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	<title>Ora Alternativa &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>ItaliaOggi: &#8220;Salvezza appesa al voto di religione&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2007 14:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In alcune scuole serve per fare media e promuovere gli alunniIl voto espresso dall&#8217;insegnante di religione cattolica, in sede di scrutinio finale degli alunni che si sono avvalsi di quell&#8217;insegnamento, non può fare media ai fini della promozione. Se il giudizio è determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale. Anzi no: se l&#8217;alunno rischia di essere bocciato può benissimo essere promosso grazie alla religione. La controversia sulla rilevanza del voto dell&#8217;insegnante di religione cattolica è riesplosa a un mese...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/05/02/italiaoggi-salvezza-appesa-voto-religione/" title="Read ItaliaOggi: &#8220;Salvezza appesa al voto di religione&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In alcune scuole serve per fare media e promuovere gli alunniIl voto espresso dall&#8217;insegnante di religione cattolica, in sede di scrutinio finale degli alunni che si sono avvalsi di quell&#8217;insegnamento, non può fare media ai fini della promozione. Se il giudizio è determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale. Anzi no: se l&#8217;alunno rischia di essere bocciato può benissimo essere promosso grazie alla religione. La controversia sulla rilevanza del voto dell&#8217;insegnante di religione cattolica è riesplosa a un mese dagli scrutini finali. A riaccendere la miccia, a un filone sempre incandescente, è stata la Flc, il sindacato scuola e università della Cgil, che ha denunciato pressioni indebite che sarebbero state esercitate in alcune scuole perché il voto di religione fosse determinante ai fini della promozione, decretando il passaggio alla classe successiva oppure l&#8217;ammissione all&#8217;esame di maturità. Le pressioni sarebbero state esercitate prendendo a modello alcune pronunce dei Tribunali regionali amministrativi, che hanno stabilito che il voto dell&#8217;insegnante di religione deve essere conteggiato, anche se determinante.</p>
<p>La norma, che parla di giudizio motivato, è prevista dall&#8217;Intesa tra l&#8217;autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana del 16 dicembre 1985, come modificata il 23 giugno 1990 (dpr di recezione n. 202/1990). Secondo queste pronunce, avrebbe solo inteso responsabilizzare maggiormente l&#8217;insegnante di religione, richiedendogli di aggiungere una motivazione da iscrivere a verbale, quando il suo voto è determinante per la sorte scolastica di un alunno. Valga per tutti il Tar della Puglia (Lecce), sez. I, 5 gennaio 1994, n. 5, che si è così espresso sull&#8217;argomento: ´In sede di esami e scrutini il voto del docente di religione, ove determinante, deve essere espresso a mezzo di un giudizio motivato, che ha però carattere decisionale e costitutivo della maggioranza&#8217;. La sentenza diede spunto a un&#8217;interrogazione parlamentare, alla quale il 29 novembre 1995 il ministro della pubblica istruzione Giancarlo Lombardi (cattolico, governo Dini) rispose affermando che la normativa deve essere interpretata ´nel senso che quando il voto dei docenti (di religione) diviene determinante, esso deve trasformarsi in un giudizio motivato che non rientra nel conteggio&#8217;. In sostanza, il ministro attribuì al verbo ´utilizzato&#8217; il suo significato letterale, che tutti i dizionari riportano, di: ´Subire un processo di trasformazione&#8217;, ´passare da uno stato a un altro&#8217;. Come il bruco diviene (si trasforma) in farfalla, perdendo le primitive caratteristiche, così il voto dell&#8217;insegnante di religione, se determinante, diviene (si trasforma in) un giudizio motivato, perdendo la sua originaria qualità di voto.</p>
<p>L&#8217;orientamento dei Tar (le sentenze, peraltro non tutte univoche, si sono susseguite fino a tempi recentissimi) è condiviso dalle associazioni degli insegnanti di religione cattolica, dagli uffici scuola diocesani, da altri organismi e associazioni. I ricorsi, per altro, sono stati proposti da insegnanti di religione oltre che da quanti, soprattutto genitori, non sono rimasti soddisfatti dalla gestione degli scrutini finali. Ma quando è determinante il voto dell&#8217;insegnante di religione? Premesso che, in caso di parità di voti, il regolamento scolastico prevede che prevalga la proposta di ammissione o di non ammissione votata dal presidente del consiglio di classe, il voto dell&#8217;insegnante di religione è determinante, quando (sempre nel caso di parità) coincide con quello dato dal presidente. Nel caso di un solo voto di scarto tra i sì e i no, è determinante solo quando l&#8217;insegnante di religione ha votato con la maggioranza e il presidente con la minoranza. In questi due casi, secondo la norma, così come da allora applicata dopo l&#8217;interpretazione data dall&#8217;amministrazione centrale per bocca del ministro Lombardi, il voto non va conteggiato.</p>
<p>Sull&#8217;altro versante, però, secondo alcuni Tar, che danno della norma un&#8217;interpretazione diversa, sì. Anche quest&#8217;anno, allora, al verbo divenire sarà attribuito il suo significato letterale, in alcune scuole, mentre in altre si preferirà quello che i Tar hanno nel frattempo elaborato.</p>
<p>Con buona pace della parità di trattamento giuridico degli alunni</p>
<p><strong>Pubblicato su ItaliaOggi di ieri, tratto <a href="http://www.flcgil.it/" target="_blank">dal sito della FLC</a></strong></p>
<p align="center"><strong>O.M. n. 26 del 15 marzo 2007, prot. n. 2578</strong></p>
<p><strong>Art. 8 &#8211; Credito scolastico</strong><br />
13. I docenti che svolgono l&#8217;insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l&#8217;attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all&#8217;insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.</p>
<p>14. L&#8217;attribuzione del punteggio, nell&#8217;ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all&#8217;art. 11, comma 2, del D.P.R. n. 323 del 23/7/1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13 riguardante l&#8217;interesse con il quale l&#8217;alunno ha seguito l&#8217;insegnamento della religione cattolica ovvero l&#8217;attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purché certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dall&#8217;istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l&#8217;alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24/2/2000.</p>
