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	<title>morte &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Sposa il cadavere del fidanzato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2007 22:46:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Reuters dà notizia da Ahmedabad, India, di una donna talmente dispiaciuta per la morte del fidanzato – caduto in un pozzo – che ha insistito per sposare il suo cadavere appena prima della cremazione. “Così, per pochi minuti la ragazza era vestita da sposa e poi da vedova”, ha detto K.M. Kapadia, un funzionario della polizia di Anand, nello stato del Gujarat. La famiglia della donna, Tulsi Devipujak, di 22 anni, ha in un primo momento osteggiato le nozze....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/12/sposa-cadavere-del-fidanzato/" title="Read Sposa il cadavere del fidanzato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Reuters dà notizia da Ahmedabad, India, di una donna talmente dispiaciuta per la morte del fidanzato – caduto in un pozzo – che ha insistito per sposare il suo cadavere appena prima della cremazione. “Così, per pochi minuti la ragazza era vestita da sposa e poi da vedova”, ha detto K.M. Kapadia, un funzionario della polizia di Anand, nello stato del Gujarat. La famiglia della donna, Tulsi Devipujak, di 22 anni, ha in un primo momento osteggiato le nozze. In seguito però le hanno fatto dono dei tradizionali regali matrimoniali indù, vestiti e casalinghi per il nuovo focolare.</p>
<p><a href="http://news.yahoo.com/s/nm/20070310/od_uk_nm/oukoe_uk_india_marriage_corpse;_ylt=Aj9wOymkhZZev_NrLiSmvDPMWM0F" target="_blank">Fonte:Yahoo News</a></p>
<p><a href="http://www.essentialnews.net/index.php?id=1208" target="_blank">Traduzione a cura di Essential News</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F12%2Fsposa-cadavere-del-fidanzato%2F&amp;linkname=Sposa%20il%20cadavere%20del%20fidanzato" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F12%2Fsposa-cadavere-del-fidanzato%2F&amp;linkname=Sposa%20il%20cadavere%20del%20fidanzato" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F12%2Fsposa-cadavere-del-fidanzato%2F&amp;linkname=Sposa%20il%20cadavere%20del%20fidanzato" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F12%2Fsposa-cadavere-del-fidanzato%2F&amp;linkname=Sposa%20il%20cadavere%20del%20fidanzato" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F12%2Fsposa-cadavere-del-fidanzato%2F&#038;title=Sposa%20il%20cadavere%20del%20fidanzato" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/12/sposa-cadavere-del-fidanzato/" data-a2a-title="Sposa il cadavere del fidanzato"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Francia: 2 mila medici fanno outing sull&#8217;eutanasia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2007 11:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con un appello ai candidati alle presidenziali, 2134 medici e infermieri si sono auto-denunciati per avere «in coscienza aiutato medicalmente dei pazienti a morire con decenza». E chiedono un dibattito sull&#8217;eutanasia. A pochi giorni dall&#8217;apertura di un processo contro una dottoressa e un&#8217;infermiera accusate di aver prescritto e somministrato del potassio in dosi mortali a una malata terminale che ne aveva fatto richiesta, i firmatari dell&#8217;appello chiedono la fine delle procedure giudiziarie e la depenalizzazione dell&#8217;eutanasia, a certe condizioni, oltre...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/09/francia-mila-medici-fanno-outing-sulleutanasia/" title="Read Francia: 2 mila medici fanno outing sull&#8217;eutanasia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con un appello ai candidati alle presidenziali, 2134 medici e infermieri si sono auto-denunciati per avere «in coscienza aiutato medicalmente dei pazienti a morire con decenza». E chiedono un dibattito sull&#8217;eutanasia. A pochi giorni dall&#8217;apertura di un processo contro una dottoressa e un&#8217;infermiera accusate di aver prescritto e somministrato del potassio in dosi mortali a una malata terminale che ne aveva fatto richiesta, i firmatari dell&#8217;appello chiedono la fine delle procedure giudiziarie e la depenalizzazione dell&#8217;eutanasia, a certe condizioni, oltre a maggiore assistenza per i malati in fin di vita. La dottoressa e l&#8217;infermiera rischiano fino a 30 anni di carcere, accusate di «avvelenamento».<br />
