A ragion veduta https://blog.uaar.it Il mondo osservato dall’Uaar Tue, 22 May 2018 13:45:16 +0000 it-IT hourly 1 La clericalata della settimana, 20: politici alla marcia anti-aborto https://blog.uaar.it/2018/05/22/clericalata-settimana-20-politici-marcia-anti-aborto/ https://blog.uaar.it/2018/05/22/clericalata-settimana-20-politici-marcia-anti-aborto/#respond Tue, 22 May 2018 13:45:16 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60564 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è dei politici che

hanno partecipato alla “Marcia per la Vita” a Roma, manifestazione anti-abortista promossa da integralisti cattolici ed estrema destra

Tra i vari leghisti presenti, Lorenzo Fontana (vicepresidente della Camera) e il capogruppo alla Camera Giancarlo Giorgetti; diversi sindaci con tanto di fascia tricolore; hanno partecipato anche esponenti di Fratelli d’Italia, compresa Giorgia Meloni.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

La Regione Lombardia ha stanziato 100mila euro per interventi in occasione della “Peregrinatio” dell’urna di papa Giovanni XXIII.

Il presidente della Commissione Pari opportunità del Comune di Genova, il leghista Francesco Corso, ha sostenuto l’affissione di un maxi-manifesto anti-abortista nella città.

Il vicesindaco di Angri (SA), Giuseppe D’Ambrosio, ha rilanciato sulla propria pagina Facebook un incontro, organizzato da realtà cattoliche e con il sostegno della diocesi locale, con la testimonianza di un “ex gay”. Il sindaco Cosimo Ferraioli ha preso le distanze dal comportamento del suo vice.

La Biblioteca civica di Roseto degli Abruzzi (TE) ha invitato a partecipare a rosario e messa all’interno dei locali, condividendo sul profilo ufficiale l’immagine della Madonna.

Il consigliere comunale di Milano Alessandro Morelli (Lega Nord) ha criticato la scelta dell’amministrazione di consentire la registrazione dei figli delle coppie omosessuali, parlando di “assurdità” perché “il bambino ha il diritto ad avere un padre e una madre”.

La redazione

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La marcia (indietro) della scienza che piace ai cattofascisti https://blog.uaar.it/2018/05/21/marcia-indietro-della-scienza-che-piace-cattofascisti/ https://blog.uaar.it/2018/05/21/marcia-indietro-della-scienza-che-piace-cattofascisti/#comments Mon, 21 May 2018 10:10:02 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60616 Leggi tutto »]]>

controvèrsia s. f. – Differenza di opinioni sostenuta con proprie ragioni da ciascuna delle due parti contrapposte; disputa, dibattito.

Non può che lasciare sconcertati la motivazione con cui il rettore Nicola Sartor dell’Università di Verona ha sospeso la giornata di studio e formazione dal titolo “Richiedenti asilo: orientamento sessuale ed identità di genere”, che si sarebbe dovuta svolgere il 25 maggio presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dello stesso ateneo:

“L’Università non può prestarsi a strumentalizzazioni da parte di soggetti estranei al mondo scientifico che si scontrano su temi politicamente ed eticamente controversi come quelli delle migrazioni e dell’orientamento sessuale delle persone

Il convegno avrebbe visto giuristi, sociologi ed altri studiosi confrontarsi col pubblico per illuminare una questione di gravissima e drammatica attualità: quella dei profughi provenienti dai ben 72 paesi che criminalizzano e perseguitano le persone la cui ses­sua­lità o iden­tità non è conforme a leggi arcaiche, spesso di stampo teocratico, minacciando sanzioni che possono spingersi alla detenzione, alla tortura o persino — in Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Mauritania, Pakistan, Sudan e Yemen — alla morte. Che specie di persona potrebbe considerare ciò non tanto una palese ingiustizia a cui cercare soluzioni rapide ed efficaci, quanto piuttosto un “tema controverso”? Un teologo, forse, o un teocrate (come i rappresentanti del Vaticano che all’ONU osteggiano le risoluzioni contro la succitata omotransfobia legislativa); non certo un uomo di scienza. E se pure una qualche controversia si volesse ravvisare nella tragedia di donne e uomini in fuga dal patibolo, dalla prigione o anche “solo” dall’emarginazione a causa del modo in cui amano o degli abiti che indossano, a maggior ragione si dovrebbero non vietare, ma moltiplicare le occasioni di discuterne in pubblico, scientificamente, i molteplici risvolti giuridici, sociali, psicologici, antropologici.

Molto più controverse sono certo l’interpretazione della meccanica quantistica o la teoria delle stringhe: secondo la “dottrina Sartor” si dovrebbero bandire i convegni di fisica teorica, e per prudenza magari chiudere il CERN di Ginevra. Sorge piuttosto il dubbio che il rettore (peraltro già sottosegretario in un governo di centrosinistra), abbia ceduto al bullismo fieramente ignorante dell’ultradestra cattolica, da Forza Nuova al gruppo “Christus Rex”, composta da individui apparentemente privi degli strumenti culturali ed intellettivi necessari a decodificare il titolo del convegno, fin troppo preciso e tecnico: così la traduzione quasi letterale della locuzione giuridico-politologica “SOGI-based asylum claims”, forse decifrata da costoro in “Cose da negri e da froci” o — Dio ce ne scampi! — “Cose da froci negri”, ha suscitato travasi di bile (nera) ma soprattutto minacce di impedire lo svolgimento dell’evento “anche con la forza”. E le minacce di violenza sono reato.

