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	<title>Prodi &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>L&#8217;Uomo che cadde sulla Terra</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 22:53:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per uno strano scherzo del destino, in questi giorni di crisi di governo sto rileggendo un vecchio libro di fantascienza: “L&#8217;uomo che cadde sulla Terra” di Walter Tevis. Forse ricorderete il bel film che ne fu tratto nel 1976, interpretato da David Bowie. Riletto in questo momento, il romanzo acquisisce una nota di attualità ancora maggiore di quella, già notevole, che gli appartiene normalmente. Sembra veramente di leggere una profezia o, quantomeno, una stringente allegoria del nostro mondo. C&#8217;è molto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/26/luomo-che-cadde-sulla-terra/" title="Read L&#8217;Uomo che cadde sulla Terra">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Per uno strano scherzo del destino, in questi giorni di crisi di governo sto rileggendo un vecchio libro di fantascienza: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_cadde_sulla_Terra_%28romanzo%29">L&#8217;uomo che cadde sulla Terra</a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Tevis">Walter Tevis</a>. Forse ricorderete il bel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Man_Who_Fell_to_Earth_%281976_film%29">film</a> che ne fu tratto nel 1976, interpretato da David Bowie. Riletto in questo momento, il romanzo acquisisce una nota di attualità ancora maggiore di quella, già notevole, che gli appartiene normalmente. Sembra veramente di leggere una profezia o, quantomeno, una stringente allegoria del nostro mondo. C&#8217;è molto del nostro essere “razionalisti” e “progressisti” in questo malinconico romanzo. E c&#8217;è molto della nostra situazione politica di questi giorni. Credo che valga la pena parlarne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>L&#8217;Alieno che beveva troppo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il protagonista di questo romanzo, Thomas Jerome Newton, non è un essere umano. E&#8217; un alieno umanoide. Somiglia moltissimo ad un essere umano ma non lo è. E&#8217; cresciuto su Anthea, un pianeta non molto distante dalla terra, molto più piccolo e caratterizzato da una gravita pari a circa un terzo di quella terrestre. Di conseguenza, il corpo di Thomas Jerome Newton è notevolmente più fragile del nostro. Nonostante il suo metro e novanta, pesa circa 45 kg ed ha la costituzione di un uccellino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Thomas Jerome Newton non è arrivato sulla Terra per caso, e nemmeno per turismo. E&#8217; venuto, da solo e con pochissimi mezzi, con l&#8217;incarico di costruire una astronave con cui andare a prendere i suoi simili e portarli qui. Anthea, il suo pianeta di provenienza, è ormai quasi completamente privo di acqua e di fonti di energia per cui al suo popolo non resta altra scelta che tentare di emigrare su un altro pianeta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sulla Terra, Thomas Jerome Newton si trova alle prese con una impresa quasi impossibile. Sarebbe più o meno come se uno di noi venisse paracadutato nel bel mezzo della foresta del Congo con l&#8217;incarico di familiarizzare con le scimmie locali, costruire un aeroplano ed andare a prendere il resto degli umani che vivono in USA. Per affrontare questa impresa titanica, Thomas Jerome Newton dispone di un solo strumento: un patrimonio di mirabolanti brevetti da far fruttare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;ostacolo maggiore che si frappone tra Thomas Jerome Newton e la sua astronave, tuttavia, non sono gli esseri umani e la loro limitata tecnologia. Curiosamente, è la stessa nostalgia, lo stesso senso di inutilità e di disperazione che caratterizza una parte significativa del genere umano. Thomas Jerome Newton, come molti umani, finisce per essere vittima dell&#8217;alcool.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non sto a raccontarvi come finisce il romanzo nella speranza che decidiate di acquistarlo e leggerlo (è uno dei più geniali, delicati e commoventi romanzi che abbia mai letto. Ed io leggo parecchio&#8230;).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Razionalisti e Progressisti di fronte al Mondo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">C&#8217;è molto della nostra esperienza di “progressisti” e di “razionalisti” in questo romanzo. Chi di voi non si è mai sentito solo, alle prese con una impresa titanica, in un mondo di scimmie superstiziose ed ignoranti? Non si tratta di elitarismo. Né voi né io siamo realmente migliori di queste “scimmie”. Si tratta solo di una ovvia, fisiologica ed umanissima difficoltà esistenziale. Quando ci si rende conto di essere (quasi) soli, quando ci si rende conto che chi ci sta di fronte vuole calpestare deliberatamente il dono più prezioso che l&#8217;Evoluzione gli ha dato (l&#8217;intelligenza) in nome di valori tribali come la fedeltà al gruppo, è normale che si venga presi dallo sconforto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Perchè è proprio questa la situazione. Siamo tutti qui, letteralmente sulla stessa barca, una barca sempre più vicina ad affondare. Mentre una minoranza di noi si adopera per buttare fuori l&#8217;acqua, la maggioranza si dà ad assurde lotte per i posti migliori sulle panche o si mette a consultare l&#8217;oroscopo. Davvero l&#8217;orchestra del Titanic può essere eletta a metafora universale!