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	<title>laicismo &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Dio esiste? Il filosofo non lo sa</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 08:56:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La questione è delle più spinose, anche perché nessuno finora è riuscito a trovare una risposta dimostrabile. Il rapporto tra filosofia e religione si arricchisce sulle pagine de &#8220;Il Sole-24 ore Domenica&#8221; di un nuovo spunto di riflessione, che può essere sintetizzato dal titolo dell&#8217;articolo della filosofa Nicla Vassallo pubblicato la scorsa domenica sulle pagine del supplemento culturale: «In cosa crede (chi) non crede». Dopo la pubblicazione dell&#8217;articolo, le lettere arrivate in redazione sono state tantissime. La filosofa ligure ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/28/dio-esiste-filosofo-non/" title="Read Dio esiste? Il filosofo non lo sa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La questione è delle più spinose, anche perché nessuno finora è riuscito a trovare una risposta dimostrabile. Il rapporto tra filosofia e religione si arricchisce sulle pagine de &#8220;Il Sole-24 ore Domenica&#8221; di un nuovo spunto di riflessione, che può essere sintetizzato dal titolo dell&#8217;articolo della filosofa Nicla Vassallo pubblicato la scorsa domenica sulle pagine del supplemento culturale: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/04/filosofia-delle-religioni.shtml?uuid=b55bdd62-138f-11dd-822e-00000e251029">«In cosa crede (chi) non crede»</a>.  Dopo la pubblicazione dell&#8217;articolo, le <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/04/filosofia-religioni-lettere.shtml?uuid=8da370e0-1390-11dd-822e-00000e251029">lettere arrivate in redazione </a>sono state tantissime. La filosofa ligure ha cercato di rispondere ai dubbi di qualcuno. Ma ci è sembrato giusto- data la complessità della questione- dare spazio soprattutto alle domande di tutti (o quasi). A cominciare da quel lettore che sottolinea come «l&#8217;ateo non sappia dire la ragione per cui in tutti i popoli, in ogni angolo del pianeta, nascono religioni» e sostiene che «l&#8217;accanimento contro i principi religiosi si traduce oggettivamente in un &#8220;Dio è morto, tutto è permesso&#8221;». Ma alla domanda se Dio esiste, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/04/filosofia-religioni-risposta-lettera.shtml?uuid=7660e768-1391-11dd-822e-00000e251029">il filosofo non sa rispondere</a>.</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/04/filosofia-religione-introduzione.shtml?uuid=77923656-139a-11dd-822e-00000e251029&amp;type=Libero"><strong>L&#8217;articolo è tratto da Il Sole 24 Ore </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F28%2Fdio-esiste-filosofo-non%2F&amp;linkname=Dio%20esiste%3F%20Il%20filosofo%20non%20lo%20sa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F28%2Fdio-esiste-filosofo-non%2F&amp;linkname=Dio%20esiste%3F%20Il%20filosofo%20non%20lo%20sa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F28%2Fdio-esiste-filosofo-non%2F&amp;linkname=Dio%20esiste%3F%20Il%20filosofo%20non%20lo%20sa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F28%2Fdio-esiste-filosofo-non%2F&amp;linkname=Dio%20esiste%3F%20Il%20filosofo%20non%20lo%20sa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F28%2Fdio-esiste-filosofo-non%2F&#038;title=Dio%20esiste%3F%20Il%20filosofo%20non%20lo%20sa" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/28/dio-esiste-filosofo-non/" data-a2a-title="Dio esiste? Il filosofo non lo sa"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Avvenire: Il paese non si riconosce nell&#8217;estremismo laicista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 09:48:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il quotidiano della Cei, dopo la vittoria del  centro-destra, decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa esultando per la sconfitta dei socialisti e delle forze di sinistra (probabilmente per non puntare troppo i riflettori sul risultato tutto sommato magro delle forze espressamente &#8220;cattoliche&#8221;). A nostro avviso &#8211; a parte le consuete semplificazioni, arma tipica dell&#8217;apologetica, su quello che sarebbe questo orrido &#8220;laicismo&#8221; &#8211; arrivare ad affermare cose del tipo &#8220;Il sentire profondo del Paese – al di là delle specifiche...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/16/avvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista/" title="Read Avvenire: Il paese non si riconosce nell&#8217;estremismo laicista">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il quotidiano della Cei, dopo la vittoria del  centro-destra, decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa esultando per la sconfitta dei socialisti e delle forze di sinistra (probabilmente per non puntare troppo i riflettori sul risultato tutto sommato magro delle forze espressamente &#8220;cattoliche&#8221;). A nostro avviso &#8211; a parte le consuete semplificazioni, arma tipica dell&#8217;apologetica, su quello che sarebbe questo orrido &#8220;laicismo&#8221; &#8211; arrivare ad affermare cose del tipo </em>&#8220;<font>Il sentire profondo del Paese – al di là delle specifiche differenziazioni politiche – è un altro, radicato su <strong>un’antropologia solida</strong>, che ha nel <strong>diritto naturale</strong> il suo corollario</font><em> </em>[sic!]&#8221;<em>, significa ignorare la differenza che esiste tra una parte consistente del paese reale &#8211; quella dei non credenti e dei laici in generale &#8211; e la rappresentanza politica; inoltre, viene forse espressa un po&#8217; troppa sicumera sulla tenuta, la compattezza e il seguito effettivi della cultura cattolica in generale &#8211; a nostro modesto avviso.    </em></p>
<p><a href="http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire&amp;curDate=20080415&amp;goTo=A02"><strong>L&#8217;articolo di Francesco Riccardi è consultabile sul sito di Avvenire </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F16%2Favvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista%2F&amp;linkname=Avvenire%3A%20Il%20paese%20non%20si%20riconosce%20nell%E2%80%99estremismo%20laicista" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F16%2Favvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista%2F&amp;linkname=Avvenire%3A%20Il%20paese%20non%20si%20riconosce%20nell%E2%80%99estremismo%20laicista" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F16%2Favvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista%2F&amp;linkname=Avvenire%3A%20Il%20paese%20non%20si%20riconosce%20nell%E2%80%99estremismo%20laicista" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F16%2Favvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista%2F&amp;linkname=Avvenire%3A%20Il%20paese%20non%20si%20riconosce%20nell%E2%80%99estremismo%20laicista" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F16%2Favvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista%2F&#038;title=Avvenire%3A%20Il%20paese%20non%20si%20riconosce%20nell%E2%80%99estremismo%20laicista" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/16/avvenire-paese-non-riconosce-nellestremismo-laicista/" data-a2a-title="Avvenire: Il paese non si riconosce nell’estremismo laicista"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cossiga: Parlando da cattolico infante</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 11:31:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Cercherò però di dire qualcosa di non banale. Vorrei anzitutto dire che, nato in una famiglia laica, repubblicana e antifascista, educato nella fede cattolica e allevato nel così detto «cattolicesimo militante» dall&#8217;età di sei anni (mio padre mi mandò in parrocchia al grido: «Meglio i preti dei fascisti!»: e antifascisti erano il mio parroco e il mio vescovo, ed erano tempi difficili!), sono stato sempre favorevole al dialogo e alla ricerca della composizione sul piano politico dei diversi ideali....