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	<title>UAAR &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Oct 2026 09:13:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/02/buone-novelle-laiche-settembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di settembre è la sentenza del Tribunale amministrativo della Regione Friuli Venezia Giulia che ha accolto il ricorso del circolo Uaar di Pordenone e condannato il Comune per aver negato l’utilizzo del logo istituzionale “Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura 2027” per le...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/02/buone-novelle-laiche-settembre-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La buona novella laica del mese di settembre è la sentenza del Tribunale amministrativo della Regione Friuli Venezia Giulia che </span><a href="https://blog.uaar.it/2026/09/02/il-tar-da-ragione-alluaar-censurata-a-pordenone/"><span style="font-weight: 400;">ha accolto</span></a><span style="font-weight: 400;"> il ricorso del circolo Uaar di Pordenone e condannato il Comune per aver negato l’utilizzo del logo istituzionale “Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura 2027” per le iniziative proposte dall’associazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il circolo Uaar aveva presentato una prima domanda, respinta perché il programma non sarebbe stato abbastanza dettagliato. La seconda istanza aveva ricevuto un ulteriore diniego, firmato stavolta proprio dal sindaco Alessandro Basso, </span><a href="https://pordenone.uaar.it/notizie/il-comune-nega-il-logo-pordenone-verso-capitale-italiana-della-cultura-2027-il-tar-da-ragione-al-circolo-uaar/"><span style="font-weight: 400;">con la motivazione</span></a><span style="font-weight: 400;"> che «i toni e i contenuti espressi nel “Manifesto d’intenti” presente nel sito ufficiale della Vs. Associazione non sono coerenti rispetto agli atti fondamentali, ai programmi e ai progetti dell’Ente».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Prima Sezione del Tar, presieduta dal giudice Carlo Modica de Mohac di Grisì, ha così evidenziato il comportamento palesemente discriminatorio del Comune verso l’Uaar: «l’Amministrazione ha finito per colpire non la proposta, ma il soggetto proponente [&#8230;] con un esito di fatto censorio, lesivo della libertà di espressione e gravemente incompatibile con i principi di imparzialità e laicità che devono orientare l’azione amministrativa e con il divieto di discriminare un soggetto in ragione delle convinzioni religiose». «Come insegnato dalla Storia delle grandi Rivoluzioni democratiche che hanno segnato l’avvio dello Stato a connotazione pluralista», ha sottolineato il giudice estensore della sentenza, «non vi può essere “Cultura” senza pluralismo di idee, ragion per cui concedere il “monopolio” del potere autorizzatorio dell’uso del logo per cui è causa ad una sola parte politica o a chi rappresenti solamente un ideale socio/politico o un orientamento teoretico/religioso, significherebbe negare in radice il concetto stesso di “Cultura”; ed anche quello di “Democrazia”».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg Furio Honsell </span><a href="https://www.consiglio.regione.fvg.it/pagineinterne/Portale/comunicatiStampaDettaglio.aspx?ID=962922"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> «grande soddisfazione per la sentenza del Tar», condividendone in pieno le motivazioni. «Il diniego del Comune», ha aggiunto Honsell, «era inoltre inaccettabile in quanto la Uaar era stata uno dei soggetti che aveva contribuito alla stesura vincente della proposta. Questa del Tar è una lezione di civiltà che dimostra due principi: il primo è l&#8217;importanza della libertà di pensiero, mentre il secondo è l&#8217;indipendenza dei giudici dal potere politico».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sebastiano Badin, segretario nella Regione Friuli Venezia Giulia di Sinistra Italiana, e il segretario del circolo di Pordenone Michele Ciol </span><a href="https://friulisera.it/sindaco-di-pordenone-contro-il-patrocinio-al-pride-di-udine-avs-nessun-passo-indietro-sui-diritti/"><span style="font-weight: 400;">hanno criticato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’amministrazione comunale sulla vicenda: «No signor sindaco, non ci pare che Pordenone con le amministrazioni di destra abbia dimostrato di essere avanti sul tema dei diritti civili. I fatti dimostrano altro, come la vicenda sul mancato patrocinio all’iniziativa UAAR», hanno spiegato in una nota, auspicando che il Comune dia il patrocinio al Pride di Udine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I consiglieri comunali di Pescara di Pd, M5S e Avs hanno votato contro la mozione per promuovere il posizionamento dei crocifissi nelle scuole della zona nel nome dell’identitarismo cattolico, approvata con i voti del centrodestra su iniziativa di Valeria Toppetti (Futuro Nazionale). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Paolo Sola </span><a href="https://www.abruzzoindependent.it/news/Crocifisso-nelle-scuole-di-Pescara-il-Consiglio-comunale-approva-la-mozione-di-Futuro-Nazionale/26667.htm"><span style="font-weight: 400;">ha spiegato</span></a><span style="font-weight: 400;">: «Non abbiamo votato contro il crocifisso ma contro la sua strumentalizzazione politica. Gesù Cristo non è un logo del Made in Italy e il crocifisso non è un cartello con scritto “questa è casa nostra”». Il capogruppo del Pd Piero Giampietro ha criticato la maggioranza per essersi accodata a Futuro Nazionale, cosa che dovrebbe «come minimo mettere in imbarazzo la parte più moderata del centrodestra». Per il centrosinistra la mozione è «strumentale e propagandistica»: crea un «caso Pescara» destinato ad avere conseguenze anche a livello nazionale. Francesco Pagnanelli del Partito Democratico </span><a href="https://www.ilpescara.it/politica/crocifisso-scuole-approvata-mozione-fn-scontro-politico.html"><span style="font-weight: 400;">ha definito</span></a><span style="font-weight: 400;"> la mozione «propagandistica, fine a sé stessa», sottolineando che in gran parte delle classi il crocifisso già c’è (sic!): la questione così posta è una «forzatura» che «denota la vostra pochezza e ipocrisia». Dal canto suo Enrico Di Ciano (Avs) ha parlato di una «provocazione e una strumentalizzazione della sfera personale» che «trasforma il credo religioso in qualcosa di divisorio ed escludente». Piernicola Teodoro della Lista Costantini sindaco, che si è astenuto, ha etichettato l’iniziativa come «solo demagogia politica».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I rappresentanti al Consiglio regionale della Lombardia di Movimento 5 Stelle e Italia Viva </span><a href="https://askanews.it/2026/09/29/lombardia-consiglio-regionale-approva-legge-per-valorizzare-presepi/"><span style="font-weight: 400;">non hanno espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> voto favorevole alla legge per valorizzare e promuovere i presepi, approvata dalla maggioranza e proposta dalla presidente della Commissione Cultura Anna Dotti (Fratelli d’Italia), che prevede lo stanziamento di 600 mila euro in tre anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’opposizione ha spiegato: «Pur riconoscendo il valore dell’artigianato e della tradizione, riteniamo prioritario destinare le risorse pubbliche, che sono limitate, a servizi essenziali per i cittadini, all’istruzione e alle reali priorità dei lombardi, anziché a provvedimenti di questo genere che impattano sulla laicità delle istituzioni e sull’autonomia scolastica».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La consigliera comunale di Aosta Katya Foletto (Alleanza Verdi e Sinistra) </span><a href="https://aostanews24.it/aosta-da-avs-arriva-la-mozione-che-chiede-la-rimozione-del-crocifisso-dal-consiglio-comunale/"><span style="font-weight: 400;">ha presentato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una mozione che chiede al sindaco e alla giunta di rimuovere i simboli religiosi esposti nella sede istituzionale: proprio nella sala del Consiglio infatti campeggia un crocifisso. L’iniziativa per garantire la laicità delle istituzioni è stata aspramente criticata dai clericali, in particolare dalla Lega.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I promotori della campagna “Liberi Subito” per l’autodeterminazione sul fine vita sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni </span><a href="https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/09/22/suicidio-assistito-16mila-firme-in-regione-piemonte-per-una-legge_bbb56bb1-b595-4647-b809-99c82ca2c80b.html"><span style="font-weight: 400;">hanno depositato</span></a><span style="font-weight: 400;"> 16 mila firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare presso la sede del Consiglio regionale del Piemonte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Regione Veneto </span><a href="https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2026/09/02/il-veneto-approva-la-legge-sul-fine-vita_ca518124-8cde-4d24-a158-c7fc1a0b6f95.html"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una legge sul fine vita che regolamenta il suicidio assistito con 32 voti a favore, 4 astenuti e 14 contrari. È la prima Regione governata dal centrodestra a varare questa riforma, anche grazie all’interessamento dell’ex governatore e attuale presidente del Consiglio regionale Luca Zaia che si è esposto nonostante la netta opposizione di parti importanti della maggioranza e la freddezza del governo Meloni. La proposta di legge su cui si è basato il testo infine approvato con vari emendamenti è quella dell’iniziativa popolare “Liberi Subito”, sostenuta da diverse realtà tra cui l’Uaar e coordinate dall’Associazione Luca Coscioni. Un precedente tentativo di approvazione era naufragato nel gennaio 2024 per un solo voto. Stavolta il risultato è stato raggiunto, non senza spaccature nella maggioranza: i nove consiglieri di Fratelli d’Italia si sono opposti, per Forza Italia due si sono astenuti e uno ha votato a favore, i leghisti Riccardo Barbisan e Filippo rigo si sono opposti, come due consiglieri di Resistere Veneto e Stefano Valdegamberi di Futuro Nazionale, mentre l’unico consigliere dell’Udc si è astenuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore al Comune di Torino Jacopo Rosatelli </span><a href="https://www.instagram.com/p/DdOZdp4t5AQ/"><span style="font-weight: 400;">ha partecipato</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla commemorazione per la Breccia di Porta Pia organizzata all’obelisco di Piazza Savoia dal circolo Uaar di Torino, l’Associazione radicale “Adelaide Aglietta” e l’Associazione Marco Pannella.