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Ma questo Mondo è “salvabile”?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ed alla fine, è inevitabile chiedersi se questo nostro povero mondo sia “salvabile”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Staistiche, simulazioni e buon senso parlano chiaro: non lo è. Se tutto va bene, il nostro folle sistema economico è destinato a cancellare qualsiasi traccia di benessere nel giro di qualche decennio o qualche secolo, sprofondando l&#8217;intera umanità in un nuovo medioevo. Il motivo è semplice: una economia come la nostra richiede <em>crescita</em> e niente può crescere all&#8217;infinito in presenza di risorse primarie limitate e di un mercato di sbocco altrettanto limitato. Dovrebbe bastare l&#8217;esempio dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Pasqua">Isola di Pasqua</a> per capirlo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ma quasi certamente <em>non</em> andrà bene. Sappiamo da tempo che le guerre sono sostanzialmente inevitabili. La prossima guerra “seria” sarà combattuta a suon di bombe atomiche. Sarà quasi certamente l&#8217;ultima guerra che il genere umano avrà il piacere di combattere. Quella successiva sarà l&#8217;opera di qualche altra forma di vita intelligente, forse i procioni o forse i polipi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E così, eccoci qui, anche noi con il nostro bel bicchiere di gin in mano a cercare disperatamente di non pensare al domani. Proprio come il nostro Thomas Jerome Newton&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Viene da chiedersi come deve sentirsi il povero Romano Prodi in questi giorni. Prodi non è né un santo né un genio, ma di certo è una persona seria e responsabile. Ha cercato in ogni modo di salvare questo paese dalle grinfie degli affaristi senza scrupoli ma, per la seconda volta, è costretto a tornarsene a casa con le pive nel sacco. Davvero lo si può considerare “L&#8217;Uomo che cadde in Italia”. Ha la stessa eroica statura, la stessa modestia, la stessa malinconia e la stessa sfortuna del nostro Alieno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Personalmente, vorrei ringraziare di cuore Romano Prodi per averci provato.  L&#8217;Italia, in fondo, nemmeno se lo meritava.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left">&nbsp;</p>
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		<title>E i cattolici democratici tornano sulla graticola</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 15:03:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I morti non parlano, e non c’è nulla di più violento e canagliesco che strumentalizzarne il pensiero da defunti. Enrico Berlinguer sarebbe stato favorevole o contrario al Partito democratico? E Nino Andreatta avrebbe detto sì o no alla legge sui Dico? I morti non parlano, ma la loro storia &#8211; che spesso è la storia di un gruppo, di un manipolo &#8211; a volte sì. Chi può parlare, dunque, sono magari gli amici di una vita. Chi può parlare, per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/29/cattolici-democratici-tornano-sulla-graticola/" title="Read E i cattolici democratici tornano sulla graticola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I morti non parlano, e non c’è nulla di più violento e canagliesco che strumentalizzarne il pensiero da defunti. Enrico Berlinguer sarebbe stato favorevole o contrario al Partito democratico? E Nino Andreatta avrebbe detto sì o no alla legge sui Dico? I morti non parlano, ma la loro storia &#8211; che spesso è la storia di un gruppo, di un manipolo &#8211; a volte sì. Chi può parlare, dunque, sono magari gli amici di una vita. Chi può parlare, per esempio, è quel consolidato drappello di cattolici bolognesi &#8211; anzi: emiliani &#8211; che sfilano o stanno per sfilare nella luminosa camera ardente che raccoglie le spoglie di Nino Andretta. Sono loro &#8211; i Prodi, e poi intellettuali cattolici come Pedrazzi o Scoppola, e politici come Enrico Letta, Parisi e Castagnetti &#8211; sono loro, dicevamo, forse i più a disagio di fronte all’ennesima scesa in campo della Cei contro i Dico. Loro sì, che possono dire. E confermare il dissenso di un filone di pensiero &#8211; di un gruppo di cattolici formatosi alla scuola di Dossetti, e ormai «eretico» agli occhi delle gerarchie &#8211; di fronte a posizioni da loro pacatamente contestate, e non da oggi.</p>
