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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>La clericalata della settimana, 14: politici inaugurano i lavori di una chiesa a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:28:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei politici e rappresentanti...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/07/la-clericalata-della-settimana-14-politici-inaugurano-i-lavori-di-una-chiesa-a-palermo/" title="Read La clericalata della settimana, 14: politici inaugurano i lavori di una chiesa a Palermo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dei </span><a href="https://www.palermotoday.it/cronaca/lavori-chiesa-san-paolo-apostolo-borgo-nuovo-video.html"><span style="font-weight: 400;">politici e rappresentanti istituzionali</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;"><b>hanno partecipato all’inaugurazione dei lavori di risanamento della chiesa di San Paolo Apostolo nel quartiere di Borgo Nuovo a Palermo, alla presenza dell’arcivescovo Corrado Lorefice.</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Hanno preso parte alla cerimonia il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi, il sindaco Roberto Lagalla, il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo, il commissario straordinario alle periferie Fabio Ciciliano, la parlamentare di Fratelli d’Italia Carolina Varchi, l’assessore regionale alle Infrastrutture Edy Tamajo. L’edificio religioso era chiuso da vent’anni e le istituzioni promettono che sarà pronto per la fine dell’anno. Gli interventi di manutenzione straordinaria e risanamento sono stati finanziati con le risorse del Decreto Caivano.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diverse questure hanno regalato ai vescovi della zona, come da “tradizione”, l’olio prodotto dal Giardino della Memoria dedicato alle vittime della strage di Capaci, così da farlo consacrare e utilizzare nelle liturgie. Il questore di Bologna Gaetano Bonaccorso </span><a href="https://questure.poliziadistato.it/it/Bologna/articolo/336169ca4863d17fc996824660"><span style="font-weight: 400;">ha consegnato</span></a><span style="font-weight: 400;"> all’arcivescovo di Bologna e cardinale Matteo Maria Zuppi la sua dotazione di olio affinché sia consegnato alle diocesi di Bologna e Imola. Anche il questore di Nuoro Fortunato Marazzita </span><a href="https://www.unionesarda.it/news-sardegna/nuoro-provincia/il-questore-dona-alle-diocesi-di-nuoro-e-lanusei-lolio-del-giardino-della-memoria-di-capaci-nxi0axiq"><span style="font-weight: 400;">ha donato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la sua parte al vicario della diocesi di Nuoro-Lanusei don Giuseppe Mattana durante una cerimonia all’interno della curia, alla presenza del capo di gabinetto e del dirigente del commissariato di Lanusei. Stesso copione ad Ancona, con il questore Cesare Capocasa che </span><a href="https://questure.poliziadistato.it/it/Ancona/articolo/285369cfa474f159b158440819"><span style="font-weight: 400;">ha coordinato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la donazione dell’olio da “santificare” ai vescovi delle diocesi della Provincia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi sindaci del pescarese, con fascia tricolore, e il consigliere della Regione Abruzzo Antonio Di Marco (Pd) </span><a href="https://www.emiciclonews.it/notizie/237972-i-100-anni-della-chiesa-della-madonna-dell%E2%80%99elcina-celebrazioni-tra-fede-memoria-e-comunit%C3%A0"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa per il centenario della chiesa della Madonna dell’Elcina ad Abbateggio, presieduta dall’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. La celebrazione è iniziata con l’apertura “simbolica” di una porta santa ed è finita con la posa di una pietra commemorativa. Il primo cittadino del borgo, Gabriele Di Pierdomenico, ha proclamato: «questo centenario rappresenta molto più di una ricorrenza, è il segno tangibile della nostra storia e della nostra identità» perché questa chiesa «è un punto di riferimento spirituale e culturale che unisce generazioni e territori».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per Pasqua diverse istituzioni ci hanno tenuto a manifestare il proprio ossequio confessionale: qui riportiamo un florilegio. Il sindaco di Girifalco (CZ) Pietrantonio Cristofaro </span><a href="https://www.facebook.com/comunedigirifalco/posts/pfbid069tbBVj3EGZZeFxAqd5YGJ4sunYrrjBBQDBALd6LAPcs8DqnyAndNRQdoVRRhuZLl"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> con fascia tricolore, assieme alle istituzioni locali, alla messa pasquale con annessa processione. Il Comune di Cinisello Balsamo (MI) </span><a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=1421420270028841&amp;set=pb.100064826432883.-2207520000"><span style="font-weight: 400;">ha affisso</span></a><span style="font-weight: 400;"> dei manifesti con l’immagine di una croce e del sepolcro vuoto per fare gli auguri di Pasqua a nome del sindaco Giacomo Giovanni Ghilardi e la Giunta. Pure il primo cittadino di Beura-Cardezza (VB) Davide Carigi </span><a href="https://www.ossolanews.it/2026/04/05/leggi-notizia/argomenti/attualita-26/articolo/manifesti-in-tutto-il-paese-per-augurare-buona-pasqua-liniziativa-del-sindaco-di-beura-davide-cari.html"><span style="font-weight: 400;">ha fatto affiggere</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella bacheca del municipio e diffuso locandine distribuite tra tabelloni ed esercizi pubblici un’immagine in cui compare una croce e l’augurio pasquale con citazione della Lettera ai Corinzi di san Paolo: «Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede». Anche il sindaco di Spigno Saturnia (LT) Marco Vento </span><a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=965715042812285&amp;id=100081213954144&amp;rdid=NRkGACbozD6nD0gN#"><span style="font-weight: 400;">ha diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> un messaggio di auguri a nome dell’amministrazione affinché «questa Santa Pasqua porti luce, concordia e salute in tutte le vostre case», auspicando «per voi di trovare nei gesti semplici e nella preghiera la forza per affrontare le sfide della vita». Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha inviato tramite i canali istituzionali un messaggio di auguri per le festività: «Sia questa Pasqua un momento di pace per tutti».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione del nuovo interporto InRail di Pordenone </span><a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/interporto_inrail_treno_partito-9453480.html"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione del vescovo Giuseppe Pellegrini, presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, gli assessori regionali Cristina Amirante e Sergio Bini, l&#8217;europarlamentare Alessandro Ciriani, i vertici di Interporto, di InRail e della Camera di Commercio Pordenone-Udine, il sindaco Alessandro Basso e rappresentanti di Giunta, Consiglio comunale, forze dell&#8217;ordine.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero dell’Istruzione e del Merito </span><a href="https://www.mim.gov.it/web/guest/-/concorso-nazionale-san-francesco-d-assisi-il-pensiero-l-opera-la-cultura-e-la-sua-eredita-a-s-2025-2026-in-preparazione-delle-celebrazioni-dell-ottavo"><span style="font-weight: 400;">ha indetto</span></a><span style="font-weight: 400;">, su richiesta del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, un concorso nazionale dal titolo “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità”, rivolto alle scuole di primo e secondo ciclo. I temi da elaborare sono “La Meraviglia del Creato” (per le primarie), “La purezza” (per le secondarie di primo grado), “Ecologia integrale e rapporto tra natura e natura umana” (per le secondarie di secondo grado).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della domenica delle palme dal terrazzo del municipio di Ausonia (FR) </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0P7DTLuXBEPPX8xeu6kVuwoVMfrc9b2GDeHuYXxDf35vj9myjoQqGtkHwmz2NtPmXl&amp;id=100068591934092"><span style="font-weight: 400;">è stata impartita</span></a><span style="font-weight: 400;"> da un prete la benedizione, quindi dalla casa comunale una processione si è diretta verso la chiesa di San Michele dove è stata celebrata la messa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Montoggio (GE) Mauro Fantoni, </span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HjxajP3lSyo"><span style="font-weight: 400;">intervistato</span></a><span style="font-weight: 400;"> da un portale di notizie locali, in merito ai dubbi sull’uso di fondi pubblici per il restauro di una chiesa ha detto: «è un dovere da parte anche dell’amministrazione pubblica, per quanto forse inusuale però, che tutte le amministrazioni pubbliche si facciano carico anche di questi interventi che rappresentano la storia e la cultura del nostro Paese».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Lei non sa chi sono io!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 09:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’ascesa dei populismi, la stronzaggine è stata scambiata per una dimostrazione di forza, determinazione e leadership. A farne le spese, diritti e laicità. Riflette sulla questione Paolo Ferrarini sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Una carezza a un bambino, un abito sobrio, un «buongiorno», un selfie, una valigetta portata personalmente a mano… Paradossalmente, queste azioni banali fino all’insignificanza diventano notizie da prima pagina quando sono compiute da un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/05/lei-non-sa-chi-sono-io/" title="Read Lei non sa chi sono io!">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con l’ascesa dei populismi, la stronzaggine è stata scambiata per una dimostrazione di forza, determinazione e leadership. A farne le spese, diritti e laicità. Riflette sulla questione Paolo Ferrarini sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Una carezza a un bambino, un abito sobrio, un «buongiorno», un selfie, una valigetta portata personalmente a mano… Paradossalmente, queste azioni banali fino all’insignificanza diventano notizie da prima pagina quando sono compiute da un papa. Il precedente, come sappiamo, ci ha marciato alla grande. È un curioso fenomeno che i papi, almeno quelli di ultima generazione, riscuotano il massimo dell’idolatria non quando fanno il loro mestiere di occuparsi con altisonanza dell’aldilà, ma nei momenti in cui si atteggiano a persone comuni. Sarà un segnale che la gente ha più fame di umanismo che di trascendenza? Chissà.</p>
<p>L’aspetto più buffo e interessante, da un punto di vista psicologico, è quanto sia ridicolmente bassa l’asticella dell’eroismo perché un papa sia osannato come “un gigante”. Non è necessario, per esempio, che metta a rischio la propria vita per salvare qualcuno: <span class="pullquote">basta che si comporti come una persona qualunque dotata della minima decenza</span> per deliziare e lasciare a bocca aperta il suo pubblico.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77121" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/lei-non-sa-chi-sono-io.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/lei-non-sa-chi-sono-io.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/lei-non-sa-chi-sono-io-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/lei-non-sa-chi-sono-io-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/lei-non-sa-chi-sono-io-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Detto altrimenti, per essere un gigante è sufficiente che il papa non si comporti come uno stronzo patentato. Del resto, cosa dovrebbe fare quando un bambino si intromette durante una funzione, o una anziana signora rompe un protocollo in sua presenza? Umiliarli e cacciarli via arrogantemente davanti alle telecamere? E allora la domanda che nasce spontanea è, se il pubblico si sorprende e incensa il papa quando si comporta come una persona normale, ciò implica che di default <em><i>si aspetta</i></em> che il papa sia o si comporti come uno stronzo?</p>
<p>Beh, forse sì, se si pensa agli episodi in cui il papa precedente si è realmente comportato un po’ così, tipo quando ha schiaffeggiato una sua fan in piazza San Pietro, o ha minacciato di fare la faccia nera a chi ipoteticamente offendesse sua madre. In questi casi sono stati i suoi critici, anziché i suoi fedeli, a manifestare stupore. E se poi vivere in un umile appartamento anziché nell’opulenza di un palazzo reale è considerato un atto “rivoluzionario”, che fa guadagnare mille punti in popolarità, farsi prestare un aereo intero per un volo scroccato spudoratamente ai danni dei contribuenti di un altro Stato di punti non ne fa perdere nemmeno uno.</p>
<p>Questo doppio standard non si applica in realtà soltanto ai personaggi in odore di santità, e neppure soltanto a re e regine, bensì ovunque ci sia una reale o percepita gerarchia di potere. Si tollera che una persona che si riconosce <em><i>legittimamente</i></em> più in alto di noi faccia pesare la propria superiorità, nella logica del «lei non sa chi sono io». Ci si sorprende anzi quando la persona di potere non lo fa – e la persona di potere furba sa benissimo di proiettare ancora più potere evitando di assumere atteggiamenti arroganti. Un esempio dalle mie esperienze di soggiorno in Asia: il complimento più frequente e (dal loro punto di vista) più bello che mi sento fare dagli indonesiani è quello di essere “umile”.</p>
