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	<title>Chiesa-musulmana &#8211; A ragion veduta</title>
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		<title>Un confronto tra religione cattolica e musulmana</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Nov 2006 23:35:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona.Dopo lo scontro televisivo in ottobre tra l’on.Santanchè (di AN), autrice di un libretto (La donna negata, ed.M.Tempi, 2006) sull’oppressione delle donne nelle culture e nei paesi islamici, e un musulmano capo religioso a Segrate durante una trasmissione televisiva sulla questione del velo e delle altre coperture semitotali e totali del corpo femminile, c’è stato un seguito di articoli e interviste.Un’intervista è stata pubblicata su...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/12/confronto-tra-religione-cattolica-musulmana/" title="Read Un confronto tra religione cattolica e musulmana">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona.Dopo lo scontro televisivo in ottobre tra l’on.<strong class="spip">Santanchè</strong> (di AN), autrice di un libretto (<em class="spip">La donna negata</em>, ed.M.Tempi, 2006) sull’oppressione delle donne nelle culture e nei paesi islamici, e un musulmano capo religioso a Segrate durante una trasmissione televisiva sulla questione del velo e delle altre coperture semitotali e totali del corpo femminile, c’è stato un seguito di articoli e interviste.Un’intervista è stata pubblicata su un giornale on line a firma di Paolo Bracaloni e ripresa da altri perché molto autorevole, in quanto l’intervistata è un’italiana convertita responsabile per le Pari Opportunità dell’UCOII a cui fanno capo la maggioranza delle moscheee in Italia.<strong class="spip"> Patrizia Khadija Dal Monte</strong> sostiene che il velo “ha una funzione di protezione per la donna giusta che la separa da chi compie il male e anche da chi non dà importanza alla conoscenza di Dio”. Dunque, la donna (musulmana) che non mette il velo è, tout court, una donna ingiusta. Mi pare che una volta, nel meridione d’Italia, si usasse definire la donna emancipata con il termine sbrigativo di “scostumata!”. Quanto a dire una donna che non rispetta i “costumi”, termine che si riferisce all’abbigliamento e alla morale religiosa. [&#8230;] Patrizia Khadija Dal Monte risponde citando il testo sacro “Dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare dei loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri”. A questo punto le domande si spostano sull’eguaglianza tra uomo e donna e la poligamia. “E’ giusto che l’uomo abbia il ruolo di capofamiglia, non in senso autoritario, ma come assunzione di responsabilità. Gli uomini devono sentirsi vezzeggiati dalla moglie, sennò si sviliscono.”Non si capisce perché debba essere capofamiglia l’uomo, presentato così fragile da “svilirsi” se la moglie-mamma non lo vezzeggia come un eterno infante. Qanto alla <strong class="spip">poligamia</strong> impedisce in fondo agli uomini di farsi le amanti. Il cristianesimo sostiene che “in una persona troviamo tutto”, ma questo non è vero, precisa Patrizia. Ma non si accorge che lo fa essere “vero” per le donne, dato che la poligamia è riservata agli uomini? Al termine dell’intervista si ha qualche delucidazione sulla libertà: “La libertà è vivere nella verità di Dio, non seguire le mode superficiali. Io velata sono più libera di una velina.” Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona. <strong class="spip">Nell’Islam più tradizionale</strong>, quello salafita che propugna la purezza dell’insegnamento dell’Islam, quindi addirittura un ritorno alle origini, non si conosce la parola “persona”. Il suo sinonimo è “fard” (individuo) parte integrante e dipendente della comunità (unmah) dentro la quale ha diritti e doveri.<strong class="spip"> Nel cristianesimo</strong> in generale si è verificato sia pure molto lentamente, a latere dell’evoluzione del pensiero laico (ricordiamoci del Rinascimento e dell’Illuminismo ) un dibattito intorno al termine persona.<strong class="spip"> La Chiesa Cattolica</strong> ha riconosciuto (con ritardo) la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma la Dichiarazione dei diritti dell’uomo nell’Islam promulgata al Cairo nel 1990 nella XIX Conferenza islamica dei ministri degli esteri, prevede (è un esempio) all’art. 2 che è vietato sottrarre la vita salvo che la sharia (la legislazione islamica) lo consenta.<strong class="spip"> La religione islamica</strong> ha un carattere fortemente normativo, come per la fede ebraica è essenzialmente una “legge” che i fedeli devono seguire, mentre nel Cristianesimo vi sono dei principi etici generali. Tendenzialmente &#8211; anche se soprattutto nei paesi islamici ci sono movimenti innovatori- con Muhammad si è enunciata la legge definitiva, che non potrà mai essere modificata.<strong class="spip"> Nell’Islam</strong> il dotto, o l’innovatore, è piuttosto un giurista che un teologo. Ecco perché il Salafismo, come gli altri movimenti religiosi islamici, focalizza l’attenzione sulle prescrizioni e si oppone agli innovatori modernisti.<strong class="spip"> Coloro che vorrebbero innovare</strong>, a proposito del velo (higiab) sostengono che nel Corano vi è soltanto un richiamo generale alla modestia e al pudore femminile,mentre per i salafisti la prescrizione coranica va presa alla lettera e deve quindi obbligare le donne a coprirsi se intendono essere riconosciute come fedeli autentiche: buone madri, figlie, sorelle e mogli perché con queste identità (patriarcali) che definiscono la propria esistenza. Perché quando prevale il principio della comunità, tocca alle donne rappresentarne l’integrità e la coesione, in altre parole l’onore. Le donne rappresentano, gli uomini comandano.<strong class="spip"> Nei paesi a tradizione cattolica</strong> è anche grazie a forti pensatori cattolici come Emmanuel Mounnier e Jacques Maritain, che hanno riflettuto sul soggetto come persona e individuo, che siamo giunti, a proposito del capo famiglia, alla patria potestà congiunta. E al superamento della violenza sessuale come reato contro la morale.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.womenews.net/spip/spip.php?article934">Il commento nella forma integrale è raggiungibile sul sito Womenews.it </a></p>
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