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	<title>Generale &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>La clericalata della settimana, 19: i sindaci alla messa in onore di san Nicola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 15:22:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei sindaci che hanno...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/11/la-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola/" title="Read La clericalata della settimana, 19: i sindaci alla messa in onore di san Nicola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dei </span><a href="https://ilnuovoonline.it/2026/05/08/bari-il-sindaco-menna-alla-santa-messa-in-onore-di-san-nicola/"><span style="font-weight: 400;">sindaci</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">hanno partecipato, con fascia tricolore, alla messa in onore di san Nicola nella basilica di Bari intitolata all’omonimo patrono della città.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i presenti, oltre al primo cittadino di Bari Vito Leccese, al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e altre </span><a href="https://www.pugliareporter.com/2026/05/10/bari-rivediamo-i-video-e-le-foto-della-festa-di-san-nicola-link-alla-registrazione-integrale-dello-spettacolo-dal-vivo/"><span style="font-weight: 400;">autorità</span></a><span style="font-weight: 400;">, anche i sindaci dei Comuni gemellati con Bari come </span><a href="https://www.piazzarossetti.it/it-it/m/notizie/69fde3c6d19970780100bbd6/il-sindaco-di-vasto-a-bari-per-i-festeggiamenti-in-onore-di-san-nicola"><span style="font-weight: 400;">quello di Vasto (CH)</span></a><span style="font-weight: 400;"> Francesco Menna.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Papa Leone XIV per il primo anno di pontificato </span><a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/05/la-visita-pastorale-di-papa-leone-a-pompei-e-napoli-36c9200b-1b41-4b24-8082-2356d23f521b.html"><span style="font-weight: 400;">si è recato</span></a><span style="font-weight: 400;"> in visita pastorale in Campania con un </span><a href="https://www.facebook.com/watch/?v=1434936328384017"><span style="font-weight: 400;">elicottero</span></a><span style="font-weight: 400;"> messo a disposizione dallo Stato italiano e accolto dalle istituzioni locali. Prima è arrivato per la messa al santuario di Pompei, dove è stato accolto tra gli altri dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e altre autorità civili; poi si è volato a Napoli per la messa al duomo e un incontro in Piazza del Plebiscito con i fedeli. Tra i messaggi di giubilo anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto «rinnovare a Papa Leone XIV un pensiero riconoscente per il suo instancabile messaggio di fede, speranza, pace, dialogo tra i popoli e vicinanza agli ultimi».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della nuova struttura della Croce Rossa a Bergamo assieme alla sindaca Elena Carnevali, al prefetto Luca Rotondi e ad altre autorità </span><a href="https://www.bergamotomorrow.it/2026/05/06/bergamo-la-croce-rossa-inaugura-la-nuova-sede-di-loreto/"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vescovo Francesco Beschi.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Faenza (RA) Massimo Isola e altre autorità locali </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/beata-vergine-delle-grazie-la-d3d04ee2"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alle iniziative per celebrare la patrona della città, la Madonna delle Grazie, in collaborazione con la Chiesa cattolica locale. Tra gli eventi intercorsi in vari giorni il tour della statua della Madonna in diverse strutture, la benedizione degli automezzi, la processione verso la cattedrale, la messa pontificale officiata dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza in cui i sindaci dei dodici Comuni della diocesi hanno offerto un cero alla Madonna, la consegna da parte del sindaco al vescovo del drappo del Niballo, il palio locale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Monopoli (BA) Angelo Annese in rappresentanza della città e con fascia tricolore </span><a href="https://www.monopolitimes.com/2026/04/13/monopoli-rito-cero-votivo-san-francesco-da-paola-sindaco-annese/"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa in onore di san Francesco da Paola consegnando e accendendo un cero votivo. Alla celebrazione erano presenti anche le massime autorità civile e militari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la festa della Liberazione il Comune di Misano Adriatico (RN) </span><a href="https://www.comune.misano-adriatico.rn.it/it-it/novita/avvisi/2026/cultura-eventi-e-manifestazioni/25-aprile-il-programma-delle-celebrazioni-386805-1-6cb7daae011750539b7c59fc6e07959f"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;">, oltre a deposizioni di corone di alloro ai monumenti ai caduti, letture e discorsi commemorativi e un concerto, anche una messa nella chiesa parrocchiale di Misano Mare «in memoria dei caduti di tutte le guerre».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F11%2Fla-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2019%3A%20i%20sindaci%20alla%20messa%20in%20onore%20di%20san%20Nicola" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F11%2Fla-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2019%3A%20i%20sindaci%20alla%20messa%20in%20onore%20di%20san%20Nicola" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F11%2Fla-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2019%3A%20i%20sindaci%20alla%20messa%20in%20onore%20di%20san%20Nicola" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F11%2Fla-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2019%3A%20i%20sindaci%20alla%20messa%20in%20onore%20di%20san%20Nicola" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F05%2F11%2Fla-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2019%3A%20i%20sindaci%20alla%20messa%20in%20onore%20di%20san%20Nicola" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/05/11/la-clericalata-della-settimana-19-i-sindaci-alla-messa-in-onore-di-san-nicola/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 19: i sindaci alla messa in onore di san Nicola"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Per chi suona la campana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rumore delle campane delle chiese è a volte prolungato, assordante e invasivo. Nonostante l’impatto sulla quiete e sulla salute gode però di ampie tutele. Affronta il tema Adele Orioli sul numero 2/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Nonostante il celebre romanzo di Hemingway, a sua volta in citazione di un verso di John Donne, e l’indubbio riferimento all’usanza di far suonare la campana quando muore qualcuno, spesso nell’iconografia clericale...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/10/per-chi-suona-la-campana/" title="Read Per chi suona la campana">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il rumore delle campane delle chiese è a volte prolungato, assordante e invasivo. Nonostante l’impatto sulla quiete e sulla salute gode però di ampie tutele. Affronta il tema Adele Orioli sul numero 2/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Nonostante il celebre romanzo di Hemingway, a sua volta in citazione di un verso di John Donne, e l’indubbio riferimento all’usanza di far suonare la campana quando muore qualcuno, spesso nell’iconografia clericale il din don dan è all’opposto associato alla festa, alla gioia, alle allegre mattine della domenica al Mulino Bianco, che a quanto pare non annovera mai né insonni né turni notturni nelle proprie schiere. E anzi dello scampanio selvaggio se ne arriva a difendere persino la funzionalità pubblica nel rintocco delle ore.</p>
<p>Che in effetti, prima dell’avvento dell’orologio nemmeno da polso, ma financo da tasca, aveva effettivamente una grandissima utilità civica. All’incirca fino a un secolo fa, grosso modo. In ogni caso oggi, non fosse altro per i cellulari ai quali viviamo incollati, siamo certi che tutti i fortunelli il cui campanile decide di segnare anche i quarti d’ora, <span class="pullquote">dei 15 tocchi di seguito ne farebbero volentieri a meno</span>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77283" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/05/per-chi-suona-la-campana-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Se non altro il rumore delle ore è sottoposto ai normali limiti di decibel di qualsivoglia altra attività. Certo, soprattutto nei piccoli centri intraprendere una battaglia sonora contro i parroci non è il massimo, ma se non altro quando di segnale orario si tratta le tutele ci sono e senza discriminazioni.</p>
