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	<title>Marocco &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Piacenza: minorenne marocchina simula rapimento per sfuggire a matrimonio combinato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 09:26:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una sedicenne di origine marocchina, ma cresciuta a Piacenza dove frequenta una scuola superiore, avrebbe simulato un sequestro di persona per sfuggire al promesso sposo, anch&#8217;egli marocchino e ultrasessantenne. La ragazza si era allontanata da casa all&#8217;inizio del mese e non aveva più dato sue notizie. I genitori hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri. La giovane è stata trovata a Rozzano (Mi). Successivamente alla scomparsa alla famiglia sono arrivate richieste telefoniche di denaro e minacce, e il padre e la...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/25/piacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato/" title="Read Piacenza: minorenne marocchina simula rapimento per sfuggire a matrimonio combinato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sedicenne di origine marocchina, ma cresciuta a Piacenza dove frequenta una scuola superiore, avrebbe simulato un sequestro di persona per sfuggire al promesso sposo, anch&#8217;egli marocchino e ultrasessantenne. La ragazza si era allontanata da casa all&#8217;inizio del mese e non aveva più dato sue notizie. I genitori hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri. La giovane è stata trovata a Rozzano (Mi).</p>
<p>Successivamente alla scomparsa alla famiglia sono arrivate richieste telefoniche di denaro e minacce, e il padre e la madre della ragazzina si sono nuovamente rivolti all&#8217;Arma. Del caso si sono occupati i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza, diretti dal tenente Rocco Papaleo e coordinati dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bologna Valter Giovannini.</p>
<p>Quarantotto ore di serrate indagini hanno portato gli investigatori da Piacenza alla stazione centrale di Milano, poi a Buccinasco e Rozzano, dove la minorenne è stata ritrovata. La ragazzina ha raccontato di essere fuggita al promesso sposo in arrivo dalla Francia, un matrimonio combinato dalla sua famiglia, ma lei si era innamorata di un suo coetaneo.</p>
<p><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo419259.shtml"><span style="font-weight: bold">Il lancio è tratto dal sito del TgCom</span></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F25%2Fpiacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato%2F&amp;linkname=Piacenza%3A%20minorenne%20marocchina%20simula%20rapimento%20per%20sfuggire%20a%20matrimonio%20combinato" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F25%2Fpiacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato%2F&amp;linkname=Piacenza%3A%20minorenne%20marocchina%20simula%20rapimento%20per%20sfuggire%20a%20matrimonio%20combinato" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F25%2Fpiacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato%2F&amp;linkname=Piacenza%3A%20minorenne%20marocchina%20simula%20rapimento%20per%20sfuggire%20a%20matrimonio%20combinato" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F25%2Fpiacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato%2F&amp;linkname=Piacenza%3A%20minorenne%20marocchina%20simula%20rapimento%20per%20sfuggire%20a%20matrimonio%20combinato" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F25%2Fpiacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato%2F&#038;title=Piacenza%3A%20minorenne%20marocchina%20simula%20rapimento%20per%20sfuggire%20a%20matrimonio%20combinato" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/06/25/piacenza-marocchina-minorenne-simula-rapimento-per-sfuggire-matrimonio-combinato/" data-a2a-title="Piacenza: minorenne marocchina simula rapimento per sfuggire a matrimonio combinato"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Moschea a Treviso: Gentili disposto a collaborare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 09:29:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il console del Marocco blocca la preghiera musulmana in via Cisole e Gentilini ricambia aprendo agli islamici, che chiedono di poter creare a Treviso «un luogo di incontro e preghiera». Il clamoroso dietrofront dello sceriffo della Lega è stato suggellato ieri dalla stretta di mano con il console del Marocco Mohamed Laghmari, in città per placare le tensioni tra Ca&#8217; Sugana e i musulmani di seconda generazione. I giovani musulmani di seconda generazione, sollecitati dal console del Marocco, hanno deciso...