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	<title>unioni-civili &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Milano: bocciato il registro per le coppie di fatto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 10:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessun registro delle unioni di civili, né equiparazione delle coppie gay alla famiglia. Con voto trasversale il Comune ha bocciato ieri la mozione depositata il 25 luglio del 2007 e che dopo oltre dieci mesi di perigliosa navigazione è stata definitivamente affondata. Decisivi i tre voti dell’ex Margherita (Andrea Fanzago, Fabrizio Spirolazzi e Marco Grandelli) i cattolici del Pd che hanno premuto il bottone rosso. «Un modo non adeguato per affrontare il problema &#8211; le parole di Fanzago &#8211; Un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/05/30/milano-bocciato-registro-per-coppie-fatto/" title="Read Milano: bocciato il registro per le coppie di fatto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun registro delle unioni di civili, né equiparazione delle coppie gay alla famiglia. Con voto trasversale il Comune ha bocciato ieri la mozione depositata il 25 luglio del 2007 e che dopo oltre dieci mesi di perigliosa navigazione è stata definitivamente affondata. <strong>Decisivi i tre voti dell’ex Margherita</strong> (Andrea Fanzago, Fabrizio Spirolazzi e Marco Grandelli) i cattolici del Pd che hanno premuto il bottone rosso. «Un modo non adeguato per affrontare il problema &#8211; le parole di Fanzago &#8211; Un registro istituito dal Comune non avrebbe nessun valore giuridico.(&#8230;)</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=265307"><strong>Il lancio è tratto dal sito de Il Giornale</strong></a></p>
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		<title>Milano: mozioni su convivenze e unioni civili al consiglio comunale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 11:16:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sarà battaglia oggi a Palazzo Marino. Dopo numerosi rinvii arrivano infatti in consiglio comunale le «mozioni sulle unioni civili e l&#8217;ordine del giorno sulle convivenze abitative». Ad annunciarlo il presidente Manfredi Palmeri che li ha già posti al primo punto nell&#8217;ordine del giorno dei lavori d&#8217;aula in programma. Il presidente Palmeri ha ricordato che «entrambi i documenti prevedono nel dispositivo un invito a Parlamento e governo a intraprendere iniziative legislative in materia, testimoniando che c&#8217;è attenzione verso questi temi,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/05/29/milano-mozioni-convivenze-unioni-civili-consiglio-comunale/" title="Read Milano: mozioni su convivenze e unioni civili al consiglio comunale">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarà battaglia oggi a Palazzo Marino. Dopo numerosi rinvii arrivano infatti in consiglio comunale le «mozioni sulle unioni civili e l&#8217;ordine del giorno sulle convivenze abitative». Ad annunciarlo il presidente Manfredi Palmeri che li ha già posti al primo punto nell&#8217;ordine del giorno dei lavori d&#8217;aula in programma. Il presidente Palmeri ha ricordato che «entrambi i documenti prevedono nel dispositivo un invito a Parlamento e governo a intraprendere iniziative legislative in materia, testimoniando che c&#8217;è attenzione verso questi temi, sia per la vita della nostra città, sia in un&#8217;ottica nazionale necessariamente in termini normativi». Prevedibili le contrapposizioni che, per una volta, saranno trasversali rispetto agli schieramenti politici. Non è un mistero, infatti, che sia nel centrodestra che nel centrosinistra ci siano posizioni opposte sull&#8217;argomento. «Mi auguro che il confronto cominciato in commissione &#8211; spiega Palmeri &#8211; possa proseguire senza enfatizzare troppo aspetti sterilmente ideologici, semmai quelli valoriali, ma con tutta l&#8217;attenzione a risposte concrete, nell&#8217;interesse della nostra società e dei bisogni dei suoi uomini e delle sue donne». Un auspicio che non sarà probabilmente raccolto. Da ricordare che nell&#8217;ultima seduta la discussione non cominciò nemmeno per la richiesta dell&#8217;ex assessore Aldo Brandirali, cattolico doc di area cielle, che chiese di consentire ai consiglieri la partecipazione alla processione di Pentecoste dietro all&#8217;arcivescovo Dionigi Tettamanzi.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=265054"><strong>L&#8217;articolo è tratto da Il Giornale</strong></a></p>
