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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>La laicità naufraga a Livorno</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;Istituto nautico l&#8217;ora di religione diventa propaganda confessionale travestita da cultura nei confronti di una minoranza: schedati minori su base religiosa e violato il principio di neutralità L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) esprime profonda preoccupazione per quanto è accaduto all&#8217;Istituto tecnico nautico Alfredo Cappellini di Livorno, recentemente celebrato dalla stampa locale come &#8220;modello virtuoso di integrazione&#8221;. Dietro la narrazione di un&#8217;armoniosa convivenza interreligiosa, si nasconde in realtà una sistematica operazione di propaganda confessionale che calpesta la laicità...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/27/la-laicita-naufraga-a-livorno/" title="Read La laicità naufraga a Livorno">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><b>All&#8217;Istituto nautico l&#8217;ora di religione diventa propaganda confessionale travestita da cultura nei confronti di una minoranza: schedati minori su base religiosa e violato il principio di neutralità</b></strong></p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) esprime profonda preoccupazione per quanto è accaduto all&#8217;Istituto tecnico nautico Alfredo Cappellini di Livorno, recentemente celebrato dalla stampa locale come &#8220;modello virtuoso di integrazione&#8221;. Dietro la narrazione di un&#8217;armoniosa convivenza interreligiosa, si nasconde in realtà una sistematica operazione di propaganda confessionale che calpesta la laicità dello Stato e i diritti degli studenti.</p>
<p>Il primo profilo di gravità riguarda il monitoraggio analitico delle appartenenze religiose dei minori. La scuola ha diffuso dati estremamente sensibili, dichiarando pubblicamente che su 14 alunni musulmani totali, 9 (il 65%) frequentano l&#8217;ora di religione cattolica (Irc). Si arriva a una profilazione per classe, specificando che dalla terza in poi il 100% degli studenti musulmani (7 su 7) ha scelto questa materia. Questa schedatura religiosa, utilizzata per fini statistici e promozionali, rappresenta una violazione intollerabile della privacy di soggetti vulnerabili.</p>
<p>Scuola pubblica o centro di proselitismo? L&#8217;Istituto ha approvato, tramite il proprio collegio docenti (composto da circa 60 professori), una &#8220;lettera aperta&#8221; rivolta alle comunità islamiche d&#8217;Italia per esortare altri studenti a iscriversi all&#8217;ora di religione.</p>
<p>«<em>È inaudito</em> – afferma Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Uaar – <em>che un organo collegiale dello Stato si trasformi in uno strumento di propaganda per l&#8217;insegnamento di una specifica confessione, contravvenendo al dovere di neutralità e imparzialità dell&#8217;istituzione scolastica, e rimanga oltretutto silente sulla doverosa e laica offerta formativa alternativa all&#8217;Irc, questa sì realmente inclusiva, culturale e aperta a tutti. La solita tiritera che l&#8217;Ora di religione non sia un&#8217;ora di catechismo è un paradosso. Si afferma che la religione cristiana rappresenti &#8220;certamente un arricchimento per ogni cuore umano&#8221;, indipendentemente dalla fede di appartenenza. Si sostiene che attraverso i percorsi cattolici si impari a diventare &#8220;persone belle, sane, oneste&#8221;. Si promuove l&#8217;idea che l&#8217;amore cristiano possa &#8220;rendere migliore&#8221; una persona. Queste non sono nozioni di Storia delle religioni, ma giudizi di valore dogmatici e morali che configurano un vero e proprio insegnamento confessionale impartito con soldi pubblici</em>».</p>
<p>È come affermare che la polizia municipale non fa le multe o che le banche non chiedono interessi: dire che nell&#8217;ora di religione non si fa catechismo nega l&#8217;evidenza per rendere accettabile l&#8217;intrusione religiosa in uno spazio che dovrebbe essere di tutti. Esortare i musulmani a seguire l&#8217;Irc per &#8220;conoscere la religione prevalente&#8221; è un atto di mistificazione per legittimare un insegnamento che dovrebbe restare confinato nelle parrocchie.</p>
<p>La conoscenza delle religioni, prevalenti o meno, dell&#8217;ateismo e dell&#8217;agnosticismo dovrebbe avvenire con spirito critico nelle materie di storia, filosofia, letteratura, arte.<br />
L&#8217;Uaar valuterà ogni iniziativa utile, incluse eventuali segnalazioni agli organi competenti e al Garante per la Privacy, affinché la scuola pubblica torni a essere un luogo di libertà e non di profilazione religiosa e proselitismo.</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><b>La notizia</b></strong></p>
<p><a href="https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEkE2upSAQhVeDMwyUKL4Bg564jZdSinsr4ccAXpNefcdOd97sDKrOyfd5d0xkwzyQ09Z-rYtdZz1QQo7f7STPv7lkcjSZgMpPCwqjUnstMCbyjN5Xam3kPrzdQXOYtTnssQYM2s60G8CvxU4aFpzXgR0oWNQMVlljtB53WMKEk98PCHvw_un2vo4XYn06o3v3fjYx_RKwCdju-x45dq6Vchm5C9gif0rNRcB21JLxQAHbsyJgU_OTn5TpbgI2lP-uZaN0VpInXzJd7YoJM0uMUZaK0rOsFPn1gMsouXXuVy8y49X5KDIVTzEW-eHar9LK88C506viX1lSj1qp1RoD01DdTXvC1qkKo_6D_Zj9Zu9gVWDt0N3wcfAnAAD__5JHgtI">https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2026/05/26/news/a-livorno-sempre-piu-musulmani-all-ora-di-religione-l-istituto-nautico-modello-virtuoso-di-integrazione-1.100874423</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F27%2Fla-laicita-naufraga-a-livorno%2F&amp;linkname=La%20laicit%C3%A0%20naufraga%20a%20Livorno" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F27%2Fla-laicita-naufraga-a-livorno%2F&amp;linkname=La%20laicit%C3%A0%20naufraga%20a%20Livorno" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F27%2Fla-laicita-naufraga-a-livorno%2F&amp;linkname=La%20laicit%C3%A0%20naufraga%20a%20Livorno" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F27%2Fla-laicita-naufraga-a-livorno%2F&amp;linkname=La%20laicit%C3%A0%20naufraga%20a%20Livorno" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F27%2Fla-laicita-naufraga-a-livorno%2F&#038;title=La%20laicit%C3%A0%20naufraga%20a%20Livorno" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/05/27/la-laicita-naufraga-a-livorno/" data-a2a-title="La laicità naufraga a Livorno"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La clericalata della settimana, 21: ll Comune di Chiusa e la Provincia di Bolzano vogliono un ascensore da 27 milioni per un monastero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 15:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Comune di Chiusa...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/25/la-clericalata-della-settimana-21-ll-comune-di-chiusa-e-la-provincia-di-bolzano-vogliono-un-ascensore-da-27-milioni-per-un-monastero/" title="Read La clericalata della settimana, 21: ll Comune di Chiusa e la Provincia di Bolzano vogliono un ascensore da 27 milioni per un monastero">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/un-ascensore-da-27-milioni-per-salire-al-monastero-di-sabiona-e-polemica-per-la-megaopera-che-verra-realizzata-nel-cuore-della-montagna"><span style="font-weight: 400;">Comune di Chiusa (BZ) e della Provincia di Bolzano</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">hanno promosso la costruzione di un ascensore scavato dentro una montagna, dal costo stimato di almeno 27 milioni di euro, per raggiungere il monastero di Sabiona.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L’opera si inserisce in un serie di interventi di riqualificazione dell’area, definiti da una dichiarazione d’intenti </span><a href="https://news.provincia.bz.it/it/news/riqualificazione-di-sabiona-accordo-tra-provincia-comune-e-diocesi"><span style="font-weight: 400;">sottoscritta</span></a><span style="font-weight: 400;"> da Comune, Provincia e diocesi nel 2024, e dovrebbe consentire ai turisti di raggiungere più agevolmente la struttura, che è quasi disabitata: nel 2021 le ultime monache hanno lasciato il monastero e solo nel 2024 si è insediato un gruppo di monaci cistercensi austriaci. Inoltre non sono mancate polemiche visti i limiti dell’opera e la sua scarsa utilità: l’elevatore potrebbe contenere infatti solo una dozzina di persone, gli ingressi sarebbero contingentati e comunque i pellegrini dovrebbero fare una decina di minuti a piedi per arrivare al monastero a fronte della mezz’ora circa necessaria per percorrere il suggestivo sentiero già presente (denominato “via crucis”).</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto “Veneziano-Novelli” di Monreale (PA) </span><a href="https://www.monrealepress.it/2026/05/20/monreale-il-coro-della-veneziano-novelli-emoziona-con-linno-al-santissimo-crocifisso/"><span style="font-weight: 400;">ha rivendicato</span></a><span style="font-weight: 400;"> «come la partecipazione alle iniziative dedicate al Santissimo Crocifisso rappresenti un’importante occasione di crescita umana e formativa, confermando l’impegno dell’istituto nel promuovere valori come accoglienza, solidarietà e partecipazione alla vita della comunità monrealese». Una rappresentanza del coro dell’Istituto “Veneziano-Novelli” di Monreale (PA) ha infatti reso omaggio al Santissimo Crocifisso con l’esecuzione di un inno. Al termine dell’evento uno studente ha donato al parroco e a un frate due piccole sculture raffiguranti il crocifisso realizzate a mano. L’iniziativa rientra nelle attività “formative” promosse per i 400 anni della festa dedicata organizzate dall’arcidiocesi locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le istituzioni comunali dell’Aquila </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid02ZF1YYamAP2FG2qjKsszjBDf7BVhXK8rW73yuPawyBJMU7AKsBHQtKWxAYAx7FbBJl"><span style="font-weight: 400;">hanno preso</span></a><span style="font-weight: 400;"> parte alla cerimonia religiosa per san Celestino V, compatrono dell’arcidiocesi e della città, presieduta dall’arcivescovo Antonio D’Angelo presso la basilica di Collemaggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Regione Sardegna </span><a