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/21/moschea-treviso-gentili-disposto-collaborare/" title="Read Moschea a Treviso: Gentili disposto a collaborare">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il console del Marocco blocca la preghiera musulmana in via Cisole e Gentilini ricambia aprendo agli islamici, che chiedono di poter creare a Treviso «un luogo di incontro e preghiera». Il clamoroso dietrofront dello sceriffo della Lega è stato suggellato ieri dalla stretta di mano con il console del Marocco Mohamed Laghmari, in città per placare le tensioni tra Ca&#8217; Sugana e i musulmani di seconda generazione.<br />
I giovani musulmani di seconda generazione, sollecitati dal console del Marocco, hanno deciso di sospendere la preghiera non autorizzata (da Ca&#8217; Sugana) del venerdì nel parcheggio di via Cisole, organizzata in segno di protesta contro il Comune, che fino all&#8217;altro ieri non ne voleva sapere di centri di preghiera islamici. A quanto pare, il console del Marocco, senza pressioni, ha ricucito lo strappo coi giovani ribelli dai quali peraltro avevano preso subito le distanze i «vecchi» di prima generazione. Lo stesso Gentilini ha cambiato posizione, sposando di fatto le tesi dell&#8217;assessore azzurro Bastianetto (difeso dal vicecoordinatore Crea), prima fustigato dallo sceriffo.<br />
Il console Laghmari, ribaltando la scaletta degli appuntamenti, ieri ha voluto incontrare per primi i ragazzi di seconda generazione. Parole evidentemene risolutive, le sue. Poi un salto al centro Hilal. Con lui c&#8217;era l&#8217;assessore regionale ai flussi migratori De Bona, che è stato molto chiaro: «Non è competenza della Regione trovare un posto per la preghiera, ma degli enti locali. Trovare un posto per la preghiera è comunque auspicabile per aiutare chi è venuto a lavorare qui». Quindi, verso le 11.30, il passaggio a Ca&#8217; Sugana per la visita allo sceriffo. Che si è esibito nel suo repertorio, parlando in francese stile Alberto Sordi: «Con gli angloamericani qui a Treviso durante la guerra c&#8217;erano i reparti marocchini, che ho conosciuto e apprezzato». Incontro a porte chiuse, con il console accompagnato dai leader della comunità marocchina Tadil e Kezraji. Alla fine è uscito Gentilini e ha spiazzato tutti: «Fenomeni come quello di via Cisole, gestito da estremisti e dalla falce e martello, non avverranno mai più. Fatti simili distruggerebbero qualsiasi possibilità di dialogo tra noi e il Marocco». E allora sceriffo, come si è lasciato con il console? «Ho recepito le istanze dei rappresentanti delle comunità marocchine e del console. Il console si farà portavoce delle richieste della sua comunità, io le inoltrerò alla Lega, per avere una risposta al fine di lanciare qualche progetto positivo». Vuol dire che Gentilini apre alla moschea? «Questo non è un mio problema, va affrontato in sede governativa. Io non posso dire nulla dei centri di preghiera. Io voglio solo massima legalità e trasparenza, altrimenti non si fa niente. Questo è l&#8217;accordo preso oggi con persone oneste e integrate, non con estremisti». Il console, di rimando: «C&#8217;è la volontà comune di lavorare insieme e risolvere sia i problemi reali che quelli artificiali nati a Treviso». E i ragazzi di seconda generazione? «Pregare in un parcheggio non è né la forma giusta né la via giusta. Ciascuno è comunque responsabile dei suoi atti».</p>
<p>[&#8230;]<br />
<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//2030341"><strong>L&#8217;articolo integrale è consultabile sul sito de L&#8217;Espresso</strong></a></p>
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		<title>La guerra al terrore ha radicalizzato l&#8217;islam</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 19:27:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da quando nell&#8217;ottobre del 2001 gli Stati Uniti hanno dichiarato la guerra al terrorismo, il mondo musulmano si è radicalizzato ed è aumentato a dismisura il numero dei fondamentalisti e degli antiamericani nella società musulmana. E i più radicali appartengono alle classi più ricche e istruite, e non alle masse povere. È ciò che emerge dalla più grande ricerca mai effettuata finora nel mondo musulmano, riportata sul sito online del quotidiano