<p>Perché il discorso si fa ben più complesso quando invece si parla di scampanii liturgici, quelli cioè che segnalano l’inizio, la fine o anche la semplice sussistenza di un evento liturgico. Spesso prolungati, spesso assordanti nella gioia quanto nel dolore, verrebbe da dire, spesso in ore che anche l’attuale mondo del lavoro non considera esattamente con favore. Per esempio l’Angelus delle sette di mattina, festivi compresi, un classico. Del disagio.</p>
<p>Ecco, per questo tipo di frastuono invece sorgono problemi maggiori. Perché per costante giurisprudenza questi specifici rintocchi sono direttamente espressione di libertà religiosa, e quindi non limitabile (o meglio, limitabile solo per contrarietà al buon costume, ex articolo 19 della Costituzione).</p>
<p>Questo non vuol dire che non ci sia proprio nulla da fare se tormentati a ogni ora del giorno e magari anche della notte da rintocchi tutt’altro che bucolici e festaioli per chi li subisce. Lo sanno anche i vescovi, che spesso nei loro decreti impongono il silenzio quanto meno in determinate fasce orarie e altrettanto spesso raccomandano una certa prudenza nell’entusiasmo scampanante.</p>
<p>Lo sappiamo bene anche noi all’Uaar che spesso patrociniamo contenziosi, costosissimi purtroppo per le perizie tecniche necessarie anche solo per poter cominciare; e in sordina, se mi si passa l’espressione, abbiamo anche ottenuto qualche risultato di sostanza.</p>
<p>Infatti, che sia espressione di libertà religiosa o meno, l’esercizio di un diritto va sempre preso in considerazione e bilanciato con pari se non più forti diritti altrui. E fra questi c’è sicuramente il diritto alla salute e a non subire quello che si chiama danno biologico per le emissioni sonore incontrollate e incontrollabili. Indubbiamente è comunque un gradino in più da affrontare nel caso le emissioni siano oltremodo rumorose; nessuna tutela invece se lo scampanio è, se non illegittimo, quanto meno inopportuno non per le modalità in sé e per sé ma per il significato.</p>
<p><span class="pullquote">Il pensiero corre subito a Sanremo</span>, dove il vescovo Antonio Suetta ha avuto la bella pensata di far suonare le campane ogni sera alle 20 per tutti i «bambini non nati», perché è stata interrotta la gravidanza. Giusto per continuare a sputare sopra al fatto che l’esercizio di un diritto riconosciuto, seppur nella non ottimale forma, non dovrebbe venire mai stigmatizzato impunemente solo perché, se è un prete a parlare, sarebbe una legittima e libera «critica teologico-morale» e non una violenza privata. Ci permettiamo di dissentire.</p>
<p>D’altronde tutta questa tolleranza (nello stretto senso di sopportazione con fastidio) l’italica stirpe non sembrerebbe poi avere nei confronti dell’esercizio sì, di libertà religiosa, ma non di segno cattolico.</p>
<p>A Forlì ad esempio tal Luca Bartolini, assessore responsabile alla sicurezza del Comune, ha chiesto l’intervento delle autorità «per tutelare quiete pubblica e convivenza civile», contro quello che ha definito «inquietante e inaccettabile»: il fatto cioè che da una radio di una singola casa privata, in orario preserale, cioè al tramonto di febbraio, in pieno ramadan, venisse diffuso (o banalmente ascoltato ad alto volume?) il canto del muezzin. E il tutto senza che ci sia nemmeno una moschea nei paraggi, chiosano orgoglioso assessore e parecchi cittadini. Libertà religiosa a due velocità, anzi, a due volumi.</p>
<p>Sia chiaro, se d’un bel tacer non fu mai scritto, nemmeno di una emissione sonora disturbante, religiosa o meno che sia, si può parlar bene. Sarebbe bello se si ponesse maggiore attenzione, e senza distinzioni tra attività, all’inquinamento acustico prima che alla chiamata alla messa o alla preghiera del mattino o del pranzo o del pomeriggio o della sera. Insomma, evviva se non il silenzio quantomeno il basso volume. Per tutti però, din don dan, Nam-myoho-renge-kyo o inshallah che siano.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong></p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.uaar.it/laicita/campane/">uaar.it/laicita/campane</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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			</item>
		<item>
		<title>La clericalata della settimana, 18: i candidati di Reggio Calabria si confrontano in parrocchia</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/04/la-clericalata-della-settimana-18-i-candidati-di-reggio-calabria-si-confrontano-in-parrocchia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 15:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dei candidati alla quarta...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/04/la-clericalata-della-settimana-18-i-candidati-di-reggio-calabria-si-confrontano-in-parrocchia/" title="Read La clericalata della settimana, 18: i candidati di Reggio Calabria si confrontano in parrocchia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dei </span><a href="https://www.citynow.it/ravagnese-masterplan-quartiere-candidati-circoscrizione-area/"><span style="font-weight: 400;">candidati</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla quarta circoscrizione di Reggio Calabria che </span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">in vista delle prossime amministrative si sono confrontati nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano di Saracinello davanti all’altare, ospitati dal parroco, in un incontro organizzato dal comitato di quartiere.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Erano presenti i candidati Stefania Foti (Impegno Civico) e Luigi Rosace (Pd), mentre per impegni istituzionali non è potuto intervenire il candidato di centrodestra Giuseppe Cantarella, che è stato invitato a un nuovo incontro, sempre in parrocchia.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Pd di Marghera, in vista delle prossime elezioni amministrative di Venezia, </span><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-invade-venezia-sette-candidati-col-pd-e-volantini-su-2657168.html"><span style="font-weight: 400;">ha diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> un volantino con un’invocazione ad Allah per due candidati alla municipalità provenienti dalla comunità bengalese. Nella parte in bengalese sul classico volantino in stile “santino” elettorale per Abdul Mhade e Sumiya Begum è riportata la basmala, l’invocazione ad Allah che apre quasi tutte le sure del Corano e viene usata dai fedeli per ostentare la propria devozione. Con un messaggio che in maniera imbarazzante mischia esplicitamente voto e religione: «In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso» vengono presentati i due candidati e si invitano gli elettori a mettere una croce sul simbolo del Pd. La notizia non poteva che scatenare le prevedibili reazioni degli identitaristi clericali – attenti solo al confessionalismo altrui. E la debole risposta del Pd locale agli attacchi, secondo cui «tradurre un volantino significa avere idee da spiegare a tutti». Il problema è che sul volantino non c’erano idee, ma una semplice strumentalizzazione religiosa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul caso veneziano </span><a href="https://www.veneziatoday.it/politica/elezioni/comunali-2026/speranzon-pd-candidati-bengalesi.html"><span style="font-weight: 400;">è sceso</span></a><span style="font-weight: 400;"> in campo pure il senatore di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon, che definisce la strategia del Pd di accaparrarsi il voto della comunità bengalese come «strumentale», ma vagheggia una possibile convergenza con i conservatori musulmani sui temi etici. Proprio FdI aveva nel coordinamento di Mestre un esponente bengalese, Prince Howlader, la cui candidatura alle amministrative poi è saltata per divisioni sulla questione della nuova moschea da edificare nel sobborgo veneziano. Speranzon avverte che «i problemi nascono invece se si vuole solo rivendicare la propria diversità, di costumi, usanze e tradizioni che a volte confliggono con quello che caratterizza invece la nostra cultura, la nostra identità». Una questione che può far spostare i voti dei migranti verso destra è l&#8217;ostilità ai diritti civili: «noi pensiamo che le comunità possano avere tante sensibilità, che tra l’altro non credo possano essere ben rappresentate dal Pd, che su alcuni temi, come la famiglia i diritti Lgbt, le adozioni, l’utero in affitto, si fa portatore di idee radicalmente diverse proprio da quelle della comunità che vorrebbero rappresentare».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le comunali la lista Agrigento Amore Mio a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Di Rosa </span><a href="https://www.nuovogiornalenazionale.com/carmela-lombardi-porta-allah-su-manifesto-lista-civica-di-agrigento/"><span style="font-weight: 400;">ha diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> un volantino elettorale per Carmela Lombardi, candidata al Consiglio comunale, con un proclama religioso. Lombardi, convertita musulmana, viene ritratta con il velo e il messaggio (riportato anche in arabo): «Dio è uno solo: Allah per il musulmano, Dio per il cristiano, ma sempre lo stesso unico Creatore. Così deve essere anche per noi: un solo interesse sopra tutto, la città e i suoi cittadini».