare la lista radicale al candidato Presidente del Consiglio Veltroni e al Partito Democratico si scontra con un pregiudiziale rifiuto, nonostante il sostegno che continua a giungere da personalità della cultura e della politica. Ci assumiamo &#8211; aggiunge il comunicato &#8211; la responsabilità di subire l&#8217;impostazione alternativa di inserimento di candidati radicali nelle liste del PD, nonostante continuiamo a ritenerla meno efficace per conquistare una maggioranza riformatrice in occasione delle prossime elezioni politiche. Comunichiamo perciò di accettare la base di partenza proposta dal Partito Democratico, che sarà ora necessario trasformare in un vero e proprio accordo politico-elettorale con il Segretario Veltroni. Abbiamo convocato &#8211; conclude il comunicato &#8211; per sabato e domenica prossimi la riunione Congiunta del Comitato di Radicali Italiani e del Consiglio Generale dell&#8217;Associazione Luca Coscioni».</p>
<p>La controproposta del Pd era arrivata per voce proprio del braccio destro di Veltroni, Bettini. Ad Emma Bonino e colleghi si propone un´alleanza dove, in cambio della rinuncia al simbolo dei Radicali, ci sarebbero un ministero per la stessa Bonino e altri nove posti in lista «in collocazioni sicure». Il tutto condito dal «riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto al numero dei parlamentari concordato», dal «10% degli spazi di informazione spettanti al Pd» e dalla «garanzia della presenza dei Radicali nelle trasmissioni di confronto politico più popolari».</p>
<p>Nel dibattito sull´ingresso dei Radicali, si era levata anche qualche voce fuori dal coro. Paola Binetti, senatrice teodem in quota Pd in un´intervista a <em>Il Giornale</em> ha dichiarato: «Il Partito democratico non ha bisogno dei radicali, la loro presenza strutturale dentro il Pd sarebbe destabilizzante, semplicemente per il loro stile e per le loro storie». «La presenza dei radicali comporta il rischio di far esplodere una conflittualità dentro il Pd &#8211; aggiunge &#8211; Ma non saremo noi ad andarcene». La pensa più o meno allo stesso modo Pierluigi Castagnetti: «Sono preoccupato &#8211; ha spiegato &#8211; perché ci sono alcune cose di questo eventuale accordo che non sono definite. Nessuno mette in discussione le qualità di Emma Bonino, che è stato un ottimo ministro e un ottimo commissario europeo, ma qui si tratta di un&#8217;operazione politica su cui ho delle riserve anche sul piano del consenso elettorale». Secondo lui, infatti, nelle elezioni del 2006 «ci fu un esodo da parte dell&#8217;elettorato cattolico a causa dell&#8217;ingresso dei Radicali nella coalizione».</p>
<p align="justify">&#8212;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=73109"><strong>Fonte: l&#8217;Unità.it</strong></a></p>
<p align="justify">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F02%2F21%2Fradicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro%2F&amp;linkname=I%20radicali%20dicono%20s%C3%AC%20al%20Pd%3A%20nove%20seggi%20e%20Bonino%20ministro" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F02%2F21%2Fradicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro%2F&amp;linkname=I%20radicali%20dicono%20s%C3%AC%20al%20Pd%3A%20nove%20seggi%20e%20Bonino%20ministro" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F02%2F21%2Fradicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro%2F&amp;linkname=I%20radicali%20dicono%20s%C3%AC%20al%20Pd%3A%20nove%20seggi%20e%20Bonino%20ministro" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F02%2F21%2Fradicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro%2F&amp;linkname=I%20radicali%20dicono%20s%C3%AC%20al%20Pd%3A%20nove%20seggi%20e%20Bonino%20ministro" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F02%2F21%2Fradicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro%2F&#038;title=I%20radicali%20dicono%20s%C3%AC%20al%20Pd%3A%20nove%20seggi%20e%20Bonino%20ministro" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/02/21/radicali-dicono-si-pd-nove-seggi-bonino-ministro/" data-a2a-title="I radicali dicono sì al Pd: nove seggi e Bonino ministro"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Scalfari: Non nominate il nome di Dio invano</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/28/scalfari-non-nominate-nome-dio-invano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:04:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Scalfari]]></category>
