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	<title>Generale &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Trump vs papa vs laicità</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scontro tra Donald Trump e Leone XIV rispecchia quello tra nazionalismo cristiano Usa e clericalismo nostrano, entrambi ostili a diritti individuali e laicità. Affronta il tema Raffele Carcano sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. A leggere i giornali, parrebbe un Celebrity Deathmatch. In realtà è soltanto un dissenso molto più esplicito del solito, e quasi sicuramente temporaneo. Nessuno dei due (anzi, dei tre) ha interesse a una...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/18/trump-vs-papa-vs-laicita/" title="Read Trump vs papa vs laicità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo scontro tra Donald Trump e Leone XIV rispecchia quello tra nazionalismo cristiano Usa e clericalismo nostrano, entrambi ostili a diritti individuali e laicità. Affronta il tema Raffele Carcano sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>A leggere i giornali, parrebbe un Celebrity Deathmatch. In realtà è soltanto un dissenso molto più esplicito del solito, e quasi sicuramente temporaneo. Nessuno dei due (anzi, dei tre) ha interesse a una contrapposizione frontale. Ma è vero che non c’era mai stato uno scontro di tali proporzioni tra Stati Uniti e Vaticano.</p>
<p>Ed è altrettanto vero che non c’era mai stato nemmeno tra Trump e Meloni. Ma tutti e tre hanno buoni motivi per andare d’accordo, anziché litigare. <span class="pullquote pqRight"><u>Il vaso di coccio siamo semmai noi</u></span><span class="pullquote-plain">Il vaso di coccio siamo semmai noi</span>. Sia che litighino, sia che se la intendano. È curioso che sia accaduto col primo papa statunitense. I toni contro Bergoglio, con cui Trump ha avuto a che fare per più di quattro anni (considerando anche il primo mandato), non erano mai stati aspri.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77907" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Trump-vs-papa-vs-laicita-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Venne pure in Vaticano per i suoi funerali. Quando iniziò il conclave, provocatorio come adora essere, il presidente Usa diffuse un’immagine di sé stesso, realizzata grazie all’intelligenza artificiale, seduto sul trono di Pietro in abito talare e mitra. Poi fu eletto Prevost, Trump si congratulò e per quasi un annetto tutto sonnecchiò, o quasi.</p>
<p>Perlomeno da parte del papa: fin troppo impegnato a rattoppare in silenzio una chiesa cattolica che il passaggio del ciclone Francesco aveva seriamente danneggiato, ha lasciato quasi sempre la parola ai vescovi d’oltreoceano. Non lo si è sentito granché nemmeno nei giorni caldi in cui la polizia paramilitare dell’Ice imperversava per le strade di Minneapolis prendendosela non soltanto con gli immigrati, ma anche con la popolazione locale.</p>
<p>L’inquilino della Casa bianca, come sappiamo benissimo, si impone invece di scatenare almeno un terremoto al giorno, volendo a tutti i costi apparire un Godzilla fuori controllo – per puro piacere personale, evidentemente: non ci sono altre spiegazioni plausibili.</p>
<p>A un certo punto, però, gli appelli papali (mooolto generici) per la fine delle ostilità in Libano e in Iran hanno cominciato a infastidire Trump – un uomo che brucia dal desiderio di vedersi assegnato il Nobel per la pace, ma che agisce nella direzione diametralmente opposta. E così, nella prima domenica dopo Pasqua, il presidente ha definito il pontefice americano «debole sul crimine e terribile per la politica estera».</p>
<p>Rincarando velocemente la dose, con la bulimia che gli è tipica, ha anche accusato Leone XIV di essere favorevole al possesso di armi nucleari da parte dell’Iran, di essere un <em>liberal</em>, di fare il gioco della sinistra radicale, e persino di averlo tradito perché, in fondo, se è papa è merito suo.</p>
<p>Non contento, ha diffuso un’altra immagine creata digitalmente, in cui questa volta operava un miracolo nelle vesti di un profeta simil-Gesù. Già che c’era è andato anche sul concreto, iniziando a tagliuzzare qualche contributo statale ad alcune organizzazioni assistenziali cattoliche.</p>
<p>E il papa gli ha risposto. Direttamente. Senza giri di parole. Come quelle persone che, quando il troppo è troppo, sbottano. Ai giornalisti ha dichiarato: «Non ho paura dell’amministrazione Trump né di annunciare apertamente il messaggio del <em>Vangelo</em>, che è ciò che credo di dover fare. Non siamo politici, non vogliamo occuparci di politica estera, come la chiama lui, con lo stesso modo di vedere con cui può concepirla lui».</p>
<p>Aggiungendo a sua volta carne al fuoco, ha biasimato, senza fare nomi, chi pratica «l’idolatria di se stessi e del denaro» e chi «ostenta il potere», definendo «inaccettabile» la dichiarazione di Trump di poter distruggere «l’intera civiltà» iraniana, e ricordando che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra». Negando infine, per quanto ovvio, di essere favorevole ad armamenti nucleari iraniani.</p>
<p>È a questo punto che entra in gioco il terzo protagonista, Giorgia Meloni, che si è trovata nella scomoda situazione di dover commentare la querelle col Vaticano. La premier italiana era reduce dalla sconfitta nel referendum sulla giustizia, subita anche perché una parte degli elettori l’ha voluta punire per la sua eccessiva sudditanza nei confronti del presidente Usa. <span class="pullquote"><u>Meloni, come spesso le accade, ha scelto la strada del silenzio</u></span><span class="pullquote-plain">Meloni, come spesso le accade, ha scelto la strada del silenzio</span>.</p>
<p>Ma la visibilità planetaria del contrasto tra il papa e l’imperatore (ops) e l’immediata pressione da parte dell’opposizione (scesa ovviamente subito in campo dalla parte del papa) l’hanno costretta a prendere posizione. Dopo parecchie ore, ha infine dichiarato «inaccettabili» le parole di Trump, perché per un papa «è giusto e normale invocare la pace e condannare ogni forma di guerra». Com’è già capitato ad altri, Trump ha preso malissimo il “tradimento” di Meloni, dichiarando di essere «scioccato da lei. È molto diversa da ciò che pensavo».</p>
<p>Per quanto si circondi di persone scadenti, qualcuno doveva però avvertirlo che l’Italia del dopoguerra è sempre stato un Paese a sovranità limitata, e limitata da due differenti superpotenze: gli Stati Uniti e il Vaticano. Benché non risulti che abbiano mai bisticciato pubblicamente tra loro, è tuttavia evidente che, messo alle strette, un politico italiano sceglierà sempre il Vaticano.</p>
<p>Al punto che Meloni ha voluto aggiungere che non si sentirebbe a suo agio «in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici». Una volta tanto è stata coerente: lei in effetti fa e ha sempre fatto esattamente il contrario. E non soltanto lei, va riconosciuto. Al massimo, quando non è d’accordo col Vaticano, il politico italiano standard glissa, tace. Lascia parlare solo santa madre Chiesa. Che sembra dunque detenere la verità assoluta, visto che nessuno la critica.</p>
<p>L’innato clericalismo delle nostre istituzioni è risultato evidente nel momento in cui le autorità israeliane hanno negato la celebrazione della messa al cardinale Pizzaballa e il porporato ha, diciamo così, enfatizzato la discriminazione subita (che era reale, ma si estendeva alle funzioni religiose di musulmani ed ebrei).</p>
<p>Ed ecco che il nostro governo si è improvvisamente ricordato dell’importanza della libertà religiosa (sottinteso: soltanto quella dei cristiani come Giorgia) criticando l’amministrazione Netanyahu. Ancor più ridicolo è quanto accaduto nel villaggio libanese di Debel, dove alcuni militari israeliani avevano distrutto una statua di Gesù: il contingente italiano ne ha prontamente donata un’altra. Alle decine di migliaia di persone uccise a Gaza, ai morti in Libano, bambini compresi, la premura riservata è stata infinitamente inferiore.</p>
<p>Difficilmente Trump deporterà il papa negli Usa, come ha fatto con Maduro. Né prospetterà per la Santa sede una novella Avignone in Arkansas. Perché anche per lui la contrapposizione con il papa può rappresentare un problema politico, visto che alle presidenziali del 2024 lo aveva votato il 55% dei cattolici (e il 62% di quelli bianchi).</p>
<p><span class="pullquote pqRight"><u>Trump è considerato poco e per nulla religioso</u></span><span class="pullquote-plain">Trump è considerato poco e per nulla religioso</span> da sette elettori su dieci (ebbene sì, riesce a rovinare anche l’immagine degli atei, nonostante li attacchi spesso e volentieri) e le sue posizioni sull’accoglienza non sono esattamente le stesse dell’episcopato. Ma l’importante è andare d’amore e d’accordo nel cercare di negare il diritto all’aborto e nel lottare contro la presunta ideologia “gender”.</p>
<p>E dire che Trump ama circondarsi di estremisti scalmanati, pure ridicoli – come il ministro della guerra Pete Hegseth, che ha citato un finto versetto biblico recitato in <em>Pulp Fiction</em>. O come la sua consigliera spirituale, la telepredicatrice Paula White, un tempo più nota come consorte del tastierista del gruppo musicale dei Journey, che pretende di parlare in lingue sconosciute e con gli angeli, oltre ovviamente a effettuare guarigioni.</p>
<p>Sono personaggi che i cattolici vedono storto, ma non al punto di togliere il voto a Trump per questo motivo. Qualcuno sarebbe però capace di farlo, se proseguisse ad attaccare il papa (americano, per giunta). Qualcuno, non tanti: guardando i sondaggi, tra il papa e Trump, i cattolici a stelle e strisce scelgono il primo, ma non di molto: 42% contro il 31%, con un 27% di incerti.</p>
<p>Per trovare un gruppo “religioso” massicciamente pro-papa e anti-Trump bisogna oggi volgere lo sguardo… agli atei e agli agnostici: 80% pro-papa, 10% pro-Trump. Eh, sì: il presidente Usa è riuscito a far diventare pro-papa persino tanti mangiapreti. Facciamocene una ragione: tutti i tradizionali schemi sono saltati. Le opinioni politiche degli umani la fanno oggi da padrone persino sulle loro convinzioni in materia religiosa.</p>
<p>Del resto, preghiere a parte, anch’io troverei ineccepibili le parole del papa – se solo non provenissero da un papa. Sostenere che il Vaticano non fa politica è risibile, trattandosi di uno Stato. A maggior ragione quando parla di «sana democrazia» sotto attacco, lui che è a capo di uno Stato che viola costitutivamente ogni principio democratico: una monarchia assoluta che concentra tutti i poteri nelle mani del pontefice – cioè lui stesso.</p>
<p>Dire che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra» è incoerente con millenni di cappellani militari e di papi che, sì, di guerre ne hanno indette e giustificate davvero tante. Tra l’altro, ancora oggi il Vaticano ha un esercito, per quanto pittoresco: il corpo delle guardie svizzere (che non ha compiti di polizia: quelli competono alla gendarmeria). E chi è che in Vaticano detiene il potere militare? Nessuna sorpresa: sempre lui, Leone XIV.</p>
<p>Fa ovviamente sogghignare che il vice di Trump, J.D. Vance, pretenda di riprendere il papa per gli errori che starebbe commettendo sulla dottrina. Cresciuto come fondamentalista protestante, poi ateo per una dozzina d’anni, si è convertito al cattolicesimo in sintomatica coincidenza con l’entrata in politica: gli atei non possono far carriera nelle istituzioni, nella <em>Nation under God.</em></p>
<p>Ancor più significativamente, ha dichiarato di aver scelto il cattolicesimo studiando sant’Agostino – ovvero, dopo san Tommaso, il più importante teologo nella tradizione cattolica. Non c’è da sorprendersi, perché sant’Agostino è l’opzione ideale per ogni intransigente cristiano di estrema destra: è stato infatti l’ideatore di parecchie dottrine illiberali, dall’obbligo di conversione al cattolicesimo al divieto di apostasia, dalla persecuzione degli eretici alla guerra giusta.</p>
<p>Come potrebbe non piacere a Vance? Quando afferma che «Dio era al fianco degli americani che liberavano la Francia dai nazisti», facendo involontariamente suo il motto riportato sulla fibbia degli stessi soldati tedeschi, il vicepresidente è decisamente agostiniano.</p>
<p>Paradossalmente lo è meno il papa, che pure appartiene (quando si dice l’ironia) proprio all’ordine di sant’Agostino. Curioso che un agostiniano faccia finta di non sapere che sant’Agostino ha formulato la dottrina della guerra giusta (madre di tutte le guerre sante), giustificandola pressoché in ogni circostanza che possa rivelarsi utile a «combattere il male» (e cosa sia il male lo stabiliscono i capi della Chiesa). La considerò applicabile persino alle campagne belliche dell’antica Roma, pensa un po’.</p>
<p>Ma l’agostiniano Prevost non si rifà più a sant’Agostino, ma al <em>Catechismo</em> wojtyliano, che ha limitato l’ammissibilità dei conflitti bellici: tuttora giustificati, naturalmente, purché però rispettino certe condizioni, la più importante delle quali è la legittima difesa.</p>
<p>Va ricordato che due pontefici non certo sospettabili di appartenere alla sinistra radicale, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, si contrapposero a tre guerre Usa più o meno negli stessi termini usati da Leone XVI: quella del Golfo, l’invasione dell’Afghanistan e l’invasione dell’Iraq.</p>
<p>Va altresì ricordato che il papa polacco fu invece assai più sfumato in occasione dei conflitti nei Balcani: le “ragioni” degli Stati a maggioranza cattolica, in particolare della Croazia, ricevettero sempre da lui un’attenzione particolare. Agostinianamente.</p>
