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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>I limiti dell&#8217;intersezionalismo tra islam e mondo queer sul n. 5/2026 della rivista Nessun Dogma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 10:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove. La copertina del numero 5/2026 di Paolo Ferrarini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/28/i-limiti-dell-intersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-5-2026-della-rivista-nessun-dogma/" title="Read I limiti dell&#8217;intersezionalismo tra islam e mondo queer sul n. 5/2026 della rivista Nessun Dogma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar <a href="https://rivista.nessundogma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://rivista.nessundogma.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1583911345263000&amp;usg=AFQjCNFa9Qp08cg3F0iKPgvt2_g-g61Arg"><em>Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano</em></a>. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.</p>
<p>La copertina del numero 5/2026 di Paolo Ferrarini è dedicata alle contraddizioni della sovrapposizione tra le istanze della religione islamica e quelle del mondo lgbt+. Alcuni articoli affrontano la questione, da prospettive differenti. Polarizzazione e divisioni politiche del movimento lgbt+, in particolare di fronte all&#8217;islam, sono i temi dell&#8217;articolo di Valentino Salvatore. Dal canto suo Paolo Ferrarini fa un resoconto della deriva islamista e omofoba in Indonesia, dando voce anche alle testimonianze di attivisti queer locali.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77952" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/I-limiti-dellintersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-52026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/I-limiti-dellintersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-52026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/I-limiti-dellintersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-52026-della-rivista-Nessun-Dogma-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/I-limiti-dellintersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-52026-della-rivista-Nessun-Dogma-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/I-limiti-dellintersezionalismo-tra-islam-e-mondo-queer-sul-n-52026-della-rivista-Nessun-Dogma-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. Ricordiamo la figura di Emma Bonino, politica e attivista radicale recentemente scomparsa che ha portato avanti battaglie coraggiose per la laicità e i diritti nel nostro Paese. Il giornalista Federico Tulli esplora il tema dei finanziamenti pubblici agli oratori parrocchiali, che ricevono milioni di euro l&#8217;anno dallo Stato e dalle singole Regioni. Ospitiamo anche un pezzo di Gianni Zoccheddu per la testata satirica Lercio sulle recenti vicende che hanno coinvolto Mario Adinolfi. Il responsabile relazioni internazionali dell&#8217;Uaar Giorgio Maone intervista Fatima Karim, attivista laica arrestata per &#8220;offesa&#8221; alla religione islamica, liberata su cauzione con il supporto della nostra associazione. Il controverso tema del parto &#8220;libero&#8221;, senza assistenza medica, viene affrontato da Micaela Grosso. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso ricorda l&#8217;importanza delle discipline Stem (Science, Technology,<br />
Engineering and Mathematics) e sottolinea quanto l&#8217;Italia sia ancora indietro. Sulla questione dell&#8217;agopuntura, affrontata da Massimo Albertin nello scorso numero, ospitiamo una lettera del professor Pietro Giusti e una replica dello stesso Albertin. Il direttore della rivista Raffaele Carcano mette in guardia dalla viralità dei contenuti social della destra identitaria e clericale. Riprendiamo inoltre un articolo da <em>The Conversation</em>, di Chris Miller, Douglas Ezzy e Lori G. Beaman, su &#8220;doule di fine vita&#8221; e morte dignitosa senza religione. Nicola Nobili punta i riflettori sulla Westboro Baptist Church, una piccola confessione religiosa statunitense divenuta nota in tutto il mondo per le iniziative all&#8217;insegna del fondamentalismo spinto. L&#8217;addetto stampa dell&#8217;Uaar Daniele Passanante discute i risultati di ricerche che rilevano la crescita di atei e agnostici tra i figli degli immigrati in Italia.</p>
<p>Su <em>Nessun Dogma</em> diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell&#8217;associazione. La responsabile iniziative legali Adele Orioli dà conto di una nuova vittoria dell&#8217;Uaar sul fronte giuridico, davanti al Tar del Lazio, in merito a canti natalizi in parrocchia spacciati per educazione civica. Altro punto a favore dell&#8217;Uaar dal Tar del Friuli Venezia Giulia: il coordinatore del circolo di Pordenone Loris Tissino ripercorre la vicenda della mancata concessione di un logo istituzionale da parte del Comune, che ha portato alla condanna dell&#8217;amministrazione che ha discriminato la nostra associazione. Irene Tartaglia e Francesco Crifò della giuria del Premio Brian raccontano l&#8217;esperienza alla Mostra del Cinema di Venezia, con il riconoscimento dato quest&#8217;anno al regista Lav Diaz per <em>Makikiraan po</em> (<em>Let Us Through, Dear Ancestors</em>), film che affronta la violenta colonizzazione cattolica delle Filippine. Proprio Tartaglia, in qualità di responsabile circoli Uaar, presenta il circolo associativo di Livorno e le sue attività.</p>
<p>Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’<em>Osservatorio laico</em> dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. <em>Impegnarsi a ragion veduta</em> a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell&#8217;associazione <a href="https://www.uaar.it/uaar/territorio/">sul territorio</a> a cura della redazione. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione <em>Arte e ragione</em> in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di <em>Agire laico</em> per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.</p>
<p>Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato <em>Sovrapposizioni</em>.</p>
<p><em>Secondo il tanto compianto paleontologo Stephen J. Gould, scienza e religione sarebbero «magisteri non sovrapponibili». Non abbiamo mai condiviso tale opinione, perché la scienza ha ben diritto di mettere sotto scrutinio ogni affermazione religiosa, laddove verificabile. Ribaltando il suo ragionamento, i laici ritengono che siano invece fede e politica a non dover essere mai sovrapposte, per evitare che i peccati si tramutino in reati.</em><br />
<em>Non è un’opinione maggioritaria. Anzi, non è condivisa neppure da alcuni laici. In particolare da coloro che appoggiano l’ardita ideologia dell’intersezionalità. Già sono davvero poche le rivendicazioni che possono, per esempio, accomunare induisti e non credenti (ma in uno Stato clericale, quali quelli a predominanza cattolica, raramente possono anche sussistere), ma sovrapporre istanze islamiche (o peggio ancora islamiste) e istanze Lgbt+ ci sembra davvero l’elefante nella cristalleria dei diritti umani. Lo dimostra l’ondata di violenta omofobia di matrice islamica a cui abbiamo assistito nel mondo negli ultimi mesi, e che documentiamo in questo numero.</em><br />
<em>Le formazioni sociali hanno inevitabilmente scopi diversi e rivendicano quindi quasi sempre istanze differenti. Tocca a chi governa trovare una quadra. Ai laici tocca invece fare i laici, cercando di coalizzare tutti coloro che condividono il medesimo obiettivo, o quantomeno di agire in parallelo. Già non è affatto facile tradurre in pratica questa impostazione. Coinvolgere chi ha obiettivi opposti è invece sicuramente impossibile. Facciamocene tutti una ragione.</em></p>
<p><em>Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino<br />
</em></p>
<p><strong><br />
La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 42: ex consigliere e sindaco di Roseto degli Abruzzi uniti per i rintocchi delle campane</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/26/la-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 15:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’ex consigliere comunale Simone...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/26/la-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane/" title="Read La clericalata della settimana, 42: ex consigliere e sindaco di Roseto degli Abruzzi uniti per i rintocchi delle campane">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.ilmessaggero.it/abruzzo/campane_montepagano_guerra_sindaco_cittadini-9842277.html?refresh_ce"><span style="font-weight: 400;">ex consigliere comunale Simone Aloisi e dell’attuale sindaco Mario Nugnes di Roseto degli Abruzzi (TE)</span></a></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">che si sono mobilitati per far ripristinare i rintocchi delle campane di una chiesa riaperta dopo interventi edilizi.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Aloisi, esponente del Pd locale, </span><a href="https://www.ilcentro.it/teramo/a-montepagano-la-guerra-sulle-campane-firme-contro-la-richiesta-di-stop-ai-rintocchi-ute3o4kc"><span style="font-weight: 400;">ha lanciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una raccolta firme per ripristinare dopo più di dieci anni i rintocchi di una chiesa nella frazione di Montepagano, chiusa e restaurata dopo il sisma che ha colpito la zona nel 2009 e nel 2016. Un gruppo di residenti per tutelare la quiete pubblica ha infatti chiesto al Comune di non ripristinare i rintocchi, dato che sono previsti ogni ora e ogni quarto d’ora dalle 8 alle 21. Ma Aloisi si è detto contrario, pur valutando una parziale limitazione degli orari: «rispetto le sensibilità di tutti, ma credo che le tradizioni di una comunità non possano essere cancellate senza ascoltare anche la voce di chi le vuole custodire. Non possiamo permettere che, dopo aver ritrovato questo suono, si torni nuovamente al silenzio». Dal canto suo sindaco Mario Nugnes ha precisato che le campane continueranno a suonare e che «il temporaneo silenzio o la minore intensità avvertita nei giorni scorsi sui quarti orari non era l’anticamera dello spegnimento, ma solo una brevissima fase tecnica di prova. Finito il test, le campane sono tornate alla frequenza originaria». E il primo cittadino ci ha tenuto a dare ulteriore legittimità alla raccolta di Aloisi: «quelle firme non faranno altro che convalidare e rafforzare la scelta identitaria già intrapresa dalla sua stessa giunta», che ha finanziato il ripristino della torre campanaria.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella manovra per la variazione del bilancio della Regione Sicilia, approvata dall’Assemblea Regionale, su 174,3 milioni di euro del Fondo per gli investimenti territoriali della Regione Sicilia ben 27,9 </span><a href="https://www.palermotoday.it/politica/manovra-ars-ottobre-2026-cosa-prevede.html"><span style="font-weight: 400;">sono stati destinati</span></a><span style="font-weight: 400;"> ad enti ecclesiastici, tra restauri di edifici di culto e realizzazione di strutture ricreative dentro pertinenze parrocchiali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gruppo dei Conservatori e riformisti europei </span><a href="https://www.quotidianodellumbria.it/attualita/benedetto-da-norcia-dalle-istituzioni-europee-al-grande-schermo/"><span style="font-weight: 400;">ha promosso</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’intitolazione di una sala del Parlamento Europeo di Strasburgo in onore di san Benedetto da Norcia. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il copresidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini, che ha rivendicato l’iniziativa, la presidente del Parlamento Ue Roberto Metsola e la vicepresidente Antonella Sberna, i sindaci Giuliano Boccanera, Felice Rapone, Enzo Salera rispettivamente per rappresentare Norcia, Subiaco e Cassino (con fascia tricolore), l’eurodeputato umbro Marco Squarta (eletto come Procaccini e Sberna per Fratelli d’Italia), il nunzio apostolico presso l’Unione Europea monsignor Bernardito Cleopas Auza e l’abate primate della confederazione benedettina Jeremias Schröder.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In uno slancio di autoesaltazione clericale Procaccini </span><a href="https://x.com/NProcaccini/status/2112596712539766866"><span style="font-weight: 400;">ha descritto</span></a><span style="font-weight: 400;"> questo risultato come «un atto rivoluzionario», dipingendo in maniera foscamente surreale le istituzioni europee: «non è stato semplice, perché per decenni, qui dentro, è stato vietato qualunque cenno al Cristianesimo. Una furia laicista che impedì anche la citazione delle radici cristiane nella Carta costituzionale europea». Più sobriamente il commissario straordinario alla ricostruzione del sisma del 2016 Guido Castelli </span><a href="https://www.agensir.it/quotidiano/2026/10/21/san-benedetto-a-strasburgo-una-sala-del-parlamento-europeo-porta-il-suo-nome-castelli-omaggio-al-santo-patrono-deuropa/"><span style="font-weight: 400;">ha parlato</span></a><span style="font-weight: 400;"> di «un riconoscimento di grande valore storico, culturale e spirituale», «un segnale particolarmente significativo per Norcia e per tutti i territori dell’Appennino centrale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Amelia (TR) Avio Proietti Scorsoni </span><a href="https://www.facebook.com/avio.scorsoni/posts/pfbid0YaYopQvvZxL6U7cySoWqM4STJbvWhKQw1bQnvFxrGR4ukkeK9MaufWjvnTShe7hGl"><span style="font-weight: 400;">ha accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> davanti alla sede comunale, indossando la fascia tricolore e assieme a tutta l’amministrazione e alle autorità locali, il nuovo vescovo della diocesi locale Alfonso Raimo. Il primo cittadino, augurando a nome di tutta la cittadina «un fecondo e sereno ministero pastorale», ha confermato al prelato la «piena disponibilità a collaborare con spirito di dialogo e leale cooperazione, con il comune obiettivo di prenderci cura delle persone, dei più fragili e del nostro territorio».