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	<title>valori &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Vaticano insiste sui &#8220;valori&#8221; dopo bocciatura irlandese del trattato Ue</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La bocciatura irlandese del trattato di Lisbona dimostra che nel progetto europeo non basta più &#8220;una vuota retorica dei valori&#8221;, secondo mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d&#8217;Europa, che in un&#8217;intervista a &#8216;Radio vaticana&#8217; sostiene che &#8220;l&#8217;Europa deve ritrovare i suoi fondamenti, le sue radici, il fondamento dei valori&#8221;. &#8220;Oggi non basta una vuota retorica dei valori&#8221;, afferma il presule. &#8220;Io credo che se fosse chiaro che l&#8217;Europa si sta attrezzando per il tema della fame,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/16/vaticano-insiste-sui-valori-dopo-bocciatura-irlandese-del-trattato/" title="Read Vaticano insiste sui &#8220;valori&#8221; dopo bocciatura irlandese del trattato Ue">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La bocciatura irlandese del trattato di Lisbona dimostra che nel progetto europeo non basta più &#8220;una vuota retorica dei valori&#8221;, secondo mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d&#8217;Europa, che in un&#8217;intervista a &#8216;Radio vaticana&#8217; sostiene che &#8220;l&#8217;Europa deve ritrovare i suoi fondamenti, le sue radici, il fondamento dei valori&#8221;.   &#8220;Oggi non basta una vuota retorica dei valori&#8221;, afferma il presule. &#8220;Io credo che se fosse chiaro che l&#8217;Europa si sta attrezzando per il tema della fame, per il tema dell&#8217;ambiente, per il tema della pace, sarebbe certamente un&#8217;Europa seguita dai popoli, seguita dai giovani e per la quale merita essere dei protagonisti&#8221;. Tra i grandi temi che secondo il vescovo l&#8217;Europa dovrebbe riscoprire ci sono &#8220;quelli etici, che vanno dal tema della vita umana e quindi dalla sua nascita alla sua crescita, alla sua educazione, alla sua fine, ai temi della famiglia; ma ancora i temi morali come la giustizia, la pace e l&#8217;ambiente&#8221;.   &#8220;La Chiesa &#8211; sottolinea mons. Giordano &#8211; guarda con molto interesse a tutto ciò che può contribuire ad una maggiore stabilità ed unità dell&#8217;Europa, per meglio contribuire anche al resto del mondo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.apcom.net/news/rss/20080615_150700_1c590a0_41466.html"><strong>Il lancio è tratto dal sito dell&#8217;APCom</strong></a></p>
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		<title>&#8220;Famiglia Cristiana&#8221; striglia Berlusconi sui &#8220;valori&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 11:51:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Berlusconi, reo di aver affermato che il suo partito è &#8220;monarchico&#8221; per alcuni aspetti, ma anche &#8220;anarchico&#8221; &#8211; dato che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica poichè lascia libertà di coscienza dei singoli &#8211; viene bacchettato da &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;. ROMA &#8211; &#8220;Il primato del fare e l&#8217;anarchia dei valori&#8221; alla base della politica di Berlusconi non piacciono a Famiglia cristiana che questa settimana mette il Cavaliere sul banco degli accusati dopo aver &#8220;espresso preoccupazioni&#8221; per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/05/famiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori/" title="Read &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; striglia Berlusconi sui &#8220;valori&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Berlusconi, reo di aver affermato che il suo     partito è &#8220;monarchico&#8221; per alcuni aspetti, ma anche &#8220;anarchico&#8221; &#8211; dato che non ha una posizione ufficiale     su molti temi di rilevanza etica poichè lascia libertà di     coscienza dei singoli &#8211; viene bacchettato da <a href="http://sanpaolo.org/fc/0810fc/0810fc03.htm"><strong>&#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</strong></a>.</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; &#8220;Il primato del fare e l&#8217;anarchia dei valori&#8221; alla base della politica di Berlusconi non piacciono a Famiglia cristiana che questa settimana mette il Cavaliere sul banco degli accusati dopo aver &#8220;espresso preoccupazioni&#8221; per i &#8220;pasticci in salsa pannelliana&#8221; nel Pd di Veltroni. La &#8220;trappola&#8221; in cui il settimanale dei Paolini non vuole cadere è &#8220;una geopolitica dei valori&#8221;, quindi stavolta tocca a Berlusconi e l&#8217;attacco è particolarmente duro.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-8/famiglia-cristiana/famiglia-cristiana.html"><strong>L&#8217;articolo completo di Gianluca Luzi è consultabile sul sito di Repubblica</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F05%2Ffamiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori%2F&amp;linkname=%E2%80%9CFamiglia%20Cristiana%E2%80%9D%20striglia%20Berlusconi%20sui%20%E2%80%9Cvalori%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F05%2Ffamiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori%2F&amp;linkname=%E2%80%9CFamiglia%20Cristiana%E2%80%9D%20striglia%20Berlusconi%20sui%20%E2%80%9Cvalori%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F05%2Ffamiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori%2F&amp;linkname=%E2%80%9CFamiglia%20Cristiana%E2%80%9D%20striglia%20Berlusconi%20sui%20%E2%80%9Cvalori%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F05%2Ffamiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori%2F&amp;linkname=%E2%80%9CFamiglia%20Cristiana%E2%80%9D%20striglia%20Berlusconi%20sui%20%E2%80%9Cvalori%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F05%2Ffamiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori%2F&#038;title=%E2%80%9CFamiglia%20Cristiana%E2%80%9D%20striglia%20Berlusconi%20sui%20%E2%80%9Cvalori%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/05/famiglia-cristiana-striglia-berlusconi-sui-valori/" data-a2a-title="“Famiglia Cristiana” striglia Berlusconi sui “valori”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cosa insegneremo ai Bambini?</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/06/cosa-insegneremo-bambini-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 10:47:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scuola italiana si è ormai scissa in due realtà contrapposte. Da un lato, raccoglie bocciature da tutti gli enti di valutazione internazionali. Fatto anche più grave, le bocciature si fanno via via più pesanti mano a mano che dalle medie si passa alle superiori e poi all&#8217;università. Il risultato netto è che i nostri figli sapranno le tabelline a memoria ma non saranno mai in grado di trovarsi un lavoro decente. Dall&#8217;altro lato, gli organismi di valutazione internazionale riconoscono...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/06/cosa-insegneremo-bambini-2/" title="Read Cosa insegneremo ai Bambini?