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	<title>dialogo &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Napolitano: un successo il viaggio del Papa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 20:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il viaggio di Benedetto XVI in Turchia è stato un successo dal punto di vista politico e diplomatico. Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha fatto pervenire al pontefice un messaggio di accoglienza al suo rientro in Italia. «Santità &#8211; si legge nella missiva del capo dello Stato &#8211; , ho seguito con grande partecipazione la sua visita pastorale in Turchia, il cui successo conferma il ruolo e l&#8217;impegno assunti dalla Santa Sede, e da lei...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/01/napolitano-successo-viaggio-del-papa/" title="Read Napolitano: un successo il viaggio del Papa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio di Benedetto XVI in Turchia è stato un successo dal punto di vista politico e diplomatico. Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha fatto pervenire al pontefice un messaggio di accoglienza al suo rientro in Italia.</p>
<p><strong class="b"> «Santità &#8211; si legge nella missiva del capo dello Stato </strong>&#8211; , ho seguito con grande partecipazione la sua visita pastorale in Turchia, il cui successo conferma il ruolo e l&#8217;impegno assunti dalla Santa Sede, e da lei personalmente, nella promozione del dialogo e della mutua comprensione tra i popoli, le culture e le religioni». «La sua missione &#8211; si legge ancora nel messaggio &#8211; ha ricordato a tutti noi che popoli come i nostri, eredi delle grandi tradizioni culturali e spirituali di cui si nutre la civiltà europea, desiderano vivere insieme in armonia e concordia, nel rispetto delle differenze che li caratterizzano ma nella comune adesione al superiore valore della dignità umana. Con profonda considerazione &#8211; conclude Napolitano &#8211; le rivolgo un cordiale pensiero».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/12_Dicembre/01/napoliano.shtml">Fonte: Corriere.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F01%2Fnapolitano-successo-viaggio-del-papa%2F&amp;linkname=Napolitano%3A%20un%20successo%20il%20viaggio%20del%20Papa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F01%2Fnapolitano-successo-viaggio-del-papa%2F&amp;linkname=Napolitano%3A%20un%20successo%20il%20viaggio%20del%20Papa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F01%2Fnapolitano-successo-viaggio-del-papa%2F&amp;linkname=Napolitano%3A%20un%20successo%20il%20viaggio%20del%20Papa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F01%2Fnapolitano-successo-viaggio-del-papa%2F&amp;linkname=Napolitano%3A%20un%20successo%20il%20viaggio%20del%20Papa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F01%2Fnapolitano-successo-viaggio-del-papa%2F&#038;title=Napolitano%3A%20un%20successo%20il%20viaggio%20del%20Papa" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/12/01/napolitano-successo-viaggio-del-papa/" data-a2a-title="Napolitano: un successo il viaggio del Papa"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pera: il Papa deve supplire alla Ue debole e insincera</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 08:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«È una visita importante, in cui un&#8217;Europa debole e insincera ha lasciato solo il Papa, investendolo di fatto di un ruolo politico che lo stesso Ratzinger esplicitamente rifiuta in virtù di una laicità correttamente intesa, contrapposta al laicismo oggi imperante, cioè l&#8217;esclusione ideologica del ruolo pubblico della religione. Si tratta di un tragico paradosso del Vecchio Continente: non ha leader coraggiosi che affrontino le sfide epocali di oggi, non dice quello che pensa, tacitamente spera che il Pontefice si faccia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/30/pera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera/" title="Read Pera: il Papa deve supplire alla Ue debole e insincera">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«È una visita importante, in cui un&#8217;Europa debole e insincera ha lasciato solo il Papa, investendolo di fatto di un ruolo politico che lo stesso Ratzinger esplicitamente rifiuta in virtù di una laicità correttamente intesa, contrapposta al laicismo oggi imperante, cioè l&#8217;esclusione ideologica del ruolo pubblico della religione. Si tratta di un tragico paradosso del Vecchio Continente: non ha leader coraggiosi che affrontino le sfide epocali di oggi, non dice quello che pensa, tacitamente spera che il Pontefice si faccia carico dei suoi problemi politici e istituzionali, eppure non perde occasione di accusarlo di ingerenza e, quando è attaccato, di abbandonarlo». Non è ottimista Marcello Pera e non perde occasione di sferzare quella parte di Occidente che «tenta di giustificare lo Stato liberale e la democrazia su nient&#8217;altro che la ragion laica, prescindendo da qualunque fondamento esterno morale o religioso». L&#8217;ha detto pochi giorni fa a New York, lo ribadisce sulla scorta degli interventi papali in Turchia. [&#8230;]<br />