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per la morte dell’esponente radicale Emma Bonino </span><a href="https://www.ilmessaggero.it/persone/emma_bonino_funerali_diretta_dove_vederli-9764322.html"><span style="font-weight: 400;">sono stati celebrati</span></a><span style="font-weight: 400;"> funerali laici di Stato in Campidoglio a Roma, nella Sala della Protomoteca, alla presidenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, i ministri della Giustizia Carlo Nordio e del Lavoro Marina Calderone, nonché diversi politici e rappresentanti istituzionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio dei ministri </span><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/in-cdm-decreto-scuola-vietati-burqa-e-niqab-tetto-30percento-i-nuovi-arrivi-AJR9dtMB"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> un decreto legge sulla scuola che comprende il divieto di indossare il velo integrale, con sanzioni che arrivano fino a mille euro. L’iniziativa per contrastare l’imposizione di niqab e il burqa alle alunne musulmane </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/20/meloni-in-classe-numero-massimo-di-stranieri-e-divieto-di-burqa-norma-in-arrivo_eee88fcc-7ab4-4a71-864f-6699535148f3.html"><span style="font-weight: 400;">era stata annunciata</span></a><span style="font-weight: 400;"> dalla premier Giorgia Meloni qualche giorno prima nel corso di un comizio per la festa di Gioventù Nazionale. La presidente del Consiglio ha affermato che «la parità uomo-donna non è negoziabile». Dal canto suo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che aveva prospettato questo provvedimento ad agosto, durante un suo intervento alla festa leghista di Pontida ha sostenuto «l’integrazione con chi condivide i nostri valori di riferimento, ad esempio l’uguaglianza uomo-donna, la laicità dello Stato».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La deputata Erica Mazzetti (Forza Italia) </span><a href="https://newsitaliamedia.it/roma-capitale-mazzetti-fi-ripresento-proposta-per-20-settembre-festa-civile-nazionale/"><span style="font-weight: 400;">ha annunciato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la presentazione di una proposta di legge per proclamare festa civile il 20 settembre, data della Presa di Roma e della fine dello Stato pontificio. Anche nel 2022, nel corso della precedente legislatura, Mazzetti aveva avanzato questa proposta. Di recente l’ha fatto durante un convegno a Colle Val d’Elsa sul 20 settembre dell’Associazione Arnolfo di Cambio. L’onorevole comunque ci ha tenuto ad esaltare l’identità cattolica dell’Italia e a specificare che il suo non è un gesto anticlericale, che la Breccia di Porta Pia si inserirebbe «nella solida tradizione del liberalismo cattolico italiano, che annovera il padre della Patria Cavour e personalità quali Manzoni» e che «questo evento non va letto come un atto di ostilità verso la fede, ma come il definitivo superamento di un anacronismo: la commistione tra potere temporale e autorità spirituale».  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero della Difesa </span><a href="https://x.com/MinisteroDifesa/status/2101634258573943229"><span style="font-weight: 400;">ha ricordato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il 20 settembre sui social con un video commemorativo e definendolo «una giornata decisiva del Risorgimento e una tappa fondamentale nel processo di unificazione nazionale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vicesindaca di Aosta Valeria Fadda </span><a href="https://www.gay.it/aosta-pride-2026-bandiera-progress-pride-diventa-una-svastica-segretario-vescovo"><span style="font-weight: 400;">è intervenuta</span></a><span style="font-weight: 400;"> in rappresentanza dell’amministrazione sul palco del Pride, che si è tenuto il 26 settembre con il patrocinio del Comune. Fadda ha spiegato: «il patrocinio del Comune non è un logo su una locandina: vuol dire che l’istituzione sceglie di esserci.  Nessuno dovrebbe chiedere il permesso di essere ciò che è. Una città degna di questo nome deve fare in modo che nessuno debba avere paura di esserlo. E l’Amministrazione comunale spera che questa città sia Aosta».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Infine qualche buona novella laica dall’estero.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mostra antiabortista esposta al Parlamento europeo di Strasburgo e promossa dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini ed esponenti delle lobby no-choice è stata contestata da diversi eletti, tra cui la presidente di The Left Manon Aubry e Alessandra Moretti (S&amp;D). Aubry </span><a href="https://www.editorialedomani.it/politica/europa/just-human-mostra-contro-aborto-parlamento-europeo-ue-pro-vita-famiglia-fratelli-italia-gpja40im"><span style="font-weight: 400;">ha parlato</span></a><span style="font-weight: 400;"> di «mostra vergognosa», chiedendone la rimozione: «L&#8217;aborto è un omicidio. È questo, in sostanza, il messaggio che il Parlamento europeo sta diffondendo nei propri corridoi attraverso una mostra contraria alla libertà di scelta, la quale sostiene che l&#8217;embrione sia una vita umana fin dal concepimento». Moretti </span><a href="https://www.eunews.it/2026/09/15/mostra-anti-aborto-al-parlamento-europeo-moretti-sd-unoffesa-ai-diritti-delle-donne/"><span style="font-weight: 400;">si è detta</span></a><span style="font-weight: 400;"> «letteralmente sconvolta» nel vedere che fosse stata organizzata «una mostra contro il diritto all’aborto e contro la libertà delle donne di autodeterminarsi e scegliere sul proprio corpo». Carolina Morace del Movimento 5 Stelle </span><a href="https://www.repubblica.it/politica/2026/09/16/news/aborto_mostra_parlamento_europeo_fdi-425588543/"><span style="font-weight: 400;">ha chiesto</span></a><span style="font-weight: 400;"> una indagine interna alle istituzioni Ue.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-settembre-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-settembre-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-settembre-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-settembre-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F10%2F02%2Fbuone-novelle-laiche-settembre-2026%2F&#038;title=Buone%20novelle%20laiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/10/02/buone-novelle-laiche-settembre-2026/" data-a2a-title="Buone novelle laiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sempre più libri per l&#8217;ora alternativa nelle scuole</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/10/01/sempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Crescono le classi in cui è garantito il libro di testo per l&#8217;Attività alternativa: 16 province superano quota 33%, in vetta Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%). La scuola è iniziata e l&#8217;Uaar ha effettuato la quarta indagine sulla diffusione dei libri per il programma dell&#8217;attività alternativa nelle primarie statali italiane, analizzando i dataset ministeriali presenti nella sezione &#8220;Adozioni libri di testo&#8221; del Portale unico dei dati della scuola. La crescita degli anni precedenti si conferma anche nel 2026/27,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/10/01/sempre-piu-libri-per-l-ora-alternativa-nelle-scuole/" title="Read Sempre più libri per l&#8217;ora alternativa nelle scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Crescono le classi in cui è garantito il libro di testo per l&#8217;Attività alternativa: 16 province superano quota 33%, in vetta Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%).</strong></p>
<p>La scuola è iniziata e l&#8217;Uaar ha effettuato la quarta indagine sulla diffusione dei libri per il programma dell&#8217;attività alternativa nelle primarie statali italiane, analizzando i <em>dataset</em> ministeriali presenti nella sezione &#8220;Adozioni libri di testo&#8221; del Portale unico dei dati della scuola.</p>
<p>La crescita degli anni precedenti si conferma anche nel 2026/27, grazie anche alla campagna Uaar &#8220;Libri per chi ha diritto di averli&#8221;. Le classi in cui bambine e bambini dell&#8217;ora alternativa all&#8217;Irc riceveranno gratuitamente il libro di testo laico, al posto di quello conforme alla dottrina della Chiesa, hanno raggiunto quota 17,02%. Erano rispettivamente il 5,63%, il 9,54% e il 13,05% nei tre anni precedenti.</p>
<p><a href="https://public.flourish.studio/visualisation/30373297/">La mappa interattiva pubblicata dall&#8217;Uaar</a> permette di valutare il fenomeno a livello territoriale. Asti (64,46%), Teramo (53,37%) e Genova (48,20%) sono le province più laiche e, assieme ad altre 13 tutte nel Centro Nord, mostrano una percentuale di classi che garantiscono il libro di Alternativa sopra al 33%. La mappa evidenzia un&#8217;Italia divisa in due: a Sud di Roma si rimane nettamente sotto la media nazionale.</p>
<p>«<em>Il ministro Valditara</em> – dichiara Roberto Grendene segretario nazionale Uaar – <em>sembra distratto da questioni da campagna elettorale e non ha diramato alcuna nota per richiamare i dirigenti scolastici al rispetto dei diritti degli scolari italiani che chiedono valide lezioni laiche al posto di quelle tenute dai docenti scelti dal vescovo. Oggi l&#8217;Uaar ha scritto ai 582 istituti comprensivi che per la prima volta hanno adottato il libro di Attività alternativa complimentandosi per la scelta educativa e rispettosa della laicità della scuola pubblica, dichiarandosi pronta a donare i libri alle classi rimaste scoperte</em>».</p>
<p>L&#8217;iniziativa fa parte della quarta edizione della campagna &#8220;Libri per chi ha diritto di averli&#8221;, che prevede la donazione di volumi a scelta tra <em>Alternativamente</em> (Raffaello Editore), <em>Intorno a noi</em> (Giunti Editore) e <em>Parole alternative</em> (Mondadori Education) alle scuole che presenteranno la richiesta <strong>entro il 10 ottobre 2026</strong>.</p>
<ul>
<li>Mappa interattiva con le percentuali di classi delle scuole primarie statali che adottano il libro di Attività alternativa: <a href="https://public.flourish.studio/visualisation/30373297/">mappa per provincia 2026/27</a></li>
<li>Campagna &#8220;<a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">Libri per chi ha diritto di averli</a>&#8220;</li>
<li>La <a href="https://uaar.it/doc/Iniziativa-Uaar-Libri-per-chi-ha-diritto-di-averli-2026-27.pdf">lettera inviata ai dirigenti scolastici</a></li>
</ul>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mostra del Cinema di Venezia: il Premio Brian 2026 a “Makikiraan Po” di Lav Diaz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[La giuria del Premio Brian ha deciso di conferire il riconoscimento al film &#8220;Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors)&#8221; di Lav Diaz, presentato alla 83esima Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia. Quest&#8217;anno il Premio Brian, promosso dall&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è alla sua ventunesima edizione. In un Paese come le Filippine dove il cristianesimo è una realtà dominante e ineludibile per la maggioranza della popolazione, &#8220;Makikiraan Po&#8221; rappresenta una forte e coraggiosa denuncia del fatto che la...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/10/mostra-del-cinema-di-venezia-il-premio-brian-2026-a-makikiraan-po-di-lav-diaz/" title="Read Mostra del Cinema di Venezia: il Premio Brian 2026 a “Makikiraan Po” di Lav Diaz">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La giuria del <a href="https://www.uaar.it/premiobrian/">Premio Brian</a> ha deciso di conferire il riconoscimento al film <a href="https://www.labiennale.org/en/cinema/2026/program-cinema-2026-pass-holders/makikiraan-po-let-us-through-dear-ancestors-2026-09-11-14-00">&#8220;Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors)&#8221;</a> di Lav Diaz, presentato alla 83esima Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia. Quest&#8217;anno il Premio Brian, promosso dall&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è alla sua ventunesima edizione.</p>
<p>In un Paese come le Filippine dove il cristianesimo è una realtà dominante e ineludibile per la maggioranza della popolazione, &#8220;Makikiraan Po&#8221; rappresenta una forte e coraggiosa denuncia del fatto che la Chiesa cattolica, lungi dall’essere un’influenza positiva per la società, irrompendo come potenza coloniale ha agito, e continua ad agire, come un feroce distruttore di civiltà e spietato soppressore delle libertà.<br />