href="https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/chiesa_di_san_sebastiano_270mila_euro_dalla_regione_per_la_messa_in_sicurezza_degli_spazi_delloratorio?contentId=NVT257546"><span style="font-weight: 400;">ha stanziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> 270 mila euro per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza degli spazi dell’oratorio della parrocchia di san Sebastiano a Cagliari, mentre il Comune userà risorse proprie per la manutenzione degli impianti sportivi adiacenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere regionale del Veneto Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) </span><a href="https://www.ecovicentino.it/vicenza/scontro-sul-fine-vita-fra-cunegato-e-lovat-destra-clericale-basta-insulti-anticristiani/"><span style="font-weight: 400;">ha criticato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la proiezione a Palazzo Ferro Fini, sede dello stesso Consiglio regionale, del docufilm Lasciatemi morire ridendo dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo veneto a ottenere il diritto al suicidio assistito, polemizzando con il consigliere Carlo Cunegato (Alleanza Verdi Sinistra). Cunegato, presente alla proiezione avvenuta il 13 maggio, aveva riaffermato la laicità dello Stato e criticato la «destra clericale ed estremista» che frena le riforme sull’autodeterminazione. Lovat dal canto suo aveva ribattuto sfoderando il vittimismo clericale: ha accusato Cunegato di «insultare un’intera comunità umana, culturale e religiosa attraverso epiteti offensivi come “destra clericale, omofoba e bigotta”» (che sarebbero «razzisti e sprezzanti») tramite il sito istituzionale, ha ricordato che «uno Stato laico non è uno Stato ateo militante nel quale la sinistra radicale pretende di zittire chiunque non si pieghi alla propria ideologia» dove «le minoranze hanno pari dignità e diritto di parola», compresi i «cattolici giusnaturalisti».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere regionale veneto Davide Lovat </span><a href="https://www.vipiu.it/leggi/fine-vita-veneto-docufilm-stefano-gheller-ostanel-zaia-lovat/"><span style="font-weight: 400;">ha contestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la proiezione del documentario su Stefano Gheller a Palazzo Ferro Fini polemizzando con la consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra), ha aveva promosso l’evento anche per rimettere il tema in discussione in Veneto e «parlare a quelle consigliere e a quei consiglieri regionali che su questo tema hanno ancora dubbi e paure». Lovat le ha risposto che «non esiste la libertà di ammazzare le persone anche se si vuole chiamarla “assistenza al suicidio”» e «alla cultura dello scarto e della morte, perché di questo si tratta, bisogna rispondere con la cura e la fratellanza».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre Lovat per l’occasione </span><a href="https://www.vipiu.it/leggi/suicidio-assistito-davide-lovat-resistere-veneto-sul-tema-leggo-cose-imbarazzanti-e-scrivero-agli-elettori-di-luca-zaia/"><span style="font-weight: 400;">ha deciso</span></a><span style="font-weight: 400;"> di indirizzare una lettera aperta agli elettori del presidente regionale Luca Zaia per criticare le sue aperture sul fine vita. «Sono convinto che il suicidio assistito non sia un diritto, anzi è un disvalore fondato su una falsa compassione e che la storia ha già dimostrato essere l’anticamera delle stragi massive e sistematiche compiute dal nazismo», ha proclamato Lovat. Ha criticato quindi l’iniziativa di voler calendarizzare i lavori del Consiglio regionale sulla questione in estate, «periodo buono, quando l’opinione pubblica è più distratta o in vacanza», chiedendo a Zaia una smentita o una conferma ufficiali. «Nel frattempo, pensiamo sia doveroso rivolgerci direttamente agli elettori del Presidente della massima Assemblea rappresentativa veneta perché, soprattutto sul suicidio assistito, ci ragionino su», ha aggiunto. Ha quindi concluso la sua filippica contro «tanta superficiale grettezza d’animo, incapace di rinvenire l’ideologia nazista dello scarto dietro l’idea che vi siano vite talmente indegne di essere vissute da dover introdurre per legge la facoltà al suicidio al posto dell’amorevole assistenza e cura di ogni sofferenza. In Veneto abbiamo anche noi i nostri campioni di cinismo e di falsa pietà».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>L’Iran ha bisogno di pace, laicità e diritti</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2026 09:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[L’attacco di Usa e Israele porta nuovi lutti e distruzione in Iran, governato da quasi mezzo secolo dal regime teocratico degli ayatollah. Mentre nella società si diffondono secolarizzazione e voglia di emancipazione, soprattutto tra donne e giovani. Per approfondire il tema abbiamo intervistato il sociologo ed esule iraniano Taher Djafarizad sul numero 2/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. È la mattina di sabato 28 febbraio 2026. Mentre in Italia si...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/24/liran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti/" title="Read L’Iran ha bisogno di pace, laicità e diritti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’attacco di Usa e Israele porta nuovi lutti e distruzione in Iran, governato da quasi mezzo secolo dal regime teocratico degli ayatollah. Mentre nella società si diffondono secolarizzazione e voglia di emancipazione, soprattutto tra donne e giovani. Per approfondire il tema abbiamo intervistato il sociologo ed esule iraniano Taher Djafarizad sul numero 2/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>È la mattina di sabato 28 febbraio 2026. Mentre in Italia si parla soltanto della 76esima edizione del festival di Sanremo, l’Iran è bombardato da Stati Uniti e Israele in un attacco a sorpresa (anche se a lungo annunciato da Donald Trump) che uccide l’ex guida suprema dell’Iran Ali Khamenei e molti dei leader integralisti islamici che gli sono vicini. Quella che viene chiamata operazione ‘Epic fury’ vuole indebolire il regime di Khamenei per favorire una rivolta interna e instaurare un governo più favorevole all’Occidente. Tra gli obiettivi di Usa e Israele c’è naturalmente il petrolio di cui l’Iran è ricco, ma anche il disarmo delle capacità missilistiche iraniane e lo stop all’arricchimento dell’uranio. Tutto questo per limitare l’influenza iraniana in Medio Oriente, indebolendo l’alleanza tra Iran, Russia e Cina.</p>
<p>Nei fatti non sarà certo un’altra operazione militare a portare democrazia in un Paese tanto martoriato. Gli effetti di <span class="pullquote">un’azione che viola ogni norma di diritto internazionale</span> si vedono immediatamente: la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, nella provincia di Hormozgan, nell’Iran meridionale viene distrutta uccidendo 180 persone tra cui 100 bambine.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77332" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/LIran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/LIran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/LIran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/LIran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/LIran-ha-bisogno-di-pace-laicita-e-diritti-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Abbiamo intervistato Taher Djafarizad, esule iraniano, sociologo e commerciante di tappeti a Pordenone, attivista per i diritti umani e in particolare per i diritti delle donne iraniane e delle donne che vivono in Paesi in cui vige la sharia. Nato a Talesh in Iran nel 1956, è in Italia dal 1980.</p>
<p><strong><b>Taher Djafarizad, che notizie dirette ha dal suo Paese dopo l’attacco del 28 febbraio scorso?</b></strong></p>
<p>La situazione è drammatica. È chiaro che i Paesi coinvolti in questa guerra hanno dichiarato ai cittadini iraniani di non uscire di casa. Stanno eliminando tutti i leader, l’ultimo eliminato oggi 17 marzo è Ali Larijani, alto funzionario iraniano, quello che avrebbe preso il potere concessogli da Ali Khamenei, il leader ucciso tre settimane fa di cui era consigliere e segretario del Supremo consiglio nazionale di sicurezza. Questa è l’ultima notizia che una tv iraniana che trasmette dagli Usa ha diffuso.</p>
<p><strong><b>Da quanti anni non mette piede in Iran?</b></strong></p>
<p>Da troppi anni, da quando sono arrivato in Italia: sono passati 46 anni. Io sono stato parecchie volte sul confine quando mi sono salvato in extremis. Volevano creare una trappola attraverso un mio dipendente che lavorava con me a Istanbul. Lui è stato arrestato per un fatto burocratico: ogni cittadino sia europeo che iraniano che si reca in Israele non dovrebbe ricevere un timbro sul passaporto, ma su un foglio bianco. Lui ha ricevuto il timbro direttamente sul passaporto ed è stato fermato in Iran, ha passato due mesi in carcere ed è stato torturato. Da lì sono emersi i collegamenti con il mio nome e ho rischiato di essere ucciso.</p>
<p><strong><b>L’Iran ha 92 milioni di abitanti ed è un Paese multietnico e multireligioso in cui vivono curdi (10%), azeri (16%), luri, beluci, arabi, ebrei. Come è stato possibile che sia diventato uno Stato teocratico?</b></strong></p>
<p>Sì, questo è un dato importante da conoscere. Una nazione, anzi è stata la prima nazione ad aver messo l’abc della <em><i>Carta universale dei diritti umani</i></em>, nata nel 539 prima di Cristo. Sono stati gli iraniani i primi a salvare gli ebrei dalla schiavitù babilonese. Per questo motivo tanti ebrei si sono storicamente stabiliti in Iran. Buona parte dei luoghi sacri appartenenti alla cultura ebraica, come il mausoleo di Abacuc o della principessa Esther o del profeta Daniele, si trovano in Iran. In Iran ci sono 35 sinagoghe. Erano molte di più, ma da quando questi integralisti sono andati al potere, hanno imposto limiti. L’hanno fatto anche nei confronti dei cristiani, che hanno 300 chiese.</p>
<p><strong><b>Lei è credente?</b></strong></p>
