<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>UAAR &#8211; A ragion veduta</title>
	<atom:link href="https://blog.uaar.it/tag/uaar/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.uaar.it</link>
	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Jul 2008 18:19:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>&#8220;Uscire dal gregge&#8221;, a novembre in libreria</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 17:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[apostasia]]></category>
		<category><![CDATA[battesimo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sbattezzo]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/</guid>

					<description><![CDATA[Luca Sossella Editore ha annunciato l&#8217;uscita nel prossimo novembre di Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi. Il libro, scritto da Raffaele Carcano (segretario UAAR) e da Adele Orioli (responsabile delle iniziative giuridiche UAAR) è il primo testo che tratta dell&#8217;iniziativa di maggior successo lanciata dall&#8217;associazione. Ma non è assolutamente solo questo. Infatti tra gli argomenti trattati da Uscire dal gregge troviamo anche la reale dimensione numerica delle conversioni, i motivi alla base dell&#8217;espansione storica del cristianesimo,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/" title="Read &#8220;Uscire dal gregge&#8221;, a novembre in libreria">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucasossellaeditore.it/prossime_novembre.html" target="_blank">Luca Sossella Editore ha annunciato</a> l&#8217;uscita nel prossimo novembre di <em>Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi</em>.</p>
<p>Il libro, scritto da Raffaele Carcano (segretario UAAR) e da Adele Orioli (responsabile delle iniziative giuridiche UAAR) è il primo testo che tratta dell&#8217;<a href="//www.uaar.it/laicita/sbattezzo">iniziativa di maggior successo</a> lanciata dall&#8217;associazione. Ma non è assolutamente solo questo. Infatti tra gli argomenti trattati da <em>Uscire dal gregge</em> troviamo anche la reale dimensione numerica delle conversioni, i motivi alla base dell&#8217;espansione storica del cristianesimo, l&#8217;ereditarietà della fede, il significato del battesimo e dell&#8217;appartenenza alla Chiesa cattolica (con le sue implicazioni giuridiche), la storia dell&#8217;apostasia, le ragioni per cui si smette di credere: questioni dibattute che trovano una risposta nel sempiterno ma attualissimo rapporto tra le religioni e il potere.<br />
Saggio completo e interdisciplinare, sorta di manifesto con cui sia i credenti sia i non credenti sono chiamati a confrontarsi, <em>Uscire dal gregge</em> è un libro che non può mancare nelle biblioteche degli atei e degli agnostici.</p>
<p>Raffaele Carcano e Adele Orioli, <em>Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi</em>, Luca Sossella editore, 312 pagine, 14 euro. In libreria a novembre.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F07%2F22%2Fuscire-dal-gregge-novembre-libreria%2F&amp;linkname=%E2%80%9CUscire%20dal%20gregge%E2%80%9D%2C%20a%20novembre%20in%20libreria" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F07%2F22%2Fuscire-dal-gregge-novembre-libreria%2F&amp;linkname=%E2%80%9CUscire%20dal%20gregge%E2%80%9D%2C%20a%20novembre%20in%20libreria" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F07%2F22%2Fuscire-dal-gregge-novembre-libreria%2F&amp;linkname=%E2%80%9CUscire%20dal%20gregge%E2%80%9D%2C%20a%20novembre%20in%20libreria" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F07%2F22%2Fuscire-dal-gregge-novembre-libreria%2F&amp;linkname=%E2%80%9CUscire%20dal%20gregge%E2%80%9D%2C%20a%20novembre%20in%20libreria" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F07%2F22%2Fuscire-dal-gregge-novembre-libreria%2F&#038;title=%E2%80%9CUscire%20dal%20gregge%E2%80%9D%2C%20a%20novembre%20in%20libreria" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/" data-a2a-title="“Uscire dal gregge”, a novembre in libreria"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>53</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il papa &#8220;sbarca&#8221; in Puglia</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 10:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto-XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/</guid>

					<description><![CDATA[Benedetto XVI ricalcherà oggi le orme di Pietro in occasione di un viaggio di due giorni a Santa Maria di Leuca e Brindisi: la leggenda [sic!] vuole che il principe degli apostoli approdasse proprio nell&#8217;estrema punta della Puglia, nel &#8216;De finibus terrae&#8217; dell&#8217;impero romano, proveniente da Oriente e diretto a Roma per portare il Vangelo nel mondo occidentale. Tradizione a parte, le due citta&#8217; pugliesi sono sempre un punto di incontro (e a volte scontro) tra Oriente ed Occidente, tra...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/" title="Read Il papa &#8220;sbarca&#8221; in Puglia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Benedetto XVI ricalcherà oggi le orme di Pietro in occasione di un viaggio di due giorni a Santa Maria di Leuca e Brindisi: la <strong>leggenda </strong>[<em>sic!</em>] vuole che il principe degli apostoli approdasse proprio nell&#8217;estrema punta della Puglia, nel &#8216;De finibus terrae&#8217; dell&#8217;impero romano, proveniente da Oriente e diretto a Roma per portare il Vangelo nel mondo occidentale. Tradizione a parte, le due citta&#8217; pugliesi sono sempre un punto di incontro (e a volte scontro) tra Oriente ed Occidente, tra cristianesimo e islam, e rappresentano, oggi, parte di quel Mezzogiorno a cui la Chiesa cattolica guarda con preoccupazione e speranza per la situazione economica e sociale.   Benedetto XVI vi giungera&#8217; nel primo pomeriggio di oggi e per due giorni incontrera&#8217; i fedeli, i giovani, il clero e le autorita&#8217; locali nei luoghi piu&#8217; significativi della zona. E&#8217; il decimo viaggio italiano di Ratzinger, il secondo in Puglia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.apcom.net/news/rss/20080614_100600_31ff139_41407.html"><strong>Il lancio completo è consultabile sul sito dell&#8217;APCom</strong></a><br />
&#8212;</p>
<p><em>Segnaliamo: </em><br />
<em><strong>Sabato 14 maggio 2008, in p.za S. Oronzo a Lecce, dalle ore 18,00 alle 22,00, manifestazione di diverse associazioni, compresa l&#8217;Uaar</strong>, per manifestare con interventi, musica e volantinaggio e denunciare la servile e costosa (oltre 6 milioni di euro = 12 miliardi di lire) visita del papa a Leuca e Brindisi.</p>
<p>Tutti i soci Uaar, i simpatizzanti, i laici sono invitati a partecipare.</p>
<p>Giacomo Grippa &#8211; Circolo Uaar di Lecce</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F14%2Fpapa-sbarca-puglia%2F&amp;linkname=Il%20papa%20%E2%80%9Csbarca%E2%80%9D%20in%20Puglia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F14%2Fpapa-sbarca-puglia%2F&amp;linkname=Il%20papa%20%E2%80%9Csbarca%E2%80%9D%20in%20Puglia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F14%2Fpapa-sbarca-puglia%2F&amp;linkname=Il%20papa%20%E2%80%9Csbarca%E2%80%9D%20in%20Puglia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F14%2Fpapa-sbarca-puglia%2F&amp;linkname=Il%20papa%20%E2%80%9Csbarca%E2%80%9D%20in%20Puglia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F06%2F14%2Fpapa-sbarca-puglia%2F&#038;title=Il%20papa%20%E2%80%9Csbarca%E2%80%9D%20in%20Puglia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/" data-a2a-title="Il papa “sbarca” in Puglia"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/06/14/papa-sbarca-puglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pieve Ligure: proteste contro visita pastorale di Bagnasco presso una scuola</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 11:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Pieve Ligure]]></category>
		<category><![CDATA[visite-pastorali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/</guid>

					<description><![CDATA[Genova. L&#8217;arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco prepara una visita nella scuola di Pieve Ligure, un piccolo comune del Golfo Paradiso, e scoppia un caso. La visita in orario di lezione, domani, non è piaciuta ad alcuni genitori (tre dichiarati, altri defilati)che hanno protestato in nome della laicità della scuola pubblica. Richiesta di chiarimenti alla preside, Vanda Roveda, una lettera riservata diventata pubblica, una professoressa che solleva obiezioni, in breve tutto il paese ne parla. La lettera arrivata sul tavolo del...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/" title="Read Pieve Ligure: proteste contro visita pastorale di Bagnasco presso una scuola">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Genova. L&#8217;arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco prepara una visita nella scuola di Pieve Ligure, un piccolo comune del Golfo Paradiso, e scoppia un caso. La visita in orario di lezione, domani, non è piaciuta ad alcuni genitori (tre dichiarati, altri defilati)che hanno protestato in nome della laicità della scuola pubblica. Richiesta di chiarimenti alla preside, Vanda Roveda, una lettera riservata diventata pubblica, una professoressa che solleva obiezioni, in breve tutto il paese ne parla. La lettera arrivata sul tavolo del consiglio di istituto, che ha poi approvato la visita con un solo astenuto, <a href="//www.uaar.it/laicita/visite_pastorali/"><strong>aveva allegato un testo scaricato dal sito dell&#8217;Unione atei e agnostici razionalisti</strong></a>. Il testo definisce le visite confessionali nelle scuole: &#8220;La legge non consente &#8211; scrive la Uaar &#8211; che nelle scuole pubbliche statali il normale svolgimento delle lezioni venga modificato per celebrazioni di carattere confessionale&#8221;. Gli atei e agnostici consigliano di diffidare la scuola e rivolgersi al tribunale civile. &#8220;Volevamo solo documentare la giurisprudenza in materia &#8211; spiega Carla Scarsi, mamma di uno studente &#8211; ma soprattutto volevamo chiedere informazioni e ricordare che ci sono regole. Due mesi fa era stata annunciata la proiezione alle elementari di un video sui volontari nelle missioni in Africa. Poi sono venuti in classe dei militari in divisa e hanno proiettato un video con i marines che si paracadutavano&#8221;.<br />
