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	<title>Generale &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 10:24:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Tar dà ragione all&#8217;Uaar, censurata a Pordenone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune aveva negato al&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti l&#8217;utilizzo del logo comunale di Pordenone. I giudici accolgono il ricorso: «La cultura non è appannaggio del pensiero unico». L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) e il suo Circolo di Pordenone esprimono profonda soddisfazione per la sentenza n. 200/2026 della Prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto dall&#8217;associazione contro il Comune di Pordenone, annullando il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/02/il-tar-da-ragione-alluaar-censurata-a-pordenone/" title="Read Il Tar dà ragione all&#8217;Uaar, censurata a Pordenone">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Comune aveva negato al&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti l&#8217;utilizzo del logo comunale di Pordenone. I giudici accolgono il ricorso: «La cultura non è appannaggio del pensiero unico».</strong></p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) e il suo Circolo di Pordenone esprimono profonda soddisfazione per la sentenza n. 200/2026 della Prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto dall&#8217;associazione contro il Comune di Pordenone, annullando il provvedimento con cui il sindaco Alessandro Basso (Fratelli d&#8217;Italia) aveva negato l&#8217;utilizzo del logo istituzionale &#8220;Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura 2027&#8221; per le iniziative dell&#8217;Uaar.</p>
<p>La sentenza del Tar mette a nudo una serie di clamorose incongruenze, illegittimità e forzature ideologiche messe in atto dall&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>«<em>I magistrati</em> – commenta Loris Tissino, coordinatore del Circolo ricorrente – <em>hanno evidenziato che la concessione del logo non è un&#8217;attività politica e non può essere gestita come atto di indirizzo politico: sottrarre tale scelta alla competenza tecnica del dirigente costituisce un grave eccesso di potere. Il diniego ci è parso assolutamente irragionevole, ed è per questo che abbiamo presentato il ricorso amministrativo. Una questione non basata su richieste di finanziamenti, di cui altri soggetti godono abbondantemente, ma proprio di principio: può un&#8217;Amministrazione comunale, che in diverse occasioni parla di pluralismo e di inclusione anche proprio in riferimento al percorso di Capitale della Cultura, escludere una parte della società per le proprie posizioni in materia di religione? Secondo noi no, e il Tar ci ha dato ragione</em>».</p>
<p>Il Tribunale ha infatti definito tale operazione «di fatto censoria», lesiva della libertà di espressione e gravemente discriminatoria in ragione delle convinzioni filosofico-religiose.</p>
<p>L&#8217;azione amministrativa è venuta meno ai doveri costituzionali di laicità e imparzialità e contrasta frontalmente con gli stessi valori del dossier di candidatura &#8220;Pordenone 2027. Città che sorprende&#8221;, improntato ai principi di inclusione, coesione sociale e partecipazione del Terzo Settore.</p>
<p>I magistrati del Tar Friuli Venezia Giulia, guidati dal presidente ed estensore Carlo Modica de Mohac di Grisì, hanno offerto una straordinaria lezione di civiltà giuridica e democratica: «Non vi può essere cultura senza pluralismo di idee, ragion per cui concedere il monopolio del potere autorizzatorio dell&#8217;uso del logo [&#8230;] a una sola parte politica o a chi rappresenti solamente un ideale socio/politico o un orientamento teoretico/religioso, significherebbe negare in radice il concetto stesso di Cultura; e anche quello di Democrazia».</p>
<p>«<em>Non possiamo che essere soddisfatti</em> – conclude Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – <em>per l&#8217;annullamento di questa arbitraria censura che colpiva, come scrive il Tribunale, non la proposta ma il soggetto proponente, cioè un ente del Terzo Settore che rappresenta cittadine e cittadini atei e agnostici, limitando la libertà d&#8217;espressione e la laicità delle istituzioni. Ringraziamo di cuore il Circolo di Pordenone e i nostri encomiabili legali</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://uaar.it/doc/Tar-Friuli-Sentenza-Uaar-Pordenone.pdf">La sentenza del Tar Friuli Venezia Giulia</a></li>
<li><a href="https://pordenone.uaar.it/">Il circolo di Pordenone</a></li>
</ul>
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		<title>La clericalata della settimana, 34: la Presidenza della Repubblica conferisce l&#8217;Ordine al Merito a un prete</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/31/la-clericalata-della-settimana-34-la-presidenza-della-repubblica-conferisce-lordine-al-merito-a-un-prete/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della Presidenza della Repubblica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/31/la-clericalata-della-settimana-34-la-presidenza-della-repubblica-conferisce-lordine-al-merito-a-un-prete/" title="Read La clericalata della settimana, 34: la Presidenza della Repubblica conferisce l&#8217;Ordine al Merito a un prete">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della </span><a href="https://barlettalive.it/2026/08/28/a-mons-don-nardino-doronzo-lonorificenza-dellordine-al-merito-della-repubblica/"><span style="font-weight: 400;">Presidenza della Repubblica</span></a><span style="font-weight: 400;"> che </span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;"><b>ha conferito a don Leonardo Doronzo, religioso dell’arcidiocesi di Trani, l’onorificenza dell’Ordine al Merito.</b></h3>
<p>L’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo dopo aver saputo la notizia si è complimentato con il sacerdote per essersi «distinto per il suo alto senso del servizio ecclesiale» come cappellano nell’Ordinariato Militare e con incarichi nella diocesi.</p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La celebrazione religiosa della perdonanza celestiniana ha visto la tradizionale e massiccia presenza ossequiosa delle istituzioni. La manifestazione, che si tiene ogni anno all’Aquila, ha come episodi salienti la lettura, da parte del sindaco in carica o di un delegato, della storica bolla di papa Celestino V che concede l’indulgenza plenaria e l’apertura per un paio di giorni della porta santa nella basilica di Collemaggio. Per l’occasione i rappresentanti istituzionali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid02EVSivxiF66Ly9Cw3htcM3etbFZdy4mMhBMp3VFFZKugFV9Rh5YesapV1XMNAiqk1l"><span style="font-weight: 400;">passano</span></a><span style="font-weight: 400;"> proprio la porta santa in «segno di riverenza e rispetto nei confronti di questa storica ricorrenza abruzzese, simbolo di Pace e Comunione universale, in unione con tutta la Chiesa», come viene rivendicato senza problemi sui canali social del Consiglio regionale. La sottosegretaria di Stato per la Difesa Isabella Rauti, in rappresentanza del governo, </span><a href="https://www.facebook.com/reel/2327646104640968"><span style="font-weight: 400;">ha ricevuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> il picchetto d’onore militare. Il presidente del Consiglio della Regione Abruzzo ed esponente di Forza Italia Lorenzo Sospiri </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid035XHDpAPg1ejKsJq23DcFFBiF15EHLLmoRJAex7NerLNZj6hS5rU7LpaLz9hmhY2l"><span style="font-weight: 400;">ha scritto</span></a><span style="font-weight: 400;"> sui social per l’occasione: «Tutti abbiamo bisogno di chiedere Perdono. San Pietro Celestino V lo conceda e protegga l’Abruzzo». Nel corteo della perdonanza </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid0uMyj24MonJuQQh56hZmh6g3xp3Y4dYXmg5SeP2ykUqndAcBRETYu7t89fdsNoZoal"><span style="font-weight: 400;">sono stati avvistati</span></a><span style="font-weight: 400;"> persino i rappresentanti del Gran Sasso Science Institute, con tanto di gonfalone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Luco dei Marsi (AQ) Giorgio Giovannone e altri sindaci dei Comuni limitrofi, con fascia tricolore, </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid02FAY94Q9etX6HUzkA9gfFBR2mJZ9aLgAyofY9XmyJAiRHs1mveQUxGEvdeM8ijuUpl"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> assieme alle autorità locali alla messa per il patrono, presieduta dal vescovo di Avezzano Giovanni Massaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, indossando la fascia tricolore, </span><a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1973437689965079"><span style="font-weight: 400;">ha consegnato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le chiavi della città a una statua del patrono sant’Oronzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di San Benedetto dei Marsi (AQ) Antonio Cerasani e altri sindaci della zona, con fascia tricolore, assieme alle istituzioni locali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid0EU2SRYoLTAHRpw44bwsbQWoacTSmg3ts7g69S196DdxPHLYJYgqah7dyn8Dq1z7Fl?notif_id=1788167288866929&amp;notif_t=mention&amp;ref=notif"><span style="font-weight: 400;">hanno accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la reliquia di santa Maria Goretti, portata da Corinaldo &#8211; luogo della sua nascita &#8211; dal rettore del santuario don Luigi Imperio. Nella cittadina abruzzese è stata consegnata al vescovo di Avezzano Giovanni Massaro per essere portata nella parrocchia di San Benedetto Martire, dove è stata celebrata la messa alla presenza delle autorità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Trentola Ducenta (CE) Michele Apicella e l’amministrazione comunale hanno accolto il cardinale Matteo Maria Zuppi, arrivato in </span><a href="https://www.comune.trentoladucenta.ce.it/it/news/visita-istituzionale-cardinale-zuppi"><span style="font-weight: 400;">«visita istituzionale»</span></a><span style="font-weight: 400;"> (come recita il materiale divulgato dal Comune): gli è stata conferita la cittadinanza onoraria in occasione dei festeggiamenti in onore del compatrono san Giorgio martire. L’amministrazione aveva inoltre stanziato 6.500 euro per l’occasione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La seconda parte della Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale, partito fondato dall’eurodeputato Roberto Vannacci, </span><a href="https://pagellapolitica.it/articoli/seconda-parte-programma-futuro-nazionale-elezioni-2027"><span style="font-weight: 400;">è caratterizzata</span></a><span style="font-weight: 400;"> da un deciso identitarismo religioso e ha diversi punti che mettono in discussione diritti civili, libertà e laicità. Nel programma viene esaltata l’«identità cristiana» a fondamento della tradizione nazionale, contro una «concezione giacobina della laicità». Tra i punti programmatici: la «tutela del Crocifisso negli edifici pubblici, dell’insegnamento facoltativo della religione cattolica e del patrimonio religioso», il controllo sui finanziamenti alle moschee e il contrasto all’estremismo, «le politiche di riattivazione demografica, la difesa della vita» («dal concepimento alla morte naturale», contro eutanasia e suicidio assistito), stretta sull’aborto anche con l’infiltrazione delle associazioni no-choice nei consultori, «informazione» sul battito fetale, divieto della pillola RU-486, sostegno alle donne che fanno più figli, riconoscimento del concepito «come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati», istituzione del «ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità», privilegi per la famiglia “tradizionale” con finalità procreative rispetto ad altre forme di relazione (con tanto di «abrogazione delle unioni civili»), censura sui media di «contenuto genderista/omosessualista» per tutelare i bambini. </span><a href="https://www.open.online/2026/08/26/vannacci-tassa-bestemmie/"><span style="font-weight: 400;">Si invoca</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure la linea dura contro la blasfemia e l’oltraggio ai defunti per salvaguardare la morale (e aumentare le entrate statali): l’articolo 724 del Codice penale «dovrà essere puntualmente applicato», si legge, «con verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria». Secondo gli estensori del programma infatti la mancanza di sanzione per reati contro la morale «rappresenta un fattore di disgregazione della virtù», nonché di «mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale». Viene inoltre </span><a href="https://pagellapolitica.it/articoli/vannacci-programma-voto-genitori"><span style="font-weight: 400;">menzionato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il voto plurimo, ovvero la possibilità di assegnare una scheda elettorale aggiuntiva per ogni figlio minorenne, da suddividere tra i genitori che si recheranno alle urne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro degli Esteri Tajani, intervenendo al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, </span><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/26/tajani-meeting-rimini-woke-pace-europa-metsola/8488612/"><span style="font-weight: 400;">si è chiesto</span></a><span style="font-weight: 400;"> «come possiamo essere uniti se non ci riconosciamo tutti nella nostra identità, nelle nostre radici, che sono giudaico-cristiane, sono legate alla cultura romana, alla cultura greca», citando poi papa Leone XIV e madre Teresa di Calcutta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel Consiglio regionale abruzzese e sindaco di Rosello (CH), Alessio Monaco, </span><a href="https://www.emiciclonews.it/notizie/240247-monaco-castelguidone-lincontro-con-don-ciotti-il-capogruppo-torna-terra-santa"><span style="font-weight: 400;">ci ha tenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> ad annunciare di aver incontrato don Luigi Ciotti e don Alberto Conti, parroco di Castelguidone (CH) e direttore della Caritas diocesana di Trivento (CB), in vista di un incontro promosso dalla stessa Caritas per la giornata della legalità, dell’impegno e della responsabilità. Evento cui non ha potuto partecipare perché in pellegrinaggio in Terra Santa con l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’amministrazione comunale di Castelguidone ha inoltre conferito la cittadinanza onoraria a don Ciotti: «la sua azione pastorale e sociale rappresenta un punto di riferimento instancabile per le nostre comunità», ha aggiunto Monaco.