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					<description><![CDATA[MI HANNO molto colpito i pensieri e le parole scritte nei giorni Scorsi dalla senatrice Paola Binetti e da lei affidate in una lettera al &#8220;Foglio&#8221; che, a quanto lei stessa scrive, è ormai il suo giornale di elezione. Il testo di quella lettera è stato poi integralmente ripubblicato dal &#8220;Corriere della Sera&#8221;. E di nuovo la senatrice ha ripetuto e ancor più estesamente formulato i suoi pensieri in un dialogo sulla &#8220;Stampa&#8221; con Piergiorgio Odifreddi.  Il tema di questi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/28/scalfari-non-nominate-nome-dio-invano/" title="Read Scalfari: Non nominate il nome di Dio invano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MI HANNO molto colpito i pensieri e le parole scritte nei giorni  Scorsi dalla senatrice Paola Binetti e da lei affidate in una lettera al &#8220;Foglio&#8221; che, a quanto lei stessa scrive, è ormai il suo giornale di elezione. Il testo di quella lettera è stato poi integralmente ripubblicato dal &#8220;Corriere della Sera&#8221;. E di nuovo la senatrice ha ripetuto e ancor più estesamente formulato i suoi pensieri in un dialogo sulla &#8220;Stampa&#8221; con Piergiorgio Odifreddi.  Il tema di questi interventi è singolare. Viene affrontato per la prima volta nel mondo e per la prima volta nella Chiesa cattolica da parte d&#8217;un cattolico militante che si riconosce in un partito ed ha un seggio nel Senato della Repubblica. Si tratta dell&#8217;intervento di  Dio nella formulazione delle leggi, sollecitato dalle preghiere della senatrice devota. Ricordo il caso per completezza di informazione. Si votò pochi giorni fa in Senato la conversione in legge del decreto sulla sicurezza. Tra   Le varie norme ce n&#8217;era una che configurava come reato di razzismo la discriminazione nei confronti degli omosessuali effettuata con atti o parole di istigazione a discriminare. La Chiesa si allarmò per timore che la sua predicazione che considera l&#8217;amore tra omosessuali una devianza contro natura venisse giudicata reato penalmente perseguibile. Reclamò la cancellazione di quella norma e invitò esplicitamente i parlamentari cattolici a votare contro di essa. Si trattava con tutta evidenza d&#8217;un intervento e d&#8217;una interferenza che violavano in modo grave le disposizioni concordatarie. Talmente scoperta &#8211; quell&#8217;interferenza &#8211; da richiedere una protesta formale del governo nei confronti della Santa Sede. Protesta che invece e purtroppo non c&#8217;è stata. Il governo però, a sua volta allarmato dai possibili effetti di quell&#8217;interferenza clericale, pose la fiducia sul decreto e sui singoli articoli. I molti parlamentari cattolici che fanno parte della maggioranza votarono la fiducia pur con qualche disagio di coscienza. La Binetti, anch&#8217;essa con qualche disagio di segno opposto, votò invece contro la fiducia, cioè contro il suo partito e il suo governo, in obbedienza al dettame della gerarchia ccclesiastica romana.  Il Partito democratico nel quale la senatrice milita decise di mostrare comprensione per il suo voto di dissenso e di non applicare nei suoi confronti alcuna censura politica. Quanto alla norma concernente l&#8217;omofobia, essa fu approvata per un solo voto. Quello contrario della Binetti (e l&#8217;altro egualmente contrario del senatore a vita Giulio Andreotti) furono infatti compensati da altri voti. Forse ispirati, questi ultimi, dal demonio.   Non si sa e non si saprà mai.</p>
<p>Fin qui il caso Binetti. Niente di speciale: un caso di coscienza che avrebbe potuto far cadere il governo il quale riuscì tuttavia ad ottenere la fiducia e passare ancora una volta indenne in mezzo a tante traversie. Trasferitosi l&#8217;esame della legge alla Camera, dove il governo dispone d&#8217;una più solida maggioranza, si scoprì però che proprio quell&#8217;articolo sull&#8217;omofobia era affetto da un errore di redazione.  Si menzionava infatti come punto di riferimento della norma una direttiva dell&#8217;Unione Europea contenuta in un trattato che risultò non essere quello citato ma un altro. Insomma una citazione sbagliata, un errore di sbaglio come si dice in casi analoghi con qualche ironia.  Per evitare che l&#8217;emendamento dovesse nuovamente implicare un voto del Senato, il governo decise alla fine di far cadere l&#8217;articolo in questione per poi ripresentarlo in altro modo e con altro strumento legislativo.  Normale gestione d&#8217;una situazione parlamentare complicata.</p>
