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	<title>ingerenza &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Sui muri e sui giornali &#8220;la Chiesa taccia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 12:17:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sanno lunga. Sanno perfino quando si potrà ricominciare a parlare: il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Fino a quell&#8217;epoca l&#8217;unica interruzione consentita sarà (sarebbe) in occasione dell&#8217;assemblea generale della Cei nella seconda metà di maggio, dopo il Family Day. Prima e dopo quella data invece, silenzio assoluto, più di due mesi, un lasso di tempo sufficiente a troncare, sopire, far dimenticare: due mesi di afasia per i vescovi italiani, un silenzio che sarebbe addirittura imposto dal soglio...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/13/sui-muri-sui-giornali-la-chiesa-taccia/" title="Read Sui muri e sui giornali &#8220;la Chiesa taccia&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sanno lunga. Sanno perfino quando si potrà ricominciare a parlare: il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Fino a quell&#8217;epoca l&#8217;unica interruzione consentita sarà (sarebbe) in occasione dell&#8217;assemblea generale della Cei nella seconda metà di maggio, dopo il Family Day. Prima e dopo quella data invece, silenzio assoluto, più di due mesi, un lasso di tempo sufficiente a troncare, sopire, far dimenticare: due mesi di afasia per i vescovi italiani, un silenzio che sarebbe addirittura imposto dal soglio più alto, misura cautelativa estrema per rattoppare gli &#8220;errori&#8221; fin qui commessi dalla Cei. Sì, avete letto bene. Non siamo nella Ddr di Honecker, nella Cuba di Castro o nella Corea del Nord, ma in Italia, dove di muraglie e di confini spinati non ce ne sono, nemmeno fra una sponda e l&#8217;altra del Tevere. Ma loro, i giornalisti famosi gli opinionisti di pregio, la sanno lunga lo stesso. Tanto da spararla in prima pagina (è avvenuto ieri sulla Stampa di Torino), sicuri di ciò che scrivono, anzi, diciamo pure compiaciuti quanto basta perché fra le righe si intraveda il serpentello velenoso della maldicenza, quella che lascia balenare il lampo di un dissidio fra Santa Sede e Conferenza episcopale italiana, così, tanto per gradire, per far sapere che dai muri d&#8217;Italia la polemica contro la Chiesa cattolica si è spostata nientemeno che all&#8217;interno delle stanze apostoliche. Tanta è la voglia di vedere spaccature. Sciocchezze, in realtà. Come si può facilmente evincere dal comunicato prontamente emesso ieri dalla sala stampa vaticana. Fandonie dunque, leggere come i pollini che danzano nell&#8217;aria in bizzarre giornate di primavera. Non fosse che le scritte, quelle scritte, sono purtroppo assolutamente vere, a differenza delle congetture balzane che le accompagnano. Lo sanno bene gli inquirenti, che non sottovalutano il problema pur senza esasperarlo né amplificarlo oltre misura. Esattamente come dichiarava ieri per sé la Cei per bocca del suo segretario monsign or Betori. In fondo lo sa bene &#8211; a giudicare da ciò che afferma &#8211; anche Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera quando dice a proposito delle scritte contro il presidente della Cei comparse a Bologna: «È da condannare in maniera molto ferma. Come sono da condannare le scritte simili apparse in altre città. Sono gesti di intimidazione».Et voilà, eccola la parola magica: intimidazione. Detta da Migliore, non da uno della parrocchia, da un esponente cioè di quell&#8217;area radicale della sinistra raramente tenera nei confronti della Chiesa cattolica. [&#8230;]</p>
<p>Pia illusione. <strong>La Chiesa non si fa intimidire, né oggi né mai</strong>, né dalle scritte sui muri né dalla fantasy eletta a scoop. &#8220;Loro&#8221; che la sanno così lunga dovrebbero sapere anche questo.</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.avvenire.it/">articolo</a> di Giorgio Ferrari è stato pubblicato sul sito di</em> Avvenire</p>
