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	<title>dico &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Familia, Familie</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 15:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei cavalli di battaglia delle gerarchie ecclesiastiche è la cosidetta “difesa della famiglia”. Non so come la pensiate voi ma io sono decisamente stanco di queste ipocrite celebrazioni del “Modello Standard di Famiglia”. Mi permetto di riportare qui di seguito le mie idee in proposito. Usate i “commenti” in fondo alla pagina per dire la vostra. Il “mattone fondamentale della società” Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea), la Famiglia dovrebbe essere il mattone fondamentale delle...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/26/familia-familie/" title="Read Familia, Familie">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Uno dei cavalli di battaglia delle gerarchie ecclesiastiche è la cosidetta “difesa della famiglia”. Non so come la pensiate voi ma io sono decisamente stanco di queste ipocrite celebrazioni del “Modello Standard di Famiglia”. Mi permetto di riportare qui di seguito le mie idee in proposito. Usate i “commenti” in fondo alla pagina per dire la vostra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Il “mattone fondamentale della società”</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea), la Famiglia dovrebbe essere il mattone fondamentale delle nostre Società. Secondo questa visione, lo Stato, quando arriva, viene comunque <em>dopo</em> la Famiglia. In particolare, la Famiglia viene considerata l&#8217;<em>unico</em> detentore dell&#8217;Etica. La Scuola (quando le viene concesso qualche autonomia) deve comunque rispettare le idee che la Famiglia intende trasmettere ai giovani, indipendemente dal fatto che le si possa considerare più o meno “giuste”. Inoltre, la Famiglia viene considerata responsabile della protezione, della nutrizione e della educazione dei figli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tutto semplice. Tutto chiaro. Difficile non essere d&#8217;accordo, non vi pare?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In realtà, è facile dimostrare che le cose NON stanno così e, soprattutto, che <em>non sarebbe nemmeno desiderabile</em> che stessero così. L&#8217;esempio più ovvio è quello di una famiglia di delinquenti. Se seguissimo la logica Cristiamo/Cattolica che abbiamo appena descritto, sarebbe perfettamente <em>logico</em> e profondamente <em>giusto</em> permettere alle famiglie dei mafiosi di crescere i loro figli nel rispetto dell&#8217;etica mafiosa. Sarebbe perfettamente logico permettere a queste famiglie di insegnare ai loro figli a rubare, ad uccidere, a tramare nell&#8217;ombra ed a corrompere. Ovviamente, <em>nessuno</em> Stato permette ad un genitore di agire in questo modo. Questo dimostra chiaramente come la famiglia NON possa essere considerata il detentore unico ed incontestabile dell&#8217;Etica. Non solo, dimostra anche che la Famiglia vive di una <em>delega implicita</em> all&#8217;educazione dei figli. Se esce dalle linee guida previste dalla società, la tutela dei figli le viene sottratta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si potrebbe pensare che questo sia un caso limite ma è facile dimostrare che non è così. La Famiglia NON è autorizzata a fare ciò che vuole dei suoi figli. Non li “possiede”. Se un genitore noleggia un figlio ad un pedofilo o tenta di venderlo per un trapianto di rene, rischia il linciaggio in qualunque paese del mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In nessun paese evoluto una famiglia può sottrarre i figli all&#8217;obbligo scolastico. Non solo: in nessun paese del mondo una famiglia può permettersi di insegnare ai propri figli cose palesemente contrarie all&#8217;Etica della Società in cui vive. Non si può (per legge) insegnare ai figli a rubare, pena la perdita della potestà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">A questo punto, dovrebbe essere evidente, anche a chi certe cose proprio non le vuol capire, che la Famiglia NON è l&#8217;elemento fondamentale e “fondante” della Società. La Famiglia, come noi la conosciamo, è soltanto uno dei moltissimi modelli di aggregazione possibili per un gruppo di esseri umani. Ha la “fortuna” di essere uno dei più “istintivi” da concepire, uno dei più “naturali”, dei più antichi e dei più diffusi. Non è però certamente il solo e non è nemmeno il più adatto a certe situazioni che, in certe condizioni, possono diventare molto diffuse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ad esempio, in sudamerica è piuttosto diffuso un modello “ad asilo” simile a quello adottato dai gatti: le donne stanno tra di loro e crescono i figli. Gli uomini restano all&#8217;esterno di questo gruppo e cercano di sopravvivere da soli od in gruppo. A molti italiani potrà sembrare un modello rozzo ed “immorale” ma, a quanto pare, è molto più adatto di altri alla realtà delle favelas.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>L&#8217;Individuo al centro dell&#8217;attenzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;elemento fondamentale e fondante delle Società evolute è <em>l&#8217;individuo</em>. Questo NON vuol dire che le Società occidentali siano inevitabilmente ed irrimediabilmente individualiste. Non è questo il significato di quanto ho appena detto. Il significato di questa frase è che il centro dell&#8217;attenzione delle nostre Società è l&#8217;individuo, non la famiglia (e non i partiti, non le tribù, non i gruppi e non le confessioni). L&#8217;individuo viene dotato di una sua dignità, e gli deve essere portato rispetto, in quanto <em>individuo</em>, indipendentemente dalla sua appartenza o meno a questo o quel tipo di organizzazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nelle società occidentali, i giovani, di fatto,  sono solo <em>affidati</em> alle loro famiglie (od a famiglie adottive). Le famiglie mantengono la potestà su di essi solo nella misura in cui si attengono alle regole imposte dall&#8217;etica della Società in cui vivono. I giovani, di fatto, sono “figli della società”, non dei loro genitori. E, per i motivi appena esaminati, per fortuna che è così!