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	<title>immigrazione &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Bologna: appello di parroci &#8220;obiettori&#8221; al cardinal Caffarra in vista delle legge sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 12:14:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le parrocchie non possono scegliere chi aiutare e a chi fare beneficenza sulla base di un timbro sul permesso di soggiorno. Così alcuni parroci di Bologna annunciano, in una lettera inviata al cardinal Carlo Caffarra, di essere pronti a fare obiezione di coscienza se il reato di clandestinità verrà approvato dal Parlamento. &#8220;Il reato di immigrazione ci trasformerebbe tutti in criminali &#8211; spiega a un quotidiano locale don Francesco Scimé, parroco di Crevalcore &#8211; le persone che aiutiamo ogni giorno,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/10/bologna-appello-parroci-obiettori-cardinal-caffarra-vista-delle-legge-sullimmigrazione/" title="Read Bologna: appello di parroci &#8220;obiettori&#8221; al cardinal Caffarra in vista delle legge sull&#8217;immigrazione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<p>Le parrocchie non possono scegliere chi aiutare</strong> e a chi fare beneficenza sulla base di un timbro sul permesso di soggiorno. Così alcuni parroci di Bologna annunciano, in una lettera inviata al cardinal Carlo Caffarra, di essere pronti a fare obiezione di coscienza se il reato di clandestinità verrà approvato dal Parlamento.</p>
<p><strong>&#8220;Il reato di immigrazione ci trasformerebbe </strong>tutti in criminali &#8211; spiega a un quotidiano locale don Francesco Scimé, parroco di Crevalcore &#8211; le persone che aiutiamo ogni giorno, che ospitiamo e sfamiamo, sono in alcuni casi clandestini. Ma noi entro certi limiti non riusciamo a starci, i poveri per un uomo di chiesa sono sempre poveri, non possiamo rispettare gli stessi paletti che evidentemente servono allo stato per far rispettare l&#8217;ordine pubblico&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Non ho nessun astio per gli attuali governanti </strong>&#8211; precisa il parroco &#8211; ma chiedo di poter esercitare obiezione di coscienza rispetto a una eventuale legge di questo genere. Non posso lasciare fuori dalla porta della chiesa una persona bisognosa perché non ha i documenti in regola&#8221;.</p>
<p><strong>Già tanti sacerdoti hanno sottoscritto la missiva</strong> di don Scimè. Ma dalla Curia si chiede prudenza. &#8220;Le leggi fondamentali delle comunità cristiane sono l&#8217;amore e l&#8217;accoglienza, me ne tengo conto &#8211; dice il vescovo ausiliare, Ernesto Vecchi &#8211; ma non contro le leggi dello stato e contro il rispetto dell&#8217;ordine pubblico. E&#8217; prematuro commentare un disegno di legge che non è ancora passato dal vaglio del Parlamento anche se capisco che le comunità cristiane hanno come fine l&#8217;assistenza&#8221;.</p>
<p><a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2008/06/10/95859-parroci_caffarra_clandestini.shtml"><strong><br />
L&#8217;articolo è tratto dal sito de Il Resto del Carlino</strong></a></p>
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		<title>Berlusconi frena sul reato di immigrazione clandestina: &#8220;Non voglio scontri col Vaticano&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 11:17:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; &#8220;Non vado allo scontro con il Vaticano, il mondo cattolico e anche con il Partito Democratico rischiando di ritrovarmi un&#8217;emergenza con le carceri strapiene&#8221;. Per Silvio Berlusconi il reato di immigrazione clandestina presenta troppe incognite. Nel rapporto costi-benefici, i primi superano di gran lunga i secondi. Così accenna al problema nella conferenza stampa con Nicolas Sarkozy e spiazza molti dei big del centrodestra. A Palazzo Chigi arrivano subito le telefonate degli alleati. A partire da quella del ministro...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/04/berlusconi-frena-sul-reato-immigrazione-clandestina-non-voglio-scontri-col-vaticano/" title="Read Berlusconi frena sul reato di immigrazione clandestina: &#8220;Non voglio scontri col Vaticano&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA</strong> &#8211; &#8220;Non vado allo scontro con il Vaticano, il mondo cattolico e anche con il Partito Democratico rischiando di ritrovarmi un&#8217;emergenza con le carceri strapiene&#8221;. Per Silvio Berlusconi il reato di immigrazione clandestina presenta troppe incognite. Nel rapporto costi-benefici, i primi superano di gran lunga i secondi. Così accenna al problema nella conferenza stampa con Nicolas Sarkozy e spiazza molti dei big del centrodestra.</p>