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		<title>Il registro delle unioni civili spacca (di nuovo) il Pd</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 10:49:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Un registro delle unioni civili al Comune per garantire immediatamente il diritto alla casa delle coppie che convivono. Non una proposta ideologica ma l’applicazione concreta della legge regionale n.12 del 1999 che permette ai conviventi di una persona di vivere nell’alloggio da essa occupato come se facessero parte del suo nucleo familiare». Non aveva neanche finito di indicare una delle priorità del suo programma che Andrea Casu, candidato al consiglio comunale nella lista «Under 30 per Rutelli» riaccende la polemica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/04/registro-delle-unioni-civili-spacca-di-nuovo/" title="Read Il registro delle unioni civili spacca (di nuovo) il Pd">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Un registro delle unioni civili al Comune per garantire immediatamente il diritto alla casa delle coppie che convivono. Non una proposta ideologica ma l’applicazione concreta della legge regionale n.12 del 1999 che permette ai conviventi di una persona di vivere nell’alloggio da essa occupato come se facessero parte del suo nucleo familiare». Non aveva neanche finito di indicare una delle priorità del suo programma che Andrea Casu, candidato al consiglio comunale nella lista «Under 30 per Rutelli» riaccende la polemica sulla questione delle unioni civili. Un tema che era stato già al centro di uno scontro nelle ultime settimane della precedente consiliatura capitolina, tra le forze della sinistra e un’inedita coalizione di partiti composta da Forza Italia, Pd, Alleanza nazionale, Udc e La Destra, che insieme votarono contro la proposta di istituire il registro. Tra i primi a tuonare contro la proposta di Casu, proprio Francesco Rutelli. Il candidato a sindaco del Pd, all’inizio della campagna elettorale aveva più volte sottolineato che l’argomento unioni civili non sarebbe stato inserito nel suo programma, lasciando però intendere che probabilmente si sarebbe comunque svolto un confronto diretto sulla questione tra le forze politiche l’associazionismo e le altre realtà presenti nella Capitale.<br />
«Sulle unioni civili il nostro programma è chiaro», ha precisato Rutelli dopo le dichiarazioni di Casu. Non una parola di più.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=252424"><strong>L&#8217;articolo completo di Giancarla Rondinelli è consultabile sul sito del Giornale </strong></a></p>
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		<title>Irlanda, legge sulle unioni civili</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:39:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima dell&#8217;estate nella repubblica d&#8217;Irlanda, l&#8217;Eire nella lingua ufficiale, entrerà in vigore la legge sulle unioni civili che riconoscerà ufficialmente anche le coppie irlandesi che si sono unite nella vicina Gran Bretagna, secondo la norma detta Civil partnership . Il provvedimento è lo stesso che ha consentito a Sir Elton John di poter &#8220;convolare a nozze&#8221; con il suo compagno Robert Furnish e così è stato anche per il noto europarlamentare Michael Cashman che ha visto riconosciuto il rapporto con...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/12/irlanda-legge-sulle-unioni-civili/" title="Read Irlanda, legge sulle unioni civili">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima dell&#8217;estate nella repubblica d&#8217;Irlanda, l&#8217;Eire nella lingua ufficiale, entrerà in vigore la legge sulle unioni civili che riconoscerà ufficialmente anche le coppie irlandesi che si sono unite nella vicina Gran Bretagna, secondo la norma detta Civil partnership . Il provvedimento è lo stesso che ha consentito a Sir Elton John di poter &#8220;convolare a nozze&#8221; con il suo compagno Robert Furnish e così è stato anche per il noto europarlamentare Michael Cashman che ha visto riconosciuto il rapporto con il suo compagno Paul Cottingham. Un altro Paese europeo dalla forte identità religiosa, soprattutto cattolica, si avvia significativamente verso la legalizzazione delle unioni di fatto, omosessuali ed eterosessuali. Già a metà novembre Brian Lenihan, ministro della giustizia del governo irlandese, aveva dichiarato di voler presentare un disegno di legge entro il 30 marzo 2008 con l&#8217;impegno solenne a farlo diventare legge al più presto. «Sarà un provvedimento che fornirà protezione a tutte le relazioni che si collocano fuori dal matrimonio tradizionale» ha dichiarato Lenihan, rispettando le promesse fatte dalla coalizione di centro sinistra che ha vinto le ultime elezioni. La repubblica dell&#8217;Eire ha, tra i pochi stati al mondo, una presidente donna, Mary MacAleese, al secondo mandato &#8211; che scadrà nel 2011 &#8211; e succeduta a Mary Robinson: al termine della loro staffetta il Paese avrà avuto una guida femminile per ben 21 anni di seguito. L&#8217;altro ieri è giunta anche la notizia che Tel Aviv, la &#8220;città rosa&#8221; israeliana nota per la sua immagine relativamente spensierata, notevolmente laica e con una comunità glbtq molto numerosa, ha deciso di attribuire gli stessi diritti e gli stessi doveri del matrimonio alle coppie lesbiche e a quelle gay unite con il rito ebraico. Lo riferisce il sito italiano gay.tv che informa dell&#8217;istituzione delle cosiddette &#8220;partnership cards&#8221; che verranno assegnate dalla New Family Organization che rappresenta le coppie omosessuali e quelle di religione diversa da quella ebraica che non possono sposarsi nel resto del paese dove l&#8217;unico matrimonio riconosciuto è quello religioso rabbinico. New Family da tempo organizza cerimonie civili alla presenza di un avvocato facendo firmare un apposito registro: le coppie registrate avranno le stesse prerogative delle coppie eterosessuali sposate e avranno lo stesso trattamento tributario. L&#8217;anno scorso la Corte Suprema aveva imposto al governo di riconoscere le coppie omosex sposate all&#8217;estero e gli eventuali figli adottati o nati da precedenti relazioni. A Tel Aviv le unioni civili laiche hanno legittimità fin dal 2004 dopo che vari tribunali hanno riconosciuto il valore sociale e giuridico delle convivenze tutte.<br />