Il regista Lav Diaz rende un prezioso servizio alla causa della laicità sia nel preservare la memoria di un fatto storico, sia nel condividere un monito per i tempi odierni, documentando con uno stile lucido ed evocativo quanto accaduto nel suo Paese d’origine attraverso l’imposizione, agli inizi del XVII secolo, dell’encomienda, il sistema di dominio religioso dei colonizzatori spagnoli. Per questi motivi, la giuria Uaar all’83esima edizione della mostra internazionale del cinema di Venezia è onorata di conferire il Premio Brian al film &#8220;Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors)&#8221;, di Lav Diaz.</p>
<p>Inoltre la giuria ha deciso di attribuire la menzione speciale al lungometraggio: <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venice-open-fuori-concorso/no-paradise-if-you-are-killed-woman">&#8220;No Paradise If You’re Killed By a Woman&#8221; di Halkawt Mustafa</a>. Il film rende omaggio alle ragazze peshmerga arruolate nell’esercito di resistenza contro le forze dell&#8217;Isis, negli anni in cui venivano compiuti i peggiori abusi e atrocità nei confronti delle comunità curde invase da questi gruppi di fanatici islamisti. Donne che erano state rapite, vendute come schiave e abusate sessualmente rifiutano il semplice ruolo di vittime e intraprendono una battaglia di rivincita e affermazione della propria libertà individuale.</p>
<p><strong>La giuria<br />
</strong>Paolo Ferrarini (presidente), Irene Tartaglia (responsabile del premio), Glauco Almonte, Marina Fornasari, Francesco Crifò, Giuseppe Indelicato, Maria Teresa Crisigiovanni, Micaela Grosso, Emanuele Albera, Carmelo Lucchesi.</p>
<p><strong>Il premio</strong><br />
Il &#8220;Premio Brian&#8221;, dal nome del film satirico dei Monty Python &#8220;Brian di Nazareth&#8221;, è conferito «al film che meglio promuova una visione laica del mondo e che, attraverso le lenti degli scopi sociali dell&#8217;Uaar, evidenzi i valori associati al laicismo, cioè la razionalità e il pensiero scientifico, la democrazia, il pluralismo, l&#8217;autodeterminazione, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza discriminazioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e concezioni filosofiche o religiose, nonché l&#8217;opposizione diretta a teocrazie e fondamentalismi su base confessionale».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>

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		<title>Buone novelle laiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di agosto è l’autorizzazione per il primo caso di suicidio assistito gestito dal Servizio sanitario regionale in Lombardia, sebbene non sia stata ancora approvata una legge locale. A ottenerla, dopo nove mesi dalla richiesta e con il supporto dell’Associazione Luca Coscioni, Domenico Zuccarella, 59enne...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/03/buone-novelle-laiche-agosto-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La buona novella laica del mese di agosto è l’autorizzazione per il </span><a href="https://www.ildubbio.news/news/politica/52090/fine-vita-lombardia-firme-liberi-subito.html"><span style="font-weight: 400;">primo caso di suicidio assistito</span></a><span style="font-weight: 400;"> gestito dal Servizio sanitario regionale in Lombardia, sebbene non sia stata ancora approvata una legge locale. A ottenerla, dopo nove mesi dalla richiesta e con il supporto dell’Associazione Luca Coscioni, Domenico Zuccarella, 59enne di Giussano affetto da sclerosi multipla. Proprio nella Regione ha ripreso slancio in queste settimane la campagna per la legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” volta a garantire l’autodeterminazione sul fine vita: la proposta ha superato le 15 mila firme, più del triplo di quelle necessarie, e sarà depositata il 15 settembre per la discussione in aula. In Lombardia nel 2024 la stessa proposta di legge, che in quell’occasione aveva raccolto 8 mila firme, era stata bloccata: il Consiglio regionale ne aveva impedito l’esame approvando una questione pregiudiziale di costituzionalità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia </span><a href="https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/08/fine-vita-zaia-consiglio-regionale-veneto-liberta-coscienza-8df652af-d1a3-4809-8630-473d97c160af.html"><span style="font-weight: 400;">ha sostenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’approvazione di una norma sul fine vita, anche con una </span><a href="https://www.consiglioveneto.it/web/crv/dettaglio?id=74867167&amp;backLink=https://www.consiglioveneto.it/home?p_p_id=newscomunicati_INSTANCE_5k5bMS6Sfqhj&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;type=comunicato&amp;pageTitle=Home&amp;title=Fine%20vita.%20Lettera%20aperta%20del%20Presidente%20del%20Consiglio%20regionale%20del%20Veneto,%20Luca%20Zaia&amp;image=/documents/34871/2b3825ac-2c15-e7d8-f58d-b55b468e34ce"><span style="font-weight: 400;">lettera aperta</span></a><span style="font-weight: 400;"> alla cittadinanza. Il testo si basa sulla proposta di legge presentata dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta da 9 mila cittadini, con alcune modifiche in aula, ed è stata approvata pochi giorni dopo a inizio settembre da Palazzo Ferro Fini. Zaia, esponente leghista e già governatore regionale, da tempo si è esposto a favore di una legge che consenta il suicidio assistito anche a livello nazionale e la sua posizione è stata osteggiata da una larga parte del centrodestra vicina a posizioni clericali e no-choice. Già nel gennaio del 2024, come presidente di Regione, aveva provato a far passare in Consiglio la legge, ma per dissidi interni non era stata raggiunta la maggioranza necessaria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’esponente politico reggino Stefano De Luca, già assessore del sindaco Italo Falcomatà in carica dal 1993 al 2001, </span><a href="https://www.reggiotoday.it/cronaca/feste-mariane-riflessione-de-luca-costi-festeggiamenti.html"><span style="font-weight: 400;">ha contestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’impiego di più di 400 mila euro stanziati dal Comune di Reggio Calabria per la prossima festa della Madonna della Consolazione. De Luca non mette in discussione né il valore della festa né la devozione, ma si chiede «quale testimonianza cristiana vogliamo dare attraverso l’impiego di 400 mila euro», auspica che la celebrazione non si riduca all’aspetto esteriore dei festeggiamenti e che si faccia «un investimento altrettanto forte sulla solidarietà e sulle necessità quotidiane dei cittadini» più consono a quello che reputa il messaggio cristiano. Infine si augura che le autorità ecclesiastiche «facciano sentire la loro voce». Probabilmente in un Paese clericale come l’Italia l’appello alla sobrietà da parte del clero rischia di essere più persuasivo per una classe politica prona alle gerarchie religiose.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara </span><a href="https://tg24.sky.it/politica/2026/08/01/valditara-scuola-divieto-burqa"><span style="font-weight: 400;">ha proposto</span></a><span style="font-weight: 400;"> di introdurre, nel nuovo disegno di legge in materia di sicurezza del governo, il divieto di indossare il velo integrale a scuola. L’iniziativa, secondo il ministro, è «importante per riaffermare i valori di dignità della donna e di eguaglianza fra uomo e donna». Valditara ha inoltre ventilato l’ipotesi di revocare il permesso di soggiorno ai genitori che per ritorsione non dovessero mandare le figlie a scuola. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel Comune di Monfalcone (GO), secondo i dati del primo semestre del 2026, </span><a href="https://www.ilpiccolo.it/cronaca/matrimoni-monfalcone-rito-civile-religioso-dati-y8wpt0ij"><span style="font-weight: 400;">sono state celebrate</span></a><span style="font-weight: 400;"> 17 nozze civili e una sola religiosa, oltre a un’unione civile.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Infine qualche buona novella laica dall’estero.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Francia </span><a href="https://www.ilpost.it/2026/08/19/macron-legge-suicidio-assistito-promulgazione/"><span style="font-weight: 400;">è stata promulgata</span></a><span style="font-weight: 400;"> dal presidente Emmanuel Macron la legge sul suicidio assistito, dopo l’approvazione definitiva da parte del Parlamento e il vaglio della Corte Costituzionale.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-agosto-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-agosto-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-agosto-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-agosto-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F09%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-agosto-2026%2F&#038;title=Buone%20novelle%20laiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/09/03/buone-novelle-laiche-agosto-2026/" data-a2a-title="Buone novelle laiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Premio Brian: il premio collaterale dell’Uaar all&#8217;83esima Mostra del Cinema di Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2006 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti assegna ogni anno un premio per il miglior film presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il Premio Brian, che prende il nome dal celebre film satirico dei Monty Python Brian di Nazareth, giunge quest’anno alla ventunesima edizione. Il riconoscimento viene conferito al film che meglio promuova una visione laica del mondo e che, attraverso le lenti degli scopi sociali dell’Uaar, evidenzi i valori associati al laicismo: la razionalità e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/02/premio-brian-il-premio-collaterale-delluaar-all83esima-mostra-del-cinema-di-venezia/" title="Read Premio Brian: il premio collaterale dell’Uaar all&#8217;83esima Mostra del Cinema di Venezia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2006 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti assegna ogni anno un premio per il miglior film presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il <a href="https://www.uaar.it/premiobrian/">Premio Brian</a>, che prende il nome dal celebre film satirico dei Monty Python <em>Brian di Nazareth</em>, giunge quest’anno alla ventunesima edizione. Il riconoscimento viene conferito al film che meglio promuova una visione laica del mondo e che, attraverso le lenti degli scopi sociali dell’Uaar, evidenzi i valori associati al laicismo: la razionalità e il pensiero scientifico, la democrazia, il pluralismo, l’autodeterminazione, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza discriminazioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e concezioni filosofiche o religiose, nonché l’opposizione diretta a teocrazie e fondamentalismi su base confessionale.</p>
<p>Anche per l’83esima edizione della Mostra – in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026 – l’Uaar partecipa ufficialmente tra i premi collaterali, con una giuria selezionata per competenze artistiche e culturali, in particolare legate all’ambito cinematografico.</p>
<p>A presiedere la giuria sarà Paolo Ferrarini, musicista e videomaker, affiancato da Glauco Almonte, critico cinematografico; Francesco Crifò, linguista; Marina Fornasari e Carmelo Lucchesi, insegnanti di discipline artistiche; Irene Tartaglia, professionista dell&#8217;industria cinematografica e redattrice di recensioni; Maria Teresa Crisigiovanni e Giuseppe Indelicato, curatori di mostre sulle arti visive. Si aggiungono alla giuria da remoto Micaela Grosso, che sulla rivista dell’Uaar Nessun Dogma scrive proprio di cinema, ed Emanuele Albera.</p>
