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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Medicina basata sulle evidenze?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 09:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ordine dei Medici di Padova riconosce crediti formativi a un evento sulle medicine &#8220;non convenzionali&#8221;: il caso riapre la questione dei professionisti sanitari che sdoganano pratiche pseudoscientifiche. Affronta il tema Massimo Albertin sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Il 6 giugno 2026 si è tenuto a Padova un evento promosso dall’Ordine provinciale dei medici (Omceo) di Padova intitolato “Medicine non convenzionali: indicazioni – controindicazioni – prospettive” che ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/16/medicina-basata-sulle-evidenze/" title="Read Medicina basata sulle evidenze?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Ordine dei Medici di Padova riconosce crediti formativi a un evento sulle medicine &#8220;non convenzionali&#8221;: il caso riapre la questione dei professionisti sanitari che sdoganano pratiche pseudoscientifiche. Affronta il tema Massimo Albertin sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Il 6 giugno 2026 si è tenuto a Padova un evento promosso dall’Ordine provinciale dei medici (Omceo) di Padova intitolato “Medicine non convenzionali: indicazioni – controindicazioni – prospettive” che ha dato ai partecipanti 4 crediti Ecm, i crediti obbligatori per l’aggiornamento medico.</p>
<p>La dottoressa Garavaglia, in un altro articolo di questo numero, formula le sue valutazioni riguardo all’opportunità che un ordine professionale non solo incoraggi, ma addirittura promuova pratiche di efficacia non dimostrata: ricorda la stessa Federazione nazionale degli ordini, nel suo <a href="http://1https://dottoremaeveroche.it">portale ufficiale</a> “Dottore, ma è vero che&#8230;?”, nato «come porto sicuro nel mare in tempesta della disinformazione in ambito sanitario» che la più popolare e diffusa tra le pratiche alternative, cioè l’omeopatia, <span class="pullquote">non è in grado di dimostrare un’attività superiore a quella del placebo</span>, cioè dell’acqua fresca, come rammenta il titolo di un recente libro del farmacologo Silvio Garattini.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77632" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Io ho partecipato a questo evento in cui venivano presentate quattro pratiche mediche: omeopatia, antroposofia, fitoterapia e agopuntura e ne commento qui le relazioni.</p>
<p>Desidero partire dalla fitoterapia perché trovo che si tratti di una presenza anomala in questo ambito. La relazione del dottor Firenzuoli infatti è stata molto interessante e sicuramente avrebbe potuto tranquillamente essere presentata in qualsiasi convegno medico in cui si parlasse di terapia farmacologica; per confermare la serietà della fitoterapia basterebbe ricordare l’uso della cannabis, attualmente utilizzata con successo nella terapia del dolore e negli spasmi nella sclerosi multipla.</p>
<p>I siti istituzionali di Ema e Aifa, linee guida e letteratura medica confermano che la fitoterapia è una vera medicina complementare, cioè una forma di terapia che si può affiancare alle terapie classiche, che ha poteri curativi dimostrati scientificamente, efficace nella cura di diverse malattie e con effetti provati e documentati.</p>
<p>Ben diversa invece è la mia valutazione in merito alla relazione sull’omeopatia tenuta dal dottor Allegri che, trascurando di approfondire l’aspetto scientifico della materia, ha parlato della “Legge di similitudine” che caratterizza l’omeopatia, affermando che ci sarebbe «…una logica di funzionamento del rimedio&#8230; diversa» rispetto a quella che governa la medicina scientifica e questa diversità consisterebbe nella «risonanza e consonanza come filone di lettura della materia vivente»; per poi arrivare a parlare di «senso teleologico nel funzionamento dell’organismo».</p>
<p>Ricordo che la visione teleologica, cioè finalistica della natura, ha caratterizzato la concezione filosofica aristotelica e successivamente quella scolastica, secondo la quale Tommaso d’Aquino pensava che essa dimostrasse l’esistenza di un ordine superiore e di un disegno divino: la natura cioè vista come un piano stabilito da un “architetto intelligente”. Pare evidente come, in mancanza di prove scientifiche, gli omeopati si rifugino in spiegazioni fideistiche per sostenere la loro posizione.</p>
<p>Secondo il relatore perciò «la patologia è espressione di un’intelligenza del corpo… cioè c’è un fondo finalistico, teleologico della fisiopatologia». Poi continua affermando che «il rimedio omeopatico dà degli stimoli all’organismo riattivando le risorse disponibili» (ma ovviamente non spiega come avverrebbero questi stimoli, visto che viene rifiutata l’interazione chimico-biologica con proteine recettoriali come avviene per i farmaci che funzionano). Egli continua poi ricordando che gli omeopati usano un linguaggio particolare, interno (il sulfureo, il carbonico&#8230;).</p>
<p>Il linguaggio usato dal relatore <span class="pullquote">è stato quindi molto criptico e confuso</span>: si provi per esempio a tradurre in un italiano comprensibile questo passaggio: «La malattia rientra in questa logica, il corpo comunica qualcosa nello suo stare male, comunica con sé stesso, crea un equilibrio, ha un senso nella propria vita e comunica con l’esterno e comunicare e mettere insieme attraverso dei linguaggi simbolici e che vanno interpretati come un’alterazione di un qualcosa che c’era prima, valutare, molto importante, le modalità in cui questo avviene, in che momento, quindi come, quando, dove, perché, insomma queste domande che non sono esclusive della medicina omeopatica».</p>
<p>Ma la pratica omeopatica, come pratica medica, non può permettersi di autoescludersi; se vuole far parte del mondo medico a cui aspira di integrarsi deve per forza cercare di adattarsi in qualche modo al metodo scientifico; metodo che però continua a rigettare nel momento in cui respinge quanto chimica, biochimica, fisiologia, patologia, farmacologia e tutte le scienze biologiche hanno scoperto in questi ultimi due secoli, evolvendosi dalle approssimazioni scientifiche del tempo in cui Hahnemann, inventore dell’omeopatia, provò a sperimentare per contrastare una medicina pericolosa e dannosa come quella applicata dai suoi contemporanei. Per cui anche gli omeopati affermano di fare “ricerca scientifica” e usano il tanto bistrattato metodo scientifico per cercare di avvalorare la loro pratica.</p>
<p>Ed ecco così che il relatore, che sta tenendo un corso organizzato dall’Ordine dei medici, corso che fornisce un punteggio Ecm, cita lavori scientifici che a suo dire sosterrebbero la validità delle sue affermazioni. Ebbene, si sa che in letteratura ci sono studi di ogni tipo sull’omeopatia e che quando si selezionano quelli ben progettati, con campioni ampi, controlli adeguati e revisione tra pari, l’effetto scompare e l’omeopatia mostra dei risultati solo quando il metodo è debole: un comportamento tipico dei fenomeni che non esistono.</p>
<p>Ma la cosa grave, anzi gravissima, è che in questo caso il relatore, evidentemente a corto di studi seri, è arrivato a citare uno studio ritrattato! Ricordo che quando una rivista scientifica ritira o ritratta uno studio scientifico significa che controlli successivi alla sua pubblicazione hanno dimostrato che i risultati ottenuti da quella ricerca non sono validi. Quello studio perciò è da considerare nullo.</p>
<p>Già trovavo scandaloso che un Ordine provinciale dei medici tenesse un corso di aggiornamento su pratiche non provate scientificamente, ma che permettesse da parte del relatore anche la citazione di lavori addirittura fasulli, è stato ancora più riprovevole.</p>
<p><span class="pullquote">Fatico poi a commentare la relazione del dottor Gasperi</span>, segretario generale della società antroposofica in Italia. Ricordo per esempio che i seguaci di Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia oltre un secolo fa, sostenevano durante la pandemia di Covid che pastiglie di zenzero e rimedi omeopatici a base di ferro meteoritico (!) fossero in grado di combattere il virus Sars cov-2.</p>
<p>Gli stessi antroposofi ammettono che, per quel che riguarda l’efficacia dei loro “rimedi”, non vi sono prove, ma notano che «fanno bene alle persone». La pratica antroposofica cercherebbe di curare l’essere umano «integrando la medicina scientifica con elementi spirituali, cercando di curare l’essere umano nella sua totalità di corpo, anima e spirito». La visione antroposofica sostiene che l’essere umano sia un’interazione tra quattro livelli:</p>
<p>&#8211; Corpo fisico: La parte materiale.</p>
<p>&#8211; Corpo eterico: Le forze vitali.</p>
<p>&#8211; Corpo astrale: La sede dei sentimenti e degli impulsi.</p>
<p>&#8211; Io: Il principio spirituale individuale.</p>
<p>«La malattia è considerata una disarmonia tra questi livelli, non un semplice malfunzionamento biologico. I trattamenti fanno uso spesso di preparati diluiti e dinamizzati come quelli omeopatici». Come diceva Steiner, il fondatore dell’antroposofia, «Non si ha la più pallida idea di quello che accade nel corpo, non si guarda al suo interno. Si può intervenire nel modo giusto solo sapendo che: nella pleurite c’è un eccesso di elemento luciferico, per cui bisogna aggiungere qualcosa di arimanico; nell’ictus c’è un eccesso di elemento arimanico, per cui bisogna aggiungere qualcosa di luciferico.</p>
<p>È proprio questo che manca all’uomo d’oggi. Se ci è chiaro che il cristianesimo rappresenta l’equilibrio, vediamo che l’umanità è troppo poco “cristiana”. L’elemento cristico consiste nella guarigione fisica, nella ricerca di equilibrio fino nel fisico». (da Wikipedia).</p>
<p>Ma il relatore, che ha esposto la sua relazione senza diapositive, probabilmente per evitare un eccesso di tecnologia, ha poi continuato parlando in maniera vacua e inconsistente di medicine antiche e ippocratiche come se fossero valide ancor oggi, sottolineando poi come l’antroposofia sia anche alla base dell’agricoltura biodinamica.</p>
<p>E qui è inevitabile ricordare come questa pratica di coltivazione, «sorella» della “medicina” antroposofica, a lei «collegata in maniera olistica», usi analoghi preparati biodinamici e, collegandosi anche all’astrologia, faccia riferimento al calendario lunare e planetario. Ci potremmo quindi aspettare che un medico antroposofo ci facesse anche l’oroscopo&#8230; Secondo la pratica steineriana la frattura insanabile fra scienza e fede, la loro inconciliabilità, viene considerata quanto di più catastrofico sia avvenuto nel progresso della medicina. Sarebbe quindi tragico pensare che l’uomo sia frutto del caso e della necessità come prospettato da Jacques Monod.</p>
