Gennaro Acquaviva, già consigliere di Bettino Craxi all’epoca delle modifiche concordatarie del 1984, ha dichiarato di essere “innervosito dall’ignoranza di Boselli e Pannella”. Dopo questa affermazione oxfordiana, è passato a decantare le meraviglie dell’Otto per mille, “una forma limpida di finanziamento”. Come si può definire “limpido” un meccanismo incomprensibile alla maggioranza della popolazione, che vede la stragrande maggioranza dei fondi disponibili finire alla Chiesa cattolica nonostante sia prescelta solo da una minoranza dei contribuenti, che impedisce ad alcune religioni numericamente importanti (islamici, testimoni di Geova, buddhisti) di partecipare alla ripartizione, che produce una gestione della quota di pertinenza statale farneticante (finanziamento di missioni all’estero, copertura di buchi nel bilancio statale e in quello di alcuni sindaci ‘amici’, restauro di chiese cattoliche)? Gennaro Acquaviva si guardi allo specchio e provi a ripetere quello ha detto: siamo convinti che non ci possa credere nemmeno lui. Brutta cosa voler fare il baciapile a ogni costo.
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