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	<title>diritti &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Atei umanisti all&#8217;ONU condannano le violazioni dei diritti umani su base religiosa in Ungheria</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2022/03/31/atei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Maone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 21:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Humanists International e la sua affiliata Associazione Atea Ungherese hanno stigmatizzato lo smantellamento da parte del governo ungherese della democrazia e dei diritti umani, nella 49ma sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell&#8217;ONU. Con la loro dichiarazione congiunta, durante l&#8217;adozione del rapporto Universal Periodic Review (UPR) relativo all&#8217;Ungheria, Humanists International e l&#8217;Associazione Atea Ungherese hanno denunciato l&#8217;Ungheria per le sue politiche di disprezzo verso le minoranze, e in particolare migranti, Rom, non credenti e persone LGBTI+. La dichiarazione video...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2022/03/31/atei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria/" title="Read Atei umanisti all&#8217;ONU condannano le violazioni dei diritti umani su base religiosa in Ungheria">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row">
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<h2>Humanists International e la sua affiliata Associazione Atea Ungherese hanno stigmatizzato lo smantellamento da parte del governo ungherese della democrazia e dei diritti umani, nella 49ma sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell&#8217;ONU.</h2>
<p>Con la loro <a href="https://humanists.international/advocacy-statement/upr-statement-on-hungary/">dichiarazione congiunta</a>, durante l&#8217;adozione del rapporto <strong>Universal Periodic Review (UPR)</strong> relativo all&#8217;Ungheria, Humanists International e l&#8217;Associazione Atea Ungherese hanno denunciato l&#8217;Ungheria per le sue politiche di disprezzo verso le minoranze, e in particolare migranti, Rom, non credenti e persone LGBTI+.</p>
<p>La dichiarazione video è stata resa da Gáspár Békés, membro fondatore dell&#8217;Associazione Atea Ungherese. Lo scorso anno Békés era stato <a href="https://humanists.international/case-of-concern/gaspar-bekes/">licenziato illegalmente</a> ed fatto oggetto di una campagna d&#8217;odio finanziata dal governo, fino alle minacce di morte, per aver esercitato il suo diritto alla libertà d&#8217;espressione in un articolo in cui criticava la pratica del pedobattesimo.</p>
<p>Nella dichiarazione congiunta all&#8217;ONU Békés ha raccontato che le violazioni dei diritti in Ungheria sono facilitate “dalla riduzione progressiva dello spazio per la libertà d&#8217;espressione e da un&#8217;erosione della laicità”, incluse leggi che obbligano le emittenti radiotelevisive a promuovere i &#8220;valori della famiglia&#8221;.</p>
<p>Nella sua risposta al gruppo di lavoro sull&#8217;UPR, l&#8217;Ungheria ha difeso vari provvedimenti legislativi controversi che vietano la rappresentazione di una diversità di orientamenti sessuali e di identità di genere, sostenendo trattarsi di iniziative contro i &#8220;criminali pedofili&#8221; e per la protezione dei bambini. Rispondendo direttamente a queste affermazioni, Békés ha ricordato all&#8217;Ungheria &#8220;che il diritto genitoriale di avere figli educati secondo le loro credenze non è assoluto, e va bilanciato con i diritti dello stesso minore alla libertà di pensiero, all&#8217;uguaglianza, alla propria identità e ad un&#8217;educazione inclusiva&#8221;.</p>
<p>Lo scorso anno, nell&#8217;ambito del processo di revisione, l&#8217;Associazione Atea Ungherese ha sottoposto <a href="https://humanists.international/2021/04/hungarian-atheists-upr-report-exposes-crisis-of-human-rights-and-democracy/">un rapporto UPR scritto</a> , che sottolineava come la sistematica preferenza del governo per approcci conservatori e cristiani alla legislazione hanno minato i diritti umani e la democrazia in Ungheria.</p>
<p>Nel Gennaio 2022, Humanists International <a href="https://humanists.international/2022/01/humanists-internationals-member-organizations-participate-in-upr-workshop/">ha tenuto un workshop di formazione</a> per alcuni suoi membri ed affiliati sull&#8217;UPR: un procedimento che esamina la posizione rispetto ai diritti umani di tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite ogni 5 anni, mirando a individuarne e sanzionarne le violazioni.</p>
<p>L&#8217;intervento video completo è visionabile qui:</p>
<div class="video-embed">
<div class="embed-container"><iframe title="Hungarian humanist, Gáspár Békés, intervenes during Hungary's UPR" src="https://www.youtube.com/embed/-GvqUYSgWDU?list=PLShpCAOKRO-RFiZzw606TkoSJqsisE8MQ" width="500" height="281" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></div>
