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	<title>Pollastrini &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>Napolitano al Quirinale: «Intollerabile la violenza sulle donne. Bisogna rimuovere gli ostacoli alle loro aspirazioni»</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 11:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Con questo 8 marzo vogliamo chiamare le donne italiane a lavorare per la causa delle donne, per i loro diritti, per i loro progetti. Questa è la chiave che abbiamo scelto quest&#8217;anno». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale delle donne. «Sono molte &#8211; ha aggiunto Napolitano &#8211; le donne che si sono affermate per loro forza, per loro qualità e per loro meriti superando condizioni di partenza sfavorevoli, resistenze e inerzie...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/08/napolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni/" title="Read Napolitano al Quirinale: «Intollerabile la violenza sulle donne. Bisogna rimuovere gli ostacoli alle loro aspirazioni»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Con questo 8 marzo vogliamo chiamare le donne italiane a lavorare per la causa delle donne, per i loro diritti, per i loro progetti. Questa è la chiave che abbiamo scelto quest&#8217;anno». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale delle donne.<br />
«Sono molte &#8211; ha aggiunto Napolitano &#8211; le donne che si sono affermate per loro forza, per loro qualità e per loro meriti superando condizioni di partenza sfavorevoli, resistenze e inerzie pesanti. E ciò di certo non può appagarci e tranquillizzarci: dobbiamo rendere possibile per tutte le donne fare la loro strada, conquistare ed esercitare i loro diritti». «Gli uomini &#8211; suggerisce Napolitano &#8211; occupino anche le mansioni femminili».<br />
Per il Capo dello Stato «sono troppo poche le donne italiane che riescono a raggiungere i vertici nel mondo dell&#8217;economia, della pubblica amministrazione e della politica, tanto è vero che le parlamentari sono solo una piccola pattuglia». «Le donne italiane sono troppo poco occupate e quando lo sono fanno assai più fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attività, dalle imprese private &#8211; ha osservato Napolitano &#8211; alla pubblica amministrazione, alla politica, come ben sanno le pattuglie, solo pattuglie, di elette nel nostro Parlamento». Secondo il presidente, infatti, «la barriera che blocca l&#8217;accesso delle donne agli alti gradi in Italia è ancora particolarmente robusta. Eppure quel limitato gruppo di donne che supera la barriera guadagna comunque meno degli uomini».<br />
«Perché la situazione cambi, perché le donne godano davvero di pari opportunità &#8211; ha detto Napolitano davanti ai ministri Pollastrini, Fioroni e Mussi -, perché cessino sfruttamenti e violenze, è necessario un robusto tessuto normativo. E tuttavia le leggi come sappiamo sono essenziali ma non bastano. È indispensabile un impegno collettivo, un impegno fortissimo di educazione, fin dai primi gradi del sistema d&#8217;istruzione, al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità». Infatti, rilancia il presidente, «se non si crea, innanzitutto fra i ragazzi, fra ai giovani nelle scuole e nel Paese un nuovo costume civile, tale da sconfiggere le posizioni più incolte e le pulsioni più rozze, la battaglia della sicurezza, della piena serenità e dignità per le donne non può essere vinta».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/08/napolitano.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fnapolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni%2F&amp;linkname=Napolitano%20al%20Quirinale%3A%20%C2%ABIntollerabile%20la%20violenza%20sulle%20donne.%20Bisogna%20rimuovere%20gli%20ostacoli%20alle%20loro%20aspirazioni%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fnapolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni%2F&amp;linkname=Napolitano%20al%20Quirinale%3A%20%C2%ABIntollerabile%20la%20violenza%20sulle%20donne.%20Bisogna%20rimuovere%20gli%20ostacoli%20alle%20loro%20aspirazioni%C2%BB" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fnapolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni%2F&amp;linkname=Napolitano%20al%20Quirinale%3A%20%C2%ABIntollerabile%20la%20violenza%20sulle%20donne.%20Bisogna%20rimuovere%20gli%20ostacoli%20alle%20loro%20aspirazioni%C2%BB" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fnapolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni%2F&amp;linkname=Napolitano%20al%20Quirinale%3A%20%C2%ABIntollerabile%20la%20violenza%20sulle%20donne.%20Bisogna%20rimuovere%20gli%20ostacoli%20alle%20loro%20aspirazioni%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fnapolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni%2F&#038;title=Napolitano%20al%20Quirinale%3A%20%C2%ABIntollerabile%20la%20violenza%20sulle%20donne.%20Bisogna%20rimuovere%20gli%20ostacoli%20alle%20loro%20aspirazioni%C2%BB" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/08/napolitano-quirinale-intollerabile-violenza-sulle-donne-bisogna-rimuovere-gli-ostacoli-alle-loro-aspirazioni/" data-a2a-title="Napolitano al Quirinale: «Intollerabile la violenza sulle donne. Bisogna rimuovere gli ostacoli alle loro aspirazioni»"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Donne: nel segno dell&#8217;arte, contro la violenza</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 08:42:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo mimose. E&#8217; un otto marzo declinato nell&#8217;arte e nella cultura come pure nella sensibilizzazione sui temi della violenza e dello sfruttamento quello odierno. Tanto per cominciare oggi le donne possono entrare gratis nei musei (leggi). E lo stesso presidente Napolitano dà il via alle celebrazioni inaugurando la mostra «Ritratte al Femminile» al Palazzo del Quirinale: in esposizione quindici opere realizzate tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento, eseguite da donne e raffiguranti donne (guarda). Seguiranno...