<p>E’ un gruppo composito &#8211; ruota attorno al «Mulino» e all’Istituto di Scienze Religiose di cui Andreatta era presidente, per dirne solo due &#8211; non sempre omogeneo nelle analisi, ma spesso compatto nelle conclusioni. E ognuno, in questi giorni di dolore, spiega il dissenso rispetto alla nota della Cei (il proprio dissenso, non quello di Andreatta!) a modo suo. Prendete il professor Pedrazzi, per esempio, Gigi per il amici, che è tra i fondatori del «Mulino» e che eretico cominciò ad esserlo più di trent’anni fa, quando con Pietro Scoppola e Pierre Carniti, a casa di Luigi Macario (allora leader Cisl) buttò giù il manifesto dei «cattolici del no» al referendum sul divorzio. «Della nota della Cei &#8211; annota Pedrazzi &#8211; mi colpiscono quasi più le omissioni che le affermazioni. C’è una resistenza antistorica a fare i conti con la realtà che cambia. A quanti come noi capita ancora di andare a dare una mano in parrocchia per i corsi pre-matrimoniali, ad esempio, colpisce l’assenza di qualunque autocritica circa la crisi di un istituto &#8211; quello della famiglia, appunto &#8211; che è profondamente cambiato rispetto a soli dieci anni fa. Per tante coppie che convivono, il matrimonio così com’era inteso comincia ben prima delle nozze; e oggi perfino i campeggi scout sono occasione di iniziazione sessuale. Non vederlo, non aiuta certo la Chiesa a star vicino alla gente».   [&#8230;]</p>
<p>Colpì, qualche tempo fa, che fosse un gruppo di deputati della Margherita (provenienti dalla Dc!) a dover mettere nero su bianco un documento in difesa della laicità dello Stato, a fronte dell’offensiva sui Dico di Ruini e dei teo-dem. Promotori di quel documento furono due prodotti dell’«eresia emiliana», cioè <strong>Dario Franceschini e Pierluigi Castagnetti</strong>. Racconta quest’ultimo: «Ad aver segnato tanti di noi, è la storia del cattolicesimo democratico emiliano, profondamente influenzato da Dossetti: anche Andreatta si è formato a quegli insegnamenti. Ricordo, ironia della storia, quando l’allora vescovo ausiliare di Reggio Emilia, Ruini, ci invitata a «ruminare», come diceva lui, i testi del Concilio. Col suo aiuto fu fondato un Centro culturale cattolico (Il Leonardo) tra i cui animatori c’erano <strong>Romano Prodi e Flavia</strong>. Organizzavamo incontri con i teologi che lavoravano ai testi del Concilio: venne anche Ratzinger a discutere con noi». </p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=2683&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">articolo</a> di Federico Geremicca è stato pubblicato sul sito de</em> La Stampa</p>
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		<title>Prodi ospite di Mentana a Matrix</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2007 18:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono solo 11 anni che non vengo qui&#8230;&#8221;. Romano Prodi torna in casa del nemico, a Mediaset. Lo fa da premier di governo, ospite di &#8220;Matrix&#8220;, nella puntata interamente dedicata a lui, rispondendo a Enrico Mentana che gli dà il benvenuto dopo tanto tempo dall&#8217;ultima presenza in un dibattito con Silvio Berlusconi, nelle elezioni che proprio Prodi vinse per la prima volta. E subito scherza: «Dai che ce la facciamo, è un momento buono». È il titolo che suggerisce a...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/12/prodi-ospite-mentana-matrix/" title="Read Prodi ospite di Mentana a Matrix">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono solo 11 anni che non vengo qui&#8230;&#8221;. Romano Prodi torna in casa del nemico, a Mediaset. Lo fa da premier di governo, ospite di &#8220;<strong>Matrix</strong>&#8220;, nella puntata interamente dedicata a lui, rispondendo a <strong>Enrico Mentana </strong>che gli dà il benvenuto dopo tanto tempo dall&#8217;ultima presenza in un dibattito con Silvio Berlusconi, nelle elezioni che proprio Prodi vinse per la prima volta. </p>
<p>E subito scherza: «Dai che ce la facciamo, è un momento buono». È il titolo che suggerisce a Mentana. Partono le domande a raffica e il premier risponde sicuro.  [&#8230;]</p>
<p>Mentana allora cambia argomento e cerca il punto debole. E i Dico? Il premier non si scompone e risponde pacatamente: «La manifestazione di sabato non era contro il governo, ma io sono perplesso perché le manifestazioni possono sempre avere code di discussioni. È parte del compito e del peso del governo avere serietà e prudenza». Davanti a un confronto con la legge spagnola, «sulle coppie di fatto la nostra linea è completamente diversa da quella di Zapatero». Prodi ripercorre allora i rapporti tra Italia e Spagna e spiega che «mentre sull&#8217;Afghanistan abbiamo un rapporto stretto, su Abertis ed Autostrade è un problema delle rispettive aziende». Quanto ad altri rapporti industriali, dice Prodi, «si guardano sulla base della convenienza reciproca e dell&#8217;analisi dei fatti. In questi casi, io guardo sempre all&#8217;interesse del paese». Nessuna somiglianza invece, secondo il presidente del consiglio, tra le politiche dei due paesi in materia di unioni civili. «Ha fatto comodo a qualcuno- dice Prodi- vedere delle identità di vedute che non ci sono. Ma su questo tema io e Zapatero abbiamo trovato soluzioni diverse e siamo partiti da ipotesi diverse».   [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=64312">articolo</a> è stato pubblicato sul sito de</em> L&#8217;Unità</p>
