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	<title>Generale &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 15:44:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La clericalata della settimana, 29: il Comune di Corato (BA) finanzia ancora la festa patronale di san Cataldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:38:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del Comune di Corato...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/20/la-clericalata-della-settimana-29-il-comune-di-corato-ba-finanzia-ancora-la-festa-patronale-di-san-cataldo/" title="Read La clericalata della settimana, 29: il Comune di Corato (BA) finanzia ancora la festa patronale di san Cataldo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://coratolive.it/2026/07/18/san-cataldo-2026-ce-laccordo-tra-comune-e-deputazione-maggiore/"><span style="font-weight: 400;">Comune di Corato (BA)</span></a><span style="font-weight: 400;"> che </span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha rinnovato l’accordo con la deputazione religiosa che organizza la festa patronale di san Cataldo, garantendo il “tradizionale” stanziamento di centinaia di migliaia di euro pubblici.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La conferma è arrivata dopo le </span><a href="https://www.coratonews24.it/politica/1825/scintille-in-consiglio-comunale-scontro-tra-zona-e-de-benedittis-sulla-festa-di-san-cataldo"><span style="font-weight: 400;">polemiche</span></a><span style="font-weight: 400;"> sollevate in aula dal consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco per il centrodestra Pietro Zona, che aveva denunciato lo sperpero dei fondi pubblici del comparto culturale per l’organizzazione dell’evento religioso. In una nota congiunta amministrazione di centrosinistra e Deputazione maggiore hanno infatti ribadito la reciproca collaborazione e lo stanziamento di finanziamenti, all’insegna della sussidiarietà clericale: «tale cooperazione avviene e continuerà ad avvenire nel più assoluto e vicendevole rispetto dei ruoli». Ovvero, l’amministrazione paga e «ribadisce la totale assenza di volontà di intervenire o interferire nella dimensione puramente spirituale e devozionale della festa, la cui esclusiva cura e direzione spettano alla Deputazione Maggiore e alle autorità ecclesiastiche, custodi della fede e della secolare devozione al Santo Vescovo».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” di Napoli </span><a href="https://areacomunicazione.policlinico.unina.it/index.php/2026/07/03/festa-di-san-camillo-de-lellis-celebrazione-della-santa-messa-solenne-presieduta-da-don-mimmo-battaglia/"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una «Santa Messa Solenne» nell’Aula “Giuseppe Negro” della stessa struttura, presieduta dall’arcivescovo Domenico Battaglia, in occasione della festa di san Camillo De Lellis.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, diversi sindaci con fascia tricolore e le autorità civili e militari </span><a href="http://facebook.com/CittametropolitanaRomaCapitale/posts/pfbid02gRgSkaFRGwYnV6nkGDAxBK2jTyRuMhEyk3x6jVHyxot4iKn1K3FfxrDY99pqteEKl?__cft__[0]=AZapHaIBPbKYMollOwunIfYo2KkUoezcaAUhJpqI9nuNt_SOu45g3p4Omj-QlAiYYTN0gVYcS-SCtCwMAXTXNiH7LrTCTQJnEwVgSt7QhumxHTrTWcK0KUYEgufceUoe0TmKnX7xZzv4UlwywCtCPSj1Yo6KqWRYClQzMVnQJYjARZevQBZkJTNhKbhbSKj73e0&amp;__tn__=%2CO%2CP-R"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla messa a Olevano Romano in onore di santa patrona Margherita di Antiochia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Casalmoro (MN) Maura Tomaselli, a nome di tutta l’amministrazione, </span><a href="https://www.facebook.com/ComunediCasalmoro/posts/pfbid029x1HExUCr5BaK4T2n9PENAjBX5cVEVuFVfZnnQ8ArCQYAXZ93B8gLCSamUCufPgnl"><span style="font-weight: 400;">ha voluto ringraziare</span></a><span style="font-weight: 400;"> un parroco recentemente trasferito dopo nove anni di attività nella cittadina regalandogli un’acquasantiera. Beninteso, il tutto all’insegna di «un percorso che abbiamo vissuto nel rispetto dei ruoli e delle reciproche competenze, nella consapevolezza che istituzioni civili e religiose, pur nella loro autonomia, possono camminare insieme quando hanno a cuore il Bene Comune», si legge nel comunicato dell’amministrazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Commissione sanità della Regione Emilia Romagna Fratelli d’Italia, Forza Italia, Rete Civica e Lega </span><a href="https://www.riminitoday.it/cronaca/suicidio-medicalmente-assistito-regione-approvazione-assemblea.html"><span style="font-weight: 400;">hanno votato contro</span></a><span style="font-weight: 400;"> la discussione in assemblea della proposta di legge per garantire l’autodeterminazione sul fine vita. Durante la votazione sono stati approvati tre emendamenti di Valentina Castaldini (FI) che però ha confermato il voto contrario. Dal canto suo Tommaso Fiazza (Lega) ha motivato il suo no «perché pensiamo che su un tema come questo non ci possano essere 20 leggi regionali diverse».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La deputata M5S Stefania Ascari </span><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/islamisti-parlamento-imbarcati-dai-grillini-2690367.html"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il 9 luglio una conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera dal titolo “Islamofobia e odio pubblico. Rompiamo il silenzio”, con i deputati del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara e Antonino Iaria e alcuni esponenti della confessione musulmana come Ahmed Vall Ould Dah (presidente della comunità islamica di Roma) e Simona Di Giorgio (consiglio direttivo della stessa comunità).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Mugnano del Cardinale (AV) Alessandro Napolitano </span><a href="https://www.binews.it/attualita/mugnano-del-cardinale-il-sindaco-napolitano-la-nostra-patrona-ci-insegna-il-valore-dellunita-grazie-a-chi-ha-reso-possibile-una-giornata-indimenticabile/"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> con fascia tricolore alla processione in onore di Maria Santissima delle Grazie, patrona del paese. Il primo cittadino ha ringraziato tra gli altri il rettore del santuario «per la guida spirituale e la dedizione con cui accompagna la nostra comunità»</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Un (anticristo) americano a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 09:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra profezie sull&#8217;anticristo e fanatismo religioso, il magnate dell’IA Peter Thiel confeziona un cristianesimo apocalittico al servizio di élite, militarismo e tecnologie di controllo. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Nel 1972 papa Paolo VI, quello con l’immagine del riformatore che suggella il Concilio Vaticano II, durante un’udienza generale metteva in guardia sul diavolo: «questo essere oscuro e conturbante esiste davvero», assicurava, invitando...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/19/un-anticristo-americano-a-roma/" title="Read Un (anticristo) americano a Roma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra profezie sull&#8217;anticristo e fanatismo religioso, il magnate dell’IA Peter Thiel confeziona un cristianesimo apocalittico al servizio di élite, militarismo e tecnologie di controllo. Affronta il tema Valentino Salvatore sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Nel 1972 papa Paolo VI, quello con l’immagine del riformatore che suggella il Concilio Vaticano II, durante un’udienza generale metteva in guardia sul diavolo: «questo essere oscuro e conturbante esiste davvero», assicurava, invitando a «ristudiarne» la trascurata influenza nella storia. La riesumazione di Satana, che ormai sembrava archiviato nel mondo contemporaneo, curiosamente avrà un grande revival con il film <a href="http://go.uaar.it/cc24m6w"><em><i>L’esorcista</i></em></a>, di William Friedkin, uscito l’anno dopo.</p>
<p>Oggi, in un mondo dove guerre, ideologie e ansie prendono piede, torna di moda l’anticristo. Una figura che, secondo la tradizione, vuole ostacolare l’avvento del regno di dio e sviare l’umanità dalla salvezza ingannandola con false promesse mondane. Mentre sull’anticristo il papa non si pronuncia, <span class="pullquote">il suo inaspettato alfiere pop è il magnate della tecnologia Peter Thiel</span>, tra gli uomini più ricchi e influenti al mondo.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77566" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Un-anticristo-americano-a-Roma.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Un-anticristo-americano-a-Roma.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Un-anticristo-americano-a-Roma-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Un-anticristo-americano-a-Roma-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Un-anticristo-americano-a-Roma-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Negli ultimi anni tiene conferenze sul tema, riservatissime e chiacchieratissime. Come quelle del settembre 2025 a San Francisco organizzate da Acts 17 Collective, lobby confessionale attiva nel cuore tecnologico della Silicon Valley, ritenuto refrattario alla predicazione cristiana come lo era il mondo pagano nel capitolo degli <em><i>Atti degli Apostoli </i></em>da cui prende il nome, dove il viaggio missionario di Paolo culmina all’Areopago di Atene.</p>
<p>Thiel porta a metà marzo del 2026 il suo verbo anche in Italia. A organizzare il seminario l’Associazione Vincenzo Gioberti, circolo cattolico reazionario intitolato al prete, filosofo e patriota risorgimentale che propugnava il cattolicesimo come asse identitario nazionale. Collabora il Cluny Institute affiliato alla Catholic University of America, ateneo con sede a Washington finanziato dai vescovi.</p>
<p>Quattro lezioni con almeno cento invitati tra giornalisti, intellettuali, politici, imprenditori, preti e la clausola di non registrare o divulgare i contenuti. Smentite le indiscrezioni secondo cui gli incontri si sarebbero tenuti all’Università pontificia Angelicum di Roma, gestita dall’ordine dei domenicani e legata agli Stati Uniti: il niet sembrerebbe arrivato proprio dal Vaticano. Gli incontri sono dirottati a palazzo Orsini Taverna, già residenza nobiliare nel centro storico.</p>