<p>A Palazzo Chigi arrivano subito le telefonate degli alleati. A partire da quella del ministro degli Interni, Roberto Maroni. Che non ne vuole sapere di &#8220;derubricare&#8221; il reato di immigrazione. Ricorda i patti sottoscritti. Soprattutto fa presente come proprio in quel momento il disegno di legge del governo è stato depositato al Senato dopo la firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un testo che prevede, appunto, il reato che punisce l&#8217;ingresso clandestino nel Paese. Stesse perplessità da parte di Alleanza nazionale. Che, però, evita lo scontro diretto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il resto, poi, l&#8217;ha fatto il Vaticano. I richiami della Santa Sede sono stati evidenziati con la biro rossa dal presidente del consiglio: &#8220;Al 99% &#8211; ha spiegato ai suoi &#8211; il peso maggiore lo hanno avuto quelle osservazioni&#8221;. Anche perché venerdì prossimo dovrà varcare il soglio pontificio per la sua prima udienza con Papa Ratzinger. E presentarsi davanti a Benedetto XVI con il fianco scoperto non lo tranquillizzava affatto. Una preoccupazione che tra i cattolici del Pdl era diventata uno spauracchio. &#8220;È evidente &#8211; dice ad esempio il forzista di estrazione Cl, Maurizio Lupi &#8211; che bisogna affrontare la questione con realismo. Bisognerà arrivare ad una mediazione intelligente&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-6/retroscena-clandestini/retroscena-clandestini.html"><strong><br />
L&#8217;articolo completo di Claudio Tito è consultabile sul sito di Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Il dolore di un&#8217;immigrata</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2007 10:42:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un ragazzo di 16 anni si è suicidato. «Non mi sento accettato né integrato, mi sento diverso» questo il messaggio che, secondo i giornali, ha scritto. «I compagni di scuola lo prendevano in giro dicendogli che era gay» hanno spiegato in tv. Nel dolore della madre, nei suoi lineamenti filippini, nella sua condizione di immigrata ho ritrovato il tormento che affligge molte di noi. So bene che è difficile individuare le complesse motivazioni che spingono un adolescente al suicidio, ma...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/08/dolore-unimmigrata/" title="Read Il dolore di un&#8217;immigrata">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ragazzo di 16 anni si è suicidato. «Non mi sento accettato né integrato, mi sento diverso» questo il messaggio che, secondo i giornali, ha scritto. «I compagni di scuola lo prendevano in giro dicendogli che era gay» hanno spiegato in tv. Nel dolore della madre, nei suoi lineamenti filippini, nella sua condizione di immigrata ho ritrovato il tormento che affligge molte di noi. So bene che è difficile individuare le complesse motivazioni che spingono un adolescente al suicidio, ma ho visto con rabbia l&#8217;intervista alla preside dell&#8217;istituto tecnico Sommelier di Torino. Al suo posto avrei pianto per la perdita di un suo alunno, avrei urlato che nonostante i nostri sforzi non siamo riusciti ad acciuffarne il dolore e che forse dovremmo imparare da un fatto così tragico. E invece lì a giustificarsi, ad allontanare da sé le responsabilità, a minimizzare perfino il comportamento degli altri ragazzi. Ancora una volta una istituzione sorda, fredda, distaccata almeno nelle parole della preside. Questi nostri ragazzi sospesi tra due mondi distanti e nessuno che si sforza di capire, di agire. Crescere dentro i valori della tua famiglia di provenienza, dentro gli odori, le abitudini, i sapori, gli accenti di un mondo che seppur lontano ti appartiene che è dentro di te, è nei tuoi lineamenti, nei colori dei tuoi occhi, nel viso di tua madre. E nello stesso tempo crescere in un mondo, quello dove vivi, cresci, vai a scuola, dove è importante essere accettato, esserne parte, e quando pensi di avercela fatta, di essere uno tra i tanti, ecco la «sciagura», perché così la presentano le ossessive note delle Cei e il luogo comune &#8211; comune a tutte le latitudini &#8211; della presuntaomosessualità. Questo tormento che spacca i cuori dei nostri ragazzi, che non li fa sentire né di qua né di là, un po&#8217; figli di immigrati, un po&#8217; cittadini italiani, la società non lo comprende, non vuole coglierlo. A volte ci si domanda dove nascono i sentimenti di estraneità che con tanta violenza si sono palesati nelle periferie parigine. Ragazzi nati e cresciuti nel bel mondo occidentale e tutti sorpresi a domandarsi perché. Che società infernali sono quelle che non sono capaci di impedire una situazione comune a migliaia di ragazzi che affollano le scuole italiane?</p>