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">La scuola italiana si è ormai scissa in due realtà contrapposte. Da un lato, raccoglie bocciature da tutti gli enti di valutazione internazionali. Fatto anche più grave, le bocciature si fanno via via più pesanti mano a mano che dalle medie si passa alle superiori e poi all&#8217;università. Il risultato netto è che i nostri figli sapranno le tabelline a memoria ma non saranno mai in grado di trovarsi un lavoro decente. Dall&#8217;altro lato, gli organismi di valutazione internazionale riconoscono all&#8217;Italia ben sei centri di eccellenza, chiaramente in grado di servire solo una esigua minoranza degli studenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In buona sostanza, chi è in grado di pagare si limita a mandare i propri figli nelle scuole “giuste”, siano esse in Italia o all&#8217;estero, e gli altri si rassegnagno a restare i perdenti che sono. <em>C&#8217;est le Capitalism&#8230;</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Di fronte a questa situazione, quasi ogni anno, la nostra nazione è chiamata a decidere cosa deve essere insegnato ai nostri figli e come. Forse vale la pena fare qualche riflessione su questo tema.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Insegnamento della Religione Cattolica</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Grazie ad un trattato, firmato <em>a nostro nome</em> da Benito Mussolini prima (!) e da Bettino Craxi dopo (!!), noi tutti, Atei e Credenti, siamo tenuti, per legge, a rendere possibile ed a <em>finanziare economicamente</em> l&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole dell&#8217;obbligo (!!!).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Vi prego di notare che si tratta dell&#8217;insegnamento della <em>sola</em> religione cattolica, non “della religione” in senso lato o di un&#8217;altra cosa. Si tratta quindi della più spudorata ed arbitraria azione di indottrinamento religioso che nessun paese occidentale abbia mai messo in atto ai danni di giovani innocenti. Cose simili non si verificano da nessun&#8217;altra parte, tranne che in alcuni paesi islamici (ma non in tutti).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Fatto ancora più grave, questa vergognosa azione di indottrinamento viene pagata dallo stato italiano con le nostre tasse (circa un miliardo di euro l&#8217;anno) ma viene gestita dalla Chiesa Cattolica. La nomina dei docenti dipende infatti da un apposito “nulla osta” rilasciato dal vescovo  o dalla competente autorità ecclesiastica locale. Nel caso che venisse a mancare questo nulla osta, un docente di ruolo di religione non può essere licenziato. Viene mantenuto dallo stato italiano a non fare nulla!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Prima di ogni altra cosa, l&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica è una violenza “culturale” e psicologica nei confronti dei minori. Subito dopo, è un lusso che un paese povero come il nostro non può più permettersi da almeno 30 anni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il giorno che qualche governo si deciderà a rivedere (od abolire) il concordato ed a abolire questo abominio, sarà sempre troppo tardi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Storia delle Religioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Una religione può avere alle spalle una storia assolutamente cristallina ma essere ugualmente pericolosa sul piano sociale e filosofico. Cosa pensare, ad esempio,  di molte nuove sette che sono ancora troppo giovani per avere commesso i loro (forse inevitabili) misfatti ma che predicano comunque una sottile forma di razzismo o di elitarismo? Una religione può avere una storia interessante ma essere ormai irrilevante, per molte ragioni. Cosa pensare, ad esempio, dell&#8217;antico culto della Dea della Fertilità africana?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Insegnare la Storia delle Religioni, invece delle Religioni in quanto tali, fornisce certamente una prospettiva più equilibrata e più ampia ma non risolve il problema di fondo: valutare e capire il senso della Religione, in senso lato, e delle singole Religioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Analisi Comparativa delle Religioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo problema può essere risolto attraverso l&#8217;insegnamento comparativo delle Religioni. “In fatto di masturbazione la Chiesa Cattolica sostiene questo mentre il Buddismo tantrico sostiene quest&#8217;altro.”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Efficace, certo. Ma è anche utile?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Servirebbe a qualcosa far perdere una o più ore di lezione ai nostri giovani per indagare su quesi temi? Ad un essere umano ancora “neutro” e “vergine” dovrebbe davvero interessare qualcosa di ciò che pensa questa o quella religione di questo o quel tema?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non sarebbe invece più utile fornire ai giovani le conoscenze oggettive necesarie a formarsi una loro opinione personale sui fatti? “La masturbazione non fa diventare ciechi, non consuma l&#8217;attrezzo e non è un reato. Punto e basta.”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Io voto per questa seconda soluzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Spiritualità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ogni tanto, si sente proporre l&#8217;insegnamento della “spiritualità”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sono a favore, a patto che qualcuno riesca a darmi una definizione comprensibile ed utilizzabile di questo termine ed a mettere nero su bianco un piano di studi che abbia una sua personalità ed un minimo di significato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>(Storia della) Filosofia</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Altri sostengono che si debba insegnare la Storia della Filosofia o la “Tecnica” della Filosofia (il “come” filosofare).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Filosofia, quella vera, è una disciplina complessa, non meno della Medicina o dell&#8217;Ingegneria dei Materiali. Si è evoluta nel corso di millenni fino a raggiungere un livello di complessità difficile da gestire persino per gli addetti ai lavori. Tentare di insegnarla alle superiori, come avviene oggi, è quasi sempre una perdita di tempo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il problema di fondo è che per “filosofare” bisogna avere una conoscenza adeguata della Vita e del nostro Universo, sia da un punto di vista tecnico (Cultura) che umano (Sensibilità). Questo vuol dire che è necessaria tutta la maturità di una persona già adulta, magari adeguatamente preparata su altri temi e personalmente interessata a questo tipo di analisi. Persino l&#8217;insegnamento della sola Storia della Filosofia resta uno sterile esercizio nozionistico in assenza di queste condizioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nonostante questo, si tenta di insegnarla nella speranza che “apra la mente” dei nostri giovani. Nobile intento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per ottenere questo risultato sarebbe però molto più semplice e molto più efficace insegnare i primi rudimenti di quelle discipline che la Filosofia ha prodotto nel corso dei millenni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La geometria e la matematica, prima di evolvere a ciò che sono ora, erano uno dei campi di applicazione della Filosofia. Lo stesso