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		<title>Il Governo non riconosce la palese violazione del Concordato</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 21:51:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ingerenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Sottosegretario per i rapporti con Parlamento e Riforme Istituzionali, Paolo Naccarato, ha risposto oggi all&#8217;interpellanza urgente &#8211; a mia prima firma e sottoscritta anche dagli altri colleghi radicali Marco Beltrandi, Daniele Capezzone, Sergio D&#8217;Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco e dal capogruppo della Rosa nel Pugno Roberto Villetti &#8211; presentata per avere chiarimenti sull&#8217;evidente violazione del Concordato avutasi con la nota diffusa lo scorso 16 marzo dalla Pontificia accademia per la vita (Pav) che esortava i giudici cattolici al &#8220;doveroso...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/12/governo-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato/" title="Read Il Governo non riconosce la palese violazione del Concordato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sottosegretario per i rapporti con Parlamento e Riforme Istituzionali, Paolo Naccarato, ha risposto oggi <a href="http://www.donatellaporetti.it/intp.php?id=403">all&#8217;interpellanza urgente</a> &#8211; a mia prima firma e sottoscritta anche dagli altri colleghi radicali Marco Beltrandi, Daniele Capezzone, Sergio D&#8217;Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco e dal capogruppo della Rosa nel Pugno Roberto Villetti &#8211; presentata per avere chiarimenti sull&#8217;evidente violazione del Concordato avutasi con la nota diffusa lo scorso 16 marzo dalla Pontificia accademia per la vita (Pav) che esortava i giudici cattolici al &#8220;doveroso esercizio&#8221; di una &#8220;coraggiosa obiezione&#8221; nell&#8217;applicazione di quelle &#8220;norme giuridiche vigenti, sia quelle codificate sia quelle definite dai tribunali e dalle sentenze dei tribunali&#8221; che contrastano con i dettami della fede cattolica.<br />
Nella lezioncina di risposta, il sottosegretario ha riassunto la storia dei rapporti Stato italiano &#8211; Chiesa cattolica partendo dagli articoli 7e 8 della Costituzione per arrivare ai giorni d&#8217;oggi, escludendo la possibilita&#8217; di violazione del Concordato. Secondo la Presidenza del Consiglio le esortazioni della Pav che erano indirizzate a tutti gli Stati e non solo allo Stato italiano, rientrano nelle liberta&#8217; di espressione della Chiesa. Saranno poi i cittadini che decideranno se considerarle o meno!<br />
Non dichiarandomi soddisfatta della risposta ho ricordato che l&#8217;appello contenuto nel documento e&#8217; un &#8220;invito doveroso&#8221; e tecnicamente una istigazione a violare le leggi esercitato nei confronti di una categoria ben precisa: quella dei giudici. Quanto detto da Naccarato avrebbe senso se in Italia non esistesse il reato di istigazione a delinquere, ma questo reato d&#8217;opinione, purtroppo c&#8217;e&#8217;.<br />
E&#8217; importante precisare che l&#8217;obiezione di coscienza puo&#8217; essere praticata con la disobbedienza civile, come piu&#8217; volte e&#8217; stato fatto dai Radicali nelle loro battaglie, e quindi con l&#8217;autodenuncia e la richiesta di condanna per avere violato una legge ritenuta ingiusta, di cui si sollecita una modifica. Puo&#8217; essere anche prevista dalla legge e praticata percio&#8217; nel pieno rispetto della normativa vigente, come e&#8217; successo dall&#8217;approvazione della legge nel 1975 che riconosceva il diritto all&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare, fino a quando la leva e&#8217; stata obbligatoria. E non ultima e&#8217; l&#8217;obiezione di coscienza del medico che puo&#8217; esistere solo in quanto ammessa dalla legge, come nel caso della legge 194/78 sull&#8217;aborto. Costituisce reato laddove il medesimo sanitario eserciti la propria disobbedienza fuori dai casi tassativamente previsti.<br />
La disobbedienza a cui si riferisce l&#8217;esortazione della Pav, che non a caso la definisce &#8220;coraggiosa&#8221;, inequivocabilmente fuoriesce dai casi tassativamente previsti, perche&#8217; si riferisce anche a categorie che non hanno alcuna possibilita&#8217; legale di obiettare alla legge secondo propria coscienza, ad esempio i magistrati. L&#8217;istigazione quindi esiste eccome e appare tanto piu&#8217; grave quanto e&#8217; rivolta ad una categoria di pubblici ufficiali e funzionari quali i magistrati, soggetti per il dettato dell&#8217;art. 101 della Costituzione esclusivamente alla legge. La Corte Costituzionale ha chiarito in piu&#8217; occasioni che l&#8217;obiezione di coscienza dei giudici e&#8217; in netto contrasto con la tutela dell&#8217;ordine giuridico. Pare evidente che una disobbedienza civile degli organi dello Stato deputati proprio a far rispettare quella legge a cui disobbediscono, si tradurrebbe nella morte dello Stato di Diritto e della legalita&#8217;. Nonche&#8217; nell&#8217;imposizione della propria scelta disobbediente a chi si era invece rivolto al magistrato proprio perche&#8217; agisce in nome del popolo italiano.<br />