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato due recenti circolari per promuovere la partecipazione a eventi religiosi, garantendo l’esonero dal servizio ai docenti che vi prendono parte: </span><a href="https://www.istitutocomprensivovallecrosia.edu.it/protocollo-nr-27216-del-20-10-2026-aoodgper-d-g-per-il-personale-scolastico-esonero-per-la-partecipazione-al-corso-di-formazione/"><span style="font-weight: 400;">una</span></a><span style="font-weight: 400;"> per il «corso di formazione» intitolato “I Dodici Profeti” organizzato dal Pontificio Istituto Biblico della Pontificia Università Gregoriana a Roma, l’</span><a href="https://www.comprensivoceneda.edu.it/wp-content/uploads/2026/10/AOODGPER.REGISTRO_UFFICIALE.2026.0027071.pdf"><span style="font-weight: 400;">altra</span></a><span style="font-weight: 400;"> per il convegno nazionale per la pastorale liturgica dal titolo “L’assemblea liturgica e il cantiere del nostro tempo”, organizzato dall’Ufficio Liturgico Nazionale presso la Pontificia Università Lateranense a Roma.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Assessorato alla Cultura e Valorizzazione della ceramica del Comune di Grottaglie (BR) </span><a href="https://www.instagram.com/p/Dc26LSgEU6q/"><span style="font-weight: 400;">ha lanciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la nuova edizione della Mostra del Presepe, un concorso che prevede un premio della mostra di 4 mila euro e un premio borsa di studio, riservato ai licei artistici, di mille euro. Le opere premiate saranno poi acquisite dall’amministrazione comunale e verranno inserite nella collezione civica dei presepi nel Museo della Ceramica di Grottaglie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Galeazzo Bignami, vicepresidente dei Trasporti e capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, </span><a href="https://www.bolognatoday.it/politica/piccolo-uovo-altan-gender-asili-bologna.html"><span style="font-weight: 400;">ha annunciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un’interrogazione in Parlamento e un esposto in Procura per la presenza del libro </span><i><span style="font-weight: 400;">Piccolo Uovo</span></i><span style="font-weight: 400;">, accusato di promuovere l’ideologia “gender”, negli asili nido di Bologna. Il testo è stato pubblicato nel 2011, scritto da Francesca Pardi e illustrato da Altan, e racconta la storia di un uovo che per superare la paura di schiudersi incontra diversi tipi di famiglie, anche lgbt. Secondo Bignami, che ha ricevuto la segnalazione di alcuni genitori presenti a un incontro orientativo in un asilo, si tratterebbe di una «evidente violazione della legge Valditara, oltre all’azione di indottrinamento politico realizzata in maniera sistematica nelle scuole bolognesi». Anche il consigliere comunale leghista Matteo Di Benedetto ha presentato un esposto in Procura.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Imola (BO) Marco Panieri </span><a href="https://www.ilnuovodiario.com/2026/10/05/la-pedagna-ha-ritrovato-il-suo-pilastrino-votivo-le-foto-dellinaugurazione/"><span style="font-weight: 400;">ha presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;">, con fascia tricolore e accompagnato da altre autorità, alla benedizione di un pilastrino votivo nel quartiere Pedagna. L’opera </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/il-cantiere-sulla-montanara-f4f86ca5"><span style="font-weight: 400;">è stata restaurata</span></a><span style="font-weight: 400;"> nell’ambito di un generale rifacimento delle strade della zona e ricollocata dopo l’abbattimento nel 2007 a causa di un incidente stradale, con un costo pubblico di circa 30 mila euro e un intervento coordinato dalla Sovrintendenza, trattandosi di una struttura risalente agli inizi dell’Ottocento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministro dell’Istruzione e del Merito </span><a href="https://www.mim.gov.it/web/molise/-/convegno-nazionale-degli-adulti-dell-azione-cattolica-italiana-dal-titolo-passaggi-di-testimone-testimoni-di-passaggi-"><span style="font-weight: 400;">ha emanato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una circolare per garantire l’esonero dal servizio per i docenti che parteciperanno al convegno nazionale degli adulti dell’Azione Cattolica, dal titolo “Passaggi di testimone. Testimoni di passaggi”, che si svolgerà dal 20 al 22 novembre 2026 presso la Frater Domus di Sacrofano, in provincia di Roma.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F26%2Fla-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2042%3A%20ex%20consigliere%20e%20sindaco%20di%20Roseto%20degli%20Abruzzi%20uniti%20per%20i%20rintocchi%20delle%20campane" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F26%2Fla-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2042%3A%20ex%20consigliere%20e%20sindaco%20di%20Roseto%20degli%20Abruzzi%20uniti%20per%20i%20rintocchi%20delle%20campane" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F26%2Fla-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2042%3A%20ex%20consigliere%20e%20sindaco%20di%20Roseto%20degli%20Abruzzi%20uniti%20per%20i%20rintocchi%20delle%20campane" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F26%2Fla-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2042%3A%20ex%20consigliere%20e%20sindaco%20di%20Roseto%20degli%20Abruzzi%20uniti%20per%20i%20rintocchi%20delle%20campane" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F26%2Fla-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2042%3A%20ex%20consigliere%20e%20sindaco%20di%20Roseto%20degli%20Abruzzi%20uniti%20per%20i%20rintocchi%20delle%20campane" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/26/la-clericalata-della-settimana-42-ex-consigliere-e-sindaco-di-roseto-degli-abruzzi-uniti-per-i-rintocchi-delle-campane/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 42: ex consigliere e sindaco di Roseto degli Abruzzi uniti per i rintocchi delle campane"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il rifiuto anticipato delle cure nella medicina d’urgenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La libertà di scelta e l’autodeterminazione devono prevalere anche nella medicina di emergenza, a prescindere dai precetti religiosi. Affronta il tema Sara Patuzzo Manzati sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Secondo la tradizione etica che affonda le proprie radici nel giuramento ippocratico, l’agire del medico è storicamente orientato dal principio di beneficenza, secondo cui il buon medico è colui che persegue il bene del paziente, inteso come guarigione dalla...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/25/il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza/" title="Read Il rifiuto anticipato delle cure nella medicina d’urgenza">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La libertà di scelta e l’autodeterminazione devono prevalere anche nella medicina di emergenza, a prescindere dai precetti religiosi. Affronta il tema Sara Patuzzo Manzati sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Secondo la tradizione etica che affonda le proprie radici nel giuramento ippocratico, l’agire del medico è storicamente orientato dal <em>principio di beneficenza</em>, secondo cui il buon medico è colui che persegue il bene del paziente, inteso come guarigione dalla malattia e preservazione della vita biologica.</p>
<p>A tal fine, <span class="pullquote pqRight"><u>il medico individua e attua interventi <em>clinicamente appropriati</em></u></span><span class="pullquote-plain">il medico individua e attua interventi <em>clinicamente appropriati</em></span>, dove i benefici attesi superano i rischi e i possibili effetti collaterali. Se così non fosse, egli violerebbe il <em>principio di non maleficenza</em>, che gli impone di non fare male al paziente, ovvero peggiorare lo stato clinico e causare la sua morte.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77925" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-rifiuto-anticipato-delle-cure-nella-medicina-durgenza-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Il medico è quindi depositario non solo della scienza medica, ma anche della coscienza etica, in quanto si ritiene conosca il bene a cui tendere: curare e salvaguardare la vita. Tale impostazione riflette il modello della <em>relazione paternalistica</em>, dove il medico sa cosa è bene per il suo paziente così come un buon padre sa cosa è bene per suo figlio.</p>
<p>Tuttavia, la riflessione bioetica contemporanea ha progressivamente integrato in tale impianto etico il <em>principio di autonomia</em>, che riconosce il diritto della persona ad autodeterminarsi nelle scelte relative alla propria salute.</p>
<p>In altri termini, è come se quel paziente ritenuto un perenne bambino fosse ormai cresciuto e considerato capace di stabilire cosa sia bene rispetto agli interventi medico-sanitari.</p>
<p>Così la persona, una volta informata dal medico sull’intervento più opportuno per il suo bene clinico, può ora valutare se sia <em>eticamente proporzionato</em> in base alla propria concezione di benessere e qualità della vita.</p>
<p>In caso affermativo darà il consenso e il medico interverrà (o, se l’intervento è già iniziato, proseguirà); in caso negativo il medico non potrà intervenire (o se l’intervento è già iniziato, lo interromperà).</p>
<p>Di fronte al dissenso informato, sul piano etico si verifica uno scontro tra il principio di beneficenza e quello di autonomia: il medico da una parte ha il dovere di curare, dall’altro quello di rispettare la volontà della persona. È necessario quindi stabilire quale dei due principi debba prevalere.</p>
<p>La nostra società, fondata sul riconoscimento dei diritti individuali di libertà, compresa quella di curarsi, attribuisce il primato all’autonomia. Di conseguenza, l’atto medico risulta lecito solo in presenza di consenso informato. In assenza di tale consenso, tra il dovere di cura del medico e il diritto della persona di rifiutare il trattamento, prevale quest’ultimo.</p>
<p>Questa prospettiva etica si è progressivamente declinata sia nelle regole del <em>Codice di deontologia medica</em> (l’ultima edizione è quella del 2014), sia nelle norme dell’ordinamento giuridico, che hanno riconosciuto la volontarietà dell’adesione ai trattamenti sanitari (Costituzione, articolo 32, comma 2; legge numero 833/1978, articolo 33, comma 1; legge numero 219/2017, articolo 1).</p>
<p>Questa espressione di volontà può essere attuale, ovvero comunicata direttamente al medico, oppure anticipata qualora la persona non sia più in grado di esprimersi. <span class="pullquote"><u>Tale volontà anticipata può essere scritta o videoregistrata</u></span><span class="pullquote-plain">Tale volontà anticipata può essere scritta o videoregistrata</span> nelle Disposizioni anticipate di trattamento o Dat, oppure in una Pianificazione condivisa delle cure o Pcc (legge numero 219/2017, articoli 4, 5).</p>
<p>Le Dat possono essere redatte anche da una persona in condizioni di piena salute, indipendentemente dal rapporto con un medico. La Pcc è invece redatta da un paziente informato dal medico che, a causa della sua patologia, potrebbe in futuro perdere la propria capacità di comunicare.</p>
<p>Di conseguenza, mentre il contenuto delle Dat può essere anche generale (ad esempio il rifiuto di trattamenti invasivi in condizioni cliniche gravi e senza speranza di recupero), nella Pcc le decisioni tendono a essere più dettagliate e riferite a interventi specifici, poiché correlate al decorso clinico della patologia.</p>
<p>Sia nelle Dat, sia nella Pcc, il disponente può indicare una o più persone di sua fiducia, che si assumono l’onere morale di far conoscere al medico la presenza di questi documenti e di verificare che siano rispettati. Inoltre, la legge prevede che le Dat siano recuperabili dal medico accedendo all’apposita banca dati del ministero della salute, mentre la Pcc tramite la cartella clinica del paziente.</p>
<p>Il diritto al dissenso alle cure, sia esso espresso in forma attuale oppure mediante Dat o Pcc, vale per l’intrapresa e il proseguimento di <em>qualsiasi </em>intervento sanitario, dalla semplice flebo fino ai trattamenti salva-vita, senza i quali non si sopravvive. Quando la persona esprime il rifiuto di iniziare o continuare un intervento salva-vita, il medico è tenuto a non cominciarlo oppure a interromperlo.</p>
<p>La conseguenza di questa non intrapresa oppure di questa desistenza terapeutica, costituita dalla morte della persona, non comporta alcuna responsabilità civile o penale per il medico, che non avrebbe potuto né iniziare, né continuare il trattamento contro la volontà del paziente.</p>
<p>Esiste inoltre il caso in cui sia il medico a decidere di non intraprendere o non proseguire un intervento salva-vita: si tratta della situazione comunemente definita come “accanimento terapeutico”, ovvero quando, in presenza di un paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, <span class="pullquote pqRight"><u>il medico è tenuto per legge a non ostinarsi in modo irragionevole</u></span><span class="pullquote-plain">il medico è tenuto per legge a non ostinarsi in modo irragionevole</span> nella somministrazione delle cure (legge numero 219/2017, articolo 2).</p>
<p>La volontà della persona (dissenso informato attuale; Dat, Pcc) è giuridicamente vincolante per il medico anche nelle situazioni di <em>urgenza ed emergenza</em>, sempre che le condizioni gli permettano di recepirla (legge numero 219/2017, articolo 1): se l’urgenza è tale da non consentire alcuna informazione e raccolta del consenso-dissenso, oppure la verifica dell’esistenza di Dat o Pcc, e l’assenza dell’intervento immediato comporta l’exitus del paziente, il medico, nel dubbio di quale sia la volontà della persona, è tenuto a intervenire secondo le necessità cliniche immediate.</p>
<p>Ora, esaminando il caso di una persona che giunga in pronto soccorso in stato di incoscienza e in condizioni di instabilità emodinamica, il medico procederà con una trasfusione di sangue qualora la ritenga clinicamente appropriata (e non un accanimento terapeutico), salvo il caso in cui abbia il tempo e il modo di verificare l’esistenza di Dat o Pcc e il loro contenuto sia il rifiuto dell’intervento, anche quando tale rifiuto comporti la morte della persona.</p>
<p>Tale orientamento è ritenuto valido, sul piano etico e giuridico, per ogni persona a prescindere dalla sua eventuale appartenenza religiosa (ad esempio un testimone di Geova) e dalle ragioni che l’hanno condotta a formulare quel dissenso anticipato (come ad esempio l’adesione a precetti dottrinali).</p>
