«In quale condizione vogliamo accostarci alla festa del cielo, se non indossiamo l’abito nuziale cioè l’amore, che solo può renderci belli?. Una persona senza l’amore è buia dentro. Le tenebre esterne, di cui parla il Vangelo, sono solo il riflesso della cecità interna del cuore. Ora che ci apprestiamo alla celebrazione della Santa Messa, dovremmo domandarci se portiamo questo abito dell’amore». È uno dei punti chiave dell’omelia pronunciata questa mattina da Papa Benedetto XVI, che, nella ricorrenza del giovedì santo, nella Basilica Vaticana ha presieduto la santa messa crismale, liturgia che in questo giorno, si celebra in tutte le cattedrali. […]
«Chiediamo al Signore -ha proseguito il Papa- di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell’amore, affinchè siamo persone luminose e non appartenenti alle tenebre.
Infine ancora una breve parola riguardo alla casula. La preghiera tradizionale quando si riveste la casula vede rappresentato in essa il giogo del Signore che a noi come sacerdoti è stato imposto. E ricorda la parola di Gesù che ci invita a portare il suo giogo e a imparare da Lui, che è ’mite e umile di cuorè. Portare il giogo del Signore significa innanzitutto: imparare da Lui. Essere sempre disposti ad andare a scuola da Lui. Da Lui dobbiamo imparare la mitezza e l’umiltà – l’umiltà di Dio che si mostra nel suo essere uomo. […]
