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	<title>donna &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel parco riservato alle donne si può stare senza velo e senza la tipica tunica obbligatoria in pubblico. Il mese scorso il municipio di Teheran ha inaugurato il &#8220;Paradiso delle madri&#8221; nel nord della capitale iraniana. Un paradiso riservato alle donne, aperto tutti i giorni meno il venerdì. Nel parco le donne, madri e figlie, non sono più obbligate, come all&#8217;esterno, a coprire i capelli e a indossare abiti che nascondano le forme. La generosa vegetazione del parco è protetta...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/16/teheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo/" title="Read Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel parco riservato alle donne si può stare senza velo e senza la tipica tunica obbligatoria in pubblico. Il mese scorso il municipio di Teheran ha inaugurato il &#8220;Paradiso delle madri&#8221; nel nord della capitale iraniana. Un paradiso riservato alle donne, aperto tutti i giorni meno il venerdì.</p>
<p>Nel parco le donne, madri e figlie, non sono più obbligate, come all&#8217;esterno, a coprire i capelli e a indossare abiti che nascondano le forme. La generosa vegetazione del parco è protetta da un recinto metallico di quattro metri d&#8217;altezza che mette le visitatrici al riparo da sguardi concupiscenti. Il codice dell&#8217;abbigliamento iraniano tende a impedire agli uomini una eccitazione sessuale contraria alla sharia e a proteggere la virtù femminile. Ma non si applica ai luoghi vietati ai maschi.</p>
<p>&#8220;Tenendo conto delle credenze religiose nella nostra società, dobbiamo usare con saggezza le nostre capacità tenendo conto il benessere delle donne&#8221; ha detto il sindaco conservatore di Teheran Mohammad Baqer Qalibaf inaugurando il parco.</p>
<p>Su 20 ettari sono stati ricavati spazi per aerobica, una pista ciclabile, una palestra e dei corsi di tiro con l&#8217;arco. Le donne si sentono più sicure nel parco, in cui sono donne le addette alla pulizia, le giardiniere e le guardie. I guardiani maschi sono soltanto all&#8217;esterno del recinto. Contrariamente ad altri posti il cui accesso è riservato periodicamente alle donne, come le piscine, circoli sportivi e sale da concerto, le visitatrici non sono obbligate a lasciare all&#8217;ingresso le fotocamere e i videofonini. La polizia cerca di lottare contro la distribuzione di video compromettenti presi nei luoghi pubblici e diffusi su internet o su cd.</p>
<p>Tali progetti risalgono a circa dieci anni fa per Teheran, all&#8217;epoca in cui il municipio era retto da un riformatore, ma non avevano visto la luce finora che in città secondarie, come Isfahan, Shiraz e Mashhad. Rivale del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, Qalibaf gli è succeduto come sindaco di Teheran dopo l&#8217;elezione presidenziale del 2005.</p>
<p><a href="http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2008/06_giugno/16/iran_nel_parco_riservato_alle_donne_si_puo_stare_senza_velo,15139300.html"><strong>Il lancio è tratto da Alice Notizie</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&#038;title=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/06/16/teheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo/" data-a2a-title="Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Macerata: afghana picchiata dal marito perchè non portava il velo in casa</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 10:02:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una donna afghana di 38 anni, residente a Macerata, è stata brutalmente picchiata dal marito più volte, perché non portava il velo in casa. E&#8217; ricoverata in ospedale dopo essere stata pestata dall&#8217;uomo con calci e pugni davanti ai figli accorsi dopo aver sentito le urla della madre. Per scappare dal marito, la donna era anche andata via di casa per rifugiarsi da un parente. Il lancio è tratto dal sito del TgCom]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una donna afghana di 38 anni, residente a Macerata, è stata brutalmente picchiata dal marito più volte, perché non portava il velo in casa. E&#8217; ricoverata in ospedale dopo essere stata pestata dall&#8217;uomo con calci e pugni davanti ai figli accorsi dopo aver sentito le urla della madre. Per scappare dal marito, la donna era anche andata via di casa per rifugiarsi da un parente.</p>