<p><strong>Sara Patuzzo Manzati</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La Spagna laica alla prova del voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[In vista delle elezioni politiche del 29 novembre, il movimento laicista spagnolo ha inviato ai partiti un documento con diciassette proposte. Le più scomode, per l&#8217;intero arco parlamentare, chiedono di abolire la tutela penale dei sentimenti religiosi e di riconoscere a bambine e bambini il diritto di non vedersi attribuire una fede prima di poterla scegliere. L’idea che regge il documento è una solaL’idea che regge il documento è una sola: la legge deve proteggere le persone e non le...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/23/la-spagna-laica-alla-prova-del-voto/" title="Read La Spagna laica alla prova del voto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In vista delle elezioni politiche del 29 novembre, il movimento laicista spagnolo ha inviato ai partiti un documento con diciassette proposte. Le più scomode, per l&#8217;intero arco parlamentare, chiedono di abolire la tutela penale dei sentimenti religiosi e di riconoscere a bambine e bambini il diritto di non vedersi attribuire una fede prima di poterla scegliere.</em></p>
<p><span class="pullquote pqRight"><u>L’idea che regge il documento è una sola</u></span><span class="pullquote-plain">L’idea che regge il documento è una sola</span>: la legge deve proteggere le persone e non le dottrine, e da questo principio discendono due richieste. La prima è che il Codice penale smetta di fare da guardia al sacro. La seconda è che nessuna persona venga affiliata a una religione prima della maggiore età, né costretta, da minorenne, a confessare i propri pensieri a un’autorità religiosa.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77933" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/La-Spagna-laica-alla-prova-del-voto.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/La-Spagna-laica-alla-prova-del-voto.jpg 1320w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/La-Spagna-laica-alla-prova-del-voto-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/La-Spagna-laica-alla-prova-del-voto-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/La-Spagna-laica-alla-prova-del-voto-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" />
<p>Sono i punti più spinosi del testo che Europa Laica <a href="https://laicismo.org/europa-laica-presenta-17-medidas-para-garantizar-la-laicidad-y-la-libertad-de-conciencia-a-partir-del-29n/">ha presentato</a> il 14 ottobre a partiti, coalizioni e raggruppamenti elettorali, con la richiesta di inserirli nei programmi e di tradurli in iniziative parlamentari fin dall’avvio della legislatura.</p>
<p>Le altre misure percorrono un terreno già battuto, quello dei concordati, dei finanziamenti e del patrimonio ecclesiastico. Su questi due fronti, invece, il laicismo spagnolo sposta il dibattito dai privilegi economici delle confessioni al terreno, ben più scomodo per la politica, dei diritti civili.</p>
<p>Il calendario, in questa storia, non è un dettaglio. Il 5 ottobre il premier socialista Pedro Sánchez ha sciolto le Cortes e chiamato il Paese alle urne meno di un anno prima della scadenza naturale, prevista per l&#8217;estate del 2027. In Spagna questo potere spetta al presidente del governo e il suo esercizio ha un prezzo preciso: con lo scioglimento decadono tutti i progetti di legge in corso.</p>
<p>Tra i testi decaduti c&#8217;è proprio la riforma che avrebbe eliminato il delitto di <em>escarnio</em>, l&#8217;offesa ai sentimenti religiosi prevista dall&#8217;articolo 525 del Codice penale. Già ferma in Commissione Giustizia, senza aver mai ottenuto un parere, ora la questione passa alla prossima legislatura, e il reato, intanto, resta al suo posto.</p>
<p>Negli ultimi anni il 525 è stato invocato in diversi procedimenti contro figure dell&#8217;arte, dell&#8217;attivismo e della vita pubblica, quasi sempre conclusi con un&#8217;assoluzione. Le condanne sono state poche, è vero, ma i processi lunghi e polemici: anni di udienze, spese legali e titoli di giornale. È bastato per insegnare a molte e molti che con la religione, in Spagna, conviene ancora andarci piano.</p>
<p>Per il movimento laicista, del resto, quella riforma era già un compromesso al ribasso: abrogare il solo 525, si legge nel testo, sarebbe <em>necessario ma insufficiente</em>. La proposta va oltre e chiede di eliminare anche l&#8217;articolo 524, che punisce la profanazione di un luogo di culto come offesa ai sentimenti religiosi.</p>
<p>Danneggiamenti e disordini pubblici sono già reati comuni, una fattispecie a parte riserva a un edificio sacro, e alla sensibilità di chi lo frequenta, una protezione che nessun altro spazio riceve. Una biblioteca, una sede di partito o una scuola, per la legge, non meritano ad oggi altrettanta suscettibilità.</p>
<p>Diverso è il destino degli articoli 522 e 523, che tutelano il culto da costrizioni e turbative. Non andrebbero cancellati ma riscritti con la finalità di proteggere l&#8217;esercizio di qualunque convinzione, religiosa o meno.</p>
<p>In pratica, la legge porrebbe sullo stesso piano chi impedisce a una persona di assistere a una messa e chi ostacola un&#8217;assemblea atea o un rito civile: un unico reato, a tutela di ogni convinzione.</p>
<p><span class="pullquote"><u>Il filo che lega queste modifiche è chiaro</u></span><span class="pullquote-plain">Il filo che lega queste modifiche è chiaro</span>: il diritto penale custodisce la libertà di chi vive in una società, non il prestigio di una dottrina. Il bene giuridico protetto smette di essere il sentimento religioso e diventa la libertà di coscienza, appartenente a ogni individuo e non privilegio delle sole persone credenti.</p>
<p>Il capitolo dedicato all&#8217;infanzia varca una soglia che la politica ha sempre evitato. La proposta 11 chiede che nessuna persona venga iscritta a una religione prima della maggiore età, ed elenca con sobrietà i riti attraverso cui l&#8217;appartenenza viene impressa: battesimo, <em>brit milà</em> (il rito ebraico della circoncisione), presentazione, consacrazione. Non c&#8217;è gerarchia, e nessuna confessione viene messa all&#8217;indice.</p>
<p>Sotto accusa c&#8217;è un gesto che molte fedi condividono: decidere chi sarà qualcuno prima che quel qualcuno possa decidere chi vuole essere. La proposta 12, legata alla precedente, va oltre il registro e scende nell&#8217;intimità.</p>
<p>Garantisce a bambine, bambini e adolescenti il diritto di sottrarsi alla confessione auricolare, alla direzione spirituale e a ogni rito che chieda loro di svelare pensieri e condotte a un&#8217;autorità religiosa.</p>
<p>È qui che il testo mette il piede dove la politica di solito non osa: nel confessionale. Nella penombra di una cabina di legno, un adulto rivestito di un’autorità che nessuno ha mai potuto verificare chiede a una bambina o a un bambino di elencare le proprie colpe.</p>
<p>Altrove, una scena così avrebbe un nome preciso, violazione, ma qui ne porta un altro, più solenne: sacramento. Le due proposte si muovono su un crinale sottile, tra la libertà educativa genitoriale e quella di chi viene educato.</p>
<p>L’obiezione è prevedibile e suona sempre uguale: così si limiterebbe il diritto di crescere figlie e figli secondo le proprie convinzioni. In realtà quel diritto resta intatto; viene meno la facoltà di sottoscrivere e rendere ufficiale, in nome di chi non può ancora scegliere, un’appartenenza che spetterebbe a lei o a lui soltanto.</p>
<p>E forse è proprio questa la domanda che la politica preferisce non porsi: a chi appartiene, davvero, la coscienza di una bambina o di un bambino?</p>
<p>A sostegno delle richieste ci sono dati che il testo riporta con chiarezza. Nel barometro di settembre del CIS, il Centro de Investigaciones Sociológicas, il 17,1% delle persone intervistate si dichiara atea e il 15,9% cattolica praticante. Dall&#8217;inizio della serie, nel maggio 2019, il sorpasso non era mai avvenuto.</p>
<p>Allora il rapporto era di 23,2 a 11 a favore della pratica cattolica. Altre rilevazioni confermano la tendenza. Per la Fundación Pluralismo y Convivencia, il 42% della popolazione non si riconosce in alcuna religione e appena il 17% pratica con regolarità. Il 62%, inoltre, respinge i vantaggi fiscali riservati agli enti religiosi.</p>
<p>Il rapporto <em>Laicidad en cifras</em> <em>2026</em> della Fundación Ferrer i Guàrdia misura il cammino di mezzo secolo: <span class="pullquote pqRight"><u>le persone non religiose erano l&#8217;8,5% nel 1980 e oggi sono il 39,3%</u></span><span class="pullquote-plain">le persone non religiose erano l&#8217;8,5% nel 1980 e oggi sono il 39,3%</span>, mentre nei Paesi Baschi superano la metà (50,5%). Nello stesso tempo l&#8217;altare ha perso il monopolio sulle nozze: nel 1994 i matrimoni religiosi erano il 77,3% del totale, nel 2024 appena il 16,4%.</p>
<p>In Spagna si dice <em>el dato mata al relato</em>, il dato vince sul racconto. E qui l&#8217;argomento si sostiene quasi da solo. Le norme presuppongono ancora una maggioranza cattolica che non esiste più. Diventa così arduo giustificare la tutela penale dei suoi sentimenti, come l&#8217;iscrizione di bambine e bambini a una fede fin dalla nascita.</p>
<p>Quando le istituzioni continuano a trattare da maggioranza chi non lo è più, lo scarto tra società e leggi smette di essere una questione di forma e diventa un problema di qualità democratica. Sullo sfondo c&#8217;è la Costituzione del 1978, e una frase che porta in sé la propria contraddizione.</p>
<p>Il terzo comma dell&#8217;articolo 16 si apre con una promessa di neutralità: nessuna confessione avrà carattere statale. Subito dopo, però, impone ai poteri pubblici di <em>tenere conto</em> delle credenze religiose della società spagnola e di cooperare con la Chiesa cattolica e le altre confessioni.</p>
<p>Su quell&#8217;inciso si è retto per decenni l&#8217;intero edificio dei privilegi. Il movimento laicista propone di leggerlo alla luce dell&#8217;articolo 9, che al secondo comma obbliga i poteri pubblici a rimuovere gli ostacoli alla parità reale.</p>
<p>Da qui la richiesta di riformare l&#8217;articolo 16 e l&#8217;articolo 27, quello sull&#8217;istruzione. La società di cui si doveva <em>tenere conto</em> non è più la stessa e a cambiare, ormai, dovrebbe essere la Costituzione. Le restanti misure percorrono strade più battute. In primo luogo, la denuncia degli accordi del 1976 e del 1979 con la Santa Sede e di quelli del 1992 con le confessioni minoritarie.</p>
<p>Poi il superamento del <em>notorio arraigo</em>, il notorio radicamento che la Legge di libertà religiosa del 1980 pone come chiave d&#8217;accesso a un regime di favore. Al posto di quella legge ne nascerebbe una nuova, organica, sulla libertà di coscienza.</p>
<p>La accompagnerebbe un Regolamento di laicità su atti istituzionali, presenza di cariche pubbliche a cerimonie religiose e cessione di suolo pubblico. Sul piano economico, il testo chiede di abolire l&#8217;esenzione dall&#8217;IBI, l&#8217;imposta sugli immobili, e l&#8217;assegnazione alla Chiesa cattolica di una quota dell&#8217;IRPF, l&#8217;imposta sul reddito.</p>
<p>Completano l&#8217;elenco altre quattro richieste. La prima è annullare le immatricolazioni con cui la Chiesa ha registrato a proprio nome beni immobili, e rendere pubblico l&#8217;elenco completo dal 1946. La seconda è che la riparazione per le vittime di abusi la paghino le istituzioni responsabili e non il bilancio pubblico, con una revisione dei termini di prescrizione. La terza è sopprimere le cappellanie finanziate con denaro pubblico. L&#8217;ultima guarda oltre i confini e rilancia una Carta Europea per la laicità.</p>
<p>Il voto arriva in un clima incerto. Sánchez ha rivendicato i risultati economici, ammesso errori e chiesto una maggioranza progressista più ampia, in vista di una campagna che si aprirà ufficialmente il 13 novembre. Ai partiti si chiede di dichiarare, prima del 29 novembre, quali misure ciascuno si impegna a portare in aula e le risposte saranno rese pubbliche.</p>
<p>Sul Codice penale qualcuno forse si pronuncerà, perché la riforma del 525 aveva già varcato le porte del Parlamento. Su battesimi e confessione in età minore è più probabile il silenzio. La Spagna che crede di meno potrebbe diventare quella che conta di più e chi oggi tace e non vuol trovare le parole per parlarle rischia di accorgersene davanti alle urne.</p>
<p><strong>Federica Marzioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonti: Europa Laica, comunicato del 14 ottobre 2026 e documento Propuestas Generales 29N 2026 (laicismo.org); CIS, barometro di settembre 2026; Fundación Pluralismo y Convivencia; Fundación Ferrer i Guàrdia, Laicidad en cifras 2026; La Moncloa; Telemadrid; elDiario.es.</em></p>