<p>Da <a href="http://go.uaar.it/wgpxf0u"><em><i>leak</i></em></a> e racconti di <a href="http://go.uaar.it/o0nwd9n">chi ci è stato</a> i turbamenti religiosi di Thiel, che si proclama cristiano «non ortodosso», si mischiano a cervellotiche analisi geopolitiche e sociali infarcite di dotte citazioni e passi biblici. Anticristico è per lui chiunque voglia limitare l’influenza dei capitali e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale – guarda caso i suoi interessi multimilionari – temendone le derive ad esempio su ambiente, stato sociale e conflitti.</p>
<p>In uno sbilenco toto-nomi l’anticristo è accostato a figure come Greta Thunberg, l’irruente attivista che ha riportato nel dibattito pubblico la questione clima; il partito comunista cinese, nemico ideologico dell’occidente; e l’Unione Europea, per i troppi lacciuoli burocratici. Thiel cita pure <em><i>Il racconto dell’Anticristo</i></em> dello scrittore e teologo russo Vladimir Soloviev: in quest’opera del 1900 l’anticristo seduce le masse con la sua apparenza di uomo perbene, pacifista e progressista, viene eletto presidente degli Stati Uniti d’Europa e si proclama messia.</p>
<p>Tedesco di rigida famiglia luterana, omosessuale di stampo conservatore (ma sposato con un uomo d’affari e con figli – non è chiaro se nati tramite gestazione per altri), Thiel ha alle spalle una solida formazione filosofica ed è pervaso dalla febbrile convinzione di avere una missione storica trascendente. Si forma all’università di Stanford, entra nel dibattito religioso (ad esempio sulla rivista confessionalista <em><i>First Things</i></em>), critica già dagli anni novanta politicamente corretto e multiculturalismo.</p>
<p>Matura come libertario elitario appassionato di tecnologia ma gelido verso la democrazia. Tra i suoi <a href="http://go.uaar.it/55ya3kr">riferimenti</a> c’è il politologo Carl Schmitt, affine al nazismo e assertore della teologia politica, che riattualizza il concetto paolino di <em><i>katechon</i></em> (dal greco «colui che trattiene» l’anticristo e l’apocalisse): una forte autorità statale è argine contro anarchia, nichilismo e disfacimento.</p>
<p>Altro ispiratore è l’antropologo cattolico René Girard, suo docente a Stanford, secondo cui il desiderio “mimetico” (cioè imitativo) è alla base del conflitto sociale e per sedarlo serve il capro espiatorio, la cui apoteosi è il sacrificio di Gesù. Un ulteriore richiamo è John Henry Newman, presbitero anglicano vissuto nell’ottocento convertitosi al cattolicesimo, noto anche per speculazioni sull’anticristo.</p>
<p><span class="pullquote">Thiel ricalca il cosiddetto “<a href="http://go.uaar.it/rumwk5g">illuminismo oscuro</a>”</span>, corrente di pensiero emersa dagli Usa negli ultimi decenni che vuole l’accelerazionismo per un vertiginoso salto tecnologico ma al contempo rigetta democrazia, progressismo e uguaglianza preferendo potere delle élite e gerarchie. Il magnate gli dà uno spiccato retrogusto religioso, distante dal sentore futurista originario.</p>
<p>Nel 2007 pubblica <em><i>Il momento straussiano </i></em>(uscito in Italia nel 2025), tributo a Leo Strauss, filosofo di origine ebraica migrato negli Usa ritenuto tra i padrini intellettuali del neoconservatorismo. Nel libro sostiene che il trauma dell’11 settembre segna la fine dell’ottimismo illuminista, accusato di stemperare valori, promuovere un piatto globalismo e rimuovere la violenza, e propugna il ritorno all’autorità e al pragmatismo per “trattenere” l’apocalisse combattendo i nemici – interni ed esterni – della civiltà occidentale cristianamente intesa.</p>
<p>Genio visionario e pioniere del settore tech, già cofondatore di PayPal e investitore in Facebook, Thiel è alla guida di Palantir Technologies. L’azienda nasce nel 2003 con il supporto di In-Q-Tel, braccio venture capital della Cia, applica analisi dei big data e intelligenza artificiale a settori strategici come sicurezza, sanità e guerra: il risultato è una capacità di controllo e previsione sempre più sofisticata, pervasiva e inquietante.</p>
<p>Il nome è preso dalla mitologia creata dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien, cattolico conservatore tra i padri del <em><i>fantasy</i></em> moderno: i <em><i>palantíri</i></em> sono pietre magiche capaci di mostrare cose lontane nello spazio e nel tempo il cui abuso può corrompere però chi le utilizza. Thiel battezza le sue aziende con rimandi all’epica tolkeniana, in un grottesco ribaltamento del pensiero dell’autore, che metteva in guardia da derive tecnologiche e autoritarie.</p>
<p>Tolkien – che è al fronte nella prima guerra mondiale e avversa nazifascismo e razzismo – in Italia è stato preso a modello dalla destra post-fascista come propugnatore di ideali identitari, spirituali e antimoderni contro il nichilismo contemporaneo. L’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano ha promosso i “campi Hobbit” – come un mansueto, abitudinario ma tenace popolo dell’immaginario tolkeniano – cui partecipava anche Giorgia Meloni, fan dichiarata dell’autore.</p>
<p>In realtà l’ideologia di Thiel perde la speranza redentrice dell’intellettuale britannico, immergendosi in una visione tragica della storia. Pare più affine alla lugubre <em><i>lore</i></em> di Warhammer 40K, gioco di ruolo ambientato in un futuro fantascientifico pervaso da conflitti intergalattici dove scienza e sovrannaturale si fondono e l’avvento del caos è “trattenuto” dall’imperatore dell’umanità, a capo di un impero teocratico in lotta perenne contro razze ostili ed eresie.</p>
<p>A sua volta Thiel è mentore del vicepresidente statunitense e convertito cattolico J.D. Vance, suo ex dipendente e vicino ai frati domenicani. Foraggia generosamente le campagne di Donald Trump e ottiene appalti pubblici su difesa e sicurezza all’insegna di un conflitto d’interessi che veleggia sull’ordine di centinaia di milioni di dollari.</p>
<p><span class="pullquote">Come viene accolto Thiel a Roma?</span> Il mainstream cattolico sembra in imbarazzo e crea un cordone sanitario attorno all’ingombrante imprenditore filosofo, prendendo le distanze per le tesi troppo esplicite e bizzarre sull’anticristo e la marcata politicizzazione filo-Usa. La gerarchia si smarca, il vicariato smentisce l’autorizzazione per una messa in latino nella basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini a corredo delle lezioni.</p>
<p>Ma una celebrazione in rito tridentino <a href="http://go.uaar.it/vlmv6b8">si tiene comunque</a> nella chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini alla presenza di numerosi uditori — tra cui Davide Quadri, responsabile internazionale dei giovani della Lega, che elogia la liturgia tradizionale<sup>6</sup>.</p>
<p>Il seminario crea fermento nel sottobosco cattolico tradizionalista e negli ambienti della destra alternativa. L’accoglienza include pure uno striscione di benvenuto con la frase «Vedo Satana cadere come la folgore» (citazione dal <em><i>Vangelo di Luca </i></em>che è anche il titolo di un saggio di Girard). A vergarlo il portale Welcome to Favelas, virale per la denuncia del degrado e della microcriminalità specie a Roma, in collaborazione con The Right Side, podcast di giovani destrorsi.</p>
<p>I gestori di Welcome to Favelas si erano incontrati nel gennaio del 2025, assieme a quelli di altri siti nostrani “indipendenti”, con i referenti di Elon Musk. Un incontro nella strategia di quest’altro magnate – vicino a Thiel e come lui sostenitore di Trump – per promuovere in Europa media e influencer vicini a istanze populiste e incanalare una svolta conservatrice.</p>
<p>La ciliegina sulla torta arriva qualche settimana dopo il seminario romano, con la <a href="http://go.uaar.it/77gg6g3">diffusione del manifesto</a><sup>7</sup> che sintetizza <em><i>La repubblica tecnologica</i></em>, libro da poco uscito anche in Italia. Scritto da Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska, rispettivamente amministratore delegato e consulente legale di Palantir Technologies, è un programma di controriforma tecno-reazionaria.</p>
<p>Semplificando: Stato più decisionista (e belligerante); rapporto organico tra istituzioni e aziende per AI militare e sicurezza; corsa al riarmo e coscrizione obbligatoria; svilimento del settore pubblico; rigetto del politicamente corretto; darci un taglio alla pretesa “moralistica” dell’<em><i>accountability</i></em> per politici, ricchi e vip; lotta alla presunta «intolleranza pervasiva verso la credenza religiosa» che dominerebbe le «élite» (in un mondo in realtà sempre più egemonizzato dai fondamentalismi – anche negli Usa); esaltazione di certe culture rispetto ad altre «regressive»; attacco a pluralismo e inclusività.</p>
<p>Il sofisticato castello ideologico di Thiel e sodali è una sfida per la chiesa cattolica, che si sente tirata per la tonaca da chi vorrebbe una benedizione. Ma anche per il mondo laico, perché racchiude un progetto di rifondazione ideologica antimoderna dell’occidente, dove la religione torna collante identitario, legittimazione politica e chiave di volta culturale. Non possiamo barattare l’insofferenza per le storture di politically correct, multiculturalismo e woke – che pure tanti non credenti sentono – con un salto indietro epocale.</p>
<p>Di fronte a un hackeraggio della società moderna pianificato da certi apprendisti stregoni è urgente riaffermare il cosmopolitismo che supera steccati identitari, l’universalismo dei diritti, la ragione illuminista e scettica, la laicità come conquista civile per credenti e no. Chi invoca algoritmi e apocalissi ha pure ampi poteri ed enormi capitali: un’incarnazione distorta del Palantir tolkieniano nelle mani di novelli Saruman. Ci toccherà vestire i panni degli hobbit, ovvero di riluttanti <em><i>katechon</i></em>?</p>
