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	<title>Polonia &#8211; A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 May 2022 08:35:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Polonia, continuano gli attacchi al diritto all&#8217;aborto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Maone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2022 08:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti-delle-donne]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha suscitato sdegno e impressione in tutta Europa la denuncia giunta dalla Polonia sull’impossibilità per le rifugiate ucraine di ricorrere all’aborto anche nei casi in cui la gravidanza derivi da uno stupro di guerra avvenuto nel loro paese ad opera dei soldati dell’esercito russo. La denuncia è partita da Oleksandra Matviichuk del Centro per le libertà civili ucraino, che su Twitter ha prima denunciato il fatto che in Polonia, anche se l’attuale legge restrittiva ammette l’aborto in caso di stupro,...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2022/04/16/polonia-continuano-gli-attacchi-diritto-allaborto/" title="Read Polonia, continuano gli attacchi al diritto all&#8217;aborto">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha suscitato sdegno e impressione in tutta Europa la denuncia giunta dalla Polonia sull’<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/04/15/news/la_polonia_nega_laborto_alle_profughe_ucraine_stuprate_dai_soldati_russi-345546472/">impossibilità per le rifugiate ucraine di ricorrere all’aborto</a> anche nei casi in cui la gravidanza derivi da uno stupro di guerra avvenuto nel loro paese ad opera dei soldati dell’esercito russo.</p>
<p>La denuncia è partita da Oleksandra Matviichuk del Centro per le libertà civili ucraino, che su Twitter ha prima <a href="https://twitter.com/avalaina/status/1514115426560716801">denunciato</a> il fatto che in Polonia, anche se l’<a href="https://blog.uaar.it/2021/01/30/resistenza-polacca-contro-lattacco-diritto-abortire/">attuale legge restrittiva</a> ammette l’aborto in caso di stupro, deve esserci un procedimento legale avviato (difficile, considerate le circostanze, ndr) e poi <a href="https://twitter.com/avalaina/status/1514172570265870336">informato</a> che, in collaborazione con le attiviste polacche, sarà organizzata una campagna informativa rivolta alle rifugiate ucraine sulla possibilità, in caso di necessità, di recarsi all’estero per abortire.</p>
<p>La situazione difficile è stata <a href="https://www.fanpage.it/esteri/le-donne-ucraine-stuprate-dai-russi-non-possono-abortire-in-polonia-amnesty-loro-diritti-violati/">confermata</a> anche dal portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, che già in febbraio aveva messo in guardia sulla vulnerabilità delle donne in fuga dall&#8217;Ucraina in relazione anche alla normativa sull&#8217;interruzione di gravidanza, particolarmente restrittiva in Polonia a causa delle ultime decisioni della Corte Costituzionale.</p>
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-69805 aligncenter" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/04/abortion-save-lives-650x460.png" alt="" width="650" height="460" />
<p style="text-align: center;"><i>(“L’aborto salva le vite”, immagine di Kaja Kochnowicz per la </i><a href="https://jakjustyna.aborcyjnydreamteam.pl/en/do-pobrania"><i>campagna #IAmJustyna</i></a><i>)</i></p>
<p>La difesa del diritto all’aborto in Polonia, in questi giorni, è tra l’altro sotto attacco anche per <a href="https://blog.uaar.it/2022/03/31/polonia-campagna-solidarieta-attivista-pro-choice/">il caso di Justyna Wydrzyńska</a>, sotto processo per aver aiutato, fornendo pillole abortive, una donna incinta con un partner violento. L’udienza dell’8 aprile si è tenuta in un’aula talmente piccola da non consentire l’ingresso di una gran parte del pubblico che desiderava assistere e, nonostante il tentativo (respinto) di ricusazione del giudice non ritenuto imparziale da parte degli avvocati della difesa, ha avuto regolarmente luogo con l’inaccettabile ammissione dell’organizzazione reazionaria <a href="https://www.linkiesta.it/2021/07/ordo-juris-polonia/">Ordo Iuris</a> in rappresentanza dei diritti del feto, decisione senza precedenti e con possibili conseguenze aberranti. Il team legale di supporto a Justyna Wydrzyńska, in una <a href="https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&amp;v=347838573819852">conferenza stampa a conclusione della prima udienza</a>, sottolinea che Ordo Iuris è un’organizzazione che lavora contro i diritti umani e in particolare contro quelli delle donne, con proposte ad esempio per la punizione delle donne che tentano di praticare l’aborto, e che è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a indicare come l’azione fatta da Wydrzyńska è perfettamente lecita e addirittura consigliata. La prossima udienza sul caso si terrà il 14 luglio, e siamo sicuri che nei prossimi mesi la battaglia delle donne polacche continuerà con ancora maggiore intensità.</p>
<p><b>Loris Tissino e Ika Puszczykowska</b></p>
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		<title>In Polonia, campagna di solidarietà ad un’attivista pro-choice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 09:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti-delle-donne]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[«Immagina che Anna ti scriva. Si tratta di una donna che sta affrontando una gravidanza non desiderata ed è vittima di violenze da parte del partner. Ti dice che di lui ha paura, di temere per la propria vita e per il futuro del figlio che già ha, di essere costantemente sotto controllo e sorveglianza. Tu la capisci subito, perché ti sei trovata esattamente nella stessa situazione – il vivere con minacce di un partner violento, sperimentando abusi fisici e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2022/03/31/polonia-campagna-solidarieta-attivista-pro-choice/" title="Read In Polonia, campagna di solidarietà ad un’attivista pro-choice">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Immagina che Anna ti scriva. Si tratta di una donna che sta affrontando una gravidanza non desiderata ed è vittima di violenze da parte del partner. Ti dice che di lui ha paura, di temere per la propria vita e per il futuro del figlio che già ha, di essere costantemente sotto controllo e sorveglianza.</em></p>
<p><em><span class="pullquote">Tu la capisci subito, perché ti sei trovata esattamente nella stessa situazione</span> – il vivere con minacce di un partner violento, sperimentando abusi fisici e mentali. Eri sotto controllo e senza la possibilità di scegliere con chi parlare o chi incontrare. Il tuo partner conosceva le tue password, accedeva al tuo telefono e leggeva i tuoi messaggi. E quando sei rimasta incinta, sapevi che non volevi un altro figlio insieme a quell’uomo.</em></p>
<p><em>Che cosa faresti se Anna ti scrivesse e tu avessi a casa alcune pillole abortive che le potresti dare? La aiuteresti anche tu, come ha fatto Justyna?</em>»</p>
<a href="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice.jpg" rel="lightbox[69651]" title="In Polonia, campagna di solidarietà ad un’attivista pro-choice"><img class="alignnone size-full wp-image-69653" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2022/03/In-Polonia-campagna-di-solidarieta-ad-unattivista-pro-choice-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>
<p>Con la descrizione di questa situazione e con queste domande l’organizzazione polacca <a href="https://aborcyjnydreamteam.pl/"><em>Aborcyjny Dream Team</em></a> (ADT), che si occupa di aiutare le donne polacche che desiderano abortire, ha lanciato la campagna <em>#IamJustyna</em> di solidarietà con la sua attivista Justyna Wydrzyńska, 47 anni, residente nelle vicinanze di Varsavia e impegnata nell’aiuto nei casi di gravidanze non desiderate.</p>