<strong>Con l&#8217;islam, allora, il dialogo come dovrebbe svilupparsi?<br />
</strong>Se proprio dobbiamo portarlo al livello della religione, occorre seguire la lezione di Ratisbona. Bisogna chiedere se anche nel mondo musulmano vi è spazio per il Dio-logos, come accade nel cristianesimo. E abbiamo necessità di risposte chiare, senza ambiguità. Condividiamo la stessa nozione di dignità dell&#8217;uomo? Quella che prevede, per intendersi, uguaglianza, parità dei sessi, libertà e democrazia. I cristiani nella loro storia hanno anch&#8217;essi peccato e si sono interrogati su tali questioni. Adesso deve farlo l&#8217;islam. Il successo del dialogo passa di qui. [&#8230;]<br />
<strong>Come giudica l&#8217;apertura della Santa Sede all&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione europea?<br />
</strong>Va sottolineato come in precedenza le cautele del cardinale Ratzinger e della Santa Sede si accompagnassero al favore dei vertici Ue. Mi pare che oggi il Papa, proprio per non assumere un ruolo politico, desideri non interferire con l&#8217;autonomia della sfera istituzionale europea. Non è compito suo decidere, lo deve fare l&#8217;Europa. Personalmente, continuo a rimanere contrario all&#8217;idea di una Turchia europea. Ottanta milioni di cittadini di fede islamica creerebbero un problema non solo politico, ma di identità, benché si tenda ipocritamente a nasconderlo dietro cavilli di varia natura. Rischiamo di cambiare la natura dell&#8217;Europa per come è nata. Il riferimento alle radici cristiane è necessario per l&#8217;identità dell&#8217;Unione. E poi due popoli possono essere amici anche senza unificazione. Ci possono essere altre formule per rendere più stretti i rapporti con Ankara.<br />
<strong>Lei ha parlato altre volte di due &#8220;Occidenti&#8221;. Facciamo un esperimento di (rispettosa) fantapolit ica: se il Papa risiedesse negli Stati Uniti, la situazione sarebbe diversa?<br />
</strong>Penso di sì. Il Pontefice, oltre che capo della Chiesa cattolica, sarebbe un leader morale ma i suoi pronunciamenti non verrebbero interpretati come interferenza politica. A Washington, Stato e Chiesa sono rigidamente separati, non esiste nemmeno l&#8217;idea di un Concordato, eppure la religione permea la politica, è un elemento costante del discorso pubblico. Il laicismo europeo non ci porterà lontano. È urgente che gli appelli di Benedetto XVI siano presi molto più sul serio e che si riscopra quella tradizione che sostiene le nostre democrazie.</p>
<p><a href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2006_11_29/articolo_704534.html" target="_blank">L&#8217;intervista completa è raggiungibile sul sito di Avvenire</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F30%2Fpera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera%2F&amp;linkname=Pera%3A%20il%20Papa%20deve%20supplire%20alla%20Ue%20debole%20e%20insincera" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F30%2Fpera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera%2F&amp;linkname=Pera%3A%20il%20Papa%20deve%20supplire%20alla%20Ue%20debole%20e%20insincera" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F30%2Fpera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera%2F&amp;linkname=Pera%3A%20il%20Papa%20deve%20supplire%20alla%20Ue%20debole%20e%20insincera" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F30%2Fpera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera%2F&amp;linkname=Pera%3A%20il%20Papa%20deve%20supplire%20alla%20Ue%20debole%20e%20insincera" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F30%2Fpera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera%2F&#038;title=Pera%3A%20il%20Papa%20deve%20supplire%20alla%20Ue%20debole%20e%20insincera" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/30/pera-papa-deve-supplire-alla-debole-insincera/" data-a2a-title="Pera: il Papa deve supplire alla Ue debole e insincera"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bioetica, chi teme la Chiesa ha paura delle proprie idee</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 11:49:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quante prudenze e quanti pudori sull&#8217;appello lanciato dal Quirinale per «soluzioni condivise» con la Chiesa cattolica a proposito di temi quali la ricerca e la bioetica; prudenze perfino della stessa presidenza della Repubblica, che ha sentito il bisogno di dover precisare con un comunicato le pur precise parole che il capo dello Stato aveva pronunciato poche ore prima. È così: ogniqualvolta i vertici della Repubblica provano a dialogare con quelli del Vaticano, nella politica italiana suona l&#8217;allarme rosso del fraintendimento....