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	<title>medicina &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Donna operata a Milano con inserimento di neurostimolatore antidolore</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 08:29:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle spalle 13 anni di dolore insopportabile, una ventina di interventi chirurgici, lunghi periodi trascorsi in carrozzella e il rischio di vedersi amputata una gamba in apparenza sana. Poi a gennaio la luce in fondo al tunnel, grazie all&#8217;impianto, nella schiena, di un nuovo modello di &#8220;peacemaker&#8221; antidolore, ricaricabile dall&#8217;esterno come un telefonino. Susanna, imprenditrice livornese, 45 anni, madre, ora sorride, cammina e si definisce &#8220;bionica&#8221;. Operata all&#8217;ospedale Niguarda di Milano, è fra i primi italiani a convivere con un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/05/donna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore/" title="Read Donna operata a Milano con inserimento di neurostimolatore antidolore">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle spalle 13 anni di dolore insopportabile, una ventina di interventi chirurgici, lunghi periodi trascorsi in carrozzella e il rischio di vedersi amputata una gamba in apparenza sana. Poi a gennaio la luce in fondo al tunnel, grazie all&#8217;impianto, nella schiena, di un nuovo modello di &#8220;peacemaker&#8221; antidolore, ricaricabile dall&#8217;esterno come un telefonino. Susanna, imprenditrice livornese, 45 anni, madre, ora sorride, cammina e si definisce &#8220;bionica&#8221;. Operata all&#8217;ospedale Niguarda di Milano, è fra i primi italiani a convivere con un neurostimolatore di ultima generazione che le ha &#8220;ridato la vita&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=1.0.2037132396"><strong>L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito di AdnKronos</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F05%2Fdonna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore%2F&amp;linkname=Donna%20operata%20a%20Milano%20con%20inserimento%20di%20neurostimolatore%20antidolore" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F05%2Fdonna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore%2F&amp;linkname=Donna%20operata%20a%20Milano%20con%20inserimento%20di%20neurostimolatore%20antidolore" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F05%2Fdonna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore%2F&amp;linkname=Donna%20operata%20a%20Milano%20con%20inserimento%20di%20neurostimolatore%20antidolore" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F05%2Fdonna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore%2F&amp;linkname=Donna%20operata%20a%20Milano%20con%20inserimento%20di%20neurostimolatore%20antidolore" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F05%2Fdonna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore%2F&#038;title=Donna%20operata%20a%20Milano%20con%20inserimento%20di%20neurostimolatore%20antidolore" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/05/donna-operata-milano-con-inserimento-neurostimolatore-antidolore/" data-a2a-title="Donna operata a Milano con inserimento di neurostimolatore antidolore"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>False credenze</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 15:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La parola inglese “delusion” non significa delusione! E’ un quasi sinonimo di belief, cioè credenza, ma viene normalmente utilizzata per definire una credenza falsa, fantasiosa o ingannevole. E’ utilizzata anche in psichiatria ed indica dei sintomi, associati a varie patologie, per cui il paziente crede a cose “assurde”. Ad esempio la “Capgras delusion” è il credere che i nostri parenti siano stati sostituiti da impostori mentre la “Cotard delusion” è il credere che siamo morti. Perché in psichiatria una credenza...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/12/false-credenze/" title="Read False credenze">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La parola inglese “delusion” non significa delusione! E’ un quasi sinonimo di belief, cioè credenza, ma viene normalmente utilizzata per definire una credenza falsa, fantasiosa o ingannevole. E’ utilizzata anche in psichiatria ed indica dei sintomi, associati a varie patologie, per cui il paziente crede a cose “assurde”. Ad esempio la “Capgras delusion” è il credere che i nostri parenti siano stati sostituiti da impostori mentre la “Cotard delusion” è il credere che siamo morti.<br />