vale per la Geografia, l&#8217;Astronomia e le Scienze Naturali in genere. La Filosofia, infatti, è quella disciplina che cerca di ampliare il campo dell&#8217;indagine razionale e di fondare nuove discipline specialistiche che poi avranno una loro evoluzione indipendente. In altri termini, la Filosofia sta alla Cultura umana come il reparto di Ricerca e Sviluppo di un&#8217;azienda sta al suo reparto di Produzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Meglio allora insegnare Scienze Naturali, Biologia, Geografia, Astronomia, Teoria del Linguaggio ed altre discipline “mature” e ormai ben formalizzate. Dalla loro conoscenza, inevitabilmente, nascono vecchie e nuove riflessioni di tipo filosofico. Come è sempre avvenuto, anche per i filosofi professionisti, dall&#8217;osservazione e dalla conoscenza del mondo nasce la riflessione filosofica (la “speculazione”). Questo è il cammino “naturale” e produttivo: dalla scienza (“conoscenza”) alla filosofia. Non l&#8217;inverso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;esplorazione è una attività molto formativa ed affascinante ma per poter essere vissuta ha bisogno di qualcosa da esplorare. L&#8217;esplorazione dello spazio delle idee (la “filosofia”) ha bisogno di un territorio di idee e di informazioni per avere luogo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Con questo non voglio dire che non si debba almeno tentare di insegnare i rudimenti della Filosofia ai nostri giovani. Intendo dire che non si può fare Filosofia o Storia della Filosofia senza insegnare <em>seriamente</em> tutto il resto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Laboratorio di Fisica e di Chimica</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Scienza è l&#8217;insieme di tre cose: un insieme di modelli della realtà, le dimostrazioni di coerenza interna di questi modelli e la dimostrazione della loro aderenza alla realtà attraverso degli opportuni esperimenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le nostre scuole sono molto ben attrezzate per insegnare i modelli (il modello del sistema solare, il modello dell&#8217;atomo, etc.) e le dimostrazioni (logica e matematica).  Sono molto meno attrezzate per occuparsi della aderenza della scienza alla realtà. Il risultato netto è che intere generazioni di studenti e di ex-studenti mostrano un livello di comprensione della scienza praticamente nullo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La scienza è <em>scienza sperimentale</em>. Non esiste e non ha senso senza esperimenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Quel miliardo di euro l&#8217;anno che usiamo per rendere i nostri figli sempre più schiavi di una casta sacerdotale, sempre più medievale e sempre meno al di sopra di ogni sospetto, potrebbe essere usato per questo. Quanti laboratori, quanto materiale sperimentale e quanti professori si possono pagare con un miliardo di euro l&#8217;anno?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Quante idiozie in meno, riguardo alla Scienza ed al Mondo, sentiremmo dire dai nostri simili se avessero visto un laboratorio di Fisica od uno di Chimica, almeno una volta in vita loro, invece di avere assistito ad infinite Messe?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Psicologia della Persuasione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tra noi e le nostre opinioni ci sono di mezzo le informazioni di cui disponiamo (la nostra “cultura” in senso lato) e le emozioni che le altre persone sanno creare in noi. Questo secondo elemento è il territorio della Psicologia della Persuasione. Se non sapete di cosa sto parlando siete in guai seri (non con me: siete in guai seri col mondo e con la vita). Fatevi una cultura leggendo questo libro:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“Le Armi della Persuasione”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come e perché si finisce per dire sempre di sì.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Di Robert B. Cialdini</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Giunti &#8211; Saggi, 1999.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Pagg. 228,</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">ISBN 88-09-20567-7</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">O leggetevi queste pagine di Wikipedia:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Cialdini">http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Cialdini</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Persuasion">http://en.wikipedia.org/wiki/Persuasion</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Conoscere le principali tecniche di Psicologia della Persuasione è importante sia per non essere manipolati dagli altri che per riuscire a trattare gli altri in modo efficace.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Lo si dovrebbe insegnare già alle medie. Sarebbe anche un buon antidoto alle tecniche di persuasione utilizzate dalle religioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Sesso, Amore, Amicizia</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ogni tanto qualcuno suggerisce di insegnare “etica” o “educazione civica” nelle scuole. L&#8217;Etica e l&#8217;educazione civica sono una conseguenza delle nostre relazioni sociali. Non esistono senza di esse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La nostra Etica viene costruita nel corso degli anni dalle nostre interazioni con le altre persone, siano esse amanti, parenti, amici, coniugi, figli, colleghi di lavoro, clienti o pazienti. Normalmente, sono le altre persone a comunicarci i loro bisogni ed a chiederci di tenerli presenti. Putroppo, però, imparare per esperienza diretta, in questo settore, comporta molti, dolorosi errori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non è impossibile insegnare i princìpi fondamentali delle relazioni umane ai giovani. Esiste un&#8217;intera branca della psicologia (la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_sociale">psicologia sociale</a>) che si occupa di questo e le cognizioni necessarie sono già ben formalizzate e ben consolidate. Se volete “assaggiare” questa disciplina (o qualcosa che le assomiglia ma è più digeribile), potete leggere questo libro:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&#8220;A che gioco giochiamo&#8221;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Eric Berne,</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ed. Tascabili Bompiani Rcs,</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Milano 2000.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">ISBN: 8845246299</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">O potete leggervi questa pagina di Wikipedia:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale">http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Bisognerebbe insegnare ai nostri giovani qualcosa delle relazioni sociali, delle emozioni ad esse collegate e dei comportamenti tipici che ne derivano, giusti o sbagliati che siano. Presentarsi sulla scena della Vita con un minimo di formazione teorica permetterebbe loro di evitare alcuni errori marchiani e, comunque, di “razionalizzare” e “riassorbire” meglio gli errori inevitabili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In conclusione, c&#8217;è ancora molto da insegnare ai nostri figli, anche senza portare a scuola la Bibbia, il Corano od i Veda.