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/08/donne-nel-segno-dellarte-contro-violenza/" title="Read Donne: nel segno dell&#8217;arte, contro la violenza">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo mimose. E&#8217; un otto marzo declinato nell&#8217;arte e nella cultura come pure nella sensibilizzazione sui temi della violenza e dello sfruttamento quello odierno. Tanto per cominciare oggi le donne possono entrare gratis nei musei (<a href="javascript:openlink('http://www.beniculturali.it/sala/dettaglio-comunicato.asp?nd=ss,cs&amp;Id=2397')">leggi</a>). E lo stesso presidente Napolitano dà il via alle celebrazioni inaugurando la mostra «Ritratte al Femminile» al Palazzo del Quirinale: in esposizione <strong>quindici opere</strong> realizzate tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento, <strong>eseguite da donne e raffiguranti donne</strong> (<a href="javascript:openlink('http://www.quirinale.it/palazzo/mostre/2007_8marzo/8marzohome.htm')">guarda</a>). Seguiranno un concerto di musica da camera eseguito dal &#8220;Quartetto di Firenze&#8221;, gli interventi del ministro per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini, del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e del ministro dell&#8217;Università e della Ricerca scientifica Fabio Mussi. E&#8217; inoltre prevista la consegna, da parte di Napolitano, delle insegne delle onorificenze Omri (Ordine al merito della Repubblica italiana) a donne distintesi nella cultura, nella scienza e nel sociale.<br />
In programma in varie città il tradizionale corteo per ricordare le operaie morte l&#8217;otto marzo di quasi cento anni fa a New York: a Roma la manifestazione partirà alle sette di sera per arrivare a Santa Maria in Trastevere. Mentre la signora Marini, nel suo primo anno da «first lady» a Palazzo Madama, ha deciso di invitare «a colazione» tutte le senatrici a Palazzo Giustiniani.<br />
Per oggi Amnesty International propone una serie di iniziative e appelli (<a href="javascript:openlink('http://www.amnesty.it/campagne/donne/index.html')">leggi</a>) per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e sollecitare misure concrete per porre fine a quello che considera «il più grande scandalo dei diritti umani dei nostri tempi: la violenza sulle donne.<br />
E oggi gli ospedali italiani particolarmente impegnati di fronte alle malattie femminili riceveranno i «<strong>Bollini Rosa</strong>». Ad assegnarli un Comitato speciale dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.) che si insedia oggi. Disegnati quasi sempre da architetti uomini, diretti da manager uomini e da primari medici soprattutto uomini, gli ospedali si rivelano spesso un luogo di disagio per la donna. Inoltre rischiano di non recepire i profondi mutamenti in atto nel manifestarsi di diverse malattie che riguardano le donne ben oltre i confini della tradizionale ginecologia e si sviluppano in campi un tempo considerati più tradizionalmente maschili, come la cardiologia e la neurologia.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/07/festa_donna.shtml">Fonte: Corriere.it</a></p>
<p>Altri articoli correlati:</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/03_Marzo/07/donne.shtml">Otto marzo con il libro nero delle donne</a><br />
<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/08/rodota.shtml">Hina, le femministe assenti</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&amp;linkname=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F08%2Fdonne-nel-segno-dellarte-contro-violenza%2F&#038;title=Donne%3A%20nel%20segno%20dell%E2%80%99arte%2C%20contro%20la%20violenza" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/08/donne-nel-segno-dellarte-contro-violenza/" data-a2a-title="Donne: nel segno dell’arte, contro la violenza"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;ira della Pollastrini</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 09:51:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La bocciatura del ddl del governo sulle unioni di fatto da parte della Commissione Giustizia di Palazzo Madama rialza il livello dello scontro nel centrosinistra e oscura sempre di più il futuro del Partito democratico. Il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, autrice del ddl insieme con quello della Famiglia, Rosy Bindi, promette di studiare i «rilievi mossi dal senatore Salvi» ma allo stesso tempo chiede «rispetto» per «un testo valutato con positività da specialisti, studiosi e sostenuto da centinaia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/07/lira-della-pollastrini/" title="Read L&#8217;ira della Pollastrini">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La bocciatura del ddl del governo sulle unioni di fatto da parte della Commissione Giustizia di Palazzo Madama rialza il livello dello scontro nel centrosinistra e oscura sempre di più il futuro del Partito democratico. Il ministro delle Pari opportunità, <strong>Barbara Pollastrini</strong>, autrice del ddl insieme con quello della Famiglia, Rosy Bindi, promette di studiare i «rilievi mossi dal senatore Salvi» ma allo stesso tempo chiede «rispetto» per «un testo valutato con positività da specialisti, studiosi e sostenuto da centinaia di migliaia di persone». La Pollastrini insomma non intende mollare il ddl e promette «lavorerò per una legge saggia, umana e praticabile per garantire diritti e doveri alle unioni di fatto».</p>