britannico «Times». Il centro studio musulmano dell&#8217;agenzia Gallup di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/21/guerra-terrore-radicalizzato-lislam/" title="Read La guerra al terrore ha radicalizzato l&#8217;islam">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando nell&#8217;ottobre del 2001 gli Stati Uniti hanno dichiarato la guerra al terrorismo, il mondo musulmano si è radicalizzato ed è aumentato a dismisura il numero dei fondamentalisti e degli antiamericani nella società musulmana. E i più radicali appartengono alle classi più ricche e istruite, e non alle masse povere. È ciò che emerge dalla più grande <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article1415550.ece" target="_blank">ricerca mai effettuata finora nel mondo musulmano, riportata sul sito online del quotidiano britannico «Times».</a> Il centro studio musulmano dell&#8217;agenzia Gallup di New York ha intervistato oltre 10 mila cittadini musulmani in dieci diversi Paesi a predominanza islamica tra il 2005 e il 2006. Uno studio simile era stato effettuato dalla Gallup già nel 2001, ma su un campione molto più modesto.<br />
Il 7% degli intervistati afferma che gli eventi dell&#8217;11 settembre 2001 sono «pienamente giustificati». In Arabia Saudita il 79% ha «un&#8217;idea sfavorevole» degli Usa. Inoltre si dichiarano antiamericani il 65% dei giordani, il 49% dei marocchini, il 52% degli iraniani e il 65% dei pakistani. L&#8217;unica consolazione per gli Usa è che in questi due ultimi Paesi rispetto al 2001 l&#8217;antiamericanismo è diminuito. Infatti nel 2001 gli iraniani che si dichiaravano antiamericani erano il 63%, mentre i pakistani erano il 69%.<br />
Lo studio mostra la netta divisione che vi è nella società musulmana nel giudicare l&#8217;Occidente: una parte sembra ammirare alcuni valori occidentali come la democrazia, la tecnologia, la libertà di parola e la libertà, ma un&#8217;altra parte sembra detestarli aspramente. Per quanto riguarda la religione, essa è fortemente presente sia tra i radicali sia tra i moderati. La maggioranza dei musulmani intervistati condanna l&#8217;Occidente per la promiscuità e per la sua decadenza morale. Su alcuni temi religiosi si notano piccole differenze: mentre la sharia, la legge islamica, gode di un ampio consenso, solo una minoranza vuole che i leader religiosi siano anche i legislatori della società. Molte donne che vivono in Stati in cui la religione musulmana è prevalente, dichiarano che la sharia deve ispirare le leggi della nazione, ma allo stesso tempo affermano di credere nell&#8217;eguaglianza dei diritti tra uomo e donna.<br />
«I fondamentalisti musulmani hanno tante cose in comune con i loro fratelli moderati», dichiara il reportage della Gallup. «Se l&#8217;Occidente vuole sconfiggere i radicali e rafforzare i moderati, è bene che sappia riconoscere questo dato». Infatti non ci sarebbero grandi differenze in molte interpretazioni della religione da parte dei moderati e dei radicali: «Non ci sono grandi differenze nella religiosità tra i moderati e radicali», dichiara Dalia Mogahed, direttore dello studio del centro studi sui musulmani di New York. «Infatti non è vero che i radicali praticano con più assiduità i dettami religiosi rispetto ai moderati».<br />
Il direttore del centro studi continua: «Non è un segreto che molti nel mondo musulmano soffrono un&#8217;estrema povertà e una scarsa istruzione. Ma forse i radicali sono più poveri degli altri musulmani? Noi abbiamo appurato l&#8217;opposto: nella società musulmana i radicali sono coloro che guagnano di più e coloro che trascorrono più anni nelle scuole». Infatti secondo lo studio, i radicali sono coloro che si dichiarano maggiormente soddisfatti dei loro guadagni e della loro qualità della vita.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/21/guerra.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it </a></p>