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Una questione di Credibilità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il vero problema delle nostre scuole, tuttavia, non è <em>cosa</em> si insegni al loro interno ma <em>come</em> lo si insegna. La nostra società è evoluta nella direzione di una sempre maggiore “americanizzazione”. La tensione verso i consumi, la competizione sempre più accesa tra individui, l&#8217;arroganza tipica di una popolazione tutto sommato benestante, hanno relegato la Cultura e la Scuola al ruolo di semplice rottura di palle.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Giustamente (si: proprio <em>giustamente</em>) nessuno dei nostri figli è disposto ad essere discriminato rispetto agli altri perchè è ignorante o perchè copia. Persone più disoneste e più ignoranti di lui “vanno avanti” o “vivono alla grande” nella sua stessa società, in televisione e nella vita reale. Il genitore “trabascano” del suo compagno lo passa a prendere da scuola su un fuoristrada da 100.000 euro mentre noi, seri professionisti, dobbiamo dargli i soldi del bus. Anche senza arrivare a questi eccessi, resta comunque difficile dimostrare che il suo compagno meno volenteroso sia costretto a pagare per la sua pigrizia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Noi, come genitori, che ci rendiamo conto ancora meglio di loro della situazione, siamo ancora meno disposti a vedere i nostri figli discriminati, anche se sono ignoranti e se copiano. Gente peggiore di loro e di noi ci comanda e vive “alla grande” sopra la nostra testa. Gente peggiore di loro e di noi vive al nostro fianco e non sta peggio di noi. Perchè allora punire <em>i nostri figli</em> più di quanto la vita già non faccia?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Gli insegnanti, che sono quasi sempre anche genitori, non possono che inchinarsi al volere degli altri genitori e della società. Perche discriminare il poveraccio che “non ci arriva” o che ha una famiglia disgraziata? Perchè punirlo più di quanto non lo farà la vita?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ed allora, ecco che abbiamo i figli che scrivono “nn vgl stdr + xche m rmp l 00”. Abbiamo figli (maggiorenni) che devono consultare Wikipedia per scoprire dov&#8217;è la Croazia e che non distinguono una rana da una salamandra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Colpa loro? Colpa nostra? Colpa degli insegnanti?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">No, colpa dei “furbi” che sono riusciti a scivolare tra le maglie della rete e che, con il loro successo, hanno dimostrato l&#8217;inutilità del nostro “perbenismo”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Che fare? Stringere le redini? Imporre un maggiore controllo? Lottare per una nuova alleanza tra insegnanti e genitori?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">No, occorre invece insegnare ai nostri figli, ai nostri insegnanti ed a noi stessi che le regole sono necessarie ma non bastano. E&#8217; necessario fare uso anche della cosidetta “riprovazione sociale”. In qualunque società c&#8217;è sempre una perniciosa minoranza di “furbi” che riesce a scivolare tra le maglie della rete ed a conquistare posizioni di potere a spese delle persone corrette. Queste persone vanno combattute, con lo stesso grado di furbizia che loro stessi utilizzano per combattere noi. La vita sociale, oltre che un insieme di regole, è anche una continua competizione (“battaglia”) e come tale va combattuta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“Loro”, i “furbi”, raramente violano la legge in modo marchiano. Quasi sempre si limitano a sfruttare i limiti e le lacune di un sistema legislativo ipergarantista come il nostro. Vivono “sulla linea di confine”. Questo basta a dar loro il vantaggio necessario. Bisogna imparare a fare altrettanto: “camminare sulla linea di confine” ed impedire loro di dimostrare, con il loro successo nella vita, l&#8217;inutilità dei nostri princìpi. I furbi vanno emarginati e penalizzati sfruttando tutti i mezzi disponibili, anche quelli <em>al limite</em> della legge, senza farsi inutili sensi di colpa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Se si vuole che i nostri figli credano nei nostri princìpi, bisogna almeno dimostrare loro che questi princìpi non sono in conflitto con il loro <em>legittimo</em> desiderio di avere successo nella vita. Bisogna <em>dimostrare</em> loro che le nostre regole sono state studiate anche a loro vantaggio e che devono essere rispettate perchè sono la soluzione migliore (“più giusta”) ad un problema che li coinvolge direttamente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Se si vuole una società “etica”, si deve lottare in prima persona per averla. Ci si deve fare un punto d&#8217;onore di impedire a chi “fa il furbo” di emergere. Ogni furbo che emerge è un chiodo sulla bara della nostra credibilità e, di conseguenza dei nostri valori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F06%2Fcosa-insegneremo-bambini-2%2F&amp;linkname=Cosa%20insegneremo%20ai%20Bambini%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F06%2Fcosa-insegneremo-bambini-2%2F&amp;linkname=Cosa%20insegneremo%20ai%20Bambini%3F" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F06%2Fcosa-insegneremo-bambini-2%2F&amp;linkname=Cosa%20insegneremo%20ai%20Bambini%3F" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F06%2Fcosa-insegneremo-bambini-2%2F&amp;linkname=Cosa%20insegneremo%20ai%20Bambini%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F06%2Fcosa-insegneremo-bambini-2%2F&#038;title=Cosa%20insegneremo%20ai%20Bambini%3F" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/06/cosa-insegneremo-bambini-2/" data-a2a-title="Cosa insegneremo ai Bambini?"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Intervista a Marcello Pera</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 13:43:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Nel centrodestra nessuno recherà soccorso a Prodi sulle coppie di fatto», prevede Marcello Pera, ex presidente del Senato, alfiere dei conservatori liberali. Spiega: «Il governo ha prodotto un tale mostriciattolo giuridico che mette tutti in disaccordo. Era partito per tutelare le unioni omosessuali, ha finito per consacrare quelle tra nonno e nipotino, tra vecchietto e badante dell&#8217;Est. Il Dico attacca il matrimonio senza avere nemmeno la dignità dei veri Pacs». Lei ha denunciato che in Forza Italia qualcuno stava cadendo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/intervista-marcello-pera/" title="Read Intervista a Marcello Pera">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nel centrodestra nessuno recherà soccorso a Prodi sulle coppie di fatto», prevede Marcello Pera, ex presidente del Senato, alfiere dei conservatori liberali. Spiega: «Il governo ha prodotto un tale mostriciattolo giuridico che mette tutti in disaccordo. Era partito per tutelare le unioni omosessuali, ha finito per consacrare quelle tra nonno e nipotino, tra vecchietto e badante dell&#8217;Est. Il Dico attacca il matrimonio senza avere nemmeno la dignità dei veri Pacs».</p>
<p><strong>Lei ha denunciato che in Forza Italia qualcuno stava cadendo in tentazione&#8230;</strong><br />
