<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gabbana &#8211; A ragion veduta</title>
	<atom:link href="https://blog.uaar.it/tag/gabbana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.uaar.it</link>
	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Mar 2007 16:20:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Il piacere del bacio in piazza, intervista al regista Pippo Delbono</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 16:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa-cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[dico]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[Gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[pacs]]></category>
		<category><![CDATA[pippo-delbono]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/</guid>

					<description><![CDATA[«Santo è il calice, santo il sangue, santo il dolore, santo l&#8217;uomo, santa la bocca&#8230; Santo è il cazzo, santo il buco del culo». E&#8217; la scena clou dello spettacolo «Urlo» con cui Pippo Delbono ha trionfato al Festival di Avignone. Un urlo, sempre più alto ad ogni passaggio, «contro il potere, soprattutto quello ecclesiastico fortissimo oggi». Che Delbono innalzerà sabato prossimo da Catania perché arrivi a Roma in sostegno ai manifestanti di Piazza Farnese. A chi, come lui, non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/" title="Read Il piacere del bacio in piazza, intervista al regista Pippo Delbono">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo">«Santo è il calice, santo il sangue, santo il dolore, santo l&#8217;uomo, santa la bocca&#8230; Santo è il cazzo, santo il buco del culo». E&#8217; la scena clou dello spettacolo «Urlo» con cui Pippo Delbono ha trionfato al Festival di Avignone. Un urlo, sempre più alto ad ogni passaggio, «contro il potere, soprattutto quello ecclesiastico fortissimo oggi». Che Delbono innalzerà sabato prossimo da Catania perché arrivi a Roma in sostegno ai manifestanti di Piazza Farnese. A chi, come lui, non ha paura di parlare di sé e della propria omosessualità.</span></p>
<p><span class="testo"><strong>Questa manifestazione irrompe nel dibattito sulle Unioni civili ponendo l&#8217;accento sul riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e denunciando un rigurgito omofobico addirittura dentro le nostre istituzioni. Lei è d&#8217;accordo con questa impostazione?<br />
</strong>Credo che il dibattito sulle unioni civili abbia toccato un pensiero malato proprio rispetto al tema dell&#8217;omosessualità. Quindi non mi sembra strano che si ponga l&#8217;accento sull&#8217;omofobia. Certo mi verrebbe da dire: come siamo rimasti indietro! Abbiamo costruito un modello di morale e di famiglia che nasconde tante bestialità. E una Chiesa che si è allontanata totalmente dal senso profondo del Cristianesimo. Mi piace ricordare che «evangelo» vuol dire rilevazione, quindi consacrare significa rivelare. Consacrare un rapporto omosessuale è avere il coraggio di rivelarlo soprattutto in questa società della maschera, dove il peccato non è tale finché rimane nascosto. Tutti noi da bambini abbiamo respirato nelle sacrestie una forte pulsione omosessuale: è troppo facile l&#8217;equazione «moralità uguale spiritualità». Ed è falsa. La conoscenza di sé dell&#8217;essere umano è un grande valore. Io non accetto più questa Chiesa che stabilisce ciò che è giusto o non lo è. Vedo una grande paura della sessualità.</p>
<p><strong>Paura che però c&#8217;è sempre stata. Però oggi lei percepisce una qualche regressione?</strong><br />
Nel nostro paese ci sono sempre state due culture, quella cattolica e comunista, attraversate entrambe dall&#8217;omofobia. Il Pci amava il Pasolini delle classi sociali, ma non lo accettavano quando parlava di omosessualità mettendo in discussione un certo machismo. Addirittura in un certo periodo la Chiesa sembrava comprendere più dei comunisti un mondo che mutava. Poi per fortuna dentro la sinistra si è aperta una finestra verso l&#8217;essere umano e le sue variegate differenze, e con fatica si è cominciato ad accettare &#8211; intellettualmente, più che nella quotidianeità &#8211; la realtà di una società plurale. Oggi invece un certo cattolicesimo mi sembra essere molto più vicino all&#8217;islamismo radicale.</p>
<p><strong>Ma la nostra società è molto più avanzata della politica</strong>.<br />