Cosa farà a scuola il cardinale Bagnasco? &#8220;Non è una visita confessionale &#8211; spiega la preside -, non c&#8217;è alcun momento di liturgia, niente messe, niente preghiere collettive, è solo un saluto&#8221;. Ma la situazione ha imposto una nuova organizzazione: &#8220;Nessuno è obbligato a partecipare &#8211; dice la preside -. I ragazzi che non fanno l&#8217;ora di religione avranno a disposizione un&#8217;attività alternativa durante la visita. Se qualche professore lo preferisce potrà fare lezione&#8221;. Quello che la preoccupa,ora, è la scorta di Bagnasco: &#8220;Spero che rimangano fuori dalla scuola&#8221;. Un micro-caso Sapienza &#8220;Ma quale Sapienza &#8211; dice don Grili, vicario del Levante -. Rispetto l&#8217;opinione di tutti ma chi contesta è una infinitesima minoranza che non ha capito lo spirito della visita di cortesia. Non c&#8217;è nessuna volontà di ingerenza della Chiesa. Certi atteggiamenti sono frutto di un integralismo laicista. A scuola ci vanno i calciatori e non ci può andare il vescovo?&#8221; [<em>sic!</em>]. Il cardinale Bagnasco ieri era a Roma. &#8220;Gli ho spiegato la situazione per telefono &#8211; dice don Grilli &#8211; e ne ha sorriso con me&#8221;. Quindi verrà? &#8220;Sicuro, sereno come sempre. I problemi sono altri&#8221;. Bagnasco è sempre sotto scorta e le misure di sicurezza in attesa della visita del Papa a Genova il 17 maggio sono aumentate. Due giorni fa sono stati denunciati due ragazzi di 17 e 24 anni che scrivevano su un muro &#8220;Morte al papa&#8221;, uno è figlio di un ex assessore comunale di Rifondazione. Gli atei e Agnostici preparano uno <a href="//blog.uaar.it/2007/06/07/genova-domande-sbattezzo-curia/"><strong>&#8220;sbattezzo&#8221; collettivo</strong></a> (la richiesta di essere cancellati dagli elenchi parrocchiali) e manifesti per illustrare &#8220;quanto ci costa la Chiesa e qusta visita papale&#8221;. Chi si dichiara esterrefatto per l&#8217;arrivo della Digos sono i quaranta curdi riuniti in un ostello a Savona. &#8220;Siamo qui per un incontro culturale. Del Papa non sapevamo nulla&#8221;.<br />
<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=HURBM"><strong>L&#8217;articolo del Corriere di Erika Dellacasa è consultabile nella rassegna stampa della Camera</strong></a></p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Il Giornale, evidentemente più papista del papa, rincara subito parlando proprio di <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256293&amp;START=0&amp;2col="><strong>analogie col caso Sapienza.</strong></a> Si parla inoltre di &#8220;clima teso&#8221; per la denuncia dei due giovani genovesi: evidentemente, certi ambienti politico-culturali non si accorgono come proprio l&#8217;Uaar rappresenti uno degli argini legali e istituzionalizzati contro certe derive semplicisticamente anticlericali&#8230;</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fpieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola%2F&amp;linkname=Pieve%20Ligure%3A%20proteste%20contro%20visita%20pastorale%20di%20Bagnasco%20presso%20una%20scuola" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fpieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola%2F&amp;linkname=Pieve%20Ligure%3A%20proteste%20contro%20visita%20pastorale%20di%20Bagnasco%20presso%20una%20scuola" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fpieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola%2F&amp;linkname=Pieve%20Ligure%3A%20proteste%20contro%20visita%20pastorale%20di%20Bagnasco%20presso%20una%20scuola" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fpieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola%2F&amp;linkname=Pieve%20Ligure%3A%20proteste%20contro%20visita%20pastorale%20di%20Bagnasco%20presso%20una%20scuola" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F04%2F21%2Fpieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola%2F&#038;title=Pieve%20Ligure%3A%20proteste%20contro%20visita%20pastorale%20di%20Bagnasco%20presso%20una%20scuola" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/" data-a2a-title="Pieve Ligure: proteste contro visita pastorale di Bagnasco presso una scuola"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/04/21/pieve-ligure-proteste-contro-visita-pastorale-bagnasco-presso-una-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Giornale ci fa pubblicità gratuita</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[sito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Calogero&#8230; e grazie soprattutto al Giornale &#8212; Non solo nelle librerie. Gli atei militanti impazzano anche in Rete. Limitandosi al panorama italiano, un vero must dell&#8217;antireligiosità è uaar.it, il sito dell&#8217;Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. La Uaar è riuscita a farsi iscrivere, con il numero 141, al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, istituito presso il ministero della Solidarietà sociale, e si presenta come l&#8217;unica associazione nazionale che rappresenti le ragioni dei cittadini atei e agnostici....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/" title="Read Il Giornale ci fa pubblicità gratuita">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Grazie Calogero&#8230; e grazie soprattutto al Giornale  </em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Non solo nelle librerie. Gli atei militanti impazzano anche in Rete. Limitandosi al panorama italiano, un vero must dell&#8217;antireligiosità è uaar.it, il sito dell&#8217;Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. La Uaar è riuscita a farsi iscrivere, con il numero 141, al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, istituito presso il ministero della Solidarietà sociale, e si presenta come l&#8217;unica associazione nazionale che rappresenti le ragioni dei cittadini atei e agnostici. Nel suo sito, un <a href="//blog.uaar.it/"><strong>notiziario tematico</strong></a>, qualche sondaggio, segnalazioni bibliografiche e di date ed eventi. Tra le varie attività, spicca la <a href="//www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09"><strong>campagna per lo sbattezzo</strong></a> e quella per bonificare l&#8217;Italia dai <a href="//www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/"><strong>crocefissi </strong></a>e dalle campane.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=250585"><strong>L&#8217;articolo completo è consultabile sul sito del Giornale</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F27%2Fgiornale-pubblicita-gratuita%2F&amp;linkname=Il%20Giornale%20ci%20fa%20pubblicit%C3%A0%20gratuita" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F27%2Fgiornale-pubblicita-gratuita%2F&amp;linkname=Il%20Giornale%20ci%20fa%20pubblicit%C3%A0%20gratuita" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F27%2Fgiornale-pubblicita-gratuita%2F&amp;linkname=Il%20Giornale%20ci%20fa%20pubblicit%C3%A0%20gratuita" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F27%2Fgiornale-pubblicita-gratuita%2F&amp;linkname=Il%20Giornale%20ci%20fa%20pubblicit%C3%A0%20gratuita" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F27%2Fgiornale-pubblicita-gratuita%2F&#038;title=Il%20Giornale%20ci%20fa%20pubblicit%C3%A0%20gratuita" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/" data-a2a-title="Il Giornale ci fa pubblicità gratuita"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/03/27/giornale-pubblicita-gratuita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Davide e gli altri: la conversione degli &#8220;sbattezzati&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 13:48:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sbattezzo]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è anche l&#8217;ottimo attestato, appeso in bella vista nel salone di casa con tanto di timbro in calce e controfirma. Si certifica che Davide Pellandra, archeologo di 39 anni che vive a Roma, è stato o sbattezzato: «Ebbene sì. L&#8217;ho fatto nel &#8217;93, dopo essermi laureato. Non per senso di rivalsa nei confronti della Chiesa, volevo semplicemente mettere in chiaro che non sono cattolico. Sottolinerare quindi che non avrebbe senso, né sarebbe corretto, considerarmi un cittadino di fede cattolica». Per...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/" title="Read Davide e gli altri: la conversione degli &#8220;sbattezzati&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è anche l&#8217;ottimo attestato, appeso in bella vista nel salone di casa con tanto di timbro in calce e controfirma. Si certifica che Davide Pellandra, archeologo di 39 anni che vive a Roma, è stato o sbattezzato: «Ebbene sì. L&#8217;ho fatto nel &#8217;93, dopo essermi laureato. Non per senso di rivalsa nei confronti della Chiesa, volevo semplicemente mettere in chiaro che non sono cattolico. Sottolinerare quindi che non avrebbe senso, né sarebbe corretto, considerarmi un cittadino di fede cattolica».<br />
