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	<title>Generale &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Vent&#8217;anni di Premio laurea Uaar!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio di laurea dell&#8217;Uaar arriva alla ventesima edizione. Fin dal 2007 la nostra associazione assegna riconoscimenti a studentesse e studenti meritevoli laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell&#8217;Uaar. Un modo per valorizzare la cultura laica in ambito universitario e per sostenere concretamente giovani promettenti, grazie al vaglio di giurie specializzate formate da docenti ed esperti. Ti sei laureata o laureato (o stai per farlo) in un giorno tra il primo luglio 2025...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/23/vent-anni-di-premio-laurea-uaar/" title="Read Vent&#8217;anni di Premio laurea Uaar!">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Premio di laurea dell&#8217;Uaar arriva alla ventesima edizione. Fin dal 2007 la nostra associazione assegna riconoscimenti a studentesse e studenti meritevoli laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell&#8217;Uaar. Un modo per valorizzare la cultura laica in ambito universitario e per sostenere concretamente giovani promettenti, grazie al vaglio di giurie specializzate formate da docenti ed esperti.</p>
<p>Ti sei laureata o laureato (o stai per farlo) in un giorno <strong>tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026</strong> presso un’università italiana? Manda la tua tesi all&#8217;Uaar: potrebbe essere tra quelle che riceveranno un premio di <strong>1.000 euro</strong> (se magistrale, specialistica o vecchio ordinamento) oppure di <strong>600 euro</strong> (per la triennale) per ciascuna delle tre categorie definite dal regolamento, cioè discipline giuridiche, discipline umanistiche (filosofia, lettere, studi umanistici, storia), altre discipline (come sociologia, scienze dell’educazione, scienze, medicina, economia, statistica).</p>
<p>Invia la tua domanda di partecipazione all’Uaar <strong>entro e non oltre le ore 12:00 del 5 luglio 2026</strong>. E dacci una mano a diffondere questa iniziativa tra gli atenei!</p>
<p>Dettagli, modulistica e regolamento completo alla pagina <a href="https://www.uaar.it/premiolaurea">uaar.it/premiolaurea</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F23%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F23%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F23%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F23%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F23%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&#038;title=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/23/vent-anni-di-premio-laurea-uaar/" data-a2a-title="Vent’anni di Premio laurea Uaar!"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione  Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/22/adozione-libri-attivita-alternativa-luaar-scrive-al-ministro-valditara-e-a-5000-scuole/" title="Read Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione </strong></p>
<p>Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar lo ribadisce <a href="https://uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">via mail a oltre 5000 istituti statali</a> che comprendono scuole primarie. Nella comunicazione che l&#8217;Uaar ha inviato ai dirigenti si invita il corpo docente a deliberare l&#8217;adozione del libro di testo per l&#8217;Attività alternativa per il prossimo anno scolastico. Una campagna che sta ottenendo risultati: nel 2024/25 solo nel 5,63% delle classi delle scuole primarie statali era garantito il libro di Attività alternativa, l&#8217;anno successivo si è saliti al 9,66% e nel 2025/26 si è raggiunta quota 13,05%.</p>
<p>«<em>Ancora una volta l&#8217;Uaar</em> ­– spiega Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – <em>è pronta a donare libri per il programma di Attività alternativa alle classi di scuole primarie rimaste scoperte, a patto che il Collegio docenti di maggio faccia il doveroso passo di garantire la pari dignità educativa e deliberare per il 2026/27 l&#8217;adozione del libro di testo per bambine e bambini che non frequentano le lezioni di religione cattolica</em>».</p>
<p>Per ricevere gratuitamente i libri, a scelta tra <em><i>Alternativamente</i></em> (Raffaello edizioni) o <em><i>Intorno a noi</i></em> (Giunti edizioni), un responsabile della scuola dovrà consultare la pagina <a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">https://www.uaar.it/kitdidattica/</a> e compilare il modulo di richiesta.</p>
<p>«<em>Di fronte</em> – conclude Grendene – <em>a una diffusa situazione di disparità educativa ai danni di bambine e bambini dell&#8217;Attività alternativa, lasciati senza libro di testo a differenza dei loro compagni che frequentano l&#8217;Irc, non chiediamo al ministro Valditara di mandare gli ispettori. È sufficiente una sua tempestiva nota ministeriale dove ribadisca i concetti contenuti nella Pec che ha ricevuto oggi dall&#8217;Uaar. Può anche fare copia e incolla</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><a href="http://buongiorno,%20ecco%20qui%20https//uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">La lettera di quest&#8217;anno ai dirigenti scolastici</a></li>
<li><a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">Campagna Libri per chi ha diritto di averli</a></li>
</ul>
<img class="alignnone size-full wp-image-77208" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia.jpg 1300w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-768x768.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-650x650.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" />
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		<title>Oggi l&#8217;evento &#8220;Prime analisi sul Giubileo&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/21/remind-prime-analisi-sul-giubileo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo. Diretta su Youtube. «Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 – dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/21/remind-prime-analisi-sul-giubileo/" title="Read Oggi l&#8217;evento &#8220;Prime analisi sul Giubileo&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wkUUnSKjmd0">Diretta su Youtube</a>.</strong></p>
<p>«<em>Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 </em>– dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti –<em> l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici del Giubileo 2025 e capire se, a ragion veduta, si possa parlare di &#8220;danno santo&#8221;</em>».</p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nel cui statuto è scritto di «acquisire la conoscenza attraverso il metodo scientifico e di sostenere la libertà di ricerca», presenta così i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo 2025 <strong>martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede Uaar di via Francesco Negri, 67/69</strong> a Roma. In un desolante clima d&#8217;ossequio a suon di miliardi di spesa pubblica, l&#8217;associazione ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze, per studiare l&#8217;impatto urbanistico e giuridico su Roma e per lo Stato italiano dell&#8217;anno santo cattolico. L&#8217;Uaar ha monitorato i costi del giubileo grazie al sito <a href="https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8&amp;source=gmail&amp;ust=1776238895291000&amp;usg=AOvVaw1WGhZAcy7gHfPwfblfwfGN">Carogiubileo.it</a> che documenta fino al luglio 2025 uno stanziamento di denaro pubblico per 4 miliardi e 800 milioni di euro.</p>
<p>Interverranno nel corso della serata del 21 aprile, data in cui si festeggia il Natale di Roma – celebrazione laica della fondazione della città tradizionalmente fissata il 21 aprile del 753 a.C. – Marco Croce, professore di Diritto e religione all&#8217;Università di Firenze; Giacomo Pirazzoli, professore di Progettazione architettonica e urbana all&#8217;Università di Firenze; Francesca Tesi e Marco Gissara, titolari della borsa di ricerca finanziata dall&#8217;Uaar; Roberto Grendene, segretario Uaar.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wkUUnSKjmd0">La diretta su Youtube</a></p>
<p><strong>Prime analisi sul giubileo</strong><br />
<em>Martedì 21 aprile 2026 alle 18</em><br />
<em>Via Francesco Negri, 67/69 – Roma</em><br />
