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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jul 2026 15:22:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La clericalata della settimana, 27: la Regione Sicilia stanzia 3,4 milioni per la visita del papa a Lampedusa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 15:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della Regione Sicilia che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/06/clericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa/" title="Read La clericalata della settimana, 27: la Regione Sicilia stanzia 3,4 milioni per la visita del papa a Lampedusa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della </span><a href="https://gds.it/articoli/cronaca/2026/07/01/dalla-regione-3-milioni-e-mezzo-di-euro-per-la-visita-del-santo-padre-a-lampedusa-fb7684d2-0f22-4ff4-a987-aa1a1d96f9a6/"><span style="font-weight: 400;">Regione Sicilia</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha stanziato 3,4 milioni di euro per realizzare infrastrutture e intensificare la sicurezza a Lampedusa in occasione della recente visita pastorale di papa Leone XIV nell’isola.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo per la trasferta papale le istituzioni si sono mobilitate per completare diversi lavori infrastrutturali attesi da tempo. L’Assessorato regionale alle Infrastrutture ha stanziato 1,3 milioni di euro per il rifacimento delle strade (quelle del percorso papale), con esecuzione da parte del Genio civile di Agrigento; altri 768 mila euro di fondi per l’emergenza del ciclone Harry per la sistemazione di Molo Favaloro e dell’approdo di Cala Pisana; ulteriori 760 mila euro a favore del Comune di Lampedusa e Linosa per rifare il campanile della parrocchia di San Gerlando, demolito negli anni Ottanta per motivi di sicurezza. Per gli allestimenti relativi alla messa del papa sull’isola sono stati stanziati 150 mila euro dall’Assessorato al Turismo, 20 mila euro da quello al Territorio e all’ambiente e altri 55 mila dalla presidenza della Regione. Per garantire la presenza potenziata dalla Protezione civile in occasione dei giorni del viaggio papale, con spostamento e alloggio di 250 volontari, 70 mezzi e annessa logistica, e la permanenza di volontari e sanitari, sono stati stanziati 320 mila euro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente regionale Renato Schifani ha proclamato: «Siamo pronti ad accogliere il Santo Padre con gioia ed emozione per una visita che rappresenta il più alto riconoscimento dato alla comunità di Lampedusa, e vorrei dire all’intera Sicilia, per l’attenzione autentica e sincera mostrata nei confronti di migliaia di persone migranti giunte sulle nostre coste», ricordando che «come governo regionale abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie affinché Lampedusa possa essere all’altezza di questo importante evento». Le autorità, tra cui Schifani, gli assessori al Turismo Elvira Amata, alle Infrastrutture Alessandro Aricò, al Territorio Giusi Savarino, hanno accolto Leone XIV all’aeroporto dell’isola e hanno partecipato agli eventi con il papa, tra cui la messa.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi </span><a href="https://www.toscanaoggi.it/oratori-cei-e-governo-50-milioni-per-spazi-sportivi-nelle-periferie/"><span style="font-weight: 400;">ha firmato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un protocollo d’intesa con il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, per stanziare 50 milioni di euro a favore del potenziamento e della riqualificazione degli oratori parrocchiali. Le risorse sono imputate al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Questo nuovo protocollo si aggiunge ai 19,5 milioni già stanziati per gli anni 2025-2028 per le attività sportive negli oratori. Il cardinale ha proclamato raggiante: «L’accordo esprime una collaborazione tra Chiesa e istituzioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà e nella valorizzazione della rete degli oratori come presidi educativi e di legalità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Serravalle Pistoiese Piero Lunardi </span><a href="https://www.tgregione.it/serravalle-rock-annullato-il-concerto-dei-the-devils/"><span style="font-weight: 400;">ha censurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il concerto del gruppo The Devils, nell’ambito del locale festival Serravalle Rock, dopo le polemiche fomentate dal gruppo consiliare Serravalle Civica che </span><a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1587949996657621&amp;id=100063279081521&amp;mibextid=wwXIfr&amp;rdid=R77xcqcXYZBQhEUU"><span style="font-weight: 400;">ha avviato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una campagna moralistica ostile mettendo in risalto alcune dichiarazioni in cui il duo si definiva «anticristiano». In un comunicato dell’amministrazione </span><a href="https://www.facebook.com/comune.serravalle.pistoiese/posts/pfbid0VGiHnVJgFmebb6mCEbsTHFqt7mjwShYQDYhLmRpVnbwjF1oovg9uz9ptLyKuxq1xl"><span style="font-weight: 400;">si arriva a sostenere</span></a><span style="font-weight: 400;"> che «a seguito del caos mediatico sviluppatosi e temendo problematiche di ordine pubblico durante lo svolgimento della serata, il Sindaco ha ritenuto opportuno rivalutare la loro partecipazione all’evento», annullando l’esibizione di quel gruppo, motivando ciò per il senso di «responsabilità che un’Amministrazione pubblica ha nel promuovere iniziative capaci di unire la comunità e di rispettare la sensibilità di tutti i cittadini».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia </span><a href="https://www.politico.eu/article/italy-bulgaria-resist-eu-sanctions-patriarch-kirill-russia-orthodox/"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> preoccupazione, assieme alla Bulgaria, per la proposta di sanzioni dell’Unione Europea nei confronti del patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa di Mosca alleato del regime di Putin nella guerra contro l’Ucraina. Secondo alcune fonti diplomatiche la posizione dell’Italia darebbe voce al disagio del Vaticano per il fatto di dover sanzionare un esponente del clero cristiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Agenzia Italiana per la Gioventù e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato </span><a href="https://www.facebook.com/agenziagioventu/posts/pfbid02x1PPdRAeRTX41gfgmsZnAoNumxFwJx76mfTk3uZW4qQW1EqZTyRbmjE5mNfEjYjml"><span style="font-weight: 400;">hanno lanciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il concorso “Qui Facis Mirabilia” per realizzare il progetto grafico di un erinnofilo commemorativo dedicato a san Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Viareggio (LU) Sara Grilli </span><a href="https://www.facebook.com/ComuneViareggio/posts/pfbid02PJjNyoZtiEqPMCES9vMQoNo63Gk4RxkmvGERjbU7W3FJGZQyXXUvaD1ZGqLNuRYnl"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;">, a nome dell’amministrazione comunale e dell’«intera comunità», «le più vive congratulazioni a Sua Eccellenza Monsignor Paolo Giulietti per la nomina a Membro del Dicastero per l’Evangelizzazione, nella Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari», da parte di papa Leone XIV. Grilli nel suo comunicato ha elogiato il religioso per l’«incarico di straordinario rilievo nella vita della Chiesa universale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Arco (TN) Arianna Fiorio e i rappresentanti delle forze dell’ordine </span><a href="https://www.comune.arco.tn.it/Novita/Notizie/Carabinieri-la-benedizione-della-caserma"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla benedizione da parte di don Francesco Scarin della nuova sede provvisoria della caserma dei Carabinieri a Villa Althamer.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della nuova piazza di Caruscino, borgata di Avezzano (AQ), davanti alla chiesa di San Giuseppe Artigiano </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid0VJTVJKYU56CG9bjC7XNRVR77eaQV4tEbbfDYbGQAzJg2gDWsGGY5bME3A28Z8QPil"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione del vescovo Giovanni Massaro, con gli interventi istituzionali del sindaco Giovanni Di Pangrazio e dell’assessore regionale abruzzese Mario Quaglieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Cittanova (RC) </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02A4z9bzLfdUWmjA8F3YLyGN4DfQupy7Xu8DnBuqs3bzMe5fmvFQFnLVpiaNEGvjerl&amp;id=61560874120949"><span style="font-weight: 400;">ha fatto benedire</span></a><span style="font-weight: 400;"> dall’arciprete don Letterio Festa i nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti, «nel corso di una cerimonia sobria ma significativa» alla presenza del sindaco Domenico Antico, della vicesindaca Rita Morano, dell’assessore Francesco Rao, del consigliere Giuseppe Morabito, e dei responsabili comunali del servizi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inaugurazione di un presidio dei Vigili del Fuoco nel Comune di Candela (FG) </span><a href="https://telesveva.it/attualita/candela-parte-la-sfida-per-8-volontari-da-stamane-in-servizio-nel-nuovo-distaccamento-dei-vigili-del-fuoco-lappello-del-comandante-capuano-cerchiamo-altri-chi-vuole-darci-una-ma/"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure la benedizione di un prete. Presenti le autorità locali, tra cui il comandante dei Vigili del Fuoco di Foggia Giulio Capuano, del consigliere regionale pugliese Nicola Gatta, del sindaco Giuseppe De Vitto.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F06%2Fclericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2027%3A%20la%20Regione%20Sicilia%20stanzia%203%2C4%20milioni%20per%20la%20visita%20del%20papa%20a%20Lampedusa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F06%2Fclericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2027%3A%20la%20Regione%20Sicilia%20stanzia%203%2C4%20milioni%20per%20la%20visita%20del%20papa%20a%20Lampedusa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F06%2Fclericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2027%3A%20la%20Regione%20Sicilia%20stanzia%203%2C4%20milioni%20per%20la%20visita%20del%20papa%20a%20Lampedusa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F06%2Fclericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2027%3A%20la%20Regione%20Sicilia%20stanzia%203%2C4%20milioni%20per%20la%20visita%20del%20papa%20a%20Lampedusa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F06%2Fclericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2027%3A%20la%20Regione%20Sicilia%20stanzia%203%2C4%20milioni%20per%20la%20visita%20del%20papa%20a%20Lampedusa" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/07/06/clericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 27: la Regione Sicilia stanzia 3,4 milioni per la visita del papa a Lampedusa"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La cosa più alienante degli alieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ultimo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, offre l’occasione per riflettere su temi come la persistenza delle credenze e le teorie cospirazioniste. Una lettura laica di Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Maldisposto dall’argomento, ma tentato da alcune recensioni incoraggianti, ho deciso di dare una chance a Steven Spielberg per vedere cosa avesse di nuovo da dire sugli alieni nel 2026. Spoiler: niente di niente. Disclosure...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/05/la-cosa-piu-alienante-degli-alieni/" title="Read La cosa più alienante degli alieni">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’ultimo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, offre l’occasione per riflettere su temi come la persistenza delle credenze e le teorie cospirazioniste. Una lettura laica di Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Maldisposto dall’argomento, ma tentato da alcune recensioni incoraggianti, ho deciso di dare una chance a Steven Spielberg per vedere cosa avesse di nuovo da dire sugli alieni nel 2026. Spoiler: niente di niente.</p>
