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	<title>nazismo &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Benedetto XVI: proclami contro aborto, laicismo e nazismo &#8220;ateo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 10:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] ALLO YANKEE STADIUM: «I CATTOLICI SI DEVONO OPPORRE ALL&#8217;ABORTO» &#8211; Nel primo pomeriggio, dopo un pranzo nella residenza del nunzio presso l&#8217;Onu, mons. Celestino Migliore, il Papa si è trasferito allo Yankee Stadium per una grande messa finale di saluto agli Stati Uniti durante la quale ha lanciato un appello ai cattolici statunitensi ad opporsi all&#8217;aborto. «Solo le verità della fede &#8211; ha detto &#8211; possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti di ogni uomo, donna, e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/21/benedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo/" title="Read Benedetto XVI: proclami contro aborto, laicismo e nazismo &#8220;ateo&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>ALLO YANKEE STADIUM: «I CATTOLICI SI DEVONO OPPORRE ALL&#8217;ABORTO» </strong>&#8211; Nel primo pomeriggio, dopo un pranzo nella residenza del nunzio presso l&#8217;Onu, mons. Celestino Migliore, il Papa si è trasferito allo Yankee Stadium per una grande messa finale di saluto agli Stati Uniti durante la quale ha lanciato un appello ai cattolici statunitensi ad opporsi all&#8217;aborto. «Solo le verità della fede &#8211; ha detto &#8211; possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti di ogni uomo, donna, e bambino nel mondo, compresi i più indifesi tra gli esseri umani, i bimbi non ancora nati nel grembo materno». Inoltre, sempre durante la messa, ha detto che <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/336/benedetto-xvi-e-lordine-della-creazione/"><strong>la divisione tra fede e politica è una «falsa dicotomia»</strong></a>. Benedetto XVI ha infatti esortato i cattolici statunitensi a «superare ogni separazione tra fede e vita, opponendosi ai falsi vangeli di libertà e di felicità». Li ha incitati anche a «respingere la falsa dicotomia tra fede e vita politica». Applausi prolungati e tanta commozione hanno salutato la partenza del Papa dallo Yankee Stadium di New York, dove la messa celebrata per 60 mila fedeli ha concluso il viaggio di Benedetto XVI negli States, iniziato martedì a Washington.</p>
<p><strong>«IL NAZISMO MI ROVINO&#8217;»</strong> &#8211; Il momento di grande commozione a Ground Zero, fissato nell&#8217;ultimo giorno americano di papa Ratzinger arriva all&#8217;indomani di un altro appuntamento di grande importanza per il Pontefice, l&#8217;incontro con i circa 22mila adolescenti e seminaristi riuniti sabato nella spianata di Yonkers, un sobborgo popolare a nord di Manhattan. Ai giovani di Yonkers <strong>Ratzinger ha raccontato gli anni della sua giovinezza «rovinata dal nazismo»</strong>. «I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto», ha spiegato Benedetto XVI, <strong>un regime che «mise Dio al bando</strong>, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono. Molti dei vostri genitori e nonni vi avranno raccontato l&#8217;orrore della distruzione che seguì. Alcuni di loro,infatti, vennero in America proprio per sfuggire a tale terrore». La droga, il razzismo, la violenza, la povertà come anche il «pugno chiuso della repressione» e la <strong>manipolazione delle coscienze</strong> [<em>sic!</em>] sono poteri distruttivi, «tenebre», così come lo fu, nella giovinezza del Pontefice tedesco, il nazismo.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/esteri/08_aprile_20/papa_ground_zero_10b78d88-0ead-11dd-b370-00144f486ba6.shtml"><strong>L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito de Il Corriere</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Passi la condanna all&#8217;aborto (prevedibile), passi l&#8217;esortazione ai fedeli di non separare la fede dalla politica (prevedibile), ma la storia del nazismo &#8220;ateo&#8221; proprio no, perchè qui entriamo nel campo del comodo revisionismo. Il nazismo fu così ateo che Hitler &#8211; nel Mein Kampf &#8211; si scagliò proprio contro il bolscevismo &#8220;ateo&#8221;, esaltando la Chiesa e la religione; così ateo che l&#8217;antisemitismo ebbe anche delle chiare radici religiose; così ateo da siglare nel 1933 il Concordato con la Santa Sede; così ateo da bollare l&#8217;ateismo come &#8220;asociale&#8221; e promuovere l&#8217;insegnamento della religione e in generale l&#8217;atteggiamento fideista; così ateo che nè Hitler nè i vari gerarchi vennero scomunicati; così ateo da essere salutato proprio dal papato come argine rispetto al comunismo e condannato (dopo) soprattutto per questioni di concorrenza nell&#8217;indottrinamento dei giovani. Non infierirò dicendo &#8220;da che pulpito&#8221;, considerati i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI#Le_origini_e_la_giovent.C3.B9"><strong>trascorsi del giovanissimo