Per l’8% dei pazienti che entrano in terapia intensiva i medici rianimatori hanno a disposizione un testamento biologico. Il documento che guida ed eventualmente limita il trattamento, in quei reparti spesso invasivo, ancora non e’ ufficiale ma gia’ alcuni pazienti vi fanno ricorso. Emerge da uno studio del Giviti, il gruppo per la valutazione degli interventi in Terapia Intensiva, con sede all’Istituto Nario Negri di Bergamo a cui aderiscono piu’ della meta’ delle terapie Intensive Italiane. Le prime e non definitive elaborazioni dello studio presentato oggi in via preliminare in un meeting del gruppo scientifico a Pesaro, riguardano 3648 pazienti deceduti in 84 unita’ di Terapia Intensiva che nel 2005 hanno ammesso 21428 pazienti in tutto. In oltre 80% dei pazienti studiati, questi sono stati considerati non in grado di esprimere un consenso valido al piano di cure al momento dell ammissione in Terapia Intensiva a causa dell’alterazione della coscienza, condizioni di estremo stress, anestesia. Il paziente raramente puo’ decidere per se stesso e nell’8% dei casi, ha spiegato il coordinatore del Giviti, Guido Bertolini, ‘e’ disponibile una testimonianza formale ed anticipata delle proprie volonta’: il testamento biologico. Lo studio dimostra anche come l’accanimento terapeutico viene evitato senza incidere sui tassi di mortalita’ finale. […]
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