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Circa 190 rappresentanti del Partito Popolare Europeo </span><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/leonexiv-udienza-al-partito-popolare-europeo.html"><span style="font-weight: 400;">sono stati ricevuti</span></a><span style="font-weight: 400;"> in Vaticano per un’udienza con papa Leone XIV proprio nelle giornate in cui si è tenuto a Roma l’evento per il cinquantenario del partito. Tra i presenti anche l’eurodeputata Giusi Princi, che </span><a href="https://www.citynow.it/giusi-princi-papa-leone-xiv-ppe-europa-persona/"><span style="font-weight: 400;">ha lodato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’intervento del papa durante l’udienza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il deputato Francesco Cannizzaro (Forza Italia), durante un comizio per le prossime elezioni comunali a Reggio Calabria, ha invocato l’aiuto divino proclamando: «Con l’aiuto di Dio e della Madonna della Consolazione, risorgerà. Reggio risorgerà! Viva Reggio, i reggini, che Dio vi benedica!». Il deputato, che ha presentato la lista Reggio Protagonista, dopo che il video del suo intervento </span><a href="https://www.reggiotoday.it/social/elezioni-comunali-comizio-cannizzaro-video-virale.html"><span style="font-weight: 400;">è diventato virale</span></a><span style="font-weight: 400;">, tra polemiche e meme, </span><a href="https://www.strettoweb.com/2026/05/il-sarcasmo-di-cannizzaro-ho-evocato-dio-e-la-madonna-lo-faro-ancora-di-certo-non-evoco-i-morti-per-farli-votare/2079655/"><span style="font-weight: 400;">ha ribadito</span></a><span style="font-weight: 400;">: «Io ho evocato Dio e la Madonna, continuerò a farlo. Che dovevo fare? Evocare Satana? Di certo non evoco i morti per farli votare».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come da tradizione le istituzioni hanno preso parte alla messa nella cattedrale di Napoli in cui si è ripetuto il “miracolo” dello scioglimento del presunto sangue di san Gennaro. «È un miracolo di fede ed è un grande miracolo di identità della nostra città, è un momento unificante e un messaggio di pace per il mondo, e la venuta qui del papa tra qualche giorno suggellerà ancora di più questo grande patto di fede tra Napoli e il suo santo protettore», </span><a href="https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/26_maggio_02/napoli-si-ripete-il-prodigio-il-sangue-di-san-gennaro-si-e-sciolto-applausi-e-preghiere-in-duomo-c66f691e-20c1-4d71-a369-c58ea65b2xlk_amp.shtml"><span style="font-weight: 400;">ha proclamato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione dell’anniversario della nascita di San Carlo Acutis all’ospedale San Gerardo di Monza </span><a href="https://www.irccs-sangerardo.it/contenuto-web/-/asset_publisher/MTuVH3eDHjDg/content/commemorazione-di-san-carlo-acutis-arte-e-memoria-nel-segno-della-speranza"><span style="font-weight: 400;">è stato esposto</span></a><span style="font-weight: 400;"> sulla facciata della Palazzina Accoglienza un poster dedicato al santo. Il giovane, morto di leucemia a 15 anni, fu curato proprio nel reparto di Oncoematologia pediatrica del San Gerardo, dove ora sono state collocate opere d’arte donate dal gruppo di lavoro “Mariologia, Persona, Arte, Città, Cultura e Salute”. Una di queste si intitola “Luce divina sull’umanità”.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Il rumore molesto del confessionalismo sul n. 2/2026 della rivista Nessun Dogma</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:20:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove. La copertina del numero 2/2026 di Paolo Ferrarini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/04/il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-nessun-dogma/" title="Read Il rumore molesto del confessionalismo sul n. 2/2026 della rivista Nessun Dogma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar <a href="https://rivista.nessundogma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://rivista.nessundogma.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1583911345263000&amp;usg=AFQjCNFa9Qp08cg3F0iKPgvt2_g-g61Arg"><em>Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano</em></a>. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.</p>
<p>La copertina del numero 2/2026 di Paolo Ferrarini sintetizza con ironia la questione delle invadenze sonore della Chiesa cattolica. Alcuni articoli di questa uscita trattano il tema e le sue ricadute sulla laicità. La responsabile iniziative legali Uaar Adele Orioli si concentra sul rumore molesto delle campane, blindato dal Concordato. Mentre Valentino Salvatore commenta la recente condanna a una parrocchia di Palermo per il disturbo arrecato dal suo oratorio.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77261" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-rumore-molesto-del-confessionalismo-sul-n-2-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. Il giornalista Federico Tulli offre un&#8217;inchiesta sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del Vaticano. Federica Marzioni dalla Spagna ci aggiorna sull&#8217;accordo tra governo e vescovi locali per i risarcimenti alle vittime di abusi commessi da preti. Ospitiamo la traduzione di un articolo da <em>The Conversation</em> di Imad Khillo, docente di diritto pubblico a Grenoble, sull&#8217;<em>apartheid</em> di genere imposta alle donne in Afghanistan dal regime talebano. L&#8217;addetto stampa dell&#8217;Uaar Daniele Passanante intervista l&#8217;attivista laico iraniano Taher Djafarizad, da anni esule in Italia, sulle prospettive di un Iran libero e democratico. L&#8217;insegnante e attivista Pamela Deiana riflette sul calo delle scelte a favore dell&#8217;insegnamento della religione cattolica a scuola. Ciro D&#8217;Ardia ripercorre la tragica storia del movimento religioso Heaven&#8217;s Gate. E la divulgatrice scientifica Maria Antonietta Auditore ci parla dei pericoli delle derive settarie anche in campo medico. Dal canto suo il divulgatore e chimico Silvano Fuso mette in guardia dal relativismo culturale che arriva a giustificare per tradizione pratiche atroci come le mutilazioni genitali femminili. La critica cinematografica Micaela Grosso esamina da un punto di vista laico il film <em>Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery</em> di Rian Johnson.</p>
<p>Su <em>Nessun Dogma</em> diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell&#8217;associazione. In questo numero presentiamo il resoconto dell&#8217;assegnazione del premio di laurea dell&#8217;Uaar edizione 2025 presso la sede nazionale di Roma. La responsabile circolo Irene Tartaglia stavolta ci racconta cosa fa il circolo Uaar di Modena. Infine presentiamo anche l&#8217;ultimo libro pubblicato dal progetto editoriale Nessun Dogma &#8211; Libri per menti libere: un&#8217;antologia di articoli del blog associativo dal titolo A ragion veduta. Vent&#8217;anni di mondo osservato dall&#8217;Uaar a cura di Roberto Grendene e Valentino Salvatore e con prefazione del direttore della rivista Raffaele Carcano, di cui riportiamo anche un articolo tratto da questo testo sull&#8217;etica senza dio.</p>
<p>Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’<em>Osservatorio laico</em> dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. <em>Impegnarsi a ragion veduta</em> a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell&#8217;associazione <a href="https://www.uaar.it/uaar/territorio/">sul territorio</a> a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione <em>Arte e ragione</em> in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di <em>Agire laico</em> per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.</p>
<p>Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato <em>Rumore</em>.</p>
<p><em>Una delle caratteristiche totalitarie della religione è l’ambizione di invadere ogni senso dell’essere umano. L’udito non fa eccezione. In ogni epoca, in ogni luogo, abitare vicino a un tempio è una delle scelte peggiori per chi ha bisogno di riposare. Ma ci può essere di peggio: trovarsi a metà strada tra due templi in concorrenza. La parola “baccano” deriva, non a caso, dal nome di una divinità.</em></p>
<p><em>Il problema, anche in questo caso, viene amplificato da un’altra attitudine, parimenti estesa: la pretesa di avere condizioni privilegiate rispetto ai comuni mortali. Chi richiama il muezzin il cui richiamo viola la normativa sull’inquinamento acustico? Perché mai la libertà di diffondere la voce di Dio (o, per essere più precisi, dei suoi sedicenti rappresentanti terreni) dovrebbe prevalere su quella di chi trasmette death metal? Anni fa, in Norvegia fu estesa a tutte le religioni la deroga al superamento del limite sonoro previsto dalla legge. Un gruppo di atei chiese e ottenne analoga prerogativa. Per esercitarla, organizzarono un evento nel corso del quale urlarono dai tetti «Dio non esiste». E la finirono lì.</em></p>