<p>In tempi così bisognosi di voci che con coraggio si schierino a favore della laicità, con questa ventunesima edizione il Premio Brian consolida la sua preziosa e concreta presenza nel panorama della cultura italiana, contribuendo a valorizzare – anche nel linguaggio universale del cinema – l’importanza della libertà di pensiero.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Tar dà ragione all&#8217;Uaar, censurata a Pordenone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune aveva negato all&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti l&#8217;utilizzo del logo comunale di Pordenone. I giudici accolgono il ricorso: «La cultura non è appannaggio del pensiero unico». L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) e il suo Circolo di Pordenone esprimono profonda soddisfazione per la sentenza n. 200/2026 della Prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto dall&#8217;associazione contro il Comune di Pordenone, annullando il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/09/02/il-tar-da-ragione-alluaar-censurata-a-pordenone/" title="Read Il Tar dà ragione all&#8217;Uaar, censurata a Pordenone">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Comune aveva negato all&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti l&#8217;utilizzo del logo comunale di Pordenone. I giudici accolgono il ricorso: «La cultura non è appannaggio del pensiero unico».</strong></p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) e il suo Circolo di Pordenone esprimono profonda soddisfazione per la sentenza n. 200/2026 della Prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso proposto dall&#8217;associazione contro il Comune di Pordenone, annullando il provvedimento con cui il sindaco Alessandro Basso (Fratelli d&#8217;Italia) aveva negato l&#8217;utilizzo del logo istituzionale &#8220;Pordenone – Verso Capitale Italiana della Cultura 2027&#8221; per le iniziative dell&#8217;Uaar.</p>
<p>La sentenza del Tar mette a nudo una serie di clamorose incongruenze, illegittimità e forzature ideologiche messe in atto dall&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>«<em>I magistrati</em> – commenta Loris Tissino, coordinatore del Circolo ricorrente – <em>hanno evidenziato che la concessione del logo non è un&#8217;attività politica e non può essere gestita come atto di indirizzo politico: sottrarre tale scelta alla competenza tecnica del dirigente costituisce un grave eccesso di potere. Il diniego ci è parso assolutamente irragionevole, ed è per questo che abbiamo presentato il ricorso amministrativo. Una questione non basata su richieste di finanziamenti, di cui altri soggetti godono abbondantemente, ma proprio di principio: può un&#8217;Amministrazione comunale, che in diverse occasioni parla di pluralismo e di inclusione anche proprio in riferimento al percorso di Capitale della Cultura, escludere una parte della società per le proprie posizioni in materia di religione? Secondo noi no, e il Tar ci ha dato ragione</em>».</p>
<p>Il Tribunale ha infatti definito tale operazione «di fatto censoria», lesiva della libertà di espressione e gravemente discriminatoria in ragione delle convinzioni filosofico-religiose.</p>
<p>L&#8217;azione amministrativa è venuta meno ai doveri costituzionali di laicità e imparzialità e contrasta frontalmente con gli stessi valori del dossier di candidatura &#8220;Pordenone 2027. Città che sorprende&#8221;, improntato ai principi di inclusione, coesione sociale e partecipazione del Terzo Settore.</p>
<p>I magistrati del Tar Friuli Venezia Giulia, guidati dal presidente ed estensore Carlo Modica de Mohac di Grisì, hanno offerto una straordinaria lezione di civiltà giuridica e democratica: «Non vi può essere cultura senza pluralismo di idee, ragion per cui concedere il monopolio del potere autorizzatorio dell&#8217;uso del logo [&#8230;] a una sola parte politica o a chi rappresenti solamente un ideale socio/politico o un orientamento teoretico/religioso, significherebbe negare in radice il concetto stesso di Cultura; e anche quello di Democrazia».</p>
<p>«<em>Non possiamo che essere soddisfatti</em> – conclude Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – <em>per l&#8217;annullamento di questa arbitraria censura che colpiva, come scrive il Tribunale, non la proposta ma il soggetto proponente, cioè un ente del Terzo Settore che rappresenta cittadine e cittadini atei e agnostici, limitando la libertà d&#8217;espressione e la laicità delle istituzioni. Ringraziamo di cuore il Circolo di Pordenone e i nostri encomiabili legali</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://uaar.it/doc/Tar-Friuli-Venezia-Giulia-Sentenza-Uaar-Pordenone.pdf">La sentenza del Tar Friuli Venezia Giulia</a></li>
<li><a href="https://pordenone.uaar.it/">Il circolo di Pordenone</a></li>
</ul>
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/08/01/buone-novelle-laiche-luglio-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di luglio è l’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di una legge per garantire il diritto all’autodeterminazione sul fine vita. La proposta era stata presentata da Paolo Trande (Alleanza Verdi e Sinistra), con il sostegno di Partito Democratico, Civici e Movimento 5...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/08/01/buone-novelle-laiche-luglio-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p>La buona novella laica del mese di luglio è l’<a href="https://www.ilpost.it/2026/07/23/emilia-romagna-suicidio-assistito/">approvazione</a> da parte del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di una legge per garantire il diritto all’autodeterminazione sul fine vita. La proposta era stata presentata da Paolo Trande (Alleanza Verdi e Sinistra), con il sostegno di Partito Democratico, Civici e Movimento 5 Stelle. Dopo Toscana e Sardegna è la terza Regione che regolamenta il suicidio assistito, mentre manca ancora una legge nazionale nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale fin dal 2019. La legge regionale riprende l’iniziativa “Liberi Subito” avanzata dall’Associazione Luca Coscioni.</p>
<p>Nelle settimane precedenti la Commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli <a href="https://www.riminitoday.it/cronaca/suicidio-medicalmente-assistito-regione-approvazione-assemblea.html">aveva dato</a> parere favorevole al testo, sottoscritto anche da Alice Parma e Paolo Calvano (Pd), Giovanni Gordini e Vincenzo Paldino (Civici), Lorenzo Casadei (M5s), Simona Larghetti (Avs). Erano stati approvati anche tre emendamenti proposti da Valentina Castaldini (Forza Italia), che però aveva confermato il voto contrario alla legge.</p>
<p>Intanto alla Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria <a href="https://www.rainews.it/amp/tgr/umbria/articoli/2026/07/fine-vita-in-terza-commissione-c5cb7488-8271-4b4f-aa94-23c146116136.html">sono stati presentati</a> emendamenti alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”. La legge, sostenuta dal consigliere regionale Luca Simonetti, dovrebbe essere approvata a settembre.</p>
<p>In Toscana il consigliere regionale Pd Iacopo Melio <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/proposta-legge-toscana-educazione-sessuo-affettiva-scuole-valditara-consenso-informato-ws7v9747">ha presentato</a> come primo firmatario una proposta di legge per l’educazione sessuale, affettiva e relazionale nelle scuole, con il sostegno del capogruppo del partito nella Regione Simone Bezzini. Lo stesso Melio si sta formando come educatore sessuo-affettivo e spiega che la Toscana può essere all’avanguardia sul tema. La norma non entrerebbe in contrasto con la legge nazionale voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul “consenso informato”, perché nella scuola primaria affronterebbe in senso ampio temi come l’emotività, l’affettività e le relazioni sociali e solo per le scuole secondarie toccherebbe questioni inerenti la sessualità, la salute, la violenza di genere, il bullismo e l’omofobia.</p>
<p>La Prima sezione penale della Cassazione <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/omicidio-saman-abbas-sentenza-cassazione-d2usawjf">ha confermato</a> le condanne per l’assassinio di Saman Abbas, diciottenne di origine pakistana uccisa dai familiari a Novellara (RE) per essersi emancipata dall’oppressione tradizionalista e religiosa. I genitori e due cugini sono stati condannati all’ergastolo, mentre per uno zio la condanna è a 22 anni.</p>
<p>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: «Nessuna sentenza potrà restituirle la vita, ma è giusto che i responsabili di questo barbaro delitto siano stati condannati in via definitiva» perché «non c’è spazio per chi pretende di negare, in nome di presunte giustificazioni culturali o religiose, la libertà, la dignità e la vita di una donna».</p>
<p>Il sindaco del Comune di Novellara Simone Zarantonello, che si era costituito parte civile, ha parlato di «segnale importante che sottolinea un punto fondamentale, anche dal punto di vista sociale e culturale, ovvero che questi reati non solo non sono accettabili in un contesto democratico e civile, ma che la legge li punisce ancora più duramente quando subentrano aggravanti causate da motivazioni culturali».</p>
<p>La consigliera regionale Elena Carletti, già sindaca della cittadina, <a href="https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/07/lex-sindaca-di-novellara-delitto-che-ha-sconvolto-le-nostre-coscienze-5e489a73-ce5d-4eb8-802c-ac7bfd189e3e.html">ha espresso</a> parole toccanti sul caso: «ho vissuto ogni giorno di questa terribile vicenda a fianco dei miei concittadini, dando voce alla nostra comunità unita», «ma in seguito, anche come donna, ho sentito il bisogno di testimoniare, sempre, che Novellara e il nostro territorio non hanno mai dimenticato Saman, figlia di questa nostra terra, e i suoi sogni che sono stati così terribilmente interrotti».</p>
<p>L’assessora alle Pari opportunità della Regione, Gessica Allegni, <a href="https://www.bologna2000.com/2026/07/15/omicidio-saman-abbas-lassessora-regionale-gessica-allegni-in-merito-alla-conferma-definitiva-delle-condanne/">ha commentato</a> che la sentenza «restituisce piena giustizia al ricordo di una ragazza cui è stato negato il diritto fondamentale di vivere libera. È una sentenza di grande rilievo giuridico e civile, perché riconosce con chiarezza che Saman è stata uccisa per aver rivendicato la propria autodeterminazione, rifiutando un matrimonio imposto e scegliendo di costruire liberamente il proprio futuro».</p>
<p>Il consigliere regionale molisano del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani <a href="https://www.gay.it/molise-proposta-legge-omotransfobia">ha presentato</a> una proposta di legge contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il testo è frutto di una collaborazione con Arcigay e segue una linea già tracciata, quando il Consiglio regionale del Molise nel gennaio del 2025 approvò all’unanimità una mozione contro l’omotransfobia.</p>