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le Società occidentali si fanno carico dell&#8217;individuo, non della famiglia. Tanto è vero che in tutto l&#8217;occidente gli orfani NON vengono abbandonati a sé stessi ma vengono accuditi da apposite (anche se discutibili ed imperfette) strutture statali. Non è certo un caso che tutti gli Stati evoluti abbiano adottato questo approcio, e non quello orientato alla famiglia: questo è l&#8217;approcio più “giusto” ma anche il più semplice ed il più economico da gestire. Lo è perchè è quello che interpone meno intermediari tra lo Stato (la Società) e l&#8217;Individuo bisognoso. Interporre la Famiglia tra lo Stato e l&#8217;Individuo vuol dire chiamare in gioco un elemento che deve essere verificato, controllato e&#8230; finanziato. I costi aumentano e le possibilità di controllo diminuiscono. Ci si potrebbe trovare, al limite, a sostenere economicamente una famiglia che poi noleggia i figli ai pedofili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Famiglie di Fatto e Senso di Responsabilità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea) della Famiglia, soltanto un forte, inestricabile vincolo legale, come il Matrimonio, può garantire la necessaria durata alle famiglie ed il rispetto del necessario “senso di responsabilità” nei confronti dei coniugi e dei figli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Che questo NON sia vero è facilmente dimostrabile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Soltanto le famiglie che riescono a trovare al loro interno il necessario equilibrio riescono a sopravvivere all&#8217;usura del tempo. Le altre “scoppiano” indipentemente da cosa ne pensino la Società, le varie Confessioni ed i vari Dei. Semplicemente, non riescono a resistere oltre.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Di fronte a questo fenomeno, del tutto naturale e fisiologico, lo Stato non può fare altro che cercare di limitare i danni e sopperire, per quanto possibile, a ciò che viene a mancare. Per questo, in tutto l&#8217;Occidente si sta affermando la seguente regola: “non importa come sia successo e come sia costituita la famiglia di origine, chi fa dei figli se li deve anche mantenere ed accudire.” Tutto il resto, a partire dal modello di famiglia, passa in secondo piano. Diventa opzionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questa situazione è “desiderabile”? Ovviamente no. Noi per primi non vorremmo mai vedere famiglie in crisi, figli semiabbandonati e madri sole.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si può impedire che questa situazione si verifichi? No, né con una legge né con l&#8217;intervento personale e diretto di Dio. Semplicemente, la natura dell&#8217;Essere Umano non è quella.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il Senso di Responsabilità non si compra in drogheria, un tanto al chilo, e non può essere imposto con l&#8217;Autovelox. Si può solo tentare di limitare i danni o, meglio ancora, di crescere persone responsabili. Francamente, la visione del mondo tipica delle Religioni (tutte le Religioni, mono e politeiste) non è il punto di partenza migliore per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Famiglie di&#8230; necessità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Famiglia NON è il centro del mondo. Piuttosto è un modello di aggregazione. Tanto è vero che esistono molti casi di “famiglie” formate da persone che non sono consanguinee e spesso non sono nemmeno legate da un amore “sensuale” o “sessuale”. Nel mio stesso palazzo vivono una vedova ed il fratello del marito morto. Non hanno nulla in comune, tranne un certo affetto reciproco e la necessità di condividere le spese della casa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nessuno pretende di dare a queste “aggregazioni spontanee” lo status di “Mattone Fondamentale della Società e Simbolo dell&#8217;Occidente” ma, francamente, perchè non dovrebbero essere considerate “famiglie” degne di rispetto e di attenzione come qualunque altra?  Davvero l&#8217;Occidente rischia di sprofondare nel baratro se riconosce a queste persone lo status di “famigliari” l&#8217;uno dell&#8217;altro? Davvero l&#8217;Occidente rischia la bancarotta se riconosce il diritto di successione a queste persone, nei possedimenti (eredità) e nei contratti (affitto, Telecom, etc.)? Davvero si rischia la Punizione Divina a riconoscere il diritto di queste persone di accudirsi l&#8217;un l&#8217;altra?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Se Ginevra ama Ginevra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiano/Cattolica dell&#8217;Universo (ma anche Islamica ed Ebrea), se due persone dello stesso sesso si uniscono carnalmente l&#8217;Universo stesso rischia l&#8217;implosione e l&#8217;annichilamento. Interessante&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ma, a noi, che non siamo né Cristiani, né Islamici, né Ebrei, cosa ce ne dovrebbe fregare?