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	<title>Teheran &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel parco riservato alle donne si può stare senza velo e senza la tipica tunica obbligatoria in pubblico. Il mese scorso il municipio di Teheran ha inaugurato il &#8220;Paradiso delle madri&#8221; nel nord della capitale iraniana. Un paradiso riservato alle donne, aperto tutti i giorni meno il venerdì. Nel parco le donne, madri e figlie, non sono più obbligate, come all&#8217;esterno, a coprire i capelli e a indossare abiti che nascondano le forme. La generosa vegetazione del parco è protetta...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/16/teheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo/" title="Read Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel parco riservato alle donne si può stare senza velo e senza la tipica tunica obbligatoria in pubblico. Il mese scorso il municipio di Teheran ha inaugurato il &#8220;Paradiso delle madri&#8221; nel nord della capitale iraniana. Un paradiso riservato alle donne, aperto tutti i giorni meno il venerdì.</p>
<p>Nel parco le donne, madri e figlie, non sono più obbligate, come all&#8217;esterno, a coprire i capelli e a indossare abiti che nascondano le forme. La generosa vegetazione del parco è protetta da un recinto metallico di quattro metri d&#8217;altezza che mette le visitatrici al riparo da sguardi concupiscenti. Il codice dell&#8217;abbigliamento iraniano tende a impedire agli uomini una eccitazione sessuale contraria alla sharia e a proteggere la virtù femminile. Ma non si applica ai luoghi vietati ai maschi.</p>
<p>&#8220;Tenendo conto delle credenze religiose nella nostra società, dobbiamo usare con saggezza le nostre capacità tenendo conto il benessere delle donne&#8221; ha detto il sindaco conservatore di Teheran Mohammad Baqer Qalibaf inaugurando il parco.</p>
<p>Su 20 ettari sono stati ricavati spazi per aerobica, una pista ciclabile, una palestra e dei corsi di tiro con l&#8217;arco. Le donne si sentono più sicure nel parco, in cui sono donne le addette alla pulizia, le giardiniere e le guardie. I guardiani maschi sono soltanto all&#8217;esterno del recinto. Contrariamente ad altri posti il cui accesso è riservato periodicamente alle donne, come le piscine, circoli sportivi e sale da concerto, le visitatrici non sono obbligate a lasciare all&#8217;ingresso le fotocamere e i videofonini. La polizia cerca di lottare contro la distribuzione di video compromettenti presi nei luoghi pubblici e diffusi su internet o su cd.</p>
<p>Tali progetti risalgono a circa dieci anni fa per Teheran, all&#8217;epoca in cui il municipio era retto da un riformatore, ma non avevano visto la luce finora che in città secondarie, come Isfahan, Shiraz e Mashhad. Rivale del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, Qalibaf gli è succeduto come sindaco di Teheran dopo l&#8217;elezione presidenziale del 2005.</p>
<p><a href="http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2008/06_giugno/16/iran_nel_parco_riservato_alle_donne_si_puo_stare_senza_velo,15139300.html"><strong>Il lancio è tratto da Alice Notizie</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&amp;linkname=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F16%2Fteheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo%2F&#038;title=Teheran%3A%20parco%20riservato%20alle%20donne%20per%20stare%20senza%20velo" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/06/16/teheran-parco-riservato-alle-donne-per-stare-senza-velo/" data-a2a-title="Teheran: parco riservato alle donne per stare senza velo"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 16:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quattro attiviste sono state arrestate ieri a Tehran mentre raccoglievano firme su una petizione per i pari diritti giuridici delle donne in Iran. Lo ha riferito l&#8217;agenzia di stampa Ilna. Si tratta della campagna per «Un milione di firme per cambiare le leggi che discriminano le donne», lanciata nell&#8217;agosto 2006 da un ampio schieramento di attiviste e gruppi femminili. Le quattro ieri sono state arrestate nel Parco Laleh, nel centro della capitale iraniana. Il mese scorso oltre 30 donne