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		<title>Milano, davvero gli stranieri affossano l’ora di religione?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 22:44:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le scelte che le famiglie dovranno fare per iscrivere i figli al prossimo anno scolastico c’è anche quella dell’ora di religione. Avvalersi o no? La materia, come è noto, non è obbligatoria e nelle scuole statali di Milano cresce il numero di chi vuol farne a meno. Una linea di tendenza che in realtà è in atto già da alcuni anni, ma che si va sempre più consolidando. I dati diffusi dall’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica sono...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/16/milano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione/" title="Read Milano, davvero gli stranieri affossano l’ora di religione?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le scelte che le famiglie dovranno fare per iscrivere i figli al prossimo anno scolastico c’è anche quella dell’ora di religione. Avvalersi o no? La materia, come è noto, non è obbligatoria e nelle scuole statali di Milano cresce il numero di chi vuol farne a meno. Una linea di tendenza che in realtà è in atto già da alcuni anni, ma che si va sempre più consolidando. I dati diffusi dall’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica sono eloquenti. Tra gli alunni più piccoli la rinuncia all’ora di regione ha ancora dimensioni accettabili: nelle materne non si avvolgono dell’insegnamento il 14,41 per cento, lo 0,57 per cento in più rispetto allo scorso anno e comunque ampiamente al di sopra della media dell’intera diocesi che è fissata al 7,5 per cento. Alla primaria (le ex elementari) le rinunce riguardano il 13,05 per cento, questa volta con un leggerissimo calo rispetto al 2005 (meno 0,08 per cento), ma pur sempre ben oltre il 6,7 per cento del resto della diocesi. Ferme le rinunce a Milano nella secondaria di primo grado (le ex medie inferiori): siamo al 20,21, contro la media diocesana del 10 per cento. «Sorprende – commenta monsignor Giovanni Giovini, responsabile diocesano per l’Irc (Insegnamento religione cattolica) – la buona tenuta nelle primarie e nelle secondarie di primo grado, tanto più se si ricorda la notevole presenza degli stranieri. Del resto parecchi di questi, anche se non cristiani o non cattolici, partecipano all’ora di religione senza i tanti problemoni agitati dai pubblicisti». Ma di ben altro tenore il commento alla situazione delle superiori: «Qui la situazione rimane grave – continua monsignor Giavini &#8211; anzi va peggiorando, specialmente a Milano». Ancora una volta i dati sono di per sé eloquenti: meno di uno studente su due rinuncia all’ora di religione. La situazione più pesante riguarda gli istituti professionali dove ben il 65,65 per cento degli iscritti decide di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica: il 3,76 per cento in più rispetto all’anno precedente. Non è un caso che in questo indirizzo di studi risultino presenti gran parte di studenti non italiani in cerca di diploma: a differenza di quel che avviene tra gli allievi più piccoli, dunque, questa fascia di studenti non ha interesse per l’ora di religione. Una linea di tendenza ribadita sia pur in termini più limitati negli istituti tecnici: le rinunce rappresentano il 58,59 per cento degli iscritti, con un incremento dell’1,54 in più rispetto al 2005. Rinunciano oltre la metà degli iscritti anche nei licei: il 51,40 per cento, l’1,24 per cento in più rispetto allo scorso anno. Una emorragia di iscritti drammatica rispetto alla media generale del 35,7 per cento delle superiori nelle scuole statali della diocesi. Una tendenza inarrestabile? Un interrogativo che angoscia lo stesso responsabile dell’ufficio diocesano monsignor Giavini: «Battaglia dunque persa – dichiara – o almeno perdente? Nell’indifferenza pressoché generale sia della Chiesa che della scuola». [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=149455&#038;START=0&#038;2col=" target="_blank">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Augusto Pozzoli è stato pubblicato sul sito del Giornale</a></p>
<p><em>Che oltre la metà degli studenti liceali milanesi sia di origine straniera non mi era proprio mai capitato di pensarlo. E&#8217; arcinoto (basta leggersi le tabelle del Ministero) che il numero di studenti stranieri descresce man mano che aumenta l&#8217;età. Al contrario, il numero degli avvalentesi diminuisce. Non metto in dubbio che gli studenti stranieri possano amplificare il fenomeno, ma la realtà è che la non-partecipazione all&#8217;ora di religione si avvantaggia soprattutto dall&#8217;effetto-domino: è difficile fare il primo passo, ma quando comincia uno studente, poi un altro, poi un altro ancora, è molto più facile che, in breve tempo, la maggioranza della classe preferisca non avvalersi del &#8220;catechismo light&#8221;. Aggiungiamo un ulteriore dato: alle superiori decidono gli studenti. Guarda il caso&#8230;</em> </p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F16%2Fmilano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione%2F&amp;linkname=Milano%2C%20davvero%20gli%20stranieri%20affossano%20l%E2%80%99ora%20di%20religione%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F16%2Fmilano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione%2F&amp;linkname=Milano%2C%20davvero%20gli%20stranieri%20affossano%20l%E2%80%99ora%20di%20religione%3F" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F16%2Fmilano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione%2F&amp;linkname=Milano%2C%20davvero%20gli%20stranieri%20affossano%20l%E2%80%99ora%20di%20religione%3F" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F16%2Fmilano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione%2F&amp;linkname=Milano%2C%20davvero%20gli%20stranieri%20affossano%20l%E2%80%99ora%20di%20religione%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F16%2Fmilano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione%2F&#038;title=Milano%2C%20davvero%20gli%20stranieri%20affossano%20l%E2%80%99ora%20di%20religione%3F" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/16/milano-davvero-gli-stranieri-affossano-ora-religione/" data-a2a-title="Milano, davvero gli stranieri affossano l’ora di religione?"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Audizione UAAR, disponibile il resoconto stenografico</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 17:14:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato sul sito della Camera dei Deputati il resoconto stenografico integrale dell&#8217;audizione di Giorgio Villella (segretario UAAR) e Rosalba Sgroia (responsabile del progetto Ora Alternativa) svoltasi il 10 gennaio 2007 presso la commissione Affari Costituzionali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>E&#8217; stato pubblicato </em><a href="http://legxv.camera.it/_dati/lavori/bollet/frsmcdin.asp?percboll=/_dati/lavori/bollet/200701/0110/html/01/&#038;pagpro=4n3&#038;all=off&#038;commis=01" target="_blank"><em>sul sito della Camera dei Deputati</em></a><em> il resoconto stenografico integrale dell&#8217;audizione di Giorgio Villella (segretario UAAR) e Rosalba Sgroia (responsabile del progetto Ora Alternativa) svoltasi il 10 gennaio 2007 presso la commissione Affari Costituzionali.