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	<title>pacs &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Familia, Familie</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 15:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei cavalli di battaglia delle gerarchie ecclesiastiche è la cosidetta “difesa della famiglia”. Non so come la pensiate voi ma io sono decisamente stanco di queste ipocrite celebrazioni del “Modello Standard di Famiglia”. Mi permetto di riportare qui di seguito le mie idee in proposito. Usate i “commenti” in fondo alla pagina per dire la vostra. Il “mattone fondamentale della società” Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea), la Famiglia dovrebbe essere il mattone fondamentale delle...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/26/familia-familie/" title="Read Familia, Familie">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Uno dei cavalli di battaglia delle gerarchie ecclesiastiche è la cosidetta “difesa della famiglia”. Non so come la pensiate voi ma io sono decisamente stanco di queste ipocrite celebrazioni del “Modello Standard di Famiglia”. Mi permetto di riportare qui di seguito le mie idee in proposito. Usate i “commenti” in fondo alla pagina per dire la vostra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Il “mattone fondamentale della società”</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea), la Famiglia dovrebbe essere il mattone fondamentale delle nostre Società. Secondo questa visione, lo Stato, quando arriva, viene comunque <em>dopo</em> la Famiglia. In particolare, la Famiglia viene considerata l&#8217;<em>unico</em> detentore dell&#8217;Etica. La Scuola (quando le viene concesso qualche autonomia) deve comunque rispettare le idee che la Famiglia intende trasmettere ai giovani, indipendemente dal fatto che le si possa considerare più o meno “giuste”. Inoltre, la Famiglia viene considerata responsabile della protezione, della nutrizione e della educazione dei figli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tutto semplice. Tutto chiaro. Difficile non essere d&#8217;accordo, non vi pare?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In realtà, è facile dimostrare che le cose NON stanno così e, soprattutto, che <em>non sarebbe nemmeno desiderabile</em> che stessero così. L&#8217;esempio più ovvio è quello di una famiglia di delinquenti. Se seguissimo la logica Cristiamo/Cattolica che abbiamo appena descritto, sarebbe perfettamente <em>logico</em> e profondamente <em>giusto</em> permettere alle famiglie dei mafiosi di crescere i loro figli nel rispetto dell&#8217;etica mafiosa. Sarebbe perfettamente logico permettere a queste famiglie di insegnare ai loro figli a rubare, ad uccidere, a tramare nell&#8217;ombra ed a corrompere. Ovviamente, <em>nessuno</em> Stato permette ad un genitore di agire in questo modo. Questo dimostra chiaramente come la famiglia NON possa essere considerata il detentore unico ed incontestabile dell&#8217;Etica. Non solo, dimostra anche che la Famiglia vive di una <em>delega implicita</em> all&#8217;educazione dei figli. Se esce dalle linee guida previste dalla società, la tutela dei figli le viene sottratta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si potrebbe pensare che questo sia un caso limite ma è facile dimostrare che non è così. La Famiglia NON è autorizzata a fare ciò che vuole dei suoi figli. Non li “possiede”. Se un genitore noleggia un figlio ad un pedofilo o tenta di venderlo per un trapianto di rene, rischia il linciaggio in qualunque paese del mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In nessun paese evoluto una famiglia può sottrarre i figli all&#8217;obbligo scolastico. Non solo: in nessun paese del mondo una famiglia può permettersi di insegnare ai propri figli cose palesemente contrarie all&#8217;Etica della Società in cui vive. Non si può (per legge) insegnare ai figli a rubare, pena la perdita della potestà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">A questo punto, dovrebbe essere evidente, anche a chi certe cose proprio non le vuol capire, che la Famiglia NON è l&#8217;elemento fondamentale e “fondante” della Società. La Famiglia, come noi la conosciamo, è soltanto uno dei moltissimi modelli di aggregazione possibili per un gruppo di esseri umani. Ha la “fortuna” di essere uno dei più “istintivi” da concepire, uno dei più “naturali”, dei più antichi e dei più diffusi. Non è però certamente il solo e non è nemmeno il più adatto a certe situazioni che, in certe condizioni, possono diventare molto diffuse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ad esempio, in sudamerica è piuttosto diffuso un modello “ad asilo” simile a quello adottato dai gatti: le donne stanno tra di loro e crescono i figli. Gli uomini restano all&#8217;esterno di questo gruppo e cercano di sopravvivere da soli od in gruppo. A molti italiani potrà sembrare un modello rozzo ed “immorale” ma, a quanto pare, è molto più adatto di altri alla realtà delle favelas.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>L&#8217;Individuo al centro dell&#8217;attenzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;elemento fondamentale e fondante delle Società evolute è <em>l&#8217;individuo</em>. Questo NON vuol dire che le Società occidentali siano inevitabilmente ed irrimediabilmente individualiste. Non è questo il significato di quanto ho appena detto. Il significato di questa frase è che il centro dell&#8217;attenzione delle nostre Società è l&#8217;individuo, non la famiglia (e non i partiti, non le tribù, non i gruppi e non le confessioni). L&#8217;individuo viene dotato di una sua dignità, e gli deve essere portato rispetto, in quanto <em>individuo</em>, indipendentemente dalla sua appartenza o meno a questo o quel tipo di organizzazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nelle società occidentali, i giovani, di fatto,  sono solo <em>affidati</em> alle loro famiglie (od a famiglie adottive). Le famiglie mantengono la potestà su di essi solo nella misura in cui si attengono alle regole imposte dall&#8217;etica della Società in cui vivono. I giovani, di fatto, sono “figli della società”, non dei loro genitori. E, per i motivi appena esaminati, per fortuna che è così!