<em>Segue aperitivo </em></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77157" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg 1667w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-768x768.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1536x1536.jpg 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-650x650.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1667px) 100vw, 1667px" />
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		<title>La clericalata della settimana, 16: consigliere comunale di Formigine (MO) vuole vietare aborto e contraccezione per aumentare la natalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:13:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del consigliere comunale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/20/la-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita/" title="Read La clericalata della settimana, 16: consigliere comunale di Formigine (MO) vuole vietare aborto e contraccezione per aumentare la natalità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/04/11/news/donne-righi-riva-ci-ricasca-penalizzare-chi-non-fa-figli-1.100855625"><span style="font-weight: 400;">consigliere comunale di Formigine (MO) Costantino Righi Riva</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">durante un dibattito sui social relativo all’immigrazione ha sostenuto che per alzare il tasso di natalità degli italiani «dovremmo proibire la contraccezione, l’aborto, penalizzare chi non fa figli».</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere, già candidato sindaco per il centrodestra nel 2019, </span><a href="https://blog.uaar.it/2026/02/16/la-clericalata-della-settimana-7-le-istituzioni-si-mobilitano-per-la-croce-di-niscemi/"><span style="font-weight: 400;">si era distinto</span></a><span style="font-weight: 400;"> a febbraio per un attacco in aula contro i diritti delle donne, proprio mentre si discutevano le iniziative per gli 80 anni dall’introduzione del voto femminile in Italia. Aveva detto che il voto alle donne è stato riconosciuto solo nel 1946 «perché c’era il fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità familiare», dato che dopo «sono arrivate leggi come quelle sul divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia, che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La politica italiana si è schierata compatta a difesa di papa Leone XIV dopo gli attacchi del presidente statunitense Donald Trump sui social network – con tanto di post in cui si mostrava nei panni di Gesù. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/14/meloni-non-a-mio-agio-se-i-leader-religiosi-fanno-quel-che-dicono_c41c80e7-048d-4c1b-ac96-ccbd26eab79f.html"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> la sua solidarietà al papa e definito le affermazioni di Trump «inaccettabili», aggiungendo per giunta: «francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lapidario e istruttivo pure il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/14/la-russanon-conosce-litalia-chi-pensa-avremmo-accettato-attacco-frontale-al-papa_0e57d7dd-7c03-4713-8ee0-452c8e2440f7.html"><span style="font-weight: 400;">ha sfoderato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il suo tradizionale clericalismo nazionalista: «Se qualcuno può pensare che il presidente del Consiglio dell’Italia possa mai considerare accettabili attacchi frontali al sommo Pontefice non conosce l’Italia e il presidente del Consiglio e non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papa».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i commenti dell’opposizione, </span><a href="https://www.epochtimes.it/renzi-difendere-papa-leone-e-dovere-dei-cattolici-e-soprattutto-dei-laici-207149.html"><span style="font-weight: 400;">spiccava</span></a><span style="font-weight: 400;"> quello del presidente di Italia Viva Matteo Renzi su X: « «Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici, ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto tecnico industriale “Enrico Fermi” di Modena </span><a href="https://x.com/luciomoretti70/status/2046112414026908076/photo/1"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il progetto “Identità e fede islamica” che ha visto una lezione delle classi seconde, sabato 18 aprile, con il referente della comunità musulmana di Sassuolo Hicham Houchim, rappresentante dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) presso due sedi scolastiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Commissione regionale Pari opportunità e l’Ufficio scolastico regionale abruzzesi </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid02wmoMUGZFx1DzQQMuMSNtZw5Koz4QXZk1XMPsCdZCLzpQeUf5MmXoQy4RScaJuZVsl"><span style="font-weight: 400;">hanno organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’evento «L’educazione finanziaria – Progetto On the Road» nell’ambito delle attività di promozione della cittadinanza attiva e dell’empowerment giovanile che ha visto anche la partecipazione del vescovo Giovanni Massaro.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’onorevole Rossano Sasso (Futuro Nazionale) ha presentato l’8 aprile alla Camera un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in cui </span><a href="https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&amp;v=1578515929875788"><span style="font-weight: 400;">ha protestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> per la concessione di un’aula per le preghiere del Ramadan da parte dell’Istituto “Sassetti Peruzzi” di Firenze con argomenti smaccatamente clericali: ha infatti lamentato che la laicità porterebbe a «rinnegare la propria identità, le proprie radici e la religione cattolica» e che nelle scuole sia diffusa la «propaganda islamista», invitando il governo ad approvare la sua risoluzione contro l’islamizzazione in ambienti scolastici. Alla risposta del ministro, che sulla scorta di quanto riferito dall’Ufficio scolastico regionale toscano </span><a href="https://www.controradio.it/aule-per-ramadan-al-sassetti-peruzzi-valditara-nessun-abuso-si-tratta-di-autonomia-organizzativa/"><span style="font-weight: 400;">ha specificato</span></a><span style="font-weight: 400;"> che tale concessione rientrava nell’autonomia organizzativa dell’istituto a fronte di richieste di alcuni studenti «per non essere costretti ad assentarsi e perdere diversi giorni di lezione», Sasso ha replicato che la scuola sarebbe ostaggio dell’indottrinamento islamico e che l’islam non ha pieno riconoscimento da parte dello Stato, non avendo firmato un’intesa, infine denunciando «la mollezza di questo centrodestra che ha deposto le armi e, nel nome del politicamente corretto, ha rinunciato ad una battaglia valoriale», per Futuro Nazionale una «linea rossa».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Futuro Nazionale </span><a href="https://www.parmatoday.it/attualita/sala-preghiera-islam-universita.html"><span style="font-weight: 400;">ha espresso indignazione</span></a><span style="font-weight: 400;"> per le sale islamiche di preghiera concesse dall’Università di Parma, lamentando l’uso religioso di spazi pubblici e invocando persino laicità, diritti e uguaglianza. La sezione locale del nuovo partito di Roberto Vannacci ha denunciato la presenza di salette dedicate all’interno di alcuni plessi dell’ateneo, gestite dall’Associazione studentesca musulmana universitaria (Asmu), lamentando che un’istituzione statale «per una natura, dovrebbe garantire neutralità, laicità e pari accesso a tutti gli studenti, indipendentemente dal credo religioso» e chiedendosi «come sia stato possibile destinare locali pubblici a un uso specificatamente religioso». Dal canto suo l’onorevole Rossano Sasso paventa i rischi di “islamizzazione”, tema su cui ha presentato una risoluzione chiedendo alla maggioranza di approvarla, e annuncia un’interrogazione alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini «per chiederle un parere su questa piccola vicenda, in particolare della discriminazione della donna nella piccola moschea interna all’università». Questa indignazione, come avviene spesso con gli identitaristi clericali nostrani, dimentica che le istituzioni scolastiche e universitarie vedono frequentemente invadenza e uso degli spazi da parte di rappresentanti della confessione cattolica (tra messe, preghiere e benedizioni, e pure con la presenza di cappelle dentro gli atenei). Nell’università parmense, come in tante