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pagina Facebook del Comune di Tufara (CB) </span><a href="https://www.facebook.com/ComunediTufaraInforma/posts/pfbid0vNqjB7xpyZmi1RA9AByCkyhmKF9cpF1fsvNgxeMdmhGu277e3QSZnPXzYopMrRxKl"><span style="font-weight: 400;">ha pubblicato</span></a><span style="font-weight: 400;"> due foto di una formazione nuvolosa dandone un’interpretazione religiosa: «Ognuno è libero di farsi la sua idea… ma che questa immagina sia apparsa in cielo proprio nel paese natio di San Giovanni Eremita non può essere un caso».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Il grande balzo in avanti dell’omofobia in Africa</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 09:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[In diversi Paesi africani si inaspriscono le leggi contro le persone lgbt+, in un clima di repressione che coinvolge governi, confessioni religiose e lobby integraliste. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. «Why are you gay?» è ormai un meme che fa sghignazzare i social. Ma cosa c’è dietro? Nel 2012 sul canale ugandese Nbs si parla di omosessualità. Il presentatore di “Morning Breeze”...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/30/il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa/" title="Read Il grande balzo in avanti dell’omofobia in Africa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In diversi Paesi africani si inaspriscono le leggi contro le persone lgbt+, in un clima di repressione che coinvolge governi, confessioni religiose e lobby integraliste. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>«Why are you gay?» è ormai un meme che fa sghignazzare i social. Ma cosa c’è dietro? Nel 2012 sul canale ugandese Nbs si parla di omosessualità. Il presentatore di “Morning Breeze” Simon Kaggwa Njala ospita Pepe Julian Onziema, attivista trans. Esordisce chiedendogli se deve chiamarlo “mister” e fa la fatidica domanda.</p>
<p><span class="pullquote">La trasmissione prosegue tra provocazioni e lazzi</span>, mentre Onziema tenta di argomentare in maniera pacata. L’apoteosi quando entra in scena il pastore pentecostale Martin Ssempa che sfodera falliche banane, zucchine e carote per il suo predicozzo contro gay e lesbiche.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77629" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-grande-balzo-in-avanti-dellomofobia-in-africa-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Un momento iconico di tv trash che spettacolarizza la pervicace omofobia africana. Con l’intervista Onziema diventerà molto noto e per il coraggioso impegno a favore dei diritti subirà arresti e angherie. Proprio l’Uganda, in larghissima parte cristiana, introduce nel 2014 una legge contro l’omosessualità che prevede il carcere a vita, firmata dal presidente Yoweri Museveni. La versione originale ha la pena di morte, cassata dopo una levata di scudi mondiale.</p>
<p>Appena passa la norma un tabloid pubblica una lista di proscrizione con nomi e foto di 200 presunti «top homo», che scatena odio e violenze. Onziema lancia una grande mobilitazione contro la legge, smantellata dalla Corte costituzionale mesi dopo.</p>
<p>Ma nel 2023 il deputato musulmano Asuman Basalirwa ripresenta una norma simile che, complice il voltafaccia dei giudici supremi, introduce ergastolo per rapporti tra persone dello stesso sesso, vent’anni di carcere per propaganda e attivismo lgbt+ e pena di morte per quella «omosessualità aggravata» (violenze su minori, anziani o persone con disabilità).</p>
<p>L’onda lunga della marea omofoba in Africa non si ferma lì. Verso la fine del 2024 la giunta militare del Mali impone due anni di carcere per «atti sessuali innaturali» e sette per la loro «promozione». Dall’indipendenza nel 1960 non ci sono disposizioni mirate ma solo il vago reato contro la morale talvolta applicato. A introdurle ci pensano i militari al potere dal 2021.</p>
<p>Nel 2025 in Burkina Faso, a maggioranza islamica, la giunta militare al potere dal 2022 con Ibrahim Traoré impone il carcere fino a cinque anni. Nemmeno quarantenne e musulmano, Traoré è stato attivista studentesco in gruppi marxisti; si arruola nell’esercito e combatte i jihadisti.</p>
<p>La sua figura è adorata soprattutto dai giovani burkinabé e da una certa sinistra anticapitalista, accostata al compianto Thomas Sankara che negli anni ottanta lotta per la dignità del suo popolo e contro l’imperialismo. Ma il novello rivoluzionario rende il Paese più reazionario: guida una dittatura filorussa che criminalizza per la prima volta le persone omosessuali.</p>
<p>Il Senegal, in gran parte musulmano, nell’aprile del 2026 raddoppia da cinque a dieci anni le pene per i gay e dà fino a sette anni per la propaganda lgbt+. <span class="pullquote">Il parlamento vara la legge all’unanimità</span> con solo tre astenuti e il presidente Bassirou Diomaye Faye la firma.</p>
<p>È fortemente voluta dall’ormai ex primo ministro Ousmane Sonko, esponente del Pastef (Patriotes Africains du Sénégal pour le Travail, l’Éthique et la Fraternité), partito che unisce populismo di sinistra, panafricanismo e anticolonialismo ma pure un torvo tradizionalismo religioso. In un <a href="http://go.uaar.it/ffsl8vv">discorso</a> Sonko si scaglia contro «una sorta di tirannia»: «l’ottanta per cento se non di più non vuole» l’omosessualità, «ma c’è un nucleo chiamato Occidente che vuole imporla al resto del mondo».</p>
<p>Pure Sonko viene celebrato dalla sinistra, specie in Francia. Nel 2024 in occasione della vittoria elettorale invita a Dakar Jean-Luc Mélenchon de La France Insoumise per ringraziarlo del sostegno. Un siparietto significativo degli imbarazzi dei compagni europei e della ruvidità di quelli africani.</p>
<p>L’esponente della sinistra francese saluta Sonko come modello per l’Africa che vuole emanciparsi. Si dice fermamente in disaccordo sulle leggi antigay ma sfoggia una retorica decoloniale. Pur rivendicando il sostegno al matrimonio egualitario in Francia, «non cercherò di imporlo a voi», afferma, ricordando che erano contrari reazionari e razzisti.</p>
<p>«Nel mio Paese il tema è stato controverso. Come lo abbiamo risolto? Votando! Bene, forse un giorno voterete anche voi», aggiunge, subissato dalle contestazioni. Il padrone di casa di rimando <a href="http://go.uaar.it/5qdwuzp">denuncia</a> «l’intolleranza» di chi vorrebbe negare «il diritto, sui temi in cui si è in disaccordo, di legiferare».</p>
<p>Rischia pure il Ghana a maggioranza cristiana. Nel maggio del 2026 il parlamento vota una legge che prevede tre anni per gli omosessuali e fino a dieci per chiunque li aiuti (con obbligo di denuncia, tranne per operatori legali e sanitari). Sostiene la “riforma” il deputato e reverendo John Ntim Fordjour. Il presidente John Mahama ora è sotto pressione affinché la ratifichi. Un testo simile già passa nel 2024, però quella volta manca l’assenso dell’ex presidente Nana Akufo-Addo.</p>
<p>L’ultimo (finora) che inasprisce l’omofobia istituzionale è il Niger musulmano. La giunta militare retta da Abdourahamane Tiani decreta nel giugno del 2026 l’arresto fino a dieci anni per i gay e fino a vent’anni per chi ne sostiene attività e organizzazioni. Si compie l’intenzione del presidente Mohamed Bazoum, deposto dai militari nel 2023, per assecondare le comunità islamiche. Nel 2024 <span class="pullquote">la giunta ha già eliminato l’educazione sessuale a scuola</span> perché mina i “valori”, e limitato l’azione delle ong che si dedicano alla salute riproduttiva.</p>
<p>Gli africani ereditano leggi coloniali, specie quelle contro la “sodomia” nelle zone dominate dalla corona britannica, e l’evangelizzazione cristiana dei conquistatori irrigidisce morale, famiglia e ruoli sociali dove non vige l’islam. Ma è semplicistico (e assolutorio) ridurre il ritorno di certe norme a una lontana eredità. Per dire, nelle colonie francesi il reato è abolito fin dai tempi di Napoleone.</p>
<p>E almeno dagli anni cinquanta l’Africa è formalmente indipendente, anche se subisce tuttora l’influsso occidentale. Ma mentre in occidente le persone lgbt+ possono sperare in più diritti e tolleranza, in Africa il <a href="http://go.uaar.it/ehofpsf">processo si inverte</a>. Governi di ogni risma, persino di sinistra, rincorrono in questi anni gruppi confessionali sempre più vocianti.</p>
<p>Non si puniscono più solo i rapporti intimi come voleva il moralismo vittoriano. L’oppressione si allarga, usa la tecnologia, colpisce identità di genere, unioni gay, attivismo e persino supporto legale e sanitario. Le corrotte classi dirigenti locali mietono consensi indicando al popolino esasperato capri espiatori come i gay, divenuti simbolo della perfida egemonia occidentale, per distogliere l’attenzione dai gravi problemi di cui hanno primaria responsabilità.</p>
<p>La ricerca ha valorizzato (e a volte esagerato) in Africa usanze culturali locali con ruoli di genere più aperti e plurali. Ma questo relativismo è stato appiattito da colonialismo e grandi religioni. Oggi la retorica sovranista rivendica l’isolazionismo africano come rivalsa verso l’imperialismo e a difesa della purezza identitaria (spesso paradossalmente quella delle religioni dei colonizzatori).</p>
<p>Intanto l’omofobia si espande nel continente. I predicatori fanno una propaganda che ai nostri occhi “civilizzati” è macchiettistica ma risulta cupamente efficace. Impazzano le “terapie di conversione” per cambiare l’orientamento sessuale spesso con torture e pratiche umilianti.</p>
<p>Le polizie attuano una brutale repressione con arresti, retate e abusi. Sono frequenti aggressioni, stupri “correttivi” e bullismo. Post virali e campagne mediatiche con fake news, pseudoscienza e complottismo alimentano il panico morale su temi sensibili come abusi su minori, malattie sessualmente trasmissibili e interferenze straniere.</p>
<p>Ad esempio in Costa d’Avorio nel 2024 si scatena un’ondata di sdegno e violenza per un video falso in cui il presidente francese Emmanuel Macron chiede al presidente ivoriano Alassane Ouattara di legalizzare i matrimoni omosessuali: circostanza che lo stesso governo ha dovuto smentire per placare gli animi.</p>
<p>L’omofobia trova terreno fertile tra le religioni e favorisce un ecumenismo che supera storiche rivalità. Non solo l’islam soffia sul fuoco, ma pure le Chiese cristiane. Gli anglicani sono <a href="http://go.uaar.it/qpbneou">spaccati</a> anche sull’accettazione delle persone lgbt+: quelli africani, ormai la maggioranza, sono molto più sessisti degli occidentali.</p>
<p>La chiesa cattolica da noi ostenta il volto più “pastorale” verso i gay (senza cambiare la dottrina che disapprova le relazioni non eterosessuali), mentre in Africa mostra senza infingimenti quello più gretto. Anche la reazionaria chiesa ortodossa guadagna fedeli grazie all’influenza esercitata dalla Russia di Putin nel mutato quadro geopolitico.</p>
<p>Un fattore prepotente in questi anni è il ruolo delle lobby integraliste, <a href="http://go.uaar.it/7zbfb6b">soprattutto</a> evangeliche statunitensi ma pure cattoliche europee contro il “gender”, oliato da decine di milioni di dollari, dalla capacità di fare rete e dall’ascendente sulle classi dirigenti.</p>
<p>Proprio ad Accra, capitale del Ghana, pochi giorni dopo il voto sulla legge omofoba si tiene la quarta conferenza interparlamentare africana su famiglia, sovranità e valori. Partecipano autorità di una ventina di Paesi, esperti, accademici, lobbisti e religiosi.</p>
<p>A suggello viene approvato un documento che rivendica difesa della famiglia tradizionale e dei valori morali, e opposizione a diritti lgbt+, aborto, contraccezione, salute riproduttiva, educazione sessuale, visti come intromissioni forestiere per stravolgere la società e fiaccare i popoli. L’intenzione è portare tali istanze all’Unione africana e abbattere le tutele sancite dai documenti dell’Onu.</p>
<p>Un ruolo rilevante è esercitato da organizzazioni Usa, tra cui spicca la Family Watch International guidata dalla mormona Sharon Slater, presente pure al famigerato <a href="http://go.uaar.it/p7xscjt">Congresso mondiale delle famiglie</a> nel 2019 a Verona. Questa e altre realtà ammaestrano politici e attivisti, costruiscono alleanze interreligiose e <a href="http://go.uaar.it/cnesn98">si infiltrano in scuole e istituzioni</a>. Nel 2019 ad Accra, qualche mese dopo Verona, si tiene un nuovo congresso familista che galvanizza gli integralisti e dà slancio alle leggi omofobe in Africa.</p>