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le Società occidentali si fanno carico dell&#8217;individuo, non della famiglia. Tanto è vero che in tutto l&#8217;occidente gli orfani NON vengono abbandonati a sé stessi ma vengono accuditi da apposite (anche se discutibili ed imperfette) strutture statali. Non è certo un caso che tutti gli Stati evoluti abbiano adottato questo approcio, e non quello orientato alla famiglia: questo è l&#8217;approcio più “giusto” ma anche il più semplice ed il più economico da gestire. Lo è perchè è quello che interpone meno intermediari tra lo Stato (la Società) e l&#8217;Individuo bisognoso. Interporre la Famiglia tra lo Stato e l&#8217;Individuo vuol dire chiamare in gioco un elemento che deve essere verificato, controllato e&#8230; finanziato. I costi aumentano e le possibilità di controllo diminuiscono. Ci si potrebbe trovare, al limite, a sostenere economicamente una famiglia che poi noleggia i figli ai pedofili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Famiglie di Fatto e Senso di Responsabilità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiana/Cattolica (ma anche Islamica e, credo, Ebrea) della Famiglia, soltanto un forte, inestricabile vincolo legale, come il Matrimonio, può garantire la necessaria durata alle famiglie ed il rispetto del necessario “senso di responsabilità” nei confronti dei coniugi e dei figli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Che questo NON sia vero è facilmente dimostrabile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Soltanto le famiglie che riescono a trovare al loro interno il necessario equilibrio riescono a sopravvivere all&#8217;usura del tempo. Le altre “scoppiano” indipentemente da cosa ne pensino la Società, le varie Confessioni ed i vari Dei. Semplicemente, non riescono a resistere oltre.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Di fronte a questo fenomeno, del tutto naturale e fisiologico, lo Stato non può fare altro che cercare di limitare i danni e sopperire, per quanto possibile, a ciò che viene a mancare. Per questo, in tutto l&#8217;Occidente si sta affermando la seguente regola: “non importa come sia successo e come sia costituita la famiglia di origine, chi fa dei figli se li deve anche mantenere ed accudire.” Tutto il resto, a partire dal modello di famiglia, passa in secondo piano. Diventa opzionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questa situazione è “desiderabile”? Ovviamente no. Noi per primi non vorremmo mai vedere famiglie in crisi, figli semiabbandonati e madri sole.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si può impedire che questa situazione si verifichi? No, né con una legge né con l&#8217;intervento personale e diretto di Dio. Semplicemente, la natura dell&#8217;Essere Umano non è quella.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il Senso di Responsabilità non si compra in drogheria, un tanto al chilo, e non può essere imposto con l&#8217;Autovelox. Si può solo tentare di limitare i danni o, meglio ancora, di crescere persone responsabili. Francamente, la visione del mondo tipica delle Religioni (tutte le Religioni, mono e politeiste) non è il punto di partenza migliore per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Famiglie di&#8230; necessità</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Famiglia NON è il centro del mondo. Piuttosto è un modello di aggregazione. Tanto è vero che esistono molti casi di “famiglie” formate da persone che non sono consanguinee e spesso non sono nemmeno legate da un amore “sensuale” o “sessuale”. Nel mio stesso palazzo vivono una vedova ed il fratello del marito morto. Non hanno nulla in comune, tranne un certo affetto reciproco e la necessità di condividere le spese della casa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nessuno pretende di dare a queste “aggregazioni spontanee” lo status di “Mattone Fondamentale della Società e Simbolo dell&#8217;Occidente” ma, francamente, perchè non dovrebbero essere considerate “famiglie” degne di rispetto e di attenzione come qualunque altra?  Davvero l&#8217;Occidente rischia di sprofondare nel baratro se riconosce a queste persone lo status di “famigliari” l&#8217;uno dell&#8217;altro? Davvero l&#8217;Occidente rischia la bancarotta se riconosce il diritto di successione a queste persone, nei possedimenti (eredità) e nei contratti (affitto, Telecom, etc.)? Davvero si rischia la Punizione Divina a riconoscere il diritto di queste persone di accudirsi l&#8217;un l&#8217;altra?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Se Ginevra ama Ginevra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo la visione Cristiano/Cattolica dell&#8217;Universo (ma anche Islamica ed Ebrea), se due persone dello stesso sesso si uniscono carnalmente l&#8217;Universo stesso rischia l&#8217;implosione e l&#8217;annichilamento. Interessante&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ma, a noi, che non siamo né Cristiani, né Islamici, né Ebrei, cosa ce ne dovrebbe fregare?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Una Società che voglia evitare l&#8217;autoestinzione, deve riuscire ad essere superiore alle parti. Se non arrivate a capire da soli il perchè, non c&#8217;è speranza che riesca a spiegarvelo in poche righe. Per restare al di sopra delle parti, una Società NON può adottare il punto di vista di NESSUNA delle sue Confessioni. Deve essere ATEA (o AGNOSTICA). Questo vuol dire che, ne pensino ciò che vogliono i Fedeli delle varie religioni, questo problema NON può essere gestito in modo “confessionale”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si può chiedere ad un Cristiano (o Mussulmano o Ebreo) di astenersi da questa o quella pratica, in quanto Fedele di questa o quella religione. NON si possono rompere gli Zebedei agli altri cittadini, <em>non credenti</em>, con questo tipo di richieste. Se costoro non decidono di abbracciare questa o quella religione di loro spontanea iniziativa DEVONO essere lasciati liberi di fare ciò che vogliono, almeno per quanto riguarda questi temi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In altri termini, il vincolo verso l&#8217;eterosessualità è una LIBERA SCELTA dell&#8217;individuo. Non può essere imposto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Se Ginevra e Ginevra vogliono adottare Ginevrina</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ginevrina è un Individuo. Abbiamo detto prima che la Società si fa carico (e DEVE farsi carico) degli individui come tali, non della struttura complessiva dell&#8217;Universo e della Teoria delle Stringhe a 26 dimensioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In assenza dei genitori, un normalissimo tribunale può decidere per il meglio di un minore. Se ci sono le condizioni, si procede. Se non ci sono le condizioni, si ritenta con un&#8217;altra famiglia e/o con un&#8217;altra Ginevrina. Sono gli individui che contano. Gli individui e le loro condizioni come “aggregato”, non le posizioni ideologiche di questa o quella fazione. Uno Stato che è nella posizione di scegliere a chi affidare un orfano (la richiesta è qusi sempre molto maggiore dell&#8217;offerta) può facilmente evitare le situazioni non del tutto convincenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Fermo restando che, al diciottesimo anno di età, Ginevrina sarà libera di fare quello che le pare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left">PS: Sono regolarmente sposato IN CHIESA da diversi anni e non ho nessuna intenzione di divorziare. Non parlo per interesse personale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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		<title>In Francia il matrimonio finisce dal notaio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 19:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La separazione consensuale potrebbe essere presto siglata dal notaio e non più dal giudice. Gli avvocati insorgono. Un divorzio espresso? La riforma delle norme sulla separazione consensuale annunciata la settimana scorsa non è &#8220;che una bozza di lavoro&#8221;, assicura il Ministero di Grazia e Giustizia. Ma la questione è sul tavolo e riguarda più della metà dei 140.000 divorzi annuali. Una commissione di lavoro incaricata di studiare la deregolamentazione del divorzio sarà messa all&#8217;opera in gennaio, sotto la guida del...