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	<title>Magdi-Allam &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Magdi Allam: &#8220;Su Maometto e islam il papa aveva ragione&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:10:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Denuncio il relativismo e il politicamente corretto, che ha portato l’Occidente a tagliarsi la lingua per non incorrere nel terrorismo dei tagliagole». Il giornalista Magdi Allam racconta la sua clamorosa conversione, il battesimo, il rapporto con la religione abbandonata e quella conquistata, la vita blindata a causa delle minacce islamiste, la sua idea di cattolicesimo e la sua ammirazione per il Papa. E conia un neologismo: la «logica dell’islamicamente corretto, un male &#8211; dice &#8211; da cui dobbiamo affrancarci». Il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/05/12/magdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione/" title="Read Magdi Allam: &#8220;Su Maometto e islam il papa aveva ragione&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Denuncio il relativismo e il politicamente corretto, che ha portato l’Occidente a tagliarsi la lingua per non incorrere nel terrorismo dei tagliagole». Il giornalista Magdi Allam racconta la sua clamorosa conversione, il battesimo, il rapporto con la religione abbandonata e quella conquistata, la vita blindata a causa delle minacce islamiste, la sua idea di cattolicesimo e la sua ammirazione per il Papa. E conia un neologismo: la «logica dell’islamicamente corretto, un male &#8211; dice &#8211; da cui dobbiamo affrancarci». Il suo incontro col pubblico per il libro Grazie Gesù. <em>La mia conversione dall’islam al cattolicesimo</em> (Mondadori) non è affollatissimo, ma ad alta intensità emotiva.</p>
<p>I lettori di Magdi Cristiano Allam &#8211; questo il suo nome, dopo il battesimo per mano del Papa &#8211; lo hanno applaudito con convinzione, dopo aver protestato a lungo fuori della grande «Sala dei 5000» perché non venivano aperte le porte causa prolungamento del dibattito precedente, con Marco Travaglio. Sembravano tantissimi e facevano ressa, ma alla fine si è scoperto, ad accrescere la confusione, che in parte erano fan di Travaglio in attesa del loro idolo, per strappare una firma almeno all’uscita.</p>
<p>Il giornalista del Corriere ha ricompensato i suoi fedeli per la lunga attesa, sciogliendosi in un elogio di papa Ratzinger, la cui «grandezza» sta «nell’aver indicato l’inscindibile equilibrio di fede e ragione»; e lamentando che «persino all’interno dell’Occidente gli si nega l’autorevolezza delle sue affermazioni sul piano storico e scientifico». Per quanto riguarda l’Islam, invece, usa una tecnica di analisi simile a quella che un Odifreddi, ad esempio, applica al cristianesimo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200805articoli/32713girata.asp"><strong>L&#8217;articolo completo di Mario Baudino è consultabile sul sito de La Stampa</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>L&#8217;ultimo concetto che abbiamo riportato dell&#8217;articolo risulta illuminante: anche in questo caso, si pretende di sorvolare tranquillamente sulle contraddizioni e sui messaggi preoccupanti che emergono dai propri testi sacri (persino da testi apparentemente &#8220;pacifisti&#8221; come i vangeli), per scagliarsi contro quelli altrui, come se non esistesse un certo nesso tra cristianesimo e islam e il primo non abbia fatto &#8211; in parte &#8211; da base al secondo.  </em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F05%2F12%2Fmagdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%3A%20%E2%80%9CSu%20Maometto%20e%20islam%20il%20papa%20aveva%20ragione%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F05%2F12%2Fmagdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%3A%20%E2%80%9CSu%20Maometto%20e%20islam%20il%20papa%20aveva%20ragione%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F05%2F12%2Fmagdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%3A%20%E2%80%9CSu%20Maometto%20e%20islam%20il%20papa%20aveva%20ragione%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F05%2F12%2Fmagdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%3A%20%E2%80%9CSu%20Maometto%20e%20islam%20il%20papa%20aveva%20ragione%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F05%2F12%2Fmagdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione%2F&#038;title=Magdi%20Allam%3A%20%E2%80%9CSu%20Maometto%20e%20islam%20il%20papa%20aveva%20ragione%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/05/12/magdi-allam-su-maometto-islam-papa-aveva-ragione/" data-a2a-title="Magdi Allam: “Su Maometto e islam il papa aveva ragione”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Betori sul caso Allam</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 10:28:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Betori, segretario generale della Cei, chiarisce sul battesimo di Magdi Allam: &#8220;è la riaffermazione della vocazione missionaria della Chiesa. [&#8230;] La Chiesa non può