erano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/04/firme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran/" title="Read Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro attiviste sono state arrestate ieri a Tehran mentre raccoglievano firme su una petizione per i pari diritti giuridici delle donne in Iran. Lo ha riferito l&#8217;agenzia di stampa Ilna. Si tratta della campagna per «Un milione di firme per cambiare le leggi che discriminano le donne», lanciata nell&#8217;agosto 2006 da un ampio schieramento di attiviste e gruppi femminili. Le quattro ieri sono state arrestate nel Parco Laleh, nel centro della capitale iraniana. Il mese scorso oltre 30 donne erano state fermate mentre protestavano per l&#8217;arresto di 5 attiviste arrestate l&#8217;anno scorso durante una manifestazione (poi scarcerate giorni fa).</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Aprile-2007/art52.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&amp;linkname=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F04%2Ffirme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran%2F&#038;title=Firme%20per%20i%20diritti%20delle%20donne%2C%20quattro%20arresti%20a%20Tehran" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/04/firme-per-diritti-delle-donne-quattro-arresti-tehran/" data-a2a-title="Firme per i diritti delle donne, quattro arresti a Tehran"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Giornata della donna a Teheran nel segno della repressione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 21:23:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da anni, il regime iraniano teme la data simbolica dell’8 Marzo, Giornata internazionale della donna. Hanno inventato la “Giornata della donna iraniana”, a fine luglio, in coincidenza con l’anniversario di Hazrat Fatemeh, figlia di Maometto. Questa Giornata “non controversa”, che talvolta gode della cooperazione di enti come l’UNICEF per eventi culturali ed incontri, è spesso usata dal regime per affermare la totale compatibilità tra diritti delle donne e norme islamiche. Un altro metodo per esorcizzare la ricorrenza è semplicemente la...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/06/giornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione/" title="Read Giornata della donna a Teheran nel segno della repressione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da anni, il regime iraniano teme la data simbolica dell’8 Marzo, Giornata internazionale della donna. Hanno inventato la “Giornata della donna iraniana”, a fine luglio, in coincidenza con l’anniversario di Hazrat Fatemeh, figlia di Maometto. Questa Giornata “non controversa”, che talvolta gode della cooperazione di enti come l’UNICEF per eventi culturali ed incontri, è spesso <strong>usata dal regime per affermare la totale compatibilità tra diritti delle donne e norme islamiche</strong>.<br />
Un altro metodo per esorcizzare la ricorrenza è semplicemente la repressione. Il 4 marzo, in pratica appositamente poco prima dalla giornata internazionale, è cominciato il processo contro cinque donne colpevoli di aver preso parte ad una dimostrazione pacifica, nel centro di Teheran, il 12 Giugno 2006. In quell’occasione, quasi tutte le dimostranti (una quarantina) sono state arrestate brutalmente.<br />
Tutti gli ingredienti, inclusa la data simbolica, sono riuniti per un processo politico: le cinque donne processate erano quasi tutte attiviste in campagne per l’abolizione definitiva (e non solo la moratoria) della lapidazione e per la parità uomo-donna nella legislazione iraniana. Che, ad esempio, prevede che il risarcimento dovuto dal responsabile di una morte sia dimezzato se la vittima è una donna.<br />
Per giunta, come negli anni passati, l’arrivo della primavera è occasione per le autorità iraniane di ricordare le regole di “moralità pubblica” a proposito delle donne. Una rondine non fa primavera, ma in Iran questo tipo di campagna sembra di sì… Dopo l’elezione di Ahmadinejad, queste campagne mirate in particolare contro le donne nello spazio pubblico sono divenute più aggressive e la repressione più dura, grazie alla cooperazione tra la polizia e i “militanti” bassij. La delazione è anche usata spesso come mezzo di repressione e, come per la stampa, l’autocensura è spesso l’alleata maggiore del regime. Il processo iniziato il 4 marzo