<p><em>Le religioni hanno invece l’atteggiamento opposto. E il loro rumore di fondo nelle nostre società invade ogni ambito: dall’istruzione al lavoro, dalla famiglia alla camera da letto, fino agli stessi corpi. Il muro di separazione tra Stato e Chiesa dovrebbe essere più difficile da abbattere di quello del suono. Non è così, ed è per questa ragione che è nata questa rivista. Siamo consapevoli di rappresentare un’altra campana. Ma molto, molto più rispettosa.</em></p>
<p><em>Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino</em></p>
<p><strong><br />
La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>L’ora di religione finisce col Circeo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/05/03/lora-di-religione-finisce-col-circeo/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cinquant’anni dal massacro del Circeo si sottovaluta il ruolo della cultura cattolica tra repressione, omertà e doppia morale. Affronta il tema Micaela Grosso sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Cinquant’anni fa, la notte del Circeo spalancava una voragine nella coscienza collettiva italiana, un abisso in cui sembrava che tutto il peggio, e anche il meglio nascosto, del “Bel Paese” trovasse cittadinanza. Oggi viene facile rievocare quel massacro...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/03/lora-di-religione-finisce-col-circeo/" title="Read L’ora di religione finisce col Circeo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cinquant’anni dal massacro del Circeo si sottovaluta il ruolo della cultura cattolica tra repressione, omertà e doppia morale. Affronta il tema Micaela Grosso sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Cinquant’anni fa, la notte del Circeo spalancava una voragine nella coscienza collettiva italiana, un abisso in cui sembrava che tutto il peggio, e anche il meglio nascosto, del “Bel Paese” trovasse cittadinanza. Oggi viene facile rievocare quel massacro come il paradigma del male assoluto, il simbolo in carne, sangue e cemento di ogni deriva sociale e politica degli anni settanta.</p>
<p>A ben vedere, però, ciò che ancora oggi lascia turbati è la lente distorta con cui questa storia viene tuttora raccontata. Si fa un gran parlare, sicuramente non a torto, della matrice fascista dei tre carnefici – Izzo, Ghira, Guido – come se bastasse accostare a quei cognomi il marchio di un’ideologia per acquietare la nostra fame rituale di chiarezza morale. Pare, a chi osserva da vicino, che la memoria collettiva italiana funzioni per compartimenti stagni: <span class="pullquote">una volta etichettato il mostro, lo si può seppellire</span>, con buona pace del Paese e della sua fame di autoassoluzione.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77254" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Lora-di-religione-finisce-col-Circeo.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Lora-di-religione-finisce-col-Circeo.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Lora-di-religione-finisce-col-Circeo-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Lora-di-religione-finisce-col-Circeo-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Lora-di-religione-finisce-col-Circeo-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Eppure, non è forse degno di nota il silenzio che accompagna la seconda radice di quella storia?</p>
<p>È interessante vedere come sui giornali, nelle commemorazioni, nei dibattiti televisivi, la parola “cattolicesimo” sia finita ai margini, relegata a semplice sfondo d’ambiente, quando in realtà la cultura cattolica, quella pedagogia della colpa e della redenzione a orologeria, ha fornito agli assassini e ai loro complici silenti un humus almeno altrettanto fertile quanto le svastiche esibite. Non si tratta di volontà polemica, né di risarcimenti ideologici a posteriori: semplicemente, pare che il Circeo sia stato anche – se non soprattutto – il prodotto di una società che ha trasformato la fede in un involucro rigido, asfissiante, e che ha fatto della repressione la regola d’oro delle relazioni tra i sessi e del rapporto con il potere.</p>
<p>Sfogliando le memorie, le testimonianze e certi romanzi incuneati nella narrativa italiana più recente, si scopre che in quegli anni la scuola privata cattolica era, a tutti gli effetti, il palcoscenico privilegiato della doppia morale. Bastava attraversare i corridoi di quei licei d’élite per respirare un’atmosfera sospesa tra l’altare e il manganello, tra la preghiera della mattina e le gesta da piccolo satrapo in classe e fuori.</p>
<p>Chi scrive, per deformazione professionale, tende e vedere nei dettagli minimi (un crocifisso appeso storto, un prete che chiude in fretta la porta) i segnali di una lunga consuetudine alla negazione, alla minimizzazione, all’assoluzione preventiva dei “figli di papà”. Non è certo una scoperta di oggi che nelle scuole confessionalmente orientate la colpa venisse usata come leva, e la redenzione elargita secondo logiche più di ceto che di vera spiritualità.</p>
<p>Tutta questa materia viva, fetida ma reale, è stata ripresa e riplasmata da Edoardo Albinati, col suo libro <em><i>La scuola cattolica</i></em>, vincitore dello Strega, capace come pochi altri di scavare dove la cronaca si ferma. Il libro, e anche il film di Stefano Mordini che ne è derivato, sono prove tangibili – almeno per chi si concede il dubbio – che il mostro del Circeo non nacque dall’ideologia fascista e basta, ma anche, pesantemente, dalla pedagogia della preghiera imposta con la cinghia, dal dogma trasfigurato in privilegio, dall’anarchia morale travestita da ordine. A ben vedere, la narrazione della violenza e della complicità è tutta lì: vige una regola non scritta per cui, se sei abbastanza “interno” al gruppo, se reciti bene le Ave Maria, tutto ti sarà perdonato – o quanto meno, ti sarà evitato l’ingombro della punizione.</p>
<p>Mi sovviene un dettaglio, non trascurabile: in tutte le rievocazioni mediatiche del Circeo, si fatica a trovare una parola concreta su quella zona grigia, spesso addirittura dorata, dove la Chiesa, la scuola, la borghesia convergono nella produzione seriale di omertà e rimozione. Pare che parlare di complicità della cultura cattolica sia questione scivolosa, su cui preferire il “si dice”, il sottinteso, la prudenza da sagrestia. Eppure, per chi ha avuto a che fare (direttamente o per racconti di terza mano) con la realtà delle scuole private religiose degli anni settanta, la cosa è lampante: la reputazione salvava più di qualsiasi catechismo, e <span class="pullquote">la preghiera era spesso solo il fiore sopra un letamaio di codici non detti</span>.</p>
<p>Non a caso, come sottolinea lo stesso Albinati in pagine taglienti, l’educazione sentimentale e sessuale era completamente delegata al silenzio, alla colpa, all’inibizione e, quando non bastava, al ricatto o alla minaccia da parte di chi comandava.</p>
<p>Del resto, mi viene quasi da sorridere – amaramente, s’intende – ogni volta che, nelle battaglie contemporanee su chi debba educare i giovani all’affettività, alla sessualità, alla diversità, si propone di lasciare il testimone in mano ai soliti professionisti del dogma. Un Paese che ancora oggi, cinquant’anni dopo, fatica ad ammettere che la pornografia della violenza non nasce a caso, ma germina dove il male viene “benedetto” e nascosto, forse non ha ancora capito nulla del proprio passato. La scuola cattolica, in questo senso, rappresentava il laboratorio perfetto per la produzione di una mascolinità tossica, imbullonata dall’autorità che assolve prima ancora di giudicare, e di una femminilità ridotta al silenzio e al sacrificio in nome di una morale distorta.</p>
<p>Non si tratta, mai, di assolvere la matrice fascista di Izzo, Ghira e Guido, né di diluire responsabilità individuali nell’etere di una cultura comune. Si tratta, semmai, di recuperare l’elemento mancante: il riconoscimento pubblico che anche il cattolicesimo diffuso, quando declinato in chiave autoritaria, sessuofoba, e alleato della borghesia più ipocrita, produce le stesse distorsioni della peggiore ideologia politica. È antistorico far finta che non sia così. Eppure, cinquant’anni dopo, si preferisce restare nell’ambiguità, bastano accenni vaghi e parabole su una scuola che non c’è più, come se i modelli di allora – e di ora, permettete – non avessero la stessa lingua biforcuta.</p>