Perché in psichiatria una credenza (belief) possa essere definita falsa credenza (delusion), deve sottostare a tre criteri:<br />
─ certezza, cioè se ne è assolutamente convinti<br />
─ incorreggibilità, cioè non ci si lascia assolutamente convincere da contro-argomenti o prove del contrario<br />
─ impossibilità o falsità del contenuto, cioè la cosa che si crede non deve essere plausibile ma deve essere assurda. </p>
<p>I criteri di questa classificazione sono molto soggettivi, soprattutto il terzo punto, poichè la plausibilità o assurdità di una cosa è molto legata al contesto culturale in cui vivono il paziente e l’esaminatore! Ad esempio, per noi le credenze religiose degli antichi greci sarebbero assurde mentre per uno  “psichiatra” dell’epoca sarebbero state ragionevolissime.<br />
Per questo gli studi moderni sulle false credenze/delusions hanno preso in considerazione non solo i pazienti psicotici ma anche la popolazione “normale” Un recente articolo ha dimostrato chiaramente che la tendenza alle false credenze, insieme a quella alle allucinazioni, è presente anche fra gente “normale” cioè non affetta da patologie nervose. Questa tendenza risulta distribuita secondo un continuum ed il passaggio da “normale” a  “patologica” è arbitrario e soprattutto legato ai disagi che essa causa (preoccupazione nel paziente, senso di persecuzione …) o alla soggettiva assurdità della credenza …</p>
<p>Uno studio ha anche cercato di individuare delle correlazioni fra la personalità e la tendenza dei “normali” ad avere false credenze. E’ risultato che i giovani hanno una maggiore tendenza degli anziani a credere a cose false ed, in particolare, credono di più a cose che li rendono sospettosi e gelosi, li fanno sentire perseguitati, li spingono ad avere idee grandiose o apocalittiche, li spingono al paranormale. Fra i più anziani, invece, è molto forte la tendenza ad avere idee religiose. </p>
<p>Contributo di Bruna Tadolini per UAAR Ultimissime</p>
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		<title>Brasile, feto riconosciuto prigioniero politico</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 13:36:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta un feto è stato riconosciuto come prigioniero politico e vittima di tortura da parte della dittatura militare brasiliana (1964-85). Si tratta del figlio dell&#8217;ex guerrigliera Crimeia Grabois, che era stata torturata nel dicembre del 1972 in un centro clandestino di tortura della polizia a San Paolo quando era incinta di sette mesi. Era appena stata fatta prigioniera nella regione dell&#8217;Araguaya, in Amazzonia, dove morì anche l&#8217;unico appartenente italiano alla guerriglia, il calabrese Libero Giancarlo Castiglia. Mesi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/09/brasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico/" title="Read Brasile, feto riconosciuto prigioniero politico">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta un feto è stato riconosciuto come prigioniero politico e vittima di tortura da parte della dittatura militare brasiliana (1964-85). Si tratta del figlio dell&#8217;ex guerrigliera Crimeia Grabois, che era stata torturata nel dicembre del 1972 in un centro clandestino di tortura della polizia a San Paolo quando era incinta di sette mesi. Era appena stata fatta prigioniera nella regione dell&#8217;Araguaya, in Amazzonia, dove morì anche l&#8217;unico appartenente italiano alla guerriglia, il calabrese Libero Giancarlo Castiglia.</p>
<p>Mesi dopo, il figlio di Crimeia, Joao Carlos Grabois, è nato in un&#8217;ospedale di Brasilia, ma con gravi disturbi neurologici. Oggi ha 35 anni e ha rivolto un ricorso alla commissione di ex prigionieri politici che decide gli indennizzi che lo stato brasiliano sta pagando. «Ritengo che il frutto di sette mesi di gestazione debba essere riconosciuto come prigioniero politico della dittatura militare &#8211; si legge nel parere di Henrique Goncalves, membro del consiglio regionale di medicina di San Paolo, che fa parte della commissione -. E che per le torture sofferte nel periodo della sua vita intra-uterina, che gli hanno procurato dei disturbi psicologici, sia da pagare un indennizzo».</p>