<p>Ma ecco a questo punto insorgere un secondo caso Binetti. Ben più clamoroso del precedente, anche se per fortuna senza effetti parlamentari immediati. E sono appunto le lettere al &#8220;Foglio&#8221; e il dibattito sulla &#8220;Stampa&#8221; dove la senatrice sostiene la tesi del  Miracolo. L&#8217;errore di sbaglio, la citazione incomprensibilmente sbagliata non si può attribuire, secondo la Binetti, ad una trascuratezza umana. Quella trascuratezza c&#8217;è indubbiamente stata, ma non è né dolosa né colposa. E&#8217; talmente macroscopica e impensabile che non può che essere stata effetto d&#8217;un &#8220;intervento dall&#8217;Alto&#8221; &#8211;  così testualmente scrive la Binetti &#8211; stimolato dalle sue preghiere.  La senatrice enumera altri casi di leggi e norme da lei ritenute indispensabili per il bene della comunità e della morale, che sono  State approvate in Parlamento e da lei attribuite ad altri &#8220;interventi dall&#8217;Alto&#8221;, anch&#8217;essi stimolati dalle sue  Preghiere. Altre norme da lei desiderate e altre preghiere da lei elevate al cielo non hanno invece trovato ascolto (è sempre la senatrice che  Parla) ma ella non dispera che lo troveranno in un prossimo futuro.    Siamo di fronte ad un caso che, come ho prima accennato, non ha riscontro nella storia né parlamentare né religiosa di nessun Paese.  Leggi e norme sull&#8217;approvazione delle quali si sarebbero verificati  interventi di Dio in accoglienza di preghiere di parlamentari. Come  giudicare simili affermazioni? Una presunzione inaudita? Un disturbo  mentale? Una fede capace di muovere le montagne e quindi nel caso  specifico di ottenere risultati parlamentari altrimenti inspiegabili?   Una forma di fondamentalismo ideologico che può suscitare un anti-fondamentalismo di analoga natura ma di segno diverso?</p>
<p>Mi permetto di segnalare alla senatrice Binetti che il tipo di  preghiere da lei elevate a Dio affinché intervenga nella legislazione   italiana sono decisamente in contrasto con la costante dottrina della   religione da lei professata. E&#8217; curioso che la senatrice non se ne renda conto. È ancor più  curioso che sia io a segnalarglielo. Ciò crea una situazione a dir  poco comica. Divertente. Paradossale. La dottrina cattolica infatti ha costantemente incoraggiato la  preghiera dei suoi fedeli. La preghiera privata ma soprattutto quella   liturgica, tanto meglio se effettuata pubblicamente e coralmente  nelle chiese o in qualsiasi sede appropriata. Ha anche indicato &#8211; la dottrina &#8211; quale debba essere l&#8217;oggetto della  preghiera. Non già invocare Dio a compiere miracoli su casi concreti  come la guarigione da una malattia o, peggio, un beneficio immediato,   una promozione, una vincita alla lotteria, l&#8217;ottenimento d&#8217;un posto  di lavoro e simili. L&#8217;approvazione di un articolo o di un comma o la vittoria d&#8217;un  quesito referendario non sono state mai contemplate in questa  casistica, ma ritengo che possano logicamente rientrarvi. Impegnare  il nome e l&#8217;intervento di Dio in questi &#8220;ex voto&#8221; avrebbe piuttosto  l&#8217;aria d&#8217;una provocazione e sfiorerebbe la blasfemia violando il  comandamento mosaico che fa divieto di &#8220;nominare il nome di Dio  invano&#8221;. L&#8217;oggetto della preghiera deve essere solo quello di chiedere a Dio  che la sua grazia discenda sull&#8217;orante, che lo aiuti a sopportare il  dolore e la sofferenza, che non lo induca in tentazioni, che lo  liberi dal Male (cioè dal peccato), che fortifichi il suo amore per  il prossimo.  Perciò lei fa benissimo, senatrice Binetti, a pregare affinché la  grazia discenda su Giuliano Ferrara (nella sua lettera al &#8220;Foglio&#8221;  c&#8217;è scritto anche questo) volendo, potrebbe anche cimentarsi a  chiedere che la grazia divina scenda su di me. Non me ne offenderei  affatto e sarebbe carino da parte sua. Ma coinvolgere Dio nella discussione parlamentare, questo, gentile  senatrice, è una bestemmia di cui forse lei dovrebbe confessarsi.  Però da un sacerdote scelto a caso. Se va da sua eminenza Ruini  sarebbe sicuramente assolta in terra. In cielo non so.</p>
<p>Post scriptum. &#8220;Il giusto modo di pregare è un processo di  purificazione interiore. Nella preghiera l&#8217;uomo deve imparare che  cosa egli possa veramente chiedere a Dio, che cosa sia degno di Dio.  Deve imparare che non può pregare contro l&#8217;altro. Deve imparare che  non può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al  momento, la piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio.   Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze&#8221;.    Queste parole si leggono nell&#8217;enciclica &#8220;Spe Salvi&#8221;  di Benedetto XVI,  a pagina 64 nell&#8217;edizione dell'&#8221;Osservatore Romano&#8221;. Le rilegga,  senatrice, e cerchi di capirne bene il senso. Soprattutto non si  autogiustifichi: il Papa, nella pagina seguente, ne fa espresso  divieto.</p>