<p>Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in occasione della presentazione a Palazzo di Città del Pride locale, <a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/07/02/de-luca-su-aborto-e-fine-vita-riconfermare-il-carattere-laico-dello-stato_6cf53095-5cae-45f8-ae0a-2010b93fff53.html">ha ricordato</a> l’importanza della difesa dei diritti civili e della laicità. Nel suo discorso ha messo in guardia dalle forme di discriminazione che serpeggiano in vari ambiti: «abbiamo un’aggressione ai temi che riguardano l’interruzione di gravidanza e il fine vita. Allora, noi dobbiamo riconfermare il carattere laico dello Stato». «Ora, io sono tra quelli che hanno sempre sollecitato un dialogo con il mondo cattolico e credo che sia essenziale», ci ha tenuto a precisare, «Ho sempre detto che dobbiamo affrontare il tema del fine vita con attenzione, delicatezza e rispetto: parliamo della vita e della morte, ed è evidente che dobbiamo comprendere che ci sono sensibilità profonde. Quindi mai come su questo tema abbiamo bisogno del dialogo anche con il mondo cattolico». «Ma alla fine lo Stato è lo Stato», ha chiarito, «Lo Stato parla dei diritti della persona, e io sono fra quelli che non ritengono sia possibile condannare una persona a vivere una vita di calvario in nome di principi astratti». Sull’aborto De Luca, pur affermando che «sia una tragedia», ha ribadito che «ovviamente, è un diritto fondamentale da difendere: come si può immaginare di obbligare una donna a partorire anche in condizioni disperate?».</p>
<p>I militanti di Potere al Popolo <a href="https://www.luccaindiretta.it/politica/2026/07/01/diritti-e-laicita-potere-al-popolo-contro-il-centro-di-aiuto-alla-vita-aperto-a-lucca/510428/">hanno protestato</a> a Lucca contro l’apertura di un nuovo Centro di aiuto alla vita, gestito da gruppi integralisti, parlando di «segnale politico grave e preoccupante». «Dietro la retorica della “difesa della vita” si cela un progetto che da anni mira a limitare il diritto all’autodeterminazione delle donne e a ostacolare la piena applicazione della legge 194», si legge nel comunicato del partito, «Il Movimento per la vita, che ha ricevuto pubblicamente gli auguri e il sostegno del vescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, promuove infatti iniziative volte a restringere l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza e a mettere in discussione la libertà di scelta delle persone».</p>
<p>Il consigliere comunale di Corato (BA) Pietro Zona <a href="https://www.facebook.com/UAAR.it/photos/polemiche-tra-maggioranza-e-opposizione-a-corato-nel-barese-per-centinaia-di-mig/1463532262479382/">ha criticato</a> lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro di fondi per la cultura a favore della festa religiosa del patrono san Cataldo. Il politico, esponente del centrodestra e già candidato sindaco, pur rassicurando sulla volontà di non cancellare le tradizioni ha osato dire durante una seduta in aula che «le celebrazioni religiose dovrebbero essere finanziate esclusivamente dai fedeli, dagli sponsor privati, e non dalla fiscalità generale». Ha inoltre auspicato un impiego più ragionevole dei fondi per la cultura e annunciato una segnalazione alla Corte dei Conti. I toni in aula si sono quindi alzati, finché il presidente del Consiglio comunale Francesco Edmondo Stolfa non ha tolto la parola a Zona.</p>
<p><em>Infine qualche buona novella laica dall’estero.</em></p>
<p>In Francia <a href="https://www.ilpost.it/2026/07/15/francia-parlamento-approvazione-suicidio-assistito">è stata finalmente approvata</a> la legge sul suicidio assistito: il voto definitivo all’Assemblea nazionale ha visto 291 deputati a favore e 241 contrari. Formalmente prima dell’entrata in vigore manca solo l’approvazione da parte del Consiglio costituzionale, che potrebbe pronunciarsi su alcuni aspetti. La norma prevede l’accesso al fine vita per le persone colpite da patologie gravi e incurabili, in fase avanzata o terminale, tali da causare costante e insopportabile sofferenza fisica o psicologica. La persona deve essere in grado di esprimere liberamente la sua volontà e autosomministrarsi il farmaco letale – e se non può dovrà farlo un medico o un infermiere, cui viene consentita anche l’obiezione di coscienza. Ma avranno l’obbligo di fornire altri nomi di operatori sanitari disponibili ed è vietata l’obiezione “di struttura” (cui volevano appellarsi quelle private confessionali).</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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		<title>Buone novelle laiche</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di giugno è la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha accolto in parte un ricorso dell’Uaar stabilendo che i concerti natalizi organizzati dalle scuole nelle parrocchie non possono rientrare nella materia di “Educazione civica” e devono svolgersi in orario extrascolastico. Il...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/07/03/buone-novelle-laiche-giugno-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p>La buona novella laica del mese di giugno è la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che <a href="https://blog.uaar.it/2026/06/26/i-concerti-di-natale-non-sono-attivita-curricolare-il-tar-del-lazio-accoglie-in-parte-il-ricorso-dell-uaar/">ha accolto</a> in parte un ricorso dell’Uaar stabilendo che i concerti natalizi organizzati dalle scuole nelle parrocchie non possono rientrare nella materia di “Educazione civica” e devono svolgersi in orario extrascolastico. Il caso riguarda una scuola di Roma che a fine dicembre aveva organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, inserendolo nel programma curricolare. L’Uaar, interpellata da alcuni genitori, aveva fatto ricorso e il Tar del Lazio è intervenuto con la sentenza 10632 del 9 giugno. Questo pronunciamento, pur non dichiarando illegittime certe iniziative e scontando l’approccio della laicità “all’italiana”, fissa comunque limiti importanti contro l’invadenza religiosa in ambito scolastico e ribadisce la legittimità del ruolo dell’Uaar nella tutela dei non credenti: l’attività svolta in chiesa con caratteri religiosi (come avviene per concerti con canti e gesti che evocano il culto) non può essere considerata curricolare e va quindi inquadrata fuori dall’orario di lezione e resa facoltativa.</p>
<p>Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/06/22/il-comune-di-napoli-conferisce-la-cittadinanza-onoraria-a-franco-grillini_86a99098-4e48-4412-8551-ba9f138a815f.html">ha conferito</a> la cittadinanza onoraria a Franco Grillini, fondatore e presidente onorario di Arcigay e storico attivista del movimento lgbt. A promuovere l’iniziativa un ordine del giorno del Partito Democratico per riconoscere «l’alto valore civile, politico e sociale» dell’attività di Grillini e il legame con la città, come la promozione del primo Pride nazionale nel Sud Italia, proprio a Napoli trent’anni fa, nel 1996. La cerimonia si è tenuta nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, sede del Consiglio comunale: hanno partecipato anche l’assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune Emanuela Ferrante, l’ex sindaco Antonio Bassolino e la moglie Anna Maria Carloni, esponenti dell’amministrazione. «Certo, la pletora di governi reazionari che noi abbiamo adesso nel mondo può portarci indietro», ha detto Grillini, «però a questo punto il livello di diritti e di capacità che abbiamo raggiunto ci consente di fare anche una buona resistenza e di fare in modo che i diritti acquisiti siano garantiti e non siano toccati».</p>
<p>La Giunta provinciale di Bolzano <a href="https://www.ansa.it/trentino/notizie/2026/06/19/in-alto-adige-progetto-pilota-per-la-contraccezione-gratuita-a-partire-da-settembre_3e8c48a9-7d1a-4166-a0d3-0f1a49c8f5ee.html">ha approvato</a> un progetto pilota per la promozione della salute sessuale, riproduttiva e relazionale e l’accesso alla contraccezione gratuita per le persone dai 14 ai 25 anni e quelle in situazioni di vulnerabilità, su proposta dell’assessore alla Salute Hubert Messner e in attuazione della relativa legge provinciale del 2025. Il progetto, con uno stanziamento di 500 mila euro, prenderà l’avvio dal primo settembre 2026 e durerà inizialmente un anno con il coinvolgimento di consultori e ambulatori.</p>
<p>Le opposizioni <a href="https://www.agi.it/politica/news/2026-06-03/legge-fine-vita-tona-in-commissione-ira-opposizioni-37368386/">hanno contestato</a> l’affossamento in Senato del disegno di legge sul fine vita proposto da Alfredo Bazoli. «È un dibattito abbastanza avvilente», <a href="https://www.ildubbio.news/news/politica/50940/fine-vita-mai-laula-rispedisce-il-dossier-nelle-commissioni.html">ha commentato</a> lo stesso Bazoli, «Il rinvio del provvedimento in commissione significa il definitivo seppellimento del disegno di legge. Non c’è più tempo, questa è l’ultima finestra che abbiamo». Ha criticato il Parlamento che nonostante sette anni passati dal monito della consulta sta «abdicando al suo ruolo» dando così «la vittoria a quelle forze di destra che non si espongono chiaramente, ma si limitano a impedire che una legge arrivi». La segretaria Pd Elly Schlein <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/fine-vita-governo-rimanda-ddl-bazoli-in-commissione-troppo-pro-eutanasia-ira-pd-cosa-succede-al-senato/2969588/">ha criticato</a> il governo che «ha affossato la proposta di tutte le opposizioni, per una legge sul fine vita», definendo «gravissimo» il fatto che il centrodestra «non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso». I capigruppo del Pd in Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, hanno chiarito che il ddl «firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. Oggi si dimostra che la maggioranza è schiava della peggiore destra». Mariolina Castellone (M5S) ha commentato: «la richiesta di sospensiva sul fine vita non ci sorprende, perché da quattro anni siamo abituati al fatto che la maggioranza prende tempo quando non vuole prendere decisioni scomode. Ma questa volta parliamo di persone che soffrono e che purtroppo di tempo non ne hanno». «Come sempre, la destra italiana rappresenta la retroguardia umana e legislativa rispetto a quanto accade in tutto il resto d’Europa», ha aggiunto Riccardo Magi (Più Europa).</p>
<p>Il gip di Ravenna <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/taylor-tiktoker-recensisce-messe-assolto-azyvuka5">ha assolto</a> Taylor Ragazzini, il tiktoker che recensiva le messe, dall’accusa di vilipendio alla religione. Tra l’altro nei sei ironici video incriminati – poi rimossi – il creator intendeva criticare non il culto ma la moda di fare recensioni. Rimane assurdo che in Italia si possa ancora rischiare di incappare in un reato del genere.</p>
<p>La Cassazione <a href="https://www.ilmattino.it/AMP/primopiano/cronaca/alessandro_frateschi_condanna_definitiva_sentenza_processo-9577350.html">ha condannato</a> in via definitiva a 12 anni un ex diacono ed ex docente di religione della provincia di Latina per abusi su minori. Arrestato nel 2023, era stato accusato di aver approfittato di «studenti particolarmente fragili, instaurando con loro un rapporto confidenziale derivante dal suo ruolo di insegnante» a scuola e di collaboratore in una casa famiglia, secondo l’ultima sentenza. Alla diocesi il caso era stato segnalato nel 2023 e solo nel 2025 la Chiesa cattolica, con un provvedimento del Dicastero per la dottrina della fede del Vaticano, lo dimette dallo stato clericale, togliendo tutti gli incarichi in ambiti religiosi come la docenza di IRC e il diaconato. Secondo il legale delle vittime gli abusi erano noti anche tra le suore che gestivano proprio la casa famiglia frequentata dall’uomo: «Alcune vittime potevano essere salvate, ma nessuno ha parlato».</p>