<p>«<strong>Lo stato deve essere condannato a pagare il massimo che la legge prevede</strong>, perchè questa decisione serva da esempio», ha sottolineato l&#8217;avvocato Idibal Pivetta, revisore del caso per la commissione. Secondo la madre, Joao Carlos ha sofferto anche dopo la nascita, per denutrizione: «Veniva allattato solo quando volevano», ha riferito.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/08/feto.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F09%2Fbrasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico%2F&amp;linkname=Brasile%2C%20feto%20riconosciuto%20prigioniero%20politico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F09%2Fbrasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico%2F&amp;linkname=Brasile%2C%20feto%20riconosciuto%20prigioniero%20politico" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F09%2Fbrasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico%2F&amp;linkname=Brasile%2C%20feto%20riconosciuto%20prigioniero%20politico" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F09%2Fbrasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico%2F&amp;linkname=Brasile%2C%20feto%20riconosciuto%20prigioniero%20politico" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F09%2Fbrasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico%2F&#038;title=Brasile%2C%20feto%20riconosciuto%20prigioniero%20politico" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/09/brasile-feto-riconosciuto-prigioniero-politico/" data-a2a-title="Brasile, feto riconosciuto prigioniero politico"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Staminali: &#8220;E&#8217; il segnale che la Chiesa aspettava&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 18:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ una scoperta di cui rallegrarsi, una svolta attesa. Mi congratulo con i ricercatori per aver dimostrato come sia possibile far progredire la medicina senza danneggiare gli embrioni». La notizia che dal liquido amniotico si possano estrarre cellule staminali migliori di quelle adulte e di quelle embrionali è una novità accolta con favore dalla massima autorità sanitaria della Santa Sede. «Dio è anche nella scienza», esulta il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/08/staminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava/" title="Read Staminali: &#8220;E&#8217; il segnale che la Chiesa aspettava&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una scoperta di cui rallegrarsi, una svolta attesa. Mi congratulo con i ricercatori per aver dimostrato come sia possibile far progredire la medicina senza danneggiare gli embrioni». La notizia che dal liquido amniotico si possano estrarre cellule staminali migliori di quelle adulte e di quelle embrionali è una novità accolta con favore dalla massima autorità sanitaria della Santa Sede. «Dio è anche nella scienza», esulta il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. «In questo modo viene rispettato il principio che la Chiesa ha sempre tenuto fermo: si garantisce e tutela sia la vita del ricevente che del donatore», spiega il ministro vaticano della Sanità. [&#8230;]<br />
<a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200701articoli/16310girata.asp">L&#8217;intervista completa a Javier Lozano Barragan è raggiungibile sul sito della Stampa </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F08%2Fstaminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava%2F&amp;linkname=Staminali%3A%20%E2%80%9CE%E2%80%99%20il%20segnale%20che%20la%20Chiesa%20aspettava%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F08%2Fstaminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava%2F&amp;linkname=Staminali%3A%20%E2%80%9CE%E2%80%99%20il%20segnale%20che%20la%20Chiesa%20aspettava%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F08%2Fstaminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava%2F&amp;linkname=Staminali%3A%20%E2%80%9CE%E2%80%99%20il%20segnale%20che%20la%20Chiesa%20aspettava%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F08%2Fstaminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava%2F&amp;linkname=Staminali%3A%20%E2%80%9CE%E2%80%99%20il%20segnale%20che%20la%20Chiesa%20aspettava%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F08%2Fstaminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava%2F&#038;title=Staminali%3A%20%E2%80%9CE%E2%80%99%20il%20segnale%20che%20la%20Chiesa%20aspettava%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/08/staminali-e-segnale-che-chiesa-aspettava/" data-a2a-title="Staminali: “E’ il segnale che la Chiesa aspettava”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cellule staminali nel liquido amniotico</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2007 22:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scoperta di cellule staminali nel liquido amniotico, con capacità rigenerative pari a quelle dell&#8217;embrione, apre nuovi orizzonti per la cura di molte malattie e nel campo dei trapianti. Un contributo fondamentale alla ricerca è stato dato da capitali italiani e il primo firmatario