<p>Complica il quadro la defezione degli Stati Uniti di Donald Trump, che al contrario della vecchia amministrazione di Joe Biden abbandona gli omosessuali oppressi. Gli Usa non vogliono più sanzionare i Paesi che violano i diritti <a href="http://go.uaar.it/gztlgpe">facendo leva</a> su finanziamenti e aiuti internazionali: una strategia che sì, istigava il risentimento poiché condizionava la sovranità africana, ma offriva pure un po’ di respiro alle minoranze. L’amministrazione Trump ora è egemonizzata dagli stessi fondamentalisti, non di rado xenofobi, che nutrono l’omofobia autarchica in Africa.</p>
<p>Oggi almeno 31 Paesi africani su 54 hanno leggi omofobe e la <a href="http://go.uaar.it/3lnow3j">tendenza peggiora</a>. Si arriva alla pena capitale in Uganda, Mauritania (qui con una moratoria), Somalia (nelle aree degli islamisti di Al Shabaab) e diversi Stati federali islamici della Nigeria; altrove come in Gambia, Tanzania, Sierra Leone e Zambia si rischia l’ergastolo. A parte il Sudafrica, che fin dagli anni novanta elimina le discriminazioni verso le persone lgbt+ ed è il solo a riconoscere nozze e adozioni gay, hanno depenalizzato il reato Guinea Bissau, Mauritius, Angola, Botswana.</p>
<p>Il proliferare di leggi antigay africane rischia di ingolfare ancor di più la gestione delle migrazioni in occidente. Le persone lgbt+ costrette a fuggire di certo hanno diritto al supporto umanitario. Ma <a href="http://go.uaar.it/nvkdlfo">si registra</a> l’uso di questo stratagemma nelle richieste d’asilo anche da personaggi non proprio specchiati.</p>
<p>E pure questi casi aizzano la retorica della remigrazione delle destre identitarie (e clericali). Intanto in Africa continuano a piovere anatemi di tutte le fedi sugli omosessuali, con i governi (pure quelli “decoloniali”) che fanno da braccio secolare e i pii fondamentalisti bianchi che si fregano le mani.</p>
<p><strong>Valentino Salvatore</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La clericalata della settimana, 33: il sindaco di Catania bacia il teschio di sant&#8217;Agata</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/24/la-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 15:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale delle ultime due settimane compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del sindaco di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/24/la-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata/" title="Read La clericalata della settimana, 33: il sindaco di Catania bacia il teschio di sant&#8217;Agata">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stavolta pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale delle ultime due settimane compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p>La clericalata della settimana è del <a href="https://www.cataniatoday.it/cronaca/catania-sindaco-trantino-bacio-teschio-sant-agata-polemica.html">sindaco di Catania Enrico Trantino</a> che</p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha baciato come da “tradizione” il (presunto) teschio di sant’Agata, partecipando con fascia tricolore alla processione e ai riti per il nono centenario della traslazione delle reliquie della patrona.</h3>
<p>Tra i baciatori della reliquia presenti pure il cardinale e segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, l’arcivescovo e segretario nazionale della Cei Giuseppe Baturi e altri prelati. Ma la tradizione ha destato perplessità e ironie sui social. Il circolo Uaar di Catania <a href="https://www.facebook.com/uaar.catania/posts/pfbid02LxuEcjchYvoGL8DN1u2BEhdxKp9SWPPeR4sFt2dsQeJPhbjs285mCKhhSdmgdQQsl">ha commentato</a> la clericalata del sindaco come pessimo esempio educativo e «cessione vergognosa alla superstizione necrofila». Il sindaco <a href="https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3066829/trantino-e-le-critiche-per-il-bacio-al-teschio-di-sant-agata-devozione-lo-rifarei-mille-volte.html">ha reagito</a> alle polemiche con dichiarazioni in stile toppa peggiore del buco: «Era un gesto di devozione, non solo mio personale, ma in rappresentanza di tutti i catanesi. E lo rifarei mille volte». In sua difesa è sceso in campo il presidente del Senato Ignazio La Russa, originario del catanese, che se l’è presa con gli «immancabili stupidi odiatori e non solo», dando al primo cittadino «la mia piena vicinanza e solidarietà, insieme al plauso che migliaia e migliaia di “devoti” gli stanno tributando» Non sorprende, dato che l’attuale seconda carica dello Stato nel 2009 da ministro della Difesa così <a href="https://www.facebook.com/UAAR.it/photos/nel-2009-ignazio-la-russa-allepoca-ministro-della-difesa-e-oggi-presidente-del-s/1250527747113169/">gridava</a> su Rai Uno proprio contro l’Uaar, dopo la prima sentenza della Corte europea dei diritti umani sul crocifisso imposto nelle scuole: «Possono morire! Il crocifisso rimarrà un tutte le aule. Loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla!».</p>
<p>Anche il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi ha sostenuto il sindaco «bersaglio in queste ore di attacchi del tutto gratuiti, volgari e privi di qualsiasi costruttivo senso critico», che «feriscono profondamente un’intera comunità» dato che «Catania è una città unita da una straordinaria tradizione di fede, storia e devozione». A ruota anche gli assessori della Giunta Serena Spoto, Orazio Grasso, i consiglieri Bruno Brucchieri, Simona Latino e Giuseppe Nicotra e la coordinatrice Mpa Catania Pina Alberghina hanno esplicitamente sostenuto Trantino.</p>
<p><em>A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</em></p>
<p>Il Meeting di Rimini organizzato dal movimento integralista Comunione e Liberazione anche quest’anno <a href="https://www.policymakermag.it/italia/chi-ci-sara-al-meeting-di-rimini-tutti-gli-ospiti/">vede</a> la presenza di numerosi politici e rappresentanti istituzionali. Per il governo Meloni partecipano entrambi i vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, nonché i ministri Anna Maria Bernini, Giuseppe Valditara, Alessandro Giuli, Francesco Lollobrigida, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso, Andrea Abodi, Paolo Zangrillo, Nello Musumeci, Maria Elvira Calderone, Giancarlo Giorgetti, Alessandra Locatelli, Matteo Piantedosi; tra viceministri e sottosegretari abbiamo Lucia Albano, Francesco Paolo Sisto, Maria Teresa Bellucci, Claudio Durigon. A rappresentare le istituzioni europee invece la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, le vicepresidenti dell’Europarlamento Antonella Sberna e Pina Picierno, gli europarlamentari Giorgio Gori, Carlo Fidanza e Massimiliano Salini. All’insegna del clericalismo trasversale partecipano anche Stefano Bonaccini (presidente Pd ed europarlamentare), Maria Elena Boschi (Italia Viva), Stefania Craxi (Forza Italia), Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), Maurizio Lupi (Noi Moderati), Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle), Matteo Richetti (Azione), Massimiliano Romeo (Lega). A rappresentare le Regioni i presidenti Marco Bucci, Michele De Pascale, Attilio Fontana, Stefania Proietti, Francesco Rocca e Alberto Stefani; tra i sindaci Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi, Giuseppe Sala. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella <a href="https://www.quirinale.it/it/notizie/meeting-rimini-messaggio-presidente-mattarella-per-47esima-edizione">ha inviato</a> un messaggio di saluto al presidente della fondazione Meeting Bernhard Scholz, richiamando l’enciclica “Magnifica Humanitas” di papa Leone XIV, tra l’altro presente alla kermesse – l’ultimo papa era stato Giovanni Paolo II, 44 anni fa. In occasione della visita papale a Rimini la nave “Peluso” CP 905 della Guardia Costiera è stata schierata sulla banchina per rendere omaggio a Leone XIV mentre passava con la papamobile. A margine il cardinale Matteo Maria Zuppi <a href="https://www.instagram.com/reels/DcWkTSjOYJ4/">si è congratulato</a> con l’equipaggio per un gesto di umanità nei confronti di un bambino migrante appena sbarcato.</p>
<p>Il sindaco di Cerchio (AQ) Gianfranco Tedeschi e le istituzioni locali <a href="https://www.terremarsicane.it/cerchio-mons-rino-fisichella-apre-la-porta-di-san-bartolomeo-grande-partecipazione-alla-xxx-bulla-indulgentiarum/">hanno partecipato</a> alla cerimonia religiosa per l’apertura della Porta di San Bartolomeo, all’accensione di una lampada votiva e alla trentesima edizione della consegna della bolla di indulgenza plenaria, con monsignor Rino Fisichella e l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash.</p>
<p>I rappresentanti delle istituzioni abruzzesi, tra cui il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, i sindaci di diversi Comuni e l’assessore regionale Roberto Santangelo, <a href="https://www.facebook.com/RegAbruzzo/posts/pfbid0PpaTHHZn31jFb819wz1WhuanHdusPRkNB3qAK7BcUSVSiLtdj8qUp7hhLJxnFvxWl">erano presenti</a> all’accensione del Tripode della Pace, evento che apre le celebrazioni per la 732esima perdonanza celestiniana. Dal canto suo anche il consigliere regionale Alessio Monaco, capogruppo di Avs, <a href="https://www.emiciclonews.it/notizie/240192-perdonanza-monaco-monaco-avs-il-perdono-di-celestino-v-dono-rivoluzionario-di-cui-il-mondo-ha">ha elogiato</a> la cerimonia e la figura di papa Celestino V, il quale «non ha semplicemente firmato una Bolla nel 1294: ha compiuto un gesto rivoluzionario, insegnandoci che non può esserci pace vera senza la grandezza del perdono».</p>
<p>La sindaca di Erice (TP) Daniela Toscano <a href="https://www.facebook.com/share/p/17rB6CfoKq/">ha gioito</a> per la decisione della diocesi di conferire alla città il titolo di “Civitas Mariae” e ha pubblicato le foto della sua presenza, con fascia tricolore, alla processione e alla messa per la Madonna di Custonaci.</p>
<p>Nel bergamasco il Comune di San Pellegrino <a href="https://www.lavocedellevalli.it/proibito-bestemmiare-a-san-pellegrino-in-dono-il-cestino-storico-simbolo-del-decoro-di-un-tempo/">ha ricevuto</a> in dono da un residente dell’ex Comune di Fuipiano al Brembo (che ora fa parte di San Giovanni Bianco) un cestino porta rifiuti «storico» della nettezza urbana locale corredato dalla scritta «È proibito bestemmiare». La Giunta ha accettato il regalo con tanto di delibera approvata il 6 luglio 2026 ed esporrà il cestino in un spazio comunale aperto al pubblico con l’indicazione del donatore.</p>
<p><em>Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</em></p>
<p>Il Comune di Brenzone ha stipulato una convenzione con la diocesi di Verona e <a href="https://brenzone.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-p2?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&amp;p_p_lifecycle=2&amp;p_p_state=pop_up&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_resource_id=downloadAllegato&amp;p_p_cacheability=cacheLevelPage&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=false&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=26426387&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio">stanziato</a> 10 mila euro per digitalizzare i registri delle parrocchie, specificando che i dati rimarranno di piena ed esclusiva proprietà delle parrocchie stesse, e che al Comune sarà consentito un accesso «nominativo, profilato ed in sola consultazione». Lo stanziamento è suddiviso in 6 mila euro per la parrocchia di Santa Maria Assunta di Castello e i restanti 4 mila per quella di San Carlo Borromeo di Castelletto. Il vicesindaco Tommaso Bertoncelli si è detto «orgoglioso» perché l’iniziativa può rappresentare un modello a livello nazionale.</p>
<p>Infine, in occasione di Ferragosto per il dogma cattolico dell&#8217;Assunzione in cielo anima e corpo della Madonna, vi proponiamo un florilegio delle varie forme di devozione e partecipazione al culto in cui si sono sbizzarriti i rappresentanti istituzionali. Dopo aver offerto un cero votivo a una statua come segno di riconoscenza da parte dell&#8217;intera città il sindaco Mario Conte <a href="https://www.trevisotoday.it/attualita/treviso-messa-assunta-ferragosto-2026.html">ha dichiarato di sentire</a> «l’onore e la responsabilità di rappresentare Treviso davanti alla Madonna». Il sindaco Antonio Mirra di Santa Maria Capua Vetere (CE) <a href="https://www.facebook.com/reel/3065079740369059">ha realizzato</a> un reel sotto la statua della Madonna all’interno del duomo. Il sindaco di Trepuzzi (LE) Giuseppe Maria Taurino <a href="https://www.facebook.com/reel/28213156898372808">ha consegnato</a> le chiavi della città a una statua della madonna e recitato un discorso improntato alla «devozione ritrovata». Durante la messa il sindaco di Diamante (CS) Achille Ordine <a href="https://www.instagram.com/reel/DcA7HcLDMou/">ha letto</a> un discorso rivolto alla Madonna a cui affida «il presente e il futuro della nostra comunità», chiuso con «Viva Maria regina di Diamante!». Il sindaco di Fiumicino (RM) Mario Baccini <a href="https://www.facebook.com/ComuneDiFiumicino/posts/pfbid0W11FeSc6wkRzT8UvdPQnBeEXtQkATL2EUvdAUtkF1yRYFBtCiB3p1hABfbaDWcvil">ha preso parte</a>, con fascia tricolore e altri rappresentanti istituzionali, alla processione a mare dell’Assunta. Durante l’evento religioso l’immagine della Madonna è stata imbarcata su un peschereccio scortato dalle motovedette della Guardia costiera e delle forze dell’ordine e è stata deposta da parte degli scout una corona d’alloro sulla statua della Madonna che si trova sott’acqua. Il giorno prima l’assessore Angelo Caroccia, su delega del sindaco di Fiumicino, <a href="http://www.comune.fiumicino.rm.it/it/news/145507/fregene-festa-patronale-dellassunzione-della-beata-vergine-maria">ha partecipato</a> alla messa all’aperto in una parrocchia di Fregene, seguita dalla processione sino all’area sacra in Via della Pineta. Il sindaco di Corigliano-Rossano (CS) <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=1368437185319927&amp;set=pcb.1368438508653128">ha acceso</a> un cero in chiesa indossando la fascia tricolore in posa per i fotografi dell’arcidiocesi.</p>