<p>Nel 2020 Justyna fece avere delle pillole abortive ad Anna, che era alla dodicesima settimana di gravidanza e non poteva recarsi all’estero, come avrebbe preferito, perché il marito non glielo consentiva. Quest’ultimo chiamò invece la polizia, che confiscò le pillole ricevute dalla moglie e denunciò Justyna che gliele aveva procurate.</p>
<p>Adesso l’attivista <em>pro-choice</em> deve affrontare il processo, in cui potrebbe essere condannata fino a tre anni di prigione. La prima udienza è prevista per l’8 aprile.</p>
<p>La Polonia ha varato recentemente <a href="https://blog.uaar.it/2021/01/30/resistenza-polacca-contro-lattacco-diritto-abortire/">leggi molto restrittive in tema di aborto</a> e negli scorsi mesi il movimento di protesta <em>Strajk Kobiet</em> (sciopero delle donne) è intervenuto con manifestazioni in tutto il paese, molto spesso connotate da <a href="https://blog.uaar.it/2020/11/27/societa-polacca-rivendica-laicita-per-garantire-diritti-delle-donne/">richiami alla laicità delle istituzioni</a>.</p>
<p>La legge per cui Justyna andrà sotto processo risale però agli ’90, e, come <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2022/mar/28/polish-woman-is-first-to-face-trial-for-violating-strict-abortion-law">ha dichiarato Kinga Jelińska al <em>Guardian</em></a>, riguarda un generico “aiuto all’aborto”, facendo però riferimento solo all’aborto chirurgico. ADT aiuta le donne a rivolgersi all’estero per procurarsi e farsi spedire legalmente in Polonia pillole di farmaci abortivi, quali il mifepristone o il misoprostolo. In questo modo, le attiviste di ADT erano al riparo da accuse di aiuto all’aborto. Nel caso specifico, però, <span class="pullquote">Justyna ha aiutato direttamente Anna</span>, in considerazione del pericolo immediato derivante dalla convivenza con un marito violento. Da qui l’imputazione e il processo.</p>
<p>Anche <a href="https://www.amnesty.org/en/documents/eur37/5380/2022/en/">Amnesty International si è occupata del caso</a>, lanciando una <a href="https://amnesty.org.pl/akcje/stan-w-obronie-justyny/">petizione online</a> per chiedere alle autorità polacche di far cadere tutte le accuse, astenersi da ulteriori azioni contro di lei o altre attiviste impegnate in campagne per i diritti in campo sessuale e riproduttivo e per depenalizzare l’accesso all’aborto.</p>
<p>Justyna e persone come lei sono l’unica possibilità in Polonia di ottenere un aborto sicuro. Come indica il <a href="https://jakjustyna.aborcyjnydreamteam.pl/en/">sito della campagna</a>, dovrebbero essere difese e protette, non messe sotto accusa.</p>
<p><strong>Loris Tissino e Ika Puszczykowska</strong></p>
<p>Per gentile concessione di <a href="https://aborcyjnydreamteam.pl/"><em>Aborcyjny Dream Team</em></a> (ADT)</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Foto di Karolina Jackowska</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La resistenza polacca contro l&#8217;attacco al diritto di abortire</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 16:04:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La società civile polacca si sta organizzando per resistere al pesante attacco al diritto all&#8217;aborto in atto nel paese, dove, in seguito alla pubblicazione della contestatissima sentenza della Corte Costituzionale del 22 ottobre 2020, avvenuta il 27 gennaio di quest’anno, è ora di fatto vietata la pratica dell&#8217;interruzione di gravidanza se non nei casi in cui essa sia dovuta a stupro o incesto. In realtà, afferma FederaPL (Federazione per le donne e la pianificazione familiare, un&#8217;organizzazione non profit che si...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2021/01/30/resistenza-polacca-contro-lattacco-diritto-abortire/" title="Read La resistenza polacca contro l&#8217;attacco al diritto di abortire">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La società civile polacca si sta organizzando per resistere al pesante attacco al diritto all&#8217;aborto in atto nel paese, dove, in seguito alla pubblicazione della contestatissima sentenza della Corte Costituzionale del 22 ottobre 2020, avvenuta il 27 gennaio di quest’anno, è ora di fatto vietata la pratica dell&#8217;interruzione di gravidanza se non nei casi in cui essa sia dovuta a stupro o incesto.</p>
<p>In realtà, afferma FederaPL (Federazione per le donne e la pianificazione familiare, un&#8217;organizzazione non profit che si batte per la salute e i diritti riproduttivi) i medici possono comunque <a href="https://www.facebook.com/federapl/posts/4353953151300693">dichiarare che la gravidanza mette a rischio la salute</a> fisica o psicologica della madre: per questo motivo il loro appello è a una sorta di obiezione di coscienza inversa rispetto a quella che è prevista dalla legge italiana. Si chiede infatti ai medici di trovare una soluzione all&#8217;esigenza delle donne che vogliono abortire, facendo presente che il portare avanti una gravidanza anche in caso di gravi malformazioni del feto (e quando il nascituro è destinato ad una morte precoce) equivale ad una vera e propria forma di tortura. I medici sono quindi invitati a praticare comunque l&#8217;aborto: andranno forse incontro a conseguenze giuridiche nel farlo, ma il movimento delle donne offre loro ampio supporto legale, così come intende supportare quei giudici che saranno chiamati a pronunciarsi su vicende di aborto.<span class="pullquote"><!-- in caso di gravi malformazioni del feto portare avanti la gravidanza equivale a una forma di tortura --></span></p>
<p>Il movimento delle donne offre anche <a href="https://federa.org.pl/aborcja-pomoc/">supporto alle donne che intendono recarsi all&#8217;estero</a> per praticare l&#8217;aborto. In Svezia <a href="https://sverigesradio.se/artikel/7599256">si sta lavorando</a> per renderlo gratuito per le donne polacche che vi si recheranno (è curioso notare che avverrebbe così un rovesciamento della situazione di decenni fa, quando nel paese scandinavo l&#8217;aborto era illegale e molte <a href="https://www.gynmed.at/sites/default/files/publications/pro-familia-magazin-03_2011_fiala.pdf">donne svedesi andavano nella Polonia comunista</a> per poterlo praticare). FederaPL ha poi predisposto una <a href="https://federa.org.pl/wp-content/uploads/2020/03/Federa_aborcja-farmakologiczna_broszura.pdf">brochure sull&#8217;aborto farmacologico</a>, nella quale vengono offerte informazioni sia sull&#8217;uso sia sulle modalità di ottenimento dei farmaci abortivi.</p>
<img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-66693" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2021/01/poloniafb-650x325.png" alt="" width="650" height="325" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2021/01/poloniafb-650x325.png 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2021/01/poloniafb-768x384.png 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2021/01/poloniafb-1024x512.png 1024w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2021/01/poloniafb.png 1264w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" />
<p>La Polonia, anche prima della sentenza da poco pubblicata, aveva già una delle leggi più restrittive al mondo in materia di aborto. Tra i casi in cui era possibile praticarlo, vi era quello di gravi e irreversibili malformazioni del feto e di malattie incurabili. Circa il 98% dei casi di aborto praticato rientravano in queste categorie. Jarosław Kaczyński, presidente del partito governativo <em>Diritto e Giustizia</em> e attuale vice-premier, nel 2016 <a href="https://oko.press/bukareszt-w-warszawie-o-wyroku-tk-przylebskiej-w-sprawie-aborcji">dichiarò</a> «Ci adopereremo affinché anche i casi di gravidanze molto difficili, quando il bambino è condannato alla morte o è gravemente deformato, finiscano con il parto, in modo che il bambino possa essere battezzato, seppellito e abbia un nome.» Un proposito che ora è compiuto senza un intervento legislativo ma con una sentenza del tribunale costituzionale basata su un&#8217;interpretazione integralista dell&#8217;art. 38 della costituzione polacca, che recita «La Repubblica di Polonia fornisce ad ogni essere umano la tutela giuridica della vita.» Non è naturalmente mancato chi, come Jerzy Kwaśniewski, dell&#8217;organizzazione fondamentalista <em>Ordo Iuris</em>, <a href="https://euobserver.com/justice/150752">ha festeggiato tirando in ballo l&#8217;eugenetica</a>, affermando che finalmente essa è stata rimossa dall&#8217;ordinamento polacco.<span class="pullquote"><!-- «Ci adopereremo affinché le tutte le gravidanze finiscano con il parto in modo che il bambino sia battezzato» --></span></p>