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/27/bioetica-chi-teme-chiesa-paura-delle-proprie-idee/" title="Read Bioetica, chi teme la Chiesa ha paura delle proprie idee">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quante prudenze e quanti pudori sull&#8217;appello lanciato dal Quirinale per «soluzioni condivise» con la Chiesa cattolica a proposito di temi quali la ricerca e la bioetica; prudenze perfino della stessa presidenza della Repubblica, che ha sentito il bisogno di dover precisare con un comunicato le pur precise parole che il capo dello Stato aveva pronunciato poche ore prima. È così: ogniqualvolta i vertici della Repubblica provano a dialogare con quelli del Vaticano, nella politica italiana suona l&#8217;allarme rosso del fraintendimento. Quasi che il Papa potesse legiferare al posto del Parlamento, o le istituzioni del Paese non conoscere il confine scolpito all&#8217;articolo 7 della Costituzione («lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani»); l&#8217;unico confine che neanche la globalizzazione potrebbe un giorno sperare di abbattere.<br />
Eppure, l&#8217;ovvio diventa oggetto di equivoci, l&#8217;elementare necessità del confronto evocato da Giorgio Napolitano diviene lo spunto per interrogativi fuori dal tempo;posto che sarebbe curioso per un Paese dalla radicata tradizione cristiana, discutere delle grandi questioni della vita e della morte considerando irrilevante o addirittura irricevibile il punto di vista di chi rappresenta questa tradizione sotto il profilo religioso. In realtà strano sarebbe stato il contrario, cioè che il presidente della Repubblica avesse invocato «soluzioni non condivise» col mondo cattolico, e proprio sui quesiti che più da vicino riguardano la cultura e interrogano la coscienza dei cattolici. <strong>Per una nazione come l&#8217;Italia, il Vaticano dovrebbe essere considerato una straordinaria opportunità</strong>, anziché il perenne alibi per misurare, in un immaginario e muscoloso braccio di ferro, il tasso di sovranità della Repubblica italiana. A parte le sempre utili riflessioni che può proporre chi riflette da un paio di millenni, esistono degli ambiti di politica interna ed estera in cui la «convergenza parallela» col più piccolo Stato della Terra non può che giovare all&#8217;Italia. Si pensi soltanto al flusso di turismo che il Vaticano suscita nei credenti d&#8217;ogni continente [&#8230;] Ma si pensi, inoltre, a quella «politica della lingua» che l&#8217;Italia potrebbe promuovere nel mondo in sintonia con la Santa Sede, che alla lingua italiana riserva un ruolo di comunicazione universale: è la sua moderna lingua franca, ben più di quanto possa esserlo il pur riscoperto e antico, e tenero, latino. Ci sono mille ragioni per camminare insieme («scelte condivise»), nessuna per erigere muri anacronistici o innescare polemiche ridicole. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136792" target="_blank">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito del Giornale</a></p>
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		<title>Il problema del dialogo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2006 10:35:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dire che qualche protesta era già stata messa nel conto, che si tratta di intolleranze che non riguardano la maggioranza dell&#8217;opinione pubblica, non è sufficiente a giustificare l&#8217;ostinazione con la quale Ratzinger ha perseguito e persegue il suo viaggio in Turchia. Si tratta, infatti, di una volontà esclusivamente politica dato che non vi sono interessi «pastorali» in grado di motivare la presenza del Capo della Chiesa Cattolica in un Paese profondamente musulmano. Per quanto si sia parlato sempre poco del...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/23/il-problema-del-dialogo/" title="Read Il problema del dialogo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dire che qualche protesta era già stata messa nel conto, che si tratta di intolleranze che non riguardano la maggioranza dell&#8217;opinione pubblica, non è sufficiente a giustificare l&#8217;ostinazione con la quale Ratzinger ha perseguito e persegue il suo viaggio in Turchia. Si tratta, infatti, di una volontà esclusivamente politica dato che non vi sono interessi «pastorali» in grado di motivare la presenza del Capo della Chiesa Cattolica in un Paese profondamente musulmano. Per quanto si sia parlato sempre poco del rapporto fra la Germania e la Turchia ai fini del suo ingresso