<p><em>Il pezzo è di ieri, ma rimane sempre attuale e intelligente. Un ringraziamento a Stefano Grassino per la segnalazione della notizia e a Carlo Ristori per il testo (che mi sono permesso di &#8220;scippare&#8221; dalla mailing list, non trovandolo sul sito).</em></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/"><strong>Fonte: La Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Lettera di Veltroni: sui gay la Binetti sbaglia</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/27/lettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 09:19:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>
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					<description><![CDATA[Caro Direttore, va riconosciuto al Suo giornale il merito di prestare una particolare attenzione al tema dei diritti civili e di promuovere sull&#8217;argomento un confronto non rituale tra opinioni diverse. In particolare, nei giorni scorsi, ha suscitato scalpore la riproposizione, da parte della senatrice Binetti, della tesi che considera l&#8217;omosessualità come una malattia, in quanto tale meritevole solo di essere curata. Si tratta, a mio modo di vedere, di una tesi sbagliata e pericolosa. È una tesi sbagliata perché l&#8217;omosessualità...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/27/lettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia/" title="Read Lettera di Veltroni: sui gay la Binetti sbaglia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore,<br />
va riconosciuto al Suo giornale il merito di prestare una particolare attenzione al tema dei diritti civili e di promuovere sull&#8217;argomento un confronto non rituale tra opinioni diverse.</p>
<p>In particolare, nei giorni scorsi, ha suscitato scalpore la riproposizione, da parte della senatrice Binetti, della tesi che considera l&#8217;omosessualità come una malattia, in quanto tale meritevole solo di essere curata. Si tratta, a mio modo di vedere, di una tesi sbagliata e pericolosa. È una tesi sbagliata perché l&#8217;omosessualità è una condizione umana, che non ha senso alcuno ridurre a una patologia e che deve essere rispettata in quanto tale. Ma è anche una tesi pericolosa, perché induce, o almeno asseconda, il misconoscimento dei diritti delle persone omosessuali di condurre una vita normale, senza subire discriminazioni sociali o addirittura, come purtroppo capita ancora con preoccupante frequenza, soprattutto nei riguardi dei più giovani, atti di persecuzione e di violenza, fisica e psicologica.</p>
<p>Nella campagna elettorale per l&#8217;elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l&#8217;impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l&#8217;orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.</p>
<p>Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l&#8217;Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. In Senato sono all&#8217;esame della Commissione Giustizia numerose proposte. I senatori del Pd sono impegnati a costruire il consenso più ampio possibile attorno a un testo che segni un deciso passo in avanti. Penso infatti che il Paese possa e debba unirsi e non dividersi su temi così decisivi per la nostra convivenza civile e che in quanto tali non possono andare soggetti al variare delle maggioranze di governo.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=3944&amp;ID_sezione=&amp;sezione="><strong>Fonte: La Stampa</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F27%2Flettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia%2F&amp;linkname=Lettera%20di%20Veltroni%3A%20sui%20gay%20la%20Binetti%20sbaglia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F27%2Flettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia%2F&amp;linkname=Lettera%20di%20Veltroni%3A%20sui%20gay%20la%20Binetti%20sbaglia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F27%2Flettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia%2F&amp;linkname=Lettera%20di%20Veltroni%3A%20sui%20gay%20la%20Binetti%20sbaglia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F27%2Flettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia%2F&amp;linkname=Lettera%20di%20Veltroni%3A%20sui%20gay%20la%20Binetti%20sbaglia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F27%2Flettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia%2F&#038;title=Lettera%20di%20Veltroni%3A%20sui%20gay%20la%20Binetti%20sbaglia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/27/lettera-veltroni-sui-gay-binetti-sbaglia/" data-a2a-title="Lettera di Veltroni: sui gay la Binetti sbaglia"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;alito di Paola Binetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 09:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[dico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il