<p>Il movimento dello sciopero delle donne, <a href="https://blog.uaar.it/2020/11/27/societa-polacca-rivendica-laicita-per-garantire-diritti-delle-donne/">di cui abbiamo già parlato</a>, è in questi giorni di nuovo nelle piazze di decine di città polacche, nonostante il freddo e la pandemia, per protestare contro la deriva clericale e reazionaria voluta dai politici al governo e malvista dalla maggioranza della società (sette polacchi su dieci appoggiano la protesta, stando ai <a href="https://www.facebook.com/ogolnopolskistrajkkobiet/posts/5705875812771703">risultati di un recente sondaggio</a>). In molti credono che le proteste avranno un risultato positivo, e per quanto ci riguarda non possiamo che augurarci che abbiano ragione.</p>
<p><strong>Loris Tissino e Ika Puszczykowska</strong></p>
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		<title>La società polacca rivendica la laicità per garantire i diritti delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 16:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti-delle-donne]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle cronache venute alla ribalta in Italia sembra che tutto sia cominciato con la controversa decisione del Tribunale costituzionale polacco del 22 ottobre che, se applicata, vieterebbe l&#8217;aborto anche in caso di malformazioni del feto e di stupro. Ma questa è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, in un Paese in cui le forze clericali sono sempre più potenti e pretendono di regolare ogni momento della vita pubblica e privata (si pensi ad esempio al...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/11/27/societa-polacca-rivendica-laicita-per-garantire-diritti-delle-donne/" title="Read La società polacca rivendica la laicità per garantire i diritti delle donne">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle cronache venute alla ribalta in Italia sembra che tutto sia cominciato con la controversa decisione del Tribunale costituzionale polacco del 22 ottobre che, se applicata, vieterebbe l&#8217;aborto anche in caso di malformazioni del feto e di stupro. Ma questa è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, in un Paese in cui le forze clericali sono sempre più potenti e pretendono di regolare ogni momento della vita pubblica e privata (si pensi ad esempio al caso delle regioni e città <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/11/polonia-viaggio-nelle-lgbt-free-zones-vietate-ai-gay-non-vogliamo-arrestarli-solo-che-si-nascondano-ci-dicono-riapriamo-auschwitz/5864225/">dichiarate </a><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/11/polonia-viaggio-nelle-lgbt-free-zones-vietate-ai-gay-non-vogliamo-arrestarli-solo-che-si-nascondano-ci-dicono-riapriamo-auschwitz/5864225/"><em>LGBTQ-free</em></a>).</p>
<p>Già nel 2016, in reazione alla proposta dell&#8217;<a href="https://www.linkiesta.it/2019/12/ordo-iuris-angelicum/">istituto Ordo Iuris</a> di Varsavia che voleva rendere illegale l’aborto nel paese, la famosa attrice Krystyna Janda suggerì di imitare l’idea delle donne islandesi che nel 1975 fecero uno sciopero nazionale per rivendicare la parità dei diritti. L’idea venne ben presto messa in azione e <span class="pullquote">in pochi giorni fu organizzato anche in Polonia uno sciopero nazionale delle donne (il “lunedì nero”)</span> che vide la partecipazione di oltre 500mila persone, manifestazioni in 150 città e portò al ritiro del progetto anti-aborto la cui discussione era già iniziata in Parlamento.</p>
<p>Il movimento di protesta delle donne crebbe, venne imitato anche all’estero dalla Russia all’America Latina e alla Corea del Sud, e si diede un&#8217;organizzazione stabile che portò ad altre manifestazioni negli anni successivi contro l’inasprimento della legge sull’aborto o, al contrario, per la sua totale legalizzazione.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-66082" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/11/polonia.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/11/polonia.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/11/polonia-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/11/polonia-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2020/11/polonia-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Quando il 22 ottobre di quest’anno il Tribunale costituzionale polacco (la cui composizione, tra l’altro, è stata modificata dal governo per renderlo meno indipendente dal potere esecutivo) ha decretato l’incostituzionalità dell’aborto anche in caso di malformazioni del feto e di stupro, le donne polacche non si sono quindi fatte trovare impreparate. Hanno iniziato a manifestare contro quest&#8217;ultima violazione dei loro diritti, creando un grande movimento di protesta, che ha coinvolto in modo particolare la parte più giovane della società ed esteso le rivendicazioni ad altri temi importanti, quali la laicità dello stato, il diritto alla parità di genere, l&#8217;istruzione, la sanità pubblica, il lavoro e la crisi climatica.</p>
<p><span class="pullquote">In un mese di manifestazioni che hanno coinvolto tutto il paese, sono state raccolte ulteriori idee</span> e proposte, analizzate e discusse in un comitato civico che ha coinvolto in diversi gruppi di lavoro oltre quattrocento persone, i cui risultati sono stati presentati in una conferenza stampa il 24 novembre.</p>
<p>Le proposte operative su cui si può lavorare fin da subito, illustrate in tale occasione, mostrano il forte legame tra le rivendicazioni relative ai diritti civili delle donne e l’esigenza di avere uno stato laico e non clericale. Oltre a tutte le questioni legate al diritto all’aborto e alla condizione della donna nella società, si sono proposte infatti:</p>
<ul>
<li>una campagna di <strong>apostasia nazionale</strong>, con invito a resistere alla pressione sociale di battezzare i bambini, a sbattezzarsi, a verificare i dati statistici della chiesa (la quale sostiene che il 90% dei polacchi sarebbe cattolico quando invece lo sarebbe solo circa il 25%), facendo pressione sulla chiesa affinché perché renda noto ogni anno il numero degli apostati e dei battesimi;</li>
<li>la <strong>declericalizzazione</strong> del paese (azioni contro l’uso dei simboli religiosi nelle cerimonie nazionali, le messe che accompagnano le cerimonie laiche, l’onnipresenza dei preti in tutti gli eventi pubblici, la genuflessione dei funzionari pubblici davanti ai prelati come se fossero al di sopra della legge, i cappellani pagati dallo stato, i simboli religiosi nei passaporti);</li>
<li>proteste contro quella che viene chiamata <strong>“giovannipaolizzazione”</strong> della sfera pubblica (si pensi alle sempre più numerose strutture pubbliche che portano il nome di Giovanni Paolo II);</li>
<li>la <strong>laicizzazione della scuola</strong>, supportando i giovani che si vedono costretti a frequentare le lezioni di religione contro la loro volontà e facendo pressione per rendere tale insegnamento non più obbligatorio.</li>
</ul>
<p><strong>Loris Tissino<br />
(con la collaborazione di Ika Puszczykowska)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Segue una sintesi del <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwe.tl%2Ft-RycxP4DF8J%3Ffbclid%3DIwAR2KE0czEkUpOnUn7Tim9-GxhwM2KGtU2NnNJAPsFb7qDesG1fJDZ8yHr7E&amp;h=AT1Y3CoeIIh-RVMTJEA261YvPaQm8U7IOgn62mRVnr1rvmh9p7W_FcGR_lJUn4tIraEp21W4p-_z7BGKyOWWaW3lgF5NLkVz7nk20RevOhXeIkt1hwhb0sgdkQ&amp;__tn__=-UK-R&amp;c%5B0%5D=AT0nCF0no0MZflauD1Yy9y3wlE82VpX1Dvg69P3w23XW0iPz7VDFSMPxQbK5TOLeeHCuyvniHqQqgvHrNnqmT1Xfa1Awpjs9X781CsgeyngceXRAoqhGbf2Ow4JtzdyHri19UsqeBrv10EAOa7sFUFsCyiaK0mtAZGR9LEURqzq3Fl5CqJHDnyA">documento</a> consegnato in occasione della <a href="https://www.facebook.com/watch/live/?v=2863737443898876&amp;ref=watch_permalink">conferenza stampa</a> del 24 novembre 2020.</p>