<div><em><a href="https://humanists.international/2022/03/at-un-humanists-condemn-hungarian-government-over-deteriorating-human-rights-situation/">Articolo originale</a> &#8211; traduzione di Giorgio Maone</em></div>
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</div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F03%2F31%2Fatei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria%2F&amp;linkname=Atei%20umanisti%20all%E2%80%99ONU%20condannano%20le%20violazioni%20dei%20diritti%20umani%20su%20base%20religiosa%20in%20Ungheria" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F03%2F31%2Fatei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria%2F&amp;linkname=Atei%20umanisti%20all%E2%80%99ONU%20condannano%20le%20violazioni%20dei%20diritti%20umani%20su%20base%20religiosa%20in%20Ungheria" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F03%2F31%2Fatei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria%2F&amp;linkname=Atei%20umanisti%20all%E2%80%99ONU%20condannano%20le%20violazioni%20dei%20diritti%20umani%20su%20base%20religiosa%20in%20Ungheria" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F03%2F31%2Fatei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria%2F&amp;linkname=Atei%20umanisti%20all%E2%80%99ONU%20condannano%20le%20violazioni%20dei%20diritti%20umani%20su%20base%20religiosa%20in%20Ungheria" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2022%2F03%2F31%2Fatei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria%2F&#038;title=Atei%20umanisti%20all%E2%80%99ONU%20condannano%20le%20violazioni%20dei%20diritti%20umani%20su%20base%20religiosa%20in%20Ungheria" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2022/03/31/atei-umanisti-allonu-condannano-violazioni-dei-diritti-umani-base-religiosa-ungheria/" data-a2a-title="Atei umanisti all’ONU condannano le violazioni dei diritti umani su base religiosa in Ungheria"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il papa all&#8217;Onu: fede pubblica e critiche alla scienza</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/04/19/papa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 08:02:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Benedetto-XVI]]></category>
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					<description><![CDATA[NEW YORK &#8211; &#8220;Rispetto dei diritti unica vera via per la sicurezza&#8221;; &#8220;libertà di religione anche nella sfera politica&#8221;; &#8220;il diritto dell&#8217;Onu ad intervenire a tutela delle popolazioni&#8221;, una missione che l&#8217;accomuna con il ruolo della Chiesa cattolica nel mondo e &#8220;il diritto a vivere pubblicamente la propria fede&#8221;. E poi il duro monito contro una ricerca scientifica che rischia di mettere in discussione &#8220;l&#8217;ordine della creazione&#8221;, minacciando il &#8220;carattere sacro della vita&#8221; e arrivando a &#8220;derubare la persona umana...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/19/papa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza/" title="Read Il papa all&#8217;Onu: fede pubblica e critiche alla scienza">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NEW YORK</strong> &#8211; &#8220;Rispetto dei diritti unica vera via per la sicurezza&#8221;; &#8220;libertà di religione anche nella sfera politica&#8221;; &#8220;il diritto dell&#8217;Onu ad intervenire a tutela delle popolazioni&#8221;, una missione che l&#8217;accomuna con il ruolo della Chiesa cattolica nel mondo e &#8220;il diritto a vivere pubblicamente la propria fede&#8221;. E poi il duro monito contro una ricerca scientifica che rischia di mettere in discussione &#8220;l&#8217;ordine della creazione&#8221;, minacciando il &#8220;carattere sacro della vita&#8221; e arrivando a &#8220;<a href="http://www.asca.it/ascanew/moddettnews.php?idnews=835361"><strong>derubare la persona umana e la famiglia della loro identità naturale</strong></a>&#8220;. Sono i passaggi fondamentali dell&#8217;intervento di Papa Benedetto XVI davanti all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione del 60 anniversario della Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo. Più tardi un altro appuntamento carico di significati: la visita a una sinagoga a poche ore dalla Pasqua ebraica.