Un rettore provvisto di spina dorsale avrebbe denunciato i rei alla magistratura e non sospeso, ma al contrario rivendicato orgogliosamente l’iniziativa, difendendo la scienza dai rigurgiti oscurantisti. Scienza che va sì coltivata nei laboratori e nelle aule universitarie, e che non è democratica perché “la velocità della luce non si decide a maggioranza”; ma che proprio per questo deve essere pubblica, accessibile, dibattuta alla luce del sole e divulgata alla più vasta platea possibile. Solo una cittadinanza informata, che abbia familiarità e non diffidenza nei con­fronti del pen­siero cri­tico e del metodo scientifico, può sottrarsi alle bufale e alle fallacie logiche, armi di elezione della demagogia, e aspirare ad una più compiuta democrazia.

Proprio i concetti che hanno ispirato la Marcia per la Scienza della quale l’UAAR è stata ente promotore e sponsor ufficiale lo scorso aprile. Quest’altra marcia invece, la marcia indietro del “magnifico” veronese, va nella direzione opposta: quella di una scienza con la “s” minuscola che si lascia dettare la linea dalle ideologie più prepotenti e violente, e di un’università incapace di tutelare la propria autonomia. Si tratta di un precedente inquietante e pericoloso, che non può essere accettato e normalizzato: con le parole dell’ex deputato Pippo Civati, “in un paese civile il rettore rassegnerebbe le dimissioni”; ma forse in quello stesso Paese il Ministero dell’Università e della Ricerca lo avrebbe già licenziato in tronco. Per non rischiare di tornare, di autocensura in autocensura, ai tempi di Galileo e della sua abiura.

Giorgio Maone

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L’umanità che vuole di più e non cede di un millimetro https://blog.uaar.it/2018/05/16/umanita-che-vuole-di-piu-e-non-cede-un-millimetro/ https://blog.uaar.it/2018/05/16/umanita-che-vuole-di-piu-e-non-cede-un-millimetro/#comments Wed, 16 May 2018 08:18:06 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60587 Leggi tutto »]]> Che tu possa essere schierato tra quegli integralisti reazionari dediti all’intolleranza nei confronti delle comunità lgbt, o viceversa, che tu possa essere invece favorevole all’ampliamento dei diritti degli omosessuali, dovresti in ogni caso fermarti a riflettere perché potresti sbagliarti. Sei evidentemente nell’errore quando da sostenitore di questi diritti ti ritieni appagato e compiaciuto, magari perché tutto sommato alcuni risultati sono stati raggiunti o perché alcune istanze storiche sono state finalmente accolte, e ovviamente lo sei ancora di più se pensi che attraverso anacronistiche logiche e strategie discriminatorie nei confronti delle persone lgbt, tu possa far tornare indietro l’orologio o andare ad alterare quella che oggi è la realtà dei fatti. Semplicemente ti sbagli. Perché se attualmente è ingenuo pensare che gli obiettivi dei movimenti lgbt, sostenuti anche dalla nostra associazione, siano stati effettivamente raggiunti, lo è anche ritenere sconfitta l’ignoranza e la violenza di stampo omofobico che pervade ancora oggi il nostro paese.

Tanto per fare un esempio viene da chiedersi che fine abbia fatto quella legge tanto attesa che punisce coloro i quali, sistematicamente discriminano o incitano alla violenza nei confronti dei gay. Oppure ci si chiede a cosa servano i seppur confortanti messaggi istituzionali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la “Giornata internazionale contro l’omofobia, bifobia e transofobia” (IDAHOBIT), se poi si resta sostanzialmente impassibili in vicende come quella che ha coinvolto l’amico Luca Paladini, fondatore dei Sentinelli di Milano. Luca da qualche mese si trova al centro di attacchi pianificati e organizzati dai soliti infami conigli che al sicuro, grazie all’anonimato di finti profili creati nel marasma dei social network e del web in generale, si sono spinti perfino a minacce di violenza fisica. Contro Luca dal febbraio scorso è stata progettata e messa in atto una strategia dell’odio via web basata su pagine social aperte per diffamarlo, insulti omofobi quotidiani, fotomontaggi in cui viene ritratto in un campo di concentramento, e commenti in cui si augura la morte sua e del suo compagno. Luca ha già da tempo tutta la nostra stima per la dedizione e l’attivismo dimostrato nelle molte istanze laiche che ci accomunano. Dalle battaglie per l’ampliamento dei diritti lgbt a quelle sul fine vita, passando per quelle sulla piena applicazione della legge 194/78. A lui va ovviamente tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà per questa vergognosa vicenda che lo vede bersaglio e vittima di odio omofobico.