Oltre a questa interpellanza ho inviato a 40 procure un esposto/denuncia in cui chiedo di verificare la sussistenza dei reati di istigazione a delinquere e violazione del Concordato. Invito tutti i cittadini a fare altrettanto ricordando che dal sito dell&#8217;Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori www.aduc.it) puo&#8217; essere scaricato il <a href="http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=175054">modulo</a> per effettuare l&#8217;esposto</p>
<p><strong>on Donatella Poretti</strong></p>
<p>Rosa nel Pugno</p>
<p><em>comunicato stampa del 12 aprile 2007</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F12%2Fgoverno-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato%2F&amp;linkname=Il%20Governo%20non%20riconosce%20la%20palese%20violazione%20del%20Concordato" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F12%2Fgoverno-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato%2F&amp;linkname=Il%20Governo%20non%20riconosce%20la%20palese%20violazione%20del%20Concordato" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F12%2Fgoverno-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato%2F&amp;linkname=Il%20Governo%20non%20riconosce%20la%20palese%20violazione%20del%20Concordato" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F12%2Fgoverno-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato%2F&amp;linkname=Il%20Governo%20non%20riconosce%20la%20palese%20violazione%20del%20Concordato" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F12%2Fgoverno-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato%2F&#038;title=Il%20Governo%20non%20riconosce%20la%20palese%20violazione%20del%20Concordato" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/12/governo-non-riconosce-palese-violazione-del-concordato/" data-a2a-title="Il Governo non riconosce la palese violazione del Concordato"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/04/11/lalleanza-delle-religioni-contro-lautonomia-delluomo/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 21:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Umberto Galimberti &#8211; La casa di psiche L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo Scarica il file mp3 dell&#8217;episodio Oggi vorrei parlare dell&#8217;offensiva della chiesa, ma non nelle modalità con cui ne parlano i giornali, per discutere se la chiesa può parlare o non può parlare, sui dico, sull&#8217;eutanasia, sul testamento biologico&#8230; Mi pare che i giornali non colgano l&#8217;essenza del problema e l&#8217;essenza del problema è un attacco violentissimo e ben organizzato a tutti i livelli politici e culturali, della...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/11/lalleanza-delle-religioni-contro-lautonomia-delluomo/" title="Read L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Galimberti" target="_blank">Umberto Galimberti</a> </strong>&#8211;  <a href="http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000532" target="_blank"><strong>La casa di psiche</strong></a><br />
L&#8217;alleanza delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo<br />
<a href="http://podcast.feltrinelli.it/podcast-file/galimberti_070406.mp3" target="_blank"> Scarica il file mp3 dell&#8217;episodio</a></p>
<p>Oggi vorrei parlare dell&#8217;offensiva della chiesa, ma non nelle modalità con cui ne parlano i giornali, per discutere se la chiesa può parlare o non può parlare, sui dico, sull&#8217;eutanasia, sul testamento biologico&#8230; Mi pare che i giornali non colgano l&#8217;essenza del problema e l&#8217;essenza del problema è un attacco violentissimo e ben organizzato a tutti i livelli politici e culturali, della chiesa nei confronti del laicismo e di quella sua matrice che si chiama illuminismo.<br />
Che cosa dice l&#8217;illuminismo? Dice che l&#8217;uomo deve raggiungere la sua autonomia. Autonomia è una parola greca: *nomos* vuol dire *legge*, *autos* vuol dire *se stesso*, *autonomia* vuol dire che *l&#8217;uomo diventa legge a se stesso*. Questa è l&#8217;autonomia.<br />
Questa autonomia non l&#8217;ha inventata l&#8217;illuminismo, l&#8217;ha inventata Platone. Platone dice che un giorno abbiamo assistito al *megiste metabolè*, al *grande capovolgimento* in cui gli dei abbandonarono il governo del mondo e gli uomini dovettero allora inventare la politica per autogovernarsi. Questo dice Platone.<br />
Quindi le radici illuministiche risalgono fino a Platone. Senochè il Platone che dice queste cose è stato completamente disorganizzato dall&#8217;operazione cristiana e cattolica messa in atto per esempio da Giovanni Reale e dalla scuola di Tubinga, i quali tendono a far passare un Platone che non è più quello ceh ha detto che la politica è un evento umano dopo che gli dei hanno abbandonato il governo del mondo, ma Platone è un anticipatore del cristianesimo.<br />