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		<title>Niente scherzi sull&#8217;islam, Rabat mette al bando un giornale</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 15:19:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio non scherzare con l&#8217;islam in Marocco. Il periodico arabofono Nichane l&#8217;ha imparato sulla propria pelle: in seguito a un servizio sulle «noukat», le barzellette di uso comune tra i sudditi di Mohammed VI, si è visto chiudere i battenti di imperio, mentre il suo direttore Driss Ksikes e la giornalista Sanaa Al Aji sono stati portati in giustizia, dove rischiano tra i tre e i cinque anni di carcere per «attentato alla religione islamica». Tutto è cominciato il 10...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/13/niente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale/" title="Read Niente scherzi sull&#8217;islam, Rabat mette al bando un giornale">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio non scherzare con l&#8217;islam in Marocco. Il periodico arabofono Nichane l&#8217;ha imparato sulla propria pelle: in seguito a un servizio sulle «noukat», le barzellette di uso comune tra i sudditi di Mohammed VI, si è visto chiudere i battenti di imperio, mentre il suo direttore Driss Ksikes e la giornalista Sanaa Al Aji sono stati portati in giustizia, dove rischiano tra i tre e i cinque anni di carcere per «attentato alla religione islamica». Tutto è cominciato il 10 dicembre, quando il settimanale &#8211; nato quattro mesi fa da una costola di Tel Quel, giornale francofono molto in voga tra la «gioventù dorata» di Casablanca &#8211; ha realizzato il dossier sulle «noukat». [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/12-Gennaio-2007/art35.html" target="_blank">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Stefano Liberti è stato pubblicato sul sito del Manifesto</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F13%2Fniente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale%2F&amp;linkname=Niente%20scherzi%20sull%E2%80%99islam%2C%20Rabat%20mette%20al%20bando%20un%20giornale" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F13%2Fniente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale%2F&amp;linkname=Niente%20scherzi%20sull%E2%80%99islam%2C%20Rabat%20mette%20al%20bando%20un%20giornale" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F13%2Fniente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale%2F&amp;linkname=Niente%20scherzi%20sull%E2%80%99islam%2C%20Rabat%20mette%20al%20bando%20un%20giornale" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F13%2Fniente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale%2F&amp;linkname=Niente%20scherzi%20sull%E2%80%99islam%2C%20Rabat%20mette%20al%20bando%20un%20giornale" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F13%2Fniente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale%2F&#038;title=Niente%20scherzi%20sull%E2%80%99islam%2C%20Rabat%20mette%20al%20bando%20un%20giornale" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/13/niente-scherzi-islam-rabat-mette-bando-giornale/" data-a2a-title="Niente scherzi sull’islam, Rabat mette al bando un giornale"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Milano: Spirit of Fès</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2006 19:39:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano  dal 15 ottobre al 27 novembre prossimi la seconda edizione di &#8221; Spirit of Fès a Milano&#8220;, tappa del programma internazionale del Festival di Fès, in Marocco, nominato nel 2001 dalle Nazioni Unite come uno dei dieci  eventi mondiali più rilevanti per il Dialogo fra culture. La manifestazione è organizzata dall&#8217;Associazione Culturale Eclettica &#038; Media e dal Teatro della Cooperativa e promossa dalla Provincia di Milano/Settore Cultura, con la collaborazione dell&#8217;Ente Turismo del Marocco e dell&#8217;Azienda Trasporti Milanesi....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/13/milano-spirit-of-fes/" title="Read Milano: Spirit of Fès">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Milano  dal 15 ottobre al 27 novembre prossimi la seconda edizione di &#8221; <em><strong>Spirit of Fès a Milano</strong></em>&#8220;, tappa del programma internazionale del Festival di Fès, in Marocco, nominato nel 2001 dalle Nazioni Unite come uno dei dieci  eventi mondiali più rilevanti per il Dialogo fra culture. La manifestazione è organizzata dall&#8217;Associazione Culturale Eclettica &#038; Media e dal Teatro della Cooperativa e promossa dalla Provincia di Milano/Settore Cultura, con la collaborazione dell&#8217;Ente Turismo del Marocco e dell&#8217;Azienda Trasporti Milanesi. Il Festival di Fès e il suo forum &#8220;<em>Dare un&#8217;anima alla globalizzazione</em>&#8221; dal 1994 si propongono come contesti internazionali per la pace e la tolleranza ed hanno come obiettivi principali l&#8217;adozione della musica, delle arti e del dibattito (con esperti provenienti da tutto il mondo) quali strumenti per contribuire alla pacifica convivenza fra popoli.  Il cartellone musicale di &#8220;Spirit of Fès&#8221; accomuna il tema della tradizione classica araba, l&#8217;evoluzione musicale in Andalusia fino al flamenco contemporaneo e il patrimonio culturale condiviso del Mediterraneo, in un&#8217;ottica di dialogo fra Europa e Paesi Arabi.</p>