Per Davide il procedimento è stato semplice: una lettera all&#8217;Associazione per lo sbattezzo, e nel registro parrocchiale che conserva il suo atto di battesimo sono state aggiunte queste parole: &#8220;In forza del decreto dell&#8217;ordinario diocesano si annota che Davide Pellandra ha manifestato la volontà di non fare più parte della Chiesa cattolica&#8221;. O almeno, questo è quello che normalmente succede in questi casi, visto che Davide l&#8217;ha fatto per posta e non è andato a controllare che tutto fosse andato a buon fine. L&#8217;importante, dice, è l&#8217;atto formale. La valenza peraltro è anche sostanziale. Da sbattezzato, non potrà fare il padrino in un battesimo o alla cresima, non potrà sposarsi in chiesa e, quando arriverà il momento, non troverà nessun sacerdote disposto a celebrare i funerali religiosi.<br />
Per la Chiesa Davide è oggi un apostata: non soltanto si dichiara ateo e dunque ripudia la fede cristiana, ma si è addirittura sbattezzato. Ricevendo come risposta &#8211; per quello che glie ne frega &#8211; la scomunica late sententiae , cioè una scomunica che non ha bisogno di essere pronunciata dalle autorità ecclesiastiche perché insita nel peccato commesso, come accade per le donne che abortiscono volontariamente.<br />
«Per me, che non avevo mai frequentato la chiesa tranne gli oratori per giocare a pallone, non è cambiato niente» racconta. «Mi sono sposato in Comune, non ho battezzato le mie figlie e ora non frequentano l&#8217;ora di religione».<br />
«L&#8217;Italia» continua, «viene considerato un Paese fortemente cattolico perché oltre il 96% degli italiani è battezzato, eppure nella realtà i praticanti sono molti di meno. Se gli atei si sbattezzassero finalmente potremmo contarci. E magari chissà, i nostri governi sarebbero un po&#8217; meno condizionati dalle volontà della Chiesa».<br />
Ma al di là della burocrazia, continua Davide, bisognerebbe impegnarsi in battaglie sostanziali, come ad esempio contro la discriminazione degli alunni che scelgono di non fare l&#8217;ora di religione: «Molti genitori, pur non credenti, alla fine decidono di farla frequentare perché altrimenti gli studenti vengono sballottati da una classe all&#8217;altra, senza un programma alternativo».<br />
Quindici anni fa Pellandra era lo sbattezzato numero 518. «Oggi siamo a 3mila» dichiara Federico Sora, il portavoce dell&#8217;Associazione per lo sbattezzo di Fano (An). Ma il numero, specifica immediatamente, è soltanto una piccola parte degli sbattezzati italiani. In primo luogo perché esistono altre associazioni che si occupano dello sbattezzo, come l&#8217;Uaar (Unione atei agnostici e razionalisti, che conta presidenti onorari come Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack) e la Giordano Bruno di Milano; e poi perché chi vuole uscire dalla Chiesa cattolica può farlo autonomamente contattando la parrocchia dove è stato battezzato, magari utilizzando il modulo prestampato scaricabile dai siti delle associazioni citate e allegando una fotocopia del documento di identità. <a href="//www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09"><strong>Dal sito dell&#8217;Uaar ne sono stati scaricati 12mila soltanto nel 2005</strong></a>.<br />
Nonostante la Cei abbia emanato un regolamento unificato per fare fronte a questo tipo di richieste, non mancano i parroci refrattari. Nel 1999 l&#8217;Uaar arrivò ad appellarsi al Garante per la privacy: poiché l&#8217;appartenenza ad una religione è un dato sensibile come l&#8217;inclinazione sessuale, gli sbattezzandi chiedevano la cancellazione dell&#8217;atto di battesimo. Il Garante emanò un giudizio salomonico: il battesimo non può essere cancellato in quanto &#8220;fatto storico&#8221;, ma deve essere possibile annotare nei registri parrocchiali la volontà di uscire dal cattolicesimo. Per sempre. «In realtà lo Stato non può intervenire sui registri poiché si tratta di documenti ecclesiastici» specifica Sora. «Il nostro obiettivo primario», ci dice, «è quello di impedire atti di autorità religiosa nei confronti di persone non credenti». E si rifà al caso del vescovo di Prato che nel 1958 additò pubblicamente come concubini una coppia che si era sposata civilmente, gli sposi fecero causa ma persero. Fu allora che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini"><strong>Aldo Capitini</strong></a>, il filoso antifascista, vegetariano e non violento propose l&#8217;idea dello sbattezzo per contrastare l&#8217;eccesso di potere del Vaticano nella vita civile italiana.<br />
Perché sbattezzarsi? Non certo per fare uno sberleffo a Ratzinger, sottolinea l&#8217;Uaar. I motivi sono altri: per rivendicare la propria identità di atei, per coerenza, per sottrarsi alle autorità ecclesiastiche visto che secondo il catechismo il battezzato è chiamato ad essere &#8220;obbediente&#8221; e &#8220;sottomesso&#8221; ai capi della Chiesa.<br />
Ma soprattutto per correggere le statistiche sui fedeli, utilizzate da partiti e Vaticano per promuovere e giustificare politiche che non urtino «la sensibilità dei cattolici».</p>
<p><a href="http://liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=42163&amp;pagina=4&amp;versione=sfogliabile&amp;zoom=no&amp;id_articolo=334045"><strong>Fonte: Liberazione</strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F26%2Fdavide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati%2F&amp;linkname=Davide%20e%20gli%20altri%3A%20la%20conversione%20degli%20%E2%80%9Csbattezzati%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F26%2Fdavide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati%2F&amp;linkname=Davide%20e%20gli%20altri%3A%20la%20conversione%20degli%20%E2%80%9Csbattezzati%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F26%2Fdavide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati%2F&amp;linkname=Davide%20e%20gli%20altri%3A%20la%20conversione%20degli%20%E2%80%9Csbattezzati%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F26%2Fdavide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati%2F&amp;linkname=Davide%20e%20gli%20altri%3A%20la%20conversione%20degli%20%E2%80%9Csbattezzati%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F03%2F26%2Fdavide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati%2F&#038;title=Davide%20e%20gli%20altri%3A%20la%20conversione%20degli%20%E2%80%9Csbattezzati%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/" data-a2a-title="Davide e gli altri: la conversione degli “sbattezzati”"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/03/26/davide-gli-altri-conversione-degli-sbattezzati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>43</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Famiglia Cristiana, l&#8217;Ateo ed Internet</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 23:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/</guid>

					<description><![CDATA[Il quotidiano “La Stampa” riporta la notizia del declino di “Famiglia Cristiana”, il settimanale più diffuso e più letto del mondo cattolico (vedi: “Tramonta l&#8217;Eta dell&#8217;Oro di Famiglia Cristiana”). Si potrebbe avere la tentazione di festeggiare ma&#8230; Famiglia Cristiana è pur sempre stata un potentissimo strumento di comunicazione e di proselitismo per decine di anni e difficilmente cadrà nell&#8217;oblio nel giro di qualche mese. Il gatto, quindi, è ancora piuttosto lontano dal sacco. Piuttosto, questa notizia può essere di stimolo...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/" title="Read Famiglia Cristiana, l&#8217;Ateo ed Internet">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Il quotidiano “La Stampa” riporta la notizia del declino di “Famiglia Cristiana”, il settimanale più diffuso e più letto del mondo cattolico (vedi: “<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29575girata.asp">Tramonta l&#8217;Eta dell&#8217;Oro di Famiglia Cristiana</a>”). Si potrebbe avere la tentazione di festeggiare ma&#8230; Famiglia Cristiana è pur sempre stata un potentissimo strumento di comunicazione e di proselitismo per decine di anni e difficilmente cadrà nell&#8217;oblio nel giro di qualche mese. Il gatto, quindi, è ancora piuttosto lontano dal sacco. Piuttosto, questa notizia può essere di stimolo per qualche riflessione che ci riguarda direttamente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>I Miracoli quotidiani del Consenso</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Famiglia Cristiana è un esempio vivente di cosa possa produrre, nei fatti, un consenso vasto e diffuso. La presenza di centinaia di migliaia di chiese, diffuse in ogni angolo del paese, e di milioni di Fedeli, ha creato un <em>mercato</em>, vasto e molto ricettivo, per l&#8217;editoria Cristiana/Cattolica. Che questo mercato esista è un fatto noto e largamente sfruttato dal mondo editoriale. Non solo esistono case editrici specializzate in questo (discutibile) tipo di pubblicazioni ma, addirittura, il mercato editoriale “mainstream” ne risulta pesantemente condizionato. Autori come Susanna Tamaro devono il loro successo proprio alla loro capacità di “entrare in risonanza” con la “sensibilità” di questo pubblico. Le virgolette intorno a “sensibilità” sono dovute al fatto che questa sensibilità si esplica soprattutto in un perverso amore per i luoghi comuni e per il moralismo di bassa lega. Mi risulta quindi difficile considerare la sensibilità dei lettori di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Va%27_dove_ti_porta_il_cuore">Va dove tiporta il cuore</a>” in modo analogo a quella che muove i lettori di, per esempio, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_cadde_sulla_Terra_%28romanzo%29">L&#8217;uomo che cadde sulla Terra</a>” di Walter Tevis.