<p><em><i>Disclosure Day </i></em>ti intrappola in un lunghissimo episodio della vecchia serie X-Files arricchito di una produzione multimilionaria, al puro scopo di intrattenere lo spettatore che non ha voglia di pensare ma solo di farsi un giro in giostra al luna park cinematografico, con <span class="pullquote">due ore e mezza di caccia all’uomo e inseguimenti altamente improbabili</span> innescati da ancora più improbabili poteri di veggenza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-77527" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Molto più simile come esperienza a <em><i>Minority Report </i></em>che a <em><i>E.T.</i></em> o <em><i>Incontri ravvicinati</i></em>, quello che manca completamente in questo film è l’interesse a porsi gli interrogativi sensati che ritroviamo invece in opere più oneste tipo <em><i>Arrival</i></em> e naturalmente <em><i>Contact</i></em>, quest’ultimo basato sulle riflessioni scientifiche di Carl Sagan.</p>
<p>Scandaloso, a tal proposito, che la posizione di Sagan – secondo cui, puramente a rigor di logica, la vastità del cosmo fa propendere per l’ipotesi che ci sia vita altrove nell’universo – in <em><i>Disclosure Day </i></em>sia messa in bocca non a una scienziata, come Ellie Arroway in <em><i>Contact</i></em>, ma a una suora, trasformando così una riflessione profonda fatta con cognizione di causa in un banale cliché post-moderno al servizio del pensiero magico e fideistico.</p>
<p>Del resto, di cliché il regista non se ne fa mancare nemmeno uno: dall’incidente di Roswell, ai cerchi nel grano, ai soliti alieni gracili e viscidi con gli occhioni e le dita lunghe, le astronavi giganti che escono dalle nuvole, la lingua dei click, le tecnologie fantascientifiche&#8230; Impossibile trovare qualche elemento di novità. Toh, forse il fatto che stavolta i sondini rettali se li beccano più gli alieni che gli umani.</p>
<p>Di per sé, naturalmente, non c’è niente di male nell’intrattenimento fine a se stesso, e chi apprezza un buon <em><i>action movie</i></em> non resterà di certo deluso dal livello di questa produzione. Il problema piuttosto è la premessa per nulla innocente del film, in un periodo storico in cui più che mai il confine tra realtà e narrazione è diventato labile e il cinema non solo rispecchia il pensiero della gente su certe questioni, ma ha la grande capacità di plasmarlo.</p>
<p>Perché <em><i>Disclosure Day</i></em> non è esattamente un film sugli alieni: è un film sulla teoria della cospirazione secondo cui apparati governativi e para-governativi investono enormi risorse per tenere nascosta all’umanità la presenza degli extraterrestri sulla terra, con la scusa facilona e data per scontata che la gente non saprebbe gestire la “verità” e la società civile collasserebbe e bla bla bla. Anche qua, nulla di nuovo: l’intera serie X-Files degli anni ‘90 ruotava appunto attorno a questa premessa. Solo che parlare di cospirazioni negli anni ‘90 faceva ancora un po’ sorridere. C’era qualcosa di ingenuo, di giocoso, nel pensare che gli alieni fossero tra noi, o che Elvis Presley fosse ancora tra noi.</p>
<p>Perché all’epoca la politica si presentava ancora come una cosa seria, ragionevolmente ancorata alla realtà e lontana dall’integrare nei propri programmi credenze non supportate dall’evidenza per compiacere un elettorato fuori di senno. Oggi le cose sono radicalmente cambiate, viviamo in un girone profondo del mondo infestato dai demoni di Carl Sagan, e un film come <em><i>Disclosure Day</i></em>, marketizzato addirittura come «un documentario», esce in un periodo in cui il discorso sugli alieni sulla terra, che fa sbadigliare di noia la scienza, è improvvisamente tornato in auge in America.</p>
<p>Come se fosse una cosa seria! Nei talk show, grande enfasi viene posta sul fatto che le nuove storie sugli alieni si sono notevolmente evolute, a livello di credibilità. Non si tratta più delle allucinate dichiarazioni di vaccari sessualmente repressi del Kansas gravitati via per una colonscopia a 300 metri da terra. No, adesso sono serissimi generali dell’esercito e rispettabili agenti federali a riportare, documenti alla mano, avvistamenti e interferenze che non hanno spiegazioni da protocollo, ma che l’arguto cittadino che non teme la verità sa spiegare benissimo.</p>
<p><span class="pullquote">Ci si mette anche Barack Obama</span>. Scherzando sul cliché che il presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere a conoscenza dei segreti nazionali sugli extraterrestri, qualche mese fa ha dichiarato a un podcast che gli alieni «esistono davvero, ma io non li ho mai visti», aggiungendo poi che se davvero degli esemplari fossero custoditi nell’Area 51, la cospirazione sarebbe tale da tenere all’oscuro persino il presidente.</p>
<p>Ma se le teorie della cospirazione sono al massimo materiale per una battuta in bocca a un agente razionale come Obama, un lunatico che invece le cavalca politicamente come Trump non si è fatto sfuggire l’occasione per denunciare l’arcinemico, insinuando che con quella battuta Obama avrebbe fatto sediziosamente trapelare segreti di Stato.</p>
<p>E subito dopo ha avuto l’idea di reclutare E.T. nella sua macchina di propaganda post-verità volta ad accrescere il senso di paranoia nei confronti dello Stato profondo che cela segreti, allo stesso tempo distraendo l’elettorato dai problemi reali e dai disastri che le sue politiche hanno creato sia a livello domestico che globale. In stile <em><i>Disclosure Day</i></em> sono stati così aperti gli archivi militari degli X-Files, pieni delle solite lucine e ombre in movimento in filmati sgranati in bianco e nero che non significano assolutamente nulla, validati soltanto dalla supposta autorità delle agenzie che li rilasciano.</p>
<p>Ma la cosa più alienante, che fa veramente cadere le braccia a chi abbia un minimo di consapevolezza scientifica, è che il discorso pubblico, per come viene presentato sui media, è interamente ridotto a una questione di fede, come se la gente dovesse ingenuamente posizionarsi tra il campo degli scettici in malafede collusi con il potere e i romantici eroi della verità con i poster «<em><i>I want to believe!</i></em>» appesi in camera da letto.</p>
<p>Al di fuori dei canali specialistici, non si sente mai nessuno dire chiaramente quale immane sciocchezza sia pensare che gli alieni siano qui ora sulla Terra, quanto vastamente improbabile sia per una specie coprire anche la più piccola distanza cosmica, figurarsi trovare le condizioni ambientali che permettano di avvicinarsi a un altro pianeta e men che meno interagire con i suoi abitanti. Per contro, nessuno spiega chiaramente quanto sarebbe sconvolgente e quali pazzesche implicazioni avrebbe trovare anche solo un’ombra di replicante, un frammento di Dna, su Marte.</p>
<p>È alienante, in altre parole, che l’abitudine all’ignoranza scientifica sia così radicata da rimuovere dalla consapevolezza pubblica la minima cognizione che certe conclusioni si possano e si debbano trarre solamente tenendo conto delle conoscenze pregresse, nozioni fondamentali e consolidate che non si possono allegramente smantellare o ignorare solo per tenere in piedi una vaga intuizione in merito a un video sgranato.</p>
<p>E allora i veri eroi, in questo deserto di insopportabile, reiterata superficialità, sono forse quelli che in camera hanno il poster «<em><i>I want to believe</i></em>. Sì, ma nella scienza e nel pensiero razionale».</p>
<p><strong>Paolo Ferrarini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/07/03/buone-novelle-laiche-giugno-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di giugno è la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha accolto in parte un ricorso dell’Uaar stabilendo che i concerti natalizi organizzati dalle scuole nelle parrocchie non possono rientrare nella materia di “Educazione civica” e devono svolgersi in orario extrascolastico. Il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/03/buone-novelle-laiche-giugno-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p>La buona novella laica del mese di giugno è la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che <a href="https://blog.uaar.it/2026/06/26/i-concerti-di-natale-non-sono-attivita-curricolare-il-tar-del-lazio-accoglie-in-parte-il-ricorso-dell-uaar/">ha accolto</a> in parte un ricorso dell’Uaar stabilendo che i concerti natalizi organizzati dalle scuole nelle parrocchie non possono rientrare nella materia di “Educazione civica” e devono svolgersi in orario extrascolastico. Il caso riguarda una scuola di Roma che a fine dicembre aveva organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, inserendolo nel programma curricolare. L’Uaar, interpellata da alcuni genitori, aveva fatto ricorso e il Tar del Lazio è intervenuto con la sentenza 10632 del 9 giugno. Questo pronunciamento, pur non dichiarando illegittime certe iniziative e scontando l’approccio della laicità “all’italiana”, fissa comunque limiti importanti contro l’invadenza religiosa in ambito scolastico e ribadisce la legittimità del ruolo dell’Uaar nella tutela dei non credenti: l’attività svolta in chiesa con caratteri religiosi (come avviene per concerti con canti e gesti che evocano il culto) non può essere considerata curricolare e va quindi inquadrata fuori dall’orario di lezione e resa facoltativa.</p>
<p>Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/06/22/il-comune-di-napoli-conferisce-la-cittadinanza-onoraria-a-franco-grillini_86a99098-4e48-4412-8551-ba9f138a815f.html">ha conferito</a> la cittadinanza onoraria a Franco Grillini, fondatore e presidente onorario di Arcigay e storico attivista del movimento lgbt. A promuovere l’iniziativa un ordine del giorno del Partito Democratico per riconoscere «l’alto valore civile, politico e sociale» dell’attività di Grillini e il legame con la città, come la promozione del primo Pride nazionale nel Sud Italia, proprio a Napoli trent’anni fa, nel 1996. La cerimonia si è tenuta nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, sede del Consiglio comunale: hanno partecipato anche l’assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune Emanuela Ferrante, l’ex sindaco Antonio Bassolino e la moglie Anna Maria Carloni, esponenti dell’amministrazione. «Certo, la pletora di governi reazionari che noi abbiamo adesso nel mondo può portarci indietro», ha detto Grillini, «però a questo punto il livello di diritti e di capacità che abbiamo raggiunto ci consente di fare anche una buona resistenza e di fare in modo che i diritti acquisiti siano garantiti e non siano toccati».</p>