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		<title>La clericalata della settimana, 41: l&#8217;assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento limita l’educazione sessuale nelle scuole</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:21:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’assessora all’Istruzione della Provincia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/19/la-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole/" title="Read La clericalata della settimana, 41: l&#8217;assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento limita l’educazione sessuale nelle scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.ildolomiti.it/politica/2026/scuola-gerosa-alza-il-livello-di-scontro-docenti-in-rivolta-e-opposizioni-in-pressing-e-lei-attacca-un-dipendente-asuit-che-avrebbe-creato-il-caos-lazienda-no-comment"><span style="font-weight: 400;">assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">è entrata in contrasto con l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino sulla questione dei percorsi formativi sull’educazione sessuale nelle scuole.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Dipartimento Istruzione della Provincia, retto dall’esponente di Fratelli d’Italia Gerosa, aveva emanato disposizioni per applicare la nuova legge sul consenso informato nelle scuole e contro il “gender” voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Diverse scuole avevano espresso dubbi sull’applicazione della norma, in particolare perché l’Asuit da molti anni organizza incontri sull’educazione sessuale in collaborazione con gli istituti. L’Asuit ha quindi inviato una email alle scuole annunciando la sospensione temporanea dei progetti in attesa di chiarimenti, parlando di un «confronto fra Dipartimento di Prevenzione di Asuit e Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento, con l’obiettivo di individuare modalità operativa che consentano di dare piena e corretta applicazione» alla nuova normativa. A quel punto, secondo fonti  anonime riportate dai giornali locali, l’assessore avrebbe fatto pressione sui vertici di Asuit – tra l’altro scavalcando l’assessore alla Sanità locale Mario Tonina – e ciò avrebbe portato l’azienda sanitaria a scrivere un comunicato assicurando che i corsi sarebbero proseguiti. Dal canto suo l’assessore ha puntato il dito un dipendente Asuit che avrebbe di sua iniziativa comunicato alle scuole di interrompere i progetti, «dopo averci chiesto di disapplicare la legge». La direttrice del Dipartimento di Prevenzione dell’Asuit Maria Grazia Zuccali </span><a href="https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/consenso-informato-e-scontro-gerosa-asuit-zuccali-i-corsi-si-faranno-ma-servono-chiarimenti-sulla-legge-stiamo-raccogliendo-i-curriculum-dei-nostri-professionisti"><span style="font-weight: 400;">ha assicurato</span></a><span style="font-weight: 400;">: «i corsi nelle scuole si svolgeranno sicuramente. Serve solo chiarire alcuni aspetti legati all’applicazione della legge Valditara»; «stiamo già raccogliendo i curriculum degli operatori che da vent’anni svolgono professionalmente questi corsi, per sottoporli alle scuole».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il segretario provinciale della Lega e consigliere comunale di Piacenza Luca Zandonella </span><a href="https://www.ilmiogiornale.net/in-una-scuola-di-piacenza-niente-ora-di-religione-cattolica-zandonella-lega-spiegare-le-motivazioni-della-scelta/?amp"><span style="font-weight: 400;">si è mobilitato</span></a><span style="font-weight: 400;"> dopo aver saputo che all’Istituto Comprensivo 1 non era stata ancora attivata l’ora di religione cattolica in attesa della nomina dei docenti per chi non si avvale dell’IRC.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola aveva comunicato </span><a href="https://www.ilmiogiornale.net/wp-content/uploads/2026/10/nomina-docenti-alternativa-alla-religione-cattolica.pdf"><span style="font-weight: 400;">in una circolare</span></a><span style="font-weight: 400;"> di aver avviato la procedure di nomina dei docenti di alternativa (</span><a href="https://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/faq/"><span style="font-weight: 400;">con illegittimo ritardo</span></a><span style="font-weight: 400;">, come purtroppo ci segnalano tanti genitori e studenti di diverse scuole ogni anno); nel periodo di transizione la dirigenza ha disposto che gli insegnanti di religione nelle proprie ore svolgessero educazione civica, materia obbligatoria e che non dovrebbe essere caratterizzata in senso confessionale, sia per chi segue IRC e sia per chi segue l’alternativa (di fatto discriminando chi non segue IRC, come l’Uaar </span><a href="https://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/faq/#22"><span style="font-weight: 400;">denuncia</span></a><span style="font-weight: 400;"> da tempo). Una soluzione così maldestra che persino il sindacato degli insegnanti di religione Snadir </span><a href="https://www.tecnicadellascuola.it/lora-di-religione-sostituita-dalleducazione-civica-accade-a-piacenza-lo-snadir-non-ci-sta-per-il-preside-ce-rischio-culpa-in-organizzando"><span style="font-weight: 400;">si è lamentato</span></a><span style="font-weight: 400;"> per la sostituzione dell’IRC con l’educazione civica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un decreto firmato dal ministro Matteo Salvini, </span><a href="https://mit.gov.it/comunicazione/news/edifici-di-culto-6-milioni-per-32-interventi-12-regioni"><span style="font-weight: 400;">ha stanziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> 6 milioni di euro per il restauro e la riqualificazione di chiese. Si tratta di 32 interventi in 12 Regioni, nell’ambito della nuova programmazione ministeriale per il triennio 2026-2028.  «Per il Ministro Salvini, lavorare al fianco dei territori significa anche prendersi cura dei luoghi che ne custodiscono la storia, restituendo valore a edifici che rappresentano un riferimento per intere comunità», si legge nel comunicato diffuso dal Ministero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I sindaci di diversi Comuni del cosentino </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1088980780402475"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;">, </span><a href="https://www.facebook.com/comunedibelvederemarittimo/posts/pfbid02tPDULVwHLD5t8souJdWjSCswmdq3uFLy7SHbe1ocWCsyzY9nPTp8ovTSgumy8HFCl"><span style="font-weight: 400;">indossando</span></a><span style="font-weight: 400;"> la fascia tricolore, alla cerimonia religiosa con accensione di un cero votivo in onore di san Daniele Fasanella a Belvedere Marittimo, nell’ambito dei festeggiamenti per il santo nativo della zona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Torre del Greco (NA) le scuole primarie e secondarie di primo grado, nell’ambito del programma della “Notte Sacra”, </span><a href="https://www.instagram.com/p/DecRcLqCNUO/"><span style="font-weight: 400;">hanno condotto</span></a><span style="font-weight: 400;"> durante la mattinata del 13 ottobre centinaia di alunni nella basilica di Santa Croce per celebrare la figura di san Vincenzo Romano. Durante l’evento di stampo apologetico gli alunni hanno pure cantato inni in onore del santo. Gli organizzatori ci hanno tenuto a ringraziare per la collaborazione anche l’assessore Mariateresa Sorrentino, e i dirigenti e docenti degli Istituti Comprensivi “Angioletti”, “De Nicola – Sasso”, “Sauro – Morelli”, “Falcone – Scauda”, “Mazza – Colamarino”, “Don Bosco – D’Assisi”, “Don Milani – Leopardi”, “Giampietro – Romano”.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il comune di Celano (AQ) </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid02anyMZmN7U33gdyfrXtq3dCPDhxDH9oGn7vj4jUmpLtH47vzzHxV9ZRFRDzkzikJyl"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le celebrazioni in onore del beato Tommaso da Celano con la consegna di riconoscimenti a personalità legate al mondo francescano e alle istituzioni nella sala consiliare e messa presieduta dal vescovo dei Marsi Giovanni Massaro nella chiesa di San Giovanni Battista. Presenti, oltre al sindaco di Celano Settimio Santilli, i consiglieri comunali di Castelvecchio Subequo Concetta Fasciani e Alex Vadeanu, il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, il sindaco di Sante Marie Lorenzo Berardinetti, il consigliere comunale di Assisi Cristina Susta e il consigliere comunale di Greccio Alessio Valloni. Tra i premiati Marco Villani, vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e coordinatore della segreteria amministrativa del comitato nazionale per le celebrazioni degli 800 anni dalla morte di san Francesco. Dopo la messa i presenti hanno raggiunto la chiesa di San Francesco per deporre una lampada sull’altare dedicato al beato, con processione della reliquia di san Francesco.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F19%2Fla-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2041%3A%20l%E2%80%99assessora%20all%E2%80%99Istruzione%20della%20Provincia%20autonoma%20di%20Trento%20limita%20l%E2%80%99educazione%20sessuale%20nelle%20scuole" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F19%2Fla-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2041%3A%20l%E2%80%99assessora%20all%E2%80%99Istruzione%20della%20Provincia%20autonoma%20di%20Trento%20limita%20l%E2%80%99educazione%20sessuale%20nelle%20scuole" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F19%2Fla-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2041%3A%20l%E2%80%99assessora%20all%E2%80%99Istruzione%20della%20Provincia%20autonoma%20di%20Trento%20limita%20l%E2%80%99educazione%20sessuale%20nelle%20scuole" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F19%2Fla-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2041%3A%20l%E2%80%99assessora%20all%E2%80%99Istruzione%20della%20Provincia%20autonoma%20di%20Trento%20limita%20l%E2%80%99educazione%20sessuale%20nelle%20scuole" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F19%2Fla-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2041%3A%20l%E2%80%99assessora%20all%E2%80%99Istruzione%20della%20Provincia%20autonoma%20di%20Trento%20limita%20l%E2%80%99educazione%20sessuale%20nelle%20scuole" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/19/la-clericalata-della-settimana-41-lassessora-allistruzione-della-provincia-autonoma-di-trento-limita-leducazione-sessuale-nelle-scuole/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 41: l’assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento limita l’educazione sessuale nelle scuole"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Trump vs papa vs laicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scontro tra Donald Trump e Leone XIV rispecchia quello tra nazionalismo cristiano Usa e clericalismo nostrano, entrambi ostili a diritti individuali e laicità. Affronta il tema Raffele Carcano sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. A leggere i giornali, parrebbe un Celebrity Deathmatch. In realtà è soltanto un dissenso molto più esplicito del solito, e quasi sicuramente temporaneo. Nessuno dei due (anzi, dei tre) ha interesse a una...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/18/trump-vs-papa-vs-laicita/" title="Read Trump vs papa vs laicità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo scontro tra Donald Trump e Leone XIV rispecchia quello tra nazionalismo cristiano Usa e clericalismo nostrano, entrambi ostili a diritti individuali e laicità. Affronta il tema Raffele Carcano sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>A leggere i giornali, parrebbe un Celebrity Deathmatch. In realtà è soltanto un dissenso molto più esplicito del solito, e quasi sicuramente temporaneo. Nessuno dei due (anzi, dei tre) ha interesse a una contrapposizione frontale. Ma è vero che non c’era mai stato uno scontro di tali proporzioni tra Stati Uniti e Vaticano.</p>
<p>Ed è altrettanto vero che non c’era mai stato nemmeno tra Trump e Meloni. Ma tutti e tre hanno buoni motivi per andare d’accordo, anziché litigare. <span class="pullquote pqRight"><u>Il vaso di coccio siamo semmai noi</u></span><span class="pullquote-plain">Il vaso di coccio siamo semmai noi</span>. Sia che litighino, sia che se la intendano. È curioso che sia accaduto col primo papa statunitense. I toni contro Bergoglio, con cui Trump ha avuto a che fare per più di quattro anni (considerando anche il primo mandato), non erano mai stati aspri.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77907" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Venne pure in Vaticano per i suoi funerali. Quando iniziò il conclave, provocatorio come adora essere, il presidente Usa diffuse un’immagine di sé stesso, realizzata grazie all’intelligenza artificiale, seduto sul trono di Pietro in abito talare e mitra. Poi fu eletto Prevost, Trump si congratulò e per quasi un annetto tutto sonnecchiò, o quasi.</p>
<p>Perlomeno da parte del papa: fin troppo impegnato a rattoppare in silenzio una chiesa cattolica che il passaggio del ciclone Francesco aveva seriamente danneggiato, ha lasciato quasi sempre la parola ai vescovi d’oltreoceano. Non lo si è sentito granché nemmeno nei giorni caldi in cui la polizia paramilitare dell’Ice imperversava per le strade di Minneapolis prendendosela non soltanto con gli immigrati, ma anche con la popolazione locale.</p>
<p>L’inquilino della Casa bianca, come sappiamo benissimo, si impone invece di scatenare almeno un terremoto al giorno, volendo a tutti i costi apparire un Godzilla fuori controllo – per puro piacere personale, evidentemente: non ci sono altre spiegazioni plausibili.</p>
<p>A un certo punto, però, gli appelli papali (mooolto generici) per la fine delle ostilità in Libano e in Iran hanno cominciato a infastidire Trump – un uomo che brucia dal desiderio di vedersi assegnato il Nobel per la pace, ma che agisce nella direzione diametralmente opposta. E così, nella prima domenica dopo Pasqua, il presidente ha definito il pontefice americano «debole sul crimine e terribile per la politica estera».</p>
<p>Rincarando velocemente la dose, con la bulimia che gli è tipica, ha anche accusato Leone XIV di essere favorevole al possesso di armi nucleari da parte dell’Iran, di essere un <em>liberal</em>, di fare il gioco della sinistra radicale, e persino di averlo tradito perché, in fondo, se è papa è merito suo.</p>
<p>Non contento, ha diffuso un’altra immagine creata digitalmente, in cui questa volta operava un miracolo nelle vesti di un profeta simil-Gesù. Già che c’era è andato anche sul concreto, iniziando a tagliuzzare qualche contributo statale ad alcune organizzazioni assistenziali cattoliche.</p>
<p>E il papa gli ha risposto. Direttamente. Senza giri di parole. Come quelle persone che, quando il troppo è troppo, sbottano. Ai giornalisti ha dichiarato: «Non ho paura dell’amministrazione Trump né di annunciare apertamente il messaggio del <em>Vangelo</em>, che è ciò che credo di dover fare. Non siamo politici, non vogliamo occuparci di politica estera, come la chiama lui, con lo stesso modo di vedere con cui può concepirla lui».</p>
<p>Aggiungendo a sua volta carne al fuoco, ha biasimato, senza fare nomi, chi pratica «l’idolatria di se stessi e del denaro» e chi «ostenta il potere», definendo «inaccettabile» la dichiarazione di Trump di poter distruggere «l’intera civiltà» iraniana, e ricordando che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra». Negando infine, per quanto ovvio, di essere favorevole ad armamenti nucleari iraniani.</p>
<p>È a questo punto che entra in gioco il terzo protagonista, Giorgia Meloni, che si è trovata nella scomoda situazione di dover commentare la querelle col Vaticano. La premier italiana era reduce dalla sconfitta nel referendum sulla giustizia, subita anche perché una parte degli elettori l’ha voluta punire per la sua eccessiva sudditanza nei confronti del presidente Usa. <span class="pullquote"><u>Meloni, come spesso le accade, ha scelto la strada del silenzio</u></span><span class="pullquote-plain">Meloni, come spesso le accade, ha scelto la strada del silenzio</span>.</p>