«E&#8217; vero. Sentivo tra noi certe voci favorevoli al riconoscimento delle coppie di fatto. E mi sembravano indice di sbandamento».<br />
<strong>Sbandamento su cosa?<br />
</strong>«Sui valori. Sui principi. Sulla vera distinzione odierna tra la destra e la sinistra. Non mi piace questa confusione, quando c&#8217;è di mezzo l&#8217;etica. E&#8217; sbagliato che ogni parlamentare voti come gli pare». [&#8230;]</p>
<p><strong>Il Cavaliere di indicazione ne ha date. Per esempio, ha fatto quella uscita sui gay che «sono tutti dall&#8217;altra parte»&#8230;</strong><br />
«La battuta non è felice, perché il tema non è da Bagaglino. Sul matrimonio, sulla difesa della vita, sulla famiglia è in gioco la nostra identità. Se questi valori non sono difesi, rischiamo di non essere più credibili nemmeno sul resto».</p>
<p><strong>Ma non c&#8217;è la laicità tra i vostri valori fondanti? Mica vorrà che tutti la pensino come Benedetto XVI&#8230;</strong><br />
«La laicità è una conquista, il laicismo un&#8217;ideologia perversa. Io mi sento profondamente laico, e non per questo debbo essere per forza a favore dei Pacs, dell&#8217;eutanasia o della sperimentazione sulle cellule embrionali. Anzi, credo di essere un liberale proprio perché sono contrario a tutto ciò: il liberalismo è dottrina giudaico-cristiana. Una destra che rompe le righe al momento di scegliere, che è timida sulla difesa dei valori, mostra di essere permeabile al laicismo di sinistra. E sa perché la sinistra, da comunista che era, è diventata laicista?».</p>
<p><strong>Già, come mai?<br />
</strong>«Perché è lo strumento per disgregare, oggi come ieri, la tradizione occidentale, la quale ha un&#8217;origine e un&#8217;identità cristiane. E sa per quale motivo questa sinistra è pure anti-americana?».<br />
<strong>Lo dica lei, professore.<br />
</strong>«Perché gli Usa conservano la loro forte impronta religiosa. Il fenomeno di rinascita religiosa attecchisce anche da noi, perché ormai la nostra crisi è spaventosa. Qualche leader europeo se n&#8217;è reso conto. Sarkozy in Francia non esita a coniugare la Repubblica con la religione, a costo di scandalizzare conformisti e laicisti francesi. E se ha successo anche fra gli intellettuali di sinistra qualcosa deve pur dire». Torniamo a Forza Italia. «Desidero sapere se pure noi siamo pronti a rivendicare la tradizione occidentale e cristiana. Se e come vogliamo opporci all&#8217;integralismo islamista. Se siamo contrari al multiculturalismo. Insomma, vorrei sapere in che consiste la nostra identità laica e non certo laicista. I circoli della libertà sarebbero la sede ideale per una discussione del genere. Basta fissare il centro attorno a cui devono circolare&#8230; staremo a vedere». Berlusconi e Fini se ne infischiano? «Lei vuol farmi polemizzare&#8230; Dico solo che forse non ci credono abbastanza. E avranno i loro motivi». Quali, per esempio? «Magari la preoccupazione di perdere fette di elettorato». E&#8217; un timore fondato? «Secondo me, no. Anzi, è meglio darsi un&#8217;identità più forte. La mia esperienza in giro per l&#8217;Italia mi dice che la gente comprende meglio le posizioni chiare e nette e le apprezza di più. Non sottovalutiamo lo sconcerto e il timore che c&#8217;è in giro». Altrimenti? «Altrimenti finiremo per contrapporci alla sinistra soltanto su un punto in più o in meno di tasse. E sul resto, dai Pacs alla politica estera, saremo subalterni». In sostanza, cosa propone? «Propongo ai leader del centrodestra di confrontarci apertamente e di definire una volta per tutte una carta d&#8217;identità e dei valori della nostra coalizione. Un grande dibattito politico non un manifestino di intellettuali». Punta a un polo conservatore e liberale? «Sì. Conservatore sui principi e valori da mantenere, liberale sulle riforme da fare».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200702articoli/17799girata.asp">Fonte: laStampa.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Fintervista-marcello-pera%2F&amp;linkname=Intervista%20a%20Marcello%20Pera" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Fintervista-marcello-pera%2F&amp;linkname=Intervista%20a%20Marcello%20Pera" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Fintervista-marcello-pera%2F&amp;linkname=Intervista%20a%20Marcello%20Pera" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Fintervista-marcello-pera%2F&amp;linkname=Intervista%20a%20Marcello%20Pera" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Fintervista-marcello-pera%2F&#038;title=Intervista%20a%20Marcello%20Pera" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/10/intervista-marcello-pera/" data-a2a-title="Intervista a Marcello Pera"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Se il Dio di Ruini diventa di destra</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 18:37:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;È UNA domanda cruciale per la politica italiana che nessuno fa a voce alta, assordati come siamo in questo inizio di secolo dal suono delle campane dei vescovi. Eppure è una domanda che, a seconda delle risposte, può cambiare il paesaggio politico del nostro Paese e può ridefinire alleanze e schieramenti. La questione è molto semplice e si può sintetizzare così: è ancora consentito, nell&#8217;Italia del 2007, credere in Dio e votare a sinistra? Nel silenzio della coscienza individuale è...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/07/dio-ruini-diventa-destra/" title="Read Se il Dio di Ruini diventa di destra">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;È UNA domanda cruciale per la politica italiana che nessuno fa a voce alta, assordati come siamo in questo inizio di secolo dal suono delle campane dei vescovi. Eppure è una domanda che, a seconda delle risposte, può cambiare il paesaggio politico del nostro Paese e può ridefinire alleanze e schieramenti. La questione è molto semplice e si può sintetizzare così: <strong>è ancora consentito, nell&#8217;Italia del 2007, credere in Dio e votare a sinistra? </strong>Nel silenzio della coscienza individuale è senz&#8217;altro possibile e anzi è comune, risponderebbero molti dei nostri lettori, che hanno in mano un giornale laico, sono in parte cattolici e votano abitualmente per lo schieramento di sinistra, magari talvolta turandosi il naso. E infatti, non è la libera testimonianza individuale che è in discussione: e ci mancherebbe. Ciò che invece mi sembra sotto attacco è l&#8217;organizzazione politica del pensiero cattolico di sinistra, la sua &#8220;forma&#8221; culturale, l&#8217;esperienza storica che ha avuto in questo Paese e infine e soprattutto la traduzione concreta di tutto ciò nella nostra vita di tutti i giorni e nel possibile futuro. Cioè l&#8217;alleanza tra i cattolici progressisti e gli ex comunisti che è al centro della storia dell&#8217;Ulivo, che oggi forma il baricentro riformista del governo Prodi e che domani dovrebbe essere la ragione sociale del nuovo partito democratico, risolvendo l&#8217;identità incerta della sinistra italiana.<br />