</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Faudizione-uaar-resoconto-stenografico%2F&amp;linkname=Audizione%20UAAR%2C%20disponibile%20il%20resoconto%20stenografico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Faudizione-uaar-resoconto-stenografico%2F&amp;linkname=Audizione%20UAAR%2C%20disponibile%20il%20resoconto%20stenografico" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Faudizione-uaar-resoconto-stenografico%2F&amp;linkname=Audizione%20UAAR%2C%20disponibile%20il%20resoconto%20stenografico" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Faudizione-uaar-resoconto-stenografico%2F&amp;linkname=Audizione%20UAAR%2C%20disponibile%20il%20resoconto%20stenografico" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Faudizione-uaar-resoconto-stenografico%2F&#038;title=Audizione%20UAAR%2C%20disponibile%20il%20resoconto%20stenografico" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/15/audizione-uaar-resoconto-stenografico/" data-a2a-title="Audizione UAAR, disponibile il resoconto stenografico"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>No all&#8217;ora di religione</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/01/14/no-allora-di-religione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 12:06:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Genitori e studenti: è ora di scegliere! Questo post è rivolto a tutti quei genitori e quegli studenti che non hanno intenzione di frequentare l’ora di religione cattolica. Si ricorda loro che occorre attivarsi in tempo, entro il 25 gennaio, affinché si indichino esattamente le proprie scelte, tra le quattro opzioni previste (vedi www.oraalternativa.it). E’ importante che le scelte vengano rispettate dall’Istituzione scolastica. A tale proposito è importantissimo avere le idee chiare sulla normativa vigente, sulle reali possibilità opzionali che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/14/no-allora-di-religione/" title="Read No all&#8217;ora di religione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Genitori e studenti: è ora di scegliere!</strong></p>
<p>Questo post è rivolto a tutti quei genitori e quegli studenti che non hanno intenzione di frequentare l’ora di religione cattolica. Si ricorda loro che occorre attivarsi in tempo, entro il 25 gennaio, affinché si indichino esattamente le proprie scelte, tra le quattro opzioni previste (vedi <a title="Progetto Ora Alternativa UAAR" href="http://www.oraalternativa.it">www.oraalternativa.it</a>).</p>
<p><strong> E’ importante che le scelte vengano rispettate dall’Istituzione scolastica.</strong></p>
<p>A tale proposito è importantissimo avere le idee chiare sulla normativa vigente, sulle reali possibilità opzionali che i cittadini hanno per non essere cooptati in modo coatto e subdolo a frequentare un insegnamento non aderente ai proprio principi. Purtroppo nell’attuale ordinamento scolastico sono presenti situazioni in contrasto con quello che deve essere lo spirito laico e democratico della scuola pubblica moderna e questa situazione di disagio e vuoto normativo ci viene quotidianamente segnalata da moltissime persone.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che:</p>
<p>&#8211;<strong> Si riducono sempre più i già scarsi finanziamenti alla Scuola Pubblica Statale</strong>, per destinarli alle scuole private, gran parte delle quali di impostazione confessionale e legate alla chiesa cattolica.</p>
<p>&#8211;<strong> Si blocca l’assunzione di decine di migliaia di docenti precari</strong> di materie curriculari (italiano, matematica, lingua straniera ecc.), <strong>si tagliano posti di personale</strong> <strong>ausiliario</strong>, <strong>si riduce il numero delle le classi,</strong> pur in presenza di una popolazione scolastica in aumento, <strong>ma si assumono in ruolo migliaia di insegnanti di religione cattolica</strong>, i quali inoltre, pur essendo retribuiti dallo Stato, per svolgere il loro compito dovranno avere l’assenso del vescovo.</p>
<p>In questo attacco alla Scuola Pubblica Statale, che ha certo anche altri scopi politici e sociali più generali, si nota marcatamente anche un tentativo di minare le basi laiche e democratiche di quella grande conquista sociale che è stata la Scuola per tutti, e di riportarla in una situazione di subordinazione culturale ed ideologica alla parte più retriva della Chiesa Cattolica.</p>
<p><em>Prof. Rosalba Sgroia </em></p>
<p><em>Responsabile UAAR Progetto Ora Alternativa</em></p>
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		<title>Resoconto dell&#8217;audizione parlamentare UAAR</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 19:57:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di far approdare in Parlamento la legge sulla libertà religiosa, che, secondo gli auspici del presidente Violante, dovrebbe essere pronta verso la metà di febbraio, la commissione Affari Costituzionali della Camera ha effettuato un&#8217;indagine conoscitiva per ascoltare i rappresentanti delle diverse fedi e gli esperti in materia di libertà di culto. Anche l’UAAR, pur non essendo un ente di culto e una religione, per la seconda volta ha richiesto ai parlamentari di essere convocata, in qualità di associazione filosofica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/10/resoconto-audizione-uaar/" title="Read Resoconto dell&#8217;audizione parlamentare UAAR">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di far approdare in Parlamento la legge sulla libertà religiosa, che, secondo gli auspici del presidente Violante, dovrebbe essere pronta verso la metà di febbraio, la commissione Affari Costituzionali della Camera ha effettuato un&#8217;indagine conoscitiva per ascoltare i rappresentanti delle diverse fedi e gli esperti in materia di libertà di culto. Anche l’UAAR, pur non essendo un ente di culto e una religione, per la seconda volta ha richiesto ai parlamentari di essere convocata, in qualità di associazione filosofica non confessionale, per sottolineare l’uguaglianza dei diritti dei credenti e dei non credenti e per il riconoscimento di alcune necessità che spesso non vengono considerate. Tale richiesta ha riscosso diverse adesioni, e in particolare quella dell’On. Cinzia Dato (Margherita), sulla base della “considerazione che la libertà di credere non può non comprendere la libertà di non credere”. La nostra presenza, già considerata rappresentativa in passato, è stata quindi da Dato ulteriormente caldeggiata.</p>
<p>In data odierna, infatti, l’UAAR, rappresentata dal Segretario nazionale Giorgio Villella e dalla sottoscritta Rosalba Sgroia del Comitato di coordinamento, sono stati ricevuti presso la Prima commissione della Camera dei deputati (Affari costituzionali), presieduta da Luciano Violante (Ds), al fine di innovare la normativa in materia. Pochi parlamentari presenti all’audizione: il relatore della legge Roberto Zaccaria (Ulivo), Marco Boato (Verdi), Cinzia Dato (Margherita), Carlo Giovanardi (UDC). Il segretario Villella ha illustrato brevemente gli scopi dell’associazione e ha riportato in modo, chiaro e pacato, la serie dei problemi che si prospettano per coloro che non hanno alcun riferimento religioso.</p>
<p>Se lo Stato, infatti, consente il soddisfacimento di alcuni bisogni solo ai fedeli di confessioni religiose sottoscrittrici di Intesa, non garantisce altrettanta soddisfazione alle richieste degli atei e di tutti coloro che non hanno un rapporto con i culti, generando così una ingiusta discriminazione, palesemente incostituzionale.</p>