<p><strong>Lettera di Irma Tobias, presidente Associazione lavoratori filippini in Italia</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Aprile-2007/art10.html" target="_blank">Fonte: lettere del Manifesto</a></p>
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		<title>Aborto: Turco, +27% Ivg Tra Donne Immigrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2007 18:23:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA, 12 MAR &#8211; Le donne immigrate sono quelle che vivono le maggiori difficolta&#8217; in relazione al momento della gravidanza e del parto . Ad affermarlo il ministro della Salute Livia Turco, sottolineando come proprio tra le donne straniere si registri un aumento delle interruzioni volontarie di gravidanza pari al 27%. Sempre tra le donne straniere, ha rilevato Turco durante la trasmissione di Rai Tre &#8216;Shukran&#8217;, &#8221;si registra il piu&#8217; alto numero di bambini nati pre-termine, cosi&#8217; come e&#8217; piu&#8217;...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/12/aborto-turco-27-ivg-tra-donne-immigrate/" title="Read Aborto: Turco, +27% Ivg Tra Donne Immigrate">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA, 12 MAR &#8211; Le donne immigrate sono quelle che vivono le maggiori difficolta&#8217; in relazione al momento della gravidanza e del parto . Ad affermarlo il ministro della Salute Livia Turco, sottolineando come proprio tra le donne straniere si registri un aumento delle interruzioni volontarie di gravidanza pari al 27%.<br />
Sempre tra le donne straniere, ha rilevato Turco durante la trasmissione di Rai Tre &#8216;Shukran&#8217;, &#8221;si registra il piu&#8217; alto numero di bambini nati pre-termine, cosi&#8217; come e&#8217; piu&#8217; alto il dato relativo alla mortalita&#8217; infantile&#8221;.<br />
Per fortuna pero&#8217;, ha commentato il ministro, &#8221;per le donne immigrate in Italia c&#8217;e&#8217; una legislazione, che risale al primo governo di centrosinistra, che riguardo alla tutela e promozione della salute prevede l&#8217;assoluta parita&#8217; con gli italiani&#8221;.<br />
Turco ha infine ricordato che e&#8217; stata anche istituita una commissione sulla salute dei migranti e che la Finanziaria prevede l&#8217;attivazione di un Centro nazionale per la salute dei migranti e le malattie della poverta&#8217;. (ANSA).</p>
<p><a href="http://it.news.yahoo.com/12032007/2/aborto-turco-27-ivg-donne-immigrate.html">Fonte: <em>news.yahoo</em></a></p>
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		<title>Scuola: fuga dalle classi multietniche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/01/23/scuola-fuga-dalle-classi-multietniche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 07:48:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Famiglie italiane (ma anche straniere) in fuga dalle scuole elementari torinesi dove la presenza di figli di immigrati è massiccia. Alla vigilia della chiusura delle iscrizioni (sabato), il fenomeno preoccupa in un quartiere multiculturale come San Salvario, dove l’istituto comprensivo «Manzoni» &#8211; 392 iscritti, 189 non italiani &#8211; lancia un Sos. «Temiamo di non riuscire a formare una terza classe prima, pur sapendo che i bambini del territorio in età da debutto alle elementari sono almeno un centinaio. Ne abbiamo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/23/scuola-fuga-dalle-classi-multietniche/" title="Read Scuola: fuga dalle classi multietniche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Famiglie italiane (ma anche straniere) in fuga dalle scuole elementari torinesi dove la presenza di figli di immigrati è massiccia. Alla vigilia della chiusura delle iscrizioni (sabato), il fenomeno preoccupa in un quartiere