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/benedetto-xvi-1/papa-onu/papa-onu.html"><strong>L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito di Repubblica</strong></a>, in più, un interessante <a href="http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/198264"><strong>approfondimento di Sandro Magister su L&#8217;Espresso</strong></a>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F19%2Fpapa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza%2F&amp;linkname=Il%20papa%20all%E2%80%99Onu%3A%20fede%20pubblica%20e%20critiche%20alla%20scienza" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F19%2Fpapa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza%2F&amp;linkname=Il%20papa%20all%E2%80%99Onu%3A%20fede%20pubblica%20e%20critiche%20alla%20scienza" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F19%2Fpapa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza%2F&amp;linkname=Il%20papa%20all%E2%80%99Onu%3A%20fede%20pubblica%20e%20critiche%20alla%20scienza" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F19%2Fpapa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza%2F&amp;linkname=Il%20papa%20all%E2%80%99Onu%3A%20fede%20pubblica%20e%20critiche%20alla%20scienza" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F19%2Fpapa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza%2F&#038;title=Il%20papa%20all%E2%80%99Onu%3A%20fede%20pubblica%20e%20critiche%20alla%20scienza" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/19/papa-allonu-orgoglio-cattolico-critiche-alla-scienza/" data-a2a-title="Il papa all’Onu: fede pubblica e critiche alla scienza"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>India: bambini venduti come schiavi, costano meno degli animali</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/04/08/india-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 16:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il traffico dei bambini è una piaga che colpisce i villaggi più poveri dell’India. Martedì 3 aprile un attivista ha voluto denunciare questo traffico di minori che rappresenta circa il 40/50% dell’intero traffico di persone. I bambini – pagati meno degli animali &#8211; una volta venduti dalle loro famiglie finiscono per lavorare come braccianti nell’industria dei tappeti, nelle fattorie, come domestici o fatti entrare nel mercato del sesso. Bhuvan Ribhu del Bachpan Bachao Andolan (movimento per l’infanzia) ha riferito all’agenzia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/india-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali/" title="Read India: bambini venduti come schiavi, costano meno degli animali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il traffico dei bambini è una piaga che colpisce i villaggi più poveri dell’India. Martedì 3 aprile un attivista ha voluto denunciare questo traffico di minori che rappresenta circa il 40/50% dell’intero traffico di persone. I bambini – pagati meno degli animali &#8211; una volta venduti dalle loro famiglie finiscono per lavorare come braccianti nell’industria dei tappeti, nelle fattorie, come domestici o fatti entrare nel mercato del sesso.<br />
Bhuvan Ribhu del Bachpan Bachao Andolan (movimento per l’infanzia) ha riferito all’agenzia Reuters: “I bambini vengono comprati come i buoi, ma mentre questi animali vengono pagati oltre 15mila rupie, il prezzo dei bambini varia tra le 500 e l 2mila rupie”.<br />
“Ad esempio – continua Ribhu &#8211;  recentemente due fratelli del Bihar sono stati venduti dai loro genitori a 250 rupie (6 dollari) l’uno e portati fuori dal Paese con la connivenza della polizia. Il rapporto tra polizia e trafficanti di bambini è così forte in alcune zone che questi ultimi prendono i bambini liberati dai bordelli o dalla schiavitù per renderli tranquillamente loro vittime”.<br />
Il Deccan Herald News Service dice che, negli ultimi sei mesi, almeno due coppie hanno dato via i loro figli appena nati. Le famiglie non riescono a sfamare i figli e li vendono: così si giustificano i genitori dei bambini vittime del traffico.<br />
Una coppia di manovali, Ramaswamy (38 anni) e Sakkibai (26), che ha tre figlie – di 2, 4 e 15 anni &#8211; ha venduto la loro figlia maggiore a un dottore di Bangalore. Queste le parole del padre: “Con il mio lavoro guadagno intorno alle 30/40 rupie, come posso mantenere una famiglia di 5 persone?” [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=8946&amp;size=A" target="_blank">L&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito cattolico AsiaNews </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F08%2Findia-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali%2F&amp;linkname=India%3A%20bambini%20venduti%20come%20schiavi%2C%20costano%20meno%20degli%20animali" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F08%2Findia-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali%2F&amp;linkname=India%3A%20bambini%20venduti%20come%20schiavi%2C%20costano%20meno%20degli%20animali" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F08%2Findia-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali%2F&amp;linkname=India%3A%20bambini%20venduti%20come%20schiavi%2C%20costano%20meno%20degli%20animali" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F08%2Findia-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali%2F&amp;linkname=India%3A%20bambini%20venduti%20come%20schiavi%2C%20costano%20meno%20degli%20animali" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F08%2Findia-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali%2F&#038;title=India%3A%20bambini%20venduti%20come%20schiavi%2C%20costano%20meno%20degli%20animali" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/08/india-bambini-venduti-come-schiavi-costano-meno-degli-animali/" data-a2a-title="India: bambini venduti come schiavi, costano meno degli animali"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Passione femminile sotto l&#8217;incubo della tecnica</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/04/08/passione-femminile-sotto-lincubo-della-tecnica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 10:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle origini fu l&#8217;homo erectus, poi l&#8217;homo faber, poi l&#8217;homo sapiens, infine l&#8217;homo sapiens-sapiens che abita oggi il pianeta della tecnica. Il quale, armato di saperi, poteri e strategie, di intelligenza naturale e artificiale, di libri e di calcolatori, sarà pure in grado di offrirci l&#8217;illusione di una second life, ma non cessa di essere «l&#8217;aiola che ci fa tanto feroci». Di tanta ferocia, piace alla Chiesa di Benedetto XVI &#8211; gemella in questo del nichilismo novecentesco che tanto animosamente...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/passione-femminile-sotto-lincubo-della-tecnica/" title="Read La Passione femminile sotto l&#8217;incubo della tecnica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle origini fu l&#8217;homo erectus, poi l&#8217;homo faber, poi l&#8217;homo sapiens, infine l&#8217;homo sapiens-sapiens che abita oggi il pianeta della tecnica. Il quale, armato di saperi, poteri e strategie, di intelligenza naturale e artificiale, di libri e di calcolatori, sarà pure in grado di offrirci l&#8217;illusione di una second life, ma non cessa di essere «l&#8217;aiola che ci fa tanto feroci». Di tanta ferocia, piace alla Chiesa di Benedetto XVI &#8211; gemella in questo del nichilismo novecentesco che tanto animosamente combatte &#8211; rintracciare la radice proprio nel potere della tecnica, e nella tecnica come destino, dell&#8217;Occidente declinante. Al posto di questo astro che danna, dice quest&#8217;anno il messaggio del venerdì di Passione, deve risplendere un astro che salva, e questo astro è l&#8217;amore.<br />
Ma chi incarnerà questo amore, se l&#8217;homo erectus, faber, sapiens l&#8217;ha esiliato fin qui dalla Terra? Sarà colei che homo non è, che di quest&#8217;esilio non è responsabile, e che fin qui l&#8217;amore ha saputo custodirlo, rimetterlo al mondo, donarlo, dichiararlo. Dopo l&#8217;era faber e quella sapiens, dunque, dovrà aprirsi l&#8217;era della donna, ovvero dell&#8217;amore, del cuore e della compassione. E&#8217; questa la speranza di salvezza dell&#8217;umanità, ed è un futuro annunciato dal racconto della Croce, perché ancora non sappiamo chi mandò a morte Gesù, se i capi ebrei o Pilato o tutt&#8217;e due, ma «una cosa è certa in ogni caso: furono degli uomini, non delle donne, e storicamente esse possono dire &#8216;siamo innocenti del sangue di costui&#8217;».<br />
Così il «<strong>neo-femminismo cattolico</strong>», come già lo battezzano le agenzie, fa sua e rilancia l&#8217;arma più classica del femminismo novecentesco da Virginia Woolf in poi, quella dell&#8217;estraneità femminile dai misfatti dell&#8217;umanità maschile, per benedire l&#8217;avvento salvifico dell&#8217;era della donna. I precedenti c&#8217;erano tutti, dalla Mulierim dignitatem di Giovanni Paolo II alla Lettera ai Vescovi sugli uomini e le donne del cardinal Ratzinger non ancora pontefice. Il venerdì di Passione accende i toni e riempie il discorso sulla Donna con i volti femminili della via Crucis (dando modo di rilanciare su Maria Maddalena oltre le polemiche su Dan Brown), ma la sostanza non cambia. Resta la capacità della Chiesa di individuare nella differenza femminile la protagonista di un necessario cambio di civiltà; resta la giusta presa di distanza della Chiesa da quel femminismo della parità che milita a assimilare le donne agli uomini, e a metterle sulla strada della competizione con gli uomini per il potere; e restano i limiti della Chiesa nel perimetrare il femminile perbene da quello per male, quello che salva da quello peccaminoso, quello «creato in natura» (la differenza sessuale secondo la Chiesa, appunto) da quello «prodotto dalla cultura» (la differenza sessuale secondo molta teoria femminista, in testa Simone De Beauvoir cui tocca stavolta la stessa bolla che Ratzinger aveva inviato a Judith Butler). Restano anche, della Chiesa di Giovanni Paolo II e di quella di Benedetto XVI, le contraddizioni e le interdizioni: nell&#8217;era che si apre, <strong>sarà concesso alle «pie donne» innocenti del sangue di Cristo di celebrare finalmente messa, e all&#8217;amore di esprimersi in linguaggio omosessuale?</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Aprile-2007/art33.html" target="_blank">L&#8217;articolo di Ida Dominijanni è apparso sul sito del Manifesto </a></p>