<p>Io sono allergico a qualsiasi religione. Un credente deve credere nel suo cuore, nel suo cervello. Io credo nella mia forza. Mi ricordo che nel 1985, quando ho fondato la prima associazione di immigrati stranieri, ho trovato casa e lavoro a centinaia di immigrati musulmani. A coloro che ho aiutato e che mi chiedevano se ero musulmano ho detto di non farmi questa domanda, perché la religione è e deve restare un fatto personale.</p>
<p><strong><b>Il governo teocratico proclamava che il 99,5% della popolazione fosse musulmana, ma la realtà sociale mostra una progressiva disaffezione verso l’Islam sciita istituzionalizzato. Le analisi recenti indicano un significativo aumento dell’ateismo, dell’agnosticismo e, più in generale, della secolarizzazione in Iran, con una tendenza marcata tra le nuove generazioni. L’ateismo in Iran è in aumento?</b></strong></p>
<p>È chiaro che è in aumento in una maniera impressionante. <span class="pullquote">Non lo dicono, ma molti atei sono stati impiccati in Iran</span>. Secondo la religione, sciita o sunnita, chi detesta l’islam o esce dalla religione islamica è condannabile con la morte. Questo fin dal 633 dopo Cristo. Abū Bakr (primo califfo dell’islam dal 632 al 634 – ndr) ha preso il posto di Maometto e imposto questa regola. Chi lascia l’islam è condannabile alla morte. Quella cultura di merda esiste tuttora. Yusuf al-Qaradawi morto due anni fa, numero uno del sunnismo che aveva la sede nel Qatar, ha detto che è grazie a questa regola se oggi l’islam ha due miliardi di seguaci.</p>
<p>Questo non solamente in Iran, anche nel Paese di Matteo Renzi, l’Arabia Saudita. Anche negli Emirati arabi, Dubai dove ci sono tutte quelle banche dei ciarlatani a livello mondiale.</p>
<p><strong><b>Qual è secondo lei la causa della transizione da una società che era moderna prima del 1979 a un regime teocratico autoritario? C’è stato un passaggio graduale oppure è stato improvviso? Che cosa si ricorda e che cosa può dire di quel periodo?</b></strong></p>
<p>Io sono nato e cresciuto sotto il regime dello scià di Persia. Per cui quel mondo lo conosco come le mie mani. Io ero presente alla prima manifestazione dell’8 marzo 1979 che hanno fatto le donne iraniane. In quella manifestazione non erano presenti tanti uomini, al massimo il 5%. Allora gli intellettuali di sinistra dicevano che l’hijab (abbigliamento simbolo di sottomissione e oppressione della donna nel mondo islamico) non era una questione primaria. Questo è stato un grosso errore. Oggi ti dicono che devi mettere quel fazzoletto in testa, domani ti dicono che cosa devi pensare. La donna nella tradizione islamica è sempre pensata come un essere umano inferiore. Pubblicherò a breve un testo sul mondo islamico, dove racconto tutte le cazzate di Maometto. Il libro si intitola <em><i>Versetti ad personam</i></em>. Ogni volta che il profeta doveva andare a letto anche con la moglie del suo figlio adottivo, guarda caso trovava dei versetti che giustificavano il suo desiderio. O con la loro schiava copta di nome Maria. C’è anche sul <em><i>Corano</i></em>.</p>
<p>Ma parliamo del ‘79. L’Iran era moderno. Dobbiamo partire un po’ prima. Nel 1951 sotto la pressione dei liberali nazionalisti iraniani contro lo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi (che ha governato l’Iran dal 1941 al 1979) era stata chiesta una maggiore indipendenza, dal punto di vista della politica. Alla fine lo scià è stato obbligato a concedere un sistema parlamentare ad alcuni deputati che hanno scelto Mohammad Mosaddegh come primo ministro.</p>
<p>Personaggio importante che si è formato culturalmente in occidente, in Francia. Costui ha toccato alcuni tasti che non avrebbe dovuto toccare: nazionalizzare il petrolio che fino al 1951 gli inglesi saccheggiavano senza pagare nulla all’Iran. Nel 1953 gli inglesi intervengono con gli americani per dare una lezione all’Iran. Attraverso l’operazione Ajax (agosto 1953) ci fu un colpo di Stato organizzato dai servizi segreti Usa e Uk per rovesciare il premier iraniano democraticamente eletto.</p>
<p>L’operazione diede maggiore potere allo scià. In cambio Stati Uniti e Regno Unito hanno preteso il 40% del petrolio, che malvolentieri l’hanno dovuto dividere tra loro. Nel 1960 Kennedy prende il potere negli Stati Uniti e obbliga lo scià a fare la rivoluzione bianca, cioè a dividere la terra tra i contadini e dare diritti alle donne. Lì cresce il khomeinismo dal 1963 in poi, perché gli integralisti non volevano la presenza delle donne nelle istituzioni, nei ministeri, nei governi, nella magistratura.</p>
<p>Nel 1964, quando lo scià ha diviso il terreno appartenente ai grandi latifondisti, uno dei quali era la moschea, gli integralisti islamici si sono ribellati e poi Khomeini fu espulso. In Francia dove fu esiliato, dopo aver trascorso diversi anni in Iraq e Turchia, nasce il khomeinismo. Khomeini diceva cose da integralista islamico e i consiglieri ne ammorbidivano il senso.</p>
<p>Una giornalista iraniana, Nooshabeh Amiri, ragazza giovane all’epoca che oggi vive negli Usa e dovrebbe avere intorno ai 74 anni, aveva intervistato Khomeini per il giornale popolare Kayhan. Allora era stata attaccata da tutti i consiglieri di Khomeini per avere riportato per la prima volta senza filtri le parole del futuro ayatollah. Era la prima giornalista che intervistava nella sua lingua Khomeini, senza addolcire le sue parole dandone un’immagine moderata.</p>
<p>Ma la responsabilità della diffusione dell’integralismo islamico è stata anche dei movimenti di sinistra. Pensavano che questo signore fosse Che Guevara, in realtà senza conoscere la vera strategia del criminale Khomeini. <span class="pullquote">Alcuni filosofi in Francia applaudivano Khomeini senza conoscerlo</span> (Michel Foucault lo definì ‘figura mitica’ – ndr). Nel 1989 quando muore Khomeini avrebbe dovuto prendere il potere un altro ayatollah più moderno e democratico, Hossein-Ali Montazeri, ma Khomeini l’ha messo da parte e ha scelto Khamenei che invece era molto intransigente.</p>
<p><strong><b>Il figlio di Khamenei dovrebbe avere preso il potere dopo l’uccisione del padre?</b></strong></p>
<p>Si dice, però sembra che sia morto anche lui durante il primo bombardamento in cui è stato ucciso Khamenei e alcuni suoi ministri. Quelli che detengono il potere sono i Pasdaran (il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica che dispone di oltre 200mila uomini – ndr).</p>
<p><strong><b>Qual è la sua visione sul futuro del suo Paese?</b></strong></p>
<p>La mia posizione sarà diversa rispetto a quella di altri iraniani che plaudono al figlio dello scià. Io non ho simpatia né per lo scià né tantomeno per il figlio in esilio negli Usa, Reza Pahlavi. Questa è la mia posizione principale. Io mi ricordo che se mi beccavano con un giornale o con un libro che criticava lo scià di Persia di allora, io finivo sotto tortura. Il figlio non ha mai condannato suo padre, che ha portato una marea di miliardi di dollari fuori dall’Iran. Il Paese era povero. Il figlio è cresciuto con i soldi del popolo iraniano.</p>
<p>Ultimamente ha fatto numerosi investimenti nel campo della pubblicità. Una buona parte di quei denari è depositata presso la banca svizzera. Io non simpatizzo per lui. Se la massa lo vuole, io non condivido, pur rispettando la massa. Pochi giorni fa sono intervenuto alla camera dei deputati e ho espresso chiaramente la mia posizione. Io sono cresciuto con la cultura occidentale. Ho raccontato le cose come stanno.</p>
<p>Oggi non vado certo dove vanno i vincitori. E non sono nemmeno dalla parte dei Mojahedin del popolo iraniano, movimento che in origine faceva parte del regime khomeinista e ha messo la prima bomba nel parlamento iraniano. Poi ha lasciato l’Iran e si è trasferito in Iraq dove hanno appoggiato Saddam Hussein. Il leader, oggi residente in Albania, è una donna velata che vuole portare in Iran una repubblica democratica islamica. L’islam è sempre una merda, tu puoi mettere tutto quello che vuoi, ma la democrazia dov’è? Io preferisco un Paese laico, non monarchico. Un Paese in cui tutti possiamo discutere senza essere arrestati. Come l’Italia.</p>
<p><strong><b>Il suo impegno per i diritti civili è arrivato anche al parlamento europeo, ma non senza polemiche. Perché?</b></strong></p>
<p>Ho fatto approvare diverse cose a livello europeo: una risoluzione sulle spose bambine per esempio. Purtroppo il parlamento europeo non ha nessun potere. Nel 2022 ha approvato la messa al bando dei Guardiani della rivoluzione, ma poi il consiglio dei ministri non l’ha ratificata. Subito dopo il 2023 insieme ad alcuni gruppi iraniani come Neda day e l’Unione degli attivisti iraniani siamo stati dal ministro degli esteri e al parlamento di Bruxelles. Soltanto due mesi fa i Guardiani della rivoluzione sono stati messi fuori legge. Ma non basta, dovrebbero sequestrare e congelare tutti i loro beni.</p>
<p>(A partire da fine gennaio 2026, l’Unione Europea, su forte impulso del parlamento europeo, ha avviato l’iter per designare ufficialmente il corpo delle Guardie della rivoluzione islamica noto come Pasdaran, come organizzazione terroristica – ndr).</p>
<p><strong><b>Ci sono state altre incongruenze da parte di Paesi occidentali quando hanno dovuto prendere posizione sull’Iran?</b></strong></p>
<p>Forse avrai sentito parlare di Masoumeh Ebtekar, una signora che nel 1979 aveva occupato l’ambasciata americana assieme agli integralisti islamici. Era portavoce di quel movimento integralista. Lei ha studiato in America, il figlio ha studiato in America, ed è diventata due volte ministro in diversi governi iraniani. Morale: sotto il governo della Repubblica islamica le leggi segregazioniste nei confronti delle donne sono sempre esistite. Nel 2014 il parlamento italiano ha consegnato il premio Minerva a questa donna, «insignita per l’impegno politico e riformatore». Di che cosa parliamo? Ho scritto allora una lettera al presidente della Repubblica italiana, al presidente del senato, ma non mi hanno dato ascolto.</p>
<p><strong><b>Intervista di Daniele Passanante a Taher Djafarizad</b></strong></p>
