Buone novelle laiche

Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

La buona novella laica del mese di ottobre è l’approvazione di una norma per l’autodeterminazione sul fine vita da parte dell’assemblea legislativa della Regione Umbria. È la quinta Regione in Italia a farlo, mentre ancora manca una legge nazionale nonostante le sollecitazioni della Corte Costituzionale dal 2019 e il governo Meloni boicotta le iniziative regionali. I legislatori umbri hanno approvato la norma con 11 sì, 6 no e 3 astenuti, e la presidente della Regione Stefania Proietti non ha partecipato al voto per questioni di coscienza. Hanno votato a favore i consiglieri di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle; Forza Italia e Lega si sono divisi tra astenuti e contrari; no invece da Fratelli d’Italia e da Bianca Maria Tagliaferri della lista civica Umbria Domani che sostiene la maggioranza. La legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta anche dall’Uaar ha raccolto quasi 5 mila firme, depositate in Consiglio regionale più di un anno fa. È arrivata in aula con il consigliere Fabrizio Ricci (Alleanza Verdi Sinistra) come relatore e approvata con pochi emendamenti. Una battaglia laica portata avanti anche in memoria dalla compianta Laura Santi, giornalista affetta da sclerosi multipla che ha potuto accedere al suicidio assistito nel 2025.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è espresso a favore della legalizzazione del suicidio assistito con una legge nazionale, ma è contrario a una norma regionale. «Sono liberale, ma anche un cristiano. Per molto tempo ho vissuto questo conflitto interiore, poi ho incontrato un uomo che da 15 anni vede solo il lampadario della sua camera. Ho capito che il mio dovere è aiutare chi soffre», ha detto durante un’intervista per La Stampa. Le dichiarazioni dopo un incontro con Davide Di Mauro, coordinatore torinese dell’Associazione Luca Coscioni che ha depositato una proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 16 mila cittadini.

Il deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, ha contestato lo stanziamento di 27 milioni di euro a favore di parrocchie, chiese ed enti ecclesiastici, approvato tra le variazioni di bilancio 2026 dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha sottoscritto un protocollo d’intesa con i rappresentanti di Livorno Rainbow, il coordinamento delle associazioni lgbt e quelle sostenitrici di tali istanze (tra cui il circolo Uaar locale), che rinnova per altri tre anni il precedente accordo del 2023. Questa collaborazione è frutto di un percorso che dura dal 2014, quando venne istituito un tavolo tematico, e il nuovo protocollo introduce alcune novità, come il riconoscimento di Livorno Rainbow quale interlocutore delle istituzioni per le iniziative sui diritti delle persone lgbt, la co-progettazione di bandi e iniziative, la definizione di una serie più ampia di obiettivi su vari ambiti di attività.

La senatrice Raffaella Paita (Italia Viva) ha presentato una proposta di legge per abolire il divieto temporaneo di nuove nozze come tutela dal “turbatio sanguinis”, stabilito dall’articolo 89 del Codice civile. La normativa attuale, introdotta all’epoca del fascismo, impone infatti alle sole donne il divieto di contrarre nuove nozze prima del decorso di trecento giorni dalla fine delle precedenti: un impedimento che storicamente veniva giustificato per fugare dubbi sulla paternità dei figli. «Sembra incredibile, ma ancora nel 2026 una donna deve attendere quasi un anno per contrarre un nuovo matrimonio dopo la fine legale del precedente», ha spiegato Paita «Un divieto che nella pratica si traduce in una procedura burocratica e un ricorso al tribunale che restano comunque inaccettabili, un disagio inutile, e finanche offensivo per una donna, costretta a dimostrare o giustificare comportamenti che riguardano la sfera privata. È ora di eliminare questo vecchissimo retaggio di un mondo che non esiste più. Faccio appello alle colleghe senatrici e a tutto il Parlamento ad approvare al più presto questa legge». 

La decisione del senatore di FdI Lucio Malan di invitare la telepredicatrice integralista statunitense Paula White a un incontro istituzionale sulla libertà religiosa ha suscitato le critiche di alcuni politici. Il senatore Filippo Sensi (Pd) ha commentato sui social: «Quindi l’idea di dialogo interreligioso di Fratelli d’Italia è di invitare a parlare la nota figura spirituale Maga che paragonava Trump a Gesù. La prossima volta invitate anche il mago Gabriel che fate prima». Il deputato dem Andrea Casu ha aggiunto: «L’unica libertà di culto in cui evidentemente crede Fratelli d’Italia è quella di inginocchiarsi agli interessi di Trump e dei suoi amici tecnocrati». Dal canto suo Marco Grimaldi di Avs ha così contestato l’evento, facendo riferimento al fatto che la Tavola valdese, confessione dello stesso Malan, abbia declinato l’invito assieme all’Alleanza evangelica italiana e all’Unione cristiana evangelica battista d’Italia: «Quando la tua Chiesa ti lascia solo al tuo convegno sulla fede, hai finito gli argomenti. Non è libertà religiosa. È televendita del sacro con il timbro del Senato».

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 103,4 milioni di euro dell’8×1000 di competenza statale per interventi urgenti e indifferibili di edilizia scolastica. Le scuole potevano presentare domanda fino al 23 ottobre, con finanziamenti fino a un milione di euro per interventi come messa in sicurezza, adeguamento sismico, sistemazione dei solai e bonifica dall’amianto.