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/08/cossiga-parlando-cattolico-infante/" title="Read Cossiga: Parlando da cattolico infante">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]</p>
<p>Cercherò però di dire qualcosa di non banale. Vorrei anzitutto dire che, nato in una famiglia laica, repubblicana e antifascista, educato nella fede cattolica e allevato nel così detto «cattolicesimo militante» dall&#8217;età di sei anni (mio padre mi mandò in parrocchia al grido: «Meglio i preti dei fascisti!»: e antifascisti erano il mio parroco e il mio vescovo, ed erano tempi difficili!), sono stato sempre favorevole al dialogo e alla ricerca della composizione sul piano politico dei diversi ideali.</p>
<p>Ma ritengo che il dialogo per portare al reciproco rispetto, alla reciproca comprensione e alla «composizione», presupponga l&#8217;affermazione sincera e non dissimulata della propria identità. Ho riletto in questi giorni il confronto tra Habermas e Ratzinger, e ricordo quello meno conosciuto, tra l&#8217;«amico» Joseph Ratzinger e l&#8217;amico Massimo Cacciari, cioè fra tre uomini non solo di grandissima cultura, ma anche di grande apertura all&#8217;«altro»: e solo chi non ha letto e non conosce Joseph Ratzinger può pensare di lui il contrario. Se Joseph Ratzinger, non solo da teologo ma anche da Papa, non dicesse quello che dice anche su aborto, divorzio, fecondazione assistita, come liberale, anzi cattolico liberale, non mi sentirei tranquillo sul piano delle scelte libere e informate dei cittadini e anche dei membri del Parlamento.</p>
<p>E chi confonde i rapporti tra Santa Sede e Stato italiano e rapporti tra Chiesa Cattolica e società civile commette non solo un grande errore, ma uno sbaglio fuorviante. Così come chi confonde la laicità dello Stato, grande conquista dello Stato liberale che però non sarebbe stata possibile senza il cristianesimo, ed il «laicismo» di Stato, novella «religione laica» che abbiamo ereditato dalla Rivoluzione francese, che fu certo democratica, ma non liberale, come fu anche la Rivoluzione d&#8217;Ottobre, che della prima fu unica e legittima erede. Ci si chiede se il partito democratico sia un partito laico, anche se in realtà si vuol dire non «laico», ma «laicista». E ci si chiede anche se esso rispetti la «libertà di coscienza».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=4372&amp;ID_sezione=29&amp;sezione="><strong>L&#8217;intervento completo di Francesco Cossiga è consultabile sul sito de La Stampa</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Lo slogan di moda, da destra, a sinistra, passando per il centro: &#8220;laico ma non laicista&#8221;. Niente di nuovo sul fronte occidentale&#8230;</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fcossiga-parlando-cattolico-infante%2F&amp;linkname=Cossiga%3A%20Parlando%20da%20cattolico%20infante" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fcossiga-parlando-cattolico-infante%2F&amp;linkname=Cossiga%3A%20Parlando%20da%20cattolico%20infante" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fcossiga-parlando-cattolico-infante%2F&amp;linkname=Cossiga%3A%20Parlando%20da%20cattolico%20infante" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fcossiga-parlando-cattolico-infante%2F&amp;linkname=Cossiga%3A%20Parlando%20da%20cattolico%20infante" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fcossiga-parlando-cattolico-infante%2F&#038;title=Cossiga%3A%20Parlando%20da%20cattolico%20infante" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/08/cossiga-parlando-cattolico-infante/" data-a2a-title="Cossiga: Parlando da cattolico infante"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pera in campagna elettorale: la destra, il centro, il &#8220;demone&#8221; Pd</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 11:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salta da un convegno al Pontificio Consiglio per la Famiglia a un incontro con i candidati municipali a Tor Bella Monaca. Marcello Pera si sta giocando tutto o quasi in questa campagna elettorale. Costretto com&#8217;è a vestire più panni sulla stessa scena. Il filosofo, l&#8217;amico del Papa, il senatore, l&#8217;ex presidente del Senato, il candidato semplice, l&#8217;uomo tra la gente. Ma soprattutto è il capolista del Lazio, la regione in bilico per eccellenza. La regione determinante, la più determinante. Qui...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/08/pera-campagna-elettorale-destra-centro-demone/" title="Read Pera in campagna elettorale: la destra, il centro, il &#8220;demone&#8221; Pd">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salta da un convegno al Pontificio Consiglio per la Famiglia a un incontro con i candidati municipali a Tor Bella Monaca. Marcello Pera si sta giocando tutto o quasi in questa campagna elettorale. Costretto com&#8217;è a vestire più panni sulla stessa scena. Il filosofo, l&#8217;amico del Papa, il senatore, l&#8217;ex presidente del Senato, il candidato semplice, l&#8217;uomo tra la gente. Ma soprattutto è il capolista del Lazio, la regione in bilico per eccellenza. La regione determinante, la più determinante. Qui si deciderà la maggioranza del prossimo Senato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Infine Pera mena fendenti contro il Pd: «I due senatori teodem li hanno tolti da Palazzo Madama, li hanno messi alla Camera e li hanno sostituiti con due senatori radicali. E poi il Pd fa paura come prima. Sono quelli del Pd che hanno fatto i Dico, volevano i matrimoni omosessuali, volevano l&#8217;eutanasia, l&#8217;identità di genere, i finanziamenti per gli interventi sulle cellule staminali. È bene che i cattolici ricordino chi sono prima di voltarli».</p>