nella Unione Europea, di fatto tutti sanno che è la Germania il deus ex machina di questo ingresso e non è facile dimenticarsi che l&#8217;attuale Pontefice è cittadino tedesco. Tuttavia quello che colpisce maggiormente gli italiani di fronte a questo comportamento, è la contraddizione con ciò che il Papa dice ogni giorno, ciò cui esorta tutti in ogni occasione, fin dal primo giorno in cui è stato eletto, ossia che «è necessario il dialogo». Un dialogo che viene invocato soprattutto e proprio nei confronti dell&#8217;Islam.Un dialogo certamente non può essere imposto ed è questo il punto che sconcerta gli italiani, ma non soltanto gli italiani. Le conseguenze negative sulla strategia del dialogo, nel caso che il Papa non volesse recedere dalla sua decisione, saranno molto pesanti per la coscienza di tutti, perché adesso è proprio il concetto e il significato del dialogo che viene messo in dubbio. Ci troviamo a fare i conti con una realtà, quella dei musulmani, che non gioca con le parole, che non accetta termini alla moda privi di contenuto, che non accredita verità e sincerità ai discorsi che vengono pronunciati in base alla fiducia in colui che li pronuncia. In Italia sono i cattolici che fino ad oggi hanno fatto le maggiori concessioni ai musulmani in omaggio al principio del dialogo; i cittadini che viceversa hanno tentato di opporre resistenza all&#8217;eccessiva cedevolezza nei confronti delle pretese dei musulmani, sono stati sempre accusati non soltanto di non essere tolleranti ma anche di non favorire la «integrazione» degli immigrati, una integrazione che avverrebbe invece permettendo la massima libertà di costumi religiosi e sociali. Ebbene adesso sappiamo che non è così. E non è così perché è errato il concetto di dialogo. Nelle religioni non si può «scambiare» nulla. Non sarebbero religioni, ossia verità credute come tali perché religiose e non per motivi di opportunità sociale o politica. Infatti nessun musulmano in Italia tralascia i propri riti, le proprie preghiere, i propri doveri di fede. La «convivenza» non significa affatto «integrazione» e tanto meno «dialogo» significa soltanto che gli italiani, cattolici credenti e non credenti, permettono ai musulmani di vivere pienamente la propria fede, di costruire i propri templi, di mutilare il proprio corpo in segno di appartenenza con la circoncisione, standosene gli uni accanto agli altri, ma senza nessuno scambio.<br />
Torniamo allora ai due problemi gravissimi che stanno davanti a noi. Il primo è la necessità di chiarire in termini precisi che cosa si intende per «dialogo», visto che non è dialogo quello nel quale ognuno parla la propria lingua. Il secondo è la presenza, con l&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione Europea, di 70 milioni di musulmani che potranno installarsi, volendo, in Italia o in qualsiasi altro Paese limitrofo e che non si sottometteranno affatto al clima di benevolenza voluto dai nostri governanti, sollecitati soprattutto dalla Chiesa e dai cattolici. Affacciarsi dal balcone di San Pietro e benedire i turisti che affollano la piazza forse ha illuso il Papa sul consenso che può ottenere nella società attuale. Un consenso, ci sia permesso dirlo, che da parte dei turisti è più un allegro «vogliamoci bene» che non la pienezza di una fede evangelica, di un attento sguardo fisso sulla realtà umana di oggi con gli stessi occhi di Gesù. Si tratta di una realtà densa di gravissimi problemi e della quale, per quanto riguarda l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, la Chiesa porta pesanti responsabilità. La durezza dei fedeli turchi può esserci utile se accettiamo di analizzarla e di comprenderla senza presunzione e senza superficiali buonismi.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=135763">L&#8217;articolo di Ida Magli è apparso sul sito del Giornale</a></p>
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		<title>Il Papa e la questione Turca</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2006 09:58:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[islam]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualcosa di meschino e strumentale sta guastando da qualche mese i rapporti fra l’Unione Europea e la Turchia. La Commissione accusa il governo di Ankara, in particolare, di non avere aperto i porti turchi al traffico commerciale proveniente dalla Republica greca dell’isola di Cipro, membro dell’Ue dalla primavera del 2004. È vero. Ma la Commissione trascura due circostanze. In primo luogo il progetto dell’Onu per la riunificazione dell’isola (un evento che avrebbe consentito a Cipro di unirsi prima dell’ingresso nell’Unione)...