Ciò non toglie che la reazione a questi feroci attacchi che sta subendo Luca ormai da mesi sia stata piuttosto contenuta. Soprattutto da parte delle istituzioni che dovrebbero impegnarsi di più e meglio nella prevenzione e nella tutela dei cittadini dalle minacce e dalle diffamazioni via web, e dalla politica che potrebbe porre fine a queste vicende attraverso una legge contro l’omofobia. Odio, cyber bullismo, violenza di genere e discriminazioni su base sessuale che attestano infatti quanto sia necessario un intervento legislativo in materia, ma anche che testimoniano come chiunque dotato di ragione e buonsenso, seppur soddisfatto degli attuali risultati raggiungi con l’introduzione della legge sulle unioni civili, non possa fermarsi nel ripido percorso che porta al traguardo finale del riconoscimento di tutte le istanze connesse ai diritti e alla tutela degli omosessuali. E’ certamente con questo spirito che andrebbe affrontata e celebrata, il prossimo 17 maggio, la giornata internazionale introdotta e promossa dall’Unione europea dal 2004 per prevenire e sensibilizzare le persone di tutto il mondo sui fenomeni omofobici. Bene le celebrazioni e gli esempi virtuosi di attività anche locali per un maggiore coinvolgimento della società tutta su queste delicate e importanti tematiche. Ancora meglio sarebbe però raggiungere la concretezza, la sostanza e quindi dare seguito, nei fatti, a livello politico istituzionale di questi bei propositi con una legge.

In questo contesto è bene richiamare l’attenzione di tutti, degli attivisti appagati e perché no, anche degli integralisti omofobici nostrani, su altre ormai consolidate manifestazioni. Nelle prossime settimane e fino ad agosto inoltrato infatti, prenderà il via la stagione dei Pride con sempre più numerosi eventi, città coinvolte e grande partecipazione. Manifestazioni e cortei che vedranno la nostra realtà associativa territoriale mobilitata, impegnata e presente in ogni circostanza, a fianco dei movimenti lgbt e a sostegno dei comitati organizzativi dei Pride. L’invito a partecipare scendendo nelle strade e nelle piazze colorate di queste manifestazioni per sostenere con coraggio le tante istanze laiche delle comunità LGBT — da quelle riguardanti le famiglie omogenitoriali che pure conquistano sempre più riconoscimenti in barba al vuoto normativo a quelle per il matrimonio egualitario — non è rivolto a chi già da tempo è convinto sostenitore delle loro ragioni. No, l’invito è rivolto proprio a coloro che, pur favorevoli a un ampliamento di questi diritti lgbt, pensano che sia ormai superfluo partecipare attivamente o manifestare a un Pride. Perché è proprio là dove ci si ritiene soddisfatti nei diritti acquisiti che si rischia di darli per scontati e a lungo andare, cedere alle pressioni insistenti dei loro detrattori.

Puntualmente anche quest’anno infatti, alla vigilia dei tanti eventi, si assiste all’organizzazione di contro-manifestazioni dal retrogusto tradizionalista religioso in salsa discriminante. Bizzarri incontri di preghiera organizzati per “riparare” ai peccati che commetterebbero i gay nei confronti di Dio, che solo lo sdegno collettivo e la protesta riescono qualche volta a far annullare. Segno che chi sfrutta il diritto alla propria libertà religiosa per negare i diritti degli altri o per dare libero sfogo alla propria intolleranza esiste ed è ancora più indaffarato che mai. D’altro canto non potrebbe essere diversamente se perfino chi, tra gli alti rappresentanti della Chiesa sedicente “accogliente” a guida Bergoglio, sfrutta ogni occasione ingenuamente concessa — addirittura dentro le scuole pubbliche giustificandosi dietro l’ipocrisia dell’opportunità “culturale” — per propagandare la propria dottrina omofoba e la propria intolleranza nei confronti dei gay.

Ci sono quindi sufficienti motivazioni per difendere e sostenere Luca, quanto per celebrare una giornata contro l’omofobia e partecipare in massa ai Pride. Per ribadire il riconoscimento delle istanze laiche e rilanciare il nostro sostegno ai diritti lgbt tutti, senza cedere neanche un millimetro a gruppi di fondamentalisti religiosi e reazionari politici. Occorre darsi da fare, scendere in strada e manifestare tutto il nostro supporto alla causa. Attivarsi, sacrificare il proprio tempo e le proprie energie non per limitarsi a proteggere quanto acquisito finora, ma per andare oltre, a conquistare ancora più diritti, più civiltà, più laicità, ovvero per aspirare a diventare esseri umani migliori.

Paul Manoni

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La clericalata della settimana, 19: il sindaco di Sorrento nega il chiostro alle unioni civili https://blog.uaar.it/2018/05/15/clericalata-settimana-19-sorrento-sindaco-chiostro-unioni-civili/ https://blog.uaar.it/2018/05/15/clericalata-settimana-19-sorrento-sindaco-chiostro-unioni-civili/#comments Tue, 15 May 2018 13:52:54 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60540 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è di Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento (NA), che

ha vietato la celebrazione delle unioni civili nel Chiostro di san Francesco, non utilizzato per il culto e di proprietà comunale, poiché attiguo a un monastero

Nel noto chiostro vengono celebrati regolarmente matrimoni e anche una coppia gay aveva chiesto di poter suggellare lì la propria unione. Il sindaco Giuseppe Cuomo ha però posto il veto, dichiarando: “non mi è sembrato opportuno celebrare lì questo tipo di unione”. L’arcivescovo ha rivelato che c’era stato un “accordo verbale” tra amministrazione e frati francescani, dopo l’approvazione della legge Cirinnà, per vietare le unioni civili nel chiostro.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

Il Comune di Borgo San Lorenzo (FI) ha concesso il patrocinio alla “Giornata in Difesa della Vita contro la cultura della morte”, organizzata da una locale parrocchia e all’insegna della strumentalizzazione del caso di Alfie Evans. Dopo la messa, si è tenuto in serata un incontro che ha visto il saluto del consigliere comunale Patrizio Baggiani e un dibattito con il professor Roberto de Mattei, l’ex vicepresidente nazionale del CNR famigerato per le vedute integraliste.