<p>Hanno quindi ragione entrambi e torto entrambi, Vance e Prevost. Vance non può non sapere cosa dice la dottrina ufficiale cattolica (che tra l’altro impone che i fedeli siano «sottomessi» alle gerarchie ecclesiastiche) e che Agostino desiderava che la politica fosse al servizio della Chiesa, non viceversa. Prevost non può negare oltre un millennio e mezzo di cattolicesimo reale. La Chiesa è cambiata? Sì. Per le spinte esterne che ha ricevuto, non certo di propria iniziativa.</p>
<p>Il papa fa il papa, e dichiararsi contro le guerre significa paradossalmente appoggiare il programma elettorale isolazionista di Trump, non la sua azione di governo una volta che è tornato al potere. La missione di Prevost è riportare la calma nella Chiesa, e giudicando dall’esterno pare che lo stia facendo in modo eccellente.</p>
<p>Dichiarando di non essere un politico sa di essere ben poco plausibile, ma facendolo conferma di essere un astuto politico. Ha tutto il diritto di criticare il presidente Usa. Ma anche il presidente Usa ha tutto il diritto di criticare il papa. La sacralità della figura del papa può essere importante per i cattolici, ma non può essere accettata in una moderna società laica fondata sulla libertà e sull’uguaglianza giuridica. Non si può negare ai leader politici di commentare quelli religiosi, se non si fa altrettanto a parti inverse. Se lo si fa in una direzione, può essere fatto anche nell’altra. Altrimenti o è clericalismo, o è liberticidio.</p>
<p>E invece ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Trump non è un campione della laicità. La sua agenda politica è improntata al peggior nazionalismo cristiano ed è zeppa di Bibbie e di momenti di preghiera – per i quali ha sempre riscosso l’approvazione dei vescovi e della maggioranza dei fedeli cattolici.</p>
<p>La sua visione della politica religiosa è, per usare definizioni antiche inopinatamente tornate utili, cesaropapista, regalista, giurisdizionalista – in poche parole, la religione sottomessa a una monarchia ritenuta di origine divina, concetto che trova peraltro ampio sostegno nella Bibbia. Il presidente non è certo il primo e non sarà certo l’ultimo a presentarsi come unto del Signore. Lui si ritiene il nuovo Re Sole che usa la fede come un <em>instrumentum regni</em>.</p>
<p>Sbaglia chi pensa che Trump sia un idiota. Non è altro che un essere umano che pensa soltanto a ciò che gli interessa – e non è certo l’unico. Se Trump ha come orizzonte valoriale il proprio portafoglio, il clericale Netanyahu (come anche Meloni) ha il suo nel potere politico. Anche il papa, Hamas e i teocrati iraniani agiscono in prima battuta facendo riferimento al proprio potere religioso. I diritti individuali non interessano a nessuno di loro. La sorte degli iraniani e delle iraniane che manifestavano contro il regime sembra essere stata dimenticata da tutti, a parte noi e qualche credente che ragiona con la propria testa.</p>
<p>Pensando esclusivamente a se stessi, però, Netanyahu e Trump (a parere di chi scrive, due autentici criminali) sono riusciti nella non facile impresa di rafforzare la repubblica islamica iraniana, facendo sembrare moderati gli ayatollah e i capi di Hamas (a parere di chi scrive, altri autentici criminali).</p>
<p>Nel mondo, l’opinione nei confronti degli Stati Uniti e di Israele è ai minimi storici, e l’antisemitismo è schizzato verso l’alto quanto il prezzo del petrolio. Nel frattempo, in Italia, l’intero arco parlamentare sembra aver disconosciuto il principio di laicità, come la recente introduzione della festività di san Francesco aveva già abbondantemente fatto comprendere.</p>
<p>È una situazione davvero anomala e demoralizzante. Si potrebbe affermare, citando Gramsci, che «il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri». Continuiamo a pensare che per costruire un futuro migliore sia necessario battersi per i diritti e i doveri di tutti, abbattendo privilegi e discriminazioni. Prima o poi, un’umanità che non immagina vie di uscita potrebbe finalmente comprendere che invece ne esiste già una, e ce l’ha pure a portata di mano.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il &#8220;Giardino dei Santi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:20:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’Ospedale San Gerardo di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/12/la-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi/" title="Read La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il &#8220;Giardino dei Santi&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.facebook.com/monzanews2/posts/pfbid031FpvvBQMy2FB9rmcQbSuCDXkmEaHVZHT5u6PTMzFUzuBpcc21UTUuQpeoteXEjVUl"><span style="font-weight: 400;">Ospedale San Gerardo di Monza</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha inaugurato il “Giardino dei Santi”, «un percorso dedicato alle figure di santità che hanno incrociato la storia dell’ospedale» in omaggio a Carlo Acutis che lì trascorse gli ultimi giorni di vita.</h3>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al santuario regionale di san Francesco di Paola, nell’omonima cittadina del cosentino, </span><a href="https://www.cosenzaok.it/antonia-salzano-a-paola-la-testimonianza-della-mamma-di-san-carlo-acutis"><span style="font-weight: 400;">si è tenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> un incontro apologetico in onore di Carlo Acutis, alla presenza della madre, cui hanno partecipato in orario di lezione studenti, insegnanti e autorità della zona. Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Bruno-Gentili” hanno donato alcune opere che hanno dovuto realizzare per l’occasione. L’evento </span><a href="https://www.facebook.com/sanfrancescodipaolaofficial/posts/%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%84%F0%9D%90%8B-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%84%F0%9D%90%86%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%83%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D-%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%90%91%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%80%F0%9D%90%82%F0%9D%90%94%F0%9D%90%93%F0%9D%90%88%F0%9D%90%92-%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%88%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%99%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%8E-%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%82%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%91%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%86%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%93%F0%9D%90%94%F0%9D%90%83%F0%9D%90%84%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%93%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%81%F0%9D%90%91%F0%9D%90%84%F0%9D%90%92%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8F%F0%9D%90%9A%F0%9D%90%A8/1530444592447089/"><span style="font-weight: 400;">è stato organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> in collaborazione con l’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano; a presenziare anche il sindaco di Paola Roberto Perrotta, il sindaco di Acri Pino Capalbo e altri rappresentanti istituzionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inaugurazione del nuovo plesso scolastico di Sesto Imolese, che da settembre accoglie alunni di primaria e secondaria nella frazione di Imola (BO), </span><a href="https://www.comune.imola.bo.it/novita/comunicati/2026/10/nuovo-plesso-di-sesto-imolese-nel-pomeriggio-linaugurazione-alla-presenza-delle-autorita"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche la benedizione dei locali da parte del vescovo Giovanni Mosciatti. Il rito cattolico si è svolto dopo l’inno nazionale suonato dalla banda musicale cittadini e cantato dai bambini della scuola e prima dei saluti istituzionali del sindaco Marco Pianieri, dell’assessora comunale alla Scuola Chiara Sorbello, della dirigente scolastica Daniela Loreti e dell’assessora regionale alla Scuola Isabella Conti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il dirigente scolastico dell’IIS “Fermi” di Policoro (MT), la professoressa Giovanna Tarantino, </span><a href="https://www.facebook.com/share/p/1BzXfFF4LB/"><span style="font-weight: 400;">ci ha tenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> a far sapere di aver «rimesso il crocifisso al suo posto, in presidenza nella scuola di reggenza», dopo averlo ritrovato in un’aula dismessa ha deciso di ricollocarlo perché «il simbolo parla dei valori, e ogni fatica quotidiana ha senso solo se guidata da un orizzonte più grande».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Comune di Torino, Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino </span><a href="https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/il-kmq-della-carita"><span style="font-weight: 400;">hanno sottoscritto</span></a><span style="font-weight: 400;"> un protocollo d’intesa con l’arcidiocesi e le fondazioni bancarie Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT per candidare il “Km quadrato della carità” a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’area del quartiere di Valcocco nel capoluogo ha visto infatti tra l’Ottocento e gli inizi del Novecento un forte attivismo cattolico nel sociale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono tantissime le istituzioni che hanno preso parte alle celebrazioni religiose per san Francesco. Le autorità del Comune di Scanno (AQ) </span><a href="https://www.ondatv.tv/cronaca/scanno-celebra-san-francesco-dassisi-il-cardinal-bagnasco-presiede-il-solenne-pontificale-dellanno-giubilare/"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alle celebrazioni religiose per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, che hanno visto anche la presenza del cardinale Angelo Bagnasco, il quale ha presieduto il solenne pontificale concelebrato dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva Michele Fusco. Anche a Tagliacozzo diversi sindaci della zona e rappresentanti istituzionali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid02e6jwRJHMHZSBQHDiC4qwQ8pZgPLrQKLGMBJfiJreejJZJzQMMBwdtrpPvxHhxtGNl"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa in onore di san Francesco celebrata nella chiesa dedicata allo stesso santo, presieduta dal vescovo Giovanni Massaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La festa di san Francesco </span><a href="https://comune.viterbo.it/vivere-il-comune/eventi/viterbo-celebra-san-francesco-patrono-ditalia/"><span style="font-weight: 400;">è stata celebrata</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche dalle istituzioni viterbesi durante la messa nella basilica parrocchiale intitolata al santo, presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza: qui la consigliera comunale Alessandra Croci con delega alla Via Francigena e ai Cammini e al Giubileo, indossando la fascia tricolore in rappresentanza della sindaca Chiara Frontini, </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1655658869566854"><span style="font-weight: 400;">ha offerto</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’olio per la lampada votiva e ha recitato una preghiera per il santo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel quartiere romano del Pigneto il presidente del V Municipio Mauro Caliste </span><a href="https://www.facebook.com/calistepresidente/posts/pfbid02PFd5V9KDonG7BzGcdLcECTiMxcC1ZWXKTmErXjbwLNcwVHTWU4ZXKZxPN1h5gc4Nl"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;">, con fascia istituzionale, alla celebrazione per l’esposizione delle reliquie di san Francesco presso la parrocchia di San Leone I.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto d’istruzione superiore “Stanga” di Crema </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1430921908577886"><span style="font-weight: 400;">ha accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vescovo Daniele Giannotti in visita “pastorale” nei plessi di Via Pesadori e Viale Santa Maria. Sui canali social della scuola sono state inoltre </span><a href="https://www.facebook.com/iststanga.crema/posts/pfbid02XbRVsj9ieMQSDvYaHb5fzU5AYpMn59jzsGEpR1FuM6EKBYBSbr7ZLmtYDmQafwMjl"><span style="font-weight: 400;">pubblicizzate</span></a><span style="font-weight: 400;"> le messe celebrate nella cappella del Politecnico di Cremona, con l’invito a partecipare.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F12%2Fla-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2040%3A%20l%E2%80%99Ospedale%20San%20Gerardo%20di%20Monza%20inaugura%20il%20%E2%80%9CGiardino%20dei%20Santi%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/12/la-clericalata-della-settimana-40-lospedale-san-gerardo-di-monza-inaugura-il-giardino-dei-santi/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il “Giardino dei Santi”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Consuetudine contra legem</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 09:00:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[A Chiusi l’Uaar è intervenuta contro le benedizioni pasquali illegittime in orario scolastico, riaffermando la laicità della scuola. Un altro caso in cui la consuetudine clericale pretendeva di prevalere sulla legge. Affronta il tema la docente Pamela Deiana sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. La consuetudine è quell’abitudine, perpetuata nel tempo e ripetuta sistematicamente da un gruppo sociale, di cui non vengono messe in discussione l’opportunità, l’appropriatezza e,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/11/consuetudine-contra-legem/" title="Read Consuetudine contra legem">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Chiusi l’Uaar è intervenuta contro le benedizioni pasquali illegittime in orario scolastico, riaffermando la laicità della scuola. Un altro caso in cui la consuetudine clericale pretendeva di prevalere sulla legge. Affronta il tema la docente Pamela Deiana sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>La consuetudine è quell’abitudine, perpetuata nel tempo e ripetuta sistematicamente da un gruppo sociale, di cui non vengono messe in discussione l’opportunità, l’appropriatezza e, soprattutto, la legittimità o la legalità delle azioni stesse. Si assiste a comportamenti che permangono nel tempo e che, nonostante il passaggio di generazione in generazione, rimangono impermeabili alle nuove esigenze del gruppo e alle eventuali nuove indicazioni legislative.</p>