Ratzinger</strong></a> nella Gioventù Hitleriana e nei reparti d&#8217;appoggio alla Wehrmacht&#8230;</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fbenedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo%2F&amp;linkname=Benedetto%20XVI%3A%20proclami%20contro%20aborto%2C%20laicismo%20e%20nazismo%20%E2%80%9Cateo%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fbenedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo%2F&amp;linkname=Benedetto%20XVI%3A%20proclami%20contro%20aborto%2C%20laicismo%20e%20nazismo%20%E2%80%9Cateo%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fbenedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo%2F&amp;linkname=Benedetto%20XVI%3A%20proclami%20contro%20aborto%2C%20laicismo%20e%20nazismo%20%E2%80%9Cateo%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fbenedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo%2F&amp;linkname=Benedetto%20XVI%3A%20proclami%20contro%20aborto%2C%20laicismo%20e%20nazismo%20%E2%80%9Cateo%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fbenedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo%2F&#038;title=Benedetto%20XVI%3A%20proclami%20contro%20aborto%2C%20laicismo%20e%20nazismo%20%E2%80%9Cateo%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/21/benedetto-xvi-proclami-contro-aborto-laicismo-nazismo-ateo/" data-a2a-title="Benedetto XVI: proclami contro aborto, laicismo e nazismo “ateo”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nunzio apostolico, sì a cerimonia su Shoah</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2007 21:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Nunzio apostolico in Israele, Monsignor Antonio Franco, ha annunciato che presenzierà alla cerimonia di commemorazione delle vittime dell&#8217;Olocausto che si terrà domenica sera allo Yad Vashem, il memoriale sulla Shoah. Il Nunzio ha detto di essere ritornato sulla decisione di non partecipare alla cerimonia dopo aver avuto una lettera del presidente dello Yad Vashem, Avner Shalev, con la promessa «di riconsiderare il modo in cui papa Pio XII è presentato». «Poiché la mia azione non era intesa a dissociarmi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/15/nunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah/" title="Read Nunzio apostolico, sì a cerimonia su Shoah">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nunzio apostolico in Israele, Monsignor Antonio Franco, ha annunciato che presenzierà alla cerimonia di commemorazione delle vittime dell&#8217;Olocausto che si terrà domenica sera allo Yad Vashem, il memoriale sulla Shoah.<br />
Il Nunzio ha detto di essere ritornato sulla decisione di non partecipare alla cerimonia dopo aver avuto una lettera del presidente dello Yad Vashem, Avner Shalev, con la promessa «di riconsiderare il modo in cui papa Pio XII è presentato». «Poiché la mia azione non era intesa a dissociarmi dalle celebrazioni ma a richiamare l&#8217;attenzione sul modo in cui il Papa è presentato &#8230;. il mio scopo è stato raggiunto». A questo punto, ha aggiunto il Nunzio, «non ho motivi per tenere aperta questa tensione» e perciò «parteciperò alla cerimonia».<br />
Lo Yad Vashem si rallegra per la decisione del Nunzio apostolico. In un comunicato all&#8217;Ansa si afferma: «Riteniamo che la decisione del rappresentante del Vaticano di partecipare alla cerimonia allo Yad Vashem e di identificarsi col ricordo delle vittime sia la cosa giusta da fare. Lo Yad Vashem ritiene che non sia appropriato legare una questione di ricerca storica alla commemorazione delle vittime dell&#8217;Olocausto». [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/15/vaticano_israele_shoah.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fnunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah%2F&amp;linkname=Nunzio%20apostolico%2C%20s%C3%AC%20a%20cerimonia%20su%20Shoah" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fnunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah%2F&amp;linkname=Nunzio%20apostolico%2C%20s%C3%AC%20a%20cerimonia%20su%20Shoah" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fnunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah%2F&amp;linkname=Nunzio%20apostolico%2C%20s%C3%AC%20a%20cerimonia%20su%20Shoah" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fnunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah%2F&amp;linkname=Nunzio%20apostolico%2C%20s%C3%AC%20a%20cerimonia%20su%20Shoah" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fnunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah%2F&#038;title=Nunzio%20apostolico%2C%20s%C3%AC%20a%20cerimonia%20su%20Shoah" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/15/nunzio-apostolico-si-cerimonia-shoah/" data-a2a-title="Nunzio apostolico, sì a cerimonia su Shoah"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Israele, iniziate le celebrazioni per la Shoah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2007 21:43:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con una solenne cerimonia nello