pensare di predicare il Vangelo a tutti, esclusi i musulmani. Va proposto a tutti e vogliamo riaffermare la capacità del Vangelo di essere riconversione per tutti&#8221;. Fonte: Ansa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Betori, segretario generale della Cei, chiarisce sul battesimo di Magdi Allam: &#8220;è la riaffermazione della vocazione missionaria  della Chiesa. [&#8230;] La Chiesa non può pensare di predicare il Vangelo a tutti,  esclusi i musulmani. Va proposto a tutti e vogliamo  riaffermare la capacità del Vangelo di essere riconversione  per tutti&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-03-31_131108886.html"><strong>Fonte: Ansa</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F31%2Fbetori-sul-caso-allam%2F&amp;linkname=Betori%20sul%20caso%20Allam" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F31%2Fbetori-sul-caso-allam%2F&amp;linkname=Betori%20sul%20caso%20Allam" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F31%2Fbetori-sul-caso-allam%2F&amp;linkname=Betori%20sul%20caso%20Allam" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F31%2Fbetori-sul-caso-allam%2F&amp;linkname=Betori%20sul%20caso%20Allam" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F31%2Fbetori-sul-caso-allam%2F&#038;title=Betori%20sul%20caso%20Allam" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/31/betori-sul-caso-allam/" data-a2a-title="Betori sul caso Allam"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Allam: il Vaticano prende le distanze</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/28/allam-vaticano-prende-distanze/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 10:27:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CITTÀ DEL VATICANO &#8211;Magdi Allam ha scelto di diventare cristiano e cattolico ma la sua scelta non comporta automaticamente la condivisione da parte delle autorità ecclesiastiche delle posizioni che il giornalista esprime nei suoi articoli e nei suoi libri. Lo ha precisato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, evidenziando che «accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni». «Magdi Allam &#8211; ha aggiunto &#8211; ha il diritto ad esprimere le...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/28/allam-vaticano-prende-distanze/" title="Read Allam: il Vaticano prende le distanze">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CITTÀ DEL VATICANO &#8211;</strong>Magdi Allam ha scelto di diventare cristiano e cattolico ma la sua scelta non comporta automaticamente la condivisione da parte delle autorità ecclesiastiche delle posizioni che il giornalista esprime nei suoi articoli e nei suoi libri. Lo ha precisato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, evidenziando che «accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni». <strong>«Magdi Allam &#8211; ha aggiunto &#8211;</strong> ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_27/vaticano_idee_allam_non_sono_posizione_papa_5bba7400-fc04-11dc-9a60-00144f486ba6.shtml">L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito del Corriere</a>; l&#8217;opinione di <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=4326&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">Afef Jnifen su La Stampa</a></strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F28%2Fallam-vaticano-prende-distanze%2F&amp;linkname=Allam%3A%20il%20Vaticano%20prende%20le%20distanze" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F28%2Fallam-vaticano-prende-distanze%2F&amp;linkname=Allam%3A%20il%20Vaticano%20prende%20le%20distanze" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F28%2Fallam-vaticano-prende-distanze%2F&amp;linkname=Allam%3A%20il%20Vaticano%20prende%20le%20distanze" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F28%2Fallam-vaticano-prende-distanze%2F&amp;linkname=Allam%3A%20il%20Vaticano%20prende%20le%20distanze" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F28%2Fallam-vaticano-prende-distanze%2F&#038;title=Allam%3A%20il%20Vaticano%20prende%20le%20distanze" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/28/allam-vaticano-prende-distanze/" data-a2a-title="Allam: il Vaticano prende le distanze"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Da Allah ad Allam: uso politico di una conversione</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/26/allah-allam-uso-politico-una-conversione-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 13:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che la religione possa essere instrumentum regni non ci scandalizza: tutta una tradizione politica ce l&#8217;ha insegnato. Che l&#8217;età del secolarismo sia stata seguita dal post-secolarismo, con un ritorno non già del &#8220;sacro&#8221;, ma del sacralizzato in funzione politica, lo sappiamo parimenti. Che in alcune realtà nazionali, dagli Stati Uniti all&#8217;Iran, si compia un abuso spregiudicato di fattori religiosi a fini di legittimazione e delegittimazione politica, ce l&#8217;abbiamo sotto gli occhi. E, infine, siamo via via più consapevoli della novità...