altre, è stata edificata nel 2007 una chiesa universitaria, mentre la prima sala di preghiere islamica risale almeno al 2017. </span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Gli scienziati e la fede religiosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo il sociologo Christopher P. Scheitle gli studenti religiosi lamentano pregiudizi in ambito scientifico, d’altronde gli scienziati credenti proclamano spesso con orgoglio la propria fede: la questione però è che metodo scientifico e fede ostentata sono difficilmente compatibili. Affronta il tema il divulgatore scientifico Silvano Fuso sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Christopher P. Scheitle è un sociologo della West Virginia University (Usa). Nell’ottobre 2023 ha pubblicato un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/19/gli-scienziati-e-la-fede-religiosa/" title="Read Gli scienziati e la fede religiosa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo il sociologo Christopher P. Scheitle gli studenti religiosi lamentano pregiudizi in ambito scientifico, d’altronde gli scienziati credenti proclamano spesso con orgoglio la propria fede: la questione però è che metodo scientifico e fede ostentata sono difficilmente compatibili. Affronta il tema il divulgatore scientifico Silvano Fuso sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Christopher P. Scheitle è un sociologo della West Virginia University (Usa). Nell’ottobre 2023 ha pubblicato un volume dal titolo <em><i>The Faithful Scientist. Experiences of Anti-Religious Bias in Scientific Training</i></em><sup>1</sup> (Lo scienziato credente. Esperienze di pregiudizi antireligiosi nella formazione scientifica). Nel testo, attraverso interviste e sondaggi che hanno coinvolto oltre 1.300 studenti universitari di biologia, chimica, fisica, psicologia e sociologia, Scheitle sostiene che chi si dedica alla scienza e ha una fede religiosa subisce, durante il proprio percorso formativo, forti pregiudizi da parte dei colleghi e, in generale, dell’ambiente scientifico, manifestamente antireligioso.</p>
<p>Come afferma lo stesso Scheitle: «La composizione relativamente non religiosa dei loro colleghi e docenti può creare difficoltà agli studenti universitari religiosi. Molti degli studenti religiosi con cui ho parlato hanno descritto una cultura che <span class="pullquote">dava per scontato che tutti in laboratorio o in classe fossero atei</span> e consentiva commenti apertamente ostili alla religione o alle persone religiose. Uno studente cristiano in biologia mi ha detto: ‘Sono rimasto davvero scioccato quando ho iniziato la scuola di specializzazione&#8230; dalla mancanza di rispetto dei miei compagni e dei professori. Sento ancora il bisogno di nascondere quella parte della mia vita&#8230; Non ho voglia di aprirmi’»<sup>2</sup>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77173" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Scheitle, con i suoi sondaggi, conferma, affermando che circa i due terzi degli studenti che si sono identificati come molto religiosi o moderatamente religiosi concordavano con l’affermazione secondo la quale «le persone nella mia disciplina hanno un atteggiamento negativo nei confronti della religione».</p>
<p>Inoltre, aggiunge l’autore, circa il 40% di questi studenti concordava anche sulla necessità di «nascondere o camuffare» le proprie opinioni o identità nei confronti delle altre persone che frequentavano nell’ambiente di studio.</p>
<p>Scheitle si sofferma poi su alcuni aspetti pratici della vita dei ricercatori. Il lungo processo di formazione e i tempi lunghi necessari per riuscire a ottenere una posizione lavorativa stabile portano molti scienziati accademici a rimandare la nascita di figli e/o ad averne meno di quanti avrebbero desiderato. A ciò contribuisce inoltre la frequente mobilità cui deve andare incontro uno scienziato, che raramente può scegliere il luogo in cui vivere e lavorare.</p>
<p>L’autore fa notare che questi aspetti colpiscono soprattutto coloro che hanno una fede religiosa che li induce a desiderare maggiormente la costituzione di una famiglia e la messa al mondo di figli. L’indagine di Scheitle mostra infatti che il 23% degli studenti laureati in scienze che si identificano come molto religiosi ha già almeno un figlio. Questa percentuale scende al 12% tra i moderatamente religiosi, al 7% tra i leggermente religiosi e al 6% tra coloro che si dichiarano non religiosi. Gli studenti più religiosi hanno anche indicato un maggiore desiderio di avere ulteriori figli in futuro.</p>
<p>I sondaggi di Scheitle però hanno anche messo in evidenza che gli studenti religiosi attribuiscono meno importanza alla carriera rispetto ai loro coetanei non religiosi. Al contrario essi ritengono maggiormente importante la vita familiare. Questa importanza attribuita alla famiglia, a sua volta, è associata a una minore intenzione di raggiungere posizioni di rilievo nell’ambito della ricerca. A parità di altre condizioni, gli studenti che affermano che gli obiettivi familiari sono “molto importanti” per loro hanno il 12% di probabilità in meno di affermare di voler raggiungere tali posizioni, rispetto agli studenti che affermano invece che tali obiettivi familiari “non sono importanti”.</p>
<p>Non abbiamo motivo di dubitare dell’attendibilità dei sondaggi di Scheitle e ne prendiamo atto. Quelle che invece appaiono per lo meno opinabili sono alcune considerazioni espresse da Scheitle. Egli infatti afferma: «Tuttavia, come minimo, fare commenti denigratori o mostrare altre forme di ostilità nei confronti della religione di un individuo – come molti dei miei intervistati hanno affermato di aver sperimentato – potrebbe violare le leggi contro la discriminazione e le molestie. [&#8230;] Sostengo che la diversità religiosa potrebbe apportare anche altri benefici alla comunità scientifica. Data la crescente rilevanza delle problematiche lavoro-famiglia tra gli scienziati religiosi, questi individui potrebbero svolgere un ruolo importante nel modificare norme e politiche volte a migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata per tutti gli scienziati.</p>
<p>Allo stesso modo, anche gli scienziati religiosi potrebbero fungere da ambasciatori, o da “costruttori di ponti” come li chiama la sociologa Elaine Howard Ecklund, tra le comunità scientifiche e religiose.</p>
<p>Nel breve termine, i corsi di laurea in scienze potrebbero riflettere sul modo in cui affrontano e parlano della religione, tenendo presente che circa 1 studente su 5 è probabilmente religioso»<sup>3</sup>.</p>
<p><span class="pullquote">Va da sé che nessuno debba essere discriminato per le proprie idee</span>, religiose o no che siano: il rispetto reciproco è alla base di ogni convivenza civile. Ciò non toglie che le idee possano essere criticate: la libertà di pensiero e di parola e quella di critica sono anch’esse alla base di ogni società democratica. Ed è abbastanza naturale che in un ambiente scientifico, le idee religiose vengano viste in modo critico.</p>
<p>Francamente, non sembra essere prioritaria la necessità di creare ponti tra le comunità scientifiche e religiose. Quale sarebbe l’utilità di questi ponti? Le comunità scientifiche e il sapere da esse prodotto sono aperte e disponibili per chiunque voglia accedervi, religioso o no. Per contro non si capisce bene quale interesse potrebbero avere le comunità scientifiche a interagire con quelle religiose, i cui presupposti sono ben lontani da quelli scientifici. Se poi all’interno delle comunità religiose, come spesso accade, sono diffuse credenze palesemente antiscientifiche (pensiamo al creazionismo) il conflitto appare inevitabile.</p>
<p>Non si capisce poi per quale motivo i corsi di laurea in scienze dovrebbero riflettere sul modo in cui parlano di religione, visto che l’unico approccio corretto scientificamente è quello psicologico, antropologico ed evolutivo<sup>4</sup>.</p>
<p>Abbiamo già esaminato su questa rivista i rapporti tra scienza e fede e criticato la teoria dei magisteri non sovrapponibili di Stephen Jay Gould<sup>5</sup>. Scienza e fede religiosa, a meno di ardite acrobazie logiche, sono difficilmente compatibili<sup>6</sup>. Ciò non significa, naturalmente, che non esistano scienziati credenti: ci sono eccome! E, contrariamente agli studenti intervistati da Scheitle, spesso molti di loro proclamano orgogliosamente in pubblico la propria fede.</p>