multiculturale come San Salvario, dove l’istituto comprensivo «Manzoni» &#8211; 392 iscritti, 189 non italiani &#8211; lancia un Sos. «Temiamo di non riuscire a formare una terza classe prima, pur sapendo che i bambini del territorio in età da debutto alle elementari sono almeno un centinaio. Ne abbiamo già persa una l’anno scorso&#8230;», dice la dirigente Marisa Deangelis. E va oltre. «Purtroppo, nel quartiere ci sono italiani che non accettano l’idea che il proprio figlio sia in classe con figli di immigrati. E mettono in giro voci che screditano la scuola. Così, chi è venuto a vedere come lavoriamo, chi ha visitato la scuola, si è fermato da noi. Tanti, invece, hanno dato retta al pregiudizio».<br />
In centro, a due passi da piazza Castello, va anche peggio. L’elementare «Pacchiotti» riuscirà a formare una sola classe prima, come da anni a questa parte. Stessa situazione nella sede «Sclopis» di via del Carmine. Entrambe 10-15 anni fa erano state apripista dell’integrazione dei piccoli arrivati dalla Cina e dal Maghreb. [&#8230;]<br />
Se la fuga non c’è alla «Parini» di Porta Palazzo &#8211; anche perché, spiega il dirigente Bruno Piovano, «i residenti italiani sono sempre meno» &#8211; in Barriera di Milano Nunzia Del Vento, direttrice della «Gabelli» e presidente dell’Asapi, Associazione delle scuole autonome piemontesi, ammette che problemi ce ne sono anche con gli stessi immigrati.<br />
«Nella nostra sede “Pestalozzi” gli italiani sono ormai rari. Nella vicina materna comunale sono rimasti il 10%&#8230; Io ho già ricevuto genitori stranieri che mi dicono di non voler iscrivere i propri figli lì». Per Del Vento «la mescolanza dà ottimi risultati, i bambini si stimolano. E’ chiaro, però, che mantenere equilibrio tra italiani e stranieri sia la cosa migliore». Ma il problema, affrontato anche da Fioroni nella circolare sulle iscrizioni, non è semplice. «Il ministro suggerisce di promuovere patti con gli enti locali per distribuire gli alunni stranieri sul territorio. Volentieri. Ma il problema è anche occupazionale: se da me vanno verso scuole vicine, allora dovrei ricevere altrettanti italiani&#8230; Ma se una zona è ormai abitata da immigrati? Poi, il Comune si farà carico del trasporto?». [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200701articoli/1131girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>Il boom dei matrimoni misti, triplicati nell&#8217;arco di dieci anni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 16:47:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300%. Non solo. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è aumentato del 22%. [&#8230;] Il boom è ben fotografato dall&#8217;Istat: nel 2004, in Italia si sono celebrati 28mila matrimoni con almeno un coniuge straniero. Vuol dire che il 10,4 per cento delle unioni è stato tra italiani e immigrati. Nel 1992, invece, erano solo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/15/boom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni/" title="Read Il boom dei matrimoni misti, triplicati nell&#8217;arco di dieci anni">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300%. Non solo. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è aumentato del 22%. [&#8230;] Il boom è ben fotografato dall&#8217;Istat: nel 2004, in Italia si sono celebrati 28mila matrimoni con almeno un coniuge straniero. Vuol dire che il 10,4 per cento delle unioni è stato tra italiani e immigrati. Nel 1992, invece, erano solo il 3,2 per cento. Nel 2004, le coppie miste sposate in Italia hanno così superato quota 200mila. Nel &#8217;91 erano appena 65mila. Vivono soprattutto nel Nord, con un record in Lombardia (39.372). I dati non ufficiali, però, parlano di oltre 600mila coppie miste se ai matrimoni sommiamo le coppie di fatto, in cui almeno un partner è straniero. Il 78,5% dei matrimoni misti è tra un italiano e una straniera: si sposano con italiani il 77,5% delle filippine, il 67% delle romene, il 63,6% delle peruviane e il 57,7% delle albanesi. Fra gli uomini, sono soprattutto gli africani a prendere in moglie un&#8217;italiana: il 74,8% dei senegalesi, il 71,9% dei tunisini, il 53,2% dei marocchini. Comunità chiusa quella dei cinesi, che si sposano tra loro nel 84,2% dei casi. Solo il 10% dei matrimoni misti avviene tra cristiani e musulmani. Sono infine 216.824 le coppie sposate in cui entrambi i coniugi sono stranieri. &#8220;Una