<p>A Mesagne (BR) a offrire le chiavi della città in occasione della festa patronale per la Madonna del Carmine <a href="https://www.facebook.com/reel/1545063983739871">è stato</a> il sindaco Michele Francesco Rogoli, che indossava la fascia tricolore.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F24%2Fla-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2033%3A%20il%20sindaco%20di%20Catania%20bacia%20il%20teschio%20di%20sant%E2%80%99Agata" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F24%2Fla-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2033%3A%20il%20sindaco%20di%20Catania%20bacia%20il%20teschio%20di%20sant%E2%80%99Agata" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F24%2Fla-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2033%3A%20il%20sindaco%20di%20Catania%20bacia%20il%20teschio%20di%20sant%E2%80%99Agata" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F24%2Fla-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2033%3A%20il%20sindaco%20di%20Catania%20bacia%20il%20teschio%20di%20sant%E2%80%99Agata" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F24%2Fla-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2033%3A%20il%20sindaco%20di%20Catania%20bacia%20il%20teschio%20di%20sant%E2%80%99Agata" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/08/24/la-clericalata-della-settimana-33-il-sindaco-di-catania-bacia-il-teschio-di-sant-agata/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 33: il sindaco di Catania bacia il teschio di sant’Agata"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dio conta le calorie?</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/23/dio-conta-le-calorie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 09:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Soprattutto negli Stati Uniti vanno di moda le diete &#8220;cristiane&#8221;, che trasformano il rapporto con il cibo in una questione spirituale (senza disdegnare il business). Affronta il tema Micaela Grosso sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. C’è una domanda che (per fortuna) la biologia non si è mai posta: di quante calorie deve fare a meno un peccatore per guadagnarsi il Paradiso? La risposta non scontata, evidentemente, ce la...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/23/dio-conta-le-calorie/" title="Read Dio conta le calorie?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Soprattutto negli Stati Uniti vanno di moda le diete &#8220;cristiane&#8221;, che trasformano il rapporto con il cibo in una questione spirituale (senza disdegnare il business). Affronta il tema Micaela <span class="il">Grosso</span> sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>C’è una domanda che (per fortuna) la biologia non si è mai posta: di quante calorie deve fare a meno un peccatore per guadagnarsi il Paradiso? La risposta non scontata, evidentemente, ce la può fornire l’industria delle <em>Christian diet programs</em>, un settore per cui si stimano ricavi superiori al miliardo di dollari l’anno nel solo mercato statunitense, e che ha trasformato il senso di colpa teologico nel più redditizio business del wellness confessionale.</p>
<p><span class="pullquote">Il meccanismo è antico quanto semplice</span> e, in sostanza, monotono: il corpo grasso è un corpo peccatore e la “carne in eccesso” non riguarda patologie, abitudini, metabolismo o condizioni sociali – è una questione spirituale. Uno dei programmi più diffusi sostiene che perdere peso equivale a «eliminare la cupidigia» e quindi fare spazio a Dio.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77630" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Dio-conta-le-calorie.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Dio-conta-le-calorie.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Dio-conta-le-calorie-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Dio-conta-le-calorie-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Dio-conta-le-calorie-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>La <em>Bibbia</em> diventa per certi versi quindi un manuale nutrizionale e il versetto più citato è 1 Corinzi 6:19-20 – «il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo». Versetto strumentalizzato e riletto con una certa disinvoltura esegetica, che diventa in sostanza: essere sovrappeso è un peccato.</p>
<p>Il programma <em>Losing to Live</em> si spinge oltre e usa il primo comandamento, «Non avrai altro Dio all’infuori di me», per definire il cibo in eccesso come una forma di idolatria. Fino a qui sembrerebbe d’essere di fronte a una logica impeccabile, per la vita nel 1300.</p>
<p>Uno dei casi più celebri e straordinari è quello di Gwen Shamblin Lara, dietologa del Tennessee diventata guru spirituale, fondatrice di una Chiesa e morta nel maggio 2021 in un incidente aereo sul lago Percy Priest insieme al marito Joe Lara, ex attore di serie B tragicamente alla guida del jet privato.</p>
<p>Shamblin fondò il suo <em>Weigh Down Workshop</em> nel 1986 con una tesi molto moderna e apparentemente rivoluzionaria: niente conteggio delle calorie, niente palestra, niente bilancia. Solo preghiera. La sua teoria era che il desiderio di cibo fosse fame di Dio “mal indirizzata”: invece di aprire il frigo, era quindi meglio aprire la <em>Bibbia</em>.</p>
<p>Entro l’agosto del 1998 il programma aveva raggiunto oltre 250.000 partecipanti in più di 21.000 gruppi di incontro distribuiti tra Europa, Canada e tutti gli Stati americani, e il suo libro <em>The Weigh Down Diet </em>aveva venduto oltre un milione di copie nel solo primo anno.</p>
<p>Nel frattempo, chiaramente, Shamblin abitava in una villa che al momento del divorzio dal primo marito era stimata tra le proprietà di un patrimonio complessivo superiore ai 20 milioni di dollari – ben diciotto immobili in totale – e, interrogata su quanto guadagnasse, rispondeva: «È una faccenda tra me e Dio». Che dire? Dio, evidentemente, è discreto in materia fiscale.</p>
<p>La storia degenerò quando Shamblin negò pubblicamente la Trinità (nel 2000), fondò la sua Remnant Fellowship e si ritrovò a sostenere economicamente e moralmente due suoi fedeli, Joseph e Sonya Smith, condannati nel 2007 all’ergastolo più 30 anni per l’omicidio del figlio di 8 anni, Josef, morto per le punizioni corporali inflitte dai genitori, e più precisamente per asfissia: il bambino fu rinchiuso in una cassa di legno tenuta chiusa con corde elastiche mentre la madre e il padre partecipavano a una sessione di preghiera online. La docuserie <em>The Way Down: God, Greed, and the Cult of Gwen Shamblin</em> (Hbo Max, 2021) racconta tutto con il piglio del thriller.</p>
<p><span class="pullquote">Il tema della fame come pratica spirituale non è nuovo</span>, e chi legge la nostra rivista lo sa bene. Ne abbiamo parlato almeno due volte, ma da angolazioni opposte. Nel numero 2/2023 abbiamo recensito <em>The Wonder </em>di Sebastián Lelio, film in cui una bambina irlandese dell’ottocento smette di mangiare e viene venerata come santa – una storia che mette a nudo il meccanismo per cui il corpo femminile che si consuma diventa oggetto di culto, si fa proiezione della fede altrui, diventa una prova vivente di un miracolo che nessuno vuole smontare perché smontarlo significherebbe smontare sé stessi.</p>
<p>Nel numero 4/2023, invece, abbiamo esplorato un fenomeno speculare: non la religione che colonizza il cibo, ma il cibo che diventa religione, l’ortoressia, i guru del benessere, i rituali alimentari laici che replicano punto per punto le strutture del pensiero magico. Letti insieme, i due pezzi disegnano un cerchio: da una parte la fede che si nutre di astinenza, dall’altra l’astinenza che si trasforma in fede. Il contenuto cambia ma il meccanismo psicologico è identico.</p>
<p>Quel meccanismo, ahinoi, non è scomparso, come sarebbe logico nonché auspicabile, ma nel tempo si è evoluto e ha subito una specie di aggiornamento. L’ala più radicale di questo connubio tra fede e astinenza alimentare si chiama oggi respirianesimo: una corrente di pensiero che accampa la convinzione che il corpo umano possa sopravvivere senza cibo – e in certi casi senza acqua – nutrendosi di prana, l’energia vitale induista, o di semplice luce solare.</p>
<p>E non dall’alba al tramonto, come nel caso del Ramadan, ma per sempre. La figura più nota del respirianesimo (val la pena di ripeterne il nome!) è l’australiana Ellen Greve, alias Jasmuheen, autrice di libri dai titoli esplicativi come <em>Nutrirsi di luce</em>, che sostiene di non mangiare dal 1993.</p>
<p>Nel 1999 la trasmissione australiana <em>60 Minutes</em> la sottopose a un test di osservazione continua: neanche a dirlo, già al secondo giorno manifestava disidratazione severa, perdita di peso, difficoltà nel parlare e rischio di danni renali. Jasmuheen attribuì i problemi all’inquinamento atmosferico e fu trasferita in montagna, dove le sue condizioni peggiorarono.</p>
<p>I medici, meno scriteriati di lei, interruppero il test dopo quattro giorni. Più recente è poi il caso di Muluwork, una donna etiope diventata virale nel 2024 con la sua affermazione di non mangiare da 16 anni. La scienza, logicamente, è unanime: l’inedia prolungata è biologicamente impossibile.</p>
<p><span class="pullquote">Dietro queste storie ci sono quasi sempre disturbi alimentari</span> gravi occultati da una narrazione mistica o, più semplicemente, persone che mentono.</p>
<p>Il filo rosso che collega Gwen Shamblin Lara con Jasmuheen che si nutre di luce e la bambina irlandese del film di Lelio è comunque sempre lo stesso: la fame intesa come virtù, il corpo che si svuota concepito come prova di elezione.</p>
<p>Quello che nessun programma dice è che l’obesità ha cause sistemiche – politiche agricole, accesso diseguale al cibo fresco, sedentarietà strutturale – e che scaricarle sul peccato individuale è, oltre che scientificamente indifendibile, un ottimo modo per vendere libri, integratori e membership a una Chiesa-azienda. Il mercato lo sa benissimo. E Dio, come diceva Gwen Shamblin, è discreto sulle questioni economiche.</p>
<p><strong>Micaela Grosso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://go.uaar.it/mhgw53w">Gwen Shamblin Lara</a> (Wikipedia)</li>
<li><em><a href="http://go.uaar.it/yacapza">Christian diet programs</a></em> (Wikipedia)</li>
<li><a href="http://go.uaar.it/bbeamu4">Respirianesimo</a> (Wikipedia)</li>
<li><em><a href="http://go.uaar.it/bc48itt">Joseph &amp; Sonya Smith Are Still In Prison For Their Son’s Death</a> </em>(Bustle)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>8&#215;1000: la Chiesa perde punti in ogni regione, lo Stato cresce trainato dalle scelte laiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rgrendene]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 13:22:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 16 luglio scorso il Dipartimento delle finanze ha pubblicato il resoconto dell’erogazione 2026 dell’8&#215;1000 e i dati statistici che l’hanno determinata, ossia le scelte compiute dai contribuenti nel 2023 quando presentarono la dichiarazione per i redditi prodotti nel 2022. I commenti a caldo si sono soffermati sul calo delle firme e sulla tenuta della somma incassata per la Chiesa, sul trend positivo di preferenze e sul nuovo record di gettito per lo Stato. È opportuno approfondire l’analisi, decifrando i...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/21/8x1000-chiesa-perde-stato-cresce/" title="Read 8&#215;1000: la Chiesa perde punti in ogni regione, lo Stato cresce trainato dalle scelte laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 luglio scorso il Dipartimento delle finanze <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2026/Otto-per-mille-IRPEF-pubblicati-i-dati-relativi-alle-dichiarazioni-dei-redditi-2022/">ha pubblicato</a> il resoconto dell’erogazione 2026 dell’8&#215;1000 e i dati statistici che l’hanno determinata, ossia le scelte compiute dai contribuenti nel 2023 quando presentarono la dichiarazione per i redditi prodotti nel 2022. I commenti a caldo si sono soffermati sul calo delle firme e sulla tenuta della somma incassata per la Chiesa, sul trend positivo di preferenze e sul nuovo record di gettito per lo Stato. È opportuno approfondire l’analisi, decifrando i dataset messi a disposizione dal Mef ed esaminando il comportamento dei contribuenti regione per regione come avevamo fatto <a href="https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/">per la ripartizione 2025</a>.</p>
<p>La crescita generale dei redditi prodotti nel 2022, dovuta alla ripresa post pandemia, ha determinato un ammontare complessivo di 8&#215;1000 Irpef erogato nel 2026 di 1.604 milioni. La differenza positiva di 127 milioni rispetto al totale distribuito l’anno precedente è però fuorviante, perché influenzata dal meccanismo degli anticipi e dei conguagli riservato alla sola Chiesa cattolica. Quando una nuova confessione religiosa stipula un’intesa con lo Stato – è accaduto 12 volte in mezzo secolo – compare subito nella sezione 8&#215;1000 nei modelli di dichiarazione, ma devono passare tre anni prima che possa incassare qualcosa. Ad esempio la Chiesa d’Inghilterra ha visto spuntare la sua casellina nel modello 730/2023, ma solo quest’anno ha ricevuto il primo mezzo milione di euro. La Chiesa cattolica no, quando fu istituito l’8&#215;1000 iniziò immediatamente a riscuotere grazie all’anticipazione statale che viene poi conguagliata a tre anni di distanza, quando cioè i dati delle firme dell’anno di dichiarazione sono definitivi e pubblicati dal Mef. Al netto di questi conguagli, ragionando cioè per competenza, la differenza di 8&#215;1000 erogato nel 2026 rispetto al 2025 risulta essere di 65 milioni (contro i 127 risultanti per cassa).</p>