Questa operazione culturale è un&#8217;operazione molto pericolosa che fa da supporto all&#8217;atteggiamento che ha assunto la chiesa contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo, contro l&#8217;illuminismo. [&#8230;]<br />
E allora il problema dell&#8217;offensiva della chiesa è un problema serio, nel senso che c&#8217;è un&#8217;operazione da parte delle religioni contro l&#8217;autonomia dell&#8217;uomo.<br />
Le religioni per giustificare questo loro atteggiamento fanno riferimento alla natura. Ma cos&#8217;è la natura? La natura non è innanzitutto buona. In riferimento alla natura si dice che per esempio il matrimonio deve avvenire tra uomo e donna, perchè questo è secondo natura, la vita deve vivere fino alla sua morte naturale, i feti devono nascere secondo natura&#8230;<br />
Questa natura così plurinvocata in realtà è il luogo della assoluta indifferenza alla sorte umana. Ed è luogo anche carico di negatività: secondo natura ci sono le pestilenze, secodo natura ci sono le malattie, secondo natura ci sono le disuguaglianze sociali, secondo natura ci sono i malformati, gli handicappati&#8230; La natura non è buona: è indifferente.<br />
E questo va particolarmente sottolineato.<br />
E proprio per questa indifferenza, anzi addirittura per certi versi proprio per questa crudeltà della natura, gli uomini hanno inventato la cultura, e all&#8217;interno della cultura quella forma significativa e forse la più alta che la cultura ha raggiunto e che si chiama scienza. La scienza vuole correggere la natura, nei suoi aspetti malefici e nei suoi aspetti crudeli. Bene: la chiesa assume un atteggiamento negativo e di opposizione radicale anche nei confronti della scienza. [&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.feltrinelli.it/PodcastAutori?id_autore=173861" target="_blank">Dalla rubrica: La casa di psiche</a><br />
Ragioniamo dei problemi d&#8217;oggi con gli strumenti della filosofia<br />
A cura di Umberto Galimberti</p>
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		<title>Quel disagio che cambia i cattolici</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 17:42:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima la battaglia sul referendum sulla procreazione assistita, poi la questione dell’eutanasia, culminata &#8211; anche simbolicamente &#8211; nel rifiuto del funerale religioso a Welby. Adesso il lungo no ai Dico e alle coppie gay. L’ultimo stop riguarda il testamento biologico, per evitare che sia l’anticamera dell’eutanasia. Continua l’impegno pubblico dei vertici della chiesa cattolica sui temi della famiglia e della bio-politica, il suo continuo smarcarsi da scelte di vita e da proposte legislative che ritiene poco rispettose della natura umana...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/11/quel-disagio-che-cambia-cattolici/" title="Read Quel disagio che cambia i cattolici">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima la battaglia sul referendum sulla procreazione assistita, poi la questione dell’eutanasia, culminata &#8211; anche simbolicamente &#8211; nel rifiuto del funerale religioso a Welby. Adesso il lungo no ai Dico e alle coppie gay. L’ultimo stop riguarda il testamento biologico, per evitare che sia l’anticamera dell’eutanasia. Continua l’impegno pubblico dei vertici della chiesa cattolica sui temi della famiglia e della bio-politica, il suo continuo smarcarsi da scelte di vita e da proposte legislative che ritiene poco rispettose della natura umana e del bene comune. Di questo passo, si chiedono in molti, che cosa si propone la chiesa cattolica? A che cosa mira una Chiesa che non perde occasione per intervenire a tutto campo nel dibattito pubblico?</p>
<p>Ieri come oggi, i vertici della Cei dicono che non è loro intenzione spingere a fondo sull’acceleratore. Il pressing etico di questi anni non è finalizzato a mettere in discussione le leggi sull’aborto e sul divorzio, quanto a dare la scossa a un’Italia che di tanto in tanto è colpita da amnesia della sua storia e identità cristiana. Si tratta di dar voce a un sentimento umano e religioso assai diffuso nel paese, poco riconosciuto da minoranze culturali e intellettuali che pensano e vivono diversamente. La vita è una risorsa troppo sacra per essere ridotta a opzione tecnologica. La famiglia-matrimonio è un bene troppo prezioso per la società, per equipararla a unioni più leggere, che riflettono la voglia di molti di non legarsi stabilmente o di limitarsi a un contratto privato. È importante che si crei un sussulto nel paese, che riaffermi i grandi principi e orizzonti, che richiami i valori irrinunciabili. </p>