Poco prima di Natale anche un altro governo di centro sinistra europeo ha approvato in Ungheria, preceduta all&#8217;Est da repubblica Ceca e da Slovenia, una legge che garantisce alle coppie dello stesso sesso molti diritti concessi finora solo con il matrimonio eterosessuale. Bisognerà soltanto aspettare l&#8217;anno prossimo affinché entri in vigore il registro delle partnership: la legge prevede la dichiarazione congiunta dei redditi, l&#8217;assistenza sanitaria, la reversibilità della pensione, i diritti di successione ma non consente le adozioni né l&#8217;assunzione del cognome dell&#8217;altro partner. I leader del partito di maggioranza, socialista, hanno dichiarato che questa legge è solo il primo passo verso il riconoscimento dell&#8217;istituto del matrimonio per le diverse unioni: il governo ha un ministro gay dichiarato, Gabor Szetey. Alla vigilia del Pride di Budapest che si è tenuto a luglio, Szetey ha fatto coming out, ha cioè dichiarato il proprio orientamento sessuale davanti una folla di gay e lesbiche in festa. Il gaio ministro ha rivelato la sua convivenza di sei anni con uno chef e ha così spiegato la sua decisione di venire allo scoperto:«L&#8217;ho fatto perché altri possano farlo. L&#8217;onore di un paese sarà vero solo così, la libertà di un paese deve essere anche la libertà dei gay». Quasi nelle stesse ore dell&#8217;Ungheria anche il Congresso dell&#8217;Uruguay, cattolicissimo Paese sudamericano, ha approvato la legge che riconosce come coppie di fatto sia quelle eterosessuali che quelle omosessuali. La Ley de Unión Concubinaria voluta fortemente dal presidente Tabarè Vaquez, approvata in Senato il 18 dicembre non solo con i voti della maggioranza ma anche di una parte dell&#8217;opposizione, dovrebbe essere già in vigore da pochi giorni e prevede l&#8217;apertura di un registro al quale potranno iscriversi le coppie che convivono da almeno cinque anni senza interruzioni. La norma regola anche la fine dell&#8217;unione e obbliga all&#8217;aiuto reciproco per un certo periodo seguente al &#8220;divorzio&#8221;. Entrambi i membri della coppia hanno l&#8217;obbligo di contribuire alle spese necessarie al loro sostentamento sulla base della rispettiva situazione finanziaria. Un vero e proprio record per tutta l&#8217;America Latina poiché finora soltanto i governi locali di Città del Messico e di Buenos Aires hanno legalizzato le unioni tra persone dello stesso sesso.</p>
<p>(Saverio Aversa)</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Mi raccomando, Italia, sempre ultimi. Dài, che forse ce la facciamo anche questa volta, col  santo aiuto del santo padre&#8230;</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=35958&amp;pagina=2&amp;versione=sfogliabile&amp;zoom=no&amp;id_articolo=291619"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
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		<title>Spagna, anche i conservatori chiudono ai vescovi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una mossa a sorpresa che non mancherà di amareggiare i vescovi spagnoli all&#8217;indomani della massiccia manifestazione organizzata a Madrid in favore della famiglia tradizionale (eterosessuale) e contro le misure del governo socialista sul divorzio-rapido, i matrimoni gay e l&#8217;aborto. Il leader del Partido Popular Mariano Rajoy, l&#8217;avversario di Zapatero alle elezioni generali del prossimo 9 marzo, ha dichiarato che in caso di vittoria lascerà intatta la legge sulle nozze omosessuali né toccherà la normativa sulle interruzioni di gravidanza (inalterata dal...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/12/spagna-anche-conservatori-chiudono-vescovi/" title="Read Spagna, anche i conservatori chiudono ai vescovi">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una mossa a sorpresa che non mancherà di amareggiare i vescovi spagnoli all&#8217;indomani della massiccia manifestazione organizzata a Madrid in favore della famiglia tradizionale (eterosessuale) e contro le misure del governo socialista sul divorzio-rapido, i matrimoni gay e l&#8217;aborto. Il leader del Partido Popular Mariano Rajoy, l&#8217;avversario di Zapatero alle elezioni generali del prossimo 9 marzo, ha dichiarato che in caso di vittoria lascerà intatta la legge sulle nozze omosessuali né toccherà la normativa sulle interruzioni di gravidanza (inalterata dal 1985) e sul divorzio express.<br />
Il candidato conservatore, che già aveva perso contro Zapatero nel 2004, si ripresenta con un profilo decisamente &#8220;light&#8221; sulle questioni eticamente sensibili, tanto care al Vaticano. E preferisce attendere il responso dei giudici del Tribunale costituzionale al ricorso presentato dallo stesso Partido Popular contro le unioni tra persone dello stesso sesso: il partito che fu di Aznar chiede che questo tipo di unioni non vengano chiamate &#8220;matrimonio&#8221;, lasciando che l&#8217;etichetta sia utilizzata soltanto per le coppie eterosessuali. Se il tribunale darà torto Rajoy, non ci sarà motivo per i conservatori di abrogare una legge che dal 2005 ha sposato circa 8mila coppie gay.</p>