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		<title>Luttazzi: il Dalèmma</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 19:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni disastro non ha mai un solo colpevole. E’ sempre il risultato di una catena di eventi. Cominciamo dall&#8217;inizio: Qualche mese fa, Berlusconi teme di perdere le elezioni e cambia la legge elettorale con una porcata. Poi il 49% degli elettori lo vota ancora nonostante 5 anni fallimentari. Poi vince d’un soffio l’Unione. Poi nasce una maggioranza debole, specie al Senato. Poi è urgente fare la Finanziaria e gliela lasciano fare. Poi il Partito Democratico stenta a nascere. Poi la...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/10/luttazzi-il-dalemma/" title="Read Luttazzi: il Dalèmma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni disastro non ha mai un solo colpevole. E’ sempre il risultato di una catena di eventi. Cominciamo dall&#8217;inizio:<br />
Qualche mese fa, Berlusconi teme di perdere le elezioni e cambia la legge elettorale con una porcata.<br />
Poi il 49% degli elettori lo vota ancora nonostante 5 anni fallimentari.<br />
Poi vince d’un soffio l’Unione.<br />
Poi nasce una maggioranza debole, specie al Senato.<br />
Poi è urgente fare la Finanziaria e gliela lasciano fare.<br />
Poi il Partito Democratico stenta a nascere.<br />
Poi la Chiesa vuole bloccare il Partito Democratico per evitare la deriva laicista su eutanasia, pacs, eccetera.<br />
Poi i DS subiscono a sinistra il pressing dei pacifisti, che raccolgono sempre più consensi su temi sensibili come Vicenza e Afghanistan.<br />
Poi nei DS Mussi minaccia la scissione e la confluenza a sinistra.<br />
Che fare? Cedere alla sinistra pacifista sulla politica estera o restare amico di Condoleeza Rice? Era il dilèmma di D’Alema. Era il dalèmma.<br />
A questo punto del poker, D’Alema, che è permaloso come un campo minato, va a vedere:-Se si va sotto al Senato, tutti a casa.-<br />
E così è stato.<br />
Cade il governo Prodi, e subito tutti i commentatori, i tg e i talk-show a dare la colpa ai due senatori di sinistra che non hanno votato, Turigliatto e Rossi.<br />
Ma è un falso. Se anche i due avessero votato a favore, infatti, in base al regolamento del Senato la soglia dei voti necessari si sarebbe alzata di uno: quindi un voto sarebbe comunque mancato.<br />
Nessuno lo ha spiegato agli italiani, di cui sono stati però subito raccolti tutti gli sfoghi indignati e delusi. Una manipolazione da manuale. Metodo ormai testato, lo stesso con cui ci hanno venduto la guerra in Iraq.<br />
C’è anche chi ha dato la colpa ai due senatori a vita che si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina. Possiamo dare la colpa ad Andreotti e Pininfarina? Oh, mi piacerebbe: sarebbe come comprare una scarpa col calzino incorporato. Ma non sarebbe del tutto vero, nonostante Andreotti si sia scusato (&#8220;Se sapevo che cadeva il governo avrei votato diversamente.&#8221;) usando la stessa faccia con cui dieci anni fa negò di conoscere i cugini Salvo.<br />
E&#8217; stato dunque un complotto? No, politica all&#8217;italiana. Prodi poteva benissimo non dimettersi. Lo ha fatto per metterci il carico da 90 e ottenere il risultato che voleva: i 12 punti che &#8220;rilanciano&#8221; l&#8217;azione di governo, con Pdci e Rifondazione che chiedono scusa e uggiolano nell&#8217;angolino dove li hanno cacciati. Cai cai cai!<br />
<strong>Ci avevano impiegato quattro anni per redigere il programma dell&#8217;Unione! Adesso in un giorno sbucano fuori dodici punti che spostano al centro l&#8217;azione di governo. Ci ritroviamo con un governo Prodi-Vaticano</strong>. D&#8217;Alema: &#8220;La politica della testimonianza la lascio a Franca Rame.&#8221; Che cinismo! Ma se uno in politica non testimonia gli ideali in cui crede, perchè fa politica? Per tradire se stesso? No, e infatti D&#8217;Alema esprime i propri. D&#8217;Alema: &#8220;Certa sinistra non serve all&#8217;Italia&#8221;. E&#8217; la sinistra che tutti bollano come &#8220;radicale&#8221; per coprirla di ignominia. E&#8217; la sinistra pacifista. E&#8217; la sinistra.<br />
E&#8217; la sinistra che non vuole il Partito Democratico: equivale al 12% ( Pdci, Rifondazione, Verdi + correntone DS ).<br />
Un politico che usa la sua maggioranza con arroganza è un politico mediocre e D&#8217;Alema lo è. Infatti i DS si stanno sfasciando. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/288" target="_blank">L&#8217;articolo completo è raggiungibile sul blog di Luttazzi </a></p>
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		<title>Prodi perplesso per i ministri in piazza</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 18:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] «Non ho mai nascosto la mia perplessità riguardo alla partecipazione dei ministri a queste manifestazioni, che possono poi ricoprire significati diversi da quello da cui partono» spiega il premier riferendosi alla presenza di tre esponenti dell&#8217;esecutivo alla manifestazione: Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero e Barbara Pollastrini . «Speriamo però &#8211; osserva Prodi con i cronisti &#8211; che tutto vada tranquillo». Il testo integrale dell&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito de Il Corriere della Sera]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] «Non ho mai nascosto la mia perplessità riguardo alla partecipazione dei ministri a queste manifestazioni, che possono poi ricoprire significati diversi da quello da cui partono» spiega il premier riferendosi alla presenza di tre esponenti dell&#8217;esecutivo alla manifestazione: Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero e Barbara Pollastrini . «Speriamo però &#8211; osserva Prodi con i cronisti &#8211; che tutto vada tranquillo».</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/10/prodi.shtml">articolo</a> è stato pubblicato sul sito de </em>Il Corriere della Sera</p>