dell&#8217;articolo sulla rivista «Nature Biotechnology» è un ricercatore italiano: Paolo De Coppi, chirurgo pediatra presso l&#8217;Università di Padova, attualmente in Inghilterra. Le nuove cellule, battezzate «staminali derivate dal liquido amniotico», si isolano facilmente (dall&#8217;amniocentesi), si moltiplicano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/07/cellule-staminali-nel-liquido-amniotico/" title="Read Cellule staminali nel liquido amniotico">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scoperta di cellule staminali nel liquido amniotico, con capacità rigenerative pari a quelle dell&#8217;embrione, apre nuovi orizzonti per la cura di molte malattie e nel campo dei trapianti. Un contributo fondamentale alla ricerca è stato dato da capitali italiani e il primo firmatario dell&#8217;articolo sulla rivista «Nature Biotechnology» è un ricercatore italiano: Paolo De Coppi, chirurgo pediatra presso l&#8217;Università di Padova, attualmente in Inghilterra. Le nuove cellule, battezzate «staminali derivate dal liquido amniotico», si isolano facilmente (dall&#8217;amniocentesi), si moltiplicano in fretta (raddoppiano in 36 ore) e sembrano versatili come quelle dell&#8217;embrione, potendo trasformarsi in cellule adulte muscolari, ossee, sanguigne, nervose, di grasso, epatiche, la cui funzionalità rigenerativa è stata poi sperimentata con successo in vitro e su animali. [&#8230;]<br />
Teoricamente, secondo Atala, una banca con 100 mila esemplari di queste staminali potrebbe supplire alle necessità del 99% degli americani con perfetta compatibilità genetica per il trapianto. «La nostra speranza è che queste cellule rappresentino una valida risorsa per la riparazione dei tessuti e anche per la creazione di nuovi organi», ha spiegato Atala, ammettendo però che anche le prime sperimentazioni su essere umani «sono molti anni in là da venire». [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/01_Gennaio/07/staminali.shtml">Fonte: corriere.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F07%2Fcellule-staminali-nel-liquido-amniotico%2F&amp;linkname=Cellule%20staminali%20nel%20liquido%20amniotico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F07%2Fcellule-staminali-nel-liquido-amniotico%2F&amp;linkname=Cellule%20staminali%20nel%20liquido%20amniotico" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F07%2Fcellule-staminali-nel-liquido-amniotico%2F&amp;linkname=Cellule%20staminali%20nel%20liquido%20amniotico" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F07%2Fcellule-staminali-nel-liquido-amniotico%2F&amp;linkname=Cellule%20staminali%20nel%20liquido%20amniotico" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F07%2Fcellule-staminali-nel-liquido-amniotico%2F&#038;title=Cellule%20staminali%20nel%20liquido%20amniotico" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/07/cellule-staminali-nel-liquido-amniotico/" data-a2a-title="Cellule staminali nel liquido amniotico"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il giuramento di Ippocrate secondo i talk-show</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/27/giuramento-ippocrate-secondo-talk-show/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2006 14:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi rivolgo a voi per cercare di risolvere i dubbi che i talk show televisivi mi creano. L&#8217;ultimo, riguarda il &#8220;giuramento d&#8217;Ippocrate&#8221;, che secondo l&#8217;ex presidente Comitato Nazionale di Bioetica &#8211; Prof. D&#8217;Agostino &#8211; e alcuni altri cultori della materia, sarebbe una comune, nobile abitudine dei neolaureati in Medicina. Mi chiedo per quali ragioni questo virtuoso gesto è stato scippato a me e ai miei compagni di studio. Mi chiedo come mai, in più di 40 anni di vita universitaria...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/27/giuramento-ippocrate-secondo-talk-show/" title="Read Il giuramento di Ippocrate secondo i talk-show">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rivolgo a voi per cercare di risolvere i dubbi che i talk show televisivi mi creano. L&#8217;ultimo, riguarda il &#8220;giuramento d&#8217;Ippocrate&#8221;, che secondo l&#8217;ex presidente Comitato Nazionale di Bioetica &#8211; Prof. D&#8217;Agostino &#8211; e alcuni altri cultori della materia, sarebbe una comune, nobile abitudine dei neolaureati in Medicina. Mi chiedo per quali ragioni questo virtuoso gesto è stato scippato a me e ai miei compagni di studio. Mi chiedo come mai, in più di 40 anni di vita universitaria e dopo aver laureato tanti giovani, non l&#8217;ho mai sentito pronunciare. Toglietemi questo terribile dubbio: sta forse accadendo qualcosa di irreparabile ai miei già fragili meccanismi della memoria e dell&#8217;attenzione?</p>