<hr />
<p><strong>INTRODUZIONE</strong></p>
<p>Il Consiglio Consultivo dello Sciopero Nazionale Polacco delle Donne (<em>Ogolnopolski Strajk Kobiet</em>), creato nella fase iniziale dello sciopero per raccogliere richieste, idee e proposte della gente che protesta in strada e, attraverso le mail ricevute, cercare soluzioni, è suddiviso in gruppi di lavoro tematici. In futuro il Consiglio intende occuparsi di come “aggiustare” le cose nel paese dopo il governo del partito Diritto e Giustizia; intanto, oggi presenta soluzioni ai problemi che possono essere affrontati subito, anche in questo momento in cui tale partito è al potere, in sei campi principali che sono: diritti delle donne, istruzione, stato laico, salute, lavoro, crisi climatica.</p>
<p><strong>1) Diritti delle donne</strong></p>
<p>Soluzioni fattibili già ora perché la loro messa in atto non dipende dal governo:</p>
<p>Aborto</p>
<ul>
<li>da parte dei giudici: non applicare la “sentenza” della Corte Costituzionale del 22 ottobre 2020 che vieta l’aborto e rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea in caso di controversie;</li>
<li>da parte dei medici: non seguire la “sentenza”;</li>
<li>da parte dello Sciopero Nazionale Polacco delle Donne: sostenere, proteggere i medici, i giudici, le persone in caso di persecuzione da parte del potere;</li>
<li>da parte degli ospedali: informare le persone su quali sono le strutture dove l’aborto può essere praticato;</li>
<li>da parte della Commissione Europea: avviare una procedura legale riguardo la violazione in Polonia dell’art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali (“Diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale”);</li>
<li>da parte degli europarlamentari: fare pressione sulla Commissione Europea perché avvii la procedura legale riguardo tale violazione;</li>
<li>da parte dei cittadini: presentare una petizione al Parlamento Europeo riguardante la violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani;</li>
<li>da parte dei cittadini toccati direttamente dall’esecuzione della “sentenza”: presentare una protesta al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.</li>
</ul>
<p>Convenzione di Istanbul</p>
<ul>
<li>da parte dei cittadini e dei parlamentari: chiedere le dimissioni del Ministro della Giustizia e di controllare l’implementazione della Convenzione in Polonia (cosa ancora non fatta).</li>
</ul>
<p>Cure perinatali</p>
<ul>
<li>da parte dei parlamentari dell’opposizione: chiedere l’inclusione nel gruppo parlamentare per le cure perinatali di persone che hanno a cuore i diritti delle donne o creare un altro gruppo, sensibile alle organizzazioni dei cittadini e ai diritti delle donne.</li>
</ul>
<p>Alimenti</p>
<ul>
<li>di fronte alla totale crisi del sistema della riscossione degli alimenti durante l’attuale pandemia, si chiede che: ogni famiglia unigenitoriale venga immediatamente soccorsa tramite un fondo per gli alimenti; che la questione della riscossione degli alimenti venga aggiunta fra le questioni urgenti gestite dai tribunali nei tempi della pandemia; che vengano semplificate le tabelle alimentari.</li>
</ul>
<p><strong>2) Istruzione</strong></p>
<ul>
<li>chiedere le dimissioni dell’attuale Ministro dell’Istruzione e della Scienza, incompetente, misogino, omofobo, favorevole alle punizioni corporali come metodo educativo;</li>
<li>chiedere lo stop della repressione nei riguardi degli studenti e dei docenti che partecipano alle proteste in maniera diretta o semplicemente attraverso simboli sulle foto del profilo Facebook;</li>
<li>da parte di studenti e docenti: rivendicare i diritti costituzionali di ogni cittadino di esprimere la propria opinione, la propria credenza e di manifestare;</li>
<li>da parte dello Sciopero Nazionale Polacco delle Donne: sostegno anche legale a tutti gli studenti e docenti che vengono minacciati e intimiditi, i cui dati vengono illegalmente raccolti da parte degli organi del Consiglio di Istruzione;</li>
<li>pari diritto per tutti i bambini di accesso alla didattica a distanza;</li>
<li>test gratuiti per il personale della scuola e vaccini gratuiti anti-influenzali.</li>
</ul>
<p><strong>3) Stato laico</strong></p>
<ul>
<li><strong>apostasia</strong> <strong>nazionale</strong>
<ul>
<li>delle persone che non si identificano con la chiesa, invito a resistere alla pressione sociale di battezzare i bambini;</li>
<li>per i giornalisti: invito a verificare i dati statistici della chiesa e fare pressione sulla chiesa affinché renda noto ogni anno il numero degli apostati e dei battesimi;</li>
<li>per i politici dell’opposizione: diffondere queste questioni;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>declericalizzazione</strong>: azioni contro la violenza religiosa delle cerimonie nazionali piene di simbologia religiosa, contro i simboli religiosi onnipresenti nelle istituzioni, contro le messe che accompagnano le cerimonie laiche, contro onnipresenza dei preti in tutti gli eventi pubblici, contro i funzionari pubblici che si inginocchiano davanti ai religiosi come se fossero al di sopra della legge, contro i cappellani pagati dallo stato, contro i simboli religiosi nei passaporti (violenza simbolica);</li>
<li>i cittadini sono chiamati a protestare contro la “<strong>giovannipaolizzazione</strong>” della sfera pubblica (il fatto che le strutture pubbliche portino il nome di Giovanni Paolo II) e verranno supportati dallo Sciopero;</li>
<li>per una <strong>scuola laica</strong>: supporto ai giovani che vengono costretti a frequentare le lezioni di religione dai genitori; appello ai genitori e ai giovani che non si avvalgono di tale insegnamento affinché facciano pressione sulla direzione scolastica per collocare le ore di religione fuori dall’orario ordinario; campagna sui social media per informare del fatto che si può rinunciare all’ora di religione in ogni momento dell’anno scolastico.</li>
</ul>
<p><strong>4) Salute</strong></p>
<ul>
<li>innalzamento del finanziamento in sanità pubblica ai livelli europei;</li>
<li>aumento dei test per il Covid;</li>
<li>gestione più razionale dei posti letto e aumento dei posti letto, creazione di ospedali temporali e altro;</li>
<li>approvazione della legge anti-Covid con una modifica del Senato che sia favorevole per il personale medico e immediato pagamento dei salari, anche per far fronte alla fuga delle professioni mediche all&#8217;estero;</li>
<li>miglioramento delle cure perinatali;</li>
<li>accesso libero e gratuito ai metodi anticoncezionali;</li>
<li>educazione sessuale nelle scuole (con approccio scientifico);</li>
<li>accesso a controlli gratuiti e di alta qualità durante la gravidanza.</li>
</ul>
<p><strong>5) Lavoro</strong></p>
<ul>
<li>contrastare il fenomeno dei “contratti spazzatura” e dell’instabilità del lavoro (che per le donne significa mancanza di diritto alla maternità, garantito dall&#8217;art. 33 della Carta Europea dei Diritti Fondamentali);</li>
<li>rafforzare il sistema di controllo e di pena per datori di lavoro disonesti;</li>
<li>i contratti brevi su commissione dovrebbero esistere solo nel caso in cui il lavoro autonomo possa essere svolto in qualsiasi luogo e tempo (con diritto alla pensione, ferie e benefici sanitari);</li>
<li>eliminazione degli stage gratuiti o semigratuiti attraverso una retribuzione minima oraria per ciascun stagista/apprendista;</li>
<li>diritto al sussidio di disoccupazione per i giovani in cerca del primo lavoro;</li>
<li>parità di retribuzione per le donne, in particolare nei settori delle cure, educativo e sociale;</li>
<li>trasparenza dei salari nel settore amministrativo, finanziato dallo stato e dagli enti locali e nel settore privato commissionato dallo stato.</li>
</ul>
<p><strong>6) Crisi climatica</strong></p>
<ul>
