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	<title>Caserta &#8211; A ragion veduta</title>
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		<title>Il Vaticano: basta affari con la camorra</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 09:14:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bloccati gli «strani affari» nella diocesi di Caserta. Dopo il clamore suscitato in Vaticano e nella Conferenza episcopale dalla denuncia su «La Stampa» del vescovo Raffaele Nogaro («Ricattatori nella Chiesa»), fa retromarcia l’istituto per il sostentamento del clero che aveva affittato un terreno ecclesiastico al boss camorrista Pasquale Belforte e stava per vendere ai palazzinari un’area ex demaniale da 40 milioni di euro. E dunque è costretto a tornare precipitosamente sui suoi passi don Antonio Aragosa, il direttore dell’Idsc di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/09/vaticano-basta-affari-con-camorra/" title="Read Il Vaticano: basta affari con la camorra">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bloccati gli «strani affari» nella diocesi di Caserta. Dopo il clamore suscitato in Vaticano e nella Conferenza episcopale dalla denuncia su «La Stampa» del vescovo Raffaele Nogaro («Ricattatori nella Chiesa»), fa retromarcia l’istituto per il sostentamento del clero che aveva affittato un terreno ecclesiastico al boss camorrista Pasquale Belforte e stava per vendere ai palazzinari un’area ex demaniale da 40 milioni di euro.<br />
E dunque è costretto a tornare precipitosamente sui suoi passi don Antonio Aragosa, il direttore dell’Idsc di Caserta che aveva ceduto in affitto per 13 euro al mese ad un camorrista della zona un terreno agricolo di 2.600 metri quadrati di proprietà della Chiesa. Lo annuncia Nogaro: «Quel contratto non esiste più, è stato sciolto come la coscienza esigeva. Credenti e laici si sono uniti per impedire che proseguisse una vergognosa ingiustizia». Una battaglia vinta dal vescovo dopo un durissimo braccio di ferro con l’Isdc e due lettere di richiamo della Cei.<br />
«Il rapporto esistente, per noi, è virtualmente già sciolto &#8211; si adegua don Aragosa -. Auspichiamo che l’affittuario decida di lasciare spontaneamente libero l’appezzamento, ma in caso contrario siamo determinati a cogliere ogni appiglio legale e ad intraprendere la necessaria causa civile per ottenere la rescissione e rientrare nel possesso materiale del fondo». Un totale cambiamento di rotta da parte dell’Idsc casertano: inizialmente lo stesso don Aragosa aveva detto che il contratto sarebbe andato avanti «regolarmente fino al 2013, cioè la data di scadenza naturale» purché il boss Belforte avesse demolito le costruzioni che aveva abusivamente fatto edificare nel terreno che gli era stato concesso esclusivamente per uso agricolo. [&#8230;] Monsignor Nogaro ha preteso da don Aragosa la «rescissione immediata» del contratto. A sostenere la censura di Nogaro sul «sacro business» è intervenuto anche il leader di «Libera» don Luigi Ciotti che ha appoggiato la battaglia del vescovo contro le collusioni nella Chiesa «con ambienti e persone che le mani se le sono sporcate di violenza, sangue, morte e illegalità».<br />
Stop immediato per decisione della Curia anche all’«affaire Macrico», una maxi-speculazione edilizia da 40 milioni di euro su una preziosissima area di 33 ettari nel centro di Caserta che l’Idsc vorrebbe vendere a un gruppo di costruttori. Di proprietà della Chiesa fin dal XVII secolo, il terreno delle polemiche serviva per mantenere la mensa vescovile. Nell’Ottocento l’area venne ceduta in affitto ai Borboni che la usarono come «Campo di Marte» per le esercitazioni militari. Poi nel 1945 passò alle Forze armate italiane che ne fecero un magazzino e una caserma logistica (la Sacchi) e costruirono capannoni in lamiera ed edifici in muratura per un totale di 500mila metri cubi, occupando circa un quarto della superficie. Negli anni ‘80 la Curia avviò una causa per ottenere la restituzione dell’area che, nel 1994, tornò all’Idsc il quale ora vorrebbe venderla per fare cassa.<br />