Yad Vashem, il Museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme, è cominciato domenica sera in Israele il Giorno della Shoah, dedicato al ricordo dei sei milioni di ebrei morti nei campi di sterminio nazisti. Alla cerimonia, che apre una 24ore di iniziative che si concluderà lunedì sera, assistono le massime autorità dello Stato e i membri del corpo diplomatico, tra i quali il Nunzio apostolico, monsignor Antonio Franco, che ha deciso di partecipare alla commemorazione nonostante l&#8217;incidente di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/15/israele-iniziate-celebrazioni-per-shoah/" title="Read Israele, iniziate le celebrazioni per la Shoah">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una solenne cerimonia nello Yad Vashem, il Museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme, è cominciato domenica sera in Israele il Giorno della Shoah, dedicato al ricordo dei sei milioni di ebrei morti nei campi di sterminio nazisti.<br />
Alla cerimonia, che apre una 24ore di iniziative che si concluderà lunedì sera, assistono le massime autorità dello Stato e i membri del corpo diplomatico, tra i quali il Nunzio apostolico, monsignor Antonio Franco, che <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/15/vaticano_israele_shoah.shtml">ha deciso di partecipare alla commemorazione nonostante l&#8217;incidente di una didascalia su Pio XII </a>ritenuta offensiva dal Vaticano. Per quella frase,  considerata fuorviante e ingenerosa nei confronti dell&#8217;ex pontefice, <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/04_Aprile/12/shoah_vaticano.shtml">il nunzio aveva in un primo tempo ipotizzato di disertare l&#8217;iniziativa.</a> La crisi era però rientrata .<br />
Durante la celebrazione alcuni sopravvissuti ai campi di sterminio e alle persecuzioni naziste hanno acceso sei torce, in ricordo dei sei milioni di ebrei uccisi. [&#8230;]<br />
Lunedì mattina tutti gli israeliani si fermeranno alle 10, ora locale (le 8 in Italia) per un minuto di silenzio mentre le sirene di tutto il paese si metteranno a suonare in ricordo delle vittime della follia nazista.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/04_Aprile/15/celebrazione_shoah.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fisraele-iniziate-celebrazioni-per-shoah%2F&amp;linkname=Israele%2C%20iniziate%20le%20celebrazioni%20per%20la%20Shoah" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fisraele-iniziate-celebrazioni-per-shoah%2F&amp;linkname=Israele%2C%20iniziate%20le%20celebrazioni%20per%20la%20Shoah" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fisraele-iniziate-celebrazioni-per-shoah%2F&amp;linkname=Israele%2C%20iniziate%20le%20celebrazioni%20per%20la%20Shoah" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fisraele-iniziate-celebrazioni-per-shoah%2F&amp;linkname=Israele%2C%20iniziate%20le%20celebrazioni%20per%20la%20Shoah" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F15%2Fisraele-iniziate-celebrazioni-per-shoah%2F&#038;title=Israele%2C%20iniziate%20le%20celebrazioni%20per%20la%20Shoah" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/15/israele-iniziate-celebrazioni-per-shoah/" data-a2a-title="Israele, iniziate le celebrazioni per la Shoah"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Torna in libertà David Irving, lo storico inglese che negò la Shoah</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/20/torna-liberta-david-irving-storico-inglese-che-nego-shoah/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 19:24:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torna in libertà David Irving. Dopo oltre un anno di detenzione, la corte d&#8217;appello di Vienna ha sospeso questa mattina la sentenza nei confronti dello storico negazionista inglese, condannato lo scorso febbraio nella capitale austriaca a tre anni in base alla legge che vieta in Austria l&#8217;apologia del nazismo. Lo storico autodidatta, che ha 68 anni, aveva presentato ricorso contro la sentenza ma la corte di cassazione l&#8217;aveva respinto e rinviato per la decisione definitiva alla corte di appello. La...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/20/torna-liberta-david-irving-storico-inglese-che-nego-shoah/" title="Read Torna in libertà David Irving, lo storico inglese che negò la Shoah">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna in libertà David Irving. Dopo oltre un anno di detenzione, la corte d&#8217;appello di Vienna ha sospeso questa mattina la sentenza nei confronti dello storico negazionista inglese, condannato lo scorso febbraio nella capitale austriaca a tre anni in base alla legge che vieta in Austria l&#8217;apologia del nazismo.<br />
Lo storico autodidatta, che ha 68 anni, aveva presentato ricorso contro la sentenza ma la corte di cassazione l&#8217;aveva respinto e rinviato per la decisione definitiva alla corte di appello. La pronuncia è arrivata stamattina, con la sospensione della condanna, visto che Irving ha già scontato 13 mesi della pena. Il resto della condanna &#8211; due terzi dei tre anni complessivi &#8211; sono stati convertiti nella condizionale. Irving può quindi essere rimesso subito in libertà.<br />
