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	<title>Cornell-University &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Primi esperimenti di coscienza artificiale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 20:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una stella marina robotica ci introduce ai processi della coscienza artificiale. Infatti lo strano “animale” ha un modello di sé ed è in grado di revisionarlo se viene danneggiato o quando cambiano inaspettatamente le condizioni ambientali. A darne notizia è la rivista “Science”, con una pubblicazione del 17 novembre dal titolo “Resilient machines through continuous self-modeling”. Messo a punto da un gruppo di ricerca della prestigiosa Cornell University di Ithaca (New York State), leader internazionale nel campo della robotica, il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/06/primi-esperimenti-coscienza-artificiale/" title="Read Primi esperimenti di coscienza artificiale">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una stella marina robotica ci introduce ai processi della coscienza artificiale. Infatti lo strano “animale” ha un modello di sé ed è in grado di revisionarlo se viene danneggiato o quando cambiano inaspettatamente le condizioni ambientali. A darne notizia è la rivista “Science”, con una pubblicazione del 17 novembre dal titolo “Resilient machines through continuous self-modeling”. Messo a punto da un gruppo di ricerca della prestigiosa Cornell University di Ithaca (New York State), leader internazionale nel campo della robotica, il prototipo è dotato di quattro arti che gli permettono la locomozione in modo coordinato e autonomo. A robot che simulano il comportamento di alcuni animali siamo, in un certo senso, già abituati. La vera novità riguarda l’algoritmo di funzionamento: la stella marina non è programmata con un set rigido di istruzioni, ma è capace di percepire e controllare il proprio stato fisico seguendo un procedimento analogo a quello adottato dai cuccioli di animali e dai bambini, nel corso delle prime fasi di vita.<br />
Quando il robot “viene messo al mondo”, tutto quello che conosce di se stesso è la presenza degli arti, non come sono disposti reciprocamente o come adoperarli per compiere i primi passi. In altre parole, il robot non è programmato per camminare. Allo stesso modo di un animale neonato esplora e manipola il proprio corpo ed impara ad usare gli arti per muoversi (a quattro zampe). E’ così che seguendo un vero e proprio metodo scientifico (ipotesi di lavoro, sperimentazione, elaborazione finale di una teoria), riesce a camminare [&#8230;]<br />
“La maggior parte dei robot si basa su un modello laboriosamente predisposto dagli ingegneri &#8211; spiega Hod Lipson, professore di ingegneria meccanica e aerospaziale alla Cornell University &#8211; noi mostriamo, per la prima volta, come il modello possa emergere all’interno dello stesso robot. La macchina non ha un solo modello di se stesso, ma elabora simultaneamente diversi modelli “candidati”, che competono tra loro per dare la migliore spiegazione delle esperienze che va facendo. [&#8230;] il robot escogita un nuovo metodo di locomozione, imparando finanche a zoppicare se un arto viene danneggiato.<br />
Questa proprietà è definita in termine tecnico “resilienza”. Il robot è “conscio” ad un livello primitivo &#8211; sostiene Josh Bongard, docente all’Università del Vermont, che ha collaborato al progetto &#8211; costruisce autonomamente una descrizione del proprio corpo e quindi un senso di sé; poi usa tutto ciò che ha appreso per tentare differenti tecniche di movimento: prima di agire è come se chiedesse a se stesso: “Cosa potrebbe succedere se faccio questo? O quello?”.<br />
La stella marina rappresenta un dispositivo abbastanza semplice ma gli sviluppi futuri potrebbero portare alla realizzazione di sistemi complessi in grado di gestire situazioni di incertezza decisionale (come quelle che si possono verificare, per esempio, nelle esplorazioni spaziali o nelle emergenze ambientali) o alla messa a punto di modelli idonei a studiare aspetti fondamentali del comportamento animale ed umano, quali i fattori che favoriscono la resilienza o l’emergere della coscienza.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=48&#038;ID_articolo=52&#038;ID_sezione=71&#038;sezione=Galassiamente">Fonte: LaStampa.it </a></p>
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