Il Popolo della Famiglia di Bergamo ha organizzato, insieme ad altre realtà cattoliche integraliste, una veglia di preghiera in riparazione per il gay pride che terrà nella città. L’evento è stato poi annullato dagli organizzatori per “senso di responsabilità” verso la diocesi.

In occasione dei festeggiamenti in onore di san Michele, il vicesindaco del Comune di San Nicola dell’Alto (KR) Tiziana Francesca Basta e i rappresentanti delle forze dell’ordine locali hanno presenziato alla messa solenne, mentre il sindaco Francesco Scarpelli e una delegazione proveniente da Crotone hanno scortato la statua del santo in processione e infine il sindaco ha consegnato la chiave della cittadina al santo stesso.

Durante la consegna di un defibrillatore, donato dalla confraternita della Misericordia di Pisa, all’Istituto comprensivo “Buonarroti” di San Miniato si è svolta una cerimonia religiosa con il vescovo, alla presenza del sindaco Vittorio Gabbanini e della vicesindaca Chiara Rossi. Alcuni genitori hanno espresso lamentele per l’atto di culto in orario scolastico e il tutto si è svolto senza concordarlo con i docenti, ma il dirigente dell’istituto Sandro Scapellato si è espresso in maniera indulgente verso questa violazione delle norme, appellandosi al “buon senso”.

Il vescovo ausiliare di Roma, Paolo Lojudice, ha impartito la benedizione nel corso della cerimonia di inaugurazione della nuova fermata San Giovanni della linea C della metropolitana nella Capitale.

Il Comune di Buscate (MI) ha dato il patrocinio a un evento, svoltosi presso un oratorio della zona, dal titolo “Cosa si intende per gender e le sue conseguenze”.

Il sindaco di Chiuso (LC), Virginio Brivio, ha presenziato in veste ufficiale alla messa celebrata in una parrocchia dall’arcivescovo di Milano.

La redazione

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Buon Ramadan https://blog.uaar.it/2018/05/15/buon-ramadan/ https://blog.uaar.it/2018/05/15/buon-ramadan/#comments Tue, 15 May 2018 08:06:26 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60570 Leggi tutto »]]> Subhan Allah”, ovvero “gloria ad Allah”: da qualche settimana è questa la scritta che campeggia sulle fiancate dei bus di Londra e di altre quattro città britanniche. Si tratta di una campagna di fundraising della Islamic Relief, organizzazione umanitaria guidata dagli “eterni valori e insegnamenti del Corano”.

Come già successo negli anni passati, la campagna ha ricevuto alcune deboli critiche da parte dei cristiani più conservatori, in particolare gli anglicani, mentre, coerentemente con i suoi principi, a difesa della campagna si è schierata la National Secular Society, storica organizzazione che si batte per la difesa della laicità in Gran Bretagna.

L’impressione generale è che l’impatto mediatico sia stato molto debole. Vero è che, da un punto di vista meramente comunicativo, il lessico della campagna non è forse il migliore: la Islamic Relief invita infatti i cittadini londinesi a digiunare per “gather the rewards of Ramadan” — alla lettera, per “raccogliere le ricompense del Ramadan” — o esorta a un più generico “believe” seguito dall’hashtag #Ramadan2018. Insomma, non proprio una scelta comunicativa convincente in una nazione dove nemmeno il 5% della popolazione è musulmana, a fronte di un 53% di non-credenti.

Al di là di questi dati, è per noi interessante immaginare cosa sarebbe successo se le stesse scritte fossero apparse sui bus di qualche città italiana. Molto probabilmente si sarebbe alzato il solito polverone mediatico, con identaristi, nazionalisti e xenofobi pronti a gridare allo scandalo, alla necessità di fermare l’avanzata islamica in Italia, all’urgenza di contrastare i “bastardi islamici”, così come definiti dall’ex direttore di Libero, Maurizio Belpietro.

Da un punto di vista laico e liberale quella campagna non dovrebbe destare nessuno scandalo. Non dovrebbe — per dirla diversamente — farci né caldo né freddo. La domanda giusta da porsi è infatti la seguente: nell’esercizio della loro religione, i credenti musulmani che digiunano invadono forse la libertà altrui? No, ed hanno quindi il loro “sacrosanto” diritto di digiunare come, dove e quanto a lungo ritengano opportuno.

Vale “anche” per loro, infatti, l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo — articolo che riconosce ad ogni individuo “il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione” inclusa “la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.”

Stando così le cose, è giusto riconoscere e difendere, in Gran Bretagna come in Italia, il diritto dei cittadini musulmani a praticare — ma anche a promuovere entro certi limiti — la propria fede e i propri riti. Altrettanto giusto e legittimo, però, è la critica di chi mette in risalto il paradosso cogente e manifesto dell’Islam: minoranza difesa (a ragione) dalle democrazie liberali europee, a volte fino quasi al parossismo, maggioranza intollerante, oppressiva e totalitaria nelle teocrazie islamiche in Medio Oriente.