<p>Durissimo il commento del senatore ds <strong>Giorgio Tonini</strong>, uno dei 15 saggi che ha redatto il Manifesto del Partito democratico, che imputa a Salvi «un intento ideologico», per dimostrare «che nel Partito democratico non ci può essere intesa tra laici e cattolici sui temi eticamente sensibili». Salvi, conclude Tonini, ha liquidato «il testo Pollastrini-Bindi, come se fosse stato presentato dall’ultimo dei senatori e non dal governo dopo settimane di lavoro comune tra le due ministre».</p>
<p>Soddisfatto invece il commento dell’Udeur di <strong>Clemente Mastella </strong>che ha promesso di erigere una invalicabile barriera contro i Dico a Palazzo Madama. «Bene Salvi &#8211; dice il senatore <strong>Stefano Cusumano </strong>&#8211; perché così valorizza il ruolo del Parlamento, come ha sempre chiesto l’Udeur».</p>
<p>Diplomatica e non potrebbe essere altrimenti la capogruppo dell’Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro, che definisce «condivisibili alcune osservazioni di Salvi, in particolare quelle che riguardano un eccessivo contenzioso che potrebbe nascere dalle forme scelte».  [&#8230;]</p>
<p>Intanto però si moltiplicano le adesioni alle manifestazioni contrapposte: quella del 10 marzo promossa dall’Arcigay e il Family day voluto dai cattolici. Al corteo pro Dico dopo il ministro dell’Ambiente, <strong>Alfonso Pecoraro Scanio </strong>annuncia la sua adesione anche il senatore ds Gavino Angius. Sul fronte opposto dopo quella del ministro della Pubblica istruzione, <strong>Giuseppe Fioroni</strong>, arriva l’adesione di Renzo Lusetti, responsabile Informazione della Margherita, «Non perdiamo di vista la famiglia. Se per farlo è necessario scendere in piazza ci saremo», dice Lusetti.</p>
<p>Ma secondo il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, mentre la manifestazione promossa dalle associazioni omosessuali è «a favore di Prodi» perché il ddl sulle coppie di fatto è appunto sostenuto dal governo, a essere «antigovernativa è invece la manifestazione a favore della famiglia, il family day che ci sarà a maggio».</p>
<p>Ma sempre dentro la Margherita il prodiano <strong>Franco Monaco </strong>non la pensa così. «Chi riveste responsabilità politiche e istituzionali farebbe bene a impegnare le proprie energie più nel parlamento che nella piazza». </p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=161964&amp;START=0&amp;2col=">Il testo integrale dell&#8217;articolo è stato pubblicato sul sito de <em>Il Giornale</em></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Flira-della-pollastrini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ira%20della%20Pollastrini" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Flira-della-pollastrini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ira%20della%20Pollastrini" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Flira-della-pollastrini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ira%20della%20Pollastrini" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Flira-della-pollastrini%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ira%20della%20Pollastrini" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F03%2F07%2Flira-della-pollastrini%2F&#038;title=L%E2%80%99ira%20della%20Pollastrini" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/03/07/lira-della-pollastrini/" data-a2a-title="L’ira della Pollastrini"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Intervista a  C. Salvi sul ddl  Bindi-Pollastrini</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 09:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dico? Un testo giuridicamente incerto che rischia di intasare gli uffici dei magistrati e gonfiare le tasche degli avvocati. «Non proporrò l’adozione del disegno di legge del governo come testo base perché impraticabile dal punto di vista giuridico» dice il presidente della commissione Giustizia, il ds Cesare Salvi, che punto per punto smantella il ddl firmato dalle ministre Barbara Pollastrini, Pari opportunità, e Rosy Bindi, Famiglia. [&#8230;] Presidente Salvi, il senatore Roberto Castelli della Lega appena uscito dalla Commissione ha...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/07/intervista-salvi-sul-ddl-bindi-pollastrini/" title="Read Intervista a  C. Salvi sul ddl  Bindi-Pollastrini">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dico? Un testo giuridicamente incerto che rischia di intasare gli uffici dei magistrati e gonfiare le tasche degli avvocati. «Non proporrò l’adozione del disegno di legge del governo come testo base perché impraticabile dal punto di vista giuridico» dice il presidente della commissione Giustizia, il ds Cesare Salvi, che punto per punto smantella il ddl firmato dalle ministre Barbara Pollastrini, Pari opportunità, e Rosy Bindi, Famiglia.   [&#8230;]</p>
<p><strong>Presidente Salvi, il senatore Roberto Castelli della Lega appena uscito dalla Commissione ha detto che lei ha «demolito» il ddl del governo.</strong>«Insomma “demolito” forse è eccessivo. Ho criticato l’impianto giuridico del provvedimento. In commissione è stato avviata una discussione libera su tutti i provvedimenti presentati sulle unioni di fatto».</p>
<p><strong>Il governo si è impegnato molto per trovare una mediazione e presentare un suo ddl. Forse si aspettava una maggiore considerazione&#8230;</strong>«Guardi io non proporrò come testo base quello del governo e al momento non ne ho scelto uno fra quelli già presentati. La Commissione lavorerà per mettere a punto un testo unificato».</p>
<p><strong>Che cosa non funziona nel ddl Bindi-Pollastrini?</strong>«Il meccanismo della raccomandata (si può certificare l’esistenza della coppia di fatto andando da soli all’anagrafe purché si invii una lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente, ndr) crea troppa incertezza. Non possiamo complicare la vita dei magistrati con un diluvio di ricorsi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Il ministro Bindi si dice aperta alle modifiche purchè non si creino forme “paramatrimoniali”.</strong><br />
