Famiglia Cristiana, il settimanale detentore del record di 6 milioni di euro l’anno di finanziamenti pubblici per l’editoria, ha posto al ministro dell’Istruzione e del Merito una domanda passivo-aggressiva: «Fra le letture previste dai nuovi programmi per le elementari e per i licei c’è anche la Bibbia. I laicisti non storceranno il naso davanti all’inserimento di un testo religioso, nei programmi di una scuola statale?».
Giuseppe Valditara non si è lasciato sfuggire l’occasione per compiacere la testata improntata all’evangelizzazione e ha fornito una risposta che è il caso di sottoporre a un piccolo debunking.

Il ministro sembra partire col piede giusto: «Noi siamo convintamente occidentali e all’interno della cultura occidentale, a differenza di tante altre culture, c’è la laicità dello Stato». Ma è solo un espediente narrativo per sintenziare a stretto giro che la laicità «ha un fondamento proprio nei Vangeli (“Date a Cesare quel che è di Cesare… Il mio Regno non è di questo mondo”)».
A ben vedere quelle citazioni sono state utilizzate per millenni per piegare al volere delle gerarchie ecclesiastiche questo unico mondo nel quale abbiamo la certezza di vivere: a Cesare rimaneva poco o nulla, ricopriva addirittura il ruolo di braccio secolare, mentre tutto ricadeva sotto la giurisdizione dei sedicenti rappresentanti del dio biblico.
Ma a prescindere dall’interpretazione di testi sacri, dai quali si può pescare tutto e il contrario di tutto, davvero un ministro di una Repubblica (che non sia quella islamica) può rivendicare la laicità dello Stato rifacendosi a credenze religiose?
La memoria corre a vecchie sentenze del Tar Veneto e del Consiglio di stato che definirono il crocifisso come una specie di transformer, simbolo religioso dentro una chiesa e simbolo laico se affisso nelle aule scolastiche.
Sentenze che furono sonoramente sconfessate cinque anni fa – chissà se il ministro lo ricorda – in seguito a un ricorso patrocinato dall’Uaar che portò la Suprema Corte di Cassazione a scrivere parole pesanti come macigni che meritano di essere rilette: «L’esposizione autoritativa del crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio supremo di laicità dello Stato. L’obbligo di esporre il crocifisso è espressione di una scelta confessionale. La religione cattolica costituiva un fattore di unità della nazione per il fascismo; ma nella democrazia costituzionale l’identificazione dello Stato con una religione non è più consentita».
Andiamo oltre e leggiamo a chi Giuseppe Valditara attribuisce il merito del proprio senso per la laicità: «Su questo tema Gabrio Lombardi, che fu mio maestro, scrisse parole molto belle». Gabrio Lombardi guidò il comitato promotore per il referendum abrogativo del divorzio, un integralista paladino dell’indissolubilità del matrimonio civile. Non proprio un faro di laicità, piuttosto una conferma della millenaria interpretazione che pretende che a Cesare non tocchi nulla e che pure i matrimoni civili debbano ricadere sotto la legge del proprio dio.
Segue un un mix di ovvietà e apologetica: «Come si può non conoscere alcuni elementi fondamentali di questo messaggio, che è un messaggio universale e che ha caratterizzato la nostra civiltà, la letteratura, la musica, l’arte ma anche valori e stili di vita? È un fenomeno culturale che come tale va conosciuto». Certo che i fenomeni vanno conosciuti, ma con spirito critico.
Le civiltà sono state influenzate da innumerevoli fattori e la religione al potere ha indubbiamente condizionato tanti aspetti della vita delle popolazioni; opinabile sostenere che sia avvenuto nel solco del progresso. Infine la conclusione: «Non dimentichiamoci, fra l’altro, che la Bibbia rappresenta la radice storica e spirituale delle tre religioni monoteiste. Diventa un grande strumento culturale di dialogo e di conoscenza».
Abbastanza discutibile affidare alla Bibbia questo ruolo, soprattutto da parte di un ministro della Repubblica che dovrebbe rifarsi alla Costituzione su cui ha giurato e al rispetto dei diritti umani fondamentali. Non deve sfuggire il richiamo al solito dialogo con interlocutori preselezionati, come se l’umanità debba essere indirizzata dentro recinti intitolati alle tre religioni monoteiste che ha in mente Valditara.
Soprattutto in un contesto che vede l’avanzata della secolarizzazione, l’aumento straordinario dei non credenti in particolare nelle nuove generazioni e il persistente pregiudizio di etichettare con una determinata appartenenza religiosa a seconda del paese d’origine.
Nel resto dell’intervista il ministro regala altre chicche devozionali. Guai a parlare di identità di genere, si potrebbe danneggiare «lo sviluppo identitario» dei bambini. Scontata la solita falsità propagandistica sulle scuole private paritarie che sarebbero «parte di un sistema pubblico di istruzione»; ma quando mai, una scuola privata ovviamente non è pubblica, paritaria o meno che sia.