Lo storico britannico, molto seguito negli ambienti neonazisti internazionali, era agli arresti a Vienna dall&#8217;11 novembre 2005. Era stato condannato a tre anni senza condizionale per avere tenuto due discorsi in Austria nel 1989, a Vienna e a Leoben, in cui negava l&#8217;esistenza delle camere a gas a Auschwitz e metteva in dubbio l&#8217;Olocausto. Aveva anche sostenuto che i pogrom della cosiddetta &#8220;notte dei cristall&#8221; erano stati compiuti da &#8220;sconosciuti&#8221; mascherati da &#8216;Sa&#8217;, le truppe di assalto di Hitler.<br />
In Austria, come anche in Germania, la legge vieta, con condanne fino a 20 anni di reclusione, l&#8217;apologia, la relativizzazione e la negazione dei crimini del nazismo, così come pure l&#8217;esibizione di simboli dell&#8217;ideologia nazionalsocialista.<br />
All&#8217;epoca, la condanna di Irving venne seguita con interesse in tutto il mondo e suscitò un acceso dibattito a livello internazionale sulla liceità di punire anche reati di opinione, come quelli commessi appunto dallo storico britannico.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/esteri/irving-libero/irving-libero/irving-libero.html">Fonte: Repubblica.it </a></p>
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		<title>Negazionisti a convegno, nel mirino c&#8217;è Tel Aviv</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 08:53:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cercare di negare o ridimensionare lo sterminio di sei milioni di ebrei durante la Seconda guerra mondiale per intaccare la legittimità dello Stato d&#8217;Israele. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo del convegno internazionale aperto ieri a Tehran e promosso direttamente dal regime degli ayatollah. Il ministro degli esteri, Manouchehr Mottaki, precisa che il fine di «Review of the Holocaust: global vision» (questo il titolo della conferenza) «non è negare o confermare l&#8217;Olocausto. Il suo scopo &#8211; continua il capo della diplomazia della repubblica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/13/negazionisti-convegno-nel-mirino-ce-tel-aviv/" title="Read Negazionisti a convegno, nel mirino c&#8217;è Tel Aviv">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo"><font size="2">Cercare di negare o ridimensionare lo sterminio di sei milioni di ebrei durante la Seconda guerra mondiale per intaccare la legittimità dello Stato d&#8217;Israele. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo del convegno internazionale aperto ieri a Tehran e promosso direttamente dal regime degli ayatollah. Il ministro degli esteri, Manouchehr Mottaki, precisa che il fine di «Review of the Holocaust: global vision» (questo il titolo della conferenza) «non è negare o confermare l&#8217;Olocausto. Il suo scopo &#8211; continua il capo della diplomazia della repubblica islamica &#8211; è dare un&#8217;opportunità agli intellettuali che non possono esprimere liberamente le proprie opinioni sulla Shoah in Europa».<br />
Tuttavia l&#8217;evento, presentato nei giorni scorsi come un consesso di studiosi di prim&#8217;ordine, riunisce nella capitale iraniana firme screditate del negazionismo europeo, razzisti del Ku Klux Klan, un manipolo di rabbini ultraortodossi e, unico relatore italiano, un nipote del futurista Marinetti che ha stigmatizzato il «colonialismo giudeo-cristiano», promotore di una «lotta contro l&#8217;Islam». C&#8217;è l&#8217;ex consigliere regionale del Fronte nazionale Georges Thiel, condannato in Francia per i suoi opuscoli negazionisti, che dichiara che l&#8217;Olocausto è stato «un&#8217;enorme bugia». Certo, concede Thiel, «il popolo ebraico è stato perseguitato e deportato, ma non c&#8217;è stata alcuna macchina di sterminio in alcun campo, nessuna camera a gas». </font><br />
<font size="2">Secondo il ministero degli esteri di Tehran, alla due giorni che si conclude oggi sono presenti 67 ricercatori arrivati da 30 paesi. Tra loro anche David Duke, leader del Ku Klux Klan che sostiene che «è scandaloso che l&#8217;Olocausto non possa essere discusso liberamente. Ciò fa chiudere gli occhi sui crimini israeliani contro il popolo palestinese», taglia corto Duke, teorico della supremazia bianca e della segregazione razziale che ai tempi dell&#8217;università era famoso perché girava vestito con l&#8217;uniforme nazista e celebrava l&#8217;anniversario della nascita di Adolf Hitler. Il giordano Taysir Bushe rifiuta l&#8217;etichetta di antisemitismo per i negazionisti, dal momento che, spiega sicuro, «la ricerca della verità può aiutare anche gli ebrei a progettare meglio il loro futuro». «Durante il nazismo &#8211; aggiunge però il ricercatore &#8211; sono stati uccisi appena 50mila ebrei». «Senza l&#8217;invenzione dell&#8217;Olocausto &#8211; conclude il giordano &#8211; gli ebrei non avrebbero mai ottenuto l&#8217;appoggio dell&#8217;Occidente per costruire un proprio Stato e cacciare via i palestinesi dalla loro terra». Il siriano Ghazi Hussein rincara la dose: l&#8217;Olocausto è «una triste favola che ha tolto la terra ai palestinesi per regalarla agli ebrei, con l&#8217;appoggio di un mondo cristiano che si sente in colpa per un delitto inventato e mai commesso».</font><br />