«Sono d’accordo visto che la Costituzione italiana pone un limite contenuto nell’articolo 29. Ciò che si è fatto in altri paesi, mi riferisco al matrimonio tra gay, in Italia non è possibile senza modificare la Costituzione».</p>
<p><strong>Il dibattito sulle unioni di fatto esce dal Parlamento e scende in piazza. Alla manifestazione pro Dico promossa dalle associazioni omosessuali sabato prossimo a Roma parteciperanno ministri ed esponenti della maggioranza. Lo stesso accadrà sul fronte opposto per il Family day voluto dalle organizzazioni cattoliche. Lei che farà?</strong>«È giusto che si apra un dibattito nell’opinione pubblica e che si manifesti ma la mia funzione, la funzione del Parlamento, non prevede la protesta in piazza ma la ricerca del dialogo e di una soluzione condivisa».</p>
<p><strong>Ministri e rappresentanti della maggioranza che scendono in piazza, dice Massimo Cacciari, sono il segno della crisi del sistema politico italiano. La politica non sa più decidere?</strong><br />
«La politica in questo momento è debole e c’è il rischio forte di farsi condizionare. Per questo raddoppierò il mio impegno per arrivare a una legge ben fatta». </p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=161962&amp;START=0&amp;2col=">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Francesca Angeli è stato pubblicato sul sito de <em>Il Giornale</em></a></p>
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		<title>I DiCo al Senato</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/06/i-dico-al-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 09:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ROMA — È il giorno dei Dico. La commissione Giustizia del Senato accende i riflettori sul ddl, tra le polemiche e 10 testi da esaminare. I cattolici si mobilitano. Monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia Accademia per la vita, li invita a «fare di tutto» perché provvedimenti come questo «non passino». Sfidando le accuse di «oscurantismo» venute, anche ieri, dalla Rosa nel pugno. Con i Dico «viene screditato non il matrimonio religioso, ma il matrimonio tout court», avverte monsignor Sgreccia...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/03/06/i-dico-al-senato/" title="Read I DiCo al Senato">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA — È il giorno dei Dico. La commissione Giustizia del Senato accende i riflettori sul ddl, tra le polemiche e 10 testi da esaminare. I cattolici si mobilitano. Monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia Accademia per la vita, li invita a «fare di tutto» perché provvedimenti come questo «non passino». Sfidando le accuse di «oscurantismo» venute, anche ieri, dalla Rosa nel pugno. Con i Dico «viene screditato non il matrimonio religioso, ma il matrimonio tout court», avverte monsignor Sgreccia che si dice scettico sul fatto che un «legame tra persone dello stesso sesso sia salutare per la loro socializzazione» e parla di rapporti contro la «legge naturale ». E, sulla scorta del monito lanciato dal cardinal Ruini («cattolici svegliatevi»), invita a osteggiare il ddl. Lo faranno Giulio Andreotti che non è «contrario a una regolamentazione, ma mettere in una legge le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, mi sembra vada oltre», Giuseppe Pisanu (FI) («I Dico sono pacs travestiti») e Luigi Pallaro («Non spenderei neanche un centesimo »).<br />
La Margherita con Pierluigi Castagnetti chiede «una pausa di riflessione». Follini non «scaglia anatemi», ma vuole priorità per la famiglia. La capogruppo Ulivo Anna Finocchiaro invita a discutere «senza ideologizzare» e il ministro Pecoraro Scanio parla di «arretratezza culturale assurda». Il presidente della commissione Cesare Salvi tenterà una mediazione.    [&#8230;]</p>
<p>Il testo Pollastrini-Bindi sarà esaminato se il ddl sul caporalato e il decreto sul calcio violento ne lasceranno il tempo. Poi verrà accantonato. Dopo un monitoraggio Salvi vuole arrivare a un testo unico delle leggi e leggine già esistenti sui diritti alle coppie di fatto. Il testo base dovrebbe essere quello di Alfredo Biondi (FI). «È un contratto per l’unione solidale da stipulare per persone di qualsiasi sesso davanti a un notaio» spiega Biondi.    [&#8230;]<br />
Ma stasera in una riunione di Forza Italia si discuterà se sarà questa la prima prova tecnica di «maggioranza variabile».</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/06/piccolillo.shtml">Il testo integrale dell&#8217;articolo di Virginia Piccolillo è stato pubblicato sul sito de <em>Il Corriere della Sera</em>.</a></p>
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		<title>Avvenire: convivenze, altro che equilibrio</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/02/10/avvenire-convivenze-altro-che-equilibrio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 18:08:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«La famiglia ferita: arrivano i &#8220;Dico&#8221;». Così titola L&#8217;Osservatore Romano in merito al varo, da parte del Consiglio dei ministri straordinario di giovedì, della legge sui cosiddetti &#8220;diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi&#8221;. Altrettanto eloquente una nota del Sir: «Il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo». «I cosiddetti &#8220;Dico&#8221; &#8211; scrive il Servizio di Informazione religiosa &#8211; appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/avvenire-convivenze-altro-che-equilibrio/" title="Read Avvenire: convivenze, altro che equilibrio">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La famiglia ferita: arrivano i &#8220;Dico&#8221;». Così titola L&#8217;Osservatore Romano in merito al varo, da parte del Consiglio dei ministri straordinario di giovedì, della legge sui cosiddetti &#8220;diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi&#8221;. Altrettanto eloquente una nota del Sir: «Il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo». «<strong>I cosiddetti &#8220;Dico</strong>&#8221; &#8211; scrive il Servizio di Informazione religiosa &#8211; <strong>appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi di quelli che si ci si ripromette di affrontare</strong>». Il ddl, secondo l&#8217;agenzia promossa dalla Cei, «minaccia, infatti, di incidere pesantemente &#8211; per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili &#8211; sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane». Una somma di motivi dunque, «e non certo un qualche astratto e pregiudiziale &#8220;anatema&#8221;», che induce a formulare una valutazione negativa. «Nonostante il faticoso lavoro di scrittura e riscrittura che ha impegnato importanti membri del governo &#8211; afferma il Sir -, si è insomma raggiunto un proclamato &#8220;punto di equilibrio&#8221; tra i diversi orientamenti presenti nella coalizione di maggioranza che, in realtà, <strong>non assicura affatto un serio equilibrio tra l&#8217;inderogabile tutela delle persone che costituiscono una famiglia fondata sul matrimonio e le accresciute prerogative riconosciute</strong> &#8211; a partire da diritti e doveri già affermati da tempo &#8211; <strong>ai protagonisti di libere convivenze</strong>». Basta portare a riprova infatti l&#8217;aspetto dei diritti successori: «Con il groviglio di ipotesi di concorso all&#8217;eredità tra un convivente e il figlio o i figli dell&#8217;altro partner, per rendersi conto delle questioni che rischiano dolorosamente di aprirsi». Secondo il Sir, poi, non ci si può nascondere «il fortissimo impatto sull&#8217;opinione pubblica delle premesse ideologiche dell&#8217;iniziativa che è stata assunta. Si parla di &#8220;Dico&#8221; ma si pensa a &#8220;Pacs&#8221;, e soprattutto si prefigura una escalation legislativa in questo senso». Il ddl, riferisce poi L&#8217;Osservatore Romano , «nelle intenzioni del governo dovrebbe disciplinare diritti e doveri delle persone conviventi», omosessuali ed eterosessuali. «Dal punto di vista politico &#8211; aggiunge il quotidiano della Santa Sede -, a parte la posizione dell&#8217;Udeur di Mastella, il centrodestra ha già dichiarato la sua contrarietà, pur essendo disponibile ad un dibattito parlamentare che partirà dal Senato. Il governo, infatti, sembra intenzionato a non porre la fiducia sul provvedimento, per non legare le proprie sorti ai &#8220;Dico&#8221; e per cercare sponde nell&#8217;altro schieramento politico. Per il momento però sembra non ci siano le condizioni per un&#8217;intesa &#8220;bipartisan&#8221;. Il disegno di legge illustrato dai ministri Pollastrini e Bindi non piace a nessuno del centrodestra, almeno stando alle prime dichiarazioni. Tra gli altri, Rocco Buttiglione parla di un provvedimento fortemente simbolico, che lede la famiglia. Lo stesso sostiene Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale, che vede molti diritti della famiglia lesi dai diritti che verrebbero riconosciuti ai conviventi con questi cosiddetti &#8220;Dico&#8221;».</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_02_10/articolo_725954.html">Fonte: Avvenire.it </a></p>
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		<title>Titti de Simone: «Un testo da cambiare. Radicalmente»</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 16:40:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Titti De Simone, deputata di Rifondazione comunista, storica esponente del movimento gay e lesbico, non fa parte della schiera che cerca di indorare la pillola sull&#8217;accordo raggiunto ieri in Consiglio dei ministri sui Pacs. Un&#8217;intesa alta e soddisfacente, lo dice il ministro Rutelli. Appunto, c&#8217;è da preoccuparsi. Io non sono soddisfatta per niente: il testo approvato è al di sotto di quanto previsto dal programma dell&#8217;Unione e sicuramente inadeguato rispetto alle aspettative delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/10/titti-simone-testo-cambiare-radicalmente/" title="Read Titti de Simone: «Un testo da cambiare. Radicalmente»">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo"><img align="right" src="//www.fuorispazio.net/_archivio/Novembre,Dicembre_2001/img/titti6.jpg" />Titti De Simone, deputata di Rifondazione comunista, storica esponente del movimento gay e lesbico, non fa parte della schiera che cerca di indorare la pillola sull&#8217;accordo raggiunto ieri in Consiglio dei ministri sui Pacs.</span></p>
<p><strong>Un&#8217;intesa alta e soddisfacente, lo dice il ministro Rutelli.<br />
</strong>Appunto, c&#8217;è da preoccuparsi. Io non sono soddisfatta per niente: il testo approvato è al di sotto di quanto previsto dal programma dell&#8217;Unione e sicuramente inadeguato rispetto alle aspettative delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali di questo paese. Occorre fare una battaglia in parlamento per cambiare radicalmente il testo.</p>
<p><strong>Sarà difficile, visto che l&#8217;Udeur ha dichiarato che voterà contro. E anche i laici di destra sembrano non essere disponibili.<br />
</strong>Lo so, sapevamo sin dall&#8217;inizio che su questa materia tutto sarebbe stato in salita. Ma sono ancora convinta che in parlamento possano succedere molte cose. Anzi, spero che i laici di destra cambino idea e mi auguro ci possano essere spazi di confronto con alcuni di loro, penso ad esempio a Chiara Moroni. Il problema è che anche loro hanno parecchie spaccature interne.</p>
<p><strong>Ognuno ha i suoi problemi. Anche Rifondazione: non pensa che è proprio a voi che verrà chiesto il conto?<br />