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Una Società che voglia evitare l&#8217;autoestinzione, deve riuscire ad essere superiore alle parti. Se non arrivate a capire da soli il perchè, non c&#8217;è speranza che riesca a spiegarvelo in poche righe. Per restare al di sopra delle parti, una Società NON può adottare il punto di vista di NESSUNA delle sue Confessioni. Deve essere ATEA (o AGNOSTICA). Questo vuol dire che, ne pensino ciò che vogliono i Fedeli delle varie religioni, questo problema NON può essere gestito in modo “confessionale”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si può chiedere ad un Cristiano (o Mussulmano o Ebreo) di astenersi da questa o quella pratica, in quanto Fedele di questa o quella religione. NON si possono rompere gli Zebedei agli altri cittadini, <em>non credenti</em>, con questo tipo di richieste. Se costoro non decidono di abbracciare questa o quella religione di loro spontanea iniziativa DEVONO essere lasciati liberi di fare ciò che vogliono, almeno per quanto riguarda questi temi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In altri termini, il vincolo verso l&#8217;eterosessualità è una LIBERA SCELTA dell&#8217;individuo. Non può essere imposto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Se Ginevra e Ginevra vogliono adottare Ginevrina</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ginevrina è un Individuo. Abbiamo detto prima che la Società si fa carico (e DEVE farsi carico) degli individui come tali, non della struttura complessiva dell&#8217;Universo e della Teoria delle Stringhe a 26 dimensioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In assenza dei genitori, un normalissimo tribunale può decidere per il meglio di un minore. Se ci sono le condizioni, si procede. Se non ci sono le condizioni, si ritenta con un&#8217;altra famiglia e/o con un&#8217;altra Ginevrina. Sono gli individui che contano. Gli individui e le loro condizioni come “aggregato”, non le posizioni ideologiche di questa o quella fazione. Uno Stato che è nella posizione di scegliere a chi affidare un orfano (la richiesta è qusi sempre molto maggiore dell&#8217;offerta) può facilmente evitare le situazioni non del tutto convincenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Fermo restando che, al diciottesimo anno di età, Ginevrina sarà libera di fare quello che le pare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left">PS: Sono regolarmente sposato IN CHIESA da diversi anni e non ho nessuna intenzione di divorziare. Non parlo per interesse personale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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		<title>Bindi: &#8220;Il Family day è contro il governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2007 13:08:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bindi]]></category>
		<category><![CDATA[dico]]></category>
		<category><![CDATA[Family-Day]]></category>
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					<description><![CDATA[I ministri al Family day «non ci devono andare. È una contraddizione». Quella del 12 maggio non è una manifestazione per la famiglia, «ma contro i Dico». E allora «cambino nome alla manifestazione, parlino di No dico day». È il ministro della Famiglia, ed è cattolica. Ma Rosy Bindi ha preso una distanza abbastanza clamorosa, in un’intervista con l’Unità, dalla manifestazione del 12 maggio del Family day e dai partecipanti, perché il centrodestra, dichiara, sta facendo una «strumentalizzazione politica» per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/05/05/bindi-il-family-day-contro-governo/" title="Read Bindi: &#8220;Il Family day è contro il governo&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I ministri al Family day «non ci devono andare. È una contraddizione». Quella del 12 maggio non è una manifestazione per la famiglia, «ma contro i Dico». E allora «cambino nome alla manifestazione, parlino di No dico day».</p>
<p>È il ministro della Famiglia, ed è cattolica. Ma Rosy Bindi ha preso una distanza abbastanza clamorosa, in un’intervista con l’Unità, dalla manifestazione del 12 maggio del Family day e dai partecipanti, perché il centrodestra, dichiara, sta facendo una «strumentalizzazione politica» per «accreditarsi come unico referente politico presso gli organizzatori del Family day». </p>
<p>Il 12 maggio a piazza San Giovanni ci saranno 100mila persone secondo gli organizzatori, e se Forza Italia ha annunciato la presenza, con il coordinatore Sandro Bondi, è vero anche che l’organizzatore è l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, che in piazza ci saranno teodem della Margherita, e non solo loro, tra i Dl, più l’Udeur, e che saranno presenti due ministri, Paolo Gentiloni e Clemente Mastella. La partecipazione appare dunque piuttosto «bipartisan».</p>
<p>Se non ci fossero stati i Dico, il progetto del centrosinistra per le coppie di fatto, «non ci sarebbe stato alcun Family day», insiste invece Rosy Bindi. Insomma, secondo il ministro della Famiglia quella di sabato prossimo sarà una manifestazione contro il governo. </p>
<p>Parole che ieri hanno disturbato non tanto la Casa delle Libertà, quanto i cattolici di area di centrosinistra che intendono essere presenti il 12 maggio, e in modo convinto. Ministri compresi. L’invito a non partecipare rivolto ai ministri, ha precisato nel pomeriggio la Bindi, «per quanto mi riguarda è generalizzato a qualsiasi tipo di manifestazione».</p>
<p>Parole al vento, perché Mastella le ha subito risposto che ci sarà, «eccome se ci sarò. Con tutta la famiglia». Alla collega Bindi ha quindi mandato a dire: «Medesimi inviti non mi pare che siano stati recepiti quando si è trattato della partecipazione dei ministri a sostegno del ddl sui Dico. Io non sono andato in Consiglio dei ministri neanche quando si è votato il provvedimento sui Dico. Quindi la mia linea è coerente con la mia presenza alla manifestazione a sostegno della famiglia».    [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175593">articolo</a> di Emanuela Fontana è stato pubblicato sul sito de</em> Il Giornale</p>