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/17/francia-matrimonio-finisce-dal-notaio/" title="Read In Francia il matrimonio finisce dal notaio">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La separazione consensuale potrebbe essere presto siglata dal notaio e non più dal giudice. Gli avvocati insorgono.</p>
<p>Un divorzio espresso? La riforma delle norme sulla separazione consensuale annunciata la settimana scorsa non è &#8220;che una bozza di lavoro&#8221;, assicura il Ministero di Grazia e Giustizia. Ma la questione è sul tavolo e riguarda più della metà dei 140.000 divorzi annuali. Una commissione di lavoro incaricata di studiare la deregolamentazione del divorzio sarà messa all&#8217;opera in gennaio, sotto la guida del giurista Serge Guinchard, professore a Paris-II. Lavorerà tra le altre cose sulla proposta del Ministro del Bilancio, Eric Woerth, ovvero quella di affidare ai notai i divorzi consensuali. Gli avvocati già protestano: il Consiglio nazionale delle avvocature (che rappresenta i 47.000 avvocati francesi, la maggior parte dei quali guadagna proprio grazie alle separazioni) esige &#8220;la ritrattazione pura e semplice&#8221; del progetto di riforma e indice per mercoledì uno &#8220;sciopero d&#8217;avvertimento&#8221;.<br />
Un processo più semplice e rapido. &#8220;Per gli utenti è una procedura più semplice, rapida e meno traumatica. Per la giustizia c&#8217;è più tempo da dedicare agli affari più importanti&#8221;, spiega Eric Woerth. Infatti, dalla riforma del divorzio avvenuta nel maggio del 2004, le coppie che si separano consensualmente, ovvero che sono d&#8217;accordo su tutti gli aspetti della separazione, devono passare una sola volta davanti al giudice, invece di due. Se passasse la riforma, questa udienza obbligatoria sarebbe sostituita da un semplice passaggio davanti a uno degli 8.600 notai.<br />
Serve di più il giudice per assicurare l&#8217;equità nella separazione. &#8220;Il giudice deve assicurarsi del consenso libero di ognuno. Il notaio invece non può che convalidare un accordo&#8221;, analizza Franck Natali, presidente della Conferenza dei capi dei collegi di avvocati, ostile alla riforma &#8220;inammissibile&#8221;. &#8220;C&#8217;è sempre uno forte e uno debole, in un divorzio&#8221;, spiega inoltre Violette Gorny, specialista di diritto della famiglia, autrice de Le Nouveau Divorce (Hachette pratique, 2005). &#8220;Il giudice verifica l&#8217;equità, può rifiutarsi di convalidare ciò che più debole sta per accettare.&#8221; Per il Consiglio superiore dei notai, questa volontà di &#8220;semplificare, risparmiare tempo e deregolamentare&#8221; rispecchia lo spirito del tempo: &#8220;La gente aveva voglia di pacificare i propri rapporti, ma il diritto non lo aveva tenuto in conto.&#8221; E&#8217; la fine degli avvocati?<br />
Gli onorari dei notai da fissare. Il ricorso ad un avvocato diventa facoltativo. Ciò può rappresentare un risparmio (considerando che gli onorari vanno, per la consensuale, dai 1.000 ai 4.000 euro)&#8230; Ma bisognerà ad ogni modo pagare il notaio. Quanto? L&#8217;ammontare non è stato ancora fissato ma potrebbe essere l&#8217;equivalente di quello che percepiscono gli avvocati.<br />
La negoziazione senza terzi, un esercizio difficile. Soprattutto tale riforma elimina l&#8217;intervento di un terzo, nel momento in cui la negoziazione diretta è più difficile. &#8220;Quando le coppie arrivano, dicono tutte che vogliono divorziare in maniera civile, che sono d&#8217;accordo su tutto. Dopo si comincia a parlare ed ecco che tutto è diverso&#8221; testimonia Violette Gorny. A chi vanno i bambini? Si farà un affidamento congiunto? Come si organizzano le vacanze? &#8220;Sembrano sciocchezze, ma bisogna regolare queste faccende&#8221;, prosegue l&#8217;avvocato. Secondo gli esperti, l&#8217;unico caso semplice è quello di una coppia che vive in affitto, senza figli e dove tutti e due lavorano. &#8220;Ci sono pochi divorzi felici, la più piccola sciocchezza può far degenerare la situazione&#8221;, sottolinea Gorny.<br />
Il matrimonio si avvicina sempre più ad un pacs. I partner che hanno stipulato un pacs [pacsés] che vogliono entrambi separarsi indirizzano alla cancelleria una dichiarazione congiunta. Ciò è più facile di un divorzio &#8211; anche se espresso. Da qualche anno, il pacs ha la tendenza ad avvicinarsi al matrimonio e il matrimonio al pacs. Da una parte, quelli che stipulano un pacs beneficiano del&#8217;avviso di tassazione comune dal primo anno (come gli sposati), e i loro diritti di successione sono in linea con quelli degli sposi. D&#8217;altra parte: agli sposati è offerta una semplificazione delle modalità di divorzio: &#8220;C&#8217;è proprio un doppio movimento&#8221;, sottolinea Caroline Mécary, avvocato, specialista di diritto famigliare. &#8220;E questa proposta si inserisce in questa tendenza alla deregolamentazione.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.liberation.fr/actualite/societe/298416.FR.php"><strong>Fonte: Le Figaro </strong></a></p>
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		<title>Le coppie gay europee e la Direttiva 38</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 08:39:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dall&#8217;11 aprile le coppie dello stesso sesso straniere hanno in Italia più diritti di quelle italiane. Significato e paradossi di una Direttiva Europea sulla libera circolazione tra gli Stati. ROMA &#8211; È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo il decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2004/38 della Comunità Europea, relativa al diritto dei cittadini dell&#8217;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. È stata elaborata durante gli anni...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/13/coppie-gay-europee-direttiva/" title="Read Le coppie gay europee e la Direttiva 38">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;11 aprile le coppie dello stesso sesso straniere hanno in Italia più diritti di quelle italiane. Significato e paradossi di una Direttiva Europea sulla libera circolazione tra gli Stati.</p>