<p><strong>Valentino Salvatore</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 28: l’ospedale di Muraglia di Pesaro asseconda gli esorcisti contro il reiki</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/07/13/la-clericalata-della-settimana-28-lospedale-di-muraglia-di-pesaro-asseconda-gli-esorcisti-contro-il-reiki/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è dell’ospedale di Muraglia a...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/13/la-clericalata-della-settimana-28-lospedale-di-muraglia-di-pesaro-asseconda-gli-esorcisti-contro-il-reiki/" title="Read La clericalata della settimana, 28: l’ospedale di Muraglia di Pesaro asseconda gli esorcisti contro il reiki">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è dell’</span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/esorcisti-contro-last-pratiche-di-7c14077b"><span style="font-weight: 400;">ospedale di Muraglia a Pesaro</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">solo dopo le lamentele dell’Associazione internazionale degli esorcisti ha bloccato la pratica pseudoscientifica del reiki su pazienti oncologici volontari.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella cosiddetta “stanza del benessere” di quel nosocomio pazienti oncologici già sottoposti alle terapie mediche potevano ricorrere al reiki, pratica giapponese che pretende di veicolare “energie” con l’imposizione delle mani, tramite operatori di associazioni convenzionate. Ma gli esorcisti hanno protestato, con accuse di superstizione e satanismo, sostenendo che il cattolico che pratica o a cui è praticato il reiki «cade nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno». A quel punto la dirigenza ospedaliera ha subito preso le distanze, disponendo l’interruzione di tali pratiche. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Alberto Carelli, a sua discolpa ha rivendicato di aver «studiato dai Salesiani». La direzione medica di presidio ha inviato una comunicazione alla direttrice di Oncologia Rita Chiari per porre fine a questa iniziativa: «Pur nel rispetto delle convinzioni personali dei pazienti si ritiene opportuno evitare che tale attività venga svolta all’interno della nostra azienda. La sua introduzione potrebbe infatti esporre l’azienda a contestazioni di carattere etico e istituzionale». Il reiki sicuramente non ha basi scientifiche e non dovrebbe avere spazio in ospedale (come purtroppo avviene anche in altre strutture) ma anche qui è evidente il doppiopesismo clericale italiano: infatti per i “preti in corsia” nessuna obiezione, sebbene siano pagati dallo Stato e liberi di sciamare nei reparti, benedire, organizzare riti religiosi e importunare i pazienti anche quando non richiesti. Su costoro le direzioni sanitarie si guardano bene dall’intervenire.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Comacchio (FE) Samuele Bellotti </span><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/il-vescovo-dal-sindaco-la-4bb154ce"><span style="font-weight: 400;">ha ricevuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> in Comune per una visita pastorale e una benedizione il vescovo Gian Carlo Perego, assieme al vicario generale Massimo Manservigi e il responsabile dell’Unità pastorale locale  Guido Catozzi. «Ho accolto con sincera gratitudine la visita del vescovo, di monsignor Manservigi e di don Guido», ha precisato il primo cittadino, «In un momento così importante per l’inizio del mandato, ricevere una benedizione e condividere una preghiera rappresenta per me un gesto di grande valore umano e spirituale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Popoli Terme (PE) Moriondo Santoro, con fascia tricolore, </span><a href="https://www.facebook.com/fabrizio.facchini/posts/pfbid0yk5a3Vw1otBEY1ArQHcTtZ8T77vueHMHVuYNdK9na3sN2KrNTjjvqfG7QG4yQ2Lal"><span style="font-weight: 400;">ha inaugurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il nuovo oratorio Don Panfilo appena ristrutturato, alla presenza di religiosi cattolici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della cerimonia religiosa per l’accoglienza del nuovo rettore e di quattro sacerdoti del santuario di Santa Maria delle Grazie a Brescia, alla presenza del vescovo Pierantonio Tremolada, </span><a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=1755471116460668&amp;set=pcb.1755472469793866"><span style="font-weight: 400;">non potevano mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> i rappresentanti delle istituzioni, tra cui il vicesindaco Federico Manzoni (con fascia tricolore).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A Bisceglie (BT) </span><a href="https://www.facebook.com/100071221642895/posts/1063361499381228/?rdid=V3C5NmEKFIu7UYWO#"><span style="font-weight: 400;">è stato inaugurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un nuovo presidio di Polizia con la benedizione di un parroco, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine e della questura.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Cava de’ Tirreni (SA) Vincenzo Servalli </span><a href="https://www.salernotoday.it/social/cava-chiavi-madonna-pompei-15-marzo-2026.html"><span style="font-weight: 400;">ha consegnato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le chiavi della città all’arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo in occasione della celebrazione per l’arrivo in città del quadro della Beata Vergine del Rosario di Pompei nell’ambito delle iniziative per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Il primo cittadino ha proclamato: «La consegna della chiave della città testimonia l’affidamento della nostra comunità alla protezione della Vergine del Rosario di Pompei e rinnova la devozione dei cavesi che da sempre hanno un rapporto speciale con il Santuario di Pompei».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Sballo santo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/07/12/sballo-santo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 09:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli usi religiosi delle sostanze psicoattive vengono ammessi dai giudici, mentre quelli terapeutici e ricreativi restano perseguiti. Affronta il tema la responsabile iniziative legali Uaar Adele Orioli sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. La nostra storia inizia su uno sperdutissimo cucuzzolo dell’appennino tosco-emiliano, dove a seguito della segnalazione di un escursionista (con molto tempo a disposizione, aggiungiamo malignamente noi) vengono colti in flagrante due uomini italiani quasi quarantenni...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/12/sballo-santo/" title="Read Sballo santo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli usi religiosi delle sostanze psicoattive vengono ammessi dai giudici, mentre quelli terapeutici e ricreativi restano perseguiti. Affronta il tema la responsabile iniziative legali Uaar Adele Orioli sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>La nostra storia inizia su uno sperdutissimo cucuzzolo dell’appennino tosco-emiliano, dove a seguito della segnalazione di un escursionista (con molto tempo a disposizione, aggiungiamo malignamente noi) vengono colti in flagrante due uomini italiani quasi quarantenni che in un cascinale raggiungibile solo a piedi coltivavano e consumavano (pochi grammi di) marijuana.</p>
<p>Se in primo grado vengono condannati a cinque mesi e qualche giorno più quasi mille euro di multa, la Corte di appello di Bologna ha deciso di assolverli perché, così si legge sui giornali, <span class="pullquote">le finalità non erano evidentemente di spaccio (e fin qui&#8230;) ma di culto</span>: i due sono infatti induisti, Hare Krishna per la precisione. E secondo l’induismo lo stesso Shiva usò la marijuana come “salvavita refrigerante”: è quindi sacra e ne viene incoraggiato l’utilizzo associato alle pratiche liturgiche e meditative, per quanto sia paradossalmente vietato anche in India.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77551" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Sballo-santo.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Sballo-santo.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Sballo-santo-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Sballo-santo-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/Sballo-santo-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>A dir la verità mentre scriviamo non sono ancora disponibili le motivazioni della sentenza, ma sul punto è lo stesso avvocato difensore a dichiarare come il riferimento alla libertà religiosa e di culto sia stato dirimente nella decisione di assolvere i due “arancioni”.</p>
<p>D’altronde c’era già, e sempre a proposito di cannabis e religione, un illustrissimo precedente della Cassazione del 2008, poi ripreso dalla Corte di appello di Firenze, anche se in questo caso l’assoluzione riguardava sempre un cittadino italiano, ma seguace in questo caso del rastafarianesimo. Come ci spiega la Suprema corte «secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come “erba meditativa”.</p>
<p>Come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato ‘il re saggio’ e da esso ne tragga la forza». Ergo, la detenzione di abbondanti quantità, considerata la prescrizione religiosa di assumerne fino a dieci grammi al giorno, nel caso dei rasta ben può qualificarsi come uso personale.</p>
<p>Ok. Cioè, insomma. A prescindere dalla posizione personale sulla non liberalizzazione delle cosiddette droghe leggere e sull’efficacia tanto punitiva quanto preventiva della attuale legislazione, risalente nell’impianto al 1990, quello che stride è questo inaspettato ossequio all’uso (o presunto tale) di cannabinoidi per pratiche religiose, quando di converso non solo l’utilizzo a scopo ricreativo ma persino quello a uso medico è stato sempre fortemente osteggiato.</p>
<p>Si vedano le condanne, poi finite in assoluzione in secondo grado forse grazie anche alla giusta eco mediatica della vicenda, per Walter Di Benedetto, simbolo della necessità della cannabis terapeutica, e persino per il suo amico che lo aiutava a innaffiare le piantine, ma persino la meteora fallimentare della “cannabis light”, il cui divieto potrebbe essere in parte decostruito dalla Corte di giustizia europea alla quale ha girato la questione il nostro Consiglio di Stato.</p>
<p>Per di più, sempre nell’ottica repressiva in senso ampio della normativa, sembra strano che, come ci racconta il difensore degli Hare Krishna, il diritto alla libertà religiosa sia stato con efficacia assolutoria posto a confronto con quello alla salute. Perché se è vero che dobbiamo riconoscere un margine di autodeterminazione sanitaria faticosamente sbocconcellata da un muro di resistenze non solo codicistiche (dal testamento biologico alla parziale depenalizzazione dell’articolo 580 del codice penale) è pur vero che è proprio sull’idea di tutelare la salute dei cittadini che si basa il divieto esteso e generalizzato per qualsivoglia sostanza stupefacente di “consumo”.</p>