<p>Tanto per fare due esempi piuttosto noti, ricordiamo il fisico Antonino Zichichi che non ha mai perso l’occasione di dichiarare il proprio cattolicesimo convinto, oppure un altro fisico, il pakistano Abdus Salam (1926-1996), premio Nobel nel 1979, che ha sempre manifestato la propria fede musulmana e che citò alcuni versi del <em><i>Corano </i></em>nel suo discorso per l’attribuzione del premio Nobel. Inoltre, almeno per quanto riguarda Zichichi, non penso si possa affermare che la sua fede religiosa lo abbia mai ostacolato nella sua carriera scientifica. Anzi, senza togliergli alcun merito, molte porte gli si sono aperte e molti appoggi politici gli sono stati offerti proprio grazie a questo.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che nel 2000, anno santo per i cattolici, il Pontificio consiglio della cultura, insieme alla Pontificia accademia delle scienze, alla Pontificia accademia delle scienze sociali, alla Pontificia accademia per la vita e alla Specola vaticana, organizzò il Giubileo degli scienziati che si svolse a Roma dal 23 al 25 maggio.</p>
<p>Quello che non deve stupire, con buona pace di Scheitle, è che l’ambiente scientifico sia in media poco propenso e poco favorevole alle credenze religiose. E questo per la natura della scienza stessa. Ogniqualvolta le credenze metafisiche di uno scienziato hanno interferito con il suo lavoro, non ne è nato nulla di buono. La convivenza tra scienza e fede è possibile solo se si riescono a mantenere rigidamente separate ma questo, come abbiamo già discusso in precedenza<sup>7</sup>, non è sempre facile.</p>
<p>Che l’ambiente degli scienziati sia caratterizzato da una scarsa diffusione delle credenze religiose è confermato da diversi studi.</p>
<p>Un primo studio risale al 1914 e venne condotto dallo psicologo James H. Leuba<sup>8</sup>. Intervistando un campione casuale di 1.000 scienziati statunitensi, <span class="pullquote">Leuba trovò che il 58% si dichiarava ateo o agnostico</span>. In un sottocampione di 400 scienziati di maggior spicco, tale percentuale saliva al 70%. Lo stesso Leuba ripeté lo studio nel 1934<sup>9</sup> e trovò che le percentuali erano salite, rispettivamente, al 67 e all’85%.</p>
<p>In anni successivi uno studio dello stesso tipo è stato ripetuto da altri due ricercatori: Edward J. Larson e Larry Witham. Nel 1996<sup>10</sup> i due studiosi riscontrarono solo piccoli cambiamenti rispetto alla percentuale trovata da Leuba nel 1934. (I dati acquistano maggior significato se si tiene conto che il 93% della popolazione degli Stati Uniti professa una fede religiosa). Più recentemente, nel 1998<sup>11</sup>, gli stessi autori hanno compiuto un’ulteriore indagine limitata a un secondo campione, dello stesso tipo del sottocampione di Leuba, ovvero costituito da “grandi scienziati”.</p>
<p>Per individuare gli elementi di un simile campione, Larson e Witham hanno fatto riferimento ai membri della <em><i>National Academy of Sciences</i></em>. Mediamente, nel campione considerato, la percentuale degli scienziati che dichiarano di credere in Dio risulta essere del 7%. La percentuale varia a seconda del tipo di scienziati intervistati: i meno credenti risultano i biologi, seguiti da fisici e astronomi, mentre i più credenti risultano i matematici. Risultati simili si sono ottenuti relativamente alla credenza nell’immortalità dell’anima.</p>
<p>Anche studi più recenti hanno sostanzialmente confermato il fatto che chi si dedica professionalmente alla scienza tende ad avere minori credenze di tipo religioso<sup>12</sup>. Lo stesso Scheitle ammette che tra gli studenti da lui intervistati solo il 22% afferma di credere in Dio e solo il 20% si descrive come “molto” o “moderatamente” religioso. Percentuali, su ammissione dello stesso autore, molto inferiori a quelle riscontrate nel pubblico generale statunitense.</p>
<p>La scienza, per sua natura, deve ricercare spiegazioni naturalistiche della realtà, rifuggendo ogni congettura metafisica e trascendente. È abbastanza naturale quindi che chi opera professionalmente in tal modo, tenda a farlo anche al di fuori della propria attività professionale.</p>
<p>Gli scienziati credenti, al contrario, devono sforzarsi di attuare una sorta di dissonanza cognitiva per separare le proprie credenze intime dalla propria attività di ricerca. Ma questo è evidentemente difficile, come confermano le statistiche che abbiamo citato.</p>
<p>Ciò nonostante, da più parti si continua a sostenere la perfetta compatibilità tra scienza e fede, come dimostra anche la popolarità incontrata da certi libri dedicati all’argomento, come il recente <em><i>Dio. La scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione </i></em>dei francesi Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnassies<sup>13</sup>. Libro che non solo sostiene la compatibilità tra scienza e fede, ma pretende addirittura che la scienza possa condurre a dimostrare l’esistenza di Dio<sup>14</sup>.</p>
<p>Si tratta di tentativi maldestri e mal riusciti di conciliare cose incompatibili che mostrano solamente una scarsa conoscenza di cosa sia la scienza e di quali principi la animino e quanto sia potente il pregiudizio religioso.</p>
<p><strong>Silvano Fuso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ol>
<li>P. Scheitle,<em><i>The Faithful Scientist. Experiences of Anti-Religious Bias in Scientific Training</i></em>, New York University Press, New York 2023.</li>
<li>P. Scheitle, <em><i>The challenges of being a religious scientist, The Conversation</i></em>, 27 novembre 2023: go.uaar.it/jnrtmlg.</li>
<li>Ibid.</li>
<li>J.A. Thomson (con C. Aukofer), <em><i>Perché crediamo in Dio (o meglio, negli dèi)</i></em>, Nessun Dogma, Roma 2015; M. Shermer, <em><i>Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e diffondere idee improbabili</i></em>, <em><i>Nessun Dogma</i></em>, 2015.</li>
<li>Fuso, <em><i>Magisteri non sovrapponibili?, Nessun Dogma </i></em>n. 3/2023.</li>
<li>Si veda anche: J.A. Coyne, <em><i>O scienza o religione. Perché la fede è incompatibile coi fatti, Nessun Dogma</i></em>, Roma 2016.</li>
<li>Fuso, <em><i>Magisteri non sovrapponibili?</i></em>, op. cit..</li>
<li>J.H. Leuba, <em><i>The Belief in God and Immortality: A Psychological, Anthropological and Statistical Study</i></em>, Sherman, French &amp; Co., Boston, 1916.</li>
<li>J.H. Leuba, <em><i>Harper’s Magazine </i></em>169, 291-300, 1934.</li>
<li>E.J. Larson &amp; L. Witham, <em><i>Scientists are still keeping the faith, Nature </i></em>386, 435-436, 1997.</li>
<li>E.J. Larson &amp; L. Witham, <em>Leading scientists still reject God, Nature</em> 394, 313, 1998.</li>
<li>V. Stenger, <em>God: The Failed Hypothesis: How Science Shows That God Does Not Exist</em>, Prometheus Books, Buffalo, New York 2008.</li>
<li>M.-Y. Bolloré, O. Bonnassies, <em>Dio, la scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione,</em> Sonda, Milano 2024.</li>
<li>Si veda, a tale proposito, la seguente analisi: C. D’Ardia, <em>Dio, la scienza, le prove: un commento</em>, <em>Nessun Dogma</em> n. 3/2024.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Laura Balbo (1933 &#8211; 2026)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[È scomparsa ieri all’età di 92 anni Laura Balbo, presidente onoraria dell’Uaar. Vogliamo ricordarla per il suo contributo pionieristico come sociologa, attivista e ministra per le Pari opportunità a favore dei diritti civili e della laicità e per la riflessione su temi come discriminazione e questioni di genere. Dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova, si era specializzata all’ateneo californiano di Berkeley, ed era stata tra le prime studiose a diffondere nel nostro Paese una sociologia laica e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/17/laura-balbo-1933-2026/" title="Read Laura Balbo (1933 &#8211; 2026)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È scomparsa ieri all’età di 92 anni Laura Balbo, presidente onoraria dell’Uaar. Vogliamo ricordarla per il suo contributo pionieristico come sociologa, attivista e ministra per le Pari opportunità a favore dei diritti civili e della laicità e per la riflessione su temi come discriminazione e questioni di genere.</p>