<p><a href="http://www.iltempo.it/2008/04/08/863971-pera_storace_voleva_buon_senso_perder_recuperiamolo.shtml"><strong>L&#8217;articolo completo di Fabrizio Dell&#8217;Orefice è consultabile sul sito de Il Tempo </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fpera-campagna-elettorale-destra-centro-demone%2F&amp;linkname=Pera%20in%20campagna%20elettorale%3A%20la%20destra%2C%20il%20centro%2C%20il%20%E2%80%9Cdemone%E2%80%9D%20Pd" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fpera-campagna-elettorale-destra-centro-demone%2F&amp;linkname=Pera%20in%20campagna%20elettorale%3A%20la%20destra%2C%20il%20centro%2C%20il%20%E2%80%9Cdemone%E2%80%9D%20Pd" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fpera-campagna-elettorale-destra-centro-demone%2F&amp;linkname=Pera%20in%20campagna%20elettorale%3A%20la%20destra%2C%20il%20centro%2C%20il%20%E2%80%9Cdemone%E2%80%9D%20Pd" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fpera-campagna-elettorale-destra-centro-demone%2F&amp;linkname=Pera%20in%20campagna%20elettorale%3A%20la%20destra%2C%20il%20centro%2C%20il%20%E2%80%9Cdemone%E2%80%9D%20Pd" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F08%2Fpera-campagna-elettorale-destra-centro-demone%2F&#038;title=Pera%20in%20campagna%20elettorale%3A%20la%20destra%2C%20il%20centro%2C%20il%20%E2%80%9Cdemone%E2%80%9D%20Pd" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/08/pera-campagna-elettorale-destra-centro-demone/" data-a2a-title="Pera in campagna elettorale: la destra, il centro, il “demone” Pd"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Zapatero: &#8220;I vescovi devono rispettare le nostre leggi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 11:22:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Quattro anni fa lei promise una legge sui termini di tempo entro cui poter praticare l&#8217;aborto. È una promessa che non ha mantenuto. &#8220;Una sfumatura. Non l&#8217;ho mai promesso. Non è mai uscito dalla mia bocca&#8221;. È nel suo programma. Pagina 100 del Programma elettorale del 2004: &#8220;Riformeremo la legge sul diritto all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza per adottare un sistema di termini di tempo&#8221;. &#8220;&#8230; non ho ritenuto conveniente modificare la legge&#8221;. Centinaia di migliaia, forse milioni di donne...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/07/zapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi/" title="Read Zapatero: &#8220;I vescovi devono rispettare le nostre leggi&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Quattro anni fa lei promise una legge sui termini di tempo entro cui poter praticare l&#8217;aborto. È una promessa che non ha mantenuto.</strong><br />
&#8220;Una sfumatura. Non l&#8217;ho mai promesso. Non è mai uscito dalla mia bocca&#8221;.</p>
<p><strong>È nel suo programma. Pagina 100 del Programma elettorale del 2004: &#8220;Riformeremo la legge sul diritto all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza per adottare un sistema di termini di tempo&#8221;.</strong><br />
&#8220;&#8230; non ho ritenuto conveniente modificare la legge&#8221;.</p>
<p><strong>Centinaia di migliaia, forse milioni di donne saranno deluse.</strong><br />
&#8220;Non lo so, non lo so. Io non parlo a nome delle donne. Non parlo a nome loro&#8221;.</p>
<p><strong>Avrebbe potuto farlo. Disponeva di una maggioranza sufficiente alla Camera.</strong><br />
&#8220;Sì, ma non ho ritenuto conveniente farlo e non l&#8217;ho fatto. Ritengo conveniente dialogare con il Pp&#8221;.</p>
<p><strong>Parliamo dei settori integralisti. I vescovi hanno appena eletto presidente il cardinale Rouco Varela, uno degli istigatori di tutte le manifestazioni di piazza contro il suo governo. È un cattivo presagio per i prossimi quattro anni?</strong><br />
&#8220;Non facciamo previsioni su quello che succederà. Probabilmente, il fatto che sia stato rieletto presidente della Conferenza episcopale&#8230; Per il momento, ha fatto una dichiarazione corretta, il primo giorno, e bisogna dare tempo al tempo&#8221;.</p>
<p><strong>Questa mattina hanno eletto anche García-Gasco come guardiano dell&#8217;ortodossia, che è stato il cardinale che ha detto che lei, con le sue leggi, stava dissolvendo la democrazia.</strong><br />
&#8220;È una dichiarazione inaccettabile. Inaccettabile&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo lei è il clima adatto per andare a cena col nunzio apostolico?</strong><br />
&#8220;Io sono sempre a favore del dialogo. Sempre&#8221;.</p>
<p><strong>Tuttavia, ha dichiarato che nella prossima legislatura, se vincerà, metterà i puntini sulle &#8220;i&#8221; ai vescovi.</strong><br />
&#8220;A certi che hanno fatto dichiarazioni, sì&#8221;.<br />
<strong><br />
Che cosa dirà loro?</strong><br />
&#8220;Una ragione molto evidente: che devono rispettare le leggi approvate dal Parlamento. Possono non essere d&#8217;accordo, ma non possono fare affermazioni come quelle sul fatto che sono una ferita per la democrazia, o che rappresentano un passo indietro per i diritti umani&#8221;.<br />
[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/spagna-elezioni/zapatero-vigilia/zapatero-vigilia.html"><strong>L&#8217;intervista completa di Javier Moreno è consultabile sul sito di Repubblica</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Ulteriori dichiarazioni di Zapatero sul tema sono rintracciabili da un <a href="http://www.apcom.net/news/rss/20080307_122900_46c6ff1_35219.html"><strong>lancio APCom</strong></a></em>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F07%2Fzapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CI%20vescovi%20devono%20rispettare%20le%20nostre%20leggi%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F07%2Fzapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CI%20vescovi%20devono%20rispettare%20le%20nostre%20leggi%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F07%2Fzapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CI%20vescovi%20devono%20rispettare%20le%20nostre%20leggi%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F07%2Fzapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CI%20vescovi%20devono%20rispettare%20le%20nostre%20leggi%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F07%2Fzapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi%2F&#038;title=Zapatero%3A%20%E2%80%9CI%20vescovi%20devono%20rispettare%20le%20nostre%20leggi%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/07/zapatero-i-vescovi-devono-rispettare-nostre-leggi/" data-a2a-title="Zapatero: “I vescovi devono rispettare le nostre leggi”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Zapatero: &#8220;Se vinco metterò i puntini sulle i con la Chiesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 09:01:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Zapatero, in un&#8217;intervista al giornale di Barcellona &#8216;La Vanguardia&#8217;, promette che se vincerà le prossime elezioni del 9 marzo &#8220;fisserà delle regole del gioco da rispettare&#8221; nei rapporti tra stato e Chiesa, e afferma: &#8220;Qui ci sono vescovi che sono andati oltre i limiti [&#8230;] metterò i puntini sulle i e chiarirò le cose se otterrò la fiducia dei cittadini&#8221;. Zapatero afferma inoltre che non intende cambiare la legge sui finanziamenti alla Chiesa, ma ammonisce: &#8220;la questione è di sapersi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/03/zapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa/" title="Read Zapatero: &#8220;Se vinco metterò i puntini sulle i con la Chiesa&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Zapatero, in un&#8217;intervista al giornale di Barcellona &#8216;La Vanguardia&#8217;, promette che se vincerà le prossime elezioni del 9 marzo</em> &#8220;fisserà delle regole del gioco da rispettare&#8221; <em>nei rapporti tra stato e Chiesa, e afferma</em>: &#8220;Qui ci sono vescovi che sono andati oltre i limiti [&#8230;] metterò i puntini sulle i e chiarirò le cose se otterrò la fiducia dei cittadini&#8221;. <em>Zapatero afferma inoltre che non intende cambiare la legge sui finanziamenti alla Chiesa,</em> <em>ma ammonisce:</em> &#8220;la questione è di sapersi comportare: se ci sappiamo comportare, poi parleremo del resto. Altrimenti cambieremo direzione&#8221;.  <em>Intanto, la Conferenza episcopale spagnola (Cee) si mobilita per l&#8217;elezione del suo presidente. </em></p>