</strong>Rifondazione deve continuare ad avere il ruolo che ha sempre avuto: rilanciare una mobilitazione nel paese sulla laicità e sui diritti delle coppie omosessuali. Io, che sono sempre stata per la linea matrimonialista, credo che in questo momento sia importante rilanciare: ricominciamo a parlare di matrimoni per i gay e di adozioni. Dopdiché penso che il governo aveva preso un impegno, ed era giusto che esprimesse una proposta. Per noi è un punto di partenza, ma non un punto di arrivo. Bisogna considerare che qui c&#8217;è stata una vera e propria battaglia per far sì che, alla fine, dei Pacs non si facesse nulla. Lo dico chiaramente: questo testo ha subito delle pressioni vergognose da parte delle gerarchie vaticane e dei loro scagnozzi, che ci sono anche dentro i «nostri». Era del tutto evidente che qualcuno aveva promesso di non fare nessuna legge, e che fino all&#8217;ultimo ha cercato di far saltare tutto per aria. Per non parlare del dibattito sul Partito democratico, che ha pesato come un macigno: se non si è fatto qualcosa di meglio, è perché bisognava trovare la quadra dentro il dibattito sul Pd. Rifondazione, fin dall&#8217;inizio, ha detto con molta trasparenza quali erano i temi da trattare, sui quali non si poteva mediare: uno di questi è il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Ma tutte le cose sono fatte di tappe. Anche se questo è veramente un piccolo, piccolo passo.</p>
<p><strong>Davvero non si poteva ottenere di meglio?</strong><br />
Stando così le cose, onestamente credo di no. Ci tengo a ringraziare pubblicamente i ministri Bindi e Pollastrini che, ne sono certa, hanno fatto tutto ciò che si poteva fare.</p>
<p><strong>Come dovrebbe migliorare il testo?<br />
</strong>Intanto, nelle sedi in cui verrà discussa, sulla reversibilità della pensione, che certo non può arrivare dopo nove anni di convivenza. Trovo che ci siano degli squilibri tra diritti e doveri davvero pazzesca: come si fa a introdurre la legittima per l&#8217;eredità fino al terzo grado di parentela prima del subentro del convivente. E&#8217; ridicolo. Per non parlare dell&#8217;articolo 1: persino il testo del Comune di Padova, votato anche dalla Margherita, è più avanzato. Si prevede almeno la comunicazione congiunta quando si richiede il certificato di famiglia anagrafica. Bisogna fare una legge che sia in sintonia con i bisogni del paese reale, è questa la grande scommessa.</p>
<p><strong>Che ne dice del nuovo acronimo Dico al posto di Pacs?<br />
</strong>Azzeccatissimo. Ribattezziamolo lo faccio ma non lo Dico&#8230;.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Febbraio-2007/art34.html">Fonte: ilManifesto.it</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Ftitti-simone-testo-cambiare-radicalmente%2F&amp;linkname=Titti%20de%20Simone%3A%20%C2%ABUn%20testo%20da%20cambiare.%20Radicalmente%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Ftitti-simone-testo-cambiare-radicalmente%2F&amp;linkname=Titti%20de%20Simone%3A%20%C2%ABUn%20testo%20da%20cambiare.%20Radicalmente%C2%BB" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Ftitti-simone-testo-cambiare-radicalmente%2F&amp;linkname=Titti%20de%20Simone%3A%20%C2%ABUn%20testo%20da%20cambiare.%20Radicalmente%C2%BB" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Ftitti-simone-testo-cambiare-radicalmente%2F&amp;linkname=Titti%20de%20Simone%3A%20%C2%ABUn%20testo%20da%20cambiare.%20Radicalmente%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F02%2F10%2Ftitti-simone-testo-cambiare-radicalmente%2F&#038;title=Titti%20de%20Simone%3A%20%C2%ABUn%20testo%20da%20cambiare.%20Radicalmente%C2%BB" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/02/10/titti-simone-testo-cambiare-radicalmente/" data-a2a-title="Titti de Simone: «Un testo da cambiare. Radicalmente»"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il ddl sulle unioni di fatto: ecco i passaggi fondamentali</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 10:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le coppie di fatto in Italia sono 564 mila (rilevazione al 2003), il 3,9% del totale delle coppie. Questo è l&#8217;unico dato, certificato dall&#8217;Istituto di statistica (i sondaggi risalgono agli anni 2002-2003) sull&#8217;ampiezza del fenomeno nel nostro Paese. Un fenomeno in crescita (dieci anni primi, &#8217;94-&#8217;95, erano l&#8217;1,8%, meno della metà). Di queste il 46,7% è costituito da coppie in cui almeno un componente ha già vissuto una esperienza matrimoniale conclusasi con una separazione o un divorzio. È formato da...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/09/ddl-sulle-unioni-fatto-ecco-passagi-fondamentali/" title="Read Il ddl sulle unioni di fatto: ecco i passaggi fondamentali">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le coppie di fatto in Italia sono 564 mila (rilevazione al 2003), il 3,9% del totale delle coppie. Questo è l&#8217;unico dato, certificato dall&#8217;Istituto di statistica (i sondaggi risalgono agli anni 2002-2003) sull&#8217;ampiezza del fenomeno nel nostro Paese. Un fenomeno in crescita (dieci anni primi, &#8217;94-&#8217;95, erano l&#8217;1,8%, meno della metà). Di queste il 46,7% è costituito da coppie in cui almeno un componente ha già vissuto una esperienza matrimoniale conclusasi con una separazione o un divorzio. È formato da coppie di celibi e nubili il 47,2%. Le coppie di fatto sono soprattutto al Nord: rappresentano il 5,4% delle coppie nel Nord-Ovest e il 6,2% nel Nord-Est. Al Centro sono il 3,5% del totale. L&#8217;1,7% nel Sud e nelle Isole.<br />
<span class="span" id="U1202827327814hiB" style="font-weight: bold">FIGLI: NON CAMBIA NULLA</span>&#8211; Durante la conferenza stampa i ministri Bindi e Pollastrini hanno precisato che la legge non modifica in alcun modo la legislazione sui figli (riconoscimento, diritti legati alla maternità, adozioni eccetera).</p>