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo mercato editoriale “cattolico” ha, ovviamente, un enorme valore economico e, altrettanto ovviamente, crea a sua volta un vasto bacino di consenso. Il suo valore economico muove appetiti che hanno ben poco a che fare con il Cristianesimo. Non sono rari i casi in cui le gerarchie ecclesiastiche si spendono a favore di questa o quella pubblicazione, a tutti i livelli. Sarebbe interessante, ad esempio, sapere quanti milioni di euro, provenienti dai fondi statali per la Stampa, finiscono nelle casse di questi editori cattolici (e sarebbe interessante confrontarli con i finanziamenti che arrivano a case editrici “di sinistra”, della “sinistra radicale” e del mondo ateo/agnostico). Il consenso che crea, a sua volta, questo enorme mercato editoriale è tale da influenzare la vita politica del paese. Basti pensare alla capillare penetrazione nelle famiglie italiane che proprio Famiglia Cristiana riesce a garantire alle idee delle gerarchie ecclesiastiche in tema di divorzio, aborto, adozione, ricerca scientifica e via dicendo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per costruire un consenso così vasto e diffuso come quello che sostiene Santa Romana Chiesa ci vogliono ovviamente molto tempo, molti soldi, molti strumenti e molti “operatori” (Sacerdoti, Preti, Suore, etc.). I Cristiani hanno cominciato a lavorare al loro “meccanismo di comunicazione di massa” circa 2000 anni fa e da allora hanno investito in esso praticamente tutte le loro risorse (le Religioni consistono essenzialmente in questo). Non c&#8217;è quindi da stupirsi del loro successo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">C&#8217;è però da imparare qualche lezione o, quanto meno, da fare qualche riflessione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Il Caso EUFIC</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Da un paio d&#8217;anni, sono abbonato a “<a href="http://www.eufic.org/page/it/page/FTARCHIVE/">Food Today</a>”, la newsletter cartacea che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eufic">EUFIC</a> spedisce gratuitamente a chi ne fa richiesta. EUFIC è una fondazione scientifica, senza scopo di lucro, che tenta di divulgare informazioni <em>fondate</em> e <em>scientifiche</em> sulla sicurezza alimentare. Food Today è un semplice foglio di carta formato A3, piegato in due, in modo da ottenere un minigiornale composto da 4 pagine A4. Contiene un paio di brevi articoli e qualche immagine. Viene spedito a casa, per posta, ogni due mesi. La sua utilità non è tanto quella di trasmettere delle informazioni. Non c&#8217;è fisicamente lo spazio per questo. Piuttosto, serve a far conoscere EUFIC, il suo sito web (molto più interessante della newsletter) e le sue attività.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Food Today è interessante perchè mostra chiaramente come vengono affrontati dalle fondazioni di alto livello alcuni classici problemi della comunicazione: la difficoltà di accesso ai media, la dispersione dei lettori tra i vari media e la difficoltà di creare una audience ricettiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non tutti frequentano Internet ed il Web. Solo pochi di questi fortunati incappano, per un motivo o per l&#8217;altro, nelle informazioni che si desidera far conoscere. Per questo è fondamentale avere un mezzo di comunicazione alternativo <em>rivolto a coloro che ancora non conoscono la fondazione</em> (non ai soci). In altri casi, questo mezzo può essere la TV o la Radio (si pensi a Radio Maria, ad esempio) ma i costi di gestione di questi canali sono normalmente proibitivi per una piccola fondazione. Per questo motivo, molte fondazioni e molte aziende stampano e distribuiscono una newsletter od una “company magazine” cartacea studiata appositamente per fare opera di proselitismo (si, proprio “proselitismo”. Non bisogna vergognarsi delle parole). Anche Famiglia Cristiana è nata in questo modo, decenni fa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Una cosa che però non poteva fare Famiglia Cristiana, fino a qualche anno fa, era incanalare i suoi lettori verso uno strumento di comunicazione molto più ricco, potente, flessibile ed economico della carta: un sito web. Come avrete notato, praticamente tutte le pubblicazioni cartacee di oggi citano in bella vista il sito web del loro editore. Quello, <em>il sito web</em>, è il vero strumento di comunicazione. La newsletter cartacea è soltanto un volantino con cui si cerca di farlo conoscere. Anche Food Today funziona in questo modo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Una newsletter come Food Today ha anche un&#8217;altra funzione: permette di mettere in circolazione, anche tra i non-internauti, alcune “pillole” di informazione che il lettore <em>deve</em> conoscere prima di poter essere interessato alla lettura del resto. Nel caso di Food Today, queste pillole sono frasi come “Vengono effettuati controlli sistematici sui cibi. (Volete sapere quali?)” oppure “Non è sempre vero che mangiare olii e grassi fa ingrassare. (Volete sapere perchè?)”. Queste briciole di informazione si chiamano “memi” e sono fondamentali per creare quella sensazione di “già sentito” che mette la mente nella giusta disposizione per l&#8217;ascolto (curiosità di approfondire e sensazione di poter dominare le risposte).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Personalmente, credo che dovremmo imparare qualcosa da questo esempio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Siti Web e Social Networking</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Al giorno d&#8217;oggi, la comunicazione “vera”, quella che richiede molte parole, molte immagini, magari anche molta <em>discussione</em> per essere acquisita e digerita, viene fatta da tutti attraverso il web. Non c&#8217;è strumento migliore di questo, <em>nemmeno la TV</em>. La TV, infatti, ha il difetto di <em>dover</em> essere stupida e divertente. Non può permettersi di non esserlo perchè deve competere con il trash degli altri canali, nettamente più digeribile. Non è quindi lo strumento adatto per fare discorsi seri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sul web è possibile parlare di cose che, in TV, farebbero addormentare anche un bambino di 5 anni (i genitori sanno di cosa parlo&#8230;). Sul web, le cose più controverse possono essere facilmente approfondite, <em>discusse</em> e digerite. Per questo motivo il web <em>convince</em> e <em>fidelizza</em> (anche senza ricorrere a sporchi trucchi da comunicatore).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;ultima frontiera del web, come saprete, sono le community, cioè il cosidetto “social networking”. Queste community, quando non sono “pilotate” dall&#8217;esterno, si comportano come veri e propri gruppi fisici di persone, con le stesse dinamiche e la stessa coesione. Inimicarsi una community web è esattamente come inimicarsi un sindacato. E se la community è grossa, sono guai seri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non è certo un caso che anche Famiglia Cristiana abbia il suo bravo sito web (vedi: <a href="http://www.famigliacristiana.it/">http://www.famigliacristiana.it/</a>) e che questo sia al centro del progetto di rimodernamento delle edizioni San Paolo. Non mi stupirei affatto se i nostri amici cattolici iniziassero anche a fare uso di tecnologie di social networking come <a href="http://www.myspace.com/">MySpace</a>, <a href="http://www.ning.com/">Ning</a>, <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>, <a href="http://wordpress.com/">WordPress</a> e simili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>L&#8217;Ateo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come noto, l&#8217;UAAR ha una sua pubblicazione, <a href="//www.uaar.it/uaar/ateo/">l&#8217;Ateo</a>. L&#8217;Ateo, tuttavia, è qualcosa di molto diverso dalle pubblicazioni di cui abbiamo discusso finora.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In primo luogo, è destinato agli iscriiti UAAR. Questo vuol dire che serve come strumento di informazione e di scambio <em>interno</em> ma che ben difficilmente potrà mai raggiungere nuovi lettori. In secondo luogo, è una “company magazine” di tipo piuttosto impegnativo: molto testo, qualche vignetta, livello culturale e filosofico solitamente molto elevato (per fortuna!). Questo vuol dire che difficilmente può essere letto mentre si aspetta di entrare dal dentista.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Personalmente credo che, come soci ed attivisti UAAR, dovremmo cominciare a riflettere sulla opportunità di affiancare all&#8217;Ateo una pubblicazione più adatta alla diffusione verso simpatizzati, organizzazioni e strutture <em>esterne</em> che, per varie ragioni possono accogliere un messaggio del genere. Poter disporre di uno strumento più agile e politicamente più “morbido” de l&#8217;Ateo, cioè di qualcosa di simile a Food Today, potrebbe essere una carta vincente in questa lotta per la nostra fetta di attenzione dei lettori (di questo, in fondo, si tratta).