<p><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo416461.shtml"><strong>Il lancio è tratto dal sito del TgCom</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F05%2Fmacerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa%2F&amp;linkname=Macerata%3A%20afghana%20picchiata%20dal%20marito%20perch%C3%A8%20non%20portava%20il%20velo%20in%20casa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F05%2Fmacerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa%2F&amp;linkname=Macerata%3A%20afghana%20picchiata%20dal%20marito%20perch%C3%A8%20non%20portava%20il%20velo%20in%20casa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F05%2Fmacerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa%2F&amp;linkname=Macerata%3A%20afghana%20picchiata%20dal%20marito%20perch%C3%A8%20non%20portava%20il%20velo%20in%20casa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F05%2Fmacerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa%2F&amp;linkname=Macerata%3A%20afghana%20picchiata%20dal%20marito%20perch%C3%A8%20non%20portava%20il%20velo%20in%20casa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F05%2Fmacerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa%2F&#038;title=Macerata%3A%20afghana%20picchiata%20dal%20marito%20perch%C3%A8%20non%20portava%20il%20velo%20in%20casa" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/06/05/macerata-afghana-picchiata-dal-marito-perche-non-portava-velo-casa/" data-a2a-title="Macerata: afghana picchiata dal marito perchè non portava il velo in casa"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Prima donna nella redazione dell&#8217;Osservatore Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 12:06:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Il colpo di fulmine è del 23 novembre scorso. Università Cattolica di Milano, sala Negri da Oleggio, convegno dedicato a Giuseppe Dalla Torre, che dell&#8217;Osservatore fu direttore per 40 anni. La platea non è proprio giovanile, sono quasi tutti uomini. Poi, più o meno a metà sala, i capelli lunghi e il viso fresco di Silvia Guidi. Sarà lei la prima donna nella storia dell&#8217;Osservatore Romano. La prima giornalista nell&#8217;austera redazione vaticana. Nel suo piccolo un momento storico....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/29/prima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano/" title="Read Prima donna nella redazione dell&#8217;Osservatore Romano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &#8211; Il colpo di fulmine è del 23 novembre scorso.</strong> Università Cattolica di Milano, sala Negri da Oleggio, convegno dedicato a Giuseppe Dalla Torre, che dell&#8217;Osservatore fu direttore per 40 anni. La platea non è proprio giovanile, sono quasi tutti uomini. Poi, più o meno a metà sala, i capelli lunghi e il viso fresco di Silvia Guidi. Sarà lei la prima donna nella storia dell&#8217;Osservatore Romano. La prima giornalista nell&#8217;austera redazione vaticana. Nel suo piccolo un momento storico.</p>
<p><strong>In quel momento Giovanni Maria Vian</strong> è da poche settimane direttore del quotidiano della Santa Sede. Ed è anche un po&#8217; imbarazzato quando al termine del convegno quella ragazza un po&#8217; appariscente gli si avvicina. Parlano un quarto d&#8217;ora, sempre più fitto. Ma il colpo di fulmine arriva solo dopo i saluti, quando Vian legge con attenzione il curriculum che lei gli ha lasciato. «L&#8217;ho chiamata subito-racconta il direttore &#8211; ero ancora sul taxi che mi portava in aeroporto. Le ho proposto una collaborazione ». Una decina di articoli, poi il grande salto. Un salto che forse non riguarda solo lei, ma la Chiesa intera. Dal 2 maggio Silvia Guidi, 36 anni appena compiuti, lascia il suo posto di vice capo della redazione esteri di Libero e diventa redattore della cultura per l&#8217;Osservatore Romano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_29/donna_giornale_papa_ff6d2dca-15ba-11dd-acde-00144f02aabc.shtml"><strong>L&#8217;articolo completo di Lorenzo Salvia è consultabile sul sito di Repubblica</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F29%2Fprima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano%2F&amp;linkname=Prima%20donna%20nella%20redazione%20dell%E2%80%99Osservatore%20Romano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F29%2Fprima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano%2F&amp;linkname=Prima%20donna%20nella%20redazione%20dell%E2%80%99Osservatore%20Romano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F29%2Fprima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano%2F&amp;linkname=Prima%20donna%20nella%20redazione%20dell%E2%80%99Osservatore%20Romano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F29%2Fprima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano%2F&amp;linkname=Prima%20donna%20nella%20redazione%20dell%E2%80%99Osservatore%20Romano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F29%2Fprima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano%2F&#038;title=Prima%20donna%20nella%20redazione%20dell%E2%80%99Osservatore%20Romano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/29/prima-donna-nella-redazione-dellosservatore-romano/" data-a2a-title="Prima