<p>E il relatore ha poi ricordato, confusamente e ovviamente senza far nomi, come pochi «grandissimi medici» avrebbero saputo conservare la visione olistica dell’uomo per poterlo curare meglio. Ma ecco che nel 1920 Steiner rivelava al mondo che la nuova medicina (cioè la allora nascente medicina scientifica) non sapeva più riconoscere che «l’uomo non si ammala, in quanto nasce malato, perché egli non è solo natura, ma ha una sua dimensione ontologica, spirituale, il nostro io in perenne divenire e l’ambivalenza dell’essere umano è la malattia connaturata in esso».</p>
<p>Il lettore non si preoccupi se fatica a capire, in quanto mancanza di chiarezza e confusione sembrano connaturate nel messaggio steineriano. Steiner fonda una scienza (rigorosa a detta del relatore) e sarebbe stato il primo uomo ad aver inaugurato «un’indagine scientifica dello spirito» su un uomo trino, formato cioè da corpo, spirito e anima. Ed è così che «il cuore non è solo una pompa ma anche sede dell’affettività». «L’anima è una realtà autonoma che materialmente si trova nell’organismo, in particolare negli organi ritmici». E la relazione si è chiusa infine con l’affermazione che «una vipera può mangiare un intero vitello»&#8230;</p>
<p>L’ultima relazione, sull’agopuntura, non si è discostata dal racconto che abitualmente effettuano i fautori di questa pratica: la citazione di migliaia di pubblicazioni che confermano il meccanismo d’azione, ormai noto, con cui l’infissione di aghi produce degli effetti sul dolore, cioè la produzione di oppioidi endogeni (beta endorfine, encefaline, dinorfine) fatto dimostrato che non viene più contestato; ma il relatore dottor Giovanardi si è guardato bene dal ricordare come nelle scuole in cui si rilasciano gli attestati di Fisa (Federazione italiana delle società di agopuntura di cui Giovanardi è presidente), si insegnano cose come «Sindromi di Qi, Xue, Jing e Jinye: fisiopatologia, clinica e terapia – 8 regole diagnostiche», o le «Sindromi degli Zang Fu», cioè tutti i principi della medicina tradizionale cinese, vecchia di oltre 2.300 anni, su cui si basa l’agopuntura cioè «la correzione del flusso del Qi attraverso canali conosciuti come meridiani» (che nessuno ha mai trovato!).</p>
<p>E non ha ricordato neppure come studi recenti abbiano mostrato che, quando le terapie alternative, come l’agopuntura, entrano nella gestione reale del carcinoma mammario, la sopravvivenza peggiora, a causa di una maggiore frequenza di abbandono delle terapie efficaci: i pazienti che ricorrono alle medicine alternative rifiutano cioè più spesso chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapia ormonale.</p>
<p>La mia conclusione perciò è che questa iniziativa dell’Omceo di Padova sia da considerare, per almeno 3/4, veramente disastrosa!</p>
<p><strong>Massimo Albertin</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/10/la-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 13:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei consiglieri comunali di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/10/la-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati/" title="Read La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p>La clericalata della settimana è dei <a href="https://www.abruzzospeciale.it/2026/08/02/futuro-nazionale-un-crocifisso-in-ogni-aula-di-pescara/">consiglieri comunali di Pescara Valeria Toppetti e Cristian Orta</a> (Futuro Nazionale) che</p>
<h3>hanno presentato una mozione per impegnare sindaco e giunta a promuovere l’esposizione del crocifisso in tutte le aule scolastiche della città a partire da settembre.</h3>
<p>Secondo la consigliera Toppetti «la cultura cristiana fa parte della nostra stessa identità, ed è dunque importante promuovere la presenza del crocifisso nelle aule della città, per ricordare ai ragazzi i nostri valori, la nostra storia, la nostra evoluzione, la nostra radice cristiana e la nostra identità. Per il progetto politico di Futuro Nazionale la promozione e la presenza del crocifisso nelle aule rappresenta un’assoluta priorità».</p>
<p>Ad Ascoli Piceno, in occasione della Festa di Sant’Emidio, il sindaco Marco Fioravanti <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1659071791825292">è salito sul palco</a> per il saluto finale davanti a una piazza gremita gridando: “Viva Ascoli, viva Sant’Emidio!”</p>
<p>Il sindaco di Canosa di Puglia (BT) Vito Malcangio <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1024547757129075">ha celebrato</a> la festa patronale in onore dei santi Sabino, Alfonso e Maria Santissima della Fonte, rivendicando il sostegno e il finanziamento dell&#8217;amministrazione comunale al Comitato Feste Patronali e affermando che la ricorrenza rappresenta «un intreccio di fede, memoria e amore per la propria terra».</p>
<p>Il sindaco di Palestrina (RM) Simone Venturini <a href="https://www.instagram.com/p/DbnuFdxgb9K/">ha partecipato</a> alla Festa della Madonna dell’Apparizione insieme alla comunità locale, definendo la ricorrenza un momento che «rinsalda le proprie radici» e ringraziando i volontari che hanno reso possibile la celebrazione.</p>
<p>Il sindaco di Termoli (CB) Nicola Balice <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1025959800203218">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla celebrazione in onore di san Basso, prendendo parte alla deposizione in mare di una corona di alloro in memoria dei Caduti del Mare, alla presenza del vescovo Claudio Palumbo.</p>
<p>Il sindaco di S. Gaetano di Cavarzere (VE) <a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=1806187884331002&amp;set=pcb.1806188687664255">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla celebrazione per la festa patronale di San Gaetano, presieduta da mons. Simone Zocca, e ha consegnato una targa al Comitato S. Gaetano per i vent’anni di organizzazione della sagra.</p>
<p>Il sindaco di Cefalù (PA) Daniele Salvatore Tumminello <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=10233510041268163&amp;set=pcb.10233510180791651">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla processione in onore di Gesù Salvatore, presieduta dal vescovo Marciante, che ha portato il reliquiario della Santa Croce per le vie cittadine. Presenti anche la Giunta, il presidente del Consiglio comunale e altre autorità civili e militari.</p>
<p>Il sindaco di Trapani (TP) <a href="https://www.youtube.com/watch?v=V4oV7gxY-Jg&amp;t=143s">ha accolto</a> con fascia tricolore la statua di Sant’Alberto, patrono della città insieme alla Madonna di Trapani, durante i festeggiamenti in suo onore. La statua è stata poi accompagnata in processione fino alla Cattedrale di San Lorenzo, dove si sono svolte le celebrazioni religiose.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Il denaro della fede e il conto dello Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’8×1000 alla beneficenza, diversi casi giudiziari e scandali sollevano dubbi su trasparenza e controlli nella gestione finanziaria della Chiesa cattolica. Affronta il tema Federico Tulli sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. La Corte dei conti ha lanciato l’allarme all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026: le condotte dolose sui fondi pubblici sono in aumento. Nel 2025 le sezioni regionali della magistratura contabile hanno emesso ben 226 sentenze di condanna per un totale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/09/il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato/" title="Read Il denaro della fede e il conto dello Stato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dall’8×1000 alla beneficenza, diversi casi giudiziari e scandali sollevano dubbi su trasparenza e controlli nella gestione finanziaria della Chiesa cattolica. Affronta il tema Federico Tulli sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>La Corte dei conti ha lanciato l’allarme all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026: le condotte dolose sui fondi pubblici sono in aumento. Nel 2025 le sezioni regionali della magistratura contabile hanno emesso ben 226 sentenze di condanna per un totale di 45,3 milioni di euro di danno erariale accertato, con un totale che supera i 900 milioni dal 2010 al 2025.</p>
<p>Il meccanismo del<span class="pullquote">l’omessa rendicontazione è tra le fattispecie più ricorrenti</span>. E tra queste fattispecie non è raro inciampare in vicende che hanno per protagonisti uomini di Chiesa. In questo articolo ricostruiamo alcune tra quelle più significative, a cominciare dal caso di Francesco Miccichè, ex vescovo di Trapani, uno dei più complessi al crocevia tra gestione dei fondi dell’8×1000 e responsabilità contabile dello Stato.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77631" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Nel luglio 2020 Miccichè è stato rinviato a giudizio a Trapani per peculato, con l’ipotesi che avesse fatto confluire su conti della diocesi che gestiva in totale autonomia, senza adeguata rendicontazione, oltre 300 mila euro dell’8xmille destinato alla diocesi, e che una parte di quei soldi fosse stata impiegata persino per l’acquisto di un appartamento a Roma, in zona piazza Barberini.</p>
<p>La procura trapanese sosteneva inoltre che, tra il 2007 e il 2011, nei due conti diocesani fossero confluiti quasi 5 milioni di euro complessivi e che il denaro non sarebbe stato usato solo per attività coerenti con le finalità ecclesiastiche previste, ma anche per spese contestate, con un uso che gli inquirenti hanno ritenuto incompatibile con la natura pubblica dei fondi.</p>
<p>Nel dicembre del 2024 il tribunale di Trapani ha chiuso il primo grado del processo penale con una decisione mista: prescrizione per le contestazioni più risalenti e assoluzione «perché il fatto non sussiste» per un’ipotesi di peculato (un prelievo di 2.000 euro nel 2012).</p>
<p>La procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e sei mesi. Ma la partita non si è chiusa. Sul piano contabile, infatti, la Corte dei conti può procedere in modo autonomo e accertare un danno erariale anche quando il giudizio penale si è chiuso senza condanna piena.</p>
<p>Ed è qui che si è aperto il secondo fronte. Nel 2025 la procura contabile regionale siciliana ha citato in giudizio Miccichè e la diocesi di Trapani per un presunto danno erariale di 403 mila euro a carico del ministero dell’economia e delle finanze.</p>
<p>L’ipotesi è che l’ex vescovo abbia gestito questa somma in autonomia, senza un’adeguata rendicontazione e in contrasto con le finalità previste dalla legge per l’8×1000. Il procedimento contabile è stato avviato alla fine del 2025 davanti alla sezione giurisdizionale siciliana e mentre scriviamo non se ne conosce ancora l’esito.</p>
<p>La vicenda di Miccichè – che nel 2012 è stato rimosso da Benedetto XVI dalla guida della diocesi siciliana dopo una visita apostolica che aveva segnalato la gravità delle anomalie gestionali emerse attorno alla curia trapanese – non è l’unica storia in cui a esponenti ecclesiastici viene contestata una gestione illecita o distrattiva di fondi destinati a finalità religiose o caritative.</p>