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		<title>L&#8217;alito di Paola Binetti</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/05/04/lalito-di-paola-binetti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 09:57:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il timore c´è. Dopo le minacce a monsignor Bagnasco e lo scontro tra laici e Chiesa sulla satira del Primo Maggio, la piazza cattolica del Family day deve fare i conti con un supplemento di tensioni. «Ma noi al Family day ci prepariamo con tranquillità perché il popolo che verrà in piazza San Giovanni non risponde a provocazioni. Certo il clima non tranquillizza proprio perché aperto alle provocazioni. Al contrario di come fanno gli incredibili attacchi dei radicali alla Chiesa,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/05/04/lalito-di-paola-binetti/" title="Read L&#8217;alito di Paola Binetti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il timore c´è. Dopo le minacce a monsignor Bagnasco e lo scontro tra laici e Chiesa sulla satira del Primo Maggio, la piazza cattolica del Family day deve fare i conti con un supplemento di tensioni. «Ma noi al Family day ci prepariamo con tranquillità perché il popolo che verrà in piazza San Giovanni non risponde a provocazioni. Certo il clima non tranquillizza proprio perché aperto alle provocazioni. Al contrario di come fanno gli incredibili attacchi dei radicali alla Chiesa, la nostra iniziativa non mira a dividere» dichiara Eugenia Roccella che, con Savino Pezzotta, è portavoce della manifestazione…<br />
Martedì c´è il confronto con Francesco Rutelli, leader della Margherita dove più acceso è stato il confronto tra cattolici sui Dico. Il Family day nasce dalla protesta contro la legge sui diritti dei conviventi anche gay, in difesa della famiglia fondata sul matrimonio.<br />
Ora però «abbassino tutti i toni – esorta Mimmo Delle Foglie, uno degli organizzatori – in piazza ci saranno migliaia di bambini, noi abbiamo immaginato una festa. Non è nell´interesse di nessun partito soffiare sul fuoco». </em></p>
<p>(tratto da un articolo di Giovanna Casadio pubblicato su Repubblica di venerdì 4 maggio 2007, a pagina 4) </p>
<p>Tutto bello, tutto giusto, tutto corretto.<br />
Ci sono solo due problemi: 1) è troppo facile non rispondere alle provocazioni se si è troppo impegnati a provocare (la nostra intelligenza, la nostra soglia di sopportazione e il nostro senso di civiltà) e 2) l’alito…<br />
Già, l’alito. Capisco bene che gli organizzatori del Family Day si preoccupino di non soffiare sul fuoco, soprattutto Delle Foglie… da quando a Paola Binetti danno da bere benzina pura per colazione, i teodem non hanno più il problema di accendere gli animi della fanatica folla urlante. Ora il problema è non farle accendere roghi a cielo aperto che trasformino la piazza catto-talebana in un barbecue. E uno che si chiama Delle Foglie sa bene a quali pericoli andrebbe incontro…<br />
Detto fatto, ecco l’escamotage: se la Protezione civile è impegnata nella salvaguardia della contro-manifestazione laica di piazza Navona, in San Giovanni dal Family day hanno già pensato di approntare un presidio della Protezione in-civile: un aiuto organizzativo d’Oltretevere. Perché in Vaticano, ormai, hanno tutto incivile. Anche la protezione.</p>
<p><a href="http://www.alteredo.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=687&#038;Itemid=71">Fonte: <em>Alteredo.org</em></a></p>
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		<title>Pezzotta sfida Prodi: &#8220;Centomila in piazza per un no laico ai Dico&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 11:48:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[coppie-di-fatto]]></category>
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		<category><![CDATA[laicità]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta lancia la sfida al «governo amico» e annuncia che «il 12 maggio prossimo, in piazza San Giovanni a Roma, saremo in 100mila: per dire un secco “no” ai Dico e proporre un cambio di rotta nelle politiche sulla famiglia: perché così proprio non va bene». Pezzotta, come portavoce del Family day le stanno piovendo critiche da tutte le parti. I Dico non le vanno proprio giù&#8230; «No, la famiglia sta subendo attacchi sia dal...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/17/pezzotta-sfida-prodi-centomila-piazza-per-laico-dico/" title="Read Pezzotta sfida Prodi: &#8220;Centomila in piazza per un no laico ai Dico&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta lancia la sfida al «governo amico» e annuncia che «il 12 maggio prossimo, in piazza San Giovanni a Roma, saremo in 100mila: per dire un secco “no” ai Dico e proporre un cambio di rotta nelle politiche sulla famiglia: perché così proprio non va bene».</p>
<p>Pezzotta, come portavoce del Family day le stanno piovendo critiche da tutte le parti. I Dico non le vanno proprio giù&#8230;<br />
«No, la famiglia sta subendo attacchi sia dal punto di vista culturale che politico. Diciamo “no” ai Dico perché possono avere gravi conseguenze sociali».</p>
<p>E con i diritti dei conviventi come la mettiamo?<br />
«Il nostro altolà al progetto del governo non deriva da una discriminazione delle coppie di fatto etero od omosessuali. Nessun atteggiamento omofobico: anche loro hanno bisogno di tutele ma non accettiamo alcun tipo di simil matrimonio. I gay, per esempio, sono persone ma non categorie e perciò hanno dei bisogni, non diritti».</p>
<p>Un messaggio difficile da far passare. In più l’accusano di far da foglia di fico a una manifestazione clericale&#8230;<br />
«Sbagliano, la nostra è una battaglia laica: difendiamo la Costituzione repubblicana dove è tutelata la famiglia fondata sul matrimonio tra maschio e femmina. I tifosi dei Dico, invece, dovrebbero avere il coraggio di dire che vogliono cambiare la Costituzione. Ma io non ci sto».</p>