<p>Nessun cambio di marcia: semplicemente lo scontro elettorale non si basa sui diritti civili, entrati prepotentemente nell&#8217;agenda politica soltanto dopo la manifestazione dei cattolici a Madrid il 30 dicembre.<br />
Pur essendo cattolico praticante e a favore delle politiche per la famiglia &#8211; tanto da aver promesso un ministero della Famiglia e importanti concessioni economiche ai nuclei famigliari &#8211; Rajoy decise di non partecipare alla mobilitazione. Invano, per il momento, la piattaforma ultracattolica Hazteoir , attivissima nel web, spedisce migliaia di e.mail al candidato del Pp chiedendo l&#8217;abrogazione del matrimonio omosessuale in cambio del voto.<br />
Nel sito del Partido Popular, colorato di un blu puffo e ricco di pulsanti fosforescenti come un cartone animato, le promesse della campagna elettorale sono ben altre: alzare le pensioni, abbassare le tasse e modificare la legge sull&#8217;immigrazione per impedire l&#8217;arrivo dei clandestini. Di aborto o di divorzio nemmeno l&#8217;ombra.<br />
I conservatori hanno capito che a nulla vale combattere Zapatero sul terreno dei diritti civili, con il rischio di un clamoroso autogol. Molto più efficace, invece, colpire il premier socialista sul vero, grande fallimento dell&#8217;intera legislazione: la fine del dialogo con l&#8217;Eta e la ripresa della violenza basca. Oppure sulla concessione delle ampie autonomie al governo regionale della Catalunya, vero grattacapo per i nazionalisti che vogliono una Spagna unita sotto la monarchia.<br />
E dopo Zapatero, tocca alla battagliera vicepresidenta Marìa Teresa Fernàndez de la Vega rimandare al mittente le accuse dei vescovi: questa società, ha dichiarato ieri al Congreso durante una audizione, «non ha bisogno di tutele morali, e nemmeno ne ha bisogno il suo governo». Non è tollerabile per De la Vega che le gerarchie ecclesiastiche «manchino di rispetto al governo e al parlamento».<br />
Prima che scoppiasse la diatriba con il Vaticano, i socialisti avevano espunto dal programma elettorale l&#8217;ampliamento della legge sull&#8217;aborto e il diritto all&#8217;eutanasia. Una mossa per riconquistare parte dell&#8217;elettorato cattolico e i moderati, nonostante la legge spagnola sulle interruzioni di gravidanza sia tra le più arretrate d&#8217;Europa in quanto prevede una lunga procedura burocratica e gravi motivazioni.<br />
Le donne spagnole abortiscono principalmente nelle cliniche private poiché nelle strutture pubbliche l&#8217;obiezione di coscienza raggiunge percentuali bulgare. E sono state proprio le cliniche private a scioperare nei giorni scorsi, con la richiesta di adeguare la legislazione al resto dell&#8217;Unione Europea. Nei mesi scorsi numerosi medici sono finiti tra le maglie della giustizia con il sospetto di aver permesso aborti facili.</p>
<p>(Laura Eduati)</p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://liberazione.it"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
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		<title>Unioni civili: il giorno della verità!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:08:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnaliamo un pezzo riassuntivo sull&#8217;ormai famigerata questione della bocciatura del registro unioni civili a Roma, curato da Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma. Per rinfrescarci la memoria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Segnaliamo un <a href="http://uaarroma.altervista.org/circolo/17dicembre2007.php">pezzo riassuntivo</a> sull&#8217;ormai famigerata questione della bocciatura del registro unioni civili a Roma, curato da Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma.</em> <em>Per rinfrescarci la memoria.</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&#038;title=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/" data-a2a-title="Unioni civili: il giorno della verità!"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Diritti civili nell&#8217;era di Veltroni. La sinistra non si arrende</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 08:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo strappo del Campidoglio veltroniano con la &#8220;Roma reale&#8221;, con la città laica e dei movimenti, è destinato ad avere effetti al di là della battaglia d&#8217;Aula che, lunedì, ha bocciato tutto ciò che c&#8217;era in discussione: tanto le due delibere per l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili, quanto gli ordini del giorno del Pd e delle destre. Gli uni scaraventavano la palla in tribuna chiedendo a questo Parlamento di trovare la quadra di una legge. Gli altri, dopo aver...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/22/diritti-civili-nellera-veltroni-sinistra-non-arrende/" title="Read Diritti civili nell&#8217;era di Veltroni. La sinistra non si arrende">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo strappo del Campidoglio veltroniano con la &#8220;Roma reale&#8221;, con la città laica e dei movimenti, è destinato ad avere effetti al di là della battaglia d&#8217;Aula che, lunedì, ha bocciato tutto ciò che c&#8217;era in discussione: tanto le due delibere per l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili, quanto gli ordini del giorno del Pd e delle destre. Gli uni scaraventavano la palla in tribuna chiedendo a questo Parlamento di trovare la quadra di una legge. Gli altri, dopo aver convinto due possibili dissidenti a starsene a casa, ripetevano la solfa sulla famiglia eterosessuale, sposata, sacra. Il ricatto vaticano era stato stringente. O così o addio appoggio alle imminenti provinciali.<br />