<p>Prossimo evento:</p>
<p><strong><em>Carlos y Curro Piñana</em></strong><br />
Spazio Oberdan &#8211; martedì 14 novembre &#8211; ore 21.00<br />
concerto nell&#8217;ambito di una serata di incontro con il presidente del festival di Murcia (Spagna) Antonio González Barnès</p>
<p><a target="_blank" href="http://www3.provincia.mi.it/opencms/opencms/cultura/manifestazioni/altresedi/fes_06/Programma.html">Il programma della rassegna è raggiungibile sul sito della Provincia di Milano</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F13%2Fmilano-spirit-of-fes%2F&amp;linkname=Milano%3A%20Spirit%20of%20F%C3%A8s" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F13%2Fmilano-spirit-of-fes%2F&amp;linkname=Milano%3A%20Spirit%20of%20F%C3%A8s" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F13%2Fmilano-spirit-of-fes%2F&amp;linkname=Milano%3A%20Spirit%20of%20F%C3%A8s" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F13%2Fmilano-spirit-of-fes%2F&amp;linkname=Milano%3A%20Spirit%20of%20F%C3%A8s" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F13%2Fmilano-spirit-of-fes%2F&#038;title=Milano%3A%20Spirit%20of%20F%C3%A8s" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/13/milano-spirit-of-fes/" data-a2a-title="Milano: Spirit of Fès"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Noi del Fast Food islam</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/10/29/noi-del-fast-food-islam-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 17:56:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei invitare tutti a leggere i libri di una straordinaria antropologa marocchina, Fatima Mernissi. In uno dei suoi libri prende in giro l&#8217;Europa spiegando che il conformismo sulla taglia 42 è peggio del chador perché questo prima o poi si leverà mentre l&#8217;omologazione su uno standard di bellezza (nasi e seni rifatti, liposuzione, etc. etc.) porterà ad un pericoloso appiattimento del concetto di femminilità. È un saggio fatto da una donna aperta, spiritosa e intelligente che viene da un Paese...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/29/noi-del-fast-food-islam-2/" title="Read Noi del Fast Food islam">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei invitare tutti a leggere i libri di una straordinaria antropologa marocchina, Fatima Mernissi. In uno dei suoi libri prende in giro l&#8217;Europa spiegando che il conformismo sulla taglia 42 è peggio del chador perché questo prima o poi si leverà mentre l&#8217;omologazione su uno standard di bellezza (nasi e seni rifatti, liposuzione, etc. etc.) porterà ad un pericoloso appiattimento del concetto di femminilità. È un saggio fatto da una donna aperta, spiritosa e intelligente che viene da un Paese come il Marocco dove negli ultimi due decenni, grazie ad una politica intelligente, il turismo è cresciuto in maniera esponenziale portando solo a Marrakech, per non parlare delle altre città, 80 milioni di presenze all&#8217;anno. Faccio questa premessa per raccontare un Paese dove un Islam moderato convive con le altre culture della vicina Europa. Negli anni 50 un&#8217;impresa edile italiana, Incas Bonna, fece le grandi opere, ponti, strade, che attraversarono i Paesi arabi fino al Golfo Persico. Piccole cittadine come Rihad e Jeddah, vennero aiutate a crescere con aeroporti [&#8230;] C&#8217;era un re, Re Feisal, di cui ho un bellissimo ricordo, perché l&#8217;ingegnere che costruì strade e aeroporti era mio padre e in quella parte del mondo lui passò gran parte della sua vita. C&#8217;era ancora un grande spirito nomade e le riunioni spesso venivano fatte sotto enormi tende [&#8230;] con una lievità di spirito assolutamente tollerante verso il Paese che esportava loro tecnologia. [&#8230;] si tornava a Daharan o a Beirut, città dai mille profumi con neve e mare a distanza di 20 km l&#8217;uno dall&#8217;altro e con un&#8217;apertura mentale che le faceva meritare il titolo di Parigi del Mediterraneo. Questo e altre centinaia di ricordi riempiono il mio cuore dentro il quale è rimasta l&#8217;immagine di un Medio Oriente colto e lontano dall&#8217;orrore