La socialista Ségolène Royal e l&#8217;Ump Nicolas Sarkozy hanno promesso entrambi che se saranno eletti apriranno questo dibattito. Invece per i centristi va bene la legge vigente, votata nell&#8217;aprile 2005 sull&#8217;onda dell&#8217;emozione sollevata dal caso Vincent Humbert, un giovane tetraplegico che la madre e un medico avevano aiutato a morire nel 2003. La legge Léonetti del 2005 non legalizza l&#8217;eutanasia, ma stabilisce un diritto a «lasciar morire» in pace, condanna l&#8217;accanimento terapeutico e legalizza le cure anti-dolore anche se potrebbero abbreviare la vita del paziente terminale. L&#8217;Associazione per il diritto a morire con dignità (Admd), che ha più di 40 mila membri, ha interpellato i candidati su questo tema, inviando loro un libro bianco dal titolo «Fin di vita, una nuova legge è indispensabile».<br />
Nel programma dei socialisti c&#8217;è un capitolo dedicato al tema, anche se finora Royal ha detto solo pubblicamente di «essere in pieno accordo con il progetto» del Ps. In una lettera all&#8217;Admd, Royal scrive: «L&#8217;accompagnamento delle persone in fin di vita è un tema che mi sta a cuore e che è importante regolamentare, rispettando strettamente la volontà del malato. La dignità della persona, malata o no, deve essere assicurata in ogni circostanza». Il programma del Ps è più chiaro e promette, in caso di vittoria, di presentare in parlamento un pdl «sull&#8217;assistenza medicalizzata per morire con dignità; questa legge permetterà ai medici, nello stretto rispetto della volontà del paziente, di apportare un aiuto attivo alle persone in fase terminale o in uno stato di dipendenza che ritengono incompatibile con la loro dignità». [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/08-Marzo-2007/art34.html">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito del Manifesto</a></p>
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		<title>Rapisce corpo del padre per riportarlo in vita</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 17:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’agenzia Reuters riferisce da Karachi, in Pakistan, del fallito tentativo di un uomo, Abdul Rehman, di riportare in vita il padre morto da circa due anni. Rehman ha dissotterrato il cadavere e costretto un’ambulanza e il suo autista a trasportarlo fino a casa sotto minaccia di un’arma da fuoco. Ha inoltre rapito un barbone che dormiva nel cimitero e lo ha portato con sé. Dopo l’arresto un ufficiale di polizia ha riferito che “ha tenuto il corpo – di cui...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/07/rapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita/" title="Read Rapisce corpo del padre per riportarlo in vita">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’agenzia Reuters riferisce da Karachi, in Pakistan, del fallito tentativo di un uomo, Abdul Rehman, di riportare in vita il padre morto da circa due anni. Rehman ha dissotterrato il cadavere e costretto un’ambulanza e il suo autista a trasportarlo fino a casa sotto minaccia di un’arma da fuoco. Ha inoltre rapito un barbone che dormiva nel cimitero e lo ha portato con sé. Dopo l’arresto un ufficiale di polizia ha riferito che “ha tenuto il corpo – di cui era rimasto solo lo scheletro – per oltre 12 ore nel suo letto”. Il barbone ha poi testimoniato di averlo visto pronunciare formule magiche e versare acqua di rose sul corpo mentre piangeva amaramente. E’ stato incriminato per profanazione di cadavere.</p>
<p><a href="http://www.reuters.com/article/oddlyEnoughNews/idUSISL9285220070305" target="_blank">Fonte: Reuters</a></p>
<p><a href="http://www.essentialnews.net/index.php?id=1201" target="_blank">Traduzione a cura di EssentialNews </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Frapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita%2F&amp;linkname=Rapisce%20corpo%20del%20padre%20per%20riportarlo%20in%20vita" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Frapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita%2F&amp;linkname=Rapisce%20corpo%20del%20padre%20per%20riportarlo%20in%20vita" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Frapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita%2F&amp;linkname=Rapisce%20corpo%20del%20padre%20per%20riportarlo%20in%20vita" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Frapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita%2F&amp;linkname=Rapisce%20corpo%20del%20padre%20per%20riportarlo%20in%20vita" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Frapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita%2F&#038;title=Rapisce%20corpo%20del%20padre%20per%20riportarlo%20in%20vita" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/07/rapisce-corpo-del-padre-per-riportarlo-vita/" data-a2a-title="Rapisce