<p>La Giunta provinciale di Bolzano <a href="https://www.ansa.it/trentino/notizie/2026/06/19/in-alto-adige-progetto-pilota-per-la-contraccezione-gratuita-a-partire-da-settembre_3e8c48a9-7d1a-4166-a0d3-0f1a49c8f5ee.html">ha approvato</a> un progetto pilota per la promozione della salute sessuale, riproduttiva e relazionale e l’accesso alla contraccezione gratuita per le persone dai 14 ai 25 anni e quelle in situazioni di vulnerabilità, su proposta dell’assessore alla Salute Hubert Messner e in attuazione della relativa legge provinciale del 2025. Il progetto, con uno stanziamento di 500 mila euro, prenderà l’avvio dal primo settembre 2026 e durerà inizialmente un anno con il coinvolgimento di consultori e ambulatori.</p>
<p>Le opposizioni <a href="https://www.agi.it/politica/news/2026-06-03/legge-fine-vita-tona-in-commissione-ira-opposizioni-37368386/">hanno contestato</a> l’affossamento in Senato del disegno di legge sul fine vita proposto da Alfredo Bazoli. «È un dibattito abbastanza avvilente», <a href="https://www.ildubbio.news/news/politica/50940/fine-vita-mai-laula-rispedisce-il-dossier-nelle-commissioni.html">ha commentato</a> lo stesso Bazoli, «Il rinvio del provvedimento in commissione significa il definitivo seppellimento del disegno di legge. Non c’è più tempo, questa è l’ultima finestra che abbiamo». Ha criticato il Parlamento che nonostante sette anni passati dal monito della consulta sta «abdicando al suo ruolo» dando così «la vittoria a quelle forze di destra che non si espongono chiaramente, ma si limitano a impedire che una legge arrivi». La segretaria Pd Elly Schlein <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/fine-vita-governo-rimanda-ddl-bazoli-in-commissione-troppo-pro-eutanasia-ira-pd-cosa-succede-al-senato/2969588/">ha criticato</a> il governo che «ha affossato la proposta di tutte le opposizioni, per una legge sul fine vita», definendo «gravissimo» il fatto che il centrodestra «non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso». I capigruppo del Pd in Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, hanno chiarito che il ddl «firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. Oggi si dimostra che la maggioranza è schiava della peggiore destra». Mariolina Castellone (M5S) ha commentato: «la richiesta di sospensiva sul fine vita non ci sorprende, perché da quattro anni siamo abituati al fatto che la maggioranza prende tempo quando non vuole prendere decisioni scomode. Ma questa volta parliamo di persone che soffrono e che purtroppo di tempo non ne hanno». «Come sempre, la destra italiana rappresenta la retroguardia umana e legislativa rispetto a quanto accade in tutto il resto d’Europa», ha aggiunto Riccardo Magi (Più Europa).</p>
<p>Il gip di Ravenna <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/taylor-tiktoker-recensisce-messe-assolto-azyvuka5">ha assolto</a> Taylor Ragazzini, il tiktoker che recensiva le messe, dall’accusa di vilipendio alla religione. Tra l’altro nei sei ironici video incriminati – poi rimossi – il creator intendeva criticare non il culto ma la moda di fare recensioni. Rimane assurdo che in Italia si possa ancora rischiare di incappare in un reato del genere.</p>
<p>La Cassazione <a href="https://www.ilmattino.it/AMP/primopiano/cronaca/alessandro_frateschi_condanna_definitiva_sentenza_processo-9577350.html">ha condannato</a> in via definitiva a 12 anni un ex diacono ed ex docente di religione della provincia di Latina per abusi su minori. Arrestato nel 2023, era stato accusato di aver approfittato di «studenti particolarmente fragili, instaurando con loro un rapporto confidenziale derivante dal suo ruolo di insegnante» a scuola e di collaboratore in una casa famiglia, secondo l’ultima sentenza. Alla diocesi il caso era stato segnalato nel 2023 e solo nel 2025 la Chiesa cattolica, con un provvedimento del Dicastero per la dottrina della fede del Vaticano, lo dimette dallo stato clericale, togliendo tutti gli incarichi in ambiti religiosi come la docenza di IRC e il diaconato. Secondo il legale delle vittime gli abusi erano noti anche tra le suore che gestivano proprio la casa famiglia frequentata dall’uomo: «Alcune vittime potevano essere salvate, ma nessuno ha parlato».</p>
<p>L’Istituto Comprensivo “Federico De Roberto” di Zafferana Etnea, nel catanese, dopo una diffida dell’Uaar <a href="https://blog.uaar.it/2026/06/05/atop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct/">ha revocato</a> una circolare illegittima che prevedeva per il 4 giugno in orario di lezione la trasferta delle scolaresche in una parrocchia per venerare il braccio di sant’Agata, reliquia condotta in peregrinatio nella zona dall’arcivescovo Luigi Renna. Dopo la segnalazione di alcuni genitori la nostra associazione ha inviato una diffida, che nel giro di poche ore ha fatto desistere l’istituto: gli atti di culto in orario scolastico <a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali/">sono infatti vietati</a>, come chiarito da una giurisprudenza ormai consolidata.</p>
<p>La commissione Sanità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/legge-sul-suicidio-assistito-lemilia-romagna-0d463cc8">ha iniziato</a> la discussione sulla proposta di legge regionale sul suicidio assistito, depositata dalla maggioranza di centrosinistra (Pd, Avs, M5s, Civic con De Pascale). La proposta è frutto di una legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. In una nota i consiglieri promotori della proposta di legge <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/legge-fine-vita-emilia-romagna-a6e2ooy4">hanno parlato</a> di «un passo avanti significativo»: «riteniamo sia solidissima, una legge a prova di ricorso». Tra i sostenitori della riforma Paolo Trande (primo firmatario, di Avs), il civico Giovanni Gordini, la democratica Alice Parma, il capogruppo Pd Paolo Calvano.</p>
<p>Anche al Consiglio regionale delle Marche è in discussione un testo simile, presentato dal consigliere Pd Maurizio Mangialardi. «Stavolta la maggioranza dovrà almeno prendere l’impegno di calendarizzarne la discussione», ha spiegato, «Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non ci sono più alibi».</p>
<p>Si segnalano alcune prese di distanza rispetto al clima di ossequio della politica per la morte del cardinale Camillo Ruini, già presidente per molti anni della Conferenza episcopale italiana e noto per le ingerenze nelle istituzioni. Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e il consigliere Giovanni Gordini (Civici per De Pasquale) <a href="https://www.modenatoday.it/politica/verdi-sinistra-minuto-silenzio-ruini.html">non hanno partecipato</a> al momento di raccoglimento in ricordo del prelato scomparso. «Il minuto di silenzio non è un atto privato di commemorazione, ma un tributo che un’istituzione democratica prende a nome dell’intera comunità che rappresenta», ha spiegato la capogruppo Avs Simona Larghetti, «Tradizionalmente viene riservato a lutti che colpiscono il Paese o il territorio, alle vittime di tragedie e calamità, oppure a personalità che abbiano raccolto un riconoscimento ampio e trasversale per il loro ruolo pubblico. Nel caso del cardinale Ruini, pur nel rispetto dovuto alla sua figura e al dolore dei suoi familiari, riteniamo che queste condizioni non sussistano». «Per oltre 30 anni Ruini ha esercitato una funzione religiosa con evidenti e rilevanti proiezioni politiche», ha aggiunto Larghetti, «Ha contrastato ogni avanzamento dei diritti civili, dai DICO fino alle battaglie sulla procreazione medicalmente assistita e sul referendum relativo alla legge 40. Ha sostenuto una precisa visione della società e della politica, schierandosi apertamente nel confronto pubblico e costruendo un rapporto privilegiato con la destra italiana, a partire dall’epoca berlusconiana, in chiave dichiaratamente anticomunista e antisocialista». Dal canto suo il consigliere Paolo Trande ha affermato: «è evidente come egli abbia voluto, deliberatamente e strategicamente, caratterizzare il suo magistero come affiancamento politico di una parte politica, la destra a egemonia berlusconiana di quegli anni, contro ogni tentativo di evoluzione e modernizzazione della società, specie sui temi dei diritti civili. Tutto ciò è risultato profondamente divisivo nella società».</p>
<p>Il consigliere comunale di Sassuolo (MO) Alberto Bonettini (Movimento 5 Stelle) <a href="https://www.lapressa.it/articoli/politica/morte-card-ruini-il-m5s-contesta-i-due-giorni-di-lutto-sue-idee-sui-diritti-lgbtq-divisive">ha espresso</a> riserve sulla proclamazione di ben due giorni di lutto nella cittadina in cui era nato il prelato. «Le linee politiche del cardinale Ruini erano divisive, miranti alla limitazione delle libertà di scelta di tanti cittadini sulla propria vita», ha specificato Bonettini pur esprimendo «cordoglio e umana vicinanza alla famiglia, alla Chiesa cattolica universale e locale e a quanti gli hanno voluto bene» e affermando che «per il ruolo svolto e l’influenza esercitata nel corso di decenni, può indubbiamente essere considerato tra i sassolesi più illustri della storia della nostra città». Bonettini ha ricordato che il cardinale «è stato uno dei principali interpreti di una visione della Chiesa che si è espressa contro il riconoscimento delle unioni civili e contro le riforme sui diritti delle persone LGBTQ+, contro la procreazione medicalmente assistita, contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali […] e contro il fine vita».</p>
<p>La Consulta laica forlivese <a href="https://www.romagnanotizie.net/2026/06/09/sala-del-commiato-laico-a-forli-al-via-i-lavori-allospedale-pierantoni-la-consultaun-risultato-atteso-da-anni/149294/">ha annunciato</a> la definizione dei lavori per la realizzazione della nuova sala del commiato all’ospedale Pierantoni di Forlì. Il progetto era stato inizialmente predisposto nel 2019 ma aveva incontrato lungaggini e modifiche.</p>
<p>Secondo un’analisi dell’Associazione Luca Coscioni <a href="https://www.messinatoday.it/cronaca/testamento-biologico-sicilia-divario-nord-crescita.html">sono</a> in crescita le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) depositate nei Comuni italiani: nel 2026 sono arrivate a 278.476, con un aumento del 18% rispetto al 2023. In Sicilia i testamenti biologici depositati sono 15.538. La maggiore diffusione delle Dat è nelle regioni del Nord Est (1 ogni 133 residenti maggiorenni), quindi nel Nord Ovest (1 ogni 142), poi nel Centro Italia (1 ogni 194), mentre al Sud si arriva a una dichiarazione ogni 217 residenti.</p>
<p>Intanto l’USL Toscana Sud Est <a href="https://www.uslsudest.toscana.it/comunicati-stampa/il-15-giugno-apre-a-montepulciano-l-ambulatorio-per-le-disposizioni-anticipate-di-trattamento">ha attivato</a> dal 15 giugno a Montepulciano un ambulatorio dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): un esempio concreto di applicazione sul territorio della legge sul testamento biologico.</p>