Eppure per strada non si vedono mai due uomini o due donne che si baciano, e questo la dice lunga. Contemporaneamente c&#8217;è la tendenza a mettere in ogni film, in ogni pubblicità un po&#8217; di gay, in modo da allargare il consenso. Ma è solo analisi del mercato, anche gli omosessuali consumano. Non è una vera apertura culturale.  </span></p>
<p><span class="testo"><strong>Cosa pensa della discussa pubblicità di Dolce &amp; Gabbana?</strong><br />
Penso che il loro riconoscersi in una comunità omosessuale molto snob è segno di grande chiusura. Non è che essere omosessuali significa essere persone libere. Questi personaggi mi sembrano fascisti, gente che vede il mondo dal loro salotto. Eppoi la moda &#8211; che non è arte &#8211; spesso impone chi ha avuto più fortuna o furbizia, e ha creato modelli strapagati che non hanno alcun valore reale. Questo tipo di omosessualità è un brutto segno di un impoverimento culturale: serve una rivoluzione più profonda, che vada a contaminare realmente le culture in modo trasversale, come negli anni &#8217;70. Allora il nemico era più visibile &#8211; come la guerra in Vietnam. Oggi è fortissimo ma mascherato.</p>
<p><strong>La valenza simbolica di una legge sulle Unioni civili può aiutare questa trasformazione profonda?</strong><br />
C&#8217;è bisogno urgente di vera libertà, quella di poter essere se stessi. La legge è un piccolissimo passo culturale per riconoscere legittimità a una forma normale d&#8217;amore. Per questo mi sta bene che si parli di più delle coppie omosessuali, che si inizi a dare loro maggiore visibilità. Rompendo pregiudizi come quello dei figli delle coppie omosessuali. Mentre ormai è chiaro che i bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso, che è normale vedere in paesi come il Belgio, ad esempio, non subiscono alcun trauma per questo, e crescono come tutti gli altri.</p>
<p><strong>Ma non basta per la rivoluzione culturale profonda che lei invoca.</strong><br />
No. Nella nostra società c&#8217;è un bisogno forte di trascendenza, di spiritualità; ci interroghiamo sempre più sui temi della vita e della morte. Il problema è che, mancando un approfondimento culturale vero, abbiamo delegato tutto alla Chiesa, ai religiosi. I quali, costretti nel loro ruolo, si accaniscono contro una cosa così semplice come l&#8217;amore per una persona del proprio sesso. Mentre invece spesso gli omosessuali, come le donne, forse proprio perché hanno conosciuto la condizione di sofferenza e discriminazione, hanno una spiritualità accentuata. Non a caso l&#8217;arte in un certo senso è vicina all&#8217;omosessualità, perché c&#8217;è un rapporto stretto con la gioia, la trascendenza, l&#8217;amore. Se abbiamo bisogno di cultura, non quella stereotipata dei musei o dei teatri pieni di abbonati &#8211; cultura per fare politica o per essere più religiosi, per iniziare a guardare il mondo, per cambiare, per non essere pecoroni &#8211; abbiamo bisogno di ascoltare di più gli omosessuali. Dovremmo ricominciare come negli anni &#8217;70 a riprenderci le piazze. E baciarci nelle piazze.</span></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Marzo-2007/art11.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F10%2Fpiacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono%2F&amp;linkname=Il%20piacere%20del%20bacio%20in%20piazza%2C%20intervista%20al%20regista%20Pippo%20Delbono" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F10%2Fpiacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono%2F&amp;linkname=Il%20piacere%20del%20bacio%20in%20piazza%2C%20intervista%20al%20regista%20Pippo%20Delbono" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F10%2Fpiacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono%2F&amp;linkname=Il%20piacere%20del%20bacio%20in%20piazza%2C%20intervista%20al%20regista%20Pippo%20Delbono" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F10%2Fpiacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono%2F&amp;linkname=Il%20piacere%20del%20bacio%20in%20piazza%2C%20intervista%20al%20regista%20Pippo%20Delbono" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F10%2Fpiacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono%2F&#038;title=Il%20piacere%20del%20bacio%20in%20piazza%2C%20intervista%20al%20regista%20Pippo%20Delbono" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/" data-a2a-title="Il piacere del bacio in piazza, intervista al regista Pippo Delbono"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alessandro Robecchi: D&#038;G, Donne e gay</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 13:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[volgarità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/</guid>