<p>E qui viene in rilievo una interessante decisione del Consiglio di Stato, la numero 9897 del 2023, che ha apparentemente messo una pietra tombale sulla possibilità per l’ayahuasca di uscire dall’elenco delle sostanze psicotrope e quindi vietatissime sempre e comunque, proprio facendo leva non solo e non tanto sull’ordine pubblico quanto su quell’articolo 32 della Costituzione che definisce quello alla salute «fondamentale diritto dell’individuo nell’interesse della collettività».</p>
<p>Decisione che viene a seguito del ricorso di rappresentanti della Chiesa del Santo Daime, culto sincretico tra devozione cristiana popolare e credenze sciamaniche, sorto in Amazzonia negli anni venti del novecento e che meriterebbe una – non breve – trattazione a parte.</p>
<p>Vero è che, a differenza della cannabis, l’ayahuasca, o meglio il suo principio attivo, la dimetiltriptammina, è fortemente allucinogeno, particolare che si riverbera, guarda caso, direttamente sulle pratiche liturgiche. Se la maria è usata a fini meditativi, al beverone di ayahuasca, il Santo Daime appunto, si associano direttamente virtù teofaniche e <span class="pullquote">le sensazioni allucinatorie conseguenti vengono definite miracoli</span>, segni con cui la divinità appare e si fa conoscere dall’uomo.</p>
<p>Che, per quanto ci faccia sorridere, se davvero come nel caso indo-bolognese quello che è preminente è il diritto alla libertà e pratica religiosa, a conti fatti questa è una liturgia ben più pregnante e fondamentale di una offerta all’altare in memoria di re Salomone. Cosa che in effetti sembra colpire la nostra massima corte amministrativa, che pur nel ribadire la permanenza dell’ayahuasca nelle sostanze vietate, arriva a suggerire la possibilità di una futura specifica autorizzazione, per un utilizzo controllato della bevanda sacra ai soli fini di religione e culto.</p>
<p>Insomma, pure per gli allucinogeni potrebbe aprirsi una strada, fatta di interlocuzioni tra confessione e ministero della salute, già avviate peraltro, che consentirebbe anche l’importazione dal Brasile della liana dalla quale viene estratto l’equivalente liturgico della cattolica e ben più noiosa ostia di acqua e farina.</p>
<p>Con buona pace dell’escursionista impiccione con cui abbiamo aperto questa riflessione, con il «non lo fo per piacer mio ma per dare sballo a dio» insomma le maglie di una rigida normativa appaiono, seppur per via giurisprudenziale, incredibilmente elastiche e indulgenti. In effetti non si vive di solo oppio.</p>
<p><strong>Adele Orioli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 27: la Regione Sicilia stanzia 3,4 milioni per la visita del papa a Lampedusa</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/07/06/clericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2026/07/06/clericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 15:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.uaar.it/?p=77542</guid>

					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della Regione Sicilia che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/06/clericalata-della-settimana-27-la-regione-sicilia-stanzia-34-milioni-per-la-visita-del-papa-a-lampedusa/" title="Read La clericalata della settimana, 27: la Regione Sicilia stanzia 3,4 milioni per la visita del papa a Lampedusa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è della </span><a href="https://gds.it/articoli/cronaca/2026/07/01/dalla-regione-3-milioni-e-mezzo-di-euro-per-la-visita-del-santo-padre-a-lampedusa-fb7684d2-0f22-4ff4-a987-aa1a1d96f9a6/"><span style="font-weight: 400;">Regione Sicilia</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha stanziato 3,4 milioni di euro per realizzare infrastrutture e intensificare la sicurezza a Lampedusa in occasione della recente visita pastorale di papa Leone XIV nell’isola.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Solo per la trasferta papale le istituzioni si sono mobilitate per completare diversi lavori infrastrutturali attesi da tempo. L’Assessorato regionale alle Infrastrutture ha stanziato 1,3 milioni di euro per il rifacimento delle strade (quelle del percorso papale), con esecuzione da parte del Genio civile di Agrigento; altri 768 mila euro di fondi per l’emergenza del ciclone Harry per la sistemazione di Molo Favaloro e dell’approdo di Cala Pisana; ulteriori 760 mila euro a favore del Comune di Lampedusa e Linosa per rifare il campanile della parrocchia di San Gerlando, demolito negli anni Ottanta per motivi di sicurezza. Per gli allestimenti relativi alla messa del papa sull’isola sono stati stanziati 150 mila euro dall’Assessorato al Turismo, 20 mila euro da quello al Territorio e all’ambiente e altri 55 mila dalla presidenza della Regione. Per garantire la presenza potenziata dalla Protezione civile in occasione dei giorni del viaggio papale, con spostamento e alloggio di 250 volontari, 70 mezzi e annessa logistica, e la permanenza di volontari e sanitari, sono stati stanziati 320 mila euro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente regionale Renato Schifani ha proclamato: «Siamo pronti ad accogliere il Santo Padre con gioia ed emozione per una visita che rappresenta il più alto riconoscimento dato alla comunità di Lampedusa, e vorrei dire all’intera Sicilia, per l’attenzione autentica e sincera mostrata nei confronti di migliaia di persone migranti giunte sulle nostre coste», ricordando che «come governo regionale abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie affinché Lampedusa possa essere all’altezza di questo importante evento». Le autorità, tra cui Schifani, gli assessori al Turismo Elvira Amata, alle Infrastrutture Alessandro Aricò, al Territorio Giusi Savarino, hanno accolto Leone XIV all’aeroporto dell’isola e hanno partecipato agli eventi con il papa, tra cui la messa.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi </span><a href="https://www.toscanaoggi.it/oratori-cei-e-governo-50-milioni-per-spazi-sportivi-nelle-periferie/"><span style="font-weight: 400;">ha firmato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un protocollo d’intesa con il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, per stanziare 50 milioni di euro a favore del potenziamento e della riqualificazione degli oratori parrocchiali. Le risorse sono imputate al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Questo nuovo protocollo si aggiunge ai 19,5 milioni già stanziati per gli anni 2025-2028 per le attività sportive negli oratori. Il cardinale ha proclamato raggiante: «L’accordo esprime una collaborazione tra Chiesa e istituzioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà e nella valorizzazione della rete degli oratori come presidi educativi e di legalità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Serravalle Pistoiese Piero Lunardi </span><a href="https://www.tgregione.it/serravalle-rock-annullato-il-concerto-dei-the-devils/"><span style="font-weight: 400;">ha censurato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il concerto del gruppo The Devils, nell’ambito del locale festival Serravalle Rock, dopo le polemiche fomentate dal gruppo consiliare Serravalle Civica che </span><a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1587949996657621&amp;id=100063279081521&amp;mibextid=wwXIfr&amp;rdid=R77xcqcXYZBQhEUU"><span style="font-weight: 400;">ha avviato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una campagna moralistica ostile mettendo in risalto alcune dichiarazioni in cui il duo si definiva «anticristiano». In un comunicato dell’amministrazione </span><a href="https://www.facebook.com/comune.serravalle.pistoiese/posts/pfbid0VGiHnVJgFmebb6mCEbsTHFqt7mjwShYQDYhLmRpVnbwjF1oovg9uz9ptLyKuxq1xl"><span style="font-weight: 400;">si arriva a sostenere</span></a><span style="font-weight: 400;"> che «a seguito del caos mediatico sviluppatosi e temendo problematiche di ordine pubblico durante lo svolgimento della serata, il Sindaco ha ritenuto opportuno rivalutare la loro partecipazione all’evento», annullando l’esibizione di quel gruppo, motivando ciò per il senso di «responsabilità che un’Amministrazione pubblica ha nel promuovere iniziative capaci di unire la comunità e di rispettare la sensibilità di tutti i cittadini».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia </span><a href="https://www.politico.eu/article/italy-bulgaria-resist-eu-sanctions-patriarch-kirill-russia-orthodox/"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> preoccupazione, assieme alla Bulgaria, per la proposta di sanzioni dell’Unione Europea nei confronti del patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa di Mosca alleato del regime di Putin nella guerra contro l’Ucraina. Secondo alcune fonti diplomatiche la posizione dell’Italia darebbe voce al disagio del Vaticano per il fatto di dover sanzionare un esponente del clero cristiano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Agenzia Italiana per la Gioventù e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato </span><a href="https://www.facebook.com/agenziagioventu/posts/pfbid02x1PPdRAeRTX41gfgmsZnAoNumxFwJx76mfTk3uZW4qQW1EqZTyRbmjE5mNfEjYjml"><span style="font-weight: 400;">hanno lanciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il concorso “Qui Facis Mirabilia” per realizzare il progetto grafico di un erinnofilo commemorativo dedicato a san Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Viareggio (LU) Sara Grilli </span><a href="https://www.facebook.com/ComuneViareggio/posts/pfbid02PJjNyoZtiEqPMCES9vMQoNo63Gk4RxkmvGERjbU7W3FJGZQyXXUvaD1ZGqLNuRYnl"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;">, a nome dell’amministrazione comunale e dell’«intera comunità», «le più vive congratulazioni a Sua Eccellenza Monsignor Paolo Giulietti per la nomina a Membro del Dicastero per l’Evangelizzazione, nella Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari», da parte di papa Leone XIV. Grilli nel suo comunicato ha elogiato il religioso per l’«incarico di straordinario rilievo nella vita della Chiesa universale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Arco (TN) Arianna Fiorio e i rappresentanti delle forze dell’ordine </span><a href="https://www.comune.arco.tn.it/Novita/Notizie/Carabinieri-la-benedizione-della-caserma"><span style="font-weight: 400;">hanno presenziato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla benedizione da parte di don Francesco Scarin della nuova sede provvisoria della caserma dei Carabinieri a Villa Althamer.