<p>L’Istituto Comprensivo “Federico De Roberto” di Zafferana Etnea, nel catanese, dopo una diffida dell’Uaar <a href="https://blog.uaar.it/2026/06/05/atop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct/">ha revocato</a> una circolare illegittima che prevedeva per il 4 giugno in orario di lezione la trasferta delle scolaresche in una parrocchia per venerare il braccio di sant’Agata, reliquia condotta in peregrinatio nella zona dall’arcivescovo Luigi Renna. Dopo la segnalazione di alcuni genitori la nostra associazione ha inviato una diffida, che nel giro di poche ore ha fatto desistere l’istituto: gli atti di culto in orario scolastico <a href="https://www.uaar.it/laicita/visite-pastorali/">sono infatti vietati</a>, come chiarito da una giurisprudenza ormai consolidata.</p>
<p>La commissione Sanità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/legge-sul-suicidio-assistito-lemilia-romagna-0d463cc8">ha iniziato</a> la discussione sulla proposta di legge regionale sul suicidio assistito, depositata dalla maggioranza di centrosinistra (Pd, Avs, M5s, Civic con De Pascale). La proposta è frutto di una legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. In una nota i consiglieri promotori della proposta di legge <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/legge-fine-vita-emilia-romagna-a6e2ooy4">hanno parlato</a> di «un passo avanti significativo»: «riteniamo sia solidissima, una legge a prova di ricorso». Tra i sostenitori della riforma Paolo Trande (primo firmatario, di Avs), il civico Giovanni Gordini, la democratica Alice Parma, il capogruppo Pd Paolo Calvano.</p>
<p>Anche al Consiglio regionale delle Marche è in discussione un testo simile, presentato dal consigliere Pd Maurizio Mangialardi. «Stavolta la maggioranza dovrà almeno prendere l’impegno di calendarizzarne la discussione», ha spiegato, «Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non ci sono più alibi».</p>
<p>Si segnalano alcune prese di distanza rispetto al clima di ossequio della politica per la morte del cardinale Camillo Ruini, già presidente per molti anni della Conferenza episcopale italiana e noto per le ingerenze nelle istituzioni. Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e il consigliere Giovanni Gordini (Civici per De Pasquale) <a href="https://www.modenatoday.it/politica/verdi-sinistra-minuto-silenzio-ruini.html">non hanno partecipato</a> al momento di raccoglimento in ricordo del prelato scomparso. «Il minuto di silenzio non è un atto privato di commemorazione, ma un tributo che un’istituzione democratica prende a nome dell’intera comunità che rappresenta», ha spiegato la capogruppo Avs Simona Larghetti, «Tradizionalmente viene riservato a lutti che colpiscono il Paese o il territorio, alle vittime di tragedie e calamità, oppure a personalità che abbiano raccolto un riconoscimento ampio e trasversale per il loro ruolo pubblico. Nel caso del cardinale Ruini, pur nel rispetto dovuto alla sua figura e al dolore dei suoi familiari, riteniamo che queste condizioni non sussistano». «Per oltre 30 anni Ruini ha esercitato una funzione religiosa con evidenti e rilevanti proiezioni politiche», ha aggiunto Larghetti, «Ha contrastato ogni avanzamento dei diritti civili, dai DICO fino alle battaglie sulla procreazione medicalmente assistita e sul referendum relativo alla legge 40. Ha sostenuto una precisa visione della società e della politica, schierandosi apertamente nel confronto pubblico e costruendo un rapporto privilegiato con la destra italiana, a partire dall’epoca berlusconiana, in chiave dichiaratamente anticomunista e antisocialista». Dal canto suo il consigliere Paolo Trande ha affermato: «è evidente come egli abbia voluto, deliberatamente e strategicamente, caratterizzare il suo magistero come affiancamento politico di una parte politica, la destra a egemonia berlusconiana di quegli anni, contro ogni tentativo di evoluzione e modernizzazione della società, specie sui temi dei diritti civili. Tutto ciò è risultato profondamente divisivo nella società».</p>
<p>Il consigliere comunale di Sassuolo (MO) Alberto Bonettini (Movimento 5 Stelle) <a href="https://www.lapressa.it/articoli/politica/morte-card-ruini-il-m5s-contesta-i-due-giorni-di-lutto-sue-idee-sui-diritti-lgbtq-divisive">ha espresso</a> riserve sulla proclamazione di ben due giorni di lutto nella cittadina in cui era nato il prelato. «Le linee politiche del cardinale Ruini erano divisive, miranti alla limitazione delle libertà di scelta di tanti cittadini sulla propria vita», ha specificato Bonettini pur esprimendo «cordoglio e umana vicinanza alla famiglia, alla Chiesa cattolica universale e locale e a quanti gli hanno voluto bene» e affermando che «per il ruolo svolto e l’influenza esercitata nel corso di decenni, può indubbiamente essere considerato tra i sassolesi più illustri della storia della nostra città». Bonettini ha ricordato che il cardinale «è stato uno dei principali interpreti di una visione della Chiesa che si è espressa contro il riconoscimento delle unioni civili e contro le riforme sui diritti delle persone LGBTQ+, contro la procreazione medicalmente assistita, contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali […] e contro il fine vita».</p>
<p>La Consulta laica forlivese <a href="https://www.romagnanotizie.net/2026/06/09/sala-del-commiato-laico-a-forli-al-via-i-lavori-allospedale-pierantoni-la-consultaun-risultato-atteso-da-anni/149294/">ha annunciato</a> la definizione dei lavori per la realizzazione della nuova sala del commiato all’ospedale Pierantoni di Forlì. Il progetto era stato inizialmente predisposto nel 2019 ma aveva incontrato lungaggini e modifiche.</p>
<p>Secondo un’analisi dell’Associazione Luca Coscioni <a href="https://www.messinatoday.it/cronaca/testamento-biologico-sicilia-divario-nord-crescita.html">sono</a> in crescita le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) depositate nei Comuni italiani: nel 2026 sono arrivate a 278.476, con un aumento del 18% rispetto al 2023. In Sicilia i testamenti biologici depositati sono 15.538. La maggiore diffusione delle Dat è nelle regioni del Nord Est (1 ogni 133 residenti maggiorenni), quindi nel Nord Ovest (1 ogni 142), poi nel Centro Italia (1 ogni 194), mentre al Sud si arriva a una dichiarazione ogni 217 residenti.</p>
<p>Intanto l’USL Toscana Sud Est <a href="https://www.uslsudest.toscana.it/comunicati-stampa/il-15-giugno-apre-a-montepulciano-l-ambulatorio-per-le-disposizioni-anticipate-di-trattamento">ha attivato</a> dal 15 giugno a Montepulciano un ambulatorio dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): un esempio concreto di applicazione sul territorio della legge sul testamento biologico.</p>
<p>Alcuni parlamentari dell’opposizione <a href="https://www.avvenire.it/politica/fine-vita-per-libera-usato-dispositivo-del-cnr-le-opposizioni-il-presidente-nego-ora-si-dimetta_110396">hanno criticato</a> l’atteggiamento ostruzionistico del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Andrea Lenzi sul caso del dispositivo approntato per il suicidio assistito di “Libera”, donna affetta da malattia incurabile, su richiesta del tribunale di Firenze. La senatrice Pd Sandra Zampa ha spiegato che «quanto emerso è di una gravità inaudita», chiedendo le dimissioni di Lenzi accusandolo di aver «piegato a ragioni di parte della politica una istituzione pubblica ledendone l’autorevolezza e l’autonomia necessaria alla sua credibilità». Parole analoghe sono arrivate dalla collega dem Ylenia Zambito. Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha affermato: «quando il vertice di un ente pubblico statale viene smentito dai fatti davanti al Parlamento, restare al proprio posto è inammissibile. Lenzi si dimetta. E se non lo farà, la ministra Bernini, che lo ha nominato, ne valuti rapidamente la revoca». Il presidente Lenzi aveva sostenuto, interpellato dalla commissione Affari sociali che stava esaminando la proposta di legge sul fine vita, che un macchinario del genere conforme alle norme europee non esisteva e che non era al corrente di progetti per costruirlo. Ma questa versione è stata smentita dal direttore del dipartimento di Ingegneria Ict del Cnr Emilio Campana, sentito in audizione al Senato. Il dispositivo era stato infatti richiesto dal tribunale di Firenze e approntato dallo stesso Campana, con un collega, e la presidenza del Cnr era stata informata. Intanto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, che aveva chiesto nuove audizioni per cercare di ricucire sul disegno di legge relativo al fine vita, ha ribadito: «ora chiederemo che il testo venga calendarizzato in aula. L’obiettivo resta quello di arrivare ad avere una legge nazionale entro la fine della legislatura». Dal canto suo il senatore Alfredo Bazoli, estensore del ddl con una impostazione più laica affossato però dal Senato, si chiede polemicamente: «Quale legge vuole esaminare Forza Italia? Quella che esclude il Ssn? Se così fosse la strada è ancora lunga».</p>
<p><em><i>Infine qualche buona novella laica dall’estero.</i></em></p>
<p>Il Lussemburgo <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/lussemburgo-diritto-aborto-costituzione_51mm2UxxLeviG6nPc2G43n?refresh_ce">ha inserito</a> nella Costituzione il diritto all’aborto, con l’approvazione definitiva dell’emendamento alla Camera. A marzo il Parlamento del Granducato aveva dato un primo voto favorevole alla proposta di legge costituzionale promossa nel 2024 dal deputato di sinistra Marc Baum (Déi Lénk). Il testo è passato con 51 voti a favore, sei contrari e due astensioni.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-giugno-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-giugno-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-giugno-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-giugno-2026%2F&amp;linkname=Buone%20novelle%20laiche" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F07%2F03%2Fbuone-novelle-laiche-giugno-2026%2F&#038;title=Buone%20novelle%20laiche" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/07/03/buone-novelle-laiche-giugno-2026/" data-a2a-title="Buone novelle laiche"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Stop alla visita scolastica alla reliquia di Sant&#8217;Agata a Zafferana Etnea (CT)</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/05/atop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Uaar diffida una scuola pubblica di Zafferana Etnea che aveva già organizzato l&#8217;uscita degli studenti per andare a «venerare la reliquia della Santa Patrona»: gli atti di culto in orario scolastico sono vietati Una scuola prima organizza una visita devozionale alla reliquia di Sant&#8217;Agata, il suo «sacro braccio», in una parrocchia, per venerarla. Poi, dopo la diffida dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti tramite il circolo Uaar di Catania, fa retromarcia e annulla a tempo di record quella decisione...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/05/atop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct/" title="Read Stop alla visita scolastica alla reliquia di Sant&#8217;Agata a Zafferana Etnea (CT)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><b>L&#8217;Uaar diffida una scuola pubblica di Zafferana Etnea che aveva già organizzato l&#8217;uscita degli studenti per andare a «venerare la reliquia della Santa Patrona»: gli atti di culto in orario scolastico sono vietati</b></strong></p>
<p>Una scuola prima organizza una visita devozionale alla reliquia di Sant&#8217;Agata, il suo «sacro braccio», in una parrocchia, per venerarla. Poi, dopo la diffida dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti tramite il circolo Uaar di Catania, fa retromarcia e annulla a tempo di record quella decisione illegittima. Gli atti di culto in orario scolastico sono infatti vietati, come chiarito da norme e sentenze, definitiva quella del Con­si­glio di Stato del 27 marzo 2017.</p>