donna nella redazione dell’Osservatore Romano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Passione femminile sotto l&#8217;incubo della tecnica</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 10:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle origini fu l&#8217;homo erectus, poi l&#8217;homo faber, poi l&#8217;homo sapiens, infine l&#8217;homo sapiens-sapiens che abita oggi il pianeta della tecnica. Il quale, armato di saperi, poteri e strategie, di intelligenza naturale e artificiale, di libri e di calcolatori, sarà pure in grado di offrirci l&#8217;illusione di una second life, ma non cessa di essere «l&#8217;aiola che ci fa tanto feroci». Di tanta ferocia, piace alla Chiesa di Benedetto XVI &#8211; gemella in questo del nichilismo novecentesco che tanto animosamente...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/passione-femminile-sotto-lincubo-della-tecnica/" title="Read La Passione femminile sotto l&#8217;incubo della tecnica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle origini fu l&#8217;homo erectus, poi l&#8217;homo faber, poi l&#8217;homo sapiens, infine l&#8217;homo sapiens-sapiens che abita oggi il pianeta della tecnica. Il quale, armato di saperi, poteri e strategie, di intelligenza naturale e artificiale, di libri e di calcolatori, sarà pure in grado di offrirci l&#8217;illusione di una second life, ma non cessa di essere «l&#8217;aiola che ci fa tanto feroci». Di tanta ferocia, piace alla Chiesa di Benedetto XVI &#8211; gemella in questo del nichilismo novecentesco che tanto animosamente combatte &#8211; rintracciare la radice proprio nel potere della tecnica, e nella tecnica come destino, dell&#8217;Occidente declinante. Al posto di questo astro che danna, dice quest&#8217;anno il messaggio del venerdì di Passione, deve risplendere un astro che salva, e questo astro è l&#8217;amore.<br />
Ma chi incarnerà questo amore, se l&#8217;homo erectus, faber, sapiens l&#8217;ha esiliato fin qui dalla Terra? Sarà colei che homo non è, che di quest&#8217;esilio non è responsabile, e che fin qui l&#8217;amore ha saputo custodirlo, rimetterlo al mondo, donarlo, dichiararlo. Dopo l&#8217;era faber e quella sapiens, dunque, dovrà aprirsi l&#8217;era della donna, ovvero dell&#8217;amore, del cuore e della compassione. E&#8217; questa la speranza di salvezza dell&#8217;umanità, ed è un futuro annunciato dal racconto della Croce, perché ancora non sappiamo chi mandò a morte Gesù, se i capi ebrei o Pilato o tutt&#8217;e due, ma «una cosa è certa in ogni caso: furono degli uomini, non delle donne, e storicamente esse possono dire &#8216;siamo innocenti del sangue di costui&#8217;».<br />
Così il «<strong>neo-femminismo cattolico</strong>», come già lo battezzano le agenzie, fa sua e rilancia l&#8217;arma più classica del femminismo novecentesco da Virginia Woolf in poi, quella dell&#8217;estraneità femminile dai misfatti dell&#8217;umanità maschile, per benedire l&#8217;avvento salvifico dell&#8217;era della donna. I precedenti c&#8217;erano tutti, dalla Mulierim dignitatem di Giovanni Paolo II alla Lettera ai Vescovi sugli uomini e le donne del cardinal Ratzinger non ancora pontefice. Il venerdì di Passione accende i toni e riempie il discorso sulla Donna con i volti femminili della via Crucis (dando modo di rilanciare su Maria Maddalena oltre le polemiche su Dan Brown), ma la sostanza non cambia. Resta la capacità della Chiesa di individuare nella differenza femminile la protagonista di un necessario cambio di civiltà; resta la giusta presa di distanza della Chiesa da quel femminismo della parità che milita a assimilare le donne agli uomini, e a metterle sulla strada della competizione con gli uomini per il potere; e restano i limiti della Chiesa nel perimetrare il femminile perbene da quello per male, quello che salva da quello peccaminoso, quello «creato in natura» (la differenza sessuale secondo la Chiesa, appunto) da quello «prodotto dalla cultura» (la differenza sessuale secondo molta teoria femminista, in testa Simone De Beauvoir cui tocca stavolta la stessa bolla che Ratzinger aveva inviato a Judith Butler). Restano anche, della Chiesa di Giovanni Paolo II e di quella di Benedetto XVI, le contraddizioni e le interdizioni: nell&#8217;era che si apre, <strong>sarà concesso alle «pie donne» innocenti del sangue di Cristo di celebrare finalmente messa, e all&#8217;amore di esprimersi in linguaggio omosessuale?</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Aprile-2007/art33.html" target="_blank">L&#8217;articolo di Ida Dominijanni è apparso sul sito del Manifesto </a></p>