					<description><![CDATA[Buttatela sulla famiglia! Provate! Qualunque fesseria col botto diventa un discorso accettabile. Prendete il caso di Dolce&#38;Gabbana, segnalato in questa rubrica domenica scorsa. Una foto pubblicitaria violenta e volgare che in Spagna (e finalmente anche qui) ha suscitato proteste: una ragazza immobilizzata a terra da un giovanotto e altri umani della categoria macho-macho che guardano. Registriamo divertiti la risposta dei due sarti: quella è arte, e allora chiudete anche i musei. La soave leggiadria con cui due disegnatori di camicette...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/" title="Read Alessandro Robecchi: D&#038;G, Donne e gay">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buttatela sulla famiglia! Provate! Qualunque fesseria col botto diventa un discorso accettabile. Prendete il caso di Dolce&amp;Gabbana, segnalato in questa rubrica domenica scorsa. Una foto pubblicitaria violenta e volgare che in Spagna (e finalmente anche qui) ha suscitato proteste: una ragazza immobilizzata a terra da un giovanotto e altri umani della categoria macho-macho che guardano. Registriamo divertiti la risposta dei due sarti: quella è arte, e allora chiudete anche i musei. La soave leggiadria con cui due disegnatori di camicette si mettono alla pari con Picasso si commenta da sé. Ma veniamo alla famiglia, tema obbligato nei migliori salotti politici e nei locali di lapdance. Severa riflessione del direttore del Foglio sull&#8217;argomento: noi zapateristi, moralisti, sindacalisti eccetera eccetera abbiamo santificato la cultura gay, schernito matrimonio e famiglia, e ora questi sono i risultati. Il giro è largo: per dare dei fessi a noi (affetti da «fisime libertarie»), si insultano i gay, riducendo la loro cultura a un manifesto di D&amp;G. Hai difeso li froci? E mo&#8217; te impari, argomento raffinato, non nuovissimo a dire il vero. Visto che funziona? Buttatela sulla famiglia! Il trucco (come sempre) è girarci intorno per non parlare della vera questione morale, che non è quella dei gay, della famiglia o di noi zapateristi. Ma è la clamorosa questione morale del mercato. Che serva una donna nuda, ammiccante, provocante, per vendere un gelato, un silicone sigillante, il formaggio o dei pantaloni vorrà pur dire qualcosa. È il mercato bellezza, e chi più di ogni altro ha contribuito alla creazione della volgarità attuale, in termini di donne mercificate dalla pubblicità, è chi ha una posizione dominante sul mercato della pubblicità. Altro che dare la colpa della volgarità e del disprezzo delle donne che ci circonda a omosessuali e libertari. È il mercato, bellezza. Tabù. Parliamo d&#8217;altro, buttiamola sulla famiglia, che va di moda.</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Marzo-2007/art4.html" target="_blank">L&#8217;articolo di Alessandro Robecchi è raggiungibile sul sito del Manifesto </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Falessandro-robecchi-dg-donne-gay%2F&amp;linkname=Alessandro%20Robecchi%3A%20D%26G%2C%20Donne%20e%20gay" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Falessandro-robecchi-dg-donne-gay%2F&amp;linkname=Alessandro%20Robecchi%3A%20D%26G%2C%20Donne%20e%20gay" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Falessandro-robecchi-dg-donne-gay%2F&amp;linkname=Alessandro%20Robecchi%3A%20D%26G%2C%20Donne%20e%20gay" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Falessandro-robecchi-dg-donne-gay%2F&amp;linkname=Alessandro%20Robecchi%3A%20D%26G%2C%20Donne%20e%20gay" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Falessandro-robecchi-dg-donne-gay%2F&#038;title=Alessandro%20Robecchi%3A%20D%26G%2C%20Donne%20e%20gay" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/" data-a2a-title="Alessandro Robecchi: D&amp;G, Donne e gay"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/03/06/alessandro-robecchi-dg-donne-gay/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spot di Dolce&#038;Gabbana, attacco della Cgil anche in Italia</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2007 16:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/</guid>