<p>Di questi 65 milioni 5 sono andati alle dodici confessioni di minoranza, 10 alla Cei (che passa da 1.053 a 1.063 milioni) e ben 50 allo Stato che raggiunge il record assoluto di 426 milioni. Quest’ultimo ha infatti registrato un incremento di 417 mila preferenze mentre la Chiesa una diminuzione di 235 mila, diminuzione ancora più ragguardevole perché sono cresciuti i contribuenti (+311 mila) e le scelte espresse (+207 mila). Vale sempre la pena ricordare che senza la losca ripartizione dell’<a href="http://rivista.nessundogma.it/nessun-dogma-5-2023/">inespresso</a> solamente 434 milioni sarebbero stati incassati dalla Cei, quelli derivanti dalle scelte dei contribuenti a suo favore; i restanti 629 milioni sono relativi a caselle lasciate in bianco e sarebbero rimasti alla fiscalità generale se il funzionamento dell’8&#215;1000 fosse analogo al decisamente più trasparente e democratico 5&#215;1000, che inoltre è soggetto per legge a un tetto massimo di fondi distribuibili. Detto in maniera più diretta: con solo il 27,04% di firme la Chiesa cattolica mette le mani sul 67,27% del bottino. Il trend di questa “appropriazione indebita” è in costante calo: l’anno scorso con il 27,95% di firme i vescovi incassavano il 69,51% dell’ammontare disponibile, cinque anni fa con 32,81% toccavano quota 78,50%.</p>
<p>L’ennesimo balzo in avanti dello Stato, scelto nel 2023 dal 26,80% di chi esprime una preferenza contro il 15,65% di cinque anni prima, è ragionevolmente dovuto a un mix di fattori: secolarizzazione, senso di laicità e presa di coscienza della possibilità di scegliere la specifica tipologia di intervento statale. In questo ultimo ambito confermano di essere trainanti “Edilizia scolastica” e “Calamità naturali”, che sono proprio le tipologie che offrono maggiori garanzie di un utilizzo laico dei fondi da parte della pubblica amministrazione. Da sole raccolgono il 70% di preferenze (+6 punti percentuali in un anno) mentre il 30% va alle altre tre casistiche: “Fame nel mondo”, “Assistenza ai rifugiati” e “Beni culturali”. Significativo anche l’aumento di chi non si limita a scegliere “Stato”, ma riempie anche la casellina della tipologia di intervento, che raggiunge il 71% (+5 punti). Questi due incrementi vanno nella direzione su cui l’Uaar ha fatto informazione, invitando chi decide di scegliere Stato a non lasciare mai in bianco la scelta della tipologia di intervento e documentando l’utilizzo laico dei fondi per l’<a href="https://blog.uaar.it/2024/12/16/8x1000-venti-milioni-a-scuole/">edilizia scolastica</a> e le <a href="https://blog.uaar.it/2025/03/05/nuovo-record-per-8x1000-statale-per-calamita-naturali-con-qualche-nota-stonata/">calamità naturali</a>. Se la scuola pubblica resta in testa pur passando dal 45% al 40%, notevole è invece il balzo in avanti per le calamità che passano dal 18 al 30%. A tal proposito può essere utile rileggere i <a href="https://blog.uaar.it/2024/11/19/sondaggio-8x1000-alluvioni-emilia-romagna-gli-elettori-tutti-partiti-vogliono-cio-che-loro-rappresentanti-non-hanno-coraggio/">risultati del sondaggio</a> commissionato dall’Uaar in occasione delle ultime elezioni regionali per l’Emilia Romagna, da cui emergeva che una netta e politicamente trasversale maggioranza di quattro cittadini su cinque voleva che la scelta “Stato / Calamità Naturali” nell’8&#215;1000 fosse promossa dalle istituzioni e che in particolare la propria Regione si adoperasse attivamente e coordinasse i Comuni danneggiati dalle purtroppo frequenti alluvioni per attingere a questi fondi. Si noti che nelle dichiarazioni 2023 non era ancora presente l’opzione “Recupero da tossicodipendenze e altre dipendenze patologiche”, fortemente voluta dal governo Meloni; la si intravede con nemmeno il 2% tra i dati provvisori della ripartizione 2027. Un’ulteriore tassello a supporto del fatto che chi sceglie “Stato” non gradisce destinazioni dal sapore clericale.</p>
<p>Una notizia che merita attenzione, e che finora non sembra averne avuta, è l’andamento delle scelte per Stato e Chiesa a livello territoriale. Accanto alle statistiche nazionali <a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/pagina_dichiarazioni/public/ottoxmille.php">il Mef fornisce</a> infatti anche i dataset con il dettaglio regionale delle scelte per anno di erogazione. Costruendo le percentuali delle preferenze sul totale di firme espresse per l’erogazione 2026 e misurando le differenze rispetto a quelle dell’erogazione 2025 otteniamo una colonna interamente rossa per le variazioni della Chiesa e interamente blu per quelle dello Stato (tabella 1). Non c’è regione, o provincia autonoma per il Trentino Alto Adige, che faccia eccezione. E se la stessa analisi <a href="https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/">svolta per l’erogazione 2025</a> mostrava 13 regioni in cui i punti percentuali persi dalla Cei restavano inferiori all’unità, stavolta la perdita minima è già di 1,30 punti (Molise), quella massima di 3,02 (Valle d’Aosta) e con ben 15 regioni in cui i punti persi sono almeno due (l’anno scorso in questa situazione c’era solo la provincia autonoma di Bolzano). La tabella 1 mostra in tutta la Penisola un travaso di firme praticamente uniforme dalla Chiesa allo Stato, con valori che si aggirano al dato nazionale di -2,24 punti di variazione per la prima e +2,17 per il secondo. Non ci sono informazioni che descrivono la qualità di questo flusso e sarebbe azzardato e un po’ semplicistico ipotizzare un significativo numero di ripensamenti da parte di chi sceglieva la Cei e ora sceglie lo Stato. Considerato che la secolarizzazione avanza soprattutto nelle nuove generazioni può invece ragionevolmente avere un peso il ricambio generazionale dei contribuenti, senza escludere una maggiore presa di coscienza da parte di chi non compilava la sezione 8&#215;1000 del 730 pensando ingenuamente che in questo modo nulla sarebbe finito alle confessioni religiose.</p>
<h2>Tabella 1</h2>
<img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-77700" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab1.png" alt="8x1000 anno di erogazione 2026: scelte &quot;Stato&quot; e &quot;Chiesa&quot; in percentuale sul totale di firme espresse, variazioni rispetto a erogazione 2025" width="938" height="1009" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab1.png 938w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab1-768x826.png 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab1-650x699.png 650w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" />
<p>Nel losco meccanismo di ripartizione dell’8&#215;1000 a cui si è accennato in precedenza non conta solo la quantità di firme che si riescono a ottenere, magari con campagne pubblicitarie milionarie come quelle commissionate ogni anno dai vescovi. Contano allo stesso modo se non di più i risultati dei concorrenti, perché se guadagnano preferenze conquistano terreno anche nella prateria più redditizia, quella corrispondente alle scelte inespresse. Tralasciando le dodici confessioni di minoranza, che complessivamente restano sotto al 6% dell’erogato, diventa utile esaminare la tabella 2 dove sono messi a confronto diretto i concorrenti più competitivi.</p>
<h2>Tabella 2</h2>
<img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-77701" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2.png" alt="8x1000 anno di erogazione 2026: scelte &quot;Stato&quot;, &quot;Chiesa&quot; e loro rapporto" width="1010" height="1008" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2.png 1010w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2-768x766.png 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2-125x125.png 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2-150x150.png 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/tab2-650x649.png 650w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" />
<p>L’ordine stavolta è in base al rapporto tra le firme ottenute dallo Stato e dalla Chiesa in ciascuna regione, perché è proprio il posizionamento in relazione all’altro competitor il fattore decisivo per raggiungere un gettito sostanzioso. Rispetto alla tabella 1, che è invece ordinata in base alla percentuale assoluta di firme per la Cei calcolata sul totale di firme espresse, la classifica delle regioni che possiamo genericamente definire più laiche vede sempre in testa l’Emilia Romagna e la Toscana. Terza è invece la Valle d’Aosta, perché pur con una percentuale di firme per la Chiesa superiore a quelle della Liguria registra un maggior numero di firme per lo Stato, e questo erode la capacità di appropriazione vescovile. Stessa cosa dicasi per Bolzano rispetto al Friuli Venezia Giulia e per altre piccole variazioni di classifica; in fondo alla quale si trovano Puglia, Sicilia e Calabria, a testimoniare un clericalismo decisamente più diffuso man mano che ci si sposta verso Sud.</p>
<p>I dati forniti dal Mef non includono la spesa in pubblicità e gli spazi informativi occupati da parte degli enti che possono beneficiare dell’8&#215;1000. È come se ci trovassimo di fronte a una competizione elettorale con un tasso di astensione del 60%, dove il partito favorito occupa i mezzi di comunicazione e investe imponenti somme in pubblicità, mentre il suo diretto concorrente sceglie di non fare nemmeno campagna elettorale. Cosa può andare storto? Eppure, nonostante nessun politico compia il proprio dovere invitando la cittadinanza a scegliere lo stesso Stato di cui dovrebbe essere rappresentante e <a href="https://blog.uaar.it/2020/05/14/dichiarazioni-dei-redditi-8x1000-governo-non-informa-pensa-uaar/">tocchi all’Uaar fare informazione</a>, anche i dati provvisori delle scelte relative alle ripartizioni 2027 e 2028 mostrano ulteriori arretramenti per la Chiesa e progressi per lo Stato.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F21%2F8x1000-chiesa-perde-stato-cresce%2F&amp;linkname=8%C3%971000%3A%20la%20Chiesa%20perde%20punti%20in%20ogni%20regione%2C%20lo%20Stato%20cresce%20trainato%20dalle%20scelte%20laiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F21%2F8x1000-chiesa-perde-stato-cresce%2F&amp;linkname=8%C3%971000%3A%20la%20Chiesa%20perde%20punti%20in%20ogni%20regione%2C%20lo%20Stato%20cresce%20trainato%20dalle%20scelte%20laiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F21%2F8x1000-chiesa-perde-stato-cresce%2F&amp;linkname=8%C3%971000%3A%20la%20Chiesa%20perde%20punti%20in%20ogni%20regione%2C%20lo%20Stato%20cresce%20trainato%20dalle%20scelte%20laiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F21%2F8x1000-chiesa-perde-stato-cresce%2F&amp;linkname=8%C3%971000%3A%20la%20Chiesa%20perde%20punti%20in%20ogni%20regione%2C%20lo%20Stato%20cresce%20trainato%20dalle%20scelte%20laiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F21%2F8x1000-chiesa-perde-stato-cresce%2F&#038;title=8%C3%971000%3A%20la%20Chiesa%20perde%20punti%20in%20ogni%20regione%2C%20lo%20Stato%20cresce%20trainato%20dalle%20scelte%20laiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/08/21/8x1000-chiesa-perde-stato-cresce/" data-a2a-title="8×1000: la Chiesa perde punti in ogni regione, lo Stato cresce trainato dalle scelte laiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Medicina basata sulle evidenze?</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/16/medicina-basata-sulle-evidenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 09:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ordine dei Medici di Padova riconosce crediti formativi a un evento sulle medicine &#8220;non convenzionali&#8221;: il caso riapre la questione dei professionisti sanitari che sdoganano pratiche pseudoscientifiche. Affronta il tema Massimo Albertin sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Il 6 giugno 2026 si è tenuto a Padova un evento promosso dall’Ordine provinciale dei medici (Omceo) di Padova intitolato “Medicine non convenzionali: indicazioni – controindicazioni – prospettive” che ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/16/medicina-basata-sulle-evidenze/" title="Read Medicina basata sulle evidenze?">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Ordine dei Medici di Padova riconosce crediti formativi a un evento sulle medicine &#8220;non convenzionali&#8221;: il caso riapre la questione dei professionisti sanitari che sdoganano pratiche pseudoscientifiche. Affronta il tema Massimo Albertin sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Il 6 giugno 2026 si è tenuto a Padova un evento promosso dall’Ordine provinciale dei medici (Omceo) di Padova intitolato “Medicine non convenzionali: indicazioni – controindicazioni – prospettive” che ha dato ai partecipanti 4 crediti Ecm, i crediti obbligatori per l’aggiornamento medico.</p>
<p>La dottoressa Garavaglia, in un altro articolo di questo numero, formula le sue valutazioni riguardo all’opportunità che un ordine professionale non solo incoraggi, ma addirittura promuova pratiche di efficacia non dimostrata: ricorda la stessa Federazione nazionale degli ordini, nel suo <a href="http://1https://dottoremaeveroche.it">portale ufficiale</a> “Dottore, ma è vero che&#8230;?”, nato «come porto sicuro nel mare in tempesta della disinformazione in ambito sanitario» che la più popolare e diffusa tra le pratiche alternative, cioè l’omeopatia, <span class="pullquote">non è in grado di dimostrare un’attività superiore a quella del placebo</span>, cioè dell’acqua fresca, come rammenta il titolo di un recente libro del farmacologo Silvio Garattini.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77632" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Medicina-basata-sulle-evidenze-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Io ho partecipato a questo evento in cui venivano presentate quattro pratiche mediche: omeopatia, antroposofia, fitoterapia e agopuntura e ne commento qui le relazioni.</p>