<p>Dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova, si era specializzata all’ateneo californiano di Berkeley, ed era stata tra le prime studiose a diffondere nel nostro Paese una sociologia laica e fondata sui dati, particolarmente attenta ai cambiamenti veicolati dalla modernità in campi come la famiglia, il ruolo delle donne, le dinamiche di genere, le migrazioni. Il suo percorso accademico l’ha portata a insegnare alla Statale di Milano, all’Università di Ferrara e all’ateneo di Padova e a dirigere l’Associazione Italiana di Sociologia dal 1998 al 2001.</p>
<p>Il suo impegno non era limitato all’ambito accademico, ma ha avuto anche un’espressione politica e istituzionale. Militante di sinistra, è stata eletta deputata nel 1983 come indipendente in quota PCI alla Camera nel 1983 e nel 1987 nella Sinistra Indipendente. Eletta poi con la Federazione dei Verdi, è stata ministra per le Pari opportunità da 1998 al 2000 nei governi D’Alema, particolarmente impegnata nella lotta alle discriminazioni razziste e omofobe (tanto da assegnare un incarico allo storico attivista Lgbt Franco Grillini) e per la promozione di politiche per l’emancipazione e l’impiego lavorativo delle donne, lanciando anche la prima conferenza nazionale sull’occupazione femminile a Napoli.</p>
<p>Nel 2014, in <a href="https://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/93/laicita-non-piu-invisibile/">un articolo</a> sulla nostra rivista associativa<em> L&#8217;Ateo</em>, Balbo aveva evidenziato l&#8217;importanza della laicità e l&#8217;emergere dei laici e dei non credenti nell’Italia contemporanea, «non più una minoranza, un gruppo limitato, un elemento di disturbo o comunque anomalo nel quadro complessivo» bensì «“attori” in una società in cambiamento». Un messaggio prezioso che intendiamo valorizzare e portare avanti come associazione per dare voce agli atei e agli agnostici, non più invisibili.</p>
<p><strong>L&#8217;Associazione</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77183" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia.jpg 1527w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia-768x764.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia-650x647.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/nascita-laura-balbo-copia-1024x1019.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1527px) 100vw, 1527px" />
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		<title>Sempre più libri per l’ora alternativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Per il terzo anno l’Uaar analizza i dati sui libri per l’attività alternativa: tra ritardi e disparità comunque crescono le scuole che li adottano. Con la campagna “Libri per chi ha diritto di averli” l’associazione sostiene il diritto all’alternativa nelle scuole. Affronta il tema Roberto Grendene sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Per il terzo anno l’Uaar ha elaborato i dati ministeriali e reso pubblici i risultati su...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/15/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa/" title="Read Sempre più libri per l’ora alternativa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per il terzo anno l’Uaar analizza i dati sui libri per l’attività alternativa: tra ritardi e disparità comunque crescono le scuole che li adottano. Con la campagna “Libri per chi ha diritto di averli” l’associazione sostiene il diritto all’alternativa nelle scuole. Affronta il tema Roberto Grendene sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Per il terzo anno l’Uaar ha elaborato i dati ministeriali e reso pubblici i risultati su un tema che impatta in maniera tanto evidente quanto sottaciuta la questione della pari dignità educativa nella scuola pubblica. Stiamo parlando del libro di testo per l’Attività alternativa (Aa), che per legge alla primaria beneficia della fornitura gratuita tramite cedola libraria rimborsata dal Comune.</p>
<p>Nella stragrande maggioranza dei casi capita che bambine e bambini dell’Aa restino senza libro o che tocchi ai genitori mettere mano al portafoglio, mentre ai compagni che frequentano l’insegnamento della religione cattolica (Irc) la cedola è sempre assicurata. Ma <span class="pullquote">le cose stanno cambiando, anche grazie all’Uaar</span> e alla sua campagna “Libri per chi ha diritto di averli”.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77163" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/sempre-piu-libri-per-lora-alternativa-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p><strong><b>Sempre più libri per l’ora alternativa</b></strong></p>
<p>La cattiva notizia è che c’è ancora tanto da fare. Quella buona è la crescita costante e consistente delle classi in cui il libro di alternativa è ufficialmente adottato dal collegio docenti. La prima volta che avevamo misurato questo indicatore di laicità, nel 2023/24, capitava solo nel 5,63% delle classi delle scuole primarie statali. L’anno successivo si è saliti al 9,66% e con la riapertura delle scuole a settembre 2025 si è raggiunta quota 13,05%, per 16.323 classi sul totale nazionale di 125.068 e con 268 istituti comprensivi che per la prima volta hanno deliberato l’adozione del libro per chi non si avvale dell’Irc.</p>
<p>I numeri estratti dal Portale unico dei dati della scuola confermano l’analisi qualitativa dello scorso anno. C’è un’Italia divisa in due, con il sud che mostra percentuali marginali fermandosi a un desolante 0% nelle province di Avellino, Barletta-Andria-Trani, Caltanissetta, Enna, Matera, Siracusa e Vibo Valentia. In maniera inaspettata si registrano picchi locali positivi: la provincia più laica è Asti (libro di Aa adottato nel 49,90% di classi), seguita da Genova (49,89%) e Teramo (47,06%). Al tempo stesso, province a queste confinanti riportano valori decisamente più bassi, come Torino (11,29%), La Spezia (0%) e Pescara (0%).</p>
<p>Risultano così confermate le ipotesi che avevamo formulato in passato, ossia che i confini amministrativi rappresentino un ostacolo alla circolazione delle già scarse informazioni sul tema, che tra il personale scolastico sia diffusa la convinzione che il Comune non rimborsi il libro di Aa e addirittura che si ritenga inopportuno fornire materiale didattico per rendere interessanti le lezioni alternative all’Irc.</p>
<p><strong><b>Libri per chi ha diritto di averli (per le scuole della svolta laica)</b></strong></p>
<p>La nuova edizione della campagna “Libri per chi ha diritto di averli” ha visto come potenziali destinatari i 268 istituti di cui abbiamo parlato poc’anzi. Come tangibile riconoscimento per la svolta che hanno compiuto nella direzione della pari dignità educativa, l’Uaar ha scritto ai 268 dirigenti scolastici offrendo di donare libri per il programma dell’Aa agli allievi delle classi seconde, terze e quinte.</p>
<p>Le nuove adozioni di libri e le conseguenti cedole rimborsate dal Comune riguardano infatti solo le classi prime e quarte, perché i testi scolastici alle “elementari” sono in due volumi, uno per il primo triennio e l’altro per il biennio finale. In questi giorni dalla sede nazionale Uaar stanno partendo i primi pacchi di “libri per chi ha diritto di averli” e l’esame delle richieste pervenute unitamente a qualche scomposta reazione vescovile permettono di raccontare alcune storie e inquadrare meglio gli ostacoli che abbiamo di fronte.</p>
<p><strong><b>Il ravvedimento operoso dell’Ic5</b></strong></p>
<p>Quella all’Istituto comprensivo 5 di Bologna è stata finora la donazione più generosa. <span class="pullquote">Nel marzo 2024 l’Uaar ha regalato 381 libri</span> a bambine e bambini dell’ora alternativa di tutte le classi delle primarie Federzoni, Grosso e Acri che fanno capo all’istituto. Fu particolarmente deludente constatare l’assenza dell’Ic5 negli elenchi ministeriali delle adozioni di libri per il programma dell’Aa del 2024/25.</p>
<p>Deliberare l’adozione per le nuove classi prime e quarte era infatti un impegno sottoscritto nella domanda presentata all’Uaar per ricevere la consistente donazione. In altre parole l’Uaar si impegnava a donare “libri per chi ha diritto di averli” a tutti gli allievi ma chiedeva alle scuole di pensare alle future classi tramite i canali istituzionali: delibera da parte del collegio docenti nel mese di maggio, richiesta al Comune della cedola e arrivo del libro di Aa in forma gratuita all’inizio delle lezioni a settembre. Chiedemmo il perché di questo impegno non rispettato.</p>