coppia mista &#8211; spiega Mara Tognetti, docente di Politiche migratorie all&#8217;università Bicocca di Milano &#8211; è un prezioso laboratorio culturale per chi le sta attorno: figli, parenti e amici. Ma è anche una coppia più fragile, più osservata dai vicini e che ha bisogno di una maggiore negoziazione: dai figli alla gestione dei soldi, tanti sono infatti i motivi di discussione. Secondo l&#8217;Istat &#8211; prosegue la Tognetti &#8211; una coppia mista dura in media 13 anni a Lecce, 7 anni a Milano, 5 anni ad Ancona&#8221;. Elemento critico: i figli. &#8220;Nel Nord Africa &#8211; ricorda la sociologa &#8211; i figli sono sotto la potestà esclusiva del padre. Da qui, il fenomeno dei bimbi rapiti&#8221;. Ancora più problematica la vita delle famiglie &#8220;miste miste&#8221;: &#8220;Quando entrambi i coniugi sono stranieri, ma di origine diversa &#8211; sostiene la docente &#8211; manca un partner che faccia da mediatore con la realtà sociale. Ne consegue una maggiore chiusura delle coppia verso l&#8217;esterno e un aumento dei casi di divorzio&#8221;. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/matrimoni-misti/matrimoni-misti/matrimoni-misti.html" target="_blank">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Vladimiro Polchi è stato pubblicato sul sito di Repubblica</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fboom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni%2F&amp;linkname=Il%20boom%20dei%20matrimoni%20misti%2C%20triplicati%20nell%E2%80%99arco%20di%20dieci%20anni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fboom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni%2F&amp;linkname=Il%20boom%20dei%20matrimoni%20misti%2C%20triplicati%20nell%E2%80%99arco%20di%20dieci%20anni" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fboom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni%2F&amp;linkname=Il%20boom%20dei%20matrimoni%20misti%2C%20triplicati%20nell%E2%80%99arco%20di%20dieci%20anni" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fboom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni%2F&amp;linkname=Il%20boom%20dei%20matrimoni%20misti%2C%20triplicati%20nell%E2%80%99arco%20di%20dieci%20anni" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F15%2Fboom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni%2F&#038;title=Il%20boom%20dei%20matrimoni%20misti%2C%20triplicati%20nell%E2%80%99arco%20di%20dieci%20anni" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/15/boom-dei-matrimoni-misti-triplicati-arco-dieci-anni/" data-a2a-title="Il boom dei matrimoni misti, triplicati nell’arco di dieci anni"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Papa: «Favorire i ricongiungimenti familiari»</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 11:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sostenere gli immigrati e le loro famiglie con appositi servizi e «presidi legislativi», e favorire in particolare i «ricongiungimenti familiari», con speciale attenzione «per le donne e i minori». È l&#8217;appello lanciato da papa Benedetto XVI all&#8217;Angelus in occasione della 93esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. «È importante &#8211; ha detto papa Ratzinger &#8211; tutelare i migranti e le loro famiglie mediante l&#8217;ausilio di presidi legislativi, giuridici e amministrativi specifici e anche attraverso una rete di servizi, punti...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/14/papa-favorire-ricongiungimenti-familiari/" title="Read Papa: «Favorire i ricongiungimenti familiari»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sostenere gli immigrati e le loro famiglie con appositi servizi e «presidi legislativi», e favorire in particolare i «ricongiungimenti familiari», con speciale attenzione «per le donne e i minori». È l&#8217;appello lanciato da papa Benedetto XVI all&#8217;Angelus in occasione della 93esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. «È importante &#8211; ha detto papa Ratzinger &#8211; tutelare i migranti e le loro famiglie mediante l&#8217;ausilio di presidi legislativi, giuridici e amministrativi specifici e anche attraverso una rete di servizi, punti di ascolto e <strong>strutture di assistenza sociale e pastorale</strong>». «Auspico &#8211; ha aggiunto &#8211; che si giunga presto a una gestione bilanciata dei flussi migratori e della mobilità umana in generale, così da portare benefici all&#8217;intera famiglia umana, cominciando con misure concrete che favoriscano l&#8217;emigrazione regolare». [&#8230;]<br />