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		<title>Prodi sul dialogo religioso e politico nel Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 18:53:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Nel Mediterraneo non ci sarà alcuno sviluppo senza la pace, senza un dialogo religioso e politico che dovrà diventare il vero sistema per operare&#8221;. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, parlando al convegno delle donne imprenditrici del Mediterraneo a Milano, sottolinea il ruolo delle donne del Mediterraneo in questo momento storico: &#8220;C&#8217;e&#8217; una situazione di conflitto &#8211; ha detto &#8211; è una situazione insostenibile e siamo tutti chiamati a dare un contributo di pace. Per questo sottolineo il ruolo fondamentale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/05/prodi-sul-dialogo-religioso-politico-nel-mediterraneo/" title="Read Prodi sul dialogo religioso e politico nel Mediterraneo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nel Mediterraneo non ci sarà alcuno sviluppo senza la pace, senza un dialogo religioso e politico che dovrà diventare il vero sistema per operare&#8221;. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, parlando al convegno delle donne imprenditrici del Mediterraneo a Milano, sottolinea il ruolo delle donne del Mediterraneo in questo momento storico: &#8220;C&#8217;e&#8217; una situazione di conflitto &#8211; ha detto &#8211; è una situazione insostenibile e siamo tutti chiamati a dare un contributo di pace. Per questo sottolineo il ruolo fondamentale delle donne&#8221;.</p>
<p>Per Prodi &#8220;i conflitti nel Mediterraneo, la sua instabilità, talvolta impediscono lo sviluppo economico che sarebbe necessario. Noi dobbiamo lavorare perché ci siano rapporti più stretti in campo politico, religioso e culturale. Bisogna aumentare la cooperazione reciproca. Gia&#8217; da presidente della Commissione europea e ora presidente del Consiglio italiano, ho insistito e insisto per lanascita di una banca dello Sviluppo Mediterraneo, una grande banca incui operano in modo paritario i Paesi del Nord e del Sud.  </p>
<p>Presenza femminile in Italia<br />
Il premier ha poi affrontato il tema dell&#8217;occupazione femminile in Italia, &#8220;talmente grande che costituisce per il mio governo e per la politica italiana un punto fondamentale&#8221;.   [&#8230;]<br />
Prodi ha messo in luce una profonda differenza tra l&#8217;Italia del nord &#8220;che ha indici in linea con la media europea&#8221;, e quella del sud, dove invece l&#8217;occupazione femminile è decisamente piu&#8217; bassa. Insomma, per Prodi, l&#8217;Italia vede al suo interno &#8220;un dualismo intollerabile in un paese moderno&#8221;. Soprattutto perche&#8217; quella della donna è &#8220;una presenza che in Italia non e&#8217; ancora soddisfacente&#8221;.</p>
<p>Tanto che, ha proseguito Prodi, &#8220;in Italia le donne sono più presenti nei posti di lavoro che si vincono per concorso&#8221;. Dimostrazione, per il premier, che &#8220;ogni volta che c&#8217;è una sfida piu&#8217; aperta e trasparente, la donna vince&#8221;. Altrettanto scarsa, per Prodi, la presenza femminile ai vertici aziendali. Nella gerarchia, ha infatti sottolineato, &#8220;più si sale e meno ci sono le donne&#8221;. Così come è grave, secondo il premier, &#8220;il problema della presenza femminile in politica, ancora oggi troppo limitata rispetto a quella maschile&#8221;. </p>
<p><a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=67920">Fonte: <em>Rainews24.it</em></a></p>
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		<title>Vignetta del Corriere</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 23:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vignetta di Giannelli è stata pubblicata sul Corriere della Sera di lunedi 19]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="//www.corriere.it/Media/Foto/2007/02/19/fdg/giannelli.jpg" /></p>