<p>Un caso che presenta analogie nello schema accusatorio è quello della diocesi di Ozieri, in Sardegna. A febbraio del 2025 il gup di Sassari ha rinviato a giudizio nove persone, tra cui il vescovo Corrado Melis e Antonino Becciu, fratello del cardinale Angelo Becciu. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, di <span class="pullquote">peculato, riciclaggio, favoreggiamento e false dichiarazioni al pm</span>.</p>
<p>Secondo l’accusa, fondi dell’8×1000 e fondi vaticani destinati alla diocesi sarda sarebbero stati dirottati verso la cooperativa sociale Spes, di cui Becciu era presidente/rappresentante legale. Il processo si è aperto nel luglio 2025, a marzo 2026 il tribunale ha disposto l’esclusione di atti diocesani dal fascicolo, mentre per ottobre risultano calendarizzate nuove testimonianze, anche di figure ecclesiastiche, tra cui monsignor Francesco Soddu e monsignor Sebastiano Sanguinetti.</p>
<p>Anche qui siamo nel campo delle accuse da accertare definitivamente e quindi della presunzione d’innocenza. Ma il meccanismo contestato è significativo perché, secondo l’accusa, fondi destinati a finalità caritative sarebbero passati attraverso i conti della Caritas diocesana e di una cooperativa sociale, fino a essere impiegati in modo non coerente con lo scopo originario, con una possibile destinazione privata delle risorse. Di contro le difese hanno sostenuto la correttezza dell’uso sociale delle somme.</p>
<p>A Modena il caso di don Giorgio Panini porta lo stesso tema su scala parrocchiale e comunale. Nel 2011 Panini, ex parroco di Brodano a Vignola, patteggiò un anno e dieci mesi per truffa e appropriazione indebita in un filone separato dal processo principale per omicidio.</p>
<p>Secondo l’accusa, i raggiri avevano colpito attraverso false fatture sia la curia sia i Comuni di Savignano e Vignola, con movimentazioni bancarie rilevanti, numerosi conti e carte di credito. È doveroso qui aprire una parentesi e deviare un attimo dal tema principale dell’articolo.</p>
<p>Poco più di un anno prima don Panini era stato accusato di aver ucciso a coltellate l’amico e socio d’affari Sergio Manfredini nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 2009. Il delitto avvenne in un’abitazione di Vignola, dopo una relazione personale e finanziaria sempre più conflittuale tra i due.</p>
<p>L’inchiesta portò a un processo molto seguito, segnato da dettagli inquietanti sui rapporti tra il sacerdote e la vittima. Nel luglio 2011, in primo grado, Panini fu condannato a 20 anni di reclusione; la pena fu poi rideterminata in appello bis a 17 anni e 4 mesi. La condanna divenne definitiva perché l’ex parroco non è ricorso in Cassazione.</p>
<p><span class="pullquote">Torniamo ora ai casi di gestione illecita</span> o distrattiva di risorse pubbliche e patrimoniali con il dissesto dell’Idi, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata di Roma. Non siamo più nel campo dell’8×1000, ma della sanità accreditata, dei rimborsi, dei fondi pubblici e della gestione di grandi enti sanitari cattolici.</p>
<p>L’inchiesta sul crac della Provincia italiana della congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione – a cui facevano capo l’Idi, l’ospedale San Carlo di Nancy e villa Paola a Roma –ha riguardato accuse di bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture false, occultamento di scritture contabili e appropriazione indebita.</p>
<p>Lo scandalo esplose nel 2012 e le cifre sono impressionanti: passivo patrimoniale di circa 845 milioni di euro, distrazioni per oltre 82 milioni, indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed evasione fiscale superiore a 450 milioni, secondo gli accertamenti della Guardia di finanza riportati dalla stampa e dagli atti d’inchiesta.</p>
<p>Tra i principali imputati figurava padre Franco Decaminada, già consigliere delegato dell’Idi e responsabile della gestione del comparto sanità fino al 2011. All’inizio del 2026 la procura di Roma ha chiesto dieci anni di reclusione per lui nel processo per bancarotta.</p>
<p>L’accusa per il sacerdote è di aver partecipato a una spoliazione sistematica di risorse della struttura sanitaria religiosa: appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, falsa fatturazione, occultamento di scritture contabili e riciclaggio. Secondo l’accusa, Decaminada avrebbe anche prelevato in contanti oltre due milioni di euro dalle casse dell’istituto senza giustificazione, contribuendo a un dissesto quantificato dagli inquirenti in decine di milioni e, più in generale, a un crac che ha travolto il patrimonio dell’ente.</p>
<p>In buona sostanza, la procura gli contesta di avere usato il controllo sulla congregazione e sulle società collegate per dirottare fondi, gonfiare fatture e coprire uscite prive di reale documentazione. Ovviamente anche qui vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
<p>Spostiamoci nel Salento con la vicenda di don Cesare Lodeserto e del centro Regina pacis di San Foca che riguarda l’uso di fondi pubblici per l’accoglienza e i programmi antitratta. Lodeserto, sacerdote della diocesi di Lecce, dirigeva un centro per migranti gestito dalla curia e finanziato con risorse pubbliche.</p>
<p>Nel 2010 fu condannato in primo grado per truffa a un anno e quattro mesi per fondi legati al progetto “Ali nuove”, destinato all’assistenza di donne uscite dallo sfruttamento della prostituzione: secondo l’accusa, parte delle attività finanziate non era stata realizzata.</p>
<p>Nelle cronache dell’epoca si parlò di una truffa di 230mila euro su 500mila stanziati. Il Regina pacis fu anche al centro di procedimenti per violenze, minacce e sequestro di persona. Una sentenza del tribunale di Lecce del 2005 condannò Lodeserto e altri imputati per violenza privata e lesioni aggravate ai danni di migranti trattenuti nel centro. Nel 2014 la Cassazione rese definitiva la condanna a 5 anni e 4 mesi per calunnia, minacce e sequestro di persona nei confronti di alcune ragazze immigrate ospiti del centro.</p>
<p>Non tutto, in questa “caritatevole” costellazione di casi, è danno erariale. Nel dicembre 2021 don Francesco Spagnesi di Prato, ex parroco della Castellina, ha patteggiato una pena di tre anni e otto mesi per spaccio, traffico di droga, truffa e appropriazione indebita, dopo essere stato accusato di aver sottratto fondi parrocchiali e offerte dei fedeli per finanziare l’acquisto di stupefacenti e i festini.</p>
<p>La vicenda di Spagnesi non va confusa con quelle di Miccichè, Becciu, Decaminada o Lodeserto ma serve a individuare il dispositivo culturale che c’è in comune: un sacerdote amministra denaro raccolto in nome dei poveri, della comunità, della carità oppure ricevuto da un’amministrazione pubblica; il controllo è affidato a organismi interni o alla reputazione personale; quando la cassa si svuota, ci si accorge che la fiducia – malriposta – aveva sostituito la verifica.</p>
<p>Lo stesso vale per don Lucio Sinigaglia, ex parroco di Legnaro. Siamo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, quando emerge la gestione opaca di un’ingente eredità destinata alla Caritas parrocchiale di Legnaro. Il lascito, arrivato da un fedele del paese, avrebbe dovuto sostenere i poveri e le attività caritative della comunità, ma secondo l’accusa sarebbe finita in larga parte per finanziare spese personali del parroco: viaggi, cene, regali, auto, moto e interventi sulla canonica.</p>
<p>L’inchiesta della procura di Padova contestò a Sinigaglia l’appropriazione indebita aggravata e continuata. Il caso divenne rapidamente pubblico dopo il sequestro dei beni e la diffusione delle prime ricostruzioni giornalistiche, trasformandosi in uno degli scandali più discussi legati alla gestione di denaro affidato alla Chiesa.</p>
<p>La vicenda di don Sinigaglia si è conclusa sul piano giudiziario con un patteggiamento di un anno e quattro mesi nel luglio 2016 per appropriazione indebita pluriaggravata e continuata. Sinigaglia, che ammise di aver usato parte del lascito destinato alla Caritas parrocchiale per spese personali, reintegrò la somma e nel 2018 ha ottenuto la riabilitazione pastorale dalla diocesi di Padova.</p>
<p>Don Flavio Gobbo, parroco di Spinea, porta il medesimo problema dentro la dipendenza dal gioco. Nel 2018 ha patteggiato due anni, con pena sospesa, per appropriazione indebita dopo un buco di circa 500mila euro nelle casse della parrocchia, denaro sperperato al casinò.</p>
<p>Monsignor Patrizio Benvenuti allarga ancora il campo: non fondi pubblici, ma beneficenza usata come promessa fiduciaria. Nel 2016 la Guardia di finanza di Bolzano lo arrestò nell’ambito di un’inchiesta per truffa, riciclaggio ed evasione fiscale.</p>
<p>Secondo l’accusa, quasi trecento persone, perlopiù anziane e residenti all’estero, avrebbero versato denaro alla fondazione umanitaria Kepha onlus; quelle somme sarebbero poi finite in un articolato meccanismo di riciclaggio tra società estere e italiane.</p>
<p>La cifra contestata arrivava a circa 30 milioni di euro. Benvenuti era un alto prelato con incarichi presso il tribunale ecclesiastico della Santa sede, poi in pensione e residente alle Canarie al momento dell’arresto. Nel febbraio 2025 il tribunale di Roma lo ha assolto dall’accusa di truffa aggravata legata alla fondazione Kepha, su richiesta della stessa procura, con la formula «perché il fatto non sussiste».</p>
<p>Per Benvenuti, dunque, il procedimento si è concluso con un’assoluzione piena. Diverso, perché più ecclesiale-amministrativo che penale, è il caso – clamoroso – del vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst di Limburg, in Germania.</p>
<p>Nel 2013 divenne per la stampa internazionale il simbolo della ricchezza episcopale fuori controllo, dopo lo scandalo sui costi del nuovo centro diocesano St. Nikolaus, comprendente anche la residenza episcopale: da una previsione iniziale di circa 5,5 milioni di euro si arrivò a una spesa di circa 31 milioni.</p>
<p>Al vescovo vennero contestati costi fuori scala, scarsa trasparenza verso gli organi di controllo e uno stile di governo percepito come incompatibile con la sobrietà richiesta alla Chiesa, tanto che il Vaticano lo sospese nell’ottobre 2013 e nel marzo 2014 papa Francesco accettò le sue dimissioni.</p>
<p>Dopo alcuni mesi, nel dicembre 2014, ricevette un incarico in Vaticano come delegato per la catechesi presso il Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. In pratica non fu rimosso dalla Chiesa, ma ricollocato in un incarico privo della stessa esposizione gestionale, lontano dalla cassa.</p>