<p>La risposta fu che «il Collegio docenti ha voluto deliberare di fare una richiesta scritta al Comune di Bologna per garantire agli alunni e alle alunne che scelgono attività alternativa una cifra equivalente per l’acquisto dei libri di testo. Abbiamo inviato questa mozione, anziché fare l’adozione, perché volevamo conoscere la loro risposta. Il Comune ha risposto che esiste ed è a disposizione la cifra equivalente per chi adotta testi per l’attività alternativa. Intanto possiamo usufruire dei vostri testi dello scorso anno e soprattutto possiamo avere la certezza che per il prossimo anno scolastico potremo fare un’adozione alternativa».</p>
<p>Questa storia conferma che spesso il corpo docente stenta a credere che il Comune rimborsi davvero anche il libro per l’attività alternativa, quasi che sia un diritto-privilegio riservato all’istruzione religiosa cattolica.</p>
<p>C’è stato un lieto fine: negli elenchi di settembre 2025 l’Ic5 era stavolta presente e tutte le nuove classi prime e quarte hanno così beneficiato del libro di alternativa rimborsato dal Comune. Restavano senza libro bambini e bambine delle seconde e quarte, che frequentavano la prima e la terza l’anno scorso, quando il collegio docenti aveva perso tempo per la mozione di verifica.</p>
<p>È stata quindi una bella notizia ricevere una nuova richiesta dall’Ic5, che partecipando alla campagna “Libri per chi ha diritto di averli” ha chiesto sostegno per gli allievi rimasti senza testo di Aa. Sostegno che l’Uaar, a fronte di questo “ravvedimento operoso”, non ha mancato di offrire in modo che le lezioni di alternativa possano essere interessanti e coinvolgenti in tutte le classi delle tre primarie dell’Ic5.</p>
<p><strong><b>L’oasi di Monopoli nel deserto di Bari-Bat</b></strong></p>
<p>Il vescovo Giovanni Massaro della diocesi di Avezzano ha preso male la notizia e rilasciato dichiarazioni azzardate sulla campagna “Libri per chi ha diritto di averli”. Sul quotidiano pugliese-lucano <em><i>L’Edicola </i></em>il monsignore parla di “pura propaganda” e “superficialità”, dice di non cercare polemiche e contemporaneamente lancia insinuazioni sui libri donati dall’Uaar: «Non ne conosco il titolo, ma posso immaginarne i contenuti». Sarebbe costato poco verificare che si tratta di volumi di editori indipendenti e già scelti da migliaia di scuole in tutta Italia.</p>
<p>Nel preparare la replica che <em><i>L’Edicola</i></em> ha concesso alla nostra associazione è arrivata una scoperta interessante. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani non vi sono classi in cui viene adottato il libro di alternativa e pochissime, solo 68, sono quelle della più popolosa provincia di Bari. Ma cercando di localizzare queste classi emerge che ben 51 si trovano a Monopoli, che appartengono a tutti e tre gli istituti comprensivi presenti nel Comune e che non c’è nemmeno bisogno del sostegno dell’Uaar visto che non è il primo anno in cui il libro di alternativa viene garantito in questi Ic.</p>
<p>Una sorta di oasi laica e civile che conferma un’altra supposizione: l’informazione che <span class="pullquote">la scelta a favore della pari dignità educativa “contagia” scuole limitrofe</span>, in particolare quelle dello stesso Comune, visto che presidi e docenti hanno occasione di confrontarsi tra loro, si interfacciano con lo stesso assessorato alla scuola e quindi scoprono e condividono le scelte educative migliori.</p>
<p><strong><b>(Insistendo) si può fare!</b></strong></p>
<p>Una delle domande pervenute all’Uaar lo scorso ottobre mostrava una singolarità: un istituto marchigiano chiedeva di ricevere più libri del previsto, anche per le classi prime e terze. Era il caso di andare a fondo, perché per tali classi i libri devono essere coperti dalla cedola libraria. La prima risposta dell’istituto è stata: «Ci è stato riferito che per i libri di alternativa non sono previste cedole. Il Collegio ha adottato l’uso dei libri per l’alternativa ma questi risultano a completo carico delle famiglie, quindi ci saranno famiglie che lo compreranno e altre che sicuramente non lo potranno fare. Non nascondiamo che è un problema».</p>
<p>Una delle nostre preoccupazioni era esattamente che i libri di alternativa, anche se adottati dal collegio docenti, risultassero poi a completo carico delle famiglie. Ma era anche una questione su cui l’Uaar voleva fare luce per eliminare la stortura. Abbiamo quindi chiesto alla referente dell’istituto di approfondire con il Comune, verificando se il diniego era arrivato per via informale o con comunicazione scritta, e in quest’ultimo caso di inoltrarla per valutare azioni legali.</p>
<p>Azioni di cui non c’è stato bisogno, perché dopo qualche giorno ci è stato riferito: «Vi facciamo sapere che per prime e quarte abbiamo provveduto a stampare le cedole e verranno quindi forniti i libri ai bambini destinatari dell’Alternativa». Un altro lieto fine: 55 libri <em><i>Alternativamente </i></em>e<em><i> Intorno a noi </i></em>saranno donati dall’Uaar alle seconde, terze e quinte, mentre per le rimanenti classi saranno rimborsati per la prima volta con cedola libraria, rompendo il privilegio del rimborso solo dei volumi di religione cattolica. E un’ulteriore storia che dimostra che occorre impegnarsi sia nelle decisioni a favore della laicità che per rimuovere ostacoli che ne impediscono la concreta realizzazione.</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Prime analisi sul giubileo</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/14/prime-analisi-sul-giubileo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo «Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 – dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici del Giubileo 2025...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/14/prime-analisi-sul-giubileo/" title="Read Prime analisi sul giubileo">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo</strong></p>
<p>«<em>Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 </em>– dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti –<em> l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici del Giubileo 2025 e capire se, a ragion veduta, si possa parlare di &#8220;danno santo&#8221;</em>».</p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nel cui statuto è scritto di «acquisire la conoscenza attraverso il metodo scientifico e di sostenere la libertà di ricerca», presenta così i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo 2025 <strong>martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede Uaar di via Francesco Negri, 67/69</strong> a Roma. In un desolante clima d&#8217;ossequio a suon di miliardi di spesa pubblica, l&#8217;associazione ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze, per studiare l&#8217;impatto urbanistico e giuridico su Roma e per lo Stato italiano dell&#8217;anno santo cattolico. L&#8217;Uaar ha monitorato i costi del giubileo grazie al sito <a href="https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8&amp;source=gmail&amp;ust=1776238895291000&amp;usg=AOvVaw1WGhZAcy7gHfPwfblfwfGN">Carogiubileo.it</a> che documenta fino al luglio 2025 uno stanziamento di denaro pubblico per 4 miliardi e 800 milioni di euro.</p>
<p>Interverranno nel corso della serata del 21 aprile, data in cui si festeggia il Natale di Roma – celebrazione laica della fondazione della città tradizionalmente fissata il 21 aprile del 753 a.C. – Marco Croce, professore di Diritto e religione all&#8217;Università di Firenze; Giacomo Pirazzoli, professore di Progettazione architettonica e urbana all&#8217;Università di Firenze; Francesca Tesi e Marco Gissara, titolari della borsa di ricerca finanziata dall&#8217;Uaar; Roberto Grendene, segretario Uaar.</p>
<p><strong>Prime analisi sul giubileo</strong><br />
<em>Martedì 21 aprile 2026 alle 18</em><br />
<em>Via Francesco Negri, 67/69 – Roma</em><br />
<em>Segue aperitivo </em></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77157" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg 1667w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-768x768.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1536x1536.jpg 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-650x650.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1667px) 100vw, 1667px" />