					<description><![CDATA[Prima un&#8217;associazione spagnola per la difesa delle donne, poi Amnesty, ora la Cgil. E infine anche un gruppo di 13 senatori. Si allarga il fronte di chi si schiera contro la pubblicità di Dolce e Gabbana e sottolinea che i due stilisti dovrebbero chiedere scusa a tutte le donne. Nel manifesto è rappresentato un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/" title="Read Spot di Dolce&#038;Gabbana, attacco della Cgil anche in Italia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima un&#8217;associazione spagnola per la difesa delle donne, poi Amnesty, ora la Cgil. E infine anche un gruppo di 13 senatori. Si allarga il fronte di chi si schiera contro la pubblicità di Dolce e Gabbana e sottolinea che i due stilisti dovrebbero chiedere scusa a tutte le donne. Nel manifesto è rappresentato un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena. «La moda &#8211; afferma il segretario generale della Filtea-Cgil Valeria Fedeli &#8211; è innanzitutto cultura, etica, e veicolo di trasmissione di valori, sogni emozioni. È vergognoso che Dolce &amp; Gabbana veicolino un messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne. Quel manifesto dovrebbe scomparire e gli stilisti devono chiedere scusa a tutte le donne. Se ciò non avverrà, l&#8217;8 marzo le donne proclameranno uno sciopero degli acquisti dei capi di Dolce &amp; Gabbana».<br />
«Chiediamo che Dolce e Gabbana ritiri la pubblicità o che l&#8217;azienda sia richiamata al rispetto delle regole». È quanto scrivono tredici tra senatrici e senatori dell&#8217;Ulivo e di Forza Italia, prima firmataria Vittoria Franco, presidente della commissione Cultura e responsabile nazionale delle Donne Ds, al Giurì per l&#8217;autodisciplina pubblicitaria, Umberto Loi, in relazione alla nuova campagna pubblicitaria dei due stilisti italiani. La lettera è sottoscritta dai senatori dell&#8217;Ulivo Albertina Soliani, Anna Maria Carloni, Silvana Amati, Colomba Mongiello, Fiorenza Bassoli, Massimo Livi Bacci, Beatrice Magnolfi, Anna Maria Serafini, Carlo Fontana, dal vicepresidente del gruppo Luigi Zanda e da Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini di Forza Italia. «Desideriamo sottoporre al vaglio del suo giudizio la pubblicità di Dolce e Gabbana che compare in questi giorni su alcuni organi di stampa &#8211; spiegano i tredici senatori nella lettera al Giurì &#8211; La pubblicità rappresenta in maniera non allusiva una vera e propria istigazione allo stupro di gruppo: una donna sofferente a terra e tre uomini sulla cui funzione l&#8217;immagine non lascia dubbi. Siamo sconcertati e offesi poichè essa va molto oltre la concezione della donna come oggetto che il più delle volte ricorre nelle immagini pubblicitarie»<br />
La campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana «rischia di rappresentare un&#8217;apologia dell&#8217;uso della violenza nei confronti delle donne ed è un contributo inaccettabile dei due stilisti alla vigilia della Giornata internazionale della donna». È la denuncia della sezione italiana di Amnesty International, che auspica il ritiro della pubblicità, come già avvenuto in Spagna. Dice il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury: «Dal 2004 la nostra associazione conduce la campagna mondiale &#8220;Mai più violenza sulle donne&#8221;, per fermare un fenomeno che colpisce in molti Paesi due donne su tre e da cui l&#8217;Italia non è affatto immune, come denunciato dall&#8217;ultimo rapporto Istat». E aggiunge: «Il diritto delle donne a vivere libere dall&#8217;incubo della violenza ha bisogno di tutto, meno che di immagini come quelle di Dolce e Gabbana».<br />
I due stilisti sono intervenuti sul tema nel <a href="http://sitesearch.corriere.it/engineDocumentServlet.jsp?docUrl=/documenti_globnet5/mondo_corriere/Italians/2007/01/10/09070110.xml&amp;templateUrl=/motoriverticali/italians/risultato.jsp">forum Italians con Beppe Severgnini</a> difendendo la loro linea di condotta e chiudono con una provocazione: chi è più volgare, l&#8217;autore o il fruitore?</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/02/dolce.