<p>Ma la visibilità planetaria del contrasto tra il papa e l’imperatore (ops) e l’immediata pressione da parte dell’opposizione (scesa ovviamente subito in campo dalla parte del papa) l’hanno costretta a prendere posizione. Dopo parecchie ore, ha infine dichiarato «inaccettabili» le parole di Trump, perché per un papa «è giusto e normale invocare la pace e condannare ogni forma di guerra». Com’è già capitato ad altri, Trump ha preso malissimo il “tradimento” di Meloni, dichiarando di essere «scioccato da lei. È molto diversa da ciò che pensavo».</p>
<p>Per quanto si circondi di persone scadenti, qualcuno doveva però avvertirlo che l’Italia del dopoguerra è sempre stato un Paese a sovranità limitata, e limitata da due differenti superpotenze: gli Stati Uniti e il Vaticano. Benché non risulti che abbiano mai bisticciato pubblicamente tra loro, è tuttavia evidente che, messo alle strette, un politico italiano sceglierà sempre il Vaticano.</p>
<p>Al punto che Meloni ha voluto aggiungere che non si sentirebbe a suo agio «in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici». Una volta tanto è stata coerente: lei in effetti fa e ha sempre fatto esattamente il contrario. E non soltanto lei, va riconosciuto. Al massimo, quando non è d’accordo col Vaticano, il politico italiano standard glissa, tace. Lascia parlare solo santa madre Chiesa. Che sembra dunque detenere la verità assoluta, visto che nessuno la critica.</p>
<p>L’innato clericalismo delle nostre istituzioni è risultato evidente nel momento in cui le autorità israeliane hanno negato la celebrazione della messa al cardinale Pizzaballa e il porporato ha, diciamo così, enfatizzato la discriminazione subita (che era reale, ma si estendeva alle funzioni religiose di musulmani ed ebrei).</p>
<p>Ed ecco che il nostro governo si è improvvisamente ricordato dell’importanza della libertà religiosa (sottinteso: soltanto quella dei cristiani come Giorgia) criticando l’amministrazione Netanyahu. Ancor più ridicolo è quanto accaduto nel villaggio libanese di Debel, dove alcuni militari israeliani avevano distrutto una statua di Gesù: il contingente italiano ne ha prontamente donata un’altra. Alle decine di migliaia di persone uccise a Gaza, ai morti in Libano, bambini compresi, la premura riservata è stata infinitamente inferiore.</p>
<p>Difficilmente Trump deporterà il papa negli Usa, come ha fatto con Maduro. Né prospetterà per la Santa sede una novella Avignone in Arkansas. Perché anche per lui la contrapposizione con il papa può rappresentare un problema politico, visto che alle presidenziali del 2024 lo aveva votato il 55% dei cattolici (e il 62% di quelli bianchi).</p>
<p><span class="pullquote pqRight"><u>Trump è considerato poco e per nulla religioso</u></span><span class="pullquote-plain">Trump è considerato poco e per nulla religioso</span> da sette elettori su dieci (ebbene sì, riesce a rovinare anche l’immagine degli atei, nonostante li attacchi spesso e volentieri) e le sue posizioni sull’accoglienza non sono esattamente le stesse dell’episcopato. Ma l’importante è andare d’amore e d’accordo nel cercare di negare il diritto all’aborto e nel lottare contro la presunta ideologia “gender”.</p>
<p>E dire che Trump ama circondarsi di estremisti scalmanati, pure ridicoli – come il ministro della guerra Pete Hegseth, che ha citato un finto versetto biblico recitato in <em>Pulp Fiction</em>. O come la sua consigliera spirituale, la telepredicatrice Paula White, un tempo più nota come consorte del tastierista del gruppo musicale dei Journey, che pretende di parlare in lingue sconosciute e con gli angeli, oltre ovviamente a effettuare guarigioni.</p>
<p>Sono personaggi che i cattolici vedono storto, ma non al punto di togliere il voto a Trump per questo motivo. Qualcuno sarebbe però capace di farlo, se proseguisse ad attaccare il papa (americano, per giunta). Qualcuno, non tanti: guardando i sondaggi, tra il papa e Trump, i cattolici a stelle e strisce scelgono il primo, ma non di molto: 42% contro il 31%, con un 27% di incerti.</p>
<p>Per trovare un gruppo “religioso” massicciamente pro-papa e anti-Trump bisogna oggi volgere lo sguardo… agli atei e agli agnostici: 80% pro-papa, 10% pro-Trump. Eh, sì: il presidente Usa è riuscito a far diventare pro-papa persino tanti mangiapreti. Facciamocene una ragione: tutti i tradizionali schemi sono saltati. Le opinioni politiche degli umani la fanno oggi da padrone persino sulle loro convinzioni in materia religiosa.</p>
<p>Del resto, preghiere a parte, anch’io troverei ineccepibili le parole del papa – se solo non provenissero da un papa. Sostenere che il Vaticano non fa politica è risibile, trattandosi di uno Stato. A maggior ragione quando parla di «sana democrazia» sotto attacco, lui che è a capo di uno Stato che viola costitutivamente ogni principio democratico: una monarchia assoluta che concentra tutti i poteri nelle mani del pontefice – cioè lui stesso.</p>
<p>Dire che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra» è incoerente con millenni di cappellani militari e di papi che, sì, di guerre ne hanno indette e giustificate davvero tante. Tra l’altro, ancora oggi il Vaticano ha un esercito, per quanto pittoresco: il corpo delle guardie svizzere (che non ha compiti di polizia: quelli competono alla gendarmeria). E chi è che in Vaticano detiene il potere militare? Nessuna sorpresa: sempre lui, Leone XIV.</p>
<p>Fa ovviamente sogghignare che il vice di Trump, J.D. Vance, pretenda di riprendere il papa per gli errori che starebbe commettendo sulla dottrina. Cresciuto come fondamentalista protestante, poi ateo per una dozzina d’anni, si è convertito al cattolicesimo in sintomatica coincidenza con l’entrata in politica: gli atei non possono far carriera nelle istituzioni, nella <em>Nation under God.</em></p>
<p>Ancor più significativamente, ha dichiarato di aver scelto il cattolicesimo studiando sant’Agostino – ovvero, dopo san Tommaso, il più importante teologo nella tradizione cattolica. Non c’è da sorprendersi, perché sant’Agostino è l’opzione ideale per ogni intransigente cristiano di estrema destra: è stato infatti l’ideatore di parecchie dottrine illiberali, dall’obbligo di conversione al cattolicesimo al divieto di apostasia, dalla persecuzione degli eretici alla guerra giusta.</p>
<p>Come potrebbe non piacere a Vance? Quando afferma che «Dio era al fianco degli americani che liberavano la Francia dai nazisti», facendo involontariamente suo il motto riportato sulla fibbia degli stessi soldati tedeschi, il vicepresidente è decisamente agostiniano.</p>
<p>Paradossalmente lo è meno il papa, che pure appartiene (quando si dice l’ironia) proprio all’ordine di sant’Agostino. Curioso che un agostiniano faccia finta di non sapere che sant’Agostino ha formulato la dottrina della guerra giusta (madre di tutte le guerre sante), giustificandola pressoché in ogni circostanza che possa rivelarsi utile a «combattere il male» (e cosa sia il male lo stabiliscono i capi della Chiesa). La considerò applicabile persino alle campagne belliche dell’antica Roma, pensa un po’.</p>
<p>Ma l’agostiniano Prevost non si rifà più a sant’Agostino, ma al <em>Catechismo</em> wojtyliano, che ha limitato l’ammissibilità dei conflitti bellici: tuttora giustificati, naturalmente, purché però rispettino certe condizioni, la più importante delle quali è la legittima difesa.</p>
<p>Va ricordato che due pontefici non certo sospettabili di appartenere alla sinistra radicale, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, si contrapposero a tre guerre Usa più o meno negli stessi termini usati da Leone XVI: quella del Golfo, l’invasione dell’Afghanistan e l’invasione dell’Iraq.</p>
<p>Va altresì ricordato che il papa polacco fu invece assai più sfumato in occasione dei conflitti nei Balcani: le “ragioni” degli Stati a maggioranza cattolica, in particolare della Croazia, ricevettero sempre da lui un’attenzione particolare. Agostinianamente.</p>
<p>Hanno quindi ragione entrambi e torto entrambi, Vance e Prevost. Vance non può non sapere cosa dice la dottrina ufficiale cattolica (che tra l’altro impone che i fedeli siano «sottomessi» alle gerarchie ecclesiastiche) e che Agostino desiderava che la politica fosse al servizio della Chiesa, non viceversa. Prevost non può negare oltre un millennio e mezzo di cattolicesimo reale. La Chiesa è cambiata? Sì. Per le spinte esterne che ha ricevuto, non certo di propria iniziativa.</p>
<p>Il papa fa il papa, e dichiararsi contro le guerre significa paradossalmente appoggiare il programma elettorale isolazionista di Trump, non la sua azione di governo una volta che è tornato al potere. La missione di Prevost è riportare la calma nella Chiesa, e giudicando dall’esterno pare che lo stia facendo in modo eccellente.</p>
<p>Dichiarando di non essere un politico sa di essere ben poco plausibile, ma facendolo conferma di essere un astuto politico. Ha tutto il diritto di criticare il presidente Usa. Ma anche il presidente Usa ha tutto il diritto di criticare il papa. La sacralità della figura del papa può essere importante per i cattolici, ma non può essere accettata in una moderna società laica fondata sulla libertà e sull’uguaglianza giuridica. Non si può negare ai leader politici di commentare quelli religiosi, se non si fa altrettanto a parti inverse. Se lo si fa in una direzione, può essere fatto anche nell’altra. Altrimenti o è clericalismo, o è liberticidio.</p>
<p>E invece ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Trump non è un campione della laicità. La sua agenda politica è improntata al peggior nazionalismo cristiano ed è zeppa di Bibbie e di momenti di preghiera – per i quali ha sempre riscosso l’approvazione dei vescovi e della maggioranza dei fedeli cattolici.</p>
<p>La sua visione della politica religiosa è, per usare definizioni antiche inopinatamente tornate utili, cesaropapista, regalista, giurisdizionalista – in poche parole, la religione sottomessa a una monarchia ritenuta di origine divina, concetto che trova peraltro ampio sostegno nella Bibbia. Il presidente non è certo il primo e non sarà certo l’ultimo a presentarsi come unto del Signore. Lui si ritiene il nuovo Re Sole che usa la fede come un <em>instrumentum regni</em>.</p>
<p>Sbaglia chi pensa che Trump sia un idiota. Non è altro che un essere umano che pensa soltanto a ciò che gli interessa – e non è certo l’unico. Se Trump ha come orizzonte valoriale il proprio portafoglio, il clericale Netanyahu (come anche Meloni) ha il suo nel potere politico. Anche il papa, Hamas e i teocrati iraniani agiscono in prima battuta facendo riferimento al proprio potere religioso. I diritti individuali non interessano a nessuno di loro. La sorte degli iraniani e delle iraniane che manifestavano contro il regime sembra essere stata dimenticata da tutti, a parte noi e qualche credente che ragiona con la propria testa.</p>
<p>Pensando esclusivamente a se stessi, però, Netanyahu e Trump (a parere di chi scrive, due autentici criminali) sono riusciti nella non facile impresa di rafforzare la repubblica islamica iraniana, facendo sembrare moderati gli ayatollah e i capi di Hamas (a parere di chi scrive, altri autentici criminali).</p>
<p>Nel mondo, l’opinione nei confronti degli Stati Uniti e di Israele è ai minimi storici, e l’antisemitismo è schizzato verso l’alto quanto il prezzo del petrolio. Nel frattempo, in Italia, l’intero arco parlamentare sembra aver disconosciuto il principio di laicità, come la recente introduzione della festività di san Francesco aveva già abbondantemente fatto comprendere.</p>
<p>È una situazione davvero anomala e demoralizzante. Si potrebbe affermare, citando Gramsci, che «il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri». Continuiamo a pensare che per costruire un futuro migliore sia necessario battersi per i diritti e i doveri di tutti, abbattendo privilegi e discriminazioni. Prima o poi, un’umanità che non immagina vie di uscita potrebbe finalmente comprendere che invece ne esiste già una, e ce l’ha pure a portata di mano.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<item>
		<title>La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il &#8220;Giardino dei Santi&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/12/la-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’Ospedale San Gerardo di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/12/la-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi/" title="Read La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il &#8220;Giardino dei Santi&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.facebook.com/monzanews2/posts/pfbid031FpvvBQMy2FB9rmcQbSuCDXkmEaHVZHT5u6PTMzFUzuBpcc21UTUuQpeoteXEjVUl"><span style="font-weight: 400;">Ospedale San Gerardo di Monza</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha inaugurato il “Giardino dei Santi”, «un percorso dedicato alle figure di santità che hanno incrociato la storia dell’ospedale» in omaggio a Carlo Acutis che lì trascorse gli ultimi giorni di vita.</h3>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al santuario regionale di san Francesco di Paola, nell’omonima cittadina del cosentino, </span><a href="https://www.cosenzaok.it/antonia-salzano-a-paola-la-testimonianza-della-mamma-di-san-carlo-acutis"><span style="font-weight: 400;">si è tenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> un incontro apologetico in onore di Carlo Acutis, alla presenza della madre, cui hanno partecipato in orario di lezione studenti, insegnanti e autorità della zona. Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Bruno-Gentili” hanno donato alcune opere che hanno dovuto realizzare per l’occasione. L’evento </span><a href="https://www.facebook.com/sanfrancescodipaolaofficial/posts/%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%84%F0%9D%90%8B-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%84%F0%9D%90%86%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%83%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D-%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%90%91%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%80%F0%9D%90%82%F0%9D%90%94%F0%9D%90%93%F0%9D%90%88%F0%9D%90%92-%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%88%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%99%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%82%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%91%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%86%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%93%F0%9D%90%94%F0%9D%90%83%F0%9D%90%84%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%81%F0%9D%90%91%F0%9D%90%84%F0%9D%90%92%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8F%F0%9D%90%9A%F0%9D%90%A8/1530444592447089/"><span style="font-weight: 400;">è stato organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> in collaborazione con l’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano; a presenziare anche il sindaco di Paola Roberto Perrotta, il sindaco di Acri Pino Capalbo e altri rappresentanti istituzionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inaugurazione del nuovo plesso scolastico di Sesto Imolese, che da settembre accoglie alunni di primaria e secondaria nella frazione di Imola (BO), </span><a href="https://www.comune.imola.bo.it/novita/comunicati/2026/10/nuovo-plesso-di-sesto-imolese-nel-pomeriggio-linaugurazione-alla-presenza-delle-autorita"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche la benedizione dei locali da parte del vescovo Giovanni Mosciatti. Il rito cattolico si è svolto dopo l’inno nazionale suonato dalla banda musicale cittadini e cantato dai bambini della scuola e prima dei saluti istituzionali del sindaco Marco Pianieri, dell’assessora comunale alla Scuola Chiara Sorbello, della dirigente scolastica Daniela Loreti e dell’assessora regionale alla Scuola Isabella Conti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il dirigente scolastico dell’IIS “Fermi” di Policoro (MT), la professoressa Giovanna Tarantino, </span><a href="https://www.facebook.com/share/p/1BzXfFF4LB/"><span style="font-weight: 400;">ci ha tenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> a far sapere di aver «rimesso il crocifisso al suo posto, in presidenza nella scuola di reggenza», dopo averlo ritrovato in un’aula dismessa ha deciso di ricollocarlo perché «il simbolo parla dei valori, e ogni fatica quotidiana ha senso solo se guidata da un orizzonte più grande».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Comune di Torino, Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino </span><a href="https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/il-kmq-della-carita"><span style="font-weight: 400;">hanno sottoscritto</span></a><span style="font-weight: 400;"> un protocollo d’intesa con l’arcidiocesi e le fondazioni bancarie Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT per candidare il “Km quadrato della carità” a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’area del quartiere di Valcocco nel capoluogo ha visto infatti tra l’Ottocento e gli inizi del Novecento un forte attivismo cattolico nel sociale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono tantissime le istituzioni che hanno preso parte alle celebrazioni religiose per san Francesco. Le autorità del Comune di Scanno (AQ) </span><a href="https://www.ondatv.tv/cronaca/scanno-celebra-san-francesco-dassisi-il-cardinal-bagnasco-presiede-il-solenne-pontificale-dellanno-giubilare/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alle celebrazioni religiose per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, che hanno visto anche la presenza del cardinale Angelo Bagnasco, il quale ha presieduto il solenne pontificale concelebrato dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva Michele Fusco. Anche a Tagliacozzo diversi sindaci della zona e rappresentanti istituzionali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid02e6jwRJHMHZSBQHDiC4qwQ8pZgPLrQKLGMBJfiJreejJZJzQMMBwdtrpPvxHhxtGNl"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa in onore di san Francesco celebrata nella chiesa dedicata allo stesso santo, presieduta dal vescovo Giovanni Massaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La festa di san Francesco </span><a href="https://comune.viterbo.it/vivere-il-comune/eventi/viterbo-celebra-san-francesco-patrono-ditalia/"><span style="font-weight: 400;">è stata celebrata</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche dalle istituzioni viterbesi durante la messa nella basilica parrocchiale intitolata al santo, presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza: qui la consigliera comunale Alessandra Croci con delega alla Via Francigena e ai Cammini e al Giubileo, indossando la fascia tricolore in rappresentanza della sindaca Chiara Frontini, </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1655658869566854"><span style="font-weight: 400;">ha offerto</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’olio per la lampada votiva e ha recitato una preghiera per il santo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel quartiere romano del Pigneto il presidente del V Municipio Mauro Caliste </span><a href="https://www.facebook.com/calistepresidente/posts/pfbid02PFd5V9KDonG7BzGcdLcECTiMxcC1ZWXKTmErXjbwLNcwVHTWU4ZXKZxPN1h5gc4Nl"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;">, con fascia istituzionale, alla celebrazione per l’esposizione delle reliquie di san Francesco presso la parrocchia di San Leone I.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto d’istruzione superiore “Stanga” di Crema </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1430921908577886"><span style="font-weight: 400;">ha accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vescovo Daniele Giannotti in visita “pastorale” nei plessi di Via Pesadori e Viale Santa Maria. Sui canali social della scuola sono state inoltre </span><a href="https://www.facebook.com/iststanga.crema/posts/pfbid02XbRVsj9ieMQSDvYaHb5fzU5AYpMn59jzsGEpR1FuM6EKBYBSbr7ZLmtYDmQafwMjl"><span style="font-weight: 400;">pubblicizzate</span></a><span style="font-weight: 400;"> le messe celebrate nella cappella del Politecnico di Cremona, con l’invito a partecipare.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/12/la-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il “Giardino dei Santi”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Consuetudine contra legem</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/11/consuetudine-contra-legem/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 09:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[A Chiusi l’Uaar è intervenuta contro le benedizioni pasquali illegittime in orario scolastico, riaffermando la laicità della scuola. Un altro caso in cui la consuetudine clericale pretendeva di prevalere sulla legge. Affronta il tema la docente Pamela Deiana sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. La consuetudine è quell’abitudine, perpetuata nel tempo e ripetuta sistematicamente da un gruppo sociale, di cui non vengono messe in discussione l’opportunità, l’appropriatezza e,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/11/consuetudine-contra-legem/" title="Read Consuetudine contra legem">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Chiusi l’Uaar è intervenuta contro le benedizioni pasquali illegittime in orario scolastico, riaffermando la laicità della scuola. Un altro caso in cui la consuetudine clericale pretendeva di prevalere sulla legge. Affronta il tema la docente Pamela Deiana sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>La consuetudine è quell’abitudine, perpetuata nel tempo e ripetuta sistematicamente da un gruppo sociale, di cui non vengono messe in discussione l’opportunità, l’appropriatezza e, soprattutto, la legittimità o la legalità delle azioni stesse. Si assiste a comportamenti che permangono nel tempo e che, nonostante il passaggio di generazione in generazione, rimangono impermeabili alle nuove esigenze del gruppo e alle eventuali nuove indicazioni legislative.</p>
<p>Anzi, <span class="pullquote pqRight"><u>spesso si è convinti che sia proprio la legge a prescrivere un dato comportamento</u></span><span class="pullquote-plain">spesso si è convinti che sia proprio la legge a prescrivere un dato comportamento</span>. In alcuni casi, meno rari di quanto si pensi, quando si arriva a conoscere la legge e si riscontra che è addirittura contraria al comportamento perpetrato, si pensa che la consuetudine possa superare la legge oppure si teme che, cambiando l’abitudine, si possa provocare una <em>rivolta populi </em>che creerebbe più danno dell’abitudine errata stessa.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77891" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Succede che a Chiusi, una cittadina in provincia di Siena di circa ottomila abitanti, nell’istituto comprensivo “Graziano da Chiusi”, sia consuetudine ricevere la benedizione del parroco, in occasione delle festività pasquali, durante l’orario scolastico. Una tradizione “secolare”, come viene definita da tgcom24, approvata anche quest’anno dal consiglio d’istituto.</p>
<p>Ma a Chiusi la consuetudine della sfera religiosa a sconfinare in quella pubblica, e viceversa, è più consolidata di quanto il solo episodio della benedizione pasquale a scuola faccia pensare. Il periodico locale <em>Primapagina</em> riporta la presenza di edicole sacre posizionate in varie parti della città, nei posteggi e addirittura nelle rotonde, e racconta della presenza del sindaco alle processioni con indosso la fascia tricolore.</p>
<p>Un quadro dove spezzare le usanze e le abitudini ha provocato reazioni impetuose, tanto da attirare l’attenzione dei media anche a livello nazionale e la mobilitazione di troupe televisive che si sono aggirate per le strade intervistando i passanti, soprattutto quelli che si appellano alla ipotetica legittimità delle consuetudini.</p>
<p>È evidente che qualcuno abbia trovato opportuno segnalare l’illegalità perpetuata nella scuola, vuoi perché in prima persona non gradisce le benedizioni del parroco, vuoi perché crede, come noi, nella laicità dello Stato e quindi nella laicità della scuola pubblica.</p>
<p>L’Uaar interviene con una diffida formale inviata alla dirigente, professoressa Daria Moscillo, affinché, in ottemperanza alle leggi vigenti, faccia annullare la delibera del consiglio d’istituto in tema di atti di culto nella scuola. È qui che assistiamo alla chiamata in causa della “consuetudine” che è sentita con una forza tale da essere usata, non solo in propria difesa, ma in difesa di un atto decisamente discriminatorio e contrario alle leggi dello Stato italiano in tema di pubblica istruzione.</p>
<p>Alla “consuetudine” si appellano anche il parroco don Antonio Canestri e il sindaco Gianluca Sonnini: il primo per ribadire l’importanza delle tradizioni e del sostegno spirituale alla comunità e il sindaco dichiarandosi vicino alle famiglie degli alunni dell’istituto comprensivo, che hanno dovuto rinunciare alle “consuete” benedizioni. A indignarsi è anche il cardinale Augusto Paolo Lojudice che sente i richiami alla legge come «attacchi strumentali alla cattolicità».</p>
<p>A ogni modo, sindaco e dirigente scolastica sono dovuti sottostare alla legge e, seppur con malcontento, fare marcia indietro e annullare la delibera del consiglio d’istituto sulle consuete benedizioni.</p>
<p><span class="pullquote"><u>Scuola e Chiesa in Italia sono inseparabili</u></span><span class="pullquote-plain">Scuola e Chiesa in Italia sono inseparabili</span>; infatti, sempre nella città di Chiusi, nel dicembre precedente ai fatti narrati in questo articolo, gli studenti dell’istituto d’istruzione superiore “Valdichiana” hanno ricevuto, all’interno dell’edificio scolastico, don Antonio Coluccia, il “prete delle borgate romane” che vive sotto scorta e che è attivo contro il malaffare e lo spaccio di droga. Ad accompagnarlo c’è anche il già citato cardinale Lojudice.</p>
<p>Quest’ultimo, per mantenere salda l’influenza della Chiesa sulla scuola, scrive un messaggio su Facebook rivolto agli studenti in occasione della fine di questo anno scolastico. Si rivolge soprattutto a chi dovrà sostenere gli esami di fine percorso, sia delle scuole medie che delle scuole superiori. Il messaggio ricorda che a esaminarli veramente, per la loro vita e per le loro azioni, sarà Gesù.</p>
<p>E ancora, assicura ai ragazzi e alle ragazze che Gesù sarà accanto a loro durante tutte le sfide della loro vita. Nel lungo post fa riferimento anche a Francesco d’Assisi, così da tenerlo a mente in quanto da quest’anno sarà celebrato in tutte le scuole d’Italia il 4 ottobre, come da delibera ministeriale (ma solo su questo ci vuole un altro articolo).</p>
<p>Niente benedizioni pasquali dunque, le pratiche liturgiche sono state interrotte anche se già avvenute in alcune classi. I genitori si indignano richiamandosi alla tradizione e all’identità del Paese, quindi alla consuetudine. Da qui nasce la polemica: la stampa locale, e poi quella nazionale, si interessa del caso e assistiamo a infinite, e non sempre edificanti, polemiche anche sui social.</p>
<p>Il richiamo alle usanze, e ancora alla consuetudine, sono il fulcro delle discussioni e i genitori dei bambini dell’istituto comprensivo danno inizio a una vera e propria caccia alle streghe per trovare chi abbia potuto denunciare i fatti all’Uaar. Capri espiatori di quasi tutte le polemiche apparse sui social sono i soliti stranieri, nello specifico musulmani, che vengono nel nostro Paese ma non vogliono acquisirne la cultura. Se ne tornino dunque al loro Paese, peccato che il “loro Paese” sia questo e che atei e agnostici sono italiani che chiedono rispetto per loro stessi e per la legge.</p>
<p>I titoli indicano l’Uaar come responsabile di aver bloccato le benedizioni e contro di noi tuonano genitori e ferventi cattolici. Senza l’intervento dell’Uaar, le benedizioni nella scuola pubblica statale di Chiusi ci sarebbero ancora, appunto, per consuetudine.</p>
<p>L’Uaar non ha bloccato le benedizioni, l’Uaar ha fatto rispettare la legge, che prevale sulla consuetudine e garantisce uguaglianza.</p>
<p><span class="pullquote pqRight"><u>La legge risponde alle esigenze della comunità</u></span><span class="pullquote-plain">La legge risponde alle esigenze della comunità</span> e, tenendo conto dei cambiamenti della società stessa, deve garantire l’uguaglianza tra tutti i componenti. In una società che muta e che si evolve, anche le leggi mutano e si evolvono. Il rinnovo del concordato, firmato dall’allora presidente del consiglio Craxi e il segretario dello Stato vaticano Casaroli, fu rivoluzionario. Anche se il rinnovo di un accordo fascista dà comunque i brividi, di fatto la religione cattolica smise di essere la sola religione di Stato e venne così sancita la laicità dello Stato.</p>