Se non fosse così, non si capirebbe tutto ciò che si muove in queste ore sotto il mantello dei vescovi. È come se per la gerarchia fosse iniziata la terza fase, nei rapporti con la politica italiana. <strong>Prima</strong>, nel <strong>Paese &#8220;naturalmente cristiano&#8221;</strong>, la Chiesa poteva presumere di essere il tutto, affidando ad un unico soggetto politico &#8211; la Democrazia Cristiana &#8211; la traduzione nel codice statuale dei suoi precetti e la tutela dei suoi timori, sempre nell&#8217;ombra dei corridoi vaticani, perché l&#8217;impronta del Papato oscurava comunque in una surroga di potenza l&#8217;identità culturale dell&#8217;episcopato nazionale.<br />
<strong>Poi</strong>, a cavallo del giubileo e all&#8217;apogeo di un papato universale come quello di Wojtyla, <strong>ecco la coscienza per la Chiesa di essere finita in minoranza</strong> in un Paese cattolico per battesimo ma scristianizzato nei fatti [&#8230;]<br />
L&#8217;uomo che gestisce il passaggio in minoranza della Chiesa &#8211; la seconda fase &#8211; e capisce le potenzialità politiche di questa nuova condizione, è il cardinal Ruini, presidente della Cei.<br />
Diventando parte, la Chiesa diventa reattiva, combattiva, entra in concorrenza con le altre grandi agenzie valoriali e le centrali culturali, si &#8220;lobbizza&#8221; agendo da gruppo di pressione sui centri di decisione della politica e soprattutto della legislazione. Ruini intuisce che la sfida della modernità, in questa fase, è soprattutto culturale, e capisce di trovarsi di fronte &#8211; dopo Tangentopoli e la caduta del Muro &#8211; partiti senza tradizione, senza bandiere, senza identità storica. Il pensiero debole della politica italiana può dunque essere attraversato facilmente dal pensiero forte del Papa guerriero, e nella breccia possono utilmente infilarsi i vescovi per una politica di scambio che abbia al centro i cinque temi della vita, della solidarietà, della gioventù e soprattutto della famiglia e della scuola.<br />
La <strong>terza fase</strong> comincia quando <strong>Ruini avverte che alla Chiesa è consentito, nei fatti, ciò che nella Repubblica non è permesso alle altre &#8220;parti&#8221;</strong>. Ogni componente della società, ogni identità culturale, nella sua autonomia e nella sua libertà deve riconoscere un insieme in cui le parti si ricompongono: lo Stato. <strong>Ma è come se la Chiesa, mentre ammette di essere diventata minoranza, non accettasse di vedere in minoranza i suoi valori</strong>, faticasse a stare dentro la regola democratica della maggioranza, dubitasse del principio per cui in democrazia le verità sono tutte parziali, perché lo Stato non contempla l&#8217;assoluto [&#8230;]<br />
È un discorso che ha in sé l&#8217;obiettivo grandioso della terza e ultima fase del lungo regno ruiniano sull&#8217;episcopato italiano: la <strong>riconquista dell&#8217;egemonia, non più attraverso il partito dei cristiani ma direttamente da parte della Chiesa</strong>, che con la spada di questa egemonia rifonderà la politica, separando infine il grano dal loglio e costituendo un nuovo protettorato dei valori nell&#8217;esercizio di un potere non più temporale, ma culturale. [&#8230;]<br />
Siamo davanti ad una sorta di neo-gentilonismo, con la religione che diventa materia di scambio, nella presunzione che sia vera la leggenda del voto cattolico di massa orientato dalla stanza del vescovo. Con l&#8217;intercapedine culturale dei partiti debole e fragile, la Chiesa scopre la tentazione di raggiungere direttamente il legislatore, si accorge che la precettistica può influenzare molto da vicino la legge, dimentica la distinzione suprema tra la legge del creatore e la legge delle creature. Se il disegno è egemonico, tutto è potenza. E se un testo legislativo diventa simbolico, qui si deve dare battaglia fino in fondo perché la bandiera trascende la norma e il valore ideologico supera il valore d&#8217;uso. Ecco la prima risposta alla domanda intelligente di Giuliano Ferrara ai vescovi: dove volete andare con questa battaglia intransigente, non più negoziale, sui Pacs, visto che si prepara &#8220;un risultato che collocherebbe l&#8217;Italia in un ambito di cautelosità e di disciplina morbida delle pretese nuove forme di famiglia&#8221;? Semplicemente, vogliono andare fino in fondo: non della battaglia sui Pacs, ma della battaglia per l&#8217;egemonia culturale, che è appena incominciata.<br />
Come accade in ogni battaglia, anche in questo caso il cardinal Ruini lascerà tra poco in eredità al suo successore non solo le truppe, le mappe e le strategie, ma anche le alleanze. Che sono tutte a destra, perché qui si compie, oggi, la lunga cavalcata di quello &#8220;strano cristiano&#8221; che avevamo visto muoversi sulla scena italiana per la prima volta sei anni fa. Incapace da più di un decennio di far nascere un nuovo sistema culturale che dia un codice moderno ed europeo a moderati e conservatori, la destra si accontenta della prassi di potere e di consenso berlusconiana e prende a prestito le idee forti, che non ha, nel deposito di tradizione della Chiesa italiana. La destra cerca un pensiero, la Chiesa cerca la forza e nell&#8217;incontro inedito il verbo si fa carne: e poco importa che sia carne pagana, con la mistica idolatra del berlusconismo che ha introdotto una nuova religione in politica, rendendo Dio strumento dell&#8217;unzione perenne al demiurgo, mentre nasce un nuovo &#8220;cristianismo&#8221;, con la fede svalutata in ideologia. [&#8230;]</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/ruini-destra/ruini-destra.html">L&#8217;articolo completo di Ezio Mauro è raggiungibile sul sito del Corriere </a></p>
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		<title>Napolitano e la Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 10:03:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[…] Ora io credo che le dichiarazioni del Presidente Napolitano, e conseguentemente del primo ministro Prodi, stabiliscano un precedente di assoluta gravità e una singolarità nella storia moderna e contemporanea degli Stati democratici occidentali. […] potete anche solo immaginarvi la regina Elisabetta che pubblicamente chiede al primo ministro Blair di trovare un accordo con la Chiesa anglicana, secondo le preoccupazioni del suo capo spirituale, sulla consunzione della Pace e della Guerra e sulla questione etica che la politica del governo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/05/napolitano-e-la-chiesa/" title="Read Napolitano e la Chiesa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[…] Ora io credo che le dichiarazioni del Presidente Napolitano, e conseguentemente del primo ministro Prodi, stabiliscano un precedente di assoluta gravità e una singolarità nella storia moderna e contemporanea degli Stati democratici occidentali.<br />
[…] potete anche solo immaginarvi la regina Elisabetta che pubblicamente chiede al primo ministro Blair di trovare un accordo con la Chiesa anglicana, secondo le preoccupazioni del suo capo spirituale, sulla consunzione della Pace e della Guerra e sulla questione etica che la politica del governo implica? Vi immaginate il signor Blair che risponde alla regina sostenendo che tale argomento è nelle sue preoccupazioni e che si adopererà per un accordo soddisfacente? No, credo; infatti non è accaduto e neppure è immaginabile che accada.<br />