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		<title>Vent&#8217;anni di pensiero laico. Arriva in libreria il volume &#8220;A ragion veduta&#8221;, antologia del blog dell&#8217;Uaar</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È disponibile da oggi nelle librerie e in tutte le piattaforme online il volume A ragion veduta, edito da Nessun Dogma, il progetto editoriale avviato dall&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. L&#8217;opera, acquistabile in formato cartaceo ed e-book, raccoglie il meglio dello storico blog dell&#8217;Uaar, associazione che rappresenta le istanze degli atei e degli agnostici italiani e punto di riferimento per l&#8217;informazione laica in Italia. Molti dei contenuti pubblicati sul blog rimangono tuttora preziosi e di ampio respiro, anche...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/22/ventanni-di-pensiero-laico-arriva-in-libreria-il-volume-a-ragion-veduta-antologia-del-blog-delluaar/" title="Read Vent&#8217;anni di pensiero laico. Arriva in libreria il volume &#8220;A ragion veduta&#8221;, antologia del blog dell&#8217;Uaar">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È disponibile da oggi nelle librerie e in tutte le piattaforme online il volume <em>A ragion veduta</em>, edito da Nessun Dogma, il progetto editoriale avviato dall&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.</p>
<p>L&#8217;opera, <a href="https://www.nessundogma.it/libro/ragion-veduta/">acquistabile</a> in formato cartaceo ed e-book, raccoglie il meglio dello storico blog dell&#8217;Uaar, associazione che rappresenta le istanze degli atei e degli agnostici italiani e punto di riferimento per l&#8217;informazione laica in Italia.</p>
<p>Molti dei contenuti pubblicati sul blog rimangono tuttora preziosi e di ampio respiro, anche su fenomeni di costume e società, per la riflessione in un&#8217;ottica laica e razionale. Gli articoli selezionati e pubblicati nel volume testimoniano anche l&#8217;opera di divulgazione e informazione svolta dall&#8217;Uaar senza sosta nel corso degli anni.</p>
<p>Dalle battaglie per i diritti civili all&#8217;analisi razionale dei fenomeni contemporanei, spaziando tra incredulità e laicità, le iniziative dell&#8217;associazione, le questioni dei diritti e il rapporto con le religioni, ogni articolo è arricchito da introduzioni e aggiornamenti che rendono i temi più attuali che mai.</p>
<p>L’antologia è curata da Roberto Grendene segretario nazionale Uaar, e da Valentino Salvatore, redattore della rivista e del progetto editoriale di Nessun Dogma. Con la prefazione del direttore della rivista Nessun Dogma Raffaele Carcano.</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
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<p><strong>La scheda del libro</strong><br />
<a href="https://www.nessundogma.it/libro/ragion-veduta/">https://www.nessundogma.it/libro/ragion-veduta/</a></p>
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		<title>8&#215;1000 statale: 70 milioni alla scuola pubblica grazie alle scelte dei contribuenti</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/20/8x1000-statale-milioni-alla-scuola-pubblica-grazie-alle-scelte-dei-contribuenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Calano le firme per la Chiesa cattolica e crescono quelle per lo Stato, e tra queste spiccano le scelte più laiche: scuola pubblica e interventi per difenderci dalle calamità naturali. In seconda posizione nella ripartizione per l&#8217;anno 2025 lo stanziamento per le calamità naturali, per un totale di 54 milioni. Buone notizie dalla ripartizione della quota dell&#8217;Otto per mille dell&#8217;Irpef a diretta gestione statale per l&#8217;anno 2025, deliberata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. La somma totale a disposizione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/20/8x1000-statale-milioni-alla-scuola-pubblica-grazie-alle-scelte-dei-contribuenti/" title="Read 8&#215;1000 statale: 70 milioni alla scuola pubblica grazie alle scelte dei contribuenti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><b>Calano le firme per la Chiesa cattolica e crescono quelle per lo Stato, e tra queste spiccano le scelte più laiche: scuola pubblica e interventi per difenderci dalle calamità naturali. In seconda posizione nella ripartizione per l&#8217;anno 2025 lo stanziamento per le calamità naturali, per un totale di 54 milioni.</b></strong></p>
<p>Buone notizie dalla ripartizione della quota dell&#8217;Otto per mille dell&#8217;Irpef a diretta gestione statale per l&#8217;anno 2025, deliberata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. La somma totale a disposizione per le tipologie di intervento gestite dallo Stato è di 235 milioni, di cui 155 ripartiti in base alle scelte espresse dai contribuenti per la specifica tipologia. Con il 45% di preferenze, l&#8217;edilizia scolastica di proprietà pubblica si aggiudica lo stanziamento record di 70 milioni. In seconda posizione i 29 milioni che vanno agli interventi per far fronte alle calamità naturali grazie al 19% di preferenze.</p>
<p>Il Consiglio dei ministri continua a non rispettare le indicazioni generali dei contribuenti per ripartire l&#8217;ammontare derivante dalle scelte &#8220;Stato&#8221; senza preferenza di tipologia. Dei 66 milioni disponibili per questo riparto aggiuntivo nulla è stato destinato all&#8217;edilizia scolastica pubblica; 20 milioni sono stati dirottati al recupero dalle tossicodipendenze (categoria introdotta dal governo Meloni e scelta soltanto dal 2% dei contribuenti nelle dichiarazioni 2023); 25 milioni si sono aggiunti allo stanziamento per le calamità naturali (per un totale di 54); infine 19 alla categoria conservazione dei beni culturali.</p>
<p>«<em>Nell&#8217;imbarazzante silenzio del governo sull&#8217;8&#215;1000</em> – dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti –, <em>i cui ministri dovrebbero invitare a gran voce a scegliere lo Stato, i contribuenti italiani si danno comunque da fare. Ogni anno calano le firme per la Chiesa cattolica e crescono quelle per lo Stato, e tra queste spiccano le scelte più laiche: scuola pubblica e interventi per difenderci dalle calamità naturali</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p><strong><b>Fonti e approfondimenti</b></strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/stat_8xMilleSerie/public/index.php?req_classe=01">Riepilogo delle scelte espresse e non espresse dai contribuenti </a></li>
<li><a href="https://blog.uaar.it/2025/03/05/nuovo-record-per-8x1000-statale-per-calamita-naturali-con-qualche-nota-stonata/">Gli interventi per calamità naturali, ripartizione anno 2023</a></li>
<li><a href="https://blog.uaar.it/2024/12/16/8x1000-venti-milioni-a-scuole/">Le 57 scuole pubbliche beneficiarie dell&#8217;8&#215;1000 </a></li>
<li><a href="https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/">8×1000 alla Chiesa: firme in calo in tutte le regioni italiane </a></li>
</ul>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La clericalata della settimana, 20: la rettrice dell’Università “La Sapienza” accoglie Leone XIV</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/18/la-clericalata-della-settimana-20-la-rettrice-delluniversita-la-sapienza-accoglie-leone-xiv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della rettrice dell’Università “La...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/18/la-clericalata-della-settimana-20-la-rettrice-delluniversita-la-sapienza-accoglie-leone-xiv/" title="Read La clericalata della settimana, 20: la rettrice dell’Università “La Sapienza” accoglie Leone XIV">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della <a href="https://www.uniroma1.it/it/notizia/papa-leone-xiv-visita-pastorale-alla-comunita-sapienza">rettrice dell’Università “La Sapienza” di Roma Antonella Polimeni</a> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha accolto con ossequio clericale papa Leone XIV in visita pastorale nell’ateneo lo scorso 14 maggio, evento spacciato come “dialogo” tra l&#8217;ateneo e la Chiesa cattolica.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La visita è stata caratterizzata da un prolungato e fantozziano inchino clericale delle istituzioni accademiche. Il papa è stato accolto con tutti gli onori dalla rettrice e da altri rappresentanti accademici, si è recato nella cappella universitaria per pregare, poi è stato ricevuto al rettorato per un colloquio privato con Polimeni, ha firmato il libro d’onore e ha assistito all’inaugurazione della targa in ricordo della sua stessa visita, ha visitato la mostra dedicata al rapporto storico tra i papi e l’università, infine ha tenuto un discorso nell’aula magna alla presenza di docenti, studenti e personale. Papa Prevost ha chiuso soddisfatto il suo intervento definendo la visita «segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla chiesa è nata e cresciuta». La rettrice, in </span><a href="https://www.agensir.it/italia/2026/05/13/papa-leone-xiv-alla-sapienza-polimeni-rettrice-il-dialogo-tra-universita-e-dimensione-spirituale-non-sottrae-nulla-alla-laicita-della-conoscenza/"><span style="font-weight: 400;">un’intervista</span></a><span style="font-weight: 400;"> qualche giorno prima all’agenzia stampa dei vescovi, aveva sostenuto in maniera surreale che la visita si sarebbe tenuta «nel rispetto della laicità dell’università e della pluralità della nostra comunità, ma anche nella consapevolezza che sapere, formazione, dignità umana, pace e responsabilità sociale sono terreni sui quali il dialogo è non solo possibile, ma continuamente necessario».