Dal canto suo la Presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato un bando straordinario per interventi nel campo della cultura e della scienza finanziati con la quota di 8×1000 a gestione statale. Questa iniziativa, con bando aperto fino al 30 novembre, è volta a coprire le spese di interventi straordinari su immobili di pregio architettonico, artistico e culturale destinati alla promozione e alla valorizzazione dei protagonisti della cultura e della scienza italiane. 

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha spronato il governo Meloni a prestare attenzione ai diritti civili. Durante l’evento “Calabria innovativa – Dalla tradizione all’IA, la sfida per il futuro” all’Università della Calabria, Occhiuto ha sostenuto che «i diritti civili a volte non sono trattati con sufficiente coraggio dal mio schieramento». «Non voglio dire che nel mio schieramento ci sia un approccio conservatore, reazionario», ha precisato: «Il problema, a suo giudizio, sarebbe piuttosto legato al modo in cui determinate questioni vengono affrontate nel dibattito pubblico».

I capigruppo di maggioranza della Regione Puglia hanno presentato nella sede del Consiglio regionale una proposta di legge sul fine vita, con primo firmatario il capogruppo del Partito Democratico Stefano Minerva. «Non per decidere al posto di qualcuno ma perché chi si trova nelle condizioni previste dall’ordinamento non debba cominciare una battaglia contro la burocrazia per sapere a chi rivolgersi, chi deve rispondere e quale percorso deve essere seguito», ha spiegato Minerva, «Il testo che abbiamo depositato non è intoccabile vogliamo ascoltare, discutere e migliorarlo». La capogruppo del Movimento 5 Stelle Maria La Ghezza ha precisato che vengono valorizzate le cure palliative e la tutela delle persone vulnerabili e la corretta informazione al paziente: «Su questi aspetti il confronto con associazioni, medici, famiglie e professionisti sarà decisivo». «Su una materia che attraversa convinzioni personali, etiche e culturali così profonde non servono tifoserie», ha aggiunto il consigliere di Prossima e presidente della Commissione Sanità Felice Spaccavento.  Il percorso per l’esame della norma da parte della III Commissione vedrà anche le audizioni di diverse associazioni, cattoliche e laiche, tra i cui i circoli Uaar della Puglia. 

Il Comune di Milano ha organizzato la quinta edizione del corso per la preparazione di coppie che vogliono sposarsi o unirsi civilmente. Il corso prevedeva dal 30 settembre cinque incontri a cadenza settimanale, anche on line, ospitati nella Sala Brigida di Palazzo Marino, finalizzati a supportare le coppie nelle dinamiche relazionali, spiegare gli aspetti legali di matrimonio e unioni civili, del regime patrimoniale, della genitorialità e della gestione delle crisi di coppia e della separazione. Il primo incontro ero curato dall’Ordine degli psicologi della Lombardia, mentre i successivi sono stati svolti a cura dell’Ordine degli avvocati di Milano.

Il referendum per abrogare la legge che limita l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole ha passato il primo vaglio della Cassazione, dopo aver raccolto circa 576 mila firme. Il quesito, prima di poter chiamare i cittadini alle urne, dovrà essere sottoposto al giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale. Il Comitato “Sì Educazione Affettiva nelle Scuole” che promuove la consultazione chiede di abolire la normativa voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul “consenso informato”

Infine qualche buona novella laica dall’estero.

Una delegazione di eurodeputate della rete “All of Us – MEPs for Abortion Rights” si è recata in missione a Roma per affrontare con parlamentari, autorità locali, operatori sanitari e organizzazioni della società civile il tema dell’accesso all’aborto e dai diritti riproduttivi in Italia. La delegazione ha incontrato anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Tra le parlamentari europee che hanno preso parte agli incontri Maria Noichl e Alessandra Moretti (Socialisti e Democratici), Raquel García Hermida-van der Walle (Renew), Benedetta Scuderi (Verdi), Hanna Gedin (The Left).

Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione rivolta ai Paesi membri per sollecitare l’adozione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, «completa, adeguata all’età, inclusiva e basata su dati scientifici, adottando le basi giuridiche o politiche necessarie e stanziare risorse finanziarie, materiale e umane adeguate».

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che punta ad arginare il fondamentalismo islamico, con controlli più rigorosi su finanziamenti e la valutazione volta a includere tra le organizzazioni terroristiche quelle collegate ai Fratelli Musulmani, con lo stop all’accesso alle istituzioni Ue. È stato incluso anche un emendamento proposto da Fratelli d’Italia sul divieto del velo integrale in pubblico.

La misura, presentata da Céline Imart del Partito Popolare Europeo e che dovrà comunque passare poi il vaglio del Consiglio Ue, è stata approvata con 381 sì, 167 no e 15 astenuti. Hanno votato a favore, oltre ai popolari, anche Conservatori e Riformisti, Patrioti per l’Europa, Europa delle Nazioni Sovrane e gran parte dei liberali di Renew Europe; contrari invece socialdemocratici, verdi, sinistra e diversi liberali. Per quanto riguarda gli italiani, il sì è arrivato quindi da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Futuro Nazionale, mentre il no da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

La redazione

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