Il giorno successivo socialisti e radicali avevano brandito l&#8217;arma referendaria forti della velocità con cui sono state raccolte, sei mesi fa, le firme necessarie alla presentazione della delibera di iniziativa popolare per il registro agognato. Poi è venuto lo strappo del Mario Mieli, il circolo di cultura omosessuale che sta per compiere un quarto di secolo in una città molto diversa da quella che lo vide nascere. Il circolo, promotore del Pride e delle serate di Mucca assassina che non poco hanno contribuito a mutare il senso comune della città reale, s&#8217;è sfilato, sbattendo la porta, dalla consulta delle associazioni Glbtq del Campidoglio, uno dei tanti tavoli concessi da Veltroni dove si simula la partecipazione perché non esistono strumenti reali a loro disposizione. E&#8217; un altro addio al modello Roma che era stato sperato come governo di una città plurale e «avvolgente».<br />
Ieri mattina, intanto, si sono rivisti i capigruppo della Sinistra/arcobaleno del Campidoglio per discutere anche della tensione sui diritti civili che sembra materializzarsi all&#8217;indomani della bocciatura in Aula. E dell&#8217;eventualità di giocare la carta referendaria.<br />
Adriana Spera, capogruppo del Prc, fu tra le centinaia di attivisti che raccolsero le 50mila firme necessarie per i referendum contro le privatizzazioni di Acea e Centrale del latte volute nella seconda metà degli anni Novanta dall&#8217;allora sindaco Rutelli. Quell&#8217;esperienza insegna che le insidie sono altrove. Non stanno nella raccolta delle prime cento firme per la presentazione del quesito, né, necessariamente, nella raccolta delle 50mila necessarie all&#8217;indizione. Però potrebbero sorgere complicazioni quando il quesito dovesse passare al vaglio della commissione composta da tre docenti universitari. Saranno sopra le parti? si domanda la capogruppo di Rifondazione. Ma, soprattutto, ci sarà un problema di comunicazone. Quando si trattò di quei referendum votarono in pochi e fu decisivo lo zoccolo duro della Quercia. E vinsero per mille voti di scarto i Sì. Ma votarono meno dei firmatari del referendum. E non c&#8217;era il mago delle comunicazioni, Veltroni, capace di mobilitare i capiredattori. Si dice che sia efficace, questo suo rapporto con la stampa, non solo per parlare lui ma anche per non far parlare chi lo ostacola. Si dice anche che rivendichi questa sua capacità. I maggiori quotidiani capitolini, è innegabile, hanno tutti interessi legati all&#8217;urbanistica, sono di proprietà di palazzinari e le redazioni della cronaca sono inzeppate di precari: una miscela velenosa per la possibilità di un&#8217;informazione. E chi non ha bisogno di concessioni edilizie, dicono i maligni che potrebbe accontentarsi di notizie in esclusiva. E&#8217; necessario fare nomi? Basta sfogliare i giornali d'&#8221;opposizione&#8221; per un&#8217;indigestione di cronaca mordace ma che si guarda bene dal disturbare il manovratore.<br />
E poi, spiegano a Sinistra, «un referendum sarebbe meglio se lo indicessero i movimenti, la Roma reale, insomma», dice ancora Adriana Spera, con cui i partner della Cosa rossa vogliono arrivare presto a una «consultazione ampia». «Non ci possiamo fermare &#8211; conferma il capogruppo di Sd, Roberto Giulioli &#8211; non possiamo arrenderci all&#8217;idea che quel consigllio comunale, con la sua maggioranza trasversale reazionaria, rappresenti la città. Giusto utilizzare tutti gli strumenti, tra cui il referendum consultivo sulla delibera Garavaglia». Ossia sul testo scritto dalla vice sindaco, condiviso da tutti nell&#8217;Unione, fuorché dall&#8217;Udeur, finché non è iniziato il pressing vaticano. Anche per Giulioli, i partiti devono «dare una mano ma la spinta dovrà arrivare dalla società civile». Il comitato promotore dovrà essere composto da uomini e donne del «centrosinistra largo», cioè anche da chi, nel Pd, soffre per il deficit di laicità.</p>
<p><a href="http://liberazione.it"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
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		<title>Arcigay a Veltroni: &#8220;Al Pd manca l&#8217;alfabeto dei diritti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 08:19:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Walter, abbiamo letto su la Repubblica la tua replica &#8220;i diritti civili in cui crede il Pd&#8221; all&#8217;articolo di Miriam Mafai &#8220;la prima sconfitta del Pd&#8221; e, ci pare di capire che nella nuova formazione politica sulla laicità e i diritti civili regni sovrana la confusione. Vedi caro Sindaco della Capitale e Segretario del più grande partito del centro sinistra, al riformismo italiano che tu intendi rappresentare manca un codice valoriale e civile che sappia interpretare correttamente la società...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/22/arcigay-veltroni-al-manca-lalfabeto-dei-diritti/" title="Read Arcigay a Veltroni: &#8220;Al Pd manca l&#8217;alfabeto dei diritti&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Walter,<br />