<div class="p"><span class="span" id="U1202827327814EzE" style="font-weight: bold">LE NOVITA&#8217; </span>&#8211; «Due persone maggiorenni, <span class="span" id="U1202827327814TMD" style="font-weight: bold">anche dello stesso sesso</span>, unite da reciproci <span class="span" id="U1202827327814wED" style="font-weight: bold">vincoli affettivi</span>, che convivono e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta, adozione, affiliazione, tutela, curate o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti e delle facoltà stabiliti dalla presente legge». Ecco l&#8217;attacco della nuova legge, che decide di esplicitare come la coppia che va a formarsi può essere anche composta da persone dello stesso sesso.<br />
Ecco alcune <span class="span" id="U1202827327814qLC" style="font-weight: bold">esclusioni</span>: non possono unirsi le persone che hanno rapporti di lavoro (per esempio un/a badante con l&#8217;assistito/a). Circa le false dichiarazioni, la legge prevede alcune <span class="span" id="U1202827327814xXD" style="font-weight: bold">pene</span>: per una falsa dichiarazione di convenienza si rischia da uno a tre anni di carcere e una multa da 3 mila a 10 mila euro. Naturalmente non è possibile dichiarare unilateralmente la cosa, poichè la convivenza deve essere certificata da entrambi. La legge prevede che possano essere riconosciute <span class="span" id="U12028273278145hH" style="font-weight: bold">retroattivamente </span>le coppie in essere. «Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, può essere fornita la prova di una data di inizio della convivenza anteriore a quella delle certificazioni».<br />
La <span class="span" id="U12028273278140VH" style="font-weight: bold">dichiarazione </span>che le coppie di fatto faranno davanti all&#8217;ufficiale dell&#8217;anagrafe sarà «<span class="span" id="U1202827327814Ow" style="font-weight: bold">contestuale</span>» e non «congiunta» come recitava il primo testo messo a punto da Barbara Pollastrini, nè «disgiunta» come proponeva Rosi Bindi. In buona sostanza, non è prevista esplicitamente, ma nemmeno negata alla radice, la possibilità che i conviventi possano recarsi insieme a registrare la propria unione: potranno farlo oppure no.<br />
<span class="span" id="U1202827327814VfG" style="font-weight: bold">I DIRITTI </span>&#8211; Ecco alcuni passaggi pratici della legge:<br />
<span class="span" id="U1202827327814QGH" style="font-weight: bold">Malattia</span>: «Le strutture ospedaliere e di assistenza pubbliche e private regolano l&#8217;esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza nel caso di malattia o ricovero dell&#8217;altro convivente».<br />
<span class="span" id="U12028273278148LG" style="font-weight: bold">Case popolari:</span> le coppie potranno accedere alle liste regionali<br />
<span class="span" id="U12028273278144PC" style="font-weight: bold">Affitti</span>: Sarà possibile subentrare nel contratto in caso di morte del partner.<br />
<span class="span" id="U1202827327814WTH" style="font-weight: bold">Ricongiungimento</span>: dopo tre anni di convivenza scatta il diritto ad avvicinarsi al partner in caso di trasferimeno in altra sede.<br />
<span class="span" id="U1202827327814i0F" style="font-weight: bold">Eredità</span>: Serviranno almeno 9 anni di convivenza (ma, come si è detto, è possibile anche una dichiarazione retroattiva) per far scattare il diritto alla successione. Dopo questo periodo «il convivente concorre alla successione legittima dell&#8217;altro convivente avendo diritto a un terzo dell&#8217;eredità se alla successione concorre un solo figlio e ad un quarto se due o più figli».<br />
<span class="span" id="U1202827327814OC" style="font-weight: bold">Gli alimenti:</span> anche in questo caso il diritto scatta dopo un certo lasso di tempo, qui 3 anni. «Nell&#8217;ipotesi in cui uno dei due conviventi versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, l&#8217;altro convivente è tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purchè perdurante da almeno tre anni, con precedenza sugli altri obbligati, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza». L&#8217;obbligo di versare gli alimenti, cessa qualora l&#8217;avente diritto contragga matrimonio o inizi una nuova convivenza registrata all&#8217;anagrafe.</div>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/02_Febbraio/08/scheda_fatto.shtml" target="_blank">Fonte: Corriere.it</a></p>
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		<title>Pacs, i vescovi tornano a Pio IX: &#8220;Su quel testo non possumus&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 17:47:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Cei minaccia il governo Prodi. Sulla bozza Bindi-Pollastrini l&#8217;Avvenire pone un veto assoluto e lancia un pesante avvertimento. La scelta di una formula o l&#8217;altra per le unioni di fatto rappresenta &#8220;uno spartiacque che inevitabilmente peserà sul futuro della politica italiana&#8220;. L&#8217;Avvenire non un qualsiasi giornale d&#8217;opinione. È l&#8217;organo dell&#8217;episcopato italiano, gli editoriali più importanti riflettono la posizione del cardinale Ruini e l&#8217;editoriale in questione, che mette la spada alla gola del governo Prodi, non è firmato dal direttore...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/02/07/pacs-vescovi-tornano-pio-ix-su-quel-testo-non-possumus/" title="Read Pacs, i vescovi tornano a Pio IX: &#8220;Su quel testo non possumus&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cei minaccia il governo Prodi. Sulla bozza Bindi-Pollastrini l&#8217;Avvenire pone un veto assoluto e lancia un pesante avvertimento. La scelta di una formula o l&#8217;altra per le unioni di fatto rappresenta &#8220;<strong>uno spartiacque che inevitabilmente peserà sul futuro della politica italiana</strong>&#8220;. L&#8217;Avvenire non un qualsiasi giornale d&#8217;opinione. È l&#8217;organo dell&#8217;episcopato italiano, gli editoriali più importanti riflettono la posizione del cardinale Ruini e l&#8217;editoriale in questione, che mette la spada alla gola del governo Prodi, non è firmato dal direttore Boffo, ma <strong>siglato &#8220;Av&#8221;</strong> (cioè Avvenire) proprio per dare il massimo di ufficialità.<br />