<p>C’è un fossato tra laici e cattolici&#8230;<br />
«Non sono io a voler dividere, anzi. Al meeting di Roma, dove non sventoleranno bandiere di partito né simboli, ci saranno elettori di destra e di sinistra, cattolici ma anche laici. Vogliamo soltanto dire che il disegno di legge non ci piace». </p>
<p>Insomma, questo governo proprio non la convince su questi temi&#8230;<br />
«No. Ma se alle critiche e ai fischi sono abituato, confesso che mi ha fatto piacere l’interessamento bipartisan alle nostre richieste: ho avuto colloqui con Forza Italia, l’Udc, l’Udeur, An, la Margherita e persino i Ds. Apprezzo il dialogo, disprezzo l’intolleranza».  [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171490">articolo</a> di Francesco Cramer è stato pubblicato sul sito de</em> Il Giornale</p>
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		<title>Grillini lancia una sfida a  Fassino</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 13:11:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dico]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
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					<description><![CDATA[Una legge contro le violenze, una sulla liberalizzazione delle droghe, una sulle coppie di fatto e una per la modifica della legge 40. Se entro tre mesi verrà presentato un ordine del giorno per cominciare a discutere in Parlamento di questi temi, allora il presidente onorario dell&#8217;Arcigay, Franco Grillini, firmatario della mozione Angius-Zani, aderirà al processo costitutivo del Partito democratico. Nel suo intervento al congresso Ds dell&#8217;Emilia Romagna in corso al Palanord di Bologna, Grillini lancia una sfida al segretario...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/14/grillini-lancia-una-sfida-fassino/" title="Read Grillini lancia una sfida a  Fassino">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una legge contro le violenze, una sulla liberalizzazione delle droghe, una sulle coppie di fatto e una per la modifica della legge 40. Se entro tre mesi verrà presentato un ordine del giorno per cominciare a discutere in Parlamento di questi temi, allora il presidente onorario dell&#8217;Arcigay, Franco Grillini, firmatario della mozione Angius-Zani, aderirà al processo costitutivo del Partito democratico.</p>
<p>Nel suo intervento al congresso Ds dell&#8217;Emilia Romagna in corso al Palanord di Bologna, Grillini lancia una sfida al segretario nazionale Ds Piero Fassino, atteso al congresso ma impossibilitato a partecipare per motivi di salute. &#8220;Ci sono alcuni temi che negli altri Paesi europei sono considerati scontati &#8211; dice Grillini &#8211; come quello sui diritti delle coppie di fatto, degli omosessuali, la legge anti-discriminatoria o quella contro l&#8217;odio. Nel nostro Paese invece mancano prove di laicità. Noi siamo al governo e stiamo facendo una discussione sul Partito democratico mentre governiamo&#8221;. Solo sui diritti, secondo il rappresentante dell&#8217;Arcigay, manca una discussione seria all&#8217;interno della coalizione che è al governo. &#8220;Dopo un anno &#8211; sostiene Grillini &#8211; non c&#8217;è stato un solo provvedimento che sia passato alle Camere che riguardi i diritti e le libertà. Nemmeno uno. Gli amici della Margherita, almeno, su questo sono stati chiari, come lo sono stati sull&#8217;adesione al Pse&#8221;.</p>
<p>In un passaggio del suo intervento lancia quindi la sua sfida: &#8220;Occorre mettere all&#8217;ordine del giorno una legge che dice che sono reato gli insulti che hanno portato un ragazzino ad uccidersi. Bisogna fare una legge in tre mesi che sia prova di laicità. Una legge sulla liberalizzazione delle droghe, o sulle coppie di fatto o sulla modifica della legge 40 sulla quale la Margherita si è schierata, assieme al cardinale Ruini, apertamente. Uno di questi tre argomenti entro tre mesi deve passare nel Parlamento. Se passerà io parteciperò al processo costituente del Pd&#8221;. [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://notizie.alice.it:80/notizie/search/index.html?filter=foglia&amp;nsid=12543017&amp;mod=foglia">articolo</a> è stato pubblicato sul sito </em>www.alice.it</p>
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		<title>I diritti dei conviventi fanno bene alla famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 18:34:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dico]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
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					<description><![CDATA[Le iperboliche affermazioni del segretario UDC Cesa nella relazione al Congresso del partito democristiano sulla distruzione della famiglia che deriverebbe dall&#8217;approvazione dei DICO sono sproporzionate e prove di fomndamento. I nemici della famiglia sono ben altri, tra questi le politiche antisociali di cui sono stati protagonisti i Governi democristiani dal dopoguerra in poi. Spiace che un partito che si definisce moderato si faccia portatore di toni omofobici e discriminatori verso i diritti dei conviventi. Invitiamo Cesa e l&#8217;UDC a riflettere...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/13/diritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia/" title="Read I diritti dei conviventi fanno bene alla famiglia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le iperboliche affermazioni del segretario UDC Cesa nella relazione al Congresso del partito democristiano sulla distruzione della famiglia che deriverebbe dall&#8217;approvazione dei DICO sono sproporzionate e prove di fomndamento.<br />
I nemici della famiglia sono ben altri, tra questi le politiche antisociali di cui sono stati protagonisti i Governi democristiani dal dopoguerra in poi.<br />
