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	<title>marxdarwin &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Intervista a Dennett: L&#8217;incantesimo divino si rompe</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 22:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Daniel Dennett, direttore del Center for Cognitive Studies e professore di filosofia presso la Tufts University di Boston, è l&#8217;autore di uno dei più famosi e criticati libri che trattano il rapporto tra religione, scienza e società, Breaking the Spell: religion as a natural phenomenon, la cui traduzione italiana, con il titolo Rompere l&#8217;incantesimo è in pubblicazione per Raffaello Cortina Edizioni. L'&#8221;incantesimo&#8221; a cui allude Dennett è quello che protegge la religione. La fede, sostiene il filosofo, è un fenomeno...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/23/intervista-dennett-lincantesimo-divino-rompe/" title="Read Intervista a Dennett: L&#8217;incantesimo divino si rompe">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Daniel Dennett, direttore del <em>Center for Cognitive Studies </em> e professore di filosofia presso la Tufts University di Boston, è l&#8217;autore di uno dei più famosi e criticati libri che trattano il rapporto tra religione, scienza e società, <em>Breaking the Spell: religion as a natural phenomenon</em>, la cui traduzione italiana, con il titolo <em>Rompere l&#8217;incantesimo</em> è in pubblicazione per Raffaello Cortina Edizioni.</p>
<p>L'&#8221;incantesimo&#8221; a cui allude Dennett è quello che protegge la religione. La fede, sostiene il filosofo, è un fenomeno naturale e come tale può essere sottoposta a studi scientifici. Una teoria destinata a suscitare polemiche, perché rompere l&#8217;incantesimo è come aprire un vaso di Pandora.</p>
<p><strong>Professore, come mai ha deciso di affrontare il tema della religione da un punto di vista scientifico? </strong></p>
<p>La religione ha un ruolo importante nella vita di un gran numero di persone, al punto da spingere fino al <a href="http://jekyll.sissa.it/index.php?document=341" rel="nofollow" target="_blank">rifiuto della teoria darwiniana</a>. Molti vi investono energie e non pochi sono disposti a morire in suo nome. Questo, dal punto di vista biologico, apparentemente non ha senso.</p>
<p><strong>Nel libro affronta la religione come un fenomeno naturale.</strong></p>
<p>I culti religiosi dipendono dalle menti e dai corpi tanto quanto il linguaggio e la musica. Si tratta di fenomeni che si trasmettono a livello culturale, non genetico, selezionati nel corso dell&#8217;evoluzione. L&#8217;unità base della diffusione dei fenomeni culturali è il meme, il cui analogo biologico è il gene. Il primo a parlare di memi è Richard Dawkins nel 1976, nel suo più famoso libro <em>Il gene Egoista</em>. I memi sono come virus che replicano le idee, per i quali valgono le stesse leggi della selezione naturale. Per la trasmissione dei memi è fondamentale che vengano insegnati e ripetuti, motivo per cui esistono le cerimonie pubbliche. Ed è importante istituire una figura che ne aiuti la diffusione, ecco il senso delle autorità religiose.</p>
<p>Intendere la religione come fenomeno naturale, e non soprannaturale, significa farne oggetto di scienza. La domanda, però, non è se sia possibile fare una buona scienza della religione – cosa che è certamente possibile &#8211; ma se dobbiamo farlo. Mi sono interrogato sul rischio che, sottoponendo le religioni a un&#8217;analisi meticolosa e scientifica, il loro fascino venga meno. Si ha paura della rottura dell&#8217;incantesimo: infrangendo il tabù cosa potrà succedere?</p>
<p><strong>E perchè intende studiare i meccanismi evolutivi alla base della fede?</strong></p>
<p>Mi propongo di capire perché la gente ami così tanto la religione e a quali vantaggi essa porti. Karl Marx ha detto che la religione è l&#8217;oppio dei popoli: aiuta a tenere le persone tranquille, la gente ne è soggiogata perché il proprio interesse viene sottoposto a quello della divinità. La religione è un buon surrogato delle polizia: crea delle regole che stabiliscono un ordine sociale.</p>
<p><strong>Da un punto di vista evolutivo, come spiega l&#8217;esistenza delle religioni?</strong></p>
<p>Le religioni si sono radicate a livello sociale per tre motivi principali: confortare nelle sofferenze e placare la paura della morte, spiegare le cose altrimenti inspiegabili, incoraggiare la cooperazione nel gruppo. C&#8217;è poi l&#8217;effetto chiamato &#8220;piuma di Dumbo&#8221; (la piuma con cui l&#8217;elefantino di Walt Disney credeva di poter volare, ndr): si tratta della fiducia che da qualche parte c&#8217;è chi sa cosa è buono per te. Comportarsi in un certo modo è giustificato da questa stampella che sorregge la nostra anima nelle scelte difficili della vita.</p>
<p><strong>Nel suo libro parla di <em>Believers in belief</em>, letteralmente &#8220;fedeli alla fede&#8221;. A chi si riferisce?</strong></p>
<p>Sono persone per cui la cosa più importante è la fede, non la divinità. In questi casi, il fenomeno sociale eclissa l&#8217;oggetto. Nella storia dell&#8217;umanità la gente ha avuto fede in moltissime divinità. Oggi riteniamo assurdo credere a Zeus quanto a Babbo Natale. Io ritengo che, come dice Richard Dawkins ne <em>Il cappellano del Diavolo</em>, &#8216;siamo tutti atei nei confronti della maggior parte delle divinità in cui l&#8217;umanità ha creduto. Alcuni di noi vanno semplicemente un dio oltre.&#8217; I &#8220;fedeli alla fede&#8221; credono &#8211; forse inconsciamente &#8211; che la fede sia qualcosa di socialmente buono e vantaggioso, che meriti di essere diffuso, insegnato e incoraggiato.</p>
<p><strong>Perché il suo libro è così fortemente attaccato?</strong></p>
<p>Qualcuno mi ha accusato di trattare la religione come qualcosa di sciocco, ma non è vero. Sono interessato al suo studio per la grande importanza che ha questo fenomeno. Quando mi chiedo se la religione sia una cosa positiva, non intendo arrivare a negare che lo sia. Ma fino a quando non ne studieremo a fondo i meccanismi questa frase rimarrà priva di un reale significato.</p>
<p><strong>Si aspetta la stessa reazione anche in Italia?</strong></p>
<p>Si. Molte persone rimangono inorridite dal modo di guardare alle religioni con occhio freddo e analitico. Io propongo di ricostruire, procedendo a ritroso, l&#8217;evoluzione delle religioni e del cervello di una persona religiosa. Per vedere come funzionano e per capire come sono arrivate ad avere le caratteristiche che hanno.</p>
<p><a href="http://jekyll.sissa.it/index.php?document=636" target="_blank">Fonte: Jekyll</a></p>
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