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		<title>Per la chiesa arriva l&#8217;ora della donna</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 10:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un auditorio rigorosamente maschile formato dai vertici della Chiesa e della Curia romana. Anche papa Ratzinger, impassibile, ascolta. La cerimonia della passione del venerdì santo a San Pietro, il rito che precede la via crucis, non prevede che il pontefice prenda la parola. L&#8217;omelia è affidata al predicatore di casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa. Ed è attraverso questa omelia che le donne si affacciano tra vescovi e cardinali riuniti nella basilica. «Dopo tante ere che hanno preso il nome dell&#8217;uomo,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/per-chiesa-arriva-lora-della-donna/" title="Read Per la chiesa arriva l&#8217;ora della donna">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un auditorio rigorosamente maschile formato dai vertici della Chiesa e della Curia romana. Anche papa Ratzinger, impassibile, ascolta. La cerimonia della passione del venerdì santo a San Pietro, il rito che precede la via crucis, non prevede che il pontefice prenda la parola. L&#8217;omelia è affidata al predicatore di casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa. Ed è attraverso questa omelia che le donne si affacciano tra vescovi e cardinali riuniti nella basilica. «Dopo tante ere che hanno preso il nome dell&#8217;uomo, homo erectus, homo faber, fino all&#8217;homo sapiens sapiens, cioò sapientissimo di oggi &#8211; elenca infatti il predicatore -, c&#8217;è da augurarsi che si apra finalmente, per l&#8217;umanità, un&#8217;era della donna: un&#8217;era del cuore, della compassione, e questa terra cessi finalmente di essere l&#8217;aiola che ci fa tanto feroci».<br />
L&#8217;omelia dell&#8217;adorazione della croce parte delle «pie donne», ciamate così «con una certa condiscenza maschile», riconosce Cantalamessa che preferisce definirle «madri coraggio», perché «hanno sfidato il pericolo che c&#8217;era nel mostrarsi così apertamente in favore di un condannato a morte», Gesù. Non che la chiesa si aspetti la salvezza del mondo da parte dell&#8217;«eterno femminino», precisa però il predicatore, perché «l&#8217;esperienza quotidiana dimostra che la donna può sollevarci in alto ma può anche farci precipitare in basso». Anche la donna, insomma, ha bisogno di essere «redenta». [&#8230;]<br />
Però nella visione della chiesa cattolica &#8211; che almeno per questa occasione evita di occuparsi del lavoro del governo e del parlamento &#8211; devono appunto essere rendente e «liberate da antiche soggezioni» per poter contribuire a salvare la società da i suoi mali. E non devono, «ripetere l&#8217;antico errore gnostico secondo cui la donna, per salvarsi, deve cessare di essere donna e trasformarsi in uomo», un «pregiudizio tanto radicato» che le donne «per affermare la loro dignità hanno creduto necessario a volte assumere atteggiamenti maschili oppure minimizzare la differenza dei sessi, riducendola a un prodotto dalla cultura». La precisazione di questo passaggio, una critica una parte del femminismo, è affidata alle note dove si cita Le Deuxiéme sexe di Simon De Beauvoir: «Donna non si nasce ma si diventa, ha detto una loro illustre rappresentante».<br />
Comunque il predicatore di casa pontificia sottolinea che «storicamente» solo le donne «possono dirsi innocenti» del sangue di Gesù, mentre anche gli apostoli fanno «una figura meschina» [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Aprile-2007/art35.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it </a></p>