<p>Alcuni parlamentari dell’opposizione <a href="https://www.avvenire.it/politica/fine-vita-per-libera-usato-dispositivo-del-cnr-le-opposizioni-il-presidente-nego-ora-si-dimetta_110396">hanno criticato</a> l’atteggiamento ostruzionistico del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Andrea Lenzi sul caso del dispositivo approntato per il suicidio assistito di “Libera”, donna affetta da malattia incurabile, su richiesta del tribunale di Firenze. La senatrice Pd Sandra Zampa ha spiegato che «quanto emerso è di una gravità inaudita», chiedendo le dimissioni di Lenzi accusandolo di aver «piegato a ragioni di parte della politica una istituzione pubblica ledendone l’autorevolezza e l’autonomia necessaria alla sua credibilità». Parole analoghe sono arrivate dalla collega dem Ylenia Zambito. Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha affermato: «quando il vertice di un ente pubblico statale viene smentito dai fatti davanti al Parlamento, restare al proprio posto è inammissibile. Lenzi si dimetta. E se non lo farà, la ministra Bernini, che lo ha nominato, ne valuti rapidamente la revoca». Il presidente Lenzi aveva sostenuto, interpellato dalla commissione Affari sociali che stava esaminando la proposta di legge sul fine vita, che un macchinario del genere conforme alle norme europee non esisteva e che non era al corrente di progetti per costruirlo. Ma questa versione è stata smentita dal direttore del dipartimento di Ingegneria Ict del Cnr Emilio Campana, sentito in audizione al Senato. Il dispositivo era stato infatti richiesto dal tribunale di Firenze e approntato dallo stesso Campana, con un collega, e la presidenza del Cnr era stata informata. Intanto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, che aveva chiesto nuove audizioni per cercare di ricucire sul disegno di legge relativo al fine vita, ha ribadito: «ora chiederemo che il testo venga calendarizzato in aula. L’obiettivo resta quello di arrivare ad avere una legge nazionale entro la fine della legislatura». Dal canto suo il senatore Alfredo Bazoli, estensore del ddl con una impostazione più laica affossato però dal Senato, si chiede polemicamente: «Quale legge vuole esaminare Forza Italia? Quella che esclude il Ssn? Se così fosse la strada è ancora lunga».</p>
<p><em><i>Infine qualche buona novella laica dall’estero.</i></em></p>
<p>Il Lussemburgo <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/lussemburgo-diritto-aborto-costituzione_51mm2UxxLeviG6nPc2G43n?refresh_ce">ha inserito</a> nella Costituzione il diritto all’aborto, con l’approvazione definitiva dell’emendamento alla Camera. A marzo il Parlamento del Granducato aveva dato un primo voto favorevole alla proposta di legge costituzionale promossa nel 2024 dal deputato di sinistra Marc Baum (Déi Lénk). Il testo è passato con 51 voti a favore, sei contrari e due astensioni.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Marcia indietro sui diritti? Facciamo il punto sul n. 3/2026 della rivista Nessun Dogma</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:15:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove. La copertina del numero 3/2026 di Paolo Ferrarini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/01/marcia-indietro-sui-diritti-facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-nessun-dogma/" title="Read Marcia indietro sui diritti? Facciamo il punto sul n. 3/2026 della rivista Nessun Dogma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar <a href="https://rivista.nessundogma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://rivista.nessundogma.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1583911345263000&amp;usg=AFQjCNFa9Qp08cg3F0iKPgvt2_g-g61Arg"><em>Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano</em></a>. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.</p>
<p>La copertina del numero 3/2026 di Paolo Ferrarini rende l&#8217;idea della &#8220;marcia indietro&#8221; che stiamo vivendo sui diritti e sulla laicità. Diversi articoli affrontano la questione, da prospettive differenti. Il direttore Raffaele Carcano riflette sullo scontro tra il presidente Donald Trump e papa Leone XIV, in un cortocircuito in cui a farne le spese è proprio la laicità. L’attivista Paolo Ferrarini riflette sul declino del “woke” negli Stati Uniti e nel mondo, per il cambio di orientamento delle grandi aziende e per il clima ostile creato dalla politica conservatrice contro i diritti civili. Dal canto suo Valentino Salvatore si concentra sulla figura di Peter Thiel, uno dei magnati statunitensi artefici di questo riflusso identitario in chiave esplicitamente religiosa.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77522" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. La responsabile iniziative legali dell&#8217;Uaar Adele Orioli commenta una recente sentenza che giustifica l&#8217;uso di stupefacenti per fini &#8220;spirituali&#8221;. La professoressa e bioeticista Sara Patuzzo Manzati approfondisce la questione del rifiuto anticipato delle cure nella medicina d’urgenza. Proponiamo inoltre la traduzione da<em> The Conversation</em> di un articolo del politologo Imad Khillo sulla nuova legislazione irachena che di fatto peggiora la condizione delle donne in nome del tradizionalismo religioso. L’addetto stampa dell’associazione, Daniele Passanante, dedica un approfondimento all’abitudinario e pervasivo clericalismo dei funzionari pubblici, che appare ancora più intenso con l’attuale governo di destra identitaria. La docente Pamela Deiana ricostruisce il caso di una scuola di Chiusi, simbolo di un malcostume clericale generalizzato nel mondo scolastico: l’istituto aveva organizzato atti di culto in orario scolastico e l’iniziativa era stata fermata solo dopo una diffida dell’Uaar. Lo psicologo Armando De Vincentiis ricostruisce le dinamiche interne alle sette e perché è così difficile abbandonarle. Loris Tissino intervista la psicologa Cristina Caparesi, già ospite per un evento del circolo Uaar di Pordenone, sul tema della radicalizzazione violenza, in particolare dei giovani. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso fa un po’ di chiarezza sui fenomeni dell’<em>homeschooling</em> e dell’<em>unschooling</em>, dopo il caso mediatico della “famiglia nel bosco”. Micaela Grosso, giurata per il Premio Brian dell’Uaar, esplora il fenomeno delle <em>fiction</em> cristiane di successo nell’epoca dello streaming, in particolare i casi di <em>The Chosen</em> e di <em>Seeking Persephone</em>. Il giornalista Federico Tulli dedica un’inchiesta ai rapporti tra il Vaticano, che ostenta pauperismo, e i potentati economici. L’attivista Lodovico Zanetti si interroga su quanto la valorizzazione del presepe come “patrimonio immateriale” da parte dell’Unesco possa favorire ulteriori invadenze confessionaliste in ambiti come la scuola con il pretesto della cultura. Sempre sul tema del cinema, il presidente della giuria del Premio Brian Paolo Ferrarini dedica anche un articolo all’ultimo film di Steven Spielberg <em>Disclosure Day</em>, in un periodo in cui la questione delle presunte prove dell’esistenza degli alieni viene cavalcata da integralisti e complottisti.</p>
<p>Su <em>Nessun Dogma</em> diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell&#8217;associazione. Cogliamo ad esempio l’occasione per ricordare l’eredità che ci ha lasciato la sociologa Laura Balbo, tra i presidenti onorari dell’Uaar e scomparsa recentemente, nella valorizzazione dei non credenti nella società e per la promozione dei diritti delle donne e delle persone lgbt.</p>
<p>Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’<em>Osservatorio laico</em> dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. <em>Impegnarsi a ragion veduta</em> a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell&#8217;associazione <a href="https://www.uaar.it/uaar/territorio/">sul territorio</a> a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione <em>Arte e ragione</em> in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di <em>Agire laico</em> per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.</p>
<p>Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato <em>Terzo</em>.</p>
<p><em>Siamo arrivati al terzo numero dell’anno, e anch’esso fini</em><em>sce inevitabilmente per dedicare più spazio alle ombre che </em><em>alle luci. Il momento che viviamo è quello che, nonostante le</em><br />
<em>ombre, è sotto gli occhi di tutti: ci possiamo ironizzare sopra, </em><em>come facciamo in copertina, ma poi dobbiamo anche pren</em><em>dere atto della realtà – perché è un passaggio indispensabile </em><em>per poi cercare di cambiarla.</em></p>
<p><em>E la realtà è che ci troviamo in un momento di forte polariz</em><em>zazione: non soltanto politica, ma soprattutto culturale. In cui </em><em>le religioni, nonostante la secolarizzazione tolga loro fedeli </em><em>giorno dopo giorno, trovano sempre più visibilità. Non solo: </em><em>stiamo tornando a un’epoca in cui la religione predominante </em><em>non viene criticata da nessuno, per un motivo o per l’altro. Tro</em><em>vando peraltro sempre nuove diaboliche forme per trasmet</em><em>tere il suo messaggio.</em></p>
<p><em>In un contesto del genere, il ruolo dell’Uaar e di Nessun Dogma </em><em>non può che essere terzo. Noi prendiamo sul serio la laicità e </em><em>la ragione: che non significa criticare in ogni occasione le reli</em><em>gioni, ma che dobbiamo “a maggior ragione” criticarle quando </em><em>l’autocensura fa sì che non siano criticate mai, e la piaggeria </em><em>fa il resto, lasciando che siano incensate sempre.</em></p>
<p><em>L’effetto a cascata è che si restringono sia la laicità delle isti</em><em>tuzioni, sia il ricorso alle evidenze su cui dovrebbero basare le </em><em>loro decisioni. Non siamo per nulla convinti che la nostra sia </em><em>una posizione di minoranza: esistono sicuramente milioni di </em><em>persone che la pensano allo stesso modo, e che non vogliono </em><em>che il terzo millennio somigli sinistramente ai tredici secoli di </em><em>cristianesimo reale, da Teodosio alla pace di Westfalia.</em></p>
<p><em>Diffondere queste opinioni non è un lavoro da poco, ma sapere </em><em>che può portare molti frutti lo ripaga ampiamente.</em></p>
<p><em>Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino</em></p>
<p><strong><br />
La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 26: Deborah Bergamini (Fi) deposita una mozione all’Apce per la tutela del culto cristiano</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/29/la-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della vicesegretaria nazionale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/29/la-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano/" title="Read La clericalata della settimana, 26: Deborah Bergamini (Fi) deposita una mozione all’Apce per la tutela del culto cristiano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p>La clericalata della settimana è della <a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/fi-forza-italia-camera-ue-bergamini-fi-proteggere-culto-cristiano-in-europa/">vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito Deborah Bergamini</a> che</p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha depositato una mozione all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per la tutela del culto cristiano nel continente.</h3>
<p>Secondo Bergamini, visto «un aumento significativo di episodi di violenza, aggressioni personali e atti vandalici contro i fedeli e i luoghi di culto cristiani», è necessario un rafforzamento dell’intervento istituzionale sul fenomeno, tenendo conto che il cristianesimo è per l’Europa un «pilastro identitario».</p>
<p><em>A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</em></p>
<p>Il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi <a href="https://www.sportegiovani.governo.it/it/comunicazione/notizie/abodi-presenta-il-nuovo-piano-di-sostegno-agli-oratori-in-arrivo-bandi-per-oltre-56-milioni-di-euro">ha presentato</a> il nuovo piano di sostegno pubblico agli oratori per un totale di 56,5 milioni di euro durante la conferenza in Senato dedicata alla presentazione del Bando oratori 2026, alla quale hanno partecipato anche i parlamentari Mariastella Gelmini e Maurizio Lupi (Noi Moderati), don Stefano Guidi in rappresentanza degli oratori italiani e suor Anna Monia Alfieri. Per i 6,5 milioni del primo bando vengono utilizzati fondi stanziati nella Legge di Bilancio 2026, mentre i 50 milioni del secondo bando provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e saranno destinati alle infrastrutture degli oratori.</p>