<p>Anzi, <span class="pullquote pqRight"><u>spesso si è convinti che sia proprio la legge a prescrivere un dato comportamento</u></span><span class="pullquote-plain">spesso si è convinti che sia proprio la legge a prescrivere un dato comportamento</span>. In alcuni casi, meno rari di quanto si pensi, quando si arriva a conoscere la legge e si riscontra che è addirittura contraria al comportamento perpetrato, si pensa che la consuetudine possa superare la legge oppure si teme che, cambiando l’abitudine, si possa provocare una <em>rivolta populi </em>che creerebbe più danno dell’abitudine errata stessa.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77891" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Consuetudine-contra-legem-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Succede che a Chiusi, una cittadina in provincia di Siena di circa ottomila abitanti, nell’istituto comprensivo “Graziano da Chiusi”, sia consuetudine ricevere la benedizione del parroco, in occasione delle festività pasquali, durante l’orario scolastico. Una tradizione “secolare”, come viene definita da tgcom24, approvata anche quest’anno dal consiglio d’istituto.</p>
<p>Ma a Chiusi la consuetudine della sfera religiosa a sconfinare in quella pubblica, e viceversa, è più consolidata di quanto il solo episodio della benedizione pasquale a scuola faccia pensare. Il periodico locale <em>Primapagina</em> riporta la presenza di edicole sacre posizionate in varie parti della città, nei posteggi e addirittura nelle rotonde, e racconta della presenza del sindaco alle processioni con indosso la fascia tricolore.</p>
<p>Un quadro dove spezzare le usanze e le abitudini ha provocato reazioni impetuose, tanto da attirare l’attenzione dei media anche a livello nazionale e la mobilitazione di troupe televisive che si sono aggirate per le strade intervistando i passanti, soprattutto quelli che si appellano alla ipotetica legittimità delle consuetudini.</p>
<p>È evidente che qualcuno abbia trovato opportuno segnalare l’illegalità perpetuata nella scuola, vuoi perché in prima persona non gradisce le benedizioni del parroco, vuoi perché crede, come noi, nella laicità dello Stato e quindi nella laicità della scuola pubblica.</p>
<p>L’Uaar interviene con una diffida formale inviata alla dirigente, professoressa Daria Moscillo, affinché, in ottemperanza alle leggi vigenti, faccia annullare la delibera del consiglio d’istituto in tema di atti di culto nella scuola. È qui che assistiamo alla chiamata in causa della “consuetudine” che è sentita con una forza tale da essere usata, non solo in propria difesa, ma in difesa di un atto decisamente discriminatorio e contrario alle leggi dello Stato italiano in tema di pubblica istruzione.</p>
<p>Alla “consuetudine” si appellano anche il parroco don Antonio Canestri e il sindaco Gianluca Sonnini: il primo per ribadire l’importanza delle tradizioni e del sostegno spirituale alla comunità e il sindaco dichiarandosi vicino alle famiglie degli alunni dell’istituto comprensivo, che hanno dovuto rinunciare alle “consuete” benedizioni. A indignarsi è anche il cardinale Augusto Paolo Lojudice che sente i richiami alla legge come «attacchi strumentali alla cattolicità».</p>
<p>A ogni modo, sindaco e dirigente scolastica sono dovuti sottostare alla legge e, seppur con malcontento, fare marcia indietro e annullare la delibera del consiglio d’istituto sulle consuete benedizioni.</p>
<p><span class="pullquote"><u>Scuola e Chiesa in Italia sono inseparabili</u></span><span class="pullquote-plain">Scuola e Chiesa in Italia sono inseparabili</span>; infatti, sempre nella città di Chiusi, nel dicembre precedente ai fatti narrati in questo articolo, gli studenti dell’istituto d’istruzione superiore “Valdichiana” hanno ricevuto, all’interno dell’edificio scolastico, don Antonio Coluccia, il “prete delle borgate romane” che vive sotto scorta e che è attivo contro il malaffare e lo spaccio di droga. Ad accompagnarlo c’è anche il già citato cardinale Lojudice.</p>
<p>Quest’ultimo, per mantenere salda l’influenza della Chiesa sulla scuola, scrive un messaggio su Facebook rivolto agli studenti in occasione della fine di questo anno scolastico. Si rivolge soprattutto a chi dovrà sostenere gli esami di fine percorso, sia delle scuole medie che delle scuole superiori. Il messaggio ricorda che a esaminarli veramente, per la loro vita e per le loro azioni, sarà Gesù.</p>
<p>E ancora, assicura ai ragazzi e alle ragazze che Gesù sarà accanto a loro durante tutte le sfide della loro vita. Nel lungo post fa riferimento anche a Francesco d’Assisi, così da tenerlo a mente in quanto da quest’anno sarà celebrato in tutte le scuole d’Italia il 4 ottobre, come da delibera ministeriale (ma solo su questo ci vuole un altro articolo).</p>
<p>Niente benedizioni pasquali dunque, le pratiche liturgiche sono state interrotte anche se già avvenute in alcune classi. I genitori si indignano richiamandosi alla tradizione e all’identità del Paese, quindi alla consuetudine. Da qui nasce la polemica: la stampa locale, e poi quella nazionale, si interessa del caso e assistiamo a infinite, e non sempre edificanti, polemiche anche sui social.</p>
<p>Il richiamo alle usanze, e ancora alla consuetudine, sono il fulcro delle discussioni e i genitori dei bambini dell’istituto comprensivo danno inizio a una vera e propria caccia alle streghe per trovare chi abbia potuto denunciare i fatti all’Uaar. Capri espiatori di quasi tutte le polemiche apparse sui social sono i soliti stranieri, nello specifico musulmani, che vengono nel nostro Paese ma non vogliono acquisirne la cultura. Se ne tornino dunque al loro Paese, peccato che il “loro Paese” sia questo e che atei e agnostici sono italiani che chiedono rispetto per loro stessi e per la legge.</p>
<p>I titoli indicano l’Uaar come responsabile di aver bloccato le benedizioni e contro di noi tuonano genitori e ferventi cattolici. Senza l’intervento dell’Uaar, le benedizioni nella scuola pubblica statale di Chiusi ci sarebbero ancora, appunto, per consuetudine.</p>
<p>L’Uaar non ha bloccato le benedizioni, l’Uaar ha fatto rispettare la legge, che prevale sulla consuetudine e garantisce uguaglianza.</p>
<p><span class="pullquote pqRight"><u>La legge risponde alle esigenze della comunità</u></span><span class="pullquote-plain">La legge risponde alle esigenze della comunità</span> e, tenendo conto dei cambiamenti della società stessa, deve garantire l’uguaglianza tra tutti i componenti. In una società che muta e che si evolve, anche le leggi mutano e si evolvono. Il rinnovo del concordato, firmato dall’allora presidente del consiglio Craxi e il segretario dello Stato vaticano Casaroli, fu rivoluzionario. Anche se il rinnovo di un accordo fascista dà comunque i brividi, di fatto la religione cattolica smise di essere la sola religione di Stato e venne così sancita la laicità dello Stato.</p>
<p>Una società che si evolve è una società attenta ai suoi propri cambiamenti interni e alle rinnovate esigenze dettate dai cambiamenti globali e dalle consapevolezze. Un gruppo sociale si evolve quando, confrontandosi con altri gruppi sociali, ne apprezza la diversità e fa delle differenze una ricchezza. Se questo non avviene assistiamo alla fossilizzazione del pensiero, della scienza e del progresso.</p>
<p>Il caso di Chiusi, che ha visto i soggetti già citati fare appello alla consuetudine, rivela l’arresto del processo di evoluzione della società. Se la storia dei popoli non avesse avuto scienziati, oltre ai profeti, e filosofi, oltre ai santi, probabilmente la consuetudine dei pensieri e delle azioni ci vedrebbe ancora dentro una caverna, o in una piazza a bruciare streghe.</p>
<p>Invece ci evolviamo, cambiamo, facciamo aderire il nostro pensiero con il pensiero della scienza, che è la vera grande rivoluzione.</p>
<p>Ci auguriamo che a Chiusi sappiano far tesoro di questa esperienza, cogliendo l’opportunità di osservare che, nella loro stessa comunità sociale, esistono persone appartenenti ad altre religioni, oppure non credenti, i cui diritti devono essere rispettati, siano essi italiani o meno.</p>
<p>La democrazia non promuove i diritti della maggioranza, ma difende i diritti di tutti.</p>
<p><strong>Pamela Deiana</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 39: il Consiglio comunale di Pescara vuole i crocifissi nelle scuole</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/05/la-clericalata-della-settimana-39-il-consiglio-comunale-di-pescara-vuole-i-crocifissi-nelle-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 14:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Consiglio comunale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/05/la-clericalata-della-settimana-39-il-consiglio-comunale-di-pescara-vuole-i-crocifissi-nelle-scuole/" title="Read La clericalata della settimana, 39: il Consiglio comunale di Pescara vuole i crocifissi nelle scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.ilpescara.it/politica/crocifisso-scuole-approvata-mozione-fn-scontro-politico.html"><span style="font-weight: 400;">Consiglio comunale di Pescara</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha approvato una mozione, presentata da Futuro Nazionale, per promuovere l’affissione dei crocifissi nelle scuole della zona.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L’iniziativa, promossa dal capogruppo di FN Valeria Toppetti, ha impegnato il sindaco e la Giunta ed è passata con tutti e 12 i voti del centrodestra, quelli contrari di Pd, M5S e Avs e l’astensione di Carlo Costantini e del gruppo di Domenico Pettinari. Sebbene venga precisato che ciò avverrebbe senza imposizione e su decisione della comunità scolastica (come tra l’altro riconosciuto da una sentenza della Cassazione </span><a href="https://blog.uaar.it/2021/09/09/limposizione-del-crocifisso-incompatibile-con-stato-laico-accolto-ricorso-dellinsegnante-patrocinato-dalluaar/"><span style="font-weight: 400;">grazie a un ricorso dell’Uaar</span></a><span style="font-weight: 400;"> nel 2021), è chiaro che la promozione istituzionale del Comune come prospettato da Toppetti con una lettera alle scuole, all’ufficio scolastico e al Ministero rappresenterebbe una forma di pressione.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le celebrazioni di san Francesco ad Assisi </span><a href="https://www.primapress.it/festa-san-francesco-mattarella-ad-assisi-per-la-messa-celebrata-dal-cardinale-zuppi-meloni-testimone-di-messaggio-universale/"><span style="font-weight: 400;">hanno visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> quest’anno un’apoteosi clericale in un clima di marcato identitarismo cattolico, complice la reintroduzione dopo quasi cinquant’anni della festività civile del 4 ottobre, giorno della morte del patrono d’Italia, e l’anniversario degli ottocento anni dalla sua morte. Alla messa nella basilica superiore, celebrata dal cardinale e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Maria Zuppi, erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sottosegretario Alfredo Mantovano per conto del governo, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la sua Giunta, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore Tiziana Magnacca </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1560864165358521"><span style="font-weight: 400;">per la Regione Abruzzo</span></a><span style="font-weight: 400;">. Nel suo panegirico il capo dello Stato </span><a href="https://www.dire.it/04-10-2026/1272761-oggi-e-san-francesco-meloni-il-piu-italiano-dei-nostri-santi-mattarella-piace-tanto-ai-giovani/"><span style="font-weight: 400;">ha esaltato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’influenza del santo sulla società italiana, le conversioni operate e il suo «fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani». Dal canto suo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo messaggio ha parlato di «un italiano che ha forgiato l’identità di un intero popolo»: «l’Italia rende omaggio ad uno dei suoi figli più grandi, testimone di un messaggio universale che ha attraversato le generazioni e che continuerà ad illuminare il nostro cammino». Anche l’Agenzia Italiana per la Gioventù </span><a href="https://www.instagram.com/p/DeEKAx5AdNe/"><span style="font-weight: 400;">ha celebrato</span></a><span style="font-weight: 400;"> san Francesco, che con i suoi valori «rappresenta un esempio per tutti».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio regionale della Lombardia </span><a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/consiglio_lombardia/2026/09/29/in-lombardia-la-valorizzazione-dei-presepi-diventa-una-legge_e9301cb2-c8ba-4f0b-9bec-9232044cf954.html"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una legge per la «valorizzazione e promozione» dei presepi che stanzia 600 mila euro in tre anni per creare un elenco su mostre, musei ed eventi correlati, finanziare anche realtà confessionali e istituire una “settimana del presepe” per esporre i diorami natalizi pure negli spazi istituzionali e scuole pubbliche. L’iniziativa è stata infatti rivendicata dalla presidente della Commissione Cultura Anna Dotti (Fratelli d’Italia) proprio «nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi» e «riafferma con orgoglio le nostre radici cristiane e la memoria di colui che nel 1223 ideò a Greccio la prima Natività».