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	<title>woodoo &#8211; A ragion veduta</title>
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		<title>Rituali e piccole magie quotidiane, il cervello ci aiuta a sopravvivere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 08:53:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è lo studente che è convinto che se attraverserà il cortile dell&#8217;università da destra a sinistra, l&#8217;esame andrà bene. Il giocatore di basket che mette sempre la stessa maglia per ogni partita importante. E i fan del pallone, sicuri che con il pensiero potranno condizionare la vittoria della loro squadra del cuore. Trucchi che adottiamo quotidianamente, piccole superstizioni che scandiscono le nostre giornate. In fondo lo sappiamo che sono pensieri irrazionali, eppure non riusciamo a rinunciarci. Gli scienziati lo chiamano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/24/rituali-piccole-magie-quotidiane-cervello-aiuta-sopravvivere/" title="Read Rituali e piccole magie quotidiane, il cervello ci aiuta a sopravvivere">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è lo studente che è convinto che se attraverserà il cortile dell&#8217;università da destra a sinistra, l&#8217;esame andrà bene. Il giocatore di basket che mette sempre la stessa maglia per ogni partita importante. E i fan del pallone, sicuri che con il pensiero potranno condizionare la vittoria della loro squadra del cuore. Trucchi che adottiamo quotidianamente, piccole superstizioni che scandiscono le nostre giornate. In fondo lo sappiamo che sono pensieri irrazionali, eppure non riusciamo a rinunciarci. Gli scienziati lo chiamano &#8220;pensiero magico&#8221; e le ultime ricerche, riferisce il <em>New York Times</em>, dimostrano che è un&#8217;abitudine molto più diffusa di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.<br />
Dietro a questi comportamenti c&#8217;è un motivazione precisa: il cervello li adotta perché svolgono una specifica funzione, quella di permetterci di affrontare situazioni difficili o particolarmente minacciose. Di combattere lo stress e di tenere sotto controllo paure che non riusciamo a dominare. La nostra mente è specializzata nel produrre spiegazioni magiche in determinate circostanze, che vengono preferite a quelle razionali perché ci risultano più utili. E&#8217; il caso di situazioni estreme come un lutto, oppure una malattia debilitante o un dolore molto forte, dove la creazione di uno scenario immaginario ci permette di &#8220;adattarci&#8221; meglio. Ma lo stesso meccanismo è diffuso in situazioni quotidiane, e anche fra persone giovani e di cultura elevata.<br />
E a dimostrare questo meccanismo arrivano adesso gli studi dell&#8217;università americane di Princeton e Harvard pubblicati nei mesi scorsi. In uno di questi esperimenti, a un gruppo di uomini e donne è stata fatta osservare una persona bendata, che giocava a basket in una sala giochi e doveva riuscire a tirare la palla nel canestro senza vedere. Il tiratore, in realtà, sbirciava dalla benda ed ha fatto canestro moltissime volte, cosa che ha stupito gli osservatori. Rispondendo poi ad un questionario, i partecipanti allo studio hanno risposto convinti di aver influito in qualche modo sul successo della prova.<br />
In un altro esperimento, i ricercatori hanno dimostrato che un gruppo di ragazzi e ragazze cui era stato spiegato come usare una bambolina vudù erano convinti di essere stati loro la causa di un forte mal di testa ad una terza persona, che in realtà stava benissimo ma fingeva davanti a loro di sentirsi poco bene. [&#8230;]<br />
Ma perché siamo così convinti di poter influire con il nostro pensiero sugli eventi? &#8220;E&#8217; una cosa del tutto naturale&#8221; spiega il professor Stefano Pallanti, neuropsichiatria e direttore dell&#8217;istituto di neuroscienze di Firenze. &#8220;Sotto stress ogni cervello ragiona magicamente. Chiunque, in presenza di situazioni estreme è portato a credere ad atti disperati. E&#8217; il cervello che li alimenta, che fabbrica questi scenari per aiutarci ad affrontare la realtà. Non solo. E&#8217; proprio una funzione principale della mente quella di creare scenari fantastici, che si allontanano più o meno dalla realtà&#8221;. [&#8230;]<br />
Le piccole superstizioni quotidiane riguardano un po&#8217; tutti. Fin da piccoli i bambini sviluppano una capacità ad immaginare scenari che vorrebbero si avverassero. E quest&#8217;abitudine rimane anche da adulti. Ne è convinto Daniel M. Wegner, professore di psicologia ad Harvard e coautore dello studio sulle bamboline vudù, che sostiene che il pensiero magico sia diffuso in modo particolare fra le persone insicure, che si sentono inadeguate. Per loro è un antidoto che li rende più sicuri.<br />