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Potete dire quello che ne pensate usando i commenti qui sotto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>WordPress</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Curiosamente, il mondo “razionalista” fa un uso abbastanza limitato di Internet per comunicare con gli altri. Che la maggior parte della gente usi il web solo per vedere le partite di straforo può anche essere fisiologico ma certo fa riflettere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Al giorno d&#8217;oggi, basta collegarsi a <a href="http://wordpress.com/">http://wordpress.com</a> , fornire un indirzzo di posta elettronica ed una password per creare un blog. Il blog in questione è facilissimo da usare e può essere facilmente reso “bello”. Perchè allora, molta gente, che pure ha chiaramente molto da dire, non ne approfitta? Questo è particolarmente vero per i nostri siti periferici e per i nostri simpatizzanti. Solo una parte di loro fa sentire la loro voce sul web. Questo è un peccato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Più siti “razionalisti” ci sono, più è facile imbattersi in essi. Più articoli diversi ci sono, più è facile imbattersi in essi. Più ci si imbatte in queste cose, più la nostra voce diventa udibile. Più riusciamo a farci sentire e più difficile diventa ignorarci.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Conclusioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Prima che vi precipitiate da Toys a comprare la scatola del Piccolo Chimico e tentiate di sintetizzare la nitroglicerina in salotto, lasciatemi dire un paio di cose. Una newsletter od un sito web, anche se modesti ed a circolazione limitata, sono pur sempre “comunicazioni a mezzo stampa” e come tali vanno trattate. Se offendete qualcuno, o ve ne prendete gioco in modo inadeguato, è facile ricadere nel reato di ingiurie. Se divulgate informazioni dannose per qualcuno, potreste cadere nel reato di diffamazione. E questo non dipende dal fatto che le informazioni siano più o meno vere ed esatte. Si può diffamare qualcuno anche dicendo cose vere e dimostrabili. Oltre a questo, certe strategie di comunicazione sono, per l&#8217;appunto, <em>strategie</em> e quindi vanno definite e concordate a livello <em>strategico</em> (cioè con la direzione nazionale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Detto questo, sappiate che se volete mettere in piedi la vostra newsletter o il vostro sito web, potete contattarmi liberamente agli indirizzi in calce. Sarò lieto di raccontarvi il poco, o il tanto, che so di questo “mestiere”. Nel frattempo, vi consiglio comunque di leggere i seguenti due libri. Fanno bene allo spirito, qualunque sia la vostra predisposizione nei confronti di questi argomenti e qualunque sia la vostra professione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“<a href="http://www.cicap.org/new/prodotto.php?id=3440">Le armi della Persuasione</a>”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“<a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=09469">L&#8217;età della Propaganda</a>”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left">(Fate click sui link per vedere le schede descrittive)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F26%2Ffamiglia-cristiana-lateo-internet-2%2F&amp;linkname=Famiglia%20Cristiana%2C%20l%E2%80%99Ateo%20ed%20Internet" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F26%2Ffamiglia-cristiana-lateo-internet-2%2F&amp;linkname=Famiglia%20Cristiana%2C%20l%E2%80%99Ateo%20ed%20Internet" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F26%2Ffamiglia-cristiana-lateo-internet-2%2F&amp;linkname=Famiglia%20Cristiana%2C%20l%E2%80%99Ateo%20ed%20Internet" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F26%2Ffamiglia-cristiana-lateo-internet-2%2F&amp;linkname=Famiglia%20Cristiana%2C%20l%E2%80%99Ateo%20ed%20Internet" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F26%2Ffamiglia-cristiana-lateo-internet-2%2F&#038;title=Famiglia%20Cristiana%2C%20l%E2%80%99Ateo%20ed%20Internet" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/" data-a2a-title="Famiglia Cristiana, l’Ateo ed Internet"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/01/26/famiglia-cristiana-lateo-internet-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>24</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ebrei nuovi di Zecca</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 19:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[BenedettoXVI]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/</guid>

					<description><![CDATA[Ci siamo fatti sentire e, puntuale come la morte, è arrivata la reazione (la “controriforma”) avversaria. Che impressione vi ha fatto vedere 200.000 persone manifestare contro atei e agnostici in Piazza San Pietro, agitando bandiere e lanciando slogan? Perchè di questo si è trattato, non di altro. Io, personalmente, ho tirato fuori l&#8217;elmetto. Quando vedo arrivare la “tolleranza religiosa” mi viene istintivo mettermi al riparo. E voi? Le statistiche di oggi ci dicono che (finalmente!) la Chiesa cattolica è scesa...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/" title="Read Ebrei nuovi di Zecca">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Ci siamo fatti sentire e, puntuale come la morte, è arrivata la reazione (la “controriforma”) avversaria. Che impressione vi ha fatto vedere 200.000 persone manifestare <em>contro atei e agnostici</em> in Piazza San Pietro, agitando bandiere e lanciando slogan? Perchè di questo si è trattato, non di altro. Io, personalmente, ho tirato fuori l&#8217;elmetto. Quando vedo arrivare la “tolleranza religiosa” mi viene istintivo mettermi al riparo. E voi?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le statistiche di oggi ci dicono che (finalmente!) la Chiesa cattolica è scesa sotto il 50% di consenso tra la popolazione italiana. Ma quanto è ancora potente questa organizzazione? E quanto è arrogante? In buona sostanza, c&#8217;è da preoccuparsi? E, in fondo, c&#8217;era davvero motivo di sollevare tutto questo polverone?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo dell&#8217;otto per mille</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Contrariamente a quello che i Fedeli Cristiano Cattolici vogliono ardentemente credere e <em>far credere</em>, il perverso meccanismo di attribuzione delle risorse dell&#8217;otto per mille NON permette a  noi Atei di <em>non</em> versare i <em>nostri</em> soldi a finanziamento della Chiesa Cattolica. <em>Noi</em> siamo costretti a versare una parte dei <em>nostri</em> soldi alla Chiesa Cattolica che li userà per finanziare attività “anti-ateo” di vario tipo. In altri termini, <em>siamo costretti a finanziare i nostri avversari</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non ci credete? Leggete qui: <a href="//www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/">Otto per Mille</a> sul sito UAAR nazionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo dell&#8217;ora di Religione Cristiana</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nonostante che la legge italiana preveda la possibilità di risparmiare ai nostri figli l&#8217;indottrinamento sulla Religione Cristiana nelle scuole pubbliche, ancora non è possibile avvalersi di questa possibilità nella stragrande maggioranza delle scuole italiane.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica riguarda <em>per legge, per concordato e per programma</em> SOLO ed UNICAMENTE la Religione Cristiana <em>Cattolica</em>. Contrariamente a quanto vorrebbero credere in molti, NON è permesso insegnare, in queste ore,  “storia delle religioni”, ”studio comparato delle religioni”, “filosofia delle religioni” e, meno che mai, “religione buddista”, “religione cristiana <em>valdese</em>” o quant&#8217;altro. Bisogna insegnare SOLO Religione Cristiana Cattolica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Gli insegnanti di religione vengono pagati dallo Stato Italiano con i nostri soldi ma vengono scelti ed autorizzati dal Vescovo.</em> Questi docenti sono recentemente stati assunti a tempo indeterminato in massa (circa 100.000 unità), scavalcando docenti ben più necessari e ben più meritevoli/bisognosi di una sistemazione. <em>Se un docente di Religione Cristiana Cattolica viene esautorato dal suo Vescovo, lo Stato Italiano deve continuare a pagargli lo stipendio anche se non può più utilizzarlo per le sue esigenze</em> (= pensione a vita al 100% dello stipendio). Questi docenti di irrazionalità ci costano circa un miliardo di euro l&#8217;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non ci credete? leggetevi questo: “<a href="//www.uaar.it/laicita/ora_di_religione/">Ora di Religione</a>” sul sito UAAR Nazionale</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo dell&#8217;ICI condonata alla Chiesa Cattolica</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Chiesa Cattolica può evitare di pagare l&#8217;ICI sui suoi immobili. Basta piazzare un crocifisso nei locali, <u>autocertificare</u> che vengono usati a scopo devozionale ed il gioco è fatto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Grazie alla imponente opera di costruzione dei secoli passati, ed alla pratica di lasciare i propri beni alla chiesa al momento della morte, la Chiesa Cattolica è di gran lunga il più grande proprietario di beni immobili in Italia. Supera persino lo Stato Italiano in questa classifica! Per quanto se ne sa, l&#8217;ICI evasa in questo modo è dell&#8217;ordine di grandezza dei dieci miliardi di euro (circa 20.000 miliardi di lire) all&#8217;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo sui Costi della Chiesa</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Chiesa Cristiana Cattolica (e SOLO essa) costa allo Stato Italiano circa quattro miliardi di euro l&#8217;anno, complessivamente (tolta l&#8217;ICI che è un reddito non percepito). Questi soldi vengono pagati da tutti, inclusi i mussulmani, i buddisti, gli ebrei e noi atei.