La famigerata legge 62/2000 parla di «sistema nazionale di istruzione» di cui fanno parte le paritarie e non di sistema pubblico. Un’altra cosa che un ministro dell’istruzione dovrebbe ricordare. Immancabile il vanto politico di aver regalato a tali scuole, in larga maggioranza cattoliche, venti milioni tramite il cosiddetto “Buono scuola” e 160 milioni sottratti ai fondi Pnrr.
Alla vigilia del nuovo anno scolastico Giuseppe Valditara non ha trovato di meglio che salire su un pulpito e coprire con un mantello devozionale il proprio ruolo istituzionale. Si è fatto sponsor del messaggio biblico tra i piccoli alunni come se nella fascia 3-10 anni non esistesse l’ingombrante presenza delle due ore di religione cattolica nell’orario settimanale.
Una quantità di tempo scuola che alla primaria risulta essere pari a quello dedicato a scienze e storia e doppio rispetto a inglese, informatica e musica. E che a proposito di strumenti di dialogo rappresentano una frattura del gruppo classe su base religiosa e, purtroppo ancora frequentemente, una limitazione dei diritti di chi chiede attività didattiche laiche.
Non c’è nulla di male a trattare nei programmi scolastici i fenomeni religiosi e ovviamente con essi anche l’ateismo e l’agnosticismo. Sarebbe anzi auspicabile che ai bambini fossero mostrate le differenti scelte che potranno compiere da grandi, con consapevolezza e senza recinti identitari.
Difficile pensare che questo possa realizzarsi secondo le intenzioni manifestate dal ministro Valditara e quindi, anche quest’anno, dovremo impegnarci per una scuola più laica davvero.
Roberto Grendene

L’articolo di Roberto non fa una piega e giustifica più che mai la R alias RAZIONALE dell’UAAR !
Spiacente di dovermi ripetere : Ciò che la società dovrebbe chiede oggi alla scuola in materia religiosa è libertà, pragmatismo e dialogo. Questa domanda richiede, prima di tutto, una documentazione ordinata e rigorosa sull’inizio e storia delle religioni, il loro messaggio palesemente irrazionale, le loro pratiche e implicazioni etiche sui comportamenti sociali. Questo è un primo requisito fondamentale. Richiedere poi che l’insegnamento delle religioni passi attraverso una messa in discussione filosofica, ma anche e soprattutto un sistema scientifico/analitico della sua veridicità sistematica (storia delle religioni oppure religioni della storia ?) della rispettiva tradizione: perché le religioni in realtà hanno causato et tuttora causano dei problemi sociali tuttaltro che insignificanti ! Questo è un requisito della razionalità critica. Infine, si attende che l’insegnamento delle religioni includa, nella sua pratica, l’apprendimento del dialogo applicando la severa più che unica metodologia scientifica e soprattutto rispetto alle diverse convinzioni. E questo non in modo occasionale, ma in modo adeguatamente programmato e organizzato.
PS : Non sarebbe opportuno evitare un più che osannato “corso di religione”, ma favorire un “corso di storia delle religioni, iniziando dall’animismo” ?
Intanto sarebbe ora di sapere quali brani biblici si vogliono far leggere alle elementari, alle medie, ed ai licei, ed in cosa tali letture si differenzierebbero da ciò che viene detto/letto/commentato nelle ore di “religione, ” dopo di che si potrebbe cominciare a discuterne “a ragion veduta.”
“Date a Cesare quel che è di Cesare… date a dio…” ecc.
La solita ambiguità cattogiudaica: si mettono sullo stesso piano Cesare e dio, dimenticando che dio non è affatto dimostrato.
Valditara e i fanatici religiosi usano la bibbia come i fan di Nostradamus lo usano per “adattare” le sue previsioni. Gli fanno dire ciò che conviene adesso, anche se ci sono secoli di storia a smentirli.
Non va dimenticato che fino a pochi decenni fa c’era ufficialmente la religione di stato in Italia e nella maggior parte dei paesi cristiani europei, e ancora oggi in Italia, ma non solo, istituzioni, politici e media continuano a ragionare come se ci fosse la religione di stato (proprio pochi giorni fa una multa per bestemmia faceva riferimento ad offese alle divinità dello stato). La liberticida religione di stato non è stata liberamente scelta dai cittadini, ma imposta con ogni mezzo violento, leggi, discriminazioni ed indottrinamento, quindi la separazione stato chiesa non c’è mai stata, era lo stato a decidere la religione delle persone e non mi sembra che Valditara contesti questa visione, anzi vuole negare la libertà di scelta anche in democrazia. Pochi giorni fa un gruppo di cattolici tradizionalisti contestava l’uso di civiltà giudaico-cristiana ricordando con nostalgia che noi gli ebrei li chiudeva nel ghetto, giusto per non dimenticare il passato.