<p>Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valdidara gioisce perché «il Texas ha deciso di esaltare l’identità occidentale», esaltazione che include in particolare la lettura obbligatoria della Bibbia. Il ministro <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/27/ma-che-mi-importa-dei-dinosauri-meglio-la-storia-della-grecia-di-roma-e-del-cristianeismo-il-ministro-valditara-esalta-il-modello-texano-della-bibbia-obbligatori/8432240/">si dichiara inoltre «sconvolto»</a> perché in un libro di terza elementare che avrebbe visto si parla troppo di dinosauri e questo sottrarrebbe tempo ad altri argomenti tra cui il cristianesimo.</p>
<p>La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella <a href="https://www.avvenire.it/vita-e-cura/moratoria-internazionale-sulla-gestazione-per-altri-litalia-accende-la-campagna_110070">ha aderito</a>, in rappresentanza dell’Italia, alla campagna internazionale per il bando della gestazione per altri lanciata a margine della 62esima sessione del Consiglio per i Diritti umani dell’Onu. L’iniziativa, che prevede la firma di una dichiarazione politica congiunta, ha tra i primi aderenti anche Vaticano, Camerun, Cile e Argentina. È stata sostenuta dalla relatrice speciale dell’Onu sulla violenza contro le donne e le ragazze, la musulmana Reem Alsalem, e da Alliance Defending Freedom International, lobby giuridica cristiana di base negli Usa ostile a laicità e diritti civili, e altre organizzazioni confessionaliste.</p>
<p>L’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna, su richiesta dei consiglieri di centrodestra, <a href="https://www.modenatoday.it/politica/verdi-sinistra-minuto-silenzio-ruini.html">ha osservato</a> un minuto di silenzio in memoria del cardinale Camillo Ruini, il prelato ex presidente della Conferenza episcopale italiana scomparso recentemente.</p>
<p>Il presidente del Municipio V di Roma Mauro Caliste, l’assessora Maura Lostia e il consigliere comunale Giammarco Palmieri <a href="https://abitarearoma.it/inaugurata-ledicola-mariana-a-villa-gordiani/">hanno partecipato</a> alla messa e alla benedizione per inaugurare l’edicola mariana installata all’angolo tra Viale Partenope e Via Monteforte Irpino. La cerimonia religiosa è stata officiata dal vescovo e viceregente della diocesi romana Renato Tarantelli Baccari.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F29%2Fla-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2026%3A%20Deborah%20Bergamini%20%28Fi%29%20deposita%20una%20mozione%20all%E2%80%99Apce%20per%20la%20tutela%20del%20culto%20cristiano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F29%2Fla-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2026%3A%20Deborah%20Bergamini%20%28Fi%29%20deposita%20una%20mozione%20all%E2%80%99Apce%20per%20la%20tutela%20del%20culto%20cristiano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F29%2Fla-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2026%3A%20Deborah%20Bergamini%20%28Fi%29%20deposita%20una%20mozione%20all%E2%80%99Apce%20per%20la%20tutela%20del%20culto%20cristiano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F29%2Fla-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2026%3A%20Deborah%20Bergamini%20%28Fi%29%20deposita%20una%20mozione%20all%E2%80%99Apce%20per%20la%20tutela%20del%20culto%20cristiano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F29%2Fla-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2026%3A%20Deborah%20Bergamini%20%28Fi%29%20deposita%20una%20mozione%20all%E2%80%99Apce%20per%20la%20tutela%20del%20culto%20cristiano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/06/29/la-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 26: Deborah Bergamini (Fi) deposita una mozione all’Apce per la tutela del culto cristiano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Divisi più che mai</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/28/divisi-piu-che-mai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La Chiesa anglicana, nata da uno scisma politico e diffusasi in tutto il mondo, oggi è percorsa da profonde spaccature culturali e dottrinarie – in particolare su temi come diritti civili, ordinazione femminile e accettazione delle persone lgbt. Affronta il tema Nicola Nobili sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Che cos’hanno in comune i partiti della sinistra e le Chiese cristiane? Sia gli uni che le altre sono...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/28/divisi-piu-che-mai/" title="Read Divisi più che mai">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Chiesa anglicana, nata da uno scisma politico e diffusasi in tutto il mondo, oggi è percorsa da profonde spaccature culturali e dottrinarie – in particolare su temi come diritti civili, ordinazione femminile e accettazione delle persone lgbt. Affronta il tema Nicola Nobili sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Che cos’hanno in comune i partiti della sinistra e le Chiese cristiane? Sia gli uni che le altre sono bravissimi a litigare per questioni di scarsa importanza e a frantumarsi in una miriade di gruppetti poco coesi. Questa affermazione si applica benissimo alle numerosissime Chiese anglicane.</p>
<p>Cominciamo con un po’ di <a href="http://go.uaar.it/q54zx22">storia</a>. La Chiesa d’Inghilterra nasce nel 1534. Re Enrico VIII voleva divorziare da Caterina d’Aragona, ma il papa rifiutava di dichiarare nulla la loro unione. Il sovrano, a quel punto, si separò da Roma, istituendo una Chiesa nazionale, con sé stesso a capo. Ancora oggi, <span class="pullquote">il monarca inglese è governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra</span>, per quanto il suo ruolo sia solo cerimoniale, mentre per le questioni pratiche la massima autorità è l’arcivescovo di Canterbury.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77482" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/divisi-piu-che-mai-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>Nei primi periodi dopo lo scisma la Chiesa anglicana si distaccava poco da quella cattolica. Di fatto, era cambiata solo la gerarchia e il fatto che gli anglicani adottarono come lingua ufficiale l’inglese anziché il latino. Col tempo, la Chiesa d’Inghilterra cominciò a diversificarsi, raccogliendo al suo interno branche diverse e, vista l’intensa attività coloniale britannica, nei secoli sono comparse sue emanazioni in tutto il mondo: Chiesa di Nigeria, Chiesa anglicana del Kenya, Chiesa della provincia dell’Uganda, Chiesa anglicana dell’Australia, Chiesa episcopale negli Stati Uniti, Chiesa dell’India meridionale, Chiesa anglicana della Tanzania, Chiesa anglicana del Cile, Chiesa del Bangladesh, Chiesa anglicana del Canada, Hong Kong Sheng Kung Hui e molte altre.</p>
<p>Tutte queste Chiese sono autonome, ma rientrano nella Comunione anglicana, un’associazione di Chiese diffusa in oltre 165 Paesi. I membri della Comunione anglicana, che hanno contatti tra di loro e i cui leader si incontrano regolarmente, riconoscono il primato e il prestigio dell’arcivescovo di Canterbury, che però è un <em><i>primus inter pares</i></em>, non ha alcuna autorità diretta al di fuori del Regno Unito.</p>
<p>Negli ultimi decenni, indicativamente dagli anni settanta, alcune Chiese si sono distaccate dalla Comunione anglicana, perché non sono d’accordo su alcune tematiche calde. Le stesse, manco a dirlo, che tengono banco in altre Chiese cristiane: ordinazione delle donne, accettazione di persone Lgbt+ nella comunità e matrimoni tra persone dello stesso sesso.</p>
<p>Per quanto riguarda le donne prete, oggi quasi tutte le Chiese anglicane accettano l’ordinazione delle donne a diacono, un numero inferiore di Chiese accetta le donne prete, meno ancora sono le Chiese che accettano che una <a href="http://go.uaar.it/g94tbiw">donna possa diventare vescovo</a>.</p>
<p>Sulle unioni tra persone dello stesso sesso, la controversia è ancora maggiore. Se nel 2017 la Chiesa episcopale scozzese ha accettato di celebrare il matrimonio omosessuale, nel 2023 l’arcivescovo ugandese Stephen Kaziimba ha lodato una nuova legge nel suo Paese che proibisce di «promuovere l’omosessualità» (condanne fino a 20 anni), il matrimonio tra persone dello stesso sesso (condanne fino all’ergastolo) e l’omosessualità “aggravata”, per esempio se un rapporto omosessuale trasmette l’Hiv (condanne fino alla pena di morte). In generale, le Chiese africane sono le più tradizionaliste, nessuna Chiesa anglicana africana accetta il matrimonio omosessuale.</p>
<p>Quanto detto conferma il pensiero di <a href="http://go.uaar.it/7wy29x3">Marco Marzano</a>, docente di sociologia all’Università di Bergamo, il quale afferma che se una Chiesa diviene più progressista non arresta la secolarizzazione, non riporta la gente in chiesa. La richiesta di riforme è una prerogativa della mentalità occidentale: da eurocentrici, noi pensiamo siano necessarie, ma il numero dei fedeli è in calo in Europa, mentre è in crescita in aree geografiche come Africa e Asia, dove questioni che stanno a cuore a molti nel vecchio continente, come il ruolo della donna o l’omosessualità, non vengono minimamente prese in considerazione.</p>
<p>Nel 2008 è nata un’alternativa alla Comunione anglicana, la Global Fellowship of Confessing Anglicans (Gafcon), presieduta dal vescovo ruandese Laurent Mbanda, di stampo tradizionalista, che raccoglie molte Chiese della Comunione anglicana africane, ma anche Chiese “concorrenti” in certi territori (Nord America, Sudafrica, Brasile&#8230;).</p>
<p>Allo stato attuale, <span class="pullquote">la Comunione anglicana consta di circa 80 milioni di fedeli</span>, in calo nelle Chiese dei Paesi più avanzati, in crescita in alcune province africane, al punto che la Chiesa nigeriana ha ormai raggiunto la Chiesa d’Inghilterra (25 milioni di fedeli) e si appresta a superare persino la Chiesa madre. Questa tendenza sembra confermare i risultati delle ricerche del politologo americano Ronald Inglehart<sup>1</sup>, secondo cui più aumenta il livello di sicurezza sociale, più diminuisce la propensione verso la fede e la religione.</p>
<p>Paradossalmente, al momento ci sono più anglicani (tra fedeli e membri del clero) in Gafcon che nella Comunione anglicana, per cui se mai Gafcon decidesse di operare uno scisma, sarebbe difficile anche definire il termine “anglicano”. La possibilità di uno scisma è già stata sollevata, peraltro di recente. Tre anni fa, all’incontro tra tutte le Chiese anglicane, alcuni vescovi conservatori avevano rifiutato di partecipare o di prendere la comunione assieme ai “vescovi Lgbt+”, alcuni addirittura avevano richiesto sanzioni per le Chiese che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.</p>
<p>In quell’occasione, Gafcon aveva emesso una dichiarazione ufficiale che sonava in questo modo: «Non stiamo lasciando la Comunione anglicana; noi siamo la maggioranza della Comunione anglicana che cerca di rimanere fedele alla nostra eredità anglicana». In altre parole: non siamo noi che vogliamo andarcene, siete voi che sbagliate. Una storia già sentita tante volte nel corso della storia.</p>