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		<title>Giudici di Mumbai: il feto è un essere umano a tutti gli effetti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 17:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con una decisione senza precedenti, la Commissione dello Stato occidentale del Maharashtra ha riconosciuto che il feto è da considerarsi essere umano a tutti gli effetti, con gli stessi diritti di un normale cittadino. I giudici si sono pronunciati in questo senso nel corso del processo fra Kanta Kotecha e la United India Insurance. La prima è la vedova di Mohanlal, che prima di morire in un incidente stradale aveva stipulato un’assicurazione con la multinazionale. Kanta, beneficiaria del rimborso, ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/07/giudici-mumbai-feto-essere-umano-tutti-gli-effetti/" title="Read Giudici di Mumbai: il feto è un essere umano a tutti gli effetti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una decisione senza precedenti, la Commissione dello Stato occidentale del Maharashtra ha riconosciuto che il feto è da considerarsi essere umano a tutti gli effetti, con gli stessi diritti di un normale cittadino. I giudici si sono pronunciati in questo senso nel corso del processo fra Kanta Kotecha e la United India Insurance. La prima è la vedova di Mohanlal, che prima di morire in un incidente stradale aveva stipulato un’assicurazione con la multinazionale.<br />
Kanta, beneficiaria del rimborso, ha citato in giudizio gli assicuratori che avevano accettato di pagare la somma prevista per la morte del marito, del figlio e della moglie di quest’ultimo – al settimo mese di gravidanza – ma non per il feto perito nell’incidente.<br />
Prima di giungere alla Commissione, il caso era stato ascoltato dai giudici del distretto di Yavatmal, che si erano pronunciati a favore della compagnia assicurativa. Kanta però, per rispetto al nipote non nato, ha deciso di andare avanti nella battaglia legale.<br />
Una volta chiamata in causa, la Commissione del Maharashtra ha dichiarato di voler considerare la legge americana sulle vittime non nate di atti di violenza, approvata dal Congresso Usa nel 2004, perché “la giurisprudenza non può e non deve rimanere materia statica”. I giudici statali, inoltre, hanno deciso di prendere come parametro il dato scientifico secondo cui, dalla 13esima alla 27esima settimana di gravidanza, l’embrione diviene feto e quindi evolve fino a divenire una forma umana riconoscibile. Quindi, nel caso in questione ha stabilito che il bambino non nato è da considerarsi vittima e quindi la sua famiglia ha diritto al risarcimento. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=8667&amp;size=A" target="_blank">Fonte: il sito cattolico AsiaNews</a></p>
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		<title>India: in aumento la violenza domestica contro le donne</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 18:59:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In India aumenta da anni la violenza contro le donne, ormai più diffusa in città che nelle campagne. Ora le Nazioni Unite e la compagnia farmaceutica Johnson and Johnson daranno finanziamenti all’India per programmi finalizzati a combattere le violenze domestiche contro le donne e la diffusione dell’HIV/AIDS. I fondi &#8211; stanziati anche per Vietnam, Botswana, Nigeria e Repubblica Dominicana &#8211; sono destinati a realizzare programmi che aiutino le donne contro le discriminazioni e le violenze che tuttora subiscono. Si vuole...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/05/india-aumento-violenza-domestica-contro-donne/" title="Read India: in aumento la violenza domestica contro le donne">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In India aumenta da anni la violenza contro le donne, ormai più diffusa in città che nelle campagne. Ora le Nazioni Unite e la compagnia farmaceutica Johnson and Johnson daranno finanziamenti all’India per programmi finalizzati a combattere le violenze domestiche contro le donne e la diffusione dell’HIV/AIDS. I fondi &#8211; stanziati anche per Vietnam, Botswana, Nigeria e Repubblica Dominicana &#8211; sono destinati a realizzare programmi che aiutino le donne contro le discriminazioni e le violenze che tuttora subiscono. Si vuole aiutare una maggiore consapevolezza e l’applicazione delle leggi che tutelano le donne, dare assistenza medica e di altro tipo. [&#8230;]<br />
L’ultimo Sondaggio sulla salute nazionale della famiglia, condotto dal ministero per le Donne e il benessere della famiglia, mostra che in India il 37,2% delle donne “ha subito violenza” dopo il matrimonio. L’Ufficio nazionale degli archivi criminali dice che “nel 2000 ogni giorno 125 donne subivano violenze in ambito domestico e dopo 5 anni sono diventate 160”. Nel 2005 ogni giorno sono state uccise più di 19 donne colpevoli di non avere portato abbastanza dote, 50 sono state violentate, 480 hanno subito crimini sessuali di vario tipo, dal rapimento alle molestie. A gennaio è stata approvata la prima legge contro le violenze domestiche, ma il problema è ora farla entrare nelle abitudini di parte della Nazione.<br />