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		<title>La clericalata della settimana, 15: le istituzioni pugliesi vogliono una statua di Cristo alta 22 metri</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/13/la-clericalata-della-settimana-15-le-istituzioni-pugliesi-vogliono-una-statua-di-cristo-alta-22-metri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è delle istituzioni pugliesi che...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/13/la-clericalata-della-settimana-15-le-istituzioni-pugliesi-vogliono-una-statua-di-cristo-alta-22-metri/" title="Read La clericalata della settimana, 15: le istituzioni pugliesi vogliono una statua di Cristo alta 22 metri">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è delle </span><a href="https://www.statoquotidiano.it/12/04/2026/il-cristo-del-gargano-unopera-tra-fede-ingegneria-e-identita-territoriale-foto-video/1304121/"><span style="font-weight: 400;">istituzioni pugliesi</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">hanno patrocinato e animato il convegno per la costruzione del “Cristo del Gargano”, una statua in acciaio di 22 metri che dovrebbe sorgere sul belvedere di Manfredonia per rilanciare il turismo religioso.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L’iniziativa è stata sostenuta non solo dall’arcidiocesi locale ma pure dalla Provincia di Foggia e dai Comuni di Manfredonia, Rodi Garganico, Mattinata, Carpino, Isole Tremiti, nonché dagli Aeroporti di Puglia, da Puglia Promozione, da Confindustria Foggia, dalla Sezione Foggia del Touring Club Italiano e dall’ITS Academy della Puglia per il Turismo, i Beni, le Attività culturali ed artistiche. Tutto questo nonostante le criticità a livello ambientale e paesaggistico, considerato che il progetto dell’inquietante “teomostro” prevede la costruzione all’interno del Parco nazionale del Gargano.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e diversi sindaci della zona, tutti con fascia istituzionale, </span><a href="https://www.facebook.com/100064277485363/posts/1345856227566947/?rdid=EUOo6xNAxWzZrcTB#"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla processione storica per la beata Giovanna a Signa (FI). Tra i presenti anche il sindaco del Comune Giampiero Fossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e diversi sindaci della zona, tutti con fascia istituzionale, </span><a href="https://www.comune.signa.fi.it/it/news/stamani-il-corteo-storico-e-gli-omaggi-alla-beata-giovanna"><span style="font-weight: 400;">hanno partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> al corteo storico per la beata Giovanna a Signa (FI). Tra i presenti anche il sindaco del Comune Giampiero Fossi, la sindaca di Fucecchio Emma Donnini in rappresentanza della Città Metropolitana di Firenze, il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini, e molti rappresentanti istituzionali delle cittadine limitrofe. L’evento è culminato con la benedizione della popolazione impartita sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi sindaci abruzzesi, con fascia tricolore, </span><a href="https://www.facebook.com/uaarlaquila/posts/pfbid0n7ssFmTCkUdqhUefjqM1ShvxLdPENViYkkEyaUPd8WHYJj1u3ptdXnPizn8q4BMol"><span style="font-weight: 400;">hanno preso parte</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla processione e alla messa in onore del Volto Santo a Tagliacozzo (AQ). Tra i presenti anche il sindaco aquilano Pierluigi Biondi e quello tagliacozzano Vincenzo Giovagnorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente dell’Inps Gabriele Fava, il direttore generale Valeria Vittimberga, i componenti del consiglio di amministrazione e il presidente del CIV Roberto Ghiselli, nonché diversi dipendenti e funzionari dell’istituto di previdenza </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2026/04/10/inps-in-udienza-dal-papa-momento-di-riflessione-profonda_924234dd-bacc-4c83-846f-4eedd7e2bc49.html"><span style="font-weight: 400;">si sono recati</span></a><span style="font-weight: 400;"> in Vaticano per un’udienza con papa Leone XIV. In una nota dell’Inps si parla di momento che «ha rappresentato per l’Istituto un momento di alto valore simbolico e istituzionale».</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Anche nel clericalismo, le dimensioni non sono poi così importanti</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/12/anche-nel-clericalismo-le-dimensioni-non-sono-poi-cosi-importanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche piccoli gruppi religiosi possono esercitare una forte influenza politica, specie quando le istituzioni sono vulnerabili al confessionalismo. Affronta il tema Raffaele Carcano sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. «Piccolo è bello», si sentiva spesso dire qualche decennio fa, riferendosi a numerosi ambiti. Qualcuno lo sosteneva anche per le religioni. E ci fu pure chi colse l’occasione per dare una riverniciata alle sette. Nel 1989 la sociologa Eileen...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/12/anche-nel-clericalismo-le-dimensioni-non-sono-poi-cosi-importanti/" title="Read Anche nel clericalismo, le dimensioni non sono poi così importanti">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Anche piccoli gruppi religiosi possono esercitare una forte influenza politica, specie quando le istituzioni sono vulnerabili al confessionalismo. Affronta il tema Raffaele Carcano sul numero 1/2026 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
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<p>«Piccolo è bello», si sentiva spesso dire qualche decennio fa, riferendosi a numerosi ambiti. Qualcuno lo sosteneva anche per le religioni. E ci fu pure chi colse l’occasione per dare una riverniciata alle sette. Nel 1989 la sociologa Eileen Barker foggiò infatti l’espressione «nuovi movimenti religiosi»: inizialmente non mancarono le critiche, ma il progressivo trionfo del politicamente corretto avrebbe portato fortuna all’espressione, perlomeno in ambito accademico. Resta il fatto che ci sono comunità di fede che non sono affatto nuove: da quando far partire la “novità”, per esempio, dei testimoni di Geova?</p>
<p><span class="pullquote">Nemmeno i vocabolari sono di grande aiuto</span>: secondo l’autorevole Treccani, la parola ‘setta’ ha due significati: «1. Associazione di persone che seguono e difendono una particolare dottrina filosofica, religiosa o politica; 2. (solo usi estens. e fig.) gruppo ristretto di persone che, in campo sociale, culturale, politico, economico, si attribuisce speciali diritti e privilegi dai quali è rigidamente escluso chiunque non faccia parte di quel gruppo». Definizioni esageratamente ampie, come è agevole constatare, e, nel secondo caso, sin troppo opinabili.</p>
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<p>Ma non è che altre si rivelino maggiormente utili. Ernst Troeltsch, un teologo e sociologo protestante, politicamente liberale, distinse un secolo fa tra la “Chiesa”, che sarebbe in armonia con la società circostante, la “setta”, che invece vi si oppone, e il “tipo-mistico”, un culto disinteressato a ciò che accade all’esterno. Ma anche questa classificazione, già controversa allora, oggi sembra praticamente inutile, visto che autoproclamarsi “in opposizione” ai tempi che corrono è uno sport praticato quasi universalmente.</p>
<p>La questione è talmente nebulosa che circolano i numeri più disparati sia sul numero delle sette, sia su quello dei loro aderenti – sempre che si voglia continuare a usare questo termine. Nessuno nega che la parola “setta” abbia un’accezione negativa, anzi, l’ha sempre avuta: era (anche) la parola che le religioni (soprattutto quella cristiana) usavano per definire gli eretici. E ancora oggi viene spesso usata per denigrare le minoranze. Ma non significa che debba essere cancellata.</p>
<p>In barba al politicamente corretto, penso che il termine possa essere ancora impiegato, e che rimanga utilissimo per identificare quei gruppi (non necessariamente religiosi) che si caratterizzano per un comportamento, per l’appunto, settario: quelli che sono guidati da un capo carismatico ritenuto infallibile, a cui i seguaci devono accordare obbedienza; in cui spicca l’assenza di democrazia interna, di libertà di critica, di trasparenza; in cui è moneta corrente equiparare chi abbandona il gruppo a un “traditore”, perché tutti coloro che non vi aderiscono devono essere invariabilmente demonizzati; in cui viene attuato un controllo capillare sui comportamenti di chi ne fa parte – e non è facilissimo farne parte, visto l’atteggiamento di chiusura verso l’esterno; in cui è comunque quasi impossibile accedere ai “cerchi magici” che vi detengono il potere.</p>