<p>Facendo anche riferimento alle leggi europee ha richiesto, pertanto, che in alcuni articoli della legge venisse specificato che la libertà di religione e di credenza includa la libertà di convinzioni teiste, agnostiche ed atee e che le norme riferite, nella legge, alle confessioni, siano parimenti riferite alle organizzazioni e associazioni ateistiche o che comunque perseguano il fine di coltivare e accreditare una concezione del mondo non confessionale. A tal proposito ha esposto il problema dell’assistenza laica in ospedale, ribadito il diritto ad avere esequie laiche dignitose e matrimoni celebrati in strutture adeguate, richiesto garanzie per rimuovere i simboli religiosi negli edifici scolastici ed evidenziato che gli studenti non avvalentisi dell’ora di religione sono spesso discriminati per la loro scelta, nonostante le leggi vigenti, spesso occultate e non rispettate.</p>
<p>Su questo argomento il Presidente Violante ha invitato la Prof. Rosalba Sgroia ad intervenire, in qualità di responsabile del progetto Ora Alternativa, per illustrarne le finalità e le modalità di attuazione. Dopo aver attentamente ascoltato i rappresentanti dell’UAAR, Giovanardi ha espresso preoccupazione per un eventuale rischio di ateismo di Stato e di una perdita di valori identitari e culturali legati alla tradizione cattolica, sostenendo che se i problemi di discriminazione ci sono stati in passato, attualmente si possono ampiamente considerare superati. A seguire, Boato, il presentatore della legge, ha espresso viva considerazione e interesse per le questioni avanzate da Villella, citando e apprezzando addirittura alcuni episodi che il segretario aveva raccontato nella precedente Audizione Parlamentare del 2002. Ha tenuto a precisare la diversità delle proprie vedute da quelle di Giovanardi, pur essendo entrambi cattolici. Si è detto, infatti, disposto a considerare alcune delle richieste relative ai funerali laici, ma ha ricordato che altre problematiche più particolari e complesse non sono materia di trattazione in questa legge e che devono tenere conto, in ogni caso, di alcuni articoli della Costituzione, come l’art. 7, rivedibile solo in un’apposita commissione parlamentare e in accordo con la controparte (Chiesa Cattolica). L’On. Dato si è congratulata con Villella e con Sgroia, ringraziandoli per le loro argomentazioni e suggerimenti. L’unica sua esitazione è stata relativa ai simboli religiosi, considerandoli importanti, ma ha ribadito la sua ferma opposizione ad ogni imposizione da parte delle gerarchie religiose.</p>
<p>Ha concluso il relatore Zaccaria, ricordando che questa è una legge quadro, una legge di principi generali e non può includere tutti i dettagli, specie quelli che attengono alla normativa del diritto sociale e che prevedono l’impiego di fondi. Ha comunque mostrato grande attenzione alle richieste di Villella, facendo tuttavia notare l’importanza di avere ottenuto il riconoscimento di essere liberi di non aderire a nessuna religione. L’Audizione è durata due ore, nell’assoluta tranquillità e in un clima di disponibilità. Anche il dibattito e le repliche ai vari interventi è stato soddisfacente, anche da parte dell’unico rappresentante dell’opposizione.</p>
<p><strong>Rosalba Sgroia, Comitato di coordinamento UAAR</strong></p>
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		<title>Libertà religiosa: lancio ANSA su audizione UAAR</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 19:37:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Funerali civili dignitosi con adeguate &#8221;sale del commiato&#8221;, non imposizione dei funerali religiosi nel caso di funerali di Stato, ora di religione alternativa a quella cattolica, che abbia le stesse &#8221;opportunita&#8221;&#8217; di questa e esprima anche le posizioni di atei e agnostici. Queste le proposto della Unione degli atei e degli agnostici razionalisti italiani, davanti alla commissione affari costituzionali della Camera nell&#8217;ambito della discussione della legge sulla liberta&#8217; religiosa Spini-Boato. Le proposte sono state illustrate alla comissione dal segretario dell&#8217;Uaar,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/10/liberta-religiosa-lancio-ansa-audizione-uaar/" title="Read Libertà religiosa: lancio ANSA su audizione UAAR">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Funerali civili dignitosi con adeguate &#8221;sale del commiato&#8221;, non imposizione dei funerali religiosi nel caso di funerali di Stato, ora di religione alternativa a quella cattolica, che abbia le stesse &#8221;opportunita&#8221;&#8217; di questa e esprima anche le posizioni di atei e agnostici. Queste le proposto della Unione degli atei e degli agnostici razionalisti italiani, davanti alla commissione affari costituzionali della Camera nell&#8217;ambito della discussione della legge sulla liberta&#8217; religiosa Spini-Boato. Le proposte sono state illustrate alla comissione dal segretario dell&#8217;Uaar, Giorgio Villella, durante una audizione che Villella definisce &#8221;molto importante&#8221; e &#8221;decisamente costruttiva&#8221;: &#8221;doveva durare mezz&#8217;ora &#8211; ha commentato con soddisfazione Villella &#8211; e invece si e&#8217; protratta per due ore&#8221;. Circa i funerali Villella ha sottolineato la necessita&#8217; di spazi dignitosi, dove l&#8217;addio possa avvenire in modo significativo&#8221;. Riguardo invece all&#8217;ora di religione, ha rimarcato il fatto che &#8221;attualmente l&#8217;ora di religione cattolica e&#8217; garantita dalla Stato ed e&#8217; tutta sulle sue spalle, quella alternativa invece e&#8217; sulle spalle della scuola, e spesso non si riesce a darle una consistenza effettiva&#8221;. Sul matrimonio non religioso, ha osservato che &#8221;i matrimoni civili ormai non sono piu&#8217; un problema, pero&#8217; la Chiesa vuole imporre il suo modello quando la maggioranza delle coppie non si sposa neppure in chiesa&#8221;. Villella, che davanti ai parlamentari presenti all&#8217;audizione (&#8221;pochi, ma molto attenti e partecipi&#8221;, ha commentato) ha anche sollevato il problema di un riconoscimento esplicito a livello di legge fondamentale delle associazioni atee (ha portato l&#8217;esempio della Costituzione tedesca), ha insistito sul riconoscimento sociale degli atei: &#8221;se neppure ci nominano &#8211; ha detto &#8211; sembra che non ci siamo&#8221;.</p>
<p><strong>Lancio ANSA</strong></p>