<p>Come se, in continuità con una vecchia mentalità coloniale, si aspettassero da un visitatore straniero (percepito come “superiore”) arroganza e prevaricazione. E tutto questo per gesti banalissimi, come lasciare passare davanti chi è più basso di me nel <em><i>moshpit</i></em> di un concerto, evitando così di bloccargli completamente la visuale. Il minimo sindacale dell’umana decenza.</p>
<p>Il problema sorge quando la persona non è riconosciuta come legittimamente più in alto di noi.</p>
<p>Secondo Aaron James, professore di filosofia americano che ha dedicato un libro intero all’argomento: <em><i>Stronzi. Un saggio filosofico</i></em>, stronzo è colui che, a parità di status sociale e al netto di circostanze speciali, si sente intrinsecamente in diritto, per privilegio e senso di superiorità, di ignorare le regole d’ingaggio sociale a cui tutti aderiscono, o addirittura le leggi che non ritiene si applichino a lui.</p>
<p>Salta la fila, bullizza, interrompe quando sta parlando qualcun altro, guida e parcheggia in modo sconsiderato, fa commenti sgradevoli e fuori luogo sulle persone. Il suo senso di <em><i>entitlement</i></em> è così forte da immunizzarlo da qualsiasi critica, a cui risponde con volgarità, uscendo a testa alta, vittorioso, da qualsiasi situazione.</p>
<p><em><i>“Entitlement”</i></em> è una di quelle parole, come “accountability”, la cui assenza nel vocabolario italiano sottende la difficoltà a diagnosticare e quindi a intervenire su alcuni mali della nostra società. In questo caso, si tratta della irrazionale, individualistica convinzione di meritare qualcosa, che quel qualcosa ci sia dovuto e sia nostro diritto pretenderlo, anche a costo di sottrarlo illecitamente agli altri.</p>
<p><span class="pullquote">Il senso di <em><i>entitlement</i></em> non è innato, ma determinato culturalmente</span>, e ha tante diverse radici. Genera <em><i>entitlement</i></em> crescere in una famiglia ricca, o in una famiglia aristocratica, avere il giusto colore della pelle, un lavoro prestigioso, una laurea costosa, essere dotati di un pene fra le gambe e/o di un Suv (volendo essere maliziosi, non “e/o” ma solo “o”). Anche credere di avere un dio dalla propria parte, o una comunità di credenti alle spalle che valida certi pregiudizi, è una delle basi più potenti per sentirsi in diritto di atteggiarsi con stronzaggine nei confronti di categorie come gay, donne, atei.</p>
<p>Ma attenzione, anche da liberi pensatori è necessario porsi qualche domanda su come siamo o vogliamo essere percepiti. Richard Dawkins, tanto ammirato nel mondo per la sua eloquenza e abilità di scrittura, è altrettanto disprezzato per la sua famigerata stronzaggine, percezione che emerge dal suo sentirsi <em><i>entitled</i></em> (per superiorità accademica) a non rispettare le regole di ingaggio che qualcuno pretende nel momento in cui si approccia il tema della religione (deferenza, considerazione, senso del tabù).</p>
<p>La stronzaggine non è necessariamente un argomento faceto come si può pensare, perché la capacità stessa di riconoscere uno stronzo, capacità che non si può dare universalmente per scontata, richiede una sensibilità condivisa la quale, anche se non ce ne rendiamo conto, in quest’epoca e nella nostra cultura è radicata nella gloriosa tradizione del liberalismo.</p>
<p>Prendendo le mosse dal grande classico <em><i>Una teoria della giustizia</i></em> di John Rawls, che definisce il liberalismo come «la dottrina morale, psicologica, sociale e politica che emerge dalla comprensione che hanno i membri delle democrazie liberali mature di se stessi e della loro società come un equo sistema di cooperazione», Alexandre Lefebvre, professore di politica e filosofia all’università di Sydney e autore di <em><i>Liberalism as a Way of Life</i></em>, propone un ideale di carattere e condotta comprensibile a tutti che possa servire da definizione di chi siamo e cosa vogliamo essere: quello di «Non essere uno stronzo».</p>
<p>L’interiorizzazione di questo semplice ideale permette di stabilizzare, senza bisogno di un leviatano, una società plurale in cui non si può imporre a tutti un’unica concezione del mondo, ideologica o religiosa. In una società in cui tutti risaputamente pensano che comportarsi da stronzi tradisca l’immagine che hanno di sé come agenti morali, si può contare sul fatto che un altro membro della comunità sia incline a fare la cosa giusta, motivandoci così a fare lo stesso.</p>
<p>Naturalmente, all’interno delle società liberali coesistono ideologie che possono allontanare da questo ideale. Il capitalismo, per esempio, è l’humus perfetto per il fiorire della stronzaggine, promuovendo mantra come: «Io guadagno tanto perché lavoro tanto. Trovati un lavoro anche tu!» Un argomento che muove meschinamente da una posizione di <em><i>entitlement</i></em>, perché evita di considerare coloro che, pur spaccandosi la schiena altrettanto o molto di più di chi fa i milioni, tornano a casa con un pugno di monete.</p>
<p>Non si può impunemente ignorare che il successo dipende in larghissima misura dalle condizioni di privilegio da cui si parte nella vita, condizioni che spesso nessuna quantità di sudore e olio di gomito potrà cambiare. Gli americani trovano talmente ripugnante l’idea del parassitaggio (<em><i>freeloading</i></em>, associato fortemente al socialismo) che preferiscono rovinarsi finanziariamente con un perverso sistema di assicurazioni private piuttosto che permettere a un ipotetico non contribuente di farla franca usando i servizi sanitari gratuitamente, oppure indebitarsi per decenni per mandare all’università un figlio piuttosto che far studiare a fondo perduto i perditempo buoni a nulla che scelgono le discipline umanistiche.</p>
<p>All’epoca della pubblicazione di <em><i>Stronzi</i></em> (2013), a detta di Aaron James <span class="pullquote">l’esempio più avanzato di stronzo-capitalismo nelle società occidentali era l’Italia</span>, che aveva perfezionato il sistema sotto la sapiente conduzione di Silvio Berlusconi. Da allora, le cose sono gravemente peggiorate, perché, con l’ascesa dei populismi di destra, la stronzaggine ha cominciato a non essere più riconosciuta come tale, ma scambiata per una dimostrazione di forza, di determinazione, di leadership: a quel punto, i fondamenti della democrazia liberale a cui sono ancorati tutti i valori con cui siamo cresciuti hanno cominciato a vacillare pericolosamente.</p>
<p>Nel 2017, il famoso <em><i>comedian</i></em> americano Bill Maher ha dedicato una puntata del suo show Real Time a questo tema.</p>
<p>«I repubblicani devono imparare la differenza tra l’essere conservatori e l’essere degli stronzi. Molte delle loro politiche non portano avanti un’agenda conservatrice o libertaria, ma sono semplicemente mosse da stronzi. Abrogare una legge che vietava l’uso del piombo nei proiettili da caccia per evitare di avvelenare le aquile che si nutrono delle carcasse non è una decisione volta a creare posti di lavoro, a risparmiare sul budget, a migliorare la qualità della vita dei cittadini.</p>
<p>È una mossa da stronzi. Lo stesso dicasi per la reintroduzione di un pesticida noto per danneggiare le funzioni cognitive dei bambini. Per non parlare della cancellazione dei buoni pasto per gli scolari. (Piccoli parassiti, fate come in Cina e guadagnatevi da mangiare cucendo le cravatte di Trump!) E ancora, la reintroduzione dell’amianto, e la cancellazione di un accordo con i produttori di automobili per una maggiore efficienza dei motori. I repubblicani sanno che le auto inquinano, ma se ne fregano, perché la funzione di un’auto è quella di far incazzare i liberali».</p>
<p>Bill Maher cattura con efficacia quella che sembra essere diventata la direttiva primaria delle destre populiste: guardare qualsiasi problema e chiedersi, «Che cosa farebbe uno stronzo in questo caso?» In effetti, il desiderio di vendicarsi, di prevaricare, di far dispetto ai nemici ideologici o somministrare violenza vera e propria a categorie di persone che il nostro comune sistema di valori ci aveva portato a identificare come bisognose di protezione, è diventato per alcuni un impulso così dominante da superare persino la legittima aspirazione a migliorare le loro vite.</p>
<p>Si pensi alla volontà politica che ha prodotto la Brexit, che sembra ispirata alla barzelletta ebraica dell’uomo che odia il proprio vicino di casa a tal punto che quando Dio gli offre di realizzare qualunque sua volontà, con il cavillo che il suo vicino riceverà il doppio di quanto ha richiesto per sé, l’uomo chiede a Dio di cavargli un occhio.</p>
<p>L’incubo distopico che stiamo vivendo da quando le chiavi del potere mondiale sono state riconsegnate a un mostro fuori controllo sta mettendo in crisi e profondamente in ansia tutti coloro, atei e agnostici inclusi, che hanno bisogno della democrazia liberale come dell’ossigeno per esistere. Essere vittima di stronzaggine significa innanzitutto essere cancellati nelle nostre identità più profonde, vederci negato il diritto alla parità e all’equità, come individui e come cittadini.</p>
<p>La reazione istintiva che spesso abbiamo in queste circostanze è quella di bestemmiare, di dire parolacce: un meccanismo psicologico volto a reclutare altre persone a confermare che meritiamo di essere trattati meglio, o semplicemente ricordare a noi stessi che se non reclamiamo noi il nostro diritto a esistere e a essere visti, nessuno lo farà al nostro posto. Non esitiamo quindi, razionalisticamente parlando, a chiamare stronzo uno stronzo, quando ne vediamo uno!</p>
<p><strong>Paolo Ferrarini</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li>Aaron James: <em>Stronzi. Un saggio filosofico</em>, Rizzoli, 2013</li>
<li>Alexandre Lefebvre: <em>Liberalism as a Way of Life</em>, Princeton University Press, 2024</li>
<li>John Rawls: <em>Una teoria della giustizia</em>, Feltrinelli, 1982</li>
<li>Real Time with Bill Maher: <em>New Rule: What Would a Dick Do?</em> (<a href="http://go.uaar.it/hbufweu">go.uaar.it/hbufweu</a>)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/02/buone-novelle-laiche-marzo-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di marzo è la scelta di “Libera” che ha finalmente potuto esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione sul fine vita con un supporto meccanico, prima volta in Italia. La donna, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla e paralizzata dal collo in giù, ha infatti utilizzato...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/02/buone-novelle-laiche-marzo-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p>La buona novella laica del mese di marzo è la scelta di “Libera” che <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/03/25/morta-libera-suicidio-assistito-con-dispositivo-a-comando-oculare_612c302e-9545-4402-baa9-23e642d6d8a4.html">ha finalmente potuto esercitare</a> il proprio diritto all’autodeterminazione sul fine vita con un supporto meccanico, prima volta in Italia. La donna, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla e paralizzata dal collo in giù, ha infatti utilizzato il <a href="https://www.ilpost.it/2026/03/17/macchinario-suicidio-assistito-libera/">macchinario</a> per l’autosomministrazione del farmaco con sistema di puntamento oculare realizzato dal CNR dopo una sentenza positiva del tribunale di Firenze, cui si era rivolta due anni fa. Nel 2025 la Corte Costituzionale aveva infatti ribadito il divieto all’eutanasia, lasciando però la possibilità di ricorrere al suicidio assistito con strumenti di autosomministrazione. «Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito», ha scritto in un messaggio diffuso dopo la sua morte, «la mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un&#8217;attesa, allora avrà avuto senso. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata».</p>
<p>La giudice per le indagini preliminari di Milano <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/11/fine-vita-cappato-archiviazione-accanimento-terapeutico-notizie/8320575/">ha archiviato</a> le accuse per il reato di aiuto al suicidio nei confronti di Marco Cappato sui casi di due malati terminali che aveva accompagnato in Svizzera per il fine vita, poi autodenunciandosi. Il magistrato Sara Cipolla ha riconosciuto l’accanimento terapeutico sulla base dei principi tracciati dalla sentenza della Corte Costituzionale in merito del 2025: queste due persone non erano in quel periodo fisicamente dipendenti da macchine ma avevano rifiutato procedure ritenute ormai inutili, invasive e poco dignitose.</p>
<p>Intanto il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, nel corso della relazione sulle attività dell’anno scorso, <a href="https://www.agenzianova.com/news/amoroso-consulta-ancora-inascoltato-il-monito-per-una-normativa-nazionale-sul-fine-vita/">ha fatto</a> l’ennesimo appello alle istituzioni per la mancanza di una legge sul fine vita: «ancora inascoltato è il monito per introdurre una normativa nazionale di regolamentazione del suicidio medicalmente assistito».</p>