<p>Forse è anche per questo che ogni anniversario del Circeo lascia un sapore amaro, quasi rimosso, a chi si ostina a osservare la società con attenzione: la memoria non è solo esercizio civico, è anche – e forse soprattutto – un atto di coraggio verso la verità. In questa verità scomoda c’è la consapevolezza che il mostro, spesso, non viene da lontano, ma dalla stanza accanto, dai banchi della scuola, dalla messa della domenica, dal salotto pulito dove si nasconde il disordine delle coscienze. Raccontare oggi il Circeo soltanto come un crimine fascista è operazione di comodo, e anche un po’ codarda; starebbe bene, invece, aggiungere all’elenco delle responsabilità anche quella pedagogia della colpa che, purtroppo, ci riguarda ancora tutti, e che – piaccia o meno – continua a produrre danni e omertà, di generazione in generazione.</p>
<p>E allora, cinquant’anni dopo, davanti al ricordo del Circeo che per alcuni è solo un vecchio fatto di cronaca, si impone il vero esercizio laico della memoria: togliere il velo, strappare la tonaca della retorica e dire, una volta per tutte, che il male sa travestirsi, che la complicità non ha colore unico, e che la vera redenzione passa per il coraggio di nominare ogni radice, anche quella più scomoda, senza più alcun alibi spirituale o socio-culturale. Ma, in fondo, forse è chiedere troppo a un Paese che ha fatto dell’oblio la sua specialità.</p>
<p><strong>Micaela Grosso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Religione a scuola in Spagna: la lunga battaglia di Escuela Laica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche spagnole è ancora un obbligo concordatario. Gli Accordi firmati tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede nel 1979, in piena transizione democratica, impongono tutt’ora al sistema di istruzione di offrire l’insegnamento della religione cattolica nell&#8217;orario scolastico ufficiale, con docenti scelti dalle autorità ecclesiastiche e pagati con fondi pubblici. L&#8217;ultima legge educativa in vigore, la LOMLOE (Legge Organica di Modifica della Legge Organica sull&#8217;Istruzione), approvata nel dicembre 2020 dal governo di coalizione progressista...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/01/religione-scuola-spagna-lunga-battaglia-escuela-laica/" title="Read Religione a scuola in Spagna: la lunga battaglia di Escuela Laica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche spagnole è ancora un obbligo concordatario. Gli Accordi firmati tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede nel 1979, in piena transizione democratica, impongono tutt’ora al sistema di istruzione di offrire l’insegnamento della religione cattolica nell&#8217;orario scolastico ufficiale, con docenti scelti dalle autorità ecclesiastiche e pagati con fondi pubblici.</p>
<p>L&#8217;ultima legge educativa in vigore, la LOMLOE (<em><i>Legge Organica di Modifica della Legge Organica sull&#8217;Istruzione</i></em>), approvata nel dicembre 2020 dal governo di coalizione progressista PSOE-Unidas Podemos, rappresenta <span class="pullquote">il tentativo più recente di ridefinire il peso della religione nel sistema scolastico</span>, introducendo modifiche sostanziali rispetto al regime precedente:</p>
<ul>
<li>riduce l’Insegnamento della religione cattolica a un&#8217;ora settimanale, il minimo consentito nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado</li>
<li>esclude la materia dal computo della media accademica, eliminando il vantaggio che in precedenza favoriva chi si iscriveva rispetto a chi non lo faceva</li>
<li>introduce l’educazione civica (<em><i>Valores Cívicos y Éticos)</i></em>, che viene impartita in uno degli ultimi anni della primaria e in uno della secondaria, indipendentemente dalla scelta religiosa.</li>
</ul>
<img class="alignnone size-full wp-image-77264" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Religione-a-scuola-in-Spagna-la-lunga-battaglia-di-Escuela-Laica.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Religione-a-scuola-in-Spagna-la-lunga-battaglia-di-Escuela-Laica.jpg 1372w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Religione-a-scuola-in-Spagna-la-lunga-battaglia-di-Escuela-Laica-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Religione-a-scuola-in-Spagna-la-lunga-battaglia-di-Escuela-Laica-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Religione-a-scuola-in-Spagna-la-lunga-battaglia-di-Escuela-Laica-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1372px) 100vw, 1372px" />
<p>Il nodo più controverso della LOMLOE riguarda l&#8217;ora alternativa: la legge non prevede una materia alternativa all&#8217;insegnamento della religione cattolica e la collocazione della materia nell&#8217;orario scolastico viene lasciata interamente alle amministrazioni regionali. Il risultato pratico è che gli studenti che non si iscrivono alla religione non possono utilizzare quell&#8217;ora per avanzare o recuperare contenuti curriculari. In concreto, ogni scuola e ogni regione ha trovato soluzioni proprie, spesso improvvisate: in alcuni istituti l&#8217;ora viene dedicata a lettura libera o studio autonomo; in altri si organizzano attività non valutabili; in altri ancora gli studenti restano in aula con un docente di sorveglianza senza un programma definito.</p>
<p>Le differenze tra le regioni sono marcate: Madrid e Murcia hanno utilizzato la loro autonomia per portare la religione a due ore settimanali in alcuni corsi della secondaria, Navarra, Catalogna, Galizia, Castiglia-La Mancha, Cantabria e Asturie hanno mantenuto il minimo di un&#8217;ora, ridistribuendo il tempo guadagnato tra altre materie. Castiglia e León ha inserito la religione in un blocco di materie opzionali, in concorrenza con Cultura Scientífica o Seconda Lingua Straniera. La Galizia ha creato una materia alternativa propria — il <em><i>Proxecto Competencial</i></em>, ossia una didattica per competenze. Si tratta di un approccio pedagogico in cui gli studenti sviluppano un tema o un problema concreto dalla fase iniziale di ideazione fino alla presentazione finale, lavorando in modo interdisciplinare e collaborativo.</p>
<p><span class="pullquote">Il risultato complessivo è una mappa disomogenea</span> in cui il trattamento dell&#8217;ora di religione — e soprattutto il destino di chi sceglie di non avvalervisi — varia da regione a regione, da istituto a istituto, senza una norma uniforme che garantisca parità di condizioni. La LOMLOE ha irritato entrambi i fronti senza soddisfarne nessuno: il fronte cattolico ha contestato la perdita di peso accademico e la riduzione oraria; il fronte laicista la considera una mezza misura che non affronta il problema reale. È su questo terreno, quello di una legge che ha riformato senza trasformare, che la piattaforma <em><i>Escuela Laica</i></em> (Scuola Laica) rilancia nel 2026 la sua campagna.</p>
<p><strong><b>Chi è Escuela Laica e cosa chiede. </b></strong></p>
<p>Il 2 marzo 2026, in coincidenza con l’avvio del periodo di iscrizioni scolastiche, 70 organizzazioni — associazioni laiciste, femministe, sindacati— hanno presentato pubblicamente la Campagna Unitaria 2026 a Madrid. Tra i firmatari: Europa Laica, la Confederazione delle Associazioni di Genitori CEAPA (la principale confederazione nazionale delle associazioni di genitori degli studenti della scuola pubblica spagnola, che raggruppa centinaia di associazioni locali e regionali di genitori e si batte per la difesa della scuola pubblica, laica e gratuita), la Confederazione dei Sindacati degli Insegnanti STEs-i (vicina, per cultura sindacale, a realtà come COBAS Scuola o i sindacati di base del settore: meno istituzionale, più orientato alla mobilitazione diretta), la Federazione Insegnamento del sindacato “Comisiones Obreras” (il confronto italiano più immediato è con la CGIL: stessa origine storica legata alla sinistra e al movimento operaio, stessa struttura confederale con federazioni di categoria, stesso ruolo nei tavoli di concertazione nazionale), Izquierda Unida e Podemos (forze parlamentari di sinistra).</p>
<p>La piattaforma chiede:</p>
<ul>
<li>l’uscita immediata della religione confessionale dall’insegnamento</li>
<li>la cessazione del finanziamento pubblico dell’indottrinamento religioso in qualsiasi istituto</li>
<li>il potenziamento della rete pubblica con eliminazione progressiva dei finanziamenti alle scuole private convenzionate</li>
<li>la denuncia e abrogazione degli Accordi con il Vaticano, definiti la base legale dei privilegi della Chiesa nel sistema educativo.</li>
</ul>
<p>Le organizzazioni denunciano la sottomissione dei governi agli interessi della gerarchia cattolica, i cui privilegi rappresenterebbero il principale ostacolo affinché la scuola pubblica diventi l’asse portante del sistema educativo, riducendo così anche i tassi di segregazione scolastica nel paese. L’ora di religione non è una necessità pedagogica, è una scelta politica.</p>