fondamentalista. È il Medio Oriente di Sherazade, de Le mille e una notte, tradotto sicuramente in maniera non del tutto fedele da Edgar Allan Poe ma comunque interessante proprio per la centralità che dà alla donna. Una donna dominante e forte, libera nello spirito e nell&#8217;intelletto e così desiderata dall&#8217;uomo. Di questo tra l&#8217;altro si trova conferma nelle rare miniature persiane in cui spesso la donna è raffigurata dominante rispetto a un animale. Parlo di questo perché sembra che l&#8217;Europa abbia la cattiva abitudine di importare il peggio dagli altri Paesi.L&#8217;abbiamo fatto con gli Stati Uniti dove invece di prendere la loro meritocrazia, lo spirito democratico che ha ispirato la rivoluzione francese, il pensiero dei loro padri fondatori, così rispettosi delle diverse fedi religiose al punto di creare nel primo emendamento un assioma fondamentale che farà sì che nessuna religione debba essere mischiata al potere politico, e così pieni di fede allo stesso tempo, abbiamo invece importato il fast food, la political correctedness, il reality show, le cose più superficiali insomma.[&#8230;] quando parlo di culture parlo di Paesi del Medio Oriente meravigliosamente diversi tra loro perché Turchia, Siria, Libano, Marocco, Algeria, Arabia Saudita, Iran, Irak, Afghanistan, etc. etc. etc. sono soprattutto Paesi con tradizioni millenarie di scrittori, di cibo, di storia; l&#8217;elenco potrebbe crescere, ridurre tutto a un unico concetto che è l&#8217;Islam sarebbe come cancellare le straordinarie differenze dell&#8217;Occidente e ridurre solo a «cristiani» Paesi che vanno dagli Urali,  attraverso il centro dell&#8217;Europa fino al Nord, Centro e Sud America. Stiamo calando le brache davanti a un generico Islam gestito da pochi fondamentalisti e allo stesso tempo stiamo pericolosamente flirtando con i peggiori dei loro rappresentanti. Il giornalismo ha la responsabilità più grossa con il suo servilismo pressoché totale verso le frange di fanatici. Mi chiedo cosa aspettano i nostri politici a tirar fuori un po&#8217; di carattere e prendere esempio da Tony Blair o anche recentemente dai tedeschi e dai francesi che hanno avuto il coraggio di fare scelte lungimiranti [&#8230;] Sembriamo continuamente volerci dimenticare delle donne lapidate, dell&#8217;infibulazione, e di tutti gli orrori che il fondamentalismo ha sempre portato senza contare che esistono delle leggi grazie al cielo votate in maniera democratica in ognuno dei nostri Paesi che prevedono che il viso si debba tenere scoperto e queste sono le nostre leggi, dei nostri Paesi e chi vuole vivere nei nostri Paesi deve rispettare le nostre leggi. Per fortuna Papa Ratzinger ha avuto il coraggio di alzare la voce e provare a risvegliare le coscienze. E lo dico da laico, un laico che cerca la fede. [&#8230;] Vorrei tanto sentire a questo punto più forte anche la voce di qualche intellettuale rappresentante della cultura ebraica:  chi meglio di lui potrebbe spiegare agli italiani la straordinaria modernità dell&#8217;Ebraismo rispetto all&#8217;Islam?</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=129623&#038;START=5016&#038;XPREC=3234">L&#8217;articolo completo di Luca Barbareschi è raggiungibile sul sito del Giornale </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F29%2Fnoi-del-fast-food-islam-2%2F&amp;linkname=Noi%20del%20Fast%20Food%20islam" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F29%2Fnoi-del-fast-food-islam-2%2F&amp;linkname=Noi%20del%20Fast%20Food%20islam" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F29%2Fnoi-del-fast-food-islam-2%2F&amp;linkname=Noi%20del%20Fast%20Food%20islam" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F29%2Fnoi-del-fast-food-islam-2%2F&amp;linkname=Noi%20del%20Fast%20Food%20islam" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F29%2Fnoi-del-fast-food-islam-2%2F&#038;title=Noi%20del%20Fast%20Food%20islam" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/10/29/noi-del-fast-food-islam-2/" data-a2a-title="Noi del Fast Food islam"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Marocco lancia la guerra al velo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 12:53:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per la maggior parte dei musulmani, e ancor più per le musulmane, la questione del velo è un «falso problema». Una «faccenda privata» ingigantita dall&#8217;Occidente, che magari in buona fede (vedi Francia) s&#8217;ostina a non capire le priorità del mondo islamico. Da Rabat al Cairo, da Kabul a Jeddah, è questo che ripetono da anni intellettuali, femministe e gente comune. Ed è quindi davvero importante la decisione presa dal Marocco: scoraggiare e limitare l&#8217;uso del velo. Forse un giorno proibirlo....