<p>La Corte Costituzionale <a href="https://ilmanifesto.it/obiettori-allaborto-la-legge-siciliana-e-costituzionale-il-governo-ha-torto">ha bocciato</a> il ricorso del governo contro la legge della Regione Sicilia che richiede alle strutture sanitarie di organizzarsi per disporre di personale non obiettore. Ma i giudici hanno specificano in senso restrittivo che non è possibile organizzare concorsi solo per medici non obiettori perché ciò «renderebbe una convinzione morale, tradotta nell’essere obiettore di coscienza, un requisito escludente» e che la legge 194 ammette la facoltà di appellarsi all’obiezione anche dopo l’assunzione. È consentito comunque il ricorso a mobilità e convenzioni per supplire alla carenza di medici pro-choice, e d’altronde la norma siciliana non parlava esplicitamente di concorsi riservati a loro. Resta da capire come si possano garantire effettivamente i pieni diritti riproduttivi per le donne in una Regione dove più dell’80% dei medici è obiettore di coscienza.</p>
<p>A Mantova <a href="https://www.gazzettadimantova.it/territorio-mantovano/p-taglio-del-nastro-per-la-scuola-elementare-piero-angela-di-borgochiesanuova-palazzi-laquo-egrave-nbsp-la-pi-ugrave-bella-d-rsquo-italia-raquo-p-1.12970989">è stata inaugurata</a> una scuola primaria intitolata al divulgatore scientifico Piero Angela, nel quartiere di Borgo Chiesanuova, alla presenza anche del sindaco Mattia Palazzi.</p>
<p>Il capo della Procura regionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Pino Zingale, <a href="https://palermo.gds.it/articoli/cronaca/2026/03/06/corte-dei-conti-zingale-167-le-persone-citate-a-giudizio-nel-2025-95efd392-7699-47bf-91ff-03e1a423580a/">ha citato</a> nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario, tra i casi rilevanti, anche l’atto di citazione per 403.416,69 euro per «la gestione dei fondi dell’otto per mille da parte di un vescovo di una Diocesi siciliana», risorse «utilizzate per fini personali. La controparte si è difesa rivendicando l’indipendenza e sovranità della Chiesa e lamentando che l’unico soggetto danneggiato sarebbe proprio la Chiesa. Il procuratore Zingale ha dichiarato che «si tratta, a ben vedere, di argomentazioni ritenute prive di fondamento dall’ufficio del pubblico ministero, attesa la provenienza statale dei fondi in questione». Il contenzioso <a href="https://www.alpauno.com/ex-vescovo-di-trapani-assolto-dovra-risarcire-403-000-euro-lo-ha-deciso-la-corte-dei-conti/">aveva coinvolto</a> l&#8217;ex vescovo Francesco Miccichè, accusato di aver dirottato circa 400 mila euro di fondi dell&#8217;8&#215;1000 verso conti senza obbligo di rendicontazione 2007 al 2012 e in quell&#8217;ultimo anno di aver prelevato duemila euro. Proprio nel 2012 il prelato fu rimosso dal Vaticano, a seguito di una indagine interna.In sede penale l&#8217;anno scorso venne assolto sui fatti del 2012 e prescritto per quelli degli anni precedenti. Ma la Corte dei Conti ha contestato al vescovo emerito il danno erariale.</p>
<p>Diversi genitori <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/madonna-san-luca-fuori-scuola-polemica-ew8xrn1r">hanno rivendicato</a> la laicità e detto &#8220;no&#8221; alle intenzioni di un parroco che voleva organizzare una tappa del passaggio religioso dell’icona della Madonna di San Luca dentro la scuola dell&#8217;infanzia comunale “Grosso” di Bologna. Alla fine era intervenuto persino l’assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara, per una “mediazione”: l’accordo era che non si sarebbero svolti riti religiosi ma solo un passaggio dell’icona davanti alla scuola. Così 14 genitori su 71 hanno autorizzato i figli a incontrare il parroco durante la processione restando nel cortile della scuola con la loro maestra, ma il parroco ha intimato di fermarsi e ha impartito comunque la benedizione.</p>
<p><em><i>Infine qualche buona novella laica dall’estero.</i></em></p>
<p>La rigida legge anti-aborto dell’Indiana, voluta dagli integralisti cristiani, <a href="https://www.friendlyatheist.com/p/indiana-judge-says-states-abortion">è stata bocciata</a> da un giudice perché viola la libertà religiosa dei credenti che invece accettano l’interruzione volontaria di gravidanza. Il ricorso era stato presentato dall’American Civil Liberties Union per conto di un’organizzazione ebraica pro-choice e cinque persone anonime di varie confessioni. Un precedente che mostra quanto possa essere controproducente per gli integralisti usare la “libertà” religiosa come clava a livello politico. Ma che comunque non supera questo concetto limitante, di fatto sminuendo ragioni laiche legate alla libertà di coscienza e ai diritti individuali.</p>
<p>La Corte di Giustizia dell’Ue <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/corte-ue-associazione-cattolica-non-puo-licenziare-chi-abiura_46rOwJC47QVhzcQiJUaOlq">ha stabilito</a> che un dipendente non può essere automaticamente licenziato da un’organizzazione cattolica se abbandona quella confessione. Il caso riguarda un’impiegata di un’associazione della Chiesa cattolica tedesca che fornisce consulenza alle donne incinte per scoraggiarle a interrompere la gravidanza. L’associazione impone ai dipendenti di rispettare la dottrina della Chiesa, e quando la consulente ha abbandonato il cattolicesimo è stata licenziata. La donna contestava il fatto che la diocesi di Limburgo imponesse un contributo supplementare (oltre alla nota “tassa di religione” obbligatoria) per chi come lei è sposato con coniuge di altra confessione a reddito elevato, nonché il fatto che fossero assunti anche non cattolici non passibili di conseguenze in caso di abiura. La Corte federale del lavoro aveva rilevato la disparità di trattamento su base religiosa e chiesto lumi alla Corte di Giustizia. Questa corte ha stabilito che non è legittimo per un’organizzazione privata religiosa imporre a un dipendente di non lasciare il culto di riferimento avendo però altri dipendenti di differenti religioni.</p>
<p>Anche il Lussemburgo <a href="https://today.rtl.lu/news/luxembourg/chamber-votes-to-enshrine-freedom-of-abortion-in-the-constitution-1522475875">ha riconosciuto</a> nella Costituzione la libertà di aborto. La riforma costituzionale è stata approvata dalla Camera: si tratta di una proposta della sinistra che inizialmente menzionava il diritto all’aborto, poi riformulata nel riconoscimento della libertà di abortire dopo un compromesso con i cristiano-sociali.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-marzo-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-marzo-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-marzo-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-marzo-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-marzo-2026%2F&#038;title=Buone%20novelle%20laiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/02/buone-novelle-laiche-marzo-2026/" data-a2a-title="Buone novelle laiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La clericalata della settimana, 13: il governo firma le intese per assistenti spirituali nazionali per Protezione civile e Vigili del fuoco</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/03/30/la-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della Presidenza del Consiglio...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/30/la-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco/" title="Read La clericalata della settimana, 13: il governo firma le intese per assistenti spirituali nazionali per Protezione civile e Vigili del fuoco">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della </span><a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2026-03-25/nasce-assistente-spirituale-generale-della-protezione-civile-36296868/"><span style="font-weight: 400;">Presidenza del Consiglio dei ministri</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha firmato le intese con la Conferenza episcopale italiana per la nomina di due assistenti spirituali generali a livello nazionale, uno per la Protezione civile e l’altro per i Vigili del fuoco.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli accordi sono stati sottoscritti dal presidente della Conferenza episcopale e cardinale Matteo Maria Zuppi e rispettivamente dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Le intese prevedono la nomina annuale, con decreto del presidente del Consiglio e su designazione della Cei, di un assistente spirituale generale per la Protezione civile e di un suo omologo per i Vigili del fuoco, entrambi incaricati di coordinare a livello nazionale l’assistenza spirituale cattolica, i riti religiosi, la catechesi, la formazione cristiana. Tali incarichi saranno svolti a titolo gratuito ma con rimborso delle spese di missione.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il governo italiano </span><a href="https://www.blitzquotidiano.it/cronaca/perche-israele-ha-fermato-il-cardinale-pizzaballa-al-santo-sepolcro-prima-della-marcia-indietro-di-netanyahu-3776144/"><span style="font-weight: 400;">è sceso in campo</span></a><span style="font-weight: 400;"> per protestare contro Israele per aver impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa di celebrare una messa in forma privata per la domenica delle palme nella basilica del Santo Sepolcro, in difesa della libertà religiosa (ma solo dei cristiani). In queste settimane Israele ha bloccato l’accesso ai luoghi sacri della città vecchia anche a ebrei e musulmani, adducendo motivi di sicurezza a causa dei contrattacchi iraniani. La premier Giorgia Meloni ha parlato di «offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano, definendo la decisione «inaccettabile». Per il ministro della Difesa Guido Crosetto è «un episodio preoccupante e senza precedenti». A seguito della polemica infine il governo israeliano ha acconsentito affinché il patriarca possa celebrare funzioni religiose pasquali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In molte località in tutta Italia le forze dell’ordine e le autorità locali hanno presenziato alle messe per il precetto pasquale. Ad esempio diversi sindaci della Provincia di Verbania, con fascia tricolore, e le forze dell’ordine con il prefetto Matilde Pirrera </span><a href="https://www.lastampa.it/verbano-cusio-ossola/2026/03/25/foto/verbania_il_precetto_pasquale_per_istituzioni_e_forze_dellordine-15560430/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa per il precetto pasquale presieduta dal vicario generale della diocesi di Novara Fausto Cossalter. Anche al duomo di Legnago (VR) il comando della compagnia locale dei Carabinieri </span><a href="https://www.facebook.com/comunedilegnago/posts/pfbid02RVoNuvpcYa4iFTovbpWBBcaR1EjmM3ZrizNfg4mTV8hddAq5xJWw2hi6UYiB3YzMl"><span style="font-weight: 400;">ha preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa di precetto, assieme al vicesindaco Roberto Donà e altri sindaci e amministratori di Comuni limitrofi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Ancona </span><a href="https://www.comune.ancona.it/it/eventi/giornata-di-studio-sul-fine-vita"><span style="font-weight: 400;">ha ospitato</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella sala del Consiglio comunale e patrocinato una giornata di studio sul fine vita organizzata dalla lobby cattoliche Pro Vita e Famiglia e Forum delle associazioni socio sanitarie. Il sindaco Daniele Silvetti, il consigliere regionale delle Marche Marco Ausili e l’assessore alla Sanità della Regione Paolo Calcinaro hanno portato i saluti istituzionali e tra i relatori ha partecipato l’assessore ai Servizi sociali del Comune Manuela Caucci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un elicottero dell’Aeronautica militare </span><a href="https://www.youtube.com/shorts/A8mT-hDDFz0"><span style="font-weight: 400;">ha accompagnato</span></a><span style="font-weight: 400;"> papa Leone XIV a Monaco per il suo viaggio apostolico. Per l’occasione c’è stato uno scambio di messaggi anche tra il papa e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con questi che ha formulato anche a nome «del popolo italiano i migliori auguri per il viaggio apostolico», </span><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-03/quo-072/telegrammi-a-capi-di-stato.html"><span style="font-weight: 400;">aggiungendo</span></a><span style="font-weight: 400;">: «La grande attesa, già da molte settimane resa manifesta dalle autorità, dai giovani monegaschi e dalla locale comunità ecclesiastica […] testimonia del saldo legame che unisce il Principato alla Santa Sede e della profonda radice cristiana di quella terra. Il motto “Io sono la via, la verità e la vita” che Ella ha scelto per questa prima missione del 2026 risponde pienamente all’esigenza, ovunque avvertita, di udire parole capaci di suscitare speranza e ispirare concordia tra i popoli».