deve essere esemplare…</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=8655&amp;size=A" target="_blank">Fonte: il sito cattolico AsiaNews </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Fgiornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione%2F&amp;linkname=Giornata%20della%20donna%20a%20Teheran%20nel%20segno%20della%20repressione" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Fgiornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione%2F&amp;linkname=Giornata%20della%20donna%20a%20Teheran%20nel%20segno%20della%20repressione" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Fgiornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione%2F&amp;linkname=Giornata%20della%20donna%20a%20Teheran%20nel%20segno%20della%20repressione" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Fgiornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione%2F&amp;linkname=Giornata%20della%20donna%20a%20Teheran%20nel%20segno%20della%20repressione" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F06%2Fgiornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione%2F&#038;title=Giornata%20della%20donna%20a%20Teheran%20nel%20segno%20della%20repressione" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/06/giornata-della-donna-teheran-nel-segno-della-repressione/" data-a2a-title="Giornata della donna a Teheran nel segno della repressione"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Olocausto, il ricordo di Teheran su web</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 10:35:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Iran ricorda l&#8217;Olocausto e lo fa aprendo un sito Internet sulla Shoah. Lo ha annunciato il quotidiano Hambastegi. L’iniziativa è stata annunciata nella prima conferenza dell’Associazione degli scrittori islamici di blog, tenuta a Teheran. Il sito sarà in sei lingue: persiano, arabo, inglese, tedesco, francese ed ebraico. È questa la terza iniziativa sull’Olocausto a cui dà vita l’Iran, dopo una mostra di caricature tenuta l’estate scorsa e il seminario revisionista di dicembre, che hanno suscitato forti proteste da parte dei...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/22/olocausto-ricordo-teheran-web/" title="Read Olocausto, il ricordo di Teheran su web">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Iran ricorda l&#8217;Olocausto e lo fa aprendo un sito Internet sulla Shoah. Lo ha annunciato il quotidiano Hambastegi. L’iniziativa è stata annunciata nella prima conferenza dell’Associazione degli scrittori islamici di blog, tenuta a Teheran. Il sito sarà in sei lingue: persiano, arabo, inglese, tedesco, francese ed ebraico.<br />
È questa la terza iniziativa sull’Olocausto a cui dà vita l’Iran, dopo una mostra di caricature tenuta l’estate scorsa e il seminario revisionista di dicembre, che hanno suscitato forti proteste da parte dei Paesi occidentali, oltre che di Israele.<br />
La conferenza, che ha visto la partecipazione di alcuni dei più noti negazionisti dello sterminio degli ebrei, tra i quali il francese Robert Faurisson, è stata fortemente voluta dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che al termine dei lavori ha ricevuto i partecipanti al palazzo presidenziale. Lo stesso Ahmadinejad ha definito in passato «un mito» l’Olocausto ed ha auspicato la cancellazione di Israele dalle carte geografiche.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&#038;ID_articolo=1604&#038;ID_sezione=38&#038;sezione=News" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F22%2Folocausto-ricordo-teheran-web%2F&amp;linkname=Olocausto%2C%20il%20ricordo%20di%20Teheran%20su%20web" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F22%2Folocausto-ricordo-teheran-web%2F&amp;linkname=Olocausto%2C%20il%20ricordo%20di%20Teheran%20su%20web" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F22%2Folocausto-ricordo-teheran-web%2F&amp;linkname=Olocausto%2C%20il%20ricordo%20di%20Teheran%20su%20web" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F22%2Folocausto-ricordo-teheran-web%2F&amp;linkname=Olocausto%2C%20il%20ricordo%20di%20Teheran%20su%20web" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F22%2Folocausto-ricordo-teheran-web%2F&#038;title=Olocausto%2C%20il%20ricordo%20di%20Teheran%20su%20web" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/22/olocausto-ricordo-teheran-web/" data-a2a-title="Olocausto, il