<p>Secondo Sergio López, coordinatore della campagna, la percentuale di studenti non iscritti alla religione nelle scuole pubbliche ha già raggiunto il 57,15%. Ancor più significativo è il confronto con le scuole “concertate” (istituti privati che hanno ottenuto il riconoscimento statale e ricevono finanziamenti pubblici): lì la quota scende al 13,15%, in istituti dei quali sette su dieci sono cattolici, dove le famiglie sarebbero condizionate o addirittura costrette nella scelta.</p>
<p>Siamo in un sistema che produce esiti opposti a seconda del contesto istituzionale: <span class="pullquote">dove le famiglie sono libere di scegliere, la maggioranza sceglie di non iscriversi</span>. Dove la pressione istituzionale è più forte, quasi nessuno rinuncia.</p>
<p>La campagna ha denunciato una contraddizione numerica difficile da ignorare: mentre le iscrizioni alla religione sono diminuite di 600.000 unità tra il 2013-2014 e il 2022-2023, il corpo docente assegnato alla materia è aumentato del 43%. Nel 2013-2014 c’erano 3,5 milioni di studenti iscritti e 25.000 insegnanti; dieci anni dopo gli iscritti sono scesi a 2,9 milioni ma i docenti sono saliti a 36.000.</p>
<p>In molti casi il personale di religione svolge funzioni di coordinamento di biblioteche, tutoraggio, in qualche caso assume anche la direzione di dipartimento. Si tratta di funzioni retribuite con denaro pubblico, assegnate a persone scelte dal vescovo diocesano competente per territorio. Lo Stato paga, la Chiesa decide chi insegna, cosa insegna e quando smette di farlo.</p>
<p>Europa Laica stima che il costo complessivo di questi docenti ammonti a circa 800 milioni di euro annui.</p>
<p>Tra le proposte della campagna 2026, una merita attenzione particolare perché tocca un nervo scoperto: la richiesta di un Libro Bianco sulla laicità nel sistema educativo. Sumar e Compromís (due coalizioni di sinistra che siedono all&#8217;opposizione del governo Sánchez, pur essendone stati parte) hanno presentato al Parlamento una mozione che include l’elaborazione di un Libro Bianco che analizzi il grado di confessionalità dell’insegnamento e il suo impatto.</p>
<p>Non esistono dati ufficiali e sistematici su quanto la confessionalità costi, distorca e condizioni il sistema educativo spagnolo nel suo complesso. Non solo l’IRC come materia, ma l’insieme di pratiche, simboli, finanziamenti e strutture che mantengono la presenza ecclesiastica dentro la scuola pubblica. Prima di cambiare le norme, si chiede di quantificare e rendere visibile ciò che decenni di inerzia istituzionale hanno oscurato.</p>
<p>Esiste tuttavia un ostacolo strutturale: la LOMLOE non affronta la radice concordataria della questione. Gli Accordi fra Stato spagnolo e Santa Sede hanno rango di trattato internazionale, cioè non si modificano con una legge ordinaria. Per eliminarli occorre una denuncia formale, un atto politico di portata straordinaria che nessun esecutivo ha finora avuto la volontà di compiere. La piattaforma ha chiesto che la visita di Leone XIV in Spagna, prevista a giugno 2026, serva per riaprire la questione concordataria, ricordando che Pedro Sánchez se ne era fatto promotore nel 41° Congresso socialista del 2024.</p>
<p>Sua Santità troverà un paese in cui la maggioranza degli studenti delle scuole pubbliche ha già smesso di seguire la sua materia.</p>
<p><strong><b>Federica Marzioni</b></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8&#215;1000 alla Chiesa: firme in calo in tutte le regioni italiane</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni canale di comunicazione. Un investimento milionario che la Cei può tranquillamente permettersi, grazie al miliardo che sottrae ogni anno alla fiscalità generale, ma che si trova anche costretta a pianificare in maniera così massiccia per arginare il costante calo di firme a proprio favore. Calo dovuto a una crescita altrettanto costante delle firme per lo Stato, che si sono impennate da quando...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/" title="Read 8&#215;1000 alla Chiesa: firme in calo in tutte le regioni italiane">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni canale di comunicazione. Un investimento milionario che la Cei può tranquillamente permettersi, grazie al miliardo che <a href="https://www.occhiopermille.it/">sottrae ogni anno</a> alla fiscalità generale, ma che si trova anche costretta a pianificare in maniera così massiccia per arginare il <a href="https://blog.uaar.it/2025/07/15/8x1000-un-altro-miliardo-alla-chiesa/">costante calo</a> di firme a proprio favore. Calo dovuto a una crescita altrettanto costante delle firme per lo Stato, che si sono impennate da quando i contribuenti <a href="https://blog.uaar.it/2024/05/24/cresce-la-volonta-di-un-utilizzo-laico-dellotto-per-mille-allo-stato/">possono esprimere la preferenza</a> tra sei tipologie di intervento e tra queste scelgono le destinazioni più laiche: <a href="https://blog.uaar.it/2024/12/17/8x1000-statale-all-edilizia-scolastica-l-uaar-pubblica-i-dati/">edilizia scolastica</a> di proprietà pubblica e <a href="https://blog.uaar.it/2026/03/05/8-per-mille-allo-stato-nuovo-record-per-le-calamita-naturali/">interventi per far fronte</a> alle calamità naturali.</p>
<p>Nella più recente ripartizione dell’8&#215;1000, avvenuta nel 2025 e relativa ai redditi 2021, le firme per la Cei sono diminuite di circa 250 mila rispetto all’anno precedente, passando dal 70,37% al 69,51% delle scelte espresse valide (dal 28,67% al 27,95% sul totale dei contribuenti). Ma vediamo cosa accade a livello territoriale, consultando le statistiche <a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/pagina_dichiarazioni/public/ottoxmille.php">messe a disposizione dal Mef</a> nel dataset del “Dettaglio regionale delle scelte per anno di erogazione”. Per una volta l’Italia delle regioni si scopre compattamente unita in direzione laica. Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Puglia si registra un saldo negativo nelle preferenze per la Chiesa. Parlando sempre in termini di percentuali relative ai soli contribuenti che compilano la scheda dell’8&#215;1000 (la maggioranza, circa il 60%, lascia la scheda in bianco), la diminuzione più significativa si registra nella provincia autonoma di Bolzano (-3,06 punti percentuali), quindi Valle d’Aosta e Veneto (-1,79 e -1,13 rispettivamente). La diminuzione più tenue è in Basilicata (-0,06), ma sempre di variazione negativa si tratta.</p>
<h2><strong><b>Tabella 1</b></strong></h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-77237" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/8x1000-alla-Chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane-01-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>Per comprendere i dati è necessario consultare la tabella 1. Assumendo che le firme per la Chiesa cattolica siano un indicatore di clericalismo possiamo dire che la regione più laica è l’Emilia Romagna, dove la percentuale di chi firma nell’8&#215;1000 e sceglie di sottrarre fondi pubblici per destinarli ai vescovi si ferma al 55,03%. Seguono Toscana e Liguria, con il 58,50% e il 58,65% rispettivamente. In fondo alla classifica Puglia, Sicilia e Calabria, con valori pro Cei che superano l’80%. La Calabria è anche l’unico caso in cui la percentuale di firme per lo Stato segna un calo, per quanto quasi irrilevante. In tutte le restanti regioni lo Stato è invece in aumento, più marcatamente a Bolzano (+2,90 punti percentuali rispetto all’anno precedente), Valle d’Aosta (+1,61) e Abruzzo (+0,93).</p>
<h2><strong><b>Tabella 2</b></strong></h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-77239" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/8x1000-alla-Chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane-02-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>La natura ingannevole dell’8&#215;1000 impone che venga valutato anche sotto un’altra prospettiva, quella delle percentuali di firme sul totale dei contribuenti. Se si include la maggioranza silenziosa di chi non firma per nessuno si ottiene la tabella 2. Le preferenze sono notevolmente ridimensionate e sorprendentemente la classifica della disaffezione per la Chiesa vede in testa la Sardegna (dove solo il 21,67% dei contribuenti firma per le gerarchie ecclesiastiche), poi Umbria (21,72%) e Lazio (21,87%), mentre il record di preferenze è raggiunto in Puglia (35,35%). Se accadesse come per il 2&#215;1000 e il 5&#215;1000 sarebbero queste le percentuali utilizzate per la ripartizione del gettito. Ma si sa, la nostra classe politica è molto generosa nell’offrire finanziamenti pubblici alle confessioni religiose e così le fette della torta vengono tagliate usando le percentuali gonfiate di tabella 1, secondo la diabolica logica della <a href="https://rivista.nessundogma.it/nessun-dogma-5-2023/">ripartizione dell’inespresso</a>. Dalla Sardegna arriva così a sostegno dei vescovi il 66,03% di tabella 1 e non il 21,67% delle reali preferenze di tabella 2, mentre dall’Emilia Romagna il 55,03% di tabella 1 e non il 24,85% di tabella 2. Se non è tutto chiarissimo (l’abbiamo detto che il meccanismo è diabolico e ingannevole) e si ritiene che drenare ulteriori risorse pubbliche a favore dei vescovi sia un danno per il Paese allora in sintesi si deve tenere presente la classifica di tabella 1 e ricordarsi di non lasciare mai in bianco la scheda dell’8&#215;1000 quando è il momento della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>In tutte le regioni italiane la Chiesa perde sostenitori tra i contribuenti e le colonne uniformemente rosse delle tabelle 1 e 2 lo mostrano chiaramente. Di fronte alla voglia di laicità che unisce il Paese e alla crescente manifestazione di sostegno allo Stato nell’8&#215;1000 il governo sembra però voltarsi dall’altra parte, precisamente verso Oltretevere. Come giudicare altrimenti la scarsità di spot pubblicitari per l’8&#215;1000 statale programmati dall’esecutivo e l’assoluta mancanza di dichiarazioni pubbliche di rappresentanti delle istituzioni, in particolare i sedicenti patrioti e nazionalisti, affinché i contribuenti scelgano il nostro Paese e non il Vaticano?</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