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il questore di Torino Massimo Gambino </span><a href="https://questure.poliziadistato.it/it/Torino/articolo/68469c7d6fad36a4781714486"><span style="font-weight: 400;">ha donato</span></a><span style="font-weight: 400;"> all’arcivescovo di Torino e cardinale Roberto Repole e agli altri vescovi della provincia l’olio estratto dagli ulivi di Capaci, che sarà utilizzato per le benedizioni del giovedì santo. Per il periodo pasquale l’olio del Giardino della Memoria “Quarto Savona Quindici”, dedicato alle vittime della strage di Capaci, è stato donato alle diocesi italiane per essere utilizzato durante i riti religiosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dirigenti e dipendenti di ITA Airways </span><a href="https://www.panorama.it/attualita/leone-xiv-ita-airways-compagnia-viaggi-apostolici"><span style="font-weight: 400;">sono stati ricevuti</span></a><span style="font-weight: 400;"> in Vaticano per un’udienza con papa Leone XIV.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F30%2Fla-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2013%3A%20il%20governo%20firma%20le%20intese%20per%20assistenti%20spirituali%20nazionali%20per%20Protezione%20civile%20e%20Vigili%20del%20fuoco" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F30%2Fla-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2013%3A%20il%20governo%20firma%20le%20intese%20per%20assistenti%20spirituali%20nazionali%20per%20Protezione%20civile%20e%20Vigili%20del%20fuoco" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F30%2Fla-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2013%3A%20il%20governo%20firma%20le%20intese%20per%20assistenti%20spirituali%20nazionali%20per%20Protezione%20civile%20e%20Vigili%20del%20fuoco" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F30%2Fla-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2013%3A%20il%20governo%20firma%20le%20intese%20per%20assistenti%20spirituali%20nazionali%20per%20Protezione%20civile%20e%20Vigili%20del%20fuoco" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F30%2Fla-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2013%3A%20il%20governo%20firma%20le%20intese%20per%20assistenti%20spirituali%20nazionali%20per%20Protezione%20civile%20e%20Vigili%20del%20fuoco" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/03/30/la-clericalata-della-settimana-13-il-governo-firma-le-intese-per-assistenti-spirituali-nazionali-per-protezione-civile-e-vigili-del-fuoco/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 13: il governo firma le intese per assistenti spirituali nazionali per Protezione civile e Vigili del fuoco"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Corsi prematrimoniali laici, un successo inaspettato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo diverse città anche il Comune di Torino introduce corsi prematrimoniali laici, segno di un cambiamento sociale diffuso. Affronta il tema Daniele Passanante sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Le istituzioni si attivano per proporre corsi prematrimoniali laici rivolti alle coppie che scelgono il rito civile o le unioni di fatto. Lo hanno già fatto recentemente con successo i Comuni di Milano e Firenze e presto anche Torino farà partire...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/29/corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato/" title="Read Corsi prematrimoniali laici, un successo inaspettato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo diverse città anche il Comune di Torino introduce corsi prematrimoniali laici, segno di un cambiamento sociale diffuso. Affronta il tema Daniele Passanante sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Le istituzioni si attivano per proporre corsi prematrimoniali laici rivolti alle coppie che scelgono il rito civile o le unioni di fatto. Lo hanno già fatto recentemente con successo i Comuni di Milano e Firenze e presto anche Torino farà partire percorsi di formazione per i futuri sposi. Fino a qualche tempo fa non c’erano alternative e gli unici corsi per affrontare il matrimonio erano quelli proposti dalle parrocchie.</p>
<p>Obbligatori per chi sceglie il rito religioso, sono da sempre tenuti da sacerdoti che, salvo eccezioni, non si sono mai sposati. Mentre i corsi parrocchiali si svolgono sulla base del principio biblico, secondo cui la moglie deve essere sottomessa al marito, affrontando tematiche come la vita di coppia, il significato del matrimonio cristiano, l’irrevocabilità del sacro vincolo, l’obbligo di fedeltà e la sessualità orientata alla procreazione, <span class="pullquote">i corsi laici, tenuti da esperti, propongono un percorso paritario tra i coniugi</span>, che affronta il tema giuridico del matrimonio e gli aspetti psicologici di una relazione di coppia.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77096" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsi-prematrimoniali-laici-un-successo-inaspettato-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>A Milano i corsi prematrimoniali laici hanno avuto un risultato molto positivo in termini di partecipazione. Lanciati lo scorso febbraio, dopo una prima sessione primaverile, sono stati riproposti nel mese di ottobre. Il progetto è in collaborazione con l’Ordine degli avvocati di Milano. È offerto un corso di preparazione gratuito per le coppie residenti nel territorio comunale che intendano unirsi in matrimonio in sede civile o costituire un’unione ai sensi della legge numero 76 del 2016. I prossimi due cicli di incontri sono previsti a marzo e ottobre 2026 e si svolgeranno nella sala Brigida di palazzo Marino, sede centrale del Comune di Milano in piazza della Scala.</p>
<p>Ma i corsi prematrimoniali laici non sono una assoluta novità. I primi, realizzati nel 2014 a Genova a cura dell’Uaar con il patrocinio del Comune, erano rivolti a un massimo di dieci coppie. Anche altri Comuni come Genova, Napoli e Brescia li hanno istituiti in passato. Ora, ispirati dalla recente esperienza milanese, saranno introdotti anche a Torino in seguito alla mozione che lo scorso 17 novembre 2025 ha presentato in Consiglio comunale la giovane vicepresidente Ludovica Cioria (Pd).</p>
<p>La mozione, approvata con 23 voti favorevoli e 4 astenuti, è partita dall’analisi dei numeri che evidenziano una crescita significativa dei matrimoni con rito civile. Secondo i dati Istat infatti, nel 2023 sono stati celebrati in Italia 184 mila e 207 matrimoni, di cui il 58,9% con rito civile a cui si aggiungono poco più di tremila unioni civili. In Piemonte su un totale di 12 mila e 754 matrimoni, il 72,8%, pari a 9.280, sono stati celebrati in Comune. A Torino nell’ultimo anno alla data del 30 novembre 2025 sono stati 1.146 i matrimoni e 78 le unioni civili. A livello della diocesi di Torino, i matrimoni religiosi sono passati da oltre 5.000 nel 2002 a circa 1.500 nel 2023 e la tendenza vede un calo sempre più marcato. A livello nazionale, i matrimoni religiosi sono diminuiti dell’8,2% nel 2023 rispetto all’anno precedente, con una flessione costante della quota di matrimoni celebrati con rito religioso rispetto a quelli con rito civile, che sono ormai la maggioranza.</p>
<p>I corsi prematrimoniali offrono quindi alle coppie strumenti utili per affrontare consapevolmente la vita coniugale, trattando temi come la comunicazione, la gestione dei conflitti, l’educazione di eventuali figli e gli aspetti legali ed economici del matrimonio. La proposta di Torino va incontro alla necessità di garantire a tutti i cittadini l’accesso a percorsi formativi che rispondano alle esigenze e ai valori delle coppie, indipendentemente dalla fede o dall’orientamento sessuale.</p>
<p>L’obiettivo è quello di contribuire a promuovere una cultura di rispetto e inclusione, valorizzando la diversità delle scelte personali. L’attivazione di incontri con commercialisti e avvocati esperti di diritto di famiglia, psicologi, ginecologi, andrologi, sessuologi, potrebbe aiutare le neocoppie a comprendere meglio i diritti e i doveri derivanti da un’unione civile: per esempio la gestione del patrimonio e i regimi economici, le responsabilità genitoriali e i diritti dei figli, le modalità per risolvere eventuali controversie.</p>
<p>Dal 2022 il Consiglio del Comune di Torino ha approvato l’adesione all’iniziativa del “Network family in Italia”, rete dei Comuni amici delle famiglie, proprio per sottolineare il valore e l’importanza socioculturale delle famiglie e di quanto vadano sostenute direttamente, indirettamente e anche preventivamente.</p>
<p>«Lo strumento dei corsi prematrimoniali – conclude la mozione – è sicuramente un mezzo per far conoscere le criticità che possono mettere a rischio la solidità e la durata delle famiglie, come pure per condividere buone pratiche che possano aiutare ad affrontare la quotidianità di una coppia che è a tutti gli effetti famiglia».</p>
<p><span class="pullquote">Sull’argomento abbiamo intervistato Ludovica Cioria</span>, classe 1989, dottoressa in Scienze del governo, formatrice ed esperta in comunicazione pubblica, politica e istituzionale. Dal 2021 è vicepresidente del Consiglio comunale di Torino.</p>
<p><strong><b>Quanto è difficile oggi in politica introdurre il tema della laicità, quindi affrontare questioni legate alla laicità?</b></strong></p>
<p>Sicuramente attraversiamo una fase dove la laicità è più che mai per me un bisogno valoriale, esattamente come tutti gli altri valori che vogliamo affermare attraverso il lavoro nelle istituzioni. È difficile perché la laicità ancora oggi è vista come la negazione di qualcun altro, quando in realtà significa stare al di sopra di alcune differenze e abbracciare una visione collettiva, che però sia basata sulle istituzioni e non meramente identitaria e quindi sulle scelte di vita comune che noi facciamo. È difficile, ma non impossibile e quindi secondo me va fatta.</p>
<p><strong><b>Quali sono le reazioni che altre forze politiche hanno rispetto a queste tematiche?</b></strong></p>
<p>Il crinale di reazione più spontanea è quello tra conservatori e progressisti. Sono proprio i conservatori che patiscono maggiormente questo tipo di ragionamenti e non uso questo termine a caso. Loro proprio soffrono, come se affermare la necessità di avere spazi comuni laici diminuisse i loro spazi. E non è assolutamente così. Abbiamo scontato sicuramente un pregiudizio da parte di alcune forze di destra, però quello che ho notato non è più così palese, cioè la critica che si vuole muovere a determinate iniziative non viene mai definita come una critica alla laicità, ma viene sempre definita come una critica organizzativa, contenutistica.</p>
<p>Forse perché ci si è in fondo resi conto anche negli ambienti conservatori che una guerra di bandiera non fa bene neanche a loro. Quindi stanno un po’ cambiando alcune strategie nell’opporsi a determinate iniziative. Però lo fanno. Ed è successo anche nel caso dei corsi prematrimoniali laici. Con la presenza in Consiglio del collega Silvio Viale abbiamo su questi temi una voce molto critica e avanguardistica rispetto ad alcune battaglie. Io sono atea e mi sento parte di una categoria, perché sono atea per scelta consapevole e ragionata e questo non fa sì che io non riesca a capire altre scelte. Quello di cui abbiamo bisogno è non cadere nella trappola della faziosità, perché ci disegnano in un certo modo, ma continuare a tessere questo spazio comune che è quello della laicità dove anche persone che hanno fatto altre scelte si ritroveranno.</p>
<p><strong><b>In che cosa consistono questi corsi, a chi sono rivolti e da chi saranno tenuti?</b></strong></p>
<p>Abbiamo pensato di rivolgerci alle persone che scelgono di sposarsi presso il Comune di Torino. Qualsiasi tipo di coppia, di qualsiasi tipo di provenienza. Quello che conta per noi è che abbiano scelto la città di Torino. <span class="pullquote">I corsi, aperti, liberi e gratuiti sono uno strumento civico</span>, incardinato nel lavoro dell’assessorato e degli uffici che fanno capo all’anagrafe e allo stato civile. Si svolgono inizialmente in collaborazione con gli ordini professionali degli avvocati e delle avvocate, degli psicologi e delle psicologhe.</p>
<p>Abbiamo infatti pensato che fosse importante, al fine di porre basi solide per qualsiasi vita di coppia, tenere saldi due elementi, da un lato quello più squisitamente giuridico: e quindi qual è il significato dell’unione per il nostro Stato, e quali sono non solo i diritti e i doveri che sorgono in seguito a questa decisione. E quindi come lo Stato vede lo spazio comune della coppia, ma anche quali sono le questioni collegate e quindi i servizi che la città di Torino offre rispettivamente alle coppie, e infine le questioni di natura economica rispetto a una unione, le questioni relative alla cittadinanza e ai servizi per i cittadini e le cittadine nel momento in cui diventano una famiglia.</p>
<p>Poi una parte più squisitamente psicologica e quindi di natura relazionale, legata al modo in cui le persone che fanno parte di una coppia devono relazionarsi tra di loro: una comunicazione verbale e non verbale rispettosa, la capacità di riconoscere le crisi come elementi evolutivi e non solo come elementi distruttivi, la capacità di governare i conflitti che ci sono all’interno delle relazioni interpersonali.</p>
<p><strong><b>È previsto un percorso specifico per le coppie Lgbt+?</b></strong></p>