Spiace che un partito che si definisce moderato si faccia portatore di toni omofobici e discriminatori verso i diritti dei conviventi.<br />
Invitiamo Cesa e l&#8217;UDC a riflettere sul proprio estremismo clericale e sul fatto che nel resto dell&#8217;Europa proprio l&#8217;allargamento dei diritti ha consentito benessere sviluppo e libertà.</p>
<p><strong>On. Franco Grillini<br />
</strong>Deputato Ulivo</p>
<p><em>comunicato stampa,  13 aprile 2007</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F13%2Fdiritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia%2F&amp;linkname=I%20diritti%20dei%20conviventi%20fanno%20bene%20alla%20famiglia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F13%2Fdiritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia%2F&amp;linkname=I%20diritti%20dei%20conviventi%20fanno%20bene%20alla%20famiglia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F13%2Fdiritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia%2F&amp;linkname=I%20diritti%20dei%20conviventi%20fanno%20bene%20alla%20famiglia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F13%2Fdiritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia%2F&amp;linkname=I%20diritti%20dei%20conviventi%20fanno%20bene%20alla%20famiglia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F13%2Fdiritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia%2F&#038;title=I%20diritti%20dei%20conviventi%20fanno%20bene%20alla%20famiglia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/13/diritti-dei-conviventi-fanno-bene-alla-famiglia/" data-a2a-title="I diritti dei conviventi fanno bene alla famiglia"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/04/11/lalleanza-delle-religioni-contro-lautonomia-delluomo/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 21:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Umberto Galimberti &#8211; La casa di psiche L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo Scarica il file mp3 dell&#8217;episodio Oggi vorrei parlare dell&#8217;offensiva della chiesa, ma non nelle modalità con cui ne parlano i giornali, per discutere se la chiesa può parlare o non può parlare, sui dico, sull&#8217;eutanasia, sul testamento biologico&#8230; Mi pare che i giornali non colgano l&#8217;essenza del problema e l&#8217;essenza del problema è un attacco violentissimo e ben organizzato a tutti i livelli politici e culturali, della...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/11/lalleanza-delle-religioni-contro-lautonomia-delluomo/" title="Read L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Galimberti" target="_blank">Umberto Galimberti</a> </strong>&#8211;  <a href="http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000532" target="_blank"><strong>La casa di psiche</strong></a><br />
L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo<br />
<a href="http://podcast.feltrinelli.it/podcast-file/galimberti_070406.mp3" target="_blank"> Scarica il file mp3 dell&#8217;episodio</a></p>
<p>Oggi vorrei parlare dell&#8217;offensiva della chiesa, ma non nelle modalità con cui ne parlano i giornali, per discutere se la chiesa può parlare o non può parlare, sui dico, sull&#8217;eutanasia, sul testamento biologico&#8230; Mi pare che i giornali non colgano l&#8217;essenza del problema e l&#8217;essenza del problema è un attacco violentissimo e ben organizzato a tutti i livelli politici e culturali, della chiesa nei confronti del laicismo e di quella sua matrice che si chiama illuminismo.<br />
Che cosa dice l&#8217;illuminismo? Dice che l&#8217;uomo deve raggiungere la sua autonomia. Autonomia è una parola greca: *nomos* vuol dire *legge*, *autos* vuol dire *se stesso*, *autonomia* vuol dire che *l&#8217;uomo diventa legge a se stesso*. Questa è l&#8217;autonomia.<br />
Questa autonomia non l&#8217;ha inventata l&#8217;illuminismo, l&#8217;ha inventata Platone. Platone dice che un giorno abbiamo assistito al *megiste metabolè*, al *grande capovolgimento* in cui gli dei abbandonarono il governo del mondo e gli uomini dovettero allora inventare la politica per autogovernarsi. Questo dice Platone.<br />
Quindi le radici illuministiche risalgono fino a Platone. Senochè il Platone che dice queste cose è stato completamente disorganizzato dall&#8217;operazione cristiana e cattolica messa in atto per esempio da Giovanni Reale e dalla scuola di Tubinga, i quali tendono a far passare un Platone che non è più quello ceh ha detto che la politica è un evento umano dopo che gli dei hanno abbandonato il governo del mondo, ma Platone è un anticipatore del cristianesimo.<br />
Questa operazione culturale è un&#8217;operazione molto pericolosa che fa da supporto all&#8217;atteggiamento che ha assunto la chiesa contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo, contro l&#8217;illuminismo. [&#8230;]<br />
E allora il problema dell&#8217;offensiva della chiesa è un problema serio, nel senso che c&#8217;è un&#8217;operazione da parte delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo.<br />
Le religioni per giustificare questo loro atteggiamento fanno riferimento alla natura. Ma cos&#8217;è la natura? La natura non è innanzitutto buona. In riferimento alla natura si dice che per esempio il matrimonio deve avvenire tra uomo e donna, perchè questo è secondo natura, la vita deve vivere fino alla sua morte naturale, i feti devono nascere secondo natura&#8230;<br />
Questa natura così plurinvocata in realtà è il luogo della assoluta indifferenza alla sorte umana. Ed è luogo anche carico di negatività: secondo natura ci sono le pestilenze, secodo natura ci sono le malattie, secondo natura ci sono le disuguaglianze sociali, secondo natura ci sono i malformati, gli handicappati&#8230; La natura non è buona: è indifferente.<br />