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		<title>Scuola e indottrinamento: ancora sotto torchio chi non si allinea</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/12/18/scuola-indottrinamento-ancora-sotto-torchio-chi-non-allinea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 20:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ora Alternativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Desidero riproporre questo articolo, in versione leggermente ridotta e aggiornata dell’articolo pubblicato su L’ATEO n 2/2004 (31), perché ritengo che non sia mai abbastanza ribadire l’importanza di un insegnamento ad ampio raggio, utile per prevenire pregiudizi e ingiustizie. E di questi tempi, ne abbiamo bisogno. I politici asserviti al potere vaticano considerano i crocefissi come simboli “ laici” della nostra cultura; i presepi vengono imposti nelle scuole; i dirigenti scolastici invitano i docenti, tramite circolari interne, a segnalare alle famiglie...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/18/scuola-indottrinamento-ancora-sotto-torchio-chi-non-allinea/" title="Read Scuola e indottrinamento: ancora sotto torchio chi non si allinea">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Desidero riproporre questo articolo, in versione leggermente ridotta e aggiornata dell’articolo pubblicato su L’ATEO n 2/2004 (31), perché ritengo che non sia mai abbastanza ribadire l’importanza di un insegnamento ad ampio raggio, utile per prevenire pregiudizi e ingiustizie. E di questi tempi, ne abbiamo bisogno. I politici asserviti al potere vaticano considerano i crocefissi come simboli “ laici” della nostra cultura; i presepi vengono imposti nelle scuole; i dirigenti scolastici invitano i docenti, tramite circolari interne, a segnalare alle famiglie attività parrocchiali; gli studenti che vorrebbero fare altro rispetto all’ora di religione cattolica continuano ad essere ignorati o discriminati…<br />
Lo ripropongo anche per sottolineare che l’etica non è solo appannaggio delle religioni, anzi…</em></p>
<p><strong>BATTERE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO</strong></p>
<p>Libere riflessioni sull’indottrinamento dogmatico nell’età infantile di Rosalba Sgroia</p>
<p><em>&#8220;Maestra, esiste l’inferno? Lo sai che la notte me lo sogno? Poi mi sveglio e ho paura …&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Tu dici che chiunque può sbagliare; non è vero, Dio non sbaglia mai&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Ma se Dio è onnipotente perché non fa smettere le cose cattive?&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;È vero che sotto terra c’è il diavolo?&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Se la teoria dell’evoluzione dice che l’uomo deriva dalla scimmia, allora non siamo tutti figli di Adamo ed Eva!&#8221;</em></p>
<p>Molte domande, tanti quesiti angosciosi che affollano la mente degli alunni che ho incontrato durante la mia carriera scolastica. Domande a cui non do risposte certe e univoche.<br />
Parto allora dalla mia esperienza concreta per riflettere su alcune delicate problematiche che riguardano la formazione della personalità di un individuo, a partire dall’età infantile. Il mio non vuol essere un discorso accademico e specialistico, bensì un’espressione di una personale opinione, sicuramente sommaria, circa i condizionamenti dogmatici che possono permeare la vita di un bambino.<br />
Avendo insegnato anche nella scuola dell’infanzia prima di approdare alle elementari, parlo di bambini che vanno dai tre ai dieci anni, che quotidianamente si interrogano sulla nostra esistenza. Partecipano con interesse alle mie lezioni di storia e di studi sociali, hanno voglia di parlare, di confidare i propri dubbi e le proprie perplessità che incontrano durante il percorso di conoscenza e lo fanno quasi in punta di piedi, come se per &#8220;certe questioni&#8221; occorresse circospezione … A volte si tratta di un semplice e puro filosofare, di una raffica di perché (come è sana consuetudine di tutti i bambini, soprattutto dei più piccoli), di una ricerca di risposte, di confronto su temi disparati; ma più frequentemente mi trovo di fronte ad asserzioni inconfutabili, certezze assolute e rivelate … Ma rivelate da chi?<br />
Perché tanto sconcerto per aver improvvisamente intuito (a otto/nove anni) che quello di Adamo ed Eva è un mito alla stregua di altri miti sulla creazione? Come fanno a parlare di un Dio onnipotente se non lo hanno mai visto, ma che avvertono sopra le loro teste? Come fanno a sapere cosa sia l’inferno e di conseguenza ad averne paura?<br />
Sicuramente qualcuno gliene avrà parlato e, fin qui, nulla di strano, se non fosse che chi lo ha fatto, abbia ritenuto educativo e morale far credere loro che esistano, senza ombra di dubbio, luoghi del genere ed entità soprannaturali. Suppongo sia chiaro che tale insegnamento religioso e superstizioso affondi le radici nella più tenera età di questi bambini, già a partire dall’ambiente familiare. Dire a un bambino piccolo che se fa il &#8220;cattivo&#8221; andrà all’inferno o che sotto terra c’è il diavolo, per dissuaderlo dal pasticciare col terriccio e mettersi poi le mani in bocca, risulta più semplice di qualsiasi altra spiegazione razionale e più tranquillizzante. Oppure, in senso opposto si offrono certezze per liquidare interrogativi scomodi riguardanti, ad esempio, la morte. Dire che si va in cielo o in paradiso mette &#8220;l’anima in pace&#8221; ai genitori o a chi per loro e non è scontato che ciò si dica per intima convinzione. È più probabile che queste spiegazioni derivino dal ripescaggio di antiche memorie inculcate illo tempore. Come si dice, la tradizione …<br />
Qualcuno potrà obiettare, legittimamente, che ogni famiglia ha il diritto di educare il proprio figlio come vuole, di imprimergli i propri principi e via discorrendo. Personalmente non posso far altro che rispettare tali scelte, ma il discorso cambia quando gli effetti di queste &#8220;lezioni&#8221; ricadono sul comportamento dei bambini a scuola e di conseguenza, sulla società intera. I bambini persuasi a credere a fatti improbabili, privati della possibilità di operare scelte autonome e formulare altre ipotesi possibili, possono, a mio avviso, essere meno propensi al confronto e all’attività argomentativa e possono sviluppare una mentalità incline ai pregiudizi e alle discriminazioni, oltre che a sperimentare un senso di inquietudine che potrebbe esser loro risparmiata.<br />
Queste e altre espressioni &#8220;bau-bau&#8221;, che qui in Italia vengono ancora utilizzate da qualcuno, sono in gran parte gli strascichi di una cultura di stampo cattolico che il nostro Paese ha conosciuto e riverito per anni e che ha soggiogato generazioni e generazioni di bambini fino a pochi decenni fa (eloquente in proposito il libro di Ernesto Rossi Pagine Anticlericali). Una cultura fondata sull’accettazione dei dogmi, sui sensi di colpa, sulla mortificazione del corpo, sulla vergogna per la sessualità e sulla limitazione della spontaneità e dell’autonomia di pensiero. Nonostante molti credenti rifiutino di ammetterlo, questi condizionamenti albergano nel profondo di se stessi e gran parte di chi ha scelto l’ateismo o l’agnosticismo ha speso molte energie per scrollarseli di dosso. L’inevitabile ribellione e la crescente consapevolezza dei danni che aveva provocato un simile indottrinamento religioso ha favorito e potenziato la ricerca psico-pedagogica consentendo un graduale miglioramento dei metodi educativi nelle scuole e, di rimando, in tutta la società.<br />