</span><font size="2">Un gruppetto di rabbini ortodossi, anti-sionisti, scambia i biglietti da visita con i rappresentanti del clero sciita. «Certamente c&#8217;è stato un Olocausto. Ma non può essere usato in alcun modo come una giustificazione per perpetrare azioni ingiuste contro i palestinesi», dichiara il rabbino britannico Ahron Cohen. Prima che la diplomazia internazionale, è la comunità ebraica iraniana a stigmatizzare questa riunione voluta fortemente dal presidente Mahmoud Ahmadi-Nejad, l&#8217;uomo che nella galassia sciita insegue la popolarità del libanese Nasrallah e dell&#8217;iracheno Al Sadr farcendo la politica estera di Tehran d&#8217;infiammata retorica anti sionista: Israele è «un cancro» e va «spazzato dalla mappa del mondo», solo per ricordarne due. Per Moris Motamed, unico rappresentante ebreo nel parlamento di Tehran, «negare l&#8217;Olocausto è un grande insulto». Il premier israeliano Ehud Olmert parla «di un evento penoso che dimostra l&#8217;intensità dell&#8217;odio e del fondamentalismo radicale del governo iraniano». Reazioni sdegnate da parte delle comunità ebraiche, del Dipartimento di stato Usa e del governo italiano. Il premier Olmert ieri ha potuto iniziare la sua prima visita in Europa da premier &#8211; dopodomani sarà a Roma &#8211; usando da Berlino toni bellicosi: «Non abbiamo mai minacciato di distruggere alcuno stato. L&#8217;Iran ha apertamente minacciato di spazzare via Israele dalla carta geografica. Olmert ha chiesto per questo alla Germania d&#8217;interrompere i propri rapporti economici con Tehran, mentre oggi chiederà l&#8217;appoggio a Berlino per sanzioni sulla questione nucleare.<br />
Leonardo Clerici, nipote dell&#8217;iniziatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, può affermare a Tehran che «Israele non esiste come Stato, è una entità colonialista europea, e il Sionismo è puro razzismo colonialista». Ehud Olmert sarà ben contento di utilizzare le sparate negazioniste del Convegno per accelerare lo scontro con un Iran sempre più forte sullo scacchiere mediorientale.</font></p>
<p><font size="2"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/12-Dicembre-2006/art28.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it</a></font></p>
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		<title>L&#8217;orrore dell&#8217;Olocausto raccontato da un ufficiale delle SS</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2006 11:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pubblicato da Gallimard a fine agosto, Les Bienveillantes, romanzo d&#8217;esordio dell&#8217;americano (francofono) Jonathan Littell, è stato il caso editoriale dell&#8217;autunno parigino. Centinaia di migliaia di copie vendute, critiche per lo più entusiastiche (con l&#8217;eccezione fra gli altri di Claire Devarrieux su Libération e del regista di Shoah, Claude Lanzmann), fino all&#8217;assegnazione nei giorni scorsi del prix Goncourt. Un successo tanto più sorprendente data la mole del libro (novecento pagine) e il suo argomento. Si tratta infatti del racconto in prima...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/15/lorrore-dellolocausto-raccontato-ufficiale-delle/" title="Read L&#8217;orrore dell&#8217;Olocausto raccontato da un ufficiale delle SS">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo"><font size="2">Pubblicato da Gallimard a fine agosto, Les Bienveillantes, romanzo d&#8217;esordio dell&#8217;americano (francofono) Jonathan Littell, è stato il caso editoriale dell&#8217;autunno parigino. Centinaia di migliaia di copie vendute, critiche per lo più entusiastiche (con l&#8217;eccezione fra gli altri di Claire Devarrieux su Libération e del regista di Shoah, Claude Lanzmann), fino all&#8217;assegnazione nei giorni scorsi del prix Goncourt. Un successo tanto più sorprendente data la mole del libro (novecento pagine) e il suo argomento. Si tratta infatti del racconto in prima persona dell&#8217;esperienza di guerra e genocidio del giurista e ufficiale SS del SD (ufficio centrale del servizio di sicurezza), l&#8217;Obersturmbannführer Max Aue, impegnato nella campagna di Russia del 1941-43, e poi a Berlino e nei campi dell&#8217;Olocausto fino alla fine del Reich. [&#8230;]</font></span></p>
<p><span class="testo"><font size="2"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/14-Novembre-2006/art73.html" target="_blank">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul sito del Manifesto</a></font></span></p>