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Noi NON-Cristiani, siamo costretti a finanziare i Cristiani</em>, sapendo bene che useranno i nostri soldi per agire <em>contro di noi</em> in vari modi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non ci credete? Leggetevi questo: “<a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa.html">Quanto costa la Chiesa?</a>” a Repubblica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo Pretofilia</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La Chiesa Cattolica è riuscita a far tacere i mezzi di comunicazione di massa sul tremendo “Scandalo Pretofilia” dei mesi scorsi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Dov&#8217;è finito il diritto all&#8217;informazione degli italiani? Dov&#8217;è finita la “Verità” di cui parla tanto volentieri in Santo Padre? Per quale motivo dobbiamo pagare il canone RAI? Per farci imbonire dai portavoce di una delle molte religioni del pianeta?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo dei Mezzi di Comunicazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">A seguito degli avvenimenti de “La Sapienza” tutti, ma proprio TUTTI, i giornali, le televisoni e le radio italiane hanno preso le difese del Papa, pur sapendo benissimo che in Italia vivono circa cinque milioni di atei (non di “laici”, di “agnostici”, di “indifferenti” o di “non credenti”, ma proprio di <em>atei</em>) e, complessivamente, circa dieci milioni di non credenti (atei ed agnostici).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Chi rappresenta politicamente e mediaticamente questi dieci milioni di cittadini? Dov&#8217;è finito il loro diritto alla rappresentanza politica? Dov&#8217;è finito il loro diritto alla parola (alla comunicazione)?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Perchè la RAI, di cui noi atei paghiamo il canone, non ha dato spazio alle nostre ragioni?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Lo Scandalo Partito Democratico</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tra i principali sostenitori del Papa e del mondo cattolico ci sono Rutelli, Veltroni, D&#8217;Alema, Prodi, Franceschini e diversi altri esponenti di spicco del Partito Democratico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Cosa ne è stato di quella parte di iscritti al PD che viene dalla tradizione PCI? Cosa ne è stato del loro diritto di rappresentanza politica? Cosa ne è stato del loro diritto di parola?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E poi, come è possibile che Mastella si permetta di dare degli “imbecilli” a coloro che hanno organizzato la Resistenza a Papa Benedetto XVI a “La Sapienza”? Perchè nessuno lo zittisce, nemmeno i nostri “compagni” della “estrema” sinistra (che dovrebbero pur essere laici ed anticlericali)?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Ebrei nuovi di Zecca</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come Atei ed Agnostici, siamo messi male in Italia. Ma c&#8217;è di peggio: per mantenere unito un gruppo, di qualunque dimensione, occorre un Nemico Comune Esterno (NCE). Il gruppo non ha senso se non c&#8217;è nessuno da combattere. I fascisti avevano eletto gli inglesi a NCE. I nazisti hanno deciso che il miglior Nemico Comune Esterno che potevano permettersi erano gli ebrei. Una scelta tutto sommato logica, nel suo cinismo: gli ebrei erano pochi, poco organizzati, mansueti e&#8230; ricchi. Poca fatica, molto bottino&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Qual&#8217;è il Nemico Comune Esterno della indistinta massa cattolico/clericale che si è data appuntamento in Piazza San Pietro ieri? Verso chi venivano lanciati i loro slogan?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non possono più prendersela con gli ebrei. Gli americani li riempirebbero di bombe come fanno coi palestinesi ed i loro amici. Non possono prendersela con i mussulmani. Al Qaheda (ammesso che esista e non sia, in realtà, una dèpendance della CIA fedele a Bush) li riempirebbe di kamikaze come fa da anni con Israele. Non possono prendersela con gli induisti ed i buddisti: Pakistan ed India sono entrambe potenze atomiche. Non possono nemmeno prendersela con Scientology: gli farebbero causa e poi&#8230; Scientology ha Tom Cruise.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In compenso, ci siamo noi, Atei ed Agnostici. Siamo pochi (circa 3000 iscritti ad UAAR, circa dieci milioni in tutta Italia), non organizzati e privi di una voce con la quale farci sentire (TV, radio, giornali, etc.). Siamo colpevoli “a priori” perchè non riconosciamo la loro autorità morale e ci ostiniamo a voler “vivere nel peccato”. Cos&#8217;altro occorre?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non cominciate anche voi a sentirvi un po&#8217; circoncisi? Siamo gli ebrei del XXI secolo. Nuovi di zecca e pronti all&#8217;uso&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="right"><a href="mailto:alessandrobottoni@interfree.it">alessandrobottoni@interfree.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F21%2Febrei-nuovi-di-zecca%2F&amp;linkname=Ebrei%20nuovi%20di%20Zecca" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F21%2Febrei-nuovi-di-zecca%2F&amp;linkname=Ebrei%20nuovi%20di%20Zecca" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F21%2Febrei-nuovi-di-zecca%2F&amp;linkname=Ebrei%20nuovi%20di%20Zecca" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F21%2Febrei-nuovi-di-zecca%2F&amp;linkname=Ebrei%20nuovi%20di%20Zecca" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2008%2F01%2F21%2Febrei-nuovi-di-zecca%2F&#038;title=Ebrei%20nuovi%20di%20Zecca" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/" data-a2a-title="Ebrei nuovi di Zecca"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2008/01/21/ebrei-nuovi-di-zecca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>24</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paoletti su un articolo de &#8220;Il Messaggero&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 11:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/</guid>

					<description><![CDATA[La recente bocciatura del registro unioni civili al Comune di Roma e la mobilitazione delle forze laiche hanno generato, soprattutto a livello locale, un dibattito sul peso (diciamo pure sull&#8217;ingerenza) delle gerarchie cattoliche nelle istituzioni. &#8220;Il Messaggero&#8221;, quotidiano della Capitale, lancia con un articolo di ieri la sua critica alle associazioni laiciste e nega una qualsiasi ingerenza religiosa da parte del Vaticano, riducendo tali constatazioni a &#8220;patologico delirio persecutorio, tipico di minoranze politicamente e culturalmente frustrate&#8221; quasi ossessionate nel voler...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/" title="Read Paoletti su un articolo de &#8220;Il Messaggero&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La recente bocciatura del registro unioni civili al Comune di Roma e la mobilitazione delle forze laiche hanno generato, soprattutto a livello locale, un dibattito sul peso (diciamo pure sull&#8217;ingerenza) delle gerarchie cattoliche nelle istituzioni. &#8220;Il Messaggero&#8221;, quotidiano della Capitale, lancia con un articolo di ieri la sua critica alle associazioni laiciste e nega una qualsiasi ingerenza religiosa da parte del Vaticano, riducendo tali constatazioni a <font face="Arial,Times" size="3">&#8220;<strong>patologico delirio persecutorio, tipico di minoranze politicamente e culturalmente frustrate</strong></font></em><em>&#8221; quasi ossessionate nel voler dividere per forza una società che sarebbe invece unita e senza conflitti, all&#8217;insegna del &#8220;volemose bene&#8221; di romana e wojtyliana memoria. Il Circolo UAAR di Roma risponde all&#8217;articolo, provando a far chiarezza su molti punti e a rendere, con tono caustico, pan per focaccia. Una cosa si fa più chiara: l&#8217;UAAR comincia a dar &#8220;fastidio&#8221; anche a Roma. </em></p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Un articolo didattico</strong> (Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma).</p>
<p>Più volte mi è capitato di sottolineare come alla laicità si contrapponesse non la religione (o il cattolicesimo nel contesto italico), ma il confessionalismo, che (lo ripeto) non ha nulla a che vedere con la religione anche se la utilizza come mezzo principale per perseguire i propri fini.<br />
Nonostante ci sia l&#8217;imbarazzo della scelta per cercare episodi del suo manifestarsi, minori sono state le opportunità di analizzare da vicino esempi applicativi di questa strategia invasiva che non è esagerato definire &#8220;cancro della società&#8221; che stravolge l&#8217;essenza stessa del concetto di democrazia.<br />
Una volta tanto (in chiusura d&#8217;anno) questa opportunità di analizzare un&#8217;opera di &#8220;propagandiamo clericale&#8221; ci arriva da un <a href="http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071230&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=CASAVOLA_17.xml&amp;type=STANDARD">articolo didattico pubblicato in prima pagina sul Messaggero del 30 dicembre 2007 a firma di Francesco Paolo Casavola</a>. L&#8217;articolo confessionalista contiene in sé molte delle tecniche che sono proprie del giornalismo baciapile o leccapreti.<br />