corpo del padre per riportarlo in vita"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tutte le tangenti sul caro estinto &#8220;Così i morti fanno campare i vivi&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/02/26/tutte-tangenti-sul-caro-estinto-cosi-morti-fanno-campare-vivi/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 08:22:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;addetto all&#8217;obitorio sfoggia un ghigno sardonico, un impasto di indulgente compiacimento levantino e di fiera autoassoluzione. Poi s&#8217;aggiusta il bracciale in acciaio tempestato d&#8217;oro. &#8220;I morti fanno campare i vivi&#8221;. È la prima regola che ti insegnano. La più elastica. E così, tutti o quasi, in una sorta di lavacro collettivo in nome de l&#8217;terris, che a Bari sono i soldi, si sentono come autorizzati a muoversi con disinvoltura; a levarsi di dosso tormenti e imbarazzi di fronte ai morti....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/26/tutte-tangenti-sul-caro-estinto-cosi-morti-fanno-campare-vivi/" title="Read Tutte le tangenti sul caro estinto &#8220;Così i morti fanno campare i vivi&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;addetto all&#8217;obitorio sfoggia un ghigno sardonico, un impasto di indulgente compiacimento levantino e di fiera autoassoluzione. Poi s&#8217;aggiusta il bracciale in acciaio tempestato d&#8217;oro. &#8220;I morti fanno campare i vivi&#8221;. È la prima regola che ti insegnano. La più elastica. E così, tutti o quasi, in una sorta di lavacro collettivo in nome de l&#8217;terris, che a Bari sono i soldi, si sentono come autorizzati a muoversi con disinvoltura; a levarsi di dosso tormenti e imbarazzi di fronte ai morti.<br />
Caro davvero. Perché mangiano in tanti. In barba alla legge che governa, o dovrebbe governare, la dura attività di Caronte. Prendono tangenti in cambio di una soffiata; spifferano il nome del morto alla ditta di servizi funebri; suggeriscono l&#8217;impresa amica ai parenti. Rubano soldi a chi non c&#8217;è più. Funziona così a Bari.<br />
La seconda regola la snocciola lui, davanti a un infermiere storicamente complice (lavora in un ospedale pubblico già toccato in passato da casi di tangenti sui morti). È un tipo sui 35 anni, vestito alla moda, orecchino, abbronzatura, dialetto torrenziale. Con le soffiate, dice, arrotonda, anzi, raddoppia, i 1.200 euro di stipendio. &#8220;Mondo era, mondo è, e mondo sarà&#8221;, chiosa il mio compagno di lavoro prima di salutarlo. In pratica: le mazzette sui morti si pagano, si pagavano, e si pagheranno sempre. Qui la chiamano &#8220;caffè&#8221;. &#8220;Se procuri il morto, hai il caffè pagato&#8221;.<br />
E anche bene. Il listino va dai 200 ai 500 euro. Cash. Ho visto banconote scivolare di mano in mano per strada, al bar, negli ascensori, lungo le rampe degli ospedali. Nei posti più banali dove si può saldare al riparo da rischi uno scambio di favori. Prima e dopo i funerali. Sono mazzette da tutti i giorni, briciole rispetto a quelle sui grandi appalti. Ma tanti granelli fanno una montagna. [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito di Repubblica</a></p>
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		<title>Sandra Milo: &#8220;Ho aiutato mia madre a morire&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 22:24:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sì, l&#8217;ho fatto. Ho aiutato mia madre a morire&#8221;. Con la levità che le è propria, e con momenti di grande commozione, Sandra Milo ha raccontato, pur senza entrare nei dettagli, di aver contribuito ad alleviare le sofferenze della madre malata, tanti anni fa. L&#8217;attrice, 72 anni, ha partecipato oggi come ospite a Buona Domenica, il contenitore pomeridiano di canale 5. E durante un&#8217;intervista alla conduttrice Paola Perego, ha parlato della sua drammatica esperienza, che risale ai primi anni Sessanta....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/11/sandra-milo-ho-aiutato-mia-madre-morire/" title="Read Sandra Milo: &#8220;Ho aiutato mia madre a morire&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sì, l&#8217;ho fatto. Ho aiutato mia madre a morire&#8221;. Con la levità che le è propria, e con momenti di grande commozione, Sandra Milo ha raccontato, pur senza entrare nei dettagli, di aver contribuito ad alleviare le sofferenze della madre malata, tanti anni fa. L&#8217;attrice, 72 anni, ha partecipato oggi come ospite a <em>Buona Domenica</em>, il contenitore pomeridiano di canale 5. E durante un&#8217;intervista alla conduttrice Paola Perego, ha parlato della sua drammatica esperienza, che risale ai primi anni Sessanta.<br />