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/26/allah-allam-uso-politico-una-conversione-2/" title="Read Da Allah ad Allam: uso politico di una conversione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che la religione possa essere instrumentum regni non ci scandalizza: tutta una tradizione politica ce l&#8217;ha insegnato. Che l&#8217;età del secolarismo sia stata seguita dal post-secolarismo, con un ritorno non già del &#8220;sacro&#8221;, ma del sacralizzato in funzione politica, lo sappiamo parimenti. Che in alcune realtà nazionali, dagli Stati Uniti all&#8217;Iran, si compia un abuso spregiudicato di fattori religiosi a fini di legittimazione e delegittimazione politica, ce l&#8217;abbiamo sotto gli occhi. E, infine, siamo via via più consapevoli della novità rappresentata dal &#8220;papa tedesco&#8221;, un modesto studioso, che alcuni spacciano per grande teologo, succeduto al &#8220;papa polacco&#8221;. Di Karol Woytila, Joseph Ratzinger sta buttando alle ortiche, insieme con il carisma di un pontefice, che pure ha responsabilità non piccole, sul piano politico internazionale, a cominciare dalla guerra che ha distrutto la Jugoslavia, anche la sua umanità, prima vigorosa, poi via via più sofferente. A differenza di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI sta trovando inaspettate sponde nei più diversi campi, a cominciare da una vasta area di nuovi devoti, collocabile a scacchiera nel quadro politico specialmente nazionale (in fondo il papato, checché ci si voglia far credere è una istituzione che fuori d&#8217;Italia non ha certo il peso che purtroppo ha sulla politica e sulla società italiane). Di &#8220;teodem&#8221; è zeppo il Partito Democratico; di sedicenti, quanto zelantissimi sedicenti cattolici apostolici romani è zeppo l&#8217;ultimo plastipartito berlusconiano, e, quel che è ancora più incredibile, ora anche la Lega Nord, caratterizzatasi fin dai suoi esordi come un movimento neopagano (forse gli insulti di Bossi a papa Woytila sono stati opportunamente dimenticati, come si ricordano malvolentieri le sue sparate contro «il mafioso di Arcore»: la memoria corta è provvidenziale, in troppi casi!). Infine, da sciami di &#8220;atei devoti&#8221; siamo infestati, tra politica e giornalismo. E de hoc satis.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=42163&amp;pagina=4&amp;versione=sfogliabile&amp;zoom=no&amp;id_articolo=334044"><strong>L&#8217;articolo completo di Angelo D&#8217;Orsi è consultabile sul sito di Liberazione</strong></a></p>
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		<title>Magdi Allam si confessa: &#8220;Non c&#8217;è islam moderato&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 09:39:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Milano &#8211; Ora è Magdi Cristiano Allam, ed è una svolta «radicale e definitiva». La conversione è rottura dei ponti con il passato: «Quando credevo che potesse esistere un islam moderato». Scrittore e giornalista, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, Magdi Allam è diventato cattolico la notte di Pasqua, quando Benedetto XVI l&#8217;ha battezzato con le sue mani in san Pietro. Come è cambiata la sua vita da sabato? «È cambiata la gioia interiore che provo dentro di me,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/25/magdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato/" title="Read Magdi Allam si confessa: &#8220;Non c&#8217;è islam moderato&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Milano</strong> &#8211; Ora è Magdi Cristiano Allam, ed è una svolta «radicale e definitiva». La conversione è rottura dei ponti con il passato: «Quando credevo che potesse esistere un islam moderato». Scrittore e giornalista, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, Magdi Allam è diventato cattolico la notte di Pasqua, quando Benedetto XVI l&#8217;ha battezzato con le sue mani in san Pietro.</p>
<p><strong>Come è cambiata la sua vita da sabato?</strong><br />
«È cambiata la gioia interiore che provo dentro di me, il senso di assoluta sintonia fra i valori in cui ho sempre creduto e il contesto spirituale, culturale e sociale del cattolicesimo a cui ho aderito. Mi sento forte e determinato nel mio percorso per affermare la verità, la vita e la libertà».</p>
<p><strong>A quali valori si riferisce?</strong><br />
«Quelli assoluti, universali, che rappresentano l&#8217;essenza della nostra umanità e che devono essere la base inconfutabile del dialogo».</p>
<p><strong>Un esempio?</strong><br />
«Se il dialogo si limita a una dissertazione su ciò che dicono il Corano, il Vangelo o l&#8217;Antico Testamento, o a una verifica se il Dio di una religione corrisponda a quello delle altre, allora non si potrà realizzare alcuna civiltà comune dell&#8217;uomo. La grandezza di Benedetto XVI è quella di aver affermato che, se parti dai valori inconfutabili che sono l&#8217;essenza della nostra umanità e ti accerti che su tali principi ci sia piena sintonia, allora è possibile avviare un percorso di vero riavvicinamento fra culture e religioni diverse».<br />