<p>È un significato di buon senso già ampiamente diffuso, e di negativo non ha nulla, di per sé: si limita soltanto a descrivere pratiche negative. Chi lo contesta, per coerenza dovrebbe considerare positivi i comportamenti settari. Da questo punto di vista, un gruppo può quindi essere o non essere settario indipendentemente dalla dimensione.</p>
<p>Caratteristica della setta, discendente dall’obbedienza, è dunque che le opinioni che il fedele è tenuto ad avere sono quelle pretese dal capo (“guru” rende ancora meglio l’idea). Le posizioni politiche diventano di conseguenza anch’esse un precetto, e possono persino variare nel tempo, in conformità alle decisioni prese dal leader: anche il cristianesimo pre-costantiniano non era granché interessato al potere politico – ma ci è voluto poco, veramente e tremendamente poco, perché cambiasse di punto in bianco dottrina. Il monolitismo tipico della comunità settaria fa sì che oggi, in competizioni elettorali democratiche a cui partecipano sempre meno cittadini, gruppi piccoli ma compatti possano riuscire a condizionare l’esito del voto.</p>
<p>E <span class="pullquote">lo possono fare anche <em><i>dall’interno </i></em>delle stesse religioni</span>. Pensiamo al caso di Comunione e Liberazione: un movimento appartenente alla chiesa cattolica, numericamente non eccezionale, che tuttavia riesce a condizionare la politica italiana persino più del presidente dei vescovi e dello stesso papa – al punto da essere riuscito a portare un suo adepto (Roberto Formigoni), e per ben diciotto anni, alla guida della regione italiana più grande. O pensiamo all’ancora più piccolo movimento dell’Opus Dei, che fornì numerosi quadri di governo al regime franchista, ma che anche in seguito ha spinto molti suoi seguaci a impegnarsi attivamente in politica.</p>
<p>Don Luigi Giussani, ora “servo di Dio”, e don Josemaría Escrivá de Balaguer, ora santo, hanno interpretato appieno il ruolo del fondatore-guru all’interno dei due movimenti, che possono quindi essere considerate “sette” nel senso fornito poco sopra. I neocatecumenali, pur avendo le stesse caratteristiche, e pur facendo propria l’ideologia estremista tipica di ogni setta, sono molto più disinteressati a un intervento diretto in politica – anche se nemmeno loro se ne stanno alla larga.</p>
<p>Il protestantesimo, così diverso dal cattolicesimo, per la sua costitutiva natura non centralista è un generatore automatico di nuove confessioni cristiane, e quindi anche di “sette” propriamente dette. Lo è soprattutto la sua corrente <em><i>evangelical</i></em>, quella fondamentalista, che è poi anche quella che sta resistendo molto meglio delle altre alla crescente secolarizzazione delle società occidentali (e non solo quelle).</p>
<p>Vi sono Chiese (intese come comunità cristiane) che dispongono di una sola chiesa (intesa come tempio) che è però sufficiente a proiettare il loro leader tra quelli più seguiti su scala nazionale: l’importante è disporre di media attraverso cui trasmettere la buona (per loro, e per i loro patrimoni) novella, e di un pubblico disposto a fare la sua parte. E si stanno espandendo sull’intero pianeta – con l’eccezione di quelle lande in cui l’integralismo islamico non è disposto a cedere terreno. Quasi tutte credono fermamente che, prima del giudizio universale, Cristo governerà il pianeta per mille anni. Immaginate come.</p>
<p>I mormoni, per citare una delle Chiese in fase di sviluppo, hanno creato già un loro Stato, lo Utah, la cui fondazione può essere fatta risalire a 176 anni fa – e, all’epoca, non era granché differente da una classica teocrazia. E come possiamo definire il Comune di Vidracco, provincia di Torino, guidato ormai da sedici anni da un sindaco che, con il nome “Elfo Frassino”, è anche esponente della comunità di Damanhur (a cavallo tra esoterismo e new age), che <a href="http://go.uaar.it/1d528po">guarda il caso vi ha sede</a>? Su ben più larga scala, la metropoli di Rio de Janeiro è stata guidata tra il 2017 e il 2020 da Marcelo Crivella, pastore della “Chiesa universale del regno di Dio”, che ovviamente ha attuato una politica ferocemente antilaica. Ora è senatore, e per un partito alleato con il presidente Lula.</p>
<p>La stessa convinzione che la dimensione del gruppo sia direttamente proporzionale all’attenzione che gli riserva la politica (di qualunque colore, purtroppo) trova larghissime smentite, come ben attestano i casi non solo di Cielle, ma anche quelli del Forteto (nel centrosinistra) e di San Patrignano (a destra) – e <span class="pullquote">non si capisce mai bene quanto incida la loro ispirazione religiosa</span>.</p>
<p>Non si deve nemmeno fare l’errore di pensare che sia un fenomeno soltanto italiano: abbiamo già raccontato di quanto siano stati forti i legami tra la Chiesa dell’unificazione del reverendo Moon (ferocemente anticomunista) e il <a href="http://go.uaar.it/66esqa1">Partito liberal-democratico giapponese</a>, e di come per decenni lo stesso abbia governato insieme al Komeito, un partito emanato dalla setta buddhista Soka Gakkai. In Corea del Sud, la presidente Park Geun-Hye ha subito un impeachment, nel 2017, perché il potere effettivo lo deteneva una sua assistente, la figlia del fondatore del gruppo “sciamano” Vita eterna.</p>
<p>Pensare che le sette siano politicamente inoffensive è davvero da ingenui, tanti possono essere gli esempi disponibili. Anche in prospettiva, viste le loro credenze. Se per ipotesi i rastafariani prendessero il potere in Giamaica, quanto diversa sarebbe la loro azione di governo da quella di Hailé Selassié, ultimo imperatore di Etiopia, che ritengono sia stato Gesù Cristo, disceso una seconda volta sulla Terra? Del resto, una comunità può anche nascere con fini esclusivamente religiosi, ma col passare del tempo l’inevitabile riflessione sullo Stato ideale finisce per innestare una sovrapposizione/identificazione tra l’organizzazione della comunità e l’organizzazione dello Stato reale. Di lì, il passo successivo è la progressiva perdita di distinzione tra le due sfere.</p>
<p>Un esempio recente divenuto realtà è quello che stiamo osservando con i nostri occhi da dieci anni, negli Stati Uniti. Un personaggio improbabile come Donald Trump, che già definirlo “politico” è esagerare con i complimenti, è diventato oggetto di quello che è stato definito da più parti come un culto. È riuscito a impossessarsi del bicentenario Partito repubblicano e, nonostante non sia esattamente un buon cristiano (anzi), ha saputo ottenere un sostegno entusiasta dalle Chiese <em><i>evangelical</i></em>, che lo appoggiano con percentuali bulgare.</p>
<p>Rappresentano soltanto un quarto della popolazione Usa ma, come già ricordato, quando vota poco più del 50% degli aventi diritto può però diventare determinante. Il legame si è fatto così stretto che un repubblicano che non sia anche un estremista cristiano appare ormai un pesce fuor d’acqua. E Trump, che è il tipico uomo di potere che considera la religione un instrumentum regni, ricambia a piene mani: la sua consigliera spirituale è Paula White, un’ancora più improbabile telepredicatrice, che è stata posta alla guida di un “ufficio della fede”. Grazie anche all’azione della Corte suprema, i cui membri sono stati nominati in maggioranza proprio da Trump, lo storico muro di separazione tra Stato e Chiese sta ormai crollando. E il Paese somiglia ogni giorno un poco di più a Gilead, la teocrazia descritta nel romanzo (e nella serie tv che ne è stata tratta) <em><i>Il racconto dell’ancella</i></em>.</p>
<p>Non solo l’impianto costituzionale Usa sta correndo seri rischi; non solo non sta benissimo nemmeno quello francese; non solo la separazione tra Stato e Chiesa si allontana anche altrove, ma ci tocca anche combattere per la separazione tra Stato e (chie)setta. Del resto, il crollo dell’appartenenza alle storiche confessioni cristiane non ha ridotto granché il loro potere, e sicuramente non nella stessa proporzione. Non ci resta che sperare che troppi e contemporanei assalti alla diligenza facciano sussultare la popolazione, anche quella credente. Lavorare per questo scopo potrebbe senz’altro giovare.</p>
<p><strong>Raffaele Carcano</strong></p>
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