Troppo spesso infatti le critiche nei confronti dell’Islam (così come in generale quelle verso ogni religione) vengono scambiate a torto per razzismo e xenofobia. In realtà, si tratta di pure e semplici constatazioni di fatto. È un fatto, ad esempio, che dei 12 paesi che puniscono l’apostasia con la pena di morte, 11 siano a maggioranza musulmana — la Nigeria, invece, è spaccata in due tra cristiani e musulmani. È un fatto che la criminalizzazione della blasfemia e dell’omosessualità siano diffuse in tutte le teocrazie musulmane. È un fatto poi che nei paesi a maggioranza musulmana i diritti delle donne siano calpestati, poiché, secondo lo stesso Islam, la donna è inferiore all’uomo — è stato anche messo per iscritto nella cosiddetta Dichiarazione Islamica Universale dei Diritti Umani, meglio conosciuta come “Dichiarazione del Cairo”, sottoscritta da 56 paesi membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica.

Infine, per ritornare in tema, è un fatto che l’infrazione del Ramadan in determinati paesi sia considerato Ḥarām e comporti pene severe, così come successo l’anno scorso in Tunisia, dove quattro ragazzi sono stati arrestati con l’accusa di “oltraggio pubblico al pudore”.

Ad organizzazioni come la Islamic Relief (ma anche a Stati sovrani come il Vaticano) bisogna dunque far notare, con la giusta intransigenza, che il diritto alla libertà di religione include quello alla libertà dalla religione, e che non si può essere al tempo stesso paladini dell’uno e persecutori dell’altro.

Buon Ramadan dunque a chi lo pratica e ci crede. Ma, al tempo stesso, lunga vita alla libertà di chi vorrebbe scegliere diversamente e invece non può.

Giovanni Gaetani

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La clericalata della settimana, 18: Molfetta finanzia convegno confessionale https://blog.uaar.it/2018/05/09/clericalata-settimana-18-molfetta-convegno-confessionale/ https://blog.uaar.it/2018/05/09/clericalata-settimana-18-molfetta-convegno-confessionale/#comments Wed, 09 May 2018 13:50:01 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60490 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è della giunta comunale di Molfetta (BA) che

ha approvato una delibera per partecipare alle spese del convegno sulla donazione degli organi dal titolo “Il valore del dono secondo don Tonino Bello” curato dall’Arciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso, stanziando 9.000 euro sui 15.000 preventivati dall’organizzazione

Tale decisione di stanziamento ha suscitato polemiche, tanto che l’Arciconfraternita stessa ha rinunciato a dare un compenso ai relatori e utilizzerà questi fondi per pubblicare un opuscolo informativo con gli interventi del convegno e sulla donazione degli organi.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

I sindaci del palermitano hanno presenziato all’udienza generale del papa in Vaticano. Nel gruppo di circa duemila persone accompagnato dall’arcivescovo di Palermo, diverse autorità, i dirigenti della Città Metropolitana di Palermo e il sindaco della stessa città Leoluca Orlando. C’erano anche i primi cittadini di Ustica, Pollina, Bagheria, Partinico, Misilmeri, Termini Imerese, Piana degli Albanesi, Ventimiglia di Sicilia, Corleone, Isola delle Femmine, Castelbuono, Gangi, Lercara Friddi, Altofonte e Campofelice di Roccella. Il sindaco Leoluca Orlando ha donato al papa, per l’occasione, la Medaglia Ufficiale di Palermo.

Alla messa celebrata dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia per la festa dei lavoratori hanno presenziato anche il questore, un assessore in rappresentanza del Comune di Ravenna, un rapppresentante della Capitaneria di Porto e il presidente dell’Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale.

In occasione della tradizionale festa di sant’Efisio a Cagliari un rappresentante delle istituzioni cittadine, quest’anno il consigliere comunale Lino Bistrussu, ha presenziato alla celebrazione.

Al pellegrinaggio a piedi da Saludecio (RN) Tavullia (PU) per la ricorrenza in onore del santo Amato Ronconi erano presenti anche il sindaco di Saludecio, Dilvo Polidori, e gli amministratori cittadini con il gonfalone del Comune.

In onore di san Timoteo è stata benedetta e posizionata una statua presso una rotonda di Termoli (CB), alla presenza del sindaco Angelo Sbrocca.

La redazione

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Cinque per mille 2016 all’UAAR: grazie a tutti voi! https://blog.uaar.it/2018/05/08/cinque-per-mille-2016-alluaar-grazie-tutti-voi/ https://blog.uaar.it/2018/05/08/cinque-per-mille-2016-alluaar-grazie-tutti-voi/#comments Tue, 08 May 2018 12:27:59 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60528 L’Agenzia delle Entrate ha diffuso l’elenco della distribuzione delle scelte per il Cinque per Mille relativo al 2016.

L’Uaar è stata scelta da 3.372 contribuenti, per un importo di 142.846,14 euro.

L’associazione ringrazia tutti coloro che l’hanno sostenuta e ricorda che è possibile fare altrettanto nella attuale dichiarazione dei redditi.