Nella lettera al Corriere parla di una svolta radicale e definitiva.<br />
[&#8230;]<br />
<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=250118"><strong>L&#8217;intervista completa di Eleonora Barbieri è consultabile sul sito del Giornale</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F25%2Fmagdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%20si%20confessa%3A%20%E2%80%9CNon%20c%E2%80%99%C3%A8%20islam%20moderato%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F25%2Fmagdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%20si%20confessa%3A%20%E2%80%9CNon%20c%E2%80%99%C3%A8%20islam%20moderato%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F25%2Fmagdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%20si%20confessa%3A%20%E2%80%9CNon%20c%E2%80%99%C3%A8%20islam%20moderato%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F25%2Fmagdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato%2F&amp;linkname=Magdi%20Allam%20si%20confessa%3A%20%E2%80%9CNon%20c%E2%80%99%C3%A8%20islam%20moderato%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F25%2Fmagdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato%2F&#038;title=Magdi%20Allam%20si%20confessa%3A%20%E2%80%9CNon%20c%E2%80%99%C3%A8%20islam%20moderato%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/25/magdi-allam-confessa-non-ce-islam-moderato/" data-a2a-title="Magdi Allam si confessa: “Non c’è islam moderato”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Telecamere nascoste in moschea, l’imam: sharia in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 08:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A coloro che immaginano che il velo islamico sia una libera scelta della donna o addirittura il suggello di una società multiculturale dove saremmo tutti felicemente realizzati, consiglio di seguire questa sera alle 22,35 la puntata dal titolo «Un velo fra noi», della trasmissione Controcorrente condotta da Corrado Formigli su SkyTg24. Scopriremo che nelle nostre moschee il niqab, il velo integrale, viene imposto come un precetto divino e che simboleggia la penetrazione della sharia, la legge coranica, in vista dell’islamizzazione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/01/nascoste-moschea-imam-sharia-italia/" title="Read Telecamere nascoste in moschea, l’imam: sharia in Italia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="p">A coloro che immaginano che il velo islamico sia una libera scelta della donna o addirittura il suggello di una società multiculturale dove saremmo tutti felicemente realizzati, consiglio di seguire questa sera alle 22,35 la puntata dal titolo «Un velo fra noi», della trasmissione Controcorrente condotta da Corrado Formigli su SkyTg24. Scopriremo che nelle nostre moschee il niqab, il velo integrale, viene imposto come un precetto divino e che simboleggia la penetrazione della sharia, la legge coranica, in vista dell’islamizzazione dell’Italia. Due coraggiosi giornalisti, una somala e un iracheno, camuffati da coppia «islamicamente corretta» (lei con il niqab, lui con la barba incolta), si sono avventurati in seno alle «moschee calde» di Centocelle a Roma, di Varese e di viale Jenner a Milano, muniti di una telecamera nascosta. Ed è proprio l’imam di quest’ultima moschea, Abu Imad, a rivelare con maggiore franchezza la strategia di conquista islamica del nostro Paese: «A noi la loro democrazia fa comodo, ci è utile come comunità e come individui. In verità, nella terra dei musulmani, se siamo musulmani, dobbiamo farci governare dalla sharia. <strong>Mettiamo che il mezzo per raggiungere la sharia di Allah siano elezioni libere o l’esercizio del potere. Mettiamo che i musulmani in Italia siano d’accordo ad istituire la sharia di Allah. E allora&#8230;</strong>».</div>
<div class="p">Abu Imad si ferma un attimo prima di concludere: «E allora l’Italia diventerà uno Stato islamico». Ma il senso è chiaro. L’imam della moschea più inquisita per i suoi legami con il terrorismo islamico internazionale, svela una decisa preferenza politica per la sinistra: «Vedi dove la sinistra è forte, come in Liguria e in Emilia, noi stiamo meglio. Ma purtroppo la sinistra in Lombardia è meno forte». Potrà sorprendere ma per Abu Imad l’arma vincente degli estremisti islamici è la Costituzione italiana: «Il compromesso tra le nostre convinzioni religiose e la democrazia è possibile. La Costituzione è al di sopra di qualunque legge e la Costituzione di questo Paese garantisce la libertà di culto. Perciò <strong>una legge che impedisce a una donna musulmana di portare il niqab, il velo integrale, è una legge anticostituzionale</strong>. Non venga qualcuno nel nome della libertà a togliermi la mia libertà. Sarebbe contro la Costituzione e i diritti dell’uomo. La poligamia poi, vedi, è un problema risolvibile. Intanto i poligami sono pochi e <strong>se qualcuno vuole avere due mogli si può trovare la scappatoia. Per esempio ne sposi una ufficialmente in Comune e l’altra la sposi solo secondo la sharia</strong>. Non è un problema ». Anche Haji Ibrahim, imam della moschea di Varese, indossa come Abu Imad la divisa dei radicali salafiti, la jellaba, una tunica bianca, barba incolta e sulla testa la taqiya, uno zucchetto bianco. «Il vero responsabile è in carcere.</div>