&#8220;Stavo girando <em>Otto e mezzo</em> con Federico Fellini &#8211; ha spiegato la Milo &#8211; è lei, già malata, si era aggravata, soffriva moltissimo. Io, che nel frattempo aspettavo mia figlia Deborah, quando tornavo dal set, passavo le notti accanto a lei, che non poteva né mangiare né bere. E mi chiedeva il perché di tanta sofferenza e di tanto dolore&#8221;.<br />
La madre, racconta l&#8217;attrice, &#8220;si stava consumando con un dolore immenso e senza fine. Così, mi chiese di aiutarla a morire &#8211; ha detto l&#8217;attrice, piangendo &#8211; dicendomi &#8216;tu sai che io, per te, lo farei&#8217;. Io avrei voluto soltanto che vivesse nonostante il dolore, ma non era giusto che un essere umano vivesse così, senza speranza di guarire, e allora l&#8217;ho aiutata. Ed è stato terribile&#8221;.<br />
Nel suo racconto, l&#8217;attrice è arrivata fino all&#8217;epilogo della vicenda: &#8220;Mi ha fatto uscire dalla stanza, ed è morta, sola, come lei voleva. Non credo che sia vero quando si dice che tutto questo è falsa pietà. So che c&#8217;è molta gente a favore e molta contro, ma bisogna provarlo, come si fa a dire &#8216;no, continua a soffrire&#8217;, se sai che quella persona non avrà scampo a causa del male che l&#8217;ha colpita? La gente deve poter morire con dignità&#8221;.<br />
Non è la prima volta che Sandra Milo partecipa al programma di Canale 5. [&#8230;] quando, grazie a un miracolo riconosciuto dalla Chiesa (che fece portare a compimento il processo di canonizzazione di suor Maria Pia Mastena) sua figlia, apparentemente morta alla nascita, tornò inspiegabilmente in vita. Anche in quel caso l&#8217;attrice aveva raccontato l&#8217;episodio fra le lacrime.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/persone/sandra-milo-madre/sandra-milo-madre/sandra-milo-madre.html">Fonte: Repubblica.it</a></p>
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		<title>Testamento biologico, il via a Genova</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 13:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È l&#8217;unico uomo in Italia ad avere redatto un testamento biologico la cui validità legale è stata riconosciuta prima dal comitato bioetico dell&#8217;ospedale San Martino di Genova, quindi dalla direzione sanitaria che alle volontà del paziente si deve attenere. E queste volontà dicono: «Rifiuto il mio consenso ad ogni accanimento terapeutico, ivi compresa l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione forzata». Bruno La Piccirella, psicologo sulla soglia della pensione, ha raccontato la sua storia in un dibattito sul testamento biologico organizzato dall&#8217;Unione atei e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/09/testamento-biologico-via-genova/" title="Read Testamento biologico, il via a Genova">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È l&#8217;unico uomo in Italia ad avere redatto un testamento biologico la cui validità legale è stata riconosciuta prima dal comitato bioetico dell&#8217;ospedale San Martino di Genova, quindi dalla direzione sanitaria che alle volontà del paziente si deve attenere. E queste volontà dicono: «Rifiuto il mio consenso ad ogni accanimento terapeutico, ivi compresa l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione forzata». Bruno La Piccirella, psicologo sulla soglia della pensione, ha raccontato la sua storia in un dibattito sul testamento biologico organizzato dall&#8217;Unione atei e agnostici alla biblioteca Berio di Genova. Il «paziente dissenziente», in questo modo era stato fino ad ora indicato, ha un&#8217;identità. «Non voglio diventare un cadavere vivente — dice — così ho preso le mie precauzioni».<br />
E spiega: «Dopo una visita medica ho scoperto di avere un fattore di rischio. Sembrava che fosse necessario intervenire subito chirurgicamente, invece questo non è avvenuto. Ma il fattore di rischio è lì, se mi dovessi aggravare finirei in sala operatoria». L&#8217;intervento coinvolgerebbe l&#8217;ossigenazione cerebrale e La Piccirella su questo ha le idee chiare: «non voglio diventare un vegetale. Se dovesse andare male, per me niente macchine per la respirazione artificiale e nessuna alimentazione forzata». <strong class="b" id="kUa" style="font-weight: normal">Ha chiesto una prima volta di poter esprimere la sua volontà al comitato bioetico del San Martino</strong><span class="span" id="kqRD" style="font-weight: normal"> ma gli è stato risposto che come «privato cittadino» non poteva avere un parere, doveva essere formalmente un paziente. Così lo psicologo si è rivolto a un primario dell&#8217;ospedale che ha posto il quesito. </span><br />