E questo va particolarmente sottolineato.<br />
E proprio per questa indifferenza, anzi addirittura per certi versi proprio per questa crudeltà della natura, gli uomini hanno inventato la cultura, e all&#8217;interno della cultura quella forma significativa e forse la più alta che la cultura ha raggiunto e che si chiama scienza. La scienza vuole correggere la natura, nei suoi aspetti malefici e nei suoi aspetti crudeli. Bene: la chiesa assume un atteggiamento negativo e di opposizione radicale anche nei confronti della scienza. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.feltrinelli.it/PodcastAutori?id_autore=173861" target="_blank">Dalla rubrica: La casa di psiche</a><br />
Ragioniamo dei problemi d&#8217;oggi con gli strumenti della filosofia<br />
A cura di Umberto Galimberti</p>
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		<title>Scivolosi dettagli</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 11:20:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal Giornale.it: La prima scritta, «Bagnasco vergogna», è comparsa una settimana fa sul portone del duomo di San Lorenzo a Genova. Ora i muri imbrattati si moltiplicano: «Bagnasco a morte». Oppure: «Attento, ancora fischia il vento». Scritte firmate falce e martello o con la stella a cinque punte delle Br, e con un esplicito riferimento alla «P38», comparse nel quartiere di Sampierdarena. Messaggi inquietanti diretti al presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, colpevole di dire «no» ai Dico. Gioverà ribadire,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/10/scivolosi-dettagli/" title="Read Scivolosi dettagli">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Giornale.it: </p>
<p>La prima scritta, «Bagnasco vergogna», è comparsa una settimana fa sul portone del duomo di San Lorenzo a Genova. Ora i muri imbrattati si moltiplicano: «Bagnasco a morte». Oppure: «Attento, ancora fischia il vento». Scritte firmate falce e martello o con la stella a cinque punte delle Br, e con un esplicito riferimento alla «P38», comparse nel quartiere di Sampierdarena. Messaggi inquietanti diretti al presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, colpevole di dire «no» ai Dico.</p>
<p>Gioverà ribadire, a scanso di equivoci, che il contenuto delle scritte sui muri di Genova è assolutamente inaccettabile; detto questo, mi sarebbe piaciuto che il Giornale avesse operato una ricostruzione dei fatti appena più veritiera: perché la polemica, com’è universalmente noto, non è divampata in seguito ai pronunciamenti vaticani rispetto ai Di.Co., ma in ragione dell’offensivo paragone tra gli omosessuali e i pedofili operato dal Presidente della CEI.</p>
<p>La precisazione, ancorché puntigliosa, appare indispensabile, se è vero che prima di fare appello al senso di responsabilità degli altri sarebbe opportuno esercitare il proprio: regola elementare, eppure allegramente disattesa.</p>
<p>Prima da Bagnasco, poi dal Giornale.</p>
<p><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2007/04/scivolosi-dettagli.html"><em>Articolo di Alessandro Capriccioli postato sul blog Metilparaben</em></a></p>
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		<title>La dignità dell’essere umano non può dipendere dai capricci</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 11:42:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cei]]></category>
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		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
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					<description><![CDATA[«Quando si perde la concezione corretta della persona umana, non vi è più un criterio per valutare il bene e il male. Quando il criterio dominante è l’opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia – che possono diventare antidemocratiche e violente – allora è difficile dire dei no. Allora perché dire di no a varie forme di convivenza, alternative alla famiglia? Perché dire di no all’incesto, come succede in Inghilterra, dove fratello e sorella vivono insieme, hanno figli e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/07/dignita-dell-essere-umano-non-puo-dipendere-dai-capricci/" title="Read La dignità dell’essere umano non può dipendere dai capricci">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Quando si perde la concezione corretta della persona umana, non vi è più un criterio per valutare il bene e il male. Quando il criterio dominante è l’opinione pubblica o le maggioranze vestite di democrazia – che possono diventare antidemocratiche e violente – allora è difficile dire dei no. Allora perché dire di no a varie forme di convivenza, alternative alla famiglia? Perché dire di no all’incesto, come succede in Inghilterra, dove fratello e sorella vivono insieme, hanno figli e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili, come hanno richiesto in Olanda? Oggi ci scandalizziamo, ma se viene a cadere il criterio dell’etica che riguarda la natura umana, che non è questione di cultura, allora è difficile dire dei no».</p>
<p>Provate ad immaginare, per un momento, che queste parole siano state pronunciate da un musulmano riformista di qualche madrassa egiziana. Il plauso corale sarebbe quasi liberatorio. O da un Fidel Castro qualsiasi. Faremmo salti di esultanza per la ritrovata democrazia. O da un don Gallo di periferia. Grideremmo al miracolo.</p>
<p>Invece queste parole, che qualsiasi persona dotata di senso logico troverebbe encomiabili e condivisibili, hanno l’unico handicap di essere state proferite dal nuovo presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, attuale vescovo di Genova. Sono parole che non enunciano un principio di morale cattolica. Si limitano a constatare che, in natura, la persona occupa un posto singolare e preminente. Non quindi semplicemente un animale, homo sapiens, tra altri animali, ma persona, quindi qualcosa d’unico ed intangibile.</p>