<div class="p">La moschea qui non è estremista, abbiamo questa fama perché hanno arrestato alcuni fratelli», premette l’imam, «<strong>il niqab è un volere di Allah e basta</strong>. Il profeta durante la sua vita l’ha fatto mettere alle sue mogli e alle sue figlie. Alcuni ulema dicono che la donna può lasciare scoperto l’ovale del volto e le mani,ma <strong>ci sono altri ulema che sostengono che la donna è tutta una awra, una vergogna, da coprire. Io sono convinto che una donna deve portare il niqab in questa società immorale</strong>». Il rapporto conflittuale con il nostro stato di diritto è così delineato da Haji Ibrahim: «La sharia deve essere applicata nei nostri paesi di origine. Noi qui siamo ospiti e rispettiamo le loro leggi, ma vogliamo applicare i nostri principi di fede. Con il nostro lavoro contribuiamo al progresso del Paese, però non abbiamo avuto niente in cambio. Gli italiani sono gente pacifica e noi gli vogliamo bene. Soprattutto con questo governo che è meglio di quell’altro di destra». Ma congedando il giornalista precisa: «Stiamo combattendo una guerra, qui siamo in trincea». Lo stesso concetto viene riformulato dall’imam della moschea di Centocelle a Roma: «Noi caro fratello non siamo nella terra dell’islam. Proprio per questo dobbiamo mostrare un volto adeguato dell’islam, specie ora che sul velo c’è grande polemica. La gente qui non è abituata al hijab, figuriamoci al niqab. <strong>Noi dobbiamo rispettare le regole dell’islam ma anche fare proselitismo, dobbiamo attrarre la gente verso la nostra fede e il niqab è controproducente</strong>». L’inchiesta di Controcorrente evidenzia il disagio degli italiani: «Siamo in Italia e io adesso non vedo più l’Italia», sentenzia amareggiata un’anziana milanese, «mi sembra di essere all’estero. Secondo me loro dovrebbero prendere le nostre usanze, se no tra un po’ saremo noi a prendere le loro. E non va bene!».</div>
<div class="p" />
<div class="p"><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/01/allam.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo di Magdi Allam è stato pubblicato sul sito del Corriere della Sera</a></div>
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		<title>Poligamia, la moglie accusa il capo Ucoii</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:33:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il primo dicembre vi avevamo raccontato di uno scandalo sessuale a sfondo poligamico, in cui Lia, curatrice del blog Haramlik, denunciava di essere stata ripudiata da un non meglio specificato «Mullah di noialtri». Ebbene ora siamo in grado di svelarvi il nome: Hamza Roberto Piccardo. Ed è Lia, professoressa di Letteratura che insegna a Genova, a rivelarlo: «L’ultima cosa che vorrei fare è ritrovarmi ad avere partecipato, con la mansuetudine di un capretto, alla grottesca messa in scena di una...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/16/poligamia-moglie-accusa-capo-ucoii/" title="Read Poligamia, la moglie accusa il capo Ucoii">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo dicembre vi avevamo raccontato di uno scandalo sessuale a sfondo poligamico, in cui Lia, curatrice del blog Haramlik, denunciava di essere stata ripudiata da un non meglio specificato «Mullah di noialtri». Ebbene ora siamo in grado di svelarvi il nome: Hamza Roberto Piccardo.<br />
Ed è Lia, professoressa di Letteratura che insegna a Genova, a rivelarlo: «L’ultima cosa che vorrei fare è ritrovarmi ad avere partecipato, con la mansuetudine di un capretto, alla grottesca messa in scena di una scenografia religiosa entro cui ambientare il porno amatoriale più banale del mondo, con Hamza Piccardo e Lia di Haramlik nei titoli di testa, in un tripudio di buon esempio. Ma ti prego. Fare da utile idiota, imbarazzata e silente, ai vitelloni da moschea. Non scherziamo».<br />
Piccardo è il segretario nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), il personaggio più in vista e più controverso dell’islam in Italia. Sposato civilmente con una marocchina dopo il divorzio dalla prima moglie italiana, dalle quali ha avuto complessivamente 5 figli, lo scorso marzo Piccardo ha contratto un secondo matrimonio con Lia, nella moschea di Verona. Senonché a luglio Piccardo l’ha ripudiata, comunicandole in modo sprezzante la sua brusca e unilaterale decisione tramite un sms.<br />
A quel punto Lia si è ribellata e ha avviato una campagna mediatica all’interno del suo blog, per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti di moglie divorziata, nonché per protestare contro «quest’islam semplificato a misura di cretino, questo giochetto pseudo-islamico che va in onda tra i quattro dementi che hanno avuto la ventura di trovarsi nel posto giusto al momento giusto con la religione giusta e che ne hanno fatto una rendita di potere spicciolo da miserabili ».<br />