Le trovate dialettiche sono caratteristiche di quella scuola che nella storia ha partorito personaggi del calibro Joseph Goebbels o (in più intima vicinanza) di Renato Schifani : lo stravolgimento di qualsiasi nozione finalizzato a scaricare sull&#8217;opposta posizione di pensiero le imputazioni che ci vengono attribuite (o la gravità delle stesse), il tutto poi condito da una confusione di concetti degna dei migliori registi della farsa politica.Il &#8220;buon&#8221; Casavola esordisce con un&#8217;apologia dell&#8217;intervista al Cardinal Bertone, mettendo in guardia i lettori fin dall&#8217;inizio circa l&#8217;interpretazione che ne potranno fornire quelli che l&#8217;autore definisce come &#8220;i guardiani della laicità&#8221; i quali rappresenterebbero (a suo dire) un &#8220;patologico delirio persecutorio tipico di minoranze politicamente e culturalmente frustrate&#8221;.<br />
Sulla questione delle &#8220;minoranze&#8221;, almeno dal punto di vista politico, credo che nessuno abbia nulla da obiettare : non mi risulta infatti che in questo momento l&#8217;arco parlamentare italiano possa vantare una maggioranza significativa che tenga conto di alcuni principi di base su cui dovrebbe fondarsi una moderna democrazia (che sulla carta ha addirittura la pretesa di definirsi laica).<br />
Circa la considerazione sul &#8220;patologico delirio persecutorio&#8221; inizio trattenere le risate, dato che oramai non si contano più gli interventi vittimistici della corrente confessionalista italiana in cui si rimproverano i &#8220;cattivi laicisti&#8221; di instaurare un clima di odio anti-&#8220;cristiano&#8221;, dove la parola &#8220;cristiano&#8221; è stata opportunamente sostituita alla parola &#8220;confessionalista&#8221; (e glissando naturalmente sugli innumerevoli interventi attraverso cui i vari porporati, dopo aver preteso il diritto di parola, pretendono poi di negare i diritti fondamentali a chi non si allinea alla politica confessionalista del Vaticano).<br />
Ma non basta; questo delirio persecutorio infatti (secondo il &#8220;buon&#8221; Casavola) avrebbe l&#8217;effetto di &#8220;ingannare i creduloni e di eccitare divisione nel paese&#8221; : siamo &#8220;all&#8217;alce che dice cornuto all&#8217;orso !&#8221;.<br />
Forse Casavola dimentica che la corrente confessionalista è quella che ha deciso di anteporre le dottrine religiose ai principi sanciti dalla Dichiarazione Universale e che ha addirittura la pretesa (ampiamente manifestata con il referendum del 2005 sulla legge 40) di indurre i cattolici ad obbedire prima ai dogmi di Via della Conciliazione e poi eventualmente ad attenersi alle normative emanate dallo stato italiano.<br />
Ma probabilmente Casavola è andato oltre : lui già vede la teocrazia affermata come istituzione e giustamente si preoccupa della presenza di una ristretta minoranza di cittadini &#8220;sovversivi&#8221; che turbano il nuovo ordine pubblico stabilito dalla monarchia papale, però poi tira anche un sospiro di sollievo e tranquillizza i lettori rassicurandoli che questa strategia destabilizzante degli psico-criminali laicisti è ampiamente contrastata dal buon senso comune della gente : nelle sale d&#8217;attesa del medico di famiglia, dal barbiere, all&#8217;ufficio postale (per fortuna non ci ha messo pure i bagni pubblici); non so perché ma mi sembra tanto di leggere una cronaca del &#8220;ministero dell&#8217;amore&#8221; del partito INGSOC di orwelliana memoria.<br />
L&#8217;articolo baciapile poi va dritto alle commemorazioni dei personaggi del passato, dove giustamente vengono riproposte le figure di Gramsci (non poteva mancare un minimo di considerazione per uno dei mantenitori dei Patti Lateranensi a cui va la tutta la nostra gratitudine per aver gettato le basi dell&#8217;ondata confessionale e bigotta che ci sta travolgendo) di Togliatti e Berlinguer, per poi arrivare a Giordani, Lazzati e La Pira, il tutto per porre la questione per cui un cattolico possa essere oggi un leale cittadino della repubblica laica.<br />
Premesso che un cattolico che vive la religione come scelta personale può essere benissimo leale cittadino di una repubblica laica, mentre un confessionalista (ossia chiunque tenti di imporre con mezzi espliciti o latenti una religione a chi non la condivide) non può assolutamente esserlo, mi sento in dovere di pormi una domanda legittima circa il fatto che il Sig. Francesco Paolo Casavola per &#8220;repubblica laica&#8221; possa intendere la Repubblica Italiana.<br />
Intendiamoci : il mio è un puro scrupolo; in fondo l&#8217;Italia non è mica un paese concordatario che ogni anno versa miliardi alla chiesa cattolica, dove negli uffici pubblici e nei tribunali è esposto il crocifisso al posto dell&#8217;emblema della repubblica, dove il Consiglio di Stato sancisce che il crocifisso è simbolo di laicità, dove nella scuola pubblica si insegna religione cattolica (da insegnanti nominati dalla curia vaticana) e non si sa che cos&#8217;è l&#8217;educazione civica, dove qualcuno ha mai avuto problemi a farsi prescrivere una pillola abortiva o a praticare una fecondazione assistita senza incorrere nei termini di in una legge confessionale, dove nelle scuole pubbliche o nei luoghi di lavoro si svolgono funzioni religiose o si hanno visite pastorali.<br />
La commovente apologia clericale passa poi a di ribadire quanto intorno al concetto dì laicità ci sia molta &#8220;confusione di lingue&#8221; perché notoriamente ognuno ne fornisce una propria versione; questa confusione non viene certo dalla corrente confessionalista che ha inventato il concetto di &#8220;laicità sana&#8221; ed ha distinto la &#8220;laicità&#8221; dal &#8220;laicismo&#8221; per separare i baciapile come Casavola dai cattivi ed intolleranti Odifreddi, ma viene da chi svela &#8220;la propria ignoranza dei processi storici&#8221; : è ben noto infatti che tutti coloro che denunciano le atrocità commesse dalla chiesa cattolica (dall&#8217;inquisizione, alle crociate, al sostegno nazismo e al fascismo) ignorano i processi storici e gli esiti costituzionali che la laicità moderna ha incontrato in Europa e che conducono considerare la religione una risorsa sociale (senza specificare a vantaggio di chi sia questa risorsa).<br />
Con queste premesse, insiste Casavola, perché mai grandi problemi sociali come la famiglia non dovrebbero giovarsi di una risorsa come la religione cattolica i cui monarchi rappresentanti non hanno mai riconosciuto né sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo ?<br />
Per fortuna che milioni di uomini donne e anziani sanno qual è la &#8220;retta via&#8221; !<br />
E alla fine (conclude Casavola) perché dovremmo contrapporci (credenti e non credenti) quando la ragione e la storia ci vorrebbero insieme ?<br />
In fondo in Europa nessuno ha mai ammazzato un proprio simile per motivi religiosi (gli Ustascia per esempio non sono mai esistiti : sono un complotto dei cattivi laicisti) ed è ben noto che tutte le vicende in cui è stata coinvolta la religione cattolica sono state affrontate facendo uso della ragione e trovando soluzioni pacifiche a tutte le controversie.<br />
Ma in ogni caso, anche se dovessimo essere costretti ad ammettere il passato ed arrivare ad un contrito atto di dolore per dimenticarlo, perchè mai non dovremmo trovare una soluzione per vivere &#8220;tutti insieme compatibilmente&#8221; ma sotto i dogmi della tiara papale che dall&#8217;immunità extraterritoriale con la sua dottrina oscurantista arricchisce la politica del paese dimpartendo ordini alle istituzioni dello stato ? (perchè quello è il messaggio finale di questa patetica opera di propagandismo).<br />
Sinceramente non so come possa sentirsi uno come Casavola quando ha completato un articolo del genere.<br />
Probabilmente sarà anche convinto di quello che ha scritto (e magari riceverà anche il plauso di qualche lettore del messaggero) ma questo non fa sentire molto bene me, nonostante tutte le risate che posso essermi fatto nel leggere i suoi &#8220;deliri&#8221;.</p>
<p><a href="http://uaarroma.altervista.org/contributi/20071230-paoletti-articolo-didattico.php"><strong>Fonte: UAAR Roma  </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F31%2Fpaoletti-articolo-il-messaggero%2F&amp;linkname=Paoletti%20su%20un%20articolo%20de%20%E2%80%9CIl%20Messaggero%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F31%2Fpaoletti-articolo-il-messaggero%2F&amp;linkname=Paoletti%20su%20un%20articolo%20de%20%E2%80%9CIl%20Messaggero%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F31%2Fpaoletti-articolo-il-messaggero%2F&amp;linkname=Paoletti%20su%20un%20articolo%20de%20%E2%80%9CIl%20Messaggero%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F31%2Fpaoletti-articolo-il-messaggero%2F&amp;linkname=Paoletti%20su%20un%20articolo%20de%20%E2%80%9CIl%20Messaggero%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F31%2Fpaoletti-articolo-il-messaggero%2F&#038;title=Paoletti%20su%20un%20articolo%20de%20%E2%80%9CIl%20Messaggero%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/" data-a2a-title="Paoletti su un articolo de “Il Messaggero”"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/12/31/paoletti-articolo-il-messaggero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carcano su &#8220;il manifesto&#8221;: La politica papale va in porto solo in Italia</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 10:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele carcano]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/</guid>