<p><strong>L&#8217;intervento di Carlo Flamigni è sttao pubblicato oggi su &#8220;Repubblica&#8221;</strong></p>
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		<title>L&#8217;eredità di Piergiorgio</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/25/leredita-piergiorgio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Dec 2006 21:40:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scomparsa di Piergiorgio Welby ha commosso e addolorato un paese intero. Per più ragioni. Perché è venuto meno un uomo che aveva risposto con forza, coraggio e intelligenza alla sfida dolorosa della malattia. Perché le sue sofferenze indicibili ci riducevano a spettatori impotenti. E, ancora, perché non abbiamo saputo rispondere alla sua richiesta di aiuto. Quando, negli ultimi mesi, il male era divenuto insostenibile, Welby ci ha chiesto di lottare al suo fianco per vedere riconosciuto il suo diritto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/25/leredita-piergiorgio/" title="Read L&#8217;eredità di Piergiorgio">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo">La scomparsa di Piergiorgio Welby ha commosso e addolorato un paese intero. Per più ragioni. Perché è venuto meno un uomo che aveva risposto con forza, coraggio e intelligenza alla sfida dolorosa della malattia. Perché le sue sofferenze indicibili ci riducevano a spettatori impotenti. E, ancora, perché non abbiamo saputo rispondere alla sua richiesta di aiuto. Quando, negli ultimi mesi, il male era divenuto insostenibile, Welby ci ha chiesto di lottare al suo fianco per vedere riconosciuto il suo diritto a rinunciare a cure che per lui non erano altro che accanimento e prosecuzione di un calvario disumano. Ci ha coinvolto in una battaglia civile cui ha prestato con dignità il suo dolore e il suo corpo straziato. Conforta sapere che aveva consapevolmente accettato la fine della propria vita e desiderava una morte naturale come liberazione dalla sua incurabile malattia. Piergiorgio era destinato a un&#8217;ulteriore e più grave evoluzione del male. Fra poco tempo non sarebbe più stato in grado di alimentarsi da solo e avrebbe potuto rimanere in vita solo nutrito e idratato attraverso un tubo inserito chirurgicamente nel suo stomaco. Avendolo conosciuto, sono convinto che avrebbe rifiutato questo trattamento. Un no che gli sarebbe costato una lunga e penosa agonia.<br />
Ma la sua morte è anche causa di grande frustrazione per non essere stati in grado di rispondere alle sue richieste. Piergiorgio ci chiedeva di poter rinunciare a quello che lui riteneva un accanimento e di staccare l&#8217;apparecchio che lo manteneva in vita nonostante fosse preparato ad accettare l&#8217;esito naturale della malattia. Ha chiesto aiuto alle istituzioni, ma non siamo stati in grado di offrirglielo.<br />
La lucida e inflessibile determinazione che Welby ha dimostrato, fino all&#8217;ultimo, ci ha posto di fronte a interrogativi ancora senza risposta, evidenziando l&#8217;esistenza di un vuoto legislativo. Una lacuna che lascia disatteso il diritto fondamentale dell&#8217;uomo di poter decidere in autonomia quali cure ritiene accettabili per sé.<br />
A Piergiorgio avevo chiesto, nel corso del nostro incontro, se era veramente intenzionato a morire. Gli avevo chiesto di riflettere ancora, per permetterci di combattere con lui la sua battaglia. Ora, la sua decisione drammatica ed estrema ci impone un&#8217;assunzione di responsabilità. Dobbiamo fare in modo che ognuno si veda riconosciuto il diritto di scegliere le terapie che ritiene accettabili, di accettare o rifiutare la tecnologia che la scienza mette a disposizione, di dire basta a un accanimento che ritiene intollerabile. Scelte di questo tipo dovrebbero potersi compiere come naturale accettazione del decorso di una malattia terminale.<br />
Si tratta del resto di un diritto affermato chiaramente dalla nostra Costituzione, dove si dice che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento se non per legge» e che «la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona».<br />
Lo stesso principio è riconosciuto anche dalla Chiesa, se nel Compendio del Catechismo si legge che «l&#8217;interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all&#8217;accanimento terapeutico. Non si vuole procurare la morte: si accetta di non poterla impedire». Non si potrebbe spiegare meglio di quanto viene fatto in quel testo, la differenza sostanziale tra la rinuncia all&#8217;accanimento terapeutico e l&#8217;eutanasia. Perché una cosa è sospendere terapie fuori dall&#8217;ordinario e altra cosa è porre fine volontariamente a una vita con la somministrazione di un farmaco letale.<br />