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/11/marocco-lancia-guerra-velo/" title="Read Il Marocco lancia la guerra al velo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la maggior parte dei musulmani, e ancor più per le musulmane, la questione del velo è un «falso problema». Una «faccenda privata» ingigantita dall&#8217;Occidente, che magari in buona fede (vedi Francia) s&#8217;ostina a non capire le priorità del mondo islamico. Da Rabat al Cairo, da Kabul a Jeddah, è questo che ripetono da anni intellettuali, femministe e gente comune. Ed è quindi davvero importante la decisione presa dal Marocco: scoraggiare e limitare l&#8217;uso del velo. Forse un giorno proibirlo. [&#8230;] Perfino l&#8217;hijab, il foulard che copre i capelli, sarebbe diventato simbolo di quell&#8217;Islam estremista che Mohammad VI tenta di sostituire con una lettura moderna e moderata della religione di Allah. Sarebbe una concessione a quell&#8217;ala della società marocchina che nel 2003 ha appoggiato gli attentati di Casablanca (45 morti) e che da allora è oggetto di continui arresti e controlli. [&#8230;] Scuole e università, uffici pubblici, polizia e linee aeree hanno iniziato a impedire l&#8217;uso dell&#8217;hijab. Più recentemente, si è passati ai libri scolastici. Nell&#8217;ultima edizione di un diffuso testo per le elementari, ad esempio, la foto di una mamma con bambina muhajjabat, velate, è stata rimossa. E dai libri sono spariti anche gli accenni all&#8217;obbligo al velo che il Corano imporrebbe: questione discussa all&#8217;infinito in realtà, tra esperti musulmani e non, poiché i versetti in questione (24:27-31) possono essere variamente interpretati. [&#8230;] Due anni fa Mohammad VI, sostenuto dalla giovane e colta moglie Lalla Salma, era riuscito a convincere il Paese con la nuova mudawwana, la legge di famiglia più innovativa del mondo islamico che tra l&#8217;altro concede il divorzio alle donne e rende quasi impossibile la poligamia. Perfino i partiti e i gruppi islamici avevano accettato quel compromesso tra Dichiarazione dei diritti umani e Sharia. E tutti avevano salutato con favore la nomina delle prime 50 predicatrici donne incaricate di insegnare religione nelle moschee e nelle carceri, così come la partecipazione di teologhe alle discussioni religiose che si tengono ogni Ramadan in presenza del Re. Ma il velo è un&#8217;altra storia. Non solo le donne più anziane, le più religiose, le più povere lo portano da sempre. Ma anche tra le classi ricche e colte l&#8217;hijab è tornato in auge. Al punto che il giornale saudita Al Watan, in un reportage dal Marocco, segnalava ieri la nuova moda dell&#8217;hijab ramadan: veli e abiti islamici riveduti da stilisti moderni, dai colori sgargianti e indossati da attrici e cantanti per andare in moschea nel mese sacro. Convincere le marocchine della bontà della nuova battaglia sarà impresa difficile.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/10_Ottobre/11/marocco_zecchinelli.shtml">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Cecilia Zecchinelli è stato pubblicato sul sito del Corriere della Sera</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F11%2Fmarocco-lancia-guerra-velo%2F&amp;linkname=Il%20Marocco%20lancia%20la%20guerra%20al%20velo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F11%2Fmarocco-lancia-guerra-velo%2F&amp;linkname=Il%20Marocco%20lancia%20la%20guerra%20al%20velo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F11%2Fmarocco-lancia-guerra-velo%2F&amp;linkname=Il%20Marocco%20lancia%20la%20guerra%20al%20velo" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F11%2Fmarocco-lancia-guerra-velo%2F&amp;linkname=Il%20Marocco%20lancia%20la%20guerra%20al%20velo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F10%2F11%2Fmarocco-lancia-guerra-velo%2F&#038;title=Il%20Marocco%20lancia%20la%20guerra%20al%20velo" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/10/11/marocco-lancia-guerra-velo/" data-a2a-title="Il Marocco lancia la guerra al velo"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>«Questo è razzismo, me ne vado da