<p>Desidero partire dalla fitoterapia perché trovo che si tratti di una presenza anomala in questo ambito. La relazione del dottor Firenzuoli infatti è stata molto interessante e sicuramente avrebbe potuto tranquillamente essere presentata in qualsiasi convegno medico in cui si parlasse di terapia farmacologica; per confermare la serietà della fitoterapia basterebbe ricordare l’uso della cannabis, attualmente utilizzata con successo nella terapia del dolore e negli spasmi nella sclerosi multipla.</p>
<p>I siti istituzionali di Ema e Aifa, linee guida e letteratura medica confermano che la fitoterapia è una vera medicina complementare, cioè una forma di terapia che si può affiancare alle terapie classiche, che ha poteri curativi dimostrati scientificamente, efficace nella cura di diverse malattie e con effetti provati e documentati.</p>
<p>Ben diversa invece è la mia valutazione in merito alla relazione sull’omeopatia tenuta dal dottor Allegri che, trascurando di approfondire l’aspetto scientifico della materia, ha parlato della “Legge di similitudine” che caratterizza l’omeopatia, affermando che ci sarebbe «…una logica di funzionamento del rimedio&#8230; diversa» rispetto a quella che governa la medicina scientifica e questa diversità consisterebbe nella «risonanza e consonanza come filone di lettura della materia vivente»; per poi arrivare a parlare di «senso teleologico nel funzionamento dell’organismo».</p>
<p>Ricordo che la visione teleologica, cioè finalistica della natura, ha caratterizzato la concezione filosofica aristotelica e successivamente quella scolastica, secondo la quale Tommaso d’Aquino pensava che essa dimostrasse l’esistenza di un ordine superiore e di un disegno divino: la natura cioè vista come un piano stabilito da un “architetto intelligente”. Pare evidente come, in mancanza di prove scientifiche, gli omeopati si rifugino in spiegazioni fideistiche per sostenere la loro posizione.</p>
<p>Secondo il relatore perciò «la patologia è espressione di un’intelligenza del corpo… cioè c’è un fondo finalistico, teleologico della fisiopatologia». Poi continua affermando che «il rimedio omeopatico dà degli stimoli all’organismo riattivando le risorse disponibili» (ma ovviamente non spiega come avverrebbero questi stimoli, visto che viene rifiutata l’interazione chimico-biologica con proteine recettoriali come avviene per i farmaci che funzionano). Egli continua poi ricordando che gli omeopati usano un linguaggio particolare, interno (il sulfureo, il carbonico&#8230;).</p>
<p>Il linguaggio usato dal relatore <span class="pullquote">è stato quindi molto criptico e confuso</span>: si provi per esempio a tradurre in un italiano comprensibile questo passaggio: «La malattia rientra in questa logica, il corpo comunica qualcosa nello suo stare male, comunica con sé stesso, crea un equilibrio, ha un senso nella propria vita e comunica con l’esterno e comunicare e mettere insieme attraverso dei linguaggi simbolici e che vanno interpretati come un’alterazione di un qualcosa che c’era prima, valutare, molto importante, le modalità in cui questo avviene, in che momento, quindi come, quando, dove, perché, insomma queste domande che non sono esclusive della medicina omeopatica».</p>
<p>Ma la pratica omeopatica, come pratica medica, non può permettersi di autoescludersi; se vuole far parte del mondo medico a cui aspira di integrarsi deve per forza cercare di adattarsi in qualche modo al metodo scientifico; metodo che però continua a rigettare nel momento in cui respinge quanto chimica, biochimica, fisiologia, patologia, farmacologia e tutte le scienze biologiche hanno scoperto in questi ultimi due secoli, evolvendosi dalle approssimazioni scientifiche del tempo in cui Hahnemann, inventore dell’omeopatia, provò a sperimentare per contrastare una medicina pericolosa e dannosa come quella applicata dai suoi contemporanei. Per cui anche gli omeopati affermano di fare “ricerca scientifica” e usano il tanto bistrattato metodo scientifico per cercare di avvalorare la loro pratica.</p>
<p>Ed ecco così che il relatore, che sta tenendo un corso organizzato dall’Ordine dei medici, corso che fornisce un punteggio Ecm, cita lavori scientifici che a suo dire sosterrebbero la validità delle sue affermazioni. Ebbene, si sa che in letteratura ci sono studi di ogni tipo sull’omeopatia e che quando si selezionano quelli ben progettati, con campioni ampi, controlli adeguati e revisione tra pari, l’effetto scompare e l’omeopatia mostra dei risultati solo quando il metodo è debole: un comportamento tipico dei fenomeni che non esistono.</p>
<p>Ma la cosa grave, anzi gravissima, è che in questo caso il relatore, evidentemente a corto di studi seri, è arrivato a citare uno studio ritrattato! Ricordo che quando una rivista scientifica ritira o ritratta uno studio scientifico significa che controlli successivi alla sua pubblicazione hanno dimostrato che i risultati ottenuti da quella ricerca non sono validi. Quello studio perciò è da considerare nullo.</p>
<p>Già trovavo scandaloso che un Ordine provinciale dei medici tenesse un corso di aggiornamento su pratiche non provate scientificamente, ma che permettesse da parte del relatore anche la citazione di lavori addirittura fasulli, è stato ancora più riprovevole.</p>
<p><span class="pullquote">Fatico poi a commentare la relazione del dottor Gasperi</span>, segretario generale della società antroposofica in Italia. Ricordo per esempio che i seguaci di Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia oltre un secolo fa, sostenevano durante la pandemia di Covid che pastiglie di zenzero e rimedi omeopatici a base di ferro meteoritico (!) fossero in grado di combattere il virus Sars cov-2.</p>
<p>Gli stessi antroposofi ammettono che, per quel che riguarda l’efficacia dei loro “rimedi”, non vi sono prove, ma notano che «fanno bene alle persone». La pratica antroposofica cercherebbe di curare l’essere umano «integrando la medicina scientifica con elementi spirituali, cercando di curare l’essere umano nella sua totalità di corpo, anima e spirito». La visione antroposofica sostiene che l’essere umano sia un’interazione tra quattro livelli:</p>
<p>&#8211; Corpo fisico: La parte materiale.</p>
<p>&#8211; Corpo eterico: Le forze vitali.</p>
<p>&#8211; Corpo astrale: La sede dei sentimenti e degli impulsi.</p>
<p>&#8211; Io: Il principio spirituale individuale.</p>
<p>«La malattia è considerata una disarmonia tra questi livelli, non un semplice malfunzionamento biologico. I trattamenti fanno uso spesso di preparati diluiti e dinamizzati come quelli omeopatici». Come diceva Steiner, il fondatore dell’antroposofia, «Non si ha la più pallida idea di quello che accade nel corpo, non si guarda al suo interno. Si può intervenire nel modo giusto solo sapendo che: nella pleurite c’è un eccesso di elemento luciferico, per cui bisogna aggiungere qualcosa di arimanico; nell’ictus c’è un eccesso di elemento arimanico, per cui bisogna aggiungere qualcosa di luciferico.</p>
<p>È proprio questo che manca all’uomo d’oggi. Se ci è chiaro che il cristianesimo rappresenta l’equilibrio, vediamo che l’umanità è troppo poco “cristiana”. L’elemento cristico consiste nella guarigione fisica, nella ricerca di equilibrio fino nel fisico». (da Wikipedia).</p>
<p>Ma il relatore, che ha esposto la sua relazione senza diapositive, probabilmente per evitare un eccesso di tecnologia, ha poi continuato parlando in maniera vacua e inconsistente di medicine antiche e ippocratiche come se fossero valide ancor oggi, sottolineando poi come l’antroposofia sia anche alla base dell’agricoltura biodinamica.</p>
<p>E qui è inevitabile ricordare come questa pratica di coltivazione, «sorella» della “medicina” antroposofica, a lei «collegata in maniera olistica», usi analoghi preparati biodinamici e, collegandosi anche all’astrologia, faccia riferimento al calendario lunare e planetario. Ci potremmo quindi aspettare che un medico antroposofo ci facesse anche l’oroscopo&#8230; Secondo la pratica steineriana la frattura insanabile fra scienza e fede, la loro inconciliabilità, viene considerata quanto di più catastrofico sia avvenuto nel progresso della medicina. Sarebbe quindi tragico pensare che l’uomo sia frutto del caso e della necessità come prospettato da Jacques Monod.</p>
<p>E il relatore ha poi ricordato, confusamente e ovviamente senza far nomi, come pochi «grandissimi medici» avrebbero saputo conservare la visione olistica dell’uomo per poterlo curare meglio. Ma ecco che nel 1920 Steiner rivelava al mondo che la nuova medicina (cioè la allora nascente medicina scientifica) non sapeva più riconoscere che «l’uomo non si ammala, in quanto nasce malato, perché egli non è solo natura, ma ha una sua dimensione ontologica, spirituale, il nostro io in perenne divenire e l’ambivalenza dell’essere umano è la malattia connaturata in esso».</p>
<p>Il lettore non si preoccupi se fatica a capire, in quanto mancanza di chiarezza e confusione sembrano connaturate nel messaggio steineriano. Steiner fonda una scienza (rigorosa a detta del relatore) e sarebbe stato il primo uomo ad aver inaugurato «un’indagine scientifica dello spirito» su un uomo trino, formato cioè da corpo, spirito e anima. Ed è così che «il cuore non è solo una pompa ma anche sede dell’affettività». «L’anima è una realtà autonoma che materialmente si trova nell’organismo, in particolare negli organi ritmici». E la relazione si è chiusa infine con l’affermazione che «una vipera può mangiare un intero vitello»&#8230;</p>
<p>L’ultima relazione, sull’agopuntura, non si è discostata dal racconto che abitualmente effettuano i fautori di questa pratica: la citazione di migliaia di pubblicazioni che confermano il meccanismo d’azione, ormai noto, con cui l’infissione di aghi produce degli effetti sul dolore, cioè la produzione di oppioidi endogeni (beta endorfine, encefaline, dinorfine) fatto dimostrato che non viene più contestato; ma il relatore dottor Giovanardi si è guardato bene dal ricordare come nelle scuole in cui si rilasciano gli attestati di Fisa (Federazione italiana delle società di agopuntura di cui Giovanardi è presidente), si insegnano cose come «Sindromi di Qi, Xue, Jing e Jinye: fisiopatologia, clinica e terapia – 8 regole diagnostiche», o le «Sindromi degli Zang Fu», cioè tutti i principi della medicina tradizionale cinese, vecchia di oltre 2.300 anni, su cui si basa l’agopuntura cioè «la correzione del flusso del Qi attraverso canali conosciuti come meridiani» (che nessuno ha mai trovato!).</p>
<p>E non ha ricordato neppure come studi recenti abbiano mostrato che, quando le terapie alternative, come l’agopuntura, entrano nella gestione reale del carcinoma mammario, la sopravvivenza peggiora, a causa di una maggiore frequenza di abbandono delle terapie efficaci: i pazienti che ricorrono alle medicine alternative rifiutano cioè più spesso chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapia ormonale.</p>
<p>La mia conclusione perciò è che questa iniziativa dell’Omceo di Padova sia da considerare, per almeno 3/4, veramente disastrosa!</p>
<p><strong>Massimo Albertin</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/10/la-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[rgrendene]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 13:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei consiglieri comunali di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/10/la-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati/" title="Read La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p>La clericalata della settimana è dei <a href="https://www.abruzzospeciale.it/2026/08/02/futuro-nazionale-un-crocifisso-in-ogni-aula-di-pescara/">consiglieri comunali di Pescara Valeria Toppetti e Cristian Orta</a> (Futuro Nazionale) che</p>
<h3>hanno presentato una mozione per impegnare sindaco e giunta a promuovere l’esposizione del crocifisso in tutte le aule scolastiche della città a partire da settembre.</h3>
<p>Secondo la consigliera Toppetti «la cultura cristiana fa parte della nostra stessa identità, ed è dunque importante promuovere la presenza del crocifisso nelle aule della città, per ricordare ai ragazzi i nostri valori, la nostra storia, la nostra evoluzione, la nostra radice cristiana e la nostra identità. Per il progetto politico di Futuro Nazionale la promozione e la presenza del crocifisso nelle aule rappresenta un’assoluta priorità».</p>
<p>Ad Ascoli Piceno, in occasione della Festa di Sant’Emidio, il sindaco Marco Fioravanti <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1659071791825292">è salito sul palco</a> per il saluto finale davanti a una piazza gremita gridando: “Viva Ascoli, viva Sant’Emidio!”</p>
<p>Il sindaco di Canosa di Puglia (BT) Vito Malcangio <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1024547757129075">ha celebrato</a> la festa patronale in onore dei santi Sabino, Alfonso e Maria Santissima della Fonte, rivendicando il sostegno e il finanziamento dell&#8217;amministrazione comunale al Comitato Feste Patronali e affermando che la ricorrenza rappresenta «un intreccio di fede, memoria e amore per la propria terra».</p>