<li>creazione, entro tre mesi, da parte del parlamento, di una <strong>Tavola rotonda nazionale sulla questione climatica</strong> con scelta del modello di trasformazione pro-climatica, soprattutto per quanto riguarda la transizione energetica, che richiederà grande risorse di budget e coinvolgerà tutta la società. Lo scopo e il campo tematico della Tavola verranno decisi all’interno del workshop cui parteciperanno rappresentanti del governo, organizzazioni non governative (anche lo Sciopero), università e movimenti sociali dal basso impegnati nella lotta contro i cambiamenti climatici. La Tavola durerà 3-4 mesi e sarà composta di 100 persone più 10 supplenti. Criteri per la composizione demografica: sesso, età, livello di istruzione, residenza (campagna / città piccola / città grande con più di 100 mila abitanti), regione, atteggiamento verso i cambiamenti climatici). La Tavola si svolgerà in 3 fasi:
<ul>
<li><em>educativa</em> (partecipazione alle lezioni degli esperti, che saranno trasmesse in diretta e registrate);</li>
<li><em>integrativa</em> (conoscenza reciproca fra i partecipanti e discussione del problema);</li>
<li><em>elaborazione delle raccomandazioni </em>(parte non pubblica): le raccomandazioni riconosciute da almeno l’80% dei partecipanti verranno considerate vincolanti e il governo deve intraprendere tutte le possibili azioni per implementarle al più presto.</li>
</ul>
</li>
</ul>
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		<title>Polonia: il governo italiano chieda la liberazione di attivista LGBTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rgrendene]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 09:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ventisette associazioni scrivono una lettera aperta al governo italiano per chiedere che interceda per la liberazione immediata Margot Szustowicz, l’attivista non-binaria a cui sono stati dati due mesi di carcerazione preventiva per aver decorato alcuni monumenti con bandiere arcobaleno e per aver danneggiato un furgone dell’organizzazione Pro Prawo do Życia che diffondeva messaggi omofobi. Nel corso di una manifestazione di solidarietà con Margot, il 7 agosto scorso, la polizia è intervenuta arrestando 48 persone, ostacolando il loro accesso all’assistenza medica...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2020/08/21/polonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti/" title="Read Polonia: il governo italiano chieda la liberazione di attivista LGBTI">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ventisette associazioni scrivono una <a href="https://www.uaar.it/sites/default/files/webfm/all/diritti_polonia_20200821.pdf">lettera aperta</a> al governo italiano per chiedere che interceda per la liberazione immediata Margot Szustowicz, l’attivista non-binaria a cui sono stati dati due mesi di carcerazione preventiva per aver decorato alcuni monumenti con bandiere arcobaleno e per aver danneggiato un furgone dell’organizzazione Pro Prawo do Życia che diffondeva messaggi omofobi.</p>
<p>Nel corso di una manifestazione di solidarietà con Margot, il 7 agosto scorso, la polizia è intervenuta arrestando 48 persone, ostacolando il loro accesso all’assistenza medica (necessaria per via delle brutali modalità dell’arresto) e legale.</p>
<p>Le associazioni chiedono quindi anche d’inviare un segnale forte al governo polacco che il nostro Paese condanna le detenzioni arbitrarie e la brutalità della polizia e di sollecitare le autorità polacche a rispettare i diritti umani delle persone LGBTI.</p>
<p>«Quanto sta accadendo in Polonia è inaccettabile. Mesi di omofobia sponsorizzata dallo Stato si sono trasformati in un comportamento inaccettabile della polizia e in una misura di carcerazione preventiva eccessiva per gli stessi standard polacchi, non essendo stata comminata prima nemmeno a persone accusate di reati ben più gravi. L’Italia deve far sentire al più presto la propria voce per difendere lo Stato di Diritto in un altro Stato membro dell’Unione Europea», dicono le associazioni firmatarie.</p>
<p>La lettera aperta è stata trasformata anche in <a href="https://action.allout.org/it/m/637758bf/">una petizione</a> per consentire anche ai singoli di sottoscriverla.</p>
<p>Agedo nazionale – Associazione genitori parenti e amici di persone LGBT+<br />
ALFI &#8211; Associazione Lesbica Femminista Italia<br />
Arci<br />
Arcigay<br />
Assist &#8211; Associazione Nazionale Atlete<br />
Associazione culturale-teatrale Gli Sbandati<br />
Associazione Quore<br />
Associazione Radicale Certi Diritti<br />
Atn &#8211; Associazione Transessuale Napoli<br />
Circolo Mario Mieli<br />
Comitato Da’ voce al rispetto<br />
Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna<br />
Diversity<br />
Famiglie Arcobaleno<br />
Femminismi blog<br />
Gaynet Italia<br />
Il Grande Colibrì<br />
I sentinelli di Milano<br />
La tenda di Gionata<br />
Le Rose di Gertrude<br />
MIT – Movimento Identità Trans<br />
MiXED lgbti<br />
Omphalos<br />
Polis Aperta<br />
Rebel Network<br />
Se Non Ora Quando? Torino<br />
UAAR &#8211; Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F08%2F21%2Fpolonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20il%20governo%20italiano%20chieda%20la%20liberazione%20di%20attivista%20LGBTI" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F08%2F21%2Fpolonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20il%20governo%20italiano%20chieda%20la%20liberazione%20di%20attivista%20LGBTI" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F08%2F21%2Fpolonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20il%20governo%20italiano%20chieda%20la%20liberazione%20di%20attivista%20LGBTI" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F08%2F21%2Fpolonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti%2F&amp;linkname=Polonia%3A%20il%20governo%20italiano%20chieda%20la%20liberazione%20di%20attivista%20LGBTI" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2020%2F08%2F21%2Fpolonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti%2F&#038;title=Polonia%3A%20il%20governo%20italiano%20chieda%20la%20liberazione%20di%20attivista%20LGBTI" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2020/08/21/polonia-governo-chieda-liberazione-attivista-lgbti/" data-a2a-title="Polonia: il governo italiano chieda la liberazione di attivista LGBTI"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La messa al bando della macellazione rituale in Polonia e le rituali proteste di Israele</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/07/19/bando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 17:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Polonia non è più legale la macellazione rituale, caratteristica dell&#8217;ebraismo e dell&#8217;islam. La Corte Costituzionale ha stabilito a gennaio che le pratiche kosher e halal rappresentano una violazione dei diritti non in linea con gli standard, anche europei, sull&#8217;abbattimento degli animali. La Camera (Sejm) ha di recente bocciato con 222 contro 178 voti una legge, proposta dal governo, per salvaguardare queste pratiche religiose. Dal 1997 esiste una normativa che impone lo stordimento prima della macellazione, ma dal 2004 era...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2013/07/19/bando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele/" title="Read La messa al bando della macellazione rituale in Polonia e le rituali proteste di Israele">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Polonia non è più legale la macellazione rituale, caratteristica dell&#8217;ebraismo e dell&#8217;islam. La Corte Costituzionale ha stabilito a gennaio che le pratiche <em>kosher</em> e <em>halal</em> rappresentano una violazione dei diritti non in linea con gli standard, anche europei, sull&#8217;abbattimento degli animali. La Camera (<em>Sejm</em>) ha di recente bocciato con 222 contro 178 voti una legge, proposta dal governo, per salvaguardare queste pratiche religiose. Dal 1997 esiste una normativa che impone lo stordimento prima della macellazione, ma dal 2004 era concessa l&#8217;eccezione per musulmani ed ebrei. Nel 2011 gli animalisti avevano presentato ricorso contro la legge, da cui è scaturita la sentenza del supremo tribunale.</p>