<p>In una situazione del genere, l’arcivescovo di Canterbury deve fare l’acrobata per bilanciare le tendenze delle Chiese più progressiste e di quelle più tradizionaliste. L’ultimo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, era stato molto abile, ma si è dimesso, con decorrenza da gennaio 2025, per uno scandalo sessuale: non aveva denunciato alla polizia abusi fisici e sessuali ripetuti perpetrati su dei minori da un volontario durante dei campi estivi cristiani, pur essendone a conoscenza. Anche questa, purtroppo, è una storia già sentita molte volte.</p>
<p>Mentre la cattedra di Canterbury era vacante, il 14 settembre 2025 Gafcon ha indetto una riunione dei propri vescovi in Nigeria per marzo 2026. Nel messaggio della convocazione si legge: «I revisionisti dividono deliberatamente la Comunione con azioni scismatiche che celebrano il peccato, dato che nominano pastori falsi per allontanare il gregge dalla buona parola di Dio. Ma Gesù sta costruendo la sua Chiesa, e i cancelli dell’inferno non prevarranno!»</p>
<p>Pare che a scatenare l’ira di Gafcon sia un caso senza precedenti in una provincia della Comunione anglicana. Nel luglio 2025 in Galles è stata nominata arcivescovo Cherry Vann: per la prima volta diviene arcivescovo anglicano una donna, per di più apertamente omosessuale; si noti che la Chiesa del Galles acconsente alla benedizione alle coppie dello stesso sesso dal 2021, ma non celebra matrimoni omosessuali; Vann è sposata con un’altra donna, ma solo civilmente. Appena appresa la notizia, la Chiesa della Nigeria (quella, ricordiamolo, col maggior numero di fedeli) ha tagliato i contatti con la Chiesa del Galles.</p>
<p>In questa situazione così tesa, la Chiesa d’Inghilterra ha appena annunciato l’elezione del primo arcivescovo di Canterbury donna, Sarah Mullally, peraltro la prima persona nella sua posizione a dichiarare di essere favorevole alla scelta sull’aborto. Chi scrive è d’accordo con lei, però è palese che una dichiarazione del genere ha aperto un vaso di Pandora.</p>
<p>Le reazioni non si sono fatte attendere. Il 3 ottobre 2025 Gafcon ha rilasciato un <a href="http://go.uaar.it/dgf441s">comunicato</a>:</p>
<p>«È con dolore che Gafcon riceve l’annuncio di oggi sulla nomina di dama Sarah Mullally come prossimo arcivescovo di Canterbury. Questa nomina abbandona gli anglicani di tutto il mondo, dal momento che la Chiesa d’Inghilterra ha scelto un leader che dividerà ulteriormente la già spaccata Comunione [&#8230;].</p>
<p>Sebbene vi siano alcuni che hanno accolto con favore la decisione di nominare il Vescovo Mullally come primo arcivescovo di Canterbury donna, la maggior parte della Comunione anglicana crede ancora che la <em><i>Bibbia</i></em> imponga un episcopato esclusivamente maschile. Pertanto, la sua nomina renderà impossibile per l’arcivescovo di Canterbury fungere da centro di unità all’interno della Comunione. [&#8230;]</p>
<p>Il vescovo Mullally ha ripetutamente incoraggiato insegnamenti extrabiblici e revisionisti inerenti al matrimonio e alla moralità sessuale. Nel 2023, allorché un giornalista le ha chiesto se l’intimità sessuale in un rapporto tra persone dello stesso sesso fosse peccaminosa, ha affermato che alcuni rapporti di questo tipo potrebbero in effetti essere benedetti. [&#8230;]</p>
<p>La guida della Comunione anglicana passerà a coloro che detengono la verità del Vangelo e l’autorità delle Scritture in tutti i settori della vita. [&#8230;] La nomina di oggi rende più chiaro che mai che Canterbury ha perduto l’autorità per guidarci.</p>
<p>Il ripristino della nostra amata Comunione ora risiede unicamente nelle mani di Gafcon, e siamo pronti ad assumerne la guida».</p>
<p>Dopo un siffatto annuncio, ci si aspettava che a marzo 2026 sarebbe stato ufficializzato uno scisma. Pensavo di concludere l’articolo dicendo qualcosa tipo: «Segnate la data sul calendario, prendete i popcorn e preparatevi a godervi in diretta un pezzo di storia». Invece no, non è stato necessario attendere che pochi giorni: il 16 ottobre Gafcon, sempre attraverso Laurent Mbanda, ha emanato un documento il cui titolo non potrebbe essere più <a href="http://go.uaar.it/endwx55">esplicito</a>: <em><i>Il futuro è arrivato</i></em>.</p>
<p>Nel comunicato si dichiara che da oggi Gafcon assume la guida della Comunione anglicana globale (l’aggiunta di quest’ultimo aggettivo cambia tutto), evento che verrà celebrato ad Abuja, in Nigeria, dal 3 al 6 marzo 2026. Molto significativa un’affermazione contenuta nel breve testo: «Non abbiamo lasciato la Comunione anglicana; noi siamo la Comunione anglicana».</p>
<p>Questo articolo è aggiornato a novembre 2025, ma possiamo aspettarci novità in qualsiasi momento. Stiamo davvero assistendo a un piccolo evento storico in diretta. Prendete i popcorn e attendete pazientemente.</p>
<p><strong>Nicola Nobili</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ol>
<li>Pippa Norris, Ronald Inglehart (2007): <em>Sacro e secolare. Religione e politica nel mondo globalizzato</em>. Il Mulino.</li>
</ol>
<hr />
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		<item>
		<title>I concerti di Natale in chiesa non sono attività curricolare: il Tar del Lazio accoglie in parte il ricorso dell’Uaar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le scuole non possono organizzare concerti natalizi in parrocchia, con tanto di canti, gesti e inni religiosi, spacciandoli come attività di Educazione civica cui tutti gli alunni sono tenuti a partecipare. Lo ha chiarito il Tar del Lazio accogliendo in parte un ricorso patrocinato dall’Uaar. Il caso riguarda una scuola di Roma, che a fine dicembre ha organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, adducendo motivazioni logistiche, e inserendolo nell’ambito dell’insegnamento curricolare. La nostra associazione è stata contattata...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/26/i-concerti-di-natale-non-sono-attivita-curricolare-il-tar-del-lazio-accoglie-in-parte-il-ricorso-dell-uaar/" title="Read I concerti di Natale in chiesa non sono attività curricolare: il Tar del Lazio accoglie in parte il ricorso dell’Uaar">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le scuole non possono organizzare concerti natalizi in parrocchia, con tanto di canti, gesti e inni religiosi, spacciandoli come attività di Educazione civica cui tutti gli alunni sono tenuti a partecipare. Lo ha chiarito il Tar del Lazio <a href="https://www.orizzontescuola.it/la-scuola-porta-i-bambini-in-chiesa-a-cantare-genitori-fanno-ricorso-e-il-tar-chiarisce-si-ma-non-e-educazione-civica-e-deve-essere-attivita-alternativa/">accogliendo in parte</a> un ricorso patrocinato dall’Uaar. Il caso riguarda una scuola di Roma, che a fine dicembre ha organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, adducendo motivazioni logistiche, e inserendolo nell’ambito dell’insegnamento curricolare.</p>
<p>La nostra associazione è stata contattata da alcuni genitori, i quali già avevano lamentato l’atteggiamento inizialmente ostile dell’istituto di fronte alla scelta di non far frequentare l’insegnamento della religione cattolica ai figli. L’Uaar ha quindi impugnato le delibere dell’istituto e <span class="pullquote">il caso è arrivato in tribunale</span>, con il Tar del Lazio che è intervenuto con la sentenza 10632 del 9 giugno scorso.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77500" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar.jpg 1400w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" />
<p>Un pronunciamento che è una vittoria parziale per la laicità, ma comunque fissa dei limiti importanti all’invadenza religiosa nelle scuole. Dal nostro punto di vista non ritenere certe attività scolastiche a carattere religioso illegittime in sé si presta ad ambiguità e apre al rischio di discriminazioni più o meno surrettizie e a un clima ostile nei confronti di chi le contesta, nonché a sempre più fantasiosi escamotage per giustificare l’invadenza confessionale.</p>
<p>La sentenza sconta infatti il richiamo alla laicità “all’italiana” – intesa non come separazione o indifferenza verso la religione – e a precedenti come quelli relativi all’imposizione del crocifisso nelle scuole (il caso Lautsi, di cui proprio l’Uaar è stata protagonista).</p>
<p>Se è vero che il tribunale non è arrivato infatti a dichiarare illegittimi gli atti della scuola, ha comunque riconosciuto che un’attività svolta in chiesa con caratteri religiosi (come è palese non solo dai canti ma pure dai gesti che evocano il culto) non può essere spacciata come curricolare e quindi deve essere organizzata fuori dall’orario di lezione e dev’essere facoltativa.</p>
<p>Non basta che la scuola parli di «parrocchia» intesa come «comunità di fedeli insistente su un territorio» (così da inglobare pure la scuola), che dia a certe attività il velo dell’educazione civica e di progetti legati a concetti laicizzati come “pace” o “solidarietà”, e che per l’occasione sia avvenuta la «preventiva rimozione dalla Chiesa del Santissimo Sacramento», per legittimare queste pratiche immerse in un contesto devozionale.</p>
<p>Altro punto importante è che il Tar laziale riconosce pienamente l’Uaar come «ente esponenziale» per la tutela della laicità dello Stato, in quanto «ente collettivo preposto alla tutela degli interessi dei non credenti, ed in specie per la loro tutela dal contrasto da ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto anche in campo scolastico», ribadendo quanto già stabilito dalla giurisprudenza negli anni.</p>
<p>«<em>Ci è voluto il Tar del Lazio per sancire l’ovvio, cioè che un concerto in chiesa con canti di Natale che invocano Gesù non può considerarsi “educazione civica”»,</em> ha spiegato il segretario nazionale dell’Uaar Roberto Grendene. «<em>Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, seppure in maniera non esplicita, ha richiamato espressamente la sentenza del Consiglio di Stato n. 1388 del 2017 che ha statuito come gli atti di culto e attività simili debbano <a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali/">svolgersi in orario extrascolastico</a>.</em> – ha aggiunto Grendene – <em>Per quanto quindi l’Uaar non condivida il mancato annullamento degli atti di cui lo stesso tribunale ha rilevato le evidenti criticità, comprendiamo che l’annullamento avrebbe portato alla condanna della dirigenza scolastica. Auspichiamo quindi che gli istituti scolastici non confondano gli atti devozionali (seppure musicati), che rischiano di essere discriminanti e divisivi, con le attività proprie dell’insegnamento, che devono invece essere aperte a tutti, inclusive e laiche</em>».</p>
<p><strong>Valentino Salvatore</strong></p>
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		<item>