L’associazione

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Insegnanti di religione cattolica: sempre più ai posti di comando https://blog.uaar.it/2018/05/07/insegnanti-religione-cattolica-sempre-piu-posti-comando/ https://blog.uaar.it/2018/05/07/insegnanti-religione-cattolica-sempre-piu-posti-comando/#comments Mon, 07 May 2018 13:03:09 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60515 Leggi tutto »]]> Erano i tempi del secondo governo Berlusconi, con ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. La legge 186 del 18 luglio 2003 diede il via all’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. Un esercito di 13.880 docenti scelti dal vescovo venne così assunto con contratto statale a tempo indeterminato. Uno schiaffo ai precari delle materie obbligatorie, un (ennesimo) schiaffo alla laicità della scuola. Nel 2011 lo Snadir, Sindacato degli insegnanti di religione, rivendicò per i suoi assistiti il diritto di essere nominati presidente di commissione per gli “esami di terza media”, ossia gli esami di Stato conclusivi del primo ciclo di istruzione. Possibilità forse mai messa in pratica: non c’è la fila per far domanda per un incarico privo di retribuzione aggiuntiva e da svolgere ad anno scolastico concluso. Più allettante, e in alcuni casi percorsa con successo, la strada di diventare preside: nel 2012 una sentenza del Tar Liguria aprì la strada al ruolo dirigenziale degli istituti scolastici anche agli insegnanti di religione, sacerdoti inclusi. Arriviamo all’ultima prodezza del nostro Stato clericale. Finora gli insegnanti col vangelo in mano contribuivano alla valutazione dei loro studenti senza voti numerici, con un generico giudizio. Erano esclusi dalla commissione d’esame. Il D.Lgs. 62/2017 ha scombinato le carte e conferito loro una sedia nella commissione esaminatrice di terza media.

Ci troviamo di fronte a una situazione surreale: il prossimo giugno un docente scelto dal vescovo giudicherà anche studenti i cui genitori hanno espressamente chiesto di tenerli alla larga dal suo insegnamento confessionale? Oppure si aprirà un balletto di insegnanti a seconda degli studenti da esaminare per l’esame di terza media? Dentro l’insegnante di religione, poi dentro quello di “alternativa”, poi fuori entrambi e commissione temporaneamente con un componente in meno se lo studente non ha seguito né l’una né l’altra materia?

L’Uaar ha più volte scritto alle scuole a agli uffici scolastici territoriali per arginare l’increscioso fenomeno della discriminazione infantile legata alla mancata attivazione delle attività didattiche alternative all’insegnamento della religione cattolica. Una piaga segnalata anche dalle organizzazioni che vigilano sul rispetto delle convenzioni internazionali per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che vede il nostro Paese messo sotto accusa in rapporti delle Nazioni Unite. L’ennesima tegola clericale rappresentata dagli insegnanti di religione cattolica nelle commissioni d’esame di terza media ha spinto ora l’Uaar a sottoscrivere un appello, condiviso da diverse realtà laiche, affinché il Miur ritorni sui suoi passi rettificando l’interpretazione del D.Lgs. 62/2017.

Il quadro è preoccupante. Al posto di una scuola pubblica inclusiva, laica e all’avanguardia si sta consolidando il modello scuola-parrocchia, sostenuto sia dal centro destra che dal centro sinistra, con un insegnamento «impartito in conformità della dottrina della Chiesa» che occupa ben due ore settimanali nell’età scolastica più vulnerabile, quella della scuola primaria. I relativi docenti, pagati dallo Stato ma scelti dai vescovi, stanno incrementando la capacità di controllo della vita della scuola della Repubblica. Si deve sventare questo recente colpo di mano sugli esami di terza media, senza abbassare la guardia su altri fronti, come quello dei finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie e quello dell’alternanza scuola-lavoro affidata, guarda un po’, anche agli insegnanti di religione cattolica.

Roberto Grendene

Articolo pubblicato su Left n. 17, del 27 aprile 2018

Pubblichiamo qui il testo dell’appello al MIUR.

Docenti IRC commissari d’esame?

Il D.l.vo 62/2017 stravolge tacitamente le disposizioni contenute nell’art. 185 comma 3 del D.l.vo 297/1994. Si tratta della sostituzione dell’elenco relativo alle materie d’esame all’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria di I grado con la dicitura riferita a “tutti i docenti del Consiglio di Classe”. Tra le materie indicate nel D.l.vo del 1994 non figurava l’Insegnamento della Religione Cattolica. E’ questa un’ultima trappola tesa dalla L.107/2015 che istituisce quella che è stata denominata “Buona Scuola”.

L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo — iniziato con il rinnovo del sistema concordatario — per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di ”materia obbligatoria” con diritto all’esonero. Solo con difficoltà sono state introdotte norme e istituti per rendere effettiva la nuova facoltatività con la formulazione delle quattro alternative fra cui la frequenza di una reale materia alternativa. Nessuna promozione è stata fatta per informare le famiglie su tali alternative sulle quali, anche per la difficoltà a superare certe prassi e il timore di esporre i figli a discriminazioni, sono state esercitate, in particolare nella scuola primaria, ben poche opzioni.