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili </span><a href="https://www.chiesadibologna.it/verso-il-convegno-8x1000-alla-chiesa-cattolica-e-piu-di-quanto-credi/"><span style="font-weight: 400;">ha collaborato</span></a><span style="font-weight: 400;"> al convegno organizzato dall’arcidiocesi locale, Acli Bologna e Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Bologna dal titolo “8&#215;1000 alla Chiesa cattolica: è più di quanto credi”, tenutosi presso la sala conferenze “Marco Biagi” dello stesso Ordine. Tra i presenti, oltre all’arcivescovo e cardinale Matteo Maria Zuppi, pure il presidente dell’Ordine Vittorio Melchionda, che ha portato il suo saluto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Limana (BL), l’Università degli Studi di Padova, il Dipartimento dei Beni culturali – Archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica </span><a href="https://www.beniculturali.unipd.it/www/dbc-news/videosaggio-alla-scoperta-della-sacra-sindone-tra-scienza-e-miracolo-15-maggio-2026-belluno/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla presentazione di un video dai toni apologetici confezionato dagli studenti del Dams dell’ateneo per il laboratorio per la realizzazione dei documentari e all’annessa conferenza sulla sindone presso un ristorante. Alla giornata hanno preso parte il professor Giulio Fanti (docente nell’università patavina e sindonologo autore di controversi studi sul telo), il professor Dario Viganò (vice cancelliere della Pontificia accademia delle scienze), il professor Mirco Melanco (docente di cinema nell’ateneo), il dottor Antonello Belluco (regista specializzato in “cinema sacrale”); c’erano anche il sindaco Michele Talo, il vescovo di Belluno Renato Marangoni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inaugurazione del nuovo aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria, alla presenza di varie autorità tra cui il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, </span><a href="https://www.facebook.com/reel/962802536644221"><span style="font-weight: 400;">si è conclusa</span></a><span style="font-weight: 400;"> con la benedizione dell’arcivescovo Fortuna Morrone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Direzione delle Biblioteche del Comune di Verona, in collaborazione con il gruppo culturale “Voci in prosa e poesia” e la poetessa Marisa Da Verona, </span><a href="https://biblioteche.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=98619"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un incontro con il vescovo Domenico Pompili presso la Sala Farinati della Biblioteca Civica alla presenza anche dell’assessora alle Biblioteche Elisa La Paglia che ha portato il suo saluto. «L’occasione per vivere un momento di condivisione poetica sotto l’ala della Benedizione episcopale», si leggeva nel comunicato istituzionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad Avezzano (AQ) </span><a href="https://www.facebook.com/reel/3952771588198013"><span style="font-weight: 400;">è stato inaugurato</span></a><span style="font-weight: 400;">, alla presenza delle autorità tra cui il sindaco Giovanni Di Pangrazio, il nuovo comando della Polizia locale con la benedizione del vescovo Giovanni Massaro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere regionale piemontese Roberto Ravello (Fratelli d’Italia), durante una discussione su una proposta del Movimento 5 Stelle volta a stanziare 900 mila euro per l’accesso alla contraccezione per persone sotto i 26 anni e per le donne con disagi economici, </span><a href="https://www.lastampa.it/torino/2026/05/09/news/roberto_ravello_profilattici_gratis_polemiche_regione_piemonte-15615216/"><span style="font-weight: 400;">ha dichiarato</span></a><span style="font-weight: 400;"> che «i contraccettivi gratuiti sono un colpo di grazia alla natalità in Piemonte».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Massafra (TA) Giancarla Zaccaro, in occasione dei 250 anni della patrona della Madonna della Scala, </span><a href="https://www.buonasera24.it/news/cronaca/919115/massafra-rinnova-il-patto-con-la-madonna-della-scala.html"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla cerimonia religiosa per la consegna delle chiavi della città a una statua della stessa, alla presenza del vescovo della diocesi di Castellaneta Sabino Iannuzzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Calatafimi Segesta (TP) Francesco Gruppuso e gli assessori Paolo Fascella, Piera Rosa, Francesco Ferrisi e Antonino Fiorello, i membri del Consiglio comunale e diversi dipendenti di uffici pubblici </span><a href="https://trapanioggi.it/festa-ss-crocifisso-gruppuso-abbiamo-riacceso-entusiasmo-e-partecipazione-attorno-ad-una-tradizione-secolare/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa per il Santissimo Crocifisso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari </span><a href="https://www.arcidiocesisassari.it/2026/05/06/la-benedizione-dellarcivescovo-nelle-corsie-dellaou-di-sassari/36034/"><span style="font-weight: 400;">ha accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’arcivescovo Francesco Soddu e un simulacro della Madonna nell’ospedale civile “Santissima Annunziata”, alla presenza del direttore generale Serafinangelo Ponti, il direttore amministrativo Alberto Mura, la direttrice sanitaria Lucia Anna Mameli e il personale.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Stabilire un confine</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/17/stabilire-un-confine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Un articolo scientifico sulle mutilazioni genitali femminili mostra i limiti del relativismo culturale. Il rispetto delle differenze non può giustificare pratiche che violano diritti, salute e l&#8217;autodeterminazione delle donne. Affronta il tema Silvano Fuso sul numero 2/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Il 14 settembre 2025, sul Journal of Medical Ethics (rivista affiliata al prestigioso Bmj, British Medical Journal), è stato pubblicato un corposo articolo, intitolato Harms of the current global anti-Fgm campaign (I danni...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/17/stabilire-un-confine/" title="Read Stabilire un confine">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un articolo scientifico sulle mutilazioni genitali femminili mostra i limiti del relativismo culturale. Il rispetto delle differenze non può giustificare pratiche che violano diritti, salute e l&#8217;autodeterminazione delle donne. Affronta il tema Silvano Fuso sul numero 2/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Il 14 settembre 2025, sul <em><i>Journal of Medical Ethics </i></em>(rivista affiliata al prestigioso Bmj, <em><i>British Medical Journal</i></em>), è stato pubblicato un corposo articolo, intitolato <em><i><a href="http://go.uaar.it/sopouiz">Harms of the current global anti-Fgm campaign</a> </i></em>(<em><i>I danni delle attuali campagne globali contro le mutilazioni genitali femminili</i></em>). L’articolo è firmato da 25 autori.</p>
<p><span class="pullquote">La prima firma è quella di Fuambai Sia Ahmadu</span>, antropologa della Sierra Leone, cresciuta negli Stati Uniti, con un dottorato di ricerca in antropologia sociale presso la London School of Economics, docente presso l’Università di Chicago e in un’università del suo Paese di origine.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77300" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/stabilire-un-confine.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/stabilire-un-confine.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/stabilire-un-confine-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/stabilire-un-confine-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/stabilire-un-confine-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Da tempo Sia Ahmadu è impegnata nella difesa delle mutilazioni genitali femminili (Mgf). Sì, in difesa, non contro! Lo chiarisce bene lei stessa nel suo sito <a href="http://www.fuambaisiaahmadu.com/">www.fuambaisiaahmadu.com</a>, dedicato alla promozione di queste mutilazioni: «Ho creato questo sito web come piattaforma per celebrare e condividere la conoscenza sulle origini africane della circoncisione e in particolare per incoraggiare le donne che sostengono la circoncisione femminile in varie parti del mondo. Come fondatrice di SiA Inc., la mia missione principale è promuovere i diritti delle donne adulte circoncise all’uguaglianza, alla dignità e all’autodeterminazione, preservando questa importante pratica corporea culturale e religiosa».</p>
<p>L’autrice racconta di essere andata in Sierra Leone all’età di 22 anni per sottoporsi alle mutilazioni genitali femminili, in quanto membro del gruppo etnico Kono che le pratica abitualmente. Critica le sue «sorelle femministe occidentalizzate» che insistono «nel privarci di questo aspetto essenziale del passaggio all’età adulta, in linea con il nostro patrimonio culturale unico e potente».</p>
<p>Sostiene inoltre che non vi siano rischi per la salute delle donne e/o conseguenze negative sulla loro sessualità e che la maggior parte delle donne sottoposte a mutilazioni non le percepiscano come una pratica oppressiva. Desta non poca perplessità che Sia Ahmadu abbia lavorato come consulente per l’Unicef e per il British Medical Research Council in Gambia.</p>
<p>Nell’articolo pubblicato sul <em><i>Journal of Medical Ethics</i></em>, gli autori sostengono che l’attuale dibattito e le relative politiche anti-Mgf, pur essendo guidati da intenti di tutela della salute e dei diritti umani, causano danni non intenzionali e controproducenti. Secondo gli autori, la narrazione dominante dell’“anti-Mgf” è costruita su un quadro fortemente razzializzato ed etnocentrico che semplifica in modo stereotipato pratiche culturalmente diverse e complesse, contribuendo a perdere di vista la varietà di significati e di contesti in cui queste pratiche esistono.</p>
<p>Tra i possibili danni evidenziati dagli autori vi sono: l’erosione della fiducia nelle strutture sanitarie da parte di comunità coinvolte; il silenzio e la marginalizzazione di voci interne alle comunità che hanno prospettive più sfumate o dissenzienti; la profilazione razziale e il monitoraggio legale sproporzionato di famiglie migranti nei Paesi occidentali.</p>
<p>Gli autori criticano inoltre quella che definiscono una doppia morale: mentre alcune procedure genitali simili (ad esempio interventi cosmetici o chirurgici) sono legittimate o normalizzate in occidente, le pratiche genitali tradizionali praticate in altri contesti culturali vengono condannate e stigmatizzate attraverso il linguaggio e le politiche internazionali.</p>
<p>In conclusione, gli autori propongono la necessità di un approccio più equilibrato e basato sulle evidenze, che tenga conto delle complessità culturali e non riproduca ingiustizie o stereotipi, affinché le politiche e i discorsi pubblici non producano danni simili a quelli che si desiderano evitare.</p>