		<title>La clericalata della settimana, 25: il Comune di Sassuolo (MO) proclama il lutto cittadino per il cardinale Camillo Ruini</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/22/clericalata-della-settimana-25-comune-sassuolo-mo-proclama-lutto-cittadino-per-cardinale-camillo-ruini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Comune di Sassuolo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/22/clericalata-della-settimana-25-comune-sassuolo-mo-proclama-lutto-cittadino-per-cardinale-camillo-ruini/" title="Read La clericalata della settimana, 25: il Comune di Sassuolo (MO) proclama il lutto cittadino per il cardinale Camillo Ruini">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.instagram.com/p/DZr0PXXAK4e/"><span style="font-weight: 400;">Comune di Sassuolo</span></a><span style="font-weight: 400;"> (MO) che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha proclamato il lutto cittadino per le esequie del cardinale Camillo Ruini, ex presidente della Conferenza episcopale dei vescovi nato nella cittadina.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco Matteo Mesini, nell’esprimere il cordoglio non solo a suo nome ma “dell’intera Amministrazione Comunale e di tutta la città di Sassuolo”, ha proclamato che Ruini “è una figura di primo piano non solo per la Chiesa ma per tutta la comunità, che ha saputo attraversare decenni importanti della vita del Paese diventando spesso un punto di riferimento per milioni di italiani”.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione dei funerali del cardinale Ruini nella basilica di San Pietro, officiati da papa Leone XIV, anche diversi esponenti della politica </span><a href="https://www.avvenire.it/attualita/la-morte-di-ruini-e-i-messaggi-di-cordoglio-dai-politici-e-non-solo_109797"><span style="font-weight: 400;">hanno reso omaggio</span></a><span style="font-weight: 400;"> al cardinale noto per le sue ingerenze nelle istituzioni da presidente Cei. Tra i presenti alle esequie c’erano il sottosegretario Alfredo Mantovano, in rappresentanza del governo Meloni, la ministra della Famiglia Eugenia Roccella, l’ex premier del centosinistra Romano Prodi, l’ex presidente della Camera (ed esponente post-Dc) Pier Ferdinando Casini, l’ex presidente del Senato (e “ateo devoto”) Marcello Pera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova amministrazione comunale di Comune di Racale (LE), nominando tra gli assessori Marianna Tasselli, le </span><a href="https://trasparenza.parsec326.it/repo/docs/H147/2000/4093767_ATT_000013883_16919.pdf"><span style="font-weight: 400;">ha dato</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure una delega per i rapporti con le istituzioni religiose – presumibilmente cattoliche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amministrazione comunale di Cinigiano (GR) </span><a href="https://maremmanews.it/attualita/2026-06-17/ex-chiesa-di-borgo-santa-rita-l-amministrazione-fa-chiarezza-su-destinazione-d-uso-e-celebrazioni-religiose"><span style="font-weight: 400;">ha assicurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> che nell’immobile dell’ex chiesa di Santa Petronilla in Borgo Santa Rita, riacquisito dal demanio per ristrutturazione con fondi pubblici e riutilizzo a fini sociali, si continueranno a tenere cerimonie cattoliche in accordo con la locale diocesi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della sala di riposo e ristoro per i donatori di sangue al centro trasfusionale dell’ospedale Umberto I di Siracusa </span><a href="https://www.webmarte.tv/siracusa-donazione-del-sangue-inaugurata-allumberto-i-una-nuova-sala-ristoro-per-i-donatori/"><span style="font-weight: 400;">è stata impartita</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione da frate Gabriele della parrocchia ospedaliera San Luca.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sottosegretario Wanda Ferro con delega al Fondo Edifici di Culto (che gestisce immobili ecclesiastici di proprietà dello Stato) </span><a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/catania-firmato-prefettura-laccordo-restauro-chiesa-maria-ssdella-merce-aci-santantonio"><span style="font-weight: 400;">ha sottoscritto</span></a><span style="font-weight: 400;"> presso la Prefettura di Catania un accordo di collaborazione tra la Direzione centrale degli Affari dei culti del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno (rappresentata dal prefetto Paolo Signoriello), la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania (rappresentata dal soprintendente Maurizio Autieri) e il sindaco del Comune di Aci Sant’Antonio Quintino Rocca per stanziare 1 milione e 84 mila euro per eseguire interventi di ristrutturazione nella chiesa Maria Santissima della Mercè ad Aci Sant’Antonio, di proprietà dello stesso FEC.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Chiesa, immobili e città “sostenibile”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scandalo immobiliare della Fundación Fusara, legata all&#8217;arcidiocesi di Madrid, mette in luce le derive speculative della Chiesa cattolica e il loro ruolo nella trasformazione del tessuto urbano. Affronta il tema Federica Marzioni sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Madrid ama presentarsi come un laboratorio europeo di sostenibilità, innovazione, efficienza e inclusione urbana. Piani verdi, transizione ecologica, accessibilità del centro storico e riqualificazione delle periferie: il racconto ufficiale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/21/chiesa-immobili-e-citta-sostenibile/" title="Read Chiesa, immobili e città “sostenibile”">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo scandalo immobiliare della Fundación Fusara, legata all&#8217;arcidiocesi di Madrid, mette in luce le derive speculative della Chiesa cattolica e il loro ruolo nella trasformazione del tessuto urbano. Affronta il tema Federica Marzioni sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Madrid ama presentarsi come un laboratorio europeo di sostenibilità, innovazione, efficienza e inclusione urbana. Piani verdi, transizione ecologica, accessibilità del centro storico e riqualificazione delle periferie: il racconto ufficiale è quello di una capitale moderna, socialmente avanzata, accogliente e sicura. Una città, almeno nelle intenzioni, davvero per tutti. Dietro questa narrazione rassicurante si nasconde però una contraddizione profonda. Un’analisi delle dinamiche immobiliari mostra come poteri storici, opachi e sottratti al controllo democratico continuino a incidere in modo determinante sulla forma urbana e sul diritto all’abitare.</p>
<p>Il caso della Fundación de Santamarca y de San Ramón y San Antonio – nota come Fusara – è emblematico. L’ente nasce dall’unificazione di antiche fondazioni caritative, attive già tra il XIX e l’inizio del XX secolo. <span class="pullquote">La loro missione originaria era esplicitamente assistenziale</span>: garantire alloggio e sostegno a studenti poveri, donne sole e famiglie in condizioni di vulnerabilità economica, svolgendo una funzione para-sociale in un contesto privo di politiche sociali strutturate.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77469" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Chiesa-immobili-e-citta-sostenibile.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Chiesa-immobili-e-citta-sostenibile.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Chiesa-immobili-e-citta-sostenibile-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Chiesa-immobili-e-citta-sostenibile-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Chiesa-immobili-e-citta-sostenibile-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Le donazioni private e i lasciti testamentari che costituirono il nucleo originario del patrimonio di Fusara erano vincolati in modo chiaro: i beni non dovevano essere alienati per fini speculativi, ma mantenuti come risorsa stabile a servizio della collettività, in un’epoca in cui gli immobili non erano ancora considerati asset finanziari bensì strumenti di welfare urbano, pensati per garantire stabilità abitativa nel cuore della capitale.</p>
<p>Nel corso del novecento, come avvenuto per molte istituzioni assistenziali in Spagna, Fusara venne progressivamente posta sotto la tutela dell’arcivescovado di Madrid. Questo passaggio fu giustificato come garanzia di continuità morale, consolidamento amministrativo e fedeltà agli atti fondativi ma segnò anche l’inizio di una trasformazione profonda del modello di governance dell’ente.</p>
<p>Oggi Fusara è al centro di un’indagine giudiziaria. Nel 2019, quattordici edifici situati in zone centrali di Madrid sono stati venduti al fondo privato Tapiamar per circa 74 milioni di euro, una cifra giudicata da numerosi osservatori molto inferiore al valore reale di mercato. Le conseguenze sono state immediate: oltre duecento famiglie si trovano da allora esposte a sfratti, aumenti dei canoni e alla perdita della propria abitazione, dopo che un patrimonio nato per fini sociali è stato trasformato, senza reali contropartite, in leva speculativa.</p>
<p>La vicenda non può essere liquidata come un semplice errore di gestione. Rivela un nodo strutturale: il ruolo degli enti religiosi come attori urbani, capaci di influenzare il modello di città e il diritto all’abitare senza essere sottoposti a un effettivo controllo democratico. Il caso Fusara supera l’ambito penale e assume una dimensione politica, urbanistica e, soprattutto, laica. L’arcivescovado di Madrid non è un soggetto esterno alla fondazione. Non gestisce direttamente gli immobili, ma ne controlla l’architettura del potere.</p>
<p>Fusara è canonicamente legata all’arcivescovado, che nomina, convalida e supervisiona il suo organo di governo, il patronato. È questo organo ad approvare le vendite, definire le strategie patrimoniali e sottoscrivere gli accordi. L’autonomia della fondazione risulta quindi puramente formale: le decisioni maturano all’interno di un quadro politico dettato dall’autorità ecclesiastica, mentre la stessa nozione di vulnerabilità viene filtrata da una prospettiva morale di tipo paternalistico.</p>
<p>Durante le indagini giudiziarie, la strategia difensiva è stata lineare: spostare la responsabilità su ex dirigenti, consulenti e intermediari, presentando la fondazione come vittima di una gestione precedente. Questa ricostruzione appare però fragile. Quei dirigenti operavano con una legittimazione istituzionale precisa, all’interno di una governance controllata dalla Chiesa. Nessuna operazione immobiliare di tale portata sarebbe sembrata plausibile senza una copertura politica interna.</p>
<p>La conferma arriva con l’accordo extragiudiziale raggiunto tra il 2024 e il 2025 con Tapiamar, approvato da un patronato ormai ricomposto con una netta prevalenza di rappresentanti ecclesiastici. È di fatto l’arcivescovado a decidere quando negoziare e quando chiudere il conflitto, privilegiando la stabilità patrimoniale e reputazionale rispetto al danno sociale. Gli edifici restano privatizzati e il diritto all’abitare continua a essere compromesso.</p>
<p><span class="pullquote">Qui emerge un problema più ampio</span>, se si considera il controllo di scuole, residenze e immobili strategici da parte di un soggetto che non ha l’obbligo di rispondere ai cittadini, agli inquilini o alle istituzioni locali. L’arcivescovado non viene chiamato direttamente a rispondere in virtù del disegno giuridico delle fondazioni, che funge da schermo all’autorità religiosa. Il controllo è strutturale ma indiretto e consente di concentrare la responsabilità penale sui livelli tecnici, lasciando intatto il vertice decisionale. Chi orienta strategicamente le scelte resta fuori dal processo.</p>
<p>La giustizia ha recentemente confermato l’esistenza di indizi di reato nei confronti di diversi soggetti coinvolti nella transazione, aprendo la strada al processo penale, ma ha escluso la fondazione come soggetto indagato (dicembre 2025). Ancora una volta, la struttura ecclesiastica resta sullo sfondo, intoccabile.</p>
<p>Il caso Fusara rivela così un’anomalia democratica profonda. Non può esistere una città realmente sostenibile se una parte significativa del patrimonio urbano è governata da poteri religiosi non eletti e non sottoposti a regole di trasparenza comparabili a quelle pubbliche. La sostenibilità non è solo verde o tecnologica: è giustizia sociale, equità territoriale, stabilità abitativa.</p>