Ora che Piergiorgio non c&#8217;è più, mi auguro che il Parlamento sappia assumersi la responsabilità di una scelta normativa che riconosca quel diritto. E&#8217; più che mai necessario dare seguito alla sua testimonianza approvando una legge sul testamento biologico e contro l&#8217;accanimento terapeutico che consenta a ognuno di indicare le cure e i trattamenti che ritiene accettabili e sopportabili per sé.<br />
Voglio credere che le forze politiche sapranno proseguire in modo sereno ed equilibrato il dibattito. Anche ora che non abbiamo più di fronte gli occhi sofferenti di Piergiorgio Welby.</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Dicembre-2006/art2.html">L&#8217;articolo di Ignazio Marino è stato pubblicato sul sito del Manifesto </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F25%2Fleredita-piergiorgio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99eredit%C3%A0%20di%20Piergiorgio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F25%2Fleredita-piergiorgio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99eredit%C3%A0%20di%20Piergiorgio" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F25%2Fleredita-piergiorgio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99eredit%C3%A0%20di%20Piergiorgio" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F25%2Fleredita-piergiorgio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99eredit%C3%A0%20di%20Piergiorgio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F25%2Fleredita-piergiorgio%2F&#038;title=L%E2%80%99eredit%C3%A0%20di%20Piergiorgio" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/12/25/leredita-piergiorgio/" data-a2a-title="L’eredità di Piergiorgio"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un videogame per combattere il cancro</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/20/videogame-per-combattere-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 13:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I videogiochi possono aiutare a guarire dalle malattie più terribili. Anche dal cancro. È quanto sostiene HopeLab, un&#8217;organizzazione non profit creata allo scopo di migliorare la salute e la qualità della vita dei giovani affetti da patologie croniche, che ha creato Re-Mission, un gioco interattivo per aiutare i giovani pazienti affetti dai più terribili tumori a prendere coscienza della propria malattia e dei modi più efficaci per combatterla. Il videogame è il frutto dello sforzo congiunto di medici e game...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/20/videogame-per-combattere-cancro/" title="Read Un videogame per combattere il cancro">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I videogiochi possono aiutare a guarire dalle malattie più terribili. Anche dal cancro. È quanto sostiene HopeLab, un&#8217;organizzazione non profit creata allo scopo di migliorare la salute e la qualità della vita dei giovani affetti da patologie croniche, che ha creato Re-Mission, un gioco interattivo per aiutare i giovani pazienti affetti dai più terribili tumori a prendere coscienza della propria malattia e dei modi più efficaci per combatterla. Il videogame è il frutto dello sforzo congiunto di medici e game designer: «Una delle sfide maggiori è stata quella di utilizzare dati scientifici come base per creare un gioco in grado di essere anche divertente», spiega Pam Omidyar, fondatrice di Hope Lab. «Re-Mission è uno sparatutto 3D che si svolge all&#8217;interno del corpo umano &#8211; continua il produttore Tim Ryan &#8211; e il giocatore impersona l&#8217;intrepido e microscopico nanorobot Roxxi, armato di una chemio-arma e di diversi razzi che contengono medicine. Lo scopo è quello di combattere a livello cellulare il cancro e le malattie ad esso connesse, come le infezioni». In sostanza ci si aggira all&#8217;interno di organi e vasi sanguigni, in maniera simile a quanto avveniva nel film fantascientifico Viaggio allucinante (&#8217;66), sparando alle cellule cancerogene e ad altri agenti patogeni.<br />