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		<title>Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/04/04/firme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 16:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro attiviste sono state arrestate ieri a Tehran mentre raccoglievano firme su una petizione per i pari diritti giuridici delle donne in Iran. Lo ha riferito l&#8217;agenzia di stampa Ilna. Si tratta della campagna per «Un milione di firme per cambiare le leggi che discriminano le donne», lanciata nell&#8217;agosto 2006 da un ampio schieramento di attiviste e gruppi femminili. Le quattro ieri sono state arrestate nel Parco Laleh, nel centro della capitale iraniana. Il mese scorso oltre 30 donne erano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/04/firme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran/" title="Read Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro attiviste sono state arrestate ieri a Tehran mentre raccoglievano firme su una petizione per i pari diritti giuridici delle donne in Iran. Lo ha riferito l&#8217;agenzia di stampa Ilna. Si tratta della campagna per «Un milione di firme per cambiare le leggi che discriminano le donne», lanciata nell&#8217;agosto 2006 da un ampio schieramento di attiviste e gruppi femminili. Le quattro ieri sono state arrestate nel Parco Laleh, nel centro della capitale iraniana. Il mese scorso oltre 30 donne erano state fermate mentre protestavano per l&#8217;arresto di 5 attiviste arrestate l&#8217;anno scorso durante una manifestazione (poi scarcerate giorni fa).</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Aprile-2007/art52.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&#038;title=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/04/firme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran/" data-a2a-title="Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sproloqui clericali</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/27/sproloqui-clericali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 13:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[Riccardo Pedrizzi sul Tempo: «Come può, del resto, invocare diritti chi nega l’esistenza di una legge morale naturale assoluta e valida per tutti gli uomini, chi fa sua la filosofia dell’individualismo, del soggettivismo e dell’edonismo?» Vale la pena, credo, di ricapitolare. Secondo Pedrizzi, per poter rivendicare un diritto occorrono i seguenti requisiti: ammettere l’esistenza di una legge che sia: morale; naturale; assoluta; universale; rifiutarsi di fare propri: l’individualismo; il soggettivismo; l’edonismo. Sempre che le mie difficoltà nel comprendere l’italiano non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/27/sproloqui-clericali/" title="Read Sproloqui clericali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riccardo Pedrizzi sul Tempo: </p>
<p>«Come può, del resto, invocare diritti chi nega l’esistenza di una legge morale naturale assoluta e valida per tutti gli uomini, chi fa sua la filosofia dell’individualismo, del soggettivismo e dell’edonismo?»</p>
<p>Vale la pena, credo, di ricapitolare. Secondo Pedrizzi, per poter rivendicare un diritto occorrono i seguenti requisiti:</p>
<p>ammettere l’esistenza di una legge che sia:<br />
morale;<br />
naturale;<br />
assoluta;<br />
universale;</p>
<p>rifiutarsi di fare propri:<br />
l’individualismo;<br />
il soggettivismo;<br />
l’edonismo.</p>
<p>Sempre che le mie difficoltà nel comprendere l’italiano non abbiano definitivamente preso il sopravvento, secondo il criterio proposto da Pedrizzi un omosessuale non sarebbe nella condizione di invocare un diritto. Un terrorista islamico, invece, sì.</p>
<p>Quando si dice che uno ha le idee chiare…</p>
<p><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2007/03/sproloqui-clericali.html"><em>L&#8217;articolo di Alessandro Capriccioli è pubblicato sul blog Metilparaben</em></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F27%2Fsproloqui-clericali%2F&amp;linkname=Sproloqui%20clericali" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F27%2Fsproloqui-clericali%2F&amp;linkname=Sproloqui%20clericali" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F27%2Fsproloqui-clericali%2F&amp;linkname=Sproloqui%20clericali" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F27%2Fsproloqui-clericali%2F&amp;linkname=Sproloqui%20clericali" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F27%2Fsproloqui-clericali%2F&#038;title=Sproloqui%20clericali" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/27/sproloqui-clericali/" data-a2a-title="Sproloqui