<p>&#8212;<br />
<em>Lì i puntini sullle i, da noi invece, si è ancora a &#8220;Carissimo amico&#8221;&#8230; Ma mica da oggi, dal fascismo. </em></p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.apcom.net/news/rss/20080303_050853_3660cc1_34931.html"><strong>Il lancio d&#8217;agenzia è consultabile sul sito dell&#8217;APCom </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F03%2Fzapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CSe%20vinco%20metter%C3%B2%20i%20puntini%20sulle%20i%20con%20la%20Chiesa%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F03%2Fzapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CSe%20vinco%20metter%C3%B2%20i%20puntini%20sulle%20i%20con%20la%20Chiesa%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F03%2Fzapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CSe%20vinco%20metter%C3%B2%20i%20puntini%20sulle%20i%20con%20la%20Chiesa%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F03%2Fzapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa%2F&amp;linkname=Zapatero%3A%20%E2%80%9CSe%20vinco%20metter%C3%B2%20i%20puntini%20sulle%20i%20con%20la%20Chiesa%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F03%2Fzapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa%2F&#038;title=Zapatero%3A%20%E2%80%9CSe%20vinco%20metter%C3%B2%20i%20puntini%20sulle%20i%20con%20la%20Chiesa%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/03/zapatero-se-vinco-mettero-puntini-sulle-con-chiesa/" data-a2a-title="Zapatero: “Se vinco metterò i puntini sulle i con la Chiesa”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Chiesa denuncia il &#8220;fondamentalismo laico&#8221; di Zapatero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 10:04:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra i socialisti al potere e la gerarchia cattolica, la concordia non è d&#8217;abitudine. Giovedi, la &#8220;numero 2&#8221; del governo socialista, Teresa de la Vega, ha ritenuto &#8220;passata&#8221; l&#8217;epoca in cui i vescovi spagnoli potevano &#8220;imporre la loro morale&#8221; alla società. Gli ambienti clericali non sono disposti a fare mea culpa. Molto attivo contro il supposto &#8220;fondamentalismo laico&#8221; di José Luis Zapatero, l&#8217;episcopato ha insistito, ieri, cantando le lodi per la grande manifestazione che aveva organizzato a Madrid a fine...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/12/chiesa-denuncia-fondamentalismo-laico-zapatero/" title="Read La Chiesa denuncia il &#8220;fondamentalismo laico&#8221; di Zapatero">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i socialisti al potere e la gerarchia cattolica, la concordia non è d&#8217;abitudine. Giovedi, la &#8220;numero 2&#8221; del governo socialista, Teresa de la Vega, ha ritenuto &#8220;passata&#8221; l&#8217;epoca in cui i vescovi spagnoli potevano &#8220;imporre la loro morale&#8221; alla società. Gli ambienti clericali non sono disposti a fare mea culpa. Molto attivo contro il supposto &#8220;fondamentalismo laico&#8221; di José Luis Zapatero, l&#8217;episcopato ha insistito, ieri, cantando le lodi per la grande manifestazione che aveva organizzato a Madrid a fine dicembre. Con lo slogan della &#8220;difesa della famiglia cristiana&#8221;, questo corteo  è all&#8217;origine di un confronto veemente tra l&#8217;esecutivo socialista e la Chiesa spagnola, ai ferri corti dall&#8217;arrivo al potere di Zapatero, nel 2004.</p>
<p>Quel giorno, i cardinali di Madrid e Valencia, Rouco Valera e Garcìa-Gasco &#8211; gli uomini forti dell&#8217;episcopato &#8211; avevano attaccato con virulenza le riforme socialiste: &#8220;La cultura della laicità radicale è un inganno [&#8230;] che conduce tutto direttamente verso la dissoluzione della democrazia&#8221;, insisteva il secondo. &#8220;Il fondamentalismo [dei socialisti] è uno dei peggiori attacchi contro la famiglia cristiana&#8221;, colpiva il primo.</p>
<p>Da allora, la polemica cresce tra i due schieramenti, quando l&#8217;opposizione di destra, molto contenta per un braccio di ferro del genere a due mesi dalle elezioni legislative, si guarda bene dall&#8217;entrare in questo dibattito burrascoso. Anche se i socialisti non hanno toccato il Concordato del 1979 tra la Spagna e il Vaticano (che accorda grandi privilegi alla Chiesa) e hanno aumentato il proprio finanziamento pubblico (dallo 0,5 % allo 0,7 % del bilancio), l&#8217;episcopato critica le riforme di Zapatero: pieni diritti agli omosessuali (tra cui il matrimonio e l&#8217;adozione), la possibilità per i transessuali di cambiare stato civile, procedure di divorzio accelerate e anche eperimenti autorizzati sulle cellule embrionali.</p>
<p>In una società dove i costumi si liberano dei precetti cattolici con un ritmo sostenuto (i matrimoni civili sono raddoppiati in dieci anni, il numero dei bambini battezzati è passato dal 65 al 57 % in quattro anni), la mazzata è stata inferta da Zapatero all&#8217;insegnamento, dominio in cui l&#8217;episcopato godeva ancora di una grande influenza. Dalla prossima apertura delle scuole,<strong> l&#8217;educazione civica</strong>, aspramente criticata dai vescovi, <strong>sarà una materia obbligatoria in tutti i licei e le scuole medie del paese</strong> (attualmente, riguarda solo alcune regioni). Allo stesso tempo, il catechismo è diventato facoltativo, quando, sotto il conservatore Aznar, contava quanto la matematica per poter accedere all&#8217;università.</p>
<p>Per molti, a sinistra, i socialisti dovrebbero mostrarsi ancor più duri verso l&#8217;episcopato. &#8220;Zapatero è troppo <strong>titubante</strong>&#8221; sottolinea l&#8217;analista Josep Ramoneda. &#8220;Al di là di queste riforme della società, nessun governo ha fatto tante concessioni, soprattutto finanziarie, alla Chiesa.&#8221;</p>
<p>(François Musseau)</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://www.liberation.fr/actualite/monde/303433.FR.php"><strong>Fonte: Libération</strong></a></p>