abbiamo letto su la Repubblica la tua replica &#8220;i diritti civili in cui crede il Pd&#8221; all&#8217;articolo di Miriam Mafai &#8220;la prima sconfitta del Pd&#8221; e, ci pare di capire che nella nuova formazione politica sulla laicità e i diritti civili regni sovrana la confusione. Vedi caro Sindaco della Capitale e Segretario del più grande partito del centro sinistra, al riformismo italiano che tu intendi rappresentare manca un codice valoriale e civile che sappia interpretare correttamente la società moderna. Quando tu parli di questioni che attengono alla coscienza, fai riferimento a prese di posizioni che sono emerse in questi giorni soprattutto tra i cattolici Tonini, Binetti e alcuni atei attenti come D&#8217;Alema e Chiti, che in qualsiasi paese d&#8217;Europa non potrebbero essere interne né nei partiti socialisti e socialdemocratici, né nei partiti liberali, né in alcuni grandi partiti conservatori. E&#8217; inutile girarci intorno, perché la bocciatura del Registro delle Unioni Civili si collega ad una escalation da parte del vostro partito contro la cittadinanza lgbt (che non dovrebbe suscitare questioni di coscienza, e invece viene definita malata da tuoi eletti, rispetto a cui non abbiamo letto alcuna tua presa di distanza) cadenzata dalle bislacche dichiarazioni di D&#8217;Alema contro il matrimonio gay e le adozioni (non era necessaria la replica di Chiti, abbiamo capito che non volete alcuna parificazione dei diritti civili), dal pasticcio indecoroso andato in scena al Senato sull&#8217;ormai defunto decreto sicurezza, fino al pilatesco ordine del giorno presentato dal PD in Consiglio Comunale di Roma, su cui il tuo capogruppo non ha voluto operare una reale mediazione. Bisogna che il popolo romano ed italiano sappiano, che l&#8217;ordine del giorno del PD conteneva in un linguaggio coerente con il miglior democristianese, blandi auspici rispetto a diritti individuali civili imprecisati, auspicava una legge in materia, senza pronunciare quale fosse la materia. La Sinistra, davanti agli occhi increduli del sottoscritto e d&#8217;altri esponenti del movimento, ha proposto un&#8217;aggiunta che citava le parole &#8220;forme di convivenza&#8221; e &#8220;un provvedimento per le unioni solidali&#8221;. Queste parole blasfeme e incitative di un disordine morale dilagante, eticamente insensibile, sono state recisamente respinte.<br />
Caro Walter ma di cosa stiamo parlando? Come omosessuali italiani, sappiamo quali sono le attività che il Comune di Roma finanzia, i patrocini che riconosce, i gesti simbolici (vedi che sono necessari anche quelli?) pubblici che sono stati decisi.<br />
Ma il tema è sempre lo stesso: ritenete che oltre un certo confine non si possa andare. Il confine è quello etico, delle coscienze, della sensibilità religiosa. E&#8217; un assunto valoriale tipico del cattolicesimo nemmeno reazionario: come persone, specificità di percorsi, sensibilità che si esprimono, anche gli omosessuali sono degni del nostro interesse e vicinanza.<br />
Ma quando dal bisogno si passa al diritto le cose cambiano, qui nasce una cesura, che evidentemente il PD non riesce nella sua infanzia a superare: al bisogno si risponde con gli strumenti dell&#8217;assistenza, della pietas, delle culture solidali, al diritto si risponde la legge, la certezza della cittadinanza, l&#8217;assunzione della responsabilità civile.<br />
Per questo caro Walter, oltre a riconoscerti meriti, non possiamo negare che il vostro attuale approccio alle nostre vite ed idee è oggettivamente ostile. Lo sai, parliamo di persone in carne ed ossa, di percorsi di felicità e altri più complicati, parliamo di vita, che non possiamo mediare per alcuna ragione di coalizione o partito.<br />
Ah in ultimo, quale ulteriore arretramento ci dobbiamo attendere, dopo che i Pacs sono stati uccisi, i Dico (per fortuna) sepolti, i Cus insabbiati, le norme anti discriminazione cancellate? Qualche risposta sarebbe gradita.<br />
Con stima</p>
<p><strong>Aurelio Mancuso<br />
</strong>Presidente nazionale Arcigay</p>
<p><a href="http://liberazione.it/"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
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		<title>Il comitato promotore sulla bocciatura del registro unioni civili a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 07:53:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A ROMA LA LAICITA&#8217; E&#8217; MORTA &#8211; Il Comitato Promotore della Raccolta firme per l&#8217;istituzione di un Registro delle Unioni Civili al Comune di Roma prende con rammarico atto del voto negativo del consiglio Comunale. Una sconfitta pesante non solo per noi ma per tutta Roma, per il Paese e per le sue istituzioni laiche e democratiche che, ancora una volta hanno perso un&#8217;occasione per dimostrare autonomia e vicinanza alle richieste e alle aspettative dei cittadini. Con il voto di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/20/comitato-promotore-sulla-bocciatura-del-registro-unioni-civili-roma/" title="Read Il comitato promotore sulla bocciatura del registro