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’inaugurazione della nuova piazza di Caruscino, borgata di Avezzano (AQ), davanti alla chiesa di San Giuseppe Artigiano </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid0VJTVJKYU56CG9bjC7XNRVR77eaQV4tEbbfDYbGQAzJg2gDWsGGY5bME3A28Z8QPil"><span style="font-weight: 400;">non poteva mancare</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione del vescovo Giovanni Massaro, con gli interventi istituzionali del sindaco Giovanni Di Pangrazio e dell’assessore regionale abruzzese Mario Quaglieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Cittanova (RC) </span><a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02A4z9bzLfdUWmjA8F3YLyGN4DfQupy7Xu8DnBuqs3bzMe5fmvFQFnLVpiaNEGvjerl&amp;id=61560874120949"><span style="font-weight: 400;">ha fatto benedire</span></a><span style="font-weight: 400;"> dall’arciprete don Letterio Festa i nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti, «nel corso di una cerimonia sobria ma significativa» alla presenza del sindaco Domenico Antico, della vicesindaca Rita Morano, dell’assessore Francesco Rao, del consigliere Giuseppe Morabito, e dei responsabili comunali del servizi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’inaugurazione di un presidio dei Vigili del Fuoco nel Comune di Candela (FG) </span><a href="https://telesveva.it/attualita/candela-parte-la-sfida-per-8-volontari-da-stamane-in-servizio-nel-nuovo-distaccamento-dei-vigili-del-fuoco-lappello-del-comandante-capuano-cerchiamo-altri-chi-vuole-darci-una-ma/"><span style="font-weight: 400;">ha visto</span></a><span style="font-weight: 400;"> pure la benedizione di un prete. Presenti le autorità locali, tra cui il comandante dei Vigili del Fuoco di Foggia Giulio Capuano, del consigliere regionale pugliese Nicola Gatta, del sindaco Giuseppe De Vitto.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>La cosa più alienante degli alieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ultimo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, offre l’occasione per riflettere su temi come la persistenza delle credenze e le teorie cospirazioniste. Una lettura laica di Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Maldisposto dall’argomento, ma tentato da alcune recensioni incoraggianti, ho deciso di dare una chance a Steven Spielberg per vedere cosa avesse di nuovo da dire sugli alieni nel 2026. Spoiler: niente di niente. Disclosure...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/05/la-cosa-piu-alienante-degli-alieni/" title="Read La cosa più alienante degli alieni">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’ultimo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, offre l’occasione per riflettere su temi come la persistenza delle credenze e le teorie cospirazioniste. Una lettura laica di Paolo Ferrarini sul numero 3/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Maldisposto dall’argomento, ma tentato da alcune recensioni incoraggianti, ho deciso di dare una chance a Steven Spielberg per vedere cosa avesse di nuovo da dire sugli alieni nel 2026. Spoiler: niente di niente.</p>
<p><em><i>Disclosure Day </i></em>ti intrappola in un lunghissimo episodio della vecchia serie X-Files arricchito di una produzione multimilionaria, al puro scopo di intrattenere lo spettatore che non ha voglia di pensare ma solo di farsi un giro in giostra al luna park cinematografico, con <span class="pullquote">due ore e mezza di caccia all’uomo e inseguimenti altamente improbabili</span> innescati da ancora più improbabili poteri di veggenza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-77527" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/07/La-cosa-piu-alienante-degli-alieni-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Molto più simile come esperienza a <em><i>Minority Report </i></em>che a <em><i>E.T.</i></em> o <em><i>Incontri ravvicinati</i></em>, quello che manca completamente in questo film è l’interesse a porsi gli interrogativi sensati che ritroviamo invece in opere più oneste tipo <em><i>Arrival</i></em> e naturalmente <em><i>Contact</i></em>, quest’ultimo basato sulle riflessioni scientifiche di Carl Sagan.</p>
<p>Scandaloso, a tal proposito, che la posizione di Sagan – secondo cui, puramente a rigor di logica, la vastità del cosmo fa propendere per l’ipotesi che ci sia vita altrove nell’universo – in <em><i>Disclosure Day </i></em>sia messa in bocca non a una scienziata, come Ellie Arroway in <em><i>Contact</i></em>, ma a una suora, trasformando così una riflessione profonda fatta con cognizione di causa in un banale cliché post-moderno al servizio del pensiero magico e fideistico.</p>
<p>Del resto, di cliché il regista non se ne fa mancare nemmeno uno: dall’incidente di Roswell, ai cerchi nel grano, ai soliti alieni gracili e viscidi con gli occhioni e le dita lunghe, le astronavi giganti che escono dalle nuvole, la lingua dei click, le tecnologie fantascientifiche&#8230; Impossibile trovare qualche elemento di novità. Toh, forse il fatto che stavolta i sondini rettali se li beccano più gli alieni che gli umani.</p>
<p>Di per sé, naturalmente, non c’è niente di male nell’intrattenimento fine a se stesso, e chi apprezza un buon <em><i>action movie</i></em> non resterà di certo deluso dal livello di questa produzione. Il problema piuttosto è la premessa per nulla innocente del film, in un periodo storico in cui più che mai il confine tra realtà e narrazione è diventato labile e il cinema non solo rispecchia il pensiero della gente su certe questioni, ma ha la grande capacità di plasmarlo.</p>
<p>Perché <em><i>Disclosure Day</i></em> non è esattamente un film sugli alieni: è un film sulla teoria della cospirazione secondo cui apparati governativi e para-governativi investono enormi risorse per tenere nascosta all’umanità la presenza degli extraterrestri sulla terra, con la scusa facilona e data per scontata che la gente non saprebbe gestire la “verità” e la società civile collasserebbe e bla bla bla. Anche qua, nulla di nuovo: l’intera serie X-Files degli anni ‘90 ruotava appunto attorno a questa premessa. Solo che parlare di cospirazioni negli anni ‘90 faceva ancora un po’ sorridere. C’era qualcosa di ingenuo, di giocoso, nel pensare che gli alieni fossero tra noi, o che Elvis Presley fosse ancora tra noi.</p>
<p>Perché all’epoca la politica si presentava ancora come una cosa seria, ragionevolmente ancorata alla realtà e lontana dall’integrare nei propri programmi credenze non supportate dall’evidenza per compiacere un elettorato fuori di senno. Oggi le cose sono radicalmente cambiate, viviamo in un girone profondo del mondo infestato dai demoni di Carl Sagan, e un film come <em><i>Disclosure Day</i></em>, marketizzato addirittura come «un documentario», esce in un periodo in cui il discorso sugli alieni sulla terra, che fa sbadigliare di noia la scienza, è improvvisamente tornato in auge in America.</p>
<p>Come se fosse una cosa seria! Nei talk show, grande enfasi viene posta sul fatto che le nuove storie sugli alieni si sono notevolmente evolute, a livello di credibilità. Non si tratta più delle allucinate dichiarazioni di vaccari sessualmente repressi del Kansas gravitati via per una colonscopia a 300 metri da terra. No, adesso sono serissimi generali dell’esercito e rispettabili agenti federali a riportare, documenti alla mano, avvistamenti e interferenze che non hanno spiegazioni da protocollo, ma che l’arguto cittadino che non teme la verità sa spiegare benissimo.</p>
<p><span class="pullquote">Ci si mette anche Barack Obama</span>. Scherzando sul cliché che il presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere a conoscenza dei segreti nazionali sugli extraterrestri, qualche mese fa ha dichiarato a un podcast che gli alieni «esistono davvero, ma io non li ho mai visti», aggiungendo poi che se davvero degli esemplari fossero custoditi nell’Area 51, la cospirazione sarebbe tale da tenere all’oscuro persino il presidente.</p>
<p>Ma se le teorie della cospirazione sono al massimo materiale per una battuta in bocca a un agente razionale come Obama, un lunatico che invece le cavalca politicamente come Trump non si è fatto sfuggire l’occasione per denunciare l’arcinemico, insinuando che con quella battuta Obama avrebbe fatto sediziosamente trapelare segreti di Stato.</p>
<p>E subito dopo ha avuto l’idea di reclutare E.T. nella sua macchina di propaganda post-verità volta ad accrescere il senso di paranoia nei confronti dello Stato profondo che cela segreti, allo stesso tempo distraendo l’elettorato dai problemi reali e dai disastri che le sue politiche hanno creato sia a livello domestico che globale. In stile <em><i>Disclosure Day</i></em> sono stati così aperti gli archivi militari degli X-Files, pieni delle solite lucine e ombre in movimento in filmati sgranati in bianco e nero che non significano assolutamente nulla, validati soltanto dalla supposta autorità delle agenzie che li rilasciano.</p>
<p>Ma la cosa più alienante, che fa veramente cadere le braccia a chi abbia un minimo di consapevolezza scientifica, è che il discorso pubblico, per come viene presentato sui media, è interamente ridotto a una questione di fede, come se la gente dovesse ingenuamente posizionarsi tra il campo degli scettici in malafede collusi con il potere e i romantici eroi della verità con i poster «<em><i>I want to believe!</i></em>» appesi in camera da letto.</p>
<p>Al di fuori dei canali specialistici, non si sente mai nessuno dire chiaramente quale immane sciocchezza sia pensare che gli alieni siano qui ora sulla Terra, quanto vastamente improbabile sia per una specie coprire anche la più piccola distanza cosmica, figurarsi trovare le condizioni ambientali che permettano di avvicinarsi a un altro pianeta e men che meno interagire con i suoi abitanti. Per contro, nessuno spiega chiaramente quanto sarebbe sconvolgente e quali pazzesche implicazioni avrebbe trovare anche solo un’ombra di replicante, un frammento di Dna, su Marte.</p>
<p>È alienante, in altre parole, che l’abitudine all’ignoranza scientifica sia così radicata da rimuovere dalla consapevolezza pubblica la minima cognizione che certe conclusioni si possano e si debbano trarre solamente tenendo conto delle conoscenze pregresse, nozioni fondamentali e consolidate che non si possono allegramente smantellare o ignorare solo per tenere in piedi una vaga intuizione in merito a un video sgranato.</p>