Va da sé che la cosa è ancor meno immaginabile per altri Paesi, là dove la distinzione tra fedi e Stato è assai più precisa e rigida; Stati Uniti in primis, dove il presidente George W. Bush fa pure professione di fede – caso rarissimo in quel Paese e assai criticato dalla pubblica opinione – ma dove si guarda bene da sostenere pubblicamente la necessità di accordarsi con questa o quella Chiesa prima di emanare una legge dello Stato. In Italia non solo lo immaginiamo, ma lo constatiamo: lo Stato deve contrattare con una Chiesa le sue leggi. La quale Chiesa ha risposto, correttamente e doverosamente, che sui principi non si contratta e non si commercia. Cosa che dovrebbe essere sacrosanta per chiunque, ma che non lo è per i massimi rappresentanti dello Stato. Oggi e non ieri; non ricordo di un rappresentante di un governo dei tempi passati che abbia pubblicamente dichiarato qualcosa del genere. Non un ministro democristiano, non un presidente democristiano, nemmeno nei momenti per loro difficilissimi delle leggi sul divorzio o sull’aborto. Neppure il cavalier Benito Mussolini, nell’ambito delle trattative per i patti lateranensi, ebbe mai a dichiarare che lo Stato fascista doveva venire a patti con la Chiesa. Io credo che in questo Paese il problema non sia l’invadenza delle gerarchie cattoliche e dei valori che esse difendono e promuovono, ma nell’assoluta inconsistenza delle gerarchie statali e politiche [&#8230;]</p>
<p><strong>L&#8217;articolo completo è stato pubblicato sul Secolo XIX</strong><br />
Si ringrazia Daniele Gallesio per la segnalazione</p>
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		<title>Valori e fede</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 15:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La lettera, a mio parere interessante, giacché distinque tra valori, termine di cui oggi tutti si riempiono la bocca, e comportamenti che si assumono in base ad essi, contiene un paio di bugie: la prima, innocente, riguarda l&#8217;autore; l&#8217;altra, maliziosa ed ironica, riguarda Ruini. Renato Pierri Gentile direttore, la lettrice Lorella Groten, su Il Tempo di oggi (2 febbraio) scrive: &#8220;Succede però che a volte che anche dei politici non cattolici si ritrovino con le posizioni della Chiesa in difesa di certi principi che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/03/valori-e-fede/" title="Read Valori e fede">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La lettera, a mio parere interessante, giacché distinque tra valori, termine di cui oggi tutti si riempiono la bocca, e comportamenti che si assumono in base ad essi, contiene un paio di bugie: la prima, innocente, riguarda l&#8217;autore; l&#8217;altra, maliziosa ed ironica, riguarda Ruini.</em><br />
<strong>Renato Pierri</strong></p>
<p>Gentile direttore, la lettrice Lorella Groten, su Il Tempo di oggi (2 febbraio) scrive: &#8220;Succede però che a volte che anche dei politici non cattolici si ritrovino con le posizioni della Chiesa in difesa di certi principi che prima di essere cristiani sono umani, condivisibili da tutti. O vogliamo, come diceva il filosofo laico e non credente Bobbio, lasciare alla Chiesa il privilegio della difesa di certi valori?&#8221;. Mi sembra che la lettrice faccia confusione, come moltissime persone, tra valori in realtà condivisi da tutti, e le indicazioni date dalla Chiesa in base ad essi. Tutti, infatti, difendono valori fondamentali, ma i comportamenti conseguenti di chi li osserva spesso contrastano. Il problema quindi è appurare quale sia la maniera giusta di perseguirli. I valori espressi dal Vangelo, sono di norma, da tutti appunto condivisi, ma secoli fa, ad esempio, in base ad un&#8217;errata interpretazione del Vangelo, S.Agostino giustificò il ricorso alla forza per indurre gli eretici ad entrare nella Chiesa, con le conseguenze a tutti note. Oggi in base a valori espressi dal Vangelo, credenti come il cardinale Ruini, pensano, per fare un solo esempio, che tenere in vita con mezzi non naturali una persona destinata a morire entro breve tempo tra atroci sofferenze, significhi assecondare la volontà di Dio; ed altri credenti, come il sottoscritto, pensano che Dio affidi a persone coscienziose e responsabili, la possibilità di far sì che quella persona soffra il meno possibile, aiutandola, se necessario, a morire. Eppure, sia il cardinale Ruini e tanti credenti e non credenti che pensano come lui, sia io e tanti credenti e non credenti che pensano diversamente, amano il prossimo, secondo il comandamento di Gesù.</p>
<p><strong>La lettera di Renato Pierri è apparsa sul Tempo di oggi</strong></p>
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		<title>Pacs, Fassino replica a Mastella</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 16:25:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Duello a distanza sulle unioni civili tra il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il leader dell&#8217;Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dopo l&#8217;apertura di sabato di Prodi che aveva parlato di un passo avanti del governo sulle coppie di fatto. Ad aprire il confronto è il Guardasigilli che avverte il governo: «I pacs sono materia del Parlamento, e io non voto». Da Palermo il leader della Quercia ha replicato sottolineando che sulle coppie di fatto i Ds non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/28/pacs-fassino-replica-mastella/" title="Read Pacs, Fassino replica a Mastella">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Duello a distanza sulle unioni civili tra il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il leader dell&#8217;Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dopo l&#8217;apertura di sabato di Prodi che aveva parlato di un passo avanti del governo sulle coppie di fatto. Ad aprire il confronto è il Guardasigilli che avverte il governo: «I pacs sono materia del Parlamento, e io non voto». Da Palermo il leader della Quercia ha replicato sottolineando che sulle coppie di fatto i Ds non arretrano: «Le leggi nascono dal combinato disposto: il Governo presenta un testo e il Parlamento lo discute». Sulle coppie di fatto «il Governo avanzerà una proposta e come tutte le leggi passerà all&#8217;esame del Parlamento. È lì che ogni forza politica farà valere le proprie opinioni ed è lì che si discuterà».<br />
Pronta la controreplica del leader dell&#8217;Udeur: «Voglio ricordare amichevolmente a Fassino che la legge sul divorzio porta le firme non del Governo dell&#8217;epoca ma degli onorevoli Fortuna e Baslini; che la legge sull&#8217;aborto è stata concepita preliminarmente e che quella sulla Fecondazione ha seguito lo stesso itinerario. E tutto questo senza mettere in discussione le alleanze politiche ma solo con il vincolo di coscienza. Non vedo perché non si debba fare altrettanto per i Pacs, evitando così imbarazzi e problemi al Governo».<br />
Le unioni di fatto «non mi sembra che siano una priorità per il Paese. La vera priorità è la salvaguardia e la difesa della famiglia, così come stabilisce l&#8217;articolo 29 della Costituzione». Lo ha detto il segretario dell&#8217;Udc, Lorenzo Cesa, ai microfoni del Tg2. Anche Maroni sulla stessa linea: «Siamo radicalmente contrari a qualsiasi proposta che snaturi il ruolo centrale che la famiglia naturale fondata sul matrimonio ha nella nostra società »</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/01_Gennaio/28/Pacs_fassino.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