&#8220;Questa fusione fra realtà e pensiero nella maggior parte dei casi è perfettamente normale, in più è parte della nostra storia e cultura&#8221;, commenta Pallanti. Ma quand&#8217;è che diventa davvero troppo? &#8220;E&#8217; preoccupante quando non si riesce più a distinguere fra i due piani, appunto pensiero e realtà e si crede che il primo corrisponda ad una realtà fattuale. Allora si rischia la patologia&#8221;. E&#8217; il caso di chi diventa completamente dipendente dai piccoli rituali scaramantici e si paralizza se non li porta a termine regolarmente: tutti segnali di un comportamento ossessivo-compulsivo, che può degenerare in psicosi.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/pensiero-magico/pensiero-magico/pensiero-magico.html" target="_blank">Fonte: Repubblica.it</a></p>
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		<title>Uganda, morta la sacerdotessa guerriera</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 13:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sosteneva di essere posseduta da un militare italiano che l&#8217;aveva convinta a cambiare nome. Dichiarò anche di essere una sorta di reincarnazione di Dio. Per questo fondò l&#8217;Esercito dello Spirito Santo e tra il 1986 e il 1987 guidò migliaia di disperati contro i soldati del governo centrale dell&#8217;Uganda. Finì in una carneficina: 5000 dei suoi uomini &#8211; tra i quali molti bambini soldato &#8211; furono uccisi a Iganda, nell&#8217;est. La sua «eredità» venne raccolta da suo cugino, Joseph Kony,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/19/uganda-morta-sacerdotessa-guerriera/" title="Read Uganda, morta la sacerdotessa guerriera">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sosteneva di essere posseduta da un militare italiano che l&#8217;aveva convinta a cambiare nome. Dichiarò anche di essere una sorta di reincarnazione di Dio. Per questo fondò l&#8217;Esercito dello Spirito Santo e tra il 1986 e il 1987 guidò migliaia di disperati contro i soldati del governo centrale dell&#8217;Uganda. Finì in una carneficina: 5000 dei suoi uomini &#8211; tra i quali molti bambini soldato &#8211; furono uccisi a Iganda, nell&#8217;est. La sua «eredità» venne raccolta da suo cugino, Joseph Kony, mentre lei, la «sacerdotessa» guerriera del Nord, ha trascorso gli ultimi 18 anni della sua vita nel campo profughi Onu di Dadaad, estremo nord del Kenya. La scorsa notte Alice Lakwena è morta. Aveva una cinquantina d&#8217;anni, forse 51.<br />
Il vero nome della Santona era Alice Auma, ma si ribattezzò Lakwena, che nella lingua ocholi vuol dire &#8216;messaggero&#8217;. Le sue predicazioni infiammate attirarono migliaia di persone intorno a lei, pronte a tutto nel suo nome. Così nel 1986 lanciò una sorta di guerra santa e insieme etnica contro il governo, alla cui testa era appena giunto &#8211; dopo una lunga e sanguinosa guerra civile &#8211; Yoweri Musuveni, tuttora presidente ugandese. La seguivano circa 7.000 combattenti con i quali marciò dal Nord verso Kampala, vincendo anche qualche piccola battaglia. Prometteva che il suo &#8216;olio Santo&#8217; (il contributo, per così dire, dei riti woodoo) non solo avrebbe reso invincibili ed invulnerabili i suoi uomini, ma anche fatto divenire bombe le pietre che, insieme a mazze, bastoni e coltelli, costituivano armamento e santabarbara della ribellione. Ovviamente il miracolo (cioè la sorpresa e lo sgomento dei soldati regolari nel vedersi piombare addosso degli invasati praticamente a mani nude) non durò a lungo; e l&#8217;Esercito dello Spirito Santo, accettando misticamente lo scontro aperto con le ben armate truppe ugandesi, fu fatto a pezzi nel 1987, ad Iganda, nell&#8217;est del Paese. Restarono uccisi, secondo voci concordi, circa 5.000 miliziani dello Spirito Santo. Fu la fine del movimento, ma la donna, con altri capi, si salvò, e da allora ha vissuto, molto rispettata, nel campo profughi di Dadaad.<br />
Nel frattempo la fiamma della rivolta mistica &#8211; un confuso coacervo di cristianesimo, con simbologie anche musulmane, che affonda le radici nella stregoneria ancestrale locale &#8211; era passata ad un altro &#8216;profeta&#8217;, Joseph Kony, cugino, sembra, della &#8216;grande Sacerdotessa&#8217;. Dalle ceneri dell&#8217;Esercito dello Spirito Santo, Kony ha fondato l&#8217;Esercito di Resistenza del Signore (Lra). Queste bande di assassini hanno completamente devastato il Nord dell&#8217;Uganda. Oltre 100.000 morti, più di 25.000 bimbi rapiti e resi schiavi, 1,5 milioni di persone costrette a vivere in campi profughi dove manca anche l&#8217;indispensabile. Il tutto tra orrori senza fine: mutilazioni, madri costrette ad uccidere un figlio per salvarne altri due&#8230; Ma anche questa rivolta sembra spenta. Sono in corso negoziati di pace: molto difficili, ma per la prima volta avviati concretamente. Le trattative hanno avuto proprio in queste ore una svolta: un portavoce dell&#8217;Esercito di liberazione del Signore ha annunciato che una delegazione di ribelli si presenterà all&#8217;Aja per incontrare i magistrati del Tribunale internazionale per discutere sui mandati di cattura per crimini contro l&#8217;umanità che pendono sulle teste dei suoi leader.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/01_Gennaio/18/sacerdotessa.shtml" target="_blank">Fonte: corriere.it</a></p>
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