ricordo di Teheran su web"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Donne che si battono per un posto alla pari nella società</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 08:34:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La campagna «Un milione di firme per cambiare le leggi discriminatorie» è stata lanciata il 27 agosto a Tehran e lancia un segnale importante, in un momento in cui in Iran e in tutto il Medio Oriente prevale l&#8217;atmosfera del confronto militare. L&#8217;appello pubblicato dalle attiviste iraniane elenca alcuni obiettivi. «Promuovere la cooperazione tra uno spettro ampio di attiviste sociali per il cambiamento», «identificare le priorità delle donne» «sviluppando i legami tra gruppi di donne con diversi retroterra», ad esempio...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/05/donne-che-battono-per-posto-alla-pari-nella-societa/" title="Read Donne che si battono per un posto alla pari nella società">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo"><font size="2">La campagna «Un milione di firme per cambiare le leggi discriminatorie» è stata lanciata il 27 agosto a Tehran e lancia un segnale importante, in un momento in cui in Iran e in tutto il Medio Oriente prevale l&#8217;atmosfera del confronto militare. L&#8217;appello pubblicato dalle attiviste iraniane elenca alcuni obiettivi. «Promuovere la cooperazione tra uno spettro ampio di attiviste sociali per il cambiamento», «identificare le priorità delle donne» «sviluppando i legami tra gruppi di donne con diversi retroterra», ad esempio «quelle che difendono i diritti umani e altri grupppi di cittadine»; questo «farà crescere la generale consapevolezza sulle ingiustizie che esistono nel sistema legale». Ancora: «Amplificare la voce delle donne», «aumentare la conoscenza e promuovere l&#8217;azione democratica». </font><br />
<font size="2">In un&#8217;intervista pubblicata sul sito della campagna, l&#8217;anziana peotessa Simin Behbahani afferma che il movimento raccolto attorno a questa campagne «è come un ultimatum contro coloro che mettono in questione la legittimità dell&#8217;eguaglianza legale delle donne. Questa iniziativa proverà che la lotta per i pari diritti è pacifica, senza mediazioni, ed ha un ampio consenso. Sarà un modo per provare che non siamo sole, e che molti nel paese sostengono questa causa». Il punto è che la semplice «parità di diritti» può diventare un concetto sovversivo in un paese dove la legislazione si ispira alla legge islamica. Un&#8217;altra giurista iraniana, Nayereh Tohidi, argomenta (sempre sul sito della campagna): sappiamo «bene che avere pari diritti non esaurisce i problemi, ma sappiamo anche che il riconoscimento dei diritti davanti alla legge è una necessità. Senza una legittimità legale, ogni tentativo delle donne per l&#8217;empowerment, per costruire una presenza attiva nella società, o per affermare una produzione culturale e creativa nella società, sarà ostacolata da mille limitazioni. [&#8230;] In un&#8217;intervista pubblicata sul sito della campagna, l&#8217;anziana peotessa Simin Behbahani afferma che il movimento raccolto attorno a questa campagne «è come un ultimatum contro coloro che mettono in questione la legittimità dell&#8217;eguaglianza legale delle donne. Questa iniziativa proverà che la lotta per i pari diritti è pacifica, senza mediazioni, ed ha un ampio consenso. Sarà un modo per provare che non siamo sole, e che molti nel paese sostengono questa causa». Il punto è che la semplice «parità di diritti» può diventare un concetto sovversivo in un paese dove la legislazione si ispira alla legge islamica. Un&#8217;altra giurista iraniana, Nayereh Tohidi, argomenta (sempre sul sito della campagna): sappiamo «bene che avere pari diritti non esaurisce i problemi, ma sappiamo anche che il riconoscimento dei diritti davanti alla legge è una necessità. Senza una legittimità legale, ogni tentativo delle donne per l&#8217;empowerment, per costruire una presenza attiva nella società, o per affermare una produzione culturale e creativa nella società, sarà ostacolata da mille limitazioni.</font></span><br />
