Si direbbe che il timore stia montando. Sarà che, con un papa come questo, è un po’ difficile nutrire chissà quali aspettative sul futuro. Ma la lotta alla diffusione dell’ateismo sta diventando un chiodo fisso delle gerarchie ecclesiastiche. Oggi, sul quotidiano dei vescovi “Avvenire”, è stato pubblicato un articolo del non notissimo scrittore Giorgio De Simone dal titolo Le ultime spiagge dell’ateismo. L’autore invita a soffermarsi sulla parola “umiltà”. Io mi soffermerei invece sulla parola “guazzabuglio”, perché di questo si tratta. Se la prende con Margherita Hack “che dichiara per la millesima volta che l’aldilà non esiste” (cosa si dovrebbe dire del papa, che avrà ripetuto l’esatto contrario per un numero di volte infinitamente maggiore?); di vecchi scrittori che scrivono dei problemi della vecchiaia; delle parolacce sui libri; della fiction ‘gialla’. E di un paese che non riflette più sul divino. E non a torto, verrebbe da aggiungere: articoli come questo sono una micidiale dimostrazione del declino della cultura cattolica.
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