<p>Il sindaco di Palestrina (RM) Simone Venturini <a href="https://www.instagram.com/p/DbnuFdxgb9K/">ha partecipato</a> alla Festa della Madonna dell’Apparizione insieme alla comunità locale, definendo la ricorrenza un momento che «rinsalda le proprie radici» e ringraziando i volontari che hanno reso possibile la celebrazione.</p>
<p>Il sindaco di Termoli (CB) Nicola Balice <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1025959800203218">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla celebrazione in onore di san Basso, prendendo parte alla deposizione in mare di una corona di alloro in memoria dei Caduti del Mare, alla presenza del vescovo Claudio Palumbo.</p>
<p>Il sindaco di S. Gaetano di Cavarzere (VE) <a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=1806187884331002&amp;set=pcb.1806188687664255">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla celebrazione per la festa patronale di San Gaetano, presieduta da mons. Simone Zocca, e ha consegnato una targa al Comitato S. Gaetano per i vent’anni di organizzazione della sagra.</p>
<p>Il sindaco di Cefalù (PA) Daniele Salvatore Tumminello <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=10233510041268163&amp;set=pcb.10233510180791651">ha partecipato</a> con fascia tricolore alla processione in onore di Gesù Salvatore, presieduta dal vescovo Marciante, che ha portato il reliquiario della Santa Croce per le vie cittadine. Presenti anche la Giunta, il presidente del Consiglio comunale e altre autorità civili e militari.</p>
<p>Il sindaco di Trapani (TP) <a href="https://www.youtube.com/watch?v=V4oV7gxY-Jg&amp;t=143s">ha accolto</a> con fascia tricolore la statua di Sant’Alberto, patrono della città insieme alla Madonna di Trapani, durante i festeggiamenti in suo onore. La statua è stata poi accompagnata in processione fino alla Cattedrale di San Lorenzo, dove si sono svolte le celebrazioni religiose.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F10%2Fla-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2032%3A%20i%20consiglieri%20comunali%20di%20Futuro%20Nazionale%20di%20Pescara%20vogliono%20imporre%20il%20crocifisso%20a%20scuola" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F10%2Fla-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2032%3A%20i%20consiglieri%20comunali%20di%20Futuro%20Nazionale%20di%20Pescara%20vogliono%20imporre%20il%20crocifisso%20a%20scuola" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F10%2Fla-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2032%3A%20i%20consiglieri%20comunali%20di%20Futuro%20Nazionale%20di%20Pescara%20vogliono%20imporre%20il%20crocifisso%20a%20scuola" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F10%2Fla-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2032%3A%20i%20consiglieri%20comunali%20di%20Futuro%20Nazionale%20di%20Pescara%20vogliono%20imporre%20il%20crocifisso%20a%20scuola" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F08%2F10%2Fla-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2032%3A%20i%20consiglieri%20comunali%20di%20Futuro%20Nazionale%20di%20Pescara%20vogliono%20imporre%20il%20crocifisso%20a%20scuola" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/08/10/la-clericalata-della-settimana-32-consiglieri-fn-pescara-crocifissati/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il denaro della fede e il conto dello Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’8×1000 alla beneficenza, diversi casi giudiziari e scandali sollevano dubbi su trasparenza e controlli nella gestione finanziaria della Chiesa cattolica. Affronta il tema Federico Tulli sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. La Corte dei conti ha lanciato l’allarme all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026: le condotte dolose sui fondi pubblici sono in aumento. Nel 2025 le sezioni regionali della magistratura contabile hanno emesso ben 226 sentenze di condanna per un totale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/09/il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato/" title="Read Il denaro della fede e il conto dello Stato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dall’8×1000 alla beneficenza, diversi casi giudiziari e scandali sollevano dubbi su trasparenza e controlli nella gestione finanziaria della Chiesa cattolica. Affronta il tema Federico Tulli sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>La Corte dei conti ha lanciato l’allarme all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026: le condotte dolose sui fondi pubblici sono in aumento. Nel 2025 le sezioni regionali della magistratura contabile hanno emesso ben 226 sentenze di condanna per un totale di 45,3 milioni di euro di danno erariale accertato, con un totale che supera i 900 milioni dal 2010 al 2025.</p>
<p>Il meccanismo del<span class="pullquote">l’omessa rendicontazione è tra le fattispecie più ricorrenti</span>. E tra queste fattispecie non è raro inciampare in vicende che hanno per protagonisti uomini di Chiesa. In questo articolo ricostruiamo alcune tra quelle più significative, a cominciare dal caso di Francesco Miccichè, ex vescovo di Trapani, uno dei più complessi al crocevia tra gestione dei fondi dell’8×1000 e responsabilità contabile dello Stato.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77631" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-denaro-della-fede-e-il-conto-dello-stato-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Nel luglio 2020 Miccichè è stato rinviato a giudizio a Trapani per peculato, con l’ipotesi che avesse fatto confluire su conti della diocesi che gestiva in totale autonomia, senza adeguata rendicontazione, oltre 300 mila euro dell’8xmille destinato alla diocesi, e che una parte di quei soldi fosse stata impiegata persino per l’acquisto di un appartamento a Roma, in zona piazza Barberini.</p>
<p>La procura trapanese sosteneva inoltre che, tra il 2007 e il 2011, nei due conti diocesani fossero confluiti quasi 5 milioni di euro complessivi e che il denaro non sarebbe stato usato solo per attività coerenti con le finalità ecclesiastiche previste, ma anche per spese contestate, con un uso che gli inquirenti hanno ritenuto incompatibile con la natura pubblica dei fondi.</p>
<p>Nel dicembre del 2024 il tribunale di Trapani ha chiuso il primo grado del processo penale con una decisione mista: prescrizione per le contestazioni più risalenti e assoluzione «perché il fatto non sussiste» per un’ipotesi di peculato (un prelievo di 2.000 euro nel 2012).</p>
<p>La procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e sei mesi. Ma la partita non si è chiusa. Sul piano contabile, infatti, la Corte dei conti può procedere in modo autonomo e accertare un danno erariale anche quando il giudizio penale si è chiuso senza condanna piena.</p>
<p>Ed è qui che si è aperto il secondo fronte. Nel 2025 la procura contabile regionale siciliana ha citato in giudizio Miccichè e la diocesi di Trapani per un presunto danno erariale di 403 mila euro a carico del ministero dell’economia e delle finanze.</p>
<p>L’ipotesi è che l’ex vescovo abbia gestito questa somma in autonomia, senza un’adeguata rendicontazione e in contrasto con le finalità previste dalla legge per l’8×1000. Il procedimento contabile è stato avviato alla fine del 2025 davanti alla sezione giurisdizionale siciliana e mentre scriviamo non se ne conosce ancora l’esito.</p>
<p>La vicenda di Miccichè – che nel 2012 è stato rimosso da Benedetto XVI dalla guida della diocesi siciliana dopo una visita apostolica che aveva segnalato la gravità delle anomalie gestionali emerse attorno alla curia trapanese – non è l’unica storia in cui a esponenti ecclesiastici viene contestata una gestione illecita o distrattiva di fondi destinati a finalità religiose o caritative.</p>
<p>Un caso che presenta analogie nello schema accusatorio è quello della diocesi di Ozieri, in Sardegna. A febbraio del 2025 il gup di Sassari ha rinviato a giudizio nove persone, tra cui il vescovo Corrado Melis e Antonino Becciu, fratello del cardinale Angelo Becciu. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, di <span class="pullquote">peculato, riciclaggio, favoreggiamento e false dichiarazioni al pm</span>.</p>
<p>Secondo l’accusa, fondi dell’8×1000 e fondi vaticani destinati alla diocesi sarda sarebbero stati dirottati verso la cooperativa sociale Spes, di cui Becciu era presidente/rappresentante legale. Il processo si è aperto nel luglio 2025, a marzo 2026 il tribunale ha disposto l’esclusione di atti diocesani dal fascicolo, mentre per ottobre risultano calendarizzate nuove testimonianze, anche di figure ecclesiastiche, tra cui monsignor Francesco Soddu e monsignor Sebastiano Sanguinetti.</p>
<p>Anche qui siamo nel campo delle accuse da accertare definitivamente e quindi della presunzione d’innocenza. Ma il meccanismo contestato è significativo perché, secondo l’accusa, fondi destinati a finalità caritative sarebbero passati attraverso i conti della Caritas diocesana e di una cooperativa sociale, fino a essere impiegati in modo non coerente con lo scopo originario, con una possibile destinazione privata delle risorse. Di contro le difese hanno sostenuto la correttezza dell’uso sociale delle somme.</p>
<p>A Modena il caso di don Giorgio Panini porta lo stesso tema su scala parrocchiale e comunale. Nel 2011 Panini, ex parroco di Brodano a Vignola, patteggiò un anno e dieci mesi per truffa e appropriazione indebita in un filone separato dal processo principale per omicidio.</p>
<p>Secondo l’accusa, i raggiri avevano colpito attraverso false fatture sia la curia sia i Comuni di Savignano e Vignola, con movimentazioni bancarie rilevanti, numerosi conti e carte di credito. È doveroso qui aprire una parentesi e deviare un attimo dal tema principale dell’articolo.</p>
<p>Poco più di un anno prima don Panini era stato accusato di aver ucciso a coltellate l’amico e socio d’affari Sergio Manfredini nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 2009. Il delitto avvenne in un’abitazione di Vignola, dopo una relazione personale e finanziaria sempre più conflittuale tra i due.</p>
<p>L’inchiesta portò a un processo molto seguito, segnato da dettagli inquietanti sui rapporti tra il sacerdote e la vittima. Nel luglio 2011, in primo grado, Panini fu condannato a 20 anni di reclusione; la pena fu poi rideterminata in appello bis a 17 anni e 4 mesi. La condanna divenne definitiva perché l’ex parroco non è ricorso in Cassazione.</p>
<p><span class="pullquote">Torniamo ora ai casi di gestione illecita</span> o distrattiva di risorse pubbliche e patrimoniali con il dissesto dell’Idi, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata di Roma. Non siamo più nel campo dell’8×1000, ma della sanità accreditata, dei rimborsi, dei fondi pubblici e della gestione di grandi enti sanitari cattolici.</p>
<p>L’inchiesta sul crac della Provincia italiana della congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione – a cui facevano capo l’Idi, l’ospedale San Carlo di Nancy e villa Paola a Roma –ha riguardato accuse di bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture false, occultamento di scritture contabili e appropriazione indebita.</p>
<p>Lo scandalo esplose nel 2012 e le cifre sono impressionanti: passivo patrimoniale di circa 845 milioni di euro, distrazioni per oltre 82 milioni, indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed evasione fiscale superiore a 450 milioni, secondo gli accertamenti della Guardia di finanza riportati dalla stampa e dagli atti d’inchiesta.</p>
<p>Tra i principali imputati figurava padre Franco Decaminada, già consigliere delegato dell’Idi e responsabile della gestione del comparto sanità fino al 2011. All’inizio del 2026 la procura di Roma ha chiesto dieci anni di reclusione per lui nel processo per bancarotta.</p>
<p>L’accusa per il sacerdote è di aver partecipato a una spoliazione sistematica di risorse della struttura sanitaria religiosa: appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, falsa fatturazione, occultamento di scritture contabili e riciclaggio. Secondo l’accusa, Decaminada avrebbe anche prelevato in contanti oltre due milioni di euro dalle casse dell’istituto senza giustificazione, contribuendo a un dissesto quantificato dagli inquirenti in decine di milioni e, più in generale, a un crac che ha travolto il patrimonio dell’ente.</p>
<p>In buona sostanza, la procura gli contesta di avere usato il controllo sulla congregazione e sulle società collegate per dirottare fondi, gonfiare fatture e coprire uscite prive di reale documentazione. Ovviamente anche qui vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
<p>Spostiamoci nel Salento con la vicenda di don Cesare Lodeserto e del centro Regina pacis di San Foca che riguarda l’uso di fondi pubblici per l’accoglienza e i programmi antitratta. Lodeserto, sacerdote della diocesi di Lecce, dirigeva un centro per migranti gestito dalla curia e finanziato con risorse pubbliche.</p>
<p>Nel 2010 fu condannato in primo grado per truffa a un anno e quattro mesi per fondi legati al progetto “Ali nuove”, destinato all’assistenza di donne uscite dallo sfruttamento della prostituzione: secondo l’accusa, parte delle attività finanziate non era stata realizzata.</p>
<p>Nelle cronache dell’epoca si parlò di una truffa di 230mila euro su 500mila stanziati. Il Regina pacis fu anche al centro di procedimenti per violenze, minacce e sequestro di persona. Una sentenza del tribunale di Lecce del 2005 condannò Lodeserto e altri imputati per violenza privata e lesioni aggravate ai danni di migranti trattenuti nel centro. Nel 2014 la Cassazione rese definitiva la condanna a 5 anni e 4 mesi per calunnia, minacce e sequestro di persona nei confronti di alcune ragazze immigrate ospiti del centro.</p>