Il vescovo Nogaro, alla testa di un comitato civico con 12 mila adesioni, reclama che l’intera area venga dichiarata inedificabile e acquistata dalle amministrazioni locali a un prezzo ridotto per farne un grande spazio di utilità sociale. Venerdì partiranno le prime richieste dei cittadini per poter avere in affitto piccoli appezzamenti dell’area per uso agricolo, come era stato fatto con il camorrista Belforte.<br />
L’ex zona militare tornata alla Curia è sotto la minaccia di trasformare il verde pubblico in cemento privato. Sullo sfondo c’è la camorra che, avendo fortissimi interessi nell’edilizia, guarda con attenzione a un’operazione che potrebbe costituire una colossale fonte di introiti e di accaparramento.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200702articoli/17759girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>Caserta: coca e riti woodoo, 43 arresti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 17:40:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono 43 le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura distrettuale della Procura di Napoli per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Caserta, si sta eseguendo in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Lombardia. Le indagini, nel corso delle quali sono state arrestate altre 21 persone in occasione di singoli interventi, hanno consentito di smantellare un pericoloso sodalizio nigeriano che, dal Togo, dalla Turchia e dal Burkina...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/06/caserta-coca-riti-woodoo-arresti/" title="Read Caserta: coca e riti woodoo, 43 arresti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 43 le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura distrettuale della Procura di Napoli per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Caserta, si sta eseguendo in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Lombardia.<br />
Le indagini, nel corso delle quali sono state arrestate altre 21 persone in occasione di singoli interventi, hanno consentito di smantellare un pericoloso sodalizio nigeriano che, dal Togo, dalla Turchia e dal Burkina Faso, inviava cocaina ed eroina in Europa, utilizzando centinaia di corrieri.<br />
Sono state ricostruite nel dettaglio le rotte del narcotraffico e i canali del riciclaggio utilizzati dalla banda che acquistava cocaina direttamente dal Sud America, grazie ai consolidati collegamenti con altre cellule di etnia hibo presenti soprattutto in Brasile. L’attività investigativa ha anche documentato come l’organizzazione facesse ricorso a riti voodoo per propiziare le importazione di narcotraffico e, al tempo stesso, esercitare una vera e propria schiavitù psicologica nei confronti dei corrieri.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200702articoli/17628girata.asp">Fonte: laStampa.it </a></p>
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		<title>Caserta: il boss fa affari con la Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2007 08:17:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli strani affari della diocesi di Caserta sono sott’osservazione alla Santa Sede. In particolare un terreno della Chiesa affittato a boss della camorra e una transazione immobiliare da 40 milioni che l’Istituto per il sostentamento del clero (Isc) sta ultimando contro la volontà del vescovo Raffaele Nogaro. Sul sacro business dell’Isc casertano vogliono vederci chiaro la Cei e il Vaticano, tramite l’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica presieduta dal cardinale Attilio Nicora. L’Isc diocesano da oltre un anno affitta un’area...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/25/caserta-boss-affari-con-chiesa/" title="Read Caserta: il boss fa affari con la Chiesa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli strani affari della diocesi di Caserta sono sott’osservazione alla Santa Sede. In particolare un terreno della Chiesa affittato a boss della camorra e una transazione immobiliare da 40 milioni che l’Istituto per il sostentamento del clero (Isc) sta ultimando contro la volontà del vescovo Raffaele Nogaro. Sul sacro business dell’Isc casertano vogliono vederci chiaro la Cei e il Vaticano, tramite l’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica presieduta dal cardinale Attilio Nicora. L’Isc diocesano da oltre un anno affitta un’area agricola di 2600 mq a Marcianise a un camorrista della zona, per 13 euro al mese.<br />