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della festa di san Michele Arcangelo, patrono della Polizia, </span><a href="https://www.facebook.com/Questuralaquila/posts/pfbid02TkxR1boPoY9dk66ciSunsamU2A95y1d8hXpfdqKMtCXdA8S4BjZc7b5Yd3tRBphzl"><span style="font-weight: 400;">si sono susseguite</span></a><span style="font-weight: 400;"> cerimonie religiose organizzate dalle istituzioni. A Milano l’Ufficio IV – Comunicazione istituzionale della Polizia </span><a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/la-polizia-di-stato-celebra-san-michele-arcangelo-a-milano"><span style="font-weight: 400;">ha curato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le celebrazioni del santo, che si sono svolte nel duomo alla presenza tra gli altri del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani. La messa, celebrata dall’arcivescovo Mario Delpini e concelebrata dal coordinatore nazionale dei cappellani della Polizia don Luigi Trapelli e dal cappellano della Polizia milanese don Gianluca Bernardini, ha visto pure l’esposizione della bolla con cui papa Pio XII ha proclamato ufficialmente il patrono il 29 settembre 1949. La Questura dell’Aquila ha organizzato una cerimonia «presso la splendida cornice del Santuario della Madonna D’Appari». Nell’abbazia della Sacra di San Michele, sul Monte Pirchiriano, la Polizia di Torino ha celebrato la ricorrenza officiata dal cardinale Roberto Repole. La Polizia sui propri canali social </span><a href="https://www.facebook.com/reel/1782171226335969"><span style="font-weight: 400;">ha diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure un reel celebrativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’amministrazione comunale di Anzio (RM) </span><a href="https://www.avvenire.it/chiesa/la-casa-al-mare-il-matrimonio-da-santi-ad-anzio-una-targa-per-i-beati-beltrame-quattrocchi_113810"><span style="font-weight: 400;">ha promosso</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’installazione di un monumento e di una targa sulla Riviera Zanardelli in memoria di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, i primi sposi beatificati insieme nella storia della Chiesa cattolica. Alla cerimonia di inaugurazione con benedizione impartita dal vescovo di Albano Vincenzo Viva erano presenti il sindaco Aurelio Lo Fazio, con fascia tricolore, e altre autorità. L’iniziativa è stata presa in collaborazione con la Chiesa cattolica in occasione del venticinquesimo anniversario della beatificazione della coppia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studenti della scuola secondaria di primo grado di San Benedetto dei Marsi (AQ) </span><a href="https://www.terremarsicane.it/gli-studenti-delli-c-fontamara-di-san-benedetto-dei-marsi-alla-scoperta-di-san-carlo-acutis-una-lezione-di-valori-impegno-e-solidarieta/"><span style="font-weight: 400;">sono stati condotti</span></a><span style="font-weight: 400;"> dai docenti in visita alla mostra dei “miracoli eucaristici” ideata da san Carlo Acutis ed esposta a Luco dei Marsi. Sempre a Luco dei Marsi, in occasione dell’arrivo di una reliquia di Acutis «nell’ambito della settimana di spiritualità promossa dalla comunità parrocchiale», la messa presieduta dal vescovo Massaro </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid025sAnGiDbyNgbzqMVAn7EeCoANjM9bwxcaqpZDXUvo1FZtEWiaZMapW14L9V4vjEKl"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la presenza del sindaco Giorgio Giovannone (con fascia tricolore, come altri rappresentanti dei Comuni della zona) e di diverse autorità civili e militari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Gioia dei Marsi (AQ) e altri primi cittadini della zona, tutti con fascia tricolore, e varie autorità locali </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid03Uh9DRPjupQp7vUrnbXrkPKbFb46ZC8j2ecy3EMitMVVetY9UDrCFbkLVwB3XJu5l"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa per la festa patronale di san Michele Arcangelo presieduta dal vescovo di Avezzano Giovanni Massaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la celebrazione dedicata a Santina Campana, devota della zona in via di beatificazione, </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid02oTqoEhJNPTMMxiNngeFH9z2nJsYhnGV1k6HTUCENBYiixzUQJvgdBRD5VFVcBAXBl"><span style="font-weight: 400;">c’era</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella chiesa di San Giuseppe a Pescina (AQ) anche il sindaco Luigi Soricone, con fascia tricolore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla </span><a href="https://quotidianodipalermo.it/lagalla-prime-comunioni-stiamo-prevedendo-un-indennizzo-per-i-commercianti/"><span style="font-weight: 400;">è intervenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> sulla questione delle proteste delle aziende locali danneggiate dalla scelta dell’arcidiocesi di accorpare comunione e cresima e allungare i tempi del catechismo a cinque anni prospettando un indennizzo con fondi pubblici per gli esercenti colpiti dalla crisi: «nella distribuzione dell’avanzo di amministrazione stiamo prevedendo una quota anche per i commercianti», ha spiegato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Nazionale di Astrofisica, «nel contesto dell’accordo di collaborazione didattica, scientifica e culturale» con l’Università della Santa Croce, ha comunicato a ricercatori e studiosi Inaf lo svolgimento presso la Pontificia Università della Santa Croce di un corso dal titolo “Lectures on Science and Theology. Philosophical and Historical Perspectives”. Nelle lezioni sono affrontate tematiche come la “teologia della creazione” e la “dimensione cristologica del cosmo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore della Regione Abruzzo Roberto Santangelo </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0HbzLC1cVjhH2HZXaYcHRSsVDBAtXtmsgEHUfxrcTanxRoFGegLv1qyFNGvN9NU2Ll&amp;id=100063936660886"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato </span></a><span style="font-weight: 400;">a un evento organizzato dalla Cisl, davanti a studenti di scuole aquilane, ripercorrendo nel suo intervento la dottrina sociale della Chiesa. Santangelo ha esaltato papa Leone XIII che ne «è stato fondatore, ponendoci i capisaldi della vita dell’uomo per non subire la tecnica», collegandolo a papa Leone XIV che «ci pone, invece, il tema del rapporto tra l’uomo e l’intelligenza artificiale e nuovi pilastri: la dignità della persona, il senso di comunità e il bene comune, la sussidiarietà e la solidarietà, il faro delle politiche attive sia nelle istituzioni che nei sindacati».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Se si torna a dormire. Il declino del “woke” e il regresso dei diritti in America</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/04/se-si-torna-a-dormire-il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-america/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 09:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti di Trump assistiamo a un riflusso sui diritti civili, tra politiche discriminatorie della destra integralista e declino – con annessi eccessi – della cultura woke. Quali sono le prospettive per le battaglie laiche? Affronta il tema Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Quest’anno, nel mese del pride di giugno, i clienti delle grandi catene e corporazioni internazionali si vedranno accolti da meno bandiere...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/04/se-si-torna-a-dormire-il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-america/" title="Read Se si torna a dormire. Il declino del “woke” e il regresso dei diritti in America">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Negli Stati Uniti di Trump assistiamo a un riflusso sui diritti civili, tra politiche discriminatorie della destra integralista e declino – con annessi eccessi – della cultura woke. Quali sono le prospettive per le battaglie laiche? Affronta il tema Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Quest’anno, nel mese del pride di giugno, i clienti delle grandi catene e corporazioni internazionali si vedranno accolti da meno bandiere arcobaleno rispetto a quelle esposte negli anni precedenti per celebrare il movimento Lgbt+. Si comincia infatti a percepire un’inversione di rotta nell’enorme trend del marketing del pride, un fenomeno originariamente mutuato dagli Stati Uniti, dove business e politica sono da sempre un connubio indissolubile, facendo anche storcere il naso ad alcuni attivisti queer allergici alla mercificazione delle lotte per l’uguaglianza.</p>
<p>I grandi marchi americani, che in ultima analisi rispondono soltanto all’ideologia del profitto, <span class="pullquote pqRight"><u>sono da tempo esposti a furiosi boicottaggi</u></span><span class="pullquote-plain">sono da tempo esposti a furiosi boicottaggi</span> da parte di clienti conservatori e soprattutto ai ricatti di un governo populista che li tiene in scacco con la minaccia di controlli o provvedimenti legali.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77873" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Se-si-torna-a-dormire-Il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-America.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Se-si-torna-a-dormire-Il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-America.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Se-si-torna-a-dormire-Il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-America-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Se-si-torna-a-dormire-Il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-America-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Se-si-torna-a-dormire-Il-declino-del-woke-e-il-regresso-dei-diritti-in-America-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Anche il clima sociale, in reazione alla costante propaganda omo-lesbo e soprattutto transfobica che avvelena il dibattito pubblico, non è incoraggiante: un recente sondaggio Gallup ha evidenziato un calo importante nel sostegno popolare al matrimonio egalitario, nell’accettazione morale dell’omosessualità e della transizione di genere. Un dato che non riflette esclusivamente l’opinione degli elettori repubblicani.</p>
<p>Negli Stati Uniti, insomma, sui diritti si viaggia convintamente in retromarcia. Uno dei più impattanti e simbolici provvedimenti dell’attuale amministrazione è stato, nei primi mesi del 2025, il brusco taglio del programma Dei (Diversity, Equity and Inclusion) da parte del dipartimento dell’Efficienza Governativa (Doge).</p>
<p>Posseduto dal farneticante spirito semplificatore di un qualsiasi leghista nostrano, con la differenza di aver optato per una motosega anziché per una ruspa, Elon Musk, durante il suo breve ma devastante mandato ha chiuso gli uffici e licenziato i dipendenti del programma, anche quelli soltanto sospettati di essere “corrotti” dalle attività Dei.</p>
<p>Una significativa battuta d’arresto nell’impegno delle amministrazioni precedenti per l’uguaglianza e l’inclusione, grazie alla promozione del giusto trattamento e della partecipazione alla cosa pubblica di gruppi storicamente sottorappresentati o marginalizzati.</p>
<p>Più recentemente, sul fronte dei diritti neri, la Corte Suprema ha abrogato il Voting Rights Bill del ‘64, che garantiva rappresentanza alle comunità nere. Nascondendosi dietro l’argomento che quella legge era nata come una disposizione temporanea, non più rilevante in un contesto in cui non si può più pensare che i cittadini neri votino deterministicamente tutti allo stesso modo, la Corte ha dato il via libera ai governatori degli Stati conservatori del profondo sud a ridisegnare i distretti elettorali, smembrando le zone a maggioranza nera e democratica in modo da diluirle nei distretti repubblicani bianchi circostanti. In questo modo, presumibilmente, ci saranno meno neri e democratici eletti alle <em>mid-term </em>di novembre, e quindi maggiori chance di sopravvivenza politica per l’attuale presidente.</p>
<p>Il Partito Democratico, che non si è ancora ripreso dalla batosta delle ultime presidenziali, è galvanizzato dalla magnitudine e dalla rapidità di tutti questi sviluppi, ma <span class="pullquote"><u>sui diritti umani si ritrova oggi a balbettare</u></span><span class="pullquote-plain">sui diritti umani si ritrova oggi a balbettare</span>, consapevole che il linguaggio e le istanze che ha sposato durante le precedenti campagne hanno avuto un ruolo determinante in quella clamorosa sconfitta. E in larga parte, si tratta del linguaggio e delle istanze <em>woke</em>.</p>
<p>Cosa è andato storto? Com’è possibile che un movimento ispirato in buona fede al progresso della società civile sia diventato tossico al punto da scatenare una reazione restauratrice così cinica e spietata da parte degli elettori americani?</p>
<p>Il termine “<em>woke</em>” ha avuto origine negli ambienti afro-americani, intorno agli anni ’40 del secolo scorso, come slang nero dell’inglese “awaken”, a indicare un “risveglio”, ossia una presa di coscienza sulle ingiustizie sociali, in particolare il razzismo. L’espressione «Stay woke» («Sta’ sveglio, tieni gli occhi aperti»), originariamente presa dal testo di una canzone di Lead Belly, era diventata lo slogan di storiche proteste e manifestazioni contro la discriminazione razziale.</p>
<p>In epoche più recenti, la semantica del termine si è ampliata, abbracciando ogni tipo di discriminazione e ingiustizia sociale, e la sua popolarità è rapidamente cresciuta sugli account Instagram e Twitter delle generazioni Millennial e Z, con hashtag come #<em>staywoke</em>, fino a entrare ufficialmente nell’Oxford English Dictionary nel 2017.</p>
<p>Cooptato presto dalla politica, alla ricerca del voto dei giovani, il movimento è diventato sempre di più sinonimo di cosa significhi essere progressisti e di sinistra in America.</p>