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		<title>La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/27/clericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del contingente italiano dell’Unifil...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/27/clericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo/" title="Read La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.avvenire.it/libano-i-militari-italiani-sostituiscono-la-statua-di-gesu-distrutta-da-soldato-israeliano_107499"><span style="font-weight: 400;">contingente italiano dell’Unifil</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha donato al villaggio libanese di Debel una nuova statua di Cristo dopo che una già presente era stata distrutta deliberatamente da alcuni soldati israeliani.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro della Difesa Guido Crosetto </span><a href="https://www.difesa.it/primopiano/unifil-la-nuova-statua-di-cristo-crocifisso-per-sostituire-quella-distrutta/97263.html"><span style="font-weight: 400;">ha celebrato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’iniziativa delle forze di interposizione in Libano dell’Onu così: «è un dono e al tempo stesso un simbolo di presenza, rispetto, umanità e senso della missione». La diffusione della foto del gesto vandalico compiuto da un soldato Idf aveva suscitato un’ondata di indignazione globale, con il governo italiano </span><a href="https://www.tag24.it/1392155-statua-gesu-libano-condanne-tajani-netanyahu-israele"><span style="font-weight: 400;">in prima fila</span></a><span style="font-weight: 400;"> tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha definito l’atto «inaccettabile» e il presidente della Camera Lorenzo Fontana che ha parlato di «gesto vergognoso».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante l’inaugurazione del nuovo macchinario per la Pet-Tac all’ospedale San Salvatore dell’Aquila </span><a href="https://www.abruzzoweb.it/ospedale-laquila-attiva-pet-tac-allavanguardia-costanzi-eleviamo-standard-cure-e-assistenza/"><span style="font-weight: 400;">è stata impartita</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione dal nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, alla presenza tra gli altri della dirigenza sanitaria, del presidente della Regione Marco Marsilio, dell’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del senatore Guido Liris, dei consiglieri regionali Massimo Verrecchia e Carla Mannetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri </span><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/22/marilyn-manson-stara-in-un-convento-di-suore-a-ferrara-lannuncio-spiazza-i-fan-qualcosa-di-straordinario-e-progressista/8362796/"><span style="font-weight: 400;">aveva diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> la notizia che il cantante Marilyn Manson, rockstar statunitense nota per lo stile dissacrante, avrebbe alloggiato nel convento di suore di San Vincenzo durante la sua permanenza per un concerto, definendo ciò «qualcosa di straordinario e “progressista”». Salvo poi </span><a href="https://www.dire.it/23-04-2026/1234021-marilyn-manson-non-sara-piu-ospitato-dalle-suore-lo-stop-arriva-dallalto/"><span style="font-weight: 400;">smentirla</span></a><span style="font-weight: 400;"> sostenendo che «le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia, con cui non posso dire di avere ottimi rapporti, di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson». Il primo cittadino aveva anche aggiunto che «nella mia idea di Chiesa quando ci si trova di fronte a quella che, nel linguaggio ecclesiastico, potrebbe essere definita una “pecorella smarrita” a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla». Le dichiarazioni del sindaco hanno suscitato la reazione dell’arcidiocesi, che ha espresso «sconcerto e indignazione», smentendo le ricostruzioni che vedrebbero la curia dietro la decisione delle suore: «ci si dovrebbe informare prima di parlare, senza indicare immediatamente come nemici i cittadini e le istituzioni, che hanno comunque tutto il diritto-dovere di esprimere una visione diversa dalla sua sulla società e sulla città». La curia ha comunque criticato pure il concerto della rockstar: «è evidente che non la si ritiene una scelta che possa far crescere i nostri giovani e la nostra città ma, al contrario, contribuisce a incrementare una visione distorta delle relazioni umani e della ricerca del sacro». Sul caso </span><a href="https://www.ferraratoday.it/politica/marilyn-manson-convento-suore-pd-calvano-sindaco-curia.html"><span style="font-weight: 400;">è intervenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche Paolo Calvano, capogruppo Pd all&#8217;Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, per prendere la parti del vescovo: «le esternazioni del sindaco verso la Curia stanno diventando di giorno in giorno più gravi. Siamo in presenza di un crescendo preoccupante che rischia di minare la coesione sociale e istituzionale nella nostra città». Calvano ha aggiunto che «l’autonomia della Curia, e in questo caso delle suore della San Vincenzo, va rispettata e non sistematicamente condannata», accostando le azioni del sindaco al populismo in stile Donald Trump. «Invece di rispettare la libera scelta delle Suore di gestire i propri luoghi, si preferisce gridare al complotto politico per alimentare lo scontro. La mia piena solidarietà alla Curia, al vescovo e alla suore della San Vincenzo», ha chiosato il rappresentante Pd.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della festa della Liberazione non sono mancate le cerimonie religiose organizzate dalle istituzioni. Ad esempio a Salerno la Prefettura ha organizzato la messa nella chiesa del Sacro Cuore a suffragio per i caduti (e lettura della “preghiera del partigiano”), la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai caduti e alla lapide del partigiano tenente Ugo Stanzione (e lettura della “preghiera della patria”), l’alzabandiera e la deposizione della corona da parte dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presso il Monumento del Marinaio (e lettura della “preghiera del marinaio”).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ospedale “Grassi” di Ostia </span><a href="https://www.ilfaroonline.it/2026/04/22/ostia-al-grassi-la-posa-della-statuina-di-santa-maria-regina-della-pace/635510/"><span style="font-weight: 400;">ha ricevuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la statua della Madonna della Pace arrivata dal santuario di Medjugorje nel 2010; copie della stessa sono state collocate negli anni presso varie strutture, anche nell’aula docenti e nell’edicola esterna della scuola statale Capo d’Armi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo (ME) </span><a href="https://www.facebook.com/istitutocomprensivoterzomilazzo/posts/pfbid033JYxWSmjvhi9CSvbiTBWQkhpFjqSLhKD6vMH5yhAe7G42f1oAKpJRtiVpujYmDSyl"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una «mattinata speciale dedicata alla Pasqua dello Studente», con annessa celebrazione eucaristica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy </span><a href="https://www.mimit.gov.it/it/comunicati-emissioni-francobolli/francobollo-commemorativo-di-papa-francesco"><span style="font-weight: 400;">ha emesso</span></a><span style="font-weight: 400;"> un francobollo commemorativo di papa Francesco a un anno dalla sua scomparsa.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/27/clericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Non è Francesco</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/26/non-e-francesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La reintroduzione della festa nazionale di san Francesco il 4 ottobre: una delle più eclatanti clericalate bipartisan del nostro Parlamento. Una riflessione di Lodovico Zanetti sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. A pensar male si fa peccato. Ma quasi sempre ci si azzecca. E chi, meglio di Andreotti, può servirci a capire la santificazione, pardon l’introduzione di una nuova festività legata alla religione, da farsi il 4 ottobre...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/26/non-e-francesco/" title="Read Non è Francesco">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La reintroduzione della festa nazionale di san Francesco il 4 ottobre: una delle più eclatanti clericalate bipartisan del nostro Parlamento. Una riflessione di Lodovico Zanetti sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>A pensar male si fa peccato. Ma quasi sempre ci si azzecca. E chi, meglio di Andreotti, può servirci a capire la santificazione, pardon l’introduzione di una nuova festività legata alla religione, da farsi il 4 ottobre per i patroni italici, Francesco d’Assisi e Caterina da Siena?</p>