Per il Pontefice, «anche nel vasto campo delle migrazioni internazionali, la persona umana dev&#8217;essere sempre posta al centro. Soltanto il rispetto della dignità umana di tutti i migranti, da un lato, e il riconoscimento da parte dei migranti stessi dei valori della società che li ospita, dall&#8217;altro, rendono possibile la giusta integrazione delle famiglie nei sistemi sociali, economici e politici dei Paesi d&#8217;accoglienza».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/14/papa.shtml">Fonte: Corriere.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F14%2Fpapa-favorire-ricongiungimenti-familiari%2F&amp;linkname=Papa%3A%20%C2%ABFavorire%20i%20ricongiungimenti%20familiari%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F14%2Fpapa-favorire-ricongiungimenti-familiari%2F&amp;linkname=Papa%3A%20%C2%ABFavorire%20i%20ricongiungimenti%20familiari%C2%BB" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F14%2Fpapa-favorire-ricongiungimenti-familiari%2F&amp;linkname=Papa%3A%20%C2%ABFavorire%20i%20ricongiungimenti%20familiari%C2%BB" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F14%2Fpapa-favorire-ricongiungimenti-familiari%2F&amp;linkname=Papa%3A%20%C2%ABFavorire%20i%20ricongiungimenti%20familiari%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F01%2F14%2Fpapa-favorire-ricongiungimenti-familiari%2F&#038;title=Papa%3A%20%C2%ABFavorire%20i%20ricongiungimenti%20familiari%C2%BB" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/01/14/papa-favorire-ricongiungimenti-familiari/" data-a2a-title="Papa: «Favorire i ricongiungimenti familiari»"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Record di preti stranieri nelle parrocchie trevigiane</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2007 16:31:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chiesa-cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[La Chiesa trevigiana è tra quelle con il numero più alto di sacerdoti stranieri. Sono una decina i religiosi di diverse nazionalità inseriti in altrettante parrocchie della diocesi con il compito di seguire le comunità di cattolici immigrati dai propri paesi d&#8217;origine. Un numero di una certa rilevanza che, nel panorama nazionale, pone la diocesi della Marca ai primi posti quanto a presenza di preti stranieri. [&#8230;] In cattedrale ieri mattina era presente una rappresentanza di circa 500 immigrati cattolici....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/07/record-preti-stranieri-nelle-parrocchie-trevigiane/" title="Read Record di preti stranieri nelle parrocchie trevigiane">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiesa trevigiana è tra quelle con il numero più alto di sacerdoti stranieri. Sono una decina i religiosi di diverse nazionalità inseriti in altrettante parrocchie della diocesi con il compito di seguire le comunità di cattolici immigrati dai propri paesi d&#8217;origine. Un numero di una certa rilevanza che, nel panorama nazionale, pone la diocesi della Marca ai primi posti quanto a presenza di preti stranieri. [&#8230;] In cattedrale ieri mattina era presente una rappresentanza di circa 500 immigrati cattolici. I sacerdoti stranieri che li hanno accompagnati sono giunti a Treviso grazie a particolari accordi intercorsi tra monsignor Andrea Bruno Mazzocato e i vescovi delle diocesi dei propri paesi di provenienza. I dieci religiosi stranieri sono così entrati a far parte a pieno titolo del Presbiterio della Chiesa locale. Arrivano dal Congo, dalla Nigeria, dalle Filippine, dal Ghana, dall&#8217;India, dalla Romania, dall&#8217;Ucraina, dal Vietnam, dalla Cina e dal Sri Lanka. Il più giovane ha quasi trent&#8217;anni il più anziano una cinquantina. Vivono nelle parrocchie della diocesi e sono inseriti nel sistema del mantenimento del clero al pari dei sacerdoti italiani. Il primo è a stabilirsi nella Marca è stato un prete vietnamita, padre Agostino, che segue la comunità di connazionali dal 1979. L&#8217;ultimo arrivato viene dalla Nigeria, si chiama padre Chidi Ekpendu e vive nella parrocchia di Noventa di Piave. Ai dieci preti stranieri la diocesi ha affiancato una decina di sacerdoti &#8220;nostrani&#8221;, che danno una mano a seguire le comunità degli immigrati. I dieci preti stranieri di Treviso per i loro connazionali rappresentano una continuità con la propria terra e un punto di riferimento nel percorso di integrazione con la Chiesa della diocesi. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&#038;Codice=3214394&#038;Pagina=TREVISO" target="_blank">Fonte: Gazzettino online</a></p>