<p>In questo momento noi abbiamo strutturato il perimetro di lavoro attraverso l’atto approvato in Consiglio comunale e in questo 2026 saranno sperimentate le prime lezioni e quindi le prime due o più edizioni di questo corso nella sua versione minima. Questo vuol dire che i contenuti previsti saranno fruibili per tutte le tipologie di coppie che si sposeranno nel Comune di Torino e saranno pensati per questo. Infatti nel percorso di ingaggio degli Ordini professionali, che si occuperanno poi di erogare la parte formativa, abbiamo chiarito fin da subito che il corso sarebbe stato rivolto a tutti e tutte. Le cose da organizzare saranno poi collegate alle questioni più pratiche come possono essere quelle della lingua e quindi prevedere ipotetiche traduzioni sia in lingue straniere che in lingua dei segni e con l’eventuale presenza di mediatori e interpreti.</p>
<p><strong><b>Che numeri ci sono?</b></strong></p>
<p>Abbiamo numeri gestibilissimi considerato che sarà un’adesione volontaria. Siamo nell’ordine di un migliaio tra unioni civili e matrimoni. Sicuramente l’ordine di grandezza ci chiede almeno due di queste soluzioni in due diversi periodi dell’anno, in modo da abbracciare le due grandi stagioni matrimoniali: la primavera e dopo l’estate.</p>
<p><strong><b>A partire da quando saranno attivi?</b></strong></p>
<p>La partenza sarà questa primavera. La cosa che mi fa piacere è che sia a Milano che a Firenze l’iniziativa dei corsi prematrimoniali è partita da due assessore donne, giovani trentenni. Il bello è che questo ci dà anche una prospettiva generazionale, sicuramente una prospettiva di genere, nel senso che il fatto di eleggere giovani donne porta una ventata di novità nelle prospettive di alcuni assessorati. La differenza tra il nostro corso e il loro è che a Torino saremo i primi a inserire l’elemento psicologico relazionale all’interno del corso.</p>
<p>Quest’anno pilota ci restituirà una serie di dati rispetto a come è la partecipazione, quali sono i bisogni, quali le cose da modificare, perché magari si valuterà che c’è una grande richiesta di una versione on line. Inizialmente abbiamo bisogno di partire con versioni in presenza, perché riteniamo che sia molto bello anche il fatto di vedersi fisicamente in questo percorso comune e oltretutto uno dei soggetti coinvolti è il Centro relazioni e famiglie, centro accreditato alla città di Torino dove tutte le figure che sono connesse all’aspetto relazionale-familiare (quello legato alla coppia e quello legato ai minori) lavorano in sinergia per offrire servizi alle famiglie.</p>
<p><strong><b>Daniele Passanante</b></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 12: il sindaco di Lavagna concede il patrocinio alla conferenza sul “gender” del vescovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del sindaco di Lavagna...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/23/la-clericalata-della-settimana-12-il-sindaco-di-lavagna-concede-il-patrocinio-alla-conferenza-sul-gender-del-vescovo/" title="Read La clericalata della settimana, 12: il sindaco di Lavagna concede il patrocinio alla conferenza sul “gender” del vescovo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://radioaldebaran.it/gender-e-dintorni-conferenza-di-monsignor-suetta-a-lavagna-il-sindaco-da-il-patrocinio-del-comune/321045"><span style="font-weight: 400;">sindaco di Lavagna (GE) Gian Alberto Mangiante</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha concesso il patrocinio a una conferenza sul “gender” del vescovo di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta, già noto per prese di posizione integraliste come le recenti scampanate anti-aborto.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L’evento, dal titolo “Pane non pietre: Domande giuste per risposte sbagliate &#8211; Gender e dintorni”, sarà tenuto il prossimo 26 aprile all’Auditorium Campodonico dal prelato e nella </span><a href="https://radioaldebaran.it/wp-content/uploads/2026/03/Decreto-patrocinio-conferenza-monsignor-Suetta.pdf"><span style="font-weight: 400;">disposizione</span></a><span style="font-weight: 400;"> in merito il sindaco «decreta di valutare positivamente i contenuti e gli obiettivi delle iniziative proposte, stante l’interesse sociale delle stesse».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore alla scuola del Comune di Bologna Daniele Ara </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/madonna-di-san-luca-la-22622147"><span style="font-weight: 400;">ha consentito</span></a><span style="font-weight: 400;">, dietro autorizzazione dei genitori, che i bambini della scuola materna comunale “Grosso” incontrassero il parroco passato davanti al cancello dell’istituto durante la processione della madonna di san Luca. Nonostante fosse stato promesso che non ci sarebbero state attività di culto, il parroco ha fatto pregare i bimbi e, mentre le maestre li stavano riportando a giocare con i loro compagni, ha impartito la benedizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ex assessora alla Cultura e presidente della commissione scuola comunale di Chiusi (SI) Daniela Masci – nota nella cittadina anche come catechista – </span><a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/una-minoranza-rumorosa-ha-penalizzato-i-ragazzi/ar-AA1Z6gKk"><span style="font-weight: 400;">si è detta dispiaciuta</span></a><span style="font-weight: 400;"> per l’annullamento delle benedizioni pasquali previste in orario scolastico presso l’Istituto Comprensivo “Graziano da Chiusi”. A suo dire le benedizioni «sono sempre state un momento semplice, sereno, parte della tradizione senza che nessuno si offendesse», e si sarebbe arrivati alla sospensione dei riti «in nome di un laicismo esasperato che tradisce persino la laicità sacrosanta prevista dalla nostra Costituzione» che «penalizza il 99% delle famiglie per accontentare una minoranza rumorosa».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo </span><a href="https://www.torinotoday.it/cronaca/parco-dora-festa-fine-ramadan-20-marzo-piazza-baldissera-code-traffico.html"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla festa pubblica per la fine del Ramadan che si è svolta al Parco Dora. Il primo cittadino ha commentato così: «un messaggio che parla a tutti noi, non solo a chi ha vissuto il Ramadan. Perché oggi abbiamo tutti bisogno di ritrovare senso, equilibrio, umanità». Anche l’assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini – che si occupa anche di istruzione, migranti e politiche di genere – </span><a href="https://www.instagram.com/p/DWHsToEjoVr/?igsh=MXc4MWVya2EzZmJndA%3D%3D"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla festa di Eid al-Fitr organizzata dalla locale comunità islamica al Palazzetto dello Sport di Santa Croce sull’Arno (PI).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Comprensivo “G. G. Ciaccio Montalto” di Trapani </span><a href="https://www.facebook.com/100057177621116/posts/pfbid027zgmeqc3bTitxcAYR7e1rA7ne3MjjqmHuzbFAmKQCigE4KHsqpRP86ANsXjcwbvQl/"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> nel plesso “Mauro Rostagno” l’evento “CuciniAMO la Sicilia” durante il quale gli alunni hanno realizzato «pani in onore di san Giuseppe» ed è stato invitato don Antonino Gerbino per «un attimo di condivisione».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Vibo Valentia </span><a href="https://www.facebook.com/ilsindacoinforma2020/posts/pfbid02rqsST3SA49bZCcP2Jc9a5up9o3zdxuATqHe2XAa9Csn3TSX8TJrQTLfqxG9uZwScl"><span style="font-weight: 400;">ha dato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il patrocinio alla mostra dedicata al beato Carlo Acutis presso il museo di arte sacra Valentianum. L’esposizione è stata inaugurata alla presenza del vescovo Attilio Nostro e dell’assessore alla Cultura Stefano Soriano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Ragusa </span><a href="https://www.ragusaoggi.it/educazione-e-memoria-lasilo-nido-di-via-australia-intitolato-a-don-giussani/"><span style="font-weight: 400;">ha intitolato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il nuovo asilo nido comunale in Via Australia a don Luigi Giussani, fondatore della lobby confessionalista Comunione e Liberazione, accogliendo l’istanza presentata dal Centro socio-culturale ibleo “Monsignor Francesco Ventorino”. All’inaugurazione </span><a href="https://www.facebook.com/diocesidiragusa/posts/pfbid02LZtENzXdgDVe1MkNAFGvpnsShwXnQrpXNKWs73PskMAeyKFEbsRZ42LFqGAsPPiQl"><span style="font-weight: 400;">era presente</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche il vescovo Giuseppe La Placa.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi Comuni e istituzioni </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid022sJt1v2916t1y3P8CpCsbVw3KS5piSy74F9eKssewVBzFL8BHHHHvAFzvQ3GJNNMl&amp;id=61585029793968"><span style="font-weight: 400;">hanno dato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il proprio patrocinio gratuito al progetto del “Cristo del Gargano”, che prevede la costruzione di una statua di Gesù in acciaio alta 22 metri sopra il belvedere di Manfredonia con il pretesto di rilanciare il turismo religioso nella zona, nonostante le criticità a livello ambientale. L’inquietante “teomostro” in questione dovrebbe infatti sorgere all’interno del Parco nazionale del Gargano con tanto di illuminazione notturna. Finora, oltre alle autorità religiose,  hanno accolto positivamente il progetto il Consiglio della Provincia di Foggia, l’Agenzia Regionale del Turismo – Puglia Promozione, il Consiglio di amministrazione degli aeroporti di Puglia, i Comuni di Manfredonia, Rodi Garganico, Mattinata, Carpino, nonché diversi ordini di professionisti della zona, fondazioni, enti economici, associazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola primaria statale &#8220;Dei Ciliegi&#8221; a Verona, che fa parte dell’Istituto Comprensivo “VR12 Golosine”, ha disposto per il 13 marzo che per un’uscita didattica alla Fiera di Verona in occasione dell’evento Sport Expo fosse fornito come pranzo al sacco un panino con il solo formaggio perché venerdì di quaresima.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>God(s) Save the King?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Regno Unito oggi è un Paese in bilico tra secolarizzazione, confessionalismo anglicano e identitarismi religiosi (come quello islamico): non mancano tensioni su libertà d’espressione e ruolo politico della religione. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. «Dio salvi il re» (o «la regina») recita l’inno patriottico che da qualche secolo risuona nel Regno Unito, suggello del legame tra corona e religione cristiana, organico...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/22/gods-save-the-king/" title="Read God(s) Save the King?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Regno Unito oggi è un Paese in bilico tra secolarizzazione, confessionalismo anglicano e identitarismi religiosi (come quello islamico): non mancano tensioni su libertà d’espressione e ruolo politico della religione. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>«Dio salvi il re» (o «la regina») recita l’inno patriottico che da qualche secolo risuona nel Regno Unito, suggello del legame tra corona e religione cristiana, organico almeno dal 1534. Ovvero quando lo spregiudicato re Enrico VIII divorzia dalla chiesa cattolica per divorziare dalla consorte Caterina d’Aragona, proclamandosi capo della Chiesa locale che sarà nota come anglicana.</p>
<p>Ancora oggi, nonostante la diffusa secolarizzazione del Paese dove ormai circa metà della popolazione non appartiene ad alcuna confessione e <span class="pullquote">la fede anglicana è ai minimi storici</span>, questa Chiesa ha a capo il regnante, è religione di Stato e mantiene un’influenza spropositata. Un peculiare confessionalismo che foggia la legislazione con durature discriminazioni verso i non anglicani, in particolare miscredenti e cattolici. Non a caso le due principali categorie mal tollerate nella sua <em><i>Lettera sulla tolleranza </i></em>da John Locke, uno dei padri del liberalismo.<img class="alignnone size-full wp-image-77021" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Gods-Save-the-King.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Gods-Save-the-King.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Gods-Save-the-King-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Gods-Save-the-King-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Gods-Save-the-King-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I cattolici, con sprezzo “papisti”, sono banditi dai ruoli pubblici perché ritenuti agenti stranieri – diversi giustiziati come Tommaso Moro, filosofo ed ex cancelliere di Enrico VIII, condannato dal re e canonizzato da Pio XI. Con non credenti, blasfemi ed eretici si applicano spietate leggi anti-blasfemia: l’ultimo condannato a morte è Thomas Aikenhead, studente scozzese ventenne impiccato nel 1697.</p>
<p>L’ultimo messo in galera nel 1921 è John William Gott, attivista socialista e razionalista, per conferenze e pamphlet in cui critica aspramente la religione. Illuminismo e scienza fanno riemergere dall’ombra i non credenti, e mentre in Francia irrompe una <em><i>laïcité</i></em> combattiva verso clericalismo e religione, in Gran Bretagna matura il concetto più posato e civico di <em><i>secularism</i></em>, coniato dallo scrittore agnostico George Holyoake nel 1851.</p>