Tutto ciò ha costretto anche la Chiesa Cattolica a rivedere la propria posizione in materia pedagogica. Per non perdere drasticamente gli educandi si è &#8220;addolcita&#8221; nei toni e nei modi. Non essendo più religione di Stato dal 1984 e non potendo più arrogarsi il diritto di obbligare gli alunni alle preghiere e al rispetto delle regole moralizzatrici nella scuola pubblica, ha ottenuto dal Concordato craxiano la possibilità di operare ugualmente con l’insegnamento facoltativo, ma a partire dalla Scuola dell’Infanzia.<br />
Come già ho avuto modo di scrivere su L’ATEO e altrove, trovo ingannevole che l’ora di religione sia stata estesa anche a questo ordine di scuola; ora di catechismo mascherato (molto più palese nelle elementari), facoltativa sulla carta, ma resa obbligatoria di fatto, spogliata dalle tonache, ma rivestita di una morale religiosa edulcorata per giustificarne la presenza in un luogo in cui se ne potrebbe fare benissimo a meno. Il regalo è stato grande proprio perché l’infanzia è un’età estremamente appetibile per le sue caratteristiche di duttilità, di bisogno di identità e di attaccamento, ma anche un’età alla ricerca di indipendenza e che, quindi, occorre controllare e contenere. Anche gli insegnanti di religione (che devono essere fedeli) sono addestrati dalle diocesi per rendere le lezioni &#8220;innocue&#8221;, da consigliare anche ai figli di atei e di agnostici, perché si parla di &#8220;amore&#8221; e di &#8220;buoni sentimenti&#8221;. Non hanno il pudore di chiedersi se non sia superfluo un corso di religione cattolica per trattare dei temi di normale convivenza sociale già contemplati dalle programmazioni previste e attuate dai comuni insegnanti.<br />
Si vuol far passare che la Vera Morale è quella dei religiosi. Basta sfogliare i loro libri di testo (pagati dallo Stato) per capire l’abilità con cui sono riusciti a mascherare i propri intenti catechetici. Ci sono accenni alle altre religioni, sempre sottolineando, però, l’importanza, comune a tutte, di possedere il dono della fede per aspirare alla salvezza eterna. Si sostiene che, per le religioni, siamo tutti figli di Dio e non accettare il suo messaggio significa causare guerre, violenze, ecc. La conseguenza è chiara: solo chi crede in un Essere superiore è una brava persona, degna di considerazione.<br />
Per non apparire troppo crudeli, si dice che chi non crede in Dio non sa di essere ugualmente guidato dal Signore e che prima o poi lo incontrerà! Non si scappa. I laici, poi, sono indicati come le persone battezzate che non appartengono agli ordini religiosi, ma che partecipano alla vita della Chiesa. Mi è capitato anche di osservare i mille giochi enigmistici che l’alunno svolge sui quaderni operativi, una sorta di ricerca intellettiva per scoprire verità del tipo: &#8220;La fede non teme la scienza&#8221;, ma non si dice che spesso e volentieri la ostacola …<br />
L’infanzia raggirata, dunque. In altre parti del mondo la situazione si complica ancora di più e tralascio, per ovvi motivi, lo sfruttamento del lavoro minorile. Non è un caso che tutte le pratiche, i riti che scaraventano i bambini ancora in fasce nei misteri delle tradizioni culturali e delle religioni si svolgano precocemente su individui inconsapevoli di ciò a cui vanno incontro. Mi riferisco ad atroci mutilazioni come l’infibulazione per le bambine, che le renderà incapaci di provare il piacere sessuale esaltando, però, quello dello sposo e quello della circoncisione per i bambini, pratica altrettanto crudele e invasiva, ma difficilmente e raramente avversata dalla società globale. Riti d’iniziazione, li chiamano! Poi c’è il battesimo cattolico, per ambo i sessi. Questo, fortunatamente, non lascia tracce nel corpo ma, a conti fatti, le lascerà nella mente degli inconsapevoli fedeli e, come iscrizione coatta, nei registri della Chiesa Cattolica. Battere il ferro finché è caldo. Occorre forgiare le personalità da subito e renderle passive, prima che sia troppo tardi.<br />
Le mie parole possono sembrare troppo dure, ma ritengo che tale immagine evocativa possa essere trasferita in altri ambiti, non solo in quello religioso. Basta riflettere sul mondo che ci circonda, sugli spot televisivi incalzanti e martellanti, sui messaggi subliminali e plateali provenienti da più parti, sempre rivolti ai bambini: dagli hamburger, ai gadget, alle grandi firme per i piccoli consumatori … Tutto quanto avviene durante questo progressivo &#8220;modellamento&#8221; apparirà alla fine naturale, spontaneo, poiché avviene gradualmente, in un contesto che ne asseconda le finalità e la completa realizzazione. Si ritrovano così a essere paradossalmente prigionieri in una rete che alcuni adulti hanno saputo pazientemente intessere.</p>
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		<title>Ora alternativa:Presentata interrogazione parlamentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2006 13:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ora Alternativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo è il testo dell&#8217;interrogazione parlamentare presentata da alcuni deputati LAICI al Ministro della Pubblica Istruzione. L&#8217;UAAR non si ferma di fronte alle ingiustizie! Un grazie all&#8217; amico ON, Grillini che ha subito accolto la nostra richiesta e agli altri deputati che lo hanno appoggiato. Rosalba Sgroia responsabile Progetto Ora alternativa Camera dei Deputati Seduta n. 73 del 16/11/2006 GRILLINI, PORETTI, BANDOLI, PETTINARI, POLETTI e TURCO. &#8211; Al Ministro della pubblica istruzione.- Per sapere &#8211; premesso che: il progetto «ora...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/18/ora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare/" title="Read Ora alternativa:Presentata interrogazione parlamentare">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Questo è il testo dell&#8217;interrogazione parlamentare presentata da alcuni deputati LAICI al Ministro della Pubblica Istruzione. L&#8217;UAAR non si ferma di fronte alle ingiustizie!</div>
<div>Un grazie all&#8217; amico ON, Grillini che ha subito accolto la nostra richiesta e agli altri deputati che lo hanno appoggiato.</div>
<div><em>Rosalba Sgroia</em></div>
<div><em>responsabile Progetto Ora alternativa</em></div>
<div>Camera dei Deputati</div>
<p>Seduta n. 73 del 16/11/2006</p>
<p>GRILLINI, PORETTI, BANDOLI, PETTINARI, POLETTI e TURCO. &#8211; Al Ministro della pubblica istruzione.- Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>il progetto «ora alternativa», recentemente avviato dall&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti &#8211; UAAR, ha cominciato a raccogliere testimonianze in merito all&#8217;applicazione della normativa sull&#8217;insegnamento della religione cattolica (IRC) e sulle attività alternative da parte di genitori, insegnanti e studenti, testimonianze pubblicate in internet alla pagina <a href="//www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-lettere.html;">http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-lettere.html;</a></p>
<p>da tali testimonianze emergono con chiarezza delle discriminazioni nei confronti di chi non si avvale dell&#8217;insegnamento dell&#8217;ora di religione cattolica: una messa organizzata dal dirigente scolastico in orario di lezione e la pretesa impossibilità di non svolgere alcuna attività per chi decide di non avvalersi dell&#8217;IRC;</p>
