Si è svolta giovedì l’udienza al Tribunale Amministrativo Regionale di Venezia in merito al ricorso presentato da S.L., socia UAAR, contro il ministero dell’Istruzione. Il ricorso è stato presentato nel 2002 in merito all’esposizione di crocifissi nelle aule dell’istituto Vittorino da Feltre di Abano, frequentate dai suoi figli. L’avvocato difensore di S.L., Luigi Ficarra, ha rammentato il pronunciamento dello stesso TAR, emanato lo scorso anno: «Diversamente da quanto avviene per l’insegnamento della religione, che i genitori e gli studenti possono liberamente scegliere, la presenza del crocifisso viene obbligatoriamente imposta attribuendo una posizione di privilegio alla religione cristiana rispetto alle altre confessioni». Come noto, il TAR rimise la questione alla Corte costituzionale. Quest’ultima, accertata la natura meramente regolamentare delle disposizioni (risalenti al ventennio fascista) che autorizzano l’esposizione del crocifisso, ha nuovamente rinviato per competenza la questione al TAR.
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