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		<title>Mastella: &#8220;Non la voto, a costo di far cadere il governo. Li soccorrerà la Cdl&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 13:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Sui Pacs il governo sarà salvato dal centrodestra». Ministro Mastella, che dice? «Proprio quello che ho detto. Recupereranno i voti di Biondi e degli altri dell’area laica e pareggeranno il conto. Non sarebbe la prima volta e non ci vedo nulla di scandaloso. Su questioni di natura valoriale il centrosinistra ha già preso i voti del centrodestra. Ma io ho una mozione votata dal mio congresso e non posso andarci contro. Purtroppo per loro è capitato che io possa essere...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/28/mastella-non-voto-costo-far-cadere-governo-soccorrera-cdl/" title="Read Mastella: &#8220;Non la voto, a costo di far cadere il governo. Li soccorrerà la Cdl&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Sui Pacs il governo sarà salvato dal centrodestra».</p>
<p><strong>Ministro Mastella, che dice?</strong><br />
«Proprio quello che ho detto. Recupereranno i voti di Biondi e degli altri dell’area laica e pareggeranno il conto. Non sarebbe la prima volta e non ci vedo nulla di scandaloso. Su questioni di natura valoriale il centrosinistra ha già preso i voti del centrodestra. Ma io ho una mozione votata dal mio congresso e non posso andarci contro. Purtroppo per loro è capitato che io possa essere determinante in questo caso, ma vedrà che si rifaranno con gli obiettori di coscienza che ci sono a destra».</p>
<p><strong>Lei sa che al Senato ogni voto può fare la differenza. I senatori dell’Udeur sono tre. E se i voti della Cdl non dovessero bastare?</strong><br />
«Cada il governo, allora, ma io questa legge non la voto. Come senatore voto contro. Senta, sono stanco, e francamente ho già concesso troppo. Ho fatto marcia indietro sull’Iraq, mi sono lasciato confiscare anche alcune mie prerogative istituzionali pur di accedere alla filosofia delle liberalizzazioni&#8230; Ma adesso basta: i valori sono valori. Questa è una coalizione e io esprimo i sentimenti di tutti quelli che mi votano. E poi scusi, quando io convinsi la Binetti e gli altri, e al Senato passò la mozione perché Biondi si astenne, ne vogliamo parlare? Vuol venirmi a dire che Biondi può diventare un eroe nazionale del centrosinistra e se io, Clemente Mastella, prendo i voti del centrodestra mi devono crocifiggere? Ah, no. Nossignori, io non ci sto. Mi ribello a questa concezione da soviet».</p>
<p><strong>Ma ministro, c’è un programma di governo&#8230;</strong><br />
«Macché programma di governo! Io quella parte del programma non l’ho firmata. Su questo aspetto sono sempre stato fermissimo. Ho sempre detto, già prima che il programma venisse confezionato, che l’unica cosa che non condividevo erano i Pacs, sui quali avremmo fatto le nostre considerazioni politiche secondo coscienza, secondo le nostre convinzioni. Non è che ci siamo svegliati all’improvviso e abbiamo assunto questa posizione. L’abbiamo sempre pensata in questo modo, e non vedo perché dovremmo cambiare idea adesso. Anch’io ho un elettorato a cui rispondere».</p>
<p><strong>Ma la sua è una battaglia ideologica o di merito?</strong><br />
«Di principi, naturalmente».<br />
<strong><br />
A cosa si oppone, in particolare?</strong><br />
«Al fatto che venga data un’idea di surrogato di famiglia alle coppie omosessuali. Non nego che gli omosessuali possano acquisire dei diritti, ma un’idea di famiglia, quella mai».</p>
<p><strong>Parliamo della sua mozione. Non le fa specie che la voti solo l’opposizione?</strong><br />
«Per niente. Certo, mi auguro che la voti pure la maggioranza. Ma in ogni caso non c’è nessuno scandalo perché è una mozione nostra. Non è come se fosse una mozione del centrodestra e io andassi a votarla. Non è la stessa cosa, niente affatto. E comunque il problema non è la mozione. Io questo aspetto l’ho sempre sottolineato: sono contrario sia a un’ipotesi referendaria che a farne una battaglia di religione. Queste questioni possono essere portate in Parlamento come è sempre stato senza che il governo entri in discussione. E’ una battaglia di principi e posso anche essere sconfitto. E non è che se vinco mi metto ad inneggiare alla vittoria. Fu sconfitta anche la Dc su questi problemi».</p>
<p><strong>Si asterrà quindi in Consiglio dei ministri.</strong><br />
«La mia speranza è che in Consiglio dei ministri non ci arrivi. Comunque sì, posso astenermi o darmi non presente. L’altro giorno sull’Afghanistan si sono astenuti tre ministri. Vorrebbero dirmi che a Bianchi, Ferrero e Pecoraro Scanio è consentito non votare, per giunta su questioni di politica internazionale, mentre io non posso astenermi su questioni di valori? Ma scherziamo?! Questa è una coalizione, mica un soviet. Non siamo mica ai tempi di quando Alicata disse ad Amendola che il dissenso non era consentito. Oppure sì?».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200701articoli/17225girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>La Cei: i Pacs scardinano i valori  &#8220;che noi presentiamo ai giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 12:55:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I modelli diversi dalla famiglia, come le unioni civili, le coppie di fatto e i pacs «scardinano» i «valori che noi presentiamo ai giovani». Lo ha detto monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza episcopale italiana, intervenendo questa mattina al programma su Rai Uno &#8220;A Sua Immagine&#8221;, a conclusione del Consiglio permanente della Cei. «Il problema è quello dei modelli &#8211; ha scandito mons. Betori &#8211; se noi pensiamo di poter mettere accanto al modello della famiglia monogamica, fatta da un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/28/cei-pacs-scardinano-valori-che-noi-presentiamo-giovani/" title="Read La Cei: i Pacs scardinano i valori  &#8220;che noi presentiamo ai giovani&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I modelli diversi dalla famiglia, come le unioni civili, le coppie di fatto e i pacs «scardinano» i «valori che noi presentiamo ai giovani». Lo ha detto monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza episcopale italiana, intervenendo questa mattina al programma su Rai Uno &#8220;A Sua Immagine&#8221;, a conclusione del Consiglio permanente della Cei.<br />
«Il problema è quello dei modelli &#8211; ha scandito mons. Betori &#8211; se noi pensiamo di poter mettere accanto al modello della <strong>famiglia monogamica, fatta da un uomo e una donna che si uniscono per la vita in quanto vogliono il bene reciproco e il bene della società</strong>, altri modelli che non hanno in sè tutti questi elementi, noi in qualche modo scardiniamo di fronte a quello che è il progetto di vita, i valori che noi presentiamo ai giovani, alla società.<br />
I modelli sociali &#8211; ha spiegato ancora Betori &#8211; sono modelli che entrano in concorrenza fra di loro e quindi diventa estremamente difficile accettarne alcuni che diventano concorrenziali su un principio così fondamentale che è la famiglia».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200701articoli/17229girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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