clericali"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Polonia: «Vietato parlare di omosessualità»</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/22/polonia-vietato-parlare-omosessualita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 09:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[Jaroslaw-Kaczynski]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Roman-Giertych]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;omosessualità fa una gran paura in Polonia, almeno al suo governo. Tanto che l&#8217;esecutivo Kaczynski sta preparando una legge per proibire di parlare di relazioni tra lo stesso sesso in tutti i livelli della scala educativa: dalle elementari fino all&#8217;università. Con il corollario di mettere alla porta gli insegnanti gay. Il progetto di legge porta la firma di Roman Giertych, vicepremier, ministro dell&#8217;Educazione e dirigente della Lega delle famiglie polacche, uno dei tre pilastri dell&#8217;esecutivo formato anche dal partito Legge...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/22/polonia-vietato-parlare-omosessualita/" title="Read Polonia: «Vietato parlare di omosessualità»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;omosessualità fa una gran paura in Polonia, almeno al suo governo. Tanto che l&#8217;esecutivo Kaczynski sta preparando <strong>una legge per proibire di parlare di relazioni tra lo stesso sesso in tutti i livelli della scala educativa</strong>: dalle elementari fino all&#8217;università. Con il corollario di mettere alla porta gli insegnanti gay. Il progetto di legge porta la firma di <strong>Roman Giertych</strong>, vicepremier, ministro dell&#8217;Educazione e dirigente della Lega delle famiglie polacche, uno dei tre pilastri dell&#8217;esecutivo formato anche dal partito Legge e Giustizia, dei fratelli Lech e Jaroslaw Kaczynski, e dalla formazione rurale Autodifesa.<br />
Tra un mesetto la legge dovrebbe essere pronta, ma intanto è già scoppiata la polemica, sia in Polonia, con la protesta di varie Ong, che all&#8217;estero. Human Rights Watch assicura infatti in una lettera inviata al premier che la legge, qualora approvata, «creerebbe un clima di intolleranza e minaccerebbe i diritti civili e politici degli educatori polacchi e dei gay e delle lesbiche nelle scuole, soprattutto tra i giovani». L&#8217;Ong chiede a Jaroslaw Kaczynski di «assicurarsi che i diritti umani siano protetti e rispettati completamente, di impedire la censura accademica, di dissociarsi dalla retorica che propaga l&#8217;odio e di promuovere l&#8217;uguaglianza, senza penalizzare l&#8217;orientamento sessuale né il genere». Più cauta invece la Commissione europea: «Bisogna attendere l&#8217;approvazione della legge, qualora ciò dovesse avvenire, valuteremo la sua compatibilità con la direttiva sulla non-discriminazione al lavoro. Questo è il nostro punto di referenza», assicura Friso Roscam Abbing, portavoce di Frattini.<br />
Effettivamente, al momento, non si conosce ancora il contenuto esatto della legge, ma un&#8217;idea l&#8217;ha già data lo scorso 13 marzo Marek Orzechowski, vice ministro all&#8217;educazione: <strong>la norma «dovrà castigare chiunque promuova l&#8217;omosessualità o qualsiasi altra deviazione di natura sessuale nei centri educativi».</strong> Due giorni dopo Orzechowski rincarava la dose: «i professori che rivelano la propria omosessualità saranno licenziati». Una discriminazione, assicura HRW, guardando anche alla Carta europea dei diritti umani.<br />
Sarà forse un caso, ma Maciej Giertych, padre del ministro dell&#8217;educazione Roman, eurodeputato della Lega delle Famiglie, è stato recentemente «biasimato» dal Parlamento europeo per aver pubblicato un pamphlet antisemita piazzando in copertina il logo della stessa Eurocamera.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/21-Marzo-2007/art36.html">Fonte: ilManifesto.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Fpolonia-vietato-parlare-omosessualita%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20%C2%ABVietato%20parlare%20di%20omosessualit%C3%A0%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Fpolonia-vietato-parlare-omosessualita%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20%C2%ABVietato%20parlare%20di%20omosessualit%C3%A0%C2%BB" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Fpolonia-vietato-parlare-omosessualita%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20%C2%ABVietato%20parlare%20di%20omosessualit%C3%A0%C2%BB" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Fpolonia-vietato-parlare-omosessualita%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20%C2%ABVietato%20parlare%20di%20omosessualit%C3%A0%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F22%2Fpolonia-vietato-parlare-omosessualita%2F&#038;title=Polonia%3A%20%C2%ABVietato%20parlare%20di%20omosessualit%C3%A0%C2%BB" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/22/polonia-vietato-parlare-omosessualita/" data-a2a-title="Polonia: «Vietato parlare di omosessualità»"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Delitto naturale</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/delitto-naturale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 13:37:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[Maurizio Cecchetti su Avvenire di ieri: «Anche nel dettato biblico l’unione fra l’uomo e la donna nel matrimonio sembra avere un presupposto originario “naturale” che combacia, curiosamente, con certe scoperte della paleoantropologia. Lo vediamo in certe testimonianze degli antichi graffiti preistorici, ma ancor prima può sorprendere come l’«istituzione di diritto naturale» della famiglia sia comprovata senza equivoci persino da certe sepolture del Neolitico (circa 10mila anni fa)». [&#8230;] L’articolo di Alessandro Capriccioli è stato pubblicato sul blog Metilparaben]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio Cecchetti su Avvenire di ieri: </p>
<p>«Anche nel dettato biblico l’unione fra l’uomo e la donna nel matrimonio sembra avere un presupposto originario “naturale” che combacia, curiosamente, con certe scoperte della paleoantropologia. Lo vediamo in certe testimonianze degli antichi graffiti preistorici, ma ancor prima può sorprendere come l’«istituzione di diritto naturale» della famiglia sia comprovata senza equivoci persino da certe sepolture del Neolitico (circa 10mila anni fa)».<br />
[&#8230;]</p>
<p><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2007/03/delitto-naturale.html"><em>L’articolo di Alessandro Capriccioli è stato pubblicato sul blog Metilparaben</em></a></p>
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		<title>Napolitano al Quirinale: «Intollerabile la violenza sulle donne. Bisogna rimuovere gli ostacoli alle loro aspirazioni»</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 11:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Con questo 8 marzo vogliamo chiamare le donne italiane a lavorare per la causa delle donne, per i loro diritti, per i loro progetti. Questa è la chiave che abbiamo scelto quest&#8217;anno». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale delle donne. «Sono molte &#8211; ha aggiunto Napolitano &#8211; le donne che si sono affermate per loro forza, per loro qualità e per loro meriti superando condizioni di partenza sfavorevoli, resistenze e inerzie...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/08/napolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni/" title="Read Napolitano al Quirinale: «Intollerabile la violenza sulle donne. Bisogna rimuovere gli ostacoli alle loro aspirazioni»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Con questo 8 marzo vogliamo chiamare le donne italiane a lavorare per la causa delle donne, per i loro diritti, per i loro progetti. Questa è la chiave che abbiamo scelto quest&#8217;anno». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale delle donne.<br />
«Sono molte &#8211; ha aggiunto Napolitano &#8211; le donne che si sono affermate per loro forza, per loro qualità e per loro meriti superando condizioni di partenza sfavorevoli, resistenze e inerzie pesanti. E ciò di certo non può appagarci e tranquillizzarci: dobbiamo rendere possibile per tutte le donne fare la loro strada, conquistare ed esercitare i loro diritti». «Gli uomini &#8211; suggerisce Napolitano &#8211; occupino anche le mansioni femminili».<br />
Per il Capo dello Stato «sono troppo poche le donne italiane che riescono a raggiungere i vertici nel mondo dell&#8217;economia, della pubblica amministrazione e della politica, tanto è vero che le parlamentari sono solo una piccola pattuglia». «Le donne italiane sono troppo poco occupate e quando lo sono fanno assai più fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attività, dalle imprese private &#8211; ha osservato Napolitano &#8211; alla pubblica amministrazione, alla politica, come ben sanno le pattuglie, solo pattuglie, di elette nel nostro Parlamento». Secondo il presidente, infatti, «la barriera che blocca l&#8217;accesso delle donne agli alti gradi in Italia è ancora particolarmente robusta. Eppure quel limitato gruppo di donne che supera la barriera guadagna comunque meno degli uomini».<br />
«Perché la situazione cambi, perché le donne godano davvero di pari opportunità &#8211; ha detto Napolitano davanti ai ministri Pollastrini, Fioroni e Mussi -, perché cessino sfruttamenti e violenze, è necessario un robusto tessuto normativo. E tuttavia le leggi come sappiamo sono essenziali ma non bastano. È indispensabile un impegno collettivo, un impegno fortissimo di educazione, fin dai primi gradi del sistema d&#8217;istruzione, al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità». Infatti, rilancia il presidente, «se non si crea, innanzitutto fra i ragazzi, fra ai giovani nelle scuole e nel Paese un nuovo costume civile, tale da sconfiggere le posizioni più incolte e le pulsioni più rozze, la battaglia della sicurezza, della piena serenità e dignità per le donne non può essere vinta».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/08/napolitano.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