<p>ROMA &#8211; È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo il decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2004/38 della Comunità Europea, relativa al diritto dei cittadini dell&#8217;Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. È stata elaborata durante gli anni del governo Berlusconi e vi ha contribuito l&#8217;allora ministero alle politiche comunitarie Rocco Buttiglione.</p>
<p>La libera circolazione dei cittadini europei da un paese all&#8217;altro è uno dei cardini sui quali si basano gli accordi comunitari. Gli spostamenti possono avvenire per vari motivi: per poter intraprendere un nuovo lavoro, per studiare oppure per vivere in un altro paese europeo una volta che si è andati in pensione. Naturalmente il cittadino europeo che si sposta ha il diritto di portare con se i propri familiari, e questo è un aspetto sul quale si è molto dibattuto viste le disparità sul concetto di famiglia che ci sono da un paese all&#8217;altro.</p>
<p>Nella maggioranza dei paesi europei, come noto, le coppie omosessuali sono considerate famiglia, con varie modalità giuridiche di riconoscimento che variano da paese a paese. L&#8217;Italia, ancor oggi, non permette a due persone omosessuali di poter regolarizzare in alcun modo la propria relazione e questo mette i gay e le lesbiche su un piano di oggettiva inferiorità rispetto agli altri cittadini.</p>
<p>Ad esempio se un italiano eterosessuale che lavora per una multinazionale è trasferito alla sede di New York anche al coniuge verrà concesso il permesso di soggiorno e dunque si potrà trasferire senza problemi, ma per il cittadino italiano omosessuale e il/la compagno/a questo è impossibile, in quanto non si può produrre alcuna certificazione che attesti la relazione e dunque l&#8217;immigrazione statunitense non rilascerà il visto per il partner. [&#8230;]</p>
<p>Gli italiani con meno diritti degli stranieri Quello che succede con questo recepimento è che, dall&#8217;11 aprile in poi, giorno di entrata in vigore della legge, sarà quindi possibile a un partner extracomunitario ricongiungersi a un cittadino Ue. Ma continuerà ad essere impedito a un italiano di farsi raggiungere nel suo stesso paese dal suo partner.</p>
<p>Un caso di palese discriminazione questa volta messa in atto da uno Stato verso i suoi stessi cittadini, quando omosessuali: impossibilitati a sposarsi, come in Spagna o Olanda, e impossibilitati a poter contrarre un&#8217;Unione civile, come in Gran Bretagna. Impossibilitati perfino a vedersi riconosciuta come semplice &#8216;coppia di fatto&#8217; convivente, come sarebbe nelle intenzioni dei DiCo.</p>
<p>L&#8217;Italia e&#8217; rimasta quindi l&#8217;unico tra i sei paesi fondatori della Comunità Europea &#8211; da cui attinge in abbondanza fondi e finanziamenti &#8211; a continuare a negare a parte dei propri cittadini quei diritti civili che già tutti gli altri paesi riconoscono.</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/04apr2/1202taddpacs.htm">articolo</a> di Roberto Taddeucci è stato pubblicato sul sito dell&#8217;</em>Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti</p>
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		<title>Sarkozy: &#8220;Propongo di andare  ancora più in là dei PACS&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 12:22:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[pacs]]></category>
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					<description><![CDATA[Il candidato dell’Ump alle presidenziali francesi del 22 aprile ci spiega perché gli mettono addosso etichette che non gli assomigliano. sull’integrazione dice: “Preferisco un islam della Francia, in linea con i valori della nostra Repubblica, che un islam sottomesso a influssi stranieri. Il matrimonio? E’ riservato a un uomo e a una donna, ma per gli omosessuali ha un progetto oltre i pacs Il Foglio &#8211; In Italia lei è considerato un uomo della destra dura, dalle posizioni sempre fisse...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/04/09/sarkozy-propongo-andare-ancora-piu-la-dei-pacs/" title="Read Sarkozy: &#8220;Propongo di andare  ancora più in là dei PACS&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il candidato dell’Ump alle presidenziali francesi del 22 aprile ci spiega perché gli mettono addosso etichette che non gli assomigliano. sull’integrazione dice: “Preferisco un islam della Francia, in linea con i valori della nostra Repubblica, che un islam sottomesso a influssi stranieri. Il matrimonio? E’ riservato a un uomo e a una donna, ma per gli omosessuali ha un progetto oltre i pacs </p>
<p><strong>Il Foglio &#8211; In Italia lei è considerato un uomo della destra dura, dalle posizioni sempre fisse sull’idea di sicurezza pubblica e dalle tendenze fortemente liberali e populiste, senza dimenticare la sua posizione definita “atlantista”, pro israeliana e pro americana, che tanto inquieta la sinistra italiana ed europea. Ritiene che questo ritratto sia quello giusto?</strong></p>
<p>Sarkozy &#8211; Bene, vediamo, direi che non avete dimenticato nulla. Questa è la lista completa dei tratti più caricaturali solitamente utilizzati da tutti quelli che in generale non hanno esattamente le migliori intenzioni nei miei confronti. Con un pedigree del genere, viene da chiedersi come possa essere candidato alle elezioni in Francia. Questa percezione di me, evidentemente, non è né giusta né veritiera. Ho voluto essere il candidato di una destra repubblicana finalmente libera dal complesso di non essere la sinistra, di una destra sicura dei propri valori: il lavoro, l’autorità, il primato della vittima sui delinquenti, gli sforzi, il merito, il rifiuto dell’assistenzialismo, dell’ugualitarismo e del livellamento verso il basso. Questo fa di me un uomo della destra dura?   [&#8230;]</p>
<p><strong>F &#8211; Lei ha spesso dichiarato di voler rivedere la legge sulla laicità del 1905. Come pensa possa essere modificata, e in che direzione?</strong></p>
<p>S &#8211; Per me non si è mai trattato di toccare i principi fondamentali della legge del 1905. Questa legge non impone proibizioni, ma chiarisce le relazioni tra lo stato e le religioni. E’ una legge di tolleranza, che assicura contemporaneamente la libertà di coscienza e la neutralità dello stato, in altre parole l’uguaglianza dei culti davanti all’autorità pubblica. Ho semplicemente espresso il desiderio di avviare una riflessione sulla necessità di precedere a un nuovo ritocco, per far fronte a una realtà nuova: e cioè il fatto che la religione musulmana, che oggi è diventata la seconda religione in Francia, dopo la religione cattolica, mentre nel 1905 praticamente non esisteva sul nostro territorio. Ricordo poi che questa legge è stata emendata tredici volte! Una relazione di esperti, che mi è stata presentata a settembre, mi raccomandava di modificare la legislazione in modo da dare ai comuni la possibilità, debitamente contestualizzata, di aiutare, se necessario, gli investimenti per il culto. Questa questione merita di essere studiata, proprio perché non è giusto che i fedeli di determinate confessioni apparse di recente sul nostro territorio incontrino difficoltà nella pratica del proprio culto. Non penso però che sia opportuno legiferare senza aver prima ottenuto un consenso molto ampio. Per legiferare su questioni così delicate mi sembra indispensabile che la grande maggioranza dei francesi e delle varie comunità religiose sia d’accordo.</p>