Le missioni, che prevedono la lotta contro varie malattie (dal tumore al cervello alla leucemia, dal sarcoma di Ewing al linfoma di Hodgkin), si alternano a quadri informativi, che aiutano il giocatore-paziente a capire cosa sta succedendo al proprio corpo e quali sono gli effetti primari e secondari delle cure. Per rendere il videogame più vicino alla sensibilità di chi avrebbe dovuto giocarlo, designer e scienziati hanno coinvolto nello sviluppo e nell&#8217;attività di test, giovani ammalati come Evan De Santis, che ha trascorso il suo ultimo anno di vita impegnandosi a fondo per rendere il gioco più divertente ed efficace. Ultimato il gioco, gli scienziati hanno scoperto, con un apposito studio condotto sui pazienti che lo hanno sperimentato, che Re-Mission si è dimostrato statisticamente utile a migliorare la consapevolezza della malattia, ad aumentare le difese immunitarie, a rispondere meglio alle prescrizioni mediche e quindi a migliorare la qualità della vita. Un risultato che ha convinto l&#8217;organizzazione a distribuire gratuitamente il videogame tramite Internet a tutti i giovani ammalati di cancro, richiedendo un contributo di 20 dollari ai giocatori sani che volessero sperimentarlo. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/12_Dicembre/19/game_cancro.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F20%2Fvideogame-per-combattere-cancro%2F&amp;linkname=Un%20videogame%20per%20combattere%20il%20cancro" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F20%2Fvideogame-per-combattere-cancro%2F&amp;linkname=Un%20videogame%20per%20combattere%20il%20cancro" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F20%2Fvideogame-per-combattere-cancro%2F&amp;linkname=Un%20videogame%20per%20combattere%20il%20cancro" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F20%2Fvideogame-per-combattere-cancro%2F&amp;linkname=Un%20videogame%20per%20combattere%20il%20cancro" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F20%2Fvideogame-per-combattere-cancro%2F&#038;title=Un%20videogame%20per%20combattere%20il%20cancro" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/12/20/videogame-per-combattere-cancro/" data-a2a-title="Un videogame per combattere il cancro"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Welby: reazione di Marco Cappato</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/16/welby-reazione-marco-cappato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 16:17:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Welby]]></category>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Welby ha diritto di chiedere l&#8217;interruzione della respirazione assistita, ma è un «diritto non tutelato dall&#8217;ordinamento». «L&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;eutanasia clandestina, la discussione sul testamento biologico, sull&#8217;accanimento terapeutico&#8230; va tutto bene, ma i tempi del Parlamento sono così lunghi che non potranno mai essere quelli di Piergiorgio». Così Marco Cappato, segretario dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. «Qui &#8211; aggiunge &#8211; non si tratta di &#8220;staccare la spina&#8221; a Welby o di fare qualsiasi altro atto truce. Il nostro impegno è quello di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/16/welby-reazione-marco-cappato/" title="Read Welby: reazione di Marco Cappato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Welby ha diritto di chiedere l&#8217;interruzione della respirazione assistita, ma è un «diritto non tutelato dall&#8217;ordinamento».<br />
«L&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;eutanasia clandestina, la discussione sul testamento biologico, sull&#8217;accanimento terapeutico&#8230; va tutto bene, ma i tempi del Parlamento sono così lunghi che non potranno mai essere quelli di Piergiorgio».<br />
Così Marco Cappato, segretario dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. «Qui &#8211; aggiunge &#8211; non si tratta di &#8220;staccare la spina&#8221; a Welby o di fare qualsiasi altro atto truce. Il nostro impegno è quello di aiutarlo a realizzare il suo diritto a interrompere il trattamento medico, diritto previsto dalla Costituzione, che visto che il giudice dichiara non essere tutelato dall&#8217;ordinamento, tuteleremo noi».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.radioradicale.it/tribunale-respinge-il-ricorso-welby-esiste-il-diritto-ma-non-e-tutelato-stasera-tutti-alle-veglie">Fonte: RadioRadicale.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F16%2Fwelby-reazione-marco-cappato%2F&amp;linkname=Welby%3A%20reazione%20di%20Marco%20Cappato" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F16%2Fwelby-reazione-marco-cappato%2F&amp;linkname=Welby%3A%20reazione%20di%20Marco%20Cappato" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F16%2Fwelby-reazione-marco-cappato%2F&amp;linkname=Welby%3A%20reazione%20di%20Marco%20Cappato" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F16%2Fwelby-reazione-marco-cappato%2F&amp;linkname=Welby%3A%20reazione%20di%20Marco%20Cappato" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F16%2Fwelby-reazione-marco-cappato%2F&#038;title=Welby%3A%20reazione%20di%20Marco%20Cappato" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/12/16/welby-reazione-marco-cappato/" data-a2a-title="Welby: reazione di Marco Cappato"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mostra a Pavia: &#8220;Golgi, l&#8217;architetto del cervello&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2006 17:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[cellula]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Golgi]]></category>