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		<title>Il Führer e il prelato, cattolici con la svastica</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2006 13:36:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da tempo, ormai, il dibattito storiografico sui rapporti tra chiesa cattolica e Germania nazista sembra essersi impantanato sull&#8217;enigmatica figura di Pio XII. Ben sapendo che una porzione consistente delle carte resta ancora sotto chiave negli archivi vaticani (ognuno ha i suoi tempi, per carità) si continuano a costruire le ipotesi più fantasiose sui presunti silenzi del pontefice, sul suo presunto antisemitismo, sulle sue presunte responsabilità nelle vicende legate al secondo conflitto mondiale e all&#8217;Olocausto, quasi fosse questa la sola cosa...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/07/fuhrer-prelato-cattolici-con-svastica/" title="Read Il Führer e il prelato, cattolici con la svastica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo, ormai, il dibattito storiografico sui rapporti tra chiesa cattolica e Germania nazista sembra essersi impantanato sull&#8217;enigmatica figura di Pio XII. Ben sapendo che una porzione consistente delle carte resta ancora sotto chiave negli archivi vaticani (ognuno ha i suoi tempi, per carità) si continuano a costruire le ipotesi più fantasiose sui presunti silenzi del pontefice, sul suo presunto antisemitismo, sulle sue presunte responsabilità nelle vicende legate al secondo conflitto mondiale e all&#8217;Olocausto, quasi fosse questa la sola cosa essenziale. Certo il reality &#8211; vero o falso che sia &#8211; vende discretamente bene e a molti, in fondo, imbastire polemiche conviene. Ma sul serio non c&#8217;è dell&#8217;altro? Sul serio, per comprendere in che modo &#8211; tanto per iniziare &#8211; il cattolicesimo tedesco reagì alla virulenta ondata hitleriana e alla demolizione definitiva della Repubblica, non possiamo prescindere dal povero Pacelli, e provare a ritagliare un numero esauriente di casi empirici, da cui dedurre &#8211; come richiederebbero le leggi più elementari della storiografia &#8211; situazioni, convergenze ricorrenti e eventualmente una prima interpretazione? «Guré, guré behet kalaja» recita un antico proverbio albanese: pietra su pietra, si fa il castello. Gli spazi di lavoro, del resto, sono ampi e variegati. Talvolta, persino al di qua del Brennero: come ci dimostra il Collegio Pangermanico di Santa Maria dell&#8217;Anima in Roma, che con un doveroso gesto di coraggio (tardivo anch&#8217;esso, ma comunque ammirevole) inaugura l&#8217;apertura agli studiosi degli archivi personali di monsignor Alois Hudal. Il passaggio è di notevole importanza, anche se forse sull&#8217;infame Netzwerk Odessa saranno poche le sorprese. I novantasei faldoni hudaliani, infatti, oltre a gettare luce sulla personalità (contorta e arrivista) dell&#8217;autorevole prelato austriaco, a confermare in maniera non più discutibile le tristi immagini affrescate da Ernst Klee nei suoi brillanti reportage (tradotti in italiano in Chiesa e nazismo, Einaudi 1993) e a suggerire nuove piste di ricerca, mettono bene in risalto l&#8217;ingombranza fastidiosa dell&#8217;enorme piattaforma mentale e culturale offerta da ampi settori del cattolicesimo di ambientazione germanica alla presunta «rivoluzione nazionale» ventilata dal Führer e dal suo movimento. Le simpatie di monsignor Hudal per il nazismo non sono una novità per nessuno né si dimentica che, ancora nei primi anni &#8217;60, fu lo stesso rettore emerito del prestigioso istituto pontificio a ribadire con superbia, dall&#8217;esilio forzato di Grottaferrata, tra le righe dei Römische Tagebücher (i «Diari romani»), la sua tesi ributtante: sempre meglio Hitler che la paccottiglia giudeo-bolscevica, la democrazia socialdemocratica o per contro il capitalismo americano. E ai forni polacchi neanche un accenno, una allusione di pietà. Trent&#8217;anni addietro, inoltre &#8211; al chiaro scopo di convincere le gerarchie ecclesiastiche e i cattolici più «illuminati», e tuttavia ancora timorosi, circa l&#8217;intrinseca bontà o recuperabilità in chiave cristiana del nazismo &#8211; Hudal aveva dato alle stampe il ponderoso trattato Die Grundlagen des Nationalsozialismus («I fondamenti spirituali del nazionalsocialismo», Lipsia-Vienna, 1936). Nessuno sgomento, dunque, nel ritrovare, tra i forzieri rinascimentali dell&#8217;Anima, obbrobri clamorosi quali la dedica del volume al dittatore tedesco («Al Führer del Risorgimento tedesco. Al novello Sigfriedo della grandezza e della speranza della Germania &#8211; Adolf Hitler») o la copia del telegramma datato 15 luglio 1937, con cui Hudal, ormai vescovo titolare di Ela, esprimeva alla dirigenza del Reich le proprie cordiali congratulazioni per la buona riuscita dell&#8217;Anschluß. Di fronte a simili sbottate lo sdegno è sacrosanto. E tuttavia, condannare in contumacia i monsignori &#8211; com&#8217;è d&#8217;uso da almeno mezzo secolo &#8211; basta davvero a far progredire la ricerca? Evidentemente no. Quel che serve, semmai, è afferrare le radici nel profondo, stabilire legami