unioni civili a Roma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A ROMA LA LAICITA&#8217; E&#8217; MORTA &#8211; Il Comitato Promotore della Raccolta firme per  l&#8217;istituzione di un Registro delle Unioni Civili al Comune di Roma prende con  rammarico atto del voto negativo del consiglio Comunale. Una sconfitta pesante  non solo per noi ma per tutta Roma, per il Paese e per le sue istituzioni laiche  e democratiche che, ancora una volta hanno perso un&#8217;occasione per dimostrare  autonomia e vicinanza alle richieste e alle aspettative dei cittadini. Con il  voto di oggi la Laicità a Roma è morta. Per parte nostra siamo orgogliosi e  soddisfatti di aver portato al centro del confronto politico una questione  fondamentale per la qualità civile e democratica della convivenza nella nostra  città partendo dal basso, con metodi di democrazia diffusa e diretta; e di aver  costretto ad un voto, dopo 15 anni di amministrazione di centro-sinistra a Roma,  il Consiglio e i consiglieri. Ognuno ha avuto modo di assumersi in prima persona  le proprie responsabilità e di mostrare con un atto concreto decisionale la sua  posizione di fronte ai cittadini. Un momento di chiarezza a questo punto  irrinunciabile per tutti i laici, omosessuali, bisessuali e trans del nostro  Paese. Appare chiaro e limpido a tutti che la bocciatura della delibera,  scontato il voto negativo delle forze del centro-destra è da attribuirsi al PD.  Una forza che sulle questioni di laicità e diritti civili appare sempre più  appiattita sulle posizioni clericali delle sue componenti interne integraliste e  reazionarie, vicina ai potenti delle gerarchie vaticane e lontana dai cittadini  più deboli e discriminati. Un partito senza coraggio che ha preferito preservare  i suoi equilibri interni piuttosto che ascoltare le istanze della società  civile, dimostrando capacità di dialogo e di apertura. Se ancora esistono dei  laici in quel partito hanno perso l&#8217;ennesima occasione per battere un colpo e  per dimostrare a tutti noi se privilegiano coerenza e rispetto dei diritti  all&#8217;attaccamento a una seggiola. In tutta la vicenda il peso del sindaco, e  leader del PD, Veltroni è stata assolutamente negativo. Il suo intervento,  sponsorizzato da Avvenire e dal cardinal Bertone ha segnato l&#8217;irrigidimento su  una posizione inaccettabile di assoluta chiusura, dimostrata anche dalla  indisponibilità del sindaco ad incontraci come comitato per capire con noi le  nostre richieste e istanze. Appare logico che per tutte le associazioni glbt è  importante ripartire dai nostri vissuti e dal raggiungimento di pari dignità e  diritti per tutte le cittadine e i cittadini senza che qualcuno possa apporvi  dei veti dall&#8217;esterno. Noi non ci rassegniamo e proseguiremo il nostro impegno e  la nostra lotta nella città a fianco dei cittadini e nelle istituzioni laddove  si aprono varchi di agibilità. Oggi i cittadini romani hanno dimostrato di  essere più avanti delle istituzioni questo ci rafforza nella determinazione e ci  incoraggia nel perseguimento dei nostri obiettivi : Parità, Dignità, Laicità.</p>
<p>(Comitato Promotore Raccolta Firme per il Registro delle Unioni Civili a  Roma : Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, DiGayProject, Gruppo Pesce  Roma, Circolo UAAR di Roma, Rosa Arcobaleno, GayLib, Associazione Radicali Roma,  FGS Roma).</p>
<p><em>Sarò polemico, ma io di partiti di quella sinistra laica &#8211; che hanno tappezzato Roma di manifesti solo alla fine della fiera &#8211; non ne vedo, nel comitato promotore.</em></p>
<p><a href="//www.uaar.it/roma "><strong>Fonte: UAAR Roma</strong></a></p>
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		<title>Unioni civili a Roma, e se si facesse un referendum?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 07:43:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il giorno dopo l&#8217; Osservatore romano , house organ di oltre Tevere, fa il &#8220;vago&#8221;, come si dice al di qua del Tevere: sei righe nella rubrica delle notizie dal modo per dire della bocciatura in Campidoglio del registro delle Unioni civili. Nella Roma reale, quella dei movimenti, della società civile, «la vera sconfitta», dice la capogruppo Prc Adriana Spera, dalla tenzone dell&#8217;Aula Giulio Cesare, si riflette, al contrario, sulla «brusca battuta d&#8217;arresto nel dialogo sui diritti». Il Circolo di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/20/unioni-civili-roma-facesse-referendum/" title="Read Unioni civili a Roma, e se si facesse un referendum?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo l&#8217; Osservatore romano , house organ di oltre Tevere, fa il &#8220;vago&#8221;, come si dice al di qua del Tevere: sei righe nella rubrica delle notizie dal modo per dire della bocciatura in Campidoglio del registro delle Unioni civili.<br />