<p>Una città sostenibile si fonda su trasparenza decisionale, responsabilità pubblica, tutela dei gruppi vulnerabili e gestione non speculativa del patrimonio collettivo. La governance ecclesiastica di Fusara contraddice questi principi sotto ogni profilo: opacità delle decisioni e delle valutazioni immobiliari, assenza di accountability pubblica, precarizzazione di oltre duecento famiglie, uso speculativo del patrimonio. Fusara non è soltanto uno scandalo gestionale, è un sintomo. Mostra come il potere ecclesiastico possa agire da protagonista occulto nella trasformazione della città, orientando flussi immobiliari senza rendere conto all’amministrazione e alla collettività.</p>
<p>Il caso di Madrid non è un’eccezione, ma l’espressione più visibile di una dinamica diffusa nelle principali città spagnole. In contesti diversi, secondo logiche ricorrenti, la chiesa cattolica continua a esercitare un ruolo determinante nella gestione del patrimonio urbano senza essere sottoposta a un controllo effettivo. A Barcellona, fondazioni e ordini religiosi hanno progressivamente dismesso o riconvertito immobili storicamente destinati a funzioni sociali, soprattutto nei quartieri centrali e più esposti alla pressione immobiliare.</p>
<p>Ex edifici assistenziali e residenze religiose sono entrati nel mercato privato, alimentando processi di gentrificazione in una città che, paradossalmente, si propone come modello di urbanismo progressista. Anche qui, la proprietà ecclesiastica ha rappresentato una zona franca rispetto ai vincoli sociali imposti ad altri attori. A Valencia il processo è stato meno conflittuale, però non meno significativo: numerosi immobili appartenenti a ordini religiosi – ex collegi, residenze, strutture caritative – sono stati venduti o rifunzionalizzati secondo logiche di mercato, senza adeguate contropartite sociali.</p>
<p>In una città segnata dall’aumento degli affitti e dalla riduzione dell’offerta abitativa accessibile, <span class="pullquote">il patrimonio ecclesiastico ha seguito la traiettoria della rendita</span>, non quella della tutela dei soggetti più vulnerabili. A Siviglia e in altre realtà andaluse, infine, il peso storico della Chiesa si traduce in un controllo esteso degli immobili nei centri storici. Qui la questione si intreccia con la turistificazione: edifici religiosi o fondazioni collegate sono stati affittati o ceduti a operatori privati, contribuendo all’espulsione dei residenti e alla trasformazione dei quartieri in spazi a vocazione commerciale e turistica.</p>
<p>Ancora una volta, l’autorità ecclesiastica agisce come grande proprietario urbano senza rispondere dell’impatto sociale delle proprie decisioni. Ciò che accomuna Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia non è solo la presenza della Chiesa come soggetto patrimoniale, ma il meccanismo attraverso cui questo potere viene esercitato: fondazioni formalmente civili, governance controllate dalla gerarchia ecclesiastica, in un sistema che consente di orientare la trasformazione urbana restando al riparo dal conflitto politico e dalla responsabilità diretta.</p>
<p>Madrid, con la sua retorica verde e i suoi conflitti abitativi, ne rappresenta oggi il paradigma più eloquente.</p>
<p><strong>Federica Marzioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Una tassa più bigotta che etica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manca circa un mese alla conclusione della campagna di raccolta firme su una proposta di legge che si propone di abolire la cosiddetta “tassa etica”, un’imposizione fiscale aggiuntiva introdotta nel 2005 sui compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico, di incitamento alla violenza e di sollecitazione della credulità popolare. Si tratta di un 25% calcolato sulla parte di reddito derivante da produzioni in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/17/una-tassa-piu-bigotta-che-etica/" title="Read Una tassa più bigotta che etica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca circa un mese alla conclusione della <a href="https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600018">campagna di raccolta firme</a> su una proposta di legge che si propone di abolire la cosiddetta “tassa etica”, un’imposizione fiscale aggiuntiva introdotta nel 2005 sui compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico, di incitamento alla violenza e di sollecitazione della credulità popolare.</p>
<p>Si tratta di <a href="https://www.apindustria.vi.it/servizi/fiscale/comunicazioni-e-dichiarazioni-fiscali/3257-tassa-etica-addizionale-irpef-ires.html">un 25% calcolato sulla parte di reddito</a> derivante da produzioni in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti o nelle quali siano siano previste, in trasmissioni per cui l’utente paga per ottenere prestazioni rese da cartomanti, indovini, taumaturghi e medium o comunque da soggetti che fanno riferimento a credenze magiche, astrologiche, divinatorie e analoghe.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77458" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-tassa-piu-bigotta-che-etica.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-tassa-piu-bigotta-che-etica.jpg 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-tassa-piu-bigotta-che-etica-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-tassa-piu-bigotta-che-etica-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-tassa-piu-bigotta-che-etica-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" />
<p>Di fatto, una considerevole parte del gettito IRPEF e IRES derivante dall’applicazione di questa tassa deriva dalle prestazioni di <em><i>sex worker</i></em> che vedono le proprie prestazioni professionali tassate in base ad un principio “etico” che non dovrebbe essere di competenza statale almeno fino a che non sia dimostrata una pericolosità specifica. Un po’ come con le leggi antiblasfemia, si colpisce di fatto la libertà di espressione in base a motivazioni bigotte che in uno Stato laico non dovrebbero essere alla base dei principi che ispirano le norme.</p>
<p>A differenza di altre tasse similari pensate per scoraggiare consumi (ad esempio di alcol e tabacco, per i quali peraltro la dannosità è accertata), la tassa etica è applicata non al consumatore ma a chi produce i contenuti, ma solo se lo fa in Italia. L&#8217;effetto è che molt* &#8220;creator&#8221; vanno all&#8217;estero.</p>
<p>Abbiamo parlato della campagna con una delle sue più attive promotrici, Luiza Munteanu.</p>
<p><strong><b>Nella presentazione dell&#8217;iniziativa avete detto che la tassa &#8220;etica&#8221; ha ben poco di etico. Puoi spiegarci perché?</b></strong></p>
<p>L&#8217;etica è una disciplina filosofica che indaga l&#8217;origine della morale, riflette sulla concezione di bene e male, sulle sue origini, fondazioni e fondatezze. La tassa in questione non ha nulla a che fare con queste riflessioni: semplicemente assimila una convenzione morale già stabilita, senza alcuna ricerca circa la sua legittimità filosofica. E viene difatti difficile risalire a quali riflessioni (filosofiche ed empiriche) di carattere etico abbiano motivato il governo Berlusconi, autore nel 2005 di questa normativa.</p>
<p>La non eticità della tassa è anche legata al suo contraddire il criterio di progressività delle imposte previsto dall’art. 53 della Costituzione. Io come creator di contenuti per adulti mi trovo a pagare di fatto tasse molto più alte, in percentuale, di chi ha redditi di gran lunga più elevati dei miei.</p>
<p><strong><b>La tassa colpisce non solo il settore della pornografia, ma anche quello dell&#8217;incitamento alla violenza e dell&#8217;abuso della credulità popolare. Su questi ultimi due aspetti qual è la tua opinione?</b></strong></p>
<p>L&#8217;incitamento alla violenza è un reato previsto dal codice penale (articolo 414, istigazione a delinquere), quindi non si capisce come si potrebbe tassare un prodotto illegale. L&#8217;abuso della credulità popolare tocca borderline il concetto di truffa, a sua volta illegale, quindi viene da chiedersi perché lo Stato dovrebbe tollerare l&#8217;esistenza stessa di professioni in questo ambito.</p>
<p>Ed è vero che non c’è in questo caso un profitto direttamente collegato alle prestazioni, ma si potrebbe sostenere che anche la Chiesa sfrutti la credulità popolare, la Rai ospita l&#8217;oroscopo, il marketing stesso è per sua natura manipolatorio, eccetera.</p>
<p>In questi settori non ho notizie di sanzioni, però, e risulta quindi chiaro che la durezza si infligga tutta sul settore porno, e questo rivela la natura censoria e religiosa della tassa (che non a caso in altri Paesi si chiama <em><i>sin tax</i></em>, tassa sul peccato) [<em>spesso estesa ad altri comportamenti considerati immorali o dannosi, come il consumo di alcool e tabacco e alimenti particolari, oppure il gioco d’azzardo</em>, ndr].</p>
<p><strong><b>C’è però chi sostiene che l’uso di prodotti pornografici sia in qualche modo da disincentivare in quanto rappresentazione di un modo non corretto di costruire relazioni umane.</b></strong></p>
<p>A parte il fatto che in ogni genere di fiction ciò che viene rappresentato non corrisponde alla realtà, e che questo lo si impara fin dall’infanzia con le fiabe, c’è da dire che la letteratura scientifica su questi argomenti è spesso viziata da bias che la rendono poco affidabile, perché i dati derivano nella maggior parte da percezioni personali e preconcetti anziché da misure cliniche oggettive. Sul <a href="https://www.instagram.com/stoptassaetica/">nostro canale Instagram</a> abbiamo affrontato in dettaglio la questione con un’analisi del neuroscienziato Samuele Piermanni. Si potrebbe addirittura arrivare a sostenere il contrario: ossia che il porno faccia bene.</p>
<p><strong><b>Cosa succede all’estero?</b></strong></p>
<p>Purtroppo si osserva che tasse del genere sono state introdotte anche in altri Paesi, in un trend di progressiva limitazione delle libertà. Solo per fare qualche esempio, in alcuni stati degli USA si sta introducendo la sin tax a sex shop e club per adulti dove si vende alcol (non a quelli dove si vende alcol e basta), nel Regno Unito sono stati messi al bando contenuti, anche recitati e consensuali, in cui sono raffigurati incontri sessuali tra familiari adottivi (<em><i>step family</i></em>) o con alcune pratiche BDSM, pena due anni di carcere.</p>
<p>Per non parlare dell’idea di legare la fruizione dei contenuti all’obbligo da parte del fornitore di verificare l’età, con da un lato possibile violazione di privacy e dall’altro il dirottamento del traffico web, sia di minori sia di adulti, verso siti che non si riesce a oscurare (non è fattibile oscurare tutti), i quali sono però anche quelli che operano meno lecitamente, con contenuti probabilmente rubati, non consensuali, eccetera.</p>
<p><strong><b>Tornando alla vostra proposta di legge, chi volesse sottoscriverla come può fare?</b></strong></p>
<p>Si può firmare online, con SPID o CIE, nel sito del Ministero della Giustizia (link veloce: <a href="http://stoptassaetica.it">stoptassaetica.it</a>). Stiamo anche raccogliendo firme in presenza in occasione di diverse iniziative in tutta Italia, come molti Pride. La raccolta si conclude il 22 luglio.</p>
<p><strong>Intervista a cura di Loris Tissino</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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