<p>Occorre però chiedersi se con tutti questi interventi non si stia modificando il quadro del cattolicesimo italiano; se le battaglie pubbliche che da tempo la Chiesa conduce nel paese (in tema di vita, di famiglia, di bioetica) non possano a lungo andare incrinare quel modello di «cattolicesimo diffuso» che rappresenta la particolare condizione religiosa dell’Italia contemporanea, distinguendola da quanto avviene negli altri paesi occidentali.</p>
<p>Ancor oggi circa l’85% degli italiani continua a riconoscersi nella religione cattolica, anche se sotto questo grande ombrello convivono forme e intensità religiose molto diverse tra loro. Da un lato il sentimento cattolico è ancora molto esteso nella popolazione, pur caratterizzandosi in vari casi per tratti ambivalenti e contradditori. Dall’altro, la Chiesa italiana ha sempre operato per coltivare e alimentare un popolo di credenti, sia evitando scelte religiose elitarie (perlopiù affini alla sensibilità dei credenti più iniziati), sia avanzando proposte religiose capaci di intercettare le domande di un pubblico differenziato. Così il modello ecclesiale italiano tiene insieme sensibilità religiose diverse, devozioni popolari e religiosità più moderne, cattolici impegnati e cattolici per tradizione e cultura, fedeli osservanti e credenti occasionali, persone dalla fede esclusiva e soggetti in ricerca religiosa. </p>
<p>È proprio tra i credenti discontinui o tra i cattolici più tiepidi e distratti (che costituiscono la maggior parte dei «cattolici» italiani) che si registra oggi il maggior fastidio nei confronti di una Chiesa che ha accentuato nel tempo la sua presenza identitaria, che richiama continuamente la gente alla coerenza nei costumi e nelle scelte di vita. I cattolici meno attivi e convinti, sono parte integrante di quella popolazione che ragiona a favore dei Dico e delle simil-famiglie, che è tollerante sulla questione delle coppie gay, che guarda con disagio una Chiesa che si interessa troppo della morale sessuale e familiare degli italiani o che su questi temi tende a sostituirsi ai politici. Magari, questa quota di popolazione non è del tutto favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali (come ad altre istanze più libertarie), ma in essa la comprensione sembra essere più forte della voglia di distinzione.   [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=2760&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">articolo</a> di Franco Garelli è stato pubblicato sul sito de</em> La Stampa</p>
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		<title>La via del referendum: vignetta</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 12:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di venerdì 6 aprile 2007]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img loading="lazy" width="367" src="//www.corriere.it/Media/Foto/2007/04/06/fdg/giannelli.jpg" height="500" style="width: 367px; height: 500px" /></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/gallerie/2007/04_Aprile/06/gian.shtml">LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di venerdì 6 aprile 2007</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F06%2Fvia-del-referendum-vignetta%2F&amp;linkname=La%20via%20del%20referendum%3A%20vignetta" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F06%2Fvia-del-referendum-vignetta%2F&amp;linkname=La%20via%20del%20referendum%3A%20vignetta" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F06%2Fvia-del-referendum-vignetta%2F&amp;linkname=La%20via%20del%20referendum%3A%20vignetta" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F06%2Fvia-del-referendum-vignetta%2F&amp;linkname=La%20via%20del%20referendum%3A%20vignetta" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F06%2Fvia-del-referendum-vignetta%2F&#038;title=La%20via%20del%20referendum%3A%20vignetta" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/06/via-del-referendum-vignetta/" data-a2a-title="La via del referendum: vignetta"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Occhio all&#8217;otto per mille</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 17:49:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro manifesto, l&#8217;ingerenza del Vaticano e delle gerarchie cattoliche sta superando ogni limite, la speranza è che tale atteggiamente susciti un moto di sensibilizzazione in chiunque, cattolici e non, abbia a cuore la laicità e la civiltà delle istituzioni della repubblica. Visto che manifestazioni e simili lasciano il tempo che trovano nelle stanze del Vaticano, e visto che stiamo ormai in prossimità di dichiarazione dei redditi, perché non organizzare una campagna di boicottaggio dell&#8217;8 per mille da non devolvere alla...