Nella Roma reale, quella dei movimenti, della società civile, «la vera sconfitta», dice la capogruppo Prc Adriana Spera, dalla tenzone dell&#8217;Aula Giulio Cesare, si riflette, al contrario, sulla «brusca battuta d&#8217;arresto nel dialogo sui diritti». Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli denuncia la convergenza del Pd e delle destre nella bocciatura di una delibera di iniziativa popolare che, in meno della metà del tempo, aveva raccolto oltre il doppio, diecimila e passa, delle firme necessarie: Pd tutto appiattito sulle posizioni vaticane, il pressing era iniziato alla vigilia del summit Veltroni-Bertone, capo del governo del papa ed è riuscito a sabotare l&#8217;iter delle delibere sul registro delle unioni civili. «Una pessima prova che lascia ben poche speranze anche sul dibattito nazionale», dichiara Rossana Praitano, presidente dello storico circolo romano. Stesso cruccio per Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, allarmato dalle esternazioni di Chiti e D&#8217;Alema contro matrimoni gay e adozioni, dalla diserzione di Veltroni, dalla trasformazione politica-genetica dei democrat: «Se negli anni &#8217;70 ci fosse stato il Pd, conquiste come divorzio, diritto di famiglia, interruzione volontaria di gravidanza non sarebbero divenute realtà».<br />
Tra i gay che orbitano nel Pd spicca Paola Concia, ex portavoce di Gayleft, vicina ai ds, che accusa gli ideologismi della sinistra per il naufragio dei diritti avvenuto in Campidoglio. Si tratta di «inaccettabili equilibrismi verbali costruiti sulla nostra pelle a solo onore e vantaggio di equilibri di partito», lamenta Praitano. E Pino Battaglia, capogruppo capitolino del Pd, sembra un equilibrista appena sceso dal filo: lui dice di aver combattuto tra opposti integralismi &#8211; laici della sinistra e cattolici della destra &#8211; e rivendica l&#8217;ordine del giorno che spediva la questione al Parlamento senza neppure il coraggio di nominare la questione. Al posto della dicitura «comunioni di vita» era stata infilata, dagli estemisti di centro, quella ancora più vaga di «realtà di vita comune». Ma Battaglia insiste a considerare quel pezzo di carta come base di una discussione sui diritti civili che giura di voler proseguire. Le critiche da sinistra? Robaccia di chi pensa solo a indebolire Veltroni e il Pd. Da Palazzo Madama, la capogruppo Finocchiaro giura che resta un nodo ma non si sbilancia. Solo Rifondazione pare offrire un ponte alla discussione pur notando che l&#8217;arroganza del Pd e l&#8217;assenza vistosa di sindaco e vice, Garavaglia, hanno determinato anche la prima sconfitta politica di Veltroni in Campidoglio. Oltre alle delibere, a essere bocciato è toccato anche all&#8217;odg debolissimo con cui il Pd romano voleva lavarsi mani e coscienza. Massimiliano Smeriglio, deputato e segretario cittadino del Prc, non nasconde la sua delusione per il naufragio di una delibera che ricalcava esperienze già in corso in almeno una settantina di città.<br />
Socialisti e radicali tornano alla carica e faranno partire il 15 gennaio la raccolta di firme per un referendum cittadino (senza quorum) sul tema. 50mila firme da raccogliere in tre mesi. Boselli chiama a Montecitorio lo stato maggiore del Partito socialista e dà l&#8217;annuncio: si potrebbe votare in contemporanea con le provinciali, in primavera. «A dire che a Roma il registro è inutile e che il Parlamento sta per arrivare a una legge sono gli stessi che voteranno contro anche lì», avverte il leader socialista. «Non prendiamoci in giro &#8211; dice anche Franco Grillini, deputato Ps ed ex leader di Arcigay &#8211; il Pd è nato sacrificando la laicità». Bisogna valutare le forze, dicono all&#8217;Arcigay e a sinistra, ma le reti hanno iniziato a pensarci. Sicuramente ci sarà una manifestazione intorno al 15 marzo, una manifestazione nazionale all&#8217;insegna di Libero amore in libero Stato. Per le associazione Glbtq si preannunciano vacanze di intenso lavoro.<br />
«Il Pd sceglie l&#8217;integralismo vaticano», dice anche Nando Simeone, consigliere provinciale appena uscito dal Prc, annunciando un ordine del giorno a Palazzo Valentini per impegnare la Provincia a promuovere nei comuni del territorio l&#8217;istituzione di registri delle unioni civili. «Neanche durante le giunte della Dc &#8211; dicono i verdi &#8211; s&#8217;era visto un atteggiamento così ideologico, bigotto, indegno e mortificante». L&#8217;Udc lo chiama «buon senso» e Volonté si compiace che abbia prevalso sulle pressioni delle lobby omosessuali. Gongola la casa delle libertà che canta (la voce è quella dell&#8217;ex soubrette Mara Carfagna), coi moderati dell&#8217;Unione, il de profundis dei Cus, i contratti di unione solidale in discussione in Parlamento, e affonda il dito sulla piaga di una coalizione incapace di autosufficienza nemmeno a livello locale. L&#8217;omofobica An se la prende con l&#8217;Ater che si appresta ad affittare un locale all&#8217;Arcigay. Gli acuti statisti finiani sono persuasi che si tratti di un risarcimento per la mancata approvazione della delibera.<br />
E Veltroni? Da sindaco inaugura asili, consegna diplomi, festeggia il basket. Da leader Pd dialoga sulle riforme, esterna su sicurezza, pena di morte, va alle fiaccolate sulle morti bianche. Ma sull&#8217;assenza del giorno prima e sulla dignità delle persone glbtq neanche una parola.</p>
<p><em>Sempre a pg. 7 dell&#8217;edizione consultabile oggi on-line, una perla di catto-omofobia (e da che pulpito): &#8220;Mons. Sgreccia: i gay vanno curati&#8221;. </em></p>
<p><a href="http://liberazione.it/"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
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