<p>E per un periodo è stato molto apprezzato, perché forniva, con le sue regole per un linguaggio inclusivo, dei comodi codici di comunicazione, una sorta di galateo su come scrivere un’e-mail, o su come interagire con le altre persone all’interno di una società multiculturale e secolarizzata. Insegnava, sulla carta, il rispetto, l’attenzione, la cura per diverso.</p>
<p>E per l’ambiente. Rappresentava insomma una visione di civiltà, un modello per una buona vita civile e una speranza per il futuro.</p>
<p>Come spesso accade nella storia, a rovinare tutto è la fallibilità umana. In particolare la tendenza nefasta a trasformare immediatamente una buona idea, o un insieme di idee, in ideologia e dogma. Nel momento in cui “woke” è diventato un vessillo di guerra per attivisti sfegatati da una parte e un’arma diffamatoria per i detrattori dall’altra, le tensioni tribalistiche nella società civile si sono semplicemente spostate da etero/gay, uomo/donna, bianco/non bianco a chi è d’accordo/chi non è d’accordo con la mia agenda politica, polarizzando ed esacerbando le opinioni anche in merito a diritti che fino a quel momento erano considerati acquisiti.</p>
<p>Una causa del rifiuto viscerale delle istanze <em>woke</em>, a livello comunicativo, è stata fin da subito la percezione che si trattasse di teorie pretenziose, opache, campate in aria, a uso e consumo di élite accademiche, cose che suonano incomprensibili o ridicole alle orecchie dei non iniziati.</p>
<p>In effetti, alcuni concetti esotici trapelati nel dibattito pubblico come quello di “pene femminile”, o l’uso del pronome “<em>they</em>”, o del termine “soggettività” al posto di “persone”, laddove possono avere perfettamente senso nel contesto di articoli specialistici alla facoltà di studi di genere, buttati crudi in pasto al popolo rivelano che <span class="pullquote pqRight"><u>il mondo reale è ben diverso da un campus universitario</u></span><span class="pullquote-plain">il mondo reale è ben diverso da un campus universitario</span>, più simile in effetti uno stadio dove le tifoserie non hanno né la pazienza né l’interesse di scendere nel dettaglio, apprezzare le sfumature concettuali, né tanto meno tenere due pensieri nella mente allo stesso tempo.</p>
<p>Per usare una metafora che piacerebbe ai memetisti dawkinsiani, una volta che questi concetti escono dalle università sono come virus patogeni che sfuggono da laboratori scientifici dove erano studiati in condizioni di sicurezza. E la loro pericolosità è amplificata dai media attraverso cui si diffondono: i social, che triturano e riducono all’osso ogni discorso per rimpacchettarlo in formato appetibile alla camera di risonanza a cui si appartiene.</p>
<p>I politici delle destre populiste hanno così avuto gioco facile nel creare argomenti fantoccio per sobillare masse di analfabeti funzionali contro mostri e fantasmi inesistenti. Dai gender studies, complessa disciplina di lunga tradizione accademica, si è giunti così alla caricatura complottista delle “teorie gender”, che purtroppo hanno enorme riscontro politico.</p>
<p>Ed enorme potenziale per fare danni sociali: si pensi all’Italia, dove con la nuova legge sulle limitazioni all’educazione sessuale nelle scuole voluta dal ministro Valditara, le prossime generazioni di scolari e studenti si vedranno esposte a rischi reali per la salute psicofisica, mentre vengono protette da pericoli surreali come il gender.</p>
<p>Nel frattempo, il dibattito sui diritti della comunità trans, in particolare sul ruolo degli atleti transgender nell’agonismo – dibattito di per sé legittimo, ma anche estremamente di nicchia, interessando probabilmente poche manciate di individui – è diventato uno dei più grandi cavalli di battaglia politica di Trump, che tuona dai suoi pulpiti come se da questo dipendesse il futuro del Paese, riducendo la questione all’assurdo slogan che se vince la sinistra «gli uomini competeranno nelle categorie femminili, ci sarà transgender per tutti, e i vostri figli torneranno da scuola con il sesso cambiato».</p>
<p>Affermazioni grottesche che tuttavia, anche se non prese alla lettera, intercettano l’angosciosa percezione che la sinistra, plasmata dall’agenda <em>woke</em>, sia impegnata in una radicale trasformazione della società che mette a rischio non soltanto i classici privilegi del maschio bianco, ma anche la concezione del mondo, la confortante normalità di dare certi nomi a certe cose, senza dover rimettere tutto in discussione.</p>
<p>E infatti, laddove i sondaggi mostrano un crollo della popolarità di Trump un po’ in tutti i settori, dall’economia alla politica estera e persino all’immigrazione e sicurezza, il consenso rimane stabile sotto un unico indicatore: la soppressione delle lotte contro il patriarcato che hanno dominato il dibattito culturale degli ultimi anni.</p>
<p>Consapevole di questo consenso, l’amministrazione rincara la dose, dando grande risalto mediatico alle iniziative di un altro fanatico al governo: Pete Hegseth, che ha <em>machificato</em> il ministero della difesa ribattezzandolo ministero della guerra.</p>
<p>Il messaggio, urlato nello stile invasato dei predicatori evangelici è sostanzialmente che «il Pentagono ce l’ha duro», e che non c’è spazio nell’esercito per grassoni ed effeminati. E purtroppo non si tratta solo di retorica di pessimo gusto che ammutoliti generali e comandanti dell’esercito devono subire tra un intervento militare e l’altro.</p>
<p>Oltre al già citato smantellamento del programma Dei, il governo ha emanato decreti che sembrano usciti direttamente dal mondo di George Orwell, come “<em>Defending Women from Gender Ideology Extremism and Restoring Biological Truth to the Federal Government</em>”, che impone una definizione binaria del sesso biologico e vieta il riconoscimento delle identità transgender a livello federale.</p>
<p>Ma a rimpiangere la “normalità” <em>pre-woke</em> non sono soltanto i <em>red neck </em>della <em>Bible Belt</em>: come abbiamo più volte documentato su questa rivista, anche le università e gli ambienti intellettuali più di avanguardia hanno subito gli eccessi della cultura <em>woke</em>, diventata nel tempo sinonimo di <em>cancel culture</em>, ossia la pratica di mettere il bavaglio e censurare in toto qualunque individuo abbia anche inavvertitamente fatto affermazioni in violazione dei codici del nuovo politicamente corretto.</p>
<p>Diversi professori hanno perso la cattedra per piccoli sgarri di questo tipo, e l’insegnamento stesso è stato distorto da strane priorità in contrasto con i principi di libertà accademica e onestà intellettuale. Per esempio, alcuni autori classici sono stati estromessi dal curriculum perché il loro pensiero non si allineerebbe con le moderne concezioni di razza o genere.</p>
<p>E ancora, l’autorità di esperti in alcune discipline è stata messa in discussione perché ci sarebbero esperienze su cui soltanto chi le vive di persona può essere davvero autorevole: un professore bianco con un dottorato in storia del movimento nero non avrebbe legittimamente voce in capitolo perché soltanto un nero, per quanto analfabeta, può capire di cosa si sta parlando.</p>
<p>Preso atto della situazione, i democratici stanno attualmente valutando – dividendosi nel farlo – se a questo punto la strategia migliore sia quella di dissociarsi dal movimento <em>woke</em>.</p>
<p>Il governatore californiano Gavin Newsom, uno dei leader più popolari e potenzialmente papabile candidato alle presidenziali, lo scorso dicembre ha fatto notizia affermando che se i democratici vogliono tornare a vincere devono essere «più culturalmente normali», giudicare di meno, e mettere da parte le discussioni sull’identità e sui pronomi da usare, per concentrarsi invece sull’economia e sull’immigrazione.</p>
<p>Nello specifico ha citato la questione degli interventi di riassegnazione del genere nelle carceri, la cui posizione del partito «non appare normale a molti cittadini».</p>
<p>Più recentemente, l’ex deputato Barney Frank, scomparso lo scorso 19 maggio, ha affermato che «la chiave per tornare alla democrazia liberale è liberarsi della percezione a cui abbiamo permesso di crescere che il Partito Democratico sia impegnato in una serie di drastiche ricostruzioni sociali che vanno oltre il politicamente accettabile».</p>
<p>Ma se davvero avvenisse questo abbandono del <em>woke</em> da parte della politica, la domanda sarebbe: «Che ne sarà delle battaglie per i diritti civili che in America, nel bene e nel male, sono diventate sinonimo di <em>woke</em>? Arriverà un <em>woke 2.0</em>? Il cosiddetto <em>dark woke</em>? Si aprirà un vuoto culturale? O si permetterà semplicemente che i diritti vengano sacrificati sull’altare della <em>normalità</em>?»</p>
<p>Ammesso che davvero non si spengano le luci e si posponga la sveglia del progresso, l’auspicio è che l’attuale febbre della democrazia statunitense, che contagia il resto del mondo, possa servire, una volta superata, a catalizzare un reset sociale, in modo che si possa tornare a parlare di diritti in modo più sobrio, universale, umano. Chissà, potrebbe essere un’opportunità per farsi avanti e riqualificare le battaglie civili nel quadro filosofico di un altro movimento culturale, uno che sia davvero razionale, inclusivo e antidogmatico come vuole essere quello ateo-umanista.</p>
<p><strong>Paolo Ferrarini</strong></p>
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		<title>Sempre più libri per l&#8217;ora alternativa nelle scuole</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Crescono le classi in cui è garantito il libro di testo per l&#8217;Attività alternativa: 16 province superano quota 33%, in vetta Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%). La scuola è iniziata e l&#8217;Uaar ha effettuato la quarta indagine sulla diffusione dei libri per il programma dell&#8217;attività alternativa nelle primarie statali italiane, analizzando i dataset ministeriali presenti nella sezione &#8220;Adozioni libri di testo&#8221; del Portale unico dei dati della scuola. La crescita degli anni precedenti si conferma anche nel 2026/27,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/01/sempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole/" title="Read Sempre più libri per l&#8217;ora alternativa nelle scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Crescono le classi in cui è garantito il libro di testo per l&#8217;Attività alternativa: 16 province superano quota 33%, in vetta Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%).</strong></p>
<p>La scuola è iniziata e l&#8217;Uaar ha effettuato la quarta indagine sulla diffusione dei libri per il programma dell&#8217;attività alternativa nelle primarie statali italiane, analizzando i <em>dataset</em> ministeriali presenti nella sezione &#8220;Adozioni libri di testo&#8221; del Portale unico dei dati della scuola.</p>
<p>La crescita degli anni precedenti si conferma anche nel 2026/27, grazie anche alla campagna Uaar &#8220;Libri per chi ha diritto di averli&#8221;. Le classi in cui bambine e bambini dell&#8217;ora alternativa all&#8217;Irc riceveranno gratuitamente il libro di testo laico, al posto di quello conforme alla dottrina della Chiesa, hanno raggiunto quota 17,02%. Erano rispettivamente il 5,63%, il 9,54% e il 13,05% nei tre anni precedenti.</p>
<p><a href="https://public.flourish.studio/visualisation/30373297/">La mappa interattiva pubblicata dall&#8217;Uaar</a> permette di valutare il fenomeno a livello territoriale. Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%) sono le province più laiche e, assieme ad altre 13 tutte nel Centro Nord, mostrano una percentuale di classi che garantiscono il libro di Alternativa sopra al 33%. La mappa evidenzia un&#8217;Italia divisa in due: a Sud di Roma si rimane nettamente sotto la media nazionale.</p>
<p>«<em>Il ministro Valditara</em> – dichiara Roberto Grendene segretario nazionale Uaar – <em>sembra distratto da questioni da campagna elettorale e non ha diramato alcuna nota per richiamare i dirigenti scolastici al rispetto dei diritti degli scolari italiani che chiedono valide lezioni laiche al posto di quelle tenute dai docenti scelti dal vescovo. Oggi l&#8217;Uaar ha scritto ai 582 istituti comprensivi che per la prima volta hanno adottato il libro di Attività alternativa complimentandosi per la scelta educativa e rispettosa della laicità della scuola pubblica, dichiarandosi pronta a donare i libri alle classi rimaste scoperte</em>».</p>
<p>L&#8217;iniziativa fa parte della quarta edizione della campagna &#8220;Libri per chi ha diritto di averli&#8221;, che prevede la donazione di volumi a scelta tra <em>Alternativamente</em> (Raffaello Editore), <em>Intorno a noi</em> (Giunti Editore) e <em>Parole alternative</em> (Mondadori Education) alle scuole che presenteranno la richiesta <strong>entro il 10 ottobre 2026</strong>.</p>
<ul>
<li>Mappa interattiva con le percentuali di classi delle scuole primarie statali che adottano il libro di Attività alternativa: <a href="https://public.flourish.studio/visualisation/30373297/">mappa per provincia 2026/27</a></li>
<li>Campagna &#8220;<a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">Libri per chi ha diritto di averli</a>&#8220;</li>
<li>La <a href="https://uaar.it/doc/Iniziativa-Uaar-Libri-per-chi-ha-diritto-di-averli-2026-27.pdf">lettera inviata ai dirigenti scolastici</a></li>
</ul>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77861" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Sempre-piu-libri-per-lora-alternativa.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Sempre-piu-libri-per-lora-alternativa.jpg 1400w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/10/Sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" />