<span class="testo"><font size="2">La campagna «non è in contraddizione con i principi islamici», fa notare l&#8217;appello: come ripete un&#8217;avvocata come Shirin Ebadi, che controbatte così a quando invocano l&#8217;islam per opporsi ai diritti umani o delle donne. L&#8217;Iran ha firmato la Convenzione per i diritti Civili e politici delle Nazioni unite, e anche della Cedaw, la Convenzione che abolisce ogni discriminazione contro le donne: «su questa base, il governo deve prendere misure per riformare le leggi che promuovono la discriminazione», dice l&#8217;appello. Conrinua l&#8217;appello: i diritti delle donne non sono neppure contradditori con la costituzione iraniana e con il fondamento della repubblica islamica. Tohidi conclude: «Oggi le donne iraniane non sono sulla difensiva in favore del patriarcato dominante perché è in opposizione all&#8217;occidente. Piuttosto, si battono per la democrazia e gli eguali diritti demarcando il movimento delle donne sia dagli islamisti nativi che dall&#8217;imperialismo patriarcale dell&#8217;Occidente». Quante precisazioni sono necessarie, per poter rivendicare un posto alla pari nella società&#8230;</font></span></p>
<p><span class="testo"><font size="2"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Gennaio-2007/art26.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it</a></font></span></p>
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		<title>Iran: vice-presidente sotto accusa, guarda e applaude ballerine</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 13:44:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Dopo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad finito nel mirino nelle settimane scorse per aver guardato alcune donne senza velo cantare e ballare ai Giochi asiatici in Qatar, anche il suo vice, Esfandiar Rahim-Mashaie, e&#8217; finito sul &#8216;banco degli imputati&#8217;. Lo hanno rifetito i media di Teheran, secondo cui a sollevare lo scandalo sono stati due deputati, che hanno mostrato un video in cui il vice presidente guarda ed applaude ad alcune ballerine durante una cerimonia a Istanbul per la fine...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/03/iran-vice-presidente-sotto-accusa-guarda-applaude-ballerine/" title="Read Iran: vice-presidente sotto accusa, guarda e applaude ballerine">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> Dopo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad finito nel mirino nelle settimane scorse per aver guardato alcune donne senza velo cantare e ballare ai Giochi asiatici in Qatar, anche il suo vice, Esfandiar Rahim-Mashaie, e&#8217; finito sul &#8216;banco degli imputati&#8217;. Lo hanno rifetito i media di Teheran, secondo cui a sollevare lo scandalo sono stati due deputati, che hanno mostrato un video in cui il vice presidente guarda ed applaude ad alcune ballerine durante una cerimonia a Istanbul per la fine dell&#8217;anno. Secondo i precetti islamici, a un uomo non e&#8217; permesso guardare donne estranee che danzano e alle donne non e&#8217; consentito di ballare di fronte a uomini estranei. &#8221;Sono accusato di aver partecipato a una festa privata, nonostante si trattasse di una cerimonia culturale ufficiale a Istanbul a cui erano presenti il sindaco della citta&#8217; e il segretario generale dell&#8217;Organizzazione della conferenza islamica&#8221;, si e&#8217; difeso Rahim-Mashaie. Che ha querelato i due parlamentari e respinto con indignazione la loro richiesta di dimissioni: &#8221;La mia posizione e&#8217; la stessa di Ahmadinejad e la migliore difesa da parte del presidente e&#8217; di tenermi come suo vice, dal momento che non ho mai partecipato a una festa danzante in vita mia&#8221;. Rahim-Mashaie ha proseguito la sua difesa ricordando che &#8221;anche prima della rivoluzione islamica del 1979 io recitavo il Corano e mi ero impegnato a rispettare l&#8217;Islam fino alla fine della mia vita&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.iltempo.it/" target="_blank">Fonte: ilTempo.it</a></p>