<span class="span" style="font-weight: normal"><strong>È stato un percorso burocratico non facile, ma La Piccirella ce l&#8217;ha fatta</strong>, il comitato ha redatto un «consenso informato» che è in realtà un dissenso: «È stata inserita una clausola nella normale dichiarazione di consenso che specifica quello che io non voglio mi sia fatto, quello per cui non dò la mia autorizzazione. In sintesi, se non ci sono possibilità di cura voglio che mi lascino morire in modo naturale». Tutto risolto? No, ovviamente. <strong>Il documento va aggiornato periodicamente e La Piccirella ne ha chiesto una copia all&#8217;ospedale per poterla esibire in caso di necessità</strong> anche se <strong>c&#8217;è sempre il rischio che il primario di un altro ospedale contesti questo «dissenso informato</strong>». Per ora, in tasca ha una fotocopia. È un po&#8217; strano parlare di eventualità terribili che possono colpire la persona che ti sta di fronte ma lo psicologo genovese sdrammatizza: «Guardi, io sto benissimo. Sono a rischio, ma chi non lo è? La differenza è che io sono venuto a sapere, un po&#8217; per caso, esattamente qual è il mio rischio e ho potuto valutarne le conseguenze. Per il resto, la morte è un tabù, non siamo capaci di parlarne». Perché ha partecipato a quel dibattito dell&#8217;Unione atei e agnostici, è un&#8217;idea che condivide? «Ne sono attratto&#8230;va beh, diciamo pure che sono un iscritto. Sul testamento biologico sono aperto al confronto. Durante il dibattito sono state fatte molte domande, anche obiezioni alla mia scelta». Ad esempio, che la vita non è nella disponibilità dell&#8217;individuo ma di Dio. «Bene — ribatte La Piccirella — ma se io non posso decidere se essere attaccato o no a un respiratore, se essere o no alimentato a forza, <strong>chi è che lo decide al mio posto? Un&#8217;istanza superiore? No, un medico, un uomo come me.</strong> E se non posso decidere io della mia vita in quanto uomo, perché deve decidere un altro uomo?. Ormai è stata medicalizzata la morte, non la vita. Si creano infinite agonie come quella della povera Eluana. Io ne voglio parlare senza fanatismi. Non considero il mio no a cure inutili su un corpo inerte, quando la persona ormai non c&#8217;è più, una forma di eutanasia passiva. L&#8217;eutanasia passiva non esiste, esiste invece il consenso o il dissenso informato, come il mio». E la legge sul testamento biologico? «Non so se ne avremo mai una. Ci spero, e soprattutto spero che si faccia bene». </span></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/02_Febbraio/09/testamento_biloogico.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
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		<title>Cina, presi 3 uomini che fornivano corpi per un antico rito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 21:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La polizia cinese ha arrestato tre uomini accusati di aver ucciso due giovani donne e di aver rivenduto i loro corpi destinati ad essere «spiriti spose» per giovani uomini morti prima di essere maritati. La notizia è stata diffusa dal giornale cinese Legal Daily e segnala un&#8217; arretratezza culturale portata alle estreme conseguenze da una caccia al denaro che sta sfigurando la Cina. Yang Donghai, 35 anni, contadino dello Shaanxi, regione occidentale dell&#8217;interno, ha confessato di aver ucciso una ragazza...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/27/cina-presi-uomini-che-fornivano-corpi-per-antico-rito/" title="Read Cina, presi 3 uomini che fornivano corpi per un antico rito">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo">La polizia cinese ha arrestato tre uomini accusati di aver ucciso due giovani donne e di aver rivenduto i loro corpi destinati ad essere «spiriti spose» per giovani uomini morti prima di essere maritati. La notizia è stata diffusa dal giornale cinese Legal Daily e segnala un&#8217; arretratezza culturale portata alle estreme conseguenze da una caccia al denaro che sta sfigurando la Cina. Yang Donghai, 35 anni, contadino dello Shaanxi, regione occidentale dell&#8217;interno, ha confessato di aver ucciso una ragazza comprata alla sua famiglia per 12mila yuan (1200 euro circa) e il cui corpo ha rivenduto per 16mila. La giovane donna pensava di essere destinata a un matrimonio combinato. Non poteva neppure immaginare che il marito fosse un morto del quale, secondo un&#8217; antica tradizione dell&#8217;interno, avrebbe dovuto essere la compagna nell&#8217;aldilà. In genere la tradizione viene rispettata usando i corpi di donne morte per cause naturali. Per lo stesso commercio, Yang Donghai con altri due complici aveva anche ucciso una prostituta, dalla cui vendita aveva ricavato ottomila yuan. «E&#8217; un modo facile di fare soldi» avrebbe dichiarato l&#8217;uomo. «Avevo in progetto di farlo ancora».</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/26-Gennaio-2007/art45.html">Fonte: ilManifesto.it </a></p>