<p>Per esprimere un giudizio sull’articolo pubblicato dal <em><i>Journal of Medical Ethics</i></em> è bene ricordare brevemente cosa siano le Mgf.</p>
<p>L’Organizzazione mondiale della sanità ha <a href="http://go.uaar.it/ymqwfrk">classificato le Mgf</a> in quattro differenti tipi, con varie sottocategorie:</p>
<p>Tipo I. Clitoridectomia: rimozione parziale o totale del clitoride e/o del prepuzio clitorideo.</p>
<p>Tipo II. Escissione: rimozione parziale o totale del clitoride e delle piccole labbra con o senza asportazione delle grandi labbra.</p>
<p>Tipo III. Infibulazione: restringimento dell’orifizio vaginale con chiusura ermetica coprente creata tagliando e avvicinando le piccole e/o le grandi labbra, con o senza escissione del clitoride.</p>
<p>Tipo IV. Altri interventi dannosi sui genitali esterni a fini non terapeutici (puntura-pricking, piercing, incisione, cauterizzazione).</p>
<p>Le Mgf danneggiano gravemente la salute psicofisica delle bambine e delle donne, anche per l’uso di strumenti infetti e in genere per le scarse condizioni igienico-sanitarie in cui vengono effettuate.</p>
<p>Le donne con Mgf hanno problemi durante le mestruazioni a causa della parziale o totale occlusione dell’orifizio vaginale, dovuto alla formazione di cicatrici e cheloidi secondari che insorgono per la lenta e incompleta cicatrizzazione della ferita associata a flogosi e a infezioni post operatorie. Queste donne sono spesso affette da endometriti, vaginiti e cistiti ricorrenti. <span class="pullquote">Le infezioni e i calcoli urinari sono molto frequenti</span> e possono compromettere la funzionalità renale. Frequenti sono anche le fistole e rapporti sessuali dolorosissimi.</p>
<p>Ogni anno circa tre milioni di bambine (tra cui anche alcune donne) vengono sottoposte a Mgf e il numero di donne e bambine viventi che le hanno subite è oggi di circa 230 milioni.</p>
<p>Criticare l’articolo pubblicato dal <em><i>Journal of Medical Ethics</i></em> è un esercizio abbastanza facile che è stato eseguito da diversi commentatori all’estero<sup>1</sup> (stranamente in Italia non si è avuta alcuna discussione). Le principali critiche riguardano gli aspetti medico sanitari, totalmente sottovalutati da Fuambai Sia Ahmadu e gli altri autori. Inoltre viene totalmente trascurato il ruolo socio-culturale che rende le Mgf un crudele strumento patriarcale di controllo sociale sulle donne.</p>
<p>Anziché concentrarsi sulla rivendicazione della dignità culturale di certe pratiche tradizionali, bisognerebbe che tutti indirizzassero le proprie energie a tutela della salute e dei diritti delle donne e delle ragazze. Appare infine fuori luogo il paragone tra le Mgf e alcune tecniche di chirurgia genitale praticate in occidente, condotte con totale rispetto delle norme igienico-sanitarie, prive di conseguenze drammatiche e, soprattutto, scelte volontariamente e non imposte.</p>
<p>Al di là delle critiche specifiche all’articolo, la sua pubblicazione su una rispettabile rivista scientifica pone problemi più ampi. Nel sito della prima firmataria dell’articolo, la citata Fuambai Sia Ahmadu, si legge: «Sia (o Saa), secondo la cosmologia menfita, che precede le religioni abramitiche, è il nome del primo essere formato dal Dio Creatore, Atum, attraverso il sangue del “Suo” Fallo. La circoncisione (sia femminile che maschile) ha un’origine socio-religiosa africana e questo potente atto simbolico è stato adottato e adattato da molte culture e tradizioni religiose nel corso della storia del mondo.</p>
<p>Sono una cristiana rinata e il mio defunto marito era musulmano, ma sono anche un’antropologa e credo sia necessario che i discendenti africani (ai quali è stato detto che non abbiamo una storia o una cultura indipendente dagli europei che valga la pena conoscere, per non parlare di preservare) comprendano le origini delle nostre religioni ancestrali e come queste credenze e pratiche abbiano influenzato le religioni abramitiche. La circoncisione è ciò che collega questa conoscenza del nostro passato con ciò che siamo nel presente».</p>
<p>Le motivazioni che inducono l’autrice a difendere le Mgf sono dunque legate alla volontà di salvaguardare la conoscenza delle tradizioni culturali di un popolo, rivendicando autonomia nei confronti dell’Europa e, in generale, dell’occidente.</p>
<p>In sostanza l’autrice, da antropologa, rivendica la necessità di comprendere norme, tradizioni, valori e credenze di un popolo all’interno del contesto culturale specifico che le genera. Rifiutando giudizi basati su standard esterni e sostenendo la pari dignità di tutte le culture, rifiutando ogni forma di etnocentrismo. In una parola si tratta di quello che viene chiamato relativismo culturale, proposto inizialmente da illustri ricercatori come Franz Boas (1858-1942) e Bronisław Malinowski (1884-1942).</p>
<p>Il relativismo culturale è la posizione, del tutto condivisibile, secondo la quale i valori, le norme morali e le pratiche sociali devono essere compresi e valutati nel contesto della cultura a cui appartengono, evitando ogni giudizio espresso, inevitabilmente, applicando i criteri della propria cultura di appartenenza. In altre parole, ciò che è “giusto” o “normale” e “moralmente accettabile” dipende dal contesto culturale.</p>
<p>Si tratta sicuramente di un approccio apprezzabile. Vi sono infatti tanti modi di vivere e non esiste un criterio oggettivo per stabilire quale cultura sia globalmente “superiore” alle altre. Pensare che la migliore sia quella che noi abbiamo adottato e giudicare le altre in modo unilaterale è un atto di arroganza e supponenza che tanti danni ha provocato. L’approccio relativistico favorisce inoltre la tolleranza e il rispetto verso culture diverse. Quello etnocentrico, al contrario, genera discriminazioni, sopraffazioni e razzismo.</p>
<p><span class="pullquote">Il relativismo culturale è indispensabile in antropologia</span>, etnologia e storia per studiare società lontane da noi geograficamente, cronologicamente e culturalmente. Ma è anche indispensabile nella vita di tutti i giorni per la pacifica convivenza di etnie e popolazioni con usi, costumi e tradizioni diverse.</p>
<p>È però piuttosto evidente che esso deve avere dei limiti ed è importante, proprio in nome di tolleranza e convivenza, stabilirne i confini.</p>
<p>Infatti, se applicassimo in modo assoluto il relativismo culturale, allora potremmo giustificare qualsiasi pratica, anche quelle che violano i diritti umani. Per questo è necessario porre dei limiti basati su principi universali minimi, come la dignità della persona e i diritti fondamentali.</p>
<p>In sintesi, il relativismo culturale è utile per comprendere e rispettare le differenze, ma non può diventare una giustificazione per violare valori fondamentali condivisi a livello universale.</p>
<p>I diritti umani fondamentali parlano espressamente di: 1) diritto all’integrità fisica e psichica; 2) diritto alla salute; 3) diritto alla libertà e alla sicurezza della persona; 4) diritto di non essere sottoposti a tortura; 5) diritti dei minori.</p>
<p>Non si possono accettare violazioni di tali diritti in nome del relativismo culturale. Appare abbastanza evidente che le Mgf li violino tutti e cinque. Infatti: 1) comportano la rimozione o la modifica degli organi genitali femminili senza ragioni mediche, causando danni permanenti e traumi psicologici; 2) provocano infezioni, dolore cronico, sterilità, complicazioni durante il parto e, in alcuni casi, la morte; 3) costituiscono un atto di violenza fisica e psicologica; 4) la comunità internazionale classifica le Mgf come trattamenti crudeli, inumani o degradanti; 5) essendo praticate spesso su minori, violano la <a href="http://go.uaar.it/ed3yr9d">Convenzione sui diritti dell’infanzia</a>, che protegge le bambine da pratiche tradizionali nocive.</p>
<p>Quest’ultimo punto appare particolarmente importante. Se una donna adulta, libera e sufficientemente informata sulle possibili conseguenze, decide autonomamente di sottoporsi a Mgf, come ha fatto Fuambai Sia Ahmadu, è giusto che abbia la possibilità di farlo. Ma imporlo a chi non può decidere (come qualsiasi altra pratica religiosa forzata) è un sopruso che non può essere in alcun modo difeso.</p>
<p>Comprendere e studiare le culture diverse dalla nostra, senza pregiudizi ideologici, è un dovere intellettuale e civile. Ma difendere la dignità e l’integrità della persona è un dovere etico, e nessun relativismo può esimerci da questo vincolo.</p>
<p><strong>Silvano Fuso</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ol>
<li>Si veda, ad esempio: H. Burrage, <a href="http://go.uaar.it/tfstefn"><em>Are ‘Anti-FGM’ Campaigns Harmful?</em></a>, 10 gennaio 2026</li>