<p><strong>La vignetta di Giannelli è stata pubblicata sul Corriere della Sera di lunedi 19 </strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F20%2Fvignetta-del-corriere%2F&amp;linkname=Vignetta%20del%20Corriere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F20%2Fvignetta-del-corriere%2F&amp;linkname=Vignetta%20del%20Corriere" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F20%2Fvignetta-del-corriere%2F&amp;linkname=Vignetta%20del%20Corriere" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F20%2Fvignetta-del-corriere%2F&amp;linkname=Vignetta%20del%20Corriere" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F20%2Fvignetta-del-corriere%2F&#038;title=Vignetta%20del%20Corriere" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/20/vignetta-del-corriere/" data-a2a-title="Vignetta del Corriere"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Prodi: &#8220;Sono molto sereno le polemiche non mi turbano&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 16:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto sereno&#8221;. Questo è stato l&#8217;unico commento del premier Romano Prodi, oggi a Calcutta, di fronte alle polemiche che vengono da Roma sul progetto delle unioni di fatto. Ma se il presidente del Consiglio ha scelto di non fare commenti diretti di fronte all&#8217;ennesimo attacco che arriva dal Vaticano, si moltiplicano i commenti dal centrosinistra. mentre la comunità gay chiede più coraggio ai parlamentari dell&#8217;Unione. Stamane il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D&#8217;Alema, in un colloquio informale pubblicato...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/12/prodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano/" title="Read Prodi: &#8220;Sono molto sereno le polemiche non mi turbano&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto sereno&#8221;. Questo è stato l&#8217;unico commento del premier Romano Prodi, oggi a Calcutta, di fronte alle polemiche che vengono da Roma sul progetto delle unioni di fatto. Ma se il presidente del Consiglio ha scelto di non fare commenti diretti di fronte all&#8217;ennesimo attacco che arriva dal Vaticano, si moltiplicano i commenti dal centrosinistra. mentre la comunità gay chiede più coraggio ai parlamentari dell&#8217;Unione.</p>
<p>Stamane il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D&#8217;Alema, in un colloquio informale pubblicato su <em>Repubblica</em>, si era detto &#8221;stupito perché l&#8217;offensiva del Vaticano sul disegno di legge che istituisce i &#8216;Dico&#8217; e&#8217; qualcosa di inedito, nella storia dei rapporti tra Stato e Chiesa&#8221;.</p>
<p>Più duri i giudizi che arrivano da altri esponenti del centrosinistra. Per il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, si tratta del “più inaudito e inaccettabile tentativo di ingerenza del Vaticano sulle scelte del Parlamento italiano&#8221;. Sulle coppie di fatto &#8220;stupisce che ci sia in Italia, da parte del Papa, una drammatizzazione così forte che non c&#8217;è stata in altri Paesi europei come la Francia e la Germania; <strong>tutto ciò conferma</strong>, purtroppo, <strong>che il Vaticano non ha mai smesso di guardare al nostro Paese come a un suo protettorato</strong>&#8220;, afferma Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio. Per il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, &#8220;il Vaticano ha il diritto di dare indicazioni morali ai fedeli, ma il Parlamento ha il dovere di garantire diritti e doveri ai cittadini italiani e di adeguare l&#8217;Italia agli altri paesi europei&#8221;.</p>
<p>Reazioni dure anche dalla comunità gay. &#8220;<strong>Ruini ha tuonato ancora. Ormai sembra il tutore dello stato italiano e la politica italiana come sempre risponderà obbedisco</strong>&#8220;, ha detto il segretario nazionale dell&#8217;Arcigay Aurelio Mancuso, che rilancia: &#8220;Il ddl del governo sui Dico è assolutamente insufficiente e va cambiato a partire dall&#8217;articolo 1 che è offensivo e ridicolo. Ha l&#8217;obiettivo palese di non far fare una cerimonia e questo è davvero infantile&#8221;.</p>
<p>Per il deputato Ds Franco Grillini &#8221;Il Papa e Ruini continuano ad alterare la verità su pacs, unioni civili e diritti dei conviventi”, secondo il presidente onorario dell&#8217;Arcigay &#8220;ben venti paesi europei e numerosi paesi extraeuropei ormai, hanno una legislazione per le unioni civili che dimostra sul piano dei fatti che diverse forme di famiglia fanno bene alla società, al benessere dell&#8217;individuo, alla coesione sociale e alla natalità&#8221;.</p>
<p>Sulla questione interviene anche il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, &#8220;C&#8217;è confusione da ambedue le parti, in particolare da parte della <strong>Chiesa che deve saper distinguere tra la sua predicazione morale e religiosa e l&#8217;aspetto legislativo-mondano-politico</strong>. Laddove la Chiesa si presenta quasi con la presunzione di voler dettare le leggi o volersi confrontare con il potere politico su questa base tradisce prima di tutto se stessa&#8221;.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/coppie-di-fatto3/centrosinistra-risponde/centrosinistra-risponde.html">Fonte: Repubblica.it </a></p>