		<category><![CDATA[infettivologia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[scienze]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 1906 è un anno eccezionale per la cultura italiana. A Stoccolma vengono insigniti del premio Nobel due rappresentanti del nostro paese: Giosué Carducci per la letteratura e Camillo Golgi per la medicina. All’opera scientifica di quest’ultimo e ai riflessi che ebbe sull’evoluzione della medicina fino ai nostri giorni è dedicata la mostra Golgi, architetto del cervello che il Sistema Museale dell’Università degli Studi di Pavia organizza dal 9 settembre al 19 dicembre 2006 negli spazi dei Nuovi Istituti Universitari....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/15/mostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello/" title="Read Mostra a Pavia: &#8220;Golgi, l&#8217;architetto del cervello&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1906 è un anno eccezionale per la cultura italiana. A Stoccolma vengono insigniti del premio Nobel due rappresentanti del nostro paese: Giosué Carducci per la letteratura e Camillo Golgi per la medicina. All’opera scientifica di quest’ultimo e ai riflessi che ebbe sull’evoluzione della medicina fino ai nostri giorni è dedicata la mostra <strong><em>Golgi, architetto del cervello</em></strong> che il Sistema Museale dell’Università degli Studi di Pavia organizza dal 9 settembre al 19 dicembre 2006 negli spazi dei Nuovi Istituti Universitari. La mostra affronta temi più che mai attuali e affascinanti, che furono oggetto delle ricerche di Golgi neglianni di attività a Pavia presso l’Istituto di Patologia Generale dell’Università: il <strong>funzionamento del cervello</strong>, la <strong>struttura della cellula</strong>, e <strong>l’infettivologia</strong>. Le scoperte dello scienziato in questi campi rappresentano dei capisaldi delle scienze mediche, tanto che ancora oggi portano il suo nome: l’<em>apparato di Golgi</em>, componente fondamentale della cellula, così presente nella letteratura scientifica che non vi è studente liceale che non lo abbia studiato; la <em>legge di Golgi,</em> che descrive lo sviluppo nel sangue del microrganismo che provoca la malaria, sulla base della quale fu possibile somministrare correttamente il chinino, rendendo efficace il trattamento dei malati; la<strong /><em>“</em>reazione nera”, o “<em>metodo di Golgi</em>” tecnica istologica ideata dallo scienziato, che permise di osservare la fine struttura del sistema nervoso centrale, presupposto indispensabile per i successivi sviluppi delle neuroscienze.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.unipv.it/golgi/mostra.htm">Informazioni su sedi e orari sono reperibili sul sito dell&#8217;Università di Pavia </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Fmostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello%2F&amp;linkname=Mostra%20a%20Pavia%3A%20%E2%80%9CGolgi%2C%20l%E2%80%99architetto%20del%20cervello%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Fmostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello%2F&amp;linkname=Mostra%20a%20Pavia%3A%20%E2%80%9CGolgi%2C%20l%E2%80%99architetto%20del%20cervello%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Fmostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello%2F&amp;linkname=Mostra%20a%20Pavia%3A%20%E2%80%9CGolgi%2C%20l%E2%80%99architetto%20del%20cervello%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Fmostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello%2F&amp;linkname=Mostra%20a%20Pavia%3A%20%E2%80%9CGolgi%2C%20l%E2%80%99architetto%20del%20cervello%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Fmostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello%2F&#038;title=Mostra%20a%20Pavia%3A%20%E2%80%9CGolgi%2C%20l%E2%80%99architetto%20del%20cervello%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/15/mostra-pavia-golgi-larchitetto-del-cervello/" data-a2a-title="Mostra a Pavia: “Golgi, l’architetto del cervello”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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