La clericalata della settimana, 38: il Consiglio dei ministri impugna la legge sul fine vita della Regione Emilia Romagna

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del Consiglio dei ministri che

ha deliberato l’impugnazione della norma sul fine vita recentemente approvata dalla Regione Emilia Romagna.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il Consiglio comunale di Calatafimi Segesta (TP) ha approvato all’unanimità dei presenti la delibera che proclama il Comune “Civitas Mariae”, in continuità con la delibera della Giunta dello scorso 9 settembre e sulla scia del decreto del vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli sulla concessione del titolo mariano alla cittadina. Il sindaco Francesco Gruppuso ha espresso «profonda commozione ed enorme orgoglio cittadino» per la decisione, presa «in omaggio alla solenne incoronazione della Madonna di Giubino da parte del Capitolo Vaticano» e in continuità con la Giunta. Un atto che, ha specificato il primo cittadino, «non è una semplice formalità, ma sancisce un legame indissolubile che affonda le radici nella storia, nella fede e nell’identità della nostra comunità». In aula durante la seduta c’erano alcuni parroci in rappresentanza del clero locale durante la seduta e una delegazione dell’associazione che promuove la devozione della Madonna del Giubino. In chiusura della seduta i presenti hanno pregato e intonato un canto devozionale e l’ex assessora Piera Prosa ha donato alcune gigantografie dedicate alla Madonna da installare nell’aula consiliare (dove già campeggia un crocifisso) e nelle chiese della zona.

Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (con fascia tricolore) e altri rappresentanti delle istituzioni locali hanno partecipato alle celebrazioni per il patrono san Matteo, con processione e messa alla cattedrale presieduta dall’arcivescovo Andrea Bellandi.

La Fiera del Levante a Bari ha ospitato una messa all’anfiteatro, officiata dal priore della basilica di San Nicola e preceduta da un corteo storico per l’esposizione di un quadro dedicato al santo.

Per le festività di san Matteo, patrono della Guardia di Finanza, in diverse città sono state organizzate messe con la presenza delle autorità civili e militari. Anche nella cattedrale di San Cetteo a Pescara, dove tra gli altri era presente Nazario Pagano, presidente della Prima commissione della Camera e segretario regionale per l’Abruzzo di Forza Italia.

Per la cerimonia di inaugurazione del museo “Fanny Usellini” di Arona (NO), alla presenza del sindaco Alberto Gusmeroli e di altre autorità, non poteva mancare la benedizione ai locali impartita da don Roberto Sala. 

Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.

A Cumiana, nel torinese, è stato inaugurato nella mattinata del secondo giorno di lezione il nuovo edificio della scuola media con annessa benedizione del parroco del paese, alla presenza del sindaco Roberto Costelli, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, delle autorità locali nonché di alunni, docenti e personale scolastico. Ad aggiungere un tocco surreale il fatto che lo stesso parroco chiamato a benedire, don Carlo Pizzocaro, in un post sui social di fronte alle critiche si è interrogato «con serietà, in quanto cittadino italiano e prete» su quel gesto. Ovviamente per rispondersi da solo che la laicità come sancita dalla Corte Costituzionale nel 1989 non implica «indifferenza» verso la religione e non esclude la componente religiosa. Il parroco così ha giustificato la sua intrusione, dimenticando però che gli atti di culto in orario scolastico sono illegittimi, come chiarito in diverse disposizioni e sentenze e da un pronunciamento del Consiglio di Stato nel 2016.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato una circolare per garantire l’esonero dall’obbligo di servizio per i partecipanti al convegno nazionale degli Uffici catechistici diocesani, organizzato dalla Conferenza episcopale dal 25 al 27 settembre a Roma.

La redazione

4 commenti

Mixtec

Ogni tanto si apprendono cose prima ignorate: San Cetteo, la Madonna di Giubino …

RobertoV

Ho letto che la Madonna di Giubina è diventata patrona di Calatafimi solo nel 1655 dopo che nelle campagne imperversavano le cavallette ed era così “sentita” che è stata decisa per sorteggio con gli altri santi delle chiese del paese. Giusto per ricordare che tale “identità” non c’era prima e non ne sentivano il bisogno finchè qualcuno non ha deciso che fosse così, per di più per sorteggio.
Ed il paese attorno all’anno 1000 aveva un nome arabo ed era mussulmano, anche se il paese ha origine romana.
Ed il gonfalone del paese è dell’epoca fascista.
Certo che vedere nel 2026 il consiglio comunale trasformato in chiesa e processione cattolica fa una certa sensazione. Chissà se puniranno gli assenti e chi non si uniforma alla presunta “identità”.

RobertoV

Il governo non sa probabilmente cosa significhi il termine cure palliative o gioca sul nome “cure” facendo credere che si preoccupino di “curare” il malato.
In realtà “le cure palliative sono quell’insieme di cure, non solo farmacologiche, volte a migliorare il più possibile la qualità della vita sia del malato in fase terminale che della sua famiglia”.
Cioè significa che è un accompagnamento alla morte certa quando non esistono più cure con l’obiettivo di alleviare gli effetti del “morire” del malato terminale.
Ma non è accanimento terapeutico e tortura il costringere un malato terminale a farsi tutto il percorso verso la morte assieme ai famigliari? E quale sarebbe il miglioramento sia fisico che psicologico della qualità di vita di un paziente terminale obbligato ad arrivare fino in fondo con la prospettiva che ogni giorno sarà peggiore del precedente finchè il suo organismo non collasserà, anche se non vuole farsi tutto il percorso deciso da altri e sorbirsi cure inutili che altri vogliono per lui, come disagi e dolori, sofferenze, ma che lui vorrebbe evitare?
Se i cattolici vogliono soffrire perchè “la sofferenza nobilita” come disse un prete al funerale di un malato oncologico anche con questa legge possono farlo, ma non possono obbligare gli altri a fare lo stesso per far sentire meglio i cattolici a danno del malato terminale.

enrico

Roberto dimentichi la recita del Santo rosario h24naturalmente dietro congruo compenso, perchè i nostri amici non fanno assolutamente nulla gratuitamente. E’ un ulteriore fonte di cospicui introiti senza dimenticare che prima il paziente potrà devolvere alla chiesa i suoi averi beffando sul traguardo i legittimi eredi. Lo affermo con un sorriso sulla bocca perchè non ne ho bisogno e non ci ho mai neppure contato. MI strappava un sorriso quando la mia nonna di ceva ” non sai come mi vogliono bene le mie suorine” Era contenta così…..

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