&#8220;Non possumus&#8221;, proclama l&#8217;organo della Cei riesumando la formula di Pio IX contro quelle che nel 1860 la Chiesa chiamava le &#8220;usurpazioni&#8221; piemontesi, cioè la riunificazione dell&#8217;Italia e l&#8217;annessione delle Romagne al Regno piemontese. <strong>Fare una legge che certifichi l&#8217;esistenza di coppie di fatto viene dunque equiparato ad un&#8217;usurpazione</strong>. <strong>Ma è l&#8217;avvertimento finale l&#8217;elemento più allarmante</strong>. Il giornale dei vescovi, a proposito di una legge sulle convivenze, non parla infatti di &#8220;problema morale&#8221;, di una questione rilevante per le coscienze o al limite di un bivio per la società. No. Parla di uno &#8220;spartiacque&#8221; della politica italiana. Dando ragione così a quei segnali provenienti giorni fa da ambienti ecclesiastici, che avevano allertato l&#8217;agenzia Asca su un&#8217;offensiva di Ruini contro il governo perché non si azzardasse a riconoscere le coppie di fatto. Nell&#8217;editoriale si ribadisce che persino la dichiarazione anagrafica prevista dalla bozza Bindi-Pollastrini darebbe &#8220;rilevanza giuridica&#8221; a una &#8220;realtà para-familiare&#8221;, inaccettabile secondo le parole di Benedetto XVI.<br />
Rosy Bindi ha risposto scherzando &#8220;io non parlo tanto latino&#8221;, ma in realtà è fallita la strategia di buona volontà della ministra, che nei mesi e nelle settimane scorse aveva tentato di ammorbidire il cardinale Trujillo (per parte vaticana) e il segretario della Cei Betori, mettendo i risalto le iniziative concrete pro-famiglia del governo. D&#8217;altronde la linea editoriale dell&#8217;Avvenire da anni mira sistematicamente a colpire la visione culturale dei cattolici- democratici, perché è un pensiero che implica l&#8217;autonomia dei cattolici impegnati in politica e chiamati a misurarsi con una società pluralista. [&#8230;] &#8220;Sull&#8217;esistenza del demonio non ci sono dubbi&#8221;, ha dichiarato ieri [Pera]. Specificando che Satana è in azione per indurre al peccato anche con progetti di &#8220;scassinamento della famiglia&#8221; e della società.<br />
L&#8217;offensiva politica della Cei si sviluppa alla vigilia del cambio della guardia alla presidenza. Ratzinger ha lasciato crescere un groviglio di contraddizioni. La consultazione dei vescovi ha messo al primo posto il cardinale Tettamanzi, ma Benedetto XVI non lo vuole. Allora il più votato sarebbe il cardinale Scola, ma il Segretario di Stato Bertone pare contento di avere una personalità così forte a capo della Cei. Bertone preferirebbe alla presidenza un vescovo in modo da gestire in prima persona il rapporto con la politica italiana. Ora è emersa la candidatura del vice-presidente della Cei mons. Benigno Papa di Taranto dopo che mons. Renato Corti di Novara ha declinato.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/vescovi-pioix/vescovi-pioix.html">Fonte: Repubblica.it </a></p>
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		<title>Pacs, Prodi: passo avanti, accordo più vicino</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/01/27/pacs-prodi-passo-avanti-accordo-piu-vicino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 18:24:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; scattato per il governo il conto alla rovescia per trovare un accordo su pacs e coppie di fatto: la scadenza è il 31 gennaio, quando il disegno di legge approderà al consiglio dei ministri. Il premier Prodi, al termine dell&#8217;incontro con i ministri Barbara Pollastrini (Pari opportunità) e Rosy Bindi (Famiglia) pare ottimista: «Il lavoro procede. Abbiamo fatto una riunione facendo il punto e andando sempre avanti verso l&#8217;accordo, verso l&#8217;elaborazione di un progetto che sono sicuro segue il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/01/27/pacs-prodi-passo-avanti-accordo-piu-vicino/" title="Read Pacs, Prodi: passo avanti, accordo più vicino">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; scattato per il governo il conto alla rovescia per trovare un accordo su pacs e coppie di fatto: la scadenza è il 31 gennaio, quando il disegno di legge approderà al consiglio dei ministri. Il premier Prodi, al termine dell&#8217;incontro con i ministri Barbara Pollastrini (Pari opportunità) e Rosy Bindi (Famiglia) pare ottimista: «Il lavoro procede. Abbiamo fatto una riunione facendo il punto e andando sempre avanti verso l&#8217;accordo, verso l&#8217;elaborazione di un progetto che sono sicuro segue il programma e troverà l&#8217;approvazione di tutta la coalizione» ha garantito il presidente del Consiglio. A chi gli chiedeva se si troverà l&#8217;accordo, Prodi ha risposto: «Si sta lavorando secondo le linee del programma per un accordo, oggi abbiamo fatto un approfondimento quindi, in quanto tale, è un altro passo in avanti».<br />
E la Pollastrini: «Stiamo lavorando e lavoreremo anche domani. Ce la metteremo tutta per trovare l&#8217;accordo». Dunque il governo sta andando avanti dritto per la sua strada, per far approdare il disegno di legge sulle coppie di fatto sul tavolo di Palazzo Chigi tra pochi giorni. Poi lo scoglio più grande: in Parlamento infatti non c&#8217;è verso di trovare un accordo all&#8217;interno della maggioranza. Sono giorni che le mozioni si stanno moltiplicando, in ordine sparso, a Montecitorio. A destra e a sinistra.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/01_Gennaio/27/pacs.shtml">Fonte: Corriere.it </a></p>
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