<p>La seconda affermazione di Bagnasco è un sillogismo, che interpella ancora una volta l’intelligenza, prima ancora che la coscienza. Se non diciamo dei no su ciò che è fondamentale, su cosa potremo dire dei no in futuro? Ci sono delle cose alle quali dobbiamo dire di no, a prescindere dalla fede? E quali sono? E chi le deve dire queste cose? Dobbiamo trovare una soglia sulla quale fermarci o tutto è oggetto di rivendicazione?</p>
<p>Ovvio che se siamo d’accordo nel trovare dei limiti ai diritti e quindi abbiamo urgenza di riconoscere alcuni doveri, monsignor Bagnasco ha colto nel segno. Ma se siamo convinti che tutto sia negoziabile, perché nulla è definitivo, ha ragione due volte.  [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=169469">articolo</a> di Bruno Fasani è stato pubblicato sul sito de</em> Il Giornale</p>
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		<title>Alto clero, basso clero</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 14:22:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Family day è nato episcopale e, quando debutterà in società, sarà certamente laico. Perché così lo realizzeranno coloro che lo stanno organizzando, dopo essere stati chiamati in causa, come è sempre avvenuto negli ultimi lustri, senza essere consultati. Ricordate i giorni del non possumus di carta fatto scoppiare ad arte nelle orecchie dei cattolici? Un episodio tutto sommato minore tra tutte quelle polarizzazioni sterili, mediaticamente efficaci, che un manipolo di strateghi si è abituato a lanciare, sempre dall’alto, sulla...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/06/alto-clero-basso-clero/" title="Read Alto clero, basso clero">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Family day è nato episcopale e, quando debutterà in società, sarà certamente laico. Perché così lo realizzeranno coloro che lo stanno organizzando, dopo essere stati chiamati in causa, come è sempre avvenuto negli ultimi lustri, senza essere consultati. Ricordate i giorni del non possumus di carta fatto scoppiare ad arte nelle orecchie dei cattolici? Un episodio tutto sommato minore tra tutte quelle polarizzazioni sterili, mediaticamente efficaci, che un manipolo di strateghi si è abituato a lanciare, sempre dall’alto, sulla testa delle nuore cattoliche perché le suocere laiche intendano. Un episodio, tuttavia, che si è subito rivelato ottimo per iniziare a sciogliere il bavaglio portato pazientemente in bocca dalle associazioni e dai movimenti storici del cattolicesimo sociale italiano.  Erano i giorni immediatamente successivi all’incontro Prodi-Bertone del 19 febbraio. Sono stati giorni febbrili, durante i quali l’Azione cattolica, le Acli, l’Agesci, la Comunità di Sant’Egidio e Comunione e liberazione hanno chiaramente detto, con lettere indirizzate a monsignor Betori e al cardinale Bertone, la loro indisponibilità a prestarsi a un gioco che vedeva già prefissate la data, il luogo e le regole. </p>
<p>E tutto questo, per un’iniziativa così forzosamente antiparlamentare da apparire del tutto incongrua con ognuna delle culture politiche dei cattolici di questo Paese. Perché non è certamente cattolica la tentazione di cedere al giochino della democrazia massmediatizzata, iniziando in nome dell’amore umano un paradossale scontro di civiltà proprio sull’amore umano, svendendo quanto è proprio del cattolicesimo (l’annuncio, la testimonianza, la fede, la promozione integrale della persona: cose ben più impegnative dell’art. 29 della Costituzione) solo per non sfigurare nelle rassegne stampa. </p>
<p>La riunione ad hoc, indetta dai due-tre autori dell’idea, è stata disertata dalla maggior parte dei rappresentanti del laicato convocati. I quali, tutti, senza troppi giri di parole, si sono anche dichiarati disposti a rassegnare le dimissioni piuttosto che piegarsi ancora una volta a compromessi. [&#8230;]</p>
<p>I vescovi resteranno a casa mentre i parroci e i preti andranno a rafforzare il non volumus dei rappresentanti del laicato cattolico italiano. Sarà un bel segno. Perché, innanzitutto, completerebbe l’inedita alleanza tra movimenti e associazioni cattoliche italiane: nel no al Family day muscolare, si sono trovate unite per la prima volta le due storiche «nemiche» del cattolicesimo sociale italiano, l’Azione cattolica (la mamma di tutte le associazioni) e Comunione e liberazione (il padre di tutti i movimenti). Un segno, inoltre, che potrà servire egregiamente per rompere quello specchio, ancora pedissequamente osservato dai giornali e dalle forze politiche, nel quale anche la vita ecclesiale del nostro Paese ama riflettersi pensando di avere davanti un’immagine reale. Ed è un’immagine che incute più paura che rispetto, tanto è carica di soldi e di potere. Chi invece osserva la Chiesa da uno specchio vero, vede riflessa un’immagine della natura dell’esperienza cristiana e cattolica del nostro Paese che era, e rimane, un’esperienza di popolo e di vita concreta. [&#8230;]</p>
<p>Dalle parrocchie giunge un enorme numero di dati sulle famiglie e sulle convivenze. Ed è su questo motivato racconto sociale della realtà che gli attuali organizzatori dell’evento del 12 maggio dovranno necessariamente articolare la loro iniziativa e le loro proposte. Perché se così non fosse, in questo Paese, del cattolicesimo politico esisterebbe ormai solo la nostalgia.</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=2738&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">articolo </a>di Filippo di Giacomo è stato pubblicato sul sito de</em> La Stampa</p>
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