E non va dimenticato quanto si siano massacrati fino a poco fa tra gli stessi cristiani, ad indicare quanto “i valori cristiani” non siano coincidenti, non a caso il crocifisso che vorrebbero imporre come simbolo laico è l’emblema araldico della sola chiesa cattolica. E fino agli anni ’80 la chiesa cattolica vietava i matrimoni misti con altri cristiani.
Inoltre la bibbia non è unica, visto che la bibbia ebraica è diversa da quella cattolica che è diversa da quella protestante e ortodossa con differenti interpretazioni.
Nel 2017 per i 500 anni della controriforma i Luterani avevano fatto lo stesso giochino di cercare di attribuirsi i meriti della nostra civiltà occidentale. In una interessante analisi un filosofo sosteneva che prima andrebbe dimostrato (e non solo affermato) che il cristianesimo abbia avuto effetti positivi sulla nostra civiltà, ma che anche se fossero dimostrati degli effetti positivi andrebbe dimostrato che questi effetti fossero voluti e non “negativi” effetti collaterali. Per esempio in campo protestante favorirono da subito l’istruzione per tutti per permettere ai fedeli di poter leggere e comprendere i testi sacri, combattendo il potere dei preti cattolici e mettendone in discussione l’autorità: questo, però, apriva alla possibilità, in realtà non voluta, che le persone fossero in grado di leggere e ragionare anche su altre cose e la riduzione dell’autorità religiosa ha favorito la secolarizzazione e la laicità.
E non andrebbe dimenticata l’opposizione delle chiese a vari nostri diritti che perderemmo se loro comandassero come una volta: basta trovarsi in uno stato non democratico come l’Uganda e li rivediamo il cristianesimo storico, non la versione “buonista” che cercano di spacciare oggi in democrazia, democrazia che non è certo stata favorita dalle religioni che hanno ottenuto vantaggiosissimi concordati proprio dai regimi nazifascisti per non parlare dei vari intrallazzi storici con ogni potere criminale.
“Nel 2017 per i 500 anni della controriforma i Luterani …”
Della “Riforma”: la Controriforma (cattolica) si fa iniziare nel 1545 con l’inizio del Concilio di Trento, ma diventò del tutto operativa dopo la sua chiusura, nel 1563 (solo diciotto anni di discussioni vescovili).
“In una interessante analisi un filosofo sosteneva…” : simpatico, chi era ?
“Inoltre la bibbia non è unica, visto che la bibbia ebraica è diversa da quella cattolica che è diversa da quella protestante e ortodossa con differenti interpretazioni.”
Giusto: motivo in più per farne conoscere i vari aspetti (inoltre i testi ebraici con traduzione interlineare sono disponibili in Internet, e dovrebbero esserci anche le traduzioni in greco e latino).
Si, ovviamente intendevo la Riforma, anche se erroneamente ho scritto controriforma.
Ricordavo male, non era un filosofo, ma uno storico della Riforma, il Prof. Dr. Matthias Pohlig “Religion und Politik” della Università di Münster nel contributo “Eine Neuzeit ohne Reformation?
Lui si concentra sulla riforma protestante che era l’oggetto delle celebrazioni e della millantazione di meriti nel 2017 e sostiene che gli effetti, soprattutto a lungo termine non sono dimostrabili, oltre che voluti.
Purtroppo la propaganda si concentra sul ripetere cose false, senza il bisogno di dimostrarle, che alla fine vengono prese per vere e le religioni sono impegnate a riscrivere la propria storia e ad appropriarsi di meriti che non hanno. La tesi che l’Europa è la più avanzata sui diritti e libertà perchè c’è il cristianesimo è fallace perchè il cristianesimo c’è anche in tante altre parti del mondo con risultati ben differenti ed anche all’interno dell’Europa abbiamo avuto recentemente nazioni ultracattoliche legate a dittature (franchismo, austro-fascismo), o attualmente basta pensare alla Russia di Putin che si rifà all’epoca dello Zar con la collusione della chiesa ortodossa.
Riguardo allo studio della bibbia, quello che intende Valditara è ovviamente la sola bibbia cattolica, interpretata e spiegata da propagandisti cattolici, non proprio uno studio “scientifico” e ad ampio spettro.
Ecco due link sull’articolo:
https://hpd.de/artikel/wirkungen-reformation-moderne-welt-kaum-nachweisbar-14910
https://www.uni-muenster.de/Religion-und-Politik/aktuelles/2017/okt/PM_Wirkungen_der_Reformation_auf_die_moderne_Welt.shtml
Grazie a Roberto per i link.
E’ stato chiesto al ministro: “Fra le letture previste dai nuovi programmi per le elementari e per i licei c’è anche la Bibbia.”
Non è stato detto entro quali materie si svolgeranno tali letture; forse dovremmo cercare nei documenti ministeriali; in ogni caso prima o poi salteranno fuori e ne potremo discutere meglio.
(Per inciso, ritengo che queste letture saranno utili per gli studenti musulmani: potranno vedere cosa c’è scritto nella Bibbia su alcuni personaggi del Corano, e fare qualche paragone).