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F02%2Fspot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia%2F&amp;linkname=Spot%20di%20Dolce%26Gabbana%2C%20attacco%20della%20Cgil%20anche%20in%20Italia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F02%2Fspot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia%2F&amp;linkname=Spot%20di%20Dolce%26Gabbana%2C%20attacco%20della%20Cgil%20anche%20in%20Italia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F02%2Fspot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia%2F&amp;linkname=Spot%20di%20Dolce%26Gabbana%2C%20attacco%20della%20Cgil%20anche%20in%20Italia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F02%2Fspot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia%2F&amp;linkname=Spot%20di%20Dolce%26Gabbana%2C%20attacco%20della%20Cgil%20anche%20in%20Italia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F02%2Fspot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia%2F&#038;title=Spot%20di%20Dolce%26Gabbana%2C%20attacco%20della%20Cgil%20anche%20in%20Italia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/" data-a2a-title="Spot di Dolce&amp;Gabbana, attacco della Cgil anche in Italia"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/03/02/spot-dolcegabbana-attacco-della-cgil-anche-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gabbana: “Ridicolo aspettare 5 anni. Tutta colpa della Chiesa”</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 19:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa-cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[Gabbana]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[pacs]]></category>
		<category><![CDATA[Unione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/</guid>

					<description><![CDATA[Diritti. Doveri. Attesa di anni. Autocertificazione. Amore? Nemmeno se ne parla. Allo stilista Stefano Gabbana scappa un sorriso in bilico tra una consapevolezza acquisita negli anni e la piccola soddisfazione che almeno su questi Pacs si legiferi. Sia pure senza chiamare con quelle quattro lettere le unioni di fatto. «La coppia è coppia, oltre tutto e tutti». Stefano Gabbana, ha letto? Tre pagine per ventuno articoli con i quali si sancisce per legge «il riconoscimento giuridico» dei diritti delle persone...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/" title="Read Gabbana: “Ridicolo aspettare 5 anni. Tutta colpa della Chiesa”">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diritti. Doveri. Attesa di anni. Autocertificazione. Amore? Nemmeno se ne parla. Allo stilista Stefano Gabbana scappa un sorriso in bilico tra una consapevolezza acquisita negli anni e la piccola soddisfazione che almeno su questi Pacs si legiferi. Sia pure senza chiamare con quelle quattro lettere le unioni di fatto. «La coppia è coppia, oltre tutto e tutti».</p>
<p><strong>Stefano Gabbana, ha letto? Tre pagine per ventuno articoli con i quali si sancisce per legge «il riconoscimento giuridico» dei diritti delle persone «che fanno parte delle unioni di fatto». Contento?</strong><br />
«Se si considera che siamo l’ultimo Paese che ha affrontato il problema, di soddisfazione non si può certo parlare. E di questo ritardo enorme è colpevole la Chiesa che ha tenuto in scacco i politici impauriti di perdere i voti dei cattolici. Loro portano avanti la loro battaglia esprimendo il giudizio contrario e usando la forza delle loro opinioni come uno spauracchio. All’estero la pressione si sente meno, noi la Chiesa l’abbiamo in casa. Ogni giorno si battono contro chi a loro avviso mette in forse il concetto tradizionale di famiglia. Ma anche quella di fatto è famiglia e va protetta. Io, da cattolico, non capisco perché lottino contro l’amore. Ma il processo non può più fermarsi. I Pacs non obbligano nessuno».</p>
<p><strong>Ma in realtà di Pacs non si parla. Prodi stesso ha tenuto a dire che «nel programma non usiamo la parola Pacs, quelli che faremo non sono Pacs. Questa non è solo una questione terminologica ma di sostanza». D’accordo?</strong><br />
«I Pacs infatti sono proprio quelli che dice Prodi. Non significano “omosessualità”. Le unioni di fatto interessano tutti, soprattutto gli eterosessuali, che sono la maggior parte. Le chiamino come vogliono&#8230;».</p>
<p><strong>Qualcuno non la vede nello stesso modo. Per esempio Mastella.</strong><br />
«Mastella esprime il suo giudizio, che è uno. Poi si va avanti».</p>
<p><strong>Lei e Domenico Dolce siete stati coppia per vent’anni. Certamente una coppia privilegiata. Ma se non di guai materiali si può parlare, avete avuto altri problemi?</strong><br />