<p><strong>F &#8211; In Italia si parla molto di famiglia, di matrimonio e del ruolo della chiesa, che oggi si rinnova. Lei è contrario al matrimonio omosessuale e all’adozione da parte delle coppie omosessuali. Che sensazioni le ispira la chiesa di Papa Ratzinger, ultima assise morale delle società postmoderne?</strong></p>
<p>S &#8211; Tenuto conto della separazione tra stato e chiesa, è imperativo che i politici francesi mantengano un certo riserbo in materia religiosa. Detto questo, come la maggior parte dei miei compatrioti, ho davvero una grande considerazione e grande rispetto del Papa e di ciò che rappresenta. So cosa debbano all’eredità cristiana l’Europa in generale e la Francia in particolare. Quanto alla questione della famiglia e delle coppie omosessuali, l’ho detto molto chiaramente: non sono né a favore del matrimonio degli omosessuali, né dell’adozione da parte delle coppie omosessuali. Questo però non significa che io neghi la realtà e la legittimità dell’amore omosessuale. Non ha minore dignità dell’amore eterosessuale. Penso semplicemente che l’istituzione del matrimonio, per mantenere un senso, debba essere riservata agli uomini e alle donne. Penso, allo stesso modo, che una famiglia sia costituita da un padre, una madre e dei bambini. Per le coppie omosessuali in Francia abbiamo i pacs. Propongo di andare ancora più in là e creare un contratto d’unione civile che garantisca la perfetta uguaglianza con le coppie eterosessuali sposate, per quanto concerne i diritti alla successione, fiscali e sociali.   [&#8230;]</p>
<p><em>Il testo integrale dell&#8217;<a href="http://www.ilfoglio.it/pdfdwl/11586800_1.pdf">articolo</a> è stato pubblicato sul sito de</em> Il Foglio<br />
<em>(traduzione di Elia Rigolio)</em></p>
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		<title>Il piacere del bacio in piazza, intervista al regista Pippo Delbono</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 16:20:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chiesa-cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[«Santo è il calice, santo il sangue, santo il dolore, santo l&#8217;uomo, santa la bocca&#8230; Santo è il cazzo, santo il buco del culo». E&#8217; la scena clou dello spettacolo «Urlo» con cui Pippo Delbono ha trionfato al Festival di Avignone. Un urlo, sempre più alto ad ogni passaggio, «contro il potere, soprattutto quello ecclesiastico fortissimo oggi». Che Delbono innalzerà sabato prossimo da Catania perché arrivi a Roma in sostegno ai manifestanti di Piazza Farnese. A chi, come lui, non...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/10/piacere-del-bacio-piazza-intervista-regista-pippo-delbono/" title="Read Il piacere del bacio in piazza, intervista al regista Pippo Delbono">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo">«Santo è il calice, santo il sangue, santo il dolore, santo l&#8217;uomo, santa la bocca&#8230; Santo è il cazzo, santo il buco del culo». E&#8217; la scena clou dello spettacolo «Urlo» con cui Pippo Delbono ha trionfato al Festival di Avignone. Un urlo, sempre più alto ad ogni passaggio, «contro il potere, soprattutto quello ecclesiastico fortissimo oggi». Che Delbono innalzerà sabato prossimo da Catania perché arrivi a Roma in sostegno ai manifestanti di Piazza Farnese. A chi, come lui, non ha paura di parlare di sé e della propria omosessualità.</span></p>
<p><span class="testo"><strong>Questa manifestazione irrompe nel dibattito sulle Unioni civili ponendo l&#8217;accento sul riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e denunciando un rigurgito omofobico addirittura dentro le nostre istituzioni. Lei è d&#8217;accordo con questa impostazione?<br />
</strong>Credo che il dibattito sulle unioni civili abbia toccato un pensiero malato proprio rispetto al tema dell&#8217;omosessualità. Quindi non mi sembra strano che si ponga l&#8217;accento sull&#8217;omofobia. Certo mi verrebbe da dire: come siamo rimasti indietro! Abbiamo costruito un modello di morale e di famiglia che nasconde tante bestialità. E una Chiesa che si è allontanata totalmente dal senso profondo del Cristianesimo. Mi piace ricordare che «evangelo» vuol dire rilevazione, quindi consacrare significa rivelare. Consacrare un rapporto omosessuale è avere il coraggio di rivelarlo soprattutto in questa società della maschera, dove il peccato non è tale finché rimane nascosto. Tutti noi da bambini abbiamo respirato nelle sacrestie una forte pulsione omosessuale: è troppo facile l&#8217;equazione «moralità uguale spiritualità». Ed è falsa. La conoscenza di sé dell&#8217;essere umano è un grande valore. Io non accetto più questa Chiesa che stabilisce ciò che è giusto o non lo è. Vedo una grande paura della sessualità.</p>
<p><strong>Paura che però c&#8217;è sempre stata. Però oggi lei percepisce una qualche regressione?</strong><br />
Nel nostro paese ci sono sempre state due culture, quella cattolica e comunista, attraversate entrambe dall&#8217;omofobia. Il Pci amava il Pasolini delle classi sociali, ma non lo accettavano quando parlava di omosessualità mettendo in discussione un certo machismo. Addirittura in un certo periodo la Chiesa sembrava comprendere più dei comunisti un mondo che mutava. Poi per fortuna dentro la sinistra si è aperta una finestra verso l&#8217;essere umano e le sue variegate differenze, e con fatica si è cominciato ad accettare &#8211; intellettualmente, più che nella quotidianeità &#8211; la realtà di una società plurale. Oggi invece un certo cattolicesimo mi sembra essere molto più vicino all&#8217;islamismo radicale.</p>
<p><strong>Ma la nostra società è molto più avanzata della politica</strong>.<br />
Eppure per strada non si vedono mai due uomini o due donne che si baciano, e questo la dice lunga. Contemporaneamente c&#8217;è la tendenza a mettere in ogni film, in ogni pubblicità un po&#8217; di gay, in modo da allargare il consenso. Ma è solo analisi del mercato, anche gli omosessuali consumano. Non è una vera apertura culturale.  </span></p>
<p><span class="testo"><strong>Cosa pensa della discussa pubblicità di Dolce &amp; Gabbana?</strong><br />