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		<title>Perché il leader di Teheran ha scritto a Ratzinger</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 20:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La lettera del presidente iraniano Ahmadinejad al Papa era nell’aria da maggio. Se la missiva è stata consegnata ieri è perché Ahmadinejad sta tentando di rompere l’isolamento internazionale. A portare la lettera al Pontefice, in un incontro non programmato, sono stati il ministro degli esteri Manucher Mottaki, il vicepresidente Rahim Mashaei e il deputato cristiano George Vartanian, appartenente alla minoranza armena. La prima causa dell’isolamento dell’Iran è la conferenza sull’Olocausto organizzata dal presidente iraniano a Teheran l’11 e il 12...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/28/perche-leader-teheran-scritto-ratzinger/" title="Read Perché il leader di Teheran ha scritto a Ratzinger">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera del presidente iraniano Ahmadinejad al Papa era nell’aria da maggio. Se la missiva è stata consegnata ieri è perché Ahmadinejad sta tentando di rompere l’isolamento internazionale. A portare la lettera al Pontefice, in un incontro non programmato, sono stati il ministro degli esteri Manucher Mottaki, il vicepresidente Rahim Mashaei e il deputato cristiano George Vartanian, appartenente alla minoranza armena.<br />
La prima causa dell’isolamento dell’Iran è la conferenza sull’Olocausto organizzata dal presidente iraniano a Teheran l’11 e il 12 dicembre. Il raduno dei negazionisti ha suscitato la riprovazione di tutto il mondo. Da parte sua, il Papa ha reagito ricordando che la «Shoah è stata una tragedia spaventosa, dinanzi alla quale non si può restare indifferenti». Ma è ovvio che la conferenza sull’Olocausto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’Occidente ha tollerato, seppur a fatica, i finanziamenti di Teheran a Hamas e Hezbollah, ma non la negazione della Shoah.<br />
E infatti, pochi giorni dopo la conferenza sull’Olocausto, il 23 dicembre il Consiglio dell’ONU ha votato all’unanimità (Russia e Cina incluse) le sanzioni contro Teheran [&#8230;] Il parlamento iraniano ha reagito chiedendo ieri al proprio governo di rimettere in discussione la collaborazione con l’AIEA, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.<br />
Secondo l’agenzia stampa ufficiale iraniana, la delegazione del governo di Ahmadinejad avrebbe chiesto aiuto al Vaticano proprio sul nucleare. Pur confermando l’impegno della Santa Sede per il dialogo e la pace, la diplomazia vaticana ha ricordato che il suo ruolo non è quello di un’autorità politica ma religiosa e morale. Da Teheran un funzionario assicura invece che la lettera non avrebbe contenuti politici [&#8230;]<br />
Preceduta nei mesi scorsi da altre missive indirizzate al presidente americano George W. Bush e alla cancelliera tedesca Angela Merkel, la lettera al Papa è quindi un tentativo di rompere il fronte cristiano ostile all’Iran. Il pretesto è stato dato nei giorni scorsi dal messaggio di Benedetto XVI al presidente iraniano, consegnato dal nunzio apostolico a Teheran, monsignor Angelo Mottola, per la Giornata Mondiale della Pace sul tema «La persona umana, cuore della pace» che ribadisce la centralità del tema della libertà religiosa, il cui mancato rispetto «in alcuni Stati» è definito «un preoccupante sintomo di mancanza di pace nel mondo».<br />
Tra la Repubblica islamica dell’Iran e la Santa Sede vi sono rapporti diplomatici regolari e, a fine ottobre, era stata organizzata una visita dal Papa di Muhammad Khatami, poi sospesa perché l’ex presidente riformatore era più utile in patria, dove ha dato manforte ai suoi nelle elezioni del 15 dicembre, in cui gli iraniani hanno votato per la coalizione di centro-sinistra. Di là dalle spiegazioni ufficiali, sembra che Khatami abbia rimandato l’udienza dal Santo padre all’inizio del 2007 anche in segno di dissenso rispetto alla lectio magistralis di Ratisbona in cui il Papa era stato particolarmente critico nei confronti dell’Islam. Inviando una lettera al Papa prima della visita del riformatore Khatami dal Papa, l’ultraconservatore Ahmadinejad ha voluto rubare la scena all’ex presidente.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=2130&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">Fonte: laStampa.