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	<title>bullismo &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Il bullismo del telegiornale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 11:03:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella seconda serata di Raiuno, Bruno Vespa aveva in studio gli attori della fiction Medicina generale e il ministro della salute per parlare del funzionamento degli ospedali. A Raidue, Michele Santoro ospitava il ministro Pecoraro Scanio per parlare di camorra e rifiuti in Campania. Nessun salottino televisivo ha sentito l&#8217;urgenza di smontare la scaletta per occuparsi della tragica fine dello studente morto suicida a Torino. Con l&#8217;eccezione Primopiano, la rubrica di approfondimento quotidiano del Tg3, curata da Onofrio Dispensa, l&#8217;unica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/bullismo-del-telegiornale/" title="Read Il bullismo del telegiornale">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seconda serata di Raiuno, Bruno Vespa aveva in studio gli attori della fiction Medicina generale e il ministro della salute per parlare del funzionamento degli ospedali. A Raidue, Michele Santoro ospitava il ministro Pecoraro Scanio per parlare di camorra e rifiuti in Campania.<br />
Nessun salottino televisivo ha sentito l&#8217;urgenza di smontare la scaletta per occuparsi della tragica fine dello studente morto suicida a Torino. Con l&#8217;eccezione Primopiano, la rubrica di approfondimento quotidiano del Tg3, curata da Onofrio Dispensa, l&#8217;unica ad aver scelto di prestare attenzione al ragazzo volato giù dalla finestra del quarto piano perché perseguitato dai compagni che lo chiamavano Jonathan, come il vezzoso concorrente del Grande Fratello. A tarda ora, come sempre, ma meglio di niente.<br />
Lo sapevano tutti che Matteo era colpito dalla violenza dei compagni, la madre del ragazzo aveva chiesto l&#8217;intervento della preside dell&#8217;istituto Sommeiller, Caterina Cogno, i bulli erano stati sgridati, la psicologa aveva collaborato. Poi più nulla, il ragazzo continuava a soffrire, ma per la scuola «la situazione era sotto controllo», come dice la preside al conduttore di Primopiano. Non ne sembrava altrettanto convinta la psicologa dell&#8217;età evolutiva, Jole Baldaro Verde, che insisteva: «in classe bisogna parlare della diversità».<br />
Difficile credere che tutto fosse tornato a posto, i fatti smentiscono la tesi tranquillizzante della preside. Ma non è solo nella scuola che bisogna cercare la responsabilità della disperazione di Matteo.<br />
Sul banco degli accusati c&#8217;è l&#8217;informazione e la televisione, con i telegiornali in prima fila, per il modo in cui trattano gli episodi di violenza e omofobia nella scuola. Indugiando sui filmati dei telefonini come fossero scene di un reality. Zoommate sullo studente che infila le mani nelle mutande della professoressa, ralenty sul disabile malmenato dai compagni, bufale (rivelate da Striscia la notizia) di filmati girati in un bar trasmesse (da Studio Aperto) come fossero violenze avvenute nel bagno della scuola. Perché ormai chi non ha lo straccio di un video con botte o molestie non è nessuno e il massimo della soddisfazione è vederseli replicati in tv.<br />
Più che la rabbia o l&#8217;indignazione, nei telegiornali prevale l&#8217;occhio del guardone, quell&#8217;ammiccare alla pornografia e al sangue, puntando sull&#8217;assassino più che sulla vittima quando è di scena la cronaca nera, si tratti di Cogne, di vallettopoli o dei teen-agers coinvolti nelle scene di ordinaria violenza scolastica.</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Aprile-2007/art71.html" target="_blank">L&#8217;articolo di Norma Rangeri è stato pubblicato dal sito del Manifesto</a></p>
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		<title>Sacrestano ferisce a colpi d&#8217;ascia un bulletto</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 13:54:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un marocchino di 22 anni è stato gravemente ferito la notte scorsa a colpi di accetta nel centro di Como da un filippino di 32, che lavora nel Duomo della città lariana come collaboratore e aiuto sacrista. Il filippino è stato arrestato per tentato omicidio, il ferito è stato ricoverato in gravi condizioni in ospedale. L&#8217;aggressione è avvenuta nella centralissima piazza Verdi, a poche decine di metri dalla cattedrale. Il ferito sarebbe stato colpito con un&#8217;accetta alla testa e al...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/15/sacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto/" title="Read Sacrestano ferisce a colpi d&#8217;ascia un bulletto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un marocchino di 22 anni è stato gravemente ferito la notte scorsa a colpi di accetta nel centro di Como da un filippino di 32, che lavora nel Duomo della città lariana come collaboratore e aiuto sacrista. Il filippino è stato arrestato per tentato omicidio, il ferito è stato ricoverato in gravi condizioni in ospedale. L&#8217;aggressione è avvenuta nella centralissima piazza Verdi, a poche decine di metri dalla cattedrale. Il ferito sarebbe stato colpito con un&#8217;accetta alla testa e al volto. Il diverbio sarebbe scoppiato perché, secondo l&#8217;aggressore, era diventato vittima di scherzi, prese in giro, pesanti insulti e atti di bullismo da parte del marocchino. «Non mi capacito come possa essere successo. È sempre stato un ragazzo così tranquillo», ha commentato il prevosto del Duomo, don Badaloni.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/15/sacrestano.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p>Dal sito della CEI: «La tua firma ha sostenuto queste attività caritative e pastorali, nelle 226 diocesi e nelle oltre 26 mila comunità parrocchiali presenti nella nostra nazione». Dal sito del Corriere: «Sacrestano ferisce a colpi d’ascia un bulletto». Resta da stabilire se l’aggressione a colpi di accetta rientri nelle attività caritative o in quelle pastorali.</p>