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		<title>Il Belpaese dell&#8217;antislamismo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 20:02:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pochi soldi, poca istruzione, meno lavoro. Essere seguaci di Maometto nell&#8217;Unione europea significa affrontare ostacoli e barriere in più rispetto agli altri. Il rapporto «I musulmani nell&#8217;Unione europea: discriminazione ed islamofobia» diffuso ieri dall&#8217;Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (Eumc) rivela un&#8217;Europa poco accogliente. E in Italia le cose non vanno meglio. Nel nostro paese (così come in Spagna, Olanda e Portogallo) i musulmani sono più soggetti alla discriminazione di tipo religioso. Il primo elemento che salta all&#8217;occhio...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/12/20/belpaese-dellantislamismo/" title="Read Il Belpaese dell&#8217;antislamismo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo">Pochi soldi, poca istruzione, meno lavoro. Essere seguaci di Maometto nell&#8217;Unione europea significa affrontare ostacoli e barriere in più rispetto agli altri. Il rapporto «I musulmani nell&#8217;Unione europea: discriminazione ed islamofobia» diffuso ieri dall&#8217;Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (Eumc) rivela un&#8217;Europa poco accogliente. E in Italia le cose non vanno meglio. Nel nostro paese (così come in Spagna, Olanda e Portogallo) i musulmani sono più soggetti alla discriminazione di tipo religioso. Il primo elemento che salta all&#8217;occhio è la scarsità di dati. Le fonti per valutare il livello di discriminazione, infatti, sono scarse e frammentarie. Ciò perché la motivazione anti-islamica è di rado considerata nelle statistiche ufficiali. Solo il Regno unito e la Finlandia risalgono all&#8217;origine delle vittime del razzismo nelle statistiche giudiziarie. Ma l&#8217;unico paese a pubblicare dati specifici sui musulmani bersagli dell&#8217;odio è la Gran Bretagna. I ricercatori dell&#8217;Eumc hanno perciò combinato i dati ufficiali con le informazioni ufficiose delle Ong impegnate nell&#8217;integrazione sociale. Dopo aver analizzato il materiale raccolto, l&#8217;Osservatorio europeo conclude che l&#8217;islamofobia in Europa è una realtà concreta. Molte volte l&#8217;ostilità viene espressa con minacce verbali, ma in altri casi si può arrivare alle aggressioni contro persone e cose. Il fenomeno interessa una fetta di popolazione non trascurabile: secondo una stima che incrocia i dati ufficiali con quelli delle Ong, sono almeno 13 milioni i musulmani che vivono dell&#8217;Ue, pari al 3,5% della popolazione totale. I musulmani sono inoltre il secondo maggior gruppo religioso nella società multiconfessionale dell&#8217;Ue. L&#8217;alto numero di fedeli dell&#8217;islam nel vecchio continente non deve trarre in inganno: l&#8217;islamofobia non risparmia neanche paesi dove l&#8217;immigrazione di musulmani ha un&#8217;antica tradizione. Come il Regno unito, dove il tasso di disoccupazione tra i musulmani è più elevato rispetto alle altre comunità. Nel corso di un esperimento condotto nel 2005 dalla Bbc, cinquanta aziende britanniche hanno ricevuto sei curriculum fittizi di candidati con nomi anglosassoni, africani e musulmani. Il test ha confermato che è più probabile essere convocati per un colloquio per i britannici (25%), rispetto ai neri (13%) e ai musulmani (9%).<br />
Un analogo esperimento in Francia ha rivelato che la possibilità di ricevere una risposta per un nordafricano è cinque volte inferiore rispetto a un francese «doc». In Irlanda, secondo l&#8217;ultimo censimento, l&#8217;11% dei musulmani è disoccupato contro una media nazionale del 4%. Passando dal lavoro all&#8217;istruzione, il divario rimane. In paesi come Danimarca, Germania e Francia, gli immigrati, in maggioranza musulmani, vantano titoli di studio più bassi. Statistiche come queste, però, non fanno notizia. Al contrario, i proclami e gli attentati di Al Qaeda e soci contribuiscono a rafforzare l&#8217;immagine di una comunità che minaccia i valori