In una email indirizzata a Piccardo [&#8230;] Lia chiarisce le ragioni per cui intende rivelare tutto, proprio tutto, di una esperienza che definisce un «delirio sado-poligamico»: «L’ultima cosa che vorrei fare, nella mia vita, è ritrovarmi omertosa, a coprire col mio partecipativo silenzio una prassi pseudomatrimoniale di bassissima lega, un uso becero della poligamia, una burocrazia religiosa adoperata come mero preservativo spirituale».<br />
Lia lamenta l’assenza di un «normale rapporto affettivo tra persone serie, adulte e perbene», denuncia un comportamento violento («eri ormai talmente arrogante da concederti il lusso di tirarmi uno schiaffo») ma soprattutto rivela il prevalere di un comportamento morboso per il sesso: «Sei arrivato al punto di dirmi, nella stessa chat, che &#8220;no, questa settimana non vado a Milano, non posso portarti neanche una scatola&#8221; e poi, poche righe più sotto, spiegarmi nei dettagli che &#8220;se adesso venissi da te, slurp, ti farei questo e quello&#8221;. Non so: cosa te la sposi a fare una donna se poi, in barba persino ai tuoi doveri di assistenza nei tre mesi successivi al divorzio, non ti chiedi sotto quale ponte stia andando a sbattere, e tutto quello che sai fare è esporle i tuoi sogni erotici quando ti gira di chiamarla?<br />
Cosa c’entra l’islam? Cosa c’è di islamico nel non assumersi nemmeno l’ultima delle responsabilità: quella di avere le palle di stare zitto e viverti i tuoi languori in silenzio, fosse solo prendendo esempio dalla donna che, con tutto il fegato che tu non hai, in silenzio assoluto si sciroppa un incubo intero? Che cos’è esattamente il matrimonio islamico targato Ucoii, segretario nazionale deimiei stivali? Come ti permetti, come vi permettete di chiamare &#8220;islamico&#8221; un simile sconcio?». Lia chiede «il mio risarcimento, buonuscita o dono di consolazione», quantificandolo in 20 mila euro.<br />
Ammonendolo che se Piccardo non accetterà la richiesta entro il 13 ottobre, «impegnerò tutte le mie energie per fare chiarezza su ciò che, a quel punto, sarebbe inequivocabilmente confermato come un uso fraudolento e blasfemo di una supposta benedizione divina sui coiti realizzati sotto l’egida dell’Ucoii, a partire dai tuoi». [&#8230;]<br />
Fino al 30 dicembre scorso, Lia nel suo blog ha minacciato di fare il nome di Piccardo: «Dovrei raccontare, a questo punto, dell’ultimo acquisto della galleria di mostri di cui è composto l’islam italiano che ho la ventura di conoscere. Non so se ne ho voglia. Eppure, scriverne si deve». Ebbene ora sappiamo chi è il protagonista di questa telenovela «sado-poligamica» dell’islam italiano. Non è l’unico e non sarà probabilmente l’ultimo di cui vi racconteremo la storia intima, di per sé squallida, ma di cui dobbiamo occuparci. Perché sono questi «musulmani di professione» gli interlocutori che lo Stato predilige e che, grazie all’imperversare dell’ignoranza, del buonismo e della collusione ideologica, stanno già praticando la sharia islamica in Italia. Non ci resta che sperare nelle donne che, al pari di Lia, ci costringano ad aprire gli occhi.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/16/lia.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo di Magdi Allam è stato pubblicato sul sito del Corriere della Sera</a></p>
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		<title>Quel Natale sconosciuto della scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 00:28:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci voleva l&#8217;articolo appassionato di un «mussulmano laico» come Magdi Allam per smascherare la superficialità e la tristezza ideologica che si nascondono dietro le azioni di quanti si sono adoperati in questi giorni per cancellare dal Natale i simboli «religiosi e umani che si ispirano al cristianesimo». Dalla tradizione del presepe al coro «Tu scendi dalle stelle» da far cantare ai bambini delle scuole materne. Ho sotto gli occhi la dichiarazione del direttore didattico di una di quelle scuole: «In...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/20/quel-natale-sconosciuto-della-scuola/" title="Read Quel Natale sconosciuto della scuola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva l&#8217;articolo appassionato di un «mussulmano laico» come Magdi Allam per smascherare la superficialità e la tristezza ideologica che si nascondono dietro le azioni di quanti si sono adoperati in questi giorni per cancellare dal Natale i simboli «religiosi e umani che si ispirano al cristianesimo». Dalla tradizione del presepe al coro «Tu scendi dalle stelle» da far cantare ai bambini delle scuole materne. Ho sotto gli occhi la dichiarazione del direttore didattico di una di quelle scuole: «In questo modo», spiega, «cerchiamo di non offendere la sensibilità di bambini di religione e culture diverse». L&#8217;articolo del Corriere della Sera ci ricorda molto semplicemente che in 25 Paesi a maggioranza mussulmana il Natale cristiano e quello ortodosso