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F01%2Fsempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole%2F&amp;linkname=Sempre%20pi%C3%B9%20libri%20per%20l%E2%80%99ora%20alternativa%20nelle%20scuole" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F01%2Fsempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole%2F&amp;linkname=Sempre%20pi%C3%B9%20libri%20per%20l%E2%80%99ora%20alternativa%20nelle%20scuole" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F01%2Fsempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole%2F&amp;linkname=Sempre%20pi%C3%B9%20libri%20per%20l%E2%80%99ora%20alternativa%20nelle%20scuole" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F01%2Fsempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole%2F&amp;linkname=Sempre%20pi%C3%B9%20libri%20per%20l%E2%80%99ora%20alternativa%20nelle%20scuole" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F01%2Fsempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole%2F&#038;title=Sempre%20pi%C3%B9%20libri%20per%20l%E2%80%99ora%20alternativa%20nelle%20scuole" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/01/sempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole/" data-a2a-title="Sempre più libri per l’ora alternativa nelle scuole"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La clericalata della settimana, 38: il Consiglio dei ministri impugna la legge sul fine vita della Regione Emilia Romagna</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/09/28/la-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2026/09/28/la-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Consiglio dei ministri...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/28/la-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna/" title="Read La clericalata della settimana, 38: il Consiglio dei ministri impugna la legge sul fine vita della Regione Emilia Romagna">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/09/suicidio-assistito-il-governo-impugna-la-legge-dellemilia-romagna-d731822f-936a-4a38-8e4e-6b209ec2226e.html"><span style="font-weight: 400;">Consiglio dei ministri</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha deliberato l’impugnazione della norma sul fine vita recentemente approvata dalla Regione Emilia Romagna.</h3>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio comunale di Calatafimi Segesta (TP) </span><a href="https://www.trapanisi.it/calatafimi-segesta-e-ufficialmente-civitas-mariae-il-consiglio-comunale-approva-la-proclamazione-allunanimita/"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> all’unanimità dei presenti la delibera che proclama il Comune “Civitas Mariae”, in continuità con la delibera della Giunta dello scorso 9 settembre e sulla scia del decreto del vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli sulla concessione del titolo mariano alla cittadina. Il sindaco Francesco Gruppuso ha espresso «profonda commozione ed enorme orgoglio cittadino» per la decisione, presa «in omaggio alla solenne incoronazione della Madonna di Giubino da parte del Capitolo Vaticano» e in continuità con la Giunta. Un atto che, ha specificato il primo cittadino, «non è una semplice formalità, ma sancisce un legame indissolubile che affonda le radici nella storia, nella fede e nell’identità della nostra comunità». In aula durante la seduta c’erano alcuni parroci in rappresentanza del clero locale durante la seduta e una delegazione dell’associazione che promuove la devozione della Madonna del Giubino. In chiusura della seduta i presenti hanno pregato e intonato un canto devozionale e l’ex assessora Piera Prosa ha donato alcune gigantografie dedicate alla Madonna da installare nell’aula consiliare (dove già campeggia un crocifisso) e nelle chiese della zona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (con fascia tricolore) e altri rappresentanti delle istituzioni locali </span><a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/09/21/san-matteo-salerno-festeggia-il-suo-santo-patrono_159496d4-d91c-4ad0-a5d5-455ac8f4d402.html"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alle celebrazioni per il patrono san Matteo, con processione e messa alla cattedrale presieduta dall’arcivescovo Andrea Bellandi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Fiera del Levante a Bari </span><a href="https://fieradellevante.it/89-campionaria/"><span style="font-weight: 400;">ha ospitato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una messa all’anfiteatro, officiata dal priore della basilica di San Nicola e preceduta da un corteo storico per l’esposizione di un quadro dedicato al santo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le festività di san Matteo, patrono della Guardia di Finanza, in diverse città sono state organizzate messe con la presenza delle autorità civili e militari. Anche nella cattedrale di San Cetteo a Pescara, dove tra gli altri </span><a href="https://www.facebook.com/SenNazarioPagano/posts/pfbid07JbxitcmxdUAxZMQM358eJHRTBCUHe8axifNyRrM8NLtdKYVDbgfDoVwyYjDap1Sl"><span style="font-weight: 400;">era presente</span></a><span style="font-weight: 400;"> Nazario Pagano, presidente della Prima commissione della Camera e segretario regionale per l’Abruzzo di Forza Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la cerimonia di inaugurazione del museo “Fanny Usellini” di Arona (NO), alla presenza del sindaco Alberto Gusmeroli e di altre autorità, </span><a href="https://www.aronanelweb.it/2026/09/26/inaugurato-il-museo-darte-fanny-usellini/"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione ai locali impartita da don Roberto Sala. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Cumiana, nel torinese, </span><a href="https://www.facebook.com/roberto.costelli.5/posts/pfbid033dRTgNJBEq9KVEuL9SD8dur1mbgNR9MysBzNuGCScbJUcfuoNNkYnNbF7KB1BXXEl"><span style="font-weight: 400;">è stato inaugurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella mattinata del secondo giorno di lezione il nuovo edificio della scuola media con annessa benedizione del parroco del paese, alla presenza del sindaco Roberto Costelli, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, delle autorità locali nonché di alunni, docenti e personale scolastico. Ad aggiungere un tocco surreale il fatto che lo stesso parroco chiamato a benedire, don Carlo Pizzocaro, in un post sui social di fronte alle critiche </span><a href="https://www.facebook.com/pizzocarlo/posts/pfbid0JZuDGfHCWApNb9dpNWy8P9VcaQYrJmCgo7rS8PkMDJCU6grW8UqWjENcfaauCc3Zl"><span style="font-weight: 400;">si è interrogato</span></a><span style="font-weight: 400;"> «con serietà, in quanto cittadino italiano e prete» su quel gesto. Ovviamente per rispondersi da solo che la laicità come sancita dalla Corte Costituzionale nel 1989 non implica «indifferenza» verso la religione e non esclude la componente religiosa. Il parroco così ha giustificato la sua intrusione, dimenticando però che </span><a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali/"><span style="font-weight: 400;">gli atti di culto in orario scolastico sono illegittimi</span></a><span style="font-weight: 400;">, come chiarito in diverse disposizioni e sentenze e da un pronunciamento del Consiglio di Stato nel 2016.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato una circolare per garantire l’esonero dall’obbligo di servizio per i partecipanti al convegno nazionale degli Uffici catechistici diocesani, organizzato dalla Conferenza episcopale dal 25 al 27 settembre a Roma.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F28%2Fla-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2038%3A%20il%20Consiglio%20dei%20ministri%20impugna%20la%20legge%20sul%20fine%20vita%20della%20Regione%20Emilia%20Romagna" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F28%2Fla-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2038%3A%20il%20Consiglio%20dei%20ministri%20impugna%20la%20legge%20sul%20fine%20vita%20della%20Regione%20Emilia%20Romagna" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F28%2Fla-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2038%3A%20il%20Consiglio%20dei%20ministri%20impugna%20la%20legge%20sul%20fine%20vita%20della%20Regione%20Emilia%20Romagna" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F28%2Fla-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2038%3A%20il%20Consiglio%20dei%20ministri%20impugna%20la%20legge%20sul%20fine%20vita%20della%20Regione%20Emilia%20Romagna" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F28%2Fla-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2038%3A%20il%20Consiglio%20dei%20ministri%20impugna%20la%20legge%20sul%20fine%20vita%20della%20Regione%20Emilia%20Romagna" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/09/28/la-clericalata-della-settimana-38-il-consiglio-dei-ministri-impugna-la-legge-sul-fine-vita-della-regione-emilia-romagna/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 38: il Consiglio dei ministri impugna la legge sul fine vita della Regione Emilia Romagna"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo sdoganamento istituzionale delle pseudoscienze: effetti collaterali</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/09/27/lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Università, ordini professionali, Regioni e Servizio sanitario continuano a legittimare pratiche pseudoscientifiche, alimentando la falsa percezione che siano equivalenti alla medicina. Affronta il tema la dottoressa Rossana Garavaglia sul numero 4/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Che cosa si intende qui per sdoganamento istituzionale? Esso è rappresentato da atti amministrativi aventi come oggetto pratiche, sedicenti mediche, prive di validazione scientifica, che acquisiscono legittimità sanitaria formale, non perché abbiano superato un vaglio...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/27/lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali/" title="Read Lo sdoganamento istituzionale delle pseudoscienze: effetti collaterali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Università, ordini professionali, Regioni e Servizio sanitario continuano a legittimare pratiche pseudoscientifiche, alimentando la falsa percezione che siano equivalenti alla medicina. Affronta il tema la dottoressa Rossana Garavaglia sul numero 4/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Che cosa si intende qui per sdoganamento istituzionale? Esso è rappresentato da atti amministrativi aventi come oggetto pratiche, sedicenti mediche, prive di validazione scientifica, che acquisiscono legittimità sanitaria formale, non perché abbiano superato un vaglio critico scientifico, ma perché istituzioni quali università, ordini professionali, aziende sanitarie, agenzia delle entrate, regioni, eccetera, le trattano come se lo avessero fatto.</p>
<p>Il discorso si concentrerà sull’omeopatia come esempio classico di validazione istituzionale formale, ma <span class="pullquote pqRight"><u>non mancano esempi che chiamano in causa altre discipline</u></span><span class="pullquote-plain">non mancano esempi che chiamano in causa altre discipline</span> che prendono la scorciatoia amministrativa, ben più facile da percorrere rispetto alla <em>winding road</em> rappresentata dalle procedure del metodo scientifico.</p>
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77847" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/Lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali.jpg" alt="" width="1200" height="628" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/Lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/Lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/Lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/Lo-sdoganamento-istituzionale-delle-pseudoscienze-effetti-collaterali-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Racconteremo, quindi, degli equivoci che nascono dal confondere due piani separati: da un lato l’amministrativo e dall’altro quello della realtà scientifica.</p>
<p>C’è un vocabolo che ha aperto la porta degli equivoci: “medicinale”. I prodotti omeopatici hanno ottenuto lo status giuridico di “medicinale omeopatico” in Europa, ma dentro una categoria separata rispetto ai “medicinali”; categoria costruita allo scopo di garantire la non tossicità dei prodotti attraverso la standardizzazione della produzione, il grado di diluizione che ne garantisce la sicurezza (alcuni prodotti omeopatici sono sostanze tossiche come metalli o materiale infetto), i controlli a campione e, di conseguenza, permettere la libera circolazione sul mercato europeo.</p>
<p>Tale regolamentazione regolatoria non aveva certo lo scopo di certificarne l’efficacia e la sicurezza clinica e sociale: infatti, la medesima direttiva europea, a fronte di una via di commercializzazione semplificata senza prove precliniche e cliniche di sicurezza ed efficacia, ha imposto l’etichettatura che riporti la dicitura «senza indicazione approvata».</p>
<p>In altre parole, il produttore deve documentare qualità, origine dei materiali, metodo di preparazione, stabilità e omogeneità dei lotti, ma non deve dimostrare alcuna efficacia clinica per poter commercializzare un prodotto che si chiamerà “medicinale omeopatico”. L’Italia, così come gli altri Paesi europei, ha recepito questo impianto con il decreto legislativo 219/2006.</p>
<p>L’aver concesso l’uso della dicitura “medicinale omeopatico” ha condotto a un secondo paradossale equivoco in Italia: la detraibilità fiscale concessa ai medicinali.</p>
<p>Abbiamo, quindi, una categorizzazione nata per regolare il mercato che si trasforma in una spesa sanitaria fiscalmente agevolata.</p>