<p>Una società che si evolve è una società attenta ai suoi propri cambiamenti interni e alle rinnovate esigenze dettate dai cambiamenti globali e dalle consapevolezze. Un gruppo sociale si evolve quando, confrontandosi con altri gruppi sociali, ne apprezza la diversità e fa delle differenze una ricchezza. Se questo non avviene assistiamo alla fossilizzazione del pensiero, della scienza e del progresso.</p>
<p>Il caso di Chiusi, che ha visto i soggetti già citati fare appello alla consuetudine, rivela l’arresto del processo di evoluzione della società. Se la storia dei popoli non avesse avuto scienziati, oltre ai profeti, e filosofi, oltre ai santi, probabilmente la consuetudine dei pensieri e delle azioni ci vedrebbe ancora dentro una caverna, o in una piazza a bruciare streghe.</p>
<p>Invece ci evolviamo, cambiamo, facciamo aderire il nostro pensiero con il pensiero della scienza, che è la vera grande rivoluzione.</p>
<p>Ci auguriamo che a Chiusi sappiano far tesoro di questa esperienza, cogliendo l’opportunità di osservare che, nella loro stessa comunità sociale, esistono persone appartenenti ad altre religioni, oppure non credenti, i cui diritti devono essere rispettati, siano essi italiani o meno.</p>
<p>La democrazia non promuove i diritti della maggioranza, ma difende i diritti di tutti.</p>
<p><strong>Pamela Deiana</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 39: il Consiglio comunale di Pescara vuole i crocifissi nelle scuole</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 14:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Consiglio comunale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/05/la-clericalata-della-settimana-39-il-consiglio-comunale-di-pescara-vuole-i-crocifissi-nelle-scuole/" title="Read La clericalata della settimana, 39: il Consiglio comunale di Pescara vuole i crocifissi nelle scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.ilpescara.it/politica/crocifisso-scuole-approvata-mozione-fn-scontro-politico.html"><span style="font-weight: 400;">Consiglio comunale di Pescara</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha approvato una mozione, presentata da Futuro Nazionale, per promuovere l’affissione dei crocifissi nelle scuole della zona.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L’iniziativa, promossa dal capogruppo di FN Valeria Toppetti, ha impegnato il sindaco e la Giunta ed è passata con tutti e 12 i voti del centrodestra, quelli contrari di Pd, M5S e Avs e l’astensione di Carlo Costantini e del gruppo di Domenico Pettinari. Sebbene venga precisato che ciò avverrebbe senza imposizione e su decisione della comunità scolastica (come tra l’altro riconosciuto da una sentenza della Cassazione </span><a href="https://blog.uaar.it/2021/09/09/limposizione-del-crocifisso-incompatibile-con-stato-laico-accolto-ricorso-dellinsegnante-patrocinato-dalluaar/"><span style="font-weight: 400;">grazie a un ricorso dell’Uaar</span></a><span style="font-weight: 400;"> nel 2021), è chiaro che la promozione istituzionale del Comune come prospettato da Toppetti con una lettera alle scuole, all’ufficio scolastico e al Ministero rappresenterebbe una forma di pressione.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le celebrazioni di san Francesco ad Assisi </span><a href="https://www.primapress.it/festa-san-francesco-mattarella-ad-assisi-per-la-messa-celebrata-dal-cardinale-zuppi-meloni-testimone-di-messaggio-universale/"><span style="font-weight: 400;">hanno visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> quest’anno un’apoteosi clericale in un clima di marcato identitarismo cattolico, complice la reintroduzione dopo quasi cinquant’anni della festività civile del 4 ottobre, giorno della morte del patrono d’Italia, e l’anniversario degli ottocento anni dalla sua morte. Alla messa nella basilica superiore, celebrata dal cardinale e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Maria Zuppi, erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sottosegretario Alfredo Mantovano per conto del governo, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la sua Giunta, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore Tiziana Magnacca </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1560864165358521"><span style="font-weight: 400;">per la Regione Abruzzo</span></a><span style="font-weight: 400;">. Nel suo panegirico il capo dello Stato </span><a href="https://www.dire.it/04-10-2026/1272761-oggi-e-san-francesco-meloni-il-piu-italiano-dei-nostri-santi-mattarella-piace-tanto-ai-giovani/"><span style="font-weight: 400;">ha esaltato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’influenza del santo sulla società italiana, le conversioni operate e il suo «fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani». Dal canto suo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo messaggio ha parlato di «un italiano che ha forgiato l’identità di un intero popolo»: «l’Italia rende omaggio ad uno dei suoi figli più grandi, testimone di un messaggio universale che ha attraversato le generazioni e che continuerà ad illuminare il nostro cammino». Anche l’Agenzia Italiana per la Gioventù </span><a href="https://www.instagram.com/p/DeEKAx5AdNe/"><span style="font-weight: 400;">ha celebrato</span></a><span style="font-weight: 400;"> san Francesco, che con i suoi valori «rappresenta un esempio per tutti».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio regionale della Lombardia </span><a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/consiglio_lombardia/2026/09/29/in-lombardia-la-valorizzazione-dei-presepi-diventa-una-legge_e9301cb2-c8ba-4f0b-9bec-9232044cf954.html"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una legge per la «valorizzazione e promozione» dei presepi che stanzia 600 mila euro in tre anni per creare un elenco su mostre, musei ed eventi correlati, finanziare anche realtà confessionali e istituire una “settimana del presepe” per esporre i diorami natalizi pure negli spazi istituzionali e scuole pubbliche. L’iniziativa è stata infatti rivendicata dalla presidente della Commissione Cultura Anna Dotti (Fratelli d’Italia) proprio «nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi» e «riafferma con orgoglio le nostre radici cristiane e la memoria di colui che nel 1223 ideò a Greccio la prima Natività».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della festa di san Michele Arcangelo, patrono della Polizia, </span><a href="https://www.facebook.com/Questuralaquila/posts/pfbid02TkxR1boPoY9dk66ciSunsamU2A95y1d8hXpfdqKMtCXdA8S4BjZc7b5Yd3tRBphzl"><span style="font-weight: 400;">si sono susseguite</span></a><span style="font-weight: 400;"> cerimonie religiose organizzate dalle istituzioni. A Milano l’Ufficio IV – Comunicazione istituzionale della Polizia </span><a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/la-polizia-di-stato-celebra-san-michele-arcangelo-a-milano"><span style="font-weight: 400;">ha curato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le celebrazioni del santo, che si sono svolte nel duomo alla presenza tra gli altri del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani. La messa, celebrata dall’arcivescovo Mario Delpini e concelebrata dal coordinatore nazionale dei cappellani della Polizia don Luigi Trapelli e dal cappellano della Polizia milanese don Gianluca Bernardini, ha visto pure l’esposizione della bolla con cui papa Pio XII ha proclamato ufficialmente il patrono il 29 settembre 1949. La Questura dell’Aquila ha organizzato una cerimonia «presso la splendida cornice del Santuario della Madonna D’Appari». Nell’abbazia della Sacra di San Michele, sul Monte Pirchiriano, la Polizia di Torino ha celebrato la ricorrenza officiata dal cardinale Roberto Repole. La Polizia sui propri canali social </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1782171226335969"><span style="font-weight: 400;">ha diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure un reel celebrativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amministrazione comunale di Anzio (RM) </span><a href="https://www.avvenire.it/chiesa/la-casa-al-mare-il-matrimonio-da-santi-ad-anzio-una-targa-per-i-beati-beltrame-quattrocchi_113810"><span style="font-weight: 400;">ha promosso</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’installazione di un monumento e di una targa sulla Riviera Zanardelli in memoria di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, i primi sposi beatificati insieme nella storia della Chiesa cattolica. Alla cerimonia di inaugurazione con benedizione impartita dal vescovo di Albano Vincenzo Viva erano presenti il sindaco Aurelio Lo Fazio, con fascia tricolore, e altre autorità. L’iniziativa è stata presa in collaborazione con la Chiesa cattolica in occasione del venticinquesimo anniversario della beatificazione della coppia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studenti della scuola secondaria di primo grado di San Benedetto dei Marsi (AQ) </span><a href="https://www.terremarsicane.it/gli-studenti-delli-c-fontamara-di-san-benedetto-dei-marsi-alla-scoperta-di-san-carlo-acutis-una-lezione-di-valori-impegno-e-solidarieta/"><span style="font-weight: 400;">sono stati condotti</span></a><span style="font-weight: 400;"> dai docenti in visita alla mostra dei “miracoli eucaristici” ideata da san Carlo Acutis ed esposta a Luco dei Marsi. Sempre a Luco dei Marsi, in occasione dell’arrivo di una reliquia di Acutis «nell’ambito della settimana di spiritualità promossa dalla comunità parrocchiale», la messa presieduta dal vescovo Massaro </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid025sAnGiDbyNgbzqMVAn7EeCoANjM9bwxcaqpZDXUvo1FZtEWiaZMapW14L9V4vjEKl"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la presenza del sindaco Giorgio Giovannone (con fascia tricolore, come altri rappresentanti dei Comuni della zona) e di diverse autorità civili e militari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Gioia dei Marsi (AQ) e altri primi cittadini della zona, tutti con fascia tricolore, e varie autorità locali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid03Uh9DRPjupQp7vUrnbXrkPKbFb46ZC8j2ecy3EMitMVVetY9UDrCFbkLVwB3XJu5l"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa per la festa patronale di san Michele Arcangelo presieduta dal vescovo di Avezzano Giovanni Massaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la celebrazione dedicata a Santina Campana, devota della zona in via di beatificazione, </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid02oTqoEhJNPTMMxiNngeFH9z2nJsYhnGV1k6HTUCENBYiixzUQJvgdBRD5VFVcBAXBl"><span style="font-weight: 400;">c’era</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella chiesa di San Giuseppe a Pescina (AQ) anche il sindaco Luigi Soricone, con fascia tricolore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla </span><a href="https://quotidianodipalermo.it/lagalla-prime-comunioni-stiamo-prevedendo-un-indennizzo-per-i-commercianti/"><span style="font-weight: 400;">è intervenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> sulla questione delle proteste delle aziende locali danneggiate dalla scelta dell’arcidiocesi di accorpare comunione e cresima e allungare i tempi del catechismo a cinque anni prospettando un indennizzo con fondi pubblici per gli esercenti colpiti dalla crisi: «nella distribuzione dell’avanzo di amministrazione stiamo prevedendo una quota anche per i commercianti», ha spiegato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Nazionale di Astrofisica, «nel contesto dell’accordo di collaborazione didattica, scientifica e culturale» con l’Università della Santa Croce, ha comunicato a ricercatori e studiosi Inaf lo svolgimento presso la Pontificia Università della Santa Croce di un corso dal titolo “Lectures on Science and Theology. Philosophical and Historical Perspectives”. Nelle lezioni sono affrontate tematiche come la “teologia della creazione” e la “dimensione cristologica del cosmo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore della Regione Abruzzo Roberto Santangelo </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0HbzLC1cVjhH2HZXaYcHRSsVDBAtXtmsgEHUfxrcTanxRoFGegLv1qyFNGvN9NU2Ll&amp;id=100063936660886"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato </span></a><span style="font-weight: 400;">a un evento organizzato dalla Cisl, davanti a studenti di scuole aquilane, ripercorrendo nel suo intervento la dottrina sociale della Chiesa. Santangelo ha esaltato papa Leone XIII che ne «è stato fondatore, ponendoci i capisaldi della vita dell’uomo per non subire la tecnica», collegandolo a papa Leone XIV che «ci pone, invece, il tema del rapporto tra l’uomo e l’intelligenza artificiale e nuovi pilastri: la dignità della persona, il senso di comunità e il bene comune, la sussidiarietà e la solidarietà, il faro delle politiche attive sia nelle istituzioni che nei sindacati».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Se si torna a dormire. Il declino del “woke” e il regresso dei diritti in America</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 09:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti di Trump assistiamo a un riflusso sui diritti civili, tra politiche discriminatorie della destra integralista e declino – con annessi eccessi – della cultura woke. Quali sono le prospettive per le battaglie laiche? Affronta il tema Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Quest’anno, nel mese del pride di giugno, i clienti delle grandi catene e corporazioni internazionali si vedranno accolti da meno bandiere...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/04/se-si-torna-a-dormire-il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-america/" title="Read Se si torna a dormire. Il declino del “woke” e il regresso dei diritti in America">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Negli Stati Uniti di Trump assistiamo a un riflusso sui diritti civili, tra politiche discriminatorie della destra integralista e declino – con annessi eccessi – della cultura woke. Quali sono le prospettive per le battaglie laiche? Affronta il tema Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>Quest’anno, nel mese del pride di giugno, i clienti delle grandi catene e corporazioni internazionali si vedranno accolti da meno bandiere arcobaleno rispetto a quelle esposte negli anni precedenti per celebrare il movimento Lgbt+. Si comincia infatti a percepire un’inversione di rotta nell’enorme trend del marketing del pride, un fenomeno originariamente mutuato dagli Stati Uniti, dove business e politica sono da sempre un connubio indissolubile, facendo anche storcere il naso ad alcuni attivisti queer allergici alla mercificazione delle lotte per l’uguaglianza.</p>