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		<title>La moglie di Welby: &#8220;Il cardinale non vuole capire&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 07:39:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Il cardinale Ruini ancora oggi non ha capito la storia di mio marito. Piergiorgio è stato addormentato per poter morire tranquillo, non è stato ucciso. Si è fatto tutto in modo accurato, preciso, ha rifiutato la cura del ventilatore e questo è avvenuto con una sedazione. Ruini forse non sa qual è il significato della parola eutanasia. Vi include tutte le morte dolci e anche il rifiuto di accanimento terapeutico». Il presidente della Cei fa confusione? «Sì è un po’...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/23/moglie-welby-il-cardinale-non-vuole-capire/" title="Read La moglie di Welby: &#8220;Il cardinale non vuole capire&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il cardinale Ruini ancora oggi non ha capito la storia di mio marito. Piergiorgio è stato addormentato per poter morire tranquillo, non è stato ucciso. Si è fatto tutto in modo accurato, preciso, ha rifiutato la cura del ventilatore e questo è avvenuto con una sedazione. Ruini forse non sa qual è il significato della parola eutanasia. Vi include tutte le morte dolci e anche il rifiuto di accanimento terapeutico».</p>
<p><strong>Il presidente della Cei fa confusione?</strong><br />
«Sì è un po’ confuso nella sua terminologia e penso anche che sia una confusione voluta».</p>
<p><strong>Una confusione strumentale?</strong><br />
«I radicali non sono graditi alla Chiesa, sono anticlericali, il che non vuol dire essere contro la Chiesa ma contro certe concezioni che arrivano dalla Chiesa. Per combatterli può servire anche agitare di continuo questa parola».</p>
<p><strong>Il cardinale Ruini ha fiducia in una conversione di Welby «nell’istante della morte»&#8230;</strong><br />
«Piergiorgio era sicuro di sé il pomeriggio del 20 dicembre. Mi ricordo che ne parlammo. Gli dissi: “Piergiorgio incontrerai il tuo papà, tutti quelli che ti erano cari, anche il tuo amico Luca”. Mi fece l’occhiolino e mi sussurrò un “sì” ma non so se questo volesse dire che pensava davvero che esistesse un aldilà o che credesse in Dio. Su queste cose è sempre stato molto riservato. So che era in pace con Dio, che non aveva nulla per cui essere rimproverato né di cui pentirsi».</p>
<p><strong>Perseverare lucidamente e consapevolmente nella volontà di porre fine alla propria vita &#8211; come sostiene il cardinale Ruini significa che per la Chiesa cattolica Welby si è suicidato.</strong><br />
«Non ha voluto uccidersi. Era solo terribilmente stanco e sofferente. L’aria del respiratore gli gonfiava il petto, questo gli provocava fortissimi dolori. Non poteva nemmeno prendere antidolorifici perché gli creavano ulteriori dolori. Durante gli ultimi giorni stava sempre peggio, dovevo di continuo raddrizzarlo, mi diceva: “Non ce la faccio più”. Mina, mi capisci?».</p>
<p><strong>E lei?</strong><br />
«Ancora adesso vedo i suoi occhi imploranti che mi dicevano “basta!” e mi vengono gli scrupoli, perché invece gli ho fatto coraggio, ho insistito perché andasse avanti. Ogni tanto mi diceva “spegni il respiratore poi vai in cucina e accendi la radio”. In cinque-dieci minuti sarebbe morto soffocato, ma non volevo che soffrisse, non me la sono sentita. Ma lui voleva soltanto liberarsi da una vita che non riteneva più vita. Non mi sembra che questo sia un suicidio. Anche Giovanni Paolo II ad un certo punto ha detto: “Lasciatemi andare alla casa del Padre&#8230;”».</p>
<p><strong>Il cardinale Ruini rivela anche che il suo «no» ai funerali non è stato privo di sofferenza.</strong><br />
«Dopo tutto questo tempo rispondo che è stato quasi preferibile. Il rifiuto ha portato a una discussione che ci ha arricchito».</p>
<p><strong>Lei si è sempre dichiarata cattolica. Lo è ancora?</strong><br />