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/23/papa-questione-turca/" title="Read Il Papa e la questione Turca">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa di meschino e strumentale sta guastando da qualche mese i rapporti fra l’Unione Europea e la Turchia. La Commissione accusa il governo di Ankara, in particolare, di non avere aperto i porti turchi al traffico commerciale proveniente dalla Republica greca dell’isola di Cipro, membro dell’Ue dalla primavera del 2004. È vero. Ma la Commissione trascura due circostanze. In primo luogo il progetto dell’Onu per la riunificazione dell’isola (un evento che avrebbe consentito a Cipro di unirsi prima dell’ingresso nell’Unione) è stato bocciato dai ciprioti greci, non dai ciprioti turchi. In secondo luogo Cipro si serve del diritto di veto per bloccare i rapporti commerciali delle zone turche dell’isola con il resto dell’Ue. Bruxelles si era impegnata in questo senso sin dall’aprile del 2004, ma l’impegno è rimasto lettera morta. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Speciali/Extra/2006/magazine/index.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito del Corriere</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F23%2Fpapa-questione-turca%2F&amp;linkname=Il%20Papa%20e%20la%20questione%20Turca" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F23%2Fpapa-questione-turca%2F&amp;linkname=Il%20Papa%20e%20la%20questione%20Turca" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F23%2Fpapa-questione-turca%2F&amp;linkname=Il%20Papa%20e%20la%20questione%20Turca" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F23%2Fpapa-questione-turca%2F&amp;linkname=Il%20Papa%20e%20la%20questione%20Turca" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F23%2Fpapa-questione-turca%2F&#038;title=Il%20Papa%20e%20la%20questione%20Turca" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/23/papa-questione-turca/" data-a2a-title="Il Papa e la questione Turca"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Proposte dei lettori dell&#8217;Espresso: abolire l&#8217;ora di religione</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 14:11:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chiesa-cattolica]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ora dedicata all&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole va abolita e sostituita con un&#8217;ora di lezione sulla storia delle diverse religioni del mondo. Tutto ciò favorirebbe anche la comprensione e il dialogo interreligioso con le diverse culture del nostro Paese. Gli insegnanti inoltre, dovrebbero essere scelti dal ministero dell&#8217;Istruzione e non dai vescovi. Questa proposta ha già raggiunto 9000 voti. La proposta, con i relativi commenti, è raggiungibile a questo link sull&#8217;Espresso]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ora dedicata all&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole va abolita e sostituita con un&#8217;ora di lezione sulla storia delle diverse religioni del mondo. Tutto ciò favorirebbe anche la comprensione e il dialogo interreligioso con le diverse culture del nostro Paese. Gli insegnanti inoltre, dovrebbero essere scelti dal ministero dell&#8217;Istruzione e non dai vescovi.</p>
<p>Questa proposta ha già raggiunto 9000 voti.</p>
<p><a target="_blank" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//1358207&#038;ref=hpstr2">La proposta, con i relativi commenti, è raggiungibile a questo link sull&#8217;Espresso </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F19%2Fproposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione%2F&amp;linkname=Proposte%20dei%20lettori%20dell%E2%80%99Espresso%3A%20abolire%20l%E2%80%99ora%20di%20religione" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F19%2Fproposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione%2F&amp;linkname=Proposte%20dei%20lettori%20dell%E2%80%99Espresso%3A%20abolire%20l%E2%80%99ora%20di%20religione" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F19%2Fproposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione%2F&amp;linkname=Proposte%20dei%20lettori%20dell%E2%80%99Espresso%3A%20abolire%20l%E2%80%99ora%20di%20religione" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F19%2Fproposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione%2F&amp;linkname=Proposte%20dei%20lettori%20dell%E2%80%99Espresso%3A%20abolire%20l%E2%80%99ora%20di%20religione" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F19%2Fproposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione%2F&#038;title=Proposte%20dei%20lettori%20dell%E2%80%99Espresso%3A%20abolire%20l%E2%80%99ora%20di%20religione" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/19/proposte-dei-lettori-dellespresso-abolire-lora-religione/" data-a2a-title="Proposte dei lettori dell’Espresso: abolire l’ora di religione"></a></p>]]></content:encoded>
					
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