La vicenda è emersa quando alcuni giorni fa i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno sequestrato, in un terreno agricolo, alcune costruzioni in cemento armato edificate senza le concessioni edilizie. Nel corso delle procedure si è scoperto che il locatario è Pasquale Belforte, esponente del clan Mazzacane. L’area agricola si trova in una posizione strategica: è circondata da campi di calcio e calcetto di proprietà di Belforte, intenzionato ad allargare i suoi interessi anche all’ippica. Gli edifici abusivi sequestrati, infatti, sarebbero presto diventati gli uffici del Centro di equitazione che Belforte aveva iniziato a costruire. Assieme agli edifici sono stati sequestrati cavalli da corsa.<br />
«<strong>Non possiamo conoscere i nomi di tutti i camorristi della zona</strong>», dice il direttore dell’Istituto, don Antonio Aragosa. Una disattenzione non di poco conto: il clan Mazzacane, guidato dai fratelli Belforte, è la cosca egemone nell’area del Casertano da molti anni, con interessi che vanno dalle estorsioni ai traffici illeciti. [&#8230;]<br />
L’Isc intende rescindere il contratto d’affitto con Belforte ma solo se l’abuso edilizio non sarà sanato. «Se le costruzioni verranno demolite, per quanto ci riguarda il contratto andrà avanti regolarmente fino al 2013 &#8211; spiega don Aragosa &#8211; altrimenti dovremmo avventurarci in una causa che potrebbe durare anni». In realtà l’abuso edilizio compiuto dall’affittuario è una condizione che consentirebbe la risoluzione unilaterale del contratto da parte del proprietario, a meno che non sia stata inserita una clausola che lo vieti. <strong>Non conta in Curia che sia venuto alla luce che l’affittuario è un camorrista</strong>. «Se un agricoltore ci chiede un terreno noi glielo affittiamo, adesso è facile dire che Belforte è un camorrista ma non sapevamo chi fosse &#8211; afferma don Aragona &#8211; non siamo esperti di camorra, i giornali li leggo ma non mi soffermo troppo sulla pagine di cronaca nera».<br />
Da Roma il direttore dell’Isc nazionale, Cesare Testa, raccomanda «di porre la massima attenzione alle persone con cui si intrattengono rapporti economici». Il vescovo di Caserta, Raffaele Nogaro, che non era stato informato, è furioso: «Questa vicenda non può finire così». Sullo sfondo c’è il braccio di ferro tra il vescovo, a un passo dalle dimissioni per motivi anagrafici, e l’Isc diocesano per la tentata vendita a costruttori locali dell’area ex Macrico [&#8230;] Di proprietà della Chiesa fin dal ‘600 (serviva per mantenere la mensa vescovile), nell’800 l’area fu affittata ai Borboni che la usarono per esercitazioni militari. Nel dopoguerra passò alle Forze armate che ne fecero un magazzino e una caserma. Negli Anni ‘80 la curia avviò una causa per ottenere la restituzione dell’area. Nel ‘94 rientrò in possesso dell’Isc che ora vuole venderla per fare cassa. Ma il vescovo e un comitato di cittadini (che minaccia di boicottare per protesta l’otto per mille alla Chiesa) chiede al Comune di renderla inedificabile. Sono state raccolte 12 mila firme affinché venga acquistata dalle amministrazioni locali per farne un parco. «Non permetterò alcun tipo di speculazione &#8211; dice monsignor Nogaro &#8211; in passato mi hanno già scavalcato ma sul futuro di quest’area dovranno decidere i miei sacerdoti e tutta la comunità casertana».<br />
Gli Istituti per il sostentamento del Clero sono proprietari e amministratori di tutti i «benefici ecclesiastici», i beni mobili e immobili della diocesi, e hanno personalità giuridica autonoma. Ma per movimenti oltre 250 mila euro devono avere l’autorizzazione del vescovo, e per le cifre superiori a un milione anche il parere della Cei e l’autorizzazione vaticana.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200701articoli/17099girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>Terreni della Chiesa a boss della camorra</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 22:52:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;istituto Diocesano per il Sostentamento del clero di Caserta da oltre un anno affitta un terreno di sua proprietà, in località Marcianise, ad un noto camorrista della zona. Costo: 13 euro al mese. La vicenda è venuta alla luce pochi giorni fa, quando i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e di Marcianise, in provincia di Caserta, hanno sequestrato, all&#8217;interno di un terreno agricolo, alcune costruzioni in cemento armato edificate senza le necessarie concessioni edilizie. E nel corso delle procedure...