«Certo, mi sento assolutamente libera di pensare e dire quello in cui credo. Non mi risulta che Gesù abbia mai trattato male un moribondo o un malato&#8230;».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200701articoli/16982girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>Iniziativa contro l&#8217;eutanasia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 21:50:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un invito a guardare con speranza alla vita anche nelle condizioni di malattia e disabilità, un appello a dedicare risorse intellettuali ed economiche alla ricerca medica per le malattie tuttora senza cure, un monito per richiamare tutti alla responsabilità perché la società aiuti e non lasci nell&#8217;isolamento i malati e le loro famiglie. Tutto questo, accompagnato da un richiamo ai fondamenti della relazione tra medico e paziente, una alleanza terapeutica volta al bene dell&#8217;uomo: sono i principi che animano il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/19/iniziativa-contro-leutanasia/" title="Read Iniziativa contro l&#8217;eutanasia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un invito a guardare con speranza alla vita anche nelle condizioni di malattia e disabilità, un appello a dedicare risorse intellettuali ed economiche alla ricerca medica per le malattie tuttora senza cure, un monito per richiamare tutti alla responsabilità perché la società aiuti e non lasci nell&#8217;isolamento i malati e le loro famiglie. Tutto questo, accompagnato da un richiamo ai fondamenti della relazione tra medico e paziente, una alleanza terapeutica volta al bene dell&#8217;uomo: sono i principi che animano il Manifesto «Per il coraggio di vivere e di far vivere» [&#8230;] che un gruppo di medici e intellettuali con diversi profili professionali ha redatto e che invita a sottoscrivere e promuovere.<br />
Undici le persone che hanno promosso il Manifesto: Felice Achilli (primario cardiologo presso l&#8217;ospedale di Lecco, e presidente dell&#8217;associazione «Medicina e Persona»), Marco Brayda-Bruno (direttore dell&#8217;Unità operativa di Chirurgia vertebrale III presso l&#8217;Irccs ortopedico «Galeazzi» di Milano), Dario Caldiroli (direttore dell&#8217;Unità operativa di Neuroanestesia e rianimazione presso l&#8217;Irccs neurologico «Besta» di Milano), Bruno Dallapiccola (genetista, direttore scientifico dell&#8217;Irccs «Casa sollievo della sofferenza» e presidente dell&#8217;associazione «Scienza&#038;Vita»), Maria Luisa Di Pietro (medico e bioeticista presso l&#8217;Università Cattolica di Roma e presidente dell&#8217;associazione «Scienza&#038;Vita»), Giovanni Battista Guizzetti (geriatra e direttore dell&#8217;Unità operativa Stati vegetativi presso il Centro «Don Orione» di Bergamo), Vladimir Kosic (delegato Oms per l&#8217;Italia del Gruppo di riferimento sul funzionamento e la disabilità e presidente della Consulta dei disabili del Friuli-Venezia Giulia), Matilde Leonardi (medico, delegato Oms per l&#8217;Italia del Gruppo di riferimento sul funzionamento e la disabilità e vicepresidente della Federazione italiana associazioni neurologiche), Mario Melazzini (medico, direttore del Day Hospital oncologico dell&#8217;Irccs «Maugeri» di Pavia e presidente dell&#8217;Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), Adriano Pessina (filosofo, direttore del Centro di Bioetica dell&#8217;Università Cattolica), Valeria Zacchi (medico, direttore sanitario dell&#8217;Irccs «Fatebenefratelli» di Brescia).<br />
Il Manifesto vuole far uscire il dibattito attuale da una spirale che, in nome dell&#8217;autonomia dell&#8217;individuo e del paziente, sembra interessarsi solo alla possibilità di far morire. Fino al punto da «tentare di far rientrare l&#8217;eutanasia tra i compiti della professione medica». I promotori del Manifesto «per la garanzia di una presa in carico globale; di trattamento, cura e sostegno e contro l&#8217;abbandono, l&#8217;accanimento e l&#8217;eutanasia nel nostro Paese» invitano a riconoscere «il valore unico e irripetibile di ogni essere umano» respingendo l&#8217;idea che «alcune condizioni di salute rendano indegna la vita o trasformino il malato o la persona con disabilità in un peso sociale». Con la conseguenza di «aumentare la solitudine dei malati e delle loro famiglie» e «favorire decisioni rinunciatarie». Senza «negare il valore dell&#8217;autonomia e della libertà della persona» ma ricordando che «solo la vita è il fondamento dei diritti umani e della loro tutela». [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_01_19/articolo_718810.html">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito dell&#8217;Avvenire</a></p>