sono considerati festa nazionale e sono animati, entrambi, dagli stessi sentimenti universali di fratellanza e di amore tra gli uomini di buona volontà che guidano nel nostro Paese l&#8217;allestimento di un presepe o di un coro natalizio. Ci ricorda anche che la figura di Gesù e quella di Maria sono importanti anche per i mussulmani e vengono citate più volte,con venerazione e con rispetto, nel Corano stesso. Ma se anche non fosse tutto così semplice, aggiungo io, se qualche mussulmano si sentisse urtato nella sua suscettibilità e nascesse qualche tensione, la scuola e i suoi maestri, direttori didattici compresi, non sono lì per questo, per spiegare e per chiarire? Quale occasione migliore del Natale per fare partecipi di questi <strong>sentimenti universali</strong> tutti gli alunni e le loro famiglie, qualunque sia la loro religione? Quale momento migliore per illustrare ai bambini le verità più profonde del cristianesimo e il loro rapporto con le verità più profonde dell&#8217;Islam? [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=142037">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito del Giornale</a></p>
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		<title>Magdi Allam: «L’islam in Italia? Tutto bene» Un Dvd per le scuole</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2006 12:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È un’immagine del tutto idilliaca dell’islam e dei musulmani quella che si proporrà agli studenti delle scuole medie superiori di Milano e Lombardia, racchiusa in un Dvd che sarà presentato nei prossimi giorni. Dove i problemi che insorgono con la popolazione italiana non sarebbero affatto reali ma frutto della manipolazione e criminalizzazione attuata dai mass media. Accreditando la categoria dell’homo islamicus che, al di là di una specificità che fa riferimento alla moschea per tutti e al velo per le...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/20/magdi-allam-islam-italia-tutto-bene-dvd-per-scuole/" title="Read Magdi Allam: «L’islam in Italia? Tutto bene» Un Dvd per le scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È un’immagine del tutto idilliaca dell’islam e dei musulmani quella che si proporrà agli studenti delle scuole medie superiori di Milano e Lombardia, racchiusa in un Dvd che sarà presentato nei prossimi giorni. Dove i problemi che insorgono con la popolazione italiana non sarebbero affatto reali ma frutto della manipolazione e criminalizzazione attuata dai mass media. Accreditando la categoria dell’homo islamicus che, al di là di una specificità che fa riferimento alla moschea per tutti e al velo per le donne, non dovrebbe assolutamente preoccuparci. «Conosciamo l’islam — Giovani, musulmani, italiani» è il titolo del Dvd realizzato in mille esemplari dall’Università Cattolica di Milano, l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, il Centro servizi amministrativi di Milano e il Centro documentazione mondialità di Milano.<br />
Il filmato di 26 minuti ha come principali protagonisti alcuni esponenti dell’Associazione Giovani Musulmani d’Italia, collegata all’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), a sua volta espressione ideologica dei Fratelli Musulmani nel nostro Paese. Si comincia con Sarah Orabi, 19 anni, nata in Italia, che ha recentemente legittimato la lapidazione di un’adultera da parte di Al Qaeda in Iraq nel corso di una puntata di Porta a Porta su Raiuno: «Sono una studentessa normale, magari alcune differenze le riscontro quando cominciamo a parlare di questioni personali, di vita privata. Credo che sia normale che ognuno abbia un modo di vita diverso». Ma fino a che punto? Nel filmato non si fa cenno alla questione cruciale dell’integrazione che comporta la condivisione di regole, valori e un’identità collettiva. Dalle aule del liceo linguistico Virgilio ci si sposta nell’abitazione, sempre a Milano, di Abdallah Kabakebbji e Sumaya Albarq, figli di dirigenti dell’Ucoii. «Per una musulmana che vive in un Paese non a maggioranza islamica si pongono dei problemi visivi», dice lei mentre dà da mangiare a due splendide figliolette, «si vede subito che è una donna musulmana praticante perché porta il velo. Portare il velo non dovrebbe essere semplicemente una questione tradizionale, deve essere un atto di fede, di amore nei confronti di Dio, colei che ama Dio e vuole compiacergli, sceglie di portarlo».<br />
[&#8230;] La tesi secondo cui la regola sarebbe che la donna musulmana indossa il velo, mentre chi non lo indossa trasgredirebbe a un precetto religioso, è sostenuta anche da uno degli esperti italiani interpellati nel filmato, il sociologo Stefano Allievi [&#8230;] Ed è Sumaya a sollevare la tesi della responsabilità primaria dei mass media nella demonizzazione dell’islam [&#8230;]<br />