<p>La conseguenza di questi due sdoganamenti amministrativi ricade sui cittadini. Il cittadino legge “medicinale omeopatico&#8221;, in farmacia gli si chiede la tessera sanitaria per lo scontrino detraibile, è un prodotto prescrivibile solo da un medico, dispensabile solo in farmacia (anche senza ricetta medica), e conclude, legittimamente, che qualcuno ne abbia verificato l’efficacia con gli stessi criteri dei farmaci con indicazione approvata perché frutto di sperimentazioni cliniche e precliniche. Siamo davanti a un messaggio implicito falso pur se istituzionalmente avallato a più livelli.</p>
<p>Un’altra conseguenza è che i sostenitori dell’omeopatia e alcune organizzazioni di categoria dei produttori si spingono ad affermare pubblicamente che i “medicinali omeopatici” sono farmaci a tutti gli effetti. <span class="pullquote"><u>L’affermazione è palesemente non corretta da un punto di vista medico</u></span><span class="pullquote-plain">L’affermazione è palesemente non corretta da un punto di vista medico</span>, ma è concessa dall’impianto regolatorio.</p>
<p>Quello regolatorio è solo un tassello di un quadro più ampio: la progressiva normalizzazione delle pseudoscienze sanitarie avviene anche attraverso altri canali istituzionali. Parliamo di università che istituiscono master, ordini dei medici che patrocinano convegni e istituiscono corsi con rilascio di crediti Ecm, aziende ospedaliere che firmano collaborazioni, farmacie che vendono “medicinali” privi di prove di efficacia, Regioni che inseriscono queste pratiche nei propri servizi sanitari.</p>
<p>La Toscana è esempio di longevità dell’istituzionalizzazione normalizzante: da circa trent’anni la Regione include nel proprio Servizio sanitario regionale prestazioni di omeopatia e medicina tradizionale cinese, con personale dedicato e risorse pubbliche stanziate stabilmente.</p>
<p>Trent’anni sono un segnale potente che colpisce i cittadini: se lo offre il Ssr, deve funzionare. Ma la disponibilità istituzionale non è una prova di efficacia, è solo disponibilità politica e illusione di competenza alimentata da chi dovrebbe fare da filtro, non da megafono.</p>
<p>Un problema economico, certo, ma non ci si ferma qui perché ogni euro destinato a queste pratiche è un euro sottratto a screening, prevenzione, diagnosi precoce, cura e tempo di cura. Nel 2025, mentre si continuava a spendere su prodotti omeopatici, sono stati respinti emendamenti che chiedevano sei milioni di euro annui per tre anni per estendere il programma di screening mammografico alle fasce 45-49 e 70-74 anni, nonostante le istituzioni europee raccomandino da tempo quella stessa estensione come obiettivo di sanità pubblica.</p>
<p>Quello cognitivo è un altro danno, magari meno immediato da cogliere e comprendere nelle sue declinazioni, ma non certo meno grave nelle conseguenze personali e sociali.</p>
<p>Quando una pratica viene formalizzata come professione sanitaria, regolamentata e offerta nei percorsi universitari, ammessa nei corsi di aggiornamento degli ordini professionali, ecco che, agli occhi di chi è malato, diventa indistinguibile dalla medicina che il Comitato nazionale per la bioetica definisce scientifica.</p>
<p>Grazie a questo percorso “semplificato” offerto da molte istituzioni, la credibilità è regalata e non si guadagna più con l’aderenza alla realtà: è un sistema che si autoalimenta in un circolo vizioso di cui si è perso il bandolo e le persone malate scompaiono nella autoreferenzialità dei professionisti che fanno a gara per mostrarsi “aperti di mente”.</p>
<p>È un sistema istituzionale che tollera perché «tanto non fanno male» e ci si scorda che il male è già nella commistione e nella vicinanza.</p>
<p>Quella vicinanza forzata dalle istituzioni che porta un omeopata a tenere un corso presso un Ordine dei medici (Omceo) provinciale: si afferma che uno studio messicano sulla depressione di confronto tra fluoxetina e prodotto omeopatico in doppio cieco abbia riportato risultati a favore del prodotto omeopatico.</p>
<p>Vero, tutto vero, ma l’omeopata si è dimenticato di dire che lo studio, pubblicato nel 2015, è stato ritrattato all’inizio del 2020.</p>
<p>I medici iscritti al corso devono quindi fare una scelta tra coerenza scientifica e fiducia nel proprio ordine di appartenenza e in un collega che afferma di saperla lunga e di avere molta esperienza diretta: ha visto con i suoi occhi i risultati. Nel 2026 siamo all’evidenza costruita sulla propria esperienza.</p>
<p>La medesima dimenticanza colpisce Regione Toscana che, su precisa richiesta di fornire letteratura a supporto della scelta di inserire servizi di omeopatia a spese dei contribuenti toscani, cita, sia nel 2020 e ancora nel 2025, quel medesimo studio come se fosse una delle prove di efficacia del prodotto omeopatico sulla depressione.</p>
<p>Quanto è grave che durante un corso di aggiornamento di un Omceo non vi sia la verifica del materiale discusso che dovrebbe essere il meglio a disposizione per l’aggiornamento di professionisti che si prendono cura della salute delle persone?</p>
<p>Quanto è grave che Regione Toscana citi lavori ritrattati a sostegno di una pratica inserita nel Ssr toscano da 30 anni?</p>
<p>Quando un caso esplode mediaticamente, come accaduto di recente a Catania con una collaborazione tra una naturopata e un’azienda ospedaliero-universitaria, la reazione istituzionale sembra decisa e ferma.</p>
<p>Nel 2025 l’assessore alla sanità di Regione Toscana, sui social, ringraziò il ministro Schillaci per aver rifiutato di inserire nel Nitag (Gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni) due professionisti che avevano espresso posizioni pregiudizialmente, secondo le parole del ministro e dell’assessore toscano, contrarie ai vaccini e portatori di un pensiero non scientificamente fondato.</p>
<p>L’assessore si è dimenticato di dire che entrambi i professionisti erano esperti in omeopatia: che coerenza vi è nelle parole dell’assessore quando lui stesso ha scritto editoriali che magnificano le scelte dell’integrazione toscana con l’omeopatia che propone un suo vaccino per rinforzare le difese immunitarie?</p>
<p>L’episodio della naturopatia presso il policlinico di Catania non è, quindi, un’anomalia: è solo il sintomo di una malattia che ha infiltrato le istituzioni, da anni, nel silenzio.</p>
<p>A rendere insidiose queste pratiche è la narrazione che, sempre, accompagna ogni visita, ogni procedura e ogni prescrizione. L’esistenza stessa delle alternative dipende dal loro essere in opposizione polemica alla medicina etichettata negativamente: ufficiale, tradizionale, occidentale, allopatica.</p>
<p>Essa è personificata e accusata di essere ideologica, miope, mossa dalla paura di perdere potere, pericolosa («la chemio uccide»). Le alternative non si danno un’esistenza fondata su realtà verificabile, ma, come detto, un’esistenza la cui unica sostanza è l’essere contro, raccontato attraverso semeiotiche parallele non sostanziate scientificamente.</p>
<p>I “terreni” omeopatici contrapposti ai profili psicologici delle persone, i “blocchi” osteopatici, i meridiani energetici, l’idea stessa che l’acqua abbia memoria sono spiegazioni prescientifiche cioè costruite per essere immuni a qualsiasi verifica empirica.</p>
<p>Non descrivono una realtà fisiologica, ma alimentano un racconto vitalista autoreferenziale, in cui l’Amore (con la A maiuscola) vincerà comunque, e la società, semplicemente, «non è ancora pronta» ad accogliere la verità. Le persone malate a queste narrazioni sono esposte, a loro viene detto che la medicina non li cura come persone, che la medicina è chimica e la chimica uccide.</p>
<p>A queste narrazioni sono esposti anche i medici durante i corsi di aggiornamento del proprio ordine professionale.</p>
<p>Nel caso dell’omeopatia, il confronto con altri Paesi europei mostra che la strada della non ambiguità è possibile. La Francia, nel 2021, dopo una revisione sistematica della letteratura, ha smesso di rimborsare i prodotti omeopatici giudicandoli inutili per efficacia non dimostrata. La Spagna, nel 2026, ha pubblicato un rapporto tecnico che conclude esplicitamente: non esiste evidenza scientifica a sostegno dell’omeopatia come terapia efficace e gli effetti osservati sono comparabili al placebo.</p>
<p>Non si tratta di proibire nulla, né di impedire a chi lo desidera di rivolgersi a un naturopata o di acquistare un prodotto omeopatico.</p>
<p>Si tratta di non concedere l’avallo delle istituzioni, avallo che regala credibilità agli occhi dei cittadini e dei medici stessi.</p>
<p>Sul sito di Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) è reperibile la seguente critica alla incoerenza istituzionale: «Basti considerare che l’Ordine dei medici ammette la pratica di terapie di non provata efficacia, come l’omeopatia. Con che autorità poi possiamo contrastare il mercato dei farmaci di non provata efficacia o confutare le pericolose affermazioni degli antivaccinisti? Il controargomento che sento spesso afferma più o meno così: &#8220;Sì, all’ordine sappiamo che si tratta di terapie di non provata efficacia, ma proprio per questo è preferibile che siano medici a prescriverle e quindi controllarne gli effetti piuttosto che praticoni senza laurea&#8221;. Che è un po’ come affermare che &#8220;Sì, rubare nei supermercati è da condannare, ma meglio che lo facciano persone per bene, piuttosto che ladri di professione&#8221;. Per essere visti come fonte affidabile di informazione dovremmo ridurre al minimo le nostre ambiguità fattuali».</p>
<p>Non vi è null’altro da aggiungere se non che le tossine cognitive allontanano le persone dalla medicina e dai medici.</p>
<p><strong>Rossana Garavaglia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li>Cicap, <a href="http://go.uaar.it/y9hxith"><em>Prodotti omeopatici: sono medicinali! Sono medicinali?</em></a></li>
<li>Haute Autorité de Santé, <a href="http://go.uaar.it/shr1jp6"><em>Assessment of homeopathic medicines</em></a></li>
<li><a href="http://go.uaar.it/x4qnlkw">Ministerio de Sanidad</a></li>
<li>Fnomceo, <a href="http://go.uaar.it/4sb3hbf"><em>Alla ricerca del vero, tra pregiudizi, credenze, falsi</em></a><br />
<em>ricordi&#8230;</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 37: l’eurodeputato Inselvini (FdI) promuove la mostra anti-aborto al Parlamento Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 15:32:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’eurodeputato Paolo Inselvini (Fratelli...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/21/la-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue/" title="Read La clericalata della settimana, 37: l’eurodeputato Inselvini (FdI) promuove la mostra anti-aborto al Parlamento Ue">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.adnkronos.com/speciali/just_euman_pro_vita/"><span style="font-weight: 400;">eurodeputato Paolo Inselvini (Fratelli d’Italia)</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha promosso e inaugurato al Parlamento Europeo di Strasburgo, assieme a esponenti di ProVita &amp; Famiglia, la mostra “Just Euman – Come nasce un cittadino europeo” con pannelli, video, immagini e testi di propaganda anti-abortista.</h3>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Lega della Valle d’Aosta </span><a href="https://aostasera.it/notizie/politica/il-crocifisso-non-si-tocca-la-lega-lancia-la-campagna-contro-la-mozione-di-avs/"><span style="font-weight: 400;">ha lanciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la campagna “Touche pas à ma croix” contro la rimozione del crocifisso presente nell’aula consiliare di Aosta proposta dal gruppo di Avs. Secondo la Lega valdostana rimuovere il simbolo cattolico, «appeso in quell’aula da generazioni», «aprirebbe una frattura identitaria nella città».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La dirigente dell’Istituto statale “Gaetano Parente” di Aversa (CE) Angela Sodano </span><a href="https://pupia.tv/2026/09/aree/campania/caserta-provincia/aversa/aversa-benedizione-degli-zaini-alla-parente-per-inizio-nuovo-anno-scolastico/647547"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una messa per la benedizione degli zaini domenica 20 settembre presso la parrocchia dell’abbazia di san Lorenzo, cui hanno preso parte alunni, famiglie, personale Ata dei plessi “Magia di Colori”, “Diaz”,  “Siani” e “Parente”. Nella circolare diffusa per l’occasione viene proclamato che «la scuola, la famiglia, la comunità parrocchiale e le altre realtà educative non sono mondi separati: sono chiamate a fare squadra».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Comprensivo “Matteo Ricci” di Roma ha organizzato per i bambini della scuola primaria e per quelli di 5 anni della scuola dell’infanzia degli incontri nel plesso “Fiume Giallo”, obbligatori anche per chi non frequenta IRC, per presentare con l’autrice un libro apologetico su san Francesco, assicurando in perfetto stile </span><i><span style="font-weight: 400;">excusatio non petita </span></i><span style="font-weight: 400;">che il tutto si svolgerà «in modo laico e inclusivo». Il testo, che si intitola Minù e il Gigante scalzo, è stato scritto e illustrato da Valentina Urbini e ha il patrocinio del comitato per i festeggiamenti degli 800 anni della morte di san Francesco e della fondazione Earth Day Italia, vicina al Vaticano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Gussago (BS) Giovanni Coccoli </span><a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1640196921449307&amp;id=100063770437476&amp;rdid=9bkD6vIWVTeN43kZ#"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> con fascia tricolore e assieme alle autorità locali a una processione in onore della Madonna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e altre autorità </span><a href="https://www.napolitoday.it/attualita/miracolo-san-gennaro-19-settembre-2026.html"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa al duomo con l’arcivescovo Mimmo Battaglia per la tradizionale liquefazione del “sangue” di san Gennaro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Tocco da Casauria (PE) Riziero Zaccagnini, il consigliere comunale Adelmo Francesco Mariani, il sindaco di Castiglione a Casauria Biagio Petrilli, il sindaco di Pietranico Francesco Del Biondo e altri rappresentanti istituzionali </span><a href="https://www.facebook.com/antoniodimarco0/posts/pfbid02L6nw44LaNQwMPrHSKpWtKPRskGLCnQ6yghFjDUeDETNWtR1HRBCEsDDrLVzAXe1vl"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> ai festeggiamenti religiosi per sant’Eustachio.