Sempre secondo questo sondaggio, “le donne prive di educazione subiscono violenze nel matrimonio più spesso delle altre. Comunque, anche il 16% di chi ha l’istruzione secondaria o superiore subisce violenze domestiche dopo il matrimonio”.<br />
Nello Stato di Bihar ci sono le maggiori violenze fisiche, psichiche e sociali, con una percentuale del 62,2% delle donne che abitano in città e del 58,5% per chi vive in villaggi. Nel Rajasthan il 46,3% delle donne sposate lamenta violenze dopo il matrimonio. Tra le grandi città la peggiore è Chennai, dove il 40,6% delle donne lamentano abusi, mentre la migliore è New Delhi dove sono “solo” il 16,3%.<br />
<strong> La discriminazione inizia prima della nascita, con centinaia di migliaia di feti femminili abortiti ogni anno</strong>. Il governo federale ha stanziato somme a favore delle donne. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=8651&amp;size=A" target="_blank">Fonte: il sito cattolico Asia News</a></p>
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		<title>Cacciato da polizia perché si veste da donna</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 18:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un vice sovrintendente della Polizia postale di Venezia è stato espulso perché, fuori dagli orari di servizio, aveva l&#8217;abitudine di girare per strada vestito da donna. E il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto ha respinto il ricorso che aveva presentato contro il decreto di espulsione dal servizio deciso nell&#8217;aprile scorso dall&#8217;amministrazione dello Stato. Nel decreto del capo della Polizia si sosteneva infatti che si ravvisava «l&#8217;assoluta mancanza del senso dell&#8217;onore e della morale», perché il comportamento del dipendente era...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/28/cacciato-polizia-perche-veste-donna/" title="Read Cacciato da polizia perché si veste da donna">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un vice sovrintendente della Polizia postale di Venezia è stato espulso perché, fuori dagli orari di servizio, aveva l&#8217;abitudine di girare per strada vestito da donna. E il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto ha respinto il ricorso che aveva presentato contro il decreto di espulsione dal servizio deciso nell&#8217;aprile scorso dall&#8217;amministrazione dello Stato. Nel decreto del capo della Polizia si sosteneva infatti che si ravvisava «l&#8217;assoluta mancanza del senso dell&#8217;onore e della morale», perché il comportamento del dipendente era «oltremodo riprovevole e assolutamente inconciliabile con le funzioni proprie di un operatore di polizia». In tre occasioni colleghi della questura lo avevano notato girare in zone centrali di Venezia e Mestre in «minigonna, maglietta celeste con l&#8217;ombelico visibile, e due orecchini pendenti fino alle spalle».<br />
A sua difesa l&#8217;agente aveva sostenuto che il fatto di vestirsi da donna rientrava nella «libera espressione della propria natura estrosa e anticonformista». Nel passato però il funzionario era stato sanzionato per aver puntato la pistola d&#8217;ordinanza contro una persona per risolvere una questione personale. E inoltre i suoi vicini di casa avevano protestato per la sua abitudine di lavare d&#8217;estate l&#8217;auto nel giardino condominiale in costume da bagno, e talvolta denudandosi.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/12_Dicembre/28/polizia.shtml">Fonte: Corriere.it </a></p>
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		<title>Buone notizie per le islamiche</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 12:27:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Una grande vittoria della Camera in questi giorni è stata l&#8217;approvazione del provvedimento sullo stanziamento di fondi per l&#8217;istruzione delle donne immigrate in Italia. Sono riuscita a far inserire nella Finanziaria, grazie anche alla sensibilità del relatore di maggioranza onorevole Ventura, questo importante emendamento convinta che promuovere una campagna di alfabetizzazione in favore delle nostre immigrate possa essere in parte il volano di un&#8217;effettiva integrazione. [..] Il vento di liberazione che soffia tra le donne dell&#8217;islam è uno dei fatti...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/21/buone-notizie-per-islamiche/" title="Read Buone notizie per le islamiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una grande vittoria della Camera in questi giorni è stata l&#8217;approvazione del provvedimento sullo stanziamento di fondi per l&#8217;istruzione delle donne immigrate in Italia. Sono riuscita a far inserire nella Finanziaria, grazie anche alla sensibilità del relatore di maggioranza onorevole Ventura, questo importante emendamento convinta che promuovere una campagna di alfabetizzazione in favore delle nostre immigrate possa essere in parte il volano di un&#8217;effettiva integrazione.</p>