A confermare il valore che la Scuola dello Stato attribuisce all’Irc si è introdotto il ruolo per i docenti chiamati ad impartirlo. Si sono dovute superare grandi difficoltà per l’anomalia di docenti assunti nei ruoli dello Stato ma designati da un’altra autorità che mantiene il diritto di revocarli dal loro servizio imponendo allo Stato l’obbligo di individuare una nuova sede in cui essi possano esercitarlo. È sembrato ovvio, senza esserlo, al MIUR che tali insegnanti, equiparati agli altri in ruolo per altre materie, possano essere chiamati a far parte delle Commissioni d’esame per gli esami di licenza media.

Le sottoscritte associazioni che si battono da anni per il rispetto della laicità della Scuola e dello Stato, si oppongono con forza a tale stravolgimento della Legge 121/1985, attuativa del Nuovo Concordato. Rivolgono pertanto al MIUR la richiesta urgente di chiarimenti indispensabili per insegnanti e famiglie di alunni e alunne in procinto di affrontare la prova del citato Esame:

  • l’IRC sarà materia d’esame? Se non lo sarà, a qual fine la presenza del docente? L’eventuale presenza di un docente di a. a. non si configura come discriminante nei confronti di coloro che hanno scelto attività di studio o di ricerca individuali o la non presenza a scuola durante l’Irc?
  • nella prova d’esame, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di scrutinio, i voti sono soltanto numerici: è quindi prevedibile una valutazione numerica dell’IRC?
  • il docente di R.C. nella votazione per promozione o bocciatura si comporta come previsto nel DPR 202/1990, ossia non vota se il suo voto fosse determinante?

Queste sono solo alcune delle ambiguità da chiarire. Il docente di R.C. non deve essere inserito nelle Commissioni d’Esame di III Media. Questa — lo ribadiamo — è la nostra posizione. Denunciare l’incongruenza di tale nuova norma diventa un’occasione per riproporre la necessità di rivedere l’intera normativa concernente l’Irc e di riproporne la collocazione fuori dell’orario ordinario delle lezioni.

Comitato Nazionale Scuola e Costituzione
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica
Manifesto dei 500
Ass. Naz. Sostegno Attivo
Cogedeliguria
Ass. Naz. del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Coordinamento Genitori Democratici (CGD)
Comitato Genovese Scuola e Costituzione
CRIDES (Centro di iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola)
Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)
UAAR
FNISM
CIDI
Osservatorio Diritti Scuola
FCEI (Fed. Chiese Evangeliche It.)
Comitato Insegnanti Evangelici Italiani
Comitato Democrazia Costituzionale – Roma

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Buone novelle laiche https://blog.uaar.it/2018/05/05/buone-novelle-laiche-47/ https://blog.uaar.it/2018/05/05/buone-novelle-laiche-47/#comments Sat, 05 May 2018 08:00:35 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60386 Leggi tutto »]]> Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

Alcuni Comuni hanno fatto ulteriori passi in avanti per il riconoscimento dei diritti dei figli delle coppie omosessuali. La sindaca di Torino Chiara Appendino ha proceduto alla registrazione presso l’anagrafe degli atti di nascita di figli di coppie gay. Per la prima volta in Italia i bambini nati da procreazione assistita all’estero e cresciuti in famiglie omogenitoriali sono stati riconosciuti tramite un atto del sindaco e non con sentenza di un giudice, come stava avvenendo dopo l’approvazione delle unioni civili a causa della mancanza di una disposizione legislativa che consentisse la cosiddetta “stepchild adoption”. A portare la sindaca pentastellata a questa decisione il caso di una consigliera comunale Pd, Chiara Foglietta, che aveva protestato per la procedura non veritiera con cui l’anagrafe intendeva registrare l’atto di nascita del figlio che lei e la sua compagna avevano deciso di concepire all’estero. Appendino aveva chiarito di essere disposta a registrare i figli di coppie gay, “anche forzando la mano”, nonostante l’Italia non sia “ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie” e l’esistenza di “ostacoli burocratici”. Già nelle scorse settimane l’amministrazione aveva sottoposto la questione all’Avvocatura dello Stato, su un caso simile di due gemelli nati in Canada e figli di una coppia di uomini, proprio per avere delle linee guida precise. La recente iniziativa di Appendino ha suscitato la reazione della Chiesa cattolica: La Voce e il Tempo, il settimanale della diocesi di Torino, ha attaccato con un editoriale del direttore Alberto Riccadonna l’operato della sindaca. Sulla scia della decisione di Appendino, i sindaci di dieci Comuni piemontesi (Piossasco, Collegno, Settimo Torinese, Moncalieri, Nichelino, Chieri, Beinasco, Borgaro, Gassino e Caselette) hanno annunciato che registreranno i figli delle coppie omogenitoriali con i nomi di entrambi i genitori.

Anche l’anagrafe del Comune di Roma ha registrato per la prima volta, in maniera “completa e spontanea” (cioè senza l’intervento di un giudice), l’atto di nascita di una bambina nata in Canada tramite gestazione per altri come figlia di due genitori omosessuali. La registrazione fa leva sul pronunciamento dello scorso febbraio da parte della Corte d’Appello di Roma sul caso di un’altra coppia: il tribunale ha stabilito che la trascrizione non era contraria all’ordine pubblico. Sono avvenute registrazioni di figli di coppie omosessuali con il consenso dei sindaci e senza ostacoli da parte dell’anagrafe anche a Gabicce Mare (PU) e a Catania.