					<description><![CDATA[Come già preannunciato, ecco a voi, per la gioia di grandi e piccini, l&#8217;articolo del segretario UAAR Raffaele Carcano su &#8220;il manifesto&#8221; (a pg. 2 dell&#8217;edizione di ieri)! &#8212; Non sono tempi facili per la Chiesa cattolica. I processi di secolarizzazione, nonostante alcuni maldestri tentativi di negarne l&#8217;evidenza, proseguono apparentemente inarrestabili e, anzi, cominciano a investire anche aree, come l&#8217;America latina e gli Usa, che ne sembravano finora escluse. Il numero dei non appartenenti a alcuna religione è in crescita...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/" title="Read Carcano su &#8220;il manifesto&#8221;: La politica papale va in porto solo in Italia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come già preannunciato, ecco a voi, per la gioia di grandi e piccini, l&#8217;articolo del segretario UAAR Raffaele Carcano su &#8220;il manifesto&#8221; (a pg. 2 dell&#8217;edizione di ieri)!</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Non sono tempi facili per la Chiesa cattolica. I processi di secolarizzazione, nonostante alcuni maldestri tentativi di negarne l&#8217;evidenza, proseguono apparentemente inarrestabili e, anzi, cominciano a investire anche aree, come l&#8217;America latina e gli Usa, che ne sembravano finora escluse.<br />
Il numero dei non appartenenti a alcuna religione è in crescita quasi ovunque, così come cresce il numero delle nazioni che improntano la propria legislazione al principio di laicità, riconoscendo nel contempo «nuovi» diritti a chi finora era discriminato: donne, omosessuali, minoranze religiose. In questo contesto, il Vaticano sembra non riuscire a stabilire un contatto con il mondo contemporaneo: di qui la sua crescente contrapposizione con realtà, come ad esempio l&#8217;Onu, la Bbc o Amnesty International, che, pur diversissime tra loro e non certo «laiciste», sono comunque accomunate su scala mondiale da una credibilità che dovrebbe consigliare maggior prudenza alle gerarchie ecclesiastiche.<br />
Non è estranea a questo clima la presenza sul trono di Pietro di un pontefice come Benedetto XVI. La sua recente enciclica Spe Salvi ha suscitato molte polemiche per i virulenti attacchi all&#8217;ateismo e all&#8217;illuminismo, dimenticando quanto quest&#8217;ultimo sia alla base delle migliori conquiste degli ultimi tre secoli: democrazia, eguaglianza, laicità, libertà di espressione. Il punto di vista del documento è prettamente europeo: è faticoso avere un respiro universale quando ci si richiude all&#8217;interno del bunker. L&#8217;ideologia di Ratzinger sembra volgersi molto indietro come se l&#8217;ossessiva avversione per il relativismo si fosse trasformata, strada facendo, in una condanna della stessa pluralità dell&#8217;esistente, semplificata in un dualismo da Them-or-Us, Noi-contro-Loro, che, benché tipico del monoteismo, è più la caratteristica di una setta che di una confessione religiosa mondiale.<br />
Benedetto XVI non sembra, al momento, aver ancora individuato una strategia in grado di invertire la rotta, fatta eccezione per il vecchio, consolidato e proficuo ricorso all&#8217;aiuto del potere politico. Parte integrante di questa strategia passa per una riscrittura della storia («le radici cristiane») e finanche dello stesso vocabolario, con la creazione del concetto di laicità «sana», sconosciuto fino a pochissimi anni fa: la sua specificazione si traduce nell&#8217;esplicita richiesta di privilegiare i credenti, soprattutto se organizzati sotto le insegne della Chiesa di Roma. Il problema, per Ratzinger, è che riverniciature confessionali di questo tipo sembrano trovare ascolto solo in Italia, l&#8217;unico paese dove un Tar e un Consiglio di stato possono permettersi, nell&#8217;indifferenza pressoché generale, di definire il crocifisso un «simbolo della laicità dello stato».<br />
Il nostro è anche l&#8217;unico paese dove i tg riservano l&#8217;apertura a ogni prolusione papale e dove uomini politici, dopo aver probabilmente perso ogni contatto con la realtà quotidiana, si sono affidati alla realtà virtuale della tv, traendone l&#8217;impressione che l&#8217;episcopato possa spostare chissà quanti voti a loro favore e, eventualità decisamente assurda, a favore di tutti. L&#8217;atteggiamento acquiescente sembra pervadere entrambi gli schieramenti e lascia i pochi, genuini esponenti laici in balia di una condizione di inanità tale da spingerli a porre in secondo piano la rivendicazione di diritti che, nel resto d&#8217;Europa, sono in gran parte oramai acquisiti.<br />
Conseguenze pratiche? Anche quel poco che è stato messo nero su bianco nel programma dell&#8217;Unione (diritti per le coppie di fatto, testamento biologico, nuova legge sulla libertà religiosa) sembra segnare definitivamente il passo sotto l&#8217;ostracismo dei teodem; proposte di buon senso, come quella volta a eliminare l&#8217;esenzione Ici sugli immobili ecclesiastici destinati a attività commerciali, ottengono un sostegno risibile; iniziative popolari, come la richiesta di istituire un registro per le unioni civili a Roma, vengono impallinate dal Pd in nome dei supremi interessi della coalizione. Tali interessi vengono però meno quando, a non votare la fiducia al governo, è la senatrice dell&#8217;Opus Dei Paola Binetti, contro la quale nessuno si è azzardato a chiedere provvedimenti. Per contro, ci è toccato leggere la spericolata dichiarazione di D&#8217;Alema sui matrimoni omosessuali, in cui è riuscito a mischiare il rispetto (giuridico!) che si dovrebbe portare a un sacramento cattolico alla sua personale fascinazione per una fede che trova la propria forza in un clero e in fedeli sempre più anziani. Sganciati da un mondo che cambia e dalle realtà più dinamiche della società, questi politici italiani continuano in tal modo a praticare quella saldatura con i poteri spirituali. La perdurante influenza vaticana dimostra che è la politica a rappresentare un autentico instrumentum religionis. Ma solo quando è disponibile a lasciarsi usare.<br />
<em><br />
</em></p>
<p><a href="http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Dicembre-2007/art9.html"><strong>Fonte: il manifesto </strong></a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F30%2Fcarcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia%2F&amp;linkname=Carcano%20su%20%E2%80%9Cil%20manifesto%E2%80%9D%3A%20La%20politica%20papale%20va%20in%20porto%20solo%20in%20Italia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F30%2Fcarcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia%2F&amp;linkname=Carcano%20su%20%E2%80%9Cil%20manifesto%E2%80%9D%3A%20La%20politica%20papale%20va%20in%20porto%20solo%20in%20Italia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F30%2Fcarcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia%2F&amp;linkname=Carcano%20su%20%E2%80%9Cil%20manifesto%E2%80%9D%3A%20La%20politica%20papale%20va%20in%20porto%20solo%20in%20Italia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F30%2Fcarcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia%2F&amp;linkname=Carcano%20su%20%E2%80%9Cil%20manifesto%E2%80%9D%3A%20La%20politica%20papale%20va%20in%20porto%20solo%20in%20Italia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F30%2Fcarcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia%2F&#038;title=Carcano%20su%20%E2%80%9Cil%20manifesto%E2%80%9D%3A%20La%20politica%20papale%20va%20in%20porto%20solo%20in%20Italia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/" data-a2a-title="Carcano su “il manifesto”: La politica papale va in porto solo in Italia"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/12/30/carcano-il-manifesto-politica-papale-porto-solo-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>20</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Unioni civili: il giorno della verità!</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/</link>
					<comments>https://blog.uaar.it/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[unioni-civili]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/</guid>

					<description><![CDATA[Segnaliamo un pezzo riassuntivo sull&#8217;ormai famigerata questione della bocciatura del registro unioni civili a Roma, curato da Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma. Per rinfrescarci la memoria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Segnaliamo un <a href="http://uaarroma.altervista.org/circolo/17dicembre2007.php">pezzo riassuntivo</a> sull&#8217;ormai famigerata questione della bocciatura del registro unioni civili a Roma, curato da Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma.</em> <em>Per rinfrescarci la memoria.</em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&amp;linkname=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2007%2F12%2F28%2Funioni-civili-giorno-della-verita%2F&#038;title=Unioni%20civili%3A%20il%20giorno%20della%20verit%C3%A0%21" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/" data-a2a-title="Unioni civili: il giorno della verità!"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.uaar.it/2007/12/28/unioni-civili-giorno-della-verita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using disk: enhanced 

Served from: blog.uaar.it @ 2026-04-04 09:22:21 by W3 Total Cache
-->