Penso che il loro riconoscersi in una comunità omosessuale molto snob è segno di grande chiusura. Non è che essere omosessuali significa essere persone libere. Questi personaggi mi sembrano fascisti, gente che vede il mondo dal loro salotto. Eppoi la moda &#8211; che non è arte &#8211; spesso impone chi ha avuto più fortuna o furbizia, e ha creato modelli strapagati che non hanno alcun valore reale. Questo tipo di omosessualità è un brutto segno di un impoverimento culturale: serve una rivoluzione più profonda, che vada a contaminare realmente le culture in modo trasversale, come negli anni &#8217;70. Allora il nemico era più visibile &#8211; come la guerra in Vietnam. Oggi è fortissimo ma mascherato.</p>
<p><strong>La valenza simbolica di una legge sulle Unioni civili può aiutare questa trasformazione profonda?</strong><br />
C&#8217;è bisogno urgente di vera libertà, quella di poter essere se stessi. La legge è un piccolissimo passo culturale per riconoscere legittimità a una forma normale d&#8217;amore. Per questo mi sta bene che si parli di più delle coppie omosessuali, che si inizi a dare loro maggiore visibilità. Rompendo pregiudizi come quello dei figli delle coppie omosessuali. Mentre ormai è chiaro che i bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso, che è normale vedere in paesi come il Belgio, ad esempio, non subiscono alcun trauma per questo, e crescono come tutti gli altri.</p>
<p><strong>Ma non basta per la rivoluzione culturale profonda che lei invoca.</strong><br />
No. Nella nostra società c&#8217;è un bisogno forte di trascendenza, di spiritualità; ci interroghiamo sempre più sui temi della vita e della morte. Il problema è che, mancando un approfondimento culturale vero, abbiamo delegato tutto alla Chiesa, ai religiosi. I quali, costretti nel loro ruolo, si accaniscono contro una cosa così semplice come l&#8217;amore per una persona del proprio sesso. Mentre invece spesso gli omosessuali, come le donne, forse proprio perché hanno conosciuto la condizione di sofferenza e discriminazione, hanno una spiritualità accentuata. Non a caso l&#8217;arte in un certo senso è vicina all&#8217;omosessualità, perché c&#8217;è un rapporto stretto con la gioia, la trascendenza, l&#8217;amore. Se abbiamo bisogno di cultura, non quella stereotipata dei musei o dei teatri pieni di abbonati &#8211; cultura per fare politica o per essere più religiosi, per iniziare a guardare il mondo, per cambiare, per non essere pecoroni &#8211; abbiamo bisogno di ascoltare di più gli omosessuali. Dovremmo ricominciare come negli anni &#8217;70 a riprenderci le piazze. E baciarci nelle piazze.</span></p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Marzo-2007/art11.html" target="_blank">Fonte: ilManifesto.it</a></p>
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		<title>Perché è necessario essere presenti in piazza Farnese, domani</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2007 14:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La manifestazione che si svolgerà domani pomeriggio a Roma, in piazza Farnese, cade in un momento per nulla favorevole al riconoscimento delle unioni civili. Vi sono, infatti, almeno tre motivi di forte preoccupazione. Innanzitutto, il governo sembra aver deciso di buttare a mare il suo stesso disegno di legge. Non dimentichiamo che Prodi si dimise proprio il giorno in cui doveva cominciare a discutere del progetto al Senato: e non dimentichiamo che i dodici punti del successivo accordo non contemplano...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/09/perche-necessario-essere-presenti-piazza-farnese-domani/" title="Read Perché è necessario essere presenti in piazza Farnese, domani">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La manifestazione che si svolgerà domani pomeriggio a Roma, in piazza Farnese, cade in un momento per nulla favorevole al riconoscimento delle unioni civili. Vi sono, infatti, almeno tre motivi di forte preoccupazione.<br />
Innanzitutto, il governo sembra aver deciso di buttare a mare il suo stesso disegno di legge. Non dimentichiamo che Prodi si dimise proprio il giorno in cui doveva cominciare a discutere del progetto al Senato: e non dimentichiamo che i dodici punti del successivo accordo non contemplano alcun impegno in proposito da parte del governo. La stessa misera promessa contenuta nel programma elettorale dell’Unione sembra ora giudicata troppo impegnativa da una maggioranza palesemente in balia del voto determinante dei teodem.<br />
Inoltre, il Vaticano ha già allarmato le sue truppe per organizzare un “Family Day” che, nelle intenzioni delle gerarchie ecclesiastiche, dovrebbe affossare definitivamente il provvedimento sotto la spinta di una fortissima partecipazione di piazza.<br />
Infine, l’assenza di una forte associazione laica che abbia nei pacs il proprio unico obiettivo finisce per far gravare tutto il peso della campagna sulle spalle dell’associazionismo omosessuale, creando il rischio che l’opinione pubblica non la percepisca come una battaglia di laicità, ma come la mera rivendicazione di interessi di parte. E se questo avvenisse, anche il consenso che un provvedimento sulle unioni civili sembra raccogliere nel paese scemerebbe molto in fretta.<br />
Per questo motivo è indispensabile che tutti i cittadini e le cittadine italiane che hanno a cuore le sorti della laicità siano presenti domani a Roma. Solo una massiccia partecipazione riuscirà a convincere una classe politica troppo poco europea a superare le proprie timidezze, chiarendo nel contempo alla Conferenza Episcopale Italiana che il sostegno ai pacs è diffuso nel paese. E solo una partecipazione ampia e articolata farà capire all’opinione pubblica che il riconoscimento dei diritti delle unioni civili è un provvedimento dovuto, che riguarda tutti. Un provvedimento all’insegna della laicità dello Stato, supremo principio costituzionale. Anche se molti (troppi) fanno finta di dimenticarsene.</em></p>
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		<title>San Valentino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 13:08:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di mercoledì 14 febbraio 2007   Altra vignetta del nostro lettore Gianfalco]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img src="//www.corriere.it/Media/Foto/2007/02/14/giannell.jpg" align="top" />
<div class="testo">LA <a href="http://www.corriere.it/gallerie/2007/02_Febbraio/14/giannelli.shtml" target="_blank">VIGNETTA</a> DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di mercoledì 14 febbraio 2007</div>
<p> </p>
<img src="//www.gianfalco.it/wp-content/uploads/2007/02/sanvalentino.gif" align="top" />