verosimili tra il presente e il passato &#8211; e poi, è ovvio, agire e contestare se necessario. [&#8230;] Viene da chiedersi se alla fine dei conti non sia ingenuo accettare la versione ufficiale dei fatti e credere che la «grande conciliazione» (Günter Lewy) dischiusa alle relazioni tra stato e chiesa cattolica in Germania dalla storica conferenza di Fulda (30 maggio-1 giugno 1933), con l&#8217;abolizione del divieto episcopale di adesione alla Nsdap ad esempio, sia stato il semplice risultato di una serie di circostanze accidentali e di eventi contingenti. Non è forse arrischiato ridurre il concordato, siglato con il Reich nel luglio &#8217;33, al provvidenziale strumento giuridico intessuto dall&#8217;astuta diplomazia pacelliana per attuare una improbabile opposizione al regime oppure per salvare il salvabile ed evitare il collasso letale &#8211; e niente più? Smettiamo di fare apologia, da una parte e dall&#8217;altra, e affrontiamo la realtà. Molto probabilmente, nella misura in cui il nuovo Stato totale avesse conformato anche solo in via preliminare la propria politica interna a un modello rigido di tipo etico e organicista, lasciando intravedere la restaurazione, da operarsi anche manu militari, della Weltanschauung dell&#8217;Ordine naturale, il ripristino dell&#8217;Ordine della Creazione, la Chiesa avrebbe sostenuto senza troppo tergiversare e anzi con viva sollecitudine l&#8217;opera del Führer. E del resto, dato quel passato, dato quel presente, data quella mentalità, data quella sensibilità morale, non è verosimile pensare che, quantomeno a livello gerarchico e organizzativo, difficilmente sarebbe potuto accadere altrimenti?</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Ottobre-2006/art68.html" target="_blank">Il testo integrale del lungo articolo di Martino Patti è stato pubblicato sul sito del Manifesto</a></p>
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		<title>Nascosta per 61 anni e col marito ebreo. Gli Usa cacciano la guardia del lager</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 17:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elfriede Lina Rinkel, 84 anni, è sempre stata una cittadina modello di San Francisco. Di origine tedesca e sposata con un ebreo, era molto attiva nella comunità ebraica locale e si era fatta ben volere da tutti. Ma Elfriede nascondeva un segreto, una terribile verità che non aveva mai avuto il coraggio di confessare nemmeno al marito Fred, morto pochi mesi fa: da giovane era una SS nazista e aveva lavorato nel campo di concentramento femminile di Ravensbruck, teatro di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/09/20/nascosta-per-anni-col-marito-ebreo-gli-usa-cacciano-guardia-del-lager/" title="Read Nascosta per 61 anni e col marito ebreo. Gli Usa cacciano la guardia del lager">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Elfriede Lina Rinkel, 84 anni, è sempre stata una cittadina modello di San Francisco. Di origine tedesca e sposata con un ebreo, era molto attiva nella comunità ebraica locale e si era fatta ben volere da tutti. Ma Elfriede nascondeva un segreto, una terribile verità che non aveva mai avuto il coraggio di confessare nemmeno al marito Fred, morto pochi mesi fa: da giovane era una SS nazista e aveva lavorato nel campo di concentramento femminile di Ravensbruck, teatro di orrori indicibili. Ora però tutto è tornato a galla e dovrà tornare in Germania a fare i conti con il suo passato.Oggi la Rinkel è un&#8217;anziana signora che ci vede poco da un occhio a causa del diabete e ha bisogno di un bastone per camminare. A 22 anni, però, era ben diversa e, in compagnia di un cane feroce, aveva il compito di sorvegliare le detenute. Durante la sua permanenza a Ravensbruck, dal giugno 1944 alla primavera 1945, 10 mila persone persero la vita tra le mura del lager. Alcune uccise da esperimenti medici crudeli. Altre morte di fame o di stenti. Molte finite nelle camere a gas. Dopo la fine della guerra, Elfriede ha conosciuto il suo Fred, un ebreo con il quale nel 1959 è emigrata negli Stati Uniti. Nel compilare i documenti per l&#8217;ingresso negli Usa, la donna ha evitato accuratamente qualsiasi accenno al suo passato. E in tutti gli anni successivi non ha mai ha abbassato la guardia e rivelato la sua storia all&#8217;uomo della sua vita. Quando il marito ha prenotato una tomba nel cimitero ebraico di San Francisco, il Sinai Memorial Chapel, ha persino chiesto persino di essere sepolta accanto a lui, in un loculo a due posti sormontato da una grande stella di David. Fred è morto pochi mesi fa, senza sapere nulla della vera identità della moglie. Il ministero della Giustizia americano, invece, a più di sessant&#8217;anni di distanza ha scoperto tutto. Durante un confronto tra i nomi dei dipendenti del campo di concentramento di Ravensbruck e gli elenchi degli immigrati, è stata trovata una certa Elfriede Huth, il nome da ragazza dell&#8217;ormai anziana signora. Pochi giorni dopo il funerale del marito, due funzionari