<p>Stavolta è accaduto a Zafferana Etnea, nel catanese. Qui la dirigenza dell&#8217;Istituto comprensivo &#8220;Federico De Roberto&#8221; aveva pensato di emanare una circolare in cui si prevedeva, per ieri 4 giugno 2026 alle 9, prima la visita delle classi della scuola primaria di un plesso (portando «un tulipano bianco»), poi alle 11,30 quella degli studenti della secondaria di primo grado (con un «fazzoletto bianco»). Gli studenti avrebbero avuto così «la possibilità di accostarsi e venerare la reliquia della Santa Patrona», accompagnati dai docenti. Una visita che non avrebbe nemmeno tenuto conto dei risvolti macabri, dato che l&#8217;oggetto esposto sarebbe il braccio del cadavere di Sant&#8217;Agata, che l&#8217;arcivescovo Luigi Renna ha portato in una parrocchia della cittadina.</p>
<p>Dopo aver saputo la notizia, l&#8217;Uaar ha inviato subito una diffida, agendo per con­tri­buire all&#8217;affer­ma­zione del supremo prin­ci­pio costitu­zio­nale di lai­cità dello Stato, delle scuole pub­bli­che e delle isti­tu­zioni, e otte­nere il rico­no­sci­mento della piena ugua­glianza di fronte alla legge di tutti i cit­ta­dini indi­pen­den­te­mente dalle loro convin­zioni filo­so­fi­che e reli­giose. L&#8217;Istituto dopo poche ore è dovuto tornare sui propri passi, revocando in autotutela quella circolare, tra l&#8217;altro «considerato il dovere dell&#8217;istituzione scolastica di garantire un ambiente educativo pienamente inclusivo, privo di qualsiasi effetto discriminatorio, diretto o indiretto».</p>
<p>Il dirigente, interpellato dal quotidiano <em>La Sicilia</em>, si è difeso sostenendo che «nessuno ha imposto niente» e che «gli alunni che, a seguito del parere contrario dei genitori, non volevano partecipare alla visita sarebbero rimasti in classe, a fare lezione, all&#8217;insegna della piena libertà». Ma qui sbaglia, perché autorizzare la partecipazione a riti religiosi in orario scolastico è illegittimo, anche se chi non vuole non è coinvolto.</p>
<p>Anche perché di fatto, in barba alla privacy, ciò costringe gli studenti a palesare la propria appartenenza confessionale. Non basta vantarsi del fatto che l&#8217;istituto è «una grande famiglia, una scuola inclusiva che accoglie tutti e non a caso definita una scuola d&#8217;eccellenza»: bisogna anche mettere in pratica certi principi. Infatti l&#8217;inclusività non può fare a meno della laicità: significa pure non far partecipare gli studenti &#8220;volontari&#8221; a riti religiosi quando si dovrebbe fare lezione, discriminando di fatto gli altri.</p>
<p>Tante scuole fanno finta di non sapere che gli atti di culto in orario scolastico sono vietati. Per permettere ai cittadini di tutelarsi, l&#8217;Uaar mette a disposizione le istruzioni e la diffida contenute nella pagina &#8220;<a href="https://go.uaar.it/scuoleamessa">Messe, preghiere, benedizioni e visite pastorali nella scuola pubblica</a>&#8220;.</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F05%2Fatop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct%2F&amp;linkname=Stop%20alla%20visita%20scolastica%20alla%20reliquia%20di%20Sant%E2%80%99Agata%20a%20Zafferana%20Etnea%20%28CT%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F05%2Fatop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct%2F&amp;linkname=Stop%20alla%20visita%20scolastica%20alla%20reliquia%20di%20Sant%E2%80%99Agata%20a%20Zafferana%20Etnea%20%28CT%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F05%2Fatop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct%2F&amp;linkname=Stop%20alla%20visita%20scolastica%20alla%20reliquia%20di%20Sant%E2%80%99Agata%20a%20Zafferana%20Etnea%20%28CT%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F05%2Fatop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct%2F&amp;linkname=Stop%20alla%20visita%20scolastica%20alla%20reliquia%20di%20Sant%E2%80%99Agata%20a%20Zafferana%20Etnea%20%28CT%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F06%2F05%2Fatop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct%2F&#038;title=Stop%20alla%20visita%20scolastica%20alla%20reliquia%20di%20Sant%E2%80%99Agata%20a%20Zafferana%20Etnea%20%28CT%29" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/06/05/atop-alla-visita-scolastica-alla-reliquia-di-santagata-a-zafferana-etnea-ct/" data-a2a-title="Stop alla visita scolastica alla reliquia di Sant’Agata a Zafferana Etnea (CT)"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Buone novelle laiche</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/06/03/buone-novelle-laiche-maggio-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 15:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone novelle laiche]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese. La buona novella laica del mese di maggio è il lancio della campagna “Da parte mia”, al fine di sensibilizzare tra i cittadini la donazione del corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, da parte del Ministero della Salute, della Conferenza delle Regioni...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/06/03/buone-novelle-laiche-maggio-2026/" title="Read Buone novelle laiche">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non solo <a href="https://blog.uaar.it/category/clericalate/">clericalate</a>. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La buona novella laica del mese di maggio è il </span><a href="https://www.dapartemia.it/it"><span style="font-weight: 400;">lancio</span></a><span style="font-weight: 400;"> della campagna “Da parte mia”, al fine di sensibilizzare tra i cittadini la </span><a href="https://www.uaar.it/laicita/donazione-post-mortem/"><span style="font-weight: 400;">donazione del corpo e dei tessuti post mortem</span></a><span style="font-weight: 400;"> a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, da parte del Ministero della Salute, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, della Regione Emilia Romagna e dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Si tratta di una tematica su cui fa informazione da tempo anche l’Uaar.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’editore Piemme Scuola (Mondadori Education) ha pubblicato </span><a href="https://www.mondadorieducation.it/catalogo/parole-alternative-0078502/"><i><span style="font-weight: 400;">Parole alternative. Proposte per l’Attività alternativa all’IRC</span></i></a><span style="font-weight: 400;">: un libro di testo in due volumi per l’insegnamento alternativo nelle scuole primarie, uno per le classi dalla prima alla terza e l’altro per quarta e quinta. L’offerta per l’alternativa, vista la crescita degli alunni che non frequentano l’insegnamento della religione cattolica, si allarga: l’Uaar ha infatti da qualche anno ha avviato la </span><a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/"><span style="font-weight: 400;">campagna “Libri per chi ha diritto di averli”</span></a><span style="font-weight: 400;"> per donare alle scuole che ne fanno richiesta </span><a href="https://blog.uaar.it/2024/01/16/due-libri-sullattivita-alternativa-alla-religione/"><span style="font-weight: 400;">due testi selezionati</span></a><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">AlternativaMente, percorso per le attività didattiche alternative alla religione cattolica</span></i><span style="font-weight: 400;"> (Raffaello Editore) e</span><i><span style="font-weight: 400;"> Intorno a noi, proposte per l’attività alternativa all’Irc</span></i><span style="font-weight: 400;"> (Giunti Editore).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere della Regione Veneto Carlo Cunegato (Alleanza Verdi Sinistra) </span><a href="https://www.ecovicentino.it/vicenza/scontro-sul-fine-vita-fra-cunegato-e-lovat-destra-clericale-basta-insulti-anticristiani/"><span style="font-weight: 400;">ha sostenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> una riforma per l’autodeterminazione sul fine vita a livello regionale, anche promuovendo la proiezione nella sede istituzionale di Palazzo Ferro Fini del docufilm Lasciatemi morire ridendo, dedicato alla storia di Stefano Gheller, il primo veneto che ha fatto ricorso legalmente al suicidio assistito. Cunegato ha anche sostenuto con coraggio laico le sue posizioni, rivendicando a margine della proiezione: «Siamo in un paese laico, e in un paese laico lo Stato non può imporre a nessuno i valori di un’etica religiosa. La maggior parte dei veneti, potremmo dire quasi tutti, a partire da chi ha assistito al dolore dei propri cari, vuole la legge sul fine vita. Siamo in ostaggio di una destra clericale ed estremista, che nel paese e nella nostra Regione, su questo tema rappresenta solo una sparuta minoranza». Dichiarazioni che hanno suscitato gli attacchi vittimistici del consigliere Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), clericale ostile al riconoscimento dell’autodeterminazione sul fine vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Tribunale di Brindisi </span><a href="https://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/tribunale_brindisi_intitolato_santo_bartolo_longo-9281795.html?next_page=1#&amp;refresh_ce"><span style="font-weight: 400;">ha respinto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la proposta presentata dall’avvocato Augusto Conte di intitolare la struttura a Bartolo Longo, proclamato santo dalla Chiesa cattolica lo scorso ottobre, proprio in nome della laicità delle istituzioni. Il presidente del tribunale Vincenzo Scardia ha infatti spiegato che «il parere è stato unanime, nel senso di non accogliere la richiesta facendo valere il principio della laicità dello Stato»: «Il Tribunale è forse l’articolazione massima della natura laica di tutte le istituzioni pubbliche perché nel momento in cui chiunque si rivolga a un Tribunale deve essere garantito sotto il profilo dell’imparzialità e della neutralità della istituzioni». «Diverso sarebbe stato il caso di santi laici come i martiri della giustizia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, o l’avvocato Giorgio Ambrosoli. Per Bartolo Longo sarebbe significato legare indissolubilmente l’istituzione e la religione cattolica», ha aggiunto, convenendo che «per questo abbiamo ritenuto, con tutto il rispetto &#8211; ripeto &#8211; per la figura del santo che per l’iniziativa dell’avvocato Conte, che per salvaguardare la neutralità di uno spazio pubblico qual è quello di un ufficio giudiziario, sotto il profilo delle confessioni religiose o sotto il profilo di chi non ha non ha nessuna fede, non fosse opportuno intitolargli il Palazzo di Giustizia».