<p>E allora i veri eroi, in questo deserto di insopportabile, reiterata superficialità, sono forse quelli che in camera hanno il poster «<em><i>I want to believe</i></em>. Sì, ma nella scienza e nel pensiero razionale».</p>
<p><strong>Paolo Ferrarini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Marcia indietro sui diritti? Facciamo il punto sul n. 3/2026 della rivista Nessun Dogma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove. La copertina del numero 3/2026 di Paolo Ferrarini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/01/marcia-indietro-sui-diritti-facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-nessun-dogma/" title="Read Marcia indietro sui diritti? Facciamo il punto sul n. 3/2026 della rivista Nessun Dogma">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo numero del bimestrale dell&#8217;Uaar <a href="https://rivista.nessundogma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://rivista.nessundogma.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1583911345263000&amp;usg=AFQjCNFa9Qp08cg3F0iKPgvt2_g-g61Arg"><em>Nessun Dogma &#8211; Agire laico per un mondo più umano</em></a>. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l&#8217;impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.</p>
<p>La copertina del numero 3/2026 di Paolo Ferrarini rende l&#8217;idea della &#8220;marcia indietro&#8221; che stiamo vivendo sui diritti e sulla laicità. Diversi articoli affrontano la questione, da prospettive differenti. Il direttore Raffaele Carcano riflette sullo scontro tra il presidente Donald Trump e papa Leone XIV, in un cortocircuito in cui a farne le spese è proprio la laicità. L’attivista Paolo Ferrarini riflette sul declino del “woke” negli Stati Uniti e nel mondo, per il cambio di orientamento delle grandi aziende e per il clima ostile creato dalla politica conservatrice contro i diritti civili. Dal canto suo Valentino Salvatore si concentra sulla figura di Peter Thiel, uno dei magnati statunitensi artefici di questo riflusso identitario in chiave esplicitamente religiosa.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77522" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-768x403.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-650x341.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/Marcia-indietro-sui-diritti-Facciamo-il-punto-sul-n-3-2026-della-rivista-Nessun-Dogma-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. La responsabile iniziative legali dell&#8217;Uaar Adele Orioli commenta una recente sentenza che giustifica l&#8217;uso di stupefacenti per fini &#8220;spirituali&#8221;. La professoressa e bioeticista Sara Patuzzo Manzati approfondisce la questione del rifiuto anticipato delle cure nella medicina d’urgenza. Proponiamo inoltre la traduzione da<em> The Conversation</em> di un articolo del politologo Imad Khillo sulla nuova legislazione irachena che di fatto peggiora la condizione delle donne in nome del tradizionalismo religioso. L’addetto stampa dell’associazione, Daniele Passanante, dedica un approfondimento all’abitudinario e pervasivo clericalismo dei funzionari pubblici, che appare ancora più intenso con l’attuale governo di destra identitaria. La docente Pamela Deiana ricostruisce il caso di una scuola di Chiusi, simbolo di un malcostume clericale generalizzato nel mondo scolastico: l’istituto aveva organizzato atti di culto in orario scolastico e l’iniziativa era stata fermata solo dopo una diffida dell’Uaar. Lo psicologo Armando De Vincentiis ricostruisce le dinamiche interne alle sette e perché è così difficile abbandonarle. Loris Tissino intervista la psicologa Cristina Caparesi, già ospite per un evento del circolo Uaar di Pordenone, sul tema della radicalizzazione violenza, in particolare dei giovani. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso fa un po’ di chiarezza sui fenomeni dell’<em>homeschooling</em> e dell’<em>unschooling</em>, dopo il caso mediatico della “famiglia nel bosco”. Micaela Grosso, giurata per il Premio Brian dell’Uaar, esplora il fenomeno delle <em>fiction</em> cristiane di successo nell’epoca dello streaming, in particolare i casi di <em>The Chosen</em> e di <em>Seeking Persephone</em>. Il giornalista Federico Tulli dedica un’inchiesta ai rapporti tra il Vaticano, che ostenta pauperismo, e i potentati economici. L’attivista Lodovico Zanetti si interroga su quanto la valorizzazione del presepe come “patrimonio immateriale” da parte dell’Unesco possa favorire ulteriori invadenze confessionaliste in ambiti come la scuola con il pretesto della cultura. Sempre sul tema del cinema, il presidente della giuria del Premio Brian Paolo Ferrarini dedica anche un articolo all’ultimo film di Steven Spielberg <em>Disclosure Day</em>, in un periodo in cui la questione delle presunte prove dell’esistenza degli alieni viene cavalcata da integralisti e complottisti.</p>
<p>Su <em>Nessun Dogma</em> diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell&#8217;associazione. Cogliamo ad esempio l’occasione per ricordare l’eredità che ci ha lasciato la sociologa Laura Balbo, tra i presidenti onorari dell’Uaar e scomparsa recentemente, nella valorizzazione dei non credenti nella società e per la promozione dei diritti delle donne e delle persone lgbt.</p>
<p>Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’<em>Osservatorio laico</em> dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. <em>Impegnarsi a ragion veduta</em> a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell&#8217;associazione <a href="https://www.uaar.it/uaar/territorio/">sul territorio</a> a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione <em>Arte e ragione</em> in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di <em>Agire laico</em> per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.</p>
<p>Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato <em>Terzo</em>.</p>
<p><em>Siamo arrivati al terzo numero dell’anno, e anch’esso fini</em><em>sce inevitabilmente per dedicare più spazio alle ombre che </em><em>alle luci. Il momento che viviamo è quello che, nonostante le</em><br />
<em>ombre, è sotto gli occhi di tutti: ci possiamo ironizzare sopra, </em><em>come facciamo in copertina, ma poi dobbiamo anche pren</em><em>dere atto della realtà – perché è un passaggio indispensabile </em><em>per poi cercare di cambiarla.</em></p>
<p><em>E la realtà è che ci troviamo in un momento di forte polariz</em><em>zazione: non soltanto politica, ma soprattutto culturale. In cui </em><em>le religioni, nonostante la secolarizzazione tolga loro fedeli </em><em>giorno dopo giorno, trovano sempre più visibilità. Non solo: </em><em>stiamo tornando a un’epoca in cui la religione predominante </em><em>non viene criticata da nessuno, per un motivo o per l’altro. Tro</em><em>vando peraltro sempre nuove diaboliche forme per trasmet</em><em>tere il suo messaggio.</em></p>
<p><em>In un contesto del genere, il ruolo dell’Uaar e di Nessun Dogma </em><em>non può che essere terzo. Noi prendiamo sul serio la laicità e </em><em>la ragione: che non significa criticare in ogni occasione le reli</em><em>gioni, ma che dobbiamo “a maggior ragione” criticarle quando </em><em>l’autocensura fa sì che non siano criticate mai, e la piaggeria </em><em>fa il resto, lasciando che siano incensate sempre.</em></p>
<p><em>L’effetto a cascata è che si restringono sia la laicità delle isti</em><em>tuzioni, sia il ricorso alle evidenze su cui dovrebbero basare le </em><em>loro decisioni. Non siamo per nulla convinti che la nostra sia </em><em>una posizione di minoranza: esistono sicuramente milioni di </em><em>persone che la pensano allo stesso modo, e che non vogliono </em><em>che il terzo millennio somigli sinistramente ai tredici secoli di </em><em>cristianesimo reale, da Teodosio alla pace di Westfalia.</em></p>
<p><em>Diffondere queste opinioni non è un lavoro da poco, ma sapere </em><em>che può portare molti frutti lo ripaga ampiamente.</em></p>
<p><em>Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino</em></p>
<p><strong><br />
La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>La clericalata della settimana, 26: Deborah Bergamini (Fi) deposita una mozione all’Apce per la tutela del culto cristiano</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/29/la-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è della vicesegretaria nazionale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/29/la-clericalata-della-settimana-26-deborah-bergamini-deposita-mozione-apce-per-tutela-culto-cristiano/" title="Read La clericalata della settimana, 26: Deborah Bergamini (Fi) deposita una mozione all’Apce per la tutela del culto cristiano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p>La clericalata della settimana è della <a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/fi-forza-italia-camera-ue-bergamini-fi-proteggere-culto-cristiano-in-europa/">vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito Deborah Bergamini</a> che</p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha depositato una mozione all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per la tutela del culto cristiano nel continente.</h3>
<p>Secondo Bergamini, visto «un aumento significativo di episodi di violenza, aggressioni personali e atti vandalici contro i fedeli e i luoghi di culto cristiani», è necessario un rafforzamento dell’intervento istituzionale sul fenomeno, tenendo conto che il cristianesimo è per l’Europa un «pilastro identitario».</p>
<p><em>A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</em></p>
<p>Il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi <a href="https://www.sportegiovani.governo.it/it/comunicazione/notizie/abodi-presenta-il-nuovo-piano-di-sostegno-agli-oratori-in-arrivo-bandi-per-oltre-56-milioni-di-euro">ha presentato</a> il nuovo piano di sostegno pubblico agli oratori per un totale di 56,5 milioni di euro durante la conferenza in Senato dedicata alla presentazione del Bando oratori 2026, alla quale hanno partecipato anche i parlamentari Mariastella Gelmini e Maurizio Lupi (Noi Moderati), don Stefano Guidi in rappresentanza degli oratori italiani e suor Anna Monia Alfieri. Per i 6,5 milioni del primo bando vengono utilizzati fondi stanziati nella Legge di Bilancio 2026, mentre i 50 milioni del secondo bando provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e saranno destinati alle infrastrutture degli oratori.</p>