timore c´è. Dopo le minacce a monsignor Bagnasco e lo scontro tra laici e Chiesa sulla satira del Primo Maggio, la piazza cattolica del Family day deve fare i conti con un supplemento di tensioni. «Ma noi al Family day ci prepariamo con tranquillità perché il popolo che verrà in piazza San Giovanni non risponde a provocazioni. Certo il clima non tranquillizza proprio perché aperto alle provocazioni. Al contrario di come fanno gli incredibili attacchi dei radicali alla Chiesa,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/05/04/lalito-di-paola-binetti/" title="Read L&#8217;alito di Paola Binetti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il timore c´è. Dopo le minacce a monsignor Bagnasco e lo scontro tra laici e Chiesa sulla satira del Primo Maggio, la piazza cattolica del Family day deve fare i conti con un supplemento di tensioni. «Ma noi al Family day ci prepariamo con tranquillità perché il popolo che verrà in piazza San Giovanni non risponde a provocazioni. Certo il clima non tranquillizza proprio perché aperto alle provocazioni. Al contrario di come fanno gli incredibili attacchi dei radicali alla Chiesa, la nostra iniziativa non mira a dividere» dichiara Eugenia Roccella che, con Savino Pezzotta, è portavoce della manifestazione…<br />
Martedì c´è il confronto con Francesco Rutelli, leader della Margherita dove più acceso è stato il confronto tra cattolici sui Dico. Il Family day nasce dalla protesta contro la legge sui diritti dei conviventi anche gay, in difesa della famiglia fondata sul matrimonio.<br />
Ora però «abbassino tutti i toni – esorta Mimmo Delle Foglie, uno degli organizzatori – in piazza ci saranno migliaia di bambini, noi abbiamo immaginato una festa. Non è nell´interesse di nessun partito soffiare sul fuoco». </em></p>
<p>(tratto da un articolo di Giovanna Casadio pubblicato su Repubblica di venerdì 4 maggio 2007, a pagina 4) </p>
<p>Tutto bello, tutto giusto, tutto corretto.<br />
Ci sono solo due problemi: 1) è troppo facile non rispondere alle provocazioni se si è troppo impegnati a provocare (la nostra intelligenza, la nostra soglia di sopportazione e il nostro senso di civiltà) e 2) l’alito…<br />
Già, l’alito. Capisco bene che gli organizzatori del Family Day si preoccupino di non soffiare sul fuoco, soprattutto Delle Foglie… da quando a Paola Binetti danno da bere benzina pura per colazione, i teodem non hanno più il problema di accendere gli animi della fanatica folla urlante. Ora il problema è non farle accendere roghi a cielo aperto che trasformino la piazza catto-talebana in un barbecue. E uno che si chiama Delle Foglie sa bene a quali pericoli andrebbe incontro…<br />
Detto fatto, ecco l’escamotage: se la Protezione civile è impegnata nella salvaguardia della contro-manifestazione laica di piazza Navona, in San Giovanni dal Family day hanno già pensato di approntare un presidio della Protezione in-civile: un aiuto organizzativo d’Oltretevere. Perché in Vaticano, ormai, hanno tutto incivile. Anche la protezione.</p>
<p><a href="http://www.alteredo.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=687&#038;Itemid=71">Fonte: <em>Alteredo.org</em></a></p>
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		<title>Intimidazioni contro la Margherita</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/08/intimidazioni-contro-margherita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 20:33:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[dico]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Una stella a cinque punte è stata disegnata nei pressi della sede di Torino dei dielle. Sul muro sono state rinvenute anche una falce e martello e alcune scritte contro la senatrice Paola Binetti, che recentemente si è espressa contro i Dico e contro i matrimoni omosessuali. &#8220;Il medioevo è finito &#8211; recita la scritta &#8211; sarà un 8 marzo di lotta&#8221;. Il testo integrale dell&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito www.centomovimenti.com]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Una stella a cinque punte è stata disegnata nei pressi della sede di Torino dei dielle. Sul muro sono state rinvenute anche una falce e martello e alcune scritte contro la senatrice Paola Binetti, che recentemente si è espressa contro i Dico e contro i matrimoni omosessuali. &#8220;Il medioevo è finito &#8211; recita la scritta &#8211; sarà un 8 marzo di lotta&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.centomovimenti.com/2007/marzo/08_br.htm">Il testo integrale dell&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito <em>www.centomovimenti.com</em></a></p>
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