<p>risulta che in alcune scuole pubbliche la frequentazione dell&#8217;ora di religione venga considerata come credito formativo per gli studenti che se ne avvalgono, producendo così un&#8217;oggettiva discriminazione fondata sulle convinzioni personali;</p>
<p>la laicità dello Stato è un supremo principio costituzionale;</p>
<p>lo svolgimento di atti di culto nei locali scolastici, in orario scolastico, non è consentito, come risulta da molte decisioni dei giudici amministrativi (TAR Emilia Romagna 250/1993, TAR Veneto 489/1995 e 2478/1999);</p>
<p>è un diritto degli studenti non svolgere alcuna attività, qualora decidano di non avvalersi dell&#8217;IRC (Corte cost., sentenze nn. 203/1989 e 13/1991);</p>
<p>il numero degli studenti che non si avvalgono dell&#8217;insegnamento della religione cattolica si aggira intorno a 650.000 -:</p>
<p>se intenda diramare una circolare allo scopo di ribadire, a tutti i livelli dell&#8217;ordinamento scolastico, l&#8217;illegittimità degli atti di culto del tipo summenzionato;</p>
<p>se intenda confermare il contenuto della direttiva del Ministro, n. 2666 del 3 ottobre 2002, che al punto 2 stabilisce che «ogni istituzione scolastica, nell&#8217;ambito della propria autonomia e su delibera dei competenti organi collegiali, rende disponibile un apposito ambiente da riservare, fuori dagli obblighi ed orari di servizio, a momenti di raccoglimento e di meditazione dei componenti della comunità scolastica che lo desiderino»; e in caso affermativo, come intenda garantire tale diritto all&#8217;universalità degli studenti;</p>
<p>se intenda nel contempo ribadire che l&#8217;assenza durante lo svolgimento dell&#8217;IRC, senza che si svolga una attività formativa alternativa, non influisce in alcun modo sul monte-ore scolastico obbligatorio;</p>
<p>se intenda, esporre la sua opinione sul decreto legislativo n. 59 del 2004, del quale alcune autorità scolastiche hanno dato un&#8217;interpretazione palesemente incostituzionale, sancendo de facto l&#8217;impossibilità di non svolgere alcuna attivìtà formativa;</p>
<p>se non ritenga che la pratica di attribuire un credito formativo agli studenti che frequentino l&#8217;ora di religione, con la possibilità di influenzare per questo il credito scolastico e quindi la valutazione finale degli studenti, non produca un intervento discriminatorio sulla base delle convinzioni personali e quindi contrario all&#8217;articolo 3 della Costituzione italiana;</p>
<p>se intenda riaffermare con forza, di fronte a tutto il mondo scolastico, che l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione, sancita dall&#8217;articolo 3 della Costituzione, deve essere applicata in tutte le scuole della Repubblica di ogni ordine e grado.</p>
<p>(4-01678)</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F18%2Fora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare%2F&amp;linkname=Ora%20alternativa%3APresentata%20interrogazione%20parlamentare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F18%2Fora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare%2F&amp;linkname=Ora%20alternativa%3APresentata%20interrogazione%20parlamentare" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F18%2Fora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare%2F&amp;linkname=Ora%20alternativa%3APresentata%20interrogazione%20parlamentare" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F18%2Fora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare%2F&amp;linkname=Ora%20alternativa%3APresentata%20interrogazione%20parlamentare" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F18%2Fora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare%2F&#038;title=Ora%20alternativa%3APresentata%20interrogazione%20parlamentare" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/18/ora-alternativapresentata-interrogazione-parlamentare/" data-a2a-title="Ora alternativa:Presentata interrogazione parlamentare"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ora di religione: discriminazione di fatto</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/10/22/ora-religione-discriminazione-atto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2006 15:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ora Alternativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Messaggio inviato alla nostra associazione    Gentile UAAR, nel momento in cui abbiamo preso la decisione di lasciare il nord Europa e di tornare a vivere in Italia con la nostra bambina avevamo presenti le problematiche che avremo avuto per il nostro essere due genitori agnostici con una figlia non battezzata. Abitiamo in una piccolissima comunità, fortemente cattolica e rigidamente legata alle sue tradizioni ed ai suoi rituali. Nostra figlia ha iniziato nel settembre del 2005 a frequentare la scuola materna comunale,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/22/ora-religione-discriminazione-atto/" title="Read Ora di religione: discriminazione di fatto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Messaggio inviato alla nostra associazione</em>   </p>
<p>Gentile UAAR,</p>
<p>nel momento in cui abbiamo preso la decisione di lasciare il nord Europa e di tornare a vivere in Italia con la nostra bambina avevamo presenti le problematiche che avremo avuto per il nostro essere due genitori agnostici con una figlia non battezzata. Abitiamo in una piccolissima comunità, fortemente cattolica e rigidamente legata alle sue tradizioni ed ai suoi rituali. Nostra figlia ha iniziato nel settembre del 2005 a frequentare la scuola materna comunale, al momento dell&#8217;iscrizione abbiamo espresso la nostra volontà di non avvalerci dell&#8217;insegnamento della religione cattolica. In assenza di un&#8217;attività alternativa ed essendo gli unici genitori dell&#8217;intero istituto (scuole elementari comprese) ad avere espresso tale volontà ci è stato comunicato  che 2 volte la settimana nel bel mezzo della mattinata avremo dovuto prendere nostra figlia da scuola per riportarla al termine della lezione di religione. Questa possibilità si è rilevata incompatibile con i nostri impegni lavorativi e così nostra figlia ha frequentato l&#8217;ora di religione per l&#8217;intero anno. L&#8217;insegnamento della religione cattolica si protrae anche al di fuori dell&#8217;ora di religione, ad. es. i bambini devono fare il segno della croce e la preghiera prima di pranzo, essendo mia figlia l&#8217;unica a non saperlo fare le maestre si sono prontamente impegnate affinchè imparasse a farlo correttamente, considerando il suo non sapere pregare come si deve  come un elemento potenzialmente discriminante. Avrebbero potuto cogliere l&#8217;occasione per spiegare ai bambini che esistono diverse visioni del mondo e della divinità, tutte degne dello stesso rispetto. Io non credo che le insegnanti siano tutte cattoliche, è come se avessero paura di cambiare o di affrontare queste situazioni nuove, diverse e minoritarie. Mi sento profondamente turbata, la comunità esterna rappresenta un forte elemento di disturbo su questo campo tra me e mia figlia. Ho paura che una volta alle scuole elementari voglia fare la prima comunione e il battesimo, perchè lo fanno tutti. Ho paura di non essere abbastanza convincente o per lo meno non quanto lo sono le maestre o le catechiste che con le loro canzoncine e i loro disegni riescono e forse riusciranno a catturare la sua curiosità. Vorrei essere più informata su come un genitore agnostico possa comunicare,  spiegare a un bambino che vive in una comunità cattolica la validità della propria scelta.</p>