<p>Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valdidara gioisce perché «il Texas ha deciso di esaltare l’identità occidentale», esaltazione che include in particolare la lettura obbligatoria della Bibbia. Il ministro <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/27/ma-che-mi-importa-dei-dinosauri-meglio-la-storia-della-grecia-di-roma-e-del-cristianeismo-il-ministro-valditara-esalta-il-modello-texano-della-bibbia-obbligatori/8432240/">si dichiara inoltre «sconvolto»</a> perché in un libro di terza elementare che avrebbe visto si parla troppo di dinosauri e questo sottrarrebbe tempo ad altri argomenti tra cui il cristianesimo.</p>
<p>La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella <a href="https://www.avvenire.it/vita-e-cura/moratoria-internazionale-sulla-gestazione-per-altri-litalia-accende-la-campagna_110070">ha aderito</a>, in rappresentanza dell’Italia, alla campagna internazionale per il bando della gestazione per altri lanciata a margine della 62esima sessione del Consiglio per i Diritti umani dell’Onu. L’iniziativa, che prevede la firma di una dichiarazione politica congiunta, ha tra i primi aderenti anche Vaticano, Camerun, Cile e Argentina. È stata sostenuta dalla relatrice speciale dell’Onu sulla violenza contro le donne e le ragazze, la musulmana Reem Alsalem, e da Alliance Defending Freedom International, lobby giuridica cristiana di base negli Usa ostile a laicità e diritti civili, e altre organizzazioni confessionaliste.</p>
<p>L’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna, su richiesta dei consiglieri di centrodestra, <a href="https://www.modenatoday.it/politica/verdi-sinistra-minuto-silenzio-ruini.html">ha osservato</a> un minuto di silenzio in memoria del cardinale Camillo Ruini, il prelato ex presidente della Conferenza episcopale italiana scomparso recentemente.</p>
<p>Il presidente del Municipio V di Roma Mauro Caliste, l’assessora Maura Lostia e il consigliere comunale Giammarco Palmieri <a href="https://abitarearoma.it/inaugurata-ledicola-mariana-a-villa-gordiani/">hanno partecipato</a> alla messa e alla benedizione per inaugurare l’edicola mariana installata all’angolo tra Viale Partenope e Via Monteforte Irpino. La cerimonia religiosa è stata officiata dal vescovo e viceregente della diocesi romana Renato Tarantelli Baccari.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Divisi più che mai</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/28/divisi-piu-che-mai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La Chiesa anglicana, nata da uno scisma politico e diffusasi in tutto il mondo, oggi è percorsa da profonde spaccature culturali e dottrinarie – in particolare su temi come diritti civili, ordinazione femminile e accettazione delle persone lgbt. Affronta il tema Nicola Nobili sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Che cos’hanno in comune i partiti della sinistra e le Chiese cristiane? Sia gli uni che le altre sono...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/28/divisi-piu-che-mai/" title="Read Divisi più che mai">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Chiesa anglicana, nata da uno scisma politico e diffusasi in tutto il mondo, oggi è percorsa da profonde spaccature culturali e dottrinarie – in particolare su temi come diritti civili, ordinazione femminile e accettazione delle persone lgbt. Affronta il tema Nicola Nobili sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Che cos’hanno in comune i partiti della sinistra e le Chiese cristiane? Sia gli uni che le altre sono bravissimi a litigare per questioni di scarsa importanza e a frantumarsi in una miriade di gruppetti poco coesi. Questa affermazione si applica benissimo alle numerosissime Chiese anglicane.</p>
<p>Cominciamo con un po’ di <a href="http://go.uaar.it/q54zx22">storia</a>. La Chiesa d’Inghilterra nasce nel 1534. Re Enrico VIII voleva divorziare da Caterina d’Aragona, ma il papa rifiutava di dichiarare nulla la loro unione. Il sovrano, a quel punto, si separò da Roma, istituendo una Chiesa nazionale, con sé stesso a capo. Ancora oggi, <span class="pullquote">il monarca inglese è governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra</span>, per quanto il suo ruolo sia solo cerimoniale, mentre per le questioni pratiche la massima autorità è l’arcivescovo di Canterbury.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77482" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/divisi-piu-che-mai-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>Nei primi periodi dopo lo scisma la Chiesa anglicana si distaccava poco da quella cattolica. Di fatto, era cambiata solo la gerarchia e il fatto che gli anglicani adottarono come lingua ufficiale l’inglese anziché il latino. Col tempo, la Chiesa d’Inghilterra cominciò a diversificarsi, raccogliendo al suo interno branche diverse e, vista l’intensa attività coloniale britannica, nei secoli sono comparse sue emanazioni in tutto il mondo: Chiesa di Nigeria, Chiesa anglicana del Kenya, Chiesa della provincia dell’Uganda, Chiesa anglicana dell’Australia, Chiesa episcopale negli Stati Uniti, Chiesa dell’India meridionale, Chiesa anglicana della Tanzania, Chiesa anglicana del Cile, Chiesa del Bangladesh, Chiesa anglicana del Canada, Hong Kong Sheng Kung Hui e molte altre.</p>
<p>Tutte queste Chiese sono autonome, ma rientrano nella Comunione anglicana, un’associazione di Chiese diffusa in oltre 165 Paesi. I membri della Comunione anglicana, che hanno contatti tra di loro e i cui leader si incontrano regolarmente, riconoscono il primato e il prestigio dell’arcivescovo di Canterbury, che però è un <em><i>primus inter pares</i></em>, non ha alcuna autorità diretta al di fuori del Regno Unito.</p>
<p>Negli ultimi decenni, indicativamente dagli anni settanta, alcune Chiese si sono distaccate dalla Comunione anglicana, perché non sono d’accordo su alcune tematiche calde. Le stesse, manco a dirlo, che tengono banco in altre Chiese cristiane: ordinazione delle donne, accettazione di persone Lgbt+ nella comunità e matrimoni tra persone dello stesso sesso.</p>
<p>Per quanto riguarda le donne prete, oggi quasi tutte le Chiese anglicane accettano l’ordinazione delle donne a diacono, un numero inferiore di Chiese accetta le donne prete, meno ancora sono le Chiese che accettano che una <a href="http://go.uaar.it/g94tbiw">donna possa diventare vescovo</a>.</p>
<p>Sulle unioni tra persone dello stesso sesso, la controversia è ancora maggiore. Se nel 2017 la Chiesa episcopale scozzese ha accettato di celebrare il matrimonio omosessuale, nel 2023 l’arcivescovo ugandese Stephen Kaziimba ha lodato una nuova legge nel suo Paese che proibisce di «promuovere l’omosessualità» (condanne fino a 20 anni), il matrimonio tra persone dello stesso sesso (condanne fino all’ergastolo) e l’omosessualità “aggravata”, per esempio se un rapporto omosessuale trasmette l’Hiv (condanne fino alla pena di morte). In generale, le Chiese africane sono le più tradizionaliste, nessuna Chiesa anglicana africana accetta il matrimonio omosessuale.</p>
<p>Quanto detto conferma il pensiero di <a href="http://go.uaar.it/7wy29x3">Marco Marzano</a>, docente di sociologia all’Università di Bergamo, il quale afferma che se una Chiesa diviene più progressista non arresta la secolarizzazione, non riporta la gente in chiesa. La richiesta di riforme è una prerogativa della mentalità occidentale: da eurocentrici, noi pensiamo siano necessarie, ma il numero dei fedeli è in calo in Europa, mentre è in crescita in aree geografiche come Africa e Asia, dove questioni che stanno a cuore a molti nel vecchio continente, come il ruolo della donna o l’omosessualità, non vengono minimamente prese in considerazione.</p>
<p>Nel 2008 è nata un’alternativa alla Comunione anglicana, la Global Fellowship of Confessing Anglicans (Gafcon), presieduta dal vescovo ruandese Laurent Mbanda, di stampo tradizionalista, che raccoglie molte Chiese della Comunione anglicana africane, ma anche Chiese “concorrenti” in certi territori (Nord America, Sudafrica, Brasile&#8230;).</p>
<p>Allo stato attuale, <span class="pullquote">la Comunione anglicana consta di circa 80 milioni di fedeli</span>, in calo nelle Chiese dei Paesi più avanzati, in crescita in alcune province africane, al punto che la Chiesa nigeriana ha ormai raggiunto la Chiesa d’Inghilterra (25 milioni di fedeli) e si appresta a superare persino la Chiesa madre. Questa tendenza sembra confermare i risultati delle ricerche del politologo americano Ronald Inglehart<sup>1</sup>, secondo cui più aumenta il livello di sicurezza sociale, più diminuisce la propensione verso la fede e la religione.</p>
<p>Paradossalmente, al momento ci sono più anglicani (tra fedeli e membri del clero) in Gafcon che nella Comunione anglicana, per cui se mai Gafcon decidesse di operare uno scisma, sarebbe difficile anche definire il termine “anglicano”. La possibilità di uno scisma è già stata sollevata, peraltro di recente. Tre anni fa, all’incontro tra tutte le Chiese anglicane, alcuni vescovi conservatori avevano rifiutato di partecipare o di prendere la comunione assieme ai “vescovi Lgbt+”, alcuni addirittura avevano richiesto sanzioni per le Chiese che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.</p>
<p>In quell’occasione, Gafcon aveva emesso una dichiarazione ufficiale che sonava in questo modo: «Non stiamo lasciando la Comunione anglicana; noi siamo la maggioranza della Comunione anglicana che cerca di rimanere fedele alla nostra eredità anglicana». In altre parole: non siamo noi che vogliamo andarcene, siete voi che sbagliate. Una storia già sentita tante volte nel corso della storia.</p>
<p>In una situazione del genere, l’arcivescovo di Canterbury deve fare l’acrobata per bilanciare le tendenze delle Chiese più progressiste e di quelle più tradizionaliste. L’ultimo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, era stato molto abile, ma si è dimesso, con decorrenza da gennaio 2025, per uno scandalo sessuale: non aveva denunciato alla polizia abusi fisici e sessuali ripetuti perpetrati su dei minori da un volontario durante dei campi estivi cristiani, pur essendone a conoscenza. Anche questa, purtroppo, è una storia già sentita molte volte.</p>