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/23/terreni-della-chiesa-boss-della-camorra/" title="Read Terreni della Chiesa a boss della camorra">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;istituto Diocesano per il Sostentamento del clero di Caserta da oltre un anno affitta un terreno di sua proprietà, in località Marcianise, ad un noto camorrista della zona. Costo: 13 euro al mese. La vicenda è venuta alla luce pochi giorni fa, quando i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e di Marcianise, in provincia di Caserta, hanno sequestrato, all&#8217;interno di un terreno agricolo, alcune costruzioni in cemento armato edificate senza le necessarie concessioni edilizie. E nel corso delle procedure di sequestro hanno scoperto che il locatario dell&#8217;area era Pasquale Belforte, esponente del clan Mazzacane, guidato dai suoi due fratelli e da molti anni attivo nel casertano. Belforte, però, non era il proprietario del terreno: l&#8217;area agricola di 2.600 metri quadri appartiene infatti all&#8217;Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta che gliel&#8217;aveva data in affitto, fin dal novembre 2005, per 160 euro all&#8217;anno. Poco più di 13 euro al mese. [&#8230;] Come sono andate le cose, lo spiega il direttore dell&#8217;istituto, don Antonio Aragosa, il quale, interpellato da Adista, precisa subito che, a suo giudizio, si tratta di una &#8220;vicenda di poco conto&#8221;: &#8220;l&#8217;11 ottobre del 2005 – racconta – abbiamo ricevuto la disdetta del contratto da parte del sig. antonio musone, che all&#8217;epoca era l&#8217;affittuario del terreno. Dopo pochi giorni, all&#8217;istituto è arrivata la richiesta di Pasquale Belforte di poter avere in affitto il terreno per uso agricolo, e così abbiamo stipulato un contratto di locazione della durata di otto ‘annate agricole&#8217;, dall&#8217;11 novembre 2005 fino al 10 novembre 2013. Quando lo scorso 11 gennaio abbiamo letto sul Mattino di Caserta (in un articolo firmato da Rosaria Capacchione, cronista del quotidiano campano, ndr) la notizia che i carabinieri avevano sequestrato il terreno a causa dell&#8217;abuso edilizio che Belforte stava compiendo, abbiamo subito scritto al sindaco, all&#8217;ufficio urbanistica, ai carabinieri e ai vigili urbani di Marcianise per declinare ogni responsabilità e spiegare la nostra posizione. Il giorno dopo abbiamo scritto anche a Belforte: gli abbiamo ribadito che il terreno concesso in affitto è, da contratto, esclusivamente per uso agricolo e gli abbiamo chiesto di demolire le costruzioni abusive entro 3 mesi, altrimenti avremmo risolto il contratto&#8221;. L&#8217;istituto, quindi, ribadisce don Aragosa, intende rescindere il contratto d&#8217;affitto con Belforte solo nel caso in cui l&#8217;abuso non venga sanato: &#8220;se le costruzioni verranno demolite – dice –, per quanto ci riguarda il contratto andrà avanti regolarmente fino al 2013, altrimenti dovremmo avventurarci in una causa che potrebbe durare anche diversi anni&#8221; (secondo diversi civilisti contattati da Adista, però, l&#8217;abuso edilizio compiuto dall&#8217;affittuario è una condizione che consentirebbe la risoluzione unilaterale del contratto da parte del proprietario, a meno che non sia stata inserita una clausola apposita che lo vieta, ndr). Non conta che sia venuto alla luce che l&#8217;affittuario è un camorrista: &#8220;se un agricoltore ci chiede un terreno, noi glielo affittiamo – risponde don Aragosa –. ora è facile dire che Belforte è un camorrista, ma noi non sapevamo chi fosse. Del resto non possiamo conoscere i nomi di tutti i camorristi della zona&#8221;. Una disattenzione non di poco conto: il clan Mazzacane, guidato dai fratelli Belforte, è la cosca egemone nell&#8217;area del casertano da oltre dieci anni, con interessi che vanno dalle estorsioni ai traffici illeciti; i capi della cosca, i fratelli Salvatore e Domenico, sono entrambi