</ol>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 19: i sindaci alla messa in onore di san Nicola</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/11/la-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 15:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei sindaci che hanno...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/11/la-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola/" title="Read La clericalata della settimana, 19: i sindaci alla messa in onore di san Nicola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dei </span><a href="https://ilnuovoonline.it/2026/05/08/bari-il-sindaco-menna-alla-santa-messa-in-onore-di-san-nicola/"><span style="font-weight: 400;">sindaci</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">hanno partecipato, con fascia tricolore, alla messa in onore di san Nicola nella basilica di Bari intitolata all’omonimo patrono della città.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i presenti, oltre al primo cittadino di Bari Vito Leccese, al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e altre </span><a href="https://www.pugliareporter.com/2026/05/10/bari-rivediamo-i-video-e-le-foto-della-festa-di-san-nicola-link-alla-registrazione-integrale-dello-spettacolo-dal-vivo/"><span style="font-weight: 400;">autorità</span></a><span style="font-weight: 400;">, anche i sindaci dei Comuni gemellati con Bari come </span><a href="https://www.piazzarossetti.it/it-it/m/notizie/69fde3c6d19970780100bbd6/il-sindaco-di-vasto-a-bari-per-i-festeggiamenti-in-onore-di-san-nicola"><span style="font-weight: 400;">quello di Vasto (CH)</span></a><span style="font-weight: 400;"> Francesco Menna.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Papa Leone XIV per il primo anno di pontificato </span><a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/05/la-visita-pastorale-di-papa-leone-a-pompei-e-napoli-36c9200b-1b41-4b24-8082-2356d23f521b.html"><span style="font-weight: 400;">si è recato</span></a><span style="font-weight: 400;"> in visita pastorale in Campania con un </span><a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1434936328384017"><span style="font-weight: 400;">elicottero</span></a><span style="font-weight: 400;"> messo a disposizione dallo Stato italiano e accolto dalle istituzioni locali. Prima è arrivato per la messa al santuario di Pompei, dove è stato accolto tra gli altri dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e altre autorità civili; poi si è volato a Napoli per la messa al duomo e un incontro in Piazza del Plebiscito con i fedeli. Tra i messaggi di giubilo anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto «rinnovare a Papa Leone XIV un pensiero riconoscente per il suo instancabile messaggio di fede, speranza, pace, dialogo tra i popoli e vicinanza agli ultimi».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della nuova struttura della Croce Rossa a Bergamo assieme alla sindaca Elena Carnevali, al prefetto Luca Rotondi e ad altre autorità </span><a href="https://www.bergamotomorrow.it/2026/05/06/bergamo-la-croce-rossa-inaugura-la-nuova-sede-di-loreto/"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vescovo Francesco Beschi.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Faenza (RA) Massimo Isola e altre autorità locali </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/beata-vergine-delle-grazie-la-d3d04ee2"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alle iniziative per celebrare la patrona della città, la Madonna delle Grazie, in collaborazione con la Chiesa cattolica locale. Tra gli eventi intercorsi in vari giorni il tour della statua della Madonna in diverse strutture, la benedizione degli automezzi, la processione verso la cattedrale, la messa pontificale officiata dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza in cui i sindaci dei dodici Comuni della diocesi hanno offerto un cero alla Madonna, la consegna da parte del sindaco al vescovo del drappo del Niballo, il palio locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Monopoli (BA) Angelo Annese in rappresentanza della città e con fascia tricolore </span><a href="https://www.monopolitimes.com/2026/04/13/monopoli-rito-cero-votivo-san-francesco-da-paola-sindaco-annese/"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa in onore di san Francesco da Paola consegnando e accendendo un cero votivo. Alla celebrazione erano presenti anche le massime autorità civile e militari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la festa della Liberazione il Comune di Misano Adriatico (RN) </span><a href="https://www.comune.misano-adriatico.rn.it/it-it/novita/avvisi/2026/cultura-eventi-e-manifestazioni/25-aprile-il-programma-delle-celebrazioni-386805-1-6cb7daae011750539b7c59fc6e07959f"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;">, oltre a deposizioni di corone di alloro ai monumenti ai caduti, letture e discorsi commemorativi e un concerto, anche una messa nella chiesa parrocchiale di Misano Mare «in memoria dei caduti di tutte le guerre».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Per chi suona la campana</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/10/per-chi-suona-la-campana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rumore delle campane delle chiese è a volte prolungato, assordante e invasivo. Nonostante l’impatto sulla quiete e sulla salute gode però di ampie tutele. Affronta il tema Adele Orioli sul numero 2/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Nonostante il celebre romanzo di Hemingway, a sua volta in citazione di un verso di John Donne, e l’indubbio riferimento all’usanza di far suonare la campana quando muore qualcuno, spesso nell’iconografia clericale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/10/per-chi-suona-la-campana/" title="Read Per chi suona la campana">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il rumore delle campane delle chiese è a volte prolungato, assordante e invasivo. Nonostante l’impatto sulla quiete e sulla salute gode però di ampie tutele. Affronta il tema Adele Orioli sul numero 2/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Nonostante il celebre romanzo di Hemingway, a sua volta in citazione di un verso di John Donne, e l’indubbio riferimento all’usanza di far suonare la campana quando muore qualcuno, spesso nell’iconografia clericale il din don dan è all’opposto associato alla festa, alla gioia, alle allegre mattine della domenica al Mulino Bianco, che a quanto pare non annovera mai né insonni né turni notturni nelle proprie schiere. E anzi dello scampanio selvaggio se ne arriva a difendere persino la funzionalità pubblica nel rintocco delle ore.</p>
<p>Che in effetti, prima dell’avvento dell’orologio nemmeno da polso, ma financo da tasca, aveva effettivamente una grandissima utilità civica. All’incirca fino a un secolo fa, grosso modo. In ogni caso oggi, non fosse altro per i cellulari ai quali viviamo incollati, siamo certi che tutti i fortunelli il cui campanile decide di segnare anche i quarti d’ora, <span class="pullquote">dei 15 tocchi di seguito ne farebbero volentieri a meno</span>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77283" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Se non altro il rumore delle ore è sottoposto ai normali limiti di decibel di qualsivoglia altra attività. Certo, soprattutto nei piccoli centri intraprendere una battaglia sonora contro i parroci non è il massimo, ma se non altro quando di segnale orario si tratta le tutele ci sono e senza discriminazioni.</p>
<p>Perché il discorso si fa ben più complesso quando invece si parla di scampanii liturgici, quelli cioè che segnalano l’inizio, la fine o anche la semplice sussistenza di un evento liturgico. Spesso prolungati, spesso assordanti nella gioia quanto nel dolore, verrebbe da dire, spesso in ore che anche l’attuale mondo del lavoro non considera esattamente con favore. Per esempio l’Angelus delle sette di mattina, festivi compresi, un classico. Del disagio.</p>
<p>Ecco, per questo tipo di frastuono invece sorgono problemi maggiori. Perché per costante giurisprudenza questi specifici rintocchi sono direttamente espressione di libertà religiosa, e quindi non limitabile (o meglio, limitabile solo per contrarietà al buon costume, ex articolo 19 della Costituzione).</p>
<p>Questo non vuol dire che non ci sia proprio nulla da fare se tormentati a ogni ora del giorno e magari anche della notte da rintocchi tutt’altro che bucolici e festaioli per chi li subisce. Lo sanno anche i vescovi, che spesso nei loro decreti impongono il silenzio quanto meno in determinate fasce orarie e altrettanto spesso raccomandano una certa prudenza nell’entusiasmo scampanante.</p>
<p>Lo sappiamo bene anche noi all’Uaar che spesso patrociniamo contenziosi, costosissimi purtroppo per le perizie tecniche necessarie anche solo per poter cominciare; e in sordina, se mi si passa l’espressione, abbiamo anche ottenuto qualche risultato di sostanza.</p>
<p>Infatti, che sia espressione di libertà religiosa o meno, l’esercizio di un diritto va sempre preso in considerazione e bilanciato con pari se non più forti diritti altrui. E fra questi c’è sicuramente il diritto alla salute e a non subire quello che si chiama danno biologico per le emissioni sonore incontrollate e incontrollabili. Indubbiamente è comunque un gradino in più da affrontare nel caso le emissioni siano oltremodo rumorose; nessuna tutela invece se lo scampanio è, se non illegittimo, quanto meno inopportuno non per le modalità in sé e per sé ma per il significato.</p>
<p><span class="pullquote">Il pensiero corre subito a Sanremo</span>, dove il vescovo Antonio Suetta ha avuto la bella pensata di far suonare le campane ogni sera alle 20 per tutti i «bambini non nati», perché è stata interrotta la gravidanza. Giusto per continuare a sputare sopra al fatto che l’esercizio di un diritto riconosciuto, seppur nella non ottimale forma, non dovrebbe venire mai stigmatizzato impunemente solo perché, se è un prete a parlare, sarebbe una legittima e libera «critica teologico-morale» e non una violenza privata. Ci permettiamo di dissentire.</p>
<p>D’altronde tutta questa tolleranza (nello stretto senso di sopportazione con fastidio) l’italica stirpe non sembrerebbe poi avere nei confronti dell’esercizio sì, di libertà religiosa, ma non di segno cattolico.</p>
<p>A Forlì ad esempio tal Luca Bartolini, assessore responsabile alla sicurezza del Comune, ha chiesto l’intervento delle autorità «per tutelare quiete pubblica e convivenza civile», contro quello che ha definito «inquietante e inaccettabile»: il fatto cioè che da una radio di una singola casa privata, in orario preserale, cioè al tramonto di febbraio, in pieno ramadan, venisse diffuso (o banalmente ascoltato ad alto volume?) il canto del muezzin. E il tutto senza che ci sia nemmeno una moschea nei paraggi, chiosano orgoglioso assessore e parecchi cittadini. Libertà religiosa a due velocità, anzi, a due volumi.</p>