<p><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2007/01/otto-per-mille-impieghi-atipici.html" target="_blank">Commento al vetriolo di Alessandro Capriccioli sul blog Metilparaben</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fsacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto%2F&amp;linkname=Sacrestano%20ferisce%20a%20colpi%20d%E2%80%99ascia%20un%20bulletto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fsacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto%2F&amp;linkname=Sacrestano%20ferisce%20a%20colpi%20d%E2%80%99ascia%20un%20bulletto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fsacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto%2F&amp;linkname=Sacrestano%20ferisce%20a%20colpi%20d%E2%80%99ascia%20un%20bulletto" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fsacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto%2F&amp;linkname=Sacrestano%20ferisce%20a%20colpi%20d%E2%80%99ascia%20un%20bulletto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fsacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto%2F&#038;title=Sacrestano%20ferisce%20a%20colpi%20d%E2%80%99ascia%20un%20bulletto" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/15/sacrestano-ferisce-colpi-dascia-bulletto/" data-a2a-title="Sacrestano ferisce a colpi d’ascia un bulletto"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La famiglia e il bullismo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2006 18:55:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sembrava che il bullismo dei teenager fosse roba da Paesi del Nord. Le notizie inquietanti ci venivano dall&#8217;Inghilterra, dalle periferie di Parigi, dal Belgio&#8230; A illuderci d&#8217;essere risparmiati da questa piaga ci aveva pensato anche il sondaggio di un importante quotidiano inglese. Sosteneva che in Italia e in Irlanda la qualità della vita era migliore, per via della famiglia che teneva ancora, nonostante il crescere di divorzi e separazioni. Non valeva una medaglia sul petto, ma era comunque il riconoscimento...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/24/la-famiglia-e-il-bullismo/" title="Read La famiglia e il bullismo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrava che il bullismo dei teenager fosse roba da Paesi del Nord. Le notizie inquietanti ci venivano dall&#8217;Inghilterra, dalle periferie di Parigi, dal Belgio&#8230; A illuderci d&#8217;essere risparmiati da questa piaga ci aveva pensato anche il sondaggio di un importante quotidiano inglese. Sosteneva che in Italia e in Irlanda la qualità della vita era migliore, per via della famiglia che teneva ancora, nonostante il crescere di divorzi e separazioni. Non valeva una medaglia sul petto,  ma era comunque il riconoscimento che dove tenevano i valori della tradizione, qualche garanzia in più si poteva sperare.<br />
Illusione effimera. La cronaca degli ultimi tempi ci consegna scenari inquietanti: ragazzi violenti, pronti ad abusare di qualche bimba o a maltrattare il compagno di classe handicappato. Bravate, verrebbe da dire, se non fosse per un particolare. Un tempo chi commetteva sbagli, aveva coscienza del male fatto e cercava di non farlo sapere. Oggi, con cinismo, si registrano le scene e le si mettono sul mercato.Non sento molto ottimismo sulla possibilità di correttivi capaci di incidere sull&#8217;educazione e sul destino delle nuove generazioni. Non perché non abbia fiducia nei giovani o perché manchino progetti, ma perché il mondo degli adulti è schizofrenico e allora, come dice il proverbio, il cane di molti padroni, alla fine, muore di fame. Si parla di vuoto di spiritualità, ma quale sia la dignità che il mondo dei media e della comicità, in particolare, riserva alla dimensione religiosa è evidenza che si commenta da sola. Si fanno proclami sull&#8217;educazione ai sentimenti, per aiutare i ragazzi a sottrarsi a una logica genitalista, con la stessa convinzione con cui si servono loro quotidianamente razioni di sessualità da fattoria degli animali. Si rivendica il rispetto della persona, mentre su Espresso e Repubblica, in dosi omeopatiche ci presentano le teorie di Peter Singer, a loro dire il «bioeticista più importante al mondo». Peter Singer sostiene che «uno scimpanzè, un cane o un maiale, hanno un più alto grado di autocoscienza e maggior capacità di relazioni di un neonato gravemente ritardato o di una persona in avanzato stato di senilità». Di qui la liceità di aborto ed eutanasia, ma anche dell&#8217;uccisione del bambino che nasce con problemi, fino al ventottesimo giorno dopo la nascita.<br />
Nei giorni scorsi, il Tribunale di Milano ha posto sotto sequestro le abitazioni dei genitori dei ragazzi protagonisti di violenze. Potrebbe risultare congruo che una famiglia debba rispondere delle azioni di un minore. Risulta meno facile accettare la motivazione con cui il Tribunale ha adottato tale provvedimento: non hanno dato un&#8217;educazione adeguata. Non occorre genialità per capire come la famiglia viva un momento di marginalità educativa. Ai migliori sforzi spesso fa da contrasto un pluralismo di agenzie che vanno puntualmente a smentire quanto si vorrebbe insegnare dentro le case. Sarebbe opportuno chiedere al Tribunale se dietro il fallimento di questi giovani non andrebbe ipotizzato il sequestro, per concorso di responsabilità, di tutte quelle realtà mediatiche e politiche, che lasciano i solchi nella coscienza dei minori.<br />
Penso ai videogiochi, [&#8230;] che insegnano a chiudere vivo nella bara l&#8217;avversario. Ma anche a certa televisione e certa musica che incitano alla violenza, o a immettersi nei percorsi di logiche sataniche. E perché non mettere sotto silenzio gli schiamazzi di chi scende in piazza a irridere i soldati morti e a bruciare le bandiere? Moralismo, dirà qualcuno. Ma una civiltà che non sa trovare consenso su questi fondamenti, è una civiltà senza speranza.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136050">L&#8217;articolo di Bruno Fasani è stato pubblicato sul sito del Giornale </a></p>
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