<p>[..] Il vento di liberazione che soffia tra le donne dell&#8217;islam è uno dei fatti importanti del nostro tempo. Dovunque riescono a emanciparsi e a sottrarsi al giogo del fondamentalismo, dovunque arrivano a costruirsi da sole il proprio destino, sono soprattutto loro a portare nel mondo dell&#8217;islam ciò di cui esso ha più bisogno: il segno del cambiamento, del rinnovamento e del progresso.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=135292">L&#8217;articolo completo é disponibile sul sito de Il Giornale.</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F21%2Fbuone-notizie-per-islamiche%2F&amp;linkname=Buone%20notizie%20per%20le%20islamiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F21%2Fbuone-notizie-per-islamiche%2F&amp;linkname=Buone%20notizie%20per%20le%20islamiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F21%2Fbuone-notizie-per-islamiche%2F&amp;linkname=Buone%20notizie%20per%20le%20islamiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F21%2Fbuone-notizie-per-islamiche%2F&amp;linkname=Buone%20notizie%20per%20le%20islamiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F21%2Fbuone-notizie-per-islamiche%2F&#038;title=Buone%20notizie%20per%20le%20islamiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/21/buone-notizie-per-islamiche/" data-a2a-title="Buone notizie per le islamiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un confronto tra religione cattolica e musulmana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2006 23:35:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona.Dopo lo scontro televisivo in ottobre tra l’on.Santanchè (di AN), autrice di un libretto (La donna negata, ed.M.Tempi, 2006) sull’oppressione delle donne nelle culture e nei paesi islamici, e un musulmano capo religioso a Segrate durante una trasmissione televisiva sulla questione del velo e delle altre coperture semitotali e totali del corpo femminile, c’è stato un seguito di articoli e interviste.Un’intervista è stata pubblicata su...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/12/confronto-tra-religione-cattolica-musulmana/" title="Read Un confronto tra religione cattolica e musulmana">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona.Dopo lo scontro televisivo in ottobre tra l’on.<strong class="spip">Santanchè</strong> (di AN), autrice di un libretto (<em class="spip">La donna negata</em>, ed.M.Tempi, 2006) sull’oppressione delle donne nelle culture e nei paesi islamici, e un musulmano capo religioso a Segrate durante una trasmissione televisiva sulla questione del velo e delle altre coperture semitotali e totali del corpo femminile, c’è stato un seguito di articoli e interviste.Un’intervista è stata pubblicata su un giornale on line a firma di Paolo Bracaloni e ripresa da altri perché molto autorevole, in quanto l’intervistata è un’italiana convertita responsabile per le Pari Opportunità dell’UCOII a cui fanno capo la maggioranza delle moscheee in Italia.<strong class="spip"> Patrizia Khadija Dal Monte</strong> sostiene che il velo “ha una funzione di protezione per la donna giusta che la separa da chi compie il male e anche da chi non dà importanza alla conoscenza di Dio”. Dunque, la donna (musulmana) che non mette il velo è, tout court, una donna ingiusta. Mi pare che una volta, nel meridione d’Italia, si usasse definire la donna emancipata con il termine sbrigativo di “scostumata!”. Quanto a dire una donna che non rispetta i “costumi”, termine che si riferisce all’abbigliamento e alla morale religiosa. [&#8230;] Patrizia Khadija Dal Monte risponde citando il testo sacro “Dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare dei loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri”. A questo punto le domande si spostano sull’eguaglianza tra uomo e donna e la poligamia. “E’ giusto che l’uomo abbia il ruolo di capofamiglia, non in senso autoritario, ma come assunzione di responsabilità. Gli uomini devono sentirsi vezzeggiati dalla moglie, sennò si sviliscono.”Non si capisce perché debba essere capofamiglia l’uomo, presentato così fragile da “svilirsi” se la moglie-mamma non lo vezzeggia