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F21%2Fla-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2037%3A%20l%E2%80%99eurodeputato%20Inselvini%20%28FdI%29%20promuove%20la%20mostra%20anti-aborto%20al%20Parlamento%20Ue" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F21%2Fla-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2037%3A%20l%E2%80%99eurodeputato%20Inselvini%20%28FdI%29%20promuove%20la%20mostra%20anti-aborto%20al%20Parlamento%20Ue" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F21%2Fla-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2037%3A%20l%E2%80%99eurodeputato%20Inselvini%20%28FdI%29%20promuove%20la%20mostra%20anti-aborto%20al%20Parlamento%20Ue" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F21%2Fla-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2037%3A%20l%E2%80%99eurodeputato%20Inselvini%20%28FdI%29%20promuove%20la%20mostra%20anti-aborto%20al%20Parlamento%20Ue" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F21%2Fla-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2037%3A%20l%E2%80%99eurodeputato%20Inselvini%20%28FdI%29%20promuove%20la%20mostra%20anti-aborto%20al%20Parlamento%20Ue" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/09/21/la-clericalata-della-settimana-37-leurodeputato-inselvini-fdi-promuove-la-mostra-anti-aborto-al-parlamento-ue/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 37: l’eurodeputato Inselvini (FdI) promuove la mostra anti-aborto al Parlamento Ue"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dio va in streaming e lo pagate voi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti alcune comunità religiose trasformano lo streaming nel pulpito del XXI secolo, diffondendo la fede attraverso le serie televisive. Affronta il tema Micaela Grosso sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. C’è stato un momento, all’inizio degli anni dieci del duemila, in cui qualcuno in una chiesa del Texas ha avuto un’intuizione che è valsa più di qualunque, “banale”, piano editoriale concepito in quegli stessi anni dalle...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/20/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi/" title="Read Dio va in streaming e lo pagate voi">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Negli Stati Uniti alcune comunità religiose trasformano lo streaming nel pulpito del XXI secolo, diffondendo la fede attraverso le serie televisive. Affronta il tema Micaela Grosso sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>C’è stato un momento, all’inizio degli anni dieci del duemila, in cui qualcuno in una chiesa del Texas ha avuto un’intuizione che è valsa più di qualunque, “banale”, piano editoriale concepito in quegli stessi anni dalle grandi case di produzione hollywoodiane.</p>
<p>L’intuizione ricorda molto della storia di Maometto e la montagna: se le persone non vengono più da noi, <span class="pullquote pqRight"><u>dobbiamo andare noi da loro</u></span><span class="pullquote-plain">dobbiamo andare noi da loro</span>. E dove vanno le persone, la sera, quando abbassano la guardia e smettono di fare domande? Corrono davanti a uno schermo. Bene, ci vediamo lì.</p>
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-77824" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/09/dio-va-in-streaming-e-lo-pagate-voi-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p><em>The Chosen</em> è la realizzazione più compiuta di quell’intuizione. Dallas Jenkins, americanissimo regista cristiano evangelico, ha lanciato infatti nel 2019 (dopo la presentazione di un pilot nel 2017) una serie sulla vita di Gesù nata da un crowdfunding senza precedenti, poi sostenuta da una rete nonprofit cristiana.</p>
<p>Non stiamo parlando del Gesù di cartapesta delle immaginette devozionali, ma di un Gesù che sorride, che ricorda i nomi, che parla con il ritmo e la misura della serialità televisiva di qualità. Ben lungi dall’essere una produzione parrocchiale, il risultato è un oggetto culturale riconoscibile e accettabile che si “lascia guardare”. Più di 16.000 donatori hanno finanziato la prima stagione per undici milioni di dollari, attraverso un meccanismo chiamato “<em>pay it forward</em>” (“guardala gratis”, poi dona perché altri possano fare lo stesso).</p>
<p>Come si può leggere alla pagina di Wikipedia, «a maggio 2025, <em>The Chosen</em> aveva incassato oltre 120 milioni di dollari statunitensi nelle sue uscite cinematografiche». Se ci si chiede chi siano i “mecenati”, la risposta è questa: dietro i singoli donatori ci sono organizzazioni cristiane strutturate come la National Christian Foundation, la quale ha collaborato alla costruzione del polo produttivo da venti milioni di dollari a Midlothian in Texas, mentre la raccolta fondi corrente viene gestita da Come and See, un ente non profit fondato nel 2022 appositamente per consentire – ta-da! – detrazioni fiscali sui contributi alla serie.</p>
<p>Un polo produttivo da venti milioni di dollari, un’infrastruttura della fede che si è saputa trasformare, quietamente e senza che nessuno lo annunciasse, in infrastruttura dell’intrattenimento.</p>
<p>Fino a qui, la strategia non fa una piega. Ma rilanciamo: la mossa più intelligente del progetto non è stata raccogliere i soldi, bensì decidere come spenderli. Jenkins e il suo team non si sono mai rivolti alle piattaforme per chiedere finanziamenti, ma come primo passaggio hanno mirato dapprima a costruirsi un pubblico che, solo dopo, hanno portato in dote.</p>
<p>Per anni la serie è circolata solo attraverso la propria app e aveva già accumulato oltre trecento milioni di visualizzazioni prima di approdare sulle grandi piattaforme: quando Netflix e Amazon Prime hanno deciso di acquisirla per la distribuzione, non hanno scommesso su un progetto rischioso, ma hanno soltanto deciso di cogliere frutti già maturi, monetizzando un pubblico ormai fidelizzato e ben pagante. <em>The Chosen</em> è approdato così su Netflix Italia e su Amazon Prime Video con tutta la legittimità che la distribuzione mainstream conferisce, senza che nessuno sentisse il bisogno di aggiungere un’etichetta, un avvertimento.</p>
<p><span class="pullquote"><u>Il <em>Corriere della Sera </em>ne ha scritto ad aprile 2025 con tono ammirato</u></span><span class="pullquote-plain">Il <em>Corriere della Sera </em>ne ha scritto ad aprile 2025 con tono ammirato</span>; Vatican News con tono entusiasta. In tutto ciò, a quanto pare, nessuno si è mai chiesto preliminarmente se una serie finanziata da comunità evangeliche americane con l’esplicito scopo di rafforzare la fede cristiana (cosa che Jenkins ha ripetuto in decine di interviste, senza mai abbassare la voce) rappresenti una forma di comunicazione religiosa che lo spettatore ha il diritto di conoscere prima di premere <em>play</em>.</p>
<p>Eppure, mi pareva di ricordare che viviamo in un’epoca in cui la trasparenza nei media è diventata un’ossessione collettiva: ci si chiede sempre chi finanzi un giornale, chi possieda un’emittente, se un algoritmo stia orientando i consumi culturali verso un’agenda precisa. Su tutto questo esistono norme, dibattiti, commissioni parlamentari, sproloqui sui social. Poi, però, quando una serie prodotta con fondi cristiani, da cristiani, per rafforzare la fede cristiana arriva sul catalogo italiano delle principali piattaforme senza un singolo <em>disclaimer</em>, nessuno si chiede nulla.</p>
<p>Il contenuto è quello che è – ben fatto, emotivamente efficace, teologicamente organico – e alla spettatrice resta la libertà di scoprire, se mai le venisse la curiosità di cercare, che il progetto si è sviluppato dentro un ecosistema produttivo e culturale che rivendica apertamente una finalità di “nutrimento” spirituale. Come dicevamo, questa non è un’informazione nascosta, ma è semplicemente un’informazione che nessuno ha ritenuto necessario mettere in evidenza.</p>
<p>A voler ben vedere, <em>The Chosen </em>ha però un elemento di correttezza residua: è una serie su Gesù. Chi la comincia sa, almeno in linea di massima, in quale sentiero, su che terreno si sta avventurando.</p>
<p>Un caso simile davvero interessante – e forse più rivelatore del meccanismo – è <em>Seeking Persephone</em>, romance storico in costume tratto da un romanzo dell’americana Sarah M. Eden, prodotto grazie a una campagna Kickstarter che ha raccolto 234.227 dollari, superando l’obiettivo del 17%.</p>
<p>Più che nascere in un generico mercato del romance storico, il progetto sembra essersi nutrito di un circuito culturale mormone chiaramente riconoscibile, all’interno del quale narrativa “pulita” e rispettabilità confessionale e promozione reciproca funzionano da anni come una piccola ma efficiente filiera identitaria. Eden è credente praticante e in un’intervista a <em>Mormon Artist </em>ha definito con chiarezza la propria missione (che suona, chiaramente, già sentita): scrivere per «diffondere la speranza del Vangelo».</p>
<p>Il <em>Deseret News</em>, giornale ufficiale della Chiesa mormone, le ha dedicato un profilo nel 2025. Si potrebbe dire che il quadro sia limpido, per chi sa dove guardare. La serie però, invita proprio a distogliere lo sguardo da quel punto: si presenta come un <em>Regency romance </em>(sottogenere del romanzo rosa): vi si trovano un duca freddo e distante, una donna che lo sposa per salvare la famiglia, un amore che li trasforma entrambi.</p>
<p>La confezione è quella di Bridgerton: corsetti, candele, il languore morbido del genere storico-sentimentale. Ciò che differisce, però, dalla serie televisiva statunitense è strutturale, non estetico: <span class="pullquote pqRight"><u>non c’è traccia di desiderio fisico</u></span><span class="pullquote-plain">non c’è traccia di desiderio fisico</span> che non venga immediatamente ricondotto alla logica del matrimonio; non c’è corpo femminile che esista “per sé”.</p>
<p>L’intera architettura emotiva della storia è costruita su una teologia della castità che non viene mai nominata come tale ma che è sottesa a ogni scena, a ogni bacio rinviato, a ogni conversazione che si ritrae, con cura millimetrica, da qualunque cosa assomigli all’appetito.</p>
<p>Chi si è avvicinato alla serie aspettandosi qualcosa nello spirito di <em>Outlander</em> – un altro romance storico, con una protagonista dotata di un corpo molto presente e un desiderio ben riconoscibile – ha riportato una delusione vaga, difficile da spiegare, ma che aveva una forma precisa: era la sagoma di tutto ciò che era stato sistematicamente tolto, con una coerenza che non è pudore ma dottrina.</p>
<p>Il <em>period drama </em>funziona come veicolo ideologico proprio per le sue caratteristiche costitutive. Il genere è ambientato in epoche in cui i margini di vita delle donne erano esplicitamente più stretti, in cui le gerarchie erano più visibili e i ruoli più rigidi.</p>
<p>Una narrazione come quella di <em>Seeking Persephone</em>, che incorpora una visione confessionale della femminilità e del matrimonio in un contesto <em>Regency</em> non sta aggiungendo un’ideologia a un contenitore neutro: sta volutamente amplificando le tendenze già presenti nel contenitore, provando a infondergli il calore del romanticismo storico e la patente culturale di una produzione distribuita su piattaforma. Lo spettatore, la spettatrice che trova la serie insoddisfacente senza riuscire a dire perché, quindi, sta facendo un’esperienza precisa: quella di un’ideologia che non si annuncia.</p>
<p>A questo punto vale, probabilmente, la pena fermarsi a fare i conti con una scomodità: tutto quello che è stato descritto fino a qui è legale, trasparente nel senso tecnico del termine, e in larga misura esercizio legittimo di <em>agency</em> culturale da parte di comunità che credono in quello che fanno. La qual cosa lascia in bocca un sapore che non è del tutto amaro, ma quasi.</p>
<p>Il mondo a cui si rivolge questa rivista – laico, critico e convinto che la religione organizzata abbia già troppo spazio nella vita pubblica – non è particolarmente bravo a fare quello che queste comunità fanno. Non è certamente così bravo da raccogliere undici milioni di dollari per produrre una serie televisiva perché ritiene che quella serie porti i propri valori in case in cui quei valori non sono presenti. Non è bravo a fare rete, a giocare lungo, a trasformare la coesione in cultura.</p>
<p>Ahimè, dunque, va ammesso; le comunità che hanno costruito <em>The Chosen e Seeking Persephone </em>hanno fatto una cosa che il mondo laico, con tutte le sue risorse e tutta la sua intelligenza critica, raramente riesce a fare con analoga disciplina: hanno individuato uno spazio, hanno messo insieme i soldi, e hanno vinto. Beninteso: non si tratta di un’assoluzione; si tratta di un’amara constatazione che fa abbastanza fastidio da meritare di essere scritta.</p>
<p><strong>Micaela Grosso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://go.uaar.it/32rfsfs">Bbc</a></li>
<li><a href="http://go.uaar.it/7p50iqm">Fatto Quotidiano</a></li>
<li><a href="http://go.uaar.it/zg3nftz">BackerKit</a></li>
</ul>
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<hr />
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