hanno bussato alla porta del modesto appartamento della donna, in una delle aree più povere di San Francisco, per metterla davanti al suo passato. Elfriede è stata espulsa dagli Stati Uniti e condannata a tornare in Germania per aver mentito nella richiesta di immigrazione. La donna ha ammesso di aver lavorato al campo di concentramento ma ha negato di essere stata una SS. [&#8230;] Le autorità statunitensi non si sono però impietosite. Elfriede ha avuto a disposizione alcuni giorni per chiudere la sua vita negli Usa prima di tornare nel Paese natale. Il suo ultimo atto, prima di lasciare per sempre San Francisco, è stato vendere il loculo che l&#8217;aspettava nel cimitero ebraico, accanto al marito. &#8220;La sua presenza in America è un affronto per tutte le vittime dell&#8217;Olocausto&#8221;, ha affermato un funzionario del ministero della Giustizia.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/anziana-nazista/anziana-nazista/anziana-nazista.html">Fonte: Repubblica.it </a></p>
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		<title>Mumbai, cambia nome il ristorante &#8220;La croce di Hitler&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Aug 2006 12:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ha resistito neanche una settimana il ristorante “La croce di Hitler” a Khargar, cittadina satellite di Mumbai, che ha fatto infuriare la piccola comunità ebrea dello Stato del Maharashtra. Il suo proprietario, Punit Shablok, ha incontrato oggi i membri della comunità di Mumbai ed ha annunciato di voler cambiare il nome del suo locale, anche se non ha specificato quale sarà la nuova insegna. Aperto il 18 agosto scorso, il locale è arredato con croci uncinate e manifesti di propaganda...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/08/25/mumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler/" title="Read Mumbai, cambia nome il ristorante &#8220;La croce di Hitler&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha resistito neanche una settimana il ristorante “La croce di Hitler” a Khargar, cittadina satellite di Mumbai, che ha fatto infuriare la piccola comunità ebrea dello Stato del Maharashtra. Il suo proprietario, Punit Shablok, ha incontrato oggi i membri della comunità di Mumbai ed ha annunciato di voler cambiare il nome del suo locale, anche se non ha specificato quale sarà la nuova insegna. Aperto il 18 agosto scorso, il locale è arredato con croci uncinate e manifesti di propaganda nazista: sulla porta, un ritratto di Hitler che arringa le folle di Norimberga. I circa cinque mila ebrei residenti nello Stato si sono scagliati contro il locale ed il suo proprietario, accusato di anti-semitismo. Jonathan Solomon, presidente della Federazione degli ebrei indiani, ha dichiarato: “Dobbiamo fermare la deificazione di Hitler, uno dei peggiori criminali dell’umanità”. Daniel Zonshine, console generale di Israele a Mumbai, ha aggiunto: “Ho ricevuto messaggi da parte degli ebrei di tutto il mondo. La rabbia della nostra comunità contro questo locale è da tenere in considerazione”. Persino Walter Stechl, console generale tedesco, si è unito alle proteste. “Forse – dice – il proprietario non ha ben chiaro il terribile operato di Hitler. Gli ho chiesto in una lettera di cambiare il nome del suo ristorante e gli ho inviato una breve storia del nostro Paese in quel periodo&#8221;. &#8220;Inoltre &#8211; conclude &#8211; gli ho regalato un testo sulla Germania moderna, da cui potrà prendere tranquillamente spunto per una nuova insegna”.</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/view.php?l=it&#038;art=7022">Fonte: AsiaNews.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F08%2F25%2Fmumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler%2F&amp;linkname=Mumbai%2C%20cambia%20nome%20il%20ristorante%20%E2%80%9CLa%20croce%20di%20Hitler%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F08%2F25%2Fmumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler%2F&amp;linkname=Mumbai%2C%20cambia%20nome%20il%20ristorante%20%E2%80%9CLa%20croce%20di%20Hitler%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F08%2F25%2Fmumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler%2F&amp;linkname=Mumbai%2C%20cambia%20nome%20il%20ristorante%20%E2%80%9CLa%20croce%20di%20Hitler%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F08%2F25%2Fmumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler%2F&amp;linkname=Mumbai%2C%20cambia%20nome%20il%20ristorante%20%E2%80%9CLa%20croce%20di%20Hitler%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F08%2F25%2Fmumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler%2F&#038;title=Mumbai%2C%20cambia%20nome%20il%20ristorante%20%E2%80%9CLa%20croce%20di%20Hitler%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/08/25/mumbai-cambia-nome-ristorante-croce-hitler/" data-a2a-title="Mumbai, cambia nome il ristorante “La croce di Hitler”"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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