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		<title>All&#8217;ombra dei «Pacs» la guerra tra la chiesa e il governo</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 16:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il diessino Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, lo ripete da tempo: «Sui Pacs vogliono far cadere il governo, Ruini lo ha spiegato anche in una riunione segreta con i vescovi abbruzzesi che bisogna scardinare i poli per far nascere un nuovo centro&#8230;». Non sono solo le eccessive preoccupazioni di chi, di fronte a un&#8217;invadenza strabordante della Chiesa nelle faccende del governo italiano, non ne può comprensibilmente più. Che il cardinal Camillo Ruini, presidente in uscita della Conferenza episcopale, non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/allombra-dei-pacs-guerra-tra-chiesa-governo/" title="Read All&#8217;ombra dei «Pacs» la guerra tra la chiesa e il governo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diessino Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, lo ripete da tempo: «Sui Pacs vogliono far cadere il governo, Ruini lo ha spiegato anche in una riunione segreta con i vescovi abbruzzesi che bisogna scardinare i poli per far nascere un nuovo centro&#8230;». Non sono solo le eccessive preoccupazioni di chi, di fronte a un&#8217;invadenza strabordante della Chiesa nelle faccende del governo italiano, non ne può comprensibilmente più. Che il cardinal Camillo Ruini, presidente in uscita della Conferenza episcopale, non dedichi ogni sera una preghiera per la buona sorte del governo Prodi è noto. Ma con la sua avversione nei confronti dell&#8217;Unione avrebbe contagiato anche papa Ratzinger. E lo avrebbe convinto, appunto, che questo governo deve andare a casa. La voce circola nelle alte sfere, come si suol dire. E&#8217; certo che la campagna forsennata contro la legge sulle coppie di fatto, il pressing quasi senza precedenti sui ministri e sui parlamentari cattolici nel merito di uno specifico testo di legge ha messo in seria difficoltà Romano Prodi.<br />
Lo scatto d&#8217;orgoglio in nome dello stato laico del cattolico Prodi &#8211; che di fronte all&#8217;insistenza dei vescovi ha deciso di spingere sull&#8217;acceleratore per varare il ddl &#8211; si è comunque accompagnato in questi giorni a una sua preoccupata attenzione alle voci fragorose che arrivavano da Oltretevere. Sta di fatto che per il momento la Cei e il Vaticano hanno avuto la loro soddisfazione, stando al testo varato dai ministri. O meglio. La Chiesa dovrebbe aver avuto la sua soddisfazione, perché invece i vescovi comunque disapprovano l&#8217;inziativa del governo: «E impossibile riconoscere le unioni di fatto come bene sociale», dice a Radio vaticana monsignor <strong>Sergio Nicolli</strong>, direttore dell&#8217;Ufficio famiglia della Cei. E il presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita, <strong>Giuseppe Anfossi</strong>, va giù duro: «La legge non doveva essere fatta», dunque i vescovi «dovranno tenere una posizione severa». Non solo: al papa in persona non è piaciuto nemmeno il nome che il governo ha dato ai Pacs all&#8217;italiana: «Dico», diritti e doveri dei conviventi.<br />
Dal canto suo, il premier ha, per il momento, evitato l&#8217;esplosione della Margherita, del Partito democratico e del suo stesso governo. Ma, appunto, il gioco al ribasso non è servito a placare la Cei né Clemente Mastella. E la sinistra dell&#8217;Unione attende il testo definitivo, ma già si dice insoddisfatta. Il pessimo compromesso raggiunto ieri sul provvedimento sarà frutto anche dei contatti tra esecutivo e santa sede? Sulla Stampa di ieri veniva riportata la notizia di un incontro tra Prodi e il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone. In quell&#8217;occasione sarebbe stato stilato un patto sul dopo Ruini: il nuovo presidente della Cei sarà l&#8217;arcivescovo di Taranto, Benigno Luigi Papa, un vescovo e non un cardinale, che resterà nella sua diocesi e non avrà il piglio «interventista» di Ruini. In cambio, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, a Prodi sarebbe stata chiesta una maggiore prudenza sui temi cari alla Chiesa. La notizia dell&#8217;incontro ieri è stata seccamente smentita non solo dal portavoce di Prodi, Silvio Sircana, ma anche dal direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi. Un&#8217;iniziativa insolita, per la santa sede, che in genere non ricorre alle smentite. La lettura della Stampa ha provocato molta irritazione in Vaticano, il che significa quantomeno che la questione è molto delicata. Sarà stato per le indiscrezioni di stampa o perché il disegno di legge alla fine è stato varato, ma ieri si è saputo anche che il cosiddetto candidato prodiano alla Cei, cioè Papa, è uscito di scena. E la tregua è saltata.<br />
Intanto nei palazzi si parla di un altro accordo, questa volta tra i vescovi e il vicepremier leader della Margherita Francesco Rutelli: il disegno di legge in consiglio dei ministri non doveva passare, e per questo Rutelli si è impuntato fino all&#8217;ultimo chiedendo continuamente modifiche. Se il vicepremier sgomita per conquistare l&#8217;approvazione delle gerarchie ecclesiastiche, è certa nel frattempo l&#8217;attenzione del centrosinistra nei confronti di quello che accadrà il 7 marzo, giorno in cui dovrebbe essere annunciato il nome del successore di Camillo Ruini alla guida della Cei. Il nome di Papa era circolato negli ultimi giorni scalzando quello del cardinale patriarca di Venezia Angelo Scola. I totonomine ora invece parla di un nuovo cambio di rotta: si è deciso di tornare a puntare su un cardinale. In ambienti vaticani danno comunque per scontato che il successore di Ruini sarà un «ruiniano» anche per la totale sintonia tra l&#8217;attuale capo dei vescovi e Ratzinger, cui spetta il placet. La partita è aperta e in questo contesto va inquadrata la rivolta dei 70 popolari della Margherita che al non possumus dell&#8217;Avvenire hanno risposto con una lettera sulla «laicità dell&#8217;impegno politico».<br />