occidentali e la vulgata dell&#8217;invasione islamica. La percezione negativa dei musulmani, sottolinea il rapporto, è favorita anche dai media che spesso raccontano in modo distorto la realtà dell&#8217;islam. In questo quadro, l&#8217;Italia si inserisce come un paese di immigrazione recente. La cultura mediterranea, comune a molti musulmani, non basta a spegnere i contrasti. Secondo una ricerca sull&#8217;intolleranza condotta dall&#8217;università di Roma La Sapienza su commissione dell&#8217;Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), più del 50% del campione (2.200 ragazzi tra 14 e 18 anni) hanno affermato che i musulmani hanno «leggi crudeli e barbariche» e «sostengono il terrorismo internazionale». L&#8217;Italia, insieme con la Francia, è uno dei paesi dove i musulmani fanno più fatica a trovare un alloggio dignitoso. L&#8217;Osservatorio dell&#8217;Ue ricorda poi i graffiti intimidatori apparsi sui muri di centri islamici e moschee nel nord Italia, e le condizioni di semi-schiavitù di molti lavoratori stagionali nelle campagne del sud Italia. Il quadro, comunque, non è del tutto negativo. Nell&#8217;Ue non mancano le iniziative in direzione dell&#8217;integrazione, come i forum tedeschi e britannici sull&#8217;islam e il dialogo tra le associazioni giovanili religiose in Italia. Un esempio da cui ripartire per rilanciare l&#8217;integrazione e la comprensione dell&#8217;altro.</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Dicembre-2006/art47.html">L&#8217;articolo di Gabriele Carchella è stato pubblicato sul sito del Manifesto </a></p>
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		<title>Trapianto di organi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2006 17:31:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 5 per cento degli organi che vengono trapiantati nel Veneto, provengono da immigrati. Anche parte delle sacche di sangue che concorrono a sostenere il fabbisogno degli ospedali della regione e vengono &#8220;esportate&#8221; in Sardegna, Sicilia e Lazio, sono frutto della donazione degli extracomunitari. Il &#8220;dono&#8221; sta entrando nella cultura degli stranieri che si sono integrati nel nostro tessuto sociale, anche se le percentuali di rifiuto sono più elevate rispetto a quelle degli italiani: dal 28 per cento dei locali,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2006/11/15/trapianto-di-organi/" title="Read Trapianto di organi">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 per cento degli organi che vengono trapiantati nel Veneto, provengono da immigrati. Anche parte delle sacche di sangue che concorrono a sostenere il fabbisogno degli ospedali della regione e vengono &#8220;esportate&#8221; in Sardegna, Sicilia e Lazio, sono frutto della donazione degli extracomunitari. Il &#8220;dono&#8221; sta entrando nella cultura degli stranieri che si sono integrati nel nostro tessuto sociale, anche se le percentuali di rifiuto sono più elevate rispetto a quelle degli italiani: dal 28 per cento dei locali, si passa al 50 per cento degli stranieri. Pare che la colpa sia delle barriere linguistiche, della difficoltà a comprendere l&#8217;importanza del gesto, ma anche delle scelte religiose. Il cento per cento dei rifiuti alla donazione si è registrato fra cinesi, nigeriani e marocchini. Spesso il ruolo dei ministri di culto delle altre religioni è stato determinante per aiutare i parenti a dare l&#8217;assenso.</p>
<p><a target="_blank" href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3152576&#038;Luogo=Main&#038;Data=2006-11-15&#038;Pagina=1">Fonte: Gazzettino OnLine </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Ftrapianto-di-organi%2F&amp;linkname=Trapianto%20di%20organi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Ftrapianto-di-organi%2F&amp;linkname=Trapianto%20di%20organi" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Ftrapianto-di-organi%2F&amp;linkname=Trapianto%20di%20organi" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Ftrapianto-di-organi%2F&amp;linkname=Trapianto%20di%20organi" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2006%2F11%2F15%2Ftrapianto-di-organi%2F&#038;title=Trapianto%20di%20organi" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2006/11/15/trapianto-di-organi/" data-a2a-title="Trapianto di organi"></a></p>]]></content:encoded>
					
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