<p>Sia chiaro, se d’un bel tacer non fu mai scritto, nemmeno di una emissione sonora disturbante, religiosa o meno che sia, si può parlar bene. Sarebbe bello se si ponesse maggiore attenzione, e senza distinzioni tra attività, all’inquinamento acustico prima che alla chiamata alla messa o alla preghiera del mattino o del pranzo o del pomeriggio o della sera. Insomma, evviva se non il silenzio quantomeno il basso volume. Per tutti però, din don dan, Nam-myoho-renge-kyo o inshallah che siano.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.uaar.it/laicita/campane/">uaar.it/laicita/campane</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/06/buone-novelle-laiche-aprile-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di aprile è l’approvazione della delibera della Regione Campania che introduce la possibilità di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza con modalità farmacologica e senza ricovero. La decisione formale è arrivata con il voto sulla delibera n. 143 del 23 aprile 2026 da parte della...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/06/buone-novelle-laiche-aprile-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La buona novella laica del mese di aprile è l’approvazione della delibera della Regione Campania </span><a href="https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/a71169399/aborto-senza-ricovero-campania-ivg-farmacologica-cosa-cambia/"><span style="font-weight: 400;">che introduce</span></a><span style="font-weight: 400;"> la possibilità di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza con modalità farmacologica e senza ricovero. La decisione formale è arrivata con il voto sulla delibera n. 143 del 23 aprile 2026 da parte della Giunta regionale. Il presidente della Campania Roberto Fico ha annunciato l’introduzione del percorso ambulatoriale coordinato e complesso esprimendo soddisfazione e parlando di «un passo concreto per tutelare la salute delle donne, rafforzandone diritti e autodeterminazione». L’assessore alle Pari opportunità della Regione, Claudia Pecoraro, ha ricordato che l’Organizzazione mondiale della sanità «considera l’interruzione farmacologica una pratica sicura e raccomandata, capace di tutelare la salute fisica, emotiva e psicologica delle donne». Per la deputata M5S Gilda Sportiello, molto attiva sul tema, «il provvedimento dimostra che quando c’è volontà politica, i diritti possono essere concretamente garantiti». Sebbene le linee guida ministeriali consentano l’aborto farmacologico senza ricovero già dal 2020, finora gran parte delle Regioni </span><a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/anche-in-campania-sara-possibile-aborto-farmacologico-senza-ricovero"><span style="font-weight: 400;">rimane indietro</span></a><span style="font-weight: 400;">: infatti è possibile solo in Lazio ed Emilia Romagna e nelle provincie autonome di Trento e Bolzano, oltre che in Campania.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tribunale di Roma </span><a href="https://www.ildubbio.news/news/giustizia/50162/fine-vita-sibilla-barbieri-poteva-scegliere-come-andarsene.html"><span style="font-weight: 400;">ha archiviato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’indagine per aiuto al suicidio nel caso di Sibilla Barbieri, che per esercitare il suo diritto a un fine vita dignitoso nell’ottobre del 2023 era stata accompagnata in Svizzera dal figlio e da Marco Cappato e Marco Perduca, i quali si erano poi autodenunciati. La donna, malata terminale e in condizioni ormai intollerabili, aveva fatto richiesta per il suicidio assistito in Italia ma la commissione medica della sua Asl non aveva riconosciuto il requisito del sostegno vitale, sebbene farmaci e trattamenti fossero per lei indispensabili per sopravvivere. Secondo la pm Alessia Natale, con motivazione accolta dalla gip di Roma Tamara De Amicis, non era stato considerato l’inevitabile peggioramento delle condizioni di salute della donna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Corte d’appello di Napoli </span><a href="https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2026/04/06/news/si_nascondeva_a_montu_beccaria_sotto_falso_nome_prete_dovra_risarcire_una_vittima_di_abusi-15573453/"><span style="font-weight: 400;">ha condannato</span></a><span style="font-weight: 400;"> in sede civile un prete ex docente di Irc e il Ministero dell’Istruzione a pagare un risarcimento di 324 mila euro a una vittima di abusi sessuali per fatti risalenti agli anni Ottanta e denunciati nel 2010. Il sacerdote era stato assolto in primo grado e poi il reato era finito in prescrizione, ma in sede civile è arrivata la condanna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le recenti uscite del consigliere comunale di Formigine (MO) Costantino Righi Riva contro aborto e contraccezione </span><a href="https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/04/11/news/donne-righi-riva-ci-ricasca-penalizzare-chi-non-fa-figli-1.100855625"><span style="font-weight: 400;">hanno suscitato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le reazioni di diversi esponenti politici. La capogruppo Avs in Consiglio Serena Mignano si è detta indignata: «Quelle parole non sono innocue: arrivano alle donne che hanno scelto di non avere figli, a quelle che non hanno potuto, a quelle che stanno attraversando percorsi di salute difficilissimi. Puntare il dito contro di loro è aberrante». Dal canto suo Patrizia Belloi, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche, </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/aborto-bufera-su-righi-riva-a1bc7b4f"><span style="font-weight: 400;">ha spiegato</span></a><span style="font-weight: 400;">: «Definire l’aborto un “delitto” o un “costo sociale” non è solo un attacco alla libertà di scelta, ma una negazione della legge dello Stato e delle conquiste democratiche del nostro Paese». «È necessario ribadire che l’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto garantito dalla legge 194, norma nata per sottrarre le donne alla clandestinità e tutelare la loro salute», ha aggiunto, «La democrazia non è un perimetro ritagliato sull’ideologia di una parte: le istituzioni hanno il compito di proteggere le libertà acquisite, non di ridurle a una questione di “priorità individuali”». Anche il Movimento 5 Stelle ha espresso sdegno. La consigliera comunale Alessia Nizzoli ha così definito le parole di Righi Riva: «Non siamo davanti a una semplice provocazione, ma all’espressione di una visione ideologica che rimette in discussione diritti fondamentali, libertà personali e conquiste di civiltà che appartengono alla storia democratica del nostro Paese», «chiedere l’abolizione della 194 significa colpire l’autodeterminazione delle donne e riportare il confronto pubblico indietro di decenni». Il coordinatore regionale M5S Gabriele Lanzi ha ribadito che «le parole di Righi Riva devono essere respinte con nettezza, senza ambiguità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi </span><a href="https://www.open.online/2026/04/15/fine-vita-eutanasia-legge-senato-forza-italia-modifiche/"><span style="font-weight: 400;">ha fatto</span></a><span style="font-weight: 400;"> un’apertura verso una legge sul fine vita: «Dobbiamo discutere di una norma di civiltà. Ho chiesto qualche tempo, ho appena ereditato i dossier. Mi auguro di portare a casa una mediazione». Il riferimento di Craxi è sulla controversa proposta di legge presentata dalla maggioranza, con relatori Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI) e ferma da mesi nelle commissioni Giustizia e Sanità, che rappresenta di fatto un salto indietro anche rispetto ai pronunciamenti della Corte Costituzionale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Infine qualche buona novella laica dall’estero.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Corte di Giustizia dell’Unione Europea </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/21/la-corte-ue-boccia-la-legge-ungherese-sulle-persone-lgbt.-sentenza-storica_55d7b0f0-e826-48bb-bd8b-f5222ffabc99.html"><span style="font-weight: 400;">ha bocciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la legge approvata dal governo uscente di Viktor Orban in Ungheria contro la “propaganda” lgbt. Con il pretesto della tutela dei minori, la normativa reazionaria di fatto ha introdotto pesanti discriminazioni all’espressione e all’attivismo delle persone lgbt e promosso la censura verso contenuti che rappresentassero l’omosessualità. Per i giudici del Lussemburgo la legge ha quindi violato l’articolo 2 del Trattato sull’Ue. Il ricorso era stato promosso dalla Commissione Europea con il sostegno di 15 Stati membri e l’eurodeputata Tineke Strik, relatrice all’Europarlamento per la situazione dell’Ungheria, ha plaudito alla «storica sentenza». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’eurodeputata M5S Carolina Morace </span><a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/04/21/morace-bene-corte-ue-su-legge-anti-lgbt-in-ungheria-magyar-la-cancelli_845738d1-180b-4c2d-8130-a38e67af3ddb.html"><span style="font-weight: 400;">ha salutato</span></a><span style="font-weight: 400;"> con «grande entusiasmo» il pronunciamento e chiesto al nuovo governo ungherese di fare un passo avanti: «Adesso toccherà al vincitore delle ultime elezioni Peter Magyar dimostrare nei fatti che è diverso da chi lo ha preceduto». E ha spronato l’Ue a chiedere l’abrogazione della controversa legge prima di sbloccare i fondi europei a favore dell’Ungheria. Inoltre ha fatto notare che tra i 15 Stati a sostegno della causa mancava l’Italia che «dunque, aveva sostenuto implicitamente questa legge chiaramente discriminatoria. Il governo Meloni è dunque fra gli sconfitti di questa decisione della Corte».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in Spagna il governo </span><a href="https://www.lapresse.it/esteri/2026/04/07/spagna-il-governo-blinda-laborto-in-costituzione/"><span style="font-weight: 400;">vuole affermare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la tutela del diritto all’aborto in Costituzione. Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma costituzionale per far sì che le autorità garantiscano «l’esercizio del diritto della donna all’interruzione volontaria di gravidanza in condizioni di reale ed effettiva uguaglianza, con tutte le prestazioni e i servizi necessari a tale esercizio». «Un giorno importante per la democrazia spagnola», ha rivendicato la ministra delle Pari opportunità Ana Redondo. La riforma dovrà passare al vaglio del Parlamento e richiede la maggioranza di tre quinti. Mentre la Chiesa cattolica e i clericali si mobilitano contro.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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