<p>Perché al netto della mancata reintroduzione del XX settembre, anniversario della presa di porta Pia, alla Dc manco passò per la testa di aggiungerci gli italici patroni alle già presenti festività religiose del nostro calendario: il primo gennaio, per Maria; il 6 gennaio, epifania; pasqua e lunedì dell’angelo; ferragosto, assunzione di Maria; 8 dicembre, immacolata concezione – dogma pronunciato nel 1854, sulla nascita senza peccato originale di Maria, che scommetterei la metà dei cattolici confonde con l’affermazione della verginità della Madonna; ognissanti, <span class="pullquote">e ovviamente il natale, in comodato d’uso dai pagani saturnalia e sol invictus</span>. Sorprendentemente, più di quelle laiche, tre soltanto: 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77220" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Davvero ci serviva un’altra festività religiosa? Sì, a qualcuno serviva, in realtà, per riaffermare che l’Italia è una nazione cattolica. Una reintroduzione subdola e tardiva della religione di Stato. Intesa, per altro, non come affermazione delle idee che i santi propugnavano, ma quasi a voler fissare un punto fermo. Che l’Italia è un Paese cattolico, dove non tutti sono uguali, ma ci sono persone più uguali degli altri. E quindi, crocifissi a scuola, nei tribunali, benedizioni a gogò, affermazioni di obbligo di adeguarsi, da parte degli immigrati, alle nostre tradizioni. Cosa che, in effetti, essendo quella cristiana religione importata, sembra un ossimoro lampante. Una bandierina, quindi, anzi una croce messa per indicare un controllo di territorio.</p>
<p>E non vorrei stigmatizzare coloro che l’hanno proposta, con la scusa dell’ottavo centenario della nascita del “poverello” d’Assisi, ma mi piace ricordare i fautori di questa legge. Pare che l’idea sia stata lanciata da un poeta mio concittadino, tal Davide Rondoni, di cui ricordo le esternazioni non proprio simpatiche sulla campagna degli ateobus. In un articolo pubblicato sulla prima pagina di <em>Avvenire</em> sosteneva che «la sedicente unione di atei razionalisti è stata ridicolizzata nella sua saccenteria dal semplice buon senso di gente normale», «perché basta, per così dire, essere uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio», ignorando che quel messaggio, civilissimo, era di Richard Dawkins, uno tra i più grandi scienziati viventi.</p>
<p>La campagna dei bus è definita «una miseria», e del resto «la <em><i>Bibbia</i></em> insegna che non esistono gli atei: li chiama idolatri». Rondoni conclude che «proprio grandi regimi che hanno professato l’ateismo – come il comunismo e il nazismo – hanno provocato le più gravi violenze sull’uomo». Sorvoliamo sulla bocciatura del poeta in storia, visto che proprio ateo il nazismo non era, ma ci colpisce l’incapacità di capire le posizioni degli altri, per rifugiarsi in un rifiuto che è esattamente il contrario di quello a cui secondo la legge servirebbe questa festa: «al dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse» (sic), cosa che, evidentemente, non rientra nelle corde del poeta.</p>
<p>In una intervista apparsa su <em><i>Pagella Politica </i></em>un parlamentare di Forza Italia anonimo (probabilmente per paura del rogo, quantomeno metafisico), definisce la legge una boiata pazzesca, e in effetti ci tocca dargli ragione, e ne attribuisce la paternità a Maurizio Lupi, ultimo erede dei peones della Dc, che riesce a essere meno laico dei democristiani originali, ma a cui, data la passione del santo a parlare con i lupi, dialogo non praticato dagli elettori che non lo votano, riconosciamo le circostanze attenuanti, anche se la sua dichiarazione ricorda i quadri di Magritte «È un segno, un richiamo fortemente laico a ciò che ci unisce». Anche la relatrice del disegno di legge, Elisabetta Gardini (Fdi), ha evidenziato come la festa possa rappresentare un momento di unione «per credenti e non credenti». Che detto da lei, reduce da uno scisma che l’ha portata da Forza Italia a Fratelli d’Italia&#8230;</p>
<p>Brutta figura, per altro collettiva dei parlamentari nazionali in toto, che dimostrando un tasso di laicità paragonabile allo 0 kelvin (zero assoluto) approvano il provvedimento, a eccezione di due parlamentari di Azione che votano contro. Avevo sperato lo facessero sul solco tracciato dal vero Partito d’azione, per la laicità dello Stato, ma lo fanno solo perché questa festa, quando non cade di domenica, <span class="pullquote">costerà ai cittadini italiani circa 11 milioni di euro</span>, per maggiorazioni salariali ai lavoratori della sanità, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.</p>
<p>Vista la nota propensione del poverello d’Assisi a liberarsi dei beni terreni, a donare quanto in suo possesso, in onore di questo santo avremmo potuto recuperare qualcosa (magari anche per la scuola, o la sanità) dai sette miliardi che il nostro Stato regala o sconta alla chiesa cattolica. Ma ci sarebbe voluto un miracolo. E noi siamo atei.</p>
<p><strong>Lodovico Zanetti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/22/adozione-libri-attivita-alternativa-luaar-scrive-al-ministro-valditara-e-a-5000-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione  Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/22/adozione-libri-attivita-alternativa-luaar-scrive-al-ministro-valditara-e-a-5000-scuole/" title="Read Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione </strong></p>
<p>Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar lo ribadisce <a href="https://uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">via mail a oltre 5000 istituti statali</a> che comprendono scuole primarie. Nella comunicazione che l&#8217;Uaar ha inviato ai dirigenti si invita il corpo docente a deliberare l&#8217;adozione del libro di testo per l&#8217;Attività alternativa per il prossimo anno scolastico. Una campagna che sta ottenendo risultati: nel 2024/25 solo nel 5,63% delle classi delle scuole primarie statali era garantito il libro di Attività alternativa, l&#8217;anno successivo si è saliti al 9,66% e nel 2025/26 si è raggiunta quota 13,05%.</p>
<p>«<em>Ancora una volta l&#8217;Uaar</em> ­– spiega Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – <em>è pronta a donare libri per il programma di Attività alternativa alle classi di scuole primarie rimaste scoperte, a patto che il Collegio docenti di maggio faccia il doveroso passo di garantire la pari dignità educativa e deliberare per il 2026/27 l&#8217;adozione del libro di testo per bambine e bambini che non frequentano le lezioni di religione cattolica</em>».</p>
<p>Per ricevere gratuitamente i libri, a scelta tra <em><i>Alternativamente</i></em> (Raffaello edizioni) o <em><i>Intorno a noi</i></em> (Giunti edizioni), un responsabile della scuola dovrà consultare la pagina <a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">https://www.uaar.it/kitdidattica/</a> e compilare il modulo di richiesta.</p>
<p>«<em>Di fronte</em> – conclude Grendene – <em>a una diffusa situazione di disparità educativa ai danni di bambine e bambini dell&#8217;Attività alternativa, lasciati senza libro di testo a differenza dei loro compagni che frequentano l&#8217;Irc, non chiediamo al ministro Valditara di mandare gli ispettori. È sufficiente una sua tempestiva nota ministeriale dove ribadisca i concetti contenuti nella Pec che ha ricevuto oggi dall&#8217;Uaar. Può anche fare copia e incolla</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><a href="https://www.uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">La lettera di quest&#8217;anno ai dirigenti scolastici</a></li>
<li><a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">Campagna Libri per chi ha diritto di averli</a></li>
</ul>
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