<p><strong>Federico Tulli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La legge del &#8220;non nato&#8221; di Ayuso: perché minaccia i diritti riproduttivi e rischia lo scontro con la Costituzione</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/07/la-legge-del-non-nato-di-ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-costituzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2 luglio 2026 l&#8217;Assemblea della Comunità autonoma di Madrid ha approvato la ley del concebido no nacido: il concepito diventa &#8220;membro dell&#8217;unità familiare&#8221; ai fini di aiuti pubblici quali il reddito minimo, le detrazioni IRPEF, lo status di famiglia numerosa dalla quattordicesima settimana, un bonus di 500 euro dalla ventunesima. Sulla carta, si tratta di una misura natalista, nella sostanza, apre uno dei fronti giuridici e politici più delicati della Spagna recente. Il testo estende il principio di &#8220;finzione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/07/la-legge-del-non-nato-di-ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-costituzione/" title="Read La legge del &#8220;non nato&#8221; di Ayuso: perché minaccia i diritti riproduttivi e rischia lo scontro con la Costituzione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 luglio 2026 l&#8217;Assemblea della Comunità autonoma di Madrid ha approvato la <em>ley del concebido no nacido</em>: il concepito diventa &#8220;membro dell&#8217;unità familiare&#8221; ai fini di aiuti pubblici quali il reddito minimo, le detrazioni IRPEF, lo status di famiglia numerosa dalla quattordicesima settimana, un bonus di 500 euro dalla ventunesima. Sulla carta, si tratta di una misura natalista, nella sostanza, apre uno dei fronti giuridici e politici più delicati della Spagna recente.</p>
<p><span class="pullquote">Il testo estende il principio di &#8220;finzione giuridica&#8221;</span> già previsto dall&#8217;articolo 29 del Codice Civile spagnolo, spostando il baricentro dalla donna incinta – soggetto pieno di diritti – al non nato, trattato come soggetto giuridico autonomo. L&#8217;articolo 29 stabilisce che il concepito si considera nato &#8220;per tutti gli effetti che gli siano favorevoli&#8221;, ma a una condizione precisa: che nasca vivo. È una finzione condizionata, retroattiva, circoscritta, pensata per non escludere un nascituro da un&#8217;eredità o da una donazione già aperta al momento del concepimento.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77677" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1.jpg 1460w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1460px) 100vw, 1460px" />
<p>Qui sta il punto decisivo: una finzione giuridica regge solo finché resta ancorata allo scopo per cui è stata creata. Trasformarla in regola generale rendendola un criterio trasversale applicabile a un intero sistema di politiche pubbliche, come fa la legge madrilena, significa snaturarla. Non è più uno strumento al servizio di un effetto circoscritto: comincia a somigliare a uno statuto giuridico permanente del concepito.</p>
<p>Interpretando questa legge come parte di una strategia per fasi si arriva quasi per forza alla sentenza <em>Dobbs v. Jackson Women&#8217;s Health Organization</em> con cui, nel giugno 2022, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato <em>Roe v. Wade</em> (1973) e <em>Planned Parenthood v. Casey</em> (1992): ha cancellato il diritto costituzionale federale all&#8217;aborto e restituito agli Stati piena facoltà di vietarlo o restringerlo. Fu uno dei rovesciamenti giurisprudenziali più radicali nella storia recente della Corte. È proprio il percorso che l&#8217;ha resa possibile a interessare qui.</p>
<p>Il movimento anti-abortista americano ha costruito, Stato dopo Stato, anno dopo anno, un impianto normativo fatto di leggi apparentemente marginali: norme che riconoscevano il feto come vittima autonoma nei reati contro la persona, leggi sul &#8220;dolore fetale&#8221;, requisiti di ecografia obbligatoria, regolamentazioni tecniche sulle cliniche (le leggi TRAP), e soprattutto una lunga serie di <em>fetal personhood bills</em>, ovvero proposte che, dal diritto successorio al diritto penale, trattavano il feto come persona a tutti gli effetti.</p>
<p>Prese singolarmente, molte di queste norme non toccavano direttamente il diritto all&#8217;aborto, eppure la loro accumulazione ha cambiato progressivamente il linguaggio giuridico, l&#8217;opinione pubblica, la composizione ideologica delle corti ed ha preparato il terreno su cui la sfida diretta al caso <em>Roe vs Wade</em>, arrivata dalla legge del Mississippi al centro del caso <em>Dobbs vs Jackson</em>, ha potuto attecchire e vincere.</p>
<p>Letta in quest&#8217;ottica, la legge madrilena rientra nella stessa logica graduale: misure apparentemente tecniche e settoriali, come questa sul &#8220;concepito non nato&#8221;, svolgono il ruolo che negli Stati Uniti hanno avuto le leggi sul <em>fetal personhood</em>. Sono i tasselli che compongono l&#8217;infrastruttura linguistica e giuridica su cui fondare, in futuro, un attacco diretto al diritto all&#8217;aborto. In questa fase l&#8217;obiettivo non è vietare ma normalizzare: costruire sottilmente una narrativa in cui il non nato diventa equiparabile al nato.</p>
<p>C&#8217;è di più: la legge impone di comunicare all&#8217;amministrazione regionale i casi in cui il concepito non arrivi a nascere. Si innesca così un meccanismo di controllo che invade il terreno dell&#8217;autonomia riproduttiva delle donne, materia che eccede la competenza di una regione. Titolare del diritto alla vita è solo il nato e giuridicamente non esiste un &#8220;diritto a nascere&#8221;: <span class="pullquote">confondere i due statuti è un obiettivo chiaro</span> e non un ingenuo effetto collaterale.</p>
<p><strong>Cosa succede se il concepito non nasce</strong></p>
<p>La <em>Ley 5/2026, de 7 de julio</em>, pubblicata nel bollettino ufficiale regionale il 10 luglio ed entrata in vigore il giorno successivo, contiene una clausola che ha aperto un dibattito rivelatore. Se la gravidanza non arriva a termine, la famiglia ha l&#8217;obbligo legale di comunicarlo all&#8217;amministrazione ma la legge garantisce esplicitamente che gli aiuti già percepiti non dovranno essere restituiti.</p>
<p>Curiosamente, nel dibattito parlamentare la critica più dura su questo punto è arrivata da Vox, la formazione di estrema destra. Il partito sostiene che la legge lasci una porta aperta troppo comoda. Una donna potrebbe richiedere gli aiuti legati alla gravidanza e poi, anche scegliendo di abortire volontariamente, non dovrebbe restituire nulla perché il testo non prevede alcun meccanismo di recupero legato all&#8217;esito della gravidanza.</p>
<p>Per Vox questo svuota la legge della sua funzione dissuasiva: se lo scopo dichiarato è tutelare il non nato, allora l&#8217;aborto volontario dovrebbe avere una conseguenza economica, non restare senza effetti sul piano degli aiuti già incassati. È un&#8217;obiezione che nasce dal voler spingere la legge più in là, verso un terreno esplicitamente sanzionatorio, con un testo più netto nel legare il sostegno economico alla conclusione della gravidanza.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa di perverso nel fatto che una domanda ontologica – cosa sia una persona, quando cominci a esistere giuridicamente – venga introdotta con il linguaggio più anodino possibile: un bonus di 500 euro, una detrazione IRPEF, un modulo da compilare per un assegno familiare. Le battaglie sullo statuto della persona si spostano così dai dibattiti costituzionali ai formulari amministrativi.</p>
<p>Normalizzare per via burocratica è più efficace e più difficile da contestare che normalizzare per via ideologica: non sembra mai il momento giusto per opporsi a un bonus per le famiglie. Il prezzo di questa ambiguità lo paga un corpo concreto: la donna incinta si trova doppiamente responsabilizzata, tenuta a dichiarare la gravidanza per ottenere l&#8217;aiuto e poi a dichiarare se questa non arriva a termine.</p>
<p>Anche senza sanzioni economiche – il punto su cui si è arenata la critica di Vox – la sola esistenza di quell&#8217;obbligo introduce una sorveglianza dello stato riproduttivo. In fondo, la legge del non nato di Madrid pone una domanda enorme – quando comincia una persona? – senza mai formularla ad alta voce, senza aprire su di essa un dibattito pubblico esplicito.</p>
<p>Risponde per via indiretta, evitando lo scontro frontale che una legge dichiaratamente restrittiva sull&#8217;aborto avrebbe inevitabilmente acceso. Questa misura merita attenzione non solo per quello che dice oggi quanto per la strada retorica e giuridica che apre per domani.</p>
<p><strong>Federica Marzioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La clericalata della settimana, 31: il sindaco di San Benedetto Po (MN) ha presenziato con fascia tricolore alla messa per san Simeone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del sindaco di San...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/03/la-clericalata-della-settimana-31-il-sindaco-di-san-benedetto-po-mn-ha-presenziato-con-fascia-tricolore-alla-messa-per-san-simone/" title="Read La clericalata della settimana, 31: il sindaco di San Benedetto Po (MN) ha presenziato con fascia tricolore alla messa per san Simeone">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.facebook.com/comunesanbenedettopo/posts/pfbid0t8s771XCKDDNQF83GuZYA8mWgw43kKk1UrrBw2YskND6nwVtexNvhRaA6qutSDMtl"><span style="font-weight: 400;">sindaco</span></a><span style="font-weight: 400;"> di San Benedetto Po (MN) Roberto Lasagna che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha presenziato con fascia tricolore alla messa solenne per il patrono san Simeone e ha donato al vescovo Marco Busca, «a nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la Comunità», un&#8217;immagine del santo.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Ruoti (PZ) Franco Gentilesca </span><a href="https://www.facebook.com/ComunediRuoti/posts/pfbid033mUQgS6FVZQ32NVnN9bkf1gwF3bi1jFGks3t9dpgGXzvY4QUR2ZTCyhW8aGJfzo7l"><span style="font-weight: 400;">ha invitato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vescovo Davide Carbonaro in occasione dei festeggiamenti per san Rocco, il patrono della cittadina, per la messa che si è tenuta in contrada Spinosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Parente, i sindaci di Cava de’ Tirreni Raffaele Giordano, di Ravello Paolo Vuilleumier e di altri Comuni del salernitano </span><a href="https://www.facebook.com/comuneravello/posts/pfbid02KXZankUwYCCtdRe2ykX6a6Gc7odLqZ1V5dGcG3N3se7HEnNtLEAEsbGEd2u9jT51l"><span style="font-weight: 400;">hanno preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa in onore del patrono san Pantaleone, alla presenza del vescovo ausiliare dell’arcidiocesi locale Alfonso Raimo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Arce (FR) Luigi Germani e altri sindaci della zona </span><a href="https://www.facebook.com/comunearce/posts/pfbid02RHCYh8qXYcNJo9hRxZjcmEKab98UhiZGAchXpwhYxZ2ztLdFXCnMnk7VUiQgqeAnl"><span style="font-weight: 400;">sono andati</span></a><span style="font-weight: 400;"> a Ceprano in occasione delle celebrazioni religiose per sant’Arduino, patrono della cittadina, partecipando alla messa solenne presieduta dall’arcivescovo Santo Marcianò e alla processione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Rosolini (SR) Giovanni Spadola </span><a href="https://www.facebook.com/gennaropietro/posts/pfbid02RRwHKMDVpErAJ8biH3vXagSp6RdLYE9t41wouTTPduqDxavskPaCPLx11eo45NHal"><span style="font-weight: 400;">ha preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla festa religiosa per il patrono san Luigi Gonzaga donando le chiavi della città al santo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Gavi (AL) Carlo Massa </span><a href="https://www.facebook.com/leparrocchiedelgaviese/posts/pfbid0cZv45MNaYzbPcm2nd9CAcDYLpwLweuysJ2RwbuovqVrMLjrBDT92VRw8kg9G1iQNl"><span style="font-weight: 400;">ha donato</span></a><span style="font-weight: 400;"> a un parroco una targa ricordo in occasione della messa per il patrono san Giacomo Maggiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Ospitaletto (BS) Laura Trecani </span><a href="https://www.facebook.com/comuneospitaletto/posts/pfbid02x9NXdGTDP1ttSqr7qRKxe6V4Twob4tvGCQnqcCugMY5LFY9G4kHfy1CxkhDG88Vyl"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;">, con fascia tricolore e assieme ai rappresentanti delle autorità locali, alla messa per il patrono san Giacomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Tovo San Giacomo (SV) il consigliere comunale Giovanni Liscio </span><a href="https://www.facebook.com/luigidevincenzi.Sindaco.Paginaufficiale/posts/pfbid0f7tsmy3CVf7CokGNZybpdjsPrZQQUgKrsf1aE3zqxNgd1nyRNv8s5XieYbq3k8Sel"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;">, in rappresentanza del sindaco Luigi De Vincenzi e dell’amministrazione, alla festa in onore di san Giacomo Maggiore, patrono della città. Presenti anche altri sindaci con fascia tricolore e autorità della zona.