<p>Sul tema si dibatte <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Legal_aspects_of_ritual_slaughter">in questo e in altri paesi</a>, come l&#8217;<a href="//blog.uaar.it/2012/06/09/olanda-ministero-introduce-eccezione-religiosa-bando-macellazione-rituale/">Olanda</a>, dove si era proposto di introdurre il bando, poi rientrato, e la <a href="//blog.uaar.it/2012/05/29/gran-bretagna-discute-bando-macellazione-rituale/">Gran Bretagna</a>. A <span class="pullquote">favore del divieto una parte crescente dell&#8217;opinione pubblica</span>, per l&#8217;accresciuta sensibilità animalista. La macellazione rituale (<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shechita">schechitah</a></em> per gli ebrei e <em>dhabiha</em> per gli islamici) necessita infatti, sulla base di antiche credenze religiose, che l&#8217;animale sia cosciente, che venga sgozzato e che si proceda al dissanguamento al fine di purificarne la carne e poterla quindi consumare, senza lo stordimento o altre pratiche diffuse negli allevamenti moderni.</p>
<img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-41677" alt="macellazione-polonia" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2013/07/macellazione-polonia.jpg" width="550" height="323" />
<p>Fortissima è l&#8217;opposizione della componente più ortodossa della comunità ebraica che, come in altre occasioni, ha paragonato il bando alle leggi antisemite introdotte dai nazisti. Gli ebrei più liberali sono invece più propensi ad accettare il no alla macellazione rituale. Le <a href="http://www.independent.co.uk/voices/comment/polish-parliament-upholds-ban-on-ritual-slaughter--but-its-nothing-to-do-with-judaism-8711120.html">reazioni sono state diverse</a> ma in Polonia ha protestato non tanto l&#8217;esigua comunità ebraica, quanto la lobby dei produttori di carne, che con l&#8217;apertura dei mercati della Turchia da qualche anno ha visto crescere un settore specializzato proprio nell&#8217;esportazione di <em>halal</em>.</p>
<p>Anche lo stato d&#8217;<a href="http://www.economist.com/blogs/easternapproaches/2013/07/poland-and-israel">Israele</a> ha però espresso la sua opposizione al bando in Polonia, e ne è nato un caso diplomatico. L&#8217;attuale premier e ministro degli esteri israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rilasciato un <span class="pullquote">duro comunicato che definisce il bando &#8220;totalmente inaccettabile&#8221;</span>, una &#8220;decisione che colpisce gravemente il processo di ricostituzione della vita ebraica in Polonia&#8221;, invitando il Parlamento a &#8220;riconsiderare&#8221; la decisione. Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha parlato di reazione &#8220;inappropriata&#8221; e sono stati convocati i rispettivi ambasciatori.</p>
<p>Non è da escludere che sulla decisione possa aver inciso l&#8217;identitarismo cattolico, in un paese che storicamente fa i conti con l&#8217;antisemitismo e dove la comunità ebraica è stata decimata dai nazisti (si pensi solo alla tragica e disperata rivolta del ghetto di Varsavia). Ma gli ammonimenti del governo israeliano ricordano quelli dell&#8217;Iran o delle autorità della Città del Vaticano. Tutte realtà che si stracciano le vesti quando altri stati vogliono mettere il becco nelle loro decisioni. Uno Stato non dovrebbe entrare nel merito di quello che fanno altri stati, in particolare sui temi etici. Perché così facendo si mostra per quello è: uno Stato etico, che promuove e difende una particolare concezione del mondo, discriminando tutti quei cittadini che la pensano diversamente. L&#8217;attuale governo israeliano <a href="//blog.uaar.it/2013/03/19/anche-israele-governo-senza-partiti-ortodossi/">non gode del sostegno dei partiti religiosi</a>. Se ne ricordi, se possibile.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F07%2F19%2Fbando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele%2F&amp;linkname=La%20messa%20al%20bando%20della%20macellazione%20rituale%20in%20Polonia%20e%20le%20rituali%20proteste%20di%20Israele" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F07%2F19%2Fbando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele%2F&amp;linkname=La%20messa%20al%20bando%20della%20macellazione%20rituale%20in%20Polonia%20e%20le%20rituali%20proteste%20di%20Israele" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F07%2F19%2Fbando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele%2F&amp;linkname=La%20messa%20al%20bando%20della%20macellazione%20rituale%20in%20Polonia%20e%20le%20rituali%20proteste%20di%20Israele" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F07%2F19%2Fbando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele%2F&amp;linkname=La%20messa%20al%20bando%20della%20macellazione%20rituale%20in%20Polonia%20e%20le%20rituali%20proteste%20di%20Israele" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F07%2F19%2Fbando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele%2F&#038;title=La%20messa%20al%20bando%20della%20macellazione%20rituale%20in%20Polonia%20e%20le%20rituali%20proteste%20di%20Israele" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2013/07/19/bando-macellazione-rituale-polonia-proteste-israele/" data-a2a-title="La messa al bando della macellazione rituale in Polonia e le rituali proteste di Israele"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Polonia, diritto allo sbattezzo più vicino</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/04/22/polonia-diritto-sbattezzo-vicino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 13:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Polonia i laici che fanno riferimento al sito Wystap.pl (wystap = &#8216;lascia&#8217;, &#8216;esci&#8217; in polacco), lanciato quasi tre anni fa dall&#8217;attivista Maciej Psyk, sono più vicini che mai nel trapiantare la procedura civile dello &#8220;sbattezzo&#8221; italiano in terra polacca. La svolta a marzo, quando presso la Corte suprema amministrativa di Varsavia si sono svolte quattro udienze contro il locale ispettore generale per la protezione dei dati personali, in seguito a un&#8217;azione legale dei &#8220;membri&#8221; di Wystap.pl. Costo hanno sostenuto...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2013/04/22/polonia-diritto-sbattezzo-vicino/" title="Read Polonia, diritto allo sbattezzo più vicino">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Polonia i laici che fanno riferimento al sito <a href="http://wystap.pl/">Wystap.pl</a> (<em>wystap</em> = &#8216;lascia&#8217;, &#8216;esci&#8217; in polacco), lanciato quasi tre anni fa dall&#8217;attivista Maciej Psyk, sono più vicini che mai nel trapiantare la procedura civile dello &#8220;<a href="//www.uaar.it/laicita/sbattezzo/">sbattezzo</a>&#8221; italiano in terra polacca. La svolta a marzo, quando presso la Corte suprema amministrativa di Varsavia si sono svolte quattro udienze contro il locale ispettore generale per la protezione dei dati personali, in seguito a un&#8217;azione legale dei &#8220;membri&#8221; di <a href="http://wystap.pl/">Wystap.pl</a>. Costo hanno sostenuto che quell&#8217;ufficio (l&#8217;equivalente del Garante per la protezione dei dati personali) non ha esaminato i loro reclami contro i parroci cattolici &#8212; che gestiscono i loro registri battesimali &#8212; sulla base di pretesti superficiali.</p>
<p>Alla fine <span class="pullquote">i giudici non hanno accolto i deboli argomenti del Garante</span> e hanno stabilito per tutti e quattro i casi che l&#8217;ispettore generale ha il dovere legale di distinguere tra i membri della Chiesa in questione (tutti e quattro i casi riguardano la Chiesa cattolica) da quelli che non sono membri o gli ex membri. Inoltre, in una sentenza i giudici hanno affermato esplicitamente che l&#8217;opinione e la coscienza dei ricorrenti sono state trascurate dalle autorità minori come fossero irrilevanti sebbene nei fatti le abbiano prese in considerazione mentre pronunciavano la decisione. Tutti i quattro casi sono stati sottoposti di nuovo al Tribunale amministrativo regionale di Varsavia [<em>analogo al nostro Tar</em>] per chiarimenti ed emendamenti. Queste sentenze hanno attirato l&#8217;attenzione dei media nazionali in Polonia.</p>