<p>Non tutto, in questa “caritatevole” costellazione di casi, è danno erariale. Nel dicembre 2021 don Francesco Spagnesi di Prato, ex parroco della Castellina, ha patteggiato una pena di tre anni e otto mesi per spaccio, traffico di droga, truffa e appropriazione indebita, dopo essere stato accusato di aver sottratto fondi parrocchiali e offerte dei fedeli per finanziare l’acquisto di stupefacenti e i festini.</p>
<p>La vicenda di Spagnesi non va confusa con quelle di Miccichè, Becciu, Decaminada o Lodeserto ma serve a individuare il dispositivo culturale che c’è in comune: un sacerdote amministra denaro raccolto in nome dei poveri, della comunità, della carità oppure ricevuto da un’amministrazione pubblica; il controllo è affidato a organismi interni o alla reputazione personale; quando la cassa si svuota, ci si accorge che la fiducia – malriposta – aveva sostituito la verifica.</p>
<p>Lo stesso vale per don Lucio Sinigaglia, ex parroco di Legnaro. Siamo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, quando emerge la gestione opaca di un’ingente eredità destinata alla Caritas parrocchiale di Legnaro. Il lascito, arrivato da un fedele del paese, avrebbe dovuto sostenere i poveri e le attività caritative della comunità, ma secondo l’accusa sarebbe finita in larga parte per finanziare spese personali del parroco: viaggi, cene, regali, auto, moto e interventi sulla canonica.</p>
<p>L’inchiesta della procura di Padova contestò a Sinigaglia l’appropriazione indebita aggravata e continuata. Il caso divenne rapidamente pubblico dopo il sequestro dei beni e la diffusione delle prime ricostruzioni giornalistiche, trasformandosi in uno degli scandali più discussi legati alla gestione di denaro affidato alla Chiesa.</p>
<p>La vicenda di don Sinigaglia si è conclusa sul piano giudiziario con un patteggiamento di un anno e quattro mesi nel luglio 2016 per appropriazione indebita pluriaggravata e continuata. Sinigaglia, che ammise di aver usato parte del lascito destinato alla Caritas parrocchiale per spese personali, reintegrò la somma e nel 2018 ha ottenuto la riabilitazione pastorale dalla diocesi di Padova.</p>
<p>Don Flavio Gobbo, parroco di Spinea, porta il medesimo problema dentro la dipendenza dal gioco. Nel 2018 ha patteggiato due anni, con pena sospesa, per appropriazione indebita dopo un buco di circa 500mila euro nelle casse della parrocchia, denaro sperperato al casinò.</p>
<p>Monsignor Patrizio Benvenuti allarga ancora il campo: non fondi pubblici, ma beneficenza usata come promessa fiduciaria. Nel 2016 la Guardia di finanza di Bolzano lo arrestò nell’ambito di un’inchiesta per truffa, riciclaggio ed evasione fiscale.</p>
<p>Secondo l’accusa, quasi trecento persone, perlopiù anziane e residenti all’estero, avrebbero versato denaro alla fondazione umanitaria Kepha onlus; quelle somme sarebbero poi finite in un articolato meccanismo di riciclaggio tra società estere e italiane.</p>
<p>La cifra contestata arrivava a circa 30 milioni di euro. Benvenuti era un alto prelato con incarichi presso il tribunale ecclesiastico della Santa sede, poi in pensione e residente alle Canarie al momento dell’arresto. Nel febbraio 2025 il tribunale di Roma lo ha assolto dall’accusa di truffa aggravata legata alla fondazione Kepha, su richiesta della stessa procura, con la formula «perché il fatto non sussiste».</p>
<p>Per Benvenuti, dunque, il procedimento si è concluso con un’assoluzione piena. Diverso, perché più ecclesiale-amministrativo che penale, è il caso – clamoroso – del vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst di Limburg, in Germania.</p>
<p>Nel 2013 divenne per la stampa internazionale il simbolo della ricchezza episcopale fuori controllo, dopo lo scandalo sui costi del nuovo centro diocesano St. Nikolaus, comprendente anche la residenza episcopale: da una previsione iniziale di circa 5,5 milioni di euro si arrivò a una spesa di circa 31 milioni.</p>
<p>Al vescovo vennero contestati costi fuori scala, scarsa trasparenza verso gli organi di controllo e uno stile di governo percepito come incompatibile con la sobrietà richiesta alla Chiesa, tanto che il Vaticano lo sospese nell’ottobre 2013 e nel marzo 2014 papa Francesco accettò le sue dimissioni.</p>
<p>Dopo alcuni mesi, nel dicembre 2014, ricevette un incarico in Vaticano come delegato per la catechesi presso il Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. In pratica non fu rimosso dalla Chiesa, ma ricollocato in un incarico privo della stessa esposizione gestionale, lontano dalla cassa.</p>
<p><strong>Federico Tulli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La legge del &#8220;non nato&#8221; di Ayuso: perché minaccia i diritti riproduttivi e rischia lo scontro con la Costituzione</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:40:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 2 luglio 2026 l&#8217;Assemblea della Comunità autonoma di Madrid ha approvato la ley del concebido no nacido: il concepito diventa &#8220;membro dell&#8217;unità familiare&#8221; ai fini di aiuti pubblici quali il reddito minimo, le detrazioni IRPEF, lo status di famiglia numerosa dalla quattordicesima settimana, un bonus di 500 euro dalla ventunesima. Sulla carta, si tratta di una misura natalista, nella sostanza, apre uno dei fronti giuridici e politici più delicati della Spagna recente. Il testo estende il principio di &#8220;finzione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/07/la-legge-del-non-nato-di-ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-costituzione/" title="Read La legge del &#8220;non nato&#8221; di Ayuso: perché minaccia i diritti riproduttivi e rischia lo scontro con la Costituzione">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 luglio 2026 l&#8217;Assemblea della Comunità autonoma di Madrid ha approvato la <em>ley del concebido no nacido</em>: il concepito diventa &#8220;membro dell&#8217;unità familiare&#8221; ai fini di aiuti pubblici quali il reddito minimo, le detrazioni IRPEF, lo status di famiglia numerosa dalla quattordicesima settimana, un bonus di 500 euro dalla ventunesima. Sulla carta, si tratta di una misura natalista, nella sostanza, apre uno dei fronti giuridici e politici più delicati della Spagna recente.</p>
<p><span class="pullquote">Il testo estende il principio di &#8220;finzione giuridica&#8221;</span> già previsto dall&#8217;articolo 29 del Codice Civile spagnolo, spostando il baricentro dalla donna incinta – soggetto pieno di diritti – al non nato, trattato come soggetto giuridico autonomo. L&#8217;articolo 29 stabilisce che il concepito si considera nato &#8220;per tutti gli effetti che gli siano favorevoli&#8221;, ma a una condizione precisa: che nasca vivo. È una finzione condizionata, retroattiva, circoscritta, pensata per non escludere un nascituro da un&#8217;eredità o da una donazione già aperta al momento del concepimento.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77677" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1.jpg 1460w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/08/La-legge-del-non-nato-di-Ayuso-perche-minaccia-i-diritti-riproduttivi-e-rischia-lo-scontro-con-la-Costituzione-1-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1460px) 100vw, 1460px" />
<p>Qui sta il punto decisivo: una finzione giuridica regge solo finché resta ancorata allo scopo per cui è stata creata. Trasformarla in regola generale rendendola un criterio trasversale applicabile a un intero sistema di politiche pubbliche, come fa la legge madrilena, significa snaturarla. Non è più uno strumento al servizio di un effetto circoscritto: comincia a somigliare a uno statuto giuridico permanente del concepito.</p>
<p>Interpretando questa legge come parte di una strategia per fasi si arriva quasi per forza alla sentenza <em>Dobbs v. Jackson Women&#8217;s Health Organization</em> con cui, nel giugno 2022, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato <em>Roe v. Wade</em> (1973) e <em>Planned Parenthood v. Casey</em> (1992): ha cancellato il diritto costituzionale federale all&#8217;aborto e restituito agli Stati piena facoltà di vietarlo o restringerlo. Fu uno dei rovesciamenti giurisprudenziali più radicali nella storia recente della Corte. È proprio il percorso che l&#8217;ha resa possibile a interessare qui.</p>
<p>Il movimento anti-abortista americano ha costruito, Stato dopo Stato, anno dopo anno, un impianto normativo fatto di leggi apparentemente marginali: norme che riconoscevano il feto come vittima autonoma nei reati contro la persona, leggi sul &#8220;dolore fetale&#8221;, requisiti di ecografia obbligatoria, regolamentazioni tecniche sulle cliniche (le leggi TRAP), e soprattutto una lunga serie di <em>fetal personhood bills</em>, ovvero proposte che, dal diritto successorio al diritto penale, trattavano il feto come persona a tutti gli effetti.</p>
<p>Prese singolarmente, molte di queste norme non toccavano direttamente il diritto all&#8217;aborto, eppure la loro accumulazione ha cambiato progressivamente il linguaggio giuridico, l&#8217;opinione pubblica, la composizione ideologica delle corti ed ha preparato il terreno su cui la sfida diretta al caso <em>Roe vs Wade</em>, arrivata dalla legge del Mississippi al centro del caso <em>Dobbs vs Jackson</em>, ha potuto attecchire e vincere.</p>
<p>Letta in quest&#8217;ottica, la legge madrilena rientra nella stessa logica graduale: misure apparentemente tecniche e settoriali, come questa sul &#8220;concepito non nato&#8221;, svolgono il ruolo che negli Stati Uniti hanno avuto le leggi sul <em>fetal personhood</em>. Sono i tasselli che compongono l&#8217;infrastruttura linguistica e giuridica su cui fondare, in futuro, un attacco diretto al diritto all&#8217;aborto. In questa fase l&#8217;obiettivo non è vietare ma normalizzare: costruire sottilmente una narrativa in cui il non nato diventa equiparabile al nato.</p>
<p>C&#8217;è di più: la legge impone di comunicare all&#8217;amministrazione regionale i casi in cui il concepito non arrivi a nascere. Si innesca così un meccanismo di controllo che invade il terreno dell&#8217;autonomia riproduttiva delle donne, materia che eccede la competenza di una regione. Titolare del diritto alla vita è solo il nato e giuridicamente non esiste un &#8220;diritto a nascere&#8221;: <span class="pullquote">confondere i due statuti è un obiettivo chiaro</span> e non un ingenuo effetto collaterale.</p>
<p><strong>Cosa succede se il concepito non nasce</strong></p>
<p>La <em>Ley 5/2026, de 7 de julio</em>, pubblicata nel bollettino ufficiale regionale il 10 luglio ed entrata in vigore il giorno successivo, contiene una clausola che ha aperto un dibattito rivelatore. Se la gravidanza non arriva a termine, la famiglia ha l&#8217;obbligo legale di comunicarlo all&#8217;amministrazione ma la legge garantisce esplicitamente che gli aiuti già percepiti non dovranno essere restituiti.</p>
<p>Curiosamente, nel dibattito parlamentare la critica più dura su questo punto è arrivata da Vox, la formazione di estrema destra. Il partito sostiene che la legge lasci una porta aperta troppo comoda. Una donna potrebbe richiedere gli aiuti legati alla gravidanza e poi, anche scegliendo di abortire volontariamente, non dovrebbe restituire nulla perché il testo non prevede alcun meccanismo di recupero legato all&#8217;esito della gravidanza.</p>
<p>Per Vox questo svuota la legge della sua funzione dissuasiva: se lo scopo dichiarato è tutelare il non nato, allora l&#8217;aborto volontario dovrebbe avere una conseguenza economica, non restare senza effetti sul piano degli aiuti già incassati. È un&#8217;obiezione che nasce dal voler spingere la legge più in là, verso un terreno esplicitamente sanzionatorio, con un testo più netto nel legare il sostegno economico alla conclusione della gravidanza.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa di perverso nel fatto che una domanda ontologica – cosa sia una persona, quando cominci a esistere giuridicamente – venga introdotta con il linguaggio più anodino possibile: un bonus di 500 euro, una detrazione IRPEF, un modulo da compilare per un assegno familiare. Le battaglie sullo statuto della persona si spostano così dai dibattiti costituzionali ai formulari amministrativi.</p>
<p>Normalizzare per via burocratica è più efficace e più difficile da contestare che normalizzare per via ideologica: non sembra mai il momento giusto per opporsi a un bonus per le famiglie. Il prezzo di questa ambiguità lo paga un corpo concreto: la donna incinta si trova doppiamente responsabilizzata, tenuta a dichiarare la gravidanza per ottenere l&#8217;aiuto e poi a dichiarare se questa non arriva a termine.</p>
<p>Anche senza sanzioni economiche – il punto su cui si è arenata la critica di Vox – la sola esistenza di quell&#8217;obbligo introduce una sorveglianza dello stato riproduttivo. In fondo, la legge del non nato di Madrid pone una domanda enorme – quando comincia una persona? – senza mai formularla ad alta voce, senza aprire su di essa un dibattito pubblico esplicito.</p>
<p>Risponde per via indiretta, evitando lo scontro frontale che una legge dichiaratamente restrittiva sull&#8217;aborto avrebbe inevitabilmente acceso. Questa misura merita attenzione non solo per quello che dice oggi quanto per la strada retorica e giuridica che apre per domani.</p>
<p><strong>Federica Marzioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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