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Giunta della Regione Umbria </span><a href="https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/06/29/quattro-milioni-per-la-valorizzazione-degli-oltre-150-oratori-umbri_e39947c6-9e5b-4721-bb58-76bee9f7543e.html"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una delibera per stanziare 4 milioni di euro del Fondo di coesione sociale a favore degli oratori locali, suddivisi tra 400 mila euro per il 2026, 2 milioni e 735 mila per il 2027 e 865 mila nel 2028. L’opposizione di centrodestra dal canto suo </span><a href="https://www.perugiatoday.it/politica/legge-e-finanziamento-oratori-polemica-perugia.html"><span style="font-weight: 400;">ha protestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> perché è stato annullato il bando precedente, sostenendo che il governo Meloni avesse già trovato 4 milioni di euro per finanziare progetti in graduatoria rimasti esclusi per insufficienza di fondi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali dell’Assessorato della Regione Sicilia per Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro </span><a href="https://www.castelbuonolive.com/la-regione-siciliana-assegna-un-contributo-di-25-mila-euro-al-progetto-della-diocesi-di-cefalu-per-gli-oratori/"><span style="font-weight: 400;">ha assegnato</span></a><span style="font-weight: 400;"> 25 mila euro a favore della diocesi di Cefalù per sostenere attività negli oratori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Venezia Simone Venturini, con fascia tricolore, e altre autorità locali </span><a href="https://live.comune.venezia.it/index.php/it/2026/07/inaugurato-il-tradizionale-ponte-votivo-del-redentore-venezia-rinnova-uno-dei-suoi-riti-piu"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> all’inaugurazione con benedizione del ponte votivo posizionato in occasione della Festa del Redentore.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Cavoli e cicogne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La legge sul &#8220;consenso informato&#8221; limita l’autonomia delle scuole e censura l’educazione sessuale e affettiva in base a condizionamenti ideologici e confessionali. Affronta il tema la responsabile delle iniziative legali Uaar Adele Orioli sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. «Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/02/cavoli-e-cicogne/" title="Read Cavoli e cicogne">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La legge sul &#8220;consenso informato&#8221; limita l’autonomia delle scuole e censura l’educazione sessuale e affettiva in base a condizionamenti ideologici e confessionali. Affronta il tema la responsabile delle iniziative legali Uaar Adele Orioli sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>«Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri», dichiara il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara e così si legge direttamente sulla pagina del ministero da lui condotto.</p>
<p>E che a quanto pare considera l’intero corpo docenti, di cui pure sarebbe formalmente l’apice esecutivo, composto da non professionisti e soprattutto non seri. E già la dice lunga. <span class="pullquote">Ma andiamo con ordine</span>. La norma ideata dal ministro, e di cui si compiace con dubbio gusto espressivo, inserisce la possibilità del veto scritto dei genitori per qualsiasi progetto legato alla sessualità e all’affettività nelle scuole medie e superiori, escludendone totalmente la possibilità dalle scuole dell’infanzia e primarie.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77609" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/cavoli-e-cicogne.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/cavoli-e-cicogne.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/cavoli-e-cicogne-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/cavoli-e-cicogne-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/cavoli-e-cicogne-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In teoria una retriva difesa contro lo spauracchio del gender, ormai evocato come il babau sotto al letto, e che per ironia della sorte non solo non esiste, ma si rifà a concetti nati negli anni ‘70 del secolo scorso, focalizzati proprio su quella differenza (penalizzante, ma altra storia) tra maschi e femmine che piace tanto agli integralisti di casa nostra.</p>
<p>Di fatto una forma istituzionalizzata di censura ideologica, scientificamente analfabeta e politicamente regressiva, mirata a compiacere le lobby tradizionaliste a discapito dei diritti civili fondamentali e dell’autonomia individuale dei minori.</p>
<p>L’educazione sessuo-affettiva non deve, non dovrebbe, in uno Stato laico, soccombere a una becera propaganda ideologica che sacrifica sull’altare del dogma confessionale e del moralismo religioso uno strumento basilare non solo per la salute pubblica e per la prevenzione medica, ma soprattutto per la crescita consapevole degli individui e il pieno sviluppo dei diritti della persona umana in quanto tale.</p>
<p>A ciò si aggiunga che introducendo l’obbligo del consenso informato preventivo la scuola, in senso ampio, compie un gravissimo atto di abdicazione rispetto alla propria funzione civile e pedagogica, con lo Stato che pur di consegnare le chiavi dei programmi scolastici alla fantasiosa discrezionalità e alle superstizioni confessionali delle singole famiglie rinuncia a qualsivoglia straccio di tutela della propria autorevolezza scientifica.</p>
<p>Negare ai giovani cittadini il libero accesso a informazioni corrette sul funzionamento del proprio corpo, sulle metodologie di contraccezione e sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili significa condannarli all’ignoranza biologica e sociale, a quella esclusione ghettizzante che a parole si condanna, nei fatti si auspica e si alimenta.</p>
<p>Questa mossa, di anche ma non solo marketing oscurantista, espone la popolazione studentesca a rischi gravissimi ed evitabili, sia sul piano della salute fisica sia su quello dell’equilibrio psicologico. Come è ovvio che sia, le stesse linee guida ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità evidenziano che un’educazione alla sessualità scientifica e “olistica” è lo strumento più efficace per contrastare le violenze di genere, gli abusi sui minori e i comportamenti sessuali a rischio.</p>
<p>In un quadro nazionale dove, guarda caso, crescono senza sosta le infezioni sessualmente trasmesse in Italia, e a trainare l’aumento sono proprio i più giovani dove clamidia, gonorrea, sifilide e Hiv, dopo anni di relativa stabilità, stanno tornando a livelli che preoccupano la sanità pubblica, ci mancava l’ignoranza scolastica autorizzata e incentivata.</p>
<p>Il meccanismo del consenso preventivo perverte la natura stessa del patto di corresponsabilità educativa, mutandolo in un dispositivo di censura preventiva e di ricatto morale contro l’istituzione scolastica. <span class="pullquote">Questa norma colpisce l’autonomia didattica garantita dalla Costituzione</span> e calpesta la dignità professionale del corpo docente ben più a fondo delle pur sgradevoli parole del ministro.</p>
<p>Gli insegnanti, così come gli esperti esterni o gli operatori dei centri antiviolenza, non saranno più liberi di strutturare percorsi di crescita basati sulle reali necessità civili ed epidemiologiche degli studenti senza subire la scure del veto delle famiglie.</p>
<p>Basta che una ridotta minoranza di genitori esprima il proprio rifiuto per paralizzare un intero progetto didattico deliberato dagli organi collegiali: l’unica, residuale speranza è che avvenga anche in senso contrario, viste le numerose incursioni delle realtà antiscelta nei nostri edifici scolastici (come avviene ad esempio per i progetti denominati Teen Star).</p>
<p>Ma in ogni caso resta il fatto che gli studenti i cui genitori decideranno di non firmare il modulo di autorizzazione verranno formalmente esonerati dalle lezioni e fisicamente allontanati dal gruppo classe, per essere isolati e ricollocati in altre aule.</p>
<p>Si tratta di una dinamica discriminatoria e regressiva, che ricalca seppur in senso contrario i medesimi meccanismi di esclusione e stigma sociale che la scuola italiana ha già vissuto a causa dell’insegnamento dell’Irc e della pessima gestione delle attività alternative.</p>
<p>Questa forma di ghettizzazione normativa ferisce l’inclusione e priva in modo mirato proprio quei ragazzi e quelle ragazze che provengono dai contesti familiari più chiusi dell’unica opportunità di emancipazione culturale e di informazione laica. La scuola non ha il compito di confermare i pregiudizi religiosi o i tabù morali dei genitori; il suo dovere costituzionale primario è fornire strumenti conoscitivi universali e oggettivi, agendo a tutela esclusiva del supremo interesse del minore.</p>
<p>Perché il silenzio che assorda nelle parole di Valditara che ben riassume l’esprit de loi di questa controriforma, sta soprattutto qui. Il gender, i professionisti, il diritto dei genitori a educare. Ma non una parola, chissà come mai, su quello che è l’unico e vero diritto, interesse preminente, sul quale gli altri devono convergere e bilanciarsi: quello del minore. Minore che deve essere considerato come un soggetto giuridico autonomo, titolare di diritti civili propri, e mai come una proprietà privata o un’estensione ideologica della famiglia di origine.</p>
<p>Minore che ha diritto a un’informazione scientifica che possa essere utile anche nell’esprimere quella personalità, quello sviluppo e quelle aspirazioni che convenzioni internazionali, leggi e la nostra stessa Costituzione, così spesso a sproposito citata, considerano come attributi inalienabili e incoercibili. Persino da mamma e papà, con buona pace delle caucasiche eterocis famiglie nei boschi.</p>