<p>In quegli anni Charles Darwin, figura dalla sensibilità umanista, con l’evoluzionismo erode la centralità della religione. Il politico liberale Charles Bradlaugh è il primo non credente dichiarato eletto alla Camera dei Comuni, ramo del parlamento inglese. E il primo a sfidare – prima con decadenze dal seggio e l’arresto, infine vincendo – l’obbligo del giuramento religioso. Fonda nel 1866 la National Secular Society, tutt’oggi tra le principali associazioni laico-umaniste britanniche.</p>
<p>Nei decenni successivi si valuta l’abolizione dell’anacronistico reato di blasfemia, ma la svolta arriva negli anni duemila con la campagna delle organizzazioni laiche come British Humanist Association (oggi Humanists Uk), National Secular Society e altre associazioni per i diritti, che smuove la politica. La riforma laica viene approvata nel 2008 per Inghilterra e Galles grazie a un intergruppo di parlamentari umanisti, in un Paese dove i politici hanno il coraggio di dirsi non credenti e contarsi senza ostentare il senso di inferiorità fantozziano verso la religione tipico di quelli italiani. In Scozia la blasfemia non è reato dal 2020, mentre nell’Irlanda del Nord lo è ancora.</p>
<p>Ma l’abolizione del reato di blasfemia intacca solo in parte il confessionalismo britannico. La presenza di corpose e rumorose minoranze etniche, in particolare musulmane, spinge le istituzioni a garantire loro privilegi. Si pensi al proliferare di <em><i>faith school</i></em> (con controversie sull’indottrinamento), di moschee e predicatori integralisti, ai tribunali religiosi che gestiscono questioni familiari in base alla sharia – con violazioni dei diritti civili per categorie come donne, minori, laici e non credenti. Il tutto nel nome di quel liberalismo che per espiare le proprie colpe razziste e coloniali finisce per alimentare un identitarismo religioso di ritorno non di rado ostile all’occidente. L’establishment britannico – dalla corona in giù, passando per i conservatori – allarga il confessionalismo anglicano ormai stantio nel multiconfessionalismo.</p>
<p>Dal canto suo anche una certa sinistra cavalca il multiculturalismo confessionale per difendere le minoranze dal razzismo, tacendo sulla loro deriva settaria e sulle contraddizioni rispetto a lotte progressiste su temi laici e lgbt+. Proprio nel 2025 diversi laburisti defezionano per fondare Your Party, formazione socialista animata anche dall’ex leader del partito laburista Jeremy Corbyn e dalla giovanissima Zarah Sultana, musulmana di origine pakistana che si esprime però a favore dei diritti delle persone trans, in contrasto con altri correligionari del nuovo partito.</p>
<p>I conservatori rimangono abbastanza laici (specie quando si contesta l’islam) ma monta una destra apertamente identitaria e cristianista ostile alle minoranze di origine straniera, che esalta la religione “autoctona” come baluardo delle libertà e di coesione nazionalista, dimenticandone la natura totalitaria e oppressiva dispiegatasi nei secoli prima che venisse temperata da liberalismo e laicità.</p>
<p>Questi umori, simili a quelli del nazionalismo cristiano in voga negli Usa a trazione trumpiana, trovano sfogo nella manifestazione “Unite the Kingdom” a Londra nell’ottobre del 2025<sup>1</sup>. <span class="pullquote">Tra i promotori c’è Tommy Robinson, controverso militante di estrema destra</span> con trascorsi da hooligan, noto per battaglie contro immigrati, moschee e politicamente corretto, che guadagna consensi anche a causa dell’omertà istituzionale verso le problematiche concrete legate all’integrazione. Ora si proclama cristiano dopo l’intensa lettura della Bibbia durante la sua ultima detenzione.</p>
<p>In questo clima non sorprende che si tema il rientro dalla finestra delle disposizioni anti-blasfemia con il pretesto della lotta al razzismo. Un caso detonante è quello di Hamit Coskun, cittadino turco ateo di origine curda e armena che chiede asilo nel Regno Unito: dà fuoco al <em><i>Corano</i></em> davanti al consolato turco a Londra come gesto di protesta nei confronti del regime islamico di Erdogan. Durante l’azione viene raggiunto da un musulmano residente in zona, Moussa Kadri, che lo minaccia di morte e aggredisce con un coltello. Secondo il procuratore, in maniera surreale, il fatto che Coskun venga attaccato dimostrerebbe che rappresenta un pericolo. Il tribunale nel giugno del 2025 multa Coskun per turbativa dell’ordine pubblico con aggravante religiosa<sup>2</sup>.</p>
<p>Solo in settembre l’assalitore viene condannato, ma la pena è molto lieve e il giudice tesse le lodi dell’imputato<sup>3</sup>: prima dei fatti ha sempre mostrato un «carattere esemplare», è molto rispettato per l’attività di volontariato, buon marito e padre di famiglia. Una doppietta di pronunciamenti che minimizza le reazioni contro i “blasfemi”: si colpevolizza la vittima e si blandisce l’aggressore.</p>
<p>Fortunatamente a ottobre Coskun, sostenuto in aula dalla National Secular Society, è assolto in appello. La Southwark Crown Court riconosce che la libertà di espressione «deve includere il diritto di esprimere opinioni che offendono, scioccano o disturbano» e che «non esiste il reato di blasfemia nel nostro ordinamento». Il tribunale sottolinea che bruciare il <em><i>Corano</i></em> può essere offensivo per molti musulmani ma il diritto penale «non è un meccanismo che cerca di evitare che le persone siano turbate»<sup>4</sup>.</p>
<p>Nel mentre però il governo laburista di Keir Starmer costituisce un gruppo di lavoro per la definizione istituzionale di islamofobia. L’esecutivo rassicura, ma da più parti si teme che sarà brandita per limitare la libertà di critica. Di fronte alle perplessità anche da parte laica si abbandona il controverso termine “islamofobia”, rimpiazzato da quello di «ostilità anti-musulmana», che «incoraggia atti criminali» ed è «la stereotipizzazione e la razzializzazione pregiudiziale dei musulmani» al fine di «suscitare odio».</p>
<p>Le associazioni umaniste sono ancora dubbiose. Stephen Evans, direttore della National Secular Society, infatti plaude sì al cambio di terminologia, ma rileva<sup>5</sup> che «la bozza usa ancora un linguaggio vago per i concetti di “stereotipizzazione” e “razzializzazione”, esponendola a un uso improprio per soffocare le critiche legittime all’islam, inclusi il dibattito sui diritti delle donne, la libertà di espressione e il ruolo della religione nella vita pubblica». D’altronde il comportamento descritto ricadrebbe già nelle norme penali e nell’Equality Act, la legge generale contro le discriminazioni approvata nel 2010.</p>
<p>La Camera dei lord, il senato con sede nel palazzo di Westminster a Londra, è un istituzionale pezzo da museo nobiliare e clericale. Composto attualmente da 822 membri, di cui 667 nominati a vita, vede 26 seggi riservati ai cosiddetti “lords spiritual”, i soli vescovi della chiesa anglicana religione di Stato, che finito il mandato vengono spesso spostati negli scranni dei “lords temporal” dove continuano a esercitare influenza. Un residuo confessionalista di cui le associazioni laico-umaniste chiedono il superamento, vista la palese incongruenza in uno Stato laico e moderno.</p>
<p><span class="pullquote">Un piccolo segnale di cambiamento arriva dalla piccola isola di Man</span><sup>6</sup>. Il consiglio legislativo del parlamento isolano (Tynwald) è composto da 11 membri, di cui 8 elettivi e 3 permanenti: tra questi ultimi c’è Tricia Hillas, l’attuale vescova della diocesi anglicana di Sodor e Man, che detiene lo scranno ereditario come esponente della confessione. Nel 2023 il deputato mannese Lawrie Hooper propone una riforma costituzionale per togliere al vescovo la facoltà di votare nell’assemblea.</p>
<p>L’iniziativa è approvata all’unanimità, emendata in modo che la vescova tenga il suo posto fino alla fine del mandato o a cinque anni dalla controfirma reale del provvedimento. Anche qui non è mancata l’ingerenza clericale della religiosa per tentare di bloccare e annacquare la riforma e allungare i tempi di decadenza. Già nel 2018 e nel 2023 ci sono stati tentativi per abolire il seggio del vescovo, non andati a buon fine. Questa riforma è comunque un precedente che guarda a Westminster.</p>
<p>Dall’Irlanda del Nord, dove ormai circa un quarto della popolazione non appartiene ad alcuna religione, arriva un pronunciamento storico. La Corte suprema del Regno Unito infatti riconosce nel novembre del 2025 che l’educazione religiosa nelle scuole locali non rispetta la legge<sup>7</sup>. Nel Paese infatti quella che viene denominata <em><i>Religious Education</i></em> (Re) è obbligatoria nelle scuole finanziate dal pubblico, ma non rientra nel programma curricolare nazionale, i genitori possono ritirare i figli e c’è discrezione in base a zona e natura religiosa della scuola.</p>
<p>La famiglia coinvolta nel contenzioso, non religiosa, fa ricorso per l’indottrinamento e gli atti di culto nella scuola statale frequentata dalla bambina tra i quattro e i sette anni. Nel 2019 il padre protesta, la scuola risponde che quell’insegnamento, genericamente cristiano, è «fondato sulla Bibbia». La Corte evidenzia che il programma non è svolto in «maniera obiettiva, critica e pluralista», sebbene metta le mani avanti sostenendo che la sentenza «non riguarda la laicità del sistema educativo» e «nessuno suggerisce che Re non debba essere offerta nelle scuole dell’Irlanda del Nord». Parlare di “laicità” (magari la tanto vituperata “francese”) rimane un tabù.</p>
<p>Ma comunque la sentenza riconferma quanto stabilito dall’Alta corte di Belfast nel 2022 e segna un punto a favore per le famiglie non credenti. Infatti i giudici per sostenere le proprie argomentazioni fanno riferimento anche al caso Lautsi, il ricorso dell’Uaar alla Corte europea dei diritti umani contro l’imposizione del crocifisso in classe. Pure la corte inglese riconosce che le convinzioni non religiose dei genitori sono protette ai sensi dell’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo con la stessa dignità di quelle religiose, e che il diritto all’istruzione deve rispettare anche il diritto di non credere.</p>
<p>Da questo mosaico di episodi emblematici emerge oggi un Regno Unito in bilico: tra secolarizzazione di massa, elitari paludamenti regali e clericali e l’emergere di agguerrite minoranze identitarie.</p>
<p><strong>Valentino Salvatore</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ol>
<li>go.uaar.it/la77643</li>
<li>go.uaar.it/4kdptgw</li>
<li>go.uaar.it/oeo1rpo</li>
<li>go.uaar.it/h2ewd82</li>
<li>go.uaar.it/aoo6ye5</li>
<li>go.uaar.it/pqm8b3s</li>
<li>go.uaar.it/y59yzl1</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Chiusi, il rispetto della legge non cede più il passo a consuetudini religiose</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/03/21/chiusi-il-rispetto-della-legge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[rgrendene]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio di istituto del Comprensivo “Graziano da Chiusi”, dell’omonima cittadina nel senese, aveva autorizzato un vero e proprio tour di benedizioni da parte del parroco in orario di lezione. L’Uaar ha inviato una diffida segnalando alla dirigente scolastica la plateale violazione della legge. L’Istituto è dovuto tornare sui suoi passi e annullare la delibera. C’è voluta una diffida dell’Uaar affinché la dirigente scolastica Daria Moscillo facesse finalmente rispettare la legge all’Istituto Comprensivo &#8220;Graziano da Chiusi&#8221;. L’interruzione delle lezioni per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/21/chiusi-il-rispetto-della-legge/" title="Read Chiusi, il rispetto della legge non cede più il passo a consuetudini religiose">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Consiglio di istituto del Comprensivo “Graziano da Chiusi”, dell’omonima cittadina nel senese, aveva autorizzato un vero e proprio tour di benedizioni da parte del parroco in orario di lezione. L’Uaar ha inviato una diffida segnalando alla dirigente scolastica la plateale violazione della legge. L’Istituto è dovuto tornare sui suoi passi e annullare la delibera.</strong></p>
<p>C’è voluta una diffida dell’Uaar affinché la dirigente scolastica Daria Moscillo facesse finalmente rispettare la legge all’Istituto Comprensivo &#8220;Graziano da Chiusi&#8221;. L’interruzione delle lezioni per benedizioni e preghiere è purtroppo un malcostume ancora diffuso nella scuola pubblica italiana.</p>
<p>La preside prova a giustificarsi parlando di consuetudine. Daniela Masci (catechista ed ex assessora alla cultura) denuncia una presunta penalizzazione del 99% delle famiglie “per accontentare una minoranza rumorosa”. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice parla con toni vittimistici di “attacchi strumentali alla cattolicità”. Ma tutti, compreso il sindaco Gianluca Sonnini, sono costretti a riconoscere che qualcosa non andava.</p>