«Siamo stati fortunati, anche perché abbiamo vissuto nel nostro microcosmo nel quale non erano contemplati emarginazione e giudizio. Ma da piccolo il fatto di essere gay mi ha molto condizionato. La discriminazione era tangibile, la gente ha sempre avuto paura di tutto quello che è diverso. Immagini un bambino di 7 anni che non capisce neppure di essere diverso ma che sente qualcosa che marcia di pari passo con la vergogna. Non poterne parlare in famiglia, con gli amici. I primi insulti, gli sguardi di riprovazione. Invece tu vuoi solo bene, a prescindere dal sesso. Le difficoltà sono enfatizzate. Non capisci, senti il male, ti vengono complessi di inferiorità, di colpa, di abbandono. Sai solo che devi tacere e fingere. I problemi comportamentali che ne derivano te li porti dietro per tutta la vita e condizionano anche la coppia. Dico questo di me, perché vorrei passasse il principio che le persone vanno educate fin da piccole, a scuola, ad accettare tutti e a non pensare che esiste “il diverso”. In tre generazioni il problema sarebbe superato».</p>
<p><strong>In questa bozza di legge si trattano molti punti ma di figli nemmeno il più piccolo accenno.</strong><br />
«E’ normale, i figli sono un problema più pesante. Dare vita a una creatura è impegnativo, entriamo in un ambito pericoloso. La cautela è d’obbligo, soprattutto se si parla di adozioni. Il mondo è pieno di pazzi, è necessario controllare che questi bambini non finiscano in mani sbagliate. Parlo anche di coppie etero, ovviamente».</p>
<p><strong>Un recente studio nega che i ragazzi affidati a gay poi diventino gay a loro volta. Anzi, l’incidenza è molto minore.</strong><br />
«Ma certo, era una sciocchezza pensare a questo aspetto. Nei casi di coppie omosessuali, sono per la fecondazione artificiale. Un bambino deve avere due figure di riferimento, una femminile e una maschile. Due uomini sono sempre due uomini».</p>
<p><strong>Nella bozza, dopo il certificato anagrafico, per ottenere alcuni diritti in ambito di pensioni di reversibilità, successione e per subentrare nel contratto d’affitto, bisognerà aspettare, tre, cinque e c’è chi vorrebbe addirittura quindici anni. Le sembra giusto?</strong><br />
«L’attesa mi sembra una pagliacciata, un paraculismo. I diritti, tutti, dovrebbero scattare appena ci si registra. Che cosa significa la durata dell’unione? Nel matrimonio assistiamo a separazioni immediate, succede di tutto. Io prima di sposarmi ci penserei per bene. Devo dire che sono contrario al matrimonio (quello omosessuale è una sciocchezza), è un contratto scritto. L’unione si basa sul rispetto. Ricordiamoci che la coppia è l’inizio della famiglia a dispetto di tutto. Evidentemente dietro quest’attesa c’è qualcosa che noi non sapremo mai». [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200701articoli/17241girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F29%2Fridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa%2F&amp;linkname=Gabbana%3A%20%E2%80%9CRidicolo%20aspettare%205%20anni.%20Tutta%20colpa%20della%20Chiesa%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F29%2Fridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa%2F&amp;linkname=Gabbana%3A%20%E2%80%9CRidicolo%20aspettare%205%20anni.%20Tutta%20colpa%20della%20Chiesa%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F29%2Fridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa%2F&amp;linkname=Gabbana%3A%20%E2%80%9CRidicolo%20aspettare%205%20anni.%20Tutta%20colpa%20della%20Chiesa%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F29%2Fridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa%2F&amp;linkname=Gabbana%3A%20%E2%80%9CRidicolo%20aspettare%205%20anni.%20Tutta%20colpa%20della%20Chiesa%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F29%2Fridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa%2F&#038;title=Gabbana%3A%20%E2%80%9CRidicolo%20aspettare%205%20anni.%20Tutta%20colpa%20della%20Chiesa%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/" data-a2a-title="Gabbana: “Ridicolo aspettare 5 anni. Tutta colpa della Chiesa”"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/01/29/ridicolo-aspettare-anni-tutta-colpa-della-chiesa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>38</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using disk: enhanced 

Served from: blog.uaar.it @ 2026-06-23 15:34:15 by W3 Total Cache
-->