<p>È ovvio al contrario che, dietro le formule retoriche utilizzate dal ministro riguardo alla “tutela dei bambini” e al babau che sprizza glitter, si cela <span class="pullquote">un evidente favore politico concesso alle lobby integraliste</span> cattoliche e ai movimenti clericali che da anni conducono una crociata contro i diritti civili e l’autodeterminazione sessuale e riproduttiva in generale, delle donne e della comunità Lgbt+ nello specifico.</p>
<p>Escludere l’educazione all’affettività dalle scuole dell’infanzia e primarie, e sottoporre a un ricatto burocratico quella nei cicli successivi, risponde al preciso disegno politico di silenziare istituzionalmente qualsiasi dibattito democratico e scientifico sulla pluralità dei modelli familiari e sull’identità di genere. In ogni caso la normativa sul consenso informato è proprio quello che appare: un atto di aperta ostilità nei confronti di una società aperta, pluralista, scientifica e laica.</p>
<p>Da un lato degrada l’istituzione scolastica statale a mera camera di compensazione dei confessionalismi privati e dei fanatismi familiari, dall’altro calpesta senza riserve il diritto costituzionale allo studio di quei minori che finge di voler tutelare e il loro sacrosanto, è il caso di dire, diritto a ricevere un’informazione scientificamente neutrale, laica e aggiornata.</p>
<p>Aperta a tutti, come recita l’articolo 34 della Costituzione, con la piena libertà di insegnamento di arte e scienza, come ricorda il precedente articolo 33. Anche perché è un attimo passare dalle api sul fiore e dalle graziose cicogne in modalità Amazon ai cavoli: e quelli sono e restano nostri.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Buone novelle laiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di luglio è l’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di una legge per garantire il diritto all’autodeterminazione sul fine vita. La proposta era stata presentata da Paolo Trande (Alleanza Verdi e Sinistra), con il sostegno di Partito Democratico, Civici e Movimento 5...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/01/buone-novelle-laiche-luglio-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p>La buona novella laica del mese di luglio è l’<a href="https://www.ilpost.it/2026/07/23/emilia-romagna-suicidio-assistito/">approvazione</a> da parte del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di una legge per garantire il diritto all’autodeterminazione sul fine vita. La proposta era stata presentata da Paolo Trande (Alleanza Verdi e Sinistra), con il sostegno di Partito Democratico, Civici e Movimento 5 Stelle. Dopo Toscana e Sardegna è la terza Regione che regolamenta il suicidio assistito, mentre manca ancora una legge nazionale nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale fin dal 2019. La legge regionale riprende l’iniziativa “Liberi Subito” avanzata dall’Associazione Luca Coscioni.</p>
<p>Nelle settimane precedenti la Commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli <a href="https://www.riminitoday.it/cronaca/suicidio-medicalmente-assistito-regione-approvazione-assemblea.html">aveva dato</a> parere favorevole al testo, sottoscritto anche da Alice Parma e Paolo Calvano (Pd), Giovanni Gordini e Vincenzo Paldino (Civici), Lorenzo Casadei (M5s), Simona Larghetti (Avs). Erano stati approvati anche tre emendamenti proposti da Valentina Castaldini (Forza Italia), che però aveva confermato il voto contrario alla legge.</p>
<p>Intanto alla Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria <a href="https://www.rainews.it/amp/tgr/umbria/articoli/2026/07/fine-vita-in-terza-commissione-c5cb7488-8271-4b4f-aa94-23c146116136.html">sono stati presentati</a> emendamenti alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”. La legge, sostenuta dal consigliere regionale Luca Simonetti, dovrebbe essere approvata a settembre.</p>
<p>In Toscana il consigliere regionale Pd Iacopo Melio <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/proposta-legge-toscana-educazione-sessuo-affettiva-scuole-valditara-consenso-informato-ws7v9747">ha presentato</a> come primo firmatario una proposta di legge per l’educazione sessuale, affettiva e relazionale nelle scuole, con il sostegno del capogruppo del partito nella Regione Simone Bezzini. Lo stesso Melio si sta formando come educatore sessuo-affettivo e spiega che la Toscana può essere all’avanguardia sul tema. La norma non entrerebbe in contrasto con la legge nazionale voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul “consenso informato”, perché nella scuola primaria affronterebbe in senso ampio temi come l’emotività, l’affettività e le relazioni sociali e solo per le scuole secondarie toccherebbe questioni inerenti la sessualità, la salute, la violenza di genere, il bullismo e l’omofobia.</p>
<p>La Prima sezione penale della Cassazione <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/omicidio-saman-abbas-sentenza-cassazione-d2usawjf">ha confermato</a> le condanne per l’assassinio di Saman Abbas, diciottenne di origine pakistana uccisa dai familiari a Novellara (RE) per essersi emancipata dall’oppressione tradizionalista e religiosa. I genitori e due cugini sono stati condannati all’ergastolo, mentre per uno zio la condanna è a 22 anni.</p>
<p>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: «Nessuna sentenza potrà restituirle la vita, ma è giusto che i responsabili di questo barbaro delitto siano stati condannati in via definitiva» perché «non c’è spazio per chi pretende di negare, in nome di presunte giustificazioni culturali o religiose, la libertà, la dignità e la vita di una donna».</p>
<p>Il sindaco del Comune di Novellara Simone Zarantonello, che si era costituito parte civile, ha parlato di «segnale importante che sottolinea un punto fondamentale, anche dal punto di vista sociale e culturale, ovvero che questi reati non solo non sono accettabili in un contesto democratico e civile, ma che la legge li punisce ancora più duramente quando subentrano aggravanti causate da motivazioni culturali».</p>
<p>La consigliera regionale Elena Carletti, già sindaca della cittadina, <a href="https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/07/lex-sindaca-di-novellara-delitto-che-ha-sconvolto-le-nostre-coscienze-5e489a73-ce5d-4eb8-802c-ac7bfd189e3e.html">ha espresso</a> parole toccanti sul caso: «ho vissuto ogni giorno di questa terribile vicenda a fianco dei miei concittadini, dando voce alla nostra comunità unita», «ma in seguito, anche come donna, ho sentito il bisogno di testimoniare, sempre, che Novellara e il nostro territorio non hanno mai dimenticato Saman, figlia di questa nostra terra, e i suoi sogni che sono stati così terribilmente interrotti».</p>
<p>L’assessora alle Pari opportunità della Regione, Gessica Allegni, <a href="https://www.bologna2000.com/2026/07/15/omicidio-saman-abbas-lassessora-regionale-gessica-allegni-in-merito-alla-conferma-definitiva-delle-condanne/">ha commentato</a> che la sentenza «restituisce piena giustizia al ricordo di una ragazza cui è stato negato il diritto fondamentale di vivere libera. È una sentenza di grande rilievo giuridico e civile, perché riconosce con chiarezza che Saman è stata uccisa per aver rivendicato la propria autodeterminazione, rifiutando un matrimonio imposto e scegliendo di costruire liberamente il proprio futuro».</p>
<p>Il consigliere regionale molisano del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani <a href="https://www.gay.it/molise-proposta-legge-omotransfobia">ha presentato</a> una proposta di legge contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il testo è frutto di una collaborazione con Arcigay e segue una linea già tracciata, quando il Consiglio regionale del Molise nel gennaio del 2025 approvò all’unanimità una mozione contro l’omotransfobia.</p>
<p>Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in occasione della presentazione a Palazzo di Città del Pride locale, <a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/07/02/de-luca-su-aborto-e-fine-vita-riconfermare-il-carattere-laico-dello-stato_6cf53095-5cae-45f8-ae0a-2010b93fff53.html">ha ricordato</a> l’importanza della difesa dei diritti civili e della laicità. Nel suo discorso ha messo in guardia dalle forme di discriminazione che serpeggiano in vari ambiti: «abbiamo un’aggressione ai temi che riguardano l’interruzione di gravidanza e il fine vita. Allora, noi dobbiamo riconfermare il carattere laico dello Stato». «Ora, io sono tra quelli che hanno sempre sollecitato un dialogo con il mondo cattolico e credo che sia essenziale», ci ha tenuto a precisare, «Ho sempre detto che dobbiamo affrontare il tema del fine vita con attenzione, delicatezza e rispetto: parliamo della vita e della morte, ed è evidente che dobbiamo comprendere che ci sono sensibilità profonde. Quindi mai come su questo tema abbiamo bisogno del dialogo anche con il mondo cattolico». «Ma alla fine lo Stato è lo Stato», ha chiarito, «Lo Stato parla dei diritti della persona, e io sono fra quelli che non ritengono sia possibile condannare una persona a vivere una vita di calvario in nome di principi astratti». Sull’aborto De Luca, pur affermando che «sia una tragedia», ha ribadito che «ovviamente, è un diritto fondamentale da difendere: come si può immaginare di obbligare una donna a partorire anche in condizioni disperate?».</p>
<p>I militanti di Potere al Popolo <a href="https://www.luccaindiretta.it/politica/2026/07/01/diritti-e-laicita-potere-al-popolo-contro-il-centro-di-aiuto-alla-vita-aperto-a-lucca/510428/">hanno protestato</a> a Lucca contro l’apertura di un nuovo Centro di aiuto alla vita, gestito da gruppi integralisti, parlando di «segnale politico grave e preoccupante». «Dietro la retorica della “difesa della vita” si cela un progetto che da anni mira a limitare il diritto all’autodeterminazione delle donne e a ostacolare la piena applicazione della legge 194», si legge nel comunicato del partito, «Il Movimento per la vita, che ha ricevuto pubblicamente gli auguri e il sostegno del vescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, promuove infatti iniziative volte a restringere l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza e a mettere in discussione la libertà di scelta delle persone».</p>
<p>Il consigliere comunale di Corato (BA) Pietro Zona <a href="https://www.facebook.com/UAAR.it/photos/polemiche-tra-maggioranza-e-opposizione-a-corato-nel-barese-per-centinaia-di-mig/1463532262479382/">ha criticato</a> lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro di fondi per la cultura a favore della festa religiosa del patrono san Cataldo. Il politico, esponente del centrodestra e già candidato sindaco, pur rassicurando sulla volontà di non cancellare le tradizioni ha osato dire durante una seduta in aula che «le celebrazioni religiose dovrebbero essere finanziate esclusivamente dai fedeli, dagli sponsor privati, e non dalla fiscalità generale». Ha inoltre auspicato un impiego più ragionevole dei fondi per la cultura e annunciato una segnalazione alla Corte dei Conti. I toni in aula si sono quindi alzati, finché il presidente del Consiglio comunale Francesco Edmondo Stolfa non ha tolto la parola a Zona.</p>