<p>Come convincerla ad essere l&#8217;unica a non andare al catechismo, a non volere l&#8217;abito elegante e l &#8216;assurda festa della prima comunione? Vorrei evitare posizioni impositive e intransigenti, perchè potrebbero scatenare la reazione contraria.</p>
<p>Grazie per il vostro tempo e cordiali saluti,</p>
<p>Lettera firmata</p>
<p> </p>
<div><em>Gentile Signora,</em><em><br />
<em>ho letto la sua bellissima e accorata lettera con molta attenzione e con relativo turbamento, tale da non poter procrastinare la mia risposta. </em><em>Come insegnante di scuola Elementare ( prima anche della Materna) e come madre non posso che indignarmi di fronte a questi soprusiche minano alle fondamenta della dignità di una persona. </em><em>Le rispondo io in quanto responsabile del Progetto ora alternativa </em></em><a href="http://www.oraalternativa.it/"><em>www.oraalternativa.it</em></a><em>, iniziativa nata proprio per aiutare tutte le persone come lei, tutti i bambini e ragazzi discriminati perché non cattolici, oppure, non conformi ad una &#8220;consuetudine&#8221; di maggioranza. </em><em><em>L&#8217;UAAR, aspettando di diventare Associazione di Promozione Sociale e quindi in attesa di poter difendere legalmente i diritti degli atei e degli agnostici, seguendo direttamente i casi, senza mettere a repentaglio i singoli, sta cercando di sensibilizzare maggiormente l&#8217;opinione pubblica attraverso varie campagne e questa sulla scuola è una di quelle, e a mio avviso, la più importante.</em><br />
<em>Di fronte  all&#8217;illegalità sfacciata, all&#8217;ottusità e al conformismo di queste persone, da lei ben descritte, il singolo che si ribella diventa subito lo zimbello del paese, il capro espiatorio e il diverso da ammansire, da zittire. Capisco quindi il </em><br />
<em>suo intento di agire sulla capacità critica di sua figlia e sul modo in cui la bambina possa imparare ad accettare di non uniformarsi pedissequamente alle richieste e abitudini della comunità. </em><em>Il compito assegnato a genitori come voi, in quel contesto assurdo, ma purtroppo non raro nel nostro Paese, è molto arduo, ma occorre impegnarsi.</em><br />
<em>Potrebbe iniziare da subito a parlare semplicemente di come ogni persona sia diversa dall&#8217;altra, a partire dalle caratteristiche fisiche; potrebbe inventarsi dei giochini, guardarsi allo specchio  e scoprire tutte le differenze del volto. Poi iniziare a farle notare che, al di là delle apparenze e differenze ci sono dei tratti e comportamenti comuni a tutti: es, il pianto, la risata, il mangiare, il camminare ecc&#8230;</em><br />
<em>Far capire alla bambina che ogni persona, anche se piange come un&#8217;altra, magari lo fa per motivi diversi, come ogni persona mangia, preferisce un cibo anzicché un altro e così via. </em><em>Anche per ciò che riguarda altro tipo di scelte non tutti la pensano alla stessa maniera e dover per forza fare sempre e comunque ciò che fanno gli altri non è giusto in assoluto. </em><br />
<em>Il cammino è molto lungo, ma occorre iniziare da subito a discutere di queste cose. </em></em><em><em><em>Quando arriverà alla terza elementare, quando si dovrà affrontare il nocciolo duro del catechismo, spieghi alla bambina, semplicemente, le ragioni delle sue perplessità, le ponga la prospettiva, di cosa comporta frequentare due anni di catechismo, andare ogni domenica a messa,  senza suscitare terrore ovviamente, ma con spirito critico. </em></em></em><em><em><em>Magari può proporle un&#8217;alternativa , magari un corso di </em><em><em>danza o ciò che preferisce, e quando gli altri arriveranno al &#8220;fatidico giorno&#8221;, può proporle un viaggio di due giorni a Gardaland o in un posto di suo gradimento.</em><br />
<em>Nel frattempo discuta pure dell&#8217;esistenza di altre religioni o concezioni del mondo e non si preoccupi di non essere all&#8217;altezza. La sua lettera mi ha dimostrato una grande sensibilità e questo è un punto a suo favore.</em><br />
<em>Io vivo a Roma e le cose sono molto diverse e con le mie figlie il discorso ha funzionato, ma ancora  in certi frangenti e ambienti  ho constatato una ristrettezza mentale che porta alla discriminazione e anche nella mia classe ho lavorato su questi temi. </em></em> <br />
<em>Un cordiale saluto e non esiti a ricontattarci.</em></em></em></div>
<div><em><em><em><em /></em></em></em></div>
<div><em><em><em><em>Rosalba Sgroia</em></em></em></em><em><em> </em></em></div>
<p><em><em>Responsabile Progetto Ora alternativa</em><br />
<a href="mailto:info@oraalternativa.it"><em>info@oraalternativa.it</em></a> </em><em>   </em><em>    </em><em>     </em><em>     </em><em>     </p>
<p></em>     </p>
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		<title>Spagna, sull&#8217;ora alternativa Zapatero ancora non decide</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Oct 2006 13:39:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il governo Aznar aveva di fatto reintrodotto l&#8217;ora di religione obbligatoria. Il governo Zapatero ha ripristinato la facoltatività, ma non ha ancora deciso come gestire il problema dell&#8217;ora alternativa. Il decreto relativo, ancora in bozze, segnala soltanto che agli studenti non frequentanti l&#8217;ora di religione dovrà essere prestata la necessaria &#8220;attenzione educativa&#8221;. Il rischio è che la questione sia disciplinata a livello locale, e in modo diverso a secondo del colore politico dell&#8217;amministrazione. Una gran confusione, quindi, non molto diversa...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/10/14/spagna-ora-alternativa-zapatero-ancora-non-decide/" title="Read Spagna, sull&#8217;ora alternativa Zapatero ancora non decide">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo Aznar aveva di fatto reintrodotto l&#8217;ora di religione obbligatoria. Il governo Zapatero ha ripristinato la facoltatività, ma non ha ancora deciso come gestire il problema dell&#8217;ora alternativa. Il decreto relativo, ancora in bozze, segnala soltanto che agli studenti non frequentanti l&#8217;ora di religione dovrà essere prestata la necessaria &#8220;attenzione educativa&#8221;. Il rischio è che la questione sia disciplinata a livello locale, e in modo diverso a secondo del colore politico dell&#8217;amministrazione. Una gran confusione, quindi, non molto diversa da quanto accade in Italia.</p>
<p><a href="http://www.elpais.es/articulo/elpporopi/20061014elpepiopi_3/Tes/Alternativas/religión" target="_blank">Un editoriale è stato pubblicato oggi su El Pais</a></p>
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