Sull&#8217;altro versante, quello della destra, si è segnalato il ratzingheriano forzista Marcello Pera che ha criticato Silvio Berlusconi per aver lasciato libertà di coscienza sulle coppie di fatto. Come a dire che ha sbagliato a non voler mettere ulteriori bastoni tra le ruote dell&#8217;Unione. Al contempo, un fanatico teocon (certo, sui generis) come Giuliano Ferrara, su questo tema sta recuperando in laicità. Indizio, se non segno, che anche Berlusconi vive con preoccupazione la vicenda: perché alla fine, come &#8211; secondo quanto riferisce Grillini &#8211; spera Ruini, la sconfitta della legge sarebbe la vittoria di Casini e dei suoi fratelli e cugini centristi.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Febbraio-2007/art33.html">Fonte: ilManifesto.it </a></p>
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		<title>Prodi: sui Pacs non prendo lezioni</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 19:12:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Romano Prodi ha preferito dirlo con una frase spezzata in due, una lunga e complessa perifrasi. Ma i professionisti della politica che lo ascoltavano hanno avuto un sussulto sulla sedia e hanno capito. Erano quasi le 8 di sera, il vertice per ritrovare la pace in politica estera era appena iniziato con la relazione del presidente del Consiglio. Che si è tenuto al tema, tranne che nel passaggio finale del suo intervento: «La nostra democrazia ha bisogno di stimoli, non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/07/prodi-sui-pacs-non-prendo-lezioni/" title="Read Prodi: sui Pacs non prendo lezioni">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Romano Prodi ha preferito dirlo con una frase spezzata in due, una lunga e complessa perifrasi. Ma i professionisti della politica che lo ascoltavano hanno avuto un sussulto sulla sedia e hanno capito. Erano quasi le 8 di sera, il vertice per ritrovare la pace in politica estera era appena iniziato con la relazione del presidente del Consiglio. Che si è tenuto al tema, tranne che nel passaggio finale del suo intervento: «<strong>La nostra democrazia ha bisogno di stimoli, non di lezioni. Credo di essere stato chiaro: sulle scelte internazionali, sui valori, sulle decisioni che toccano gli italiani, ascoltiamo, ci confrontiamo, ma alla fine siamo determinati a stabilire noi cosa fare</strong>». E proprio in fondo, la frase chiave: «<strong>Vale per le missioni di pace, vale per le scelte istituzionali, vale per le scelte che toccano i diritti della persona</strong>». Certo, non è scritto chiaro e tondo, ma l’allusione di Prodi è anche ad uno Stato estero chiamato Vaticano. Questo, almeno, è lo spirito col quale il presidente del Consiglio ha scritto il testo che poi ha letto davanti ai segretari e ai capigruppo della maggioranza.<br />
[&#8230;] Un discorso che volutamente è culminato in quella frase che indirettamente ma chiaramente richiama la vicenda delle unioni civili. E d’altra parte nella labirintica trattativa su questa vicenda, due erano i soggetti che da tempo non emettevano segnali: il presidente del Consiglio e il vicepresidente Francesco Rutelli. Pubblicamente silenziosi entrambi e da lungo tempo. Ma nel vertice dedicato alla politica estera, Prodi ha deciso che era venuta l’ora di scoprirsi e ha lanciato il segnale che mancava: si tira dritto. I ripetuti, espliciti inviti a fermarsi lanciati dalla Conferenza episcopale hanno infastidito il presidente del Consiglio, in particolare l’ultimo, quel «non possumus» scandito da “Avvenire”. Nelle ultime 48 ore, con l’approssimarsi del Consiglio dei ministri di venerdì che dovrebbe “licenziare” il ddl governativo, su Prodi si sono scaricate pressioni fortissime da Oltretevere.<br />
Ma con due intensità diverse: la Cei, guidata dal Cardinale Camillo Ruini che oramai ha con Prodi una questione personale, ha detto chiaro e tondo che la legge non s’ha da fare; dal Vaticano si è lasciato intendere che invece si può e si deve discutere sul testo che il governo sta per battezzare. Quando lo farà? Questo è un piccolo mistero [&#8230;]<br />
Molto dipenderà da Francesco Rutelli. Sul leader della Margherita si sono scaricate tutte le aspettative della Cei e anche del Vaticano. Ma nelle ultime &#8211; incalzato dai Popolari della Margherita che lo accusano di sposare una linea “clericale” e consapevole che sposare la linea vaticana comprometterebbe quasi definitivamente il progetto del partito democratico &#8211; Rutelli ha trasmesso al ministro della Famiglia Rosy Bindi il suo appoggio alla “costruzione” di un testo coerente col programma dell’Unione e dunque privo di quelle “concessioni” in termini di diritti finanziariamente impegnativi assenti nel testo concordato prima delle elezioni.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200702articoli/17656girata.asp">Fonte: laStampa.it</a></p>
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