<p><em>Infine qualche buona novella laica dall’estero.</em></p>
<p>In Francia <a href="https://www.ilpost.it/2026/07/15/francia-parlamento-approvazione-suicidio-assistito">è stata finalmente approvata</a> la legge sul suicidio assistito: il voto definitivo all’Assemblea nazionale ha visto 291 deputati a favore e 241 contrari. Formalmente prima dell’entrata in vigore manca solo l’approvazione da parte del Consiglio costituzionale, che potrebbe pronunciarsi su alcuni aspetti. La norma prevede l’accesso al fine vita per le persone colpite da patologie gravi e incurabili, in fase avanzata o terminale, tali da causare costante e insopportabile sofferenza fisica o psicologica. La persona deve essere in grado di esprimere liberamente la sua volontà e autosomministrarsi il farmaco letale – e se non può dovrà farlo un medico o un infermiere, cui viene consentita anche l’obiezione di coscienza. Ma avranno l’obbligo di fornire altri nomi di operatori sanitari disponibili ed è vietata l’obiezione “di struttura” (cui volevano appellarsi quelle private confessionali).</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Mangiare senza dogmi? Cibo, religione e pseudoscienza sul n. 4/2026 della rivista Nessun Dogma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove. La copertina del numero 4/2026 di Paolo Ferrarini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/28/mangiare-senza-dogmi-cibo-religione-e-pseudoscienza-sul-n-4-2026-della-rivista-nessun-dogma/" title="Read Mangiare senza dogmi? Cibo, religione e pseudoscienza sul n. 4/2026 della rivista Nessun Dogma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar <a href="https://rivista.nessundogma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://rivista.nessundogma.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1583911345263000&amp;usg=AFQjCNFa9Qp08cg3F0iKPgvt2_g-g61Arg"><em>Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano</em></a>. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.</p>
<p>La copertina del numero 4/2026 di Paolo Ferrarini introduce con ironia la questione del rapporto tra cibo e religione. Diversi articoli affrontano la questione, da prospettive differenti. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso esamina con piglio scientifico la &#8220;moda&#8221; del biologico. Micaela Grosso fa una carrellata delle diete &#8220;cristiane&#8221; e di altre tendenze spirituali. Paolo Ferrarini si interroga su una possibile prospettiva laico-umanista intorno alle sfide alimentari globali.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77604" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Nessun-Dogma-2026-N4.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Nessun-Dogma-2026-N4.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Nessun-Dogma-2026-N4-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Nessun-Dogma-2026-N4-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Nessun-Dogma-2026-N4-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. La responsabile iniziative legali dell&#8217;associazione Adele Orioli critica la legge sul &#8220;consenso informato&#8221; approvata dal governo su proposta del ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per censurare l&#8217;educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Il giornalista Federico Tulli punta i riflettori su alcuni scandali finanziari che coinvolgono la Chiesa cattolica e mettono in discussione la trasparenza anche su 8&#215;1000 e beneficenza. Il direttore della rivista Raffaele Carcano ricorda l&#8217;importanza dell&#8217;universalismo proprio per tutelare i diritti delle persone, a prescindere dal credo, anche dalle prepotenze delle minoranze. Valentino Salvatore affronta la recrudescenza delle leggi omofobe in Africa alimentata da governi, confessioni religiose e lobby integraliste. La referente Uaar per la Spagna Federica Marzioni dà conto delle proteste laiche in occasione del recente viaggio &#8220;pastorale&#8221; di papa Leone XIV. Dedichiamo anche il paginone centrale, con tanto di statistiche, al calo dell&#8217;8&#215;1000 alla Chiesa cattolica. Maria Pacini, responsabile del progetto Cerimonie Uniche e referente Uaar di Lucca, parla delle cerimonie di confermazione promosse dalle associazioni laico-umaniste norvegesi. Massimo Albertin, medico in pensione, contesta la promozione di pratiche pseudoscientifiche da parte dei professionisti sanitari. La dottoressa Rossana Garavaglia mette in guardia dallo sdoganamento della pseudoscienza in ambito medico.</p>
<p>Su <em>Nessun Dogma</em> diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell&#8217;associazione. L&#8217;addetto stampa dell&#8217;Uaar Daniele Passanante ha trattato il caso della diffida alla scuola di Zafferana Etnea, nel catanese, che voleva portare gli studenti a fare una visita devozionale in parrocchia per una reliquia di sant&#8217;Agata. La responsabile circoli Irene Tartaglia stavolta ci racconta cosa fa il circolo Uaar di Bergamo.</p>
<p>Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’<em>Osservatorio laico</em> dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. <em>Impegnarsi a ragion veduta</em> a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell&#8217;associazione <a href="https://www.uaar.it/uaar/territorio/">sul territorio</a> a cura della redazione. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione <em>Arte e ragione</em> in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di <em>Agire laico</em> per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.</p>
<p>Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato <em>Cibo</em>.</p>
<p><em>I capelli d’angelo, le zeppole di san Giuseppe, la torta </em><em>pasqualina&#8230; l’immaginario religioso fa parte delle nostre </em><em>radici anche in ambito gastronomico. Ma ne fa parte anche </em><em>l’immaginario anticlericale, come attestano pietanze come </em><em>gli strozzapreti o il boccone del prete, e ancor di più espressioni </em><em>come «quel che passa il convento», «grasso come un </em><em>canonico» o «mangiare come un papa».</em></p>
<p><em>In questo numero facciamo il punto sull’alimentazione da </em><em>un punto di vista razionalista e contemporaneo. L’influenza </em><em>di una religione la cui divinità «si è fatta carne» (e proprio per </em><em>questo motivo i fedeli ne mangiano ancora oggi il “corpo”), </em><em>più che sul linguaggio, è esercitata nel 2026 agendo come </em><em>religione di Stato di fatto – caratterizzata, va detto, da un </em><em>robusto appetito per i fondi e gli ambiti pubblici, come laicamente </em><em>denunciamo in differenti articoli.<br />
</em><br />
<em>E lo facciamo anche per quanto riguarda la politica che </em><em>mostra sin troppo riverenza (e non solo in Italia) e per un </em><em>approccio razionale che non riguarda soltanto l’alimentazione, </em><em>o soltanto la multinazionale che ha sede in Vaticano. </em><em>Certe derive che si registrano nell’ambito della medicina, </em><em>per esempio, dovrebbero iniziare a preoccupare.</em><br />
<em><br />
Come sempre c’è quindi tanto da scrivere, e abbiamo cercato </em><em>di scriverlo nella maniera più efficace. Nei nostri auspici </em><em>gli articoli sarebbero cibo per la mente. Ci auguriamo che </em><em>gradiate le portate che vi andiamo a proporre.</em><br />
<em><br />
Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino</em></p>
<p><strong><br />
La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 30: la Regione Lombardia stanzia 930 mila euro per gli oratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della Regione Lombardia che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/27/la-clericalata-della-settimana-30-la-regione-lombardia-stanzia-930-mila-euro-per-gli-oratori/" title="Read La clericalata della settimana, 30: la Regione Lombardia stanzia 930 mila euro per gli oratori">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della </span><a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/consiglio_lombardia/2026/07/22/cinque-milioni-per-gli-oratori-lombardi-sostegno-a-150-progetti_4b3b0b57-2b90-41bf-bbf4-203a5d73ac81.html"><span style="font-weight: 400;">Regione Lombardia</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha stanziato 930 mila euro per il progetto “Giovani IN Rete” volto a sostenere le attività di parrocchie e oratori.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto è stato presentato a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Attilio Fontana, dal sottosegretario regionale alla Presidenza con delega a Sport e Giovani Federica Picchi, e monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano e responsabile della Pastorale giovanile regionale, e da don Stefano Guidi, direttore della Fondazione diocesana per gli oratori milanesi. Le risorse, che copriranno 150 progetti educativi negli oratori lombardi nel 2026 e nel 2027, oltre al finanziamento regionale vedono uno stanziamento di 300 mila euro dalla Regione ecclesiastica Lombardia e 4 milioni di cofinanziamento a tasso zero per 15 anni garantiti dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, banca pubblica che finanzia attività sportive e culturali.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Regione Toscana ora contribuisce persino ai viaggi missionari organizzati dalle diocesi locali. Le istituzioni regionali </span><a href="https://www.toscana-notizie.it/-/borse-di-studio-per-viaggi-missionari-accordo-tra-regione-e-cet"><span style="font-weight: 400;">hanno stanziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un contributo di 25 mila euro, tramite la formula delle borse di studio, per le spese vive relative a questi viaggi nel 2026. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del progetto regionale per l’autonomia dei giovani “Giovanisì”, è stata presentata a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Toscana Eugenio Giani e da esponenti della Conferenza episcopale toscana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Subiaco (RM) Felice Rapone, la presidente del Consiglio comunale Federica Lozzi, l&#8217;assessora Marta Tozzi e le autorità locali </span><a href="https://www.facebook.com/ComuneSubiaco/posts/pfbid04AQQnci3EjrCr6veRbUGfwpPiB5mMb25oEVP4uXmSKmWJtq8EGqTqyZiNrGi7fB4l"><span style="font-weight: 400;">hanno preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla processione e alla messa per san Benedetto, con annessa benedizione della cittadina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Tricase (LE) Antonio De Donno, con fascia tricolore, </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02hJuBHdDigNM149y6ETzGEHRxozgsJLcftynCLSSPQ6414KQhAmUTwTqRvPqK1DFfl&amp;id=61561469375240"><span style="font-weight: 400;">era presente</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla benedizione per la colonna di sant’Andrea in località Caprarica, inaugurata dopo un recente restauro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione del nuovo ponte dei Trinitari </span><a href="https://www.facebook.com/QuiLivorno.it/posts/pfbid0K85Yc3iYyT4YoWqg2R2R7NbZ8PcUuHXceLMcin4eSQb2ZSSjzppvqfSCJEbGAMNAl"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione di un frate dell’ordine dei trinitari, alla presenza del sindaco di Livorno Luca Salvetti con fascia tricolore e di altri rappresentanti istituzionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I sommozzatori di Guardia Costiera, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Marina Militare, Carabinieri e Guardia di Finanza </span><a href="https://www.rainews.it/video/2026/07/cristo-degli-abissi-la-pulizia-annuale-della-statua-sommersa-f72e027d-bf32-4b65-9853-200e55dbfad7.html"><span style="font-weight: 400;">sono intervenuti</span></a><span style="font-weight: 400;">, come ogni anno, per rimuovere le incrostazioni sul Cristo degli Abissi, statua sommersa al largo di San Fruttuoso in Liguria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della struttura Stella Maris a Montesilvano (PE), dopo lavori di ristrutturazione, </span><a href="https://www.facebook.com/fabrizio.facchini/posts/pfbid0DARwmYYG3WiP9dbScar2zAmTpxsniK7DovmcSTrkHU2gTWEdRihMc28xqaRN3CfCl"><span style="font-weight: 400;">era presente</span></a><span style="font-weight: 400;"> oltre alle autorità locali anche un sacerdote.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il presidente della Conferenza episcopale italiana e cardinale Matteo Maria Zuppi </span><a href="https://www.chiesacattolica.it/oratori-protocollo-dintesa-per-la-riqualificazione-nelle-aree-degradate/"><span style="font-weight: 400;">hanno firmato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un protocollo d’intesa per lo stanziamento di 50 milioni di euro, a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, per la realizzazione e la riqualificazione degli impianti sportivi degli oratori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Metasalute, il fondo sanitario integrativo dei metalmeccanici, </span><a href="https://www.fondometasalute.it/le-prestazioni/progetti-speciali/circoncisione-rituale/"><span style="font-weight: 400;">ha avviato</span></a><span style="font-weight: 400;"> per il biennio 2026-2027 il «Progetto Speciale “Circoncisione rituale” con l’intento di rispondere in modo strutturato e sicuro ad una pratica profondamente radicata in diverse comunità religione e culturali presenti sul territorio» e che «assume un valore identitario, simbolico e religioso fondamentale per molte famiglie».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Potresti essere in una setta e non saperlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Le dinamiche settarie non dipendono dai contenuti in sé ma dai meccanismi di controllo: paura, obbedienza e censura possono nascondersi dietro religioni, ideologie e comunità. Affronta il tema lo psicologo e divulgatore Armando De Vincentiis sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Quando si parla di sette, l’immagine che viene in mente è sempre la stessa. Un leader carismatico, una comune isolata, un gruppo di persone che ha reciso...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/26/potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo/" title="Read Potresti essere in una setta e non saperlo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le dinamiche settarie non dipendono dai contenuti in sé ma dai meccanismi di controllo: paura, obbedienza e censura possono nascondersi dietro religioni, ideologie e comunità. Affronta il tema lo psicologo e divulgatore Armando De Vincentiis sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Quando si parla di sette, l’immagine che viene in mente è sempre la stessa. Un leader carismatico, una comune isolata, un gruppo di persone che ha reciso ogni legame con il mondo esterno. È un’immagine vera, ma parziale. E quella parzialità è esattamente il problema, perché i sistemi settari più pericolosi per la salute mentale non sono quelli che assomigliano a Jonestown. Sono quelli che non riconosciamo come tali.</p>
<p>La prima cosa da capire è che una setta non si definisce per quello in cui crede, ma per come funziona. <span class="pullquote">Il contenuto ideologico è quasi secondario</span>. Quello che conta è la struttura: un sistema chiuso che controlla le informazioni, penalizza il dubbio e premia la conformità. Questo meccanismo non ha bisogno di un dio da adorare. Ha bisogno di un gruppo, di un’identità condivisa e di qualcuno che gestisca l’accesso all’uno e all’altra.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77586" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Potresti-essere-in-una-setta-e-non-saperlo-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>I sistemi settari di matrice religiosa o ideologica lavorano sulla paura. Chi è fuori è pericoloso, corrotto, nemico. Uscire significa tradire, esporsi al pericolo, perdere la protezione. Spesso si aggiunge una componente messianica: il gruppo ha una missione, sta salvando il mondo, si sta elevando rispetto a una massa ignara. Chi appartiene è speciale. Chi se ne va smette di esserlo.</p>
<p>I sistemi settari di matrice commerciale o culturale usano invece una leva diversa e per certi versi più insidiosa: lo status. Non ti dicono che il mondo fuori è pericoloso. Ti dicono che fuori non sei nessuno. All’interno del gruppo invece puoi diventare qualcuno, hai accesso a conoscenze riservate, fai parte di una cerchia esclusiva. Certi network di vendita multilivello funzionano esattamente così. Alcune comunità di coaching anche. Il meccanismo non genera terrore: genera dipendenza dal riconoscimento. Ed è molto più difficile da riconoscere e da trattare.</p>
<p>C’è poi un terzo modello che spesso viene sottovalutato: le comunità organizzate intorno a teorie non verificate o apertamente false. Non tutte sviluppano dinamiche settarie, ma molte lo fanno nel tempo. Il segnale più chiaro è la gestione del dissenso interno. In una comunità sana il dubbio è benvenuto. In una comunità con dinamiche settarie chi solleva un dubbio viene marginalizzato, chi fa domande scomode viene trattato come un traditore o come qualcuno che non ha ancora capito abbastanza.</p>
<p>Ti dicono che non sei pronto, che stai cadendo nella trappola dei poteri forti, che devi studiare di più prima di permetterti di mettere in discussione. Basta una piccola insicurezza, un bisogno di appartenenza non soddisfatto altrove, e quel messaggio attecchisce. Il dubbio che stavi per esprimere diventa vergogna. La domanda che stavi per fare rimane sepolta.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge una zona grigia che spesso passa inosservata. Non è fatta di sette vere e proprie, ma di gruppi che adottano gli stessi meccanismi pur presentandosi come realtà normali. Non ti chiedono di tagliare i ponti con il mondo, ma ti fanno capire che il mondo «non capisce». Non ti dicono che chi è fuori è un nemico, ma insinuano che chi non aderisce «non è al livello».</p>
<p>Non ti impongono un credo, ma ti spingono a ripetere certe idee fino a farle diventare l’unico modo accettabile di guardare le cose. Può succedere in certi ambienti professionali, in gruppi di attivismo, in comunità online, in sistemi molto chiusi, in cerchie che si definiscono “famiglia” ma che in realtà funzionano come piccoli sistemi di controllo. Non c’è un leader che comanda dall’alto, ma c’è un clima che scoraggia il dissenso e premia chi si adegua. È un terreno scivoloso, perché tutto sembra normale finché non ti accorgi che stai misurando il tuo valore con il metro del gruppo e non con il tuo.</p>
<p>Uno degli errori più comuni è pensare che queste dinamiche colpiscano solo persone fragili o poco istruite. Non è così. Il fattore di rischio principale non è l’intelligenza: è il bisogno di appartenenza in un momento di transizione o di perdita. Un lutto, una separazione, un cambiamento di lavoro, un periodo di isolamento. Momenti in cui chiunque è più disponibile ad accettare una struttura che offra senso, comunità e identità.</p>
<p>Chi entra in un sistema settario raramente lo fa perché ingannato in modo grossolano. Lo fa perché trova qualcosa che cercava: una risposta, un gruppo, un ruolo. <span class="pullquote">Il problema emerge dopo, quando quella risposta diventa l’unica ammessa</span>, quel gruppo diventa una prigione e quel ruolo dipende dalla rinuncia a sé stessi.</p>
<p>Uscire da un sistema settario, qualunque sia la sua natura, ha costi psicologici reali. Chi esce da una setta religiosa spesso sperimenta un lutto vero e proprio: perde una comunità, un sistema di significato, talvolta una famiglia. Chi esce da un network commerciale con dinamiche settarie si ritrova spesso con debiti, relazioni compromesse e un senso di vergogna profondo per aver creduto a qualcosa che ora riconosce come manipolazione.</p>
<p>Chi si allontana da una comunità pseudoscientifica chiusa deve ricostruire da zero la capacità di fidarsi del proprio giudizio. E chi lascia quei gruppi della zona grigia si accorge che, pur non avendo mai firmato nulla, ha comunque ceduto pezzi della propria autonomia per sentirsi parte di qualcosa. In tutti i casi si tratta di persone che hanno interiorizzato per mesi o anni un sistema in cui il proprio valore dipendeva dall’approvazione del gruppo. Ricostruire un’identità autonoma, capace di stare nell’incertezza senza cercare rifugio in un’appartenenza totalizzante, è un lavoro lungo.</p>
<p>La prevenzione passa dal riconoscimento. Le domande da fare non riguardano cosa crede un gruppo, ma come gestisce chi dubita, chi vuole andarsene, chi porta informazioni dall’esterno. Un gruppo sano regge il confronto. Un sistema settario lo teme. E quella paura del confronto, quella necessità di tenere i membri dentro attraverso la paura o attraverso la promessa di uno status irraggiungibile altrove, è il segnale più chiaro che qualcosa non va. Indipendentemente da quale sia l’ornamento del gruppo: una croce, un logo aziendale, una mappa piatta della Terra o l’affermazione di essere «solo un ambiente affiatato».</p>
<p>A molti sarà capitato di vivere certe realtà senza accorgersene ma provando una sorta di disagio interiore difficilmente decifrabile. Un vuoto inspiegabile, un’ansia non collegabile a qualcosa eppure, dal profondo della propria coscienza, qualche segnale emergeva. Solo che lo hanno probabilmente censurato per dare spazio all’aspetto emozionante di quel sistema che li ha accolti.</p>
<p>Ma chi legge questo ora, magari, avrà compreso e decifrato che quell’inconscio messaggio era l’indizio che il proprio cervello stava ricevendo segnali non lineari, bensì ambigui e che cercava di adattarsi a una realtà che non era compatibile con il proprio sistema di valori e di credenze.</p>
<p><strong>Armando De Vincentiis</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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