qui»</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/09/23/questo-razzismo-vado-qui/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Sep 2006 10:19:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Basta con questa storia che i marocchini fanno solo cose brutte. Io non penserei mai che gli italiani sono tutti uguali. E invece molti italiani pensano che i musulmani sono tutti gli stessi. I marocchini peggio di tutti. Violentano, rapinano, spacciano. Tutti uguali. Cos’è questo se non è razzismo?». Mehdi è così arrabbiato che è sul punto di piangere. «Lo so che molti anche qui, dove mi conoscono, dove sanno che non ho mai fatto niente di male, hanno creduto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/09/23/questo-razzismo-vado-qui/" title="Read «Questo è razzismo, me ne vado da qui»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Basta con questa storia che i marocchini fanno solo cose brutte. Io non penserei mai che gli italiani sono tutti uguali. E invece molti italiani pensano che i musulmani sono tutti gli stessi. I marocchini peggio di tutti. Violentano, rapinano, spacciano. Tutti uguali. Cos’è questo se non è razzismo?». Mehdi è così arrabbiato che è sul punto di piangere. «Lo so che molti anche qui, dove mi conoscono, dove sanno che non ho mai fatto niente di male, hanno creduto lo stesso a quella ragazzina. Nemmeno un dubbio. Non hanno aspettato neanche un giorno per organizzare una fiaccolata. E io? Adesso sono io la vittima. Perché la manifestazione non si fa per me, per la mia comunità?». Mehdi accartoccia il foglio che l’amministrazione comunale di Anzola ha diffuso ieri. Il titolo è: «Non accertata la violenza al Parco Fantazzini». Poche righe sulla fiaccolata annullata e un finale di «solidarietà a chiunque fosse stato coinvolto ingiustamente nella vicenda». Ma lui si aspettava un po’ di più. Da tutti. Compresi alcuni «fratelli musulmani» che la sera del suo arresto non hanno osato difenderlo. Davanti al vecchio garage sgarrupato che qualcuno si ostina a chiamare «moschea » c’è stato chi si è spinto a dire che «quel ragazzo non si èmai comportato da buon musulmano. Del resto non viene mai qui a pregare&#8230;». «E allora?» si chiede lui più indignato di prima. «Che significa? Io sono una persona buona e tranquilla, dico sempre la verità. Non serve andare in moschea per essere un buon musulmano, quei pezzi di m&#8230;». [&#8230;] «nemmeno dopo questa storia penso che uno vale l’altro». Il maresciallo, per esempio. «È stato il più bravo di tutti. Mi diceva: &#8220;Io ti credo ma la ragazzina dice che sei stato tu e noi dobbiamo fare il nostro lavoro&#8221;. I carabinieri mi hanno trattato benissimo. Loro mi conoscono». Mehdi è stato a lungo il ragazzo delle pizze, quello che le consegnava anche in caserma. Ma in un paesino come Anzola basta rimanerci una settimana perché tutti (carabinieri per primi, ovviamente) sappiano tutto di te, perché capiscano se sei un ragazzo che fila dritto oppure no. E Mehdi finora non si è mai cacciato nei guai. «Eppure adesso mi sembra che tutti mi guardino un po’ male». [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/23/fasano.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p><span class="Titolone">Bologna, la dodicenne si è inventata lo stupro</span></p>
<p>Nessuna violenza del branco, nessun nuovo allarme stupri, nessuna caccia all&#8217;immigrato, anzi: un ragazzo marocchino di 21 anni rilasciato con tante scuse dai carabinieri. Si era inventata tutto la ragazzina di 12 anni di Anzola Emilia, piccolo paese a 15 chilometri da Bologna, che giovedì aveva denunciato di essere stata costretta a subire degli atti sessuali da un gruppo di giovani in un parco pubblico. Invece si era appartata nel parco con il suo «fidanzatino» 14enne,ma è stata vista amoreggiare dalle compagne, che forse l&#8217;hanno immortalata con i telefonini. E per paura che riferissero tutto alla madre, la paura di una bambina che voleva fare la grande, ha inventato la violenza, ha inventato il branco [&#8230;] Così Medhi, marocchino di 21 anni, fornaio con regolare permesso di soggiorno, da tre anni in Italia insieme alla famiglia e bene integrato, tanto da avere una ragazza italiana, è stato trattenuto dai carabinieri in caserma, in cella di sicurezza, per undici ore, fino alle quattro di notte, prima di verificarne l&#8217;alibi, confermato da amici e conoscenti. [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=120790">Fonte: IlGiornale </a></p>
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