Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.
La buona novella laica del mese di agosto è l’autorizzazione per il primo caso di suicidio assistito gestito dal Servizio sanitario regionale in Lombardia, sebbene non sia stata ancora approvata una legge locale. A ottenerla, dopo nove mesi dalla richiesta e con il supporto dell’Associazione Luca Coscioni, Domenico Zuccarella, 59enne di Giussano affetto da sclerosi multipla. Proprio nella Regione ha ripreso slancio in queste settimane la campagna per la legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” volta a garantire l’autodeterminazione sul fine vita: la proposta ha superato le 15 mila firme, più del triplo di quelle necessarie, e sarà depositata il 15 settembre per la discussione in aula. In Lombardia nel 2024 la stessa proposta di legge, che in quell’occasione aveva raccolto 8 mila firme, era stata bloccata: il Consiglio regionale ne aveva impedito l’esame approvando una questione pregiudiziale di costituzionalità.
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ha sostenuto l’approvazione di una norma sul fine vita, anche con una lettera aperta alla cittadinanza. Il testo si basa sulla proposta di legge presentata dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta da 9 mila cittadini, con alcune modifiche in aula, ed è stata approvata pochi giorni dopo a inizio settembre da Palazzo Ferro Fini. Zaia, esponente leghista e già governatore regionale, da tempo si è esposto a favore di una legge che consenta il suicidio assistito anche a livello nazionale e la sua posizione è stata osteggiata da una larga parte del centrodestra vicina a posizioni clericali e no-choice. Già nel gennaio del 2024, come presidente di Regione, aveva provato a far passare in Consiglio la legge, ma per dissidi interni non era stata raggiunta la maggioranza necessaria.
L’esponente politico reggino Stefano De Luca, già assessore del sindaco Italo Falcomatà in carica dal 1993 al 2001, ha contestato l’impiego di più di 400 mila euro stanziati dal Comune di Reggio Calabria per la prossima festa della Madonna della Consolazione. De Luca non mette in discussione né il valore della festa né la devozione, ma si chiede «quale testimonianza cristiana vogliamo dare attraverso l’impiego di 400 mila euro», auspica che la celebrazione non si riduca all’aspetto esteriore dei festeggiamenti e che si faccia «un investimento altrettanto forte sulla solidarietà e sulle necessità quotidiane dei cittadini» più consono a quello che reputa il messaggio cristiano. Infine si augura che le autorità ecclesiastiche «facciano sentire la loro voce». Probabilmente in un Paese clericale come l’Italia l’appello alla sobrietà da parte del clero rischia di essere più persuasivo per una classe politica prona alle gerarchie religiose.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha proposto di introdurre, nel nuovo disegno di legge in materia di sicurezza del governo, il divieto di indossare il velo integrale a scuola. L’iniziativa, secondo il ministro, è «importante per riaffermare i valori di dignità della donna e di eguaglianza fra uomo e donna». Valditara ha inoltre ventilato l’ipotesi di revocare il permesso di soggiorno ai genitori che per ritorsione non dovessero mandare le figlie a scuola.
Nel Comune di Monfalcone (GO), secondo i dati del primo semestre del 2026, sono state celebrate 17 nozze civili e una sola religiosa, oltre a un’unione civile.
Infine qualche buona novella laica dall’estero.
In Francia è stata promulgata dal presidente Emmanuel Macron la legge sul suicidio assistito, dopo l’approvazione definitiva da parte del Parlamento e il vaglio della Corte Costituzionale.
La redazione

Segnalerei anche le recenti modifiche nella cattolica Polonia (quella dove secondo l’Annuario Pontificio ci sarebbero oltre il 90 % di cattolici, smentiti anche dal censimento), dell’ora di religione, in cui hanno posto delle restrizioni (ora di religione portata ad una sola ora e all’inizio o alla fine della giornata) che hanno fatto infuriare la chiesa cattolica secondo la quale renderebbero più difficile la partecipazione all’ora di religione e “Ci sono tentativi di portare la religione fuori dalla scuola e renderla un’istituzione secolare” (ovviamente cosa negativa per loro).
Trovo insuperabile l’affermazione del vescovo: “Per il prelato, questo approccio omette la natura fondamentale della scuola: “La scuola non è laica; la scuola è pubblica e tutti ne hanno diritto”.
La scuola non deve essere laica? Cioè la scuola deve essere confessionale e solo cattolica?
https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-09/polonia-insegnamento-religione-proteste-genitori-vescovi.html