<p>Altra vignetta del nostro lettore <a href="http://www.gianfalco.it/index.php/2007/02/14/san-valentino-2007/" target="_blank">Gianfalco</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F14%2Fsan-valentino%2F&amp;linkname=San%20Valentino" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F14%2Fsan-valentino%2F&amp;linkname=San%20Valentino" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F14%2Fsan-valentino%2F&amp;linkname=San%20Valentino" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F14%2Fsan-valentino%2F&amp;linkname=San%20Valentino" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F14%2Fsan-valentino%2F&#038;title=San%20Valentino" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/14/san-valentino/" data-a2a-title="San Valentino"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Prodi: &#8220;Sono molto sereno le polemiche non mi turbano&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 16:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto sereno&#8221;. Questo è stato l&#8217;unico commento del premier Romano Prodi, oggi a Calcutta, di fronte alle polemiche che vengono da Roma sul progetto delle unioni di fatto. Ma se il presidente del Consiglio ha scelto di non fare commenti diretti di fronte all&#8217;ennesimo attacco che arriva dal Vaticano, si moltiplicano i commenti dal centrosinistra. mentre la comunità gay chiede più coraggio ai parlamentari dell&#8217;Unione. Stamane il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D&#8217;Alema, in un colloquio informale pubblicato...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/12/prodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano/" title="Read Prodi: &#8220;Sono molto sereno le polemiche non mi turbano&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto sereno&#8221;. Questo è stato l&#8217;unico commento del premier Romano Prodi, oggi a Calcutta, di fronte alle polemiche che vengono da Roma sul progetto delle unioni di fatto. Ma se il presidente del Consiglio ha scelto di non fare commenti diretti di fronte all&#8217;ennesimo attacco che arriva dal Vaticano, si moltiplicano i commenti dal centrosinistra. mentre la comunità gay chiede più coraggio ai parlamentari dell&#8217;Unione.</p>
<p>Stamane il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D&#8217;Alema, in un colloquio informale pubblicato su <em>Repubblica</em>, si era detto &#8221;stupito perché l&#8217;offensiva del Vaticano sul disegno di legge che istituisce i &#8216;Dico&#8217; e&#8217; qualcosa di inedito, nella storia dei rapporti tra Stato e Chiesa&#8221;.</p>
<p>Più duri i giudizi che arrivano da altri esponenti del centrosinistra. Per il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, si tratta del “più inaudito e inaccettabile tentativo di ingerenza del Vaticano sulle scelte del Parlamento italiano&#8221;. Sulle coppie di fatto &#8220;stupisce che ci sia in Italia, da parte del Papa, una drammatizzazione così forte che non c&#8217;è stata in altri Paesi europei come la Francia e la Germania; <strong>tutto ciò conferma</strong>, purtroppo, <strong>che il Vaticano non ha mai smesso di guardare al nostro Paese come a un suo protettorato</strong>&#8220;, afferma Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio. Per il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, &#8220;il Vaticano ha il diritto di dare indicazioni morali ai fedeli, ma il Parlamento ha il dovere di garantire diritti e doveri ai cittadini italiani e di adeguare l&#8217;Italia agli altri paesi europei&#8221;.</p>
<p>Reazioni dure anche dalla comunità gay. &#8220;<strong>Ruini ha tuonato ancora. Ormai sembra il tutore dello stato italiano e la politica italiana come sempre risponderà obbedisco</strong>&#8220;, ha detto il segretario nazionale dell&#8217;Arcigay Aurelio Mancuso, che rilancia: &#8220;Il ddl del governo sui Dico è assolutamente insufficiente e va cambiato a partire dall&#8217;articolo 1 che è offensivo e ridicolo. Ha l&#8217;obiettivo palese di non far fare una cerimonia e questo è davvero infantile&#8221;.</p>
<p>Per il deputato Ds Franco Grillini &#8221;Il Papa e Ruini continuano ad alterare la verità su pacs, unioni civili e diritti dei conviventi”, secondo il presidente onorario dell&#8217;Arcigay &#8220;ben venti paesi europei e numerosi paesi extraeuropei ormai, hanno una legislazione per le unioni civili che dimostra sul piano dei fatti che diverse forme di famiglia fanno bene alla società, al benessere dell&#8217;individuo, alla coesione sociale e alla natalità&#8221;.</p>
<p>Sulla questione interviene anche il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, &#8220;C&#8217;è confusione da ambedue le parti, in particolare da parte della <strong>Chiesa che deve saper distinguere tra la sua predicazione morale e religiosa e l&#8217;aspetto legislativo-mondano-politico</strong>. Laddove la Chiesa si presenta quasi con la presunzione di voler dettare le leggi o volersi confrontare con il potere politico su questa base tradisce prima di tutto se stessa&#8221;.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/politica/coppie-di-fatto3/centrosinistra-risponde/centrosinistra-risponde.html">Fonte: Repubblica.it </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F12%2Fprodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano%2F&amp;linkname=Prodi%3A%20%E2%80%9CSono%20molto%20sereno%20le%20polemiche%20non%20mi%20turbano%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F12%2Fprodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano%2F&amp;linkname=Prodi%3A%20%E2%80%9CSono%20molto%20sereno%20le%20polemiche%20non%20mi%20turbano%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F12%2Fprodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano%2F&amp;linkname=Prodi%3A%20%E2%80%9CSono%20molto%20sereno%20le%20polemiche%20non%20mi%20turbano%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F12%2Fprodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano%2F&amp;linkname=Prodi%3A%20%E2%80%9CSono%20molto%20sereno%20le%20polemiche%20non%20mi%20turbano%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F12%2Fprodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano%2F&#038;title=Prodi%3A%20%E2%80%9CSono%20molto%20sereno%20le%20polemiche%20non%20mi%20turbano%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/12/prodi-sono-molto-sereno-polemiche-non-turbano/" data-a2a-title="Prodi: “Sono molto sereno le polemiche non mi turbano”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il papa: &#8220;Nessuna legge degli uomini può sovvertire la norma del Creatore&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 12:53:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si debbono «trasformare in diritti» quelli che sono «interessi privati o doveri che stridono con la legge naturale». Questo principio è stato richiamato oggi dal Papa in riferimento alle leggi sulle coppie di fatto. «Un’applicazione molto concreta di questo principio &#8211; ha spiegato infatti il Pontefice &#8211; si trova se si fa riferimento alla famiglia, cioè all’intima comunione di vita fondata dal Creatore e regolata con leggi proprie. Essa ha la sua stabilità per Ordinamento Divino. Il bene sia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/12/papa-nessuna-legge-degli-uomini-puo-sovvertire-norma-del-creatore/" title="Read Il papa: &#8220;Nessuna legge degli uomini può sovvertire la norma del Creatore&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si debbono «trasformare in diritti» quelli che sono «interessi privati o doveri che stridono con la legge naturale». Questo principio è stato richiamato oggi dal Papa in riferimento alle leggi sulle coppie di fatto.<br />