<p>&#8220;Questa è una vittoria che crea un precedente, e abbiamo combattuto molto per arrivarci: può darsi che segni una nuova era nelle relazioni tra Chiesa e Stato in Polonia. Non sarebbe stata possibile senza il coraggio, la passione, l&#8217;audacia, la persistenza, l&#8217;intelligenza, la pazienza e la determinazione che ci sono state necessarie e abbiamo manifestato durante questo triste e prolungato scontro con le nostre stesse autorità statali. Ciò che abbiamo ottenuto non era mai stato immaginato prima, ma ora appartiene alla giurisprudenza polacca. Zbigniew Kaczmarek, Robert Binias e altre due persone che desiderano rimanere anonime stanno ancora aspettando le motivazioni scritte della Corte suprema amministrativa, ma hanno già vinto&#8221;, ha detto Maciej Psyk.</p>
<p>A seguito dello <span class="pullquote">schiacciante quattro a zero tra l&#8217;Ispettore generale e <a href="http://wystap.pl/">Wystap.pl</a></span>, il Tribunale amministrativo regionale di Varsavia è obbligato a cambiare i pronunciamenti per i futuri casi. Il 17 aprile il giudice Ewa Marcinkowska, che presiedeva la corte in un caso chiuso più di un anno fa riguardante Zbigniew Kaczmarek, ha ammesso che &#8220;la linea di ragionamento adottata dal Tribunale amministrativo di Varsavia non trova l&#8217;accettazione della Corte suprema amministrativa&#8221; e che il caso è stato rinviato all’Ispettore generale per la protezione dei dati personali, che deve adottare questo nuovo orientamento.</p>
<p>&#8220;È stato davvero impressionante per noi, anche scoraggiante, trovarci a lottare per i nostri diritti con le autorità che per prime dovrebbero proteggerli, ma che non lo fanno molto. Speriamo che questa lezione di disobbedienza civile contro il soverchiante dominio della Chiesa cattolica e la totale passività dei funzionari dello Stato non sia dimenticata per molto tempo&#8221;, ha concluso Maciej Psyk.</p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F04%2F22%2Fpolonia-diritto-sbattezzo-vicino%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20diritto%20allo%20sbattezzo%20pi%C3%B9%20vicino" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F04%2F22%2Fpolonia-diritto-sbattezzo-vicino%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20diritto%20allo%20sbattezzo%20pi%C3%B9%20vicino" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F04%2F22%2Fpolonia-diritto-sbattezzo-vicino%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20diritto%20allo%20sbattezzo%20pi%C3%B9%20vicino" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F04%2F22%2Fpolonia-diritto-sbattezzo-vicino%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20diritto%20allo%20sbattezzo%20pi%C3%B9%20vicino" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2013%2F04%2F22%2Fpolonia-diritto-sbattezzo-vicino%2F&#038;title=Polonia%2C%20diritto%20allo%20sbattezzo%20pi%C3%B9%20vicino" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2013/04/22/polonia-diritto-sbattezzo-vicino/" data-a2a-title="Polonia, diritto allo sbattezzo più vicino"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Polonia, niente tv digitale per Radio Maryja</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2012/02/07/polonia-niente-digitale-per-radio-maryja/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=30466</guid>

					<description><![CDATA[Per chi non lo sapesse, l&#8217;emittente polacca Radio Maryja è ben peggio dell&#8217;omonima radio italiana. Accusata quotidianamente di antisemitismo, persino l&#8217;ex segretario di Wojtyla ne dovette prendere le distanze. Benedetto XVI la giudica forse un po&#8217; diversamente, visto che cinque anni fa volle riceverne il direttore, Tadeusz Rydzyk, scandalizzando gli ebrei di mezza Europa. Oggi in Polonia c&#8217;è tuttavia un governo liberale, e un partito dichiaratamente anticlericale è la terza forza politica del paese. Risultato: come scriveva ieri Andrea Tarquini...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2012/02/07/polonia-niente-digitale-per-radio-maryja/" title="Read Polonia, niente tv digitale per Radio Maryja">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non lo sapesse, l&#8217;emittente polacca <em>Radio Maryja</em> è ben peggio dell&#8217;omonima radio italiana. Accusata quotidianamente di antisemitismo, persino l&#8217;ex segretario di Wojtyla <a href="//blog.uaar.it/2007/09/06/lex-segretario-wojtyla-stop-radio-maryja/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ne dovette prendere le distanze</a>. Benedetto XVI la giudica forse un po&#8217; diversamente, visto che cinque anni fa <a href="//blog.uaar.it/2007/08/09/papa-riceve-lantisemita-rydzik-ebrei-scioccati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">volle riceverne il direttore</a>, Tadeusz Rydzyk, scandalizzando gli ebrei di mezza Europa. Oggi in Polonia c&#8217;è tuttavia un governo liberale, e un partito dichiaratamente anticlericale è la terza forza politica del paese. Risultato: come scriveva ieri Andrea Tarquini <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=1AD23X" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su <em>Repubblica</em></a>, il consiglio nazionale delle radio e delle tv ha negato le frequenze gratuite del digitale terrestre a <em>TV Trwan</em>, la versione televisiva dell&#8217;emittente. L&#8217;ha ritenuta priva di pubblica utilità, e tanto ricca di suo da potersi pagare da sola l&#8217;accesso. La conferenza episcopale polacca ha protestato, gridando alla &#8220;violazione del pluralismo&#8221; e alla &#8220;lesione grave della libertà di informazione&#8221;. Tadeusz Rydzyk ci è andato giù ancora più pesantemente: &#8220;come i comunisti, i governanti di oggi vogliono chiuderci nelle sacrestie, ricordano il Terzo Reich&#8221;. Parole simili a quelle del vescovo bulgaro, <a href="//blog.uaar.it/2012/02/06/scandalo-bulgaria-molti-vescovi-sono-stati-spie-del-regime-comunista/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">citate ieri</a>: le chiese dell&#8217;Europa orientale non sono proprio abituate a vivere in stati che cercano di essere laici, democratici e trasparenti. Non a caso, ricorda Tarquini, <em>Radio Maryja</em> non ha avuto problemi nell&#8217;ultranazionalista e illiberale Ungheria, che tanti grattacapi sta creando in questi mesi all&#8217;Unione Europea.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F02%2F07%2Fpolonia-niente-digitale-per-radio-maryja%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20niente%20tv%20digitale%20per%20Radio%20Maryja" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F02%2F07%2Fpolonia-niente-digitale-per-radio-maryja%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20niente%20tv%20digitale%20per%20Radio%20Maryja" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F02%2F07%2Fpolonia-niente-digitale-per-radio-maryja%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20niente%20tv%20digitale%20per%20Radio%20Maryja" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F02%2F07%2Fpolonia-niente-digitale-per-radio-maryja%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20niente%20tv%20digitale%20per%20Radio%20Maryja" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F02%2F07%2Fpolonia-niente-digitale-per-radio-maryja%2F&#038;title=Polonia%2C%20niente%20tv%20digitale%20per%20Radio%20Maryja" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2012/02/07/polonia-niente-digitale-per-radio-maryja/" data-a2a-title="Polonia, niente tv digitale per Radio Maryja"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Polonia, cantante multata per blasfemia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:02:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[La cantante polacca Dorota Rabczewska (in arte Doda) è stata recentemente condannata per blasfemia, riporta il blog Friendly Atheist. Dovrà pagare 5.000 zloty, circa 1.450 euro per &#8220;offesa del sentimento religioso&#8221;. In Polonia punisce il vilipendio della religione con una multa e il carcere fino a due anni. Nel 2009 la performer aveva infatti dichiarato durante un&#8217;intervista che dubitava della Bibbia, &#8220;perché è difficile credere in qualcosa che è stato scritto da qualcuno ubriaco di vino e che fuma dell&#8217;erba&#8221;....  