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F28%2Fperche-leader-teheran-scritto-ratzinger%2F&amp;linkname=Perch%C3%A9%20il%20leader%20di%20Teheran%20ha%20scritto%20a%20Ratzinger" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F28%2Fperche-leader-teheran-scritto-ratzinger%2F&amp;linkname=Perch%C3%A9%20il%20leader%20di%20Teheran%20ha%20scritto%20a%20Ratzinger" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F28%2Fperche-leader-teheran-scritto-ratzinger%2F&amp;linkname=Perch%C3%A9%20il%20leader%20di%20Teheran%20ha%20scritto%20a%20Ratzinger" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F28%2Fperche-leader-teheran-scritto-ratzinger%2F&amp;linkname=Perch%C3%A9%20il%20leader%20di%20Teheran%20ha%20scritto%20a%20Ratzinger" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F12%2F28%2Fperche-leader-teheran-scritto-ratzinger%2F&#038;title=Perch%C3%A9%20il%20leader%20di%20Teheran%20ha%20scritto%20a%20Ratzinger" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/12/28/perche-leader-teheran-scritto-ratzinger/" data-a2a-title="Perché il leader di Teheran ha scritto a Ratzinger"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Teheran accresce la segregazione delle donne</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2006/11/18/teheran-accresce-segregazione-delle-donne/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2006 12:57:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il regime iraniano intensifica le misure per separare uomini e donne nei luoghi pubblici, come uffici statali, università, scuole, ospedali e persino nei parchi. L’ultima iniziativa è quella intrapresa da Akbar Abbasi Malesi, capo dell’Amministrazione e finanze dell’Organizzazione per le politiche sociali: ha inviato un memorandum ufficiale ai direttori regionali dell’Organizzazione in tutto il Paese per istruirli su come accelerare “la segregazione sessuale sui posti di lavoro al fine di preservare la cultura islamica”. La denuncia arriva dalla Resistenza iraniana all’estero,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/18/teheran-accresce-segregazione-delle-donne/" title="Read Teheran accresce la segregazione delle donne">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il regime iraniano intensifica le misure per separare uomini e donne nei luoghi pubblici, come uffici statali, università, scuole, ospedali e persino nei parchi. L’ultima iniziativa è quella intrapresa da Akbar Abbasi Malesi, capo dell’Amministrazione e finanze dell’Organizzazione per le politiche sociali: ha inviato un memorandum ufficiale ai direttori regionali dell’Organizzazione in tutto il Paese per istruirli su come accelerare “la segregazione sessuale sui posti di lavoro al fine di preservare la cultura islamica”. La denuncia arriva dalla Resistenza iraniana all’estero, una coalizione di organizzazioni e personalità democratiche emigrate dall’Iran. Allo stesso tempo il quotidiano governativo <em>Khorrasan</em>, ha riferito del progetto di istituire cliniche solo femminili. Secondo fonti del Ministero iraniano della Salute, “il dicastero ha deliberato a favore della costruzione di ospedali elusivamente femminili ancor prima che il progetto fosse approvato dagli altri ministri”. Dal canto suo Mohammad Mohammadian, il rappresentante della Guida suprema Ali Khamenei nelle Università, ha detto che “gli istituti d’istruzione superiore hanno acconsentito all’installazione di telecamere a circuito chiuso, entrate e uscite separate per uomini e donne e al divieto di tenere campi estivi misti”. Alle ultime direttive vanno aggiunti gli strumenti già in uso dal regime, tra cui l’Ufficio anti-vizio, la forza paramilitare Basij, le pattuglie della castità. Sul suo sito web la Resistenza condanna le “misogine politiche dei mullah”, con le quali Teheran “cerca barbaramente di reprimere quella parte di società, che potrebbe alimentare la ribellione al regime”. Le donne, insieme ai giovani, sono l’elemento più attivo della società iraniana. Decine le associazioni e le riviste femminili che, mentre si battono per l’abolizione di leggi che le discriminano, sono un potente elemento di innovazione per tutto il Paese.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.asianews.it/view.php?l=it&#038;art=7784">Fonte: il sito cattolico AsiaNews</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ncr-iran.org/it/content/blogsection/8/69/">Reperibile a questo link i comunicati stampa del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana </a></p>
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