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		<title>Il Piddì tra delusioni laiche e furori clericali</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 08:01:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[clericalismo]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla fondamentale questione della laicità &#8211; che poi coincide per larghissima parte con quella della natura dello Stato e dei diritti civili &#8220;indisponibili&#8221; &#8211; il Partito Democratico rischia di giocarsi molta della sua credibilità (e aggiungiamo: delle sue potenzialità democratiche). Lo attestano l&#8217;ancora scottante &#8220;caso Binetti&#8221; (chiamiamolo così), ma anche il dibattito che ne è già seguito e che è destinato a seguirne. Lo dimostrano il disagio evidente che serpeggia nelle file dei militanti, oltre che dei dirigenti, dei deputati...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/29/piddi-tra-delusioni-laiche-furori-clericali/" title="Read Il Piddì tra delusioni laiche e furori clericali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla fondamentale questione della laicità &#8211; che poi coincide per larghissima parte con quella della natura dello Stato e dei diritti civili &#8220;indisponibili&#8221; &#8211; il Partito Democratico rischia di giocarsi molta della sua credibilità (e aggiungiamo: delle sue potenzialità democratiche). Lo attestano l&#8217;ancora scottante &#8220;caso Binetti&#8221; (chiamiamolo così), ma anche il dibattito che ne è già seguito e che è destinato a seguirne. Lo dimostrano il disagio evidente che serpeggia nelle file dei militanti, oltre che dei dirigenti, dei deputati e dei senatori ulivisti. Ora, su La Stampa di ieri, Walter Veltroni assume (finalmente?) una posizione chiara: le tesi binettiane sull&#8217;omosessualità, assimilate tout court a una malattia da curare, sono &#8220;sbagliate e pericolose&#8221;, dice il leader del Pd. E lo stesso leader ribadisce l&#8217;impegno del maggior partito italiano a portare fino in fondo la legge sulle unioni civili, del resto prevista dal programma originario dell&#8217;Unione senza alcuna discriminazione nei confronti dell&#8217;orientamento sessuale delle persone. Bene, vien da dire. E&#8217; pur vero che Veltroni non ha nulla da dire sul mancato voto di fiducia al governo, nonchè sulla ardita architettura di giustificazioni teologiche che la senatrice Binetti ha poi diffuso tramite Il Foglio . E&#8217; altrettanto vero, però, che l&#8217;impegno laico assunto dal massimo livello del Pd sembra &#8220;correttivo&#8221; anche della recente (e sconcertante) vicenda romana, nel corso della quale proprio il Pd ha impedito un sostanziale passo in avanti su un diritto civico che, nel comune sentire, ha ormai assunto un carattere &#8220;basico&#8221;. Ma forse la riflessione deve cominciare &#8211; o ricominciare &#8211; proprio da qui. E lo faremo attraverso un paio di domande, nient&#8217;affatto retoriche.<br />
Primo. E&#8217; sensato che il Partito Democratico, nato nel 2007 con grandi ambizioni ideali e politiche, rischi di essere, in tema di laicità, un partito assai più arretrato di quel che fu la Democrazia Cristiana? Sembrerebbe un fatto alquanto &#8220;illogico&#8221;, per quanto sappiamo bene che la storia non si è mai basata, in realtà, su un progresso lineare &#8211; così come appare quasi una bizzarria che, se il parlamento attuale dovesse legiferare oggi sul divorzio, trentasette anni dopo l&#8217;approvazione effettiva della Fortuna-Baslini, nessuna legge divorzista avrebbe la possibilità di passare. Secondo Alfredo Reichlin (che scrive un impegnato articolo su l&#8217;Unità di ieri) queste apparenti stravaganze e queste sostanziali regressioni sono il frutto della crisi della politica, e degli sconvolgimenti profondi indotti dalla globalizzazione, che ha macinato &#8220;identità&#8221; e &#8220;consuetudini culturali&#8221; profonde, e in conseguenza ha consentito alla religioni la possibilità di occupare un inedito spazio pubblico. Si può convenire, certo, che i processi intervenuti in questi ultimi due decenni hanno drammaticamente indebolito alcuni fondamentali &#8220;caposaldi&#8221; della sinistra e delle sue battaglie: la disgregazione sociale e culturale che avanza, il mercato mondiale assunto come principio sovraordinatore di tutto, comprese le relazioni interpersonali, la drammatica condizione di insicurezza e di paura che vivono i popoli e i cittadini hanno determinato un vuoto gigantesco, fatto soprattutto di negazione del futuro, nel quale l&#8217;ideologia religiosa si è inserita con forza, anzi con prepotenza, riproponendo assolutismi, dogmatismi, certezze, ahimè, a buon mercato. Si può perfino aggiungere che, a tutto questo, ha contribuito anche una coscienza laica debole, troppo spesso incline, appunto, a un &#8220;pensiero debole&#8221; o debolmente relativistico. Ma, se questo è il complesso orizzonte con il quale bisogna misurarsi senza alcuna iattanza, non è di questo che in verità oggi stiamo discutendo &#8211; ma di qualcosa di molto più &#8220;semplice&#8221; e, se mi è consentito, di molto più pedestre. La globalizzazione ha certo dispiegato i suoi effetti devastanti anche in Paesi come la Spagna, la Francia, la Germania, così come la crisi della politica è fenomeno europeo, e anzi mondiale. Ma in tutti questi luoghi, a noi vicinissimi, i diritti civili su cui l&#8217;Italia sta arrancando costituiscono un dato più che acquisito &#8211; sono una &#8220;normalità&#8221; che nessuno mette in discussione, e se mai, come è noto, ci sono Paesi come la cattolicissima Spagna che sono andati ben oltre Pacs, Dico e Cus. E in quale altra regione d&#8217;Europa ogni volta che si propone un tema così detto &#8220;eticamente sensibile&#8221; ci si deve misurare con tanta intensità con le ultime dichiarazioni del Papa, o del cardinal Bertone, o delle alte gerarchie ecclesiastiche?</p>
<p>La risposta, dunque, è anche e soprattutto un&#8217;altra: l'&#8221;anomalia&#8221; italiana, dove ha sede la Chiesa Cattolica (per altro istituzione ecumenica e non certo nazionale) e dove oggi &#8211; oggi in specie &#8211; la Chiesa stessa ha scelto di concentrare non il suo magistero spirituale, ma il suo interventismo politico &#8211; laico, laicissimo, terrestre &#8211; e la sua forza di condizionamento. Privilegiando, a differenza del precedente pontificato certo nient&#8217;affatto definibile come progressista, i temi &#8220;morali&#8221; a quelli della pace e della guerra, prediletti dal &#8220;reazionario&#8221; Karol Woytjla. E archiviando, nella sostanza, la grande rivoluzione del Concilio Vaticano II.<br />