in carcere rispettivamente per estorsione e per duplice omicidio. Il terzo fratello, Pasquale – cioè l&#8217;affittuario del terreno –, sebbene più defilato rispetto agli altri due, con precedenti penali per tentato omicidio e detenzione illegale di armi, ha interessi soprattutto del mondo dello sport (in passato è stato dirigente della Marcianise Calcio) su cui la direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto diverse indagini. &#8220;Non siamo esperti di camorra – aggiunge don Aragosa –, i giornali li leggo ma non mi soffermo troppo sulla pagine di cronaca nera o sulle notizie riguardanti la criminalità organizzata&#8221;. E a don Aragosa non sembra anomalo nemmeno il canone di affitto a soli 13 euro al mese: &#8220;questi sono i prezzi di Marcianise, magari avessimo potuto darlo in affitto ad un costo maggiore&#8221;. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.adistaonline.it/?op=articolo&#038;id=28181&#038;PHPSESSID=67edebc1e8069d3c32ee43128616460f" target="_blank">Fonte: Adista online</a></p>
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		<title>Comunicato stampa dell&#8217;Arcigay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 18:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Arcigay]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[diritti-civili]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[lealtà]]></category>
		<category><![CDATA[pacs]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio-Lo-Giudice]]></category>
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					<description><![CDATA[“La lealtà dei parlamentari del centrosinistra, anche di quelli cattolici, vada prima agli elettori e al programma elettorale sulla base del quale gli italiani li hanno votati, che alle parole del Papa”. Questo l’appello che il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, rivolge alla maggioranza di governo in merito alle parole di Ratzinger contro i Pacs e alla vigilia dell’importante appuntamento dell’Unione a Caserta. “E’ in gioco – spiega Lo Giudice – l’affidabilità democratica del parlamento italiano. Nei legislatori...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/08/comunicato-stampa-dellarcigay/" title="Read Comunicato stampa dell&#8217;Arcigay">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><font size="1" face="Arial,Helvetica,sans-serif" color="#333333" style="font-size: 12px"><em>“La lealtà dei parlamentari del centrosinistra, anche di quelli cattolici, vada prima agli elettori e al programma elettorale sulla base del quale gli italiani li hanno votati, che alle parole del Papa”</em>.</p>
<p>Questo l’appello che il presidente nazionale di Arcigay, <strong>Sergio Lo Giudice</strong>, rivolge alla maggioranza di governo in merito alle <strong>parole di Ratzinger contro i Pacs</strong> e alla vigilia dell’importante appuntamento dell’Unione a Caserta.</p>
<p><em>“E’ in gioco</em> – spiega Lo Giudice – <em>l’affidabilità democratica del parlamento italiano. Nei legislatori della Repubblica, anche quelli cattolici, non prevalga un atteggiamento lealista verso il pontefice, ma piuttosto una <strong>scelta di fedeltà al programma elettorale e alle esigenze di eguaglianza e libertà della società italiana</strong>, in cui già ora vige nei fatti una pluralità di forme familiari e di convivenza.&#8221;</p>
<p>&#8220;Sarebbe paradossale e antidemocratico che parlamentari della Repubblica si sentissero vincolati nelle loro decisioni dai <strong>diktat di un&#8217;autorità religiosa</strong>. La laicità dell&#8217;azione politica non è un optional, ma un dovere imprescindibile di chi svolge tale funzione. L’unico vincolo sia quello di fedeltà alla Repubblica, alla sua Costituzione, e al benessere complessivo di tutti i suoi cittadini.&#8221;</p>
<p>“Vogliamo sperare</em> – conclude Lo Giudice &#8211; <em>che questo sia ben chiaro ai politici dell’Unione che si<br />
riuniranno tra due giorni a Caserta e che le parole di oggi del papa non rappresentino un ostacolo alle riforme sociali della maggioranza in materia di diritti civili”</em>.</font></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.arcigay.it/show.php?2349">Fonte: Arcigay.it </a></p>
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