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		<title>L&#8217;ex moglie di Bergman divide la Svezia sull&#8217;eutanasia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 08:38:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche la Svezia ha il suo «caso Welby», una persona che chiede di morire con appelli al governo e al re. E non è nemmeno una persona qualunque, ma una donna che risponde al nome di Ellen Bergman, vale a dire l’ex-moglie del grande regista. Da settimane giornali, televisioni e radio non parlano di altro. Come in Italia, si chiedono se sia giusto o no proibire a una persona di chiedere di morire se è in pieno possesso delle proprie...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/16/lex-moglie-bergman-divide-svezia-sulleutanasia/" title="Read L&#8217;ex moglie di Bergman divide la Svezia sull&#8217;eutanasia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la Svezia ha il suo «caso Welby», una persona che chiede di morire con appelli al governo e al re. E non è nemmeno una persona qualunque, ma una donna che risponde al nome di Ellen Bergman, vale a dire l’ex-moglie del grande regista.<br />
Da settimane giornali, televisioni e radio non parlano di altro. Come in Italia, si chiedono se sia giusto o no proibire a una persona di chiedere di morire se è in pieno possesso delle proprie facoltà mentali e del tutto priva di speranze di guarire. Visto che nessuno le ha finora risposto di sì, Ellen Bergman, che ha 87 anni, ha deciso di fare da sola. Nel suo caso non vuol dire interrompere alcuna cura, perché non viene curata con terapie o macchinari particolari, ma semplicemente smettere di mangiare. Dal primo gennaio è in sciopero della fame, va avanti a base di morfina per non avvertire dolore e si sta lasciando morire così.<br />
La vicenda ha inizio nel 1999 quando Ellen Bergman (o Lundstrom se si preferisce usare il suo cognome da nubile) viene operata alla nuca. L’operazione fallisce, la donna rimane paralizzata nella sua grande casa di Stoccolma.La notizia è uno choc per la Svezia che per anni ha celebrato Ellen per la sua bellezza e eleganza, paragonandola a un cigno e per le sue doti di attrice, coreografa, ballerina (prima e durante il matrimonio con Bergman) e poi anche come scrittrice, regista di teatro, pedagoga. Dopo alcuni anni di sopportazione la donna dice basta. Scrive lettere al governo e al re per chiedere una «sedazione terminale», e cioè che un medico ponga fine ai terribili dolori quotidiani, che non le danno requie, come scrivono numerosi quotidiani spagnoli che hanno ripreso la notizia pubblicata in Svezia e rimbalzata in Italia attraverso il sito antiproibizionisti.it.<br />
Poco prima di Natale &#8211; proprio mentre in Italia Welby realizza il suo desiderio &#8211; lei annuncia che questi sono i suoi ultimi giorni di vita. Anche i figli l’aiutano. Sono attori e registi di cinema e teatro molto noti in Svezia, provano a rivolgersi alle autorità e ai medici. Nulla da fare. Nessuno se la sente di realizzare il desiderio dell’attrice: in Svezia l’eutanasia è proibita dalla legge e dal codice etico su cui ogni medico deve giurare.<br />
L’unico risultato è una visita a casa della polizia accompagnata da alcuni medici decisi a trasferire Ellen Bergman in ospedale. Ipotesi rifiutata dall’attrice che preferisce rimanere a casa, e da ormai quindici giorni permette a chi la assiste di somministrarle soltanto morfina. Per spiegare i motivi della sua scelta la donna scrive parole forti e decise, che non sembrano ammettere ripensamenti di alcun tipo: «Le mie forze sono terminate e la mia vita non ha senso.<br />
Dopo l’operazione che ha paralizzato il mio corpo provo una sofferenza costante. Nella clinica geriatrica dell’ospedale San Giorgio, dove mi hanno assistita, hanno riconosciuto che “il mio caso non aveva rimedio”. Com’è possibile che si lasci vivere una persona in queste condizioni? Desidero che il sonno eterno mi liberi da questa miseria. Quando l’esistenza ha perduto tutto il sale e la dolcezza, la strada migliore è quella di spegnerla nella forma più soave possibile». Parole non molto diverse da quelle di Welby e, proprio su queste parole, come l’Italia, la Svezia discute e si divide. I blog nazionali sono pieni di citazioni di sue frasi, i mass media seguono la vicenda, le forze politiche tentano di capire come comportarsi.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200701articoli/16669girata.asp" target="_blank">Fonte: LaStampa.it</a></p>
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