***<br />
Seconda domanda: ma perchè questo interventismo politico ha tanta e tale efficacia? Certo, al fondo, per molte delle ragioni sopra ricordate. Ma anche per una ragione che vale la pena di discutere: la scelta del Partito Democratico nel suo insieme (non solo cioè della sua componente cattolica) di considerare come interlocutore privilegiato il potere Vaticano. Secondo una delle (non buone) tradizioni del Pci, anzi, il rapporto con le alte gerarchie ecclesiastiche (scusate la brutalità: con quelli che comandano nella Chiesa) coincide tout court (ed anzi la esaurisce) con la &#8220;questione cattolica&#8221;. Prova ne sia la formula, secondo noi del tutto fuorviante, che oramai ha ripreso a circolare: quella che divide il mondo in &#8220;laici e cattolici&#8221; (lo fa anche Alfredo Reichlin nell&#8217;articolo citato). Come dire: da una parte i non credenti, gli agnostici, o gli atei, che sarebbero i laici; dall&#8217;altra, tutti coloro che professano una fede, e quella cattolica specialmente, che alla laicità non sono ancora pervenuti. Se questa fosse la partizione reale a cui attenersi, certo, non resterebbe altro &#8211; ad un partito come il Pd &#8211; che lavorare ad un nuovo difficile &#8220;compromesso storico&#8221;, o meglio storico-spirituale, alla ricerca di una sintesi, assai improba, tra queste due distinte e lontane Weltanschaung . Ma non è vero che questa è la partizione giusta e reale: la divisione reale passa (mi si scusi se mi ripeto) tra laici e clericali, tra i sostenitori della laicità dello Stato, qualunque sia la loro fede d&#8217;appartenenza, e i nuovi fondamentalisti religiosi, che pretendono di regolare le leggi dello Stato italiano secondo le loro convinzioni. Non occorre, insomma, essere miscredente per essere laico &#8211; come avrebbe potuto la Dc, se no, essere un partito sostanzialmente laico? Non è necessario, viceversa, essere iscritti alla Uaar per praticare la tolleranza democratica e il rispetto di ogni condizione diversa dalla propria. Appunto: non solo la gran parte dei cattolici italiani ha maturato una coscienza laica, ma quello che chiamiamo &#8220;mondo cattolico&#8221; è abitato da convinzioni e pratiche molto diverse tra loro &#8211; e spesso molto lontane dal neotemporalismo ruinian-ratzingeriano.<br />
Se si assumesse quest&#8217;ottica, la si smetterebbe, chissà, di porsi dilemmi insolubili: per esempio, tra la necessità del rigore laico nell&#8217;iniziativa legislativa, ma anche nella dimensione etico-morale, e la necessità, che anche noi riteniamo essenziale, del confrontodialogo con il mondo cattolico, nel suo insieme, nelle sue articolazioni, nelle sue sensibilità. Anche e proprio sulle questioni morali, la dottrina della Chiesa è stata, nella storia, di straordinaria duttilità. Qualche esempio? Tommaso d&#8217;Acquino, che non era proprio un passante nella realtà ecclesiale, considerava l&#8217;aborto lecito fino ai primi quaranta giorni di gravidanza, in quanto era al quarantesimo giorno per i maschi (e assai di più per le femmine) che l&#8217;anima faceva il suo ingresso nel corpo &#8211; e, come è noto, è stato comunque molti secoli dopo che il Vaticano ha dichiarato l&#8217;illeceità dell&#8217;aborto, segno che per quasi due millenni l&#8217;ha ritenuto non condannabile. Il celibato ecclesiastico risale, come norma rigida, alla Controriforma &#8211; si dia un&#8217;occhiata ai costumi non precisamente casti dei pontefici, dei cardinali e di gran parte dei prelati fino al Rinascimento compreso. Il culto della famiglia così detta &#8220;naturale&#8221; ha, a sua volta, una codificazione ancora più recente, così come l&#8217;ossessione omofobica &#8211; e non ha alcun fondamento evangelico (quando sua madre, Maria, andò a cercarlo con i suoi fratelli, non rispose forse Gesù, indicando i suoi compagni di apostolato, &#8220;questi sono i miei fratelli?&#8221; E quante volte ha ricordato di esser venuto su questa terra per dividere il padre dalla madre, il fratello dal fratello, il figlio dai genitori?). Infine, per arrivare ai nostri giorni, quanti sono nella realtà i cattolici (a cominciare da Pier Ferdinando Casini) che rifiutano l&#8217;indissolubilità del matrimonio e accettano il divorzio? Solo per dire che ieri come oggi la morale cattolica è molto spesso un elastico (contrariamente a quel che accade ad alcuni di noi, non credenti e kantiani), e che anche con questa umana elasticità, in buona o in cattiva fede che sia, va esercitato il confronto. Solo per ribadire che il punto di riferimento esclusivo dei laici, credenti o non credenti che siano, non può esser costituito dalle gerarchie dei potenti, ma deve coinvolgere tutti, da Ratzinger a don Ciotti, anche sì, per costruire il solo spazio comune possibile: quello che contamina fecondamente le identità più diverse, senza consentire a nessuna sopraffazioni, privilegi, spazi precostituiti, rendite di posizione. Questo ci permettiamo di dire anche ai dirigenti del Partito Democratico, se vogliono davvero costruire, come dice Reichlin, &#8220;un partito della nazione&#8221; e non una post-Dc che oscilla tra delusioni laiche e furori clericali.<br />
<a href="http://liberazione.it/"><strong>Fonte: Liberazione </strong></a></p>
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		<title>Scalfari: Non nominate il nome di Dio invano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
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					<description><![CDATA[MI HANNO molto colpito i pensieri e le parole scritte nei giorni Scorsi dalla senatrice Paola Binetti e da lei affidate in una lettera al &#8220;Foglio&#8221; che, a quanto lei stessa scrive, è ormai il suo giornale di elezione. Il testo di quella lettera è stato poi integralmente ripubblicato dal &#8220;Corriere della Sera&#8221;. E di nuovo la senatrice ha ripetuto e ancor più estesamente formulato i suoi pensieri in un dialogo sulla &#8220;Stampa&#8221; con Piergiorgio Odifreddi.  Il tema di questi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/28/scalfari-non-nominate-nome-dio-invano/" title="Read Scalfari: Non nominate il nome di Dio invano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MI HANNO molto colpito i pensieri e le parole scritte nei giorni  Scorsi dalla senatrice Paola Binetti e da lei affidate in una lettera al &#8220;Foglio&#8221; che, a quanto lei stessa scrive, è ormai il suo giornale di elezione. Il testo di quella lettera è stato poi integralmente ripubblicato dal &#8220;Corriere della Sera&#8221;. E di nuovo la senatrice ha ripetuto e ancor più estesamente formulato i suoi pensieri in un dialogo sulla &#8220;Stampa&#8221; con Piergiorgio Odifreddi.  