<p>I grandi marchi americani, che in ultima analisi rispondono soltanto all’ideologia del profitto, <span class="pullquote pqRight"><u>sono da tempo esposti a furiosi boicottaggi</u></span><span class="pullquote-plain">sono da tempo esposti a furiosi boicottaggi</span> da parte di clienti conservatori e soprattutto ai ricatti di un governo populista che li tiene in scacco con la minaccia di controlli o provvedimenti legali.</p>
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<p>Anche il clima sociale, in reazione alla costante propaganda omo-lesbo e soprattutto transfobica che avvelena il dibattito pubblico, non è incoraggiante: un recente sondaggio Gallup ha evidenziato un calo importante nel sostegno popolare al matrimonio egalitario, nell’accettazione morale dell’omosessualità e della transizione di genere. Un dato che non riflette esclusivamente l’opinione degli elettori repubblicani.</p>
<p>Negli Stati Uniti, insomma, sui diritti si viaggia convintamente in retromarcia. Uno dei più impattanti e simbolici provvedimenti dell’attuale amministrazione è stato, nei primi mesi del 2025, il brusco taglio del programma Dei (Diversity, Equity and Inclusion) da parte del dipartimento dell’Efficienza Governativa (Doge).</p>
<p>Posseduto dal farneticante spirito semplificatore di un qualsiasi leghista nostrano, con la differenza di aver optato per una motosega anziché per una ruspa, Elon Musk, durante il suo breve ma devastante mandato ha chiuso gli uffici e licenziato i dipendenti del programma, anche quelli soltanto sospettati di essere “corrotti” dalle attività Dei.</p>
<p>Una significativa battuta d’arresto nell’impegno delle amministrazioni precedenti per l’uguaglianza e l’inclusione, grazie alla promozione del giusto trattamento e della partecipazione alla cosa pubblica di gruppi storicamente sottorappresentati o marginalizzati.</p>
<p>Più recentemente, sul fronte dei diritti neri, la Corte Suprema ha abrogato il Voting Rights Bill del ‘64, che garantiva rappresentanza alle comunità nere. Nascondendosi dietro l’argomento che quella legge era nata come una disposizione temporanea, non più rilevante in un contesto in cui non si può più pensare che i cittadini neri votino deterministicamente tutti allo stesso modo, la Corte ha dato il via libera ai governatori degli Stati conservatori del profondo sud a ridisegnare i distretti elettorali, smembrando le zone a maggioranza nera e democratica in modo da diluirle nei distretti repubblicani bianchi circostanti. In questo modo, presumibilmente, ci saranno meno neri e democratici eletti alle <em>mid-term </em>di novembre, e quindi maggiori chance di sopravvivenza politica per l’attuale presidente.</p>
<p>Il Partito Democratico, che non si è ancora ripreso dalla batosta delle ultime presidenziali, è galvanizzato dalla magnitudine e dalla rapidità di tutti questi sviluppi, ma <span class="pullquote"><u>sui diritti umani si ritrova oggi a balbettare</u></span><span class="pullquote-plain">sui diritti umani si ritrova oggi a balbettare</span>, consapevole che il linguaggio e le istanze che ha sposato durante le precedenti campagne hanno avuto un ruolo determinante in quella clamorosa sconfitta. E in larga parte, si tratta del linguaggio e delle istanze <em>woke</em>.</p>
<p>Cosa è andato storto? Com’è possibile che un movimento ispirato in buona fede al progresso della società civile sia diventato tossico al punto da scatenare una reazione restauratrice così cinica e spietata da parte degli elettori americani?</p>
<p>Il termine “<em>woke</em>” ha avuto origine negli ambienti afro-americani, intorno agli anni ’40 del secolo scorso, come slang nero dell’inglese “awaken”, a indicare un “risveglio”, ossia una presa di coscienza sulle ingiustizie sociali, in particolare il razzismo. L’espressione «Stay woke» («Sta’ sveglio, tieni gli occhi aperti»), originariamente presa dal testo di una canzone di Lead Belly, era diventata lo slogan di storiche proteste e manifestazioni contro la discriminazione razziale.</p>
<p>In epoche più recenti, la semantica del termine si è ampliata, abbracciando ogni tipo di discriminazione e ingiustizia sociale, e la sua popolarità è rapidamente cresciuta sugli account Instagram e Twitter delle generazioni Millennial e Z, con hashtag come #<em>staywoke</em>, fino a entrare ufficialmente nell’Oxford English Dictionary nel 2017.</p>
<p>Cooptato presto dalla politica, alla ricerca del voto dei giovani, il movimento è diventato sempre di più sinonimo di cosa significhi essere progressisti e di sinistra in America.</p>
<p>E per un periodo è stato molto apprezzato, perché forniva, con le sue regole per un linguaggio inclusivo, dei comodi codici di comunicazione, una sorta di galateo su come scrivere un’e-mail, o su come interagire con le altre persone all’interno di una società multiculturale e secolarizzata. Insegnava, sulla carta, il rispetto, l’attenzione, la cura per diverso.</p>
<p>E per l’ambiente. Rappresentava insomma una visione di civiltà, un modello per una buona vita civile e una speranza per il futuro.</p>
<p>Come spesso accade nella storia, a rovinare tutto è la fallibilità umana. In particolare la tendenza nefasta a trasformare immediatamente una buona idea, o un insieme di idee, in ideologia e dogma. Nel momento in cui “woke” è diventato un vessillo di guerra per attivisti sfegatati da una parte e un’arma diffamatoria per i detrattori dall’altra, le tensioni tribalistiche nella società civile si sono semplicemente spostate da etero/gay, uomo/donna, bianco/non bianco a chi è d’accordo/chi non è d’accordo con la mia agenda politica, polarizzando ed esacerbando le opinioni anche in merito a diritti che fino a quel momento erano considerati acquisiti.</p>
<p>Una causa del rifiuto viscerale delle istanze <em>woke</em>, a livello comunicativo, è stata fin da subito la percezione che si trattasse di teorie pretenziose, opache, campate in aria, a uso e consumo di élite accademiche, cose che suonano incomprensibili o ridicole alle orecchie dei non iniziati.</p>
<p>In effetti, alcuni concetti esotici trapelati nel dibattito pubblico come quello di “pene femminile”, o l’uso del pronome “<em>they</em>”, o del termine “soggettività” al posto di “persone”, laddove possono avere perfettamente senso nel contesto di articoli specialistici alla facoltà di studi di genere, buttati crudi in pasto al popolo rivelano che <span class="pullquote pqRight"><u>il mondo reale è ben diverso da un campus universitario</u></span><span class="pullquote-plain">il mondo reale è ben diverso da un campus universitario</span>, più simile in effetti uno stadio dove le tifoserie non hanno né la pazienza né l’interesse di scendere nel dettaglio, apprezzare le sfumature concettuali, né tanto meno tenere due pensieri nella mente allo stesso tempo.</p>
<p>Per usare una metafora che piacerebbe ai memetisti dawkinsiani, una volta che questi concetti escono dalle università sono come virus patogeni che sfuggono da laboratori scientifici dove erano studiati in condizioni di sicurezza. E la loro pericolosità è amplificata dai media attraverso cui si diffondono: i social, che triturano e riducono all’osso ogni discorso per rimpacchettarlo in formato appetibile alla camera di risonanza a cui si appartiene.</p>
<p>I politici delle destre populiste hanno così avuto gioco facile nel creare argomenti fantoccio per sobillare masse di analfabeti funzionali contro mostri e fantasmi inesistenti. Dai gender studies, complessa disciplina di lunga tradizione accademica, si è giunti così alla caricatura complottista delle “teorie gender”, che purtroppo hanno enorme riscontro politico.</p>
<p>Ed enorme potenziale per fare danni sociali: si pensi all’Italia, dove con la nuova legge sulle limitazioni all’educazione sessuale nelle scuole voluta dal ministro Valditara, le prossime generazioni di scolari e studenti si vedranno esposte a rischi reali per la salute psicofisica, mentre vengono protette da pericoli surreali come il gender.</p>
<p>Nel frattempo, il dibattito sui diritti della comunità trans, in particolare sul ruolo degli atleti transgender nell’agonismo – dibattito di per sé legittimo, ma anche estremamente di nicchia, interessando probabilmente poche manciate di individui – è diventato uno dei più grandi cavalli di battaglia politica di Trump, che tuona dai suoi pulpiti come se da questo dipendesse il futuro del Paese, riducendo la questione all’assurdo slogan che se vince la sinistra «gli uomini competeranno nelle categorie femminili, ci sarà transgender per tutti, e i vostri figli torneranno da scuola con il sesso cambiato».</p>
<p>Affermazioni grottesche che tuttavia, anche se non prese alla lettera, intercettano l’angosciosa percezione che la sinistra, plasmata dall’agenda <em>woke</em>, sia impegnata in una radicale trasformazione della società che mette a rischio non soltanto i classici privilegi del maschio bianco, ma anche la concezione del mondo, la confortante normalità di dare certi nomi a certe cose, senza dover rimettere tutto in discussione.</p>
<p>E infatti, laddove i sondaggi mostrano un crollo della popolarità di Trump un po’ in tutti i settori, dall’economia alla politica estera e persino all’immigrazione e sicurezza, il consenso rimane stabile sotto un unico indicatore: la soppressione delle lotte contro il patriarcato che hanno dominato il dibattito culturale degli ultimi anni.</p>
<p>Consapevole di questo consenso, l’amministrazione rincara la dose, dando grande risalto mediatico alle iniziative di un altro fanatico al governo: Pete Hegseth, che ha <em>machificato</em> il ministero della difesa ribattezzandolo ministero della guerra.</p>
<p>Il messaggio, urlato nello stile invasato dei predicatori evangelici è sostanzialmente che «il Pentagono ce l’ha duro», e che non c’è spazio nell’esercito per grassoni ed effeminati. E purtroppo non si tratta solo di retorica di pessimo gusto che ammutoliti generali e comandanti dell’esercito devono subire tra un intervento militare e l’altro.</p>
<p>Oltre al già citato smantellamento del programma Dei, il governo ha emanato decreti che sembrano usciti direttamente dal mondo di George Orwell, come “<em>Defending Women from Gender Ideology Extremism and Restoring Biological Truth to the Federal Government</em>”, che impone una definizione binaria del sesso biologico e vieta il riconoscimento delle identità transgender a livello federale.</p>
<p>Ma a rimpiangere la “normalità” <em>pre-woke</em> non sono soltanto i <em>red neck </em>della <em>Bible Belt</em>: come abbiamo più volte documentato su questa rivista, anche le università e gli ambienti intellettuali più di avanguardia hanno subito gli eccessi della cultura <em>woke</em>, diventata nel tempo sinonimo di <em>cancel culture</em>, ossia la pratica di mettere il bavaglio e censurare in toto qualunque individuo abbia anche inavvertitamente fatto affermazioni in violazione dei codici del nuovo politicamente corretto.</p>
<p>Diversi professori hanno perso la cattedra per piccoli sgarri di questo tipo, e l’insegnamento stesso è stato distorto da strane priorità in contrasto con i principi di libertà accademica e onestà intellettuale. Per esempio, alcuni autori classici sono stati estromessi dal curriculum perché il loro pensiero non si allineerebbe con le moderne concezioni di razza o genere.</p>
<p>E ancora, l’autorità di esperti in alcune discipline è stata messa in discussione perché ci sarebbero esperienze su cui soltanto chi le vive di persona può essere davvero autorevole: un professore bianco con un dottorato in storia del movimento nero non avrebbe legittimamente voce in capitolo perché soltanto un nero, per quanto analfabeta, può capire di cosa si sta parlando.</p>
<p>Preso atto della situazione, i democratici stanno attualmente valutando – dividendosi nel farlo – se a questo punto la strategia migliore sia quella di dissociarsi dal movimento <em>woke</em>.</p>
<p>Il governatore californiano Gavin Newsom, uno dei leader più popolari e potenzialmente papabile candidato alle presidenziali, lo scorso dicembre ha fatto notizia affermando che se i democratici vogliono tornare a vincere devono essere «più culturalmente normali», giudicare di meno, e mettere da parte le discussioni sull’identità e sui pronomi da usare, per concentrarsi invece sull’economia e sull’immigrazione.</p>
<p>Nello specifico ha citato la questione degli interventi di riassegnazione del genere nelle carceri, la cui posizione del partito «non appare normale a molti cittadini».</p>
<p>Più recentemente, l’ex deputato Barney Frank, scomparso lo scorso 19 maggio, ha affermato che «la chiave per tornare alla democrazia liberale è liberarsi della percezione a cui abbiamo permesso di crescere che il Partito Democratico sia impegnato in una serie di drastiche ricostruzioni sociali che vanno oltre il politicamente accettabile».</p>
<p>Ma se davvero avvenisse questo abbandono del <em>woke</em> da parte della politica, la domanda sarebbe: «Che ne sarà delle battaglie per i diritti civili che in America, nel bene e nel male, sono diventate sinonimo di <em>woke</em>? Arriverà un <em>woke 2.0</em>? Il cosiddetto <em>dark woke</em>? Si aprirà un vuoto culturale? O si permetterà semplicemente che i diritti vengano sacrificati sull’altare della <em>normalità</em>?»</p>
<p>Ammesso che davvero non si spengano le luci e si posponga la sveglia del progresso, l’auspicio è che l’attuale febbre della democrazia statunitense, che contagia il resto del mondo, possa servire, una volta superata, a catalizzare un reset sociale, in modo che si possa tornare a parlare di diritti in modo più sobrio, universale, umano. Chissà, potrebbe essere un’opportunità per farsi avanti e riqualificare le battaglie civili nel quadro filosofico di un altro movimento culturale, uno che sia davvero razionale, inclusivo e antidogmatico come vuole essere quello ateo-umanista.</p>
<p><strong>Paolo Ferrarini</strong></p>
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