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2012/01/17/polonia-cantante-multata-blasfemia/" title="Read Polonia, cantante multata per blasfemia">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2012/01/Doda-Dorota-Rabczewska.jpg" rel="lightbox[30089]" title="Doda-Dorota-Rabczewska"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-30090" title="Doda-Dorota-Rabczewska" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2012/01/Doda-Dorota-Rabczewska-150x150.jpg" alt="Doda-Dorota-Rabczewska" width="150" height="150" /></a>La cantante polacca Dorota Rabczewska (in arte Doda) è stata recentemente condannata per blasfemia, riporta il blog <a href="http://www.patheos.com/blogs/friendlyatheist/2012/01/16/polish-pop-star-fined-1450-for-blasphemy/"><em>Friendly Atheist</em></a>. Dovrà pagare 5.000 zloty, circa 1.450 euro per &#8220;offesa del sentimento religioso&#8221;. In Polonia punisce il vilipendio della religione con una multa e il carcere fino a due anni.</p>
<p>Nel 2009 la performer aveva infatti dichiarato durante un&#8217;intervista che dubitava della Bibbia, &#8220;perché è difficile credere in qualcosa che è stato scritto da qualcuno ubriaco di vino e che fuma dell&#8217;erba&#8221;. Suscitando le ire dei cattolici, in particolare di Ryszard Nowak, presidente del Comitato per la Difesa contro le Sette.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F01%2F17%2Fpolonia-cantante-multata-blasfemia%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20cantante%20multata%20per%20blasfemia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F01%2F17%2Fpolonia-cantante-multata-blasfemia%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20cantante%20multata%20per%20blasfemia" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F01%2F17%2Fpolonia-cantante-multata-blasfemia%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20cantante%20multata%20per%20blasfemia" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F01%2F17%2Fpolonia-cantante-multata-blasfemia%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20cantante%20multata%20per%20blasfemia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2012%2F01%2F17%2Fpolonia-cantante-multata-blasfemia%2F&#038;title=Polonia%2C%20cantante%20multata%20per%20blasfemia" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2012/01/17/polonia-cantante-multata-blasfemia/" data-a2a-title="Polonia, cantante multata per blasfemia"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Polonia, scontro su fecondazione in vitro: &#8220;da Chiesa minacce e pressioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 07:54:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Questi giorni saranno esaminati dal Parlamento polacco diversi progetti di legge per regolamentare la fecondazione artificiale. In particolare, il partito del presidente Bronislaw Komorowski, Piattaforma Civica, ha preparato due testi. Uno che riserva la tecnica alle coppie sposate, l&#8217;altro che la estende anche alle coppie non sposate. Il partito di opposizione Diritto e Giustizia di Kaczyński ha invece presentato un testo molto restrittivo, che vieta la fecondazione in vitro con tanto di carcere per i medici. In Polonia si utilizza...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2010/10/20/polonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni/" title="Read Polonia, scontro su fecondazione in vitro: &#8220;da Chiesa minacce e pressioni&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questi giorni saranno esaminati dal Parlamento polacco diversi progetti di legge per regolamentare la fecondazione artificiale. In particolare, il partito del presidente Bronislaw Komorowski, Piattaforma Civica, ha preparato due testi. Uno che riserva la tecnica alle coppie sposate, l&#8217;altro che la estende anche alle coppie non sposate. Il partito di opposizione Diritto e Giustizia di Kaczyński ha invece presentato un testo molto restrittivo, che vieta la fecondazione in vitro con tanto di carcere per i medici. In Polonia si utilizza questa tecnica, ma ancora non esiste una legge in merito. La Chiesa si sta anch&#8217;essa attivando per cercare di condizionare i deputati e il governo, per far passare una normativa che sia il più possibile in linea con la dottrina cattolica. Ad esempio, in una <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;sl=pl&amp;tl=it&amp;u=http://episkopat.pl/%3Fa%3DdokumentyKEP%26doc%3D20101018_1&amp;prev=_t&amp;rurl=translate.google.it&amp;twu=1&amp;usg=ALkJrhjii9Q6EyIHXRNaY1MbRUlx2pLwsg">lettera recentemente inviata dai vescovi polacchi</a> alle più alte cariche dello stato e alle commissioni parlamanetari interessate, si definisce la fecondazione in vitro &#8220;la sorella minore dell&#8217;eugenetica&#8221;. I vescovi avevano già definito la tecnica &#8220;una specie di raffinato aborto&#8221;, accusando i sostenitori di &#8220;schizofrenia morale&#8221;. In una recente intervista, il presidente della conferenza episcopale polacca, l&#8217;arcivescovo Henryk Hoser, è stato chiaro: i deputati che voteranno a favore della fecondazione in vitro &#8220;si metteranno automaticamente fuori della comunità della Chiesa&#8221;.<br />
Ma è arrivata la reazione del portavoce del governo, Pawel Gras, che ha affermato ieri durante una trasmissione <a href="http://www.radiozet.pl/Media/MultiscreenMedia/gosc-radia-zet/19.10.2010-Pawel-Gras">su Radio Zet</a>: &#8220;sono sorprendenti le minacce e i tentativi di pressione&#8221; dispiegati dalla Chiesa per fermare la legge. La Chiesa &#8220;ha il diritto di esprimere la propria posizione&#8221; continua Gras, &#8220;ma non dovrebbe farlo così drasticamente&#8221;. Gras ha inoltre dichiarato: &#8220;viste le reazioni dei deputati, penso che i vescovi otterranno l&#8217;esatto contrario di quello che volevano, non riusciranno a bloccare il dibattimento sulla normativa, che probabilmente sarà approvata quest&#8217;anno&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2010%2F10%2F20%2Fpolonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20scontro%20su%20fecondazione%20in%20vitro%3A%20%E2%80%9Cda%20Chiesa%20minacce%20e%20pressioni%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2010%2F10%2F20%2Fpolonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20scontro%20su%20fecondazione%20in%20vitro%3A%20%E2%80%9Cda%20Chiesa%20minacce%20e%20pressioni%E2%80%9D" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2010%2F10%2F20%2Fpolonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20scontro%20su%20fecondazione%20in%20vitro%3A%20%E2%80%9Cda%20Chiesa%20minacce%20e%20pressioni%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2010%2F10%2F20%2Fpolonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni%2F&amp;linkname=Polonia%2C%20scontro%20su%20fecondazione%20in%20vitro%3A%20%E2%80%9Cda%20Chiesa%20minacce%20e%20pressioni%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2010%2F10%2F20%2Fpolonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni%2F&#038;title=Polonia%2C%20scontro%20su%20fecondazione%20in%20vitro%3A%20%E2%80%9Cda%20Chiesa%20minacce%20e%20pressioni%E2%80%9D" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2010/10/20/polonia-scontro-su-fecondazione-in-vitro-da-chiesa-minacce-e-pressioni/" data-a2a-title="Polonia, scontro su fecondazione in vitro: “da Chiesa minacce e pressioni”"></a></p>]]></content:encoded>
					
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