Il tema di questi interventi è singolare. Viene affrontato per la prima volta nel mondo e per la prima volta nella Chiesa cattolica da parte d&#8217;un cattolico militante che si riconosce in un partito ed ha un seggio nel Senato della Repubblica. Si tratta dell&#8217;intervento di  Dio nella formulazione delle leggi, sollecitato dalle preghiere della senatrice devota. Ricordo il caso per completezza di informazione. Si votò pochi giorni fa in Senato la conversione in legge del decreto sulla sicurezza. Tra   Le varie norme ce n&#8217;era una che configurava come reato di razzismo la discriminazione nei confronti degli omosessuali effettuata con atti o parole di istigazione a discriminare. La Chiesa si allarmò per timore che la sua predicazione che considera l&#8217;amore tra omosessuali una devianza contro natura venisse giudicata reato penalmente perseguibile. Reclamò la cancellazione di quella norma e invitò esplicitamente i parlamentari cattolici a votare contro di essa. Si trattava con tutta evidenza d&#8217;un intervento e d&#8217;una interferenza che violavano in modo grave le disposizioni concordatarie. Talmente scoperta &#8211; quell&#8217;interferenza &#8211; da richiedere una protesta formale del governo nei confronti della Santa Sede. Protesta che invece e purtroppo non c&#8217;è stata. Il governo però, a sua volta allarmato dai possibili effetti di quell&#8217;interferenza clericale, pose la fiducia sul decreto e sui singoli articoli. I molti parlamentari cattolici che fanno parte della maggioranza votarono la fiducia pur con qualche disagio di coscienza. La Binetti, anch&#8217;essa con qualche disagio di segno opposto, votò invece contro la fiducia, cioè contro il suo partito e il suo governo, in obbedienza al dettame della gerarchia ccclesiastica romana.  Il Partito democratico nel quale la senatrice milita decise di mostrare comprensione per il suo voto di dissenso e di non applicare nei suoi confronti alcuna censura politica. Quanto alla norma concernente l&#8217;omofobia, essa fu approvata per un solo voto. Quello contrario della Binetti (e l&#8217;altro egualmente contrario del senatore a vita Giulio Andreotti) furono infatti compensati da altri voti. Forse ispirati, questi ultimi, dal demonio.   Non si sa e non si saprà mai.</p>
<p>Fin qui il caso Binetti. Niente di speciale: un caso di coscienza che avrebbe potuto far cadere il governo il quale riuscì tuttavia ad ottenere la fiducia e passare ancora una volta indenne in mezzo a tante traversie. Trasferitosi l&#8217;esame della legge alla Camera, dove il governo dispone d&#8217;una più solida maggioranza, si scoprì però che proprio quell&#8217;articolo sull&#8217;omofobia era affetto da un errore di redazione.  Si menzionava infatti come punto di riferimento della norma una direttiva dell&#8217;Unione Europea contenuta in un trattato che risultò non essere quello citato ma un altro. Insomma una citazione sbagliata, un errore di sbaglio come si dice in casi analoghi con qualche ironia.  Per evitare che l&#8217;emendamento dovesse nuovamente implicare un voto del Senato, il governo decise alla fine di far cadere l&#8217;articolo in questione per poi ripresentarlo in altro modo e con altro strumento legislativo.  Normale gestione d&#8217;una situazione parlamentare complicata.</p>
<p>Ma ecco a questo punto insorgere un secondo caso Binetti. Ben più clamoroso del precedente, anche se per fortuna senza effetti parlamentari immediati. E sono appunto le lettere al &#8220;Foglio&#8221; e il dibattito sulla &#8220;Stampa&#8221; dove la senatrice sostiene la tesi del  Miracolo. L&#8217;errore di sbaglio, la citazione incomprensibilmente sbagliata non si può attribuire, secondo la Binetti, ad una trascuratezza umana. Quella trascuratezza c&#8217;è indubbiamente stata, ma non è né dolosa né colposa. E&#8217; talmente macroscopica e impensabile che non può che essere stata effetto d&#8217;un &#8220;intervento dall&#8217;Alto&#8221; &#8211;  così testualmente scrive la Binetti &#8211; stimolato dalle sue preghiere.  La senatrice enumera altri casi di leggi e norme da lei ritenute indispensabili per il bene della comunità e della morale, che sono  State approvate in Parlamento e da lei attribuite ad altri &#8220;interventi dall&#8217;Alto&#8221;, anch&#8217;essi stimolati dalle sue  Preghiere. Altre norme da lei desiderate e altre preghiere da lei elevate al cielo non hanno invece trovato ascolto (è sempre la senatrice che  Parla) ma ella non dispera che lo troveranno in un prossimo futuro.    Siamo di fronte ad un caso che, come ho prima accennato, non ha riscontro nella storia né parlamentare né religiosa di nessun Paese.  Leggi e norme sull&#8217;approvazione delle quali si sarebbero verificati  interventi di Dio in accoglienza di preghiere di parlamentari. Come  giudicare simili affermazioni? Una presunzione inaudita? Un disturbo  mentale? Una fede capace di muovere le montagne e quindi nel caso  specifico di ottenere risultati parlamentari altrimenti inspiegabili?   Una forma di fondamentalismo ideologico che può suscitare un anti-fondamentalismo di analoga natura ma di segno diverso?</p>
<p>Mi permetto di segnalare alla senatrice Binetti che il tipo di  preghiere da lei elevate a Dio affinché intervenga nella legislazione   italiana sono decisamente in contrasto con la costante dottrina della   religione da lei professata. E&#8217; curioso che la senatrice non se ne renda conto. È ancor più  curioso che sia io a segnalarglielo. Ciò crea una situazione a dir  poco comica. Divertente. Paradossale. La dottrina cattolica infatti ha costantemente incoraggiato la  preghiera dei suoi fedeli. La preghiera privata ma soprattutto quella   liturgica, tanto meglio se effettuata pubblicamente e coralmente  nelle chiese o in qualsiasi sede appropriata. Ha anche indicato &#8211; la dottrina &#8211; quale debba essere l&#8217;oggetto della  preghiera. Non già invocare Dio a compiere miracoli su casi concreti  come la guarigione da una malattia o, peggio, un beneficio immediato,   una promozione, una vincita alla lotteria, l&#8217;ottenimento d&#8217;un posto  di lavoro e simili. L&#8217;approvazione di un articolo o di un comma o la vittoria d&#8217;un  quesito referendario non sono state mai contemplate in questa  casistica, ma ritengo che possano logicamente rientrarvi. Impegnare  il nome e l&#8217;intervento di Dio in questi &#8220;ex voto&#8221; avrebbe piuttosto  l&#8217;aria d&#8217;una provocazione e sfiorerebbe la blasfemia violando il  comandamento mosaico che fa divieto di &#8220;nominare il nome di Dio  invano&#8221;. L&#8217;oggetto della preghiera deve essere solo quello di chiedere a Dio  che la sua grazia discenda sull&#8217;orante, che lo aiuti a sopportare il  dolore e la sofferenza, che non lo induca in tentazioni, che lo  liberi dal Male (cioè dal peccato), che fortifichi il suo amore per  il prossimo.  Perciò lei fa benissimo, senatrice Binetti, a pregare affinché la  grazia discenda su Giuliano Ferrara (nella sua lettera al &#8220;Foglio&#8221;  c&#8217;è scritto anche questo) volendo, potrebbe anche cimentarsi a  chiedere che la grazia divina scenda su di me. Non me ne offenderei  affatto e sarebbe carino da parte sua. Ma coinvolgere Dio nella discussione parlamentare, questo, gentile  senatrice, è una bestemmia di cui forse lei dovrebbe confessarsi.  Però da un sacerdote scelto a caso. Se va da sua eminenza Ruini  sarebbe sicuramente assolta in terra. In cielo non so.</p>
<p>Post scriptum. &#8220;Il giusto modo di pregare è un processo di  purificazione interiore. Nella preghiera l&#8217;uomo deve imparare che  cosa egli possa veramente chiedere a Dio, che cosa sia degno di Dio.  Deve imparare che non può pregare contro l&#8217;altro. Deve imparare che  non può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al  momento, la piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio.   Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze&#8221;.    Queste parole si leggono nell&#8217;enciclica &#8220;Spe Salvi&#8221;  di Benedetto XVI,  a pagina 64 nell&#8217;edizione dell'&#8221;Osservatore Romano&#8221;. Le rilegga,  senatrice, e cerchi di capirne bene il senso. Soprattutto non si  autogiustifichi: il Papa, nella pagina seguente, ne fa espresso  divieto.</p>