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/05/occhio-allotto-per-mille/" title="Read Occhio all&#8217;otto per mille">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro manifesto, l&#8217;ingerenza del Vaticano e delle gerarchie cattoliche sta superando ogni limite, la speranza è che tale atteggiamente susciti un moto di sensibilizzazione in chiunque, cattolici e non, abbia a cuore la laicità e la civiltà delle istituzioni della repubblica. Visto che manifestazioni e simili lasciano il tempo che trovano nelle stanze del Vaticano, e visto che stiamo ormai in prossimità di dichiarazione dei redditi, perché non organizzare una campagna di boicottaggio dell&#8217;8 per mille da non devolvere alla chiesa cattolica? Può essere un modo per far toccare con mano al Vaticano quanto sia il suo scollamento dal «suo» gregge, e anche a noi per capire quanta gente si oppone davvero alle ingerenze del Vaticano. Cari saluti.</p>
<p><em>Emmanuele Cappelluti, Roma</em></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/04-Aprile-2007/art8.html" target="_blank">La lettera è stata pubblicata sul sito del Manifesto</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F05%2Focchio-allotto-per-mille%2F&amp;linkname=Occhio%20all%E2%80%99otto%20per%20mille" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F05%2Focchio-allotto-per-mille%2F&amp;linkname=Occhio%20all%E2%80%99otto%20per%20mille" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F05%2Focchio-allotto-per-mille%2F&amp;linkname=Occhio%20all%E2%80%99otto%20per%20mille" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F05%2Focchio-allotto-per-mille%2F&amp;linkname=Occhio%20all%E2%80%99otto%20per%20mille" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F05%2Focchio-allotto-per-mille%2F&#038;title=Occhio%20all%E2%80%99otto%20per%20mille" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/05/occhio-allotto-per-mille/" data-a2a-title="Occhio all’otto per mille"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Circolo UAAR di Verona ad un funerale civile</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 11:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;altra settimana abbiamo partecipato ad un funerale civile, al cimitero monumentale. La “sala del commiato” è un locale piccolo e indecente. L&#8217;insensibilità cristiana arreda la sala con simboli religiosi anche quando c&#8217;è un funerale civile. Il cimitero è gestito dall&#8217;Agec, un&#8217;azienda comunale presieduta dalla cattolica Patrizia Bravo. Mercoledì 24/3/2004 una delegazione del nostro circolo si era incontrata con la prof. Patrizia Bravo e con il dott. Governo, dirigente dei servizi cimiteriali. L&#8217;incontro era avvenuto dietro nostra richiesta per fare il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/05/circolo-uaar-verona-funerale-civile/" title="Read Il Circolo UAAR di Verona ad un funerale civile">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra settimana abbiamo partecipato ad un funerale civile, al cimitero monumentale. La “sala del commiato” è un locale piccolo e indecente. <strong>L&#8217;insensibilità cristiana arreda la sala con simboli religiosi anche quando c&#8217;è un funerale civile</strong>. Il cimitero è gestito dall&#8217;Agec, un&#8217;azienda comunale presieduta dalla cattolica Patrizia Bravo. Mercoledì 24/3/2004 una delegazione del nostro circolo si era incontrata con la prof. Patrizia Bravo e con il dott. Governo, dirigente dei servizi cimiteriali. L&#8217;incontro era avvenuto dietro nostra richiesta per fare il punto sulla sala del commiato. Già da un anno e mezzo avevamo consegnato una petizione al sindaco e l&#8217;amministrazione comunale aveva passato la pratica all&#8217;Agec per competenza. La prof. Bravo ci comunicò che nell&#8217;ambito della ristrutturazione del cimitero monumentale, già avviata, era stata progettata una sala del commiato, la cui costruzione doveva essere terminata tra la fine del 2006 e l&#8217;inizio del 2007. <strong>Siamo ad aprile del 2007 ed i lavori non sono ancora iniziati</strong>. Possiamo accusare che la prof. Bravo non ha mantenuto gli impegni.</p>
<p><strong>Fonte: Newsletter del Circolo UAAR di Verona </strong></p>
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		<title>La laicità dello Stato? Una cortina fumogena</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 15:00:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ingerenza]]></category>