Le iniziative degli anti-abortisti sembrano trovare meno sostegno a livello politico. Il maxi manifesto contro l’interruzione di gravidanza fatto affiggere dall’associazione integralista “Pro Vita” a Roma ha suscitato una reazione laica. La senatrice Monica Cirinnà (Pd) ha lanciato su Twitter l’hashtag #rimozionesubito. In Consiglio comunale hanno protestato per il Pd Michela Di Biase, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo, Giulia Tempesta e Svetlana Celli per la Lista Civica “Roma torna Roma”. Il Comune ha segnalato la questione alla polizia locale per verificare il rispetto del regolamento sulle pubbliche affissioni nella Capitale e si è proceduto alla rimozione. Già in passato gli uffici del Comune non aveva consentito l’affissione di manifesti di Pro Vita proprio perché in contrasto con le prescrizioni che vietano contenuti lesivi “del rispetto di diritti e libertà individuali”.

Questo manifesto è stato poi riproposto a Ponderano (BI), Elena Chiorino, che l’ha affisso a proprie spese nella cittadina. Anche in questo caso la politica ha manifestato la propria opposizione. L’assessore regionale Monica Cerutti ha ricordato che chi, come la sindaca, “rappresenta un’istituzione dovrebbe garantire il rispetto delle leggi e non farsi promotrice di una campagna contro una norma”. “Ancor più incomprensibile il fatto che sia una donna a sostenere un’iniziativa che vuole mettere in discussione il diritto dell’autodeterminazione femminile”, ha aggiunto.

Se in diversi Comuni i clericali votano per posizionare in maniera impropria il simbolo cattolico negli uffici pubblici, non rispettando il principio di laicità, è importante segnalare quando certe iniziative vengono respinte. Il Consiglio comunale di Pisa ha bocciato una mozione presentata da Virgilia Mancini di Forza Italia volta a imporre l’affissione del crocifisso nella sala istituzionale di Palazzo Gambacorti. A votare contro la proposto i consiglieri Pd (tranne l’astensione di Maria Scognamiglio): la consigliera Francesca Del Corso ha chiarito che “non ci sono norme per l’affissione del crocifisso nelle aule dei Consigli comunali” e che “il Consiglio comunale è un’istituzione pluralista, in cui la regola dovrebbe essere la neutralità”. Si è trattato di una iniziativa “strumentale” per Giuseppe Ventura (In Lista per Pisa) e Ciccio Auletta (Ucic-Prc). Auletta ha ribadito che “il nostro è uno Stato laico, non c’è una religione di Stato” e denunciato i “fini così beceri” di strumentalizzazione della religione per fini politici.

La redazione

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La clericalata della settimana, 17: Alfano e Minniti e la cittadinanza italiana ad Alfie Evans https://blog.uaar.it/2018/05/03/clericalata-settimana-17-alfano-minitti-evans/ https://blog.uaar.it/2018/05/03/clericalata-settimana-17-alfano-minitti-evans/#comments Thu, 03 May 2018 12:26:10 +0000 https://blog.uaar.it/?p=60461 Leggi tutto »]]> Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del ministro degli Esteri Angelino Alfano e di quello dell’Interno Marco Minniti che

hanno concesso la cittadinanza italiana ad Alfie Evans, bambino inglese afflitto da una gravissima patologia neurodegenerativa e deceduto qualche giorno fa, per farlo ricoverare presso l’ospedale (vaticano) Bambin Gesù di Roma

I giudici britannici avevano disposto la sospensione delle cure, dopo le perizie dei medici che attestavano ormai condizioni critiche, contro il parere della famiglia. Il caso era stato strumentalizzato dalla Chiesa cattolica, cui i genitori di Evans si erano rivolti anche incontrando papa Francesco, e da gruppi di attivisti “per la vita” — in cui spiccavano militanti di destra e integralisti cristiani — che non hanno esitato a intimidire gli operatori dell’ospedale e a diffondere teorie del complotto (anche riguardanti i vaccini).

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

L’Assemblea Regionale della Sicilia ha approvato un emendamento alla Finanziaria per stanziare 50 milioni di euro a favore di enti di culto.

Il Comune di Melilli (SR) ha stanziato 778mila euro per il recupero di una chiesa.

In occasione della festa della Liberazione, diversi Comuni hanno incluso nelle celebrazioni ufficiali anche la messa. Tanti casi, tra cui quelli dell’alessandrino, di Cerveteri (RM), Corbetta (MI), Donada di Porto Viro (RO), GenovaMonticello Brianza (LC), Reggio EmiliaSenigallia (AN).

In occasione dei festeggiamenti per il Sa die de sa Sardigna — la giornata del popolo sardo, istituita dalla Regione nel 1993 — si è tenuta una messa solenne nella cattedrale di Cagliari, alla presenza del sindaco Massimo Zedda, del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, dell’assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena e dei senatori Emilio Floris e Cristian Solinas.

Una delegazione di Cascia (PG) guidata dal sindaco Mario De Carolis si è recata presso la città slovacca di Kosice per un gemellaggio che ha visto la consegna di una reliquia di santa Rita.

Il sindaco di Lariano (RM) Maurizio Caliciotti ha donato, durante una messa, una targa per l’ottantesimo anniversario della canonizzazione di un santo.

La redazione

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