«Un’applicazione molto concreta di questo principio &#8211; ha spiegato infatti il Pontefice &#8211; si trova se si fa riferimento alla famiglia, cioè all’intima comunione di vita fondata dal Creatore e regolata con leggi proprie. Essa ha la sua stabilità per Ordinamento Divino. Il bene sia dei coniugi che della società non dipende dall’arbitrio».<br />
«<strong>Nessuna legge</strong> &#8211; ha scandito il Papa &#8211; <strong>può sovvertire la norma del Creatore senza rendere precario il futuro della società con leggi in netto contrasto con il diritto naturale</strong>».<br />
Papa Ratzinger ha aperto con il suo discorso il Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense. Nel salutarlo, il rettore dell’ateneo, mons. Rino Fisichella, ha sottolineato l’attesa di una parola chiarificatrice del Papa su questi temi. «Alcuni provano disagio per queste verità e preferirebbero &#8211; ha detto &#8211; il silenzio. Per noi invece le sue parole sono di sostegno».<br />
«È fuori dubbio &#8211; ha continuato il Papa &#8211; che viviamo momento di straordinario sviluppo nella capacità umana di dominare la natura e decifrarne le regole». Ma proprio da questa conoscenza, arrivano «crescenti minacce di distruzione del dono della natura». L’uomo di oggi, infatti, troppo spesso sembra aver dimenticato che «non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200702articoli/17899girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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		<title>Tremonti: &#8220;Così distruggono i matrimoni civili&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 12:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Voluta o no, la sequenza Pacs-nonPacs-Dico ha integrato una sofisticata tecnica di potere», sostiene Giulio Tremonti. E’ «la tecnica dell’illusione: annuncio un provvedimento che viene percepito come negativo; lo ritiro per dare un segnale positivo; ne faccio un secondo ancora più negativo del primo. I Dico sono molto più “avanzati” dei Pacs. E in questi termini collimano perfettamente con il programma dell’Unione». Com’è che lei se l’è andato a esaminare? «Succede spesso che un testo politico venga sottovalutato. E invece...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/12/tremonti-cosi-distruggono-matrimoni-civili/" title="Read Tremonti: &#8220;Così distruggono i matrimoni civili&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Voluta o no, la sequenza Pacs-nonPacs-Dico ha integrato una sofisticata tecnica di potere», sostiene Giulio Tremonti. E’ «la tecnica dell’illusione: annuncio un provvedimento che viene percepito come negativo; lo ritiro per dare un segnale positivo; ne faccio un secondo ancora più negativo del primo. I Dico sono molto più “avanzati” dei Pacs. E in questi termini collimano perfettamente con il programma dell’Unione».</p>
<p><strong>Com’è che lei se l’è andato a esaminare?<br />
</strong>«Succede spesso che un testo politico venga sottovalutato. E invece sono proprio questi testi quelli che poi vengono applicati alla lettera, spiazzando tutti. Leggiamolo insieme: “L’Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto&#8230; Non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale&#8230; E’ qualificante il sistema di relazioni sentimentali&#8230; la loro stabilità e volontarietà”. Questa formulazione larga identifica una figura che va oltre il concetto di coppia, infatti non c’è il numero “due”, e passa attraverso la famiglia, spaccandola. E’ una figura insieme vecchissima e modernissima. Vecchissima: come nel basso Impero. Modernissima: la “horizontal family” che ogni tanto appare nei testi più “avanzati” di Bruxelles. L’antico diritto romano, nella sua ferrea linearità, conosceva i contratti e i delitti. E’ a Bisanzio che la linearità viene sostituita dall’ambiguità. Sostituzione operata con il “quasi”: appaiono i quasi-contratti, i quasi-delitti. Ora il Dico è un quasi-matrimonio. Un mezzo e mezzo in cui non si capisce cosa è cosa». [&#8230;]</p>
<p><strong>Non le sembra di dare troppo significato a una riforma, in fondo, così limitata?</strong> «Leggiamo allora l’articolo 1: “Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente&#8230;, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta&#8230;”. Basta e avanza per capire che questa formula legittima tanto l’incesto quanto la poligamia».</p>
<p><strong>L’incesto, addirittura?<br />
</strong>«Il Dico è vietato tra padre e figlio in linea verticale, ma è chiaramente permesso in linea orizzontale tra fratelli e sorelle. Idem per la poligamia: il Dico è a “due”, ma la legge non vieta che la stessa persona possa fare due, tre, quattro Dico, naturalmente in presenza delle stesse condizioni di convivenza, affetto eccetera, come è tipico, in senso post-moderno, delle situazioni di gruppo e, in senso più profondo, per le persone di religioni che ammettono la poligamia».</p>
<p><strong>Vedremo la versione finale del testo. Ma perché, secondo lei, tutto questo?<br />
</strong>«Prodi ha fatto un’operazione ad alta intensità politica. La Dico-legge è un misto tra un testo giuridico e un manifesto ideologico mirato a ridisegnare la società. Non era l’unica strada che aveva davanti il governo».</p>
<p><strong>Quale altra strada?</strong><br />
«La società in cui viviamo contiene complessità e crea problemi umani. Questi problemi vanno risolti e possono esserlo in concreto. Non è necessario metterci sopra un carico ideologico. Esiste già il Dpr 89 n. 223 che regola la famiglia anagrafica anche in base ai “vincoli affettivi”. Era sufficiente inserire su questa base i nuovi diritti di locazione, successione, visita eccetera. Ma a Prodi i diritti non interessano».</p>
<p><strong>E cosa, sennò?<br />
</strong>«Gli interessa creare il Dico-matrimonio. Prodi non è interessato ai diritti ma all’ideologia. Ed è per questo che ha preso la terza via».</p>
<p><strong>Quali altri danni prevede?<br />
</strong>«Il Dico è un moltiplicatore su vasta scala di permessi di soggiorno e di pensioni reversibili. Sfondando i conti pubblici».</p>
<p><strong>Nell’Unione Mastella ha già detto che non lo vota.</strong><br />
«Il disegno di legge arriverà in Parlamento con la firma del Guardasigilli: Mastella. Sommando gli opposti, Mastella si presenta come il leader sintetico naturale del nuovo Partito democratico».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200702articoli/17871girata.asp" target="_blank">Fonte: laStampa.it</a></p>
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