<p>«A scuola il rispetto della legge dovrebbe essere un valore insegnato dando l’esempio – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) –. A Chiusi la marcia indietro sulle illegittime benedizioni in orario di lezione non doveva essere accompagnata da infantili scuse riguardo a “consuetudini” e, peggio ancora, da attacchi che suonano come caccia alle streghe nei confronti di chi ha segnalato all’Uaar queste reiterate violazioni della laicità della scuola».</p>
<p>I sostenitori delle benedizioni sottolineano che finora nessuno aveva protestato, nemmeno famiglie di altre religioni, e al contempo sui social agitano di frequente lo spauracchio dell’apertura di strade ad analoghe intromissioni islamiche a scuola. Sembrano non rendersi conto che i diritti vanno affermati a prescindere dal numero dei soggetti tutelati, che probabilmente è stato il condizionamento sociale veicolato anche dalle istituzioni a zittire finora opinioni discordanti e che soltanto la laicità può arginare pretese a favore di altre religioni. Non a caso è proprio il cardinale Lojudice che, per difendere il privilegio cattolico a scuola, sostiene la concessione di aule anche per precetti islamici.</p>
<p>L’Uaar è al fianco di chi ha a cuore la laicità della scuola e mette a disposizione la seguente pagina dove i genitori possono scaricare la diffida contro gli atti di culto in orario scolastico:<br />
<a href="https://go.uaar.it/pretiascuola">go.uaar.it/pretiascuola</a></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F21%2Fchiusi-il-rispetto-della-legge%2F&amp;linkname=Chiusi%2C%20il%20rispetto%20della%20legge%20non%20cede%20pi%C3%B9%20il%20passo%20a%20consuetudini%20religiose" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F21%2Fchiusi-il-rispetto-della-legge%2F&amp;linkname=Chiusi%2C%20il%20rispetto%20della%20legge%20non%20cede%20pi%C3%B9%20il%20passo%20a%20consuetudini%20religiose" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F21%2Fchiusi-il-rispetto-della-legge%2F&amp;linkname=Chiusi%2C%20il%20rispetto%20della%20legge%20non%20cede%20pi%C3%B9%20il%20passo%20a%20consuetudini%20religiose" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F21%2Fchiusi-il-rispetto-della-legge%2F&amp;linkname=Chiusi%2C%20il%20rispetto%20della%20legge%20non%20cede%20pi%C3%B9%20il%20passo%20a%20consuetudini%20religiose" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F03%2F21%2Fchiusi-il-rispetto-della-legge%2F&#038;title=Chiusi%2C%20il%20rispetto%20della%20legge%20non%20cede%20pi%C3%B9%20il%20passo%20a%20consuetudini%20religiose" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/03/21/chiusi-il-rispetto-della-legge/" data-a2a-title="Chiusi, il rispetto della legge non cede più il passo a consuetudini religiose"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La clericalata della settimana, 11: l&#8217;lstituto “Graziano da Chiusi” organizza le benedizioni pasquali</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/03/16/la-clericalata-della-settimana-11-llstituto-graziano-da-chiusi-organizza-le-benedizioni-pasquali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’Istituto Comprensivo Statale “Graziano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/16/la-clericalata-della-settimana-11-llstituto-graziano-da-chiusi-organizza-le-benedizioni-pasquali/" title="Read La clericalata della settimana, 11: l&#8217;lstituto “Graziano da Chiusi” organizza le benedizioni pasquali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’Istituto Comprensivo Statale “Graziano da Chiusi” a Chiusi (SI) che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha organizzato benedizioni «in occasione delle festività pasquali» durante l’orario scolastico, con i parroci autorizzati a passare per le scuole alla presenza degli insegnanti di religione.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Una circolare della dirigente scolastica Daria Moscillo ha reso noto che il consiglio d’istituto ha deliberato a favore degli atti di culto nelle scuole e che i docenti di alternativa durante i riti «accoglieranno gli alunni che non si avvalgono dell’IRC», snocciolando l’elenco delle benedizioni: l’11 marzo alla scuola primaria “De Amicis”, il 19 marzo alla scuola dell’infanzia “Bagnolo”, il 20 marzo alla scuola dell’infanzia di Montallese, il 24 marzo alla scuola dell’infanzia di Chiusi città e alla primaria “Gianni Rodari”, il 25 marzo alla scuola secondaria di primo grado “Galileo Galilei”.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente del IV Municipio di Roma, Massimiliano Umberti, </span><a href="https://www.facebook.com/jubertsmax/photos/%EF%B8%8F-una-giornata-che-entrer%C3%A0-nella-storia-del-nostro-territoriooggi-il-iv-municipi/10241242491100284/"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> con fascia istituzionale alla messa presieduta da papa Leone XIV nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, assieme ad altri rappresentanti delle istituzioni locali. Il minisindaco sui propri social ha parlato di «giornata che entrerà nella storia del nostro territorio»: «come Presidente del Municipio Roma IV è stato per me un privilegio poterlo salutare e rappresentare tutte le cittadine e i cittadini del nostro territorio in una giornata così significativa», ha proclamato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma ha organizzato per il 17 marzo un seminario in collaborazione con l’Ufficio della pastorale universitaria del Vicariato di Roma dal titolo “Oltre la performance: la persona. Un dialogo a tre voci su aspettative, cura e ansia da esame”. L’evento, come si legge in una comunicazione a studenti, docenti e personale della preside di Facoltà Tiziana Pascucci, si terrà presso l’Aula 2, si svolge «nell’ambito dell’attività di promozione del benessere mente-corpo-spirito della nostra comunità» in collaborazione con il cappellano dell’Ospedale Sant’Andrea e due suore, le quali saranno tra l’altro per un giorno ogni settimana «disponibili a colloqui di gruppo o individuali» nell’atrio, «con possibilità di utilizzo della sala docenti al piano terra del building».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni esponenti politici della destra </span><a href="https://www.open.online/2026/03/16/peter-thiel-conferenza-roma-anticristo/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> agli incontri del seminario su Anticristo, politica e tecnologia tenuto dal magnate integralista trumpiano Peter Thiel a Roma: tra loro il responsabile esteri dei giovani della Lega Davide Quadri e Cristiano Ceresani, collaboratore del presidente della Camera Lorenzo Fontana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Trapani </span><a href="https://www.facebook.com/100083264856134/posts/pfbid02sToBuqdCmn1NZZibCzqek8Ymp9zXNwW6JCdeaJFqyEfWwRGtUjxo6iZwzXT2hBWbl/"><span style="font-weight: 400;">ha collaborato</span></a><span style="font-weight: 400;"> a una giornata di sensibilizzazione su obesità e diabete organizzata dalla diocesi locale, che si terrà il 21 marzo presso il seminario vescovile.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il sindaco di Maddaloni (CE) Andrea De Filippo e altri rappresentanti istituzionali </span><a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=1355675516598391&amp;set=a.477019207797364"><span style="font-weight: 400;">hanno preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla preghiera guidata da un sacerdote venuto a benedire il nuovo casello autostradale inaugurato nella zona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante l’inaugurazione del PalaTerme, impianto sportivo riaperto a Montecatini Terme (PT), </span><a href="https://www.facebook.com/UAAR.it/posts/perch%C3%A9-nel-2026-i-rappresentanti-della-repubblica-chiamano-ancora-sacerdoti-per-/1355558593276750/"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione di un prete alla presenza delle autorità cittadine tra cui il sindaco Claudio Del Rosso (con fascia tricolore) ed esponenti delle società sportive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Catania Enrico Trantino, «a testimonianza dell’attenzione della città verso iniziative di alto profilo culturale», </span><a href="https://www.comune.catania.it/novita/comunicati/la-sacra-sindone-confronto-tra-storia-scienza-e-teologia.aspx"><span style="font-weight: 400;">ha portato</span></a><span style="font-weight: 400;"> i saluti istituzionali alla conferenza “La Sacra Sindone: enigma della storia, sfida della scienza e provocazione all’intelligenza”, che si è tenuta presso il santuario San Michele Arcangelo ai Minoriti ed è stata promossa dal comitato per i festeggiamenti in onore di sant’Agata. Nonostante il manto di scientificità dell’evento, si è dato spazio ai cosiddetti “sindonologi” e persino a una relazione sulla «ipotesi scientifica del cosiddetto “lampo di luce” nella formazione dell’immagine sindonica»; il tutto è culminato con una «riflessione» dell’arcivescovo Luigi Renna «che collocherà il significato della Sindone nel cammino della Chiesa e nel percorso di fede della comunità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni esponenti politici locali del Comune di Bologna </span><a href="https://www.secoloditalia.it/2026/03/vietato-mostrare-la-madonna-ai-bambini-dellasilo-a-bologna-vincono-i-cristianofobi/"><span style="font-weight: 400;">hanno contestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la scelta dell’amministrazione di non far entrare in una scuola l’icona della Madonna di San Luca durante l’orario di lezione, come pretendeva di fare un prete durante il suo tour della città. Il consigliere Gabriele Giordani (Fratelli d’Italia) si è indignato per il «fatto increscioso», sostenendo che l’icona «per assurdo può essere considerato il simbolo più laico dell’unità dei bolognesi» e che quindi è «aberrante» ridurlo a «semplice simbolo religioso» o «di divisione». Dal canto suo il consigliere Filippo Diaco (Anche Tu Conti) ha affermato che «la Madonna di San Luca è un elemento identitario che unisce e non che divide Bologna» e che «difendere la cultura significa riconoscere ciò che siamo e non cancellarlo per paura di scontentare qualcuno».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><em>AGGIORNAMENTO: Il Consiglio d&#8217;Istituto dell&#8217;ICS &#8220;Graziano da Chiusi&#8221;, prendendo atto della diffida inviata dall&#8217;Uaar con la quale si sottolineava l&#8217;illegittimità degli atti di culto in orario scolastico, ha deliberato di annullare la sua precedente delibera con cui si programmavano le benedizioni in occasione delle festività pasquali.</em></p>
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		<title>Articoli scientifici ritirati e disinformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 10:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Le ritrattazioni fanno parte del processo della ricerca scientifica, ma spesso media e giornalisti ne fraintendono significato e implicazioni. Affronta il tema Silvano Fuso sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. In ambito scientifico un ricercatore che crede di avere nuovi e significativi risultati ha il diritto-dovere di pubblicarli sulle riviste scientifiche specialistiche, relative al proprio settore di ricerca. Le riviste serie, tuttavia, prima della pubblicazione, sottopongono l’articolo che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/03/15/articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione/" title="Read Articoli scientifici ritirati e disinformazione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le ritrattazioni fanno parte del processo della ricerca scientifica, ma spesso media e giornalisti ne fraintendono significato e implicazioni. Affronta il tema Silvano Fuso sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>In ambito scientifico un ricercatore che crede di avere nuovi e significativi risultati ha il diritto-dovere di pubblicarli sulle riviste scientifiche specialistiche, relative al proprio settore di ricerca. Le riviste serie, tuttavia, prima della pubblicazione, sottopongono l’articolo che viene proposto all’esame dei cosiddetti <em><i>referees </i></em>(letteralmente <em><i>arbitri</i></em>), ovvero ricercatori che lavorano nello stesso campo disciplinare che, anonimamente, esprimono il proprio giudizio.</p>
<p>Se l’articolo supera questa fase, viene allora pubblicato (talvolta con modifiche suggerite dagli stessi <em><i>referees</i></em>). <span class="pullquote">Questa procedura viene chiamata <em><i>peer review</i></em></span>, letteralmente revisione tra pari. I contenuti dell’articolo pubblicato possono indurre altri ricercatori a sviluppare ulteriormente le ricerche in quel campo disciplinare, contribuendo all’avanzamento della conoscenza.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-76866" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/03/Articoli-scientifici-ritirati-e-disinformazione-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>La pubblicazione tuttavia non è un giudizio definitivo sulla validità dell’articolo (nella scienza non vi è mai niente di definitivo!). È cosa piuttosto comune che nuove ricerche possano smentire o comunque migliorare ciò che è stato pubblicato in passato: la continua evoluzione della scienza consiste proprio in questo.</p>