<p><em>Il pezzo è di ieri, ma rimane sempre attuale e intelligente. Un ringraziamento a Stefano Grassino per la segnalazione della notizia e a Carlo Ristori per il testo (che mi sono permesso di &#8220;scippare&#8221; dalla mailing list, non trovandolo sul sito).</em></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/"><strong>Fonte: La Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Laicità: l&#8217;approccio &#8220;sarkozysta&#8221; secondo Yvon Quiniou</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 16:38:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una effettiva regressione nella maniera di concepire la laicità che Nicolas Sarkozy ci propone nel suo discorso di Roma, col pretesto di offrircene una visione positiva e moderna. Si consideri che la sua riflessione implica tutto in una volta un controsenso teorico, una certa ignoranza storica e una presa di posizione ideologica, tutte cose difficilmente accettabili. Il controsenso, prima di tutto. La laicità, come è rivendicata in Francia dalla Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, non si definisce...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/28/laicita-lapproccio-sarkozysta-secondo-yvon-quiniou/" title="Read Laicità: l&#8217;approccio &#8220;sarkozysta&#8221; secondo Yvon Quiniou">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una effettiva regressione nella maniera di concepire la laicità che Nicolas Sarkozy ci propone nel suo discorso di Roma, col pretesto di offrircene una visione positiva e moderna. Si consideri che la sua riflessione implica tutto in una volta un controsenso teorico, una certa ignoranza storica e una presa di posizione ideologica, tutte cose difficilmente accettabili. Il controsenso, prima di tutto. La laicità, come è rivendicata in Francia dalla Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, non si definisce positivamente come apertura di principio alle credenze religiose. Consiste invece, soprattutto, nel contenimento o nell&#8217;astensione della Repubblica, la quale ha il dovere di non attentare alla libertà di coscienza e di culto, e, di conseguenza, di non riconoscerne o sostenerne nessuno in particolare. Garantisce così, al contrario del proselitismo religioso, la libertà assoluta di essere senza religione.</p>
<p>Se la laicità ha un senso positivo, non è quello che gli attribuisce il nostro presidente. Ha come funzione non quella di liberare le credenze, ovvero di favorirle, quanto di liberare <em>dalle </em>credenze istituite che le differenti chiese hanno sempre, più o meno, voluto imporre. Fondata sulla ragione, deve formare lo spirito critico e il libero giudizio di ognuno, in modo che prenda le distanze da tutti i contenuti di pensiero religioso che pretendono di sottrarrsi al dibattito razionale e di fondare la loro legittimità su una fonte trascendente che sfugge all&#8217;intelligenza profana. Questo approccio non impedisce a nessuno di riconoscersi e di accettare le credenze religiose, ma in quanto gestite dalla ragione umana: delle credenze che non si oppongano alle acquisizioni scientifiche e morali, e sgombrate quindi dagli impeti irrazionali che le hanno troppo spesso caratterizzate.</p>
<p>E&#8217; qui che la presa di posizione di Sarkozy rivela una sorprendente ignoranza, se essa non è una finzione. L&#8217;identità progressista della Francia repubblicana non è costituita dall&#8217;eredità cristiana ufficiale ma, nella sua essenza, contro di essa. Lasciamo da parte le gravi mancanze della Chiesa cattolica nel suo rapporto con le scienze: in nome della Rivelazione dogmatica, si è regolarmente opposta alle grandi teorie scientifiche, come quelle di Galileo o di Darwin, perchè ne mettevano in dubbio la visione del mondo e dell&#8217;uomo.</p>
<p>Non parliamo dei grandi sconvolgimenti sociopolitici sui quali ormai c&#8217;è consenso: la Repubblica, i diritti dell&#8217;uomo, l&#8217;uguaglianza dell&#8217;uomo e della donna, le conquiste sociali, la concezione civili del matrimonio, la liberazione sessuale e l&#8217;accettazione del diritto alla differenza in questo campo (come l&#8217;omosessualità). Tutto questo è stato rifiutato e combattuto dall&#8217;istituzione religiosa, con virulenza.</p>
<p>Una concezione seria della laicità deve ricordarsi questi fatti, e vigilare costantemente, sulla scia della tradizione della filosofia illuminista, di fronte alle minacce che portano tutte le fedi quando non sono sottoposte all&#8217;esame critico.</p>
<p>Alla base dell&#8217;approccio di Sarkozy rispetto alla laicità, che rompe con la tradizione repubblicana francese, c&#8217;è una presa di posizione ideologica: l&#8217;idea che l&#8217;uomo non saprebbe fare a meno della religione e del fondamento che si ritiene essa apporti alle sue scelte morali. Si unisce qui chiaramente a Benedetto XVI che, nella sua ultima enciclica, difende uno scetticismo radicale riguardo la possibilità dell&#8217;umanità di migliorare la sua condizione storica senza il soccorso della fede.</p>
<p>Tutta la storia dell&#8217;umanità ci dimostra che l&#8217;uomo ha saputo evolversi senza l&#8217;aiuto delle religioni (anche se quelle hanno potuto anche aiutare questo processo) e che non c&#8217;è bisogno del riferimento alla trascendenza per sapere ciò che è bene o male: la ragione umana, competenza naturale che migliora col tempo, basta, e essa stessa ha dovuto spesso liberarsi dai pregiudizi religiosi per esercitare la sua libertà. Voler radicale l&#8217;etica nella religione, significa far dipendere i valori che devono riunire tutta l&#8217;umanità da credenze particolari, spesso opposte tra loro e la cui perennità è assicurata; significa esporsi al relativismo e al nichilismo nel momento stesso in cui si crede di combatterli.</p>
<p>Una società realmente laica troverà dunque nelle dottrine etiche delle differenti religioni solo un elemento tra gli altri per discutere sulle norme che devono reggere la nostra vita collettiva e individuale, senza conferire ad esse un qualche status di privilegio. Farà, di conseguenza, del potere umano di giudicare, condiviso da tutti, il fondamento esclusivo delle sue prese di posizione morale: solo ciò che è condiviso da tutti può decidere ciò che vale universalmente, oltre le credenze o le &#8220;miscredenze&#8221; delle une rispetto alle altre.</p>
<p><em>Intervento di Yvon Quiniou, professore di filosofia, membro del comitato di redazione della rivista &#8220;Actuel Marx&#8221; </em></p>
<p><a href="http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3232,36-993888,0.html"><strong>Fonte: Le Monde </strong></a></p>
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