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una decisione presa, ha assicurato Scardia, con la massima serietà verso la richiesta e previa consultazione della conferenza permanente del tribunale, quindi con i pareri della presidente dell’Ordine degli avvocati Daniela Faggiano, del procuratore facente funzione Antonio Negro e dei dirigenti degli uffici amministrativi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intitolazione della Scuola Superiore di Catania, centro di alta formazione della locale Università, a sant’Agata </span><a href="https://catania.liveuniversity.it/2026/04/29/scuola-superiore-di-catania-ex-allievi-dicono-no-a-cambio-nome-in-santagata-contro-il-principio-di-laicita/"><span style="font-weight: 400;">è stata sospesa</span></a><span style="font-weight: 400;"> dopo la protesta di diversi studenti e alunni. L’iniziativa era già stata approvata dal Consiglio scientifico, con nome scelto dalla presidente Ida Nicotra, senza interpellare Senato accademico, ricercatori, docenti e studenti. Una volta scoperta l’intenzione di ribattezzare inopinatamente alla santa l’istituzione scientifica è partita la protesta con una petizione per contestare il «metodo autoritario» della scelta e per difendere la laicità della Scuola. Una mobilitazione che ha destato imbarazzo nelle alte istituzioni accademiche, tanto che per il momento la decisione, inserita in una generale modifica dell’ordinamento, è stata rinviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi politici della Regione Piemonte </span><a href="https://www.lastampa.it/torino/2026/05/09/news/roberto_ravello_profilattici_gratis_polemiche_regione_piemonte-15615216/"><span style="font-weight: 400;">hanno contestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le uscite del consigliere Roberto Ravello (Fratelli d’Italia) ostili alla proposta di garantire l’accesso alla contraccezione gratuita per i giovani e donne in condizioni di disagio economico. «I contraccettivi gratuiti sono un colpo di grazia alla natalità in Piemonte», aveva tuonato Ravello durante la discussione per lo stanziamento di 900 mila euro per l’accesso a profilattici e pillole alle persone sotto i 26 anni e alle donne in difficoltà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Farneticazioni, ed anche della peggiore specie», ha detto la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, «FdI spera nelle gravidanze indesiderate per far sì che aumentino le nascite, una perversione politica, etica e morale. Una deriva profondamente preoccupante, mentre le malattie veneree crescono: il governatore Cirio e l’assessore Riboldi prendano le distanze». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiara Appendino, deputata M5S, ha contestato: «Parole ignoranti e pericolose. Chi ragiona così mette a rischio non solo il diritto all’aborto ma anche alla salute, bocciando proposte come i contraccettivi gratuiti, finanziando le associazioni antiabortiste con soldi pubblici, depotenziando i consultori. E a livello nazionale lo vediamo con la legge 194, applicata sempre più a singhiozzo nelle regioni governate dalla destra. Questo modo di pensare normalizza l’idea che il corpo delle donne sia uno strumento demografico e legittima una cultura che poi si traduce in ostacoli concreti: meno diritti e meno libertà».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La leader di Alleanza Verdi Sinistra in Piemonte Alice Ravinale ha aggiunto: «Ravello conferma che nell’idea tossica della destra la rincorsa alla natalità è in antitesi al diritto all’autodeterminazione delle donne, come già dimostra il Fondo vita nascente. Queste affermazioni da Medioevo sono classiste, contro i giovani e contro le donne. Contraccezione significa genitorialità consapevole e prevenzione da malattie sessualmente trasmissibili: se vogliono sostenere la natalità pensino ai servizi per le famiglie assolutamente carenti».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Corte d’Appello di Bari per la prima volta in Italia </span><a href="https://demografica.adnkronos.com/popolazione/primo-bambino-tre-genitori-legali-adozione-genitorialita-condivisa-sentenza/"><span style="font-weight: 400;">ha riconosciuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la genitorialità di tre persone per un bambino di quattro anni: si tratta di due uomini che lo stanno crescendo e la madre biologica che l’ha fatto nascere. Il caso non riguarda la gestazione per altri ma è una forma di co-genitorialità allargata: il bambino infatti è nato da un rapporto tra uno dei due uomini, sposato in Germania da dieci anni con un cittadino italo-tedesco, e la donna, amica di lunga data della coppia. Quindi il minore è stato riconosciuto da entrambi i genitori biologici e affidato alla coppia di uomini con il consenso della madre, venendo adottato anche dall’altro uomo. Il Comune di origine di uno dei due ha però negato la trascrizione dell’atto in Italia sospettando una «maternità surrogata mascherata», ipotesi però smentita dalla ricostruzione dei fatti e dalle relazioni dei servizi sociali tedeschi in sede di ricorso. I giudici di Bari hanno quindi applicato la normativa dell’adozione in casi particolari nell’interesse del minore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni rappresentanti istituzionali della Campania </span><a href="https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/07/news/volantini_omotransfobici_all_universita_di_salerno_la_regione_inaccettabili-425329833/"><span style="font-weight: 400;">hanno criticato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la diffusione di volantini dai toni omofobi nel campus di Fisciano dell’Università di Salerno da parte del gruppo integralista “Crociata Cattolica”. L’assessore campana alle Pari opportunità Claudia Pecoraro (M5S) ha detto: «Quanto accaduto all&#8217;Università di Salerno è grave e non può essere minimizzato. Distribuire volantini che definiscono le persone omosessuali “contro natura” o “impure” non significa esprimere un&#8217;opinione: significa colpire la dignità delle persone e alimentare odio e discriminazione. Messaggi del genere feriscono, creano paura e isolamento, soprattutto tra le ragazze e i ragazzi più giovani. E sappiamo bene quanto l&#8217;omotransfobia possa trasformarsi dalle parole ai fatti. È ancora più grave che tutto questo sia avvenuto in un luogo che dovrebbe rappresentare libertà, crescita e confronto. Una società civile si riconosce dalla capacità di proteggere la dignità umana. Nessuno deve sentirsi sbagliato o meno degno di rispetto per ciò che è. Le istituzioni hanno il dovere di reagire ogni volta che l&#8217;odio prova a presentarsi come verità».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sindaca di Baronissi e dirigente del Partito Democratico Anna Petta </span><a href="https://www.salernotoday.it/politica/anna-petta-volantini-unisa.html"><span style="font-weight: 400;">ha denunciato</span></a><span style="font-weight: 400;">: «Quanto accaduto all’Università degli Studi di Salerno, con la distribuzione presso il campus di volantini dai contenuti fortemente divisivi e ritenuti discriminatori da molti studenti, merita una riflessione seria ma equilibrata. Non si tratta di un attacco all’Ateneo, che continua a rappresentare un luogo di formazione, confronto e crescita civile per migliaia di giovani. UNISA resta uno spazio aperto e inclusivo, che ogni giorno accoglie sensibilità, idee e percorsi diversi. Comprendo che ciascuno abbia diritto alle proprie convinzioni personali, religiose e culturali. Ma allo stesso tempo bisogna essere consapevoli che alcuni messaggi possono creare disagio, divisioni e far sentire qualcuno messo in discussione per ciò che è o per chi ama. Per questo le istituzioni, proprio in quanto laiche, hanno il dovere di garantire equilibrio, rispetto e tutela dei diritti di tutti, senza alimentare contrapposizioni o discriminazioni. La libertà di pensiero è un principio fondamentale e va sempre difesa, ma deve convivere con il rispetto della dignità delle persone».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Partito Socialista Italiano, nell’ambito degli incontri dello “Scuola Grand Tour” </span><a href="https://www.avantionline.it/laicita-educazione-civica-parita-e-revisione-dei-contratti/"><span style="font-weight: 400;">ha affrontato</span></a><span style="font-weight: 400;"> le tematiche della laicità, dell’educazione sessuo-affettiva e della parità di genere nelle istituzioni scolastiche, nonché della revisione della distribuzione delle quote non espresse dell’8&#215;1000.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Comune di Livorno </span><a href="https://www.pressenza.com/it/2026/05/stanza-del-silenzio-ospedale-livorno/"><span style="font-weight: 400;">ha istituito</span></a><span style="font-weight: 400;"> una “stanza del silenzio” presso il locale ospedale, dedicata a meditazione, preghiera, riflessione per credenti e non credenti e aperta ai pazienti e ai loro familiari e amici. L’iniziativa è stata lanciata nel corso di un incontro nello stesso ospedale con il sindaco Luca Salvetti, la direttrice generale dell’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest Maria Letizia Casani e Angela Rafanelli, assessora alla Cultura con delega al Tavolo delle religioni e spiritualità. Tra le associazioni che da anni hanno promosso l’apertura della sala c’è anche il circolo Uaar di Livorno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Corte Costituzionale </span><a href="https://alleyoop.ilsole24ore.com/2026/05/28/pensione-reversibilita-coppie-omosessuali/"><span style="font-weight: 400;">ha riconosciuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> il diritto alla pensione di reversibilità per le coppie omosessuali coniugate all’estero anche prima della legge sulle unioni civili, superando la disparità di trattamento della normativa in vigore. La sentenza n. 91 ha infatti dichiarato illegittimo il diniego della reversibilità in una famiglia lgbt nel caso in cui uno dei coniugi sia deceduto prima dell’entrata in vigore della legge sulle unioni civili del 2016. Un diniego che faceva riferimento a un regio decreto-legge del 1939. Dopo il ricorso di un coniuge superstite sposato all’estero contro l’Inps la Cassazione aveva sollevato la questione. Quindi la Consulta aveva ribadito la mancata equiparazione con il matrimonio delle unioni civili, riconoscendo però in questo caso la reversibilità perché il matrimonio celebrato all’estero e il decesso del coniuge erano avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge sulle unioni civili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Giunta della Regione Toscana </span><a href="https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/33189/contraccezione-gratuita-toscana-amplia-l-accesso-tramite-consultori-ecco-le-nuove-regole.html"><span style="font-weight: 400;">ha approvato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una delibera per garantire un più ampio accesso alla contraccezione gratuita per i giovani, abbassando l’età minima dai 25 ai 13 anni. La misura prevede la possibilità di accedere ai metodi contraccettivi e alla contraccezione d’emergenza direttamente presso i consultori, senza prescrizione medica. Al contempo viene confermata la gratuità per le persone tra i 26 e i 45 anni con reddito inferiore ai 30 mila euro, abbassato però rispetto al limite dei 36 mila degli anni precedenti, e per le donne della stessa fascia di età entro i 12 mesi dal parto o i 24 mesi da un aborto, nonché gli studenti iscritti alle Università di Firenze, Pisa, Siena e all’Università per Stranieri di Siena fino ai 25 anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere della Provincia di Bolzano Paul Köllensperger (Team K) </span><a href="https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/un-ascensore-da-27-milioni-per-salire-al-monastero-di-sabiona-e-polemica-per-la-megaopera-che-verra-realizzata-nel-cuore-della-montagna"><span style="font-weight: 400;">ha contestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> lo stanziamento di almeno 27 milioni di euro per la costruzione di un ascensore scavato dentro una montagna per rendere più accessibile il monastero di Sabiona, quasi disabitato e comunque già raggiungibile con una mezz’ora di sentiero: «27 milioni per un ascensore mentre nel capoluogo le persone non trovano casa a causa dei prezzi?», si è chiesto il politico.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
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