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		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Si ha l&#8217;impressione che sulla questione della famiglia si continui a creare confusione, ad alzare cortine fumogene, a non voler cogliere l&#8217;essenziale. La recente Nota della Conferenza episcopale italiana ha avuto, invece, il merito di far risaltare il carattere strategico che le scelte del legislatore in questa materia hanno per la società, ed è bene parlarne. Tutti noi sappiamo che ogni svolta storica importante si conclude con l&#8217;affermazione di nuove leggi che si ispirano ai suoi valori. E che ogni...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/04/laicita-dello-stato-una-cortina-fumogena/" title="Read La laicità dello Stato? Una cortina fumogena">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si ha l&#8217;impressione che sulla questione della famiglia si continui a creare confusione, ad alzare cortine fumogene, a non voler cogliere l&#8217;essenziale. La recente Nota della Conferenza episcopale italiana ha avuto, invece, il merito di far risaltare il carattere strategico che le scelte del legislatore in questa materia hanno per la società, ed è bene parlarne.<br />
Tutti noi sappiamo che ogni svolta storica importante si conclude con l&#8217;affermazione di nuove leggi che si ispirano ai suoi valori. E che ogni fase nuova si consolida con un contratto sociale che è alla base della società e delle sue istituzioni. Il contratto sociale più antico della storia umana, al punto che non se ne ricordano nemmeno le origini, è quello sulla famiglia, anche perché questa viene prima dell&#8217;organizzazione sociale e dello Stato. Per questo motivo il costituente italiano ha formulato le belle parole che figurano nel nostro patto fondamentale per le quali «lo Stato riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».<br />
Cambiare quelle parole, o metterle tra parentesi facendo finta che non esistono, vuol dire intaccare il patto più antico che si conosca, vuol dire assumere la famiglia naturale come elemento residuale rispetto ad altre forme di relazioni umane.  [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;argomento che in Italia, e solo in Italia, viene utilizzato per difendere la proposta sui Dico è quello della <strong>laicità </strong>dello Stato. <strong>Ma questo argomento è solo una cortina fumogena perché in nessun Paese del mondo laicità vuol dire indifferenza verso ogni principio morale, tanto meno verso principi essenziali come quelli sulla famiglia</strong>. In realtà, la laicità viene utilizzata solo come paravento per evitare una discussione nel merito degli argomenti che resta imbarazzante per i sostenitori della proposta legislativa sui Dico.<br />
Invece, saranno proprio gli argomenti di merito al centro di un grande dibattito che coinvolgerà il Paese e la gente nelle settimane e nei mesi prossimi. Il sentimento popolare profondo avverte che con quella improvvida equiparazione tra eterosessualità e omosessualità si finisce per sradicare uno dei capisaldi della società, una concezione dell&#8217;essere umano che è tra gli ancoraggi più profondi della nostra vita collettiva.</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.avvenire.it/">articolo</a> di Carlo Cardia è stato pubblicato sul sito di</em> Avvenire</p>
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		<title>I cattolici del terzo tipo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 14:35:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ingerenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Davanti agli interventi della Cei non si dividono solo in «obbedienti» e «adulti». Molti altri, pur conservando fede e carità, non ascoltano la voce della Chiesa in lotta Le reazioni dei cattolici alle recenti prese di posizione della Conferenza Episcopale italiana appaiono a prima vista classificabili in due categorie: una è quella dei cattolici obbedienti, a cui bisogna aggiungere i «laici rispettosi», che hanno cominciato a moltiplicarsi da quando è diventato chiaro che la difesa della famiglia, dei «valori» della...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/04/cattolici-del-terzo-tipo/" title="Read I cattolici del terzo tipo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Davanti agli interventi della Cei non si dividono solo in «obbedienti» e «adulti». Molti altri, pur conservando fede e carità, non ascoltano la voce della Chiesa in lotta</strong></p>
<p>Le reazioni dei cattolici alle recenti prese di posizione della Conferenza Episcopale italiana appaiono a prima vista classificabili in due categorie: una è quella dei cattolici obbedienti, a cui bisogna aggiungere i «laici rispettosi», che hanno cominciato a moltiplicarsi da quando è diventato chiaro che la difesa della famiglia, dei «valori» della tradizione giudaico-cristiana, della civiltà europea può agevolmente esser fatta coincidere con lo spirito della lotta al «terrorismo internazionale» capeggiata dall’amministrazione Bush. </p>