<p>Occasionalmente però può succedere che dopo la pubblicazione, in tempi più o meno brevi, emergano fatti che mettano in dubbio la validità dei contenuti di un articolo e si renda quindi necessario avvisare la comunità scientifica. Questo, tra l’altro, può evitare che altri ricercatori perdano tempo e risorse, prendendo per valide ricerche poco affidabili. L’articolo quindi può essere ritirato (<em><i>retracted</i></em>), ovvero rimosso dagli archivi della rivista che lo aveva pubblicato, sostituito da una nota in cui si spiegano le ragioni della ritrattazione.</p>
<p>I motivi del ritiro possono essere vari. Tra questi possiamo citare: errori gravi non intenzionali (nei dati, nei calcoli, eccetera), presenza di campioni contaminati o uso di strumentazioni difettose, cattiva condotta scientifica di qualche autore (<em><i>misconduct</i></em>), fabbricazione o falsificazione dei dati, plagio, manipolazione delle immagini, eccetera.</p>
<p>Talvolta il ritiro può derivare da carenze di tipo etico da parte degli autori, ad esempio mancanza di consenso informato, esperimenti su animali o umani condotti senza autorizzazione, conflitti di interesse non dichiarati. Infine possono emergere problemi legati alla procedura di pubblicazione, quali pubblicazione duplicata di uno stesso lavoro, <em><i>peer review</i></em> non regolare o fraudolenta, eccetera.</p>
<p>La decisione della ritrattazione può essere presa da diversi attori: i responsabili delle riviste (<em><i>editors</i></em>), le istituzioni degli autori (università, enti di ricerca), talvolta gli stessi autori (quando scoprono autonomamente eventuali errori o irregolarità).</p>
<p>La ritrattazione è pubblica e tracciabile: l’articolo resta accessibile, ma chiaramente marcato come “ritirato”, per evitare che venga ancora citato come valido.</p>
<p>Il ritiro di un articolo non sempre deve essere considerato in senso negativo. Talvolta la ritrattazione può essere causata da errori commessi in buona fede e si può quindi considerare come un comportamento responsabile. Al contrario, non segnalare risultati errati sarebbe molto più dannoso per l’intera comunità scientifica.</p>
<p>Il ritiro di un articolo rappresenta comunque un evento abbastanza raro. Si stima che le ritrattazioni rappresentino una frazione piuttosto piccola degli articoli pubblicati, dell’ordine di 0,01-0,1%. Tuttavia, il numero di ritrattazioni negli ultimi 20-25 anni è aumentato.</p>
<p>Secondo un’analisi di Nature<sup>1</sup> basata sui dati di <em><i>Retraction Watch</i></em><sup>2</sup> e altri database, nel 2022 <span class="pullquote">il tasso di ritrattazione ha superato lo 0,2% degli articoli pubblicati</span> e la tendenza è in forte crescita. Nel 2023 sono stati ritirati oltre 10.000 articoli in tutto il mondo, un record storico, con oltre 50.000 ritrattazioni complessive identificate fino a ora. Questo significa che tra il 2022 e il 2023 più di due articoli ogni 1.000 pubblicati sono stati poi ritirati.</p>
<p>Le ritrattazioni restano comunque rare, anche se negli ultimi anni sono diventate molto più visibili e più numerose, poiché l’attenzione nei confronti di errori e frodi è aumentata e sono migliorati gli strumenti di rilevamento.</p>
<p>Recentemente due casi di ritiro di articoli scientifici hanno suscitato un certo clamore anche al di fuori dell’ambiente strettamente scientifico.</p>
<p>Il primo ritiro riguarda un articolo dal titolo <em><i>The economic commitment of climate change</i></em>, pubblicato da <em><i>Nature</i></em> il 17 aprile 2024.</p>
<p>Gli autori (Maximilian Kotz, Anders Levermann e Leonie Wenz, ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania), stimavano che entro il 2050 il cambiamento climatico avrebbe ridotto il Pil globale di circa il 19%, con costi cumulativi annuali fino a circa 38mila miliardi di dollari.</p>
<p>Dopo la pubblicazione tuttavia gli autori si resero conto di alcune lacune e, soprattutto, che un dataset da loro usato era errato e aveva influenzato i risultati. Per questi motivi, gli stessi autori, molto correttamente, hanno chiesto a <em><i>Nature</i></em> il ritiro del loro articolo.</p>
<p>L’episodio è stato tuttavia male interpretato dal giornalista Federico Rampini. Nella rubrica da lui curata sul <em><i>Corriere della sera </i></em>online, intitolata “Oriente Occidente”, Rampini pubblica brevi video in cui affronta vari temi di attualità. Il 10 dicembre 2025 ha pubblicato uno di questi video intitolato <em><i>Cosa insegna lo scandalo della rivista Nature</i></em><sup>3</sup>. Nel video Rampini afferma:</p>
<p>«Lo scandalo di Nature è passato nel dimenticatoio un po’ presto [&#8230;]. Più di un anno fa ha pubblicato uno studio, un rapporto che calcolava danni catastrofici del cambiamento climatico sulla economia mondiale e molto di recente ha dovuto ritrattare quello studio&#8230;</p>
<p>[L’articolo] &#8230;era pieno zeppo di dati falsi, manipolati, truccati in modo da ingigantire per l’appunto i danni economici del cambiamento climatico&#8230; Ehm, autocritica benvenuta, però sui media questa notizia ha avuto poco spazio, è stata liquidata frettolosamente. E soprattutto non ha dato luogo a una riflessione adeguata sul perché è stato possibile.</p>
<p>[&#8230;] Alcune categorie di scienziati si sono trasformati col tempo in sacerdoti di una religione in omaggio alla quale si possono anche dire delle bugie, bugie a fin di bene per rieducare una umanità peccaminosa. Questo è lo spirito che anima alcuni scienziati che in quanto tali diventano pseudo-scienziati e tradiscono il rigore scientifico perché pensano di avere una missione rieducatrice da inseguire in nome della quale sacrificano la verità.</p>
<p>[&#8230;] È stato possibile lo scandalo di <em><i>Nature </i></em>anche perché c’è una parte del pubblico che desidera sentirsi dire che la fine del mondo è dietro l’angolo, che adora le profezie apocalittiche e quindi non le sottopone ad alcun vaglio critico. Queste sono le condizioni che hanno reso possibile quello scandalo e probabilmente tanti altri di cui non si è mai parlato. Quando vogliamo sentirci dire che il mondo sta per crollare, allora quelle profezie sono musica soave per le nostre orecchie».</p>
<p>Nelle sue esternazioni <span class="pullquote">Rampini dimostra di aver capito ben poco</span> di come sia avvenuta l’intera vicenda e soprattutto dimostra di non aver letto ciò che gli stessi autori dell’articolo hanno chiaramente scritto per spiegare le ragioni del ritiro<sup>4</sup>. Non c’è stato infatti alcuno scandalo e le sue sono state illazioni gratuite. Un giornalista che gode della sua popolarità dovrebbe sicuramente prestare maggiore attenzione prima di fare simili affermazioni.</p>
<p>Il secondo recente caso di ritrattazione riguarda la rivista<em><i> Regulatory Toxicology and Pharmacology</i></em>. Il 5 dicembre 2025 l’articolo <em><i>Safety Evaluation and Risk Assessment of the Herbicide Roundup and Its Active Ingredient, Glyphosate, for Humans</i></em>, firmato da Gary M. Williams, Robert Kroes, Ian C. Munro e pubblicato nel 2000, è stato ritirato.</p>
<p>L’articolo giungeva alla conclusione che il glifosate, diffuso erbicida prodotto dalla Monsanto Company<sup>5</sup> e commercializzato con il nome di “Roundup”, non presentava rischi per la salute umana, né per quanto riguarda il cancro, né per eventuali effetti negativi sul sistema riproduttivo ed endocrino.</p>
<p>Grazie a un’accurata indagine condotta dalla storica della scienza americana Naomi Oreskes, dell’Università di Harvard, e da Alexander Kaurov, ricercatore alla Victoria University of Wellington in Nuova Zelanda, si è scoperto che l’articolo era stato in realtà scritto con il contributo determinante della stessa Monsanto. In pratica si sarebbe trattato di un clamoroso caso di <em><i>ghostwriting</i></em> aziendale.</p>
<p>Gli autori che hanno firmato l’articolo sarebbero stati dei semplici prestanome, nascondendo un enorme conflitto di interessi e configurando in tal modo un’evidente frode scientifica. Si tratta indubbiamente di un episodio molto grave che mostra come talvolta le aziende possano compromettere il processo di revisione tra pari, attraverso appunto pratiche di ghostwriting, selezione mirata di studi non pubblicati e interpretazioni faziose.</p>
<p>La ritrattazione dell’articolo ha avuto vasta eco anche sui media generalisti, visto che da anni è in corso un acceso dibattito pubblico tra detrattori e difensori del glifosate.</p>
<p>Molti media hanno dato ampio risalto alla notizia facendo passare sostanzialmente il seguente messaggio: il glifosate è pericoloso e ce lo hanno tenuto nascosto per 25 anni.</p>
<p>In realtà le cose stanno diversamente e, ancora una volta, i fatti sono stati male interpretati e strumentalizzati.</p>
<p>È vero, come è stato riportato da molti media, che l’articolo in questione è stato spesso citato da chi sostiene la non pericolosità del glifosate. Tuttavia (e questo è stato raramente precisato dai media) le agenzie regolatorie, come l’Efsa (<em><i>European Food Safety Authority</i></em>), l’Epa (<em><i>United States Environmental Protection Agency</i></em>) e altri enti equivalenti canadesi e australiani che hanno sostanzialmente assolto il glifosate, non si sono mai basate su un unico studio per arrivare alle loro conclusioni.</p>
<p>Al contrario si basano sui moltissimi articoli presenti in letteratura scientifica che riguardano la tossicologia acuta e cronica, studi su animali da laboratorio, bio-monitoraggio su popolazioni umane, analisi dei residui negli alimenti, studi epidemiologici condotti su lavoratori agricoli, eccetera. Lo studio pubblicato da Regulatory Toxicology and Pharmacology era solamente uno dei tanti lavori presi in considerazione. Di conseguenza le conclusioni raggiunte dalle agenzie regolatorie non vengono smentite dal ritiro dell’articolo in questione.</p>
<p>La Iarc (<em><i>International Agency for Research on Cancer</i></em>) di Lione ha classificato il glifosate nel gruppo 2A, ovvero quello dei “probabili cancerogeni”, che significa «limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo ma sufficiente evidenza di cancerogenicità nell’animale» (nello stesso gruppo compaiono la carne rossa, le bevande molto calde e i fumi di frittura).</p>
<p>Tuttavia molti altri enti, quali Echa (<em><i>European Chemicals Agency</i></em>), le citate Efsa ed Epa, Who (<em><i>World Health Organization</i></em>), Jmpr (<em><i>Joint Meeting on Pesticide Residues</i></em>), e Fao (<em><i>Food and Agriculture Organization</i></em>), hanno espresso giudizi molto più rassicuranti, prevedendo comunque misure di cautela, come il divieto di utilizzarlo in aree densamente popolate o la necessità di riesaminare i livelli massimi di residui di questa sostanza che per legge possono essere presenti dentro e sopra gli alimenti.</p>
<p>Negli anni il glifosate ha continuato a essere studiato e dibattuto a livello internazionale e gli studi seri hanno sempre ridimensionato gli allarmi diffusi sul suo conto. Occorre inoltre osservare che la classificazione della Iarc considera il pericolo intrinseco, ovvero valuta se una sostanza può teoricamente causare il cancro in determinate condizioni. Essa però non quantifica il rischio reale legato all’esposizione effettiva alla sostanza. Ricordiamo che pericolo e rischio sono due concetti molto diversi.</p>
<p>Purtroppo i mass media continuano da anni a fornire informazioni allarmistiche sul glifosate, sottolineandone la presunta tossicità, spesso citando lavori scientifici che hanno tuttavia mostrato forti limiti metodologici e scarsa affidabilità<sup>6</sup>.</p>
<p>I due casi di ritrattazione di articoli scientifici che abbiamo esaminato confermano, ahimè, una cosa ben risaputa: la scarsa conoscenza di come funziona la scienza da parte di chi gestisce l’informazione. Se tale mancanza di conoscenza può essere giustificata nei comuni cittadini, appare più difficile perdonarla a chi, professionalmente, si occupa di fornir loro informazione. Prima di gridare allo scandalo e/o raggiungere affrettate e infondate conclusioni, i giornalisti dovrebbero, per dovere deontologico, approfondire i fatti, documentarsi a dovere ed eventualmente chiedere un parere a chi conosce i meccanismi con i quali funziona la ricerca scientifica.</p>
<p><strong>Silvano Fuso</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ol>
<li>R. Van Noorden, <em>More than 10,000 research papers were retracted in 2023 – a new record, </em>Nature 624 (7992), 479-481, 2023.</li>
<li><a href="https://retractionwatch.com/">retractionwatch.com</a></li>
<li> <a href="http://go.uaar.it/u6u7kaw">go.uaar.it/u6u7kaw</a></li>
<li>M. Bindi, S. Fuzzi, F. Miglietta, D. Papale, R. Valentini, <em>Lo squinternato teorema di Rampini contro gli scienziati-sacerdoti</em>, Scienzainrete, 12/12/2025: <a href="http://go.uaar.it/c9em3eu">go.uaar.it/c9em3eu</a></li>
<li>Multinazionale agrochimica, acquisita nel 2018 dalla Bayer.</li>
<li>E. Bucci, P. Conte, <em>Glifosato e cancro: nuovo studio, molti titoli&#8230; pochi fatti</em>: <a href="http://go.uaar.it/rgdod2x">go.uaar.it/rgdod2x</a></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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