Una mistificazione che rischia di diventare controproducente. Perché suona come una sonora presa in giro. Possibile che siano destituiti da ogni fondamento i fatti e le paure che concernono il terrorismo islamico globalizzato, i sermoni dell’odio nelle moschee che incitano alla distruzione di Israele e inneggiano ai kamikaze, la discriminazione nei confronti di ebrei e cristiani, la violenza contro le donne, la lapidazione delle adultere, le pene corporali per i trasgressori della morale islamica, la condanna a morte degli omosessuali e dei convertiti, la poligamia e i matrimoni combinati, il rifiuto dei valori e dell’identità occidentale? Di tutto ciò non vi è traccia nel Dvd. Le autorità scolastiche competenti hanno deciso di essere rassicuranti: con l’islam e i musulmani non ci sono problemi, basta sostenerlo e crederci.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/11_Novembre/20/islam.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo di Magdi Allam è stato pubblicato sul sito del Corriere</a></p>
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		<title>Le conquiste dell’Ucoii: Ramadan al Viminale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 07:07:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Consulta-islamica]]></category>
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					<description><![CDATA[Altro che vittoria degli estremisti islamici che sono sostanzialmente riusciti a vanificare l’arma della «Carta dei valori e dei principi»! È soprattutto una conquista, simbolica masignificativa, del ministero dell’Interno che, per la prima volta nella storia d’Italia, ha ospitato una preghiera collettiva islamica, al seguito dell’Iftar, il pasto di rottura del digiuno del Ramadan. Il tutto richiesto e offerto da Nour Dachan, il presidente dell’Ucoii. Con il ministro Giuliano Amato ospite d’onore. Ciò che forse è sfuggito ad Amato, ma...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/04/conquiste-dell-ucoii-ramadan-viminale/" title="Read Le conquiste dell’Ucoii: Ramadan al Viminale">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che vittoria degli estremisti islamici che sono sostanzialmente riusciti a vanificare l’arma della «Carta dei valori e dei principi»! È soprattutto una conquista, simbolica masignificativa, del ministero dell’Interno che, per la prima volta nella storia d’Italia, ha ospitato una preghiera collettiva islamica, al seguito dell’Iftar, il pasto di rottura del digiuno del Ramadan. Il tutto richiesto e offerto da Nour Dachan, il presidente dell’Ucoii. Con il ministro Giuliano Amato ospite d’onore. Ciò che forse è sfuggito ad Amato, ma certamente non a Dachan, a Khalil Altoubat, che ha contribuito alle spese del pasto serale, e ai musulmani membri della «Consulta per l’islam italiano », è che così si è accreditato l’homo islamicus come interlocutore ufficiale dello Stato. [&#8230;] Cominciando con il radicamento e il controllo delle moschee, l’ostentazione della pratica religiosa, la sottomissione dell’insieme dei musulmani e la conversione dei «miscredenti», l’affermazione di una «identità islamica» anche se in contrasto con i valori della comune identità nazionale italiana e con i diritti fondamentali della persona. Diversi musulmani della Consulta si sono sentiti scioccati, imbarazzati e umiliati per essersi trovati costretti a sottostare all’arbitrio di Dachan, con cui non hanno nulla a che spartire sul piano delle idee e dell’interpretazione della fede. Perché Amato non ha ritenuto opportuno, lui che è laico e ministro di uno Stato laico, interpellare i musulmani laici e i non praticanti in seno alla Consulta, quelli che non digiunano nel Ramadan e non pregano abitualmente o affatto? E al Viminale ci si è resi conto di aver permesso a Dachan, creando un pericoloso precedente politico, di emergere come il «vero musulmano», l’homo islamicus che vive di pratica cultuale e di espansionismo religioso, condannando come «falsi musulmani » coloro che non sono a sua immagine e somiglianza? [&#8230;] Quindi il suo braccio destro, il convertito Hamza Piccardo, ha denunciato l’atteggiamento discriminatorio e anticostituzionale di una «Carta dei valori» riservata ai musulmani. Ed è così che ieri Amato ha definitivamente sepolto l’arma politica da lui ideata per combattere gli estremisti islamici, sostenendo che «la Carta dei valori non riguarderà solo i musulmani ma tutte le comunità religiose», mentre i suoi collaboratori si sono spinti oltre affermando che essa dovrà essere «capace di tradurre i valori della Costituzione in un linguaggio moderno in modo da essere una base di principi per tutti i nuovi cittadini italiani». Ebbene dal ministero dell’Interno ci si attenderebbe non la rivisitazione lessicale della Costituzione, bensì la definizione di una strategia di contrasto dell’estremismo e del terrorismo islamico che hanno trasformato l’Occidente in una «fabbrica di kamikaze ». E il nodo è l’ideologia dell’odio che trasforma le persone in robot della morte, un nodo che l’Italia dice di voler sciogliere, ma che è da tagliare prima che, come un tumore, uccida tutti noi.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/04/ramadan.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
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