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	<title>leggere &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>L&#8217;Uomo che cadde sulla Terra</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 22:53:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per uno strano scherzo del destino, in questi giorni di crisi di governo sto rileggendo un vecchio libro di fantascienza: “L&#8217;uomo che cadde sulla Terra” di Walter Tevis. Forse ricorderete il bel film che ne fu tratto nel 1976, interpretato da David Bowie. Riletto in questo momento, il romanzo acquisisce una nota di attualità ancora maggiore di quella, già notevole, che gli appartiene normalmente. Sembra veramente di leggere una profezia o, quantomeno, una stringente allegoria del nostro mondo. C&#8217;è molto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/26/luomo-che-cadde-sulla-terra/" title="Read L&#8217;Uomo che cadde sulla Terra">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Per uno strano scherzo del destino, in questi giorni di crisi di governo sto rileggendo un vecchio libro di fantascienza: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_cadde_sulla_Terra_%28romanzo%29">L&#8217;uomo che cadde sulla Terra</a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Tevis">Walter Tevis</a>. Forse ricorderete il bel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Man_Who_Fell_to_Earth_%281976_film%29">film</a> che ne fu tratto nel 1976, interpretato da David Bowie. Riletto in questo momento, il romanzo acquisisce una nota di attualità ancora maggiore di quella, già notevole, che gli appartiene normalmente. Sembra veramente di leggere una profezia o, quantomeno, una stringente allegoria del nostro mondo. C&#8217;è molto del nostro essere “razionalisti” e “progressisti” in questo malinconico romanzo. E c&#8217;è molto della nostra situazione politica di questi giorni. Credo che valga la pena parlarne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>L&#8217;Alieno che beveva troppo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il protagonista di questo romanzo, Thomas Jerome Newton, non è un essere umano. E&#8217; un alieno umanoide. Somiglia moltissimo ad un essere umano ma non lo è. E&#8217; cresciuto su Anthea, un pianeta non molto distante dalla terra, molto più piccolo e caratterizzato da una gravita pari a circa un terzo di quella terrestre. Di conseguenza, il corpo di Thomas Jerome Newton è notevolmente più fragile del nostro. Nonostante il suo metro e novanta, pesa circa 45 kg ed ha la costituzione di un uccellino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Thomas Jerome Newton non è arrivato sulla Terra per caso, e nemmeno per turismo. E&#8217; venuto, da solo e con pochissimi mezzi, con l&#8217;incarico di costruire una astronave con cui andare a prendere i suoi simili e portarli qui. Anthea, il suo pianeta di provenienza, è ormai quasi completamente privo di acqua e di fonti di energia per cui al suo popolo non resta altra scelta che tentare di emigrare su un altro pianeta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sulla Terra, Thomas Jerome Newton si trova alle prese con una impresa quasi impossibile. Sarebbe più o meno come se uno di noi venisse paracadutato nel bel mezzo della foresta del Congo con l&#8217;incarico di familiarizzare con le scimmie locali, costruire un aeroplano ed andare a prendere il resto degli umani che vivono in USA. Per affrontare questa impresa titanica, Thomas Jerome Newton dispone di un solo strumento: un patrimonio di mirabolanti brevetti da far fruttare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;ostacolo maggiore che si frappone tra Thomas Jerome Newton e la sua astronave, tuttavia, non sono gli esseri umani e la loro limitata tecnologia. Curiosamente, è la stessa nostalgia, lo stesso senso di inutilità e di disperazione che caratterizza una parte significativa del genere umano. Thomas Jerome Newton, come molti umani, finisce per essere vittima dell&#8217;alcool.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non sto a raccontarvi come finisce il romanzo nella speranza che decidiate di acquistarlo e leggerlo (è uno dei più geniali, delicati e commoventi romanzi che abbia mai letto. Ed io leggo parecchio&#8230;).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Razionalisti e Progressisti di fronte al Mondo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">C&#8217;è molto della nostra esperienza di “progressisti” e di “razionalisti” in questo romanzo. Chi di voi non si è mai sentito solo, alle prese con una impresa titanica, in un mondo di scimmie superstiziose ed ignoranti? Non si tratta di elitarismo. Né voi né io siamo realmente migliori di queste “scimmie”. Si tratta solo di una ovvia, fisiologica ed umanissima difficoltà esistenziale. Quando ci si rende conto di essere (quasi) soli, quando ci si rende conto che chi ci sta di fronte vuole calpestare deliberatamente il dono più prezioso che l&#8217;Evoluzione gli ha dato (l&#8217;intelligenza) in nome di valori tribali come la fedeltà al gruppo, è normale che si venga presi dallo sconforto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Perchè è proprio questa la situazione. Siamo tutti qui, letteralmente sulla stessa barca, una barca sempre più vicina ad affondare. Mentre una minoranza di noi si adopera per buttare fuori l&#8217;acqua, la maggioranza si dà ad assurde lotte per i posti migliori sulle panche o si mette a consultare l&#8217;oroscopo. Davvero l&#8217;orchestra del Titanic può essere eletta a metafora universale!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Ma questo Mondo è “salvabile”?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ed alla fine, è inevitabile chiedersi se questo nostro povero mondo sia “salvabile”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Staistiche, simulazioni e buon senso parlano chiaro: non lo è. Se tutto va bene, il nostro folle sistema economico è destinato a cancellare qualsiasi traccia di benessere nel giro di qualche decennio o qualche secolo, sprofondando l&#8217;intera umanità in un nuovo medioevo. Il motivo è semplice: una economia come la nostra richiede <em>crescita</em> e niente può crescere all&#8217;infinito in presenza di risorse primarie limitate e di un mercato di sbocco altrettanto limitato. Dovrebbe bastare l&#8217;esempio dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Pasqua">Isola di Pasqua</a> per capirlo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ma quasi certamente <em>non</em> andrà bene. Sappiamo da tempo che le guerre sono sostanzialmente inevitabili. La prossima guerra “seria” sarà combattuta a suon di bombe atomiche. Sarà quasi certamente l&#8217;ultima guerra che il genere umano avrà il piacere di combattere. Quella successiva sarà l&#8217;opera di qualche altra forma di vita intelligente, forse i procioni o forse i polipi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E così, eccoci qui, anche noi con il nostro bel bicchiere di gin in mano a cercare disperatamente di non pensare al domani. Proprio come il nostro Thomas Jerome Newton&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Viene da chiedersi come deve sentirsi il povero Romano Prodi in questi giorni. Prodi non è né un santo né un genio, ma di certo è una persona seria e responsabile. Ha cercato in ogni modo di salvare questo paese dalle grinfie degli affaristi senza scrupoli ma, per la seconda volta, è costretto a tornarsene a casa con le pive nel sacco. Davvero lo si può considerare “L&#8217;Uomo che cadde in Italia”. Ha la stessa eroica statura, la stessa modestia, la stessa malinconia e la stessa sfortuna del nostro Alieno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Personalmente, vorrei ringraziare di cuore Romano Prodi per averci provato.  L&#8217;Italia, in fondo, nemmeno se lo meritava.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">&nbsp;</p>
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