<p>Mentre la cattedra di Canterbury era vacante, il 14 settembre 2025 Gafcon ha indetto una riunione dei propri vescovi in Nigeria per marzo 2026. Nel messaggio della convocazione si legge: «I revisionisti dividono deliberatamente la Comunione con azioni scismatiche che celebrano il peccato, dato che nominano pastori falsi per allontanare il gregge dalla buona parola di Dio. Ma Gesù sta costruendo la sua Chiesa, e i cancelli dell’inferno non prevarranno!»</p>
<p>Pare che a scatenare l’ira di Gafcon sia un caso senza precedenti in una provincia della Comunione anglicana. Nel luglio 2025 in Galles è stata nominata arcivescovo Cherry Vann: per la prima volta diviene arcivescovo anglicano una donna, per di più apertamente omosessuale; si noti che la Chiesa del Galles acconsente alla benedizione alle coppie dello stesso sesso dal 2021, ma non celebra matrimoni omosessuali; Vann è sposata con un’altra donna, ma solo civilmente. Appena appresa la notizia, la Chiesa della Nigeria (quella, ricordiamolo, col maggior numero di fedeli) ha tagliato i contatti con la Chiesa del Galles.</p>
<p>In questa situazione così tesa, la Chiesa d’Inghilterra ha appena annunciato l’elezione del primo arcivescovo di Canterbury donna, Sarah Mullally, peraltro la prima persona nella sua posizione a dichiarare di essere favorevole alla scelta sull’aborto. Chi scrive è d’accordo con lei, però è palese che una dichiarazione del genere ha aperto un vaso di Pandora.</p>
<p>Le reazioni non si sono fatte attendere. Il 3 ottobre 2025 Gafcon ha rilasciato un <a href="http://go.uaar.it/dgf441s">comunicato</a>:</p>
<p>«È con dolore che Gafcon riceve l’annuncio di oggi sulla nomina di dama Sarah Mullally come prossimo arcivescovo di Canterbury. Questa nomina abbandona gli anglicani di tutto il mondo, dal momento che la Chiesa d’Inghilterra ha scelto un leader che dividerà ulteriormente la già spaccata Comunione [&#8230;].</p>
<p>Sebbene vi siano alcuni che hanno accolto con favore la decisione di nominare il Vescovo Mullally come primo arcivescovo di Canterbury donna, la maggior parte della Comunione anglicana crede ancora che la <em><i>Bibbia</i></em> imponga un episcopato esclusivamente maschile. Pertanto, la sua nomina renderà impossibile per l’arcivescovo di Canterbury fungere da centro di unità all’interno della Comunione. [&#8230;]</p>
<p>Il vescovo Mullally ha ripetutamente incoraggiato insegnamenti extrabiblici e revisionisti inerenti al matrimonio e alla moralità sessuale. Nel 2023, allorché un giornalista le ha chiesto se l’intimità sessuale in un rapporto tra persone dello stesso sesso fosse peccaminosa, ha affermato che alcuni rapporti di questo tipo potrebbero in effetti essere benedetti. [&#8230;]</p>
<p>La guida della Comunione anglicana passerà a coloro che detengono la verità del Vangelo e l’autorità delle Scritture in tutti i settori della vita. [&#8230;] La nomina di oggi rende più chiaro che mai che Canterbury ha perduto l’autorità per guidarci.</p>
<p>Il ripristino della nostra amata Comunione ora risiede unicamente nelle mani di Gafcon, e siamo pronti ad assumerne la guida».</p>
<p>Dopo un siffatto annuncio, ci si aspettava che a marzo 2026 sarebbe stato ufficializzato uno scisma. Pensavo di concludere l’articolo dicendo qualcosa tipo: «Segnate la data sul calendario, prendete i popcorn e preparatevi a godervi in diretta un pezzo di storia». Invece no, non è stato necessario attendere che pochi giorni: il 16 ottobre Gafcon, sempre attraverso Laurent Mbanda, ha emanato un documento il cui titolo non potrebbe essere più <a href="http://go.uaar.it/endwx55">esplicito</a>: <em><i>Il futuro è arrivato</i></em>.</p>
<p>Nel comunicato si dichiara che da oggi Gafcon assume la guida della Comunione anglicana globale (l’aggiunta di quest’ultimo aggettivo cambia tutto), evento che verrà celebrato ad Abuja, in Nigeria, dal 3 al 6 marzo 2026. Molto significativa un’affermazione contenuta nel breve testo: «Non abbiamo lasciato la Comunione anglicana; noi siamo la Comunione anglicana».</p>
<p>Questo articolo è aggiornato a novembre 2025, ma possiamo aspettarci novità in qualsiasi momento. Stiamo davvero assistendo a un piccolo evento storico in diretta. Prendete i popcorn e attendete pazientemente.</p>
<p><strong>Nicola Nobili</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ol>
<li>Pippa Norris, Ronald Inglehart (2007): <em>Sacro e secolare. Religione e politica nel mondo globalizzato</em>. Il Mulino.</li>
</ol>
<hr />
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		<title>I concerti di Natale in chiesa non sono attività curricolare: il Tar del Lazio accoglie in parte il ricorso dell’Uaar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le scuole non possono organizzare concerti natalizi in parrocchia, con tanto di canti, gesti e inni religiosi, spacciandoli come attività di Educazione civica cui tutti gli alunni sono tenuti a partecipare. Lo ha chiarito il Tar del Lazio accogliendo in parte un ricorso patrocinato dall’Uaar. Il caso riguarda una scuola di Roma, che a fine dicembre ha organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, adducendo motivazioni logistiche, e inserendolo nell’ambito dell’insegnamento curricolare. La nostra associazione è stata contattata...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/26/i-concerti-di-natale-non-sono-attivita-curricolare-il-tar-del-lazio-accoglie-in-parte-il-ricorso-dell-uaar/" title="Read I concerti di Natale in chiesa non sono attività curricolare: il Tar del Lazio accoglie in parte il ricorso dell’Uaar">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le scuole non possono organizzare concerti natalizi in parrocchia, con tanto di canti, gesti e inni religiosi, spacciandoli come attività di Educazione civica cui tutti gli alunni sono tenuti a partecipare. Lo ha chiarito il Tar del Lazio <a href="https://www.orizzontescuola.it/la-scuola-porta-i-bambini-in-chiesa-a-cantare-genitori-fanno-ricorso-e-il-tar-chiarisce-si-ma-non-e-educazione-civica-e-deve-essere-attivita-alternativa/">accogliendo in parte</a> un ricorso patrocinato dall’Uaar. Il caso riguarda una scuola di Roma, che a fine dicembre ha organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, adducendo motivazioni logistiche, e inserendolo nell’ambito dell’insegnamento curricolare.</p>
<p>La nostra associazione è stata contattata da alcuni genitori, i quali già avevano lamentato l’atteggiamento inizialmente ostile dell’istituto di fronte alla scelta di non far frequentare l’insegnamento della religione cattolica ai figli. L’Uaar ha quindi impugnato le delibere dell’istituto e <span class="pullquote">il caso è arrivato in tribunale</span>, con il Tar del Lazio che è intervenuto con la sentenza 10632 del 9 giugno scorso.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77500" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar.jpg 1400w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/06/I-concerti-di-Natale-in-chiesa-non-sono-attivita-curricolare-il-Tar-del-Lazio-accoglie-in-parte-ricorso-dellUaar-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" />
<p>Un pronunciamento che è una vittoria parziale per la laicità, ma comunque fissa dei limiti importanti all’invadenza religiosa nelle scuole. Dal nostro punto di vista non ritenere certe attività scolastiche a carattere religioso illegittime in sé si presta ad ambiguità e apre al rischio di discriminazioni più o meno surrettizie e a un clima ostile nei confronti di chi le contesta, nonché a sempre più fantasiosi escamotage per giustificare l’invadenza confessionale.</p>
<p>La sentenza sconta infatti il richiamo alla laicità “all’italiana” – intesa non come separazione o indifferenza verso la religione – e a precedenti come quelli relativi all’imposizione del crocifisso nelle scuole (il caso Lautsi, di cui proprio l’Uaar è stata protagonista).</p>
<p>Se è vero che il tribunale non è arrivato infatti a dichiarare illegittimi gli atti della scuola, ha comunque riconosciuto che un’attività svolta in chiesa con caratteri religiosi (come è palese non solo dai canti ma pure dai gesti che evocano il culto) non può essere spacciata come curricolare e quindi deve essere organizzata fuori dall’orario di lezione e dev’essere facoltativa.</p>
<p>Non basta che la scuola parli di «parrocchia» intesa come «comunità di fedeli insistente su un territorio» (così da inglobare pure la scuola), che dia a certe attività il velo dell’educazione civica e di progetti legati a concetti laicizzati come “pace” o “solidarietà”, e che per l’occasione sia avvenuta la «preventiva rimozione dalla Chiesa del Santissimo Sacramento», per legittimare queste pratiche immerse in un contesto devozionale.</p>
<p>Altro punto importante è che il Tar laziale riconosce pienamente l’Uaar come «ente esponenziale» per la tutela della laicità dello Stato, in quanto «ente collettivo preposto alla tutela degli interessi dei non credenti, ed in specie per la loro tutela dal contrasto da ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto anche in campo scolastico», ribadendo quanto già stabilito dalla giurisprudenza negli anni.</p>
<p>«<em>Ci è voluto il Tar del Lazio per sancire l’ovvio, cioè che un concerto in chiesa con canti di Natale che invocano Gesù non può considerarsi “educazione civica”»,</em> ha spiegato il segretario nazionale dell’Uaar Roberto Grendene. «<em>Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, seppure in maniera non esplicita, ha richiamato espressamente la sentenza del Consiglio di Stato n. 1388 del 2017 che ha statuito come gli atti di culto e attività simili debbano <a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali/">svolgersi in orario extrascolastico</a>.</em> – ha aggiunto Grendene – <em>Per quanto quindi l’Uaar non condivida il mancato annullamento degli atti di cui lo stesso tribunale ha rilevato le evidenti criticità, comprendiamo che l’annullamento avrebbe portato alla condanna della dirigenza scolastica. Auspichiamo quindi che gli istituti scolastici non confondano gli atti devozionali (seppure musicati), che rischiano di essere discriminanti e divisivi, con le attività proprie dell’insegnamento, che devono invece essere aperte a tutti, inclusive e laiche</em>».</p>
<p><strong>Valentino Salvatore</strong></p>
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