<p>L’altra categoria è quella dei cattolici «adulti», così li ha chiamati lo stesso Prodi, i quali accettano in linea di principio la disciplina richiesta dalla Chiesa, ma rivendicano il diritto di leggere molte prescrizioni &#8211; e specialmente l’ultima là dove si impone loro, quando siano parlamentari, di non votare cosiddetti Dico &#8211; limitandone la perentorietà attraverso il richiamo di altri e più «aperti» documenti del magistero ecclesiastico. È ciò che fa per esempio uno dei più autorevoli intellettuali cattolici italiani, Giuseppe Alberigo (la Repubblica, 30 marzo) in un denso e appassionato articolo, del quale è difficile non condividere molti passaggi. Alberigo resta e vuole restare un fedele figlio della Chiesa, intesa come gerarchia ecclesiastica, «il Papa e i vescovi uniti con lui».   [&#8230;]</p>
<p>Tuttavia: non sarà il caso di tener conto anche di un terzo possibile tipo di reazioni? Alludiamo a quelle di molti altri credenti, che si chiamano cattolici perché battezzati e che non hanno ancora aderito ai movimenti per lo «sbattezzo», del resto vani perché il battesimo «imprime il carattere», dice(va) il catechismo, non si può cancellare; ma che da tempo hanno rinunciato ad ascoltare la voce della Chiesa cosiddetta docente, pur partecipando alla vita della Chiesa militante, sforzandosi di praticare la carità e di non perdere la fede per lo scandalo che subiscono proprio dai loro pastori. La loro fede è spesso molto più sincera di quella dei tanti atei devoti che piacciono all’episcopato, e al potere. Rispetto ad Alberigo si distinguono perché prendono più chiaramente atto di una situazione in cui la Chiesa (la gerarchia), dimenticando il Concilio e Giovanni XXIII, ha scelto di essere una parte in lotta, «terribilis ut castrorum acies ordinata» secondo un’espressione della liturgia. Anche la recente ripresa del dogma dell’Inferno esprime i fondo questo spirito guerriero, echeggia Bush: chi non è con noi è contro di noi, niente più «pieghe» nascoste dei documenti papali, niente più enciclica contrapposta ad enciclica. Non sarebbe ora che i credenti rivendicassero finalmente la loro libertà di ascoltare la parola di Dio senza la mediazione di una nomenklatura che amministra i sacramenti come se fossero «cosa loro» (essere cattolici ha un prezzo, ha detto di recente un «ateo devoto»)? Non si può sbattezzarsi, certo; ma almeno convertirsi finalmente al cristianesimo. </p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=2721&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">articolo</a> di Gianni Vattimo è stato pubblicato sul sito de</em> La Stampa</p>
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		<title>Amato sull&#8217;ingerenza del Vaticano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 20:29:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ingerenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo dico da laico: la continuità con la quale ogni intervento della Chiesa viene definito un&#8217;ingerenza è già di per se espressione del non volersi capire. E di esempi del non volersi capire ce ne sono anche dall&#8217;altra parte&#8221;. Lo ha detto il ministro dell&#8217;interno Giuliano Amato. [&#8230;] Il testo integrale dell&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito di Avvenire]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico da laico: la continuità con la quale ogni intervento della Chiesa viene definito un&#8217;ingerenza è già di per se espressione del non volersi capire. E di esempi del non volersi capire ce ne sono anche dall&#8217;altra parte&#8221;. Lo ha detto il ministro dell&#8217;interno Giuliano Amato.  [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/moduli/ultimora/index.jsp?id=40020">articolo</a> è stato pubblicato sul sito di </em>Avvenire</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F03%2Famato-sullingerenza-del-vaticano%2F&amp;linkname=Amato%20sull%E2%80%99ingerenza%20del%20Vaticano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F03%2Famato-sullingerenza-del-vaticano%2F&amp;linkname=Amato%20sull%E2%80%99ingerenza%20del%20Vaticano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F03%2Famato-sullingerenza-del-vaticano%2F&amp;linkname=Amato%20sull%E2%80%99ingerenza%20del%20Vaticano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F03%2Famato-sullingerenza-del-vaticano%2F&amp;linkname=Amato%20sull%E2%80%99ingerenza%20del%20Vaticano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F04%2F03%2Famato-sullingerenza-del-vaticano%2F&#038;title=Amato%20sull%E2%80%99ingerenza%20del%20Vaticano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/04/03/amato-sullingerenza-del-vaticano/" data-a2a-title="Amato sull’ingerenza del Vaticano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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