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		<title>Donne: nel segno dell&#8217;arte, contro la violenza</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 08:42:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo mimose. E&#8217; un otto marzo declinato nell&#8217;arte e nella cultura come pure nella sensibilizzazione sui temi della violenza e dello sfruttamento quello odierno. Tanto per cominciare oggi le donne possono entrare gratis nei musei (leggi). E lo stesso presidente Napolitano dà il via alle celebrazioni inaugurando la mostra «Ritratte al Femminile» al Palazzo del Quirinale: in esposizione quindici opere realizzate tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento, eseguite da donne e raffiguranti donne (guarda). Seguiranno...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/08/donne-nel-segno-dellarte-contro-violenza/" title="Read Donne: nel segno dell&#8217;arte, contro la violenza">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo mimose. E&#8217; un otto marzo declinato nell&#8217;arte e nella cultura come pure nella sensibilizzazione sui temi della violenza e dello sfruttamento quello odierno. Tanto per cominciare oggi le donne possono entrare gratis nei musei (<a href="javascript:openlink('http://www.beniculturali.it/sala/dettaglio-comunicato.asp?nd=ss,cs&amp;Id=2397')">leggi</a>). E lo stesso presidente Napolitano dà il via alle celebrazioni inaugurando la mostra «Ritratte al Femminile» al Palazzo del Quirinale: in esposizione <strong>quindici opere</strong> realizzate tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento, <strong>eseguite da donne e raffiguranti donne</strong> (<a href="javascript:openlink('http://www.quirinale.it/palazzo/mostre/2007_8marzo/8marzohome.htm')">guarda</a>). Seguiranno un concerto di musica da camera eseguito dal &#8220;Quartetto di Firenze&#8221;, gli interventi del ministro per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini, del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e del ministro dell&#8217;Università e della Ricerca scientifica Fabio Mussi. E&#8217; inoltre prevista la consegna, da parte di Napolitano, delle insegne delle onorificenze Omri (Ordine al merito della Repubblica italiana) a donne distintesi nella cultura, nella scienza e nel sociale.<br />
In programma in varie città il tradizionale corteo per ricordare le operaie morte l&#8217;otto marzo di quasi cento anni fa a New York: a Roma la manifestazione partirà alle sette di sera per arrivare a Santa Maria in Trastevere. Mentre la signora Marini, nel suo primo anno da «first lady» a Palazzo Madama, ha deciso di invitare «a colazione» tutte le senatrici a Palazzo Giustiniani.<br />
Per oggi Amnesty International propone una serie di iniziative e appelli (<a href="javascript:openlink('http://www.amnesty.it/campagne/donne/index.html')">leggi</a>) per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e sollecitare misure concrete per porre fine a quello che considera «il più grande scandalo dei diritti umani dei nostri tempi: la violenza sulle donne.<br />
E oggi gli ospedali italiani particolarmente impegnati di fronte alle malattie femminili riceveranno i «<strong>Bollini Rosa</strong>». Ad assegnarli un Comitato speciale dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.) che si insedia oggi. Disegnati quasi sempre da architetti uomini, diretti da manager uomini e da primari medici soprattutto uomini, gli ospedali si rivelano spesso un luogo di disagio per la donna. Inoltre rischiano di non recepire i profondi mutamenti in atto nel manifestarsi di diverse malattie che riguardano le donne ben oltre i confini della tradizionale ginecologia e si sviluppano in campi un tempo considerati più tradizionalmente maschili, come la cardiologia e la neurologia.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/07/festa_donna.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p>Altri articoli correlati:</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/03_Marzo/07/donne.shtml">Otto marzo con il libro nero delle donne</a><br />
<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/08/rodota.shtml">Hina, le femministe assenti</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&#038;title=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/08/donne-nel-segno-dellarte-contro-violenza/" data-a2a-title="Donne: nel segno dell’arte, contro la violenza"></a></p>]]></content:encoded>
					
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