come un eterno infante. Qanto alla <strong class="spip">poligamia</strong> impedisce in fondo agli uomini di farsi le amanti. Il cristianesimo sostiene che “in una persona troviamo tutto”, ma questo non è vero, precisa Patrizia. Ma non si accorge che lo fa essere “vero” per le donne, dato che la poligamia è riservata agli uomini? Al termine dell’intervista si ha qualche delucidazione sulla libertà: “La libertà è vivere nella verità di Dio, non seguire le mode superficiali. Io velata sono più libera di una velina.” Il diritto, nella cultura religiosa islamica va inteso come come diritto della comunità, non della persona. <strong class="spip">Nell’Islam più tradizionale</strong>, quello salafita che propugna la purezza dell’insegnamento dell’Islam, quindi addirittura un ritorno alle origini, non si conosce la parola “persona”. Il suo sinonimo è “fard” (individuo) parte integrante e dipendente della comunità (unmah) dentro la quale ha diritti e doveri.<strong class="spip"> Nel cristianesimo</strong> in generale si è verificato sia pure molto lentamente, a latere dell’evoluzione del pensiero laico (ricordiamoci del Rinascimento e dell’Illuminismo ) un dibattito intorno al termine persona.<strong class="spip"> La Chiesa Cattolica</strong> ha riconosciuto (con ritardo) la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma la Dichiarazione dei diritti dell’uomo nell’Islam promulgata al Cairo nel 1990 nella XIX Conferenza islamica dei ministri degli esteri, prevede (è un esempio) all’art. 2 che è vietato sottrarre la vita salvo che la sharia (la legislazione islamica) lo consenta.<strong class="spip"> La religione islamica</strong> ha un carattere fortemente normativo, come per la fede ebraica è essenzialmente una “legge” che i fedeli devono seguire, mentre nel Cristianesimo vi sono dei principi etici generali. Tendenzialmente &#8211; anche se soprattutto nei paesi islamici ci sono movimenti innovatori- con Muhammad si è enunciata la legge definitiva, che non potrà mai essere modificata.<strong class="spip"> Nell’Islam</strong> il dotto, o l’innovatore, è piuttosto un giurista che un teologo. Ecco perché il Salafismo, come gli altri movimenti religiosi islamici, focalizza l’attenzione sulle prescrizioni e si oppone agli innovatori modernisti.<strong class="spip"> Coloro che vorrebbero innovare</strong>, a proposito del velo (higiab) sostengono che nel Corano vi è soltanto un richiamo generale alla modestia e al pudore femminile,mentre per i salafisti la prescrizione coranica va presa alla lettera e deve quindi obbligare le donne a coprirsi se intendono essere riconosciute come fedeli autentiche: buone madri, figlie, sorelle e mogli perché con queste identità (patriarcali) che definiscono la propria esistenza. Perché quando prevale il principio della comunità, tocca alle donne rappresentarne l’integrità e la coesione, in altre parole l’onore. Le donne rappresentano, gli uomini comandano.<strong class="spip"> Nei paesi a tradizione cattolica</strong> è anche grazie a forti pensatori cattolici come Emmanuel Mounnier e Jacques Maritain, che hanno riflettuto sul soggetto come persona e individuo, che siamo giunti, a proposito del capo famiglia, alla patria potestà congiunta. E al superamento della violenza sessuale come reato contro la morale.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.womenews.net/spip/spip.php?article934">Il commento nella forma integrale è raggiungibile sul sito Womenews.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F12%2Fconfronto-tra-religione-cattolica-musulmana%2F&amp;linkname=Un%20confronto%20tra%20religione%20cattolica%20e%20musulmana" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F12%2Fconfronto-tra-religione-cattolica-musulmana%2F&amp;linkname=Un%20confronto%20tra%20religione%20cattolica%20e%20musulmana" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F12%2Fconfronto-tra-religione-cattolica-musulmana%2F&amp;linkname=Un%20confronto%20tra%20religione%20cattolica%20e%20musulmana" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F12%2Fconfronto-tra-religione-cattolica-musulmana%2F&amp;linkname=Un%20confronto%20tra%20religione%20cattolica%20e%20musulmana" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F12%2Fconfronto-tra-religione-cattolica-musulmana%2F&#038;title=Un%20confronto%